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11)18

note inedite di Stojan Novakovi sulla


Serbia, la sua storia e i suoi rapporti
con il resto deuropa
Tra i pionieri della slavistica italiana si distingue Angelo De Gu
bernatis (18401913), che indovina lemergere del mondo slavo nel contesto
culturale europeo. Il presente studio intende approfondire un aspetto specifico
dei contatti serbi di De Gubernatis, riportando materiali inediti indirizzatigli
da Stojan Novakovi.
Il punto pi intenso della serbofilia di De Gubernatis rappresentato dal
suo viaggio a Belgrado, intrapreso allinizio del 1897. Laccoglienza al letterato
italiano venne organizzata da Milenko Vesni e Stevan Popovi, che coinvol
sero lAccademia delle scienze (di cui De Gubernatis era ) e
la corte di Aleksandar Obrenovi. De Gubernatis ricav da questo viaggio un
volume di carattere divulgativo, La Serbie et les Serbes, lectures et impressions
(Florence, 1897), che tracciava un ampio resoconto sul paese. Lidea del libro
era stata concordata con gli amici belgradesi: De Gubernatis aveva pregato
Vesni, Popovi e Novakovi di aiutarlo con materiali informativi. Dei mate
riali inutilizzati, o utilizzati solo indirettamente, si conservano alla Biblioteca
Nazionale di Firenze, tra gli illeggibili, alcune pagine di descrizione sinte
tica della storia serba preparate da Stojan Novakovi, che fino allanno prima
era stato anche capo del governo del paese. Gli appunti di Novakovi sono la
risposta ad una sorta di questionario del De Gubernatis, che cercava risposte
su alcuni quesiti che riteneva cruciali per il libro. Nel volume vengono riportati
integralmente i testi delle conferenze, ricchi di solenni proposizioni in favore
di una pacifica sistemazione federale e fraterna dello scacchiere balcanico.
La prima met del libro invece occupata da una descrizione della Serbia dal
punto di vista geografico, storico, politico, sociale, con qualche riferimento ai
costumi folklorici e allepica, in particolare a Marko Kraljevi. Una delle mi
gliori fonti di ispirazione costituita dalle note storiche fornite da Novakovi,
per quanto De Gubernatis, come testimoniano diversi passaggi del libro, se ne
servisse solo parzialmente. Sembra trasparire anche un disegno politico teso
alla confederazione degli stati balcanici e in particolare ad avvicinare il pi
possibile lo stato serbo a quello romeno, in un processo che Novakovi doveva
condividere e aveva favorito nella sua attivit di statista. Nellanalisi della
situazione geopolitica dei serbi, De Gubernatis si rifaceva in ampia misura


, , . 187195.

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Stefano Aloe

alle vedute di Novakovi, per es. sulla questione della difficile convivenza con
gli albanesi; anche lidea di uninfluenza italiana puramente spirituale nei
Balcani, ispirata allo splendore culturale che Venezia e Ragusa diedero alla
Dalmazia, era idea che avvicinava De Gubernatis a Novakovi, cos come il
motto les Balkans aux peuples balcaniques. Il grande equilibrio intellettuale
e il forte senso diplomatico di Stojan Novakovi, capace di conciliare e al tempo
stesso tenere separati i due piani dello storico e del politico, emerge dalle sue
note scritte per De Gubernatis. Esse vengono riportate nella loro interezza,
nelloriginale francese, in appendice a questo saggio.

La storia dei rapporti culturali italo-serbi nel suo complesso ancora aspet
ta di essere scritta; esiste per unampia letteratura che ne ha messo in luce
svariati aspetti e ci permette di constatare con sicurezza la notevole intensit
di tali rapporti. Un prezioso raccoglitore di saggi su questo argomento il
recente archivio on-line http://www.rastko.net/italia/, che si va rapidamente
allargando, ma ospita comunque ancora non pi che una scelta nella produ
zione scientifica serba e italiana.
Di certo, uno dei periodi cruciali per i rapporti culturali italo-serbi la
seconda met dellOttocento, quando le due nazioni hanno ormai conquistato
la propria indipendenza e avvertono sempre pi fortemente la necessit di
stabilire dei legami con lesterno, cercando legittimazione in un contesto pa
neuropeo. In particolare, per la Serbia di quel periodo impellente il bisogno
di uscire da un isolamento che viene avvertito come accerchiamento (giustifica
ampiamente questa sensazione il vicinato di due imperi, ottomano e asburgico,
ostili alla Serbia per la sua posizione chiave nello scacchiere balcanico). In
Italia il crescente interesse per la penisola balcanica trova fondamento nel
retaggio veneziano della costa illirica e di molte isole greche. Non a caso,
la maggior parte degli intermediari culturali fra Italia e Slavia meridionale
sono oriundi della Dalmazia, come il pi celebre ed importante fra di essi,
Niccol Tommaseo, ma anche, per fare un altro esempio significativo, il serbo
di Cattaro Marko Car, bilingue e perfettamente a suo agio tanto in ambito
jugoslavo che italiano.

Alcune fra le opere pi significative per una bibliografia sul tema sono quelle di .
, . -
XIX , , 1979; N. Stipevi, Serbia e Italia nel XIX secolo, Quaderni
Giuliani di Storia, XXI, 1, 2000, pp. 722; A. Tamborra, La crisi balcanica del 18851886 e
lItalia, Rassegna storica del Risorgimento, LV, fasc. 3, 1968, pp. 371396; . Cronia, La
conoscenza del mondo slavo in Italia, Padova, 1958; N. Tommaseo, Scritti editi e inediti sulla
Dalmazia e sui popoli slavi, a cura di R. Ciampini, t. I, Firenze, 1943; S. Bonazza, Recepcija
Vuka
S

.
Karad

a
u

Italiji,

in
, , 17(1987),
pp
. 485500;
M. R. Leto, La fortuna in Italia della poesia popolare serbo-croata dal Tommaseo
al Kasandri, in Europa orientalis, XIV, 1995, 1, pp. 217287.

