Sei sulla pagina 1di 10

Tutti i diritti riservati

1/10

Articolo in anteprima su ingegneri.info

DYNAMO:
UN CONTRIBUTO AL CONTROLLO SISMICO DEI RISULTATI FEM (10.2 NTC)
Dott. Ing. Salvatore Palermo

Indice
1. Lanalisi Dinamica Modale
2. Le richieste del p.to 10.2 NTC: giudizio motivato di accettabilit dei risultati
2.1 Controllo qualitativo della Dinamica Modale
2.2 Controllo quantitativo della Dinamica modale: il contributo di DYNAMO
2.2.1 Esempio pratico di utilizzo di DYNAMO
2.2.2 Conclusioni

1. Lanalisi Dinamica Modale


Il metodo degli elementi finiti e i programmi automatici basati su di esso, costituiscono il riferimento per
le analisi di ingegneria strutturale, purch si tengano in debita considerazione aspetti determinanti quali:
a) affidabilit dei programmi;
b) modellazione strutturale
c) attendibilit dei risultati ottenuti;
dove la dimostrazione dei punti a), c) esplicitamente richiesta al Progettista al p.to 10.2 NTC (D.M.
14.01.08) mediante elaborazione di una relazione, relazione che non potr che essere verificata dal
Collaudatore, come si deduce dal p.to f), 9.1 NTC.
Sui p.ti a), b), c) che precedono si pu consultare larticolo LE INSIDIE DEL FEM
NELLINGEGNERIA STRUTTURALE.
Nellambito della valutazione degli effetti (presunti) del sisma, il tipo di analisi standard riconosciuto
anche dalle NTC (7.3.3.1) quello dellanalisi dinamica (lineare) modale.
La matematica deve essere strumento, supporto per lIngegnere e non deve mai precedere la
comprensione di un fenomeno o di un modello; non riporteremo pagine di equazioni sulloscillatore
elementare, sulle equazioni del moto, sul disaccoppiamento e sulle tecniche di calcolo autovaloriautovettori, ma, anche a costo di semplificare drasticamente il problema, ci limiteremo nel seguito a
considerazioni qualitative.
I passi che vengono effettuati per determinare gli effetti dellazione sismica, possono essere cos
sinteticamente riassunti (si fa riferimento allanalisi dinamica modale basata sui modi naturali di vibrare):
- generata la struttura, si assegnano sez. geometriche e materiali, risultando cos note le rigidezze di
tutti gli elementi strutturali e si attribuiscono le masse;
- note che siano rigidezze e masse, si esegue unanalisi dinamica modale che decompone la risposta
globale della struttura in tante singole risposte o modi di vibrare (o oscillatori), determinando i
periodi di vibrazione di ciascuna risposta o modo di vibrare;
- i programmi ordinano automaticamente i periodi in ordine decrescente cos che ai primi modi
corrispondano periodi propri pi lunghi e quindi maggiormente significativi.
- il primo modo di vibrare (modo fondamentale) quello a cui compete il periodo di vibrazione pi
lungo;
- in corrispondenza di ciascun modo e quindi periodo, in base agli spettri (grafici periodoaccelerazione) definiti dalle norme (NTC), si determina un valore dellaccelerazione spettrale;
S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

2/10

in relazione alle accelerazioni cos ottenute e alle masse presenti sulla struttura, si ottengono degli
opportuni insiemi di forze (una forza pur sempre: massa x accelerazione), uno per ogni modo di
vibrare,
caricando la struttura con tali insiemi di forze si ottengono sollecitazioni e spostamenti per ogni
modo di vibrare;
si pone a questo punto il problema inverso: sovrapporre ci che per comodit si era decomposto;
in altre parole ricomporre i risultati dei singoli modi di vibrare per avere un unico risultato.
Opportune regole matematiche (SRSS o meglio ancora CQC) consentono questa convenzionale
operazione.
Ad esempio, con la SRSS, un momento flettente finale dato dalla radice quadrata della somma
dei quadrati dei risultati (momenti flettenti) ottenuti da ciascun modo. Luso della regola SRSS,
non presente nelle NTC, viene previsto nella Circolare NTC al p.to C7.3.3.1, sotto la verifica di
talune condizioni.

