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Critica affettuosa dei francesi

Introduzione
Quando delle popolazioni vivono da secoli, da millenni, gli uni accanto agli
altri, maturano per forza una serie di pregiudizi, di stereotipi e di idee ricevuti
rispettivamente.

Inoltre,

in

seguito

guerre

migrazioni

che

hanno

caratterizzato la storia del nostro continente, le nostre popolazioni europee si


sono mescolate. Per esempio, un francese su quattro senza dubbio di origine
italiana, spagnola, polacca o portoghese. Le barzellette si caricano da sempre
di utilizzare le (presunte) debolezze degli uni per far ridere gli altri. I tedeschi,
fieri e bellicosi, si chiedono: Quali sono i due libri pi corti che esistono? e la
risposta : Quello delle ricette gastronomiche del Biafra e quello degli eroi
italiani di guerra
Gli italiani rimproverano loro la storia riguardante un oggetto caro ai
costumi francesi: la ghigliottina. Cerano una volta tre condannati a morte un
italiano, un francese e un tedesco obbligati di mettere, uno dopo laltro, la
loro testa nella lunetta della ghigliottina. La lama, per una ragione inspiegabile
e rarissima, si blocca a met per i primi due che sono graziati e vanno via
cantando. Quando a sua volta mette il suo collo nella lunetta, il tedesco grida:
Aspettate un momento! Ho trovato ci che blocca!
I francesi si chiedono come si possa affondare un sottomarino belga e
rispondono: Semplice! Si bussa alla porta . I Belgi dicono che un francese si
suicida mettendo la pistola pi in alto rispetto alla sua testa poich il suo
complesso di superiorit a cui deve mirare. Si potrebbe evidentemente scrivere
un interno libro sulle barzellette reciproche tra Europei, rivelatori dei pregiudizi
e dei complessi che abbiamo gli uni nei confronti degli altri e questo, a volte,
da alcuni secoli.
Bisognerebbe far riferimento alle idee, pi o meno stereotipate, che i
giovani stranieri si fanno della Francia in seguito a un periodo di studi o di
lavoro nellEsagono. Il web (scusate, la rete) ci offre una grande quantit di
esempi a questo proposito. I francesi sono formali nei saluti: bisogna stringere
la mano, dare un bacio, dire buongiorno, arrivederci. Vogliono spesso sapere
quando ci si rivedr. Dicono sempre: Dovremmo mangiare insieme uno di

questi giorni, poi non vi chiamano mai!, scrive Charlotte, attrice americana.
un po un clich, lo so, ma sono daccordo nel dire che i francesi sono
individualisti, cio che non vi parlano spontaneamente. Durante le serate
restano in piccoli gruppi, occorre molto tempo per integrarsi in un gruppo e, in
generale, ci si introduce da qualcun altro, questa lopinione della Brasiliana
Monica, artista di professione. Una belga trova i francesi un po patriottici e
gli italiani piuttosto freddi. Ad ognuno il suo punto di vista.
Tutto ci potrebbe formare un libro ma non si tratta di unopera che tenete
tra le vostre mani. Qui, il mio obiettivo di scavare tra le idee ricevute e
dunque tra le false certezze che, allinizio del XXI secolo, circolano in Francia
sui francesi stessi.
Alcune pagine di questo libro che contiene molte opinioni personali,
quindi per definizione, soggettive provocheranno certamente qualche
innalzamento di sopracciglia, ma spero che altre facciano sorridere. Sorridere
allevia la tensione e aiuta a lottare contro lorticaria! Sorridere senza cattiveria,
senza andare a riaprire i vecchi e pesanti dossier seppelliti dalla nostra storia,
generati da una rivalit insensata tra europei. Nel XXI secolo, sorridere pu
aiutarci ad amarci e abbiamo un grande bisogno di amarci. Quando milioni di
tedeschi faranno lamore con dei britannici, degli italiani con degli spagnoli, dei
polacchi con dei francesi, eccetera, nascer una nuova generazione per la
quale le frontiere tra le nazioni non conteranno pi
In generale, la ricerca delle idee ricevute implicano una certa ironia,
poich