Su alcuni contributi di Car alle relazioni italo-serbe e pi in generale italo-jugoslave
rimando ad un mio recente saggio:

.
,
,

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

97

Istria, Dalmazia, Montenegro sono terre multietniche e bilingui, e per


questo votate a tale ruolo di mediazione culturale italo-slava. Ovviamente, assai
meno numerosi sono allepoca coloro che nella penisola italica si addentrano
in tematiche slave (e la slavistica tarder molto a mettere radici in Italia, anche
rispetto ad altre nazioni europee). Tra questi pionieri si distingue un erudito
torinese, Angelo De Gubernatis (18401913), il quale con grande passione, e
con intuizione spesso felice, precorre i tempi e indovina lemergere del mondo
slavo nel contesto culturale europeo. Fra i primi in Europa si accorge della
grande produzione letteraria russa; fra i primi in Italia si avvicina ai centri di
produzione del pensiero e della cultura della Slavia meridionale, in particolare
Belgrado, Zagabria e Zara, ma anche Sofia e il Montenegro, intessendo una
rete straordinariamente fitta e intensa di contatti con i maggiori intellettuali
della penisola balcanica. A tale argomento ho dedicato una monografia, alla
quale rimando per maggiore approfondimento. Il presente studio intende
invece approfondire un aspetto specifico dei contatti serbi di De Gubernatis,
riportando dei materiali inediti di notevole interesse appartenenti ad uno dei
personaggi simbolo della cultura serba, lo storico e uomo politico Stojan
Novakovi.
Il primo contatto fra De Gubernatis e Novakovi risale alla fine del 1878,
periodo in cui lerudito italiano, fino ad allora legato soprattutto alla Russia,
comincia a mostrare i primi segni di interesse anche per la Slavia meridionale.
Allepoca De Gubernatis aveva da poco lasciato la direzione della fiorentina
Rivista europea, da lui stesso fondata nel 1869. Tra i collaboratori pi as
sidui della rivista figurava lo slavista francese Louis Leger, che le garantiva
notizie sempre fresche e particolareggiate su avvenimenti e tendenze culturali
dei paesi slavi. Fu proprio Leger a segnalare Novakovi a De Gubernatis, che
cercava un consulente autorevole per la compilazione della parte serba di una
sua opera enciclopedica, il Dizionario biografico degli scrittori contemporanei
(Firenze 1879), dove avrebbero dovuto figurare le bio-bibliografie dei pi
illustri letterati e intellettuali viventi di ogni paese. In generale, i consigli di
Leger sul mondo slavo furono molto preziosi e attentamente ascoltati da De
Gubernatis: per le biografie del Dizionario, Leger suggeriva di rivolgersi ai
nomi pi autorevoli di ciascuna nazione, ovvero M. le Chanoine Docteur
Racki prsident de lAcadmie des Slaves mridionaux (Zagrabie: Agram),
M. Stojan Novakovich bibliothcaire et membre de la Socit des Sciences

Rivista contemporanea (1888), in Lo sviluppo della slavistica negli


imperi europei = . Atti del convegno
internazionale della Commissione per la Storia della Slavistica dellMKS, a cura di / .
Stefano Aloe, Milano, 2008 pp. 147167.

S. A loe, Angelo De Gubernatis e il mondo slavo, Pisa, 2000.

Vedi anche: S. A loe, Angelo De Gubernatis et Louis Leger: une collaboration aux
sources de la slavistique italienne et franaise, Revue des tudes slaves, vol. LXXI/4, Paris,
2000, p

. 724.

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Stefano Aloe

Belgrade, au prsident de la socit royale des Sciences Prague, M.


Vlek directeur de la Revue Osvta, (Ostrovn Ulica N.6) Prague e M.
J.E. Schmaler Bautzen (Saxe) pr la littrature serbe de Lusace.
Attento al consiglio di Leger, De Gubernatis contatt Novakovi, che
rispose positivamente alla fine del 1878. Per la verit, il ruolo di Novakovi
non fu molto attivo, poich si limit essenzialmente alla distribuzione tra
alcuni letterati meritevoli di un questionario bio-bibliografico prestampato,
preparato da De Gubernatis per raccogliere i dati necessari; stava poi agli in
teressati rispedire a Firenze i questionari compilati. Tuttavia, questo contatto
apr la strada a nuove occasioni di relazione con Novakovi negli anni a venire.
Inoltre, fra i letterati serbi contattati da Novakovi spicca il nome di un altro
storico, Stojan Bokovi, che entr in collaborazione e personale amicizia con
De Gubernatis, avvicinandolo progressivamente alla Serbia.
Di fatto, tutta la penisola balcanica, ma in modo particolare la Serbia,
divennero oggetto di grande interesse e simpatia da parte di De Gubernatis.
Negli anni 80 egli sviluppa unampia corrispondenza con numerosi letterati
slavo-meridionali e balcanici: Bokovi, Novakovi, Milenko Vesni, Marko
Car, Laza Kosti, Vladan orevi fra i serbi, Franjo Raki fra i croati, e molti
altri. Nellultimo decennio del secolo De Gubernatis giunge ad intraprendere
una serie di viaggi per lEuropa centro-meridionale (Ungheria, Croazia, Serbia,
Romania, Bulgaria), autodefinendosi, con una certa dose di megalomania,
ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Questi viaggi, organizzati
in collaborazione con accademie scientifiche e autorit letterarie, permisero
a De Gubernatis di ritagliarsi un ruolo di singolare semiufficialit, e di ve
nire introdotto in pompa magna alle corti dei giovani stati balcanici Serbia,
Bulgaria, Romania con proposte velleitarie sui destini della regione, basate
su ipotesi di alleanze, leghe doganali, ampie koin culturali che, da una parte,
legassero il Mediterraneo orientale allItalia, e dallaltra, accentuassero la fra
tellanza fra popoli simili, in particolare fra gli slavi meridionali. Nonostante la
vaghezza di tali impeti, o forse proprio per questo, tali proposte suscitavano
simpatia verso il letterato italiano e trovavano unassonanza con le idee di
unit jugoslava (non da ultimo con la visione politica sviluppata da Stojan