2. Le richieste del p.to 10.2 NTC: giudizio motivato di accettabilit dei risultati
Al termine dellanalisi le NTC richiedono che il progettista, per ogni singolo progetto strutturale, deve
documentare mediante relazione scritta i controlli che vengono fatti e che siano utili a comprovare
lattendibilit dei risultati ottenuti.
In merito ai tipi di controlli le NTC al p.to 10.2 Giudizio motivato di accettabilit dei risultati, riportano:
- confronto con risultati ottenuti da semplici calcoli, anche di larga massima, eseguiti con metodi
tradizionali;
- consistenza delle scelte operate in sede di schematizzazione e di modellazione della struttura e
delle azioni, sulla base di considerazioni riguardanti gli stati tensionali e deformativi determinati.
Come si gi avuto modo di affermare nellarticolo gi citato LE INSIDIE DEL FEM
NELLINGEGNERIA STRUTTURALE, queste modalit sono sicuramente da percorrere, ma si ritiene
siano parzialmente sufficienti e genericamente poste; limpostazione riflette ancora un approccio
tradizionale che pu essere insufficiente per il controllo del calcolo automatico, che nella fattispecie si
fonda sulla discretizzazione fem e sullanalisi modale.
Se fissiamo lattenzione sulla dinamica modale opportuno allora considerare quali siano gli aspetti da
considerare, strettamente connessi a questo tipo di analisi.
E sempre bene, far prevalere (e precedere) una valutazione qualitativa prima di apprestarsi a valutazioni
quantitative (numeriche) dei risultati ottenuti.

2.1 Controllo qualitativo dei risultati della Dinamica Modale


Con riferimento alla dinamica modale condotta sulle strutture di un generico edificio, si forniscono nel
seguito indicazioni per comprendere se i risultati ottenuti al temine dellanalisi siano qualitativamente
coerenti con ledificio analizzato.
La comprensione di questo argomento importante anche ai fini progettuali infatti losservazione delle
forme modali e dellentit delle masse partecipanti (es. dominanza di modi torsionali) pu anche
evidenziare debolezze strutturali su quali intervenire progettualmente (ad esempio riproporzionando
talune rigidezze/inerzie oppure creando un giunto, per attenuare le eccentricit torsionali e far prevalere
modi traslazionali per i quali la risposta sismica della struttura pi efficiente e prevedibile).
Si ricorda preliminarmente che le forze sismiche possono considerarsi concentrate, nel caso di edifici, nei
baricentri di massa dei rispettivi impalcati e tramite la loro azione fanno nascere tagli orizzontali resistenti
(il cui baricentro risultante il centro delle rigidezze), negli elementi verticali (pilastri/muri) in funzione
della rigidezza traslatoria degli stessi elementi.
S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

