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La 2A della scuola secondaria di 1grado ha iniziato questo percorso con luscita alla fattoria didattica

Arcobaleno, di cui segue una breve cronaca:


Il 14 novembre del 2014 le classi 1 e 2 della scuola secondaria di I grado paritaria Rosa Venerini hanno effettuato
unuscita didattica alla fattoria lArcobaleno di Recanati. Appena arrivati siamo stati accolti dal signor Sbaffi,
proprietario dell'azienda agricola, che ci ha subito portato davanti ad una coltivazione di ulivi circondata da una
recinzione, dopodich ha cominciato ad elencarci caratteristiche e nozioni interessanti sui prodotti marchigiani, in
particolar modo sull'olio extravergine di oliva.

Finita la sua breve spiegazione, ci ha fatti entrare nella piccola coltivazione e ci ha detto che dovevamo raccogliere le
olive utilizzando la tecnica a brucatura, ovvero raccogliendole a mano, una alla volta, da terra per poi metterle in un
grande recipiente bianco. Riempito il contenitore, ci siamo spostati insieme ad esso in una piccola stanza, al cui centro
c'era un frantoio, macchinario che in passato serviva a spappolare le olive fino a ricavarne un pat. A turno lo abbiamo
fatto girare spingendo delle leve, lavoro che in antichit veniva svolto da muli o somari. In seguito abbiamo schiacciato
ulteriormente il pat di olive servendoci di un torchio, strumento costituito da una leva che moltiplica la forza di una
persona per cento. Da questa operazione abbiamo ricavato un particolare tipo d'olio: l'olio di sansa.
Ci siamo poi spostati in un'altra stanza dove abbiamo visto un filmato sulle due tecniche di spremitura dell'olio: il
sistema tradizionale e il sistema continuo. Abbiamo poi raggiunto una stanza pi grande, dove il signor Sbaffi ci ha
fatto vedere due esperimenti: il primo consisteva di mettere in una stessa bottiglia dell'acqua e dell'olio e, per quanto
forte potessimo agitarla, abbiamo constatato che le due sostanze non si mischiavano mai tra di loro e questo perch
l'olio ha una composizione molecolare diversa da quella dell'acqua ed pi leggero di essa. Il secondo esperimento
stato quello di accendere un lume utilizzando uno stoppino, come si faceva nei tempi passati.
L'attivit che si svolta subito dopo ha messo in gioco il nostro senso del gusto, infatti abbiamo dovuto assaggiare
cinque diversi tipi di olio e dire se erano di qualit buona, normale o cattiva. In seguito abbiamo ricevuto in premio dei
diplomi da assaggiatori e delle fialette contenenti l'olio prodotto dalla fattoria a seconda si quante risposte avevamo
indovinato. Infine abbiamo costruito, utilizzano dei cartoncini, una piramide alimentare e costruito un libretto
contenente la storia dell'ulivo e tutte le nozioni che avevamo appreso durante questa giornata. stata un' uscita didattica
molto divertente ed istruttiva e speriamo in futuro di farne altre simili!

La 2A della scuola secondaria di 1grado ha iniziato questo percorso con luscita alla fattoria didattica
Arcobaleno, dove ha svolto unattivit riguardante lolio doliva.
Questa uscita ha rappresentato lo spunto per affrontare con gli alunni discussioni sullimportanza del cibo e
della sua qualit ai fini di una tutela della salute delluomo e dellambiente. Questo ci ha permesso di affrontare
argomenti quali, la piramide alimentare e lo stretto legame che esiste fra cibo e salute.
La classe ha affrontato lalimentazione anche da un altro punto di vista, valutando limpatto che lagricoltura ha
nei confronti dellambiente e la necessit di acquisire una coscienza sostenibile anche nel fare la spesa. Gli
alunni hanno compreso che dietro a determinate scelte alimentari si paga un prezzo non solo monetario, ma
anche ambientale e hanno imparato a valorizzare i prodotti locali e a km 0.
Qual limpatto ambientale dovuto alla produzione, alla distribuzione e al consumo dei cibi?
Per rispondere a queste domande, abbiamo analizzato il modello della doppia piramide alimentare
ambientale, strumento che mette in relazione laspetto nutrizionale degli alimenti con il loro impatto
ambientale. La piramide ambientale nasce studiando e misurando limpatto sullambiente dei cibi presenti nella
piramide alimentare, e disponendoli lungo un piramide capovolta, in cui gli alimenti posizionati pi in basso (al
vertice del triangolo) hanno il minore impatto ambientale. Accostando le due piramidi si ottiene cos la doppia
piramide alimentare-ambientale, dove si nota intuitivamente che gli alimenti per i quali consigliato un
consumo maggiore, generalmente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa,
gli alimenti per i quali viene raccomandato un consumo ridotto sono anche quelli che hanno maggior impatto
sullambiente.

