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MfltSTKI DELL' fll^CHITETTURA

;0C1ETA ITALIANA DI EDIZIONI ARTISTICHE

C.

CRUDO & C -TORINO

_,

.^_^^^^/r.6^_^ ^i^^yi^^Pfi^^^

,^^4^.,.^4L

yy

MAESTRI
DELL'

ARCHITETTURA
"SS"

ANDREA PALLADIO
con

testo di

CORNELIO OURLITT

EDIZIONE ITALIANA
PER CURA

DI

GAETANO VINACCIA

L^

C CRliDO&C

DI EDIZIONI
SOCIET ITALIANA
o'a. H
Francesco d
Via

S.

TORr

ARTISTICHE

>

INDICE DELLE TVOLE


Palazzo Orazio Porto in Vicenza, Tavola

Vicenza
Palazzo del Capitano in Vicenza
in
Palazzo Porto Barbarano
Vicenza
Palazzo Valmarana in Vicenza
Palazzo Thiene in Vicenza
Palazzo Porto in Vicenza
Palazzo Trissino dal Velo d'Oro
in Vicenza
Casa Valmarana dal Giardino
in Vicenza
Casa Bernardo Schio in Vicenza
in
Palazzo Adriano Thiene
Vicenza
Casa Palladio in Vicenza
Rotonda presso Vicenza
Palazzo

Chierigati

in

Bagnolo

Villa Pisani in

Villa

Montagnana
Godi Porto in Loneao
Piovene in Lonedo

Villa

Valmarana

Villa Pisani

Villa

in Lisiera

25

Villa

Villa

2829
3031
3233
3435

Caldogno

in

"^

in

Villa

Villa Foscari presso

Malcontenta

Meledo
Palazzo Antonini in Udine
D* Villa Saregos in Miega
in

in

Campiglia

Le costruiioni segnate con un asterisco

72

73
74

Villa Foscarini in Str

*Casa Torre

irr

Convento

di

75

Verona
S. Maria

76
dell

7780

Carit in Venezia

''*Casa Capra in Vicenza


*

81

Palazzodella Torre in Brpresso

42

43

59

60

nell'

90
91

Villa

9293
9495

Chiesa del Redentore in Venezia


Chiesa di S. Giorgio Maggiore
in Venezia
Tempietto in Maser
Chiesa delle Zitelle in Venezia
.

83-84
8586
87-88
8889

Verona
Garzadore
* Villa Mocenigo

4445

5152
5253
5455
5657
5758

82

Palazzo Barbarano in Vicenza


Palazzo Valmarana in Vicenza

sono riporfatc

7071

Badoero a Frata (Polesine)


Molin presso Padova
Porto in Vancimuglio

41

50

Sofia

....

Palazzo in Venezia
Palazzo Trissino in Vicenza
Palazzo Angarano in Vicenza

Bertesina

Villa

Santa

68
69

Vicenza

Saregos in

65

66-67

Caldogno

Villa

Barbaro in Maser
Angarano presso Bassano
Zeno in Cesalto
Cornaro in Piombino
Mocenigo in Marocco
.

61 62
6162
6364

39
40

Villa Bissaro in Retorgole

Villa

Tavola

3738

47
48
49

presso

Tornieri

Villa Marcello

'^*

"* Villa

46

Villa

Repeta

Villa

Montecchio

in

Villa

Villa

'^

Precalcino

CD.

Villa

Cigogna

Fanzolo

36

Villa Trissino in Cricoli

Villa Trissino

Villa

27

Schio

in

'^*

26

Precalcino
Villa

Thiene

Villa lmo in

Villa

Pojana
CaldognosSaraceno

Ragona in Ghizzole
Marco Thiene in Quinto
Cerato in Montecchio

Villa

'^*

presso Verona

Finale
Villa

1013
1417
1822
2324

in

Villa Pojana in
Villa

5-7
89

9697
98-99

99-100

Chiesa del Convento di S. Lucia


in Venezia
Chiesa di S. Francesco della
Vigna in Venezia
.

Progetto per

la facciata

tronio in Bologna

101

102

di S. Pe.

103-104
105-108

Basilica in Vicenza

Progetto pel Ponte di Rialto in

109
110-112

Venezia
Teatro Olimpico in Vicenza

opera originale del Palladio I quattro

libri di architettura"

Venezia

perci indubbiamcnie sono da attribuirsi alla Palladio stesso.


Le costruiioni segnate con un D. sono andate distrutte, quelle segnale con un C. furono compiute dallo stesso Palladio (vedi A. Magrini
Memorie intorno la vita e le opere di A. Palladio. Vicenza 1S25), le rimanenti ebbero completamenti e rifacimenti posteriori.