3/10

A) Se la distribuzione delle masse e delle rigidezze praticamente simmetrica rispetto a due assi
ortogonali in pianta allora il baricentro di massa e il baricentro delle rigidezze possono considerarsi
coincidenti e quindi, sotto azione sismica, ledificio subir solo spostamenti senza rotazioni.
Dal punto di vista dellanalisi dinamica modale, eseguita sulledificio tridimensionale, si dovranno
osservare deformate modali delledificio puramente traslatorie in direzione x, y associate ai primi modi di
vibrare (spesso al primo e al secondo, al primo a al terzo, al secondo e al terzo,) e con massa modale
partecipante elevata e presente solo nella direzione considerata (es. modo 1: traslazionale in x con
Mx=88%, My=0; modo 3: traslazionale in y con Mx=0%, My=90%); il resto della massa partecipante
sar associata a modi successivi ma sempre solo traslatori (es. al 4 modo: Mx=10%, My=0% e 6
modo: Mx=0%, My=8%).
Il periodo pi alto tra i modi (primo periodo) sar di solito associato alla deformata modale che agisce
lungo la direzione pi debole delledificio (spesso coincidente con il lato pi corto).
Saranno inoltre anche presenti varie deformate modali torsionali (o rotazionali) ma tali deformate si
dovranno presentare con masse modali associate praticamente nulle (es. Mx=0%, My=0%) in virt della
suddetta simmetria.
Questi modi di vibrare torsionali saranno anchessi tra i primi, ad esempio potranno presentarsi come
secondo, terzo o al limite come primo; questo anche dipendente dal sistema sismo-resistente.
Se ad esempio si ha un nucleo centrale con telai attaccati, il nucleo in virt della sua elevata rigidezza
torsionale non si deforma, al contrario dei telai che torsionalmente deboli ruotano attorno al nucleo stesso
che fa da perno, generando una deformata modale in pianta di tipo torsionale e magari (in virt della
debolezza dei telai, con periodo tra i pi elevati e quindi) associata al primo modo di vibrare (anche se
con Mx=0%, My=0%, in virt della simmetria).
Si osservi che le norme includono come primo tra i requisiti da osservare per classificare un edificio come
regolare in pianta proprio che la distribuzione delle masse e delle rigidezze sia simmetrica rispetto a due
assi ortogonali.
Per un edificio regolare in pianta si potrebbe evitare una analisi tridimensionale e procedere con analisi
nel piano, come si pu evincere dai risultati che precedono; tra i modi di vibrare in x, y non nasce
influenza reciproca (Mx 0%, My=0%; Mx=0%, My 0%) e i modi di vibrare torsionale non danno
contributo alla risposta sismica (masse partecipanti nulle).
Quindi con analisi nel piano x si ritroverebbero gli stessi risultati dei modi associati ad x nellanalisi 3D;
con analisi nel piano y si ritroverebbero gli stessi risultati dei modi associati ad y nellanalisi 3D; non si
ritroverebbero (essendo lanalisi nel piano) dei modi torsionali, ma tanto come si detto questi sono
ininfluenti.
Occorre peraltro precisare che le NTC al p.to 7.2.6 escludono la possibilit di procedere per telai piani
(quale che ne sia lipotesi di partenza), richiedendo espressamente che il modello della struttura debba
essere tridimensionale (questo per evitare valutazioni nel piano, di massa, rigidezza e resistenza che
rispetto a determinate distribuzioni spaziali potrebbero comunque risultare non adeguatamente
rappresentative).
Si osservi inoltre che pur analizzando un edificio che presenta distribuzione delle masse e delle rigidezze
praticamente simmetrica rispetto a due assi ortogonali se, per rispettare la richiesta delle norme, si
assegna una eccentricit accidentale al baricentro delle masse (mediante un suo spostamento fisico, se si
sta usando lipotesi di piano rigido per cui tutta la massa concentrata nel baricentro di ogni piano), allora
al termine di questa analisi dinamica modale si avranno dei modi di vibrare torsionali (ad es. 3, 6,)
ma questa volta con masse modali partecipanti non pi nulle a causa delleccentricit introdotta (ad es. a
titolo indicativo modo 3: Mx=10%, My=0, modo 6: Mx=0%, My= 4%) e quindi con una minore
partecipazione di massa associata ai modi traslazionali x, y.
S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

4/10

Si rammenti infatti, in proposito, che le norme richiedono di considerare uneccentricit accidentale,


spostando il centro di massa di ogni piano, in ogni direzione considerata (+/- x, +/- y), di una distanza pari
a +/- 5% della dimensione massima del piano in direzione perpendicolare allazione sismica.
Se invece, per rispettare la richiesta delle norme di generare tali eccentricit accidentali del baricentro
delle masse, si sono inserite condizioni di carico statiche con equivalenti coppie torsionali a ciascun
piano, ovviamente nessuna ripercussione si dovr avere sullanalisi modale (avendo confinato la
questione in una condizione di carico statica).
B) Se la distribuzione delle masse e delle rigidezze non invece simmetrica rispetto a uno o entrambi
gli assi ortogonali in pianta, quindi si ha un edificio non regolare in pianta, allora il baricentro di massa
e il baricentro delle rigidezze non coincidono e quindi, sotto azione sismica, ledificio subir spostamenti
e rotazioni. Ad esempio se la massa continua ad essere simmetricamente distribuita rispetto a due assi ma
il pilastro di un angolo delledificio ha inerzia maggiore dellanalogo pilastro sullangolo opposto allora
il baricentro delle rigidezze non coincide pi con quello delle masse generando una eccentricit tra i due
baricentri.
Dal punto di vista dellanalisi dinamica modale, eseguita sulledificio tridimensionale, si dovranno questa
volta osservare deformate modali non pi puramente traslatorie, ma anche con una contestuale rotazione o
torsione, pi o meno accentuata, in dipendenza del valore delleccentricit suddetta, e in modo pi o meno
presente in una o entrambe le direzioni x, y in dipendenza del fatto che leccentricit sia solo su una
direzione o anche nellaltra.
Se ad esempio si hanno eccentricit significative in entrambe le direzioni (ad es. perch il baricentro delle
rigidezze non appartiene pi a nessuno dei due assi di simmetria) allora si potranno ancora avere primi
modi di vibrare con percentuali di masse elevate ma contemporaneamente presenti, per lo stesso modo, in
entrambe le direzioni a causa della traslazione e rotazione (es. modo 1: Mx=70% , My=10%; modo 2:
Mx=25%, My=40%; modo 3: Mx=4%, My=35%; dove, in questo caso sono tutti modi torsionali con il
primo e il terzo prevalentemente traslatorio e il secondo essenzialmente torsionale).
Finora si implicitamente ipotizzato che ledificio fosse regolare in altezza; se invece non lo che cosa
accade?
Ipotizziamo, per separare gli effetti, che sia non regolare in altezza ma che sia regolare in pianta.
Ad esempio si supponga che in elevazione ledificio sia a forma di L, cio manchi un corpo dangolo
nella parte superiore e quindi i sistemi verticali resistenti al sisma (pilastri, setti) non si estendono per
tutta laltezza delledificio, come il caso di seguito descritto.
C) In casi di accentuata non regolarit in altezza (e comunque di regolarit in pianta) si avranno
deformate modali traslazionali, le masse associate ai primi modi di vibrare nelle rispettive direzioni x, y
(specie per strutture complesse) potranno presentarsi non pi elevate (ad es. modo 1: Mx=35%, My=5%;
modo 2: Mx=10%, My=55%, ecc.), cosa che richieder di coinvolgere molti modi di vibrare per
mobilitare almeno la quantit di massa richiesta dalle norme (ovvero numero di modi la cui massa
partecipante totale sia superiore all85%, oppure tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%,); in
altre parole pu accadere che il primo modo di vibrare (in ciascuna direzione x, y) non sia affatto
dominante.
Si osservi che quanto precede il sostanziale motivo per cui le norme sismiche tra i requisiti che pongono
per lutilizzo dellanalisi statica con forze sismiche equivalenti (analisi statica lineare) c proprio quello
che ledificio sia regolare in altezza.
Infatti una analisi statica lineare carica ledificio con un solo insieme di forze (statiche) che vengono
calcolate ipotizzando che nella risposta dinamica delledificio sia dominante il primo modo o periodo di
vibrazione (per ciascuna direzione x, y considerata).

