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526 10 2012

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Lack of space, privacy and natural light dene the Japanese housing
scene, but a new generation of clients aren't afraid to creatively combat
the status quo. From Akihisa Hirata to Studio Velocity, we examine the
architectural ingenuity of modern Japanese housing. In Berlin, Magma
responds to consumption using mobile architecture, while in London,
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of controversy. Finally, since architects commonly design their own homes,
we ask why some also design their own bars.
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by Studio Velocity.
Photo Kentaro Kurihara

Trim Dante Bonuccelli / www.dadaweb.it

index 526
P. 29

P. 32

a 526
-------------

people
-------------

cronache dalla biennale - The biennale chronicles


P. 36 - 49

The experTs Take

Topic appraisals

shorT sTories
w

Testi di / Texts by
andreas angelidakis, Julia albani, Jan boelen, Giovanna borasi, Min suk cho, Marco de Michelis, anna foppiano, kurt W. forster, francesco Garutti,
nikolaus hirsch, bjarke ingels, lydia kallipoliti, Matteo poli, angela rui, rotor, Valter scelsi, denise scott brown, henry urbach, Mirko Zardini
foto di / photos by Giovanna silva

display
P. 50 words by Cline Condorelli

abitare

526
(

ottobre / october 2012


P. 52

P. 62


P. 68

palladioMuseuM
------------alessandro scandurra
Saggio di / Essay by
Giovanna borasi

personal conTenT
------------christoph sagel
Matylda krzykowski
Testo di / Text by
Matylda krzykowski

sir John soanes MuseuM


3 inTeriors
------------caruso st John architects
Saggio di / Essay by
Geoff shearcroft
foto di / photos by
hlne binet

P. 78

P. 80

P. 88

Z sTeps
------------Michael schoner

criTical display
------------Conversazione tra / Conversation between
francesco Garutti e kuehn Malvezzi

books, acTs & facTs


-------------

architecture

urbanism
landscape
design
art
communication
research
production

modi di lettura / ways of reading

plus

narrazione / narrative

abitare.it
facebook

panorama

download
reference

archivio abitare

oMbra
P. 90 words by Paolo Fabbri

P. 92

P. 104

edificio residenziale
------------valerio olgiati
Saggio di / Essay by
peter sealy
Foto di / Photos by
Javier Miguel verme

sottosopra
photoGraphy
------------yasushi Matsumoto
shikai tseng
Saggio di / Essay by
angela rui
w

Unstable landscapes

P. 115

oUt of disorder
by takahiro iwasaki
-------------

news, tools and prodUction



P. 122

P. 142

P. 146

the catalogue
la filiera si rinnova
new prodUct lines
------------Testi di / Texts by
Mia pizzi, susanna berengo Gardin
alessia pincini

Un Marchio
per la lUce
a tradeMark for
liGht
------------testo di / Text by
Mario piazza

UpGrade
------------news & events

front cover Edicio residenziale a Zug di / by valerio olgiati, 2012, foto di / photo by Javier Miguel verme 92

Rivista fondata da / Magazine founded by


piera peroni, 1961

Mario piazza
direttore responsabile e art director
editor in chief and art director
giovanna boraSi
vicedirettore / deputy editor in chief
redazione / editorial staff

via angelo rizzoli 8 20132 Milano


tel. +39 / 0225843420 - redazione@abitare.rcs.it
www.abitare.it

Federazioneitaliana editori giornali


Unione StaMpa periodica italiana

chiara Maranzana
caporedattore / managing editor
Mia pizzi
caporedattore produzione
production managing editor
aleSSia pincini
contributing editor

ABITARE sul tuo iPad /on your iPad

architecture, design, art


editors

staff graco /graphic staff

segreteria / secretary

traduzioni / translations

valentina ciUFFi
anna Foppiano
FranceSco garUtti
Matteo poli
angela rUi

carla brUSaFerri
caposervizio / senior editor
Fabio grazioli
caposervizio / senior editor

gabriella orlandi
assistente del direttore
editor in chief assistant

john Foot
Shanti evanS
david lowry
lUiS MigUel Selvelli
Stephen thorne

elena liberatore
caposervizio / senior editor
MaUro Madrigali

Monica gUala
segretaria di redazione
editorial secretary

correzione bozze / copy-editor


pietro biSanti

526

Mettersi in vetrina. Showcasing.

Immagine tratta da un articolo di Bruno Munari (a firma MU.)


su progetti per nuove vetrine dal titolo VENDERE in Tempo, n.80, dicembre 1940.
Image taken from an article by Bruno Munari (signed MU.) on designs for new store windows entitled VENDERE in Tempo, n. 80, December 1940.
The text reads: A plague of locusts, bunches of banana-shoes; and other similar images are generated by the sight
of this shop selling shoes shoes shoes shoes shoes.

526

29

Immagine tratta da / Image taken from: Vetrine Negozi Italiani. Italian Show-Windows and Shops. Italienische Laden Und Schaufenster Gestaltung,
a cura di / edited by Bruno Munari, Emilio Bertonati, LUfficio Moderno, 1961.

30

526

Accompagna limmagine questa nota di Munari: Istintivamente

A note by Munari accompanying the picture reads: By instinct,

la persona semplice cerca di dare un ordine alla propria merce.

the simple person tries to give some order to his goods.

Una regola geometrica elementare mette a posto gli oggetti

An elementary geometrical rule gives order to all the items

e d un senso di piacevole calma e di decorazione. Una regola che vale

from which a pleasant calm and decoration derive. A rule that also

anche per gli architetti e larchitettura, che lultima edizione

holds for architects and architecture, which the latest

della Biennale di Venezia sembra confermare al di l

edition of the Venice Biennale seems to conrm beyond

del Common Ground o del Gran Horizonte.

the Common Ground or Big Horizon. mmpp

people 526

Cline Condorelli

Alessandro Scandurra

Christoph Sagel

Matylda Krzykowski

Adam Caruso, Peter St John

Geoff Shearcroft

Michael Schoner

32

526

Giovanna Silva (Milano, I, 1980)


Dopo la laurea in architettura si dedica alla fotograa. Nella sua ricerca
prevalgono la dimensione urbanistica
e il viaggio: con un lavoro su Bogot
ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2006. Nel 2008 ha pubblicato
Desertions (a+m bookstore), cronaca
del suo viaggio nel deserto americano
con Enzo Mari. Lavora per diverse
riviste italiane ed estere e nel 2010 ha
co-fondato la rivista San Rocco, di
cui si occupa tuttora.
> After graduating in architecture
she turned her attention to photography. Her work gives prominence
to the urban dimension and travel:
she took part in the Biennale di Venezia of 2006 with a project on Bogot. In 2008 she published Desertions (a+m bookstore), which
chronicles her journey through the
American desert with Enzo Mari.
She works for various Italian and
foreign magazines. In 2010 she cofounded the magazine San Rocco,
with which she is still involved. 37
giovannasilva.com
Cline Condorelli
Lavora con larte e larchitettura combinando differenti approcci, dallo sviluppo di strutture per supportare (il lavoro di altri, le forme dellimmaginario
politico, realt esistenti e ttizie) a ricerche complesse sulle forme di condivisione e luoghi del discorso. autore/
editor di Support Structures (Sternberg
Press, 2009) e tra i fondatori dello spazio espositivo per artisti Eastside
Projects, a Birmingham. Insegna presso la NABA di Milano. Tra le sue ultime mostre The Parliament, Archive of
Disobedience (Ume Bildmuseet, Svezia,
2012), Social Fabric (Iniva, Londra e
Lunds konsthall, Svezia, 2012), Surrounded by the Uninhabitable (SALT
Istanbul, 2012).
> She works with art and architecture, combining a number of approaches from developing structures for
supporting (the work of others,
forms of political imaginary, existing
and ctional realities) to broader enquiries into forms of commonality
and discursive sites. She is the author/editor of Support Structures
(Sternberg Press, 2009), and one of
the founding directors of Eastside
Projects, an artist-run exhibition
space in Birmingham, UK; she is
currently Professor at NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) Milan.
Recent exhibitions includes The Parliament, Archive of Disobedience
(Ume Bildmuseet, Sweden, 2012),
Social Fabric (Iniva, London and
Lunds konsthall, Sweden, 2012), Surrounded by the Uninhabitable (SALT
51
Istanbul, 2012).
celinecondorelli.eu

Alessandro Scandurra (Il Cairo,


1968. Vive a / Lives in Milano, I)
Ha iniziato lavorando con il teatro,
realizzando le scenograe dellopera
Fidelio per la produzione open air
della Berlin National Opera. La rappresentazione ha avuto successivamente luogo anche a Parigi, Venezia
e Gerusalemme, in occasione del
3000mo anniversario dalla fondazione della citt. Nel 2001 ha fondato
Scandurrastudio e ha partecipato a
due edizioni della Biennale di Architettura di Venezia. Il suo studio sta
portando avanti numerosi progetti,
tra i quali un complesso residenziale
di tre torri a Milano e un parco territoriale a Brindisi. Associa la carriera
professionale alla ricerca, la scrittura
e lattivit dinsegnamento. Dal 2011
responsabile scientico della Fondazione Portaluppi di Milano.
> He started his career dealing
with theater settings, when he designed the scenography of the opera
Fidelio for the open air Berlin National Opera production which has
been performed in Berlin, Paris,
Venice and Jerusalem on the occasion of the 3000th anniversary of
the Jewish city. In 2001 he formed
Scandurrastudio. He has been taking
part in two editions of the International Architecture Exhibition at
the Biennale di Venezia. The studio
has several ongoing projects such as
a three tower housing complex in
Milan, and a plant visual mitigation
and territorial park in Brindisi. He
pursues his professional career in
conjunction with researching, publishing and teaching activities. In
2011 he has been nominated Head of
Advisory Board of Portaluppi Foun 52
dation, in Milan.
scandurrastudio.com
Christoph Sagel (Essen, DE, 1975.
Vive a / Lives in Berlin)
Fotografo still-life. Nel 1999 ha
aperto il suo studio a Dsseldorf,
prima di estendere le sue attivit
anche a Monaco di Baviera e Amburgo.
> Still-life photographer. In 1999
he set up his own studio in Dsseldorf, before extending his business
62
to Munich and Hamburg.
christoph-sagel.de
Matylda Krzykowski
(Swiebodzice, PL 1982. Vive a /
Lives in Maastricht, NL)
Curatrice e designer, si occupa di design considerandolo come strumento per comunicare e trasmettere
contenuti, soprattutto in collaborazione con gli stessi designer. Ama
creare progetti variegati in cui enfatizza lestetica e la personalit, sulla
base di ogni specica esperienza.

> Initiator, curator and designer,


she is primarily interested in design
as a vehicle for communication and
content distribution, particularly in
connection with the designers themselves. She creates a variety of
projects in which she emphasises
aesthetics and personality, based on
62
the moment of experience.
matyldakrzykowski.com
Caruso St John (London, 1990)
[Adam Caruso (CA, 1962)
Peter St John (UK, 1959)]
Lo studio ha raggiunto la fama internazionale grazie ai progetti in ambito pubblico. Lambito di interesse
riguarda il potenziale emozionale e
sico della costruzione. Questattitudine ha dato luogo a una forte fascinazione per i materiali, supportata da un impegno nella ricerca
accademica e professionale. Pasticcio
la mostra curata dallo studio per la
13. Biennale di Architettura di Venezia. Adam Caruso ha studiato presso
la McGill University di Montral e
ha lavorato per Florian Beigel e Arup
Associates. stato Visiting Professor presso lAccademia di architettura di Mendrisio, la Graduate School
of Design della Harvard University e
la London School of Economics. Dal
2011 insegna architettura e costruzioni allETH Zrich. Peter St John
ha studiato alla Bartlett School of
Architecture, University College
London, completando la sua formazione presso lArchitectural Association. Ha lavorato per Richard Rogers, Florian Beigel, Dixon Jones e
Arup Associates. Attualmente collabora con la Scott Sutherland School
of Architecture ad Aberdeen e con la
Cardiff School of Architecture.
> The studio has gained an international reputation for excellence in
designing contemporary projects in
the public realm. The practice is interested in the emotional potential
and physical qualities of construction. This attitude has developed out
of a fascination for materials, backed
up with an involvement in academic
and ofce based research. Pasticcio is
the exhibition curated by the ofce
for the 13th Biennale di Architettura
di Venezia. Adam Caruso studied architecture at McGill University in
Montral and worked for Florian Beigel and Arup Associates. He has been
Visiting Professor at the Academy of
Architecture in Mendrisio, at the
Graduate School of Design at Harvard University, at the ETH Zrich,
and on the Cities Programme at the
London School of Economics. In
2011 Adam Caruso was appointed
Professor of Architecture and Construction at the ETH Zrich. Peter
St John began his architectural stu-

dies at the Bartlett School of Architecture, University College London,


completing them at the Architectural
Association in 1984. He worked for
Richard Rogers, Florian Beigel, Dixon Jones, and Arup Associates. He
is currently an external examiner at
the Scott Sutherland School of Architecture in Aberdeen and Cardiff
68
School of Architecture.
carusostjohn.com
Hlne Binet (Sorengo, CH, 1959.
Vive a / Lives in London)
Ha studiato fotograa allIstituto
Europeo di Design a Roma, dove si
formata, sviluppando uno specico
interesse nella fotograa darchitettura. I suoi lavori sono stati pubblicati in numerosi libri, ed esibiti in
mostre nazionali e internazionali.
> She studied photography at the
Istituto Europeo di Design in Rome,
where she grew up, and soon developed an interest in architectural
photography. Her work has been
published in a wide range of books,
and is shown in both national and
68
international exhibitions.
helenebinet.com
Geoff Shearcroft (Ascot, UK, 1977)
Architetto e scrittore, co-fondatore nel 2003 dello studio associato
AOC, con cui ha realizzato, tra i lavori pi recenti, la Spa School per
bambini con problemi di autismo,
una mostra permanente alla Tower
of London e la risistemazione del
Royal Armouries Museum, a Leeds.
Insegna alla London Metropolitan
University ed visiting professor
presso la Yale University. Collabora
con diverse riviste di architettura e
tiene conferenze.
> Architect, writer and co-founder of AOC, a practice of architects,
urbanists and interpreters, established in 2003; among their recent
works, Spa School for young people
with autism; a permanent exhibition
at the Tower of London and the redevelopment of the Royal Armouries Museum, Leeds. He currently
runs an architectural design studio
at London Metropolitan University
and is a visiting professor at Yale
University. He is a frequent contributor to public architectural discourse
through conferences, debates, review panels and media, and writes
and contributes to a variety of publi 71
cations.
theaoc.co.uk
Michael Schoner (Giessen, DE,
1977. Vive a / Lives in Amsterdam)
Architetto e designer, ha lavorato in
studi internazionali in Germania,
Spagna e Paesi Bassi, prima di fondare il proprio nel 2010, dove si occupa

Otto Watt. Tune your White.


Otto Watt, design Alberto Meda / Paolo Rizzatto
Luce bianca fredda
Luce bianca calda
per attivit di precisione. per i momenti di relax.

people 526

Johannes Kuehn, Simona Malvezzi,


Wilfred Kuehn

Paolo Fabbri

Valerio Olgiati

Peter Sealy

Yasushi Matsumoto

Shikai Tseng

34

526

principalmente di furniture design e


arredamento. alla ricerca di forme
semplici, per assegnare unidentit
agli oggetti tramite interventi di de
sign semplici. affascinato dalla co
struzione, la geometria, lo spazio, la
massa, i vuoti e la percezione altera
ta, la creazione di doppi o multipli
signicati. Alcuni dei suoi progetti
concernono linterazione sociale. Ha
lavorato, tra gli altri, con latelier da
nese Rijksbouwmeester, lAlvar Aal
to University e Droog Design.
> Architect and designer, he has
worked for international rms in
Germany, Spain and The Nether
lands, before founding his own stu
dio in 2010: he switched his focus to
furniture and objects. He searches
for simple forms and giving objects
identity through simple design op
erations. His is fascinated with con
struction, geometry, space, mass and
voids and twisting perception, creat
ing double or multiple meanings.
Some of his designs are made for so
cial interaction. Among others he
has worked together with Dutch At
elier Rijksbouwmeester, Alvar Aalto
University and Droog Design. 78
michaelschoner.de
Kuehn Malvezzi Architects
(Berlin, 2001)
[Johannes Kuehn (Hamburg, DE,
1969), Wilfried Kuehn (Hamburg,
DE, 1967), Simona Malvezzi
(Milano, I, 1966)]
La progettazione museale al cen
tro del loro lavoro. Attualmente lo
studio sta completando lamplia
mento del Museum Berggruen a
Berlino, e lavorando al restauro e
allestimento della collezione del
lHerzog Anton Ulrich Museum a
Braunschweig e al display del Kun
stgewerbemuseum di Berlino. Negli
ultimi anni hanno progettato anche
numerosi edifici per clienti privati
(uffici, alberghi, abitazioni). I loro
progetti sono stati esposti in mo
stre internazionali collettive e per
sonali, tra cui il Padiglione Tedesco
della 10. Biennale di Architettura di
Venezia (2006). In occasione della
13. Biennale di Architettura di Ve
nezia presentano due installazioni
al Padiglione Centrale ai Giardini in
collaborazione con Candida Hfer
e Armin Linke.
> Museum and exhibition design
is the main focus of their work. Cur
rently the ofce is planning the ex
tension for the Museum Berggruen
in Berlin as well as the refurbishment
and collection display of the Herzog
Anton Ulrich Museum in Braunsch
weig, and the permanent exhibition
collection of the Kunstgewerbemu
seum Berlin. During the last years
numerous buildings for private cli

ents were completed, including resi


dential houses, business premises
and hotels. Their projects have been
shown in international solo and
group exhibitions, amongst others in
the German Pavilion at the 10th Bi
ennale di Architettura di Venezia
(2006). In the occasion of the 13th
Biennale di Architettura di Venezia
Kuehn Malvezzi are presenting two
intallations at the Central Pavilion
at Giardini together with Candida
80
Hfer and Armin Linke.
kuehnmalvezzi.com

Paolo Fabbri (Rimini, I, 1939)


Docente di Semiotica presso la Fa
colt di Scienze Politiche, LUISS
(Libera Universit Internazionale di
Studi Sociali) di Roma e di Semiotica
della Marca presso lIstituto di Co
municazione dello IULM (Istituto
Universitario di Lingue Moderne) di
Milano. direttore del Laboratorio
Internazionale di Semiotica a Vene
zia (LISAV), presso lIstituto Uni
versitario di Architettura, Venezia,
(IUAV). Coordinatore scientico
del Centro di Semiotica e Linguisti
ca dellUniversit di Urbino. Ha
scritto libri, articoli, edito e tradotto
libri in pi lingue (francese, inglese,
spagnolo, portoghese, tedesco, litua
no) sui problemi della semiotica, del
linguaggio e della comunicazione.
Ha svolto unattivit nazionale e in
ternazionale di pubblicazioni (dirige
le riviste Quaderni della Biennale e
La ricerca semiotica) e di ricerca.
Fa parte del comitato scientico o
editoriale di numerose riviste e isti
tuzioni nazionali e internazionali.
Ha fondato il Centro di Semiotica di
Urbino nel 1970.
> Semiologist, he teaches at LUISS
(Libera Universit Internazionale di
Studi Sociali) in Roma e and at Isti
tuto di Comunicazione, IULM (Isti
tuto Universitario di Lingue Moder
ne) in Milan. He has written books
and articles and translated books in
various languages (French, English,
Spanish,
Portuguese,
German,
Lithuanian) on problems of semiot
ics, language and communication. He
has been involved in other publica
tions at national and international
level (he runs the Quaderni della Bi
ennale and La Ricerca Semiotica
magazines) and research. He sits on
the scientic or editorial committee
of numerous magazines and national
and international institutions. He
founded the Centre for Semiotics in
91
Urbino in 1970.
paolofabbri.it
Valerio Olgiati (Chur, CH, 1958.
Vive a / Lives in Flims)
Ha studiato architettura presso

lETH Zrich. Lavora a Flims con la


moglie Tamara. Esiste oltre una doz
zina di monograe dedicate al suo
lavoro. La pi recente mostra indivi
duale si tenuta al MoMA Tokyo
nel 2011/12. Come guest professor ha
insegnato presso lETH Zrich, lAA
di Londra e la Cornell University di
New York. Nel 2009 ha ottenuto la
Kenzo Tange Chair presso lHarvard
University di Cambridge. Dal 2002
professore di ruolo allAccademia di
Architettura di Mendrisio, presso
lUniversit della Svizzera italiana.
> He studied architecture at ETH
Zrich. He works in Flims with his
wife Tamara Olgiati. There are more
then a dozen monographs about his
work. The most recent solo exhibition
was at MoMA Tokyo in 2011/12. As a
guest professor he taught at ETH
Zrich, AA London and Cornell Uni
versity, NY. In 2009 he led the Kenzo
Tange Chair at Harvard University,
Cambridge. Since 2002 he has been a
full Professor at the Accademia di ar
chitettura Mendrisio at the Universit
92
della Svizzera italiana.
olgiati.net
Javier Miguel Verme (Berna, CH,
1970. Vive a / Lives in Coira, CH)
Architetto e fotografo freelance,
cresciuto a Lima, in Per. Vive in
Svizzera, dove si laureato presso
lETH Zrich.
> Architect and freelance photog
rapher, he grew in Lima, Peru. He
lives in Switzerland, where he gradu
92
ated at ETH Zrich.
Peter Sealy (Montral, 1982.
Vive a / Lives in Cambridge, USA)
dottorando presso lHarvard Uni
versity, dove studia il ruolo della foto
graa nellarchitettura moderna. Ha
lavorato a Montral presso il Canadian
Centre for Architecture come mem
bro del team curatoriale di diverse mo
stre, tra cui Actions and Journeys.
> He is a PhD student at Harvard
University, where he studies pho
tographys role in modern architec
ture. He has worked at the Canadi
an Centre for Architecture in
Montral as part of the curatorial
team for exhibitions including Ac 94
tions and Journeys.
Yasushi Matsumoto (Hyogo, JP,
1973. Vive a / Lives in Tokyo)
Si laurea in Scienze Ambientali pres
so la Keio University e si specializza
con un master in Ingegneria presso il
Chiba Institute of Technology. Dal
1998 lavora per Canon alla sezione
centrale di design. Da febbraio 2010,
per due anni, stato ricercatore
presso il Dipartimento INDACO
del Politecnico di Milano, sotto la
guida di Andrea Branzi.

> A graduate in Environmental


Sciences at the Keio University, he
specialised with a Masters Degree in
Engineering at the Chiba Institute
of Technology. Since 1998 he has
worked for Canon, in the central de
sign section. For two years from
February 2010 he worked as a re
searcher at Politecnico di Milanos
INDACO Department, under the
104
guidance of Andrea Branzi.
yasushi-matsumoto.com
Shikai Tseng (Taipei, 1984. Vive a /
Lives in London)
Influenzato dalla cultura orientale e
dallo spirito davventura occidenta
le, nel suo lavoro ama sperimentare
e mettere in discussione ogni gene
re di processo di produzione, por
tando lordinario a soluzioni inedi
te. Dopo aver concluso il master in
Design Products al Royal College of
Art, ha fondato il suo studio. Mi
piacciono i processi che portano
alla luce gli oggetti, scoprire le sto
rie dietro le cose, lavorare con le
persone che danno corpo ai prodot
ti. Mi piacciono le domande e le
sfide, mi piace quello che faccio:
arte e design.
> Influenced by oriental culture
and Western spirit of adventure,
his works represents subtle and ex
perimental characteristic at the
same time. After finishing his MA
in Design Products at the Royal
College of Art, he established his
own practice. He is particularly in
terested in challenging all kind
processes of production and brings
the usual process to a new stage
which is based on deeply under
standing the material. I like the
processes that bring out the objects,
I like to discover the stories behind
the things, I like to work with the
people who actually make the pro
ducts. I like questions and challen
ges, I love what I am doing: Art and
110
design.
shikaitseng.com

Takahiro Iwasaki (Hiroshima, JP,


1975)
Ha esposto in numerose gallerie in
Giappone e negli Stati Uniti. Oltre
alle opere presentate in queste pagi
ne, sta lavorando sul progetto Plant
Architecture (Potato) sviluppato du
rante una residenza alla Loughbo
rough University, Regno Unito.
> He has exhibited in many gal
leries in Japan and the United
States. As well as the work present
ed on these pages, he is working on
the Plant Architecture (Potato)
project, which originated during his
time at Loughborough University
115
in the UK.

CRONACHE
DALLA BIENNALE
THE BIENNALE
CHRONICLES
andreas angelidakis
Julia albani
Jan boelen

Min suk cho

Marco de Michelis
kurT W. ForsTer

nikolaus hirsch
bJarke ingels
lydia kallipoliTi
roTor
ValTer scelsi
denise scoTT broWn
henry urbach
Mirko Zardini

foto di / photos by
GIOVANNA SILVA

36

526

olto stato scritto e detto


sul formato di mostre
temporalmente ricorrenti.
Criticata o apprezzata, la Biennale
di Venezia offre a ogni edizione
loccasione per riettere non solo
sul tema proposto, ma soprattutto
per sollevare questioni pi generali
su formato, senso e scopo
di un evento di questa natura.
Come leggere quindi una Biennale?
"Abitare" riscopre e rilancia
una sezione presente nella sua
storia, le Cronache: un efcace
strumento per indagare a pi voci
i molti aspetti di una mostra.
Lintento quello di riettere
collettivamente e da pi punti
di vista sugli obiettivi
e i tempi di questa mostra,
per far emergere e cogliere
quali siano i temi del dibattito
architettonico e perch siano
presenti o assenti nella mostra.
Questo racconto a pi voci
si articola a sua volta
in tre diverse parti*.
The experTs Take raccoglie
le riessioni di alcuni eccellenti
visitatori alla Biennale su limiti
e ambizioni di questa forma
espositiva. Commenti e idee
come critiche alla mostra,
ma anche come valide riessioni
per future edizioni.
Topics appraisals focalizza
e discute temi presenti nelle
diverse partecipazioni e sezioni,
rintracciabili anche al di fuori
della mostra in un dibattito
contemporaneo pi allargato.
shorT sTories riporta alcune
brevi ma puntuali osservazioni
su temi, contenuti e aspetti
notabili di questa specica
edizione della Biennale.

Una lettura apparentemente


frammentaria che vuole usare
loccasione della mostra
per far emergere contenuti
e temi di dibattito, andando
oltre la polemica sullefcacia
raggiunta o meno da questa
tredicesima edizione
della Biennale.

*Nel preparare questo numero


di "Abitare abbiamo attentamente studiato
la rivista The Exhibitionist (vedi p. 89).
Ci siamo ispirati alla sua brillante
e articolata struttura editoriale per organizzare
le diverse parti delle nostre Cronache.

uch has been written


and said about the format
of exhibitions that are held
at regular intervals. And while
it may come in for just as much
criticism as it does praise,
the Venice Biennale is always
an opportunity not just to reect
on the theme being presented,
but more importantly to raise
general issues about the format,
meaning and purpose of an event
of this nature. So how can we read
a Biennale? Abitare has
rediscovered and relaunched
a section which it once provided
for readers, the Chronicles:
an instrument with which to
investigate via a range of different
opinions the many aspects
of an exhibition. The intention
is to reect collectively and from
a variety of angles on the purpose
and timing of this exhibition, and
to reveal and understand precisely
what the themes of architectural
debate are, and why they are
present or absent from this
exhibition. This multi-faceted
approach breaks down into three
different parts*.

The experTs Take brings together


the reections of a number
of prominent visitors
to the Biennale about the limits
and ambitions of this type
of exhibition. Comments and ideas
as criticisms of the exhibition,
but also as valid reections
for future editions.
The section Topics appraisals
is a discussion of the themes
present in different participations
and sections, which also extend
beyond the exhibition and prompt
a wider contemporary debate.
Finally, shorT sTories, which
offers brief but detailed
observations on the most
important issues, contents
and aspects of this edition
of the Biennale.

An apparently fragmentary reading


that sets out to reveal the themes
and content for debate, and goes
beyond a discussion of whether
this 13th Biennale has done its job
properly or not.

* In preparing this issue of Abitare


we studied the magazine The Exhibitionist
(see p. 89) with some care. We were inspired
by its brilliant and elaborate editorial structure
in the organisation of the different sections
of our Chronicles.

Urban-Think Tank, Justin McGuirk, "Torre David / Gran Horizonte",


Valerio Olgiati, "Pictographs Statements of Contemporary Architects", Arsenale.

526

37

due Anni sono


un giusto intervAllo
di tempo per elAborAre
unA nuovA teoriA
o interpretAzione
del dibAttito
Architettonico
corrente?
does two years seem
the right amount
of time to create
a set of new theories
or for a new reading
of current architectural
debate?
JuliA AlbAni
curatore e critico / curator and critic
lisboa / berlin

Credo sia assolutamente cruciale porsi


questa domanda in un momento in cui
larchitettura e gli architetti iniziano a
praticare terreni a loro ancora sconosciuti. Anzi, forse sarebbe stato utile aver
incominciato a ragionare prima su questi
temi, per evitare quello che successo
nelle ultime edizioni della Biennale che
a parte pochi interventi interessanti
rintracciabili nel campo di battaglia di
dichiarazioni e allestimenti dellArsenale
e dei Giardini si erano ridotte a un rituale consolatorio abbastanza ripetitivo
in cui gli architetti erano assecondati nel
loro bisogno di prestigio e di esclusivit.
Quando invece la Biennale avrebbe potuto essere unefcace piattaforma e occasione di riessione, scambio, discussione
ed esposizione di idee. Poi c la ricorrente lamentela del poco tempo a disposizione. Lesistenza delle reti globali di
comunicazione e di scambio ha vanicato il ruolo della Biennale come grande
mercato e era in cui presentare o scoprire altri progettisti e unaltra architettura.
Due anni sono effettivamente un periodo troppo breve per elaborare e articolare nuove teorie, e anche per proporre
nuove letture allinterno del dibattito
corrente. Dico questo considerando le
risorse in campo e che un peccato non
valorizzare al massimo il formidabile forum di idee reso possibile dalla grande
afuenza di pubblico a Venezia. C da
domandarsi se non funzionerebbe meglio, anche per larchitettura, la cadenza
di cinque anni che Documenta, nel campo dellarte contemporanea, investe nella
ricerca e nel programma curatoriale.
It is absolutely crucial to ask this
question today, as architecture and architects enter new unknown elds, and
it should have been discussed some time
ago, in order to avoid what happened in

38

526

the past editions which apart from a


few remarkable examples within the
battleground of statements and shows
in the Giardini and the Arsenale, have
become rather a repetitive consolation
or ritual for architects, in order to feel a
sense of glamour and exclusiveness,
rather than a useful platform and a moment to reect, share, discuss and expose. And to constantly hear the whining of too little time... Considering current digital communication, network
and exchange platforms world wide, the
Biennale lost its role as a market or fair
ground where to present and discover
new projects or names. And two years
then became a short time in which to
identify and dene new theories and to
expose a much needed new reading of
the current architectural debate, with
respect for the resources and the fact
that the audiences coming to Venice
have the unique potential to create a
real forum. One could think about the
ve years, which the Documenta as the
forum for contemporary arts invests in
the research and curating in this context
and ask why is there not such a format
for architecture.

shorT sTories / 01

angola | Beyond enTropy angola


Le conurbazioni congestionate di Luanda sono il territorio di ricerca e di lavoro nel quale ipotizzare una soluzione ai problemi di riqualicazione urbana e
infrastrutturale delle citt africane. Negli spazi interstiziali di un territorio in
continua e veloce trasformazione, Beyond Entropy Angola propone la piantumazione di unessenza precisa, Arundo donax, per ltrare le acque sporche
e produrre biomassa. Giardino, infrastruttura e spazio comune.
The overcrowded conurbations of Luanda are the subject of a research
project aimed at nding solutions to the problems of urban and infrastructure
redevelopment in African cities. In the interstitial spaces of a continuously and
rapidly evolving territory, Beyond Entropy Angola envisages the planting of
a particular tree, Arundo donax, to lter dirty water and produce bio-mass.
Garden, infrastructure and shared space.

Beyond Entropy Angola

The experTs Take / 01

Commissario / Commissioner ministero della cultura della repubblica dellangola /


ministry of culture of the republic of angola Curatori / Curators stefano rabolli Pansera,
Paula nascimento partecipante / participant beyond entropy

AndreAs AngelidAkis
architetto e artista / architect and artist
atene / athens

Credo che, nellorganizzazione di una


mostra, non esista in realt alcuna relazione tra format e tempo, a parte il fatto
che ovviamente un grande evento necessita di una lunga preparazione. Quello che veramente conta sono le decisioni
curatoriali e le relazioni tra le opere. Ormai non pi pensabile esporre qualcosa di veramente nuovo o dei lavori in
corso, dal momento che tutto, nellera
di Internet, inevitabilmente vecchio.
Oggi infatti nessun progetto pu essere
considerato del tutto inedito, questa
dimensione irrevocabilmente perduta. Lobsolescenza arriva nel giro di poche ore, tutto si consuma velocemente,
tutto immediatamente sviscerato. Arrivederci. Arrivederci contenuto e teoria, e arrivederci anche alla comprensione degli edifici, vecchi e nuovi. Ogni
periodicit ha delle potenzialit, Documenta diventata un grande evento nel
suo proporsi ogni cinque anni. Lasciamo che una mostra si costruisca nellarco di dieci anni e avremo un mostro.
Viviamo in una tale nebulosa di ununderstanding (la parola al momento non esiste ma potrebbe avere un certo successo), il panorama nanziario della crisi
cos incomprensibile che noi, senza
troppe domande, lo diamo per acquisito. Gli edici sono spesso complici colpevoli di questa condizione, in quanto
strumenti di sviluppo. Il territorio produce crisi per preparare il terreno a nuove forme di sviluppo, e quindi a nuovi

shorT sTories / 02

pieT oudolf
Nei mesi tra una mostra e laltra i luoghi della Biennale sono silenziosi ma
continuano a respirare. Anche il Giardino delle Vergini, allArsenale, in cui Piet
Oudolf intervenuto una prima volta nel 2010, trasformando masse di vegetazione intricata in un paesaggio delicato e composito di piante e di ori.
Variet in evoluzione. Oudolf tornato per questa Biennale, aggiungendo
nuove essenze, scegliendo specie che orissero a ne estate.
In the months between one exhibition and another the Biennale locations fall
silent but they continue to breathe. This also happens at the Giardino delle
Vergini, at the Arsenale, which Piet Oudolf rst worked on in 2010, transforming
masses of tangled vegetation into a delicate composite landscape of plants
and owers. Variety evolving. Oudolf came back for this Biennale, adding new
plant forms, choosing in particular species that ower in late summer.

Herzog & de Meuron, "Elbphilarmonie.


The construction site as a common ground of diverging interests", Arsenale.

Short StorieS / 03

iSraele / iSrael | aircraft carrier


Crisi mediorientale del 1973: linuenza economica statunitense su Israele
strategia politica per annientare lalternativa sovietica agir sullo sviluppo sociale del paese in modo denitivo, diffondendo il consumismo. In "Aircraft Carrier"
i fenomeni registrati diventano infrastruttura tematica in cui leggere linuenza
delle idee americane sullarchitettura israeliana. In vendita al Merchandising
Shop oggetti che, al piano superiore, diventano elementi di uno spazio critico.
The Middle East Crisis of 1973: the economic inuence of the United States
on Israel a political strategy to destroy the Soviet alternative had a permanent effect on the social development of the country, bringing with it widespread consumerism. In "Aircraft Carrier" the phenomena recorded become a
thematic infrastructure through which to interpret the inuence of American
ideas on Israeli architecture. On sale at the Merchandising Shop objects
which, on the oor above, become elements of a critical space.
foto di / photo by Florian Holzherr

commissari / commissioners Miki Gov, Arad Turgeman curatori / curators Erez Ella,
Milana Gitzin Adiram, Dan Handel collaboratori / collaborators HQ Architects, Tal Erez, Ifat Yairi,
Ariel Adiram, Nurit Moscovici Amar Partecipanti / Participants Assaf Evron, Fernando Guerra,
Florian Holzherr, Nira Pereg, Jan Tichy

edifici. Forse sarebbe compito delle


Biennali mettere a fuoco modelli alternativi pi che insistere a esporre il risultato degli incarichi recenti di Zaha. Forse larchitettura, nella sua posizione
strategica tra sviluppo e cittadini, uno
strumento valido per cercare di comprendere lo stato delle cose, proponendoci una chiave di lettura del mondo.
By now I think there is no relation
between format and time, apart from
that it takes time to organize a large exhibition. The weight falls on curatorial
decisions and sequence between works,
an exhibition can no longer introduce
the new or present the current, they are
both old, because we are on Internet
time. Projects can no longer be considered brand new, that term is expired.
Everything brand new is already old
within hours, it has already been consumed, we have already scrolled through
it. Goodbye. Content and theory
yes, understanding of buildings new or
old yes too. Any schedule is great, Documenta just becomes a bigger thing with
its ve years. Let an exhibition grow for
10 years and well have a monster. We
are living in such a cloud of ununderstanding (that word doesnt exist but
there is a market for it), the financial
landscape of crisis is so hard to understand that we just take it for granted.
Buildings are often guilty conspirators
in this situation, since they are the tools
of development. The landscape produc-

es crises to prepare the ground for new


development, for new buildings. Maybe
the Biennali should focus on the alternatives to this model, rather than presenting Zahas new commissions. Maybe Architecture, sitting as it does between development and citizen, is strategically positioned to help explain the
situation, describe for us the world.

the exPertS take / 02

A chi si rivolge oggi


lA BiennAle? rispetto
Al pAssAto questo
puBBlico in quAlche
modo cAmBiAto?
WHAT Is THE TArGET
AuDIENcE For THE BIENNAlE?
HAs THIs AuDIENcE
cHANGED ovEr TIME?
Kurt W. Forster
critico e storico dellarchitettura / architecture
historian and critic
new york

Pi che rivolgersi a una sfera denita


di visitatori, soprattutto architetti e
persone legate a questa professione,
ogni direttore di Biennale sceglie una
rotta che, in qualche modo, induca in
526

39

tentazione anche coloro che non avevano in programma un viaggio a Venezia.