1570

ti

PREFAZIONE

sanno per dolorosa esperienza come

studiosi italiani d'architettura

Gli

a portata di

consistente per

la

mano

la

non molto

maggior parte

poche biblioteche.
Questa mancanza

EDIZIONE ITALIANA

ALL'

di edizioni recenti e pratiche,

guida

tempo l'idea di una vasta pubblicazione nazionale


ANTICHI E MODERNI dell' architettura, quasi parallela
gli

poco

gelosamente in

in vecchie e rare edizioni racchiuse

nascere da

Martini curavano per

sia

ricca bibliografia dei classici dell' architettura,

agli studiosi,

mi

fece

IMMORTALI

degli

a quella che Luzzatti*

IMMORTALI DELLA LETTERATURA.

Questa idea rivisse in Germania ed ebbe attuazione per opera di C. Gurlitt;


Casa editrice .,Der Zirkel" inizi la pubblicazione della BIBLIOTECA DEGLI
ANTICHI MAESTRI DELLA ARCHITETTURA con il volume sul nostro
e la

Andrea

Palladio.

volume

l'edizione italiana di tale

Il

presente

Il

Gurlitt volle iniziare

col Palladio,

la

dell' architettura

grande architetto italiano del Rinascimento, quasi come un omaggio


moderno al pi profondo ed intelligente trattatista dell' arte antica.

il

del trattatista

Lo scopo

della pubblicazione del Gurlitt

della vita e delle

opere del Palladio, n

randoli alle opere esistenti; egli


il

pubblicazione tedesca.

sua biblioteca degli antichi maestri

si

la

non

quello di dare

uno studio

critico

riproduzione dei suoi disegni compa*

ripromette solo di dare nelle mani

materiale di studio necessario per cercare d'imparare a capire

il

dell' architetto

Maestro dopo

secoli trascorsi.

Cosi in questo volume

od

si

opere da

lui fatte

Roma,

trattatista degli ordini,

vede

a lui attribuite,

il

solo costruttore Palladio con

mentre scompare

disegni delle

lo studioso delle antichit di

commentatore del testo vitruviano.


quanto di pi completo si possa desiderare sul
Palladio, ma rappresenta pur tuttavia una buona guida per lo studio di questo
nostro grande Maestro.
Auguriamoci che una edizione completa, profonda ed eminentemente italiana
il

Questo volume non

faccia rividere tutti

il

perci tutto

nostri Classici dell' architettura nella biblioteca dei nostri

studiosi; e che le nostre meravigliose incisioni in

rame gi

illustranti

nostri Autori,

siano riprodotte coi migliori sistemi fotomeccanici moderni.

GAETANO VINACCIA
Roma Gennaio

1921

VU

veramente
Palladio una letteratura vasta preziosa, ma
questa non
Si trova alcuna
opera completa in ogni sua
Delle molte questioni, segna?
di

fra

parte.

esiste

tamente quella riguardante la paternit di alcune costruzioni da attribuirsi a Lui od a


qualcuno dei suoi imitatori non si raggiunto ancora nell' indagine una conclu*
sione convincente. In sostanza non siamo ancora usciti da quel grado di cogni*
zioni presentateci dal Bertotti nel 18" secolo e Magrini nel 19 riguardo alle costruzios
ni delle ville.

Uno

studio profondo

sarebbe dovuto stabilire con una


una magnifica
raccolta la Royal Institution of British Architects in Londra.
Qui non si tratta
nemmeno di una riproduzione dei rilievi degli antichi edifizi del Palladio o della
sua teoria sugli ordini delle colonne, di quel lavoro che egli condens nelle opere
L'Antichit di Roma (Venezia 1554)" e I quattro libri dell' architettura (Venezia 1570).
N vengono dati qui rilievi grafici degli edifici del Palladio, n viene presentato
un paragone della sua maniera creatrice in confronto dei suoi successori. Qui si
tratta invece esclusivamente di ridare alla luce il materiale grafico sul quale nei tempi
che lo seguirono si studiarono le sue costruzioni.
Le opere del Palladio consistono in incisioni in legno che mostrano l'abilit del
maestro e in un testo scritto ove sono svolte le regole delle proporzioni architetto?
niche. Tali opere, come materiale di studio nello loro esecuzione tecnica, non
sono sufficienti. Bertotti mostr gi le considerevoli differenze tra queste incisioni
in legno e la realt esecutiva delle costruzioni, e di qui la necessit di riprodurre
le opere mediante rilievi precisi.
Perci non sarebbe bastata la riproduzione delle incisioni in legno e forse meglio
si trovava in altre pubblicazioni.
Perci furono messe a confronto le migliori antiche riproduzioni delle facciate
con quelle dei tempi seguenti e senz' altro si dovette riconoscere l'alto valore del
disegnatore che succedeva all' intagliatore, e l'accuratezza delicata dell' incisione in
rame. Confronto fra Palladio e i palladiani: il Maestro accanto alla sua scuola sorta
dell' arte

palladiana

si

vasta pubblicazione dei suoi disegni originali, dei quali possiede

,,

dopo

lui.

