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sommario

Notizie Carmelitane
Consacrazione 3-4

Inserto per bambini


Sulle orme di Giovanni della Croce

59-62

Teresa 1515-2015
In festa per la santa madre

5-7

DallIsola Rossa
Ascensione quotidiana

19-29

Feste mariane
Immortale? morta Maria?

8-10

Curiosit
Aloe 27-28
Erba di grazia
28-29

Simboli mariani
Ponte 11-12

Nella pace del Signore

30

Compendio del Catechismo


Pi forte del peccato

Affidati a santa Teresa

31

13-18

Ti preghiamo, Signore: aiuta tutti i bambini del mondo ad aprire gli occhi al giorno con la delicata domanda con cui mamma Zelia svegliava i suoi figli: Hai dato il tuo cuore al buon Dio?. Padre, Figlio e Spirito Santo, per lintercessione dei
santi genitori di Teresa di Lisieux, fate che ogni famiglia sia bella come una Chiesa e che la Chiesa sia familiare come una
casa. Amen.
Mio Dio,
ti dono il mio cuore,
Cari Luigi e Zelia
prendilo per favore,
in modo che nessuna
creatura possa
possederlo,
ma solo Tu,
o mio buon Ges.
(Preghiera insegnata
da Zelia alle sue figlie)

INVIATE LE VOSTRE PREGHIERE AL SANTUARIO

www.radiosantateresa.it
Ricordiamo che tutti i primi gioved del mese
la santa messa sar offerta
per tutti i nostri devoti lettori
alle ore 8.00 e alle ore 18.30 (ora italiana).

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Radio S
A cura della Provincia Veneta dei Carmelitani Scalzi
Vicolo Scalzi, 13 - 37122 Verona
Con approvazione ecclesiastica.
Autorizzazione tribunale di Verona 20/01/1966 n. 191
Dir. Responsabile:
p. Antonio Maria Sicari ocd
Rapp. legale:
p. Umberto Raineri ocd
Direttore:
p. Giacomo Gubert ocd
N Repertorio ROC.: n. 24593 del 06/06/2014
Foto:
Foto Soave via L. Manara, 10 - Verona
www.flickr.com

cara s. teresa

Hai dato il tuo cuore al buon Dio?

La Riforma inizia presso le Carmelitane


il 24 agosto 1562; Teresa ha modo di
incontrare un fraticello, gi carmelitano calzato, fra Giovanni di San Mattia,
e di prospettargli una forma di vita
pi impegnata. Il 28 novembre 1568
a Durvelo inizia la Riforma maschile
e il fraticello, che assumer il nome
di Giovanni della Croce, ricever dalle
mani di Teresa, in ginocchio davanti a
lei, lo scapolare. Particolarmente suggestivo il paesaggio, visto dal chiostro
conventuale, che conferisce al lavoro
una sua distinta qualificazione artistica. La scritta: Filii eorum propter
illos usque in aeternum manent (i loro
figli, grazie ai Fondatori, rimarranno
per sempre).

Redazione: Padri Carmelitani Scalzi



Santuario di s. Teresa del Bambino Ges

Via Volturno, 1 - 37135 Verona

tel. 045.500.266 - fax 045.581.214
Impaginazione:
Grafiche Vilcar - Villa Carcina (Bs)
Stampa:
Litografia Casagrande

via dellArtigianato, 10

Colognola ai Colli (VR)
Spedizione: Nuova Zai - via A. Secchi, 7 - Verona

CONSACRAZIONE

della nuova chiesa Regina del Carmelo


di p. Stefano Conotter ocd

notizie carmelitane

i piacerebbe parlare
della consacrazione
della nostra chiesa di
Ciofliceni, il 30 maggio scorso, come una festa di
nozze, dopo la lunga preparazione che stato come un tempo di
fidanzamento. Dovera la sposa?
Probabilmente la cosa che pi ha
impressionato, prima di tutti noi
frati carmelitani, stata la partecipazione del popolo di Dio, quasi un migliaio di fedeli accorsi da
tutta la diocesi di Bucarest che si
estende dai Monti Carpazi allultimo tratto del Danubio prima di
sfociare nel Mar Nero. Ma cerano anche fedeli dalle altre regioni
della Romania, dal Banat, dalla
Transilvania e dalla Moldavia, oltre ad una nutrita rappresentanza
di amici Italiani accompagnati dai
nostri confratelli di Trento, Verona
e Brescia. Tanti altri hanno partecipato attraverso la diretta televisiva della cerimonia che stata
trasmessa dalla televisione rumena (TVR 1).
Direi che la partecipazione del Popolo di Dio stato lelemento pi
importante per quello che Papa
Francesco dice dei santuari Mariani nella Evagelii Gaudium: l
dove si pu osservare come Maria riunisce attorno a s i figli che
con tante fatiche vengono pellegrini per vederla e lasciarsi guardare da Lei (EG 286).
Il rito suggestivo della consacra-

zione stato poi reso pi espressivo dalla bellezza del Santuario.


Dopo che larchitetto e un rappresentante degli operai hanno
consegnato simbolicamente le
chiavi delledificio allarcivescovo Ioan Robu, questi si rivolto
verso la porta recitando uno dei
salmi della salita a Gerusalemme
e battendo tre colpi con il pastorale sul portone dingresso. Allora
ha afferrato la maniglia a forma di
DA, che significa il S con il quale
Maria ha aperto la porta della storia alla venuta del Figlio di Dio, ed
ha aperto la processione che ha
introdotto tutto il popolo dentro il
Santuario. Davanti a noi si apriva
la scena della Gerusalemme celeste rappresentata dagli splendidi mosaici eseguiti da P. Marko
Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

notizie carmelitane
4

Rupnik nellabside del Santuario.


Cos ci siamo sentiti pellegrini verso la glorificazione dellAgnello di
Dio, preceduti ed accompagnati
da Maria e dai Santi.
La Parola di Dio, in particolare
la prima lettura tratta dallultimo
capitolo dellApocalisse - ecco
la sposa dellAgnello - ci ha introdotto nel suggestivo rito della
consacrazione dellaltare, il luogo dove lo Sposo si dona eucaristicamente alla sposa - Beati
gli invitati al banchetto di nozze
dellAgnello. Dopo il canto delle
litanie sono state poste nellaltare
le reliquie di alcuni santi (fra cui s.
Teresa, s. Giovanni della Croce, s.
Giovanni Paolo II e il Beato rumeno Vladimir Ghika).
Allora il vescovo ha invocato lo
Spirito Santificatore ungendo laltare con il Crisma consacrato nel
Triduo Pasquale. Subito dopo,
quattro consorelle carmelitane,
quasi ha rappresentare la sponsalit consacrata nella Chiesa, hanno preparato laltare rivestendolo
della tovaglia bianca. Le offerte
per la consacrazione sono state
portate da alcuni laici carmelitani

