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Appunti di Ecologia Generale

Lecologia studia i rapporti tra gli organismi viventi e lambiente in cui vivono;
loggetto dello studio lecosistema, cio unentit complessa formata da una
comunit biotica che interagisce con la parte abiotica (ambiente chimico-fisico).
Possiamo avere microecosistemi (un lago, la rizosfera ecc.) oppure grandi ecosistemi,
i biomi (la tundra, loceano, la prateria ecc.).
Lo studio degli ecosistemi ha messo in evidenza due principi universali che regolano
tutti gli ecosistemi: il flusso unidirezionale dellenergia e la circolazione della
materia.
Il flusso unidirezionale dellenergia regolato dai due principi della termodinamica.
Il primo principio (legge della conservazione) stabilisce che lenergia pu essere
trasformata da un tipo (luce) ad un altro (energia chimica di legame, calore), ma non
mai creata n distrutta.
Il secondo principio stabilisce che non pu avvenire nessun trasferimento di energia
senza perdite legate allaumento di entropia del sistema. La vita sulla terra, quindi,
dipende esclusivamente dal flusso energetico proveniente dal sole.
Lenergia solare viene trasformata in energia chimica da parte dei produttori
(organismi autotrofi), la cui sostanza organica diviene fonte di energia per i
consumatori e per i decompositori.
La materia, a differenza dellenergia, circola in un ciclo chiuso: la biomassa prodotta
dai vegetali viene utilizzata dagli erbivori che a loro volta sono predati dai carnivori,
questi, una volta morti, vengono attaccati dai decompositori che chiudono il ciclo.
La velocit del trasferimento di energia e della circolazione dei materiali stabiliscono
il ritmo di vita ed il numero di organismi del sistema, determinando diverse situazioni
dinamiche che vengono chiamate: successioni ecologiche. Gli ecosistemi non sono,
quindi, immutabili nel tempo ma evolvono verso uno stadio di maturit: la comunit
finale (climax). Lo stadio di climax corrisponde al massimo di staticit che le
condizioni climatiche, biologiche e fisico-geografiche permettono in quell ambiente.
Per arrivare a questa situazione si sono succedute comunit sempre pi efficienti, con
un alto grado di autoregolazione, fino ad arrivare al limite massimo consentito che
il Climax. Le comunit pi semplici (ecosistemi giovani) sono caratterizzati da una
bassa diversit biologica con un elevato numero di individui per ogni specie. La
comunit pi complessa (il climax) caratterizzata da una grande diversit biologica
(elevato numero di specie presenti) con un basso numero di individui per specie.
Dal punto di vista trofico un ecosistema appare formato da due categorie
fondamentali: gli autotrofi e gli eterotrofi.
Si definiscono autotrofi, o produttori, quegli organismi capaci di sintetizzare
materiale organico ad alto contenuto energetico, partendo da composti inorganici
poveri di energia, servendosi, ad esempio, dellenergia del sole.
Si definiscono eterotrofi, o consumatori, quegli organismi incapaci di sintetizzare i
composti necessari al loro sostentamento, dipendendo, per essi, dagli autotrofi.

Ogni organismo dellecosistema occupa un habitat, definibile come il luogo fisicochimico dove una specie vive; lhabitat lindirizzo (Odum 1971).
Ogni organismo occupa una nicchia ecologica che rappresenta il ruolo che esso
svolge in quellambiente: una caratteristica della specie paragonabile alla
professione di un individuo nella societ (Odum 1971).
Lanalisi trofica di un ecosistema porta a valutare qualitativamente e
quantitativamente i rapporti tra gli organismi; il trasferimento dellenergia alimentare
dalla sorgente (le piante), passando attraverso una successione di organismi, per stadi
caratterizzati da atti trofici, viene definito catena alimentare. Pi catene semplici tra
loro interconnesse formano le reti alimentari.
La valutazione quantitativa dellenergia di un ecosistema consente di stimare la
produttivit dei vari livelli trofici dellecosistema stesso. La produttivit definita
come la quantit di materia vivente prodotta da un livello trofico (o specie) in una
determinata area o volume in un determinato arco di tempo. Tutta lenergia fissata
dalla fotosintesi, in una determinata superficie in un tempo determinato tempo
esprime la Produttivit Primaria Lorda (PPL). Una parte di questa produttivit viene
utilizzata dalle piante stesse per la Respirazione (R) e dispersa come calore.
La Produttivit Primaria Netta (PPN) esprime la capacit produttiva di biomassa
effettivamente disponibile per i consumatori; essa si ottiene da questa equazione :
PPN= PPL-R.
Un importante indice di valutazione della maturit degli ecosistemi dipende dal
rapporto tra produttivit (P) e respirazione. In un sistema giovane (comunit pioniere)
lindice superiore a 1 (c surplus di biomassa); nello stadio di climax lindice
uguale a 1; negli ecosistemi inquinati la P inferiore a R pertanto il rapporto
inferiore a 1 e c linvoluzione dellecosistema fino alla morte delle stesso.