Tra

Nacque

le
il

pubblicazioni, quella del Bertotti ha indubbiamente


Bertotti in Vicenza nel 1726, col lavor attivamente

continuatore della tradizione Palladiana dedicando tutta

la

il maggior valore.
da architetto e fu il

sua vita oltre

alle

propria

attivit d'architetto all'esame dell' arte del Palladio.

Accanto alla sua opera sta quella di Giacomo Leoni, un veneziano che lavor
attivamento pure in Inghilterra, e che si servi nel suo lavoro di una stampa dell'
opera del Palladio annotata dal famoso architetto inglese Inigo Jones che soggiorn
in \lcenza nel 1612, in tempo cio non lontano alla morte del Palladio.
Questo non impedisce che avvengano degli errori come per esempio nel palazzo
Chiericati ove al posto delle mezze colonne di ordine ionico del piano superiore
appaiono dei

stampa del Leoni.

pilastri nella

vili

/
)
I

Non

Venezia a Palladio, furono disegnati e guidati


contro lo zelo della posterit, lo d l'opera propria del
Palladio e l'Idea dell' architettura (Venezia 1615) di Vincenzo Scamozzi. Per pi
ampie notizie si esaminarono le opera del I. Fletcher Andrea Palladio lis lifc and
tutti gli edifci attribuiti in

Conferma

da

lui.

his

Works" (Londra 1902)

di ci,

quella di W'illi

leymann

,,Die Villenbautcn des

Andrea

Palladio" (Berlino 1909) e tra le nuove pubblicazioni piene di valore quella di


Giacomo Zanella Vita di Andrea Palladio" (Milano 1880) e quella di Federico
Burger ..Die Villen des Andrea Palladio" (Lipsia 1909) e fra l'antica letteratura
quelle di Ottavio Bertotti Scamozzi ,,I1 forestiero istruito" (Vicenza 1761),

Paolo Gualdo Vita di Andrea Palladio" (Padova 1749),


..Memorie intorno la vita di Andrea Palladio" (Padova 1845).

di

Gi Bertotti tento

di

Antonio Magrini

apprezzamenti esistenti in alcuni


ben formato e pel quale
gli antichi libri non costituivano nessun appoggio.
Ed una nuova e pi seria
ricerca, basata su fondamenta scientifiche condurrebbe ad altri risultati; ma questo
non nel nostro programma.
edifci

di trattare criticamente gli

del Palladio basandosi sul suo sentimento stilistico

Con

nostro libro una imitazione di antiche riproduzioni degli edifizi


vengano attribute a lui; esso rimette nelle mani dell' architetto
materiale di studio necessario per cercare d'imparare a capire il maestro dopo i
ci

il

del Palladio o che


il

secoli trascorsi.

Alcune parole sul valore del Palladio. Non si conosce bene l'anno della sua
credono sia il 1518, altri il 1508. Di umili origini, lavor dapprima
come scalpellino. Di suo padre si conosce solo il nome di battesimo. Pare che il
soprannome di Palladio da Pallade Atene gli venisse dato dal poeta Gian Giorgio

nascita che alcuni

il giovanetto.
In ogni caso la scuola del Trissino fu di grande
influenza per lo sviluppo del giovane diligente architetto, poich tanto nei poemi
come nei drammi del Trissino parla lo spirito di imitazione dell' antico, come nella

Trissino, che istrui

liberazione degli italiani dal

dominio

dei Goti apportatori in Italia da secoli di gusto

cattivo e pesante riconosce doversi portare


antichit,

nazionale e

nuovamente

in

onore

le

leggi dominatrici di queste forme, la poetica aristotelica.

le

commosso

forme

Lo

del poeta cercava di manifestarsi nel riconoscere fra

le

della

spirito

diverse

una interna misura, condizione fondamentale. Questo


pu averglielo meglio confermato Vtruvio e questo pu avergli fatto nascere il
desiderio di aprire la carriera ad un giovane architetto pieno di talento, affinch
bellezze

un

conoscesse

intrinseco legame,

le

leggi di Vitruvio e

da quelle imparasse

a produrre.

suo protetto a Roma ove rest fino a quasi


il 1541.
Mei 1546 e nel 1549 vi si trovava nuovamente; questa ultima volta come
suoi
guida al figlio del poeta Conte Trissino. A questa epoca risalgono anche
viaggi in Provenza, nell' Italia meridionale e nell' Istria, come palesano i suoi studi.
Il risultato di questi viaggi fu la comparsa dell' opera L'antichit di Roma" della
prima vasta pubblicazione di costruzioni romane manifestante insufficientemente
nella diligenza grandissima dei disegni originali del Palladio, la profonda cognizione

Nel 1540 Trissino condusse seco

il

dell'

essenza architettonica classica fatta dal Maestro.