A tal proposito necessario parlare dellimpatto ambientale provocato dagli allevamenti di bovini, che ha
unenorme impronta sul pianeta, molto pi dannoso di quello derivato da altri tipi di carne, tra cui pollo e
maiale. La produzione di carne rossa necessita di un terreno 28 volte pi grande rispetto a quello richiesto
dallallevamento di maiali o polli, ha inoltre bisogno di una quantit di acqua 11 volte maggiore rispetto gli altri
due e genera il quintuplo delle emissioni inquinanti. Se paragonato poi allimpatto che possono avere vegetali
come patate, grano e riso la disparit cresce esponenzialmente, la superficie di campo per allevare bovini 160
volte pi grande di quella che occorre per coltivare queste colture.
Evitare un eccessivo consumo di carne, soprattutto di manzo, fa bene allambiente, ma anche a noi visto che
ormai scientificamente stato provato che il consumo di carne rossa dannoso alla salute in quanto provoca
tumori e malattie cardiovascolari.
La stagionalit dei cibi
Mangiare frutta e verdura locale e di stagione significa affidarsi a coltivazioni con bassi costi energetici,
evitando le produzioni ottenute in serre riscaldate, o quelle provenienti da paesi lontani. Significa anche gustare
i prodotti nel momento in cui sono in grado di offrire il massimo delle loro caratteristiche qualitative e gustative.
Un fagiolino o un pomodoro coltivato allaperto e raccolto nella stagione giusta pi buono di uno di serra o
che stato raccolto ancora acerbo e ha viaggiato per migliaia di chilometri!
Oggi non siamo pi abituati al ciclo delle stagioni perch sempre pi spesso il mercato ci offre fragole
dinverno, arance destate e cos via.
La ruota della stagionalit dei prodotti ortofrutticoli valida in tutti i paesi della fascia mediterranea e fornisce
indicazioni utili per chi vuole imparare a mangiare seguendo le stagioni e in modo sostenibile.

Lagricoltura biologica
Che cos ?
L'agricoltura biologica quel tipo di agricoltura che cerca di ottenere i suoi prodotti seguendo il
pi possibile i ritmi biologici (cio naturali) della Terra, senza applicare interventi artificiali.
Il suo scopo quello di produrre alimenti sani e nutrienti, mantenendo i terreni fertili nel tempo, senza impoverirli
con tecniche sbagliate o con coltivazioni troppo intensive, e senza danneggiare l'ambiente.
Specialmente in questi ultimi decenni, i Paesi pi sviluppati hanno usato tecniche di coltivazione sempre pi
"energiche" e forzanti, per far fronte al maggior numero di consumatori (dovuto all'aumento generale della
popolazione mondiale): ecco allora l'uso massiccio di fertilizzanti chimici (concimi), diserbanti (contro le erbe
infestanti), pesticidi, antiparassitari e insetticidi (contro gli insetti dannosi alle coltivazioni).
L'agricoltura biologica non solo un metodo di produzione che rispetta la salute delluomo e dellambiente, ma
anche un modello di sviluppo sostenibile che valorizza la qualit delle risorse e sostiene le comunit locali,
aiutandole a far fronte alla concorrenza globale.
ALCUNE CARATERISTICHE DELL AGRICOLTURA BIOLOGICA:
Rotazione delle colture: si impedisce ai parassiti di trovare
lambiente favorevole al loro proliferare, e dallaltro si utilizzano
in modo pi razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti
del terreno;
La Piantumazione di siepi e alberi: ricreano il paesaggio,
danno ospitalit ai predatori dei parassiti e fungono da barriera a
possibili inquinamenti esterni;
La Consociazione: consiste nel coltivare contemporaneamente
piante diverse, luna sgradita ai parassiti dellaltra.