Louis Leger, Lettera ad A. De Gubernatis, s.l., s.d. [Paris, 1878], Biblioteca Nazionale
di Firenze (in seguito BNF), carteggio De Gubernatis (in seguito cart. DG), cassetta

75, n 11
.
Per altri paesi slavi (in particolare Russia e Polonia) De Gubernatis aveva contatti diretti e non
aveva quindi bisogno della consulenza di Leger.

Stojan Novakovi, Lettera ad A. De Gubernatis, Belgrade, 16 Decembre 1878, BNF,
cart. DG, cass. 93, n9.

Vedi: Aloe, Angelo De Gubernatis, cit.;

.
,

. 32/2
(1974), p

. 282292;

.
, ,

, 25/1 (1977), p.171176.

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

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Novakovi negli anni 90). Chiaramente, queste fatiche di ambasciatore


itinerante non produssero altro risultato che non la soddisfazione personale
di De Gubernatis per una accoglienza sempre benevola da parte dei vertici
politici e accademici delle nazioni visitate; un riflesso positivo di questi con
tatti sta nellattivit pubblicistica di De Gubernatis, che divulga informazioni
sulle culture dei popoli balcanici dapprima sulla sua Revue internationale
di lingua francese (18831887), e in seguito in altre riviste da lui fondate,
oltre che in una serie di volumi di carattere divulgativo (resoconti di viaggio)
o enciclopedico.
La collaborazione con Stojan Novakovi, episodica nel 1878, divenne
pi stretta allatto della nascita della Revue internationale, alla fine del
1883. Con la Revue internationale, De Gubernatis puntava a mettere un
accento particolare sulle realt culturali meno note dellEuropa dellepoca,
conferendo alla rivista un tono ampiamente internazionale. A questo scopo, De
Gubernatis si rivolse ai migliori colaboratori di vari paesi dEuropa; fra questi,
vennero contattati Bokovi e Novakovi, ed entrambi si resero disponibili ad
una collaborazione regolare alla nuova rivista. La risposta di Novakovi fu
immediata, mentre Bokovi diede notizia di s solamente alla fine del 1884.
La Revue internationale ospit nel 1884, nel giro di breve tempo, due corri
spondenze da Belgrado, firmate entrambe dal professor Novakovi.10 Tuttavia,
la collaborazione dello storico serbo si interruppe subito, verosimilmente a
causa della sua nomina a ministro dellinterno del suo paese.11 Ma lo stesso
Novakovi mise in contatto De Gubernatis con un altro personaggio molto
influente della politica serba, il dottor Vladan orevi, che qualche mese
dopo sarebbe diventato, anche se per breve tempo, sindaco di Belgrado.
Gli impegni politici e accademici di Novakovi limitarono, ma non
impedirono del tutto anche negli anni a seguire il suo rapporto epistolare
con De Gubernatis, sempre pi vicino agli affari politici serbi.12 Il punto pi
intenso della serbofilia di De Gubernatis rappresentato dal suo viaggio a
Belgrado, lungamente preparato e da lui intrapreso allinizio del 1897 (fine
febbraio). Laccoglienza al letterato italiano venne organizzata con la massima


Sul legame fra gli orientamenti di politica estera di
Novakovi e le idee di De Guber
natis torner fra poco.
10
S. Novakovic, Lettre de Belgrade, Revue internationale, t. I, fasc. 1, decembre 1883,
pp. 174180; t. II, fasc. 2, avril 1884, pp. 279283.
11
Vedi: Novakovi, Lettera ad A. De Gubernatis, Belgrade, 24 fvrier 1884, BNF, cart.

DG, cass. 93, n9.


12
Con lattivo appoggio di Bo
ko
vi, De Gubernatis per un certo tempo coltiv il de
siderio di diventare console onorario della Serbia a Firenze, obiettivo che gli sfugg, stando a
quanto risulta dalle lettere del Bo
ko
vi, soltanto a causa dei continui rivolgimenti e crisi che
caratterizzarono la politica interna serba negli ultimi decenni dellOttocento. Vedi Aloe, Angelo
De Gubernatis, cit., pp. 210216.