Il tema di ogni Biennale di architettura
funziona quindi come fattore di attrazione sia esso lidea semplice che People Meet in Architecture (concetto sagacemente interpretato da una trattoria
locale come: People Eat in Architecture) o quella di Common Ground
suggerendo una formula in qualche
modo ecumenica. In realt si tratta poi
di slogan pi che di idee, anche se ognuno di questi temi ha una propria evidente efficacia. I visitatori frastornati
dallapoteosi dei progetti di Kollhoff (e
dagli ancora pi pesanti modelli di pietra) e coloro che lentamente metabolizzano il panorama sgranato e piovoso
degli edici neutri presentati nel Padiglione Svizzero troveranno pi interessante esplorare lun-common ground
del Padiglione Russo o lunderstatement elegantemente allestito nel Padiglione Tedesco. Di questi, e di molti altri, il grande pubblico forse non si ancora del tutto accorto.
Rather than relying on a stable core
of visitors, chiey architects and people
associated with the profession, each Biennale director strikes out in a direction
that might touch a chord among people
who would, without such temptation,
probably never travel to Venice. The
theme of an architecture Biennale acts
as an attractor be it the simple idea
that People Meet in Architecture (a
nearby trattoria slyly turned the formula
into People Eat in Architecture) or
Common Ground, suggesting a more
all-encompassing scope. As it turns out,
both are basically slogans rather than
ideas, but each exercises a power of its
own. The public that is attracted to an
apotheosis of Kollhoffs heavy-handed
buildings (including even heavier mockups in stone) and visitors who find the
rainy-grainy panorama of deliberately
bland buildings in the Swiss Pavilion
weighing heavy on their stomachs, will
be intrigued by the exploration of most
un-common ground in the Russian Pavilion and the elegantly installed understatements in the German one. For each,
and numerous others, the public has yet
to awaken to the call.

to Influence future
practIces In archItecture
and urban plannIng?
marco De michelis
direttore della Fondazione Antonio Ratti,
professore allo IUAV di Venezia /
director of the Fondazione Antonio Ratti,
professor at the Venice IUAV
milano

Le mostre di architettura non inuenzano la pratica. Credo siano esse


stesse architettura. Alcuni progetti fondamentali della storia dellarchitettura
sono stati proprio delle mostre. Le
esposizioni di progetti disegni, modelli, urbanistica, masterplan sono in fondo molto noiose, a meno che appunto
non siano esse stesse architettura. Penso al padiglione dellEsprit Nouveau di
Le Corbusier per lEsposizione delle
Arti Decorative del 1925, o anche alla

mostra This is Tomorrow (1956) alla


Whitechapel di Londra. Allo stesso
modo nito il tempo in cui la Biennale
si presentava come un bilancio dello
scenario dei progetti in corso o delle architetture realizzate, facendo cos il
punto sulla disciplina. Le informazioni
corrono nel presente e non sono sicuro
che la Biennale sia in grado di proporsi
come architettura e contemporaneamente presentare una riessione lucida
sulla contemporaneit. Ci era riuscito
Paolo Portoghesi con la sua Strada Novissima facendo architettura e contemporaneamente ritraendo let Postmoderna. E teniamo anche conto dei capricci incomprensibili della dirigenza
della Biennale che trasforma una commissione di due anni in un lavoro curatoriale di otto mesi.
Architecture exhibitions dont inuence the architecture practice. I think
theyre architecture in their own right.

shorT sTories / 04

GrafTon archiTecTs + paulo Mendes da rocha

Is an exhIbItIon lIke
the bIennale stIll able
40

526

Denise scott Brown


architetto e urbanista / architect and urbanist

Un felice caso, in questa Biennale, di common ground indotto: per le Grafton,


loccasione pregressa di un incarico in America Latina (campus universitario
UTEC a Lima) diventa un dialogo operativo con il maestro brasiliano Paulo
Mendes da Rocha su natura-paesaggio-costruzione; su architettura, grandi
spazi e orizzonti; sullo studio della sezione libera. Il loro incontro si traduce
anche nellevidenza materiale dei grandi modelli esposti che confrontano alle
varie scale il nuovo progetto per lUTEC e lo Stadio Serra Dourada (Goinia,
1973) di Mendes da Rocha.
A successful case, at this Biennale, of induced common ground : for
Grafton, an earlier commission in Latin America (UTEC university campus in
Lima) becomes a working dialogue with the Brazilian master Paulo Mendes da
Rocha on nature-landscape-construction; on architecture, large spaces and
horizons; on the study of the free section. The encounter between them also
translates into the material evidence of the large models displayed which
compare, at various scales, the new UTEC project and the Serra Dourada
Stadium (Goinia, 1973) by Mendes da Rocha.

The experTs Take / 03

Una mostra come


la Biennale pU ancora
inflUenzare la pratica
fUtUra DellarchitettUra
e DellUrBanistica?

Some key designs in architecture history


were exhibitions. In the end, architecture exhibitions drawings, models, urban planning, masterplans are very
boring unless theyre architecture in
their own right. A good example, I think,
is Le Corbusiers Pavillon de LEsprit
Nouveau, which he designed for the
Paris Exposition des Arts D-coratifs of
1925, as well as the exhibition This is
Tomorrow (1956) at Whitechapel in
London. The times when the Biennale
took stock of projects in progress and
completed buildings the whole discipline of architecture are long gone.
Information circulates in the present
nowadays, and Im not sure that the Biennale is in a position to offer itself as
architecture and at the same time offer a lucid account of todays architecture. Paolo Portoghesi managed it with
his Strada Novissima by simultaneously
making architecture and painting a portrait of the Post-Modern era. And we
also have to reckon with the incomprehensible capriciousness of a Biennale
management that reduces the effective
committee time available for curatorial
work from two years to eight months.

Team Yvonne farrell + shelley Mcnamara, ger carty, philippe osullivan, simona castelli, kieran obrien,
Matt Mccullagh, James rossa ohare, donal oherlihy, Joanne lyons, david J. healy, Ivan oconnell,
edwin Jebb sculture / sculptures eileen Macdonagh committente / client utec lima

philadelphia

Nel nostro viaggio alla ricerca della


verit della vita, soprattutto della vita
nelle citt, noi architetti finiamo per
concentrarci sul nostro ombelico. Ci
domandiamo: Cosa ha fatto Corbu? E
Rem?. Porsi queste domande pu anche avere un senso, ma solo se ci teniamo anche al corrente delle questioni pi
importanti, soprattutto di quelle sociali, almeno con lo stesso impegno con il
quale oggi ci informiano sulle strutture
degli edifici e conosciamo la storia
dellarchitettura. Questo non signica
che larchitettura non sia importante.
Al contrario, proprio quando le sde
sono pi dure che necessario, in architettura, la migliore capacit di immaginazione. I progettisti di talento dovrebbero aiutare chi fresco di studi ad affrontare i problemi del presente con un
forte grado di immaginazione, non
come visionari folli che ignorano le difcolt evidenti, non come falsi scienziati sociali che considerano irrilevanti le
condizioni materiali, ma come artisti
idealisti che mettono in campo tutto ci
che larchitettura pu offrire, e che pu
aiutare a mettere a fuoco le questioni
veramente importanti, e il talento necessario a tirare fuori la bellezza di
certo una bellezza agonizzante dalla
dura realt. Questo quanto hanno fatto i primi Moderni, e sarebbe un ruolo
nobile per la Biennale il pi nobile. Ma
chi potrebbe essere in grado di elaborare una strategia efcace per tutto ci?

Topics ApprAisAls / 01

Anonimo,
consapevole
Anonymous,
aware
e risposte alla chiamata di David Chippereld a
rendere evidente allestire il corrente Common Ground dellarchitettura sono sembrate a molti,
se non a tutti, la conferma che si trattasse di un tema
aperto, di un programma o anche di uno slogan in fondo duttile, variamente interpretabile, generoso o generico a seconda del giudizio sul risultato complessivo.
Common Ground come campo di un sapere disciplinare condiviso e occasione di responsabilit civile;
Common back-Ground, se cos si pu dire, come
orizzonte culturale e relazionale entro cui i progettisti
trovano ispirazione e confronto con colleghi e spiriti
affini: queste le due interpretazioni ricorrenti. Ma,
forse in un dialogo silenzioso con Richard Sennett (che
ha messo insieme con Chippereld le due parole efcaci di questo titolo) e con il senso di fare le cose insieme (together), si articolata una terza corrente di idee,
meno ordinata e impaginata ma anche pi inaspettata
e vitale. Corrente che registra lesistenza diffusa e sempre pi consapevole di processi, legati allabitare e alla
fruizione collettiva dello spazio, che coinvolgono, ridimensionano o addirittura fanno serenamente a meno
della gura canonica dellarchitetto, costruendosi direttamente sulliniziativa e sulle aspirazioni dei cosiddetti user, ovvero le persone. Abitare collettivo autogestito (Torre David presentata da Urban-Think
Tank+McGuirk+Baan), pianicazione bottom-up (RUrban Commons di Atelier dArchitecture Autogre
e Hands-On Urbanism di Elke Krasny), organizzazione spontanea in scenari urbani quasi apocalittici
(Freeland di The Why Factory / MVRDV), messa in
rete delle culture e delle istituzioni di quartiere (Open
Air Pulpit Carrom Tournement di MUF), diritto alla
citt (Spontaneous Inteventions nel Padiglione
USA). Ma anche la riscoperta del valore etico e anche
della qualit spaziale di una produzione architettonica
felicemente burocratica di alcune istituzioni pubbliche del passato (Architecture by Civil Servants di
OMA), che pu trovare una corrispondenza ideale e
contemporanea in unattitudine non individualista del
sistema educativo (i modelli di 40.000 Hours, contributo indifferenziato degli allievi di una selezione signicativa di scuole di architettura nel mondo).
Limmagine simbolo di questa energia, anche in termini di efcacia degli allestimenti, il netto stacco atmosferico tra lalias del ristorante venezuelano Gran Horizonte, che ospita i materiali della Torre David (Leone
dOro 2012) e la compostezza ieratica del tavolo di sosticati riferimenti fountainhead preparato da Valerio Olgiati (vedi p. 37). Lesortazione invece quella di
Luigi Snozzi che vicino alle immagini di Monte Carasso, suo progetto di una vita, lascia un messaggio scritto
a mano: Larchitettura vuoto, a te di denirlo.
The responses to David Chipperfields call to
make clear by displaying it a Common Ground for

"40.000 Hours", scuole d'architettura / architecture schools, Padiglione Centrale / Central Pavilion.

architecture appeared, to many of us (and perhaps to


everyone) to confirm the fact that this was an open
theme, a programme or a slogan which was exible and
could be interpreted in various ways, generous or generic according to ones judgement about the overall
output of the exhibition. There have been two dominant interpretations: Common Ground has been
seen as a shared eld of disciplinary knowledge and an
occasion to take some kind of civic responsibility; or
Common back-Ground, as a kind of cultural and relational outlook within which planners could seek inspiration and link up with colleagues and kindred spirits. But, perhaps in a silent conversation with Richard
Sennett (who came up with the two effective words of
the theme along with Chippereld) and with a sense of
doing things together, a third set of ideas has emerged,
which are perhaps less orderly displayed and laid out,
but are also more unexpected and important. This set
of ideas expresses the widespread existence and understanding of processes, linked to inhabiting architecture and the collective use of space, which link up to,
reduce the importance of or even easily do without the
classic gure of architect at all, building directly on the
initiatives and aspirations of so-called users that is:
people. Examples of this trend include the idea of collective self-managed living (Torre David presented
by Urban-Think Tank+McGuirk+Baan); bottom-up

planning (R-Urban Commons by Atelier dArchitecture Autogre and Hands-On Urbanism by


Elke Krasny); spontaneous organisation in quasi-apocalyptic urban settings (Freeland by The Why Factory
/ MVRDV); the creation of networks of cultural and
neighbourhood institutions (Open Air Pulpit Carrom
Tournament by MUF), the right to the city (Spontaneous Interventions in the US Pavilion). As well as
the re-discovery of ethical and qualitative values within
architectural production carried out in the past by
bureaucratic public bodies (Architecture by Civil
Servants by OMA), which can be seen as ideally connected to the contemporary world in terms of the nonindividualist attitudes of a certain educational system
(the 40,000 Hours models, an important contribution by students and architectural schools from across
the world).
The symbolic image of this energy, also in terms of the
display, is the clear atmospheric gap between the alias
of the Venezuelan restaurant Gran Horizonte, which
hosts the material from Torre David (Golden Lion
2012) and the heretical calm of a table full of sophisticated references fountainhead prepared by Valerio
Olgiati (see p. 37). And then there is Luigi Snozzis exhortation in his hand-written message next to images of
his life-long project in Monte Carasso. Architecture is
empty, it is up to you to dene it.
Anna Foppiano

526

41

Topics ApprAisAls / 02

Il ritorno
a una posizione
collettiva
The return
to a collective
position
nvocato in diversi contributi e allestimenti nella
Biennale, il ritorno a una posizione collettiva al
contempo un tema ricorrente e attuale sulla scena contemporanea. Proposto come modello in antitesi a una
cultura architettonica centrata sulla gura di pratiche
invidualistiche o star architect (posizione sospettosamente avanzata da OMA nella mostra Public Works:
Architecture by Civil Servants) o come linsieme di
strumenti condivisi nel mettere in discussione questioni
sociali, economiche ed ecologiche (come nei progetti
attivisti della mostra Spontaneous Interventions:
Design Actions for the Common Good del Padiglione
degli Stati Uniti), il ritorno a una posizione collettiva
suggerirebbe il formarsi di un nuovo modello operativo
e ideologico per larchitettura. Concentratasi negli ultimi decenni sui ussi di capitali e mercati globali e
realizzata come se ne dovesse incarnare e restituire
limmagine, larchitettura sembrerebbe volgersi verso
altri scenari e signicati. Per Toyo Ito, il progetto di
Architecture. Possible Here? Home-for-All di fatto un esperimento collettivo in risposta allemergenza
del post-tsunami, ma soprattutto la possibilit di attuare unarchitettura che non sia pi strumento della visualizzazione del capitale, bens un nuovo luogo realizzato con unaltra metodologia. La moltitudine di modelli (volutamente senza un autore dichiarato) organizzata in un nuovo e denso paesaggio eretto sullo sfondo
della violenza dello tsunami ritratta da Naoya Hatakeyama visualizza la forza di una posizione collettiva, dove
le priorit di architetto e committente coincidono,
producendo un diverso risultato.
Completamente assente alla Biennale peraltro sembra
essere unidea di economia di mercato, di investimento
economico o la gura stessa del developer come comune denominatore di un progetto architettonico: larchitettura come operazione manageriale sembra apparire oggi come una pratica distante. Dallattacco a
protto, efcienza e opportunismo che avrebbero sostituito giustizia, moralit e bene nei valori della pianicazione urbana nellinstallazione degli storici dellarchitettura Crimson, alla conquista spontanea di un
simbolo delleconomia globale (e della sua crisi) per gli
Urban-Think Tank nella Torre David di Caracas.
Anche gli strumenti per una pratica collettiva sono nuovi e diversi, non sono pi quelli del restituire il progetto
come un fatto nito, ma quelli utili per instaurare il dialogo. Cos il grande modello topograco per la ricostruzione dellisola Miyato-jima colpita dallo tsunami, di
Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, diviene la tecnica per
coinvolgere la comunit (e il pubblico a Venezia) nella
discussione di un diverso disegno e, allo stesso tempo,

42

526

Architecture. Possible Here? Home-for-All, a cura di / curated by Toyo Ito, Padiglione Giapponese / Japan Pavilion.

offrire consapevolezza del territorio che abitiamo.


Un cambiamento radicale nel legame tra architettura e
societ. Non si tratta di progetti che semplicemente
rispondono al colmare le aspirazioni di una comunit
(di cui in parte larchitettura si da sempre occupata)
ma si interrogano su un diverso rapporto tra societ,
potere, individuo e collettivit. Solo cos, attraverso il
ritorno di diverse ideologie progressiste o meno, ma
comunque basate su una posizione collettiva, sembrerebbe possibile produrre ancora un nuovo risultato.
Invoked in many of the contributions and exhibitions at the Biennale, the return to a collective position
is at the same time a recurrent and topical theme on
the contemporary scene. Proposed as a model in contrast to an architectural culture centred on individualistic practise or the gure of the star architect (a position suspiciously put forward by OMA in the exhibition Public Works: Architecture by Civil Servants), or
as the set of shared means used to bring forward social,
economic and environmental questions (as in the activist projects of the exhibition Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good in
the US Pavilion), the return to a collective position
seems to suggest the formation of a new operational
and ideological model for architecture.
Concentrated in recent decades on ows of capital and
global markets and realized as if it was supposed to
embody and convey their image, architecture appears
to be turning to other scenarios and meanings. For
Toyo Ito, the Architecture. Possible Here? Homefor-All project is in fact a collective experiment in
response to the post-tsunami emergency; above all, it
is the possibility of practising an architecture that is no
longer a means for the representation of capital, but a
new place realized with a different methodology. The
multitude of models (deliberately without a declared
author) organized into a reborn and dense landscape

erected against the backdrop of the violence of the


tsunami portrayed by Naoya Hatakeyama, makes visible the force of a collective position, where the priorities of architect and client coincide, thus producing a
different result.
Completely absent from the Biennale, on the other
hand, seems to be an idea of market economy, economic investment or even the gure of the developer as common denominator of an architectural project: today architecture as a managerial operation appears a remote
practice. From the attack on prot, efciency and opportunism which have replaced in the last decades justice, morality and the common good in the values of
urban planning, as in the installation of the Crimson
Architectural Historians to the spontaneous conquest
of a symbol of the global economy (and its crisis) for
Urban-Think Tank in the Torre David at Caracas.
The means for a collective practice are also new and
different. They are no longer those of presenting the
project as a fait accompli, but ones that can be used to
establish a dialogue. Thus Kazuyo Sejima and Ryue
Nishizawas large topographic model for the reconstruction of the island Miyato-jima, devastated by the
tsunami, becomes a way of involving the community
(and the public in Venice) in the discussion of a different design and, at the same time, offering an awareness
of the territory that we inhabit.
A radical change in the connection between architecture and society. These are projects that do not simply set out to full the aspirations of a community
(which architecture has in part always attended to)
but that are investigating a different relationship between society, power, individual and community.
Only in this way, through the return of different ideologies, progressive or not, but in any case based on a
collective position, does it seem possible to produce
a new result again.
Giovanna Borasi

In search of truth about life, especially urban life, we architects do navel


gazing. We ask What did Corbu or
Rem do?. This has value but only if we
inform ourselves as well on the issues,
especially social issues at least as much
as we do now on building structure or
architectural history. This does not
mean that architecture is unimportant.
On the contrary, the best architectural
imagination is needed when the challenges are toughest. Talented designers
should help the graduating class face todays problems with high imagination,
not as foolish visionaries who ignore immediate difficulties, nor as imitation
social scientists dening the physical as
irrelevant, but as idealist artists offering
all that architecture can give, knowledgable enough to define the issues, and
talented enough to drag beauty an agonized beauty to be sure from hard reality. This is what the early Moderns did,
and it would be a noble role for the Biennale the noblest but who can strategize it?

nikolaus HirscH
rettore della Stdelschule e direttore
di "Portikus" / rector of Stdelschule
and director of Portikus
frankfurt am main

Mettere in mostra larchitettura resta


un dilemma. Troppo spesso si indugia in
problemi di rappresentazione, troppo
spesso prevalgono i riferimenti a una
realt al di l della mostra stessa. Forse
proprio il momento di capirlo: lArchitettura esposizione. Learning from
Weissenhof. Ma, se a Venezia il modello Weissenhof non si pone come opzione, bisognerebbe forse rendersi conto di
cos, in denitiva, una Biennale di Architettura: unassemblea. Non esiste un
altro evento al mondo che riesca a riunire in un solo luogo i protagonisti di una
disciplina nel suo complesso. Sta tutto
in questa formula che consiste nel passare insieme una certa quantit di tempo. In questo senso la (prossima) Biennale di Architettura dovrebbe essere
considerata un summit. Gli stati generali dellarchitettura.
Exhibiting architecture remains a
dilemma. Too often stuck in representation, too often referring to a reality
beyond the exhibition. Maybe it is time
to understand: Architecture is exhibition. Learning from Weissenhof. Yet, if
the Weissenhof model is not an option
in Venice, one should focus on what the
Biennale of architecture really is: an assembly. Like no other place on earth it
gathers the protagonists from across
the whole discipline. It is all about this
shared time based format. In this sense
the (next) Biennale of Architecture
should be understood as a summit. The
general assembly of architecture.

che il tempo sia lineare e che le tendenze


correnti appartengano a un presunto
presente, mentre i nuovi orientamenti
appartengono a un altrettanto presunto
futuro. Al contrario, la fase analitica e
documentaria costituisce essa stessa un
meccanismo progettuale creativo e proiettato nel futuro. Di pi. La nostra percezione del tempo come una sequenza
tesa tra passato-presente e futuro, in cui
le idee viaggiano, migrano e si riciclano,
centrale nella denizione dellidentit
ampliata dellarchitetto come editor,
intellettuale e critico delle idee e delle
risorse materiali. I conni sono evanescenti e i territori sfuocati. Ma per
quanto poco a fuoco possano essere
queste zone, sicuramente un compito
di una Biennale di architettura evocare,
mettere in discussione e ridenire i canoni e lo status quo di questa disciplina.
del tutto irrilevante che tale sda sia

direttore e curatore capo / director and chief


curator, Canadian Centre for Architecture
montral

Per essere in grado di influenzare


profondamente la pratica architettonica e urbanistica, la Biennale dovrebbe
diventare qualcosa di pi, non limitandosi semplicemente a selezionare e
mostrare la produzione corrente e le
diverse pratiche in atto. In questo momento di profonda trasformazione e di
cambiamento dei valori, dovrebbe essere in grado di offrire una nuova e produttiva piattaforma allinterno della
quale articolare diversi possibili scenari per il futuro dellarchittettura. Lattuale modello forse il primo dei limiti
che la mostra dovrebbe superare, anche prendendosi qualche rischio. Un
atteggiamento pi azzardato, sia nella
formulazione della mostra che nella
scelta del contenuto, potrebbe fornire
una diversa chiave per fare s che la
Biennale possa diventare pi strategica
e inuente.
The Biennale, in order to inuence
the architecture practice, would have to
become more than a vitrine to register
and showcase the current production
and positions in architecture. In these
moments of deep transformations and
shifting values, it should be capable of
offering new and productive platforms
in which to articulate the possible futures of architecture. The current model is perhaps one of the rst limitations
the event should overcome take a risk!
Riskier attitudes, both in terms of production and content, will be key for the
Biennale to become more strategic and
inuential.

The experTs Take / 04

Qual il ruolo della


Biennale: proporre
nuovi orientaMenti
o registrare
le tendenZe correnti?
Which is the role
of the Biennale:
to propose neW directions
or to map out current
tendencies?

shorT sTories / 05

Usa | sponTaneoUs inTervenTions


Un aggregato di buone pratiche per il progetto, dalle piste ciclabili, allarchitettura a basso consumo, ai materiali intelligenti. Pur non essendo particolarmente innovativo, il Padiglione degli Stati Uniti ha dalla sua lallestimento a
bassissimo consumo: tirando verso il basso dei pannelli ssati a carrucole
vengono svelate le azioni necessarie per ciascun progetto, stampate sui muri.
Sul pannello viene riprodotto il tema dominante di ciascuna azione (accessibilit, comunit, economia, sostenibilit o piacere).
A set of good design practices, from cycle paths to low-energy architecture
and smart materials. Although not particularly innovative, the US Pavilion does
excel in terms of its low energy consumption: by pulling down the counterweighted banners the actions needed for each project are revealed, printed
on the walls. The dominant theme of each action (accessibility, community,
economy, sustainability or pleasure) is reproduced on the panel.

foto di / photo by Elena Pirazzoli

Mirko Zardini

distillata da un metodo di documentazione creativa o da una proiezione immaginativa, che riguardi ci che stato
o ci che potrebbe essere, dal momento
che lobiettivo mettere in discussione
ci in cui ci chiesto di credere. In
quanto probabilmente lo scopo della
Biennale non risolversi nellesposizione di buone opere, ma mettere sul tavolo delle questioni, che ci conducano in
nuovi territori e perlustrazioni mentali.
The opposition between new directions and current tendencies surfaces in
my mind two false assumptions: first,
the assumption that documentation
and creative projection are detached
and disjunctive realms of operation; second that time is linear and that current
tendencies belong to an alleged present,
whereas new directions belong to an alleged future. On the contrary, analysis
and documentation is already a projec-

lydia kallipoliti
professore / assistant professor adj.,
The Cooper Union
new york

Lopposizione tra nuovi orientamenti


e tendenze correnti fa aforare alla mia
mente due falsi presupposti: il primo
che la raccolta documentaria e la proiezione creativa siano pratiche operative
distanziate e inconciliabili; il secondo

Commissario e curatore / Commissioner and curator cathy lang ho


Curatori / Curators ned cramer, david van der leer
Curatori aggiunti / Deputy curators paola antonelli, anne Guiney, Zoe ryan, michael sorkin
organizzazione / organization institute for urban design,
per conto di / on behalf of Bureau of educational and cultural affairs (eca), u.s. department of state

526

43

tive and creative design mechanism.


Moreover, our perception of time as a
stretched past-present and future,
where ideas travel, migrate and recycle,
is critical to the emergence of the architects expanded identity as editor,
thinker and critic of physical resources
and ideas. Lines are blurry and territories are fuzzy. Whatever these fuzzy
zones may be, however, it is certainly
the role of the Biennale to evoke, challenge and redene disciplinary canons
and the status quo. Whether the challenge is distilled from creative documentation or imaginary projection,
whether it has already happened or is
suggested to happen, is irrelevant; as
long as the scope is to question what we
are taught to believe in. It is perhaps not
in the scope of a Biennale to conclude
itself by displaying good work, but to
ask questions, which steer us to new
elds of thought and journeys.

henry urBach
direttore / director, The Glass House
new canaan

In quanto mostra di architettura la


Biennale registra le tendenze in atto,
offrendo una visione complessiva degli
orientamenti dominanti e in alcuni casi
delle posizioni critiche. E, soprattutto
nella frenesia dellinaugurazione, nel
suo essere esperienza collettiva contiene e promette il nuovo. Si delineano
idee, si stabiliscono alleanze, si formano
opinioni: la verit che la Biennale continua a essere un spazio condiviso e propositivo anche se in realt non offre
necessariamente molto che non sia gi
stato visto.
As an exhibition, the Biennale registers current tendencies, offering an
overview of dominant, and occasionally
critical, positions which are being pursued today. Yet it also promises especially during the hectic opening days
something of new as it fosters collective
experience. Ideas are hatched, alliances
afrmed, opinions formed: all of which
is to say that the Biennale remains generative in a sense as a social space without necessarily offering much that
hasnt already been seen.

rotor
collettivo / collective
bruxelles

La domanda in realt tendenziosa,


in quanto entrambe le ipotesi presuppongono che larchitettura debba necessariamente essere il tema della Biennale: larchitettura , larchitettura
potrebbe, e cos via. Per noi questa
non lunica opzione possibile. Purtroppo raro vedere mostre che utilizzano larchitettura come strumento
analitico per decifrare il mondo, o come
44

526

medium per parlare di esso. A oggi, il


fatto che la Biennale non abbia un ruolo denito forse la sua pi grande qualit, in quanto questa condizione un
parametro veritiero e aggiornato dello
stato rovinoso del dibattito architettonico internazionale.
The question is loaded, as both its
premises consider that architecture is to
be the subject of the Biennale: architecture is, architects could and so
on. We do not agree this is the only
workable idea. Too rarely do we see exhibitions that use architecture as an analytical tool with which to read the world,
or as a medium to talk about it. For
now, the absence of a dened role for
the Biennale is perhaps its main quality
it serves as an honest and up to date
witness of the dilapidated state of the
international architectural debate.

shorT sTories / 06

Brasile / Brazil | ConViVnCia


La didascalia del progetto di Lucio Costa, originariamente concepito per la
Triennale di Milano del 1964, : Gli stessi che riposano in unamaca, possono, se necessario, costruire una capitale in tre anni. Nello stesso ambiente
Marcio Kogan realizza un grande volume pieno di quieti interni lmati in tutto il
Brasile, cui accostarsi spiando dai fori nella parete. I due progetti raccontano
efcacemente il terreno comune che il collante di un paese protagonista di
uno sviluppo eccezionale negli ultimi 60 anni, uninerzia apparente che, ben
diretta, ha potuto generare Brasilia.
The caption accompanying Lucio Costas plan, originally conceived for the
1964 Milan Triennale, is: The same people who rest in hammocks can, whenever necessary, build a new capital in three years. In the same space Marcio
Kogan creates a large volume full of quiet interiors lmed in various parts of
Brazil, seen by spying through holes in the wall. The two designs effectively
describe the common ground holding together a country that saw exceptional
growth in the past 60 years, an apparent inertia which, well orchestrated, generated Brasilia.

The experTs Take / 05

Da questa Biennale
emerge una particolare
Definizione Del ruolo
Dellarchitetto?
What kind of ideas
about the role
of the architect emerges
from this biennale?
min suk cho
architetto / architect

Commissario / Commissioner heitor martins Curatore / Curator lauro cavalcanti Collaboratore /


Collaborator emilio kalil partecipanti / participants lucio costa, marcio kogan

seoul

Le stelle di questo nostro universo


sono innite. Alcune brillano pi di altre ma, la notte, ci che rende meraviglioso il cielo la sua coreograa complessa, le tante costellazioni, non le singole entit luminose. La Biennale esplora in modo significativo questa idea
proponendo una riessione sulla rete di
relazioni tra architetti. Ci detto, in
questo universo sembra mancare qualcosa. Che dire del big bang che crea universi completamente nuovi o delle stelle
cadenti, frammenti dispersi dei grandi
cambiamenti? Lassenza di deviazioni e
di condizioni estreme rende relativamente statica questa visione complessiva. Riette forse la condizione di aree
geografiche che oggi hanno una certa
stabilit, come lEuropa. Mentre in realt, a scala globale, si stanno producendo
eventi epocali di scala catastrofica, in
grado di modicare i paradigmi correnti. In questi luoghi, bene o male, si tratti
di fenomeni causati dalla natura o dalluomo, occuparsi del Common Ground
una sda assai pi urgente e cruciale. In
tal senso, la Torre David di Caracas,
che in qualche modo il risultato di una
catastrofe umana (la crisi economica) o il

contesto di Architecture. Possible here?


Home-for-All (il Giappone post-tsunami), originato da un disastro naturale,
sono state scelte quasi obbligate per lattribuzione dei Leoni dOro. E si pongono
chiaramente come ispirazione e modello
del possibile ruolo degli architetti nel
mondo. Avrei sperato quindi in unesplorazione pi approfondita dellinstabile
perimetro piuttosto che del centro, fermo nella sua staticit.
In this universe, there are countless
stars. Some stars are brighter than others, but what makes the night sky beautiful is the various constellations of stars
and the complex choreography of the
entire sky, not singular stars by themselves. The show was a meaningful exploration of this idea, intended to provoke a reection on the relational role
of architects. However, this universe
seems to be lacking something. How
about the big bang that creates the

whole new universe or shooting stars


which are the debris of changes? This
lack of outliers, of the extreme condition, presents a relatively static view of
the universe. It may better reect more
stable regions, such as Europe. But globally there are paradigm shifting events
on a catastrophic scale taking place. At
these sites, for better or worse, whether
manmade or natural, addressing common ground becomes a much more
urgent, crucial challenge. In this sense,
the manmade catastrophe (nancial crisis) that triggered the Torre David
in Caracas and the natural disaster site
of Architecture. Possible here? Homefor-All (post-tsunami Japan) were compelling choices for this years Golden
Lions. They stood out as inspirational
with regard to the possible role of architects. I wish there had been a deeper
exploration of the volatile perimeter
rather than the stable centre.

Topics ApprAisAls / 03

La performance
della citazione
Acting citations
erialit, ripetizione, citazione e non-gerarchia appaiono, in questa Biennale, come qualit intrinseche allarchitettura. La risposta che sempre ci si
aspetta a che cosa fare di nuovo?, sostituita da
che cosa dire con gli elementi che abbiamo a disposizione?. Come si trattasse di un editing attuato su narrative storiche e ideologiche, associazioni e contesti
passati, a Venezia la sceneggiatura si sostituita alla
forma: nella sosticata interpretazione di Thomas Demand che fotografa non i suoi modelli, ma quelli di 12
edici mai costruiti dellarchitetto John Lautner (e ora
assopiti negli archivi del Getty Research Institute) la
narrazione si inserisce in un copione che include 90
fotograe darchivio (CCA), scattate tra gli anni Venti
e Trenta dagli studenti della Vkhutemas (Atelier Superiore di Arte e Tecnica, Mosca) per il corso intitolato
Space, e lopera silenziosa di Boyce in dialogo con Robert Mallet-Stevens.
Si potrebbe anche dire che il materiale manipolato non
pi primario e che si lavora con oggetti che sono gi nel
mercato culturale, come apparso dalle coppie di totem,
astratte e bianche, presentate da Toshiko Mori in un
dialogo esplicito con i maestri di cui reinterpreta luso del
dettaglio. Se Adam Caruso e Peter St John raggruppano
sette progettisti (lottavo Sir John Soane, per la cui Casa
Museo lo studio ha recentemente realizzato tre interventi di attualizzazione rispetto al programma museale, vedi
p. 68) accomunati dallamore per il linguaggio storico
dellarchitettura, dove proporzione, decorazione e tipologia rimangono valori eterni (e forse non propriamente
urgenti), Vessel, di ODonnell + Tuomey, trova in citazioni letterarie tra poesia irlandese e l'Inferno di Dante loccasione per una performance site-specic.
Tutto questo certamente sollecitato dalla richiesta di

Molti lavori presenti hanno quindi manipolato elementi esistenti e disponibili che, selezionati e posizionati, vengono rimessi in gioco e tutto ci rimanda alle
radici del linguaggio: le frasi sono formate da singole
parole scelte e messe in sequenza. C da capire se questo
repertorio sar in grado di collaborare alla riscrittura
della ricerca espressiva e del discorso sullarchitettura.
Series production, repetition, referencing and a
non-hierarchical approach appear, at this Biennale, as
intrinsic qualities of architecture. The response one
you always expect to get is not so much to the question what shall we do that is up-to-date? but rather
what can we say with the elements we have at our
disposal?". It is as if it were a question of editing historical and ideological narratives as well as past associations and contexts. In Venice screenplay has taken
the place of form: in the sophisticated interpretation
of Thomas Demand who photographs not his own
models, but those of 12 buildings that were never built
by architect John Lautner (and now languish in the
Getty Research Institute archives) the narration is
part of a script that includes 90 library pictures (CCA),
taken in the 1920s and 1930s by students at the Vkhutemas (Higher Art and Technical Studios, Moscow) for
the course entitled Space, and the silent work of Boyce
in dialogue with Robert Mallet-Stevens.
We could also say that manipulated material is no longer
paramount and that we are working with objects that are
already on the cultural market as seen in the pairs of
white, abstract totems presented by Toshiko Mori in an
explicit dialogue with the masters whose use of detail she
reinterprets. If Adam Caruso and Peter St John bring
together seven designers (the eighth is Sir John Soane,
for whose Museum-Home the ofce recently created
three projects to update the facilities of the museum, see
p. 68) who all share the same love of the historical architectural idiom, in which proportion, decoration and typology are eternal values (and perhaps not really such
urgent ones), ODonnell + Tuomeys Vessel nds an opportunity for a site-specic performance in literary references to Irish poetry and Dantes Inferno.
All this is undoubtedly prompted by the request by
David Chippereld to reveal the origins, references
and activities in architectural practice and it is important to note that curatorial projects have emerged
which are able to record the status quo of the discipline.
That does, however, still leave the difculty of dreaming up new creations other than those found in private
rooms, such as the Wunderkammer of Tod Williams
and Billie Tsien, who asked 35 designers to send in
objects, curiosities, creative talismans set up in a box,
that offer to convert the idea of collection in an intriguing insight into the design process. Meanwhile
there is also Valerio Olgiatis Muse Imaginaire, in
which a critical mass is constructed from the visual
world stored in the heads and the imaginary of the invited architects, and expressed through groups of images set out on a large white surface, so that a story is
told through pictures and we only understand it on the
basis of the associations made.
Many of the items on display have manipulated existing elements which are selected and positioned anew
in a new way that harks back to the very roots of language itself: where sentences are made from the individual words chosen and arranged in sequence. It remains to be seen whether this collection of things can
work together to rewrite new forms of expressive research and fuel architectural debate.
Angela Rui

Tod Williams Billie Tsien Architects, Wunderkammer,


Casa Scaffali, Giardino delle Vergini, Arsenale.

David Chipperfield di rivelare origini, riferimenti e


attivit della pratica architettonica e rimane un dato
importante il fatto che siano emersi in fondo progetti curatoriali in grado di registrare uno stato di
fatto della disciplina. Rimane per la difcolt di produrre nuovi immaginari, se non rintracciabili dentro
stanze private, come nella Wunderkammer di Tod
Williams e Billie Tsien che chiamati 35 tra studi e
singoli progettisti per restituire il proprio mondo di
riferimento attraverso oggetti, reperti, feticci e memorie personali allestiti in una scatola fanno della raccolta un aspetto fondamentale della pratica progettuale; o
nel Muse Imaginaire di Valerio Olgiati, in cui la massa critica costruita sullimmaginario degli architetti
invitati, attraverso gruppi di figure allestite su una
grande supercie bianca, mettendo in luce una forma
di scrittura costruita per immagini che capiamo solamente in base alle associazioni fatte.

Caruso St John, Pasticcio, Padiglione Centrale / Central Pavilion.

526

45

nella citt. Il rischio per in alcuni casi di nascondere nella teoria lincapacit di produrre buona
architettura. Il discorso non dovrebbe mai superare
o intaccare la qualit dello spazio, lunico vero materiale di cui un progettista non si deve mai dimenticare.
After Architectural Doppelgangers at the Architectural Association in London, Sam Jakob and
Ines Weizman, with "San Rocco" magazine, are now
exhibiting Museum of Copying at the Biennale an
installation which explores such themes as copy and
copyright, and original and fake, i.e., the idea of repetition as practice and as a working method in contemporary architecture.
This centuries-old, ever-present theme in architectural history is so much a part of other exhibits and
the input at this years Biennale that it seems not
only to be a widely adopted key to interpretations of
Chipperelds Common Ground idea, but also a
recurring theme in recent contemporary architecture. Contrasts like the original vs the copy and repetition and re-construction imply skills related to a
shift in focus in the cyclical history of architectural
design, from neo-Modern star architecture noncontextualised stand-alone buildings as urban and
economic catalysts to the subtle interplays of analogies and relationships in Miroslav iks exhibit in
the Swiss Pavilion (recalling Aldo Rossi's approach
to architecture), Cino Zucchis Darwin-like exploration of repetition, and Hans Kollhoffs selection of
architecture models and very ne 1:1 scale architecture samples from his own ofce and students at the
ETH in Zurich. Here the ideas of copying and redesigning antiquity as a way of understanding materials and proportions (though it can be very dangerous if done uncritically), and doing and redoing by
hand as a way of learning and sharing know-how and
content, echo Richard Sennetts denition of craftsmanship as shared experience and knowledge. Noero
Architects enormous, pencil-drawn 1:100 scale plan
of the Red Location District in Port Elizabeth, is a
ne example.
In addition to Palladio, typology studies and decorative, citationist Post-Modernism, repetition-duplication is still one of the constants features of star architecture, of brands that wearily repeat themselves until entropy sets in, but in actual practice it is becoming increasingly performative and decidedly critical.
Architectural history is no longer just a catalogue of
forms but a fountainhead of content to be sampled
and reissued. Hence, Ines Weizmans ne re-enactment of Looss unbuilt Baker House, and the photos
of Roger Dieners old-new faade of the east wing of
Berlins Natural History Museum, as well as other
recent designs, not produced specically for the Biennale, such as Caruso St Johns reconstructed Nail
House (2008) in Zurich (Nail House being a Chinese neologism for homes belonging to people who
refuse to move out of their homes to make room for
real-estate development) and Kuehn Malvezzis competition design for the Berliner Stadtschloss (2007).
The interesting ambiguity between the original,
fakes and archive samples is part and parcel of a critical approach to urban architecture. However, the
risk in some cases is that a return to theory conceals an inability to produce good architecture. The
quality of the space the only true material at an
architects disposal should never be over-looked or
undermined.
Francesco Garutti

FAT, Villa Rotunda Redux, "Museum of Copying", Arsenale.

Topics ApprAisAls / 04

Copiare come
pratica critica
Copying as
a critical activity
al laboratorio di ricerca dellArchitectural Association di Londra agli spazi dellArsenale a Venezia, Sam Jakob e Ines Weizman insieme alla rivista
San Rocco propongono al pubblico della Biennale il
Museum of Copying, una riessione sui temi della
copia e del copyright, delloriginale e del falso in architettura: la strategia della ripetizione come pratica, metodo operativo sulla scena contemporanea.
Il tema antico e sempre presente nella storia della
disciplina sembra attraversare svariate altre riessioni e contributi presenti in mostra tanto da apparire non solo come una delle chiavi di lettura possibile
e diffusa del terreno comune identicato da Chippereld, ma come questione ricorrente sulla scena
contemporanea negli ultimi anni. Originale versus
copia, ripetizione e ri-costruzione: diversit di attitudine che sembra alludere a un nuovo momento di
passaggio nella storia ciclica del progetto. Dallarchitettura neo-moderna della star ledicio unimmagine che ignora il contesto e si propone come catalizzatore urbano ed economico a un sottile gioco
di analogie e relazioni nella proposta dal carattere
rossiano di Miroslav ik per il Padiglione Svizzero.