S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

5/10

D) Se ledificio non regolare in pianta e non regolare in altezza, tutti gli effetti precedentemente
descritti in modo separato si sovrappongono e la lettura e verifica della coerenza dellanalisi richiede un
impegno maggiore per decodificare i singoli effetti allinterno del risultato globale.

2.2 Controllo quantitativo della Dinamica modale: il contributo di DYNAMO


DYNAMO un applicativo-software, completamente realizzato in Microsoft Excel (per vers. 2002, 2003,
2007) con una duplice finalit, rivolta alle strutture intelaiate:
didattica: illustrare in modo trasparente il funzionamento dellanalisi dinamica modale con lo
spettro di risposta, statica lineare, semplificata Zona 4 e, nel caso di analisi pushover, effettuare il
calcolo di set di forze, il tutto secondo NTC;
professionale: consentire, per sottostrutture e per schemi limite, di verificare la qualit dei risultati
intermedi ottenuti dal programma fem che il progettista utilizza correntemente, quindi acquisire
sensibilit con le variabili e gli ordini di grandezza in gioco con questo tipo di analisi.
Nellambito della dinamica modale, si pu disporre di: periodi, masse partecipanti, accelerazioni, forze di
piano per ciascun modo di vibrare (max 12 modi di vibrare o piani).
Nell'ambito della pushover, si pu disporre di 2 set di forze:
- quello delle forze proporzionali alle masse;
- quello delle forze proporzionali al prodotto delle masse per la deformata corrispondente al primo modo
di vibrare (distribuzione modale).
Al paragrafo che precede si delineato quando attendersi dei modi di vibrare traslazionali, rotazionali e si
altres detto lutilit di far prevalere i modi traslazionali per i quali la risposta sismica della struttura
pi efficiente.
Ad ogni modo il programma DYNAMO si presta per valutare, con buona stima, i modi di vibrare
traslazionali nella direzione considerata, con particolare riferimento ai primi (i pi importanti).
Questo consente di fare un confronto con i risultati ottenuti da un modello fem pi complesso e quindi
effettuare un giudizio di accettabilit dei risultati al fem.
Si rammenta quanto espressamente richiesto al p.to 10.2 NTC Giudizio motivato di accettabilit dei
risultati: confronto con risultati ottenuti da semplici calcoli, anche di larga massima, eseguiti con metodi
tradizionali.
Affermato il principio (confronto dei risultati), la strada suggerita da NTC (semplici calcoli, anche di
larga massima, eseguiti con metodi tradizionali) di scarsa percorribilit.
Infatti se si desidera verificare il periodo di vibrazione, limpiego di semplici calcoli (anche ad esempio
mediante limpiego delle formule semplificate presenti nelle norme) pu dare risultati con
approssimazioni tali da vanificare la credibilit di qualsiasi confronto con i risultati ottenuti dal calcolo
automatico; in questo senso DYNAMO pu fornire un supporto alternativo per queste valutazioni.
Lidea di DYNAMO ha seguito 3 obiettivi:
1. realizzare un programma che trattasse di vari tipi di analisi (dinamica modale, statica lineare, ecc.),
rendendo totalmente trasparente al Progettista il flusso del procedimento;
2. realizzare un programma che a fronte di un ridottissimo n.o di dati in input consentisse di avere
rapidamente dei dati in output da confrontare;
3. permettere al progettista di fare una valutazione critica dei risultati attraverso considerazioni
ingegneristiche, evitando valutazioni sulla dinamica strutturale, sulle equazioni del moto,, che sono
sicuramente meno vicine allo spirito pragmatico e alla sensibilit di chi progetta.
Per cercare di avvicinarsi a tali 3 obiettivi queste le scelte fatte:
S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