100

Stefano Aloe

cura da Milenko Vesni e da Stevan Popovi,13 che garantirono piena uffi


cialit allevento, coinvolgendo, oltre allAccademia delle scienze (di cui De
Gubernatis era , in quanto gi nominato, nel 1886, membro
del Srpsko ueno drutvo), anche la stessa corte di Aleksandar Obrenovi.
Infatti, Popovi e, soprattutto, Vesni erano strettamente legati alla regina
madre Natalija e, di conseguenza, erano coinvolti nella serrata lotta politica
che contrapponeva il partito del re Milan a quello di Natalija, che era tornata
in Serbia nel 1895. Anche Novakovi era collocato su posizioni analoghe.
Quasi alla vigilia dei rivolgimenti che, alla fine del 1897, portarono Aleksan
dar a sciogliere il governo radicale di Simi e successivamente causarono il
secondo esilio di Natalija, De Gubernatis ebbe la possibilit di essere ricevuto
dai regnanti serbi in due solenni ricevimenti ufficiali di cui trasmise le proprie
vivide impressioni nelle lettere agli amici serbi e nel volume di impressioni
di viaggio su cui torner fra poco.14
Il viaggio si svolse secondo i piani e nel migliore dei modi. De Guber
natis tenne a Belgrado tre conferenze, destinate a un pubblico diversificato.
La pi significativa era dedicata allavvenire dei popoli slavi.15 Il letterato
italiano vi mescolava unanalisi abbastanza lucida delle dinamiche storiche
che caratterizzavano i popoli slavi con affermazioni disinvolte sulle loro
prospettive di coalizione con altri popoli e sulla loro etnogenesi; affermava,
fra le altre cose, che i serbi sarebbero dei daci slavizzati, e quindi genetica
mente prossimi ai romeni.16 Nonostante la comunanza della lingua, i popoli
slavi, constatava De Gubernatis, sono tra loro diversissimi per cultura, storia,
religione e, secondo la sua opinione, anche per razza. Per questo motivo, le
panslavisme est donc, au fond, une trs grande illusion,17 e ogni home
nazionale slava cercher il proprio centro di gravit: Mosca per la Russia,
Kiev per la Petite Russie, Belgrado per i serbi, Zagabria per i croati, ecc.18
13
De Gubernatis aveva conosciuto il politico e giornalista Stevan Popovi (18451918)
nel 1887, a Firenze, dove laveva ricevuto su raccomandazione di Bokovi; sempre attraverso
una presentazione di Bokovi De Gubernatis aveva fatto la conoscenza con un altro importante
politico serbo, lo storico Milenko Vesni (18621921), intorno al 1896. Di particolare interesse
il rapporto con Vesni, personaggio significativo per i rapporti italo-serbi che nel 1820 sarebbe
diventato presidente del consiglio jugoslavo e come tale avrebbe firmato il trattato di Rapallo
con lItalia (1921). Il suo carteggio con De Gubernatis, abbastanza consistente, tocca da vicino
alcuni momenti cruciali della vita di Vesni e dei suoi rapporti con il potere in Serbia.
14
M
ilenko Vesni

, Lettera ad A. De Gubernatis, Belgrade

,
le
25
Janv
. (5
Fevr
.) 1897,
BNF
,
cart. DG, cass. 130, n48
. Vedi anche lautobiografia di De Gubernatis, Fibra.
Pagine
di ricordi, Roma, 1900, p. 520.
15
Vedi: Aloe,
Angelo De Gubernatis, cit., pp. 223224. La traduzione serba delle
conferenze venne fatta pubblicare da Milenko Vesni
nello stesso anno:

,
,

, 1897.
16
A. De

Gubernatis, La

Serbie
et

les

Serbes,

Florence
, 1897,
p
. 3.
17
ibid., p. 302.
18
ibid., p. 308.

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

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Con questo, per, De Gubernatis non negava, anzi, sosteneva caldamente


lutilit di una coalizione jugoslava, o addirittura pan-balcanica. A Belgrado
disse di sognare la creazione degli Stati Uniti Balcanici: Les tats Units
Balcaniques, o Slaves, Roumains et Grecs, au souffle de la sympathie latine,
pourront dvelopper la plus bienfaisante activit.19
Lidea di pubblicare un libro sulla Serbia era stata concordata da De
Gubernatis con gli amici belgradesi ancora prima di intraprendere il viaggio.
Gi alla fine dellanno vide la luce il suo volume intitolato La Serbie et les
Serbes. Lectures et impressions (Florence, 1897), che tracciava un resoconto
di carattere divulgativo sul paese. De Gubernatis non aveva una preparazione
sufficiente per mettere insieme unopera che doveva fornire informazioni
storiche, culturali, geo-politiche e socio-economiche sul paese. Per questo,
una volta a Belgrado aveva pregato Vesni, Popovi e Novakovi di aiutarlo
nellopera, e aveva fornito loro un elenco di alcune decine di punti di quesiti
su cui procurargli informazioni il pi possibile utili. Tutti promisero, ma di
fatto non molto materiale venne effettivamente preparato, e De Gubernatis,
dato che le risposte ai quesiti tardavano molto ad arrivare, pot servirsene
solo in parte.
Il libro del letterato italiano era concepito sulla falsa riga di quello che
egli aveva dedicato una decina danni prima allUngheria (LHongrie politique
et sociale, Florence, 1885). La scelta della lingua francese rispondeva ad una
precisa filosofia di divulgazione europea, attraverso, cio, lo strumento lin
guistico pi universale dellepoca. Essendo stata la visita in Serbia assai breve
e troppo assorbita da cerimonie, ricevimenti e mondanit belgradesi, il libro
non avrebbe potuto basarsi su reali osservazioni personali di De Gubernatis,
la cui conoscenza della Serbia era piuttosto inconsistente. Per questo era pre
vista la consulenza degli amici belgradesi. Avendo il libro intenti pi o meno
apertamente propagandistici, Vesni non manc di rammentare alcuni punti
che avrebbe gradito vedere sviluppati (Je tiens ce que les deux questions
surtout ny soient point omises: celle de la Bosnie et celle de la Macedoi
ne),20 e sugger di rivolgersi anche alla consulenza del diplomatico Stevan
Pavlovi, in servizio a Roma, qui est un mme temps un lettr et qui viendra
probablement Vous chercher.21 Il governo serbo si impegnava ad acquistare
500 copie dellopera una volta che fosse stata pubblicata, fatto che motivava
le discrete pressioni di Vesni per avere una sorta di controllo sullo scritto di
De Gubernatis; tuttavia, nei mesi successivi una certa inerzia slava, secondo
unespressione di Leger, parve cogliere tutti i volontari collaboratori serbi di
De Gubernatis. Soltanto alla fine della primavera Vesni distribu fra i colleghi
ibid.,
p
. 313.
Vesni, Lettera a De Gubernatis, Belgrade, le 6 Avril (25 III) 1897, BNF,
cart. DG,
cass. 130, n 48.
21
ibid.
19
20