46

526

Dallo studio della ripetizione, dellevoluzione della


forma e dei suoi processi di trasformazione per assonanza nella riessione dal sapore darwiniano di Cino
Zucchi, no al campionario di modelli e pezzi darchitettura in scala 1:1 (molto belli) dello studio e degli
studenti allETH di Hans Kollhoff. Copiare e ridisegnare lantichit come sistema per capire materia e proporzioni (attenzione per: loperazione priva
di coscienza critica molto pericolosa), fare e rifare
a mano come modalit per imparare e condividere
tecnica e contenuti. Ecco riecheggiare in mostra le
parole di Richard Sennett a descrivere lartigianalit
come forma aperta di esperienza e conoscenza:
lenorme planimetria urbana disegnata a matita da
Noero Architects ne un bellesempio.
Oltre Palladio, oltre lo studio della tipologia e oltre
il post-modernismo decorativo e citazionista, il lavoro sulla ripetizione-duplicazione sembra da un lato
essere ancora a uso e consumo delle star il brand che
stancamente ripete se stesso no a esaurirsi per entropia e dallaltro invece acquisire sempre pi un
valore performativo e decisamente critico. La storia
non pi solo archivio di forme, ma un serbatoio di
contenuti da campionare e ri-editare. Ecco pertanto
il bel lavoro sul re-enactment della Baker House di
Loos progettato dalla Weizman, la facciata stampata
e copiata del National History Museum di Roger
Diener nel Padiglione Tedesco e anche i recenti interessanti progetti questi non in mostra a Venezia
di copia e dislocazione di Caruso St John per la Nail
House di Zurigo nel 2008 (copia di una famosa casa
cinese in Svizzera) o di Kuehn Malvezzi per il concorso del Berliner Stadtschloss (2007).
Loggetto architettonico attraverso linteressante
ambiguit tra originale, falso e campione darchivio
si propone come parte di un ragionamento critico

non necessariamente interessante. Insisto: vorrei ci fossero pi casi in cui questi due aspetti coesistono.
Walking around the main exhibitions in many places I felt as if I had
gone back in time to the early Nineties.
Somehow it was a very retrospective Biennale in terms of the exhibitors and
the exhibits. Also I felt that architecture sometimes ends up in a somewhat
uninteresting dichotomy that either
the work is formally ambitious but ideologically indifferent or it is doing good
with conventional work. Id love to see
the two combined more so that architectural innovation is triggered by ideological intent or is the solution to the
problem. I believe in doing good as much
as anyone else, but even though a conventional tin shed is erected to shelter
first aid workers in the third world, it
doesnt necessarily make it interesting as
architecture. The fund raising might be
innovative, or the medicine administered might be a breakthrough, or the
UN workers might be doing great humanitarian work at great personal strain
or risk, but unless the architecture is deployed in an interesting way, using materials in new ways or organizing work or
distributing designs in interesting ways
it is simply good but not necessarily interesting. I would love to see more cases
where the two intersect.

Miroslav ik, Miller & Maranta, Knapkiewicz & Fickert,


"And Now The Ensemble!!!", Padiglione Svizzero / Swiss Pavilion.

shorT sTories / 07

olanda / neTherlands | re-seT


Larchitettura di Gerrit Rietveld del Padiglione Olandese torna a essere protagonista grazie allintervento di Petra Blaisse. La tenda di Inside Outside si
propone come una coreograa di movimenti lenti, materiali leggeri e suoni
appena percepibili in grado di mostrare e rivelare la potenza dello spazio, la
meraviglia della luce e la qualit della materia che compone questo gioiello
della modernit.
The architecture of Gerrit Rietveld for the Dutch Pavilion returns to prominence thanks to the work of Petra Blaisse. The curtain of Inside Outside is a
slowly moving swish of lightweight materials making barely perceptible sounds
and revealing the potential of the space, the magic of the light and the quality
of the material that makes up this modern architectural gem.

Commissario / Commissioner netherlands architecture institute (nai)


Curatore / Curator ole bouman partecipante / participant inside outside / petra blaisse

Bjarke Ingels
architetto / architect
new york / copenhagen

Questanno muovermi negli spazi


della Biennale mi sembrato un po
come viaggiare allindietro nel tempo,
ritrovandomi, direi, allinizio degli anni
Novanta. Gli invitati e le loro installazioni hanno prodotto una Biennale retrospettiva. Mi sembrato anche che a
volte larchitettura rischiasse di impantanarsi in una dicotomia poco interessante cio di produrre opere ambiziose formalmente ma ininfluenti socialmente o di accontentarsi di fare del
bene, ma in modo molto convenzionale.
Mentre sono convinto della necessit
che le due cose vadano insieme, cos che
linnovazione architettonica derivi da
unintenzione ideologica o dalla necessit di risolvere un problema pratico.
Come tutti credo nelle buone azioni, ma
non basta il fatto che una convenzionale
tettoia di lamiera sia costruita per riparare i volontari nel Terzo mondo per farne
un progetto signicativo dal punto di vista architettonico. I metodi del fund raising possono essere evoluti, quelli di somministrazione delle medicine il pi possibile allavanguardia, e gli impiegati delle
Nazioni Unite possono svolgere unimportante attivit umanitaria con grande
fatica e rischio personale. Ma se larchitettura non esercitata intelligentemente, utilizzando i materiali in maniera innovativa, con unefcace organizzazione
del lavoro e delle opere, rischia di rimanere semplicemente una buona azione, e

The experTs Take / 06

questa BIennale,
Oltre aI catalOghI
uffIcIalI, stata
caratterIzzata
da un grande numerO
dI puBBlIcazIOnI
specIfIche,
dI accOmpagnamentO
alle sIngOle mOstre.
cOme Interpreta
questO fenOmenO?
a new element linked
to this biennale has been
that of specific books
produced for the different
shows, in addition
to the official catalogues.
what do you think about
this trend?
jan BOelen
curatore darte e di design / art and design
curator
Hasselt

In questa Biennale, molte mostre costruite allinterno della mostra e molte


installazioni cercavano di essere unar526

47

Kuehn Malvezzi, con / with Candida Hfer, Armin Linke, "Komuna Fundamento", Padiglione Centrale / Central Pavilion.

Short StorieS / 08

Serbia | jedan : Sto / 100


Lo spazio interno del padiglione occupato interamente da un tavolo di 22x5
metri, una supercie distesa e bianca che, come sospesa sotto lo sguardo dei
visitatori, reagisce al tocco emettendo suoni che si dilatano nello spazio. Negazione e inversione delle proporzioni modicano linterpretazione delloggetto e amplicano la percezione dello spazio. Una tabula rasa su cui sentire
common ground.
The inside of the pavilion is taken up entirely by a table measuring 22x5
metres, a large white expanse spreading out before visitors look and reacting
when touched by emitting sounds that echo through the space. By denying
and inverting the scale, the interpretation of the object is modied and the
perception of the space amplied. A tabula rasa on which the common ground
is feeling.
Courtesy of team of authors

Commissario e curatore / Commissioner and curator Igor Maric


Partecipanti / Participants Marija Mikovic, Marija Strajnic, Olga Lazarevic, Milan Dragic, Janko Tadic,
Aleksandar Ristovic, Milo ivkovic, Neboja Stevanovic, Nikola Andonov, Marko Marovic

48

526

chitettura che fosse il risultato di opinioni o interessi condivisi da due o pi


voci. Pi che in passato tutti hanno prodotto pamphlet, schede, libretti, cartoline e testi (cio carta) allo scopo di convincere i loro interlocutori, cio il pubblico, del loro impegno.
Tutto questo materiale stampato compone una scenograa e un dcor diffuso
che hanno lintento di creare lillusione
di un sentire comune, di una facile propagabilit dei progetti o, in altri casi,
vorrebbero appunto testimoniare un
grande impegno. Ma la maggior parte
delle mostre costruite allinterno della
mostra e delle installazioni sono state
progettate senza valorizzare lo spazio
per le sue potenzialit visive, sensoriali,
di immersivit poetica, e quindi la loro
stessa qualit. Sono stati quindi preparati materiali extra, testi e pubblicazioni, come se per convincerci fosse necessario farci un regalo. Se tutti i progetti
fossero stati editati e rivisti criticamente nel momento in cui sono stati mandati al curatore, tutte queste informazioni avrebbero potuto diventare parte
di un sistema di comunicazione, quasi
un catalogo alternativo. In genere ammiro molto limpegno profuso in un
progetto, ma in questo caso il luogo, il
contesto e la poca coerenza dellidea
espositiva, nel suo complesso, non mi
sono sembrati assolutamente convin-

centi. Prova ne il fatto che per il momento non ho ancora aperto la borsa
con dentro tutta la carta che ho raccolto. Questo forse un segno: il medium
non il messaggio.
A lot of the exhibitions in the main
exhibition or installations at this Biennale were pretending an architecture
that was the result of sharing opinions
or interests by each of two or more parties. More then ever all the participants
used pamphlets, copies, booklets, postcards and texts (then paper) to convince
the other party involved, the public, of
their engagement.
This printed matter was part of the
overall scenography and dcor that
wanted to create an illusion of community and the street credibility of the
projects or, in other cases, they simply
wanted to try to convince us of their
engagement. Most of the installations
and exhibitions within the exhibition
were not designed to use the visual,
sensorial, poetical immersive power of
space, and thus the quality of the exhibitions or installations. They needed
extra texts and booklets to convince us
with, at least, one gift. If all the projects
had been edited and critically reviewed
when they were sent to the curator,
this kind of information could have
become part of a system of communication and a kind of alternative cata-

Topics ApprAisAls / 05

Londa lunga
della crisi
Longwave crisis

architettura generalmente considerata una disciplina anticiclica rispetto alleconomia: spesso gli
incarichi e gli appalti per grandi progetti urbani e edici
coincidono, ovviamente, con fasi oride per leconomia
pubblica o privata dei committenti. I tempi di realizzazione, prolungati dal rallentamento che segue sempre
una fase euforica, portano a concludere i lavori e a inaugurare in anni in cui la curva economica in discesa.
Uno dei pochi buoni motivi per continuare a fare una
grande mostra biennale di architettura, come quella di
Venezia, la possibilit di intersecare fortunosamente
la sinusoide architettura/economia, come dimostrano
le Biennali degli ultimi 15 anni. Purtroppo questanno
la crisi economica che dura dal febbraio del 2007 ha
incrociato la curva delle architetture che faranno storia
nel suo punto pi basso, lasciandoci a secco non solo di
edici niti ma anche di progetti di carta (che pur sempre necessitano di un committente, o di ottimismo
utopico). A Venezia manca in modo assordante il progetto, sostituito dalla messa in scena del backstage
frequentato dai progettisti in caccia di ispirazione.
In alcuni casi felici, come per esempio Peter Mrkli
con le opere di Josephsohn e Giacometti, la condivisione con i visitatori di unaffezione storica tra architetto
e artista (Mrkli il progettista della galleria La Congiunta, a Giornico nel Canton Ticino, per le sculture di
Hans Josephsohn) sicuramente fonte di riessione
sul ruolo della gura umana come misura del progetto,
ma altrove veder scorrere centinaia di immagini genericamente rilevanti (o no) francamente troppo: meglio allora fare come il curatore del (brutto) Padiglione
Egiziano, che nellassenza di progetti prende un materiale da costruzione, il mattone, e lo espone in ogni sua

posizione e uso; o come il Padiglione Serbo dove, mancando larchitettura da mostrare, si allestisce uno spazio che pone questioni (statiche, sonore, di divertissement nel progetto).
Architecture is generally thought of as being out
of sync with the economy. It is clear that commissioning and tendering for major urban or construction
projects often coincides with periods of economic
prosperity in both the public and private sphere. Since
timescales are lengthened by the slackening off that
always follows a period of euphoria, projects are generally completed and delivered in years when the economy has entered a downturn.
One of the few good reasons to keep on holding major
two-yearly events like the Venice Biennale is that the
architectural and economic trends can be made to coincide in a favourable way, as Biennali over the past 15 years
have shown. This year, unfortunately, the economic crisis that started in February 2007 has intersected with the
deepest point of the major architecture curve, depriving
us not just of nished buildings but also of projects on
paper, which nonetheless always need either clients or
healthy doses of utopian optimism. At this years Biennale projects are conspicuous by their almost total absence, and the focus of attention is now the backstage
milieu frequented by architects in search of inspiration.
There are some good results, though. Architect Peter
Mrklis installation of Josephsohn and Giacometti
sculptures, which reminds visitors of a long-standing
attachment between an architect and a sculptor (Mrkli designed the La Congiunta gallery at Giornico in the
Swiss Canton Ticino to house Hans Josephsohns
sculptures), certainly invites reection on the standing
human figure as sculpture in architecturally defined
space. But elsewhere, the plethora of generically signicant (or otherwise) images is, frankly, too much of a
not-so-good thing. It would have been better to do as
the curator of the (ugly) Egyptian Pavilion has done by
taking a construction material brick and exploring
its every conceivable location and use; or as the curator
of the Serbian Pavilion who, similarly deprived of architecture to actually exhibit, has devised a space that
raises questions about statics, sound and architectural
edutainment.
Matteo Poli

Peter Mrkli, Arsenale.

logue. Normally I am a big fan of engagement in projects, but in this case


the place and the context and the inconsistency of the whole exhibition
project made it unconvincing. I left my
bag with paper closed till now, maybe
this is an indication: the medium is not
the message.

Valter ScelSi
architetto e ricercatore / architect
and researcher
Genova

Mi sembra che oggi laccesso diffuso


alla realizzazione di prodotti editoriali
soddisfacenti dal punto di vista tecnico
abbia portato a una moltiplicazione di
auto-editori o post-editori, tutti molto
onestamente convinti che nella ricerca
e nel progetto di architettura il lavoro
ben fatto abbia come presupposto, o
come prova, la produzione delloggetto
sico libro.
Uno dei molti modi di lettura del fenomeno potrebbe essere ricondotto alla
storia sociale dei cinque sensi. Nei diversi campi, la fortuna di alcuni di essi
ha condotto al quasi totale abbandono
di altri. Al tatto, per esempio, quasi
estromesso dalla societ digitale, sembra oggi spettare il ruolo di testimone
di valori antichi. Lo stesso gesto del
toccare, assecondando un impulso
spesso esplicitamente vietato nella pratica espositiva, diventa simbolo della
ricerca di una conoscenza pi profonda, pi attenta. Cos il libro, oggetto
tattile, pu essere ancora manifesto di
un atteggiamento generale per il quale
la Biennale di Venezia si presta bene a
essere palcoscenico.
I have the impression that todays
increased possibility of producing published material of an acceptable technical standard has boosted the number of
self-publishers and post-publishers, all
sincerely of the view that in architecture research and design the prerequisite, or proof, of a job well done is the
publication of a physical book.
One of the many ways of interpreting
this draws on the social history of the
five senses. In a variety of areas, the
prominence of some senses has led to
the almost total abandonment of others. The sense of touch, for example,
which has virtually no place in digital
society, now seems more like an afrmation past values. Even just the impulse to touch something, which is often explicitly prohibited when visiting
an exhibition, has come to symbolise
the search for profounder, more comprehensive knowledge. So the book,
which is a tactile object, may still be an
overt expression of a more general attitude which the Venice Biennale is well
qualied to articulate.

526

49

Cline Condorelli, The Parliament, 2012


Legno, compensato, materiale cartaceo riciclato; 5x 12,5x1,4 metri
Studio per Disobedience Archive, a cura di Marco Scotini presso il Bildmuseet di Ume, Svezia.
Timber construction, plywood, recycled sheet material; 5x12,5x1,4 metres
Study for Disobedience Archive curated by Marco Scotini, at Bildmuseet, Ume, Sweden.

perare con gli strumenti del display signica


occuparsi del modo in cui le cose sono mostrate
nel mondo, delle condizioni che limitano
o favoriscono il loro apparire nel campo del visibile.
Persino i meccanismi di dominio, soggezione
o repressione esplorano e utilizzano le tecniche
della presentazione e dellesposizione, tanto da poter
denire il display non semplicemente come
manifestazione o incarnazione di sistemi esistenti,
ma come elemento essenziale della loro congurazione
e costituzione. Una mostra appare pertanto come
il territorio privilegiato per lavorare sullidea stessa
di display, dispositivo concepito con lo scopo specico
di mostrare degli oggetti o delle immagini. [...] Nessun
fenomeno economico o tecnico, nessuna dimensione
di spazio sociale esiste prima che sia data loro forma.
E dare forma implica sia dare un senso (mise en sens)
che mettere in scena (mise en scne) 1. Mi sembra
fondamentale pertanto mettere in discussione
la concezione di ambiente espositivo generico.
La galleria e il museo non sono territori neutrali per
lallestimento delle mostre, ma luoghi in cui prendere una
posizione chiara ricongurando lo spazio in relazione
a scelte programmatiche. Larchitettura infatti
in grado di supportare la creazione della mostra
in parallelo al processo curatoriale. Pu essere utilizzata
per esporre se stessa come una forma di display capace
di alterare le condizioni spaziali di partenza?
Un allestimento pu generare un contesto in grado
di produrre attivamente ed esplicitamente una mostra,
scoraggiando ogni tentativo di personicazione o mera
rappresentazione? Un allestimento pu essere dunque
allo stesso tempo oggetto e soggetto della mostra?
avoro contrastando lidea che lunica possibile
presenza dellarchitettura in una mostra implichi
lassenza delloggetto architettonico reale
che pu essere sempre e solo un edicio nel mondo
esterno cercando di immaginare mostre in grado
di sviluppare la potenzialit dellarchitettura allinterno
del museo, dialogando con larchitettura stessa
dellistituzione. Unesposizione di questo genere
dovrebbe presentare i mezzi, le relazioni e le ideologie
implicite nella produzione di spazio e divenire a sua volta
uno spazio di produzione: di domande, di sensibilit,
di relazioni, permettendo una comprensione specica
degli oggetti, del luogo e della sua esperienza. Il display
anche una forma di performance, un contesto
costruito che si presenta come soggetto e non come
dispositivo per il semplice consumo. Allestimenti
di questo tipo sono progettati al ne di produrre
domande critiche sui temi relativi alla produzione stessa
di cultura, di politica e per indagare le loro possibili
forme oltre che nel tentativo di esplorare
le loro implicazioni nella distribuzione del visibile
e dei sistemi di rappresentazione. T

orking with forms of display means


addressing how things are shown
in the world, those conditions that allow or restrict
the appearance of things in the domain of the visible
(something which does not only indicate the images
themselves, but also that which is intelligible).
Systems of domination, subjection or repression also
take place in terms of the appearance of things,
so that display is not simply a manifestation
or the embodiment of preexisting systems, but an
intrinsic part of their conguration. An exhibition
seems like a privileged territory for work on display,
precisely as it is set-up in order to show things.
no economic or technical determinations,
and no dimensions of social space exist until they
have been given form. Giving them a form implies
both giving them meaning (mise en sens) and staging
them (mise en scne) 1. It seems fundamental
to me to question the concept of a default display
environment. The gallery and the museum are not
neutral spaces for staging exhibitions, but sites
in which positions need to be clearly taken
and occupied through spatial recongurations
in response to each programmatic situations.
Architecture is thus able to support the process
of exhibition-making, alongside the curation
process. Can architecture be utilised to exhibit
itself, as a form of display used to create altered
conditions? Can an installation develop a context
that actively and explicitly produces an exhibition,
and discourages attempts at embodiment
or representation? Can such an installation be
both object and subject?
urthermore, I have been working against
the idea that the only presence of architecture
in the museum is in the absence of the real object
(that can only ever be a building in the outside
world), and towards understanding exhibitions
dealing with architecture as developing
their potential inside the museum, and working
with the architecture of the museum itself.
An exhibition in this way should display the means,
relationships, and underlying ideologies
of the production of space, and become a space
of production: of questions, of sensibility,
of relationships, and of a specic understanding
of objects, context and experience. Display is also
a form of performance, with a constructed context
that engages in its subject rather than merely
offering it for consumption. Such installations/
exhibitions are being imagined in order to produce
critical questions about the production of culture
and politics, and their possible forms as well as
their implications in terms of the distribution of the
visible and possible systems of representation. T

d i s p l ay
Words by

Cline Condorelli

Note / Notes
1 Claude Lefort, Essais sur le politique, XIXe et XXe sicles, Editions
du Seuil, Paris, 1986

526

51

foto di / photo by Pinco Pallino

52

526

AlessAndro
scAndurrA
-----------PAllAdioMuseuM
-----------VicenzA

526

53

Giovanna Borasi

PALLAdIo orA

Nelle pagine precedenti: il piano nobile.


La sala Il libro e licona dedicata
alla fortuna dei quattro libri
e allarchitettura icona di Palladio,
la Rotonda: un tavolo per esporre
i libri antichi e, sulla parete, una
proiezione che associa casualmente,
come in una slot-machine, licona
della villa e delle sue copie a simboli
presenti nei dipinti cinquecenteschi.
Sopra: Il nuovo logo del PalladioMuseum
disegnato da Alessandro Scandurra
usa larguzia di una legatura
tra le lettere s ed e per mantenere
memoria del dittongo latino e leggerlo
con la facilit della dizione corrente.
Il duplice rimando alla cultura
romana e inglese svela di fatto
le due nature della storia di Palladio
e del Palladianesimo.
Previous pages: the piano nobile.
The room with The Book and the Icon
recounts the fortunes of the Four
books of architecture and Palladios
most iconic creation, the Rotonda:
a table on which to display ancient
books and, on the wall, a slot-machinestyle projection which randomly
associates the icon of the villa and its
countless imitations with symbols
found in 16th-century painting.
Above: Alessandro Scandurras
PalladioMuseum logo design cleverly
connects the s and e of museum
in order to evoke the Latin musaeum
without altering the words
pronunciation. The dual reference
to Latin and British culture reveals
the distinction between the historical
Palladio and Palladianism.

54

526

n questi giorni apre a Vicenza il PalladioMus(a)eum.


Il termine museo, usato nella sosticata
e volutamente ambigua accezione tra loriginale
latino (musaeum) e linglese (museum), restituisce solo
parzialmente la complessit di questa istituzione 1,
che afanca e integra lesistente CISA (Centro
Internazionale di Studi di Architettura Andrea
Palladio) 2, un istituto di ricerca dedicato alla storia
dellarchitettura e presente a Vicenza dal 1958.
Il museo di fatto progettato come una nestra
aperta sul laboratorio di idee del Centro Palladio:
contenuto e forma delle esposizioni continueranno
ad attualizzarsi illustrando lipotesi corrente o lultima
interpretazione del lavoro di Palladio da parte
degli studiosi ospiti del Centro. Nel vasto panorama
dellofferta culturale, questa stretta connessione
tra ricerca e contenuto dellesposizione identica
il PalladioMuseum come una nuova istituzione,
proprio per la volont di trasmettere in tempo reale
al pubblico la conoscenza del lavoro degli studiosi.
Unoperazione simile, anche se di diversa natura,
a quella del Page Museum di La Brea, a Los Angeles,
dove il lavoro degli archeologi che estraggono parti
di animali preistorici dal lago bituminoso su cui
il museo si erge avviene direttamente nelle sale
espositive, sotto gli occhi dei visitatori. Il processo
di ricerca messo in mostra e viene svelata la duplice
natura dellistituzione (museo e centro ricerca),
oltre a offrire un effetto scenograco e un elemento
di sorpresa al visitatore.
Si torner pi volte a visitare il PalladioMuseum:
pur essendo il soggetto sempre lo stesso, si trover
ogni volta una mostra diversa. A differenza
di un museo tradizionale, dove la collezione spesso
installata in maniera permanente, il PalladioMuseum,
privo di una propria collezione, denisce
come permanente il soggetto (Andrea Palladio),
ma in continua evoluzione la lettura del suo contenuto.
Nellassumere la storia dellarchitettura come
una materia di ricerca sempre attiva, il Museo
diviene anche motivo e motore per nuove letture
e nuovi sguardi su Palladio e il suo territorio.
Il rapporto con il Centro diventa quindi interessante

ed estremamente produttivo: il Centro fornisce


contenuto al Museo, ma la necessit di nuova
interpretazione da mostrare allinterno del Museo
esige una continua e attiva riessione del Centro.
In questo modo, il PalladioMuseum si allinea
ai pi interessanti modelli di istituzione
che in questo momento sono produttori di contenuto
e non solo contenitori.
Il Museo risponde inne anche alla reale e semplice
necessit di istituire un punto di informazione
del network dei diversi edici palladiani diffusi
sul territorio veneto.
Se queste sono alcune delle riessioni elaborate per
denire il concetto dellistituzione in s, la difcolt
nel caso di istituzioni culturali come sempre poi
quella di trasferire in maniera efcace un modello
di istituzione in una realt sica che le corrisponda.
In questo senso, il progetto non realizzato di oMA
per il Museo di arte contemporanea (1999) 3 di roma
risolveva e aggirava brillantemente il problema,
collezionando in un edicio-collage un insieme
di archetipi di musei diversi, utilizzati ciascuno
per la loro corrispondenza tra idea di istituzione, idea
curatoriale, esperienza del visitatore e spazio
espositivo. Lintimit del Soane Museum, la serenity
del de Menil, lefcienza del Whitney e lo spettacolo
del Guggenheim riconnessi in un nuovo insieme
avrebbero offerto un nuovo modello di museo, dove
istituzione, display e modi esplorativi avrebbero
trovato un nuovo dialogo.
A Vicenza, la visione dellistituzione sviluppata
dagli storici Guido Beltramini e Howard Burns,
rispettivamente direttore e presidente del Consiglio
Scientico, ha trovato in Alessandro Scandurra
linterlocutore con cui discuterla dalla radice,
individuarne le modalit di comunicazione
e tradurla nella forma del museo stesso.
Non cera loccasione di realizzare un nuovo edicio
e neppure lo si voleva, visto che la sede dedicata
al PalladioMuseum il palladiano Palazzo Barbarano.
Il visitatore scopre Palladio allinterno della sua stessa
architettura. Questo diviene un tema fondamentale
per il design del museo: allesterno, unasta dacciaio

(uno dei pochi segni visibili insieme al cancello


di ingresso ridisegnato come elemento trasparente)
misura la facciata del Palazzo, memoria di una quota
su un disegno architettonico ma anche una sottile
maniera di introdurre il sistema metrico usato
da Palladio (piede vicentino) e di poter visualizzare
sicamente la scala dei suoi interventi.
Curatori e progettista affrontano il problema presente
in tutte le mostre di architettura dove ci si riferisce
inesorabilmente a qualcosa di sicamente assente
nella mostra: il centro del contenuto non qui la
rappresentazione dellopera di Palladio (visibile
al vero nello stesso Palazzo o a pochi metri a Vicenza)
ma una comprensione pi articolata del suo modo
di progettare, della societ e cultura in cui ha
realizzato la sua opera.
Lintervento comprende la realizzazione a piano terra
di un nuovo centro di interpretazione e informazione
su Palladio e le sue opere, la biglietteria, la libreria
e il guardaroba; al piano nobile la mostra nelle cinque
sale principali e unala dedicata a mostra temporanee 4.
La prima edizione della mostra (aperta no a ottobre
2013) si sviluppa attorno a diversi temi, ciascuno
approfondito in una delle sale al piano nobile: Il libro
e licona (la fortuna dei quattro libri e la Rotonda, icona
copiatissima nei secoli anche allultima Biennale
nellintervento di FAT alle Corderie); Pietra, legno
e argilla (i materiali usati da Palladio e le sue invenzioni
tecnologiche); Seta (economia e innovazione
a Vicenza) 5, Il grano e la gloria (la villa come strumento
di trasformazione del territorio Veneto:

in questa sala saranno esposte le fotograe


commissionate a Filippo Romano, un poetico lavoro
sul legame tra le ville e il territorio oggi); Venezia
(lintroduzione del colore nelle architetture veneziane
e il grande organismo della chiesa del Redentore,
la macchina perfetta).
La necessit di esporre il continuo e mutevole lavoro
di interpretazione dellopera palladiana trova una sua
corrispondenza nel display progettato da Scandurra,
basato su un abaco di elementi, una famiglia di diversi
display connessi tra loro nel disegno e misurati
in relazione allarchitettura che li ospita e tale
da organizzare in maniera agile il disporre
degli oggetti. Modelli interpretativi, disegni originali
di Palladio provenienti in continuit dalle raccolte
del Royal Institute of British Architects di Londra,
libri, proiezioni trovano in questi elementi
una collocazione specica e insieme positivamente
generica. Ogni volta si potr decidere quali utilizzare
per creare un diverso landscape di oggetti e di signicati.
Ma la proposta non si limita a dotare il museo
di un display per esporre gli oggetti. Scandurra gioca
con larchitettura del Palazzo, creando un continuo
rimando con il contenuto della mostra: le tende in lino
per oscurare le nestre nelle sale riportano gli elenchi
degli arredi descritti in un inventario del 1592, tessute
con una moderna tecnologia a controllo numerico
che attualizza il lavoro sui tessuti cinquecenteschi;
il nuovo sistema delle luci studiato in modo
da sottolineare aspetti dellarchitettura del Palazzo
in connessione con il contenuto della mostra; nuovi

Note
1 Negli ultimi decenni diverse
istituzioni stanno generando nuovi
modelli operativi, curatoriali
e spaziali. A questa innovazione
del modello culturale spesso
non corrisponde unadeguata
terminologia che ne espliciti
la sfaccettata natura: termini quali
museo, laboratorio, centro studi,
galleria, centro di interpretazione,
kunsthalle in realt non riettono
ancora linnovazione presente
in alcune istituzioni.
2 www.cisapalladio.org
3 oma.eu/projects/1999/moca-roma
4 La prima mostra temporanea,
intitolata Genealogie, realizzata
in collaborazione tra CISA e CCA,
Canadian Centre for Architecture,
Montreal sul lavoro del fotografo
americano Max Belcher, che
documenta il passaggio di forme
architettoniche di memoria
palladiana legate alla migrazione
di afro-americani dagli Stati Uniti
allAfrica. Seguiranno una mostra
sulla necessit degli architetti
rinascimentali di ricostruire una
mappa dei segreti di Roma Antica
e una sulle tecniche di seduzione
nei confronti della committenza
nel mondo premoderno.
5 Nel cortile viene
temporaneamente installato
un albero di gelso, memoria
della connessione tra ricchezza
vicentina e commercio della seta.
6 www.cca.qc.ca/en/
exhibitions/1205-palladio-at-work
7 Dal Vivo una mostra
di Laurie Anderson curata da
Germano Celant alla Fondazione
Prada a Milano nel 1998.
(www.fondazioneprada.org).

La facciata di Palazzo Barbarano


con il nuovo cancello
e lasta che riporta le misure
del palazzo in piedi vicentini.
The faade of Palazzo Barbarano:
the new entrance gate
and the bar showing
the measurements of the
building in Vicentine feet.

526

55

Sezione prospettica. A piano


terra, latrio di ingresso,
la libreria e il centro
informazioni. Al piano nobile
(da sinistra verso destra),
la sequenza di sale della
mostra: Pietra, legno e argilla,
Seta, il grano e la gloria
e Venezia.
Perspective cross-section.
On the ground oor,
the entryway, bookshop
and information centre.
On the piano nobile
(left to right), the sequence
of exhibition rooms: Stone,
Wood and Clay, Silk,
Corn and Glory and Venice.

56

526

oggetti come un abaco delle sagome utilizzate


dai tagliapietra per scolpire le trabeazioni di tutti
gli edici palladiani sono oggetti in mostra
e, allo stesso tempo, elementi del display.
Il contenuto dellesposizione diviene una chiave
per leggere larchitettura in cui si immersi
e il palazzo viene continuamente coinvolto
nella narrazione della mostra.
Inne, la visita al Museo non lasciata alla sola
contemplazione di oggetti muti. Nella mostra Palladio
at Work al CCA di Montreal nel 2011 6 Beltramini
aveva usato il semplice ed efcace mezzo
dellannotare, spiegare e commentare 15 disegni
di Palladio, cos da raccontare al visitatore quello
che lo studioso conosce e che loggetto da solo
non pu comunicare. Ora con Scandurra estende
la stessa pratica allintero insieme del museo,
dalledicio ai modelli architettonici, ai video.
Come nellopera Dal Vivo di Laurie Anderson 7,
i pi eminenti studiosi di Palladio e ospiti del Centro
(Howard Burns, Werner Oechslin, Kurt Forster,
Guido Beltramini, Mario Piana, Edoardo Demo,
James Ackerman, Donata Battilotti, Antonio Foscari,
Deborah Howard), proiettati in scala ridotta
sulle pareti delle sale, dal vivo parlano ai visitatori

guidando la lettura dei materiali in ogni sala.


Ancora una volta, le conoscenze dei ricercatori
sono cos trasferite dal Centro al Museo,
divenendo elementi e temi del display e contenuto
dapprofondimento nella mostra.
In queste diverse scelte curatoriali e architettoniche,
intravediamo laffermarsi di nuove direzioni
per una mostra di architettura, dove contenuto, luogo
espositivo e display sono profondamente connessi:
in un continuo rimando tra le parti, intessono
efcacemente una storia che i diversi elementi
e contributi singolarmente non potrebbero
certamente raccontare.

PALLADIO tODAy

his autumn sees the opening of the Palladio


Mus(a)eum in Vicenza. However, the normal term
museum which has been altered here to become
a sophisticated and intentionally ambiguous conation
of the original Latin word musaeum and the English
word museum fails to convey the full complexity
of this new institution 1, which complements
and supports the existing Centro Internazionale

di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA) 2


that has been active in Vicenza since 1958.
This new museum is designed as a showcase for the
work in progress at the Centro Palladio, in the sense
that the design and content of its exhibitions will offer
regular updates on hypotheses and interpretations
of Palladios work under investigation by scholars
and experts currently resident at the Centre.
It is this close link between research and content in its
exhibitions the desire to make the latest research
ndings immediately known that makes
the PalladioMuseum so new. Though the subject
matter is, of course, different, this is very much
the approach of the Page Museum in La Brea,
Los Angeles, where the sight of archaeologists
working to recover animal bones from the adjacent tar
pits is part of the museum visitors experience. The
fact that research in progress is an exhibit in its own
right points to the institutions dual mission as both
a museum and a research centre, as well the way that
visitors can view an impressive and surprising exhibit.
People will keep coming back to the PalladioMuseum
and the exhibition will different each time even if the
subject matter is always the same. Unlike traditional
museums, whose collections often form permanent

10

exhibits, the PalladioMuseum has no collection


of its own but instead a permanent, constantly
evolving topic to explore.
Since architectural history is seen as an active,
ongoing discipline, the Museum also becomes
a motivational force for new thinking about Palladio
and the area of Italy he worked in. So the link
to the Palladio Centre is both interesting and highly
productive: the Centre supplies the Museums
content, but the Museums need to showcase new
interpretations of the architects achievement
mean that the Centre needs to continue to carry out
research in an active way. This places the
PalladioMuseums offering on par with those
of other institutions that lead the eld in generating
content rather than functioning solely as containers.
Finally, the new museum meets a real need
for a centralised information centre covering
the many Palladio buildings scattered throughout
the Veneto region.
So much for the concept of the museum. The more
general problem with cultural institutions is, as always,
the question of how to translate a concept into
a physical reality. OMAs unbuilt competition project
for the Museum of Contemporary Art in Rome (1999) 3

Labaco degli elementi


del display / Abacus
of display elements.
1 Aste di misurazione /
Measurement bars
2 Supporti per videoproiettori
e lampade / Supports for
video projectors and lamps
3 Lampade appese a parete /
Wall lamps
4 Supporti per tablet /
Supports for tablets
5 Lampade a piantana /
Standard lamps
6 Pareti archivio/informazioni /
Archive/information wall
7 Espositore di disegni originali /
Display unit for original
drawings
8 Teche per i libri antichi /
Cabinets for old books
9 Tavoli per esporre i modelli /
Tables to display models on
10 Proiettori per le gure degli
storici/ricercatori / Projectors
for the image of historians
and researchers

Progetto / Project
PalladioMuseum
Progettista / Architect
Alessandro Scandurra
Gruppo di progettazione /
Project team
Michela Dossi,
Angelo Gramegna, Davide Sala
Timing
2012
Luogo / Location
Vicenza, Italia / Italy

526

57

Labaco delle sagome


per la costruzione delle trabeazioni
di tutti gli edici palladiani;
un espositore di disegni originali;
limmagine proiettata di uno
degli storici a commento dal vivo
del contenuto della mostra.
The abacus of the templates used
for the construction of all Palladios
buildings beams; a unit displaying
original drawings; the projected
image of one of the historians,
providing a live commentary
on the exhibition.

58

526

brilliantly resolved this problem by redening it.


Its collage-like building was in reality a set
of archetypal museum designs that discussed
relationships between ideas about museums, curating,
visitor experience and exhibit design in a variety
of ways. Uniting the intimacy of the Soane Museum,
the serenity of the de Menil, the efciency of the
Whitney and the sheer spectacle of Guggenheim
would have generated a new set of ideas about
museums in which institutions, exhibits and modes
of exploration would have interacted in new ways.
In Vicenza, the vision of the Museum developed
by historians Guido Beltramini and Howard Burns,
who are Director and President of the Scientic

Committee respectively, found an interlocutor


in architect Alessandro Scandurra who decided
that a sense of going back to basics and dening
appropriate display concepts could be translated
into the physical reality of the museum itself.
A new building was neither feasible nor desirable,
given that it had already been decided to house
the museum in the Palazzo Barbarano.
That fact that visitors discover Palladio inside his own
architecture is a fundamental aspect of the museums
design. Outside, a steel pole one of the few visible

indications of the museum within, together with


a redesigned see-through entrance gate measures
the Palazzos faade in a way which is similar to height
indications in architectural drawings, and this is also
a subtle way of introducing the metric system (piede
vicentino) used by Palladio in Vicenza and of making
the scale of his interventions physically visible.
The curators and architect were faced with
the problem present in all architectural exhibitions,
which are always forced to refer to something
physically absent in the exhibition itself. In Vicenza
the focus is not the physical representation
of Palladios buildings the Palazzo itself does that,
along with other nearby buildings in Vicenza but

a more thorough understanding of how he designed


them, and the society and culture in which he worked.
The interventions include, on the ground oor,
a new Palladio information centre, a ticket ofce,
a bookshop and a cloakroom; and on the piano nobile,
the exhibition itself in ve main rooms, plus a wing
exclusively for temporary exhibitions 4. The inaugural
exhibition (until October 2013) explores a variety
of themes, each in one of the ve piano nobile
galleries: The Book and the Icon (the fortunes
of the Four Books and the iconic Rotonda, extensively

Notes
1 A variety of museums have
experimented with new
organisational, curatorial
and spatial ideas over recent
decades. However, these cultural
innovations often lack
a terminology that does justice
to the multifaceted nature
of their achievement. Words
like museum, laboratory, study
centre, gallery, information centre
and kunsthalle fail to reect
what is new about some of these
institutions.
2 www.cisapalladio.org
3 www.oma.eu/projects/1999/
moca-roma
4 Jointly curated with CISA
and CCA (Canadian Centre
for Architecture, Montreal),
the rst temporary exhibition,
Genealogies, explored the work
of American photographer
Max Belcher by documenting
the transference of Palladian
architectural forms from the US
to Africa by Afro-American
emigrants. Two forthcoming
exhibitions will consider
the Renaissance architects need
to map the secrets of Ancient Rome,
and the techniques of seduction
employed to win commissions
in the pre-modern world.
5 A mulberry tree was temporarily
installed in the museum courtyard
to commemorate the connection
between Vicenzas economic
wealth and the silk trade.
6 www.cca.qc.ca/en/
exhibitions/1205-palladio-at-work
7 Laurie Andersons Dal Vivo
exhibition by Germano Celant
was organized by the Fondazione
Prada, Milan, in 1998.
(www.fondazioneprada.org).