Dopo

la

morte

avvenuta nel 1550, Palladio entro in buoni rapporti


Daniele Barbaro, il noto traduttore di Vitruvio, che egli

di Trissino,

col Patriarca di Aquileia,

IX

aiut nella pubblicazione in lingua italiana della celebre antica opera avvenuta nel
1556.
Solo allora lo studio di V^truvio fu iniziato dagli architetti italiani con

grande
Il

severit.

primo viaggio

Roma

e lo spirito di scolasticit estetica,

necessit di assoggettarsi nel creare ad


di Palladio.

Egli

non

il

una

primo che studi

legge, offre
e

misur

il

il

sentimento della

fondamento

dell'

essenza

con Vitruvio
motivo artistico, la

gli antichi edifci

mani. Ma gli antichi maestri cercarono pi la forma, il


formazione applicabile, come fecero specialmente gli italiani del settentrione, nelle
di cui opere piene di vaghezza cosi spesso si osserva la vicinanza dell' antico tipo.
La forma classica era per loro un ornamento delle opere architettoniche da inalzare:
Palladio la volle far maestra della ossatura, ricercando la legge antica della forma*
Questo lo dimostra il primo
zione, e seguendo quella fece le sue costruzioni.
grande edifcio che inalz, l'erezione di un doppio ordine di galleria per l'antico
palazzo della Ragione, la Basilica. Se si osservano le sue ingegnose artistiche
disposizioni si riconosce che non si va incontro alla maniera ricca di abbellimenti
dell' Italia settentrionale ma alla prima costruzione secondo il Rinascimento romano,
forse di Antonio di S. Gallo; grave, schivando con intenzione i pezzi ornamentali,
per dare maggiore importanza allo scheletro della costruzione e segnatamente allo
arco posto fra due ordini di colonne. Si devono mettere a confronto i palazzi del
Sammichele in Verona e la Biblioteca del Sansovino in Venezia per riconoscere
come in quella, cosi in Palladio le forme architettoniche padroneggiano il piano di
fronte alla prevalenza dei vaghi ornamenti; gli ordini di colonne e le diposizioni
fra le

degh archi debbono diventare l'essenza della costruzione e non essere pi il solo
suo ornamento. Nel 1556 Palladio trovasi a Udine per lavorare attivamente alla
costruzione del palazzo Antonini. Da allora cominciano le sue relazioni colla
nobilt di Venezia, per la quale principi a costruire una serie di

ville, in cui manifest


In queste costruzioni era pi libero, sciolto dall' ambiente,
dalla ristrettezza degli spazi e da ragguardevoli circostanze secondarie; col poteva
creare quello che a lui ed ai suoi talentava, erano le nobili residenze rustiche, ove
si poteva condurre la vita di un antico romano, una vita di signore nel mezzo del
proprio paese. notevole che apparentemente neppure uno dei nobili di Venezia
si lasci fabbricare nella capitale un palazzo da Palladio; col ove la vita picchiava
dei buoni colpi, ove il commercio, la politica, la guerra per mare e per terra occupava
gli animi, era meno adatta la vita ragguardevole, ricordo di un passato pi bello,
che nei luoghi di tranquillit. In campagna il carattere gioviale si lasci meglio
tradurre in realt, come lo rappresenta Paolo Veronese nei suoi quadri. Nella stessa
Venezia vennero affidati al Palladio lavori religiosi; la facciata di S. Francesco della
Vigna, la casa conventuale di S. Maria della Carit, dopo la peste del 1576 la chiesa

la

maniera sua propria.

votiva
alcuni

al

Redentore nella Giudecca compiuta nel 1592,

S.

Giorgio Maggiore ed

altri progetti.

In quanto alla costruzione principale, il Redentore, per essere giusti, la si


dovrebbe paragonare al Ges di Roma del Vignola. Qui come l, la costruzione
centrale si sviluppata come nei piani di S. Pietro, in unione con una navata
circondata da ambedue le parti da tre cappelle.

Quello che in Palladio

rimarchevole

la

formazione dello spazio, l'importanza

ambedue sono per s stessi ordini


coro che giace dietro un semicerchio di colonne. Cosi
Palladio fornisce delle vedute, delle successioni di spazi con diversi illuminazioni

del pilastro; egli separa la cupola dalla navata;

gi formati; lo stesso

il

cangianti tinte nelle figure interne con

vede dentro come

un

effetti pittoreschi.

Nei posti

del culto vi

si

presentano come scenari per


dare profondita allo spazio, all' altare una venerazione, un" imperiosa disposizione.
Pi forte questo in S. Giorgio: al clero vicn data una chiesa speciale, lontana dallo
spazio dedicato ai laici, separata da questo da una serie di colonne soste*
in

teatro;

pilastri

laterali

si

nenti l'organo.