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

vestiti con gli abiti tradizionali di


varie regioni della Romania. Tra i
doni, oltre al pane e al vino, stato
posto sullaltare anche un rotolo
con i nomi dei tanti benefattori, fra
cui la lunga lista delle parrocchie
della diocesi che hanno portato in
pellegrinaggio la loro colletta per
contribuire alla costruzione del
Santuario. La presenza del vescovo della diocesi greco cattolica di
Bucarest, monsignor Fratila, ha
sottolineato la vocazione del Santuario della Vergine del Carmelo
ad essere luogo di incontro fra
Oriente e Occidente, come anche
lo stile stesso dellarchitettura e
dei mosaici ci invita a vivere una
fede che respira a due polmoni,
come amava dire Giovanni Paolo
II.
La celebrazione stata seguita
ovviamente da un banchetto.
Come a Cana abbiamo quasi rischiato di dover ricorrere allintercessione di Maria, tanti erano
gli invitati alle nozze! Per fortuna
ancora una volta le nostre cuoche
e i loro aiutanti hanno saputo interpretare alla perfezione la parte
di Marta.
Ora la festa di nozze deve diventare storia feconda di amore, per
continuare a generare figli di Dio
in cammino verso lAbbraccio del
Padre, accompagnati dalla sollecitudine materna di Maria, Madre
della Chiesa. E noi frati carmelitani che serviamo nel suo Santuario? Come lamico dello Sposo
e come San Giovanni della Croce
rappresentato nei mosaici dellabside, siamo chiamati a indicare e a
servire questo incontro nuziale fra
lAgnello e la sua Sposa, il popolo
di Dio pellegrino in questa terra.

I santi non sono mai attuali ma sempre eterni

di p. Aldino Cazzago ocd

uando si parla di importanti figure di santi


in occasione di qualche ricorrenza della
loro vita, per una sorta di automatismo, il discorso finisce spesso
per incanalarsi nel solco obbligato
dellattualit dei loro insegnamenti. In tutto questo non c ovviamente nulla di errato. I problemi
cominciano quando lattualit a
decidere quali tra i temi presenti
nei loro scritti devono essere ritenuti presentabili, attuali appunto e, perci, degni di attenzione.
Da questo punto di vista Teresa di
Ges per il suo tempo e temo
anche per il nostro stata ed
tremendamente inattuale, quanto a donna e donna che scrive di
Dio, quanto a fondatrice, quanto
a mistica. Chiedersi ora quali tra
i suoi insegnamenti siano da ritenersi attuali pu non essere la
migliore domanda che possiamo
farci e se lo , lo a una ben precisa condizione.
Forse la domanda quali dei suoi
insegnamenti sono attuali? nasconde uninconfessata preoccupazione, soprattutto di noi religiosi: venire accusati di essere, noi
e lei, in ritardo sul nostro tempo.
di non essere aggiornati, mentre
proponiamo agli altri la dottrina
di Teresa. Che cosa fare per non
essere vittime di una errata comprensione di ci che va considerato attuale o al passo con i tempi?
Traggo una prima suggestione da

alcune espressioni che Henri De


Lubac scriveva oltre mezzo secolo fa: Quelli che non hanno altra
preoccupazione che camminare
con il loro tempo scriveva in
Nuovi paradossi sposandone
gusti, idee, passioni, pregiudizi,
infatuazioni, maniere, costoro saranno velocemente vecchi, sorpassati. Essi sono, come si suol
dire, la page: ma una pagina si
fa presto a voltarla. Una decina di anni prima, nel breve testo
intitolato Paradossi, si era cos
espresso: Ci si interroga come
essere aggiornati, al passo coi
tempi. Bisognerebbe prima sapere come essere.
A me sembra che Teresa dAvila, a
partire da un preciso contesto storico e religioso e dalla sua personale esperienza di Dio, abbia precisamente detto chi e come deve
essere luomo di tutti i tempi, e

teresa 1515-2015

IN FESTA PER LA SANTA MADRE

Pamela Villoresi,
s. Teresa dAvila ne
Un castello
nel cuore

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

teresa 1515-2015
Il santuario S. Maria
Regina del Carmelo
visto dal matroneo.

perci del suo e del nostro tempo.


Cinque secoli dopo di lei, il fuoco
delle sue parole ci raggiunge, ci
inquieta e ci riscalda perch esse
raccontano da chi, per chi e come
fatto quellAdamo che vive in
ogni uomo, quellAdamo che ideologie e violenza hanno fatto di
tutto per cancellare dalla coscienza degli uomini.
davvero stupefacente sapere
che negli anni Quaranta del secolo scorso, quelli in cui De Lubac
scriveva i testi menzionati, Simone
Weil, pochi giorni prima di morire,
in una lettera ai suoi genitori, cos
si esprimeva: Bisognerebbe scrivere di cose eterne per essere certi
che saranno attuali. Teresa dAvila ha scritto delle cose eterne
che stanno a fondamento di ogni
uomo, lo costituiscono e perci
sono di ieri, di oggi e di domani.
Quando abbiamo lansia di essere
in sintonia con gli uomini del nostro
tempo non dovremmo dimenticare
questa saggia avvertenza del P. De

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

Lubac: Non si raggiungono veramente gli uomini se dapprima non


si raggiunge luomo.
Se le considerazioni che ho fatto
hanno qualche ragionevole fondamento, possiamo vivere senza
lassillo di una malintesa attualit
e ricordando sempre ci che Giovanni Paolo II disse oltre trentanni
fa ai vescovi piemontesi: La cultura di oggi talora ci contraddice
in modo blasfemo, altre volte sorride in modo ironico; ma il cuore
delluomo nel suo profondo attende: tutto luomo attende tutto il
Cristo (3 novembre 1984).
Forti di questa inattualit di tersa
di Ges, possiamo permetterci di
offrire agli uomini nostri contemporanei quelle verit che, proprio perch inattuali, si vorrebbe fossero
taciute. Anche qui chiedo aiuto al
padre De Lubac. Le verit pi necessarie scriveva , quelle di cui
luomo ha pi profondo bisogno,
sono molto spesso anche quelle di
cui avverte meno coscientemente

mostra un tratto del multiforme


volto di Dio. Come sappiamo da
S. Paolo, questo Dio invisibile si
reso visibile nel Verbo incarnato, in Ges di Nazareth e in Lui,
come Egli stesso ha detto a Filippo, risplende il volto del Padre.
Quando Teresa parla delle varie
apparizioni di Cristo, lo descrive
sempre nella forma del risorto,
del vivente. In via generale
scrive in Vita 29,4 il Signore mi
si faceva vedere da risorto, e
poco prima aveva gi detto che
Ges nella sua Umanit sacratissima gli appariva sotto quella
forma in cui lo si suol dipingere risuscitato. Ebbene quel vivente di una bellezza e maest incomparabili tali che non
si possono dimenticare (Vita
28,9). Date queste premesse si
capisce allora perch Teresa parli di Cristo come della bellezza
che in s comprende ogni bellezza (Cammino 22,6).