526

59

copied over the following centuries, including


at the most recent Biennale by FAT in the Corderie);
Stone, Wood and Clay (the materials Palladio used
and his technological interventions); Silk (economics
and innovations in Vicenza) 5, Grain and Glory
(the villas role in the agricultural transformation
of the Veneto region: exhibits include photographs
commissioned to Filippo Romano, a poetic work
illustrating the relationships between villas and
territory today); and Venice (the rst use of colour in
Venetian buildings, and the Church of the Redentore,
the great organism and the perfect machine).
The need to keep abreast of changing interpretations
of Palladios work is met by Alessandro Scandurras
display design. Scandurra introduces an abacus
of exhibits a family of displays interconnected
by design and dimensions measured in relationship
with the building that houses them to provide
60

526

an effective way of organising exhibits. Interpretative


models, a constant supply of original Palladio drawings
(from Royal Institute of British Architects
in London), books and screenings are all allocated
positions within these different elements of display
that are both specic and usefully generic.
These elements are then used to create a new
landscape of objects and meanings that can be decided
upon whenever the need arises.
However, Scandurra has done more than give
the museum a display system. He continually plays
with the Palazzos architecture so as to crossreference it with the content of the exhibition.
The linen curtains on the gallery windows portray
the list of furnishings included in an inventory of 1592,
computer-woven to highlight the relevance
of 16th-century fabric today. Also, the new lighting
is designed to relate Palazzos architecture to the

contents of the exhibition, and new objects like


the abacus exhibiting the templates used
by stonecutters to sculpt the beams in all of Palladios
buildings are both exhibits and components
of the display. Exhibition content thus becomes
a key to interpreting the architecture that houses
it, while the Palazzo itself is features continuously
in the exhibition narrative.
Finally, a visit to the museum involves more than
looking at silent objects. In the Palladio at Work
exhibition (2011) at the CCA (Canadian Centre
of Architecture) in Montreal 6, Beltramini adopted
the simple and effective expedient of annotating,
explaining and commenting on fteen Palladio
drawings in order to provide visitors with an expert
knowledge which the objects themselves could not
convey. Together with Scandurra, this feature
is extended to the entire museum complex, from

the building itself to architectural models and videos.


As in performance-artist Laurie Andersons Dal Vivo 7,
small-scale images of the most eminent Palladio
scholars and guests at the Palladio Centre
(Howard Burns, Werner Oechslin, Kurt Forster,
Guido Beltramini, Mario Piana, Edoardo Demo,
James Ackerman, Donata Battilotti, Antonio Foscari,
Deborah Howard) are projected live onto the gallery
walls to help visitors understand the exhibits.
Once again, expert knowledge is brought out of the
Centre and incorporated physically, thematically,
and interpretatively in the Museums displays.
These curatorial and architectural choices herald
a change of direction in architecture exhibition
design, in which content, venue and displays are
closely interconnected. Such cross-referencing
generates a narrative which the different components
of an exhibition could never achieve on their own.

La libreria e il centro
informazioni al piano terra
e una delle sale dedicate
alle mostre temporanee
al piano nobile (Genealogie,
con le foto di Max Belcher,
collezione CCA).
The bookshop and information
centre on the ground oor
and one of the rooms
used for temporary
exhibitions on the piano
nobile (Genealogies,
with Max Belcher photos,
CCA Collection).

526

61

62

526

christoph sagel
Matylda KrzyKowsKi
------------personal
content
------------basel

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63

64

526

526

65

Detto, fatto

10

11

12

13

1 A work with its own mind


by Valentin Loellmann,
www.valentinloellmann.de
2 La Recherche by Tina Roeder,
www.tinaroeder.com/
3 Monolithen by Kaspar Hamacher,
www.kasparhamacher.be
4 No title by Julia Walter
5 Made of coal by Bashko Trybek,
http://bashko-trybek.com/
6 Something like a German relative
by Tobias Schaefer
http://tobiassebastianschaefer.de/
7 Light T / Storage L by Charlotte
Talbot, www.charlottetalbot.com
8 Scene 2: Lets talk by Dik Scheepers,
www.dikscheepers.nl
9 Velvet Series by Bastard Collection,
www.bastardcollection.de
10 Anti-Triangulation, bicoloured
by Triangulation by Johannes Nagel,
www.johannesnagel.eu
11 Building by Earnest Studio
& Emilie Pallard, www.earnestly.org
12 Synthetiser by Clemence Seilles,
www.clemenceseilles.org
13 A C E Apartment by A C E
http://a-c-e.ch/

66

526

Tra i designer invitati a mostre collettive, si avverte un


diffuso sentimento di frustrazione. Raramente la loro opera
esposta come vorrebbero. Ho sentito diversi commenti
in proposito, e la lamentela pi comune riguarda la messa
in scena, che preferirebbero realizzare direttamente loro.
Di recente ho conosciuto Christoph Sagel,
un fotografo di still life. Mi ha raccontato che aveva
in mente di lavorare con uno spazio di soli 2x2 metri,
un cubo bianco. Gli ho parlato di alcuni designer
interessati a prendere parte a un progetto pensato
per un dispositivo spaziale predenito e con vincoli ben
precisi, ma dove, pur in un ambito circoscritto, avrebbero
avuto occasione di esprimersi liberamente.
Detto, fatto. Abbiamo chiesto ai designer di fotografare
dei nuovi lavori, accordandoci per una serie
di 4 scatti rafguranti il progetto; il progetto assieme
alla scenograa; il designer vicino al suo progetto,
allinterno della sua scenograa; il designer da solo.
La foto del designer sullo sfondo della scena da lui/lei
allestita ci sembrata subito la miglior rappresentazione
del loro lavoro e del loro approccio. Questa quella che
abbiamo scelto di portare in mostra per la prima volta
al Depot Basels Craft & Scenography durante Art Basel
in giugno 2012: stampata in formato 1,5x1 metri,
appesa al muro accanto al progetto, poteva raccontare
efcacemente il suo punto di vista sul display del
proprio lavoro.
I designer sapevano esattamente cosa volevano.
Il nostro viaggio fotograco cominciato
nel laboratorio di ceramica di Johannes Nagel. In meno
di venti minuti abbiamo allestito il cubo nel piccolo
spazio dello studio al pianterreno: Johannes ha usato
un tavolino da lavoro e un gruppo di vecchi stampi,
insieme ai suoi tre vasi. Abbiamo deciso di visitare altri
dodici luoghi. Clemence Seilles ha scelto materiali
da un cantiere edile, piatti con motivi variopinti e pezzi
di un suo lavoro precedente. Rachel Grifn dello Studio
Earnest ed Emilie Pallard hanno intrecciato un
tappeto di mattoni. Valentin Loellmann ha portato sul
set una grande pianta che aveva in studio. Dik Scheepers
ha preparato una selezione di oggetti cui molto legato:
un vecchio pallone da football, una foto con i suoi fratelli,
un didgeridoo... Kaspar Hamacher ha assunto un
approccio simile raccogliendo molte cose assieme a noi,
per la maggior di natura organica, e sistemandole
intorno alle sue imponenti sculture in legno.
Christoph Sagel e io abbiamo visitato tredici studi
in dieci giorni, senza aver stabilito prima il titolo
del nostro progetto. Giorni intensi, appaganti:
uno stato danimo condiviso con tutti i designer
e che ci ha suggerito il titolo Personal Content
Initiated and Photographed.
A Depot Basel dove le foto erano in mostra accanto
ai progetti lattenzione dei visitatori andata in primo
luogo al lavoro esposto, successivamente alla fotograa
dapprima a distanza e poi nel dettaglio per ritornare,
inne, alloggetto reale con un nuovo sguardo.
Il progetto continuer con altri designer
e con i loro lavori.

initiateD
& photographeD
There is a common frustration among designers who are
invited to group exhibitions. Their work is rarely
displayed in the way that they would wish. I have heard
various comments around this subject. The most
common complaint is that, according to many
designers, the execution of scenographic work is
of poor quality, and they would be happier undertaking
this task themselves. Recently I met up with Christoph
Sagel, a still-life photographer. He mentioned that he
had plans to do some work with a space of just 2x2 m
essentially a white cube. I told him
the stories I had heard about a selection of designers
that could suit an idea around the space. The idea was
to photograph new works. We agreed on a set of four
pictures; no 1, the work and the scenography; no 2,
the work and the scenography along with the designer;
no 3, the work; no 4, the designer. For the presentation
we choose to print no 2 in 1.5x1 m and to hang
the photograph next to the newly requested work
as a reference to how the designer imagines a piece on
display. A concept around scenography and craft came
alive and we decided to present this at Depot Basels
Craft & Scenography during Art Basel in June 2012.
The photographic journey started in Johannes Nagels
ceramic workshop. It took us less than twenty minutes to
set up the cube in the narrow space on the ground oor,
which was much less time than we expected. Johannes
used a small working table and a cluster of old moulds
along with his three vases. Twelve places were left to
visit. Clemence Seilles took building site material, plates
with colourful patterns and parts of previous work.
Rachel Grifn from Earnest Studio and Emilie Pallard
prepared a carpet full of bricks. The designers knew
exactly how they wanted the scenography to
accompany their new work. Valentin Loellmann used
a big plant that was in his studio and moved it into the
picture. Dik Scheepers prepared a selection of objects
that have a personal relationship to him: an old football,
a framed picture of himself and his brothers,
a didgeridoo Kaspar Hamacher took a similar approach.
Together we choose many things, most of them organic,
and set them around his giant wooden sculptures.
Christoph Sagel and I visited thirteen designers in ten
days, without even having set the title of our project.
The days were intense, but every one of them gave us
a certain sense of satisfaction and contentment.
This mood was shared with all of the designers,
and that is why the title Personal Content initiated
and photographed felt right.
At Depot Basel all thirteen photographs were hanging
on the wall. The commissioned work was positioned
close to the print. First people paid attention to the
work that was placed on the generous 300 mq, and
then visitors started to stare at the initiated photography,
watching the details closely until their eyes went back
to the actual work. It seems that both parts, the
commissioned work and the scenographic photography,
complement each other. The project will continue
with a new selection of designers and their work. MK

Lo scorso giugno, nel grande spazio


di Depot Basel, le fotograe scattate
da Sagel sulle scene allestite dai designer
lavoravano efcacemente sullo sguardo
del visitatore. Se il racconto di Matylda
Krzykowski evidenzia la naturalezza
con cui un desiderio diffuso
tra i designer prende forma entro i limiti
di uno spazio piccolo ma liberamente
interpretabile, vale la pena di soffermarsi
sui nuovi strumenti di lettura offerti
allosservatore nale. Armi a doppio
taglio. Lo spazio enunciato dentro
i conni del quadro raccoglie e mette
in prospettiva gli stessi oggetti presenti
nella sala, disponendoli in altro modo.
La loro rappresentazione incorniciata,
valorizzata, potenziata: si addensa
di particolari, si nutre di una dimensione
affettiva, di un fare pensato e posato.
Nel peggiore dei casi la foto nisce
per prevalere sulle cose in mostra.
Nel migliore, il pi diffuso visto il successo
della mostra, il lettore a partire
dalla concentrazione della foto trova la
spinta, lenergia, per uninterpretazione
pi personale. Nel gesto di rivolgersi
dalla rappresentazione fotograca
ai pezzi di design, libera il suo sguardo
da un ritratto efcace ma vincolante
e vede aprirsi lo spazio per comporne
uno pi suo: gli oggetti che ora appaiono
pi densi di signicato, straticati,
rispondono pi facilmente allidea
di un nuovo possibile display, altro
rispetto alla foto, altro rispetto
alla disposizione in mostra. Una storia
esibita apre a una fruizione pi attiva.
Last June, in the large space of Depot
Basel, the photographs taken by Sagel
on the scenes prepared by the designers
worked effectively on the visitors gaze.
If Matylda Krzykowskis account
underlines the naturalness with which
a widespread desire among designers
takes shape within the limits of a small
but freely interpretable space, it is worth
taking a look at the new keys
of interpretation offered to the nal
observer. Double-edged swords.
The space set out within the connes
of the picture gathers together
the same objects as are present
in the room and puts them
in perspective, arranging them
in a different way. Their representation
is framed, enhanced, boosted: it is built
up with details, nourished with an
emotional dimension, with a well
thought-out and composed action.
In the worst of cases the photos end up
prevailing over the things on display.
In the best, and the most common, given
the success of the exhibition, the reader
will nd in his concentration
on the picture the impetus, the energy,
for a more personal interpretation.
In the act of turning from the
photographic representation to the
objects of design, he will free his gaze
from an effective but constraining
portrait and see the space open up
to allow himself to compose one
of his own: the objects that now appear
richest in meaning, most stratied,
respond more easily to the idea
of a possible new display, different from
the photo, different from arrangement
in the exhibition. A story told clears
the way for a more active perception. VC

526

67

68

526

Lingresso al n. 12 di Lincolns Inn Fields


con il nuovo mobile
The entrance at 12 Lincolns Inn Fields
with the new desk.

caruso st john
architects
--------------sir john soanes museum
3 interiors
--------------London
rivestimento interno / inner lining: corian
(colore / colour Bone)

rivestimento esterno / outer shell: corian


(colore / colour nocturne)

illuminazione celata sotto la mensola e dietro


schermo corian con cablaggio a scomparsa /
concealed lighting beneath shelf and behind
the corian screen with hidden cabling
Pannello in corian per celare la lampada
uorescente / Corian screen for concealed
uorescent lamp
Finiture in legno massello (mogano) /
solid hardwood lippings (mahogany)
Frontale del cassetto su guide a scomparsa /
Front drawer on concealed runners

Gambe in legno massello (mogano) laccato


con nitura trasparente / Mahogany table
legs lacquered with clear satin nish

foto di / photos by hlne Binet

[A] mobile per lingresso / entrance hall desk

526

69

Piano terra. La reception con il negozio e i nuovi mobili / The reception with the shop and new piece of furniture.

70

526

383

Vetrina / Glass cabinet

200

12 millimetri di base
in Corian / 12 mm
Corian base

Geoff Shearcroft

Mogano impiallacciato /
Mahogany veneer

740

MuoverSi
tra lallora
e ladeSSo

Elementi per display


in Corian / Corian
display units

Gambe in legno
massello (mogano) /
Solid mahogany legs

el 1833 fu istituito a londra, per decreto


del parlamento inglese, il Sir John Soanes
Museum, a condizione che laccesso fosse
sempre mantenuto libero e che lallestimento non
fosse mai modicato. Soane sperava che la sua casa
e collezione potessero divenire una sorta
di accademia darchitettura, avendo disposto libri,
calchi e modelli afnch gli studenti possano avere
la possibilit di accedervi facilmente 1. una scarsa
afuenza nel corso del primo secolo di vita sembrava
averne minato le ambizioni, ma una forte ripresa a
partire dalla met degli scorsi anni 90 ha visto il museo
raggiungere la quota di 90 mila presenze allanno.
Ho visitato il museo diverse volte nel corso dellultimo
decennio, godendo dellintensa esperienza fornita
da unintima simbiosi di artefatti, arredamento
e architettura. Passare attraverso porte troppo strette,
immergersi in una luce naturale tinta di giallo
e sorare antiche reliquie in pietra permette di vedere
e allo stesso tempo sentire ledicio e la sua collezione.
Soane aveva curato in maniera ossessiva
la disposizione della casa-museo, con lobiettivo
di farne una sorta di modello a grandezza naturale per
la sperimentazione di effetti architettonici: i visitatori
sono relativamente liberi di esplorare la collezione
a proprio modo, aumentando le possibilit di generare
scoperte e narrazioni personali. anche se lesperienza
del toccare elegantemente scoraggiata, ad esempio
dalla presenza di ori di cardi spinosi sulle sedie,
la leggerezza nella presenza di vigilanza rende possibile
immaginarsi di vivere l, respirando brandelli
dantichit con lo sguardo rivolto su una lussuosa
piazza di londra. Questesperienza, combinata
con un minimo condizionamento ambientale
e un predenito schema interpretativo, attribuisce
al museo una qualit pre-moderna, secondo
la denizione di Buchanan di edicio pre-moderno:
un artefatto culturale, che ripete e ripropone forme

[B] Tavolo-espositore
per il negozio /
Shop Table
210

75

330

75

210

526

71

First oor. Gallery overlooking


the street: details
of the furniture. The gallery
at the back, occupying
what used to be Mrs Soanes
bedroom: views and crosssection of the furniture
and wall display units.

740

225

Primo piano. Galleria con affaccio


sulla strada: dettagli
dei mobili. La galleria sul retro,
ricavata nella originale
camera da letto di Mrs Soane:
veduta e sezione trasversale
del mobile-dispositivo
espositivo a parete.

70
70

75

450

10 55

500

75
35

[C] Tavolo-espositore a parete / Gallery display table

74

526

Primo piano. Sezioni trasversali


dei tavoli-vetrine per le gallerie
espositive con diverse
conformazioni e vedute
della galleria su strada
con i nuovi mobili.
First oor: Cross sections
of the various exhibition
gallery display tables
and views of the gallery
overlooking the street
with the new furniture.

Notes
1 Tim Knox, Sir John Soanes
Museum London, Merrell, 2009.
2 Peter Buchanan, Farewell to
Modernism And Modernity
Too, Architectural Review, 30th
January 2012.
3 John Hudnut, The Post-modern
House, Architectural Record 97,
May 1945.

At rst glance this tactic appears deeply conservative.


The collection of mahogany tables, cabinets and
vitrines look familiar; they t-in to Soanes space,
like the furniture in the 175 year old rooms next door
or the best pieces of reproduction furniture you might
nd stacked high in a second-hand store. A closer look
highlights the ushness of the objects surfaces,
with mirror running into Italian walnut into glass
into Corian. Taut, stretched and precise, they lack
any evidence of their making or the patina of time.
Touching them, they feel weighty, secure and solid.
The Op artist Bridget Riley said she aimed to create
paintings that had a visual zip, appearing to move
before the viewers eyes. The best pieces here seem
to have a temporal zip, oscillating in time,
between then and now.
The furniture is exquisitely constructed
and delightfully deceptive. Manufactured by Goppion,
the eight trips to the north Italian workshop by
the London-based project architect Bernd Schmutz
suggest a designer/maker partnership rarely afforded
in contemporary construction. Each cabinet
has a glazed viewing panel sealed in a steel box,
incorporating lighting, humidity and temperature
controls, and clad in timber and mirror. This makes
them considerably heavier than their nineteenth
century ancestors; the largest vitrine weighs 1.5 tonnes
and required oor reinforcement. The free-standing
elements stand on legs necessitating signicant
bracing and hidden internal wiring up the legs
to make homely tables as opposed to art plinths.
Arriving in the gallery space through the back
of a new piece of furniture, the reverse of the
wardrobe to Narnia, I was reminded of John Hudnuts
essay, The Post-modern House (1945): He has in mind

a Cape Cod cottage which, upon being opened, will be


seen to be a refrigerator-to-live-in; and I am
by no means sure which of these requirements,
assuming them to be inconsistent, is the more
prescriptive 3. Amidst the rooms carefully considered
composition of timber cabinets was a noisily humming,
free-standing, air-conditioning unit. Having ascended
through the unconditioned house, the drone of the
air-con combined with the shuttered windows and
spot-lit walls to create a thoroughly other space, in
which the general character of conditioning overcame
any specic design decisions. The use of the air-con
unit and shutters in this instance was ad-hoc and
temporary but it highlighted the contradictions of the
brief to create a modern level of constant, controllable
conditioning in spaces designed to respond to changing
conditions; Soane was apparently so concerned with
the way people experienced his naturally-lit museum
that he closed it on grey cloudy days.
The third room by CStJA, the ground oor shop,
provided a compelling demonstration of the effective
synthesis created here between technology and thennow furniture. Here the architects ambition in trying
to create rooms where we wanted to touch is helped
by the inherently engaging activity of buying objects
as opposed to viewing. The contemporary
juxtapositions grey Corian display plinths on walnut
veneered tables, yellow painted adjustable shelving
units alongside original timber china cupboards,
cascades of museum products by curated Soane
artefacts furnish the room and make it zip.
The visitor is able to actively inhabit the room
in a way that the rest of the building only allows them
to imagine, an appropriately post-modern experience
of a pre-modern museum.

Telaio in massello di mogano /


Solid mahogany frame

Prolo in massello di mogano con


fibre ottiche integrate / Solid
mahogany prole with integrated
concealed bre optic lighting

225

225

[D] Tavolo-espositore / Gallery display table

Vetro bassoemissivo / Low UV glass

Impiallacciataura in mogano /
Mahogany veneer
965

172

172

Parte removibile / Removable top

568

568

740

Proiettore per illuminazione a fibre ottiche /


Projector for bre optic lighting

34

832
900

76

526

34

Gambe in massello di mogano / Solid


mahogany legs

70
70

34

832
900

34

70
70

Cavo per elettricit nascosto nelle


gambe / Cable for power connection
to be concealed within legs

526

77

Michael Schoner
------------------Z StepS
------------------2012

78

526

Dispositivo spaziale
generico che lavora
sullincrocio di due viste
isometriche per
stravolgerne
la percezione sica,
Z Steps un sistema
allestitivo dato da due
strutture identiche,
composte di tre scalini
che misurano 33 x 33 x 33 cm.
Le dimensioni consentono
alloggetto di assumere
i caratteri dellambiente
o, come racconta lautore,
quelli di una scultura
da allestire. Realizzato
in lastra dacciaio
da 2 mm e dotato
di elementi magnetici,
permette lutilizzo su ogni
lato e supercie, mentre
la sovrapposizione
di due sistemi garantisce
14 diversi allestimenti.
Composizione, signicato
e uso rimangono
a discrezione
del destinatario.
A generic spatial device
that works around
the intersection of two
isometric views in order
to unsettle their physical
perception, Z Steps is a
display system consisting
of two identical structures
made up of three steps
measuring 33 x 33 x 33 cm.
The versatile structure
allows the object to
take on environmental
dimensions or, as the
designer puts it, those
of a usable sculpture.
Made from 2-mm-thick
sheet steel and tted with
magnetic elements, every
side and surface can be
utilized; the combination
of two systems allows
for the creation
of 14 different versions.
Whether set up as a
sculpture or for display,
its composition,
signicance and use
are left to the user. AR

526

79

80

526

Wilfried Kuehn - Simona Malvezzi / Francesco Garutti

CritiCal DiSplay
Un rifugio alpino e la sua grande copertura lignea
in Blockbau possono trasformarsi in una forma di display?
In che modo larchitettura stessa pu divenire strumento
di rivelazione e narrazione? Lo studio tedesco Kuehn
Malvezzi dal 2001 lavora esplorando il progetto come pratica
curatoriale. Esperti nel disegno di spazi museali e dei loro
display tra le opere pi celebri lallestimento di Documenta
11 e le architetture della Flick Collection e dellHamburger
Bahnhof a Berlino Wilfried Kuehn e Simona Malvezzi
riettono con Abitare sui contenuti del loro lavoro, mettendo
a confronto due progetti apparentemente distanti per forma
e funzione e intrecciando il discorso critico sul progetto
darchitettura alle forme e ai modi di alcune opere darte
contemporanea cruciali per la loro pratica.
Francesco Garutti Avete scelto due vostri

progetti per discutere dellarchitettura come


forma di display. Un ristorante alpino tra le
montagne austriache e un passaggio coperto
che collega due spazi espositivi delle Gallerie
del Belvedere a Vienna. Per entrambi questi
progetti il lm Heidi (1992) degli artisti Paul
McCarthy e Mike Kelley stata unimportante
fonte dispirazione. In che modo?
Kuehn Malvezzi S, cos. Kelley e McCarthy
rovesciano con questo lm i signicati della novella
svizzera Heidi, scritta nel 1880. Nel loro set, Klara,
la ragazzina malata di citt, vive in un interno di adolf
loos la camera da letto della Villa Khuner che
disposta nello spazio scenico del lm proprio dietro
la ricostruzione della facciata dellamerican Bar
di Vienna, anchesso di loos. Dallaltro lato del set,
uno chalet di montagna utilizzato come ambiente
nel quale hanno luogo folli azioni di violenza
e degradazione. Utilizzando gure e maschere
di gomma, gli artisti preformano una serie di plot
e narrazioni, mentre il testo di loos Ornamento e
Delitto recitato da una voce fuori campo. ricorrendo
a unatmosfera dal carattere perturbante di tipo
freudiano, gli spazi domestici sono quindi trasformati
in luoghi dellorrore, mentre la soppressione moderna
dellornamento e dellartigianato popolare messa
in discussione. Nella versione di Heidi dei due artisti

californiani larchitettura non sembra dunque


produrre un ambiente sano n nella sua versione
grezza e ordinaria e nemmeno in quella dellalto
modernismo loosiano, ma appare piuttosto come
lespressione di dure repressioni culturali.
la questione architettonicamente interessante,
tuttavia dovrebbe forse essere posta in un altro modo:
larchitettura potrebbe decidere di abbracciare
le contraddizioni e affrancarsi da alcune forme
di repressione tipiche della modernit? Se le tradizioni
possono essere descritte come costruzioni sociali,
sintomi di alienazione piuttosto che espressioni
di appartenenza, le forme e le tipologie
architettoniche che proprio con le tradizioni
e le storie locali hanno una relazione stretta
dovrebbero essere usate criticamente, ma per far ci
devono liberarsi di un certo tipo di inibizione,
costrizione tipica del modernismo. per questo motivo,
il modo in cui attraverso il nostro lavoro guardiamo
per esempio a una costruzione storica in legno tra
le montagne, o allo schema di un giardino barocco
a Vienna si fonda su un principio di alienazione
e distanza: ci appropriamo di queste due tipologie
mostrandole al visitatore, ma senza identicarci
in esse. pensiamo allarchitettura come a un intervento
concettuale in un ambiente preciso, che usa elementi
locali prestando attenzione alle tipologie costruttive
e soprattutto agli artigiani del luogo. i nostri progetti
non hanno preferenze formali o materiali assolute,
sono alla ricerca di relazioni.
In che modo esattamente larchitettura
della baita alpina Skihtte Rossalm
e del passaggio del Belvedere sono
una forma di display?

in entrambe le occasioni abbiamo deciso di coinvolgere


altre gure nel progetto. per ognuna di queste abbiamo
allestito un telaio teorico nel quale consentire loro di
operare. a Vienna abbiamo lasciato allartista Heimo
Zobernig uno spazio cruciale dintervento, quasi un
palcoscenico nella nostra architettura la supercie
vetrata ma allo stesso tempo gli abbiamo chiesto di
risolvere un problema pratico che avevamo gi cercato

Nella pagina a lato: Skihtte


Rossalm Alpine Hut
ristorante alpino a Bad-Gastein,
Austria, progettato
e realizzato da Kuehn Malvezzi
tra il 2008 e il 2010.
In alto e nelle pagine seguenti:
frontespizio e immagini
del booklet realizzato
da Paul McCarthy e Mike Kelley
in occasione della presentazione
di Heidi (1992), Gallerie
Krinzinger, Vienna, Austria.
Opposite page: Skihtte
Rossalm Alpine Hut Alpine
restaurant in Bad-Gastein,
Austria, by Kuehn Malvezzi
(2008 and 2010). Above and
following pages: front page
and images from the booklet
by Paul McCarthy
and Mike Kelley published
for Heidi (1992), Gallerie
Krinzinger, Vienna, Austria.

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foto di / photo by Ulrich Schwarz

In queste pagine: vista dello


chalet nella neve e immagini
di alcuni interni di Skihtte
Rossalm. Le nestre
che inquadrano il paesaggio
scorrono a nastro lungo
la base in cemento
dellarchitettura.
La dimensione della loro
ampiezza regolata dalla seria
matematica di Fibonacci.
These pages: a view
of the chalet in the snow
and various interior shots
of Skihtte Rossalm.
The windows framing
the landscape run in a strip
along the concrete base
of the building. Their size
is governed by the
mathematical Fibonacci
sequence.

82

526

foto di / photo by Ulrich Schwarz

di affrontare. Heimo ha stampato un pattern su fogli


trasparenti adesivi tratto da un diagramma
termodinamico con il quale ha avvolto lintera supercie
di vetro del nostro passaggio. Con un solo gesto egli ha
messo in mostra un suo lavoro in modo tridimensionale
e allo stesso tempo ha prodotto un diagramma articiale
che incornicia, ltra, limmagine del giardino, proteggendo
gli uccelli da possibili schianti contro le enormi superci
trasparenti dellarchitettura. Nel caso dello Skihtte
Rossalm abbiamo deciso di disegnare solo la base
delledicio costituita da un muro di cemento
con nestre lasciando la progettazione e costruzione
della grande copertura ad artigiani locali che usano ancor
oggi la tecnica del Blockbau. In questo modo abbiamo
sostanzialmente realizzato un piedistallo per una scultura
lignea, esponendo cos un prodotto artigianale
tradizionale, riducendo il nostro intervento al minimo
e innescando una relazione con lambiente in modo
concettuale e non mimetico.
La natura doppia e ambigua delle due
architetture si rivela anche nel modo
in cui queste affrontano temi quali lidea di
tradizione e articialit, turismo e paesaggio.

Questa tecnologia costruttiva in legno massiccio, che


una tipologia tradizionalmente usata per i enili, nel

nostro progetto in verit un ristorante alpino, entrando


cos a far parte dellindustria turistica diffusa, che ha di
fatto sostituito lidea stessa di paesaggio alpino europeo.
Lo stesso succede con il Belvedere, un castello-padiglione
realizzato come intima residenza privata appena fuori
Vienna che per gli ultimi due secoli stata utilizzata
come museo e che oggi visitata da circa un milione di
persone ogni anno. La musealizzazione del paesaggio
paradigmatica in un habitat contemporaneo urbano o
suburbano, ma mai davvero rurale e sottoposto a un
processo di totale articializzazione e antropizzazione.
La chance che possiamo intravedere in questa
condizione risiede proprio nella possibilit di trasformare
il paesaggio in uno spazio pubblico in grado di
raccontarci la storia della sua stessa genesi e costruzione,
un ambiente non opaco. Ancora una volta guardiamo
allidea della presentazione, dellesposizione, non
nellintenzione di rendere loggetto in mostra un feticcio,
ma al contrario pensiamo a contestualizzarlo come
frammento di narrazioni e storie diverse.
Potreste descrivere le due tipologie di sistemi
distributivi, lenlade e la promenade,
che caratterizzano i due edici?

Lenlade, come una sequenza di spazi, cos come


la promenade sono entrambe tipologie legate allidea
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Verbindungsgang
Belvedere il passaggio
dagli spazi espositivi
del Belvedere Unteres
di Vienna allOrangerie
opera di Kuehn Malvezzi
(2008-2009) in collaborazione
con lartista Heimo Zobernig.
Verbindungsgang
Belvedere the walkway
connecting the exhibition
spaces of the Unteres
Belvedere in Vienna
to the Orangerie is a work
of Kuehn Malvezzi
(2008-2009) in collaboration
with artist Heimo Zobernig.

84

526

A destra: il passaggio si attacca


a una parete perimetrale esistente
e rimane sospeso da terra.
Lintervento di Zobernig sulle
superci vetrate che costituiscono
parte del corpo dellarchitettura.
Un diagramma termodinamico
a motivo reticolare avvolge
il passaggio: citando le forme della
pergola barocca, Zobernig protegge
la vita degli uccelli del giardino.
Right: the walkway is raised up off
the ground and attached to an
existing perimeter wall. The work
by Zobernig on the glazed surfaces
that form part of the architectural
structure. A thermo-dynamic
diagram with a meshwork motif
covers the walkway: referencing
the forms of the Baroque Zobernig
pergola, it prevents birds from
clashing against the glasses.

di narrazione e display. Hanno un punto di partenza


e una ne: rivelano una storia passo dopo passo.
Nel ristorante alpino le nestre hanno dimensioni
differenti, la loro ampiezza cresce di apertura
in apertura seguendo le proporzioni dettate dalla
serie di Fibonacci e svelano lentamente le montagne
circostanti come in una sequenza cinematograca.
La connessione allOrangerie nel caso del Belvedere
unestensione dellinlata delle stanze storiche
del palazzo che, attraverso il nostro intervento,
come se si proiettassero verso il giardino.
Lintervento architettonico sostanzialmente
una connessione che ha le sembianze
di unarchitettura da giardino, come fosse una pergola.
Ritagliando poi il prolo del muro in corrispondenz
a del punto pi alto della rampa, apriamo
per un momento la vista sullo storico
Kammergarten, creando cos una differente
percezione del contesto esistente.

CRItICaL DIsPLay
Can an Alpine hut and its large Blockbau wooden roof
be transformed into a kind of display? How can
architectural design become an instrument for revelation
and narration? The German studio Kuehn Malvezzi has
been exploring design as a curatorial practice since 2001.
Experts in the design of museum spaces and their displays
their celebrated works include the ttings for Documenta
11 and the architectural designs for the Flick Collection
and the Hamburger Bahnhof in Berlin Wilfried Kuehn
and Simona Malvezzi here discuss the contents of their work
with Abitare by comparing two studio projects that
appear to be worlds apart in terms of their form
and function, and by interweaving critical architectural
design debates into the forms and methods of a number
of works of contemporary art which are of crucial
importance to the way that they work.
Francesco Garutti Youve chosen two of your

Larchitettura in quanto strumento per la


visione perde centralit, tende allinvisibilit?

Pensiamo alla nostra architettura come qualcosa


dinvisibile nel senso che non mai auto-referenziale,
ma genera sempre uno spazio dinterazione.
Invisibilit non signica per assenza di forma.
La questione portare lattenzione verso qualcosa,
rivelare. Unopera che amiamo molto in questo
senso Two Crowds with Shape of Reason Missing (1984)
di John Baldessari, un lavoro in cui lartista sottrae
alcuni oggetti alla vista coprendoli con forme astratte
colorate. Quelle geometrie diventano paradossalmente
una forma di display dei frammenti dellimmagine che
Baldessari voleva mettere in evidenza.

projects to discuss about architecture


as a form of display. An Alpine restaurant
and a sheltered passage connecting two
exhibition spaces of lower belvedere
in Vienna. The flm Heidi (1992) by artists
Paul MCarthy and Mike Kelley was really
inspiring for the development of the projects.
Kuehn Malvezzi Kelley and McCarthy turn the swiss
19th century novel Heidi upside down. In their
performance, Klara, the sick city girl, is located
in an adolf Loos interior, the bedroom of Villa
Khuner, collaged behind the equally Loosian faade
of the american Bar in Vienna. On the other side
of the performance installation, the mountain cabin
526

85

serves as an interior in which instead of the expected


alpine healing qualities, insane actions of violence
and debasement take place. Using rubber gures
and masks, the artists perform an array of different
plots to be acted out, while Loos Ornament and Crime
is heard as a voice-over. Drawing on the Freudian
uncanny, homely spaces are turned into spaces
of horror, while the modern repression of ornament
and popular crafts is being questioned. In Heidi,
architecture does not appear to be expression
of a sound environment, neither in its low brow folk
version nor in Loos high modernism, but rather
it seems to be the expression of strong cultural
repressions. The question then needs to be put
otherwise: could architecture take up a stance while
embracing contradictions in order to open an
emancipatory discourse? If traditions can
be recognized as social fabrications, symptoms
of alienation rather than expression of afliation,
architectural forms and types relating to local histories
have to be used critically but rst they need to be
freed from modernist repression. The way we look
at historical log construction in the mountains
and at the equally historical baroque garden scheme
in Vienna is based on distance and alienation:
we appropriate them by displaying them without
identifying. Thus we think of architecture
as a conceptual intervention in a precise place
that uses local elements by way of relating to their
construction and above all their local articers.
Our designs do not follow preferences in form
or material but search for relations. We thus believe
that each spatial intervention generates a new context
for the found situation rather than tting into it.
In which sense do the alpine hut Skihtte
Rossalm and the Belvedere passage work
as a form of display?

In both projects we decided to involve others people


whom we created a frame for. Artist Heimo Zobernig
was given a stage by and we asked him to resolve a
problem we had faced in the past. He created a pattern
that is actually taken from natural science: a diagram
from thermodynamics, and he wrapped the diagram
over the whole of our glass envelope. In one way
he has put a three dimensional image or spatial work
on display, but another reading might be that he
created an articial pattern that frames the garden
for those looking from outside and at the same time
prevents birds from clashing against huge transparent
glass surfaces of the passage. In the mountain lodge
we decided to only design the base, that is the concrete
wall with window openings, and the task of making
a wooden hut on top of it was assigned to traditional
local wood makers who still use the massive Blockbau
technique. In a way we made a pedestal for a wooden
sculpture and for the exhibiting of a traditional craft,
thus reducing our intervention and creating a link with
the environment in a conceptual and non-mimetic way.
86

526

The two architectures dual and ambiguous


nature is also revealed in the way
the two architectures deal respectively
with the idea of tradition and artifciality,
tourism and landscape.

The log cabin that has traditionally been used


for haystacks serves in our project as a mountain
restaurant and is thus part of the tourist industry
which has taken over the European alpine landscape.
The same is true with the lower Belvedere, a pavilion
castle built as an intimate private summer residence
just outside the city of Vienna which for the last two
hundred years has served increasingly as a museum and
is now visited by nearly a million people a year. This
process of musealizing the landscape is paradigmatic
in terms of our contemporary habitat, which is urban
or suburban but never truly rural as it recounts a story
of total articialization. The chance qualities we see
in this process resides in the possibility of creating
a public place which tells its owns stories in line with
its production and fabrication and thus isnt opaque.
Again we look at the idea of exhibition not in the
sense of fetishising the object on display,
but its opposite: we think of contextualizing it and
making it readable as part of different (hi)stories.
Could you describe the enflade
and the promenade distribution types
featured in the two buildings?

The enlade, as a sequence of spaces,


and the promenade are both related to the idea
of narration and display, with a starting and
an end point which reveal things step by step. In the
alpine restaurant the windows have different sizes
as they increase one by one following the Fibonacci
sequence and slowly reveal the surrounding mountains
as in a lm. In the Belvedere, the connection
to the Orangerie is an extension of the enlade within
the historical state rooms of the castle which through
our intervention is projected outside into the garden.
This architectural intervention is a conjunction which
follows the typology of garden architecture
as in a pergola. By lowering the wall at the highest
point of the ramped connection, we open a view onto
the historical Kammergarten for a moment and thus
create a different perception of the existing context.
Does architecture as a tool for displaying
loose its central role? Does it strive
for invisibility?

We think of our architecture as invisible in the sense


that it is not self-referential but opens a space
for interaction. Invisibility does not mean absence
of form. The attention is drawn toward something by
putting it on display. A work we admire in this context
is John Baldessaris Two Crowds with Shape of Reason
Missing (1985) in which he erases objects by covering
them with formal elements that become a kind
of display for things he wants to be evidenced.