bene il concetto pienamente ecclesistico: Bramante e Michelangelo vollero


una costruzione ideale; essi scorsero questo nella disposizione principale,
pienamente simmetrica; essi pensavano cosi poco come Alberti al rito della chiesa
cattolica ma solo alla costruzione a maggiore gloria di Dio. merito dei Gesuiti
l'avere riportato in onore il disegno della costruzione delle chiese, mentre ricon*
ciliavano la costruzione centrale con quella della navata Palladio lo stabili. Non
mise veramente tutta la sua abililit intellettuale per comprendere un edifcio chiesa
come un opera il cui primo dovere quello di inalzare un luogo proprio al culto
della comunit religiosa in questione. Questo contraddiceva al suo ideale, al suo
modo di pensare da cercarsi nell' antica forma di costruzione.
Si noti

fornire

Palladio parla di ci fondamentalmente dicendo che

Dio

la

cosa migliore e pi bella

simmetria e le proporzioni, cio


canoni fondamentali di Vitruvio. Ma egli comprende per la bellezza del culto e lo
serve colla sua alta maestria. Tre cose, prima d'ogni altra, sono per lui importanti:
la bellezza del gruppo degli edifci per la prospettiva, la parte visibile annunziante
nelle costruzioni dedicate a

il

tempio

Dio

di

fatta

l'osservare la

secondo

le

leggi dell' antico; e l'effetto pittoresco e

dello spazio interno. Palladio richiede dagli esaminatori del senso artistico, che
osservi quello

non formato,

ch'egli per

esempio non guard attentamente

la

vago

nou

si

chiesa

nella parte laterale.

Ed istruttivo l'osservare come forte questo diritto sulla mancanze di atten*


zione quando egli sia disposto a lasciare del tutto incomplete grandi parte della
costruzione.
campagna appars
il Palladio fabbric in Vicenza alla nobilt di
suoi pi rinomati lavori per due motivi; cio per le loro facciate
riconosciute perfette dai contemporanei e dai posteri, e per l'ordine dei piani
I

palazzi che

tengono
molto

ai

ventilati.

Nelle parti visibili delle chiese e dei palazzi si sviluppa nel modo pi chiaro la
relazione di Palladio con l'antico. Dall' antichit egli ebbe l'insegnamento delle
proporzioni come legge fondamentale e la considerazione prima della forma princi*
pale dell' arte antica, della costruzione delle colonne, delle trabeazioni e dei
frontoni. La sua mta di ridurre i lavori di costruzione che gli venivano presentati
nella lingua dell' antica Roma inriconoscimente della legge delle forme ivi dominanti.
Ma si pu osservare una cosa, cio che Palladio pot imparare a conoscere, dagli
antichi edifci e per mezzo di Vitruvio, soltanto l'epoca posteriore di Roma. Come
18" che finiva, e del 19" che principiava, presero per migliore l'arte antica
i plastici del
anteriore, quella del Lacoonte, di

Apollo del Belvedere,

cosi Palladio

si

perdette in

impiegare gli ordini di colonne come un completo pezzo di


ornamento. Le inutilit che derivarono dal paragone dell' antico, dalle leggi delle
forme ripetute da Vitruvio ricavate da quello che si fabbric in quei tempi e pi
tardi neir impero romano, condusse ad una condanna di Vitruvio che illumin il
tempo ellenico da conoscitore poco chiaro, da uomo che neppure una volta aveva
avuto cognizione dell' essenza architettonica del suo tempo.

un tempo che imparava

XF

Lo scopo

del Palladio segnatamente quello di costruire,

comporre

delle

masse

architettoniche sulle basi classiche e sull'insegnamento obligatorio delle proporzioni.


Ci viene innanzi tutto mostrato nei suoi progetti, nei quali egli par che giuochi con
i
colonnati, impiegandoli liberi, come mezzo di struttura delle masse; e li adopera
per esprimere l'alto Patos del suo modo di pensare architettonico. E da quel modo
di pensare, che viene la moderna opinione artistica, che non discende dalla grecia
ma dalla Siria. Gli ellenisti sentono con ragione che l'arte del Palladio proviene

tempo
Sono fori
dal

della

le

decadenza che

chiamato recentemente barocco romano".


teatri e gli ippodromi, dai quali egli prende
non dagli edifici dell' Acropoli di Atene, di cui

si

degli imperatori, le terme,

disposizioni dei suoi progetti e

,,

difficilmente aveva copiose cognizioni.