102

Stefano Aloe

impegnati nelliniziativa il questionario preparato da De Gubernatis al fine


di raccogliere il materiale informativo. Lo stesso Vesni forn allamico una
bibliografia ragionata attraverso cui documentarsi:
Ranke, Serbien und die Trkei et Gopevi, Macedonien und Alt-Serbien. En
franais: Saint Rn Taillandier, J. Reinach et Thiers,22 Borchgrave et R. Millet (les
deux derniers ont t ministres en Serbie; leurs ouvrages ont surtout la valeur pour les
questions conomiques). Jajointe tout cela pour votre gout personnel: DAvril Ad.
La bataille de Kossovo, Paris (Libr. du Luxembourg) 1868. En anglais: Thomson,
The outgoing Turk, London (Heissmann) 1897.23 Dans le mme sens que DAvril je
pourrais vous citer Talvj, Volkslieder der Serben, Leipzig (Brockhaus) 1853, ainsi que
Dozon, La posie nationale serbe [...].
Jajoute quavec Ranke vous pourrez consulter pour lpoque aussi Cunibert
B.-S. Essai historique sur les rvolutions et lindpendance de la Serbie, Leipzig 1853.
Lauteur est un pimontais qui a t dans les services du prince Miloche. Un de ses
descendants avait publi il y a 2 ou 3 ans une brochure sous le titre la Serbie, publi
Turin.24

A parte questa segnalazione, per diversi mesi a De Gubernatis arrivarono


da parte di Vesni soltanto richieste di pazientare e assicurazioni sul prossimo
arrivo di materiale da parte di Popovi, Novakovi e dello stesso Vesni,
tutti impegnati in altre attivit. I primi materiali pervennero a De Gubernatis
solo nellautunno del 1897: erano delle note storiche di Stojan Novakovi
sulle interrelazioni storico-culturali dei serbi con gli altri popoli balcanici e
con lItalia, nelle quali si valutavano in particolare gli influssi esercitati sulla
Serbia da parte di culture straniere, come litaliana, la russa, la tedesca e la
francese. Le note di Novakovi, che riportiamo in appendice, sono conservate
in una cassetta di documenti catalogati come illeggibili presso il fondo
De Gubernatis, conservato integralmente presso la Biblioteca Nazionale di
Firenze.25 Esse sono di notevole interesse e costituiscono il fulcro di questo
articolo, anche perch possiamo constatare che De Gubernatis si serv solo in
parte di questi materiali, ed possibile dimostrarlo confrontando le opinioni
espresse da Novakovi con quelle contenute nel libro di De Gubernatis. Anche
Milenko Vesni invi del materiale: un quadro sintetico, in italiano, sulle belle
arti in Serbia, scritto da Z. Raji. Anche questo scritto fu utilizzato in parte da
De Gubernatis ed conservato nella stessa cassetta di illeggibili.26
Nonostante la sostanziale carenza e lentezza negli aiuti promessi, Vesni
insisteva dunque perch il volume di De Gubernatis non uscisse prima del
22
Saint-Rn Taillandier, La Serbie, Kara-George et Milosch, Paris, 1872; J. Reinach,
La Serbie et le Montngro, Paris, 1876; H. Thiers, La Serbie, son pass et son avenir, Paris,
1862.
23
Dans ce sens, Malet, dans une des dernires livraisons de la Revue Bleue. Sur la Bosnie
et lHrzgovine (Nota di M. Vesni).
24
Vesni, Lettera a De Gubernatis, Belgrade le 7/19 juin 1897, BNF,
cart. DG, cass.
130, n 48.
25
BNF, cart. DG, cass. 149, n1 [illeggibili], ff. 340/344; 349.
26
ibid., ff. 345/347.