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87

Display: books, acts & facts

VetrIne negozI ItalIanI

Bruno Munari, EMilio BErtonati

How to make
a Japanese House

(a cura di / edited by)

CathElijnE nuijsink

Editore/Publisher LUfcio Moderno


Luogo/Place Milano
Anno/Year 1961
Misure/Size cm 21x30, pp. 169

Editore/Publisher NAi Publishers con il


supporto di / with the support from the
Netherlands Architecture Fund, the Japan
Foundation e / and the Suntory Foundation
Luogo/Place Rotterdam
Anno/Year 2012
Misure/Size cm 16x24 pp. 328
Design Sander Boon
ISBN 978-90-5662-850-5

La curiosit ubiqua di Munari ci ha lasciato


anche questa raccolta di esempi di qualit su
come si progetta una vetrina o un negozio.
Siamo nella Milano della ripresa economica,
anni doro per larchitettura e il design. Il volume
un repertorio di realizzazioni suddivise in
simboli, insegne, vetrine, negozi, disposizione
della merce e allestimenti interni, illuminazione,
supporti e strutture. Si sente nelle scelte
il clima unico, aperto e fattivo, di una comunit
di progettisti. una raccolta di progetti di
amici, che ora sono i pi bei nomi
dellarchitettura, del design e della grafca
italiana: dai BBPR a Vigan e De Carlo,
da Sambonet a Mari, da Pintori a Huber, senza
dimenticare lo stesso Munari. Nel testo
introduttivo, dal titolo Azione diretta, Munari
coglie in maniera piana e pragmatica il potere
della vetrina e del palcoscenico delle merci
e, conseguentemente, tratteggia la necessit
di un solido esercizio progettuale.
Munaris wide-ranging sense of curiosity has left
us this collection of high-quality examples
of how to design a window display or a shop.
We are in the Milan of the economic boom,
golden years for architecture and design. The
volume is a methodical repertoire of designs,
subdivided into the categories of symbols,
signs, window displays, shops, arrangement
of merchandise and internal lay-outs, lighting,
supports and structures. These choices refect
the unique, open-minded and energetic climate
of a community of designers. It is a collection
of designs by friends who are now some
of the best-known names in Italian architecture
and industrial and graphic design: from BBPR
to Vigan and De Carlo, from Sambonet to Mari
and from Pintori to Huber, without forgetting
Munari himself. In his introductory text, entitled
Direct Action, Munari explains in a simple and
pragmatic way the power of the shop window,
and as a consequence underlines the need for
a clear approach to this kind of design. mmpp

88

526

Il libro, preciso e informatissimo, descrive


un fenomeno unico nel panorama architettonico
globale degli ultimi decenni: per ragioni varie,
non ultima la stagnazione delleconomia
dagli anni Novanta, la sperimentazione formale
e programmatica degli architetti giapponesi
si spostata dai grandi edifci simbolici
e dallurbanistica estrema dei metabolisti
alla ricerca continua sulla casa unifamiliare.
Limitazioni che altrove sono considerate
intollerabili (legislazione restrittiva, budget
ridotti, dimensioni dei lotti minuscole, clienti
esigentissimi e vita media degli edifci
di 25 anni) diventano fonte di ispirazione
per una serie di edifci che nel loro insieme
sono un fantastico display di soluzioni radicali,
il primo caso di pietra miliare architettonica
generata da un cervello collettivo.
The book describes in a precise and wellinformed way a unique phenomenon in terms
of global architecture of the last few decades.
For a variety of reasons, not least the stagnation
of the economy since the Nineties,
the experimentation of Japanese architects
with form and programme has shifted focus
from large symbolic buildings and an extreme
approach to city planning as with the
Metabolists to more on-going work linked
to the individual family house. Limitations that
would be considered intolerable elsewhere
(restrictive legislation, tight budgets, tiny lots,
extremely demanding clients and an average
lifetime for constructions of 25 years) have
become the source of inspiration for a series
of buildings that taken as a whole offer
a fantastic range of radical solutions, perhaps
the frst case of an architectural milestone
generated by a collective brain. MPo

InternI su strada
come metafora dI cItt
Rivista/Magazine Hinterland, n. 32
Luogo/Place Milano
Anno/Year 1984
Misure/Size cm 21x29,7, pp. 70
Un numero abbastanza anomalo (per tema)
della rivista Hinterland, diretta
da Guido Canella tra il 1978 e il 1985,
dedicato allistituzione del negozio in
generale, documentata da una formidabile
raccolta di casi notevoli che ne tracciano
la progressione tipologica, lungo
il Novecento, per impianto allestitivo, materiali
e linguaggio; per predominanza funzionale
(da luogo di scambio, a spazio di esposizione,
a dispositivo di induzione al consumo);
e anche per i modi di interazione
e localizzazione nel tessuto fsico
ed economico della citt. Con la consueta
formula ipercompatta di testi, immagini
e precisissime didascalie cos costruito
un repertorio ragionato un catalogo
operativo di riferimenti ordinato
per categorie critiche e specifche ipotesi
relazionali: Trovarsi con gli altri,
Rappresentare, nutrire, curare, proiettare
se stessi, Stradafacendo.
A fairly unusual (in terms of its theme) issue
of the magazine Hinterland, edited by
Guido Canella from 1978 to 1985, is devoted
to the institution of the shop in general.
Documented by an impressive collection
of noteworthy examples that trace shops
typological progression through the 20th
century, the issue examines layout, fttings,
materials and architectural language; function
(from trading place to exhibition space
to a mechanism for persuading people
to consume); and modes of interaction
and strategies of location in the physical
and economic fabric of the city. Using the
magazines customary hyper-compact formula
of texts, images and very precise captions,
this issue presents an annotated repertoire
a practical catalogue of references which is
organized into critical categories and specifc
relational hypotheses: Being with Others,
Representing, Nourishing, Taking Care
of, Projecting Ourselves, On the Way. AF

neue museen

GrahaM Ellard
stEphEn johnstonE
Distribuzione/Distribution LUX
Luogo/Place London
Anno/Year 2011
Descrizione/Description mm 16, mins 11.00
Website www.lux.org.uk
Il progetto di allestimento dei due spazi
museali di Palazzo Bianco e Rosso a opera
di Albini agli inizi degli anni 50
al centro di un breve e raffnato flm diretto
dal duo britannico Ellard e Johnstone. Lopera
un racconto per atmosfere e dettagli che
culmina nella ricostruzione cinematografca
del movimento dello straordinario dispositivo
tecnico che Albini disegn per la presentazione
dellopera Elevatio animae di Margherita
di Brabante (1313) di Giovanni Pisano. Il pezzo,
un pistone idraulico in grado di sollevare
e ruotare la scultura per una migliore
esposizione, stato smontato e stoccato,
e rivive oggi dopo quasi mezzo secolo nelle
immagini ricostruite della pellicola. Digitale
e analogico si intrecciano per ridare vita
a un oggetto di design unico, al tempo fuori
dai canoni ed eccentrico, ora modello e pezzo
di riferimento per la storia dei display museali.
The design of the display system in the two
galleries of Palazzo Bianco and Palazzo Rosso
in Genoa by Albini in the early 1950s
is at the centre of a short and refned flm
directed by the British duo Ellard
and Johnstone. This work focuses
on the atmospheres and details that
culminated in the cinematographic
reconstruction of the movement
of the extraordinary technical device that
Albini designed for the presentation
of Giovanni Pisanos work The Elevation
of Queen Margaret of Brabant (1313).
The device, a hydraulic piston capable
of raising and rotating the sculpture, was
dismantled and placed in the storerooms,
and has been brought back to life today
after almost half a century in the reconstructed
images of the flm. Digital and analogue
are groundbreaking and eccentric in its time,
and is now a model and reference point
for the history of museum displays. FG

The STeal: a culTural


hiSTory of ShoplifTinG
Rachel ShteiR

Editore/Publisher Penguin Press


Luogo/Place New York
Anno/Year 2011
Misure/Size cm 16,3x24,1, pp. 256
ISBN 978-1-59420-297-1
Il taccheggio, ossia il furto di oggetti in un
negozio, un fenomeno diffuso da diversi
secoli. Studiato da sociologi e antropologi
come un particolare disturbo nella nostra
societ, un peccato senza et, sesso
o particolari geograe. Si confonde a volte
con la cleptomania, per diventare in periodi
di crisi uno statement contro il consumismo.
un fenomeno diffusissimo, tanto che
laumento dei prezzi al consumatore dovuto
allinclusione del sovrapprezzo legato ai furti
graverebbe oggi su ogni famiglia americana
per 450 $ allanno. Una storia sociale
affascinante, legata strettamente al design
e al display della merce. Dallinvenzione
di una tasca interna nei vestiti femminili che ha
fatto di Londra nel 700 la capitale del furto,
al design negli anni 50 di sistemi antifurto,
allo studio di display contemporanei
che scoraggino il furto non compromettendo
lesposizione della merce.
Shoplifting has been a pervasive phenomenon
for several centuries. Studied by sociologists
and anthropologists as a particular disorder
in our society, it is a sin with no age, gender
or specic geography. Sometimes confused
with kleptomania, it can turn in periods of crisis
into a statement against consumerism.
It is a very widespread phenomenon, to such
an extent that the increase in prices to the
consumer due to the inclusion of a surcharge
linked to theft costs for every American family
around $450 a year. It has a fascinating social
history, which is closely connected,
in its evolution, to the design and display
of merchandise. From the invention of a hidden
pocket in womens dresses that made London
the capital of shoplifting in the 18th century
to the design of antitheft systems in the Fifties
and the study of contemporary displays that
discourage shoplifters without compromising
the attractiveness of the goods. GB

The drama of diSplay:


ViSual merchandiSinG
and iTS TechniqueS

The exhibiTioniST:
Journal on exhibiTion
maKinG

Editore/Publisher Pellegrini & Cudahy


Luogo/Place New York
Anno / Year 1953
Misure/Size cm 22x28, pp. 226

Editore/Publisher Archive Books


Luogo/Place Berlin
Anno/Year 2012
Misure/Size cm 19x26, pp. 72
ISBN 2038-0984
Website www.the-exhibitionist-journal.com

Jim Buckley

Un manuale completo e visivamente ricco


di suggestioni per affrontare il tema
del display della merce e del vendere.
Unarte che si continua a evolvere seguendo
a sua volta il modicarsi di due discipline:
da un lato, le considerazioni legate a diverse
strategie commerciali, dallaltro linvenzione
di nuovi apparati e mezzi di comunicazione
nel mondo del teatro, della scenograa,
dellarte, del cinema e della tecnologia.
Un linguaggio di simboli, segni e allegorie,
che lautore riassume nellidea che il display
non sia altro che lattivit dellindicare.
Quindi accentuare, enfatizzare, focalizzare
lattenzione sono in generale le strategie
messe in campo per catturare lo sguardo del
passante, insieme alluso di storie, atmosfere
e ambienti, props che offrono alla merce
unanima, costruendovi attorno una storia
unica e sensazionale.
This volume is a complete and lavishly
illustrated manual of suggestions for tackling
the theme of the display of merchandise and
selling. An art that continues to evolve,
in line with developments in two disciplines:
on the one hand, considerations linked
to different marketing strategies,
and on the other the invention of new
devices and means of communication in the
realms of theatre, set design, art, cinema
and technology. A language of symbols,
signs and allegories that the author
encapsulates in the idea that display
is nothing but the act of pointing out.
Thus accentuating, emphasizing
and focusing the attention are in general
the strategies employed to catch the eye of
the passer-by, together with the use of
narratives, atmospheres
and settings, props that give the
merchandise a soul, constructing around it
a unique and sensational story. GB

Richiamando ironicamente lambiguit tra il


contenuto e il mettersi in mostra, The
Exhibitionist rappresenta unintrigante testata
di riferimento per i cultori della materia. Un
giornale con un ambito apparentemente molto
limitato racchiude un progetto molto pi
ambizioso: analizzare e ragionare dal suo
interno sulle modalit del curare oggi, situando
queste pratiche in un percorso storico. Per
riettere su come curare, disporre e mettere in
scena una mostra, la struttura della
pubblicazione attua a sua volta una vera e
propria curatela nella scelta delle sue parti.
Le sezioni (Overture, Curators Favorites, Back
in the Day, Missing in Action, Assessments,
Typologies, Attitude, Rear Mirror, Endnote e la
futura 6x6) diventano uno strumento attivo per
cogliere e riettere sulla complessit del fare
una mostra. Dal numero 9 sar lanciata una
nuova linea editoriale.
Recalling with irony the ambiguity of the
relationship between the content and the
signicance of putting things on display, The
Exhibitionist has proved an intriguing
publication of reference for connoisseurs of this
subject. Although it has an apparently very
limited scope, the journal in fact pursues a far
more ambitious aim: that of analysing and
discussing the modalities of curating in todays
world, looking at its practices from a historical
perspective. In order to reect on how to
organize, arrange and stage an exhibition, the
structure of the publication carries out a real act
of curating in the choice of its parts. The
sections (Overture, Curators Favorites, Back in
the Day, Missing in Action, Assessments,
Typologies, Attitude, Rear Mirror, Endnote and
the new one 6x6) become an effective means
for grasping and reecting on the complexity of
making an exhibition. In a year, with the issue 9,
a new editorial direction will be launched. GB

Shed / Toy KinGdom


aT harrodS
http://www.guardian.co.uk/
lifeandstyle/2012/jul/20/harrods-toykingdom-boy-girl-divide
http://shed-design.com
Londra discute il nuovo display concepito da
Shed per il reparto giocattoli dei leggendari
magazzini Harrods. I designer, che lavorano tra
la metropoli inglese e Singapore, hanno infatti
ripartito i 26.000 mq di spazio dedicati
allinfanzia in una serie di mondi fantastici e
altamente stimolanti a livello sensoriale
(attraverso il colore, le forme, la musica), che
sembrano evitare, pi o meno esplicitamente,
la classica suddivisione maschio/femmina.
Hanno nomi abeschi come Dreamscapes, o
Wonderland e raggruppano gli oggetti
seguendo la tipologia e cercando di non
allinearsi agli stereotipi pi comuni in fatto di
differenze tra sessi. Se queste rimangono
intrinseche in molti dei giocattoli esposti, un
dato che a partire da The Guardian, stampa
e opinione pubblica si sono scatenate attorno a
una tematica che sembra urgente anche
riguardo ai pi piccoli e, curiosamente, cerca
risposte valide in nuove soluzioni per
lallestimento.
London is debating the new display by SHED
for the toy section of the legendary Harrods
department store. The studio, which works
between the British capital and Singapore, has
in fact divided up the 26,000 sqm of space
devoted to children into a series of fantastic
worlds that are highly stimulating at a sensory
level (through colours, forms and music) and
that seem to be trying to eschew, more or less
explicitly, traditional distinctions of gender. They
have fairy-tale names like Dreamscapes or
Wonderland and group the articles by theme
rather than on the basis of the more common
stereotypes about the differences between the
sexes. While the fact remains that these are
intrinsic to many of the toys on display, this is a
shift that, commencing with the The Guardian,
has drawn the attention of the press and public
opinion to a question that appears urgent with
regard even to the youngest children and to
which, curiously, valid responses are also being
sought in new solutions in terms of display. VC

526

89

Cecil Beaton, Tyneside Shipyards, 1943, IWM (DB 27)

iamo girasoli complicati. Guardiamo sempre


la luce, anche quella insostenibile del sole.
E siamo ciechi allOmbra, trattata come unassenza
dilluminazione, mero effetto dellinterposizione
materiale di un corpo opaco, parassita
della propagazione luminosa. Come se vivessimo
nellidealit lucente duno spazio disabitato da ogni
corpo, compreso il nostro. Se riettiamo, per,
in tutti i sensi del termine, sulle azioni e le passioni
congiunte della luce, allora lOmbra perde il suo
carattere secondario, residuale un caso limite
della luce! per diventare una riserva di senso
e di sorprese. Non soltanto un Oggetto proiettato,
staccabile e manipolabile come in Peter Schlemihl.
Mentre la tecnologia moderna ha creato le luci
e le ombre sse in laboratorio si arrestata la luce,
congelando provvisoriamente [] linformazione
che trasporta 1 lOmbra viene riconosciuta come
un Soggetto turbolento come il liquido e la amma
che libera unenergia. La scienza contemporanea
mette in luce lazione calcolabile delle ombre, le loro
molteplicit naturali o la singolarit delle nostre
percezioni. La sica ha dimostrato ad esempio
che la velocit dellOmbra pu superare quella della
luce: nei secondi precedenti le eclissi totali di luna,
il sopraggiungere della sua oscurit in una vasta
pianura sicuramente il fenomeno pi rapido che si
pu osservare sulla terra 2. Le ricerche cognitive
ci permettono invece di distinguere tra ombre, buchi
e colori; di non stupirci se ci sono ombre trasparenti;
meravigliarci invece perch manca un nome alle
ombre sinestesiche di frescura e di silenzio, generate
dai corpi che si interpongono al calore e al suono.
e interroghiamo la luce a partire dallagire
dellOmbra, potremmo schiarire cos
i suoi proliferanti signicati. 1) C unOmbra
che contraddice la luce senza opporvisi; un mondo
privativo di penombra e di controluce, abitato
da incertezze e probabilit. il luogo dellOpaco,
da cui scrive Calvino, per inseguire lAprico, lo spazio
contraddittorio, luminoso e solatio 3. QuestOmbra
modula e modalizza la luce. Come un verbo ausiliare
in grammatica, la luce d il senso e lOmbra propone
le regole. 2) Ma c un altro mondo, quello
dellAntiluce antilucano? dove si esercita
senza intercessione la signoria dellOmbra.
Come la caverna platonica, che non il luogo
della conoscenza imperfetta, ma dellerrore
e dellillusione, dalle cui ombre parlanti si pu
scampare solo nellabbagliante luce del vero. Mentre
in altri luoghi utopici sono gli specchi a non riettere
abbastanza, nellAntiluce manichea sono le ombre
a non essere mai sufcientemente nere. Qui lOmbra
in lotta incessante con la luce e le accade spesso
di prevalere. La storia, per provarlo. T

e are complicated sunowers. We always


look at the light, even the suns unendurable
glare. We are blind to shadow, seeing it as an absence
of light, merely the result of something physically
opaque getting in the way, a parasite feeding on the
propagation of light. As if we lived in the lustrous
ideality of an uninhabited space bereft of bodies,
including our own. But if you consider for a moment
all the various meanings of the word, all the actions
and passions we associate with light, Shadow sheds
its secondary, residual nature a limited instance
of light! and instead becomes a reservoir of meaning
and surprises. Shadow isnt just a projected object
that can be detached and manipulated, as in Peter
Schlemihls Miraculous Story. Modern technology
may have created xed lights and shadows in the
laboratory light has been brought to standstill,
temporarily freezing [] the information it carries 1
but shadow is acknowledged to be a turbulent
subject like liquid and ame that releases a form
of energy. Contemporary science throws light
on the calculable effects of shadows, their natural
multiplicities and the singularity of our perceptions.
For example, physics has demonstrated that the
speed of shadow can exceed the speed of light.
In the seconds preceding a total eclipse of the moon,
the sudden onset of the vast swathe of darkness is
certainly the fastest event observable from Earth 2.
On the other hand, cognitive science enables us to
distinguish between shadows, holes and colours.
That there are transparent shadows should come as
no surprise, but its amazing that theres no name for
the synaesthetic shadows of coolness and silence cast
by bodies that impede the ow of heat and sound.
xamining light in terms of shadow illuminates
the proliferating meanings of the word.
1) There is a kind of shadow that contradicts light
without opposing it; a privative world of half-shadow
and back-light inhabited by uncertainty and
probability. This is the world of the Opaque from
where Calvino writes, in pursuit of its opposite,
Sunniness, the world of light 3. This kind of shadow
modulates and models light. Like an auxiliary verb in
grammar, light gives the meaning and shadow sets
the rules. 2) But there is another world, that of of
Anti-Light, the place of permanent shadow. Like
Platos cave, it is not a place of imperfect knowledge,
but of error and illusion, whose shadows that palter
with us in a double sense can be cheated only by the
dazzling light of truth. In other imaginary places, it is
mirrors that dont reect enough; in the Manichean
world of Anti-Light, the shadows that are never
sufciently dark. Here shadow is ceaselessly at war
with light, and often emerges victorious. History
proves as much. T

ombra
Words by

Paolo Fabbri

Note / Notes
1 J.-M. Lvi Leblond. La vitesse de lombre:
aux limites de la science, Editions de Seuil
Parigi 2006
2 idem
3 I. Calvino, DallOpaco, in Romanzi
e Racconti, vol. II, Mondadori, Milano 1992

526

91

valerio olgiati
------------edificio
residenziale
------------zug

Peter Sealy

ArcAico e ultrAterreno
foto di / photos by Javier migueL verme

in apertura: il prospetto Nord


delledicio. Sopra: la posizione
della stecca nella periferia
di Zug. Nella pagina accanto:
il dettaglio della soluzione
dangolo. La struttura
in cemento gettato in situ,
i pannelli di vetro colorato.
Previous pages: the north
front of the building.
Top: the position of the bar
on the outskirts of Zug.
Opposite page: detail
of the corner solution.
The structure is built
of concrete poured on site,
the panels are made
of coloured glass.

94

526

edicio residenziale a Zug Schleife


una lunga stecca che si colloca parallela
alla stazione ferrovia principale della citt,
lungo la linea nord-sud dellinfrastruttura. Vincitore
di un concorso del 2006, il progetto di olgiati taglia
in due unarea irregolare nella parte settentrionale
della piccola cittadina svizzera.
la struttura ledicio stesso: massicce pareti
in cemento e imponenti pilastri a sezione quadrata
ruotati a 45 gradi sono concepiti a sostegno
dei sei piani dappartamenti. Pigmentazioni rosse,
gialle e nere attribuiscono al cemento una tonalit
simile a quella della terra rossa. Questa sfumatura
di colore caratterizza tutte le aree pubbliche
delledicio e ricompare nel tamponamento verticale
di vetro della facciata. la tonalit evoca la primitiva
solidit dei mattoni in terracotta e la natura
post-industriale del metallo arrugginito, conferendo
contemporaneamente alledicio unaura ultraterrena
come fosse un oggetto tellurico piombato da Marte
in una periferia urbana.
la maggior parte degli abitanti entra nelledicio
dal parcheggio sotterraneo, rossa caverna dove
il cemento appare per colore e trattamento quasi
come fosse terra. Da l si sale raggiungendo una delle
sette lobby poste al piano terra dalla pianta a forma
dimbuto. ogni lobby guida lo sguardo del visitatore
dalle grandi vetrate che inquadrano gli ampi panorami
della periferia alla monumentale oscurit delle torri
che ospitano scale e ascensori. in corrispondenza
di ogni pianerottolo, a esclusione dellultimo piano,
si accede in modo diretto a due appartamenti,
evitando cos i lunghi corridoi che solitamente
caratterizzano gli edici a stecca. la cruda forza
tettonica degli elementi in cemento prefabbricato
che costituiscono i gradini della scala appare
contrastata dallarticialit del loro supporto: i blocchi
sono ssati alla muratura del vano mediante sostegni
dacciaio, lasciando un piccolo interstizio di luce
tra gli scalini e le pareti. Questo dettaglio afferma
chiaramente lindipendenza formale dellarchitettura,
paradossalmente nel momento stesso in cui rivela
le sue origini primordiali, raccontate dalle monolitiche
scale e dalle pareti di cemento.
i 78 appartamenti delledicio attraversano
larchitettura da est a ovest. Sebbene lorganizzazione
nale di ogni unit sia lasciata ai rispettivi abitanti,
olgiati ha concepito una comune logica
di distribuzione degli spazi: a est (affacciate sulla
ferrovia) le camere, nella parte mediana, in prossimit
della torre delle scale, le cucine e i bagni, a ovest
gli ampi e luminosi saloni.
una lunga striscia continua di spaziosi balconi lungo

la facciata ovest protegge la privacy degli appartamenti


dagli edici vicini. Grandi fori di forma ellittica
caratterizzano le solette dei balconi, le cui dimensioni
corrispondono al taglio e alle proporzioni di ogni
appartamento. le ellissi generano una geometria
di luci e ombre in movimento continuo, rimodellando
il corpo generico e monolitico delledicio. Anche
lesperienza dellinterno modicata dalle ellissi:
la loro presenza sembra aumentare la distanza
tra ledicio e le architetture che lo fronteggiano.
le pozze di luce generate da queste grandi geometrie
di cemento infondono una calda atmosfera
agli interni, amplicando le proporzioni e la qualit
dellesperienza spaziale di ogni appartamento.
Laffermazione della singolarit architettonica
le residenze di Zug costituiscono unarchitettura
esemplare dellopera di Valerio olgiati che, oltre
a offrire sempre ottime soluzioni costruttive alle sde
proposte dal luogo e dal programma, si rivelano
innanzitutto oggetti di alto valore estetico,
che testimoniano la convinzione in unarchitettura
capace di generare effetti unici, potenti e durevoli
nel tempo attraverso lattenta manipolazione di forme
semplici. la pianta per la scuola di Paspels in Svizzera
(1998), per esempio, si fonda sulla geometria di un
quadrato leggermente distorto,
in grado di produrre un effetto dinamico difcile
da denire, ma presente a ogni sguardo. lattrazione
gravitazionale della massiccia struttura in cemento
della scuola sembra comprimere lo spazio interno,
mentre gli ingegnosi dettagli del progetto riescono
a conferire leggerezza allarchitettura, indirizzando
lo sguardo del visitatore verso le grandi nestre
che guardano il vasto panorama circostante.
lintervento di trasformazione sulla Yellow House
di Flims (1999) ha lasciato invece intatta
la forma delledicio del XiX secolo, alterando per
tutte le tracce che caratterizzavano questo esempio
storico di architettura locale. Prima la rimozione
del colore giallo, poi quella degli inssi e delle imposte,
inne leliminazione del tetto sporgente e dei timpani
hanno lasciato nello spazio della cittadina un astratto
cubo bianco. Spogliata dai suoi motivi tradizionali,
la Yellow House si trova sotto la minacciosa massa
delle montagne alpine, quasi come il simbolo della
poiesi umana, archetipo di tutti gli edici urbani,
antichi e moderni. Allo stesso tempo, le sue pareti
intonacate appaiono grezze e primitive come
le montagne sovrastanti, quasi a dare limpressione
di essere il risultato dalle stesse forze geologiche
che hanno formato le rocce alpine. nella sua spoglia
crudezza, la Yellow House modica la percezione

Sezione longitudinale / longitudinal Section

pianta del piano terra / ground floor plan

che ogni visitatore ha della cittadina di Flims.


Negli edici pi recenti, i gi rafnati dispositivi
architettonici di Olgiati sono divenuti ancora
pi austeri. Per lAtelier Bardill a Scharans,
che esibisce un cemento color terra rossa simile
a quello delledicio di Zug Schleife, i regolamenti
municipali hanno imposto alla nuova architettura
di mantenere con precisione la stessa geometria
e volumetria di quello preesistente, un classico granaio
alpino. Linserimento di un cortile quadrangolare
caratterizzato da unapertura nella copertura di forma
ellittica ha permesso di conciliare le semplici richieste
del progetto dellAtelier con la forma richiesta.
Insieme, il vuoto e lellisse, affermano lautosufcienza
del nuovo oggetto, che si presenta scavato
letteralmente dentro la forma di unarchitettura
tradizionale, poi ridisegnata da una semplice forma
geometrica. Appunto lellisse. Il processo
di mediazione tra occhio, edicio e cielo attribuisce
allAtelier Bardill unatmosfera monumentale capace
di riaffermare la priorit dellindividuo. La possibilit
di intensicare lesperienza di chi vive e abita
larchitettura una delle caratteristiche essenziali
dellopera di Olgiati ed esattamente ci che succede
in modo seriale per ciascuno degli appartamenti
96

526

delledicio di Zug. In sostanza, ogni progetto


di Olgiati afferma una propria singolarit
architettonica allo scopo di donare proprio questa
indipendenza autonomia duso e desperienza
agli abitanti stessi.
Dare corpo alle contraddizioni
Questo tipo di autonomia architettonica che esiste
per affermare lautonomia del soggetto decisamente
diversa da quella espressa da Peter Eisenman,
cui la nozione di autonomia in architettura risulta
normalmente associata. Mentre Eisenman prova
a lasciar parlare da s gli elementi essenziali
delledicio, Olgiati pi kantiano: i dispositivi
formali sono impiegati per aumentare il grado
possibile di libert delle persone che abitano gli spazi
progettati. Eisenman sostiene: Il ruolo dellarte
o dellarchitettura potrebbe essere unicamente quello
di ricordare alla gente che non tutto va bene 1.
Lopera di Olgiati molto meno retorica nei suoi
obiettivi e meno incline a trattare larchitettura come
un unico protagonista solitario sulla scena. Piuttosto,
i suoi semplici gesti formali esperibili vedendo,
vivendo e abitando larchitettura tendono
ad amplicare la nostra capacit di gestire i desideri

pianta della copertura / roof plan

10 m

pianta del piano tipo / standard floor plan

confusi e le realt conittuali dellesistenza umana.


Questa forma di potenziamento non deve per essere
confusa con quel genere di rassicurazione disincantata
promessa dalle forme e dai motivi tradizionali
di un architetto classicista come Lon Krier, per
esempio. Una simile semiotica cos letterale, basata
sulla pi superciale nozione di contestualismo,
completamente assente negli edici di Olgiati che,
in quanto oggetti singolari rispondenti a una loro
logica interna, risultano in grado di entrare
in un rapporto pi diretto, essenziale e provocatorio
con lambiente circostante. Gli edici di Olgiati
non tentano di eliminare le contraddizioni,
ma preferiscono affrontarle direttamente,
rivelando la capacit dellarchitettura di mediare
tra un mondo instabile e un soggetto che deve agire
proprio in tale contesto.
Ledicio di Olgiati a Zug incarna queste
contraddizioni presentandosi allo stesso tempo come
oggetto alieno e presenza radicata. Il progetto
risponde scrupolosamente ai suoi vincoli economici,
senza mai per sacricare la sua coerenza
architettonica. Sebbene, come detto, il programma
lasci ogni abitante libero di organizzare i propri spazi,
nessuna scelta nellarredamento potr inciare

la presenza architettonica delledicio. Mediante


labile controllo di soli pochi elementi il colore rosso,
i corpi scala seriali, i balconi sovradimensionati con
le aperture ovali larchitetto svizzero ha creato
un edicio fuori dal comune lavorando su una
tipologia cos codicata come quella dellarchitettura
residenziale a stecca. Valerio Olgiati ha disegnato
un rifugio per lindividuo e un edicio che attribuisce
valore allessere umano, sollevando lesistenza
quotidiana molto pi in alto rispetto alla monotona
realt della periferia svizzera. Tramite la qualit della
costruzione, la precisa calibratura dellorganizzazione
spaziale, la capacit di modellazione plastica della
forma e specialmente grazie al progetto della luce
solare proiettata a generare unellisse sul pavimento
degli appartamenti, larchitetto svizzero ribadisce
il valore dellindividuo alla ne del giorno.
Affermando il valore umanista dellarchitettura.

PrIMITIVe And
exTrA-TerreSTrIAL

alerio Olgiatis residential Building in Zug


Schleife is a long bar, set north-south in parallel
to the main railway line. Chosen thanks to an open
526

97

100

526

competition in 2006, Olgiatis building divides


an irregular site to the north of this provincial Swiss
city. The structure is also the building itself: heavy
concrete walls and large, diamond-shaped columns
support six oors of apartments. Red, yellow
and black pigments give the concrete an earthly
reddish-brown tone. This colour denes all the public
areas and is echoed by glass faade panels that are also
tinted red. The hue evokes the primitive solidity
of adobe and the post-industrial presence of rusting
iron, while also giving the building the aura of the
extra-terrestrial a telluric vestige fallen from Mars
in its suburban surroundings.
Most residents enter the building from the glowing
red cavern of its parking garage, where the feeling
of concrete as earth is unavoidable. From there,
they ascend to one of seven funnel-shaped lobbies,
which lead from an expansive view of the urban
periphery to the monumental darkness of the stair &
elevator towers. On all oors save for the penthouse
level, these serve two apartments, avoiding the need
for the long corridors one would normally associate

with a building of this type. The raw tectonic force


of the precast concrete steps is challenged by the
artice of their support. The steps are held off from
the surrounding walls by steel brackets, leaving a small
channel of light between the steps and the walls.
This detail clearly afrms the architectures formal
independence amidst the contrasting manifestation
of its primeval origins, which is provided by the
monolithic walls and stairs. The Residential Buildings
78 apartments transverse the building from east
to west. While the nal organization of each unit has
been left to its tenant, Olgiati has set out a common
logic for them: there are rooms to the east (facing
the railway), kitchens and bathrooms next to the stair
towers in the middle, and expansive, unencumbered
living spaces to the west.
Large, continuous balconies running along the western
faade protect the privacy of the apartments from
the neighbouring buildings to the west. The balconies
are pierced with elliptical cut-outs that correspond
to the sizes of the individual apartments. These
ellipses produce a constantly shifting geometry

Nelle pagine precedenti:


prospetto ovest.
Nella pagina a anco: i sei piani
dellarchitettura osservati
dal centro di uno degli ovali
della facciata ovest.
Nel disegno: dettaglio in pianta
di una balconata. Il pilastro
ruotato a 45 gradi cavo
ed un piccolo deposito
a disposizione degli abitanti.
Qui sopra: una delle lobby
dingresso.
Previous pages: west front.
Opposite page: the six storeys
of the building observed from
the centre of one of the ovals
on the west faade.
Drawing: detail in plan
of a balcony. The pillar rotated
through 45 degrees is hollow
and is a small storage space
at the disposal of the
residents. Above: one
of the entrance lobbies.

526

101

Foto / Photo Archivio Olgiati

of light and shade that undoes the generic


blockishness of the building behind it. The experience
of the interior is also transformed by the ellipses:
they amplify the perceptual distance between
the Residential Building and its neighbours. The pools
of light that lter through the ellipses bathe the living
spaces in a warm glow, magnifying the spatial
experience of each apartment.

Foto / Photo Archivio Olgiati

Atelier Bardill, Scharans.

Foto / Photo Heinrich Helfenstein

Yellow House, Flims

School, Paspels

Lautore desidera ringraziare


Marikka Trotter
per la generosa assistenza
fornita nella preparazione
di questo articolo.
The author wishes to thank
Marikka Trotter for the
generous assistance in the
preparation of this article.

Note / Notes
1 Peter D. Eisenman and
Christopher Alexander, Discord
Over Harmony in Architecture:
The Eisenman/Alexander Debate,
GSD News 11, no. 5 (May-June

102

526

Assertions of Architectural Singularity


While they are always well-built solutions
to the challenges provided by the site and
the program, Valerio Olgiatis buildings are above
all beautiful objects that testify to his belief that
architecture is best able to generate unique, powerful
and enduring effects through the careful manipulation
of simple forms. The plan of Olgiatis School
in Paspels, Switzerland (1998) is a slightly distorted
square that yields a hard-to-place yet ever-present
dynamic effect. The gravitational pull of the Schools
heavy grey concrete walls and oors compresses
the interior space, while the subtle manipulations
of the plan provoke a sense of lightness as they direct
the visitors gaze towards large windows
with expansive views.
Olgiatis transformation of the Yellow House
in Flims, Switzerland (1999) left the form of this 19th
century building intact, while effacing all contextual
markers. First the yellow paint, then the window
frames and shutters, and nally the overhanging roof
and gables were removed, leaving an abstract, white
cube. Shorn of its traditional motifs, the Yellow
House stands below the looming alpine mass as a sign
of human ideation, the ur-type for all the towns
buildings, both ancient and modern. At the same time,
its plastered faades are as rough and primitive
as the mountains above, so that they seem to have
been created by the same geological forces.
In its stripped rawness, the Yellow House changes
the subjective perception of Flims. In more recent
buildings, Olgiatis already rened architectural
devices have become even starker. At the Atelier
Bardill in Scharans, Switzerland, which features
a similar reddish-brown concrete to that of the Zug
Schleife Residential Building, municipal regulations
required the new building to retain the precise shape
and volume of its antecedent, a barn. The insertion
of a quadrilateral courtyard with an elliptical opening
reconciled the Ateliers modest programmatic
requirements with its larger imposed shape.
Together, void and ellipse assert the self-sufciency
of the new object by literally hollowing out
the traditional form and framing it with a single
geometric shape. This mediation between eye,
building and sky gives the Atelier Bardill a certain
monumental feel which reafrms the pre-eminence
of the individual. This sharpening of the users
experience is an essential feature of Olgiatis work
that is repeated, serially, for each of the Zug Schleife

Residential Buildings apartments. In essence,


Olgiatis projects each assert an architectural
singularity in order to gift this self-sufciency
their autonomy to their inhabitants.
Embodied Contradictions
The kind of architectural autonomy that exists
to afrm the autonomy of its subject is clearly
different than that espoused by Peter Eisenman, with
whom the notion of autonomy in architecture is most
often associated. While Eisenman attempts to let
the buildings basic components speak for themselves,
Olgiati is more Kantian: his formal devices are
deployed so as to heighten the freedom their subject
experiences. Eisenman once famously remarked,
the role of art or architecture might just be to remind
people that everything is not all right. 1 Olgiatis work
is far less rhetorical in its aims and less inclined
to treat architecture as a single protagonist.
Rather, the simple, experientially understandable
and formal manoeuvres in his work tend to reinforce
our capacity to deal with the confusing desires
and conicting realities of human life.
This reinforcement should not be confused with the
kind of blas reassurance promised by the traditional
forms and motifs of a classicist architect like Lon
Krier. Such a literalist semiotics, based upon the most
supercial notion of contextualism, is completely
absent from Olgiatis buildings, which, as singular
objects obeying their own internal logic, are able
to enter into a far more provocative and substantial
dialogue with their surroundings. Olgiatis buildings
do not seek to erase contradictions; rather they
address them directly and underline architectures
capacity to mediate between an unstable world and
a subject who must act in spite of this context.
Olgiatis Residential Building at Zug embodies such
contradictions by being both a foreign object and
a grounded presence. The design scrupulously
responds to its economic imperatives, yet its
architectural coherence is never sacriced.
While the plan leaves each tenant free to arrange his or
her own spaces, no choice of furniture can overwhelm
or obliterate the buildings presence. Through the
skilful control of only a few elements the red colour,
the serial stair towers, the oversized balconies and their
oval openings within a common typology, Olgiati has
created a building unlike any other.
Above all, he has created a refuge for the individual
and a building that imparts value to human being,
raising daily existence far above the humdrum realities
of provincial Switzerland. Through the quality
of its construction, the careful calibration of its
organization, the playful oscillation of its form
and especially that dramatic moment when the sun
projects a warm ellipse of light onto the living room
oor, a private circle of light is created that reafrms
the individual at the end of their day, and in this way
Olgiati asserts the humanist value of architecture.

2.68

2.65
35

2.49

32

11

35

32

13
26
2.60

13
26

Al tramonto il sole attraversa


le ellissi di cemento in facciata
e si avvicina lentamente
allinterno dellappartamento.
Nel disegno: dettaglio
costruttivo dei balconi. Ogni
apertura ellittica ha uguale
semiasse minore. Il semiasse
maggiore varia invece
in relazione al taglio di ogni
appartamento.
At sunset the light passes
through the concrete ellipses
on the faade and slowly
approaches the interior
of the apartment. Drawing:
structural detail of the
balconies. Each elliptical
opening has the same minor
semiaxis. The major semiaxis
varies instead in relation
to the size of each apartment.

526

103

Yasushi matsumoto
sottosopra
-------------------shikai tseng
photographY

Angela Rui

In penombRA
Note
1 Tanizaki, Junichiro, Libro
dombra, bompiani 1982, tit.or.
Inei raisan, Chuokoron Sha,
Tokyo 1933.
2 Il primo a registrare la creazione
di unimmagine rovesciata fu,
non a caso, il losofo cinese mozi
(V sec. a.C.), che scrisse di quella
che passa alla storia come locked
treasure room. In occidente,
la camera obscura venne
utilizzata da Aristotele
per losservazione solare; da spazio
permanente si convert in tenda
mobile con Kepler che la rese
uno strumento di misura in campo
astronomico; luso pi curioso
venne fatto nel XIX secolo: i canali
veneziani nella guerra contro
lAustria e le acque di Anversa
erano monitorati da postazioni
prefab dentro cui, su di un tavolo,
era proiettata la situazione.
A partire dal Seicento ebbe grande
diffusione come strumento
di disegno per la rappresentazione
iperreale del paesaggio, no
a quando il degherrotipo permise
di ssare le immagini proiettate
su lastre di rame spalmate
di polvere dargento.

106

526

er cominciare, spegniamo le luci. poi, si


vedr 1 conclude Tanizaki nel suo Libro
dombra. Si vedr, nellombra, quietamente,
silenziosamente, una debole, estenuata, malinconica e
incerta immagine che dallesterno entra e indugia nelle
nostre stanze.
e questa immagine tradurr la realt esterna, la ltrer,
restituendo agli interni un carattere preciso dentro cui,
in oriente, si costruita nei secoli una cultura visiva
incarnata in sfumature innitamente sottili, tinte
sfuggenti, quietamente disumane, che sembrano
cambiare con lo stato danimo di chi le guarda.
Vivere la penombra stata una forma di conoscenza
della natura e, allo stesso tempo, la ricerca tesa a un
lieve distacco dalla dimensione terrena. Solo poco pi
di un secolo fa, racconta Tanizaki, raramente le donne
dei ceti alto e medio uscivano di casa; per la maggior
parte della vita, restavano chiuse, come sepolte,
nel segreto di grandi dimore ombrose; le case si
costruivano come vasi per lombra, e loro si tingevano
i denti di nero. Quando uscivano, indossavano kimono
in tinte grigie, gremiti di disegni minutissimi.
erano donne quasi senza esistenza corporea.
Donne che abitavano nellombra non avevano bisogno
di possedere un corpo. Le loro gure oggi traghettano
limmagine di una cultura visiva immortale, eterna,
antichissima e imperscrutabile, tuttora misteriosa
e sublime, dentro cui ascoltare la percezione lenta
e opaca del mondo e della sua complessit misteriosa.
Gli ambienti di Yasushi matsumoto (Sottosopra, 2012)
e i vasi di Shikai Tseng (photoGraphy, 2011) producono
chiaroscuro, non la cosa in s. Sono interessati ai gradi
dombra, alla luminescenza torbida e neghittosa che

sembra contenere laria cristallizzata dei secoli,


e manipolano spazio e oggetto per contemplare
limmagine del mondo. non un caso che siano
entrambi orientali e li accomuna lutilizzo di una pratica
demod: la camera oscura 2. S, quella stanza buia
con un foro sulla parete che guarda verso lesterno,
dentro cui magicamente viene portata da pochi raggi
di sole limmagine, rovesciata, del paesaggio.
Se siete occidentali, sembrer subito tutto pi chiaro.
Chiari, risultato e processo. In occidente abbiamo
ereditato le leggi dellIlluminismo, ci interessa che
tutto sia iperscrutabile, nitido, lucido. Allora lo schema
enciclopedico della camera oscura chiaro,
e ci fa piacere i lavori di matsumoto e Tseng perch
ne ammiriamo lapplicazione di un sistema che
riconosciamo come tecnicismo curioso.
ma molto prima che diventasse una pratica dilettantesca
e che Daguerre la convertisse nel primo strumento
fotograco, la camera oscura era il luogo della meraviglia
in cui sorgeva un mondo immaginico e insieme reale
vivo, perch se ne osservava il movimento come rubato,
sottratto, alla natura.
Luogo e strumento della percezione, questo spazio opaco,
pallido e imperfetto si ritrova negli scritti di pensatori anticartesiani un po dimenticati dalla storia, rimasti allombra
del mainstream occidentale funzionalista e analitico, oggi
riletti da loso come Deleuze, che in loro trovava
un terreno fertile dentro cui individuare le tracce di una
contemporaneit manchevole. era il paradigma ideale per
poter descrivere dinamiche legate allintelletto: la sicit
del paesaggio, ltrata dal passaggio della sua immagine
attraverso quel foro minuscolo, apparsa debole
e informe su quelle superci buie, confessava il modo

YASUSHI
MATSUMOTO
Sottosopra
2012

Sottosopra Fusione di immagini e interni in


penombra, frutto di un progetto di ricerca
biennale promosso da Canon e sviluppato con
Lab.I.R.Int (unit di ricerca afferente al
dipartimento INDACO, Facolt del Design,
Politecnico di Milano) una camera oscura
abitabile ed stata presentata per la prima volta
lo scorso aprile alla Triennale di Milano.
Linstallazione immersiva costituita da un
ambiente di 20 mq, le cui pareti inglobano dieci
sfere di resina acrilica, con diametro di 30 cm,
riempite dacqua. Nellinterno, alcuni schermi
ondulati di plexiglass opaco, sospesi a 30 cm da
softto e pavimento, leniscono la luce in
ingresso e accolgono limmagine rovesciata

dellesterno, ltrata attraverso le sfere.