La meta del Palladio era di dare ampio sviluppo all' arte dell' ultima antichit
persino nei piccoli lavori: cosi le sue ville non hanno pi le torri e altri mezzi di
difesa caratteristiche delle case signorili dell' antico tempo. La nobilt si sentiva
sicura in una legalit rafforzata dalla potenza. Le case di campagna potevano ser*
virle come luogo di societ festevoli.
Esse dovevano mostrare al paese e ai loro
ospiti la ragguardevolezza del possessore, esse avevano in contrapposto del castello
medioevale, forti lavori rappresentativi. Dignit, grandezza, formavano lo scopo che
si proponeva l'architetto.
Per sforzarsi di raggiungerle egli si presenta una vasta
quantit di locali e di masse. Egli cerca di portare le composizioni in manira sems
plice e facile a comprendersi, il che non vuol dire fornire del pittoresco nell' inten*
zione dell' architetto, fornire un quadro animato per mezzo di profondo cambio
delle forme, delle divisioni prospettiche creando cosi un ricco giuoco di linee, di luce
ed ombra. Cosi fanno le ville fiorentine che s'incastrano nel paesaggio, e che nel
paesaggio sono riflesse. Gli edifici del Palladio sono perpetuamente cosi disegnati
che dominano il paesaggio e il dintorno li ripete: v' un cammino diritto dal Maestro
vicentino ad Andrea Lentre, il grande costruttore di giardini della corte francese.
Non sentimento naturale che parla nelle ville del Palladio, non quel sentimento che
ha il bisogno di espandersi nella natura circostante; invece esso esprime un senso
aristocratico nelle disposizioni, il cui piano serva al concetto che la campagna cir*
costante appartenga alla costruzione.
appare come una massa compiuta alla quale conducono i giardini
dintorni servono di scala alla residenza signorile. La tranquillit e
la grandiosit delle forme, la semplicit del motivo, la forte intonazione per mezzo
delle scale scoperte, la disposizione delle colonne, i frontespizi, l'aumento di queste
Perci

la villa

e le fattorie.

il reale bisogno, sono mezzi che dimostrano


avvale di motivi cosi signorili.

parti oltre

che

si

la signorilit

del possessore,

Tra queste ville la pi rinomata la Rotonda. Si d torto al Palladio quando


giudicano i suoi edifizi secondo il desiderio che noi poniamo per l'abitabilit di
una villa, specialmente se la facciamo noi uomini del Nord. Eppure lo hanno
sempre fatto anche i pi valenti conoscitori. Goethe che si produsse, considerando
le opere del Palladio in relazione colla letteratura del tempo e che le ritenne le rive*
lazioni pi elevate della sapienza architettonica, dopo la decadenza dell' antico,
si

chiama

la

Rotonda

.abitata

ma non

abitabile", ,,un

monumento

lussurioso della fors

tuna" del suo costruttore, il quale proprio a causa di questa doveva sopportare di essere
privato del piacere che poteva procurarsi di ottenere pi modestia e minima spesa.

Secondo gli studi del Burger, sembra che il mezzanino sia stato incastrato al
piano, solo posteriormente, coli' intenzione di ricavarvi vani abitabili, poich secondo

\ii

Ciocthc ,,lo spazui che si concede nllc scile e ni vestiboli e molto pi grande di quello
che si d alla casa stessa" bastando appena gli spazi abitabili per bisogni di una
villeggiatura di una ragguardevole famiglia. Lo stesso Palladio voleva ottener ci
i

col sotterraneo: sotto la sala di

mezzo

e le stanze attigue

sono, come egli dice le

comodit ed uso della famiglia" mentre Bertotti del mezzanino supe^


riore, malgrado alcune mancanze dice essere servibile per ,,uso famigliare".
vani
del piano principale li chiama .appartamento nobile". Cosi
possidenti vanno su
per scale oscure in vani brutti e insufficienti del primo piano, e col sono i loro
ospiti! Questo non indizia, come vorrebbero
zelantissimi amici del Rinascimento,
stanze per

la

alla nobilt della vita di allora,

nei quadri del Veronese:

si

ma

adorna

solo a quella specie di gioia festiva che


se stessi e

perch dalla vita limitata d'ogni giorno

si

dintorni per

sale in

la festa; ci si

si

riscontra

sente elevati,

una posizione ragguardevole;

caratteristica delle feste abituali dell" avvenire.

Veramente Palladio aveva raggiunto quel che corrispondeva alla fama e alla gioia
suo tempo, secondo simmetria come una esigenza estetica. La costru?
zione su due assi, ordinata simmetricamente; fatta per l'ammirazione pi che per
I
suoi palazzi sono lo stesso.
il bisogno.
Si osserva per esempio la pianta del
pianterreno del palazzo Chierigati: un seguito di vani non abitabili: la loggia, un
grandioso pianerottolo, una loggiascortile e due scale doppie disposte simmetria
camente. Nel piano superiore una sala per le feste, in quasi tutta la parte centrale.
Tutto ci ben adatto all' uso odierno di pubbHco museo. Questa maniera di dispo?
sizione di vani si trova quasi dappertutto in maggiore o minore quantit ed proprio
di un paese che non affatto esente da crudi inverni.
La corte sostituisce la mancante libera campagna, un pezzo sfarzoso la cui
disposizione supera le facciate stesse di patos. Si confrontano questi cortili con
quelli dei palazzi fiorentini del rinascimento anteriore o anche con quelli dei cons
venti di questo tempol
Nel palazzo Strozzi, nel palazzo ducale di Urbino, una soppressione intenzios
naie delle misure pel raggiungimento di un effetto famigliare: nel palazzo Porto*
Barbarano in Vicenza un'ascensione dell' architettura secondo il tipo delle antiche
basiliche con un potente ordine di colonne in opposizione alla parte visibile dei due
piani, unicamente richiesto dal bisogno estetico. Alle parti visibili si applicarono
gli ordini di colonne e di pilastri con maestria, con giuoco libero, essenzialmente
artistica del

ornamentale.