OBIETTIVI DELLAGRICOLTURA BIOLOGICA


Produzione di unampia variet di alimenti di alta qualit;
Salvaguardia dei sistemi e dei cicli naturali con il mantenimento e il miglioramento della fertilit dei suoli;
Mantenimento ed arricchimento della diversit biologica;
Garanzia di un impiego responsabile e dellenergia e delle risorse naturali, come lacqua, il suolo, la materia organica
e laria;
Rispetto degli animali
Mangiare bene e biologico
Per TE: Mangiare di stagione vuol dire prima di tutto mangiare saporito! Scegliendo verdure fresche
e raccolte secondo la loro maturazione naturale si assaporano cibi di ricchezza straordinaria e unica.
Per il Portafoglio:
Acquistare qualsiasi tipo di frutta e verdura in ogni momento dellanno significa sostenere
costi maggiori (ad esempio quelli di trasporto e conservazione) che verranno
inevitabilmente inclusi nel prezzo finale.
Per il Pianeta:
Il trasporto di cibi da paesi lontani e la loro conservazione consumano benzina (combustibili fossili)
e aria pulita. allora preferibile scegliere cibi locali: la filiera corta la prima e migliore garanzia
che i prodotti siano davvero freschi e genuini.
INVERNO
ARANCE
MANDARINI

PRIMAVERA
CILIEGE
FRAGOLE

ESTATE
PESCHE
ALBICOCCHE

AUTUNNO
CASTAGNE
UVA

CARCIOFI

NESPOLE

PRUGNE

BIETOLE

CAVOLFIORE

ZUCCHINE

POMODORI

ZUCCA

VERZA

CAROTA

FAGIOLINI

FINOCCHI

La piramide alimentare
La piramide alimentare un grafico concepito per invitare la popolazione a
seguire i consigli dietetici proposti da un organismo o una societ qualificata
in materia di salute. Per molti di noi, che veniamo da una tradizione
gastronomica di tipo mediterraneo, questa piramide non una novit: si tratta
infatti della riedizione scientifica di quella che comunemente chiamiamo
dieta mediterranea.
Gli alimenti situati al vertice della piramide sono quelli che dovrebbero essere
consumati in piccole quantit e, di conseguenza, gli alimenti posti nella parte
bassa sono quelli che bisogna consumare con pi frequenza e in quantit
maggiori.

I prodotti della nostra regione

Lolio extra vergine doliva: riduce il colesterolo LDL (cattivo) e aumenta il colesterolo HDL(buono);
La vite : la coltura della vite si inizia a conoscere con larrivo dei greci siracusani;
I formaggi: i formaggi tipici marchigiani erano molto apprezzati gi nella Roma di Augusto.
I salumi: grazie alle famiglie di un tempo che usavano tutto il maiale, si scoperto come portare in tavola questi sapori;
Le carni: si allevano bovini, cavalli e ovini in tempi diversi, perch ognuno ha il suo modo di brucare;
La frutta: La frutta un alimento fondamentale, come la verdura, per
mantenere un giusto apporto di vitamine, sali minerali e fibre. Le
propriet delle frutta permettono, se consumata in modo corretto e
regolarmente di alimentarsi in modo sano ed equilibrato. Un frutto tipico
di questa regione sono le mele rosa;
I legumi: semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle
leguminose (papilionacee), che possono essere consumati allo stato
fresco, secco, surgelati e conservati. Le leguminose pi usate sono: i
fagioli, i piselli, le fave, le lenticchie, i ceci. Tradizionale delle Marche la
produzione della cicerchia.