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

103

loro arrivo. Tuttavia, n lui n gli altri colleghi belgradesi nei mesi seguenti
fornirono ulteriori contributi, cosicch Vesni dovette finalmente arrendersi
allevidenza e accontentarsi di segnalare che des notes assez exactes sur les
hommes politiques de la Serbie se trouvent dans Sentupery, LEurope politique,
huitime fascicule, 1895.27
Alla fine del 1897 il volume La Serbie et les serbes. Lectures et impres
sions vide finalmente la luce. In Serbia il libro fu salutato da un coro concorde
di lodi soddisfatte.28 De Gubernatis vi si dilunga ampiamente, per tutta la
seconda parte, nel rendiconto autocompiaciuto dellaccoglienza ricevuta a
Belgrado e delle celebrazioni mondane con cui lui e la figlia erano stati onorati.
Traspaiono nella descrizione i problemi dinastici degli Obrenovi: De Guber
natis racconta di essere stato ricevuto a corte dal Marchal de la Cour et par
la Dame dhonneur de la Reine Nathalie, une veuve intressante, distingue
et intelligente, Mme Draga Machin,29 colei che pochi anni pi tardi sarebbe
divenuta la sposa di Aleksandar. Estremamente positiva limpressione fatta
sullospite italiano dalla regina Natalija, mentre il giovane re appare in questo
quadro una figura secondaria, succube delle opposte influenze della madre e
del padre, e privo di personalit propria: Le roi Alexandre adore et chrit sa
mre qui continue veiller sur lui, et venre son pre qui, cependant, risque
souvent, avec le bien tre et la paix de son pays, la couronne de son fils.30
Laccenno negativo nei confronti di Milan, seppur velato nei toni, risponde
chiaramente alla scelta di campo degli amici belgradesi di De Gubernatis,
in primo luogo Milenko Vesni. Per questo motivo, non potevano suonare
neutrali le tesi sostenute da De Gubernatis nelle tre conferenze tenute a Bel
grado. Nel volume vengono riportati integralmente i testi delle conferenze,
ricchi di solenni proposizioni in favore di una pacifica sistemazione federale
e fraterna dello scacchiere balcanico: il ruolo di saggio consigliere dei re
balcanici lo lusingava.
La prima met del libro invece occupata da una descrizione piuttosto
manualistica della Serbia, dal punto di vista geografico, storico, politico, so
ciale, con qualche riferimento ai costumi folklorici e allepica, in particolare a
Marko Kraljevi, ma il tutto , ovviamente, di seconda mano e poco sviluppato.
Una delle migliori fonti di ispirazione costituita dalle note storiche fornite
da Novakovi, per quanto De Gubernatis, come testimoniano diversi passaggi
del libro, se ne servisse solo parzialmente.
27
Vesni, Lettera
a De Gubernatis, Belgrade le 16/28 nov. 97, BNF,
cart. DG, cass.
130, n 48.
28
Si complimentarono, fra gli altri, epistolarmente, Stojan Bokovi, Milenko Vesni,
Stojan Novakovi, lambasciatore a Roma Stevan Pavlovi e Stevan Popovi. Popovi rias
sunse in serbo-croato i contenuti del libro in una serie di tre articoli che furono pubblicati dal
Srpski glas di Zara.
29
De Gubernatis, La

Serbie..., cit., p. 229.


30
ibid., p. 232.

104

Stefano Aloe

Non sono, per esempio, attribuibili a Novakovi le affermazioni contenute


nel libro sulletnogenesi dei serbi: stando a De Gubernatis, i serbi sarebbero
discendenti degli antichi daci, e non si distinguerebbero dai romeni se non per
il diverso sviluppo storico che li avrebbe portati a fondersi e ad assimilare le
popolazioni slave giunte pi tardi nei Balcani:
cette race dace qui, aprs avoir donn des Dcbales, enfantait des grandes em
pereurs romains [...], a hrit de Rome le gnie de lassimilation; et par ce gnie [...]
Serbes et Roumains semblent appels une action hgmonique parallle, civilisatrice
dans la peninsule balcanique.31

Nei Balcani ci sarebbero solo tre razze: Daci, Macedo-Epirioti (da cui di
scenderebbero gli albanesi) e Greci. Gli altri popoli, come bulgari e turchi,
sarebbero stati assorbiti da queste tre razze: La premire civilisation des
Slaves est encore le mrite essentiel des Serbes [...]. Le Serbe et le Roumain
au nord, le Bulgare et lAlbanais au sud dont des Daces et des Thraces plus
ou moins dgrads et modifis.32
In tali affermazioni sembra trasparire, pi che unanalisi storica, un
disegno politico, fatto proprio da De Gubernatis, teso alla confederazione
degli stati balcanici e in particolare ad avvicinare il pi possibile lo stato
serbo a quello romeno,33 in un processo che Novakovi certamente doveva
condividere e aveva favorito nella sua attivit di statista:34 se ne trova traccia
nelle sue note, laddove lo storico serbo descrive la progettazione della ferrovia
serbo-romena da Drobeta-Turnu Severin a Ni come una risposta allegemo
nia economico-politica asburgica e il primo passo per la ricostituzione della
romana via danubiana. Novakovi sottolineava anche come a Bucarest hanno
mostrato le migliori disposizioni per la costruzione di un ponte tra DrobetaTurnu Severin e Kladovo.
Nellanalisi della situazione geopolitica dei serbi, De Gubernatis si ri
faceva in ampia misura alle vedute di Novakovi. Per esempio, la questione
della difficile convivenza con gli albanesi emerge dal libro con sufficiente
attualit:
Depuis la domination turque, dont ils ont t en Europe le plus vaillant soutien,
les Albanais sont devenus pour les Serbes et pour les Montngrins, des voisins assez
De Gubernatis, La Serbie..., cit., p. 3.
ibid., pp. 56.
33
Laffinit serbo-romena sottolineata da De Gubernatis si spiega anche con il fatto che
partendo da Belgrado egli si era recato a Bucarest, dove aveva ricevuto unaccoglienza ancora
migliore (se la Serbia ci fu cortese, la Romania ci prese il cuore, vedi De Gubernatis, Fibra,
cit., p. 521).
34
Cfr. . , , in
. : 150- (18421992),
. . , , 1995, . 553584. Dallo stesso volume forniscono ulteriori
informazioni utili sul nostro tema gli articoli di
Vladimir Stojanevi, Ljiljana Aleksi-Pejkovi,
Sima irkovi, Andrija B. K. Stojkovi.
31
32