si

tratta

di

smascherare

delle

menzogne

(o

perlomeno

delle

esagerazioni) ammesse. Nel caso specifico della Francia, questo lavoro molto
complicato: alcune certezze fanno in effetti veramente parte dei mobili e i
media se ne servono come se si trattasse della cosa pi naturale al mondo.
Immagino quale sarebbe stato il mordente della stampa italiana se, nella
primavera del 1986, subito dopo la catastrofe di Chernobyl, il governo avesse
annunciato che le insalate e gli altri prodotti della terra fossero molto sani
poich la nube radioattiva aveva circondato la penisola evitando cautamente di
entrarvi. Nessuno avrebbe creduto a una menzogna del genere che invece
stata accettata dallopinione pubblica francese. La fiducia nello stato e nel
nucleare un esempio schiacciante delle certezze francesi.

Altro esempio, il 10 dicembre del 2008 un guerrigliero colombiano ottiene


lasilo politico in Francia. La radio pubblica France Info diffonde la notizia in
questo modo: Un ex comandante delle FARC accolto nel paese dei diritti
delluomo. Tutti i paesi democratici aprono (pi o meno) le frontiere ai rifugiati.
Se il nostro guerrigliero pentito fosse stato accolto (come in passato lo sono
stati decine, centinaia, migliaia di perseguitati sudamericani) in Germania,
Belgio, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi o in Italia, i media avrebbero
salutato il suo arrivo senza aver bisogno di dire che era sbarcato nel paese dei
diritti delluomo. Ma, ancora nel XXI secolo, la Francia adora nutrirsi di
certezze, soprattutto nazionali.
Pu essere che la morale di questo libro sia semplicemente la seguente: i
francesi soffrono molto dei loro bisogni antichi (oramai totalmente inutili) di
provare a se stessi, e agli altri, che sono semplicemente eccezionali. A mio
avviso, vivranno meglio il giorno in cui si sentiranno liberi di essere normali;
esattamente come tutti gli altri popoli dEuropa e del mondo. Accettare la
normalit molto pi rilassante di dover sempre imporsi. La normalit non ha
la vocazione di esaurire il sistema nervoso. Ecco un buon argomento di
riflessione per il paese numero uno mondiale nella consumazione di ansiolitici.
Unulteriore eccezione francese
Le idee ricevute dalla Francia attuale possono rispondere ai bisogni di
autocelebrazione e a volte di autofustigazione. Desidero sfumare luna e laltra.
Largomento principale di questo libro prima di tutto la mia esperienza
personale:

trentadue

anni

(di

cui

ventitr

passati

in

Francia

come

corrispondente di numerosi media italiani) dinteresse cresciuto per le


vicissitudini francesi, la lettura sistematica della stampa francese, i consigli di
molti amici (che ringrazio in modo collettivo) e infine un hobby un po
particolare e terribilmente ingombrante: la collezione di vecchi giornali
francesi.
Ogni sabato mattina (o quasi) da ventanni, vado al Mercato del libro
antico e doccasione del giardinetto pubblico Georges-Brassens, nel quartiere
parigino in cui viveva un tempo questo straordinario poeta e musicista, per
chiacchierare con i miei amici lettori, bere un bicchiere di rosso e cercare dei
libri o dei giornali antichi che parlino dellEuropa e delle popolazioni che la
compongono.