Cibi canaglia
La top 10 dei cibi pi inquinanti
Prodotto

Paese

Distanza km

Petrolio in kg

CO2 in kg

Ciliegie
Mirtilli
Asparagi
Noci
Rose
More
Anguria
Meloni
Melograni
Fagiolini

Cile
Argentina
Per
California
Ecuador
Messico
Brasile
Guadalupe
Israele
Egitto

11.968
11.178
10.852
10.497
10.205
10.162
9.198
7.800
2.250
2.132

6,93
6,47
6,28
6,08
5,91
5,88
5,33
4,52
1,30
1,23

21,55
20,13
19,54
18,90
18,38
18,30
16,56
14,05
4,05
3,84

stata creata una top ten dei cibi canaglia e su questo podio, poco
gratificante, al primo posto ci sono le ciliegie dal Cile al secondo i
mirtilli dellArgentina e al terzo gli asparagi del Per.
Sono cibi che inquinano perch arrivano da noi dopo lunghi viaggi con
mezzi dannosi per lambiente e completano la top ten le noci dalla
California, le rose dall Ecuador, le more dal Messico, le angurie dal
Brasile, i meloni da Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini
dallEgitto.

Limpronta ecologica
Limpronta ecologica un indicatore aggregato e sintetico che mette in relazione gli stili di vita di una popolazione con la
quantit di natura necessaria per sostenerli. Possiamo quindi definirla come: la quantit di territorio produttivo necessario per
sostenere il consumo di risorse e la richiesta di assimilazione di rifiuti da parte di una determinata popolazione.
Il punto di partenza per il calcolo dellimpronta ecologica la stima di diversi consumi che possiamo raggruppare in cinque
categorie: gli alimenti, i trasporti, le abitazioni, i beni di consumo, i servizi. Ognuno di questi comporta unimpronta ecologica per
pi motivi: il terreno necessario per produrre energia in forme sostenibili, quello necessario per produrre gli alimenti, quello per
produrre i prodotti animali, quello per produrre carta e legname, superfici marine per produrre frutti di mare e pesci, quello
necessario per ospitare infrastrutture edilizie.
Questo metodo stato elaborato nella prima met degli anni 90 dallecologo William Rees, della British Columbia University e
poi approfondito.
Oggi lumanit usa lequivalente di 1,3 pianeti ogni
anno. Ci significa che oggi la Terra ha bisogno di un
anno e quattro mesi per rigenerare quello che usiamo in
un anno. Scenari alquanto ottimisti delle Nazioni Unite
suggeriscono che se il presente trend della popolazione e
del consumo continuasse, entro il 2050 avremo bisogno
dellequivalente di due pianeti per il nostro
sostentamento. E naturalmente disponiamo solo di uno.
Trasformare le risorse in rifiuti pi velocemente di
quanto questi possano essere ritrasformati in risorse ci
pone in una situazione di sovra sfruttamento ambientale,
di esaurimento proprio di quelle risorse dalle quali la vita
umana e la biodiversit dipendono.
LItalia ha unimpronta ecologica di 4,2 ettari globali
pro capite; nella classifica mondiale al ventinovesimo
posto, ma in coda rispetto ai resti dei paesi europei.
evidente che anche il nostro paese necessita di avviarsi
rapidamente sulla strada di sostenibilit del proprio
sviluppo, integrando le politiche economiche con quelle
ambientali.

Limpronta ecologica delle classi 2A e 3A


Gli alunni della classe 2A e 3A hanno calcolato la loro impronta ecologica utilizzando un foglio di excel preimpostato
scaricato dal sito www.FootprintNetwork.org, che permette il calcolo della propria impronta partendo dal proprio
consumo mensile.
I risultati sono stati raccolti, analizzati ed elaborati statisticamente dagli alunni della 3A.