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

105

incommodes; leurs moeurs sauvages, la montagne surtout, et leur systme de brigan


dage nont trouv aucun obstacle et aucun frein de la part du gouvernement turc.35

Anche Novakovi aveva constatato nelle note le difficolt di relazione con gli
albanesi, ma al tempo stesso si mostrava ottimista sul futuro di questi rapporti
in una prospettiva panbalcanica: da un lato lamentava il fatto che la natura
selvaggia dei turchi e degli albanesi poneva dei seri ostacoli ai progetti di
coalizione balcanica; daltro canto, per, affermava con convinzione e buon
senso il diritto degli albanesi allautodeterminazione nella scelta di una forma
di stato che garantisse loro lindipendenza: Spetta agli Albanesi disporre
della propria sorte come a tutti gli altri. Nessuno nella penisola [balcanica]
scrive Novakovi nega loro la nazionalit, purch siano disposti a servirsi
dei diritti di cui si sono serviti i loro vicini e compatrioti balcanici. Sta a loro
di mettere in piedi il proprio programma e di chiedere o uno stato nei limiti
prescritti dalla loro nazionalit preponderante, o di allearsi con la nazione
balcanica che paia loro la pi conveniente. Ogni soluzione potr essere ben
vista, tranne quella che apra una porta ad influenze straniere e spartizioni,
che appare veramente il punto da evitare prima di tutto. Si va cos lontano
con queste disposizioni che preferibile persino la continuazione del regime
turco ad una soluzione simile. La nota di Novakovi conteneva una risposta
negativa e velatamente polemica al quindicesimo quesito posto da De Guber
natis, nel quale veniva ventilata la possibilit che un principe italiano sotto
il protettorato del re dItalia venisse chiamato a governare lAlbania (idea
che aveva gi cominciato a guidare la politica balcanica del regno dItalia).
E significativo che De Gubernatis nel libro facesse proprie le argomentazioni
di Novakovi, criticando lespansionismo del presidente del consiglio italiano
Francesco Crispi (fautore del protettorato italiano in Albania) e propugnando
uninfluenza italiana nei Balcani di carattere puramente spirituale, ispirata al
tempo in cui Venezia e Ragusa fecero lo splendore culturale della Dalmazia e
delle coste illiriche.36 De Gubernatis rilanciava poi il motto, assai caratteristico
della visione politica dello storico serbo, les Balkans aux peuples balcaniques
(i Balcani ai popoli balcanici).
Pi che dai turchi e dagli albanesi, i pericoli maggiori per la nazionali
t serba secondo De Gubernatis venivano dallimpero asburgico. Anche in
questo forte la lezione di Novakovi, sempre pi orientato, negli anni 90,
a svincolare la politica e leconomia serba dalla dipendenza dallAustria che
caratterizzava la reggenza di Milan e Aleksandar.37 Lopinione di Novakovi
trovava la piena simpatia di De Gubernatis, gi di per s guidato da una vi
sione antiasburgica e convinto che limpero austro-ungarico rappresentasse
il principale ostacolo allautodeterminazione dei popoli slavi e degli italiani
De Gubernatis, La Serbie..., cit., p. 57.
Vedi: ibid., pp. 167170.
37
Cfr. , cit.
35
36

106

Stefano Aloe

irredenti.38 Nel libro, De Gubernatis accoglieva comunque lipotesi morbida


di Novakovi, secondo cui lAustria avrebbe potuto adoperarsi per creare una
Serbie autrichienne indipendente come lUngheria, abbandonando la sua
politica di repressione degli slavi e delle nazionalit non riconosciute. Nelle
note di Novakovi leggiamo infatti che i patrioti serbi cambieranno la propria
inclinazione russofila solo nel caso in cui lAustria adotter il loro program
ma e si decider a realizzare lei stessa, da grande potenza che , lunione
delle trib serbe, allo scopo di costituire ununione del tipo dellUngheria.
Ma dopo la prima cacciata dei Turchi nel XVII secolo fino alloccupazione
della Bosnia (1878) lAustria non ha mostrato altri piani che non fossero
di conquista e parcellizzazione. E se essa volesse seguire una tale linea di
condotta, potrebbe mostrare la propria idea immediatamente, visto che tiene
sotto il proprio scettro gi la maggior parte degli elementi che dovrebbero un
giorno formare lunione serbo-croata o lunione della parte occidentale degli
Slavi meridionali.
In quanto al ruolo della Russia, grande speranza dei serbi, tanto
Novakovi che De Gubernatis denunciano allunisono leccessiva fiducia
dei serbi nellappoggio del grande impero ortodosso: la Russia, scriveva De
Gubernatis, cedeva troppo alla Realpolitik e si sarebbe adattata facilmente ad
una prospettiva di spartizione dei Balcani con lAustria. Novakovi non nega
con questo i punti di affinit fra la Russia e la Serbia, n la possibilit che ne
derivi un reale beneficio per i serbi: lo mostrerebbero le guerre russo-turche,
che hanno aperto nuove prospettive per i popoli balcanici. Ne consegue
annota Novakovi che le speranze serbe e le simpatie per i russi hanno
un fondamento che si basa su di una tradizione antica e profonda e su fatti
palesemente reali. Implicitamente Novakovi ammette la maggiore utilit di
un orientamento realisticamente russofilo rispetto ad un orientamento austro
filo per la politica estera serba; al tempo stesso, mette in guardia da speranze
eccessive, rammentando la preferenza russa per i bulgari allindomani del
trattato di San Stefano e la sorte della Polonia spartita fra gli imperi. Sono
argomenti che rispecchiano in pieno lalacre attivit del Novakovi politico,
specialmente la sua esperienza di primo ministro e contemporaneamente di
ministro degli esteri nel 18951896. De Gubernatis, riprendendo quasi alla
lettera le argomentazioni di Novakovi, ne condivideva pienamente il sen
38
De Gubernatis si era a pi riprese impegnato su questi temi, in particolare con la
fondazione della Rivista contemporanea (1888), attraverso cui aveva ingaggiato una vera e
propria sfida al governo asburgico sul tema dei diritti degli italiani di Trentino, Istria e Dalma
zia, nonch di quelli degli slavi meridionali. In questa sfida De Gubernatis fu appoggiato da
diversi collaboratori triestini e zaratini, tra cui Marko Car, che scriveva articoli sulle culture e
letterature jugoslave. La tensione divenne ben presto cos alta da portare la censura asburgica
a vietare la distribuzione della rivista sui territori dellimpero e, in ultimo, a premere presso il
governo italiano perch la rivista venisse soppressa, cosa che avvenne prima che essa compisse
un anno di esistenza. Vedi:
,
,