6/10

1. il programma stato scritto su foglio elettronico, evitando linguaggi di programmazione criptati, in


modo da rendere totalmente visibile e documentato il flusso di calcolo;
2. si fatto riferimento ad un solo telaio (che sar quello rappresentativo, rispetto alledificio globale,
delle caratteristiche di rigidezza e massa nella direzione considerata) e allipotesi di travi di piano
infinitamente rigide flessionalmente: i dati da inserire si riducono alle sole sezioni dei pilastri, loro
modulo elastico, pesi al piano e tutto questo su un solo telaio;
3. la possibilit prevista di variare il coefficiente r (che calibra le rigidezze traslazionali dei pilastri)
consente al progettista di fare valutazioni ingegneristiche sulle rigidezze traslatorie in relazione, ad
esempio, ai periodi di vibrazione.
Come si vedr il valore r=12, che corrisponde allipotesi di travi infinitamente rigide flessionalmente,
fornisce un periodo di vibrazione che costituisce un valore limite inferiore; nel senso che lanalisi fem,
condotta con le inerzie effettive delle travi, dovr fornire periodi sempre superiori. Allo stesso modo,
come si vedr, valori inferiori a r=12 conducono a periodi di vibrazione pi vicini ai casi effettivi con
travi in altezza o con travi in spessore (valori da ritrovare al fem).
Questa la sequenza dei fogli prevista in DYNAMO, dove linput dei dati richiesto limitatissimo e tutto il
calcolo comunque condotto in modo trasparente:

sequenza dei fogli che sar chiara nel seguito.

2.2.1 Esempio pratico di utilizzo di DYNAMO


Per fissare le idee si consideri una generica struttura intelaiata tridimensionale per un edificio di civile
abitazione risolta con un programma fem e successivamente verificata nei vari elementi strutturali
(fondazioni, travi, pilastri), il tutto ai sensi delle NTC

Si segnala che per i tre telai importanti (telai nel seguito chiamati tipo T1x) e interni in una direzione
principale, quale la x, le travi sono in spessore (h=28 cm.).
Lanalisi al fem stata condotta assegnando a tutte le travi di elevazione, del modello tridimensionale, un
modulo elastico pari al 50% di quello nominale e senza effettuare riduzioni sul modulo elastico dei
pilastri.
Si riportano alcuni dei risultati di interesse ottenuti dallanalisi dinamica modale condotta al fem, per la
struttura globale tridimensionale:
T1x_Fem=1,060 sec.
T2x_Fem =0,358 sec.

S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

7/10

Vista la struttura si pu facilmente ipotizzare che un telaio interno tipo T1x pu essere sufficientemente
rappresentativo, nella direz. x esaminata, in termini di massa e rigidezza, del comportamento traslatorio
della struttura globale nella stessa direzione.
Si considera allora un telaio T1x; i dati sulle sezioni dei pilastri, loro modulo elastico, pesi al piano, che lo
riguardano, vengono rispettivamente inseriti nei fogli 1.Matrice K, 2.Matrice M di DYNAMO.
Foglio 1.Matrice K
Inserimento sez. Pilastri e luci per telaio 'tipo' in direz. x

r=
E(cls)=N/mmq
=kN/mq

12
31.447,16

Sisma +/- X

31.447.160,00

Sez. (R, C?)