Innanzitutto come mostrano i grafici delle prossime slide sono state valutate le impronte di ogni alunno allinterno della
propria classe, ordinate in ordine crescente e poi stata calcolata la media per ogni classe.
Aldil dellesattezza scientifica dei dati, che sono stati calcolati in autonomia e singolarmente, i risultati hanno permesso
di valutare limpatto di ognuno e di intavolare discussioni inerenti il proprio consumo di risorse, su cosa poter fare nel
proprio piccolo per migliorare la situazione e su come alleviare il proprio impatto nellambiente.
Le elaborazioni sono andate avanti e gli alunni di 3A hanno sommato le impronte ecologiche di entrambe le classi
ottenendo una superficie di 109,9 ha, pari 1099000 metri quadrati.
Per dare unidea chiara della superficie necessaria al loro sostentamento hanno cercato qualcosa che facesse parte del
loro quotidiano e che fosse immediatamente quantificabile. Gli alunni hanno, cos, scelto il campo da calcio con
dimensioni di 70 m per 100 m per un totale di 7000 metri quadrati.

Si sono resi conto che per sostenere il loro consumo di


risorse sono necessari 157 campi di calcio, che
esprimono chiaramente la quantit di territorio
produttivo necessario per sostenere il consumo di
risorse e la richiesta di assimilazione di rifiuti da parte
di tutti gli alunni delle classi 2A e 3A.

Impronta ecologica in ha di ogni alunno della classe 2A

6,2

5,2

4,2

3,6
3,2

3,2

3,3

3,3

2,6
2,2
1,9
1,4
0,9

1,5

1,6

1,6

1,6

1,7

2,3

2,3

Impronta ecologica in ha di ogni alunno della classe 3A

4,3

3,7

3,1
2,8

2,4
2,1
1,9

1,5

0,9

1,1

1,1

1,5

1,6

2,1

3,1

3,1

3,2

3,8

3,3

2,9

2,4

Lalimentazione priva di carne


Gli alunni della classe 3A hanno visionato il film Meath the truth Carne, la verit sconosciuta, un
documentario del 2009 sui cambiamenti climatici e il loro legame con lallevamento di animali, prodotto
e realizzato dalla Nicolaas G. Pierson Foundation, lufficio scientifico del Partito per gli animali
olandese con la collaborazione della FAO, del World Watch Institute e dellIstituto per gli Studi
Ambientali della Libera Universit di Amsterdam.
Il documentario si avvale delle migliori e pi aggiornate informazioni scientifiche che ormai evidenziano
chiaramente il legame esistente far i cambiamenti climatici e lallevamento di animali: lindustria
dellallevamento, infatti, causa il 18% delleffetto serra totale, una percentuale simile a quella
dellindustria, e maggiore dellintero settore dei trasporti pubblici e privati (13,5%). Questi dati
scientifici ineccepibili hanno convinto molte persone ad assumere meno carne alla settimana. Basti
pensare che se tutti gli americani rinunciassero alla carne per un solo giorno si risparmierebbero le
emissioni di gas serra pari a 90.000 biglietti per un volo aereo da Los Angeles a New York e ritorno. Per
tutto questo si dovrebbe cercare di mangiare meno carne, pensando alle conseguenze e allimpatto
ambientale che una bistecca pu produrre.
Non mangiare carne, va in bici, sii un consumatore frugale - ecco come fermare il riscaldamento
globale, parole di Rajendra Pachauri, premio Nobel e direttore dellIPCC.

La visione di questo documentario stata fonte di ispirazione per gli alunni di 3A che hanno elaborato
uno scritto, una sorta di discorso, riportato nella slide successiva, per convincere a ridurre o eliminare
completamente il consumo di carne.

Perch ridurre o eliminare il consumo di carne?


La prossima volta che mangi una bistecca pensaci su.
Pensa alle foreste disboscate, al deserto che avanza, ai liquami che filtrano nelle falde
acquifere, allanidride carbonica e al metano che intrappolano il globo in una cappa calda. Si
perch ogni hamburger equivale a 6 metri quadrati di alberi abbattuti e a 75 chili di gas
responsabile delleffetto serra.
Ma pensa anche alle tonnellate di grano di soia usate per dar da mangiare alla tua bistecca.
E non dimenticare che 840 milioni di persone nel mondo e 9 milioni ne hanno tanta da
morirne. I 70 % di cereali, soia e semi prodotti ogni anno negli Usa serve a sfamare animali.
Non uomini. Mangiare meno carne o, perch no, non mangiarne affatto, non pi solo un
segno di rispetto per gli animali. una scelta sociale. Solidale con chi ha fame e con il futuro
del pianeta, che uno solo, piccolo e sovraffollato.
Pena: lavveramento della profezia delleconomista Malthus che gi due secoli fa ammoniva:
Arriver il giorno in cui la pressione demografica avr esaurito la capacit della terra di
nutrire luomo.
questo il messaggio che emerge dai dati sullimpatto ambientale ed economico
dellalimentazione carnivora.
La prossima volta che decidi di comprare una bistecca pensa a tutto questo.
Forse per quel giorno cambierai men. E, chiss, sostituirai la carne con un piatto di
germogli di soia. Con buon pace della tua salute e di quella del tuo pianeta.