teresa 1515-2015

lesigenza, quelle di cui si crede di


poter fare a meno e di cui preferirebbe che non gli si parli.
Temo che anche tra gli insegnamenti di Teresa pi di uno appartenga alla categoria del preferibile non parlarne. eccone uno
dei tanti: Muoia una buona volta
questo io e viva in me lAltro, che
pi grande di me e migliore di
me, nei miei stessi interessi, sicch io possa servirlo (Esclamazione, n. 17). Quanto inattuale,
anzitutto per noi, sia questo insegnamento e al contempo quanto
vero sia, ognuno lo pu giudicare
da s. Per la disgrazia peggiore
a cui nel nostro rapporto con leredit teresiana possiamo andare
incontro, quella di vivere come
proprietari di un baule di preziosi
del quale abbiamo perso le chiavi, come affermava il filosofo russo Pavel Florenskij.
Nel Messaggio del 15 ottobre
2014 al Vescovo di Avila, papa
Francesco scrive: Ogni santo ci

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

IMMORTALE?

morta Maria?

feste mariane

di p. Giuseppe Furioni ocd

el 1950, alla vigilia della proclamazione del


dogma dellAssunzione
divamp unaccesa discussione tra due importanti teologi, M. Jugie e C. Balic, sulla morte
di Maria. Jugie sosteneva lassunzione senza morte previa, Balic
poteva richiamarsi alla schiacciante testimonianza della tradizione
cristiana, che nella morte di Maria
individuava un segno della rassomiglianza con Cristo. Il papa Pio
XII, personalmente convinto della
morte della Madonna, tenne per conto
del dibattito e nella
Bolla di definizione
parl solo di dipartita: terminato il corso
della sua vita terrena, dato che determinante dal punto
di vista del dogma
doveva rimanere la
realt salvifica della
gloriosa assunzione
alla gloria celeste.
Tra i testimoni della
immortalit di Maria va annoverato un
certo Timoteo di Gerusalemme.
Non si sa con esattezza se questo
prete e omileta sia realmente esistito o piuttosto si tratti di un nome
fittizio. La tradizione manoscritta,
comunque, lo riporta come autore di due omelie per la festa della
Presentazione di Ges al tempio:
lOratio in Simeonem, che ci
stata conservata in greco e nella
versione georgiana, e In occursum

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

Domini, che ci pervenuta solo in


georgiano. Anche la datazione su
questo personaggio oscillante:
attualmente viene accreditato al VI
secolo, dopo essere stato collocato fino a non molto tempo fa nel IV
secolo.
Dimore celesti
Per questo predicatore la Vergine non morta martire, trafitta da
un colpo di spada (era una ipotesi
formulata, tra gli altri, da Epifanio
di Salamina), ma essa fino al presente resta immortale
per mezzo di colui che
da lei era nato, il quale
assumendola con s,
la port nelle dimore
eterne. Scrive Timoteo: Dalle parole di
Simeone: E anche a te
una spada trafigger
lanima, alcuni credettero che la Madre del
Signore fosse morta
trafitta da un colpo di
spada. Ma le cose non
stanno cos. Infatti, la
spada costruita da un
fabbro divide, s, un
corpo, ma non pu tagliare lanima; per cui anche la Vergine fino al
presente resta immortale per mezzo di colui che abit in essa, il quale, assumendola con s, la port
nelle dimore celesti. Possiamo
cos rilevare come Timoteo sia stato il primo portavoce riconosciuto
dellimmortalit della Madre di Dio.
Ma questo autore interessante
per le prospettive nuove con cui

Chi mi ha strappato il mio tesoro?


Mentre Elisabetta gioisce, io sono
vinta dal dolore; mentre lei ha il suo
soldato, io ho perduto il re; mentre
il servo salvo, il padrone invece
non si vede ancora. Dov il saluto
di Gabriele? Dov ladorazione dei
Magi? Dov il tripudio dei pastori?
Mentre io speravo di regnare, ecco
che sono piombata nella miseria.
Il senso di trapassare
in realt Simeone nota Timoteo
non disse a Maria: Una spada vincer; e nemmeno: Una spada avr
il sopravvento. Ma: Una spada trapasser, cio passer oltre. Con
questo volle dire: Tu, o Vergine, per
un po di tempo di addolorerai e ti
affliggerai, ma subito sarai liberata
dal dolore. Infatti dopo tre giorni
Ges viene ritrovato nel tempio fra
i dottori. Ed qui che si pu rico-

feste mariane

si accosta allesperienza di dolore


della Vergine per la perdita di Ges
dodicenne a Gerusalemme. proprio a questo mistero che vengono legate le parole di Simeone. La
spada quella del dolore e della
ricerca del Figlio. In quanto madre,
ella sentiva il dolore come solito
sentirlo una madre verso il proprio
figlio. Perci profondamente angosciata, credendo di aver perduto il
Figlio, diceva: Oh, me sfortunata!
Io che speravo grandi cose, ecco
che ho conosciuto il danno. Me
misera! Chi mai colui che mi ha
tolto il tesoro? Chi mi ha strappato
una cosa che mi cos cara? Chi
mi ha nascosto la mia speranza?
Povera me! Ormai non si dir pi:
Benedetta sei tu fra le donne. Le
donne non mi diranno pi: Beato
il grembo che ti ha portato, ormai
sono consumata, altro che beata.

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

radici dellattualit
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noscere la sofferenza della Madre.


Timoteo anche qui non la forza
della retorica: ...Figlio, perch ci
hai fatto cos? Ecco tuo padre ed
io, angosciati, ti cercavamo. Perch non sei disceso insieme a noi,
come insieme a noi sei salito? Perch eri seduto in mezzo ai dottori?
Perch tu interroghi ed insegni, tu
che non hai ancora studiato? Di
che cosa discuti con i dottori? Perch attiri linvidia su di te? Perch
vuoi che io sia privata del figlio?
Ecco, essi ti guardano con occhi
ardenti come il fuoco; ecco, essi
gi digrignano i loro denti contro di
te, come animali feroci che si muovono contro un tenero agnello.
La risposta di Ges va nella direzione di chi valorizza in Maria la
maturazione della fede attraverso
le esperienze della vita condivisa
con il Figlio. Il Signore, occul-

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

tando ad essi la dignit della sua


divinit nella vile apparenza della
natura umana che aveva assunto,
disse loro queste parole: Perch
mi cercavate? Dove mi cercavate? Voi non siete saliti in cielo, n
avete dimorato nel pesce che inghiott Giona. Perch mi cercavate? Non sapete che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?
Non avete udito Simeone? Forse
che egli non ha detto che io sono
Signore e Dio? E voi mi cercavate
come un bambino? Non sapevate
forse che necessario che io mi
occupi delle cose del Padre mio?
Io ho un solo Padre nel cielo; e ho
voi come genitori temporaneamente acquisiti.
Parole che aprono una via alla
comprensione della Vergine come
donna di fede.