Le ossature dei fabbricati presentano al piano zoccoli e cornici, finestre e porte


che conducono alla creazione di altre membrature. Se vengono scelti uno o due
ordini, questa non l'espressione di una necessit fondata nella stessa architettura,
ma una conclusione presa arbitrarciamente. Palladio non offre nel piano la condi?
zione oggettiva degli edifici antichi e medioevali in cui noi riconosciamo una delle
sue pi grandi bellezze: la parte visibile non palesa la struttura ma piuttosto la
inviluppa.

Qui la cornice principale corrisponde alla grondaia, l no. La forma artistica


supera la forma dell' opera, la bellezza dell' insieme l'espressione della funzione.
E pi importante pel maestro di costruire all' antico, che di formare il disegno della
struttura della costruzione.

Cosi Palladio un maestro della forma, tipico, riguardo alla libert e alla grandio*
quali eleva le masse e le compartisce, e alla finezza del giuoco di forme
cogli ordini antichi.
Egli lavora per uomini e chiese che vogliono mettere in
sita, colle

XIII

evidenza la loro potenza e la loro posizione sociale con grandiose costruzioni e perci
soddisfano il desiderio dell' architetto di lavorare secondo la sua intenzione.
Non per caso che torna in vigore il sentimento architettonico del Palladio
neir epoca fulgida della corte di Luigi XIV, e che rimane migliorato e rafforzato
dalla nobilt inglese durante il 17" e 18" secolo; e che le chiese di Francia fino al tempo
di Napoleone I rivelano lo spirito palladiano; un arte della rappresentazione esterna,
non della interna necessit, un'arte che si festeggiava con ragione poich cercava
di dare il bello che spesso raggiunse. Ma un arte che lascia sollevare un esame della
bellezza dell' opera architettonica, bellezza non assoluta ma limitata ad uno scopo,
I tempi
richiede per questo una forma rappresentativa. Palladio mori nel 1580.
seguenti lo hanno voluto festeggiare per la sua arte di formale regolarit nell' adem?
pimento dell' insegnamento di Vitruvio. il Maestro delle proporzioni e pratica
l'insegnamento mettendo nelle riproduzioni dei suoi progetti i numeri dei rapporti.
Il che vuol dire che prendendo il piede vicentino come regola fondamentale segn

misure con semplici cifre.


Da lui tolse Francesco Blondel, 1' estetico architetto francese del 17" secolo, la
confermazione della sua teoria costruttiva delle proporzioni, secondo le opinioni di
Anche se Bertotti prov in seguito che le costruzioni come lo mostrano
Boileau.
le sue precise misure, non si accordano separatamente colle regole che loro prescriveva
nei disegni di progetto, si riscontra dalla maniera di abozzo di Palladio la direzione di una
interna misura (modulo), la signoria della robustezza delle colonne come d il
le

modulo.
Secondo

il

grado della stima

di simiH leggi

non fu mai
Rinascimento, quando Bramante

Palladio nel corso dei tempi. Per


di ritorno al

proporzionah, decadde quella del

dimenticato, nemmeno in quei giorni


e persino Brunellesco erano piena*

dapprima da Michelangelo e Bernini, poi dal classicismo


Nei giorni sanguinosi del barocco. Palladio
apparve troppo severo nella sua composizione, troppo sterile e troppo vuoto. Nel
tempo della nuova conoscenza della purezza delle forme ateniesi fu dichiarato come

mente

spinti indietro,

ridestato

nella

direzione ellenica.

insufficiente.

suoi
arte nei tempi pi recenti divenne per molti nuovamente tipica:
non raggiunsero la sua finezza e grandiosit, rincrudelirono le sue debolezze
con nuove inutilit, mancando loro innanzi tutto quell' indipendenza con la quale

La sua

imitatori

Palladio padroneggi l'antico nelle sue costruzioni. Egli cre, perci, l'espressione
un tempo determinato, di una determinata direzione dello spirito, il compimento
di quel gran pensiero di ridare al popolo italiano il suo passato nazionale, il rianno?

il

di

damente all' impero. Per questo le composizioni del Palladio assurgono in alto.
Chi si attenuto semplicemente alle considerazioni stilistiche e dello sviluppantesi
Palladianismo non ha saputo crear mai delle opere equivalenti a quelle di Palladio.