Altri dati sullalimentazione priva di carne


Gli alunni della classe 3A hanno analizzato diversi documenti ed elaborato le seguenti conclusioni.
Carne rossa, bianca o nera, tutti la mangiamo in quantit enormi. La nutrizione ideale carnivora sarebbe di 630 gr a
settimana. Al contrario ognuno di noi ne consuma almeno due porzioni a testa. In africa, invece ne mangiano appena 5
kg di carne pro-capite allanno. Il risultato un grosso peso ambientale, oltre ad essere una palese ingiustizia. I
consumatori hanno un grande potere, possono cambiare il mercato e il consumo grazie ad una grande consapevolezza
delle loro scelte. Il potere nelle nostre mani.
Inoltre, uno dei costi nascosti della produzione intensiva di carne la perdita di biodiversit. In modo particolare, le
monocolture necessarie per nutrire gli animali richiedono luso di potenti pesticidi, insetticidi che non fanno distinzione
e colpiscono sia gli insetti nocivi che quelli buoni. Ecco perch mangiare troppa carne pu incidere sulla mortalit delle
api e comportare unulteriore perdita della biodiversit.
Il mangime necessario per nutrire il bestiame proviene dalla terra, cio da coltivazioni intensive, dove impiegano
pesticidi e fertilizzanti dannosi. Gli allevamenti industriali standard inquinano lacqua, il suolo e laria a causa
delleccesso di nutrienti.
In Europa molti allevatori stanno abbandonando le loro aziende agricole, col risultato che tendono a esserci sempre
meno allevamenti di dimensioni sempre maggiori, riducendo al contempo i posti di lavoro.

Effetti sulla salute


Di proteine e grassi animali, nei Paesi sviluppati, ne mangiamo troppi, tanto da ammalarci. Il consumo eccessivo di
carne associato a un aumento dellobesit, alla comparsa di disturbi cardiovascolari e di alcune forme di cancro.
Secondo la Fao, i prezzi del cibo nel 2010 hanno raggiunto i livelli pi alti mai registrati dagli anni Novanta. assodato
che laumento del consumo di carne uno dei motivi principale delle recenti crisi alimentari. La crescita della domanda
dei beni agricoli, infatti, dovuta non solo alla crescita demografica, ma anche alluso di questi per fini diversi
dallalimentazione umana (formaggio e biocarburante), alla svalutazione del dollaro, allaumento del costo del petrolio e
alle speculazioni finanziarie. Diete particolarmente ricche di grassi saturi sono collegate allo sviluppo di diabete di tipo
2 e ad altri livelli di colesterolo nel sangue.

Soluzione: ridurre il consumo di carne e aumentare nella propria alimentazione i cibi di


provenienza vegetale.
Il modello agroalimentare industriale moderno, che si affermato negli ultimi 50 anni, pu avere portato a unimmediata
produttivit nellimmediato, ma limpatto ambientale stato devastante. La produzione agricola ha assunto le caratteristiche
dellindustria, cambiando forma e diventando industria agroalimentare. Secondo questo modello le risorse naturali sono
considerate semplici materie prime da consumare e lavorare. Le conseguenze di questo approccio sono pesanti e le prospettive
per il futuro allarmanti. Con laumento della popolazione mondiale prevista nel 2050, la concorrenza per lutilizzo delle risorse
naturali diventer sempre pi accanita.
Negli ultimi 100 anni abbiamo assistito ad un aumento globale della temperatura media della superficie terrestre. Uno studio ha
confermato che lagricoltura e il consumo alimentare sono tra i principali agenti di minaccia ambientale, con particolari effetti sul
cambiamento degli ecosistemi e del clima. La globalizzazione ha determinato la transizione da una dieta basata sui prodotti locali
e di stagione al consumo di alimenti trasformati a livello industriale, causando sempre pi patologie legate alla alimentazione e un
progressivo allontanamento da sani stili di vita.