PONTE

in forza della sua verginit


Un riferimento interessante lo
troviamo nellOmelia sulla Dormizione di Modesto ( 634), guida
spirituale e poi patriarca di Gerusalemme dopo la conquista della
citt da parte dei persiani (614) e
la successiva liberazione ad opera dellimperatore Eraclio. Questa
Omelia generalmente riconosciuta come il primo discorso bizantino sulla festa del 15 agosto
cos come la prima testimonianza
della teologia greca dove affermata esplicitamente la dottrina cattolica dellAssunzione, una
volta scartati gli apocrifi del Transitus Mariae. In questa predica
Modesto ricorda gli ultimi giorni di
Maria. Narra della presenza degli
angeli accorsi per celebrare la di-

simboli mariani

un titolo mariano abbastanza raro, quello di


ponte. E per di pi problematico se viene usato
in senso assoluto. Il ponte, ma
anche il pontifex Cristo stesso.
E per questo non ovvio attribuirlo a Maria. A meno che non sia
condito da tutta una serie di precisazioni che ne legittimano luso.
Troviamo delle espressioni poetiche che definiscono la Madre di
Dio come ponte sia in Oriente:
Maria, ancella e madre, vergine
e cielo, lunico ponte di Dio agli
uomini (Proclo di Costantinopoli, Omelia I sulla Madre di Dio), sia
in Occidente: Tu sei il ponte per
entrare nei cieli (Venanzio Fortunato, In laudem sanctae Mariae).

di p. Giuseppe Furioni ocd

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

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partita della Vergine e anche degli


apostoli convocati da una forza
soprannaturale presso la Madre di
Dio, per mezzo della quale furono scelti da Cristo e resi degni di
portare a compimento la loro missione apostolica, la pi santa fra
tutte le dignit assegnate da Dio.
La Vergine ne era ben prossima al
conseguimento. E lomelia continua: La Vergine, in virt della
sua verginit, sarebbe stata sulla
terra ponte tra Dio e gli uomini al
di sopra di questo mondo, e proprio per questo abbiamo ricevuto
da Cristo uno straordinario aiuto:
egli ci ha salvato. Daltra parte n
un messaggero, n un angelo ha
sventato per sempre le scellerate
macchinazioni del diavolo, ma lo
stesso Signore, che proprio per
questo venuto in questo mondo.
Infatti stato scritto: Il mio aiuto
viene dal Signore, che ha fatto
cielo e terra. Per mezzo di lei egli
ci ha fatto conoscere laccesso
alla retta fede e alla vita beata che
conduce al cielo.
Il significato attribuito al simbolo
del ponte non immediatamente
evidente. Sembra riferirsi anzitut-

12

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

to allesperienza della sua maternit divina. Maria, dice Modesto,


ponte in forza della sua verginit. Questo mistero strettamente connesso alla particolare
condizione di colui che stato
concepito, cio di essere Figlio di
Dio. Lintegrit della madre rende
testimonianza dellorigine celeste
del Figlio. E in questo senso si pu
considerare come un legame tra
la terra e il cielo. Per meglio esprimerci, possiamo dire che Maria
ponte in quanto strettamente
legata allopera di riconciliazione
del Figlio suo che ha allontanato
le tenebre del male che avvolgevano gli uomini e li ha resi partecipi del suo regno celeste. Appena
in secondo piano appare il tema
della fede di Maria. Lo richiama
meglio laccostamento dei titoli ancella e madre di Proclo di
Costantinopoli. Il primo termine,
dato che appare sulla bocca di
Maria Eccomi, sono lancella
del Signore, avvenga di me secondo la tua parola evidenzia il
libero consenso dato dalla Vergine e, dunque, latteggiamento di
fiducioso abbandono alla volont
del Signore. Il suo fiat permette la
costruzione di quel legame fra il
mondo di Dio e quello delluomo
che il Verbo incarnato viene a ricreare dopo il peccato di Adamo.
In questi riferimenti non c una
allusione allintercessione celeste
di Maria, cosa da attendersi come
ovvia in una omelia che ha per oggetto la Dormizione. Daltra parte,
poco pi avanti, Modesto si rivolge orante: E tu, o Vergine, quando sei alla sua presenza, pregalo
fiduciosamente affinch custodisca la sua Chiesa con gli stessi
sentimenti di sempre.

PI FORTE DEL PECCATO


abbiamo bisogno della misericordia del Padre

nostro cuore finch noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso.


LAmore, come il Corpo di Cristo,
indivisibile: se cerchiamo di
amare Dio sinceramente, subito ci
apriamo ai fratelli e desideriamo il
loro bene, anche per di chi ha un
debito con noi, o ci ha offeso.
Nel cuore si lega e si scioglie
Invece nel rifiuto di perdonare ai
nostri fratelli e alle nostre sorelle,
il nostro cuore si chiude e la sua
durezza lo rende impermeabile
allamore misericordioso del Padre. Lo stesso Ges ci ha fatto
vedere, con la parabola del servo
senza piet (Mt 18), limpossibilit del Padre a poterci dare il suo
condono, se sbarriamo il cuore a
ogni rapporto buono con laltro
uomo: Cos anche il mio Padre
celeste far a ciascuno di voi, se
non perdonerete di cuore al vostro fratello. l nella profondit del cuore che tutto si lega e

compendio del
catechismo

ome abbiamo bisogno


di rispettare Dio, di vedere santificati i segni
della sua presenza, urgenza che venga tra noi il suo Regno, che si compia la sua volont,
e che ci sia donato il pane di ogni
giorno, cos abbiamo assolutamente bisogno della misericordia
del Padre divino. Perch noi abbiamo un debito incalcolabile con
lEterno. vero che noi siamo stati resi innocenti con il Battesimo e
custoditi in grazia dalla fede della
Chiesa, eppure non cessiamo di
peccare, di allontanarci da Dio.
Ora, con questa nuova domanda,
Ges ci invita a tornare al Padre
come figli prodighi, riconoscendoci bisognosi della sua remissione. In lui, nel Figlio, abbiamo la
redenzione e il segno efficace di
questa misericordia lo riceviamo
nei Sacramenti, tuttavia questo
flusso di misericordia spiega il
Catechismo non pu giungere al

di p. Agostino Pappalardo ocd

Ingresso della
processione in
Santuario

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

13

compendio del
catechismo
Canto delle
Litanie dei Santi

14

si scioglie. Non in nostro potere continua il Catechismo non


sentire pi e dimenticare loffesa;
ma il cuore che si offre allo Spirito Santo tramuta la ferita in compassione e purifica la memoria
trasformando loffesa in intercessione. Difatti lazione misteriosa
dello Spirito Santo essenziale
poich alluomo impossibile
soddisfare questa cruciale esigenza del mistero dellAlleanza,
cio avere un cuore e un atteggiamento simile a quello del Padre
celeste. Soltanto lo Spirito, che
la nostra Vita, pu fare nostri i medesimi sentimenti che furono in
Cristo Ges. Allora diventa possibile perdonarci a vicenda come
Dio ha perdonato a noi in Cristo
(nn. 2840-43). Il suo un Amore che ama sempre, soprattutto
al culmine della vicenda terrena,
quando il Figlio unico del Padre
annientato sulla Croce dal nostro
male: Padre, perdona loro.