Pilastrata -1-

Pilastrata -2-

Pilastrata -3-

Pilastrata -4-

Pilastrata -5-

Pilastrata -6-

Pilastrata -7-

liv. 0-1 P-1R

liv. 0-1 P-2C

liv. 0-1 P-3R

liv. 0-1 P-4R

liv. 0-1 P-5C

liv. 0-1 P-6-

liv. 0-1 P-7R


R C?

B=mm
H=mm
D=mm

300,00
450,00

350,00
450,00

450,00

J=m =
h0-1=m
spost. '1' liv. 1:
k11=
k12=
k13=
restanti k1i=

350,00
450,00

450,00

0,00101250000

0,00201288959

0,00160781250

0,00160781250

0,00201288959

0,00101250000

3,80

3,80

3,80

3,80

3,80

3,80

18.363,6

29.761,0

29.160,7

29.160,7

29.761,0

18.363,6

11.400,4 -

15.918,0 -

18.103,4 -

18.103,4 -

15.918,0 -

11.400,4

liv. 1-2 P-1R

Sez. (R,C?)

300,00
450,00

liv. 1-2 P-2C

liv. 1-2 P-3R

liv. 1-2 P-4R

liv. 1-2 P-5C

R C?

liv. 1-2 P-6-

liv. 1-2 P-7R


R C?

B=mm
H=mm
D=mm

300,00
400,00

350,00
400,00

400,00

J=m =
h1-2=m
spost. '1' liv. 2:
k21=
k22=
k23=
restanti k2i=

350,00
400,00

400,00

0,00090000000

0,00125663706

0,00142916667

0,00142916667

0,00125663706

0,00090000000

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

11.400,4 -

15.918,0 -

21.375,8

25.248,8

9.975,4 -

liv. 2-3 P-1R

Sez. (R,C?)

300,00
400,00

9.330,8 -

liv. 2-3 P-2C

R C?

18.103,4 -

18.103,4 -

15.918,0 -

11.400,4

33.943,9

33.943,9

25.248,8

21.375,8

15.840,5 -

15.840,5 -

9.975,4

liv. 2-3 P-3R

liv. 2-3 P-4R

9.330,8 -

liv. 2-3 P-5C

liv. 2-3 P-6-

liv. 2-3 P-7R


R C?

B=mm
H=mm
D=mm

300,00
350,00

350,00
350,00

350,00

J=m =
h2-3=m
spost. '1' liv. 3:
k32=
k33=
k34=
restanti k3i=

350,00
350,00

0,00073661757

0,00125052083

0,00125052083

0,00073661757

0,00078750000

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

9.975,4 8.550,3 -

liv. 3-4 P-1R

Sez. (R,C?)

350,00

0,00078750000

18.525,7
-

300,00
350,00

9.330,8 17.881,1
8.550,3 -

liv. 3-4 P-2R

15.840,5 -

15.840,5 -

24.390,8

24.390,8

8.550,3 -

liv. 3-4 P-3R

8.550,3 -

liv. 3-4 P-4R

9.330,8 17.881,1
8.550,3 -

liv. 3-4 P-5R

R C?

9.975,4

18.525,7

8.550,3

liv. 3-4 P-6-

liv. 3-4 P-7R


R C?

B=mm
H=mm
D=mm
4

J=m =
h3-4=m
spost. '1' liv. 4:
k43=
k44=
k45=
restanti k4i=

S. Palermo

300,00
300,00

300,00
300,00

300,00
300,00

300,00
300,00

300,00
300,00

300,00
300,00

0,00067500000

0,00067500000

0,00067500000

0,00067500000

0,00067500000

0,00067500000

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

3,10

R C?

8.550,3 -

8.550,3 -

8.550,3 -

8.550,3 -

8.550,3 -

8.550,3

8.550,3

8.550,3

8.550,3

8.550,3

8.550,3

8.550,3

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

8/10

Foglio 2.Matrice M
Inserimento Pesi ai livelli del telaio 'tipo' in direz. x

Pesi totali che, al livello (o piano) considerato, gravano sul telaio:


2

Peso (kN)
Liv. 1:
Liv. 2:
Liv. 3:
Liv. 4:
Liv. 5:
Liv. 6:
Liv. 7:
Liv. 8:
Liv. 9:
Liv. 10:
Liv. 11:
Liv. 12:

W1=
W2=
W3=
W4=
W5=
W6=
W7=
W8=
W9=
W10=
W11=
W12=

Massa (kN sec /m)= Peso/g

933,81
933,81
924,81
905,00

M1=
M2=
M3=
M4=
M5=
M6=
M7=
M8=
M9=
M10=
M11=
M12=

g (m/sec )=

9,81

95,190
95,190
94,272
92,253
-

Dopo avere inserito i dati che precedono, si passa al foglio 3.Forze F, ottenendo cos i seguenti risultati di
interesse (estratto):
Autovalori riordinati

Pulsazioni =()1/2 (rad/sec)

Periodi T=2 / (sec)


T 1=
0,657
T 2=
0,249

Modo 1:

1=

Modo 2:

2=

639,297

Modo 2:

2=

25,284

Modo 2:

Modo 3:

1.596,905

Modo 3:

Modo 3:

T 3=

0,157

2.834,803

Modo 4:

3=
4=

39,961

Modo 4:

3=
4=

53,243

Modo 4:

T 4=

0,118

Modo 5:

5=

5=

T 5=

Modo 6:

6=

Modo 5:

6=

n.d.
n.d.

Modo 5:

Modo 6:

Modo 6:

Modo 7:

7=

n.d.

Modo 7:

7=

Modo 7:

T 6=
T 7=

Modo 8:

8=
9=

n.d.

Modo 8:

Modo 8:

T 8=

Modo 9:
Modo 10:
Modo 11:
Modo 12:

10=
11=
12=

91,541

Modo 1:

1=

n.d.

Modo 9:

8=
9=

n.d.
n.d.
n.d.

Modo 10:

10=

Modo 11:

11=
12=

Modo 12:

9,568

Modo 1:

Modo 9:

T 9=

Modo 10:

T10=

Modo 11:

T11=
T12=

Modo 12:

Un primo giudizio di accettabilit dei risultati, per rispondere alle richieste del par. 10.2 NTC, che
senzaltro i periodi ottenuti al fem, non sono fuori range.
Se fissiamo lattenzione sui primi due periodi, DYNAMO, nellipotesi di travi infinitamente rigide
flessionalmente (r=12), fornisce periodi che devono costituire un valore limite inferiore; nel senso che
lanalisi fem, condotta con le inerzie effettive delle travi, deve fornire periodi sempre superiori.
In effetti risulta:
T1x_Fem =1,060 sec
>>
T1x_Dyn= 0,657 sec
T2x_Fem =0,358 sec
>>
T2x_Dyn= 0,249 sec
Per una struttura intelaiata di questo tipo, con travi in spessore e quindi di rigidezza flessionale contenuta,
si pu stimare un fattore r globale di rigidezza traslatoria intorno a r=5; cio ben lontano da r=12
corrispondente allipotesi di infinita rigidezza flessionale delle travi.
In DYNAMO effettuiamo un solo semplice cambiamento, ponendo r=5 al posto di r=12 nel foglio
1.Matrice K.
Inserimento sez. Pilastri e luci per telaio 'tipo' in direz. x

r=
E(cls)=N/mmq
=kN/mq

5
31.447,16
31.447.160,00

Sisma +/- X

S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

9/10

Quindi si ottengono, i seguenti risultati (r=5):


Autovalori riordinati

Pulsazioni =()1/2 (rad/sec)

Periodi T=2 / (sec)


T 1=
1,017
T 2=
0,385

Modo 1:

1=

Modo 2:

2=

266,374

Modo 2:

2=

16,321

Modo 2:

Modo 3:

665,377

Modo 3:

Modo 3:

T 3=

0,244

1.181,168

Modo 4:

3=
4=

25,795

Modo 4:

3=
4=

34,368

Modo 4:

T 4=

0,183

Modo 5:

5=

5=

T 5=

Modo 6:

6=

Modo 5:

6=

n.d.
n.d.

Modo 5:

Modo 6:

Modo 6:

Modo 7:

7=

n.d.

Modo 7:

7=

Modo 7:

T 6=
T 7=

Modo 8:

8=
9=

n.d.

Modo 8:

Modo 8:

T 8=

Modo 9:
Modo 10:

10=

Modo 11:

11=

Modo 12:

12=

38,142

1=

Modo 1:

n.d.

Modo 9:

8=
9=

n.d.
n.d.
n.d.