Conclusioni
Ogni volta che fai la spesa, ricordati che le tue scelte individuali possono incidere su un cambiamento in positivo del sistema
alimentare globale. E, parlando di carne, puoi anche fare davvero molto grazie a queste piccole regole:

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.

Consuma meno carne ma di migliore qualit.


Scegli le specie e razze diverse.
Scegli tagli diversi.
Diffida di prezzi troppo bassi.
Ricordati che locale meglio.
Leggi bene le etichette.
Metti il benessere animale al primo posto.
Non riempire troppo il tuo carrello.
Sii curioso e scopri nuovi prodotti sani e genuini.
Fa che la rinuncia sia piacevole.
Sostieni politiche agricole per il benessere animale e ambientale.

Luscita in bici
Il lavoro sulla mobilit sostenibile degli alunni di 3A iniziato con una uscita in bici nelle vie del centro storico di
Ancona, con la preziosa collaborazione della Ciclofficina e dei suoi volontari che ci hanno guidato e seguito lungo tutto
il percorso effettuato.

La Ciclofficina unassociazione locale che fruisce di uno spazio situato all'interno dell' Ambasciata dei Diritti ad
Ancona. Essa nasce dopo il vertice mondiale sul clima di Copenaghen, dove il riciclo, il riutilizzo dei materiali e il
muoversi in bicicletta quotidianamente stato definito un valore fondamentale. Lassociazione si base sullo scambio di
esperienze e sulla libera circolazione dei saperi, sullidea di non vivere e non alimentare un sistema fondato sul
petrolio, sulle guerre, sul profitto dei beni comuni, sullo sfruttamento indiscriminato del pianeta e degli esseri umani.
Questo spazio mette in primo piano i nostri stili di vita, partendo da quei piccoli cambiamenti che incidono realmente
sulla quotidianit di tutti noi, dalla consapevolezza di realizzare attraverso la bicicletta una societ pi sana, pi equa,
pi giusta, che rimetta al centro della vita sociale e politica la persona e lambiente.
Fra le tante attivit svolte dalla Ciclofficina, ricordiamo la sistemazione e il recupero di biciclette abbandonate nella
citt di Ancona che poi sono state donate agli immigrati della nostra citt.
Luscita del 15 novembre 2014 ha permesso di realizzare un'insolita e particolare lezione di apprendimento sulla
mobilit nuova e sulla storia della citt. Le tappe sono state scelte perch legate a luoghi storici e simbolici della citt
che sono stati descritti dagli studenti della 3A.
Nellultima sosta, la Ciclofficina ha svolto una bellissima lezione dedicata alla ciclomeccanica e a quello che
necessario fare nel caso si buchi la gomma della bici.
Nella slide successiva riportato il cartellone elaborato e dedicato a questuscita che ha entusiasmato alunni e genitori.

La mobilit sostenibile
Dopo aver compreso, anche con luscita in bici, cosa significa muoversi sostenibilmente, gli alunni di 3A anche
questanno hanno raccolto e analizzato i dati sullimpronta ecologica del tragitto casa-scuola-casa sia della scuola
primaria che della scuola secondaria di 1grado. Tale analisi iniziata nella.s. 2009/2010, con il progetto I rifiutofoni,
e viene riproposta come progetto annuale sulla mobilit sostenibile agli alunni delle classi 3, che continuano il lavoro
iniziato negli anni precedenti.
Gli alunni hanno calcolato tramite internet e software online, prima i chilometri totali percorsi dagli alunni e dai docenti,
poi, tramite dei fattori di emissione, le emissioni totali di CO2 del tragitto casa-scuola-casa.
Ecco il dettaglio dellelaborazione statistica: per calcolare le emissioni di CO2 gli alunni di 3 hanno utilizzato stradari
informatici partendo dagli indirizzi degli alunni della scuola primaria, della scuola secondaria di 1grado e anche dei
docenti. Inoltre, gli alunni hanno intervistato sia gli iscritti che gli insegnanti per stabilire il mezzo impiegato e se
giungevano a scuola con altri parenti.