Allo stesso modo, un semplice dispositivo
disposto sullunica nestra, e composto da un
paralume di vetro smerigliato su di un calice
pieno dacqua, chiarisce il funzionamento
dellintero ambiente. Nellinterno, in penombra,
il mondo si condensa in immagini vive,
che registrano lintorno in tempo reale.
Upside-Down Fusion of images and interiors in
semi-darkness, an inhabitable camera obscura
shown for the rst time last April at the Milan
Triennale, is the outcome of a two-year research
project sponsored by Canon and developed with
Lab.I.R.Int, a research unit attached to the

INDACO Department in the School of Design


at Politecnico di Milano. This walk-though
installation consists of a 20 sqm room with ten
water-lled acrylic resin spheres, each with
a diameter of 30 cm, set in its walls. Inside,
opaque plexiglass screens hanging 30 cm from
ceiling and oor, dull the incoming light and
display inverted images ltered from the
outside through the spheres. An equally simple
device a frosted glass shade on a water-lled
goblet set in the one and only window claries
how the interior as a whole works. In the
shadowy interior the world condenses into
living images that register the surroundings
in real time. AR

526

107

Nellambiente
di Matsumoto,
riverbero e ombra
variano costantemente,
ltrando i cambiamenti
dintensit luminosa
presente allesterno.
In the interior space
by Matsumoto,
reverberation
and shadow change
constantly by ltering
the outside
transformation
of luminous intensity.

108

526

di ricevere (e non solo vedere) la realt. Ci che


si vedeva, non costituiva che una scenograa spaziale
dellintelletto sapientemente adattata ed estesa
da G.W. von Leibniz 3 nendo per sostenere che
lunica realt esistente fosse quella spirituale (e insieme
penso alle donne fantasma giapponesi) e complicando
denitivamente lo spazio della rappresentazione.
La camera oscura abitabile di Yasushi Matsumoto,
designer al centro ricerca Canon ed esperto
di innovazione digitale, torna volutamente allorigine
(analogica) della fenomenologia dellimmagine.
I vasi di Shikai Tseng talento neolaureato al master
di Design Products della Royal College of Art grazie
allimpiego del processo di sviluppo fotograco
memorizzano in supercie limmagine di un intorno
entro cui sono stati esposti. Sono oggetti ricettori
di spazio. Matsumoto e Tseng utilizzano la fotograa,
ma non si interessano di alta denizione. I loro lavori
amplicano le qualit visive opache della percezione.
Dilatano la penombra, e lo spazio recepito
sia esso prodotto o apparso in superci ceramiche
un fenomeno. La qualit soggettiva dellapparire delle cose.

In The SeMI-DARkneSS

o begin, lets switch off the lights. Then well


see 1 is the conclusion reached by Junichiro
Tanizaki in his book In Praise of Shadows. noiselessly,
silently, in the shade, you will see a weak, anaemic,
melancholic, ill-dened image entering and lingering
in our space. This image will interpret or lter
the external reality, giving interiors back their specic
character with which in the Far east, over the
centuries, a visual culture developed, whose nuances
and shifting, preternaturally subdued colours, seemed
to change depending on the observers mood.
experiencing dim light was both a way of understanding
nature and at the same time a way to momentarily
distance oneself from earthly experience. Little more
than a century ago, Tanizaki argues, upper- and middleclass Japanese women rarely left their homes, spending
most of their lives cloistered, even entombed,
in the secret depths of their shadowy residential spaces.
homes were built as vessels for shadow, and the women
who lived in them dyed their teeth black. When they
went out, they wore minutely patterned grey kimonos.
These were women who had almost no corporeal
existence. They lived in the shadows and had no need
of bodies. Today the representations we see of these
women convey a sense of an immortal, eternal, ancient,
wholly unknown and unknowable visual culture,
which is still mysterious, still sublime, within
which we can still get a sense of a slow and opaque
world in all its complexity and mystery.
Yasushi Matsumotos interior (Sottosopra, 2012)
and Shikai Tsengs photosensitive vases (PhotoGraphy,
2011) produce chiaroscuro, not things in themselves.
Their works are interested in degrees of shadow, a sort

of cloudy, indolent luminescence which seems replete


with the crystallised air of centuries past.
They manipulate objects and spaces in order
to contemplate an image of the outside world. Its no
surprise to learn that both are Orientals, and that both
make use of an unfashionable practise: the camera obscura 2.
Yes, a darkened room with a tiny hole in the wall
that magically allows in slender sunbeams which carry
with them an inverted image of the world outside.
If you are Westerners, you will immediately nd all this
much clearer. Clear, both in terms of the process and
its outcome. In the West we have inherited the rules
of the enlightenment we like everything to be sharp,
clear, bright, totally knowable so the camera obscuras
encyclopaedic schema is clear and we like Matsumoto
and Tsengs work because we admire a procedure
that we nd technically intriguing.
however, long before using the camera obscura became
an activity for amateurs and Daguerre converted it into
the rst photographic process, the camera obscura
was a miraculous device through which there appeared
a world that was both imaginary and real alive, because
it projected a moving image as if stolen from nature.
As both an instrument of and a place for perception,
this pallid, opaque and imperfect space was described
by the now rather neglected anti-Cartesian thinkers, who
have been largely overshadowed by mainstream Western
functionalist and analytical philosophy, but have been
re-visited by modern-day philosophers like Deleuze,
who have seen their work as in interesting place
for the (re)discovery of traces of the contemporary which
appeared to be lacking. The camera obscura was the ideal
paradigm for descriptions of the dynamics of mind.
The physicality of the landscape, ltered by the passage
of its image through the tiny hole so as to appear weak
and amorphous on blue inner walls, revealed how
the mind not only sees but also receives reality.
What was seen was no more than a spatial scenography
of the mind, which was later cleverly adapted
and expanded by Leibniz 3, who argued that the only true
reality was spiritual (something which reminds us again
of our Japanese ghost-women), and thus rendered
representational space as increasingly complex.
Yasushi Matsumoto, a designer at the Canon Research
Centre as well as an expert in digital innovation,
returned knowingly to the analogical origins of image
phenomenology when he created his inhabitable
camera obscura, while Shikai Tseng, a recent masters
graduate in Design Products from the Royal College
of Art in London, gives his vases photosensitive
surfaces that memorise images of the spaces in which
they have been exposed. These kind of works are,
in effect, spatial receptors. Matsumoto and Tseng use
photography, but they have no interest in high-denition
images. Their creations are designed to amplify
the opaqueness of perception. They expand semidarkness, and the perceived space whether it is
actually produced or captured by a ceramic surface
is a phenomenon. The subjective nature of how things seem.

3 Leibniz elabora il pensiero


di Locke (la cui ricerca verr
utilizzata dai primi studi
psicanalitici di Freud)
e di Athanasius kircher, losofo,
matematico e orientalista tedesco,
attivo a Roma, autore di Ars
Magna Lucis et Umbrae, 1645.
Secondo Locke, lintelletto non
molto diverso da una stanzetta
interamente oscura in cui restano
solo alcune piccole aperture
per lasciar entrare immagini
esterne visibili; se le immagini
giunte nella stanza vi rimanessero
e giacessero in ordine tale da poter
essere ritrovate a richiesta,
ci somiglierebbe molto
alla conoscenza umana.

Notes
1 Tanizaki, Junichiro, In Praise
of Shadows, Leetes Island Books,
1977, orig. tit. Inei raisan,
Chuokoron Sha, Tokyo 1933.
2 The rst person to record
the creation of an upside-down
image was, not coincidentally,
the Chinese philosopher Mozi
(5th century BC), who wrote about
what would go down in history as
the locked treasure room. In the
West, the camera obscura
was used by Aristotle to observe
the sun; kepler turned it from
a permanent space into a mobile
tent that he could utilize
as a measuring instrument in his
astronomical work; its most
curious application was in the 19th
century: the Venetian canals during
the war with Austria (1866)
and the waters of Antwerp were
monitored from prefab posts in
which the situation was projected
onto a table. From the 17th century
onwards it was widely adopted
as an aid to drawing permitting
a hyper-realistic representation
of the landscape prior to the
introduction of the daguerreotype,
which made it possible for the rst
time to x the images projected
onto silvered copper plates.
3 Leibniz developed the ideas
of Locke (whose research would be
used in Freuds early psychoanalytical
studies) and Athanasius kircher,
a German philosopher,
mathematician and Orientalist
who was active in Rome and wrote
the Ars Magna Lucis et Umbrae,
1645. In Lockes opinion,
the understanding is not much
unlike a closet wholly shut from
light, with only some little
openings left, to let in external
visible resemblances, or ideas
of things without: would the pictures
coming into such a dark room
but stay there, and lie so orderly
as to be found upon occasion,
it would very much resemble
the understanding of a man.

526

109

shikai Tseng
Photography
2011-2012

Processo in cui linterazione tra ambiente,


luce e tempo genera immagini registrate su
oggetti tridimensionali. Non la forma in s,
ma lintorno diventa qui epicentrico,
memorizzando momenti e luoghi importanti
per Shikai Tseng. Loggetto su cui si vuole
trasferire lombra rivestito di una pellicola
sensibile alla luce, chiuso in una scatola nera
con piccolissimi fori strategici della grandezza
di uno spillo ed esposto per un tempo variabile
da cinque a 50 minuti, secondo la luminosit
dellambiente. Lo sviluppo dellimmagine
avviene in un secondo momento,
come si trattasse di carta fotograca.
Lutilizzo della ceramica si riconduce
concettualmente alla lunga tradizione
della supercie decorata come impianto
narrativo; sicamente garantisce la stabilit
dellemulsione e dello strato protettivo
che ne conservano limpronta fotograca.
A process by which the interaction of light,
setting and time generates images imprinted on
three-dimensional objects. Rather than the
shapes of the vases, it is the setting that forms
the epicentre, memorising events and places
important to Tseng. The vases that receive the
shadows are coated in a photosensitive skin,
enclosed in black boxes with carefully
positioned pin holes, and then exposed for
ve to 50 minutes depending on the brightness
of the environment. The image is developed
later on, as with photographic paper. This
application of ceramics links conceptually to
the centuries-old tradition of using decorated
surfaces in order to tell stories. Physically, it
ensures that the emulsion and photosensitive
protective coating remain stable. Mia Pizzi

110

526

526

111

Con un esercizio intellettuale


e tecnico, Tseng riconduce
alla tridimensionalit
il soggetto che la fotograa
ha reso bidimensionale.
Un modo nuovo di catturare
lattimo nellestensione
temporale senza curarsi
della perfetta denizione
dellimmagine.

Through an intellectual
and technical exercise,
Tseng reinstates the threedimensionality of a subject
which photography has
rendered two-dimensionally;
a new way of seizing
the moment without having
to ensure that the image
is perfectly focused.

The start and end of my journey, 2011

112

526

Hyde Park Collection, 2011

Milano, 2012

526

113

Photo: courtesy of the artist and ARATANIURANO

Out of Disorder (kyobashi)


Wash tub, Dust cloth, Water and Detergent
h. 12.5, 32.2 cm
2011

Out of Disorder (brush)


Toothbrush
2012

Out of Disorder (Coca-Cola)


Work shirt
Dimensions Variable
2010
Photo: Kioku Keizo

Out of Disorder (Plank)


Plank and Dishcloth
h. 80, w. 54, d. 29 cm
2009
Private Collection

Out of Disorder
takahiro iwasaki

uestanno, allOpen studios dellInternational Studio & Curatorial


Program (ISCP) di Brooklyn, uno degli artisti era Takahiro Iwasaki, nato a Hiroshima nel 1975. Nonostante leccellente livello degli
altri protagonisti, per tutta la mostra e per tutti i mesi successivi non
sono riuscito, guardando un asciugamano, uno spazzolino o un rotolo
di grey tape, a evitare di pensare alleroismo fragile di questo straordinario amanuense. Iwasaki ricostruisce paesaggi instabili e pronti a
essere cancellati in un istante, gemmati da oggetti duso quotidiano e
generalmente privi di poetica.

his year, in Brooklyn, Takahiro Iwasaki, who was born in Hiroshima in


1975, was one of the artists at the Open Studios exhibition of the International Studio & Curatorial Program (ISCP). Throughout the exhibition
and during the following months, and despite the excellent level of the other
artists, I have not been able, when looking at a towel, a toothbrush or a roll
of grey tape, to avoid thinking about the fragile heroism of this extraordinary amanuensis who reconstructs unstable landscapes that are ready to be
erased in an instant, pullulated with things which we use in everyday life and
are not seen, generally, as poetic in any way.
Matteo Poli

Out of Disorder (Basket)


Deals, shopping basket and bath towels
h. 33, w. 43, d. 31 cm
2012

Photo: courtesy of the artist and ARATANIURANO

Geo Eye (Victoria Peak)


Tape
11.5 cm
2012
Private Collection

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La fiLiera si rinnova
;

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esiste una relazione tra la sperimentazione nel design, linnovazione tecnologica


nelle costruzioni, la ricerca nei nuovi materiali e la qualit architettonica?
Limminente appuntamento con Madeexpo* loccasione per guardarsi attorno,
scoprire novit ed esplorare evoluzioni e tendenze in questi settori sempre
pi intrecciati.
is there a link between experimentation in design, technological innovation in the
world of construction, the development of new materials and architectural quality?
the forthcoming edition of Madeexpo* will provide an opportunity for an
examination of these issues, and a chance to discover whats new as well as explore
ways in which these ever more interconnected sectors are evolving.

*fiera Milano rho, 17-20 ottobre


*Milan-rho trade fair, 17-20 october

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con / with susanna Berengo Gardin e / and alessia pincini

LUCy

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materiale ottenuto al 75% dal riciclo di porcellana, vetro, cristallo, ceneri vetricate e
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costituita da pietra naturale combinata a una
resina ecologica, in parte di origine vegetale.
Il processo di lavorazione rispetta i pi severi
standard ambientali, garantendo il riciclo di
oltre il 94% dellacqua utilizzata. Si presenta
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cm 1,2 - 2 o 3 ed disponibile in unampia
gamma cromatica, cui si sono ora aggiunti
quattro colori, scelti dagli utenti attraverso
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Attention to environmental problems led


to the creation of this material, made 75%
from recycled porcelain, glass, crystal, vitried ash and other materials. The remaining
25% is made of natural stone combined
with an eco-friendly (partly plant-based)
resin. The manufacturing process meets the
strictest environmental standards, ensuring
for example that over 94% of the water used
is recycled. It comes in 327x159-cm sheets
(in thicknesses of 1.2 - 2 or 3 cm) in a wide
range of colours, with four new colours
available, chosen by customers themselves
through a Facebook application.

Linee curve e volumi allungati deniscono


la maniglia dalle superci leggermente scavate, ben calibrata nelle proporzioni. Di ottone, nelle niture cromato, cromato opaco o
supernichel satinato, disponibile nelle versioni con rosetta e bocchetta, per cremonese, per DK e DK di sicurezza.

www.olivari.org

www.ecobycosentino.com

Mutuando il sistema di posa tipico dei rivestimenti ceramici, i tozzetti di legno a spessore variabile (mm 8 -12 -14) sono montati in maniera casuale sul supporto a rete. Il
parquet si trasforma cos in rivestimento
decorativo per pareti, con effetti tridimensionali. Disponibili in diverse essenze (weng, teak o rovere natur rustico naturale,
bianco perla, grigio tannino, termotrattato), i
fogli di mosaico misurano cm 30x30, composti da tessere di cm 5x5, nello spessore
massimo di cm 1,4.

La supercie liscia dellanta interrotta da


inserti orizzontali disposti asimmetricamente e lavorati in modo da evidenziare le venature naturali del legno. Il telaio complanare
allanta crea continuit tra la porta e la parete. Disponibile in versione battente o
scorrevole, nelle niture Trame bianco,
cremy, rosso pechino o nelle 16 varianti
della cartella colori.

Olivari | design Patricia Urquiola

Cosentino

MOSAICO 3D

StyLA

Curved contours and elongated volumes


dene this handle, with slightly hollowed-out,
well-proportioned surfaces. In brass, with a
chrome or super-nickel satin nish, it comes
with collar and keyhole, for cremone bolts and
for turn-and-tilt (safety too) windows.

The smooth surface of the front is interrupted by horizontal inserts arranged asymmetrically and worked to bring out the natural
grain of the wood. The frame is co-planar to
the panel, thus creating continuity between
the door and the wall. Available in a hinged or
sliding version, in Trame white, cremy or Peking red textured nishes, or in 16 versions.
FerreroLegno
www.ferrerolegnoporte.it

bARIC
Lesplorazione dei diversi stili da parte del
marchio prosegue con questa maniglia denita da una linea continua e morbida e dal
vuoto centrale dellimpugnatura, che intende proporre la stilizzazione delle sinuosit
tipiche del Barocco. Per porta e nestra,
completa di tutte le varianti, su placca, rosetta, DK e versione A/C.

Borrowing from the technique commonly


employed for ceramic coverings, the small
wooden tiles of varying thicknesses (8 -12 14 mm) are mounted in random arrangements on a mesh support. The parquet is
transformed into a decorative wall covering,
with 3D effects. Available in different types of
wood (weng, teak, natural oak natural rustic, pearl white, tan grey, heat treated), the
mosaic sheets (30x30 cm) are made up of
5x5-cm tesserae.
CP Parquet
www.crespanoparchetti.it

The exploration of different styles continues with this handle, characterised by a continuous, soft contour and a handgrip with
hollow centre, designed to suggest the typical curves and swirls of the Baroque style.
For doors and windows with plate, collar, for
turn-and-tilt windows and A/C version.
Enrico Cassina | design MAADE
www.enricocassina.it

526

123

RAW

SUBTRACK
Il sistema composto da telaio incassato,
anta, cerniere e meccanismo push-pull
progettato per la chiusura di nicchie, armadi
a muro, vani tecnici ispezionabili. Complanare alla parete, verniciabile o rivestibile,
garantisce mimetismo e uniformit con
lambiente. Lanta, realizzata in materiale
idrofugo, ne consente lutilizzo anche in ambienti umidi. Ogni anta misura da un minimo
di cm 30x30 a un massimo di cm 60x245.

FEDRA
Forme squadrate ma ammorbidite agli angoli per questa maniglia montata su rosetta quadra bassa (mm 6 di spessore), progettata per facilitarne linstallazione. Realizzata con nitura cromo, cromo opaco o
oroplus.

The system comprising an inset frame,


door panel, hinges and push-mechanism is
designed to close off recesses, walk-in wardrobes and accessible installation spaces. It
ts coplanar to the wall, can be painted or
panelled. The door panel is water-repellent,
which makes it ideal also for use in damp environments. Each panel measures a minimum
of 30x30 cm to a maximum of 60x245 cm.

Cio grezzo, crudo e inevitabilmente vivo,


come fosse legno. Sotto i graf irregolari
che ne movimentano la supercie, la durezza e la compattezza del marmo si attenuano, e persino la lavorazione industriale si
stempera no ad apparire unincisione manuale a scalpello. proposto in quattro colori Bianco di Carrara, Crema dOrcia,
Pietra dAvola e Silk sfumati per leffetto a
rilievo che illumina i solchi.
As its name suggests, this product is designed to convey a sense of the primitive,
something that is rough-cut and alive, like
wood. With the irregular surface scratches,
the hardness and compactness of the marble appears softened, and the industrial
manufacturing process creates something
of a hand-chiselled effect. It comes in four
colours Carrara White, Orcia Cream, Avola
Stone and Silk shades that are made more
subtle by the relief effect that lights up the
grooves.

Square forms and rounded corners for


this handle mounted onto a shallow square
collar (6 mm thick), designed for easy installation. Available with chrome, matt chrome or
oroplus nish.

Costituiti da numerosi strati di carta impregnati con resine termoindurenti e compattati attraverso lazione combinata di calore e
alta pressione, i laminati HPL associano alle
elevate prestazioni tecniche come la resistenza allusura la possibilit di scegliere
la soluzione estetica pi adatta grazie allampia gamma di decori e di niture materiche.
Due le nuove texture proposte, la prima studiata per labbinamento con le carte decorative stampate in 3D, la seconda ispirata alla
tattilit del legno, caratterizzata dalle profonde incisioni nella supercie.
Made up of numerous layers of paper
impregnated with thermo-setting resins
and compacted by the combined action of
heat and high pressure, high-pressure
laminates (HPL) combine excellent technical performance features such as resistance to wear and tear with the possibility of choosing the most appropriate
aesthetic solution thanks to a wide range
of patterns and surface nishes. There are
now two new textures, one designed to be
used in conjunction with 3D printed decorative paper, and another inspired by the
textural qualities of wood, with deep carvings in the surface.

Colombo Design | design A. Castrignano

Arpa Industriale

www.colombodesign.it

www.arpaindustriale.com

Salvatori | design Piero Lissoni


www.salvatori.it

Bertolotto Porte
www.bertolotto.com

ENERGETO
Questo serramento di PVC particolarmente innovativo, perch sostituisce i tradizionali rinforzi di acciaio applicati su ante e
telaio con il materiale plastico Ultradur, creato da BASF con Aluplast, ottenendo una
trasmittanza termica ridotta del 20%, la diminuzione del peso del 60%, maggiore isolamento acustico e termico e maggiore
luce, interna grazie ai proli pi sottili. Si
tratta dellunico serramento da mm 70 in
grado di raggiungere i coefcienti richiesti
per la Casa Passiva.
124

526

LUNA, ALEV

This PVC window frame is particularly innovative, because it replaces the traditional
steel reinforcements applied to the panel and
frame with Ultradur, a plastic material created
by BASF with Aluplast. As a result, performance features include a 20% reduction in
thermal transmission, a 60% reduction in
weight and better heat and sound insulation;
more light is also let thanks to the slim trims.
This is the only 70-mm frame achieving the
co-efcients required for the Passive Home.
Diquigiovanni
www.diquigiovanni.it

DC Inverter Plus

CrOWn
Il maniglione un grande anello forato si
presenta con un volume morbido e sinuoso incastonato nella supercie, una sorta
di obl pensato soprattutto per i portoni
vetrati, in quanto, per sua conformazione,
consente di intravedere lo spazio interno,
in un gioco di forma e materia. Di alluminio
o ottone, con nitura anodizzata, trattamento PVD o galvanico, disponibile nel
diametro di cm 25 o 20.
This large ring-shaped handle has a
soft, sinuous volume set into the surface,
giving it a kind of porthole look. It is designed especially for glass doors, since its
ring shape creates a window that offers
a peek inside, in a game of design and
material. Made of aluminium or brass, with
anodised, PVD or galvanised nish, it
comes in the diameter of 25 or 20 cm.

Pamar | design Rodolfo Dordoni


www.pamar.it

Il climatizzatore in pompa di calore con tecnologia Inverter proposto anche nella


nuova taglia di potenza 15 (kW 1,5 nominali), utile negli ambienti di piccole dimensioni
e conforme alle disposizioni europee di ridotta potenza termica negli edici di recente costruzione. Dal punto di vista estetico, si
caratterizza per i pretranciati laterali invisibili che ne accentuano lestetica compatta.
Lefcienza energetica supera quella della
classe A: nella taglia 20, il coefciente di
raffrescamento (EER) di 4,65, di riscaldamento (COP) di 4,55; con 1 kWh di energia elettrica assorbita pu fornire un corrispettivo di 4 kWh di energia termica. La
pressione sonora minima di 19 dB(A). Per
applicazioni mono e multi split.

I tAvOlAtI
A caratterizzare le tavole predenite massicce a tre strati la lavorazione superciale
dello strato top, con trattamenti e incisioni
eseguite a mano come la morciatura (realizzata con terre naturali) o la piallatura che
conferiscono al legno laspetto vissuto dei

This climate control unit, using a heat


pump with Inverter technology, also comes in
a new 15 power version (nominal 1.5 kW),
which is useful for conditioning smaller interior spaces as well as meeting European
requirements for reduced thermal power in
buildings of recent construction. From an
aesthetic point of view, it features invisible
side elements that create a compact effect.
Energy efciency is above that of class A: in

the 20 version, the cooling co-efcient (energy efciency rating, or EER) is 4.65, and
for heating (co-efcient performance, or
COP) 4.55; 1 kWh of electrical energy usage will supply 4 kWh of thermal energy.
Minimum sound pressure is 19 dB(A). For
mono and multi-split applications.

pavimenti antichi. Nelle essenze noce nazionale, rovere, teak, olmo e ciliegio, verniciate
ad acqua e rinite a cera dapi, le tavole hanno grandi dimensioni: cm 100/280x13,5/28,
con spessori di cm 1,6 o 2.
These three-ply solid wood pre-dened
oorboards feature a special surface nish,
imbued with natural clays or planed to give

the wood the worn look of old oors. They


come in Italian walnut, oak, teak, elm and
cherry, are treated with water-based varnishes and a beeswax nish, and measure 100280x13.5-28 cm (thickness 1.6 or 2 cm).

APeXFIne

A system of cleanly-contoured frames


that offer excellent heat insulation as well as
maximising the amount of light that comes
into the interior space: the xed frames that
house the pane holders are hidden behind
the side and upper jambs, while the lower
frame is tted into the oor to avoid any obstacles over the threshold. They are also
guaranteed resistant to water seepage,
thanks to the lower false frame and collector.
The solutions can be personalised by combining two or more panes, also in a corner
arrangement, xed or sliding on pairs of
stainless steel wheels held together by a pin,
placed at a distance of 20 cm on a runner
set into the oor (a company patent). Opening can be manual or power assisted.

Un sistema di serramenti dalle linee pulite,


che garantisce ottime prestazioni di isolamento termico puntando alla massima trasparenza: i telai ssi, studiati per lappoggio
dei proli anta, sono nascosti dietro gli stipiti laterali e superiori, mentre il telaio inferiore inserito nel pavimento, in modo da evitare qualsiasi ingombro a terra. Garantita
anche la tenuta allacqua, grazie al falso
telaio inferiore, costruito con vasca di contenimento. Le soluzioni sono personalizzabili accostando due o pi ante, di tipo scrigno o ad angolo, sse o scorrevoli su coppie di ruote in acciaio inox unite da un perno, poste a una distanza di 20 cm su una
guida inserita nel pavimento (brevetto
dellazienda). Lapertura pu essere manuale o motorizzata.

Daikin
www.daikin.it

Garbelotto e Master Floor


www.masteroor.it

Ponzio
www.ponziosud.it

526

125

Il fungo magIco
THE magIc musHroom
Alfredo Zappa. Se ne contano oltre 100mila specie,

e moltissime altre sono ancora in fase catalogazione,


grazie ai moderni metodi della logenesi. Funghi e miceli
rappresentano dunque un universo tutto da esplorare.
Ed quello che Eben Bayer e Gavin McIntyre,
affascinati dalle particolarit di crescita di questi
organismi, hanno cominciato a fare durante il loro
corso di studi presso il Rensselaer Polytechnic Institute
(universit statunitense, specializzata nel campo
scientico e tecnologico, con sede a Troy nello Stato
di NY). Lidea era riuscire a ottenere espansi organici
completamente naturali, capaci di sostituire le schiume
polimeriche di origine plastica largamente impiegate
come isolanti e imballaggi. Una soluzione radicalmente
differente rispetto alle bioplastiche tradizionali, apparsa
da subito come unintuizione tuttaltro che balzana.
Cos, una volta laureati, ai due giovani stata la stessa
universit a offrire unopportunit di sviluppo allinterno

del suo business incubator. E in breve tempo,


una serie di prestigiosi riconoscimenti, tra i quali
il Picnic Green Challenge 2008 (con relativo assegno di 500
mila dollari per promuovere soluzioni utili a combattere
il cambiamento climatico), hanno fatto afuire
i nanziamenti necessari per compiere il grande salto
verso la produzione in serie del materiale. La societ
fondata da Bayer e McIntyre si chiama Ecovative
(www.ecovativedesign.com) e ha sede a Green Island,
sulle rive dellHudson, a nord di New York, dove
35 persone lavorando a tempo pieno hanno messo
a punto numerosi prototipi e applicazioni pratiche, per
lindustria degli imballaggi, dellautomotive e delledilizia.
Noi non siamo produttori di materiali, li facciamo
crescere, affermano orgogliosi. Leco-espanso
viene infatti ottenuto dalla coltura di particolari miceli
su un substrato organico proveniente dalla liera dei
sottoprodotti agricoli. Il processo totalmente naturale,
senza luso di solventi, additivi chimici o altri composti
sintetici. Il mix organico viene deposto in uno stampo,
si introducono le spore, si lascia il tutto al buio e nel
corso di 5-7 giorni, alla giusta percentuale di temperatura
e umidit, il micelio digerisce il substrato vegetale,
trasformandolo in un nuovo materiale. Al termine,
un breve trattamento termico interrompe il processo
126

526

rEsEarcH

e purica lespanso da eventuali spore. Per il settore delle


costruzioni si possono cos ottenere lastre e materassini
isolanti di varia densit, core per pannelli strutturali,
formelle faccia a vista per rivestimenti acustici, oltre
a elementi tridimensionali per le pi svariate applicazioni.
There are over 100,000 known species of mushrooms,
and many more are being catalogued thanks
to modern phylogenetic methods. Mushrooms
and mycelia are in fact a whole new world waiting
to be discovered. And this is the world Eben Bayer
and Gavin McIntyre decided to explore on their courses
at the Rensselaer Polytechnic Institute (a US university
specialized in the eld of science and technology, based
in Troy in the State of New York). They had become
interested in the specic growth process of these
organisms. The idea was to create completely natural
organic expanded materials as a replacement for polymer
foams of plastic for use as packaging. This may seem like
a crackpot idea, but it soon proved itself to be anything
but. After graduating, the two young students were
offered an opportunity by the university to develop
the idea. It was not long before they were winning
prizes, including the Picnic Green Challenge 2008
(with a cheque for 500,000 dollars to promote solutions
to the problem of climatic change), which gave them
the funding they needed to make a big leap forward
into the series production of this material. The company
founded by Bayer and McIntyre is called Ecovative
(www.ecovativedesign.com), and is based on Green
Island in the Hudson River north of New York.
It employs a full-time staff of 35, who have devised
numerous prototypes and practical applications
for the packaging, automotive and building industries.
We dont manufacture these materials, we grow them,
they declare with some pride. The ecologically expanded
material is produced by growing special mycelia on an
organic substratum made from agricultural by-products.
This completely natural process requires no solvents,
chemical additives or other synthetic compounds.
The organic mixture is then left to grow for 5-7 days
in the dark and at just the right temperature and
humidity levels. The mycelium basically eats the plantbased substratum and turns it into another material.
A brief heat treatment application then interrupts
the process and rids it of any spores, thus removing
allergen concerns. The method can be used in the building
industry to create insulation and cushioning slabs of
various densities, cores for structural panels and acoustic
tiles as well as for a whole range of other applications.

Eben Bayer
e / and
gavin mcIntyre

ToucH 55r
Touch 55R, versione con maniglia a scomparsa del modello Rasomuro 55R, punta
allintegrazione con la parete. Alleffetto mimetico contribuiscono le cerniere regolabili
a scomparsa totale e lo stipite invisibile di
alluminio. Lanta a battente di forte spessore (cm 5,5) perfettamente complanare e
il pannello con nitura grezza, laccata lucida o opaca, o in essenza pu essere
sviluppato a tutta altezza.

Touch 55R, a version with hideaway


handle of the model Rasomuro 55R, is designed to integrate fully into the wall. The
camouaging process is helped by the use
of adjustable hinges that disappear altogether from view and an invisible aluminium
jamb. The extra-thick hinged door (5.5 cm) is
perfectly co-planar and the panel with an
untreated, gloss or matt lacquered or timber
nish can be full height.
Lualdi | design Cairoli&Donzelli
www.lualdiporte.com

MEDIANA REVOLUTION
Lo scrocco magnetico completamente ritratto allinterno della cassa a scomparsa
nel pannello determina la totale integrazione tra serratura e porta. Luniformit
estetica completata dal frontalino di ABS

con installazione a scatto che nasconde


le viti di ssaggio disponibile in qualsiasi
essenza o colore, da coordinare con il disegno e la nitura della porta. Silenziosit e
uidit dei movimenti sono assicurati dalla
precisione degli accoppiamenti meccanici.
The magnetic latch is completely housed
inside the lock unit which disappears into
the door panel so the lock is fully integrated in the door. The overall elegance is completed by the ABS forend cover tted with
a snap-on mechanism so there are no visible
screws available in any wood or colour to
match the design and nish of the door. Precision mechanics ensure noise-free, uid
movement.
AGB
www.agb.it

ISTITUTO ITALIANO DEL RAME

ADELA
Perfettamente integrato alla parete, grazie
allo stipite di alluminio a lomuro Plain
che sostituisce telaio e coprili il modello
a battente di legno amplia la proposta del
marchio, tradizionalmente specializzato in
porte di vetro. La porta pu cos risultare perfettamente mimetizzata (grazie a niture e
pitture murali coerenti) o evidente, grazie alle
diverse niture (laccata, spazzolata o grezza).
Disponibile anche in versione scorrevole a
scomparsa, realizzata su misura.

Integrated into the wall, thanks to the


ush-tting Plain aluminium jamb replacing the frame and edging trim this wooden
hinged version extends the range of the
brand, specialised in glass doors. It can be
camouaged (thanks to the use of nishes
and colours ) or made to stand out through the
use of lacquered, brushed or untreated nishes. Available also in a sliding hideaway
model, it is produced in customised versions.

Estetica, lavorabilit e durabilit sono le


qualit che fanno del rame uno dei materiali da sempre protagonisti dellarchitettura,
soprattutto per quanto riguarda coperture e
facciate, grazie alla capacit di assecondare volumi complessi e allutilizzo di tecniche
e prodotti specici come i laminati accoppiati o formati, le lamiere stirate, le reti. Nella ristrutturazione di un antico cottage in
Lussemburgo, realizzata da Team31 Bureau
dArchitecture (nella foto), il rame stato
scelto per tetti e facciate dei nuovi corpi.

Aesthetic appeal, workability and durability


are the qualities that makes copper a favourite material in architecture (particularly roofs
and frontages) thanks to its ability to adapt to
complex volumes and to the use of techniques and specic products such as laminated and moulded sheets, pressed sheet
metal and meshwork. In the renovation of a
cottage in Luxembourg, by Team31 Bureau
dArchitecture (pictured), copper was chosen
for the roofs and fronts of the new buildings.
Istituto Italiano del Rame
www.iir.it

Henry Glass
www.henryglass.it

ALAMARO
Di forma piatta frontalmente, tondeggiante
sul retro e quasi sferica nella parte terminale dellimpugnatura, la maniglia ha presa
comoda e piacevole al tatto. Disponibile anche con rosetta Ultra Slim Innovation tonda o quadra, di soli mm 3 di spessore, che
mantiene al suo interno la molla di ritorno.
Con nitura lucida, satinata, bronzo, cromo,
cromo e nichel satinati, e trattamento di
protezione Super Durable Finish.

Flat at the front, rounded at the back and


almost spherical at the end of the handgrip,
this handle is nice to take hold of and pleasant to the touch. Available also with the circular or square Ultra Slim Innovation collar,
just 3 mm thick, with built-in return spring.
Finishes: polished, satin, bronze, chrome and
satin-nish nickel, with Super Durable Finish protective treatment.
Manital | design Mario Mazzer
www.manital.com

526

127

FOXTROT
La particolarit del parquet data dalla variet dimensionale dei tre elementi cm
45x45, 90x30, cm 90x15 mixati per creare diversi pattern geometrici. Il trattamento
a base di oli naturali essenziali penetra in
profondit nella bra del legno, mettendone
in risalto la struttura. La nuova pavimentazione fa parte della collezione Atelier, il cui
punto di forza la piallatura manuale che
rende le superci uniche e differenti le une
dalle altre.

The special feature of this parquet is the


variety of sizes of the three elements a (45x45,
90x30 and 90x15 cm), mixed together to
create different geometric patterns. The natural oil-based treatment penetrates deep into
the bre and brings out the grain. This new
ooring is part of the Atelier collection, whose
particular appeal lies in the hand-planed treatment, making each surface quite unique.
Listone Giordano |
design Matteo Nunziati
www.listonegiordano.com

TOUCHWOOD
La nuova tecnologia produttiva che utilizza
carte da rivestimento giapponesi opportunamente trattate supercialmente (dalla
Lacon, azienda del Gruppo) assicura ai
pannelli nobilitati una visione tridimensionale dei decorativi, con un effetto di percezione visiva del legno estremamente nitida, cui
contribuisce la selezione di texture dalle tonalit calde. Interessante la possibile applicazione al settore delle porte.
The new manufacturing technology that
uses Japanese covering paper given a suitable surface nish (by Lacon, a company in
the group) gives these panels a three-dimensional decorative effect, and an extremely strong visual sense of woodiness, an
effect heightened by the use of warm textures. It opens up interesting possibilities for
applications in the door industry.
Fantoni Group
www.fantoni.it

A2 LINEAR
La struttura ombreggiante di alluminio
dotata di tenda richiudibile a pacchetto, formata da un telo ssato a un sistema di traversi, carrelli e guide che ne permettono lo
scorrimento orizzontale. La copertura superiore costituita da un unico tessuto in PVC
(anche oscurante) resistente agli agenti atmosferici, con minuteria di acciaio inox. Il
movimento della copertura motorizzato e
facilitato dal collaudato sistema di carrelli a
scorrimento.