Modo 10:

10=

Modo 11:

11=
12=

Modo 12:

6,176

Modo 1:

Modo 9:

T 9=

Modo 10:

T10=

Modo 11:

T11=
T12=

Modo 12:

Si osservi la buona coincidenza tra i periodi al fem e quelli forniti da DYNAMO:


T1x_Fem= 1,060 sec.
T2x_Fem = 0,358 sec.
T1x_Dyn= 1,017 sec
T2x_Dyn= 0,385 sec
Si pu esprimere un secondo giudizio di accettazione motivata dei risultati al fem, chiedendoci se le forze
sismiche risultanti di piano, ottenute al fem, siano verosimili.
Tralasciando i semplici passi intermedi, questi i risultati, offerti da DYNAMO:
F1_sismica_globale_x= 175 (178)
F2_sismica_globale_x= 281 (266)
F3_sismica_globale_x= 380 (384)
F4_sismica_globale_x= 389 (396)
Si pu osservare che i valori trovati al fem (tra parentesi) risultano allineati con quelli calcolati da
DYNAMO.
Si osservi che ai fini della valutazione che appena precede occorre assegnare in DYNAMO le
accelerazioni ovvero definire gli spettri previsti nelle NTC, a tal fine sono stati previsti i fogli verso
destra.

Procediamo infine con un secondo caso.


Se le travi dei tre telai interni principali in direz. x fossero state realizzate anzich in spessore, in altezza
(che risultano verificate adottando queste sezioni: 0,45x0,50 al liv. 1, 0,40x0,50 al liv. 2, 0,35x0,45 al liv.
3, 0,30x0,40 al liv. 4), risolvendo al fem (con modulo di tutte le travi al 50% di quello nominale) si
sarebbero ottenuti i seguenti periodi, per la struttura globale tridimensionale e in direzione x:
T1x_Fem= 0,890 sec.
T2x_Fem= 0,325 sec.
In DYNAMO, posto r=7 nel foglio 1.Matrice K:
Inserimento sez. Pilastri e luci per telaio 'tipo' in direz. x

r=
E(cls)=N/mmq
=kN/mq

7
31.447,16
31.447.160,00

Sisma +/- X

si ottengono, i seguenti risultati (r=7):

S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)

Tutti i diritti riservati

10/10
Autovalori riordinati

Pulsazioni =()1/2 (rad/sec)

Periodi T=2 / (sec)


T 1=
0,860
T 2=
0,325

Modo 1:

1=

Modo 2:

2=

372,923

Modo 2:

2=

19,311

Modo 2:

Modo 3:

931,528

Modo 3:

Modo 3:

T 3=

0,206

1.653,635

Modo 4:

3=
4=

30,521

Modo 4:

3=
4=

40,665

Modo 4:

T 4=

0,155

Modo 5:

5=

5=

T 5=

Modo 6:

6=

Modo 5:

6=

n.d.
n.d.

Modo 5:

Modo 6:

Modo 6:

Modo 7:

7=

n.d.

Modo 7:

7=

Modo 7:

T 6=
T 7=

Modo 8:

8=
9=

n.d.

Modo 8:

Modo 8:

T 8=

Modo 9:
Modo 10:
Modo 11:
Modo 12:

10=
11=
12=

53,399

Modo 1:

1=

n.d.

Modo 9:

8=
9=

n.d.
n.d.
n.d.

Modo 10:

10=

Modo 11:

11=
12=

Modo 12:

7,307

Modo 1:

Modo 9:

T 9=

Modo 10:

T10=

Modo 11:

T11=
T12=

Modo 12:

Si osservi la buona coincidenza tra i periodi al fem e quelli forniti da DYNAMO:


T1x_Fem= 0,890 sec.
T2x_Fem = 0,325 sec.
T1x_Dyn= 0,860 sec
T2x_Dyn= 0,325 sec

E utile per questo caso riepilogare su una retta landamento del coefficiente di rigidezza r.

2.2.2 Conclusioni
DYNAMO stato ideato come una calcolatrice da tavolo, che anziche di algebra tratta di sismica: pochi
input per avere ordini di grandezza del problema strutturale e poter in taluni casi esprimere giudizi di
accettabilit su un calcolo globale pi complesso, in accordo al 10.2 NTC.
DYNAMO quindi va sfruttato nei modi che risultano pi congeniali al progettista, considerato che
lapproccio attraverso il coefficiente r trasforma il problema sismico in concetti pi vicino al senso
ingegneristico che alla dinamica.
Si ritiene auspicabile avere nel futuro altri strumenti di questo tipo, che possono prestarsi in modo rapido
ad una verifica dei risultati ottenuti dal calcolo sismico condotto al fem, verifiche che oramai iniziano ad
essere richieste anche dalle competenti strutture preposte al controllo del progetti.

S. Palermo

DYNAMO: un contributo al controllo sismico dei risultati fem (10.2 NTC)