CORNELIO GURLITT

XIV

ANDREA PALLADIO

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PALAZZO ORAZIO PORTO


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PALAZZO ORAZIO PORTO
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(DALL' EDIZIONE:

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PALAZZO ORAZIO PORTO IN VICENZA


(DALL' EDIZIONE:

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PALAZZO CHIERICATI, ORA MUSEO CIVICO,


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PALAZZO CHIERICATI, ORA MUSEO CIVICO,


(DALL' EDIZIONE: VENEZIA

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PALAZZO DEL CAPITANO (LOGGIA PREFETTIZIA,


ORA DEL CONSIGLIO) IN VICENZA
(DALL' EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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(DALL' EDIZIONE:

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PALAZZO PORTO BARBARANO


(DALL' EDIZIONE:

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VICENZA

1776)

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PALAZZO VALMARANA
VICENZA
(DALL' edizione:

IN

VICENZA

1776-73)

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PALAZZO VALMARANA IN VICENZA


(DALL' EDIZIONE: VENEZIA

1870)

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PALAZZO VALMARANA
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(DALL' EDIZIONE:

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VICENZA

1776)

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(IN SEGUITO MAGAZZINO COOPERATIVO


BANCA POPOLARE) IN VICENZA

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1570)

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(IN SEGUITO MAGAZZINO COOPERATIVO


BANCA POPOLARE) IN VICENZA

PALAZZO THIENE
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(DALL' EDIZIONE: VENEZIA

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ANDREA PALLADIO

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PALAZZO PORTO (ORA CASA DEL DIAVOLO OD ANTICA


POSTA) IN VICENZA
(DALL' EDIZIONE: VICENZA 1776-78)
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PALAZZO TRESSINO DAL VELO
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CASA VALMARANA
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(DALL' EDIZIONE

VICENZA

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VICENZA

1776-78)

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(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

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ROTONDA PRESSO VICENZA


(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

1776-78)

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(DALL' EDIZIONE: VICENZA

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(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

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VICENZA

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VILLA CERATO IN

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iDALL' EDIZIONE: VICENZA

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VILLA SCHIO IN

MONTECCHIO PRECALCINO

(DALL' EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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VILLA TRISSINO IN CRICOLI


(DALL' EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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SOPRA: VILLA BISSARO IN RETORGOLE


IN BERTESINA
SOTTO: VILLA MARCELLO
EDIZIONE: VICENZA
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1776-78)

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VILLA MARCELLO IN BERTESINA


(DALL' EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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SOPRA: VILLA TRISSINO IN MELEDO


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SOTTO: PALAZZO ANTONINI
VICENZA
(DALL' EDIZIONE:

1776-78)

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PALAZZO ANTONINI
(DALL' EDIZIONE: VICENZA

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VILLA SAREGOS IN MIEGA


(DALL' EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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VILLA BARBARO IN MASER


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(DALL' EDIZIONE; VICENZA

1776-78)

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VILLA ZENO IN CESALTO


(BALL- EDIZIONE: VICENZA

1776-78)

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VILLA MOLIN PRESSO


(DALL' EDIZIONE: VICENZA

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PADOVA

1776-78)

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VILLA PORTO IN VANCIMUGLIO


(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

1776-78)

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(DALL' EDIZIONE:

IN

VENEZIA

1670)

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DI

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MARIA DELLA CARIT IN VENEZIA


(DALL' EDIZIONE: VENEZIA_1570)

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PROGETTO PER LA CASA CAPRA IN VICENZA


(DALL' EDIZIONE: VICENZA 1776-78)

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PROGETTO PER

IL

PALAZZO BARBARANO IN VICENZA


(BALL- EDUIONE:

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1776-78)

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PROGETTO PER

IL

PALAZZO VALMARANA IN VICENZA


(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

1776-78)

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PROGETTO PER UN PALAZZO


VICENZA
(DALL' EDIZIONE:

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VENEZIA

1776-7S)

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PROGETTO PER

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PALAZZO TRISSINO

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VICENZA

(DALL' EDIZIONE: VICENZA 1776-78)

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SOPRA: PIANTA PER IL PALAZZO TRISSINO IN VICENZA


SOTTO: PIANTA PER IL PALAZZO ANGARANO IN VICENZA
(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

1776-78)

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PROGETTO PER

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PALAZZO DELLA TORRE


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PROGETTO PER LA VILLA GARZADORE


(DALL' EDIZIONE: VICENZA

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CHIESA DEL REDENTORE IN VENEZIA


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CHIESA DI

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GIORGIO MAGGIORE IN VENEZIA


(DALL' EDIZIONE:

VICENZA

1776-78)

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CHIESA DI

S.

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GIORGIO MAGGIORE IN VENEZIA


(DALL' EDIZIONE: VICENZA 1776-78)

C.

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C.

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TAV.

ANDREA PALLADIO

TEMPIETTO IN MASER
IDALI.'

EDIZIONE; VICENZA 1776-78;


C.

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TAV. 99

ANDREA PALLADIO

SOPRA: PIANTA DEL TEMPIETTO IN MASER


DELLE ZITELLE IN VENEZIA
DELLA CHIESAVICENZA
PIANTA
SOTTO:
(DALL' EDIZIONE:

1776-78)

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(DALL' EDIZIONE:

IN

BOLOGNA^

1776-78)

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VICENZA

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