128

526

The aluminium shade structure is tted


with a retractable folding awning, made up
of a piece of fabric attached to a system of
cross-pieces, trolleys and runner systems for
horizontal movement. The upper cover is
made of a single piece of weatherproof PVC
(also with blackout function) with stainless
steel motion elements. The awning movement is power operated and made smoother
by a well-tested trolley slide system.
KE Protezioni Solari
www.keitaly.it

RV2
Le Pietre incise di Palladio una collezione di rivestimenti di pietra nata dallo studio
e dalla rielaborazione delle geometrie e
modanature palladiane: motivi classici e
contemporanei si fondono in linee e volumi
che creano superci tridimensionali in un
gioco di luci e ombre che origina inediti effetti decorativi, esaltando le caratteristiche
materiche della pietra. RV2 una delle
varianti della collezione, nei materiali bianco
cotone, ocra sabbia, pietra serena, giallo
dorato o carrara ghiaccio, nella misura di
cm 60x60x4.
Le Pietre Incise di Palladio is a collection
of stone coverings created by studying and
reworking the geometries and mouldings of
Palladian architecture: classical and contemporary motifs merge in a blend of lines and
volumes that create three-dimensional surfaces in an interplay of shadow and light,

producing highly original decorative effects


and enhancing the textural qualities of the
stone. RV2 is one of the variants in the collection: the slabs come in cotton white, sand
ochre, serena stone, golden yellow or ice
carrara, and measure 60x60x4 cm.
Lithos Design | design Raffaello Galiotto
www.lithosdesign.com

LINeA VItA 795


Per garantire la sicurezza dei lavoratori
sono necessari, in copertura, sistemi e dispositivi di aggancio anticaduta afdabili e
garantiti nel tempo. La gamma di prodotti di
acciaio inox certicato A2 (che comprende
terminali, piastre, cavi, oltre ai tradizionali
dispositivi di protezione individuale) pu essere ssata su qualsiasi tipologia di sottofondo (calcestruzzo, acciaio o legno). Fa
parte di un servizio completo di tutela in
quota che va dalla consulenza preliminare,
allassistenza diretta in cantiere, alla fornitura di prodotti certicati, alla redazione del
fascicolo da allegare alla richiesta di agibilit del fabbricato.
To ensure worker safety, reliable personal
protective equipment and fall-arrest devices
designed to last must be adopted. The range
of A2-certied stainless steel products

VMZ Dexter
Progettato per coperture piane in zinco titanio, sia in edici di nuova costruzione che
nelle ristrutturazioni, questo sistema di posa
garantisce un montaggio facile e veloce
grazie a un giunto a incastro che assicura la
massima planarit. Il montaggio avviene
senza bisogno di attrezzature speciche,
ssando sul supporto di legno i moduli da
cm 40x101,3 e cm 40x59,7, grazie a clip
poste sul lato lungo o in testa. Disponibile
nelle niture Antera-Zinc, Quartz-Zinc e
Pigmento.
Designed for at roofs made of galvanised titanium, on either new buildings or
renovation projects, this system is quick and
easy to install thanks to a special interlock-

Grazie alla speciale formulazione, combina


la resistenza di una pavimentazione in calcestruzzo con la capacit drenante di gran
lunga superiore a quella di un terreno naturale, ricaricando le falde acquifere e consentendo il recupero delle acque piovane.
La capacit drenante varia in funzione della
granulometria usata e diversamente
dellasfalto drenante non contiene oli e
altri agenti inquinanti. Il calcestruzzo formulato anche con TX Active, il principio
fotocatalitico mangia-smog sviluppato e
brevettato da Italcementi Group.

Wrth
www.wuerth.it

ing joint that ensures perfect planarity. Assembly requires no special tools: the
40x101.3- and 40x59.7-cm modules are
xed to wooden supports by means of clips
along the long sides or at the ends. Available
with Antera-Zinc, Quartz-Zinc and Pigmento nishes.
Vmzinc
www.vmzinc.it

VeLeNDA rADA

I.IDrO DrAIN

(comprising terminal, plates and cables, as


well as traditional individual protection systems) can be anchored to any kind of base
(concrete, steel or wood). It forms part of a
comprehensive protection for workers at
considerable heights, ranging from preliminary consultancy to on-site assistance, the
supply of certied products and the drawing
up of the dossier for inclusion with the application for building safety certication.

Thanks to its special formulation, it combines the strength of a concrete oor with a
drainage ability 100 times higher than that
of natural soil, allowing rainwater to be recovered and replenishing aquifers. The
drainage capacity varies according to the
coarseness of the concrete and, unlike
drainage asphalt, does not contain oils or
other pollutants. This concrete is also formulated with TX Active, the photocatalytic
smog-eating compound developed and patented by Italcementi Group.

Ispirata al mondo della nautica, la copertura


da esterno caratterizzata dal sistema di cavi
dacciaio che movimenta la copertura di tessuto acrilico come si trattasse di una vela,
grazie a un meccanismo a comando manuale.
Le gambe cilindriche sono dacciaio inox, le
travi della struttura di legno di Iroko, i rocchetti scorrevoli di nylon caricato a bra di vetro.
Disponibile nelle dimensioni cm 370/430x370
o cm 430/490x420, altezza di cm 280.

Inspired by the world of sailing, this outdoor


awning features a system of steel cables that
move the acrylic fabric as if it were a sail, with
a hand-operated mechanical control. The cylindrical legs are stainless steel, the wooden
beams of the structure are Iroko, the sliding
spools are made of breglass-reinforced nylon. Available sizes: 370-430x370 cm or
430-490x420 cm, height 280 cm.
Gibus
www.gibus.it

Italcementi Group
www.italcementi.it

526

129

EASY STEP
La scala prefabbricata brevettata, autoportante, di legno consente la realizzazione rapida ed economica di vani scala e ascensore: le pareti sono preassemblate in fabbrica
e predisposte con le connessioni metalliche
per lapplicazione dei gradini di legno lamellare, la cui messa in opera avviene in cantiere, senza ricorrere a ponteggi, casseri o
getti armati. La piastra di appoggio di neoprene posta tra la prima estremit di ssaggio dei gradini e il relativo pannello facilita la regolazione dellinclinazione dei gradini e funge da taglio acustico.

LEVIKURVE
Il brevetto mondiale per la piegatura a caldo
di elementi in ceramica apre nuove possibilit allimpiego di questo materiale in architettura. I pezzi speciali a supercie continua
nelle pi diverse forme curve tra cui elementi a L, gradoni e cove base sono ot-

This prefabricated, self-supporting patented wooden staircase is designed for rapid


installation of stairwells and elevators: the
walls are pre-assembled in the factory and
tted with the metal connection elements
needed to attach the laminated wood steps,
which are tted on site with out the need for
scaffolding or concrete casting moulds. The
neoprene support slab positioned between
the end of the steps and the relative panel
makes it easier to adjust the inclination of the
step and also serves as a sound break.

AURANOX
Wood Beton
www.woodbeton.it

tenuti ettendo direttamente la piastrella


nita di grs ne porcellanato a tutta
massa e smaltato, con superci lisce, rustiche o strutturate mantenendone inalterate le caratteristiche originarie. Per bordi piscina, scalinate, connessioni stondate pavimento-parete, lavabi e piatti doccia, panchine e pezzi unici particolari.
The world patent for the hot-bending of
ceramic elements opens up new architectural applications for this material. The
special pieces with continuous surfaces
in a whole range of different curved forms
including L-shaped, tread and coving
elements are obtained by simply bending the nished tile (full-body glazed ne
porcelain stoneware with smooth, rustic
or textured surface) without changing the
original features. For poolsides, staircases,
connections between oors and walls,
washbasins and shower trays, benches
and other one-off items.
Levikurve
www.ancoragroup.com

130

526

Una tegola anti-smog, che accanto alla sua


tradizionale funzione di barriera contro le
inltrazioni di acqua, abbatte la concentrazione di ossidi di azoto presenti nellatmosfera, grazie alla supercie additivata con
biossido di titanio, un agente che, sottoposto a radiazione luminosa, accelera il processo di ossidazione degli inquinanti rendendoli sali inorganici, eliminabili con la
pioggia. Lefcacia certicata dalla Fraunhofer-Gesellschaft, la pi importante istituzione europea nellambito della ricerca applicata: 90% degli inquinanti abbattuti.

CINQUE MILLIMETRI
Quasi una seconda pelle di legno nobile: lo
spessore minimo (mm 5) e la facilit di
posa a incastro maschio-femmina rendono
queste tavole la soluzione ideale in caso di
ristrutturazioni, perch applicabili su qualsiasi supercie preesistente. Ladesivo monocomponente (colla silanica) appositamente realizzato indurisce con lumidit atmosferica, acquisendo in 36-48 ore resistenza allacqua, alla temperatura e
allinvecchiamento, oltre a propriet fonoresistenti. Le tavole sono disponibili in nove
niture, trattate con vernici allacqua, nelle
misure di cm 50/150x13/16.

A roof tile designed to combat smog: as


well as keeping rainwater out, it also breaks
down nitrogen oxide molecules in the air
through the presence of titanium dioxide, a
catalytic agent that speeds up the oxidisation
process in the presence of sunlight, turning
the pollutants into inorganic salts simply
washed away by rainwater. The efciency of
the process is certied by Europes largest
applied research organisation, the Fraunhofer Institute for Building Physics, which found
a 90% drop in pollutants using this method.
Wierer
www.wierer.it

A second skin for quality timber: the reduced thickness (5 mm, the name of the
product) and the easy tongue-and-groove
laying process make these oorboards an
ideal solution in renovation work for any existing surface. The specially produced singlecomponent adhesive (silanic adhesive) hardens on contact with humidity in the air and in
36-48 hours becomes water and temperature resistant, offering soundproong properties. The boards come in nine colours, are
treated with water-based varnishes and
measure 50/150x13/16 cm.
ITLAS
www.itlas.it

DEMETRA | COLLEZIONE MMESI

DEGA SPATOLATO

Lassenza di telaio e di coprili a vista conferisce unestetica rigorosa allintera collezione.


Visivamente uniforme da entrambi i lati (sia in
quello a spingere, sia in quello a tirare), la porta installata su un controtelaio di lamiera
zincata preverniciata che assicura uniformit
cromatica con la parete grazie al sistema
brevettato. Le niture disponibili sono laccato
lucido o opaco, rovere sbiancato o palissandro, vetro acidato o trasparente. Predisposta
per linstallazione su cartongesso o muratura,
misura cm 70/80x240 di luce.
The absence of a frame and visible edging
trims gives a stylishly restrained look to the
entire collection. With a visually uniform look
on both sides (the push and the pull side), the
door is installed on a pre-painted galvanised
sub-frame that ensures evenness of colour
with the wall thanks to a patented system.
Available nishes: gloss or matt lacquerwork,
bleached oak or rosewood, clear or acidetched glass. Supplied ready for installation
into plasterboard or masonrywork structures,
it measures 70-80x240 cm.

Il composto di resine termoindurenti modicate e di additivi che fungono da leganti


crea superci monolitiche impermeabili,
con effetti spatolati pi o meno accentuati.
Lapplicazione avviene artigianalmente,
con tecniche tradizionali. La supercie
con uno spessore medio di mm 2/3 si
presenta continua e priva di giunti ed
personalizzabile nei colori, con nitura lucida, opaca e satinata. Priva di solventi tossici, resistente allusura e di facile manutenzione.
A compound of thermo-setting resins
and additives acting as binders creates
monolithic, impermeable surfaces, highlighted to a greater or lesser extent with a
spatula-applied effect. They are applied
by hand, using traditional techniques. The
continuous, seamless surface with an
average thickness of 2-3 mm can be
created in personalised colours and nishes (shiny, matt or satin). The product is
free of toxic solvents, hard wearing and
easy to clean.

F.lli Pietrelli
www.pietrelliporte.it

COLLEZIONE DESIGN
Il grande formato e le geometrie derivate
dai parquet storici caratterizzano la collezione di pavimenti modulari monoplancia a tre
strati con top di essenza nobile. Il disegno
Grande spina nella foto , ad esempio,
ispirato ai pavimenti del Louvre e delle residenze di Karl Friedrich Schinkel. I moduli di
cm 31x62x1,5 di profondit sono disponibili nei colori sahara, champagne, barberini,
antracite abbinabili tra loro personalizzabili per niture e colori.
The large format and geometrical patterns borrowed from historical parquet
oors characterise this three-layer monoplank modular ooring collection, with a
high-quality wood top layer. The Grande
spina herringbone pattern (pictured) is inspired, for example, by the ooring in the
Louvre and the residences of Karl Friedrich
Schinkel. The 31x62-cm modules (depth
1.5 cm) come in a number of combinable
colours sahara, champagne, barberini, anthracite and in other customised colours
and nishes.
Monpar | design Carlo Dal Bianco
www.monpar.com

Gobbetto
www.gobbetto.com

BIPLAN, BIGLASS
La collezione GDesigner si amplia con
questi due nuovi modelli caratterizzati dal
prolo perimetrale di alluminio: Biplan, con
pannello di legno e Biglass, con pannello
di vetro. Entrambi sono applicabili ai telai
della serie Filomuro; lanta Biplan proposta anche in soluzioni bifacciali, con un
lato di legno e laltro di vetro.
The GDesigner collection now also includes these two new models featuring an
aluminium surround: Biplan, with wood
panel and Biglass, with glass panel. Both
can be applied to frames in the Filomuro
series; the Biplan panel also comes in twosided versions, with one side in wood and
the other in glass.
Garofoli
www.garofoli.com

KIKI VAN EIJK COLLECTION


Presentati al Fuorisalone di Milano la scorsa primavera, i nove decori rmati dalla
designer olandese Autumn, Crochet,
Dandelion, Fabric, Linen, Wireowers, Hexagon, Mesh, Coralline aggiungono un
tocco particolare alla vasta gamma di declinazioni offerte dallazienda. Da utilizzare
abbinati alla linea di vetri satinati DecorFlou Design, vellutati al tatto, nei colori
oat o argentato (chiaro, grigio, bronzo),
gi disponibili in diverse texture (anche su
entrambi i lati).

Presented at Fuorisalone 2012, the


new patterns by the Dutch designer Autumn, Crochet, Dandelion, Fabric, Linen,
Wireowers, Hexagon, Mesh, Coralline
add a touch of emotional appeal to the
wide range offered by the rm. For use in
combination with the DecorFlou Design
satin-nish glassrange, they have a velvety
feel, and come in oat or silvered colours
(clear, grey, bronze), and available in several textures (also on both sides).
Omnidecor | design Kiki van Eijk
www.omnidecor.net

526

131

SCORREVOLE CENTRO PARETE /


CENTRE WALL SLIDING SYSTEM
Lestrema facilit di montaggio costituisce il
punto di forza della porta scorrevole a lo
muro. Grazie al corpo-guida brevettato, tutte le operazioni di installazione e di regolazione del pannello avvengono unicamente
intervenendo su due viti sempre accessibili senza interessare lanta. La solidit
delle pareti di alluminio che formano il controtelaio impedisce ogni essione, preservando la struttura da screpolature dellintonaco o della nitura. Il sistema direzionale
mantiene in asse la mezzeria della porta
durante lo scorrimento, conferendo stabilit
al pannello e impedendo oscillazioni in fase
di movimento. Disponibile ad anta singola,
nelle misure di cm 70/80/90/120 di larghezza e cm 210/240/280 di altezza (luce
di passaggio).

STRIPE
Nel privato come nel contract, questo sistema di pannelli scorrevoli un ltro discreto
che separa gli spazi senza isolare: il disegno bifacciale a traversi in alluminio brown
o anodizzato nero si accoppia con le numerose tipologie di vetro (satinato, trasparente
o neutro) o della collezione Ecolorsystem
(oltre 50 laccati tra lucidi, opachi o reex)
rispettando la privacy, ma lasciando ltrare
la luce. Ogni soluzione realizzata su misura sia in altezza, sia in larghezza e, grazie
al binario di scorrimento (brevetto esclusivo dellazienda), i movimenti rimangono
calibrati e sicuri anche nelle composizioni

dalle dimensioni pi importanti. La maniglia integrata nel pannello, per la massima coerenza del disegno.
This system of sliding panels for homes
or workspaces is a discreet lter that sepa-

Rimadesio | design Giuseppe Bavuso


www.rimadesio.it

GENIUS

One of the main advantages of this ushto-wall sliding door is the extreme ease with
which it is installed. Thanks to the patented
carriage rail, all panel installation and adjustment operations are carried using just two
screws (permanently accessible), without
involving the door panel itself. The solidity of
the aluminium walls that form the sub-frame
ensures that the door is securely anchored
to the wall and prevents the formation of
cracks and any detachment of plaster. The
directional system ensures that the door
slides smoothly as it opens, gives the panel
stability and prevents wobble. It comes in a
single-leaf version only, measuring 70, 80,
90 and 120 cm in width by 210, 240 and
280 cm in height (total opening).

rates spaces without cutting them off entirely: the two-sided design with brown or
black anodized aluminium crosspieces combines with the numerous types of glass (satin,
clear or neutral) or in the Ecolorsystem collection (over fty lacquered shiny, matt, reex) to ensure privacy while allowing the light
to shine through. Each solution comes in
customised heights and widths, and thanks
to the special slide rail (an exclusive company
patent), movement is smooth and safe also
on larger compositions. The handle is built
into the panel, for a sleeker design.

La collezione di scale a chiocciola tonde,


quadrate e a rampa si caratterizza per la
versatilit, riscontrabile gi nella tipologia
dei gradini, tradizionali o nella versione 2:
Easy System (brevetto dinvenzione). Grazie allalzata ridotta (3 cm pi bassa), al disegno particolare che uniforma lo spazio di

appoggio dei piedi e alla disposizione alternata, per cui pedata interna ed esterna si
equivalgono, la salita meno faticosa e la
discesa pi sicura. Sei le varianti di ringhiere disponibili con corrimano di massello di
faggio o di frassino e diverse tipologie di
colonnine, tiranti e cavi dacciaio.
A versatile collection of spiral staircases,
round, square and ramp-style offering a wide
range of step types, traditional or in the
2:Easy System version (a patented invention). Thanks to the reduced height (3 cm
lower), the special design that creates an
even tread surface and the alternating arrangement (making the inner and outer part
of the step are identical), going up the stairs
is less of an effort and going down the stairs
is safer. Available with six versions of banister, with solid beech or ashwood handrail
and different types of column- or rod-type
uprights and steel cables.

LInvisibile by Portarredo

Fontanot

www.linvisibile.it

www.fontanot.it

132

526

PREFALZ
I nastri in alluminio, da usare in facciata o in
copertura, integrano i vantaggi del metallo
(resistenza a basse temperature, pesi ridotti,
durabilit, riciclabilit al 100%) con le caratteristiche proprie del prodotto (disponibile in
diverse larghezze, posa con sistema a doppia aggraffatura, verniciatura a fuoco secondo le norme dellEuropean Coil Coating
Association in 13 colori standard verniciati,
con supercie liscia o a stucco), che lo rendono particolarmente versatile e adatto sia
alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni. La copertura nella foto di colore grigio
chiaro, rinito in supercie con procedimento coil coating P.10, garantito 40 anni contro
scrostamento e sbiadimento.

The aluminium bands, for use on frontages or roofs, offer all the advantages of this
metal (resistance to low temperatures, reduced weight, durability, 100% recyclability)
along with various features specic to the
product (available in different widths, laid using the double crimping technique, stove
enamelled in accordance with European
Coil Coating Association rules in 13 standard colours with smooth or stucco surface),
which makes it particularly versatile and suitable for use on both new buildings and renovation projects. The roof shown in the photo
is pale grey, with coil coating P.10, guaranteed peelproof and fadeproof for 40 years.
Prefa
www.prefa.it

EWOLUTO SCORREVOLE
Questo controtelaio brevettato, che ospita
una porta scorrevole a scomparsa, progettato per offrire una parete portante utilizzabile per accogliere mensole, pensili, box
doccia, maniglioni senza le limitazioni di
foro e portata che normalmente caratterizzano questo tipo di strutture. disponibile
in versione ad anta singola larghezze da
cm 60 a cm 120 e ad anta doppia da
cm 120 a cm 240 con altezze da cm 100
a cm 240. Sono possibili realizzazioni fuori
misura con misure intermedie da cm 5.

GRAFITECH
Pannello per sistemi radianti a pavimento.
Prodotto in polistirene sintetizzato con grate autoestinguente (in conformit alla normativa UNI 13163), permette di ottenere il
perfetto isolamento termico in spessori ridotti (mm 20/30/38 e 54). Si appoggia
sullo strato di livellamento e, annegato nel
massetto, garantisce buone prestazioni sia
in riscaldamento, sia in raffrescamento gra-

zie alla supercie bugnata rivestita da un


lm plastico da 0,15 mm che lo protegge
dallumidit e lo rende resistente alla deformazione da calpestio. Le singole unit
si accoppiano saldamente con incastri su
tutti i quattro lati, senza ponti termici o
acustici.
A oor heating panel made of sintered
polystyrene with self-extinguishing graphite
(conforming to UNI 13163 standards) offering perfect heat insulation in reduced thicknesses (20, 30, 38 and 54 mm). It rests on
the levelling layer and is sunk into the oor
surface, providing excellent heating or cooling thanks to the moulded surface covered
with an 0.15-mm plastic lm that protects it
from damp and makes it particularly tread
resistant. The individual elements interlock
rmly on all four sides and do not produce
acoustic or thermal bridges.

INTAKE
La maniglia monolitica ha forma di parallelepipedo, morbidamente deformato in corrispondenza dei punti di pressione della
mano. Originariamente disegnata per il
Museo Casa Enzo Ferrari di Modena (inaugurato a marzo di questanno), di ottone
stampato a caldo, disponibile nella nitura cromo lucido e nei colori bianco, nero,
rosso o giallo.

This patented sub-frame, housing a sliding disappearing door, is designed to offer a


load-bearing wall that can take shelves, wall
units, shower cabins and bar handles without
any restrictions on the holes in the wall surface, as is usually the case with this kind of
structure. It comes in a single-panel version
(from 60 to120 cm wide) and a double-panel version (from120 to 240 cm wide) in
heights from100 to 240 cm. Larger versions
(in increments of 5 cm) are also available.
Eclisse
www.eclisse.it

This monolithic handle has a rectangular


shape that is gently squeezed at the points
where the hand grips it. Originally designed
for the Enzo Ferrari House-Museum in
Modena (which opened in March of this
year), it is made of hot-moulded brass, and
comes in a polished chrome nish and in
black, white, red or yellow.
DND | design Andrea Morgante
www.dndmaniglie.it

RDZ
www.rdz.it

526

133

WOODSTONE COLLECTION

FABLES

I listoni di pietra di taglio regolare consentono di utilizzare le caratteristiche di


posa e di riprodurre le geometrie tipiche dei
parquet. Si rivelano particolarmente utili in
presenza di sistemi di riscaldamento a pavimento, poich la pietra si caratterizza per
lottima conduzione del calore. La collezione disponibile in diverse niture e pi dimensioni: da cm 50 a cm 100 circa di lunghezza, cm 12 di larghezza, nello spessore
calibrato di cm 1,5/2.
These regularly-cut stone strips can be
used lay oors in a way that recreates the
typical geometrical effects of parquet. They
are particularly useful when being laid in
conjunction with under-oor heating, since
stone is an excellent conductor of heat. The
collection comes in a choice of nishes and
sizes: in lengths of between approximately
50 and 100 cm, widths of 12 cm, and a
calibrated thickness of 1.5-2 cm.

La collezione di rivestimenti per porte blindate


frutto della collaborazione con lartista fanese e comprende 16 modelli di pannelli intarsiati in edizione limitata e autografata. Sono
realizzati in HDF naturale ad alta densit, materiale eco-compatibile composto da bre di
legno provenienti da residui di lavorazione,
legate da collanti termoindurenti e tinte
nellimpasto con coloranti organici atossici. I
pannelli in otto colori sono tagliati al laser
e assemblati a mano.
This collection of claddings for security
doors is the result of collaboration with the
Fano-based artist, comprising 16 models of
inlaid panel produced in a limited, signed edition. They are made of HDF, an eco-friendly
material made from the residual wood generated by manufacturing processes, bound with
heat-setting glues and through-dyed with organic colouring agents. The panels, in eight
colours, are laser-cut and assembled by hand.

Antolini Luigi & C


www.antolini.it

INTERACTIVE WALL
La facciata a doppia pelle con cavit a ventilazione forzata brevetto Permasteelisa
consente sostanziali risparmi energetici, riducendo il consumo di carburante per il riscaldamento e garantendo una forte riduzione della penetrazione di calore durante
lestate, oltre a incrementare labbattimento
acustico. stata impiegata per linvolucro
dello Shard London Bridge, progettato da
Renzo Piano, dove sono state installate
10.000 cellule di vetro e alluminio con veneziane incorporate, costituite da circa
20.000 pannelli.
134

526

COLLEZIONE LISTONI ELITE


La lavorazione spazzolata fa emergere le
venature pi dure del legno, rendendo il rovere pi resistente al calpestio ed esaltandone al contempo le caratteristiche estetiche. Nella versione Rovere Europeo Carta
da Zucchero (nella foto), lalternanza di brature larghe e ammate, strette e rigate,
tipiche di questa essenza, esaltata dalla
nitura a vernice opaca in diverse tonalit di
grigio. I listoni sono composti da tre strati
Top, il superiore dei quali una plancia unica di legno massiccio nobile nello spessore di mm 5 di provenienza rigorosamente europea.
Brushing reveals the strongest grain in
the oak, making the wood more tread resistant while at the same time bringing out its
most attractive visual feature. In the European Dark Blue Oak version (pictured), the
alternation of broad, amed bres and the
narrow striated veins typical of this type of
timber is further enhanced by the application
of a matt paint in different shades of grey.
The boards are made up of three top layers,
the upper layer consisting of a single piece
of 5 mm-thick quality wood, of strictly European origin.

DI.BI. Porte Blindate |


design Paolo Del Signore
www.dibigroup.com

LEVEL
Il pannello della porta a battente si presenta
con due altezze diverse, con la parte esterna pi alta che riveste lo stipite. Leffetto
voluto quello di conferire allanta uno
spessore molto ridotto, di una supercie
quasi semplicemente adagiata alla parete.
realizzato in MDF laccato nei colori della
gamma RAL o nella versione di vetro, con
telaio di alluminio verniciato.
The door panel consists of two elements
of different heights with the external part
covering the door frame. The aim is to make
the door look much less thick, appearing as
a surface that simply rests against the wall. It
is made of MDF, lacquered in RAL colours,
and is also available in a glass version with
painted aluminium frame.

Cadorin

Albed | design Paolo Cappello

www.cadoringroup.it

www.albed.it

The double-skin faade with forcedventilation cavity (which is a Permasteelisa patent) gives considerable energy
savings, reducing heating bills, keeping
out the heat in summer and also providing good soundproong. It was used for
the outer covering of the Renzo Pianos
recently-completed Shard in London, on
which 10,000 glass and aluminium elements with built-in Venetian blinds were
installed, made up of around 20,000
panels.
Permasteelisa Group
www.permasteelisagroup.com

MICRO-TOPPING

CHORUS ICE
Le placche in vetro con comandi a soro
introducono nel mondo dellilluminotecnica
il codice estetico tipico dellelettronica di
consumo, cominciando dallo studio dei simboli, essenziali e intuitivi. Sia in versione
ICE Touch (da 1 a 3 elementi graci) per il
comando delle luci, sia in quella ICE Touch
KNX (sino a 6 elementi) per limpostazione
degli scenari domotici, i simboli silluminano
e inviano un feedback acustico. Disponibili
nei colori bianco, nero e titanio.

CARTELLA DI COMPENSAZIONE
COMPLANARE / COPLANAR
COMPENSATION DEVICE
Utile in caso di sostituzione della vecchia
porta del garage, la cartella di compensazione dellarchitrave per portoni sezionali
viene ssata sulla parte superiore del man-

The glass plates with touch controls intro-

Il rivestimento cementizio-polimerico consente di realizzare superci continue e materiche su supporti gi esistenti (calcestruzzo, autolivellante, ceramica, legno), in interni
e in esterni. Alle caratteristiche di eccellente adesione alle vecchie superci, associa
elevata resistenza al calpestio, protezione
dallacqua e dai sali disgelanti, resistenza ai
raggi UV e alle sollecitazioni climatiche.
Ampia la possibilit di personalizzazione,
grazie alla gamma di tonalit e di effetti lucidi, nuvolati o acidicati, velature e inserti
decorativi. Anche per applicazioni verticali.
A polymer-modied cement-based coating for creating continuous and textured surfaces on existing bases (concrete, self-levelling, ceramic, wood), in indoor and outdoor
contexts. As well as adhering rmly to the
surface to which it is applied, it is also particularly tread resistant, and withstands water, gritting salts, UV rays and climatic extremes. It also offers scope for personalisa-

tion, thanks to a range of colours, surface


nishes (shiny, milky, acid-etched) and decorative effects. It can also be used on vertical
surfaces.
Ideal WORK
www.idealwork.it

duce the aesthetic typical of consumer electronics to the world of lighting technology,
starting with the design of the symbols, simple and intuitive. In both the ICE Touch version (1/3 graphic elements) for the light control and in the ICE Touch KNX one (up to 6
elements) for the setting of the domotic scenarios, the symbols light up and emit acoustic
feedback. In black, white and titanium.
Gewiss
www.gewiss.com

to, rendendo invisibile il passaggio tra la


sezione mobile pi alta del portone e la muratura sovrastante. Ovviando cos allinestetica fessura che si viene a creare nel caso
in cui il portone debba essere ribassato a
causa di travi o tubi a softto; o consentendo grecature le suddivisioni ottiche delle
sezioni del portone della stessa altezza.
Le cartelle sono coordinate con gli stessi
colori e superci dei portoni, offrendo soluzioni esteticamente omogenee.
Useful when replacing an old garage
door, the compensation element of the architrave for sectional garage doors is tted
to the upper section of the door surface so
that the upper moving sections of the door
travel invisibly into the masonrywork above.
This does away with the unsightly gap that
results when the door needs to be tted
lower down because of beams or pipes in
the ceiling. The elements come in the same
colours and surface nish as the door, for
visual uniformity.
Hrmann
www.hormann.it

EBE 65
Porte, nestre e scorrevoli della collezione
sono accomunati dalla tecnologia della
giunzione a taglio termico, che garantisce
isolamento acustico, contenimento dei
consumi energetici, tenuta agli agenti atmosferici e sicurezza (oltre a bassi costi di
manutenzione), con sezioni di ridotto ingombro visivo. Per lo scorrevole, nello specico, si possono avere sviluppi da una a
quattro ante di grandi dimensioni e peso
(400 kg), con telaio in vista (da mm 69 o
94) e soglia a pavimento o integrata con
camera per la raccolta e il deusso dellacqua. Quattro i materiali disponibili acciaio
zincato verniciabile, acciaio inox con nitura lucida, satinata o scotch brite, acciaio
corten e ottone con nitura lucida o brunita da combinare a piacere tra interno ed
esterno.

The doors, windows and sliding systems in this collection use thermal break
technology seals which reduce energy
consumption, provide soundproong and
weatherproong and ensure safety (as
well as cutting maintenance costs), with
reduced sections for better visibility.
The sliding system can have between
one and four large panels (weight 400
kg), with visible frame (from 69 to 94
mm) and oor-mounted or built-in threshold with chamber to collect and drain off
rainwater. It comes in four materials
paintable galvanised steel, polished, satin
or scotchbrite stainless steel, corten steel
and polished or burnished brass for indoor and outdoor installation, as required.
Secco Sistemi
www.seccosistemi.it

526

135

TAILOR MADE
Su misura, per ogni esigenza di dimensione
e di gusto estetico, questo rivestimento
preverniciato in legno naturale personalizzabile per formato, dimensioni e soprattutto
colori. Tre le essenze, Lati, Noce e Eucalyptus, disponibili in quattro niture diverse: Natural (levigato), Opaque (5 gloss),
Classic (20/25 gloss) e Vintage (40/45
gloss). Le tonalit a catalogo per la linea
pavimento (otto per Lati, quattro per le rimanenti essenze) si accompagnano in coordinato con altrettanti piallacci disponibili
per realizzare e rivestire il progetto dinterni
completo, dalle pareti ai mobili alle porte.

REVERSE
Sistema di copertura autoportante per loutdoor caratterizzato da proli di alluminio
rettangolari e da tre soluzioni di chiusure
perimetrali: Windy, Slide e T-Line. Questultima una tenda a rullo verticale a cassonetto con telo guidato da cavi laterali, dotata dellesclusivo aggancio magnetico (Magnetic Lock System brevettato dallazienda), per mantenerla sempre in tensione,
anche in presenza di vento sostenuto. Particolarmente adatta per strutture ricettive
che richiedono lunghezze no a m 10.
Self-supporting outdoor awning system
with rectangular aluminium trims and three
perimeter closing solutions: Windy, Slide and
T-Line. The latter is a boxed vertical roller
awning with fabric guided by side cables and
136

526

Tailored to suit all requirements of size


and style, this pre-painted natural wood
cladding can be supplied in customised formats, sizes and colours. It comes in three
types of wood: Lati, Walnut and Eucalyptus, and in four different nishes: Natural
(smooth), Opaque (5 gloss), Classic (20/25
gloss) and Vintage (40/45 gloss). In addition
to the colours in the oor range catalogue
(eight for Lati, four for the other timbers)
there is a matching set of veneers to cover
everything in the interiors, from the walls and
doors to the furnishings and xtures.
Tabu
www.tabu.it

ROLL UP WIREFREE
Il motore con tecnologia infrarossi o controllo radio integrati consente di gestire le tende da interno senza ricorrere a cablaggi
elettrici ma attraverso comandi a parete
(Smoove) o telecomandi (Telis RTS, in diverse niture). alimentato da una batteria
a lunga durata (circa 5 anni) oppure da un
piccolo pannello solare posto sulla facciata
esterna, che garantisce un corretto funzionamento anche in condizioni di scarsa luminosit e pu anche essere collegato a un
sensore (Sunis Indoor WireFree RTS) che
in presenza di troppa luce abbassa automaticamente una singola tenda.

The motor using built-in infrared or radio


technology operates the indoor screen not
with electrical wiring but from wall-mounted
controls (Smoove) or a remote control (Telis RTS, with different nishes to suit the interior decor). It is powered by a long-life battery (approximately 5 years) or by a small
solar panel tted to the outside of the building that also works on dull days and can be
connected to a sensor (Sunis Indoor WireFree RTS), which automatically brings down
an individual blind in the event of excessive
sunshine.
Somfy
www.somfy.it

tted with the exclusive (Magnetic Lock System (a company patent), to keep it permanently tense, even in the presence of strong
winds. Particularly suited for structures requiring lengths of up to 10 metres.
Pratic

COPPO FOTOVOLTAICO /
PHOTOVOLTAIC ROOF TILE

www.pratic.it

I coppi e le tegole in cotto uniscono le propriet classiche dellargilla alla moderna


tecnologia fotovoltaica: senza intervenire
sullaspetto estetico del manufatto o modicare le propriet di volano termico del cotto, consentono di ottenere 1 kWp di potenza con circa mq 17 di copertura. Il sistema
integrabile in una copertura esistente e
monitorabile wireless tramite display da tavolo. Disponibile nei colori antica Possagno,
rosso, coppo vecchio scuro e ardesia.

These terracotta roof tiles combines the


functional efciency of clay tiles with modern
photovoltaic technology: without any change
to the visual appearance of the product or
altering the thermal yield values of terracotta,
they produce 1 kWp of power for roughly 17
square metres of roof surface. The system
can be incorporated into an existing roof and
monitored using a wireless system linked to
a table display. Available in Possagno old-effect shades, red, dark tile colour and slate.
Cotto Possagno
www.cottopossagno.com

IDEA
il modello scelto per le nuove residenze
di City Life a Milano. Una porta da vivere
attraverso i sensi: la vista, per il taglio degli angoli tipico della poetica di Libeskind
e il prolo in alluminio brevettato che la
separa dalla parete creando una zona
dombra (sulla quale poter installare anche Led colorati) pur mantenendola complanare; ludito, per il sistema di chiusura
dellanta a ridotto impatto acustico; il tatto, per la piacevolezza dei rivestimenti (in
laccato opaco o lucido a specchio e in
essenze lignee effetto scultura) e laffusolata maniglia Olivari.
The model chosen for the new City Life
residences in Milan. A door to experience
through different senses: sight for the
design of the corners typical of Libeskinds
poetics and the patented aluminium prole
that separates it from the wall creating an
area of shadow maintaining co-planarity
(coloured LEDs can be installed onto it);
hearing for the low noise closing of the
door; and touch for the beautiful quality of

FRAME SCORREVOLE /
SLIDING FRAME
Lessenzialit il tratto distintivo di questa
composizione che associa lanta scorrevole
con i doppi vetri temperati (mm 4) al telaio
di alluminio laccato bianco. La trave di scorrimento incassata a softto, la maniglia
nello spessore del vetro. Nellaltezza e larghezza massima di cm 300x160.

Simplicity is the distinctive feature of this


composition, which combines a sliding frame
with double-glazing (4-mm tempered glass
panes) with a white lacquered aluminium
frame. The slide rail is set into the ceiling, the
handle is set into the thickness of the glass.
Maximum height and width: 300x160 cm.
Bosca | design Studio S
www.boscaarredi.it

the surface nishes (gloss or matt lacquerwork, mirror nish and sculptural-effect
wood), and the beautifully tapering Olivari
handle.
TreP-TrePi | design Daniel Libeskind
www.trep-trepiu.com

GLAMOUR WET
Gioca sulleffetto trompe loeil e sulle sfumature di luce la linea di rivestimenti per
interni che interpreta il vetro in modo insolito, con niture colorate e originali. Alle cinque versioni ispirate ai metalli Acciaio,
Argento, Oro, Rame, Bronzo si aggiunge
Glamour Wet, che sembra imprigionare
microgocce di acqua nella sottile lastra di
vetro, creando una texture scenograca.
Disponibile anche nelle versioni Reex,
che esalta la trasparenza del materiale, e
Glitter, che punta sulla brillantezza, nei formati quadrato (cm 19x19), rettangolare
(cm 9,4x19) o triangolare (cm 19).

HIDE
La presa a scomparsa si mimetizza nel muro,
celando alla vista le spine: la scatola elettrica
incamerata nella parete ed chiusa da uno
sportello scorrevole di soli mm 9 di spessore.
Utile dove si vogliano eliminare gli ingombri
visivi o nei casi in cui la presa elettrica si trovi

SYNUA
Al comfort ambientale (doppio paraspifferi e
guarnizione di tenuta di tipo automobilistico
sui due montanti) e alla sicurezza (unanima
resistente e un telaio di copertura in alluminio
ossidato con nitura inox) la porta blindata
associa lattenzione per lestetica e le niture.
Numerosi i rivestimenti possibili (dal legno al
vetro, alla pelle) in colori personalizzabili, con
o senza inserti inox, per dimensioni che possono raggiungere i cm 220 di larghezza e i
330 di altezza. Complanare, e quindi adatta
anche per realizzare pareti divisorie interne,
ha apertura dellanta a bilico verticale, ottenuta per mezzo di due perni regolabili a scomparsa. Quattro i modelli di maniglie.
This armoured door not only offers ecofriendly energy conservation features (double draught excluder and seals similar to
those used on car doors on the two uprights)
and provides security (a tough core and oxidised aluminium frame with stainless steel
nish), but is also nished in a way the gives
it visual appeal. It can be clad in several different ways (e.g. wood, glass, leather), in

customised colours, with or without stainless


steel inserts, and comes in sizes of up to
220 cm wide by 330 cm high. It is co-planar,
which makes it suitable for use on interior
partitions, operates using a vertical pivot system, involving the use of two hideaway adjustable pins. Four models of handle are
available.
Oikos | design Ariani e Rossi
www.oikos.it

This interior design range, featuring trompe


loeil and subtle colour effects, takes a whole
new approach to glassblock design. As well
as the ve versions inspired by different types
of metal (steel, silver, gold, copper, bronze),
there is Glamour Wet, which seems to trap
tiny droplets of water inside the thin sheet of
glass, creating a beautiful textural effect.
Available also in the Reex version, which
highlights the transparency of the material,
and the Glitter version, brilliant and sparkly.
Available in a square (19x19 cm), rectangular
(9.4x19 cm) or triangular (19 cm) version.
Seves
www.seves.com

in corrispondenza dei mobili, sostituisce le


prese tradizionali sfruttandone lo stesso ingombro. disponibile in bianco o nero; niture realizzabili ad hoc. Patent pending.
This concealed socket cleverly conceals
unsightly plugs inside the wall. The electrical
socket unit is set into the wall and closed off
by a sliding panel just 9 mm thick. It not only

creates a sleeker look but is also very useful


where the plug socket is situated behind furniture, since no parts protrude from the wall. It
comes in black or white; nishes on request.
Patent pending.
4Box | design Pietro Malanca
www.4box.it

526

137

SCHCO USC 65/FW 50+

OTTANTA
Ispirato alle tessere di un collage, il pattern
decorativo laccato sulla porta scorrevole di
vetro temperato extra-chiaro consente di
ottenere un buon effetto di schermatura,
senza impedire il passaggio della luce naturale, arricchendo lambiente di giochi di
luce e ombra. Realizzabile su misura e in
diversi colori.