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

Ciascuno dovr riconoscere che


dentro di lui ha prodotto del male
e che per un amore gratuito gli
stato condonato tutto in anticipo dal Padre buono. Questo pu
aprire il cuore alla grazia e aiutarci a vedere in modo nuovo laltro
uomo che prima appariva soltanto
come un nemico.
Santi testimoni del perdono
Ricordiamo come da S. Stefano,
primo testimone del Dio di Ges,
ai cristiani dei primi secoli, da
Tommaso Moro agli innumerevoli martiri dellepoca moderna, dai
santi nei Lager, come Massimiliano Kolbe, Edith Stein e Tito Brandsma, a Maria Goretti, dal vescovo Oscar Romero al cardinale Van
Thuan, da don Pino Puglisi, fino al
gruppo di Copti egiziani che negli
ultimi istanti affidano se stessi e
gli uccisori al Nome di Ges, tutti
i martiri, non solo hanno resistito
fino allo spargimento del sangue

chi ama il pi forte


Infatti il perdono sta a testimoniare che, nel nostro mondo, lamore

pi forte del peccato (n. 2844).


In effetti solo Dio, con Ges, ci ha
svelato quanto e come sia stato capace di un perdono totale:
la parabola del servo spietato, ci
fa innanzitutto vedere che a quel
servo il padrone ha condonato
limmenso debito di diecimila talenti, ma lui si dimentica di questa
grazia: rigetta la piet e allaltro
servo che gli doveva soltanto la
somma ridicola di cento denari,
non vuole condonare nulla. Con
quel domestico ciascuno di noi
deve acquisire la certezza che
loffesa nei nostri riguardi rimane
sempre piccola rispetto al condono totale di Dio. Noi restiamo
sempre debitori, afferma S. Paolo,
di un amore vicendevole. Dio
non accetta il sacrificio di coloro
che fomentano la divisione; dice
loro di lasciare sullaltare lofferta
e di andare, prima, a riconciliarsi
con i loro fratelli. Dio vuole che ce
lo riconciliamo con preghiere che

compendio del
catechismo

per la fede nel Dio Amore. Non


solo hanno perseverato nella fedelt anche eroica, ad esempio,
riguardo il matrimonio, come la
beata Elisabetta Canori Mora, ma
insieme hanno mostrato la loro
apertura di cuore al perdono per
chi faceva loro il male, e hanno offerto lintercessione al Padre celeste di un rinnovamento spirituale
dei propri avversari. E spesso la
storia ha dimostrato che i peggiori
nemici (Saulo di Tarso o il marito
fedifrago della beata Elisabetta
Canori, linfermiera spietata che
pratic liniezione mortale a P.
Tito, o Alessandro Serenelli, luccisore di S. Maria Goretti, e perfino il mafioso che sparava al Beato
Puglisi, ecc.) sono stati disarmati,
in modo misterioso, e hanno iniziato un cambiamento di vita.

Incorporazione
delle Reliquie
nellaltare

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

15

salgono da cuori pacificati. Ci


che pi fortemente obbliga Dio
la nostra pace, la nostra concordia, lunit (S. Cipriano, De

oratione dominica). come se facessimo pi felice Dio e rendiamo


pi felice la nostra umanit.

FRA TENTAZIONI E PROVE

compendio del catechismo

Nella prova non lasciarci soli

16

uesta sesta domanda


del Pater che Ges ci
ha regalato, significa:
Padre, fa che non entriamo e non cadiamo nella tentazione, o non lasciarci soccombere alla tentazione. Difatti il Dio,
di cui lo stesso Ges ci ha dato
di conoscerne il vero volto, non
pu essere tentato dal male e non
tenta nessuno al male (Gc 1,13);
al contrario, Dio vuole liberarcene. Egli ha dato alluomo, fatto
costituzionalmente per la rettitudine, per la giustizia e la felicit,
una capacit di permanere in tale
condizione e anche di vivere in
una certa tranquillit e prosperit.
Ma Satana, lomicida fin dal principio, il menzognero e padre di
menzogna (Gv 8,44), non mai
sereno e mai nella pace: fa di tutto
perch luomo giunga a una sorta
di annientamento di s e di tutto.
Una analisi perspicace ce la offre J. Ratzinger-Benedetto XVI
nel suo libro Ges di Nazaret,
commentando il Padre nostro:
Satana schernisce luomo per
schernire in questo modo Dio: la
sua creatura che Egli ha formato
a sua immagine, una creatura
miserevole. Quanto in essa sembra bene, invece solo facciata.
In realt alluomo a ogni uomo
interessa sempre e solo il proprio
benessere. Questa la diagnosi
di Satana, che lApocalisse defi-

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

nisce laccusatore dei nostri fratelli, davanti al nostro Dio giorno


e notte (Ap 12,10). La diffamazione delluomo e della creazione
in ultima istanza diffamazione di
Dio, giustificazione del suo rifiuto. Satana vuole dimostrare la sua
tesi con Giobbe, il giusto: se solo
gli venisse tolto tutto, allora egli
lascerebbe presto perdere anche
la sua religiosit. Cos Dio concede a Satana la libert di mettere
alla prova Giobbe, anche se entro
limiti ben definiti: Dio non lascia
cadere luomo, ma permette che
venga messo alla prova: le sofferenze di Giobbe servono alla giustificazione delluomo.
Il giusto Giobbe
Mediante la sua fede provata nella
sofferenza, egli ristabilisce lonore
delluomo. Cos sono anticipatamente sofferenze in comunione
con Cristo, che ristabilisce lonore
di noi tutti al cospetto di Dio e ci
indica la strada per non perdere,
neppure nelloscurit pi profonda, la fede in Dio (pp.193-194).
Queste riflessioni ci aiutano a distinguere tra le prove della vita,
necessarie per una vera maturazione spirituale e la tentazione, o
il consentire al male. Gi in natura vediamo come tanti frutti della
terra, e in modo particolare luva,
pigiata nei torchi, perch divenga
vino gustoso; o loro, che deve

S a n t a Te r e s a

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speciale bambini

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speciale bambini

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S a n t a Te r e s a

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speciale bambini

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la prova, necessaria alla crescita


delluomo interiore in vista di una
virt provata e la tentazione, che
conduce al peccato e alla morte.
Dobbiamo anche distinguere tra
essere tentati e consentire alla
tentazione. Infine, il discernimento smaschera la menzogna della
tentazione: apparentemente il suo
oggetto buono, gradito agli occhi e desiderabile, mentre, in realt, il suo frutto la morte (n.
2847). La tentazione, quando si
decisi a restare fedeli nel Signore,
ha una sua utilit, poich ci insegna, oltre a conoscere noi stessi e
a scoprire la nostra miseria, ad accorgerci meglio di certi beni e doni
che avevamo, e abbiamo, ricevuto da Dio. Per rivolgere con un atteggiamento giusto la domanda al
Padre Eterno di non entrare nella
tentazione, dobbiamo avere una
decisione netta del cuore.
Se acconsentiamo ai suggerimenti discreti dello Spirito Santo, il
Padre ci d la forza di individuare
e superare anche le trappole pi

compendio del
catechismo

passare nel crogiuolo, per essere


raffinato e reso puro; cos ciascuna persona umana ha bisogno di
essere purificata, come passata al setaccio di prove, rinunce,
di trasformazioni profonde: sono
vie indispensabili per conoscere
meglio se stessi, i propri limiti e
soprattutto per giungere alla conoscenza della pienezza della Verit. Anche se si annidano pericoli
di cadute, lungo questi passaggi
necessari, penosi e faticosi, vale
la pena percorrerli con decisione
e coraggio. Ma noi, come ci insegna Ges, come ha fatto Ges,
supplichiamo il Padre Celeste,
datore di ogni bene, di non farci
mai imboccare la strada che porta
al peccato, quindi di non perderci nella lotta tra la carne, cio la
nostra miseria, e lo Spirito. Perci
dobbiamo implorare frequentemente lo Spirito di Dio, per ricevere i doni del discernimento e della
fortezza.
Insegna il Catechismo: Lo Spirito Santo ci porta a discernere tra