-
, cit.

Note inedite di Stojan Novakovi sulla Serbia, la sua storia...

107

so: laspirazione allautodeterminazione delle nazioni, lavversione per gli


imperi sovranazionali, la fiducia nella possibilit di costituire delle unioni di
stati nazionali su basi paritarie e legati da affinit etnico-culturali sono temi
che si incontrano sempre pi spesso nei suoi scritti a partire dagli anni 70.
Anche il riferimento alla Polonia irredenta non poteva lasciare indifferente il
letterato italiano, che, per quanto fosse assai legato alla cultura russa, si era
sempre mostrato insofferente nei confronti del dispotismo zarista e aveva a
pi riprese difeso i diritti dei polacchi e degli ucraini al riconoscimento delle
proprie lingue e culture. Laffinit di vedute fra Novakovi e De Gubernatis
appare quindi molto solida.
Ad ogni modo, De Gubernatis non si limita alle indicazioni del collega
serbo; per esempio, nel descrivere la cosiddetta Stara Srbija (Metohija e Ko
sovo), territorio ancora soggetto allimpero ottomano, si mostra insolitamente
dettagliato, probabile effetto della documentazione bibliografica fornita da
Vesni. Il suo libro, del resto, appare come un collage di informazioni di varia
provenienza nel quale lintervento personale dellautore limitato e non sem
pre felice. Alcuni argomenti sono appena abbozzati; per esempio, non emerge
una chiara posizione di De Gubernatis sul complesso e caldo tema della Ma
cedonia, contesa fra pi stati balcanici. Forse anche in questo De Gubernatis
risente della lezione di Novakovi, che nelle proprie note glissa sui risvolti
politici del tema e accenna alla Macedonia da un punto di vista squisitamente
storiografico. Ben diversamente lavrebbe voluto vedere sviluppato nel libro
Milenko Vesni, come gi si accennato.
Il grande equilibrio intellettuale e il forte senso diplomatico di Stojan
Novakovi, capace di conciliare e al tempo stesso tenere separati i due piani
dello storico e del politico, emerge in queste note con eccezionale vividezza.
Ecco perch esse meritano di essere pubblicate nella loro interezza, nellori
ginale francese, facendole emergere da quel fascicolo di illeggibili nel quale
sono curiosamente confluite al momento della catalogazione dellarchivio De
Gubernatis presso la Biblioteca Nazionale di Firenze (carteggio De Gubernatis,
cassetta 149, n1, ff. 340/344; 349). Le note non recano titolo, soltanto sui
margini della prima pagina troviamo un annotazione autografa dello storico
serbo: Stoian Novacovitch. criture de son fils. Ma lettre suit. La calligrafia
di chi ha scritto in bella copia il testo sembra in effetti assai scolastica. Che
il saggio sia di Stojan Novakovi quindi fatto inconfutabile, e risponde a
quella sorta di questionario che De Gubernatis aveva diffuso tra gli amici
serbi per ottenere le loro risposte su alcuni quesiti che riteneva cruciali per il
libro. Dei molti capitoletti corrispondenti a tali quesiti, a giudicare da questo
manoscritto almeno 25, nella cassetta 149, n1 dellarchivio De Gubernatis se
ne conservano soltanto alcuni, n altri ne ho rintracciati in cartelle diverse.
quindi probabile che Novakovi abbia risposto solo ad una parte dei quesiti,
quelli collegati alla storia e alla politica estera serba, considerando gli altri

108

Stefano Aloe

non di propria competenza o interesse. I capitoletti conservati rispondono ai


seguenti quesiti:
1.
Confini dellantica Serbia;
9.10. (raggruppati) Quello che si crede e ci si aspetta in Serbia dalla
Russia. Quello che si crede dellAustria;
12.
Sbocchi della Serbia sullAdriatico per mettersi in contatto con
lItalia;
15.
Opinione dei serbi sulla creazione di uno stato albanese;
25.
Influenza delle culture straniere su quella serba.
Stefano Aloe

: , , - ,
, XIX



,



XIX .
, .
, - .
:
,
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