Inspired by the pieces of a collage, the


decorative lacquered pattern on the sliding
extra-clear tempered glass door provides excellent screening without impeding the passage of daylight, as well as creating interesting interplays of shadow and light. Available
in customised sizes, in different colours.

Lazienda offre sistemi costruttivi che consentono di realizzare grandi superci vetrate coperture, facciate, facciate strutturali, nestre, porte dingresso antisfondamento e lamelle frangisole. Il modello
Schco USC 65 una facciata continua
a telai che unisce efcienza energetica,
estetica e installazione razionale in un unico sistema: disponibile con andamento
orizzontale e verticale, con una sezione architettonica in vista di soli mm 65. Schco
FW 50+ una facciata a montanti e traversi a isolamento termico: ha sezioni in
vista di proli da 50 no a 60 mm e il completo programma di copertura offre eccellenti varianti di design per soddisfare le pi
svariate conformazioni.

Le superci di rivestimento per larchitettura (TECU Classic, TECU Oxid, TECU


Patina) associano alle propriet di qualit
estetica, durevolezza e lavorabilit del rame
un processo produttivo improntato ai concetti di sostenibilit. Partendo dalla materia
prima, al 100% riciclata, mediante tecnologie di lavorazione allavanguardia e rispettose dellambiente possibile rimuovere ogni

impurit ed eliminare ogni differenza qualitativa con il rame da estrazione. Ottenendo


un notevole risparmio di risorse naturali, di
energia e di emissioni di CO2.
The architectural surface claddings
(TECU Classic, TECU Oxid, TECU
Patina) combine the visual appeal, workability and durability of copper with a production
process based on concepts of sustainability.
The 100%-recycled raw material is subjected to an advanced, eco-friendly technological manufacturing process that removes all
impurities and eliminates all differences in
quality that would distinguish it from freshly
mined copper. This makes possible a considerable reduction in the use of natural resources, energy and CO2 emissions.

www.kme.com

526

www.schueco.com

www.casali.net

KME Group

138

Schco

Casali

SOPPALCHI

GAMMA TECU

The rms products offer construction systems for the creation of large glazed surfaces
roofs, frontages, structural faades, windows and entrance doors resistant to shattering, and sun screens. The Schco USC
65 is a continuous framed frontage that
combines energy efciency, visual appeal
and rational installation in a single system: it
can be supplied as a horizontal or vertical
system, with a visible architectural section of
just 65 mm. Schco FW 50+ is a heat insulating frontage system with uprights and
crosspieces: the visible sections are 50 / 60
mm and the complete roof programme offers
excellent design variants to satisfy a wide
range of requirements.

Per moltiplicare gli spazi interni con soluzioni su misura prenite, Rintal propone una
combinazione di scala e soppalco darredo,
coordinati grazie alluso degli stessi materiali e niture. Tutte le tipologie previste a
giorno, a chiocciola, elicoidali e mini possono essere completate con strutture in
quota in assito di legno di faggio o in vetro e supporti in acciaio verniciato mentre
qualit e sicurezza sono garantite con relazioni di calcolo speciche. Sul sito Internet
possono essere simulate soluzioni personalizzate attraverso un programma conguratore.

To increase indoor space using pre-nished customised solutions, Rintal presents


a combination of staircases and loft structures, in matching materials and nishes.
All the typologies offered by the rm
open, spiral, helicoidal and mini can be
connected to raised platform structures
in beechwood or glass with painted steel
supports whose quality and safety is
guaranteed by specic technical reports.
Personalised solutions can be created on
the website using the congurator programme.
Rintal
www.rintal.com

MAdRAs

Available in the monolithic oat version


(4-10 mm thick) or a laminated version (33.1
mm), Madras is a unique satin-nished
glass in the history of industrial glass-making, etched with an ultra low-relief patterned
surface of tiny dots and lines. The two surfaces of the glass have different nishes:
natural and clear on one side and satin on
the other, treated chemically and permanently to soften the pattern while ensuring
that light passes through. The 225x321-cm
modules can be subjected to any kind of
mechanical and thermal treatment (cut, bevelled, etched, varnished, glazed etc.) for a
wide range of uses, in windows, faades and
balconies.

Disponibile nella versione oat monolitico


(spessore mm 4-10) o straticato (mm
33.1), Madras il primo satinato della storia industriale vetraria, caratterizzato da un
vetro con piccoli pattern (punti, linee, tratteggi) in bassissimo rilievo. Le due superci
della lastra hanno niture diverse: naturale
e trasparente una e satinata laltra, trattata
chimicamente e permanentemente in modo
da velare il disegno facendo comunque
passare la luce. I moduli da cm 225x321
sono adatti a qualsiasi lavorazione meccanica e termica (taglio, molatura, incisione,
verniciatura, smaltatura eccetera) per poter
soddisfare una vasta gamma di tipologie di
utilizzo, dai serramenti allarredamento,
alledilizia (facciate, balconate).

ARK
Due forme (Classic, pi squadrata, e
Round, pi morbida), pi materiali (metallo
verniciato, metallo galvanico, legno massiccio, Reex, tecnopolimero verniciato e tecnopolimero) e una vasta palette di colori soddisfano le esigenze estetiche dellimpianto, che
grazie alla tecnologia in radiofrequenza si
pu implementare o ridurre secondo le esigenze, senza opere murarie. La vocazione

REPURO
Il recuperatore aria-aria per i sistemi a ventilazione controllata (VMC) con scambiatore di calore assicura il corretto ricambio
daria negli ambienti chiusi. Consentendo
limmissione di aria a una temperatura prossima a quella dellambiente, abbatte le spese energetiche rispetto ai sistemi tradizionali o alla sola ventilazione meccanica e risulta quindi utile per il conseguimento della

Vitrealspecchi
www.vitrealspecchi.it

della serie sono le prestazioni domotiche, con


la possibilit di declinare le placche secondo
la funzione da gestire, dai comandi pi semplici alle interfacce pi complesse, con spie,
cronotermostati e orologi programmatori,
piccoli schermi, ingressi audio, video e USB. I
tasti sono bombati assiali in bianco o grigio
antracite. By-me consente inoltre di gestire
clima, luce, musica, elettrodomestici e molto
altro in modo intuitivo, da un touch-screen o
da remoto, con device.

Two shapes (Classic, more squared off,


and Round, softer), several materials (painted metal, galvanised metal, solid wood, Reex, technopolymer and painted technopolymer) and a wide range of colours satisfy the
aesthetic requirements of the system which,
thanks to radio frequency technology can be
implemented or reduced as required, without
masonrywork. The vocation of the series is in
domotics, with the possibility of organising
the plates according to the function to be

managed, from the simplest to the most complex interfaces, with indicator lights, chronothermostats, programmed clocks, small
screens, audio, video and USB input. The
white or anthracite buttons are rounded. Byme can also be used for climate control, light,
music, electrical appliances and intuitive applications by touch-screen or remote device.

classe A o Gold di certicazione energetica


degli edici. Garantiti al 90% di efcienza di
scambio termico, con motori elettrici brushless inverter ad alta efcienza, disponibile in sette grandezze nella portata daria
nominale da 100 a 650 mc/h.
The air-air recovery system for controlled
ventilation systems (VMC) with heat exchanger to ensure good air circulation in
closed spaces, with clean, sanitised air released inside at a temperature close to that
of the environment. It offers savings on energy use compared with traditional systems
or basic mechanical ventilation and is useful in cases of buildings requiring class A or
Gold energy efciency certication.
It is up to 90% efcient in recovering heat,
uses high-performance brushless inverter
electric motors, and comes in seven sizes
with a nominal air intake capacity of between 100 and 650 mc/h.

ROOFMATE TM sL-A sTYROFOAM

estruso, utilizzano come agente espandente il CO2 riciclato e hanno un Global Warming Potential (GWP) inferiore a cinque.
Sono state adottate nella realizzazione di
alcuni impianti che hanno ospitato le Olimpiadi di Londra.
Unaffected by changes in atmospheric
conditions, with excellent heat insulation
and damp-proong properties, these sheets
are an ideal solution in roof constructions,
since they help raise the energy efciency
prole of the building. Available in thicknesses of between 100 mm and 200 mm,
and lightweight but sturdy, they are also a
sustainable product: made of extruded polystyrene foam, they use recycled CO2 as
the expanding agent and have a GWP (Global Warming Potential) of less than ve.
They were used in the creation of a number
of installations for the 2012 London Olympics and Paralympics.

Insensibili alla variazione delle condizioni


atmosferiche, con eccellenti propriet di
isolamento termico e resistenza allumidit,
le lastre si rivelano la soluzione ideale per il
tetto, contribuendo a raggiungere gli obiettivi di efcienza termica. Disponibili in una
variabile di spessori da mm 100 a mm 200,
leggere ma robuste, hanno doti di sostenibilit: composte da schiuma di polistirene

Vimar
www.vimar.com

Aermec

Dow

www.aermec.com

www.dow.com

526

139

RB 20, PC 144, KB 13
I tre prodotti per il rivestimento murario concorrono ad assicurare le migliori condizioni
microclimatiche degli ambienti, come avviene nel primo edicio sostenibile, le Case a
ballatoio di Lecce (progettate dallo studio di
architettura gruppoforesta). Allesterno il rivestimento RB 201 extra bianco consente la perfetta traspirazione della muratura,
mentre allinterno applicata la pittura minerale a base di grassello di calce PC144,
prodotto naturale ad altissima traspirabilit
ed effetto minerale opaco. La scelta dellintonaco a base naturale KB13 stata dettata, invece, dalla volont di rispondere ai
canoni di sostenibilit dettati dal Protocollo
Itaca Regionale.

These three wall covering products help to


ensure optimum indoor micro-climatic conditions, as demonstrated in the rst sustainable
building, the so-called Case a Ballatoio in
Lecce (designed by the Gruppoforesta architecture practice). On the outside the RB
201 extra-white covering makes the wall
fully air-permeable, while the inside of the
wall is covered with lime putty-based mineral
paint PC144, a natural and highly air-permeable product that creates a matt mineral
effect. The choice of the natural plaster
KB13, nally, was dictated by the desire to
respond to the sustainability criteria established by the regional ITACA Puglia Protocol.
Fassa Bortolo
www.fassabortolo.com

GRAFFIATA

MAPE-ANTIQUE INTONACO NHL

La rinnovata attenzione verso luso dei materiali naturali si traduce in una porta scavata da sottili incisioni, che esaltano le sfumature calde del legno di rovere naturale e
conferiscono profondit allanta in un gioco
di ombra e di luce: segni estetici evocativi
della vera anima del legno, ispirati alla matericit della corteccia degli alberi piena di
solchi resinosi e forti chiaroscuri.

La malta premiscelata in polvere per intonaci di fondo traspiranti, a base di calce


idraulica naturale (NHL) ed eco-pozzolana,
stata messa a punto per lapplicazione su
murature esistenti di pietra, mattoni, tufo e
miste, anche di pregio storico. Possiede, infatti, caratteristiche molto simili a quelle
delle malte a base di calce, calce-pozzolana
o calce idraulica impiegate originariamente,
arricchite con propriet di resistenza alle
aggressioni chimico-siche, come i cicli
gelo-disgelo, lazione dilavante dellacqua
piovana, le reazioni alcali-aggregato e la
comparsa di fessure da ritiro plastico.

Ready-mixed macro-porous skimming


mortar supplied in powder form for transpirant plasterwork made from NHL (natural hydraulic lime) and Eco-Pozzolan,

designed in particular for repairing stonework, brickwork, tufa and mixed-type


walls, especially in buildings of historical
and artistic interest. Its properties are
very similar to those of mortars made
from lime, lime-pozzolan or hydraulic lime
(originally used on the walls of old buildings), but is much better able to withstand
the presence of soluble salts, freeze-thaw
cycles, the leaching action of rainwater,
alkali-aggregate reactions and the formation of cracks as a result of plastic
shrinkage.
Mapei
www.mapei.it

FIN-PROJECT

A rediscovered attention to the use of


natural materials translates into a door decorated with delicate carvings that enhance
the warm subtle hues of the natural oak and
give a sense of depth to the door panel in an
interplay of shadow and light: features
evocative of the true soul of wood, inspired
by the texture of the bark with its deep saplled ridges and powerful chiaroscuro effects.
Barausse | design Massimo Iosa Ghini
www.barausse.it

140

526

Labbinamento del PVC del corpo centrale


allalluminio per il rivestimento interno ed
esterno, unito a dettagli progettuali innovativi, assicura agli inssi alte prestazioni in
termini di isolamento termico e acustico:
lutilizzo del PVC con proli pluricamera, ad
esempio, unito ai distanziali vetro e ai tripli
vetri, consente di raggiungere valori di trasmittanza termica testati di Uw 0,83 W/
mK; mentre i valori di isolamento acustico
vanno da Rw 36 a 46 dB. I proli saldati

negli angoli impediscono le inltrazioni e


garantiscono elevati valori di tenuta allacqua e allaria. Ampio lassortimento di colori
e niture.
The use of a PVC central core clad on the
inside and outside in aluminium and the presence of a number of other innovative design
features makes these window frames particularly high performance in terms of heat
and sound insulation. The PVC has multichamber proles with glass spacers and tri-

ple glazing, which means it can achieve heat


transmission values that have been tested as
Uw 0,83 W/mK; the soundproong values
go from Rw 36 a 46 dB. The proles are
rmly welded in the corners to make them
completely impermeable and guarantee
good resistance to wind and rain. They come
in a wide range of colours and nishes.
Finstral
www.nstral.com

VELUX 62

Ideal for heavily-used areas that generate


noise pollution, and in particular where homes
are situated close to airports, this model of
window is an excellent soundproong solution (class R3-42 dB), since the pane is 75
mm thick, and has an air space of 42 mm and
an outer 8-mm self-cleaning layer. It also provides good heat insulation. It comes in nine
sizes in certied materials (frame and hinged
pane in laminated pine coated with two coats
of water-based acrylic paint).

Particolarmente adatta in zone ad alto trafco o in prossimit di aeroporti, questo modello di nestra si caratterizza per lalto
standard di isolamento acustico (classe
R3-42 dB) dato dallo spessore complessivo di mm 75, con unintercapedine daria di
mm 42 e uno strato esterno da mm 8 autopulente. Con buone prestazioni anche termiche, disponibile in nove misure in materiali certicati (telaio e battente in pino straticato ricoperto con due strati di vernice
acrilica traspirante a base dacqua).

Velux
www.velux.it

ESSENTIAL
MAXITAVOLE
La collezione di parquet si distingue per le
dimensioni importanti delle tavole (larghezza cm 10/12/15/17,5/20 e lunghezza tra
cm 120 e 250) e per la tecnologia digitale
di stampaggio direttamente sulla plancia
grezza. Al formato standard, si aggiungono
quelli speciali, tutti accomunati dallo spessore di mm 13, per creare soluzioni multicolor personalizzate e combinazioni originali di
forme. La nitura a olio naturale o con
vernici ad acqua trasparenti, resistenti ai
graf, riparabili, di facile manutenzione e
senza emissione di formaldeide.
This parquet collection is notable for the
exceptional size of the oorboards (width
10, 12, 15, 17.5, 20 cm; length between 120
and 250 cm) and for the digital technology
used to print directly onto the untreated
wood surface. As well as these standard formats, special pieces (all 13 mm thick) are
also available, to create personalised multicoloured solutions and original combinations
of form. They are nished with natural oil or
a clear water-based lacquer, they are
scratchproof, the surface is easy to repair
and maintain and they produce no harmful
formaldehyde emissions.
Xilo1934
www.xilo1934.com

ATELIER ALPI
Lalta capacit tecnica nelle lavorazioni si
coniuga alla ricerca di nuove possibilit
espressive per il legno multilamellare da rivestimento, che in questa collezione riproduce fedelmente le trame e i colori dei tessuti: lana, cotone e seta, con disegni che
restituiscono i pattern del gessato o del
tweed. Disponibili in fogli di cm 250x65.

PEARL
Per rivestimenti ricercati, adatti a qualsiasi
supercie, la collezione in pura anilina la
manifattura pi nobile della pelle pieno ore
disponibile nei formati tessera o piastrella in diverse misure da cm 2,5x2,5 a
60x60, cm 15x15x15, cm 15x40x7,5
pattern come il nuovo geometrico nella
foto forme quadrato, rettangolo, triangolo e trapezio colori e niture piano,
bombato, anche cuciti. La supercie lucida
resistente, trattata con polveri metalliche,
cere e oli.

Designed to give any surface an elegant


cladding, this pure aniline collection the nest of full-grain leather production processes
comes in tiles of different sizes (from
2.5x2.5 to 60x60 cm, 15x15x15 cm,
15x40x7.5 cm), patterns (including the new
geometric pattern in the photo), shapes, colours and nishes and can be at, padded
and stitched. The hard-wearing leather is
treated with metal powders, waxes and oils
to give it an iridescent, shiny nish.

Il nome ne esprime la losoa: nessun elemento esterno al telaio e la parte di nitura


fuori muro ridotta al minimo per ottenere la
continuit totale tra parete e porta. Il modello
a battente adatto sia alla muratura che al
cartongesso; ha luci di passaggio comprese
tra cm 60 e cm 110, prive di cornice coprilo,
e pannelli verniciati, laccati o rivestiti con carte da parati, anche con riniture diverse sui
due lati. Due le varianti disponibili, con o senza fuga tra anta e telaio. Anche trapezoidale,
per sottoscala o sottotetti.
The name says it all: the external components have been removed on this model to
create absolute continuity between door and
wall. The swing version is suitable for installation in masonry and plasterboard contexts; it
has an opening of between 60 and 110 cm,
there is no edging trim and the door panels
can be painted, lacquered or wallpapered,
with different nishes on the two sides. It
comes in two versions, with or without a gap
between the panel and the frame. Also trapezoid for the space under the stairs or in garrets.
Scrigno
www.scrigno.it

Studioart
www.studioart.it

Advanced manufacturing expertise combines with research into new expressive possibilities for multi-laminar wood cladding,
which on this collection faithfully reproduces
the textures and colours of different fabrics
and of pinstripe and tweed patterns. Sheets
measuring 250x65 cm.
Alpi
www.alpi.it

526

141

1961/62, Heinz Waibl

142

526

1961/62, Heinz Waibl

Mario Piazza

Un Marchio Per la lUce

bizzarro pensare che uno dei marchi pi noti


internazionalmente fra le industrie di design fondi
le proprie origini sotto legida, certo autorevole
ma poco modernista, dellimperiale epigraa romana.
la nascita della FloS prende avvio dallarguzia di un
importatore di materiali, artur eisenkeil, e dallingegno
di una manciata di imprenditori e progettisti:
Dino Gavina e cesare cassina (presto seguiti da Sergio
Gandini), i fratelli Pier Giacomo e achille castiglioni.
i primissimi prodotti sono diventati classici del design
e long-seller insuperati. interessante notare anche
la scelta di rappresentare lidentit aziendale con il solo
nome gurato. niente simboli o emblemi, solo un severo
logotipo. Forse il clima in cui tutto ci nato spiega
molte cose di una prassi del design italiano. Unatmosfera
di frequentazioni e di incroci quotidiani fra diverse e
simbiotiche professionalit. cos il marchio della FloS
nel ricordo di heinz Waibl un episodio quasi di
ordinaria amministrazione. ha il valore di un pacchetto
di sigarette e di un bicchiere di whisky. collaborando in
quei giorni del 1961 con lo studio castiglioni alla graca
per allestimenti, nasce lesigenza di fare delle pagine
pubblicitarie per la nascente realt di FloS. Waibl,
che disegner anche il marchio e la linea graca di
Gavina, si mette allopera. un lavoro anco a anco.
i prodotti ancora non ci sono. le pagine mostrano
un disegno tecnico delle lampade, quasi una cianograca
del progetto, e sono rmate al piede da una splendente
tipograa ispirata ai modelli classici della capitalis
monumentalis romana. Unidea di magnicenza e
perfezione. nella modellatura delle lettere, Waibl mette
in evidenza il segno dello scalpello che incide la pietra,
rastrema le grazie ma lascia quellarmoniosa eleganza
della tracciatura manuale a pennello dei maestri

scalpellini romani. cos con lievit, la grande o


da sola costruisce un appiglio percettivo di indubbia
personalit. l che si appoggia lo sguardo e si innesca
la memorabilit del segno alfabetico. le pubblicit
diventano allora uno statuto classico. il manifesto di
unautorevolezza della modernit e del design. Per FloS,
Waibl disegna anche una linea di folder commerciali in
formato quadrato e con una suggestiva regia fotograca.
Sono scatti in bianco e nero di dettagli e particolari,
montati con trasparenze e giochi cinetici. altri sembrano
frame cinematograci catturati da un antonioni prima
maniera. la classicit del logo non stona, anzi suggella
uno status, che i 50 anni dellazienda confermano.
e in questi anni, come altre imprese anche la FloS
ha sentito lesigenza di porre mano alla propria immagine
e alle scelte di comunicazione. i marchi possono
invecchiare come gli abiti. le aziende aggiornano
gli obiettivi e desiderano cambiare il vestito. il loro
biglietto da visita necessita un aggiornamento. Ma quello
statuto iniziale, quelle intuizioni nel caso FloS sono
rimaste una linea di condotta. e le nuove idee sono state
afdate a progettisti di gran classe, capaci di modicare
trattenendo il meglio di quanto seminato. nel 1966
la volta di Max huber, un maestro. il suo intervento
modica il logotipo lapidario di Waibl a favore di una
versione di stampo umanistico. le lettere non sono pi
distanziate e la tracciatura ha la memoria dei primi
caratteri da stampa. ricorda un Garamond, che a sua
volta guarda alla scrittura romana imperiale, ma ha
la grazia e la dolcezza di un carattere di facile leggibilit.
laltro atto di huber quello di iscrivere il logo
in un recinto, prima aperto poi chiuso. Un sottile
quadrato incornicia la scritta. una scelta chiaramente
di pragmatica funzionale. Desidera strutturare il sistema

1966, Max Huber

1970, Pino Tovaglia

526

143

di identit. Lazienda ora solidamente condotta


da Gandini e nel 1970 Huber rma il primo catalogo
dei prodotti. Ed sempre nel 1970 che con grande
modestia Pino Tovaglia interviene nel redesign del logo
e avvia una procua collaborazione con FLOS.
Il suo un intervento da designer. Cerca la perfezione
geometrica e la divina proporzione. Forza il disegno
delle lettere. Condensa la F, la L e la S e lascia la O
intonsa e come unit di misura. Tutto rigorosamente
impostato in quadrati. FLOS si staglia in un luminoso
arancio in un quadrato di un vibrante viola-blu copiativo.
la grande fase espansiva dellazienda, e Tovaglia imposta
una linea di annunci di forte impatto. Il logo fa da sfondo
a piena pagina agli still life dei prodotti. Design, eleganza
e consumo. Lultimo ritocco allidentit aziendale nellera
di Piero Gandini e di Philippe Starck. Lart director
Bruno Le Moult a met degli anni Novanta riposiziona
il logo nel centro ottico del quadrato, sceglie il nero
e larancio come colori di bandiera, ma contempla anche
un uso libero del logo riallacciando il sentiero delle origini.
Oggi il mondo pi uido e dinamico.

A TrADEMArk FOr LIGHT

Met anni 90 / Mid-nineties,


Bruno Le Moult

144

526

t is strange to think that one of the best-known


industrial trademarks in terms of the design industry
had its origins under the aegis, which was certainly
authoritative but not particularly modernist, of imperial
roman epigraphy. The birth of FLOS was due to
the astuteness of an importer of materials, Artur Eisenkeil,
and the talent of a handful of entrepreneurs and designers:
Dino Gavina and Cesare Cassina (who would soon be
followed by Sergio Gandini) and the Castiglioni brothers,
Pier Giacomo and Achille. The very rst products of their
collaboration have become design classics and long-term
best sellers. It is also interesting to note the choice of using
simply a name in order to represent a companys identity.
No symbols or emblems, but with just an austere logotype.
Perhaps the climate in which all this took place explains
many aspects in terms of the practice of Italian design.
There were frequent links made and daily connections
between different and symbiotic professional roles.
Thus Heinz Waibl recalls the FLOS trademark as an
almost run-of-the-mill episode. It had the value
of a packet of cigarettes and a glass of whisky. Working
with the Castiglioni studio on graphic designs for
exhibition stands in 1961, he was given the task of creating
full-page advertisements for FLOS, which was just
beginning to make its mark. Waibl, who was also to design
Gavinas rst trademark and graphics, set to work. The job
was done cheek by jowl. There were no products yet. The
adverts presented a technical drawing of the lamps, which
was almost a blueprint of their design, and were signed
at the bottom in resplendent characters inspired by the
classical models of the roman capitalis monumentalis, which
conveyed a sense of magnicence and perfection. In the
modelling of the letters, Waibl emphasized the mark
of the chisel that carved the stone, tapering the serifs but

leaving the harmonious elegance of the manual tracing


with a brush typical of the roman master stonecutters.
Thus the large O by itself creates with lightness of touch
a perceptual hold with a clear personality. That is where
the gaze rests and the memorable nature of the letters is
highlighted, giving the rms publicity a classical status.
It was as if this was a kind of manifesto of an authority in
terms of modernity and design. For FLOS Waibl also
designed a line of commercial folders in a square format
through an evocative use of photography. Pictures
of details and elements were taken in black and white,
and then assembled with transparencies and kinetic effects.
Others look like frames from a lm made by early
Antonioni. The classicism of this logotype does not jar.
On the contrary, it suggests a status that 50 years of the
companys existence have conrmed. And through those
years, as with other enterprises, FLOS has felt the need of
retouch its graphic image and its approach to advertising.
Trademarks can become dated like clothes. Companies
make different choices, revise their goals, and want to
change their look. Their visiting card requires renewal and
updating. But that initial status, those intuitions (as in the
FLOS case), have remained as a line of conduct. And their
new solutions have been entrusted to top designers, who
have been able to modify things while taking on board and
keeping the best of what has already been created. In 1966 it
was the turn of Max Huber, a true master. His intervention
adapted Waibls lapidary logo in order to give it a more
humanistic appearance. The letters no longer had spaces
between them and the tracing was reminiscent of early
typeface. It calls to mind the Garamond font, which in turn
was inuenced by imperial roman script, but has the grace
and softness of print that is easy to read. Hubers other
change was to inscribe the logo in a frame, which was rst
open then closed. A slender square surrounds the letters.
This was clearly a functional, pragmatic choice. He wanted
to structure a system of identity. The company was now run
on sound lines (thanks to Gandini) and in 1970 Huber
designed the rst product catalogue. And it was also in 1970
that Pino Tovaglia, with great modesty, set about to
redesign the logo and embarked on his fruitful collaboration
with FLOS. His was a designers intervention. He was
looking for geometric perfection and divine-like
proportions. He strained the design of the letters with his
work, compressing the F, the I and the S and left the O
untouched and as a unit of measurement. Everything was
rigorously set in squares. FLOS stood out against a bright
orange ground inside a vibrant copying ink violet-blue
square. This was the phase of the companys great expansion,
and Tovaglia came up with a line of adverts with a high
impact. The logo acted as a full-page backdrop to the still
lives of the products: it combined design, elegance and
consumption. The last retouch to the corporate identity
came in the era of Piero Gandini and Philippe Starck. In the
mid-Nineties the art director Bruno Le Moult repositioned
the logo in the optical centre of the square and chose black
and orange as the companys colours, but also provided for a
free use of the logo, which linked up again with the original
approach. The world is more uid and dynamic today.

FLOS
Corporate
Identity
Design
Heinz waibl, max Huber, pino tovaglia,
bruno le moult
www.flos.com
1 1961, Heinz Waibl. Le lettere del logotipo
di Waibl fanno riferimento alle forme e alle
proporzioni delle iscrizioni lapidarie romane,
come quelle della Colonna Traiana (113 d.C.)
a Roma. I caratteri lapidari romani sono stati
infatti un modello per molti classici caratteri
tipografci: dal Kumlien disegnato da Akke
Kumlien nel 1943 per la fonderia Stempel
al Trajan della type designer Carol Twombly
per Adobe nel 1989.
The Waibl font was inspired by the shapes
and proportions of Roman lapidary
inscriptions like those on Trajans Column (113
AD) in Rome. Roman lapidary characters have
served as models for many of the classic
characters, from the Kumlien font designed
by Akke Kumlien in 1943 for the Stempel
foundry, to the Trajan font developed by type
designer Carol Twombly for Adobe in 1989.

2 3 1966, Max Huber. Il logotipo di Huber


si rif ai caratteri incisi da Claude Garamond
(1499-1561). Per le sue edizioni disegn un
romano ripreso dai caratteri latini che avr
un grande successo per la sua leggibilit e
verr ridisegnato ad ogni cambio di tecnologia.
The Huber font is based on the engraved
characters of Claude Garamond (1499-1561),
who designed for his publications a roman
font derived from Latin characters that proved
highly successful on account of its legibility
and would be rediscovered and redesigned
with every change in printing technology.
4 1970, Pino Tovaglia. Tovaglia estremizza
le lettere, condensandole e iscrivendole
in spazi geometrici dati. Il cerchio della O
diventa ancora pi evidente.
Tovaglia carries the font to extremes
by compressing the letters and inscribing
them in specied geometrical spaces.
The circle of the O is even more noticeable.

5 6 7 Met anni 90 / Mid-nineties,


Bruno Le Moult.

526
6

145

Pi che essibile
1 Non a caso si chiama Element: primaria, basica,
indispensabile. Ma anche parte di un insieme, secondo
il concetto matematico. Stiamo parlando di una vasta
collezione di apparecchi illuminotecnici faretti da incasso,
sospensione, segnapasso, binari e mini binari elettrifcati
che, grazie alle sorgenti impiegate (alogene, HQI, LED)
in grado di assolvere le esigenze pi disparate.
Progettata da Alessandra Gipponi e Marco Spada
che in Metal Spot ricopre anche il ruolo di presidente
pensata per il contract, la serie si rivelata utile anche
per lo spazio domestico, tanto da essere prevista anche
in fniture pi glamour come il nero e il titanio, oltre
ai pi tradizionali bianco e alluminio. Volutamente minimal
e discreta, si caratterizza per la cornice quasi un decoro
che la personalizza pur ribadendone il carattere rigoroso.
Element Binario unulteriore variabile della serie,
sistema innovativo che si aggancia a calamita a un micro
binario elettrifcato 24V, pensato per lilluminazione di spazi
minimi e che, grazie alla sorgente luminosa a LED, consente
notevoli performance (resa cromatica >80) in dimensioni
ridotte (da cm 4,15 a 8,8, nello spessore di cm 2,22).
Laggancio a calamita aumenta la fessibilit del sistema,
assecondando lo spostamento del modulo al variare
delloggetto da illuminare. Tre le versioni, differenziate
per potenza (1 e 3 W), tonalit di bianco (caldo o neutro)
e propriet di orientamento (fsso o variabile).
1 More than fexible Its called Element, and
with good reason, since there is something very primal,
basic and indispensible about it. But its also part
of a whole, following a mathematical principle.

146

526

This is an extensive collection of lighting appliances


built-in spotlights, hanging spotlights, step marker lights
and electrifed track or mini track lamps that use different
light sources (halogen, HQI, LED) to meet the needs
of a diverse range of users. Designed by Alessandra
Gipponi and Marco Spada who is chairman of Metal Spot
it is intended for contract projects but is also suited
to the residential sector, and indeed is also available
in more glamorous fnishes such as black and titanium,
as well as the more traditional white and aluminum.
Deliberately minimal and discreet, it has a frame
that is almost a decorative feature in its own right,
adding a touch of personality to the otherwise rigorous
design. Another major feature is Element Binario,
an innovative system that attaches by magnet
to a 24V mini-track designed to light settings
with small objects. Its LED light source gives a good level
of performance (colour rendition >80) in such limited
spaces (from 4.15 to 8.8 cm, in a thickness of 2.22 cm).
The magnet attachment method gives instant fexibility
since it allows the lighting module to be moved around
according to the types of object being illuminated.
It comes in three versions, each of which is distinguished
by their power intensity (1 and 3 W), the kind of whiteness
they produce (warm or neutral) and their adjustability
(fxed or variable).
www.metalspot.com

I colori del caminetto


2 Lutilizzo della maiolica lavorata a mano comune
ai tre nuovi caminetti di Piazzetta: grazie alla molteplicit
dei colori e al know-how progettuale, capace di proporsi
nelle versioni pi diversifcate. Se nel modello Chester
(dotabile di Multifuoco System, lesclusivo sistema
di ventilazione forzata per la distribuzione uniforme
del calore) la maiolica d forma al grande pannello
che incornicia la famma del focolare a legna e alla lunga
mensola che lo accompagna in tutta la lunghezza,
in Liverpool (con monoblocco IG 85 3V a metano o GPL)
utilizzata scenografcamente nel pannello modulare
(cm 140x80), la cui pulizia formale sottolineata
dai vetri privi di profli metallici. La consolidata collezione
Panoramic si arricchisce della versione a base quadrata,
conservando del modello precedente il vetro panoramico
la visione del fuoco appunto a 360 con apertura
motorizzata a saliscendi che ne costituisce lelemento
esclusivo e unico nel genere. Il disegno lineare
della struttura di acciaio verniciato bianco (o nero charcoal)
domina il largo piano in maiolica che circonda il focolare
altamente tecnologico, in un gradevole mix di tradizione
e modernit. Il fusso dellaria comburente predeterminata
assicura la combustione ottimale e basse emissioni,
mentre un cuscino daria perimetrale, autogenerato,
contribuisce a mantenere il vetro pulito.
Il focolare Aluker materiale ceramico, brevettato
da Piazzetta ne migliora la combustione e la diffusione
del calore e la qualit della famma.
Green Air System una recente soluzione ecologica
adottata nei caminetti e nelle stufe a legna.

Si tratta di un dispositivo di depurazione dei fumi


di combustione, applicabile anche su prodotti pre-installati,
che abbatte le emissioni al di sotto delle pi severe
normative vigenti (Germania BlmSchV 2015), migliorando
performance e effcienza.
2 The colours of freplaces Piazzettas three new freplaces
all feature the use of hand-worked majolica, a material
whose sheer variety of colour and design potential makes
it suitable for a whole range of different applications.
With the Chester model (which can be ftted
with the Multifuoco System, an exclusive forced ventilation
method that evenly distributes the heat) majolica
is used for the large panel that surrounds the fame
in the wood-fred hearth and for the shelf running
along the bottom, and in the Liverpool version
(an IG 85 3V monobloc fred by methane or LPG)
it is used for an eye-catching modular panel (140x80 cm)
whose clean design is emphasized by its unframed glass
panels. The well-known Panoramic collection now
also includes a version with a square base, which retains
the earlier models panoramic glass surround that allows
the fame to be viewed from any position, with its unique
motorized rise-and-fall mechanism. The linear appearance
of the steel structure, painted white (or charcoal black),
dominates the large majolica surface surrounding
the hi-tech hearth, in a perfect blend of tradition
and modernity. A pre-determined airfow ensures optimal
combustion and low emissions, while a self-generated
perimeter air cushion helps keep the glass clean.
The Aluker hearth made of a ceramic material

patented by Piazzetta helps improve combustion


and heat distribution, enhancing the quality of the fame.
Another recent innovation introduced in wood-fred stoves
and freplaces is the Green Air System: a combustion
fume purifcation device that can also be used
on pre-installed products. It cuts emissions to well
below the strictest legislation (Germanys BlmSchV 2015),
improving effciency and overall performance.
www.piazzetta.it

526

147

Valcucine
e la citt che cambia
3 Con la consueta sensibilit, Gabriele Centazzo
apre le porte del fagshipstore milanese Valcucine
(corso Garibaldi 99) per un ciclo di incontri dedicati
a La citt che cambia. Un progetto nato da un sentire
convergente di Susanna Legrenzi, Stefano Maffei
e Barbara Parini, dalla voglia/necessit di confronto
sui possibili scenari di sviluppo di Milano: Pu essere
larchitettura il catalizzatore di una nuova capacit
di approfondimento, di osservazione, che stimoli i ricettori
della bellezza e ci porti a scoprire nuove forme di felicit?.
Ricco il parterre dei quattro incontri, ognuno, come
sempre, focalizzato su un argomento riconducibile al pi
largo cappello di unarchitettura partecipe dei cambiamenti
sociali, tesa alla valorizzazione delle attivit transdisciplinari.
I prossimi appuntamenti, tutti alle 19.00, avranno
come tema: Riappropriarsi della citt: Nil 28 e il caso
Tertulliano (16 ottobre); Quale citt? Tra attivismo urbano
e ricerca(13 novembre); cittcampagna? (11 dicembre) .
3 Valcucine and the changing city With his customary
sensitivity, Gabriele Centazzo has opened the doors
of the Valcucine fagship store in Milan (Corso Garibaldi 99)
for a series of meetings devoted to The Changing City.
This project was born thanks to the shared sentiments
of Susanna Legrenzi, Stefano Maffei and Barbara Parini,
and a desire/need to explore possible development
scenarios for Milan: Can architecture be the catalyst
for a new ability to observe and examine things in more
depth, one that can stimulate the receptors of beauty

Julia Jordan e / and Margitta Wagner

148

526

Andrea Di Marino

and enable us to discover new forms of happiness?.


Interesting panel for these four meetings, with each, as always,
being focused on a subject which relates back to the broader
theme of architecture as a driver of social change, and aims
to encourage trans-disciplinary activities. The themes of the
forthcoming meetings, which will all be held at 7 pm, will be:
Regaining possession of the city: Nil 28 and the Tertulliano
case (16 October); Which City? Between Urban Activism and
Research(13 November); City-Countryside? (11 December) .
www.valcucine.it

Instant House 2012:


i vincitori
4 Prosegue il percorso felicemente intrapreso quattro anni
fa, destinato a rafforzare il legame tra il mondo delle imprese
e i giovani architetti, promosso da FederlegnoArredo
in collaborazione con il Politecnico di Milano. Gi designati
i vincitori (tra i 418 progetti pervenuti) di Instant House 2012
Temporary Housing, i cui progetti saranno esposti
in occasione di MADEexpo a Fiera Milano Rho,
dal 17 al 20 ottobre. Numerose (e altrettanto interessanti)
le menzioni speciali.
1 premio Andrea Di Marino, Facolt di Architettura
Luigi Vanvitelli di Aversa (Italia): Una struttura abitativa
che pu accogliere al proprio interno diverse confgurazioni,
collegate da una luminosa passeggiata protetta
da una struttura lignea in grado di rilasciare energia;
2 premio Julia Jordan e Margitta Wagner, University

Linfan Liu e / and Gregory Serweta

of Applied Sciences Wurzburg-Schweinfurt (Germania):


Un progetto che ribalta i classici rapporti tra edifcato
e verde urbano, in unibridazione tra edifcio e parco;
3 premio Linfan Liu, State University of New York at Buffalo,
e Gregory Serweta, Cornwell University (USA): Una piazza
a doppia altezza consente la presenza di volumi abitabili
in un interessante connubio tra pubblico e privato.
4 Instant House 2012: the winners. This process,
which continues to yield interesting results, started four years
ago in order to help strengthen links between young architects
and the world of business, and has been promoted
by FederlegnoArredo in collaboration with Politecnico di Milano.
The designs by the winners of Instant House 2012 Temporary
Housing were chosen from among 418 entries submitted, and
will be displayed at MADEexpo at the Milan Rho trade fair, from
17 to 20 October. Special mentions are also very interesting.
1st prize Andrea Di Marino, Luigi Vanvitelli Architecture
School, Aversa (Italy): A residential structure that can
contain a number of different confgurations, connected
by an illuminated walkway and protected by a wooden
structure that is also an energy source;
2nd prize Julia Jordan and Margitta Wagner, University
of Applied Sciences Wurzburg-Schweinfurt (Germany):
A design that inverts the traditional relationship between
constructed space and urban greenery, creating a buildingpark hybrid;
3rd prize Linfan Liu, State University of New York at Buffalo,
and Gregory Serweta, Cornwell University (USA):
A two-level plaza allows the presence of habitable volumes
in an interesting blend of public and private.
www.madeexpo.it

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Porte in acciaio

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37126 Verona, Via Cattaneo 26
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Emilia Romagna
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