Sigillazione delle
reliquie sullaltare

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

17

compendio del
catechismo
Sacra Unzione
dellaltare

18

subdole del Maligno: Dio fedele e non permetter che siate tentati oltre le vostre forze; ma con
la tentazione vi dar anche la via
duscita e la forza per sopportarla (1Cor 10,13).
Giungiamo cos alla certezza che,
per combattere e vincere sui tentativi del nemico, occorre lunit
e il dialogo frequente, la preghiera quasi senza interruzioni:
il rimanere con Ges,
come Ges attaccati
al Padre, come lui che
ha vinto sul Tentatore,
fin dallinizio della sua
azione pubblica e poi
nellultimo
combattimento, al Getsemani nella misteriosa sua prima agonia. E continuiamo a restare uniti
a Lui Vincitore e Risorto, quando
ridiciamo con Lui: Padre, non ci
lasciare cadere, non ci indurre.
Custoditi nel suo Nome
Occorre essere vigilanti nello spirito, e Ges ci richiama a questo
con insistenza. NellUltima Cena

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

Ges chiese al Padre di custodirci


nel suo Nome (Gv 17) e lo Spirito
Santo agisce in noi per suscitare,
rafforzare questa vigilanza ogni
giorno, soprattutto nel drammatico combattimento che ciascuno
di noi deve vivere e ingaggiare alla
fine della vita; Ges ci premunisce
per essere perseveranti sino alle
nostre ore finali su questa terra:
Ecco, Io vengo come un
ladro. Beato chi vigilante (Ap 16).
Cos papa Benedetto
XVI conclude le sue
riflessioni su questa
richiesta del Pater:
Nella preghiera che
esprimiamo con la sesta
domanda del Padre nostro
deve cos essere racchiusa, da un
lato, la disponibilit a prendere su
di noi il peso della prova commisurata alle nostre forze; dallaltro,
appunto, la domanda che Dio non
ci addossi pi di quanto siamo
in grado di sopportare; che non
ci lasci cadere dalle sue mani
(pp.196-197).

ASCENSIONE QUOTIDIANA
Cronaca malgascia

rmai, direi una ventina


di giorni fa, esploso
il sole; da gennaio fino
a marzo inoltrato, aveva occhieggiato s e no un paio di
giorni, per il resto grigiore padano
e pioggia. Adesso il cielo libero,
limpido, blu porcellana. Blu porcellana in alto; ad altezza duomo
in citt si sguazza nellopacit di
polveri fini e polveri grosse, liberate da automobili che arrivano qui
a terminare tra meritevoli sforzi
una vita che le ha viste scorrazzare in giovent in altre parti del
mondo. Come le scarpe usate,
offerte ai compratori lungo le vie:
a volte negozietti che si riducono
a un sacco steso per terra su cui
esposta la merce, a volte due
semplici pali eretti a sostegno di
fili robusti da cui pendono come
frutti maturi incongrue scarpe dai
tacchi alti, zoccoloni di sughero

che sembrano trampoli, le ricercatissime scarpe da ginnastica


ecc. Spesso, in mostra non c
che una sola scarpa per paio, la
compagna chiusa in un sacco
con le altre anchesse scompagnate, per scoraggiare eventuali
ladri. La globalizzazione domina
anche nel campo del vestiario:
nella strada dal convento allUniversit, interi tratti di muro sono
coperti da shorts minuscoli, jeans
e no, mentre parecchi ragazzi anche qui hanno i pantaloni un po
scesi sul di dietro; potenza della
moda anche quando irrazionale!
Sempre lungo la strada per luniversit ci sono cose pi belle. C
il profumo intenso di quel tratto di
strada occupato, al margine, da
persone che riducono grossi tronchi o travi di legno resinoso a piccoli fasci di scheggette che serviranno ad accendere il carbone

dallisola rossa

di p. Marco Paolinelli ocd

Unzione delle
croci sulle colonne
(capriate)

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

19

dallisola rossa
Laltare viene
unto... per bene!

20

nei fata-pera, i fornelli di metallo


su cui poggia la pentola del riso.
Diversi giovani lavorano daccetta tutto il giorno a scheggiare il
legno, si guadagnano la vita cos,
e io passando mi godo il profumo. Gli scheggiatori hanno attirato anche lattenzione di un vicino
atelier di artisti internazionali che
sul muro alle loro spalle li hanno
ritratti in un grande murales.
Fata-pera e Mpivarotra
Un albero alto, superer i 10 metri, si inchina sulla strada dal muro
di cinta di una villa. Da anni, una
buganvillea lo ha scelto come
sostegno, arrampicandosi su in
alto fino alla cima. Col cambio di
stagione, la buganvillea sta esplodendo di fiori, e adesso per tutta
la sua altezza lalbero una cascata di rosso/viola cupo.
Poi continua la sfilza dei mpivarotra, dei venditori di questo e di
quello: una donna anziana che
va a Messa al Carmelo tutti giorni, offre in vendita ai passanti una
colazione di spaghetti direi un po

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

passati di cottura, che cava da


una grande bacinella metallica
poggiante su uno sgabello, questo il suo ristorantino. Quando mi
vede passare, alza tutte e due le
mani al cielo in un vistoso e clamoroso saluto. Unaltra fedele del
Carmelo, invece, mi saluta dal
profondo del suo baracchino di
assi tutto frangiato di fripperies, i
vestiti usati che lei vende. Terminato il primo tratto in lieve salita,
comincia una salita pi ripida, a
scalinata. Lalzata dei gradini non
tanto alta, ma pedata lunga,
pi di un metro, e irregolare. Salire
richiede tutta la mia concentrazione, ma il benefico esercizio fisico delle mie giornate. Una volta,
una ventina di anni fa, la scalinata era libera, e quindi pi agevole
(anchio avevo 20 anni di meno),
adesso un percorso a ostacoli.
Da tutti e due lati, la stringono i
mpivarotra, che rosicchiano giorno per giorno la striscia transitabile, a favore delle loro merci. Allinizio, bisogna fare attenzione alla
strettoia tra due ombrelloni: uno a