Tutti i dati raccolti sono stati elaborati utilizzando alcuni fattori di emissione di CO2 per mezzo adoperato ricavati dal
libro di testo di Tecnologia che hanno permesso un facile calcolo delle emissioni di CO2 dei vari mezzi di trasporto.
Tramite questi fattori si potuto calcolare per ogni tipo di mezzo quanta CO2 emettono i nostri studenti e gli insegnanti
della scuola primaria e secondaria per venire a scuola. Chiaramente, vista la presenza di fratelli e sorelle nella stessa
scuola sono stati sottratti i chilometri per ogni bambino quando si trattava della stessa famiglia e quindi dello stesso
mezzo. Calcolati i chilometri totali giornalieri sono stati moltiplicati per i giorni di scuola di ogni anno scolastico. Le
classi 3 hanno cos calcolato le emissioni totali di CO2 legate al tragitto casa-scuola-casa della popolazione scolastica
primaria e secondaria anche dall'anno scolastico attuale 2014/2015.

DATI A.S. 2014/2015

Questo lavoro, aldil dell'esattezza dei dati sicuramente approssimati, stato molto
interessante e permette ogni anno di imbastire con gli alunni discussioni appassionanti e
mature.
I numeri sono entit facilmente comprensibili dai ragazzi e i vari valori di chilogrammi di
emissioni di CO2 hanno reso un'idea immediata dell'impatto del tragitto casa-scuola-casa che
varia in base al mezzo utilizzato.

Gli alunni hanno cercato, con l'ausilio dell'insegnante, di capire i perch di tale impatto
scoprendo che l'auto il mezzo che inquina di pi e che a volte utilizzata anche da chi abita
vicino alla scuola. Il dibattito con gli studenti di 3 ha portato a diverse e interessanti
conclusioni: gli alunni hanno proposto soluzioni come andare a piedi o in bici e si parlato
anche della possibile realizzazione del piedibus suggerita dall'insegnante, che ha permesso di
illustrare esperienze attuate in tal senso in altre scuole.
Il lavoro continuato dopo le discussioni e i dati sono stati ulteriormente analizzati: sono stati
confrontati i km percorsi nei 6 anni di raccolta di dati a disposizione, dal 2009/2010 al
2014/2015.
Inoltre sono stati confrontati le quantit di emissioni emesse nei vari anni, dal 2009/2010 fino
ad oggi.

Le tre slide successive mostrano i grafici ed, infine, il cartellone dedicato al lavoro di
statistica, che racchiude tutte le analisi effettuate nel progetto sulla mobilit sostenibile.

Emissioni di CO2 in kg legate al tragitto casa-scuola-casa dall'a.s. 2009/10


90000

80000

79953

70000

67422,5

60000

57769

50000

56658

47905,2
43785,8

40000

30000

20000

10000

0
a.s. 2009/10

a.s. 2010/11

a.s. 2011/12

a.s. 2012/13

a.s. 2013/14

a.s. 2014/15

Km percorsi con vari mezzi dalla popolazione scolastica dal 2009 ad oggi
329305

350000

300000

270809,6
231504,2

233538,6

250000
185228
171469,2

200000

150000

100000
49936

37980

20686
50000

17453,2
3958

600

23803,2
33228

21436,6
39826
Auto

5800
0

Aut

0
a.s.2009/10

Treno

a.s.2010/11

a.s.2011/12

a.s.2012/13

a.s.2013/14

a.s.2013/14

Classi 1A - 2A Scuola Secondaria di 1Grado Paritaria


Rosa Venerini di Ancona alla fattoria didattica Arcobaleno

Classi 3A Scuola Secondaria di 1Grado Paritaria


R. Venerini di Ancona alluscita in bici nel centro storico