Ecologia di popolazioni
Lecologia di popolazioni studia come variano le popolazioni nel tempo e nello
spazio. importante perch permette di fare delle previsioni sulla distribuzione
spaziale e sulla consistenza numerica delle popolazioni nel tempo, in modo da
valutare gli impatti antropici su di essa.
Le popolazioni si caratterizzano per una serie di parametri misurabili che sono:
mortalit, natalit, immigrazione, emigrazione, potenziale biotico.
La propriet intrinseca degli organismi di riprodursi e, quindi, di aumentare di
numero, rappresenta il potenziale biotico (R). Esso dipende dal numero di individui
prodotti ad ogni generazione, dal numero di riproduzioni in un dato periodo di tempo,
dal rapporto sessi e della capacit generale di sopravvivere in certe condizioni fisiche.
Traducendo il concetto in termini matematici possiamo dire che il potenziale biotico
rappresenta la massima velocit di accrescimento di una popolazione che si pu
realizzare quando non esiste alcuna forma di limitazione sui tassi di natalit e di
sopravvivenza. In assenza di fattori limitanti la variazioni degli individui nellunit di
tempo uguale al prodotto del potenziale biotico per la dimensione della popolazione
(crescita esponenziale).
Laumento della popolazione, per, controllato dalla resistenza ambientale che
rappresenta la massima dimensione della popolazione che pu essere mantenuta nelle
condizioni esistenti. Tale resistenza determina una curva di crescita sigmoidale
(crescita logistica).
La dinamica di popolazione prevede due differenti strategie attraverso le quali la
specie si accresce e si afferma in un ecosistema: strategia r e k. Quella r basata sul
potenziale riproduttivo, quella k sulla capacit di adattamento.

Agroecosistema
Lagroecosistema una struttura ecologica, creata dalluomo, in cui vengono fatte
sviluppare una o poche specie ( vegetali o animali) che, a seguito di interventi
agronomici, sul terreno, sul clima e sui fattori biologici fornisce una produzione
valutabile in termini economici. La differenza fondamentale tra un ecosistema
naturale e lagroecosistema e lasportazione di biomassa vegetale ed animale come
prodotto agricolo; questa differenza costituisce la causa che pu determinare
lincapacit dellagroecosistema di autosostenersi, per le gravi perdite di energia e di
materia. La necessit di utilizzare energia ausiliaria in questa struttura determina
conseguenze sullambiente e in particolare sulle acque. La principale fonte di
inquinamento la perdita di azoto sotto forma nitrica per dilavamento.
La monocoltura e lallevamento di una o poche specie animali porta ad un
impoverimento della biodiversit sia in termini ecologici che genetici.
Inquinamento atmosferico
Linquinamento atmosferico dovuto principalmente allutilizzo di combustibili
fossili che determinano un incremento di anidride carbonica nellatmosfera. Questa
molecola impedisce la dispersione della radiazione a lunghezza donda maggiore
(infrarosso) incrementando la temperatura a livello globale. Laumento della
temperatura dellaria e degli oceani sta determinando degli effetti sul clima con
aumento della frequenza degli eventi estremi.
Nei processi di combustione si sviluppano anidride solforica e nitrica che reagendo
con il vapore acqueo portano alla formazione di acido nitrico e solforica che
abbassano il pH delle precipitazioni (piogge acide) con conseguenze sulla
vegetazione e sul patrimonio monumentale.