Alla fontana
Poi a met scalinata c una fontana pubblica, con la fila imponente delle taniche di plastica
gialla di chi viene a rifornirsi. E l
vicino alla fontana, si guadagna
la vita qualche lavandaia; la tecnica mi pare questa: hanno tutta
una fila di grandi bacinelle, la roba
da lavare viene insaponata e lavata nella/e prima/e, poi passa di
bacinella in bacinella per essere
progressivamente sciacquata. Le
donne stanno cos, con la schiena
piegata, per ore e ore. Finalmente, dopo decine e decine di altri
negozietti, si arriva in cima alla
scalinata, con due rivenditori di
fripperies che hanno conquistato, a destra e a sinistra, le ultime
posizioni; innalzano di qua e di

l due castelli di assi e travetti di


legno che la mattina fioriscono di
capi dabbigliamento sventolanti; sulle assi pi in basso, articoli
minori di abbigliamento, saponi,
bigiotteria eccetera. I marciapiedi sono strettissimi e ingombri di
gente impaziente e ansiosa, perch salire sui minibus nelle ore di
punta unimpresa, a volte si devono prendere al volo saltando sul
predellino, spesso bisogna correre e competere con chi rester
a piedi ad aspettare il prossimo.
Ancora: i gestori di radio-telefono
hanno pensato, con ragione, che
una fermata dautobus un luogo propizio, per loro e per la loro
attrezzatura (una specie di seggiolone chiuso da assi su tre lati,
una mensola davanti, a volte con
su una minuscola vetrinetta con
le carte delle compagnie telefoniche, il tutto direi su metri 1 x 1,
e sormontato da un ombrellone);
con ci, il marciapiede si restringe ancora, anzi scompare. Poi si
passa di fianco alla Chiesa di Ambanidia ( il nome del quartiere),

dallisola rossa

sinistra copre fascetti e cartoccetti di piante medicinali malgasce,


pi o meno ortodosse; quello di
destra ripara dal sole ogni sorta di
caramelle biscotti merendine ecc.,
il che significa stazionamento dei
bambini che vanno a scuola.

Sacrificio mistico:
accessione
dellincenso
sullaltare appena
consacrato

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

21

dallisola rossa
Le pulitrici, le nostre
sorelle Carmelitane
Missionarie di Torino
entrano in azione.

22

nel cui territorio si trova il nostro


Convento di Ampasanimalo; nello spazio tra il muro della chiesa
e la strada, la parrocchia ha organizzato un posteggio, guardato
da un uomo mingherlino che conosco da decenni, e con cui c
scambio bi-quotidiano di saluti.
Quando una delle macchine posteggiate deve uscire dal posteggio, quasi si trasforma da dimesso
che era, imbocca con aria autoritaria il fischietto e interrompe il
flusso compatto del traffico; quasi
sempre con successo.
Hotely gasy
Ancora cento metri o poco pi,
e si prende una breve diramazione sulla sinistra; da un lato, alcuni
negozietti, tra cui un hotely gasy,
cio un ristorantino, da cui si servono diversi nostri studenti perch
ha prezzi pi bassi della mensa
che c in Universit. Pi su, un
enorme cassonetto delle immondizie; la mattina, ultimamente, ci
rovista dentro una povera donna
scheletrica con i suoi bambinetti
altrettanto magri, uno in braccio e

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

due che rovistano nelle immondizie; la sera, larea attorno al cassone pare essere il luogo di riposo
di una coppia, tutti e due giovani
e allapparenza belli sani, coi due
bambinetti che giocano felici nel
canaletto di scolo delle acque.
Infine, finalmente, a sinistra si apre
lingresso dellUniversit Cattolica del Madagascar; si entra, si fa
unultima fatica sulla strada che
si impenna di nuovo allombra di
bei pini, e si arriva alla costruzione principale dellUniversit. un
maestoso edificio con le massicce pareti esterne tutte in pietra,
in blocchi squadrati di granito, e
allinterno i pavimenti, nel primitivo corpo centrale, in assi di legno;
di fronte allingresso principale,
con portico in pietra, una statua
dellImmacolata ( la patrona del
Madagascar) circondata da un
boschetto di jacaranda, dalla meravigliosa fioritura indaco/violetta,
in settembre-ottobre. Ledificio
stato costruito nella prima met
del Novecento, nel 1973 la Compagnia di Ges, per una scelta di
povert, lo ha donato alle Diocesi

Al lume di candela
In Italia, mi felicitavano in molti
perch qui avrei trovato lestate, e
il sole, e il caldo, e magari qualcuno pensava a spiagge bianche
e a palme fruscianti. Niente di
tutto questo. C un ciclone che
scorrazza in questa parte dellOceano Indiano. Il centro del ciclone proprio su Morondava, dove
secondo i giornali ha fatto 22.000
sfollati; poi, oggi, ha attraversato
in larghezza il Madagascar ed
uscito allaltezza di Manakara. Qui
a Tana siamo toccati solo dalla
frangia estrema, vento che ulula sinistramente e grandi piogge:
il livello dei due fiumi di Tana si
alzato paurosamente, in diverse
zone qui intorno, per esempio ad
Anosikely, lo spettacolo desolante
del riso gi abbastanza alto sommerso dallacqua, e il raccolto
perduto; nellorto delle Suore di

Torino, ma certo anche altrove, il


mais dorme, cio steso orizzontale a terra. Soprattutto, ci
sono case che crollano, per prime
le vecchie case coi muri di argilla
seccata, e ci sono vittime. Sulle
pendici ripide del colle deve sorge il Palazzo della Regina, lAcropoli di Tana, ho contato almeno 5
frane, con case che sono l l per
slittare a valle. Ho saputo che un
ex-studente della nostra Universit, che era andato ad insegnare in
una citt dellovest dopo aver ottenuto la licenza, rimasto ucciso
nel crollo della casa dove abitava.
Era il pi bravo del suo corso, e
pensavo di richiamarlo perch
continuasse gli studi. Adesso a
sera scrivo al lume di candela,
siamo senza luce da qualche ora
(ma per questo non necessario
il ciclone). I nostri confratelli di qui
si stanno mobilitando per larrivo
della reliquia di S. Teresa, che rester in Madagascar dal 19 al 25.
Si tratta del bastone di S. Teresa,
e qualcuno dice che bisogner
spiegare bene la cosa alla gente,
perch nella cultura malgascia le-

dallisola rossa

del Centro del Madagascar; cos


diventato la sede del Seminario
maggiore delle Diocesi del Centro
del Madagascar e adesso dellUniversit Cattolica del Madagascar.

Si depongono le
tovaglie

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

23

dallisola rossa
24

gno e pezzi di legno sono impiegati per fare sortilegi.


Semi di ananambo
Nel villaggio di Ambodivoanjo, dai
cento semi di ananambo pare non
si siano ottenute che 5 pianticelle;
ma, come il costume vuole, mi
stato portato un sacchetto di bei
fagiolini, segno di riconoscenza
per laiuto dato per gli orti.
Negli spezzoncelli di tempo, sono
riuscito anche a finire (quasi) un
breve articolo per la rivista dellUniversit. Quasi un miracolo! Ma
non esisto solo io al mondo: intorno, giorni scuri e difficili.
Scuri proprio anche in
senso meteorologico, perch dopo
il passaggio del
ciclone altri due,
che si sono sviluppati al largo
nel mare, hanno
continuato a rovesciarci addosso
pioggia e pioggia,
sotto un cielo invariabilmente grigio, e temperature sempre pi fredde; giorni
difficili, perch il ciclone Chedza
ha fatto una settantina di morti,
e ci sono circa 160.000 sinistrati,
sfollati, che abitano nelle scuole o
in tende. Questo nel centro-nord
del Madagascar, in particolare sul
versante occidentale; il Grande
sud colpito invece da una siccit grave, e c carestia; i giornali scrivono che ci sono pi di
100 morti di stenti. Qui, c chi ha
perduto la casa, chi il riso nella risaia sommersa, ma anche tutti i
piccoli mestieri che permettono a
tanti di vivere sono resi impossibili dalla pioggia continua... stata
dichiarata una giornata di solida-