Il mio ultimo acquisto un libro pubblicato nel 1847 dallo storico francese
Henri Martin (1810-1883). Inizia con queste parole: Questo il frutto di
quindici anni unicamente dedicati a studiare il fasto e il genio della Francia. Il
fasto e il genio della Francia! Esempio tipico delle simpatiche idee ricevuti,
presentate da un po di tempo nellEsagono! Il nostro amico Martina finisce il
suo libro in questo modo: La Francia, se sa volerlo, manterr e sceglier, nelle
epoche a venire, luniversalit del suo genio. [] La societ, ridotta in polvere
dallindividualismo, si riformer in un ordine pi equo. [] La Francia rester il
popolo dei saggi, delle fusioni, della variet e della libera attivit. Gli elementi
differenti si coordineranno al posto di distruggersi. La Francia sar pi che mai
il centro morale e intellettuale del mondo. Cocorico!
Centosessantanni pi tardi, il 25 gennaio 2007, il candidato alla
presidenza Nicolas Sarkozy fa un discorso a Saint-Quentin, citt natale di Henri
Martin, e sembra ritrovare il lirismo nazionale di questultimo: Volevo parlare a
questa Francia che a cos spesso sofferto, che soffre ancora ma che non vuole
dar niente ai suoi sforzi e al suo coraggio. A questa Francia che, per aver
affrontato molte prove, che ha superato molti drammi, che si creata un
carattere, una personalit la cui forza ha spesso sbalordito il mondo. A questa
Francia di sempre, a questa Francia che la vera Francia, quella che sinscrive
in una lunga storia, quella che la somma di tutti questi destini individuali,
quella che non pu morire perch ciascuno di voi vuole chessa viva. [] Ci
che un gioco, una concezione delluomo. Poich cos la Francia se non
innanzitutto unidea delluomo, del rispetto che gli si deve, dei diritti che niente
pu ritirargli? Cos la Francia se non un combattimento multisecolare per la
dignit della persona umana e per la sua libert? Cos la Francia se non una
cultura che si vede lereditaria di tutte le culture che nel mondo hanno portato
allidea dumanit? Cos la Francia se non la fede nella capacit delluomo a
migliorarsi? Cos la Francia se non questo continuo sforzo per fare la sintesi di
ci che vi di pi grande e di pi bello negli uomini, se non questo intercessore
unico tra ci che c di singolare in ogni uomo e ci che c di universale in tutti
gli uomini, tra il sentimento di ciascuno e la ragione di tutti?. Ri-cocorico
Il tempo passa, lenfasi resta. E anche il dubbio che spesso si trova
qualcosa di misteriosamente vero in certe idee ricevuti. Come un esoterismo
degli stereotipi. Un giorno, un amico giornalista italiano venuto a cenare da

me a Parigi e mi ha parlato di una recente operazione chirurgica dicendo: Mi


hanno messo nel cuore un pezzo di maiale. Poi ha citato ridendo il
Dizionario delle idee ricevute di Flaubert, che afferma: PORCO. [] Linterno
del suo corpo essendo uguale a quello di un uomo, bisognerebbe servirsene
negli ospedale per apprendere lanatomia. Profetico, anche se Flaubert non
avrebbe potuto immaginare i trapianti dorgani. Flaubert descrive anche una
Francia sempre attuale. Come quando scrive: DECORAZIONE (della Legione
dOnore). Scherzare su di essa ma desiderarla. Quando la si ottiene, dire
sempre che non la si richiesta. O: FONDI SEGRETI. Somme incalcolabili con
le quali i ministri acquistano le coscienze. E ancora: GIORNALI. Non potersi
controllare. Ma tuonare contro. Molto attuale.
Preferisco parlare le idee ricevute dei nostri giorni e messe in dubbi dai
fatti. Per esempio, bisogna relativizzare il ruolo di tutti i pasi che si credono
superiori agli altri. Sembrerebbe che in Francia alcune persone coltivano ancora
e si prendono cura degli stereotipi come le piante del loro giardino. Esse sono
legate alle certezze sul patrimonio del secolo dei Lumi e su una Parigi che
illumina il mondo con le sue energie vecchie e nuove. Bisogna conservare degli
amalgami, delle confusioni e delle cattive connessioni. Credendo che una
singola luce geniale colleghi la Francia dellIlluminismo a quella del nucleare, si
rischia seriamente il corto circuito.