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

riet nazionale, ci sono raccolte di


beni e di fondi per le vittime del
ciclone e per quelle della carestia.
Una bella giornata sabato 31
gennaio: festa di scambio di auguri per il nuovo anno (qui molto
sentita) per gli abitanti di tutti e tre
i villaggi, Antsahamasina Antsahakely e Ambodivoanjo: pi di
400 persone, nel centro sociale di
Ambodivoanjo, intitolato a P. Gaetano Mendo. Messa presieduta
da P. Augustin, il nuovo Parroco,
poi relazioni relative alla situazione e alla vita dei tre villaggi, tenute dai rispettivi responsabili, poi
distribuzione di 400 sacchetti
scrupolosamente uguali
meticolosamente
preparati da Zaina
e compagne, taglio di una torta
gigantesca, canti e danze finch
non ha cominciato a farsi scuro.
Venite in disparte
Sabato 7 febbraio
giornata intensa: Messa
al Carmelo alle 6, breve incontro
con le monache dellAssociazione dei Carmeli del Madagascar
e dellOceano Indiano, riunite ad
Ampasanimalo. Poi, partenza per
la residenza del Nunzio, che celebra la giornata della vita religiosa
invitando i religiosi e le religiose
(un esercito di suore!): conferenza
del Nunzio, Messa, pranzo con i
Preti tutti al tavolo del Nunzio e le
Suore a picnic nel parco (bellissimo); cerano due Vescovi religiosi,
tutti e due italiani, quello di Ambatondrazaka Trinitario e quello di
Ambanja Salesiano. Predicatore
trascinatore di folle, con alternanza di francese e di malgascio, di

maggio arruffato, la testa modellata in gesso, mi dice, tutto


uniformemente colorato di scuro e
fittamente picchiettato di bianco,
le zampe sono di filo di ferro verniciato in rosso vivo; le fa lei e va a
venderle in pieno centro, ad Analakely. Le trovo bellissime, e bello
e confortante che lei abbia questa
iniziativa e questa genialit.
Le manifestazioni del V Centenario teresiano si susseguono senza
posa; organizzatore pi che instancabilissimo (alla faccia della
grammatica), P. Tsitoaina. Da luglio, poi, saranno di nuovo in visita
in Madagascar le reliquie di S. Teresa di Ges Bambino e genitori;
riunioni di commissioni e comitati
sono gi iniziate, sempre grazie
allinstancabilissimo.
Sapere, come gli altri!
Agli esami in Universit, una cosa
che mi ha colpito; uno degli studenti che si sono presentati abita, mi ha detto, nel villaggio in cui
Padre Pedro ospita le famiglie pi
diseredate ed emarginate. Gli ho
chiesto come mai avesse deciso

dallisola rossa

toni faceti e di toni mistici, tutto


per far sentire la grandezza e la
bellezza della vita consacrata, il
nostro P. Flavio.
Siamo ripartiti per Itaosy, P. Flavio P. Vincent e io, stanchi e soddisfatti quando ancora fervevano
canti e danze, con una sola idea,
distenderci per una siesta, per
quanto tardiva. Invece, mi stato dato di vivere nella mia carne
proprio il Vangelo di oggi, quello
del ritorno dei discepoli dalla missione, e Ges che li invita a ritirarsi con lui in disparte per un momento di riposo, e invece la folla
continua ad accalcarsi intorno a
loro, e il riposo sfuma. Il pensiero della siesta sfuma davanti alla
coda di gente che aspetta al cancello, per chiedere, chiedere: una
umanit dolente che non si pu
ignorare passando oltre. Tra loro,
c una donna del gruppo delle
vedove che mi porta un regalo di
inizio danno: una coppia di piccole galline faraone che mi presenta in fondo a una cesta: il corpo
una pigna, gi un po aperta, il
che d limpressione di un piu-

Accensione del
cero, lavoro delle
api e dei ceri

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

25

dallsola rossa
26

di studiare filosofia (lo chiedo a


tutti), e lui mi ha dato una risposta
che in realt non era risposta alla
mia domanda, ma che mi ha toccato: voglio sapere, come gli altri, ha detto. Il tema del Simposio
organizzato da tutti i Dipartimenti
dellUniversit, 23-25 febbraio,
era La comunicazione nellera
di internet. Perch Madagascar
anche questo: fianco a fianco
cultura delloralit (pre-stampa,
pre-manoscritti, pre-scrittura) fino
alle tecnologie pi moderne della
comunicazione; e non necessariamente le cose si sovrappongono
come strato su strato, ben distinti
e separati, ma si mescolano.
In Universit come qui a Itaosy, siamo sotto lassedio della dura realt
di questa stagione sovrabbondante, straripante di pioggia. I ripidi
fianchi dei colli del centro continuano a coprirsi delle larghe ferite
rossastre degli smottamenti, che
travolgono case e persone. Attorno alla citt, non solo le risaie sono
allagate (ormai, il riso raccolto o
perduto), ma uno dei due fiumi di
Tana, la Sisaony, qualche giorno fa
ha rotto gli argini poco oltre il confine del nostro distretto, un intero
quartiere inondato, 8000 sfollati. Altri quartieri anche del centro,
quelli pi miseri, sono
sottacqua da tempo,
non ci si fa caso pi di
tanto; uno studente,
dei Padri Maristi, mi
dice che in casa da
loro lacqua arriva al
polpaccio; nella vicina casa delle Piccole
Suore del Vangelo
ancora pi alta; i loro
conventi si trovano
nel quartiere popolare di Isotry.

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

Crepe nel tunnel


Uno studente del terzo anno mi
racconta che durante la notte lui e la famiglia sono riusciti
a scappare in fretta dalla casa
che stava crollando; hanno poi
passato la mattinata a strappare
alle macerie quello che si poteva
salvare delle loro cose, e adesso li ospitano i vicini. Anche nel
distretto, gli abitanti della lingua
di terra in mezzo alle risaie hanno lacqua sulla porta di casa, e
ieri un uomo anziano venuto
per chiedere di essere ospitato, lui e famiglia, in uno dei nostri villaggi. Il nipote sedicenne
di una vecchina simpaticissima
e vivacissima del gruppo delle
vedove, aiuto e appoggio della nonna, rimasto travolto dal
crollo della parete della loro
casa; se l cavata con qualche
giorno di ospedale; lei sempre
come un grillo, malgrado abbia
da anni una gamba un po storpiata. Uno dei due tunnel in cui
passa il traffico del centro citt,
quello di Ambanidia, costruito
ottantanni fa, mostra, pare, infiltrazioni e crepe; ci sono stati
articoli sui giornali in proposito,
adesso non sento pi niente, il
traffico che lo attraversa tuttora abbondantissimo, noi stessi
da Ampasanimalo lo usiamo in
continuazione; ma vengo sapere dal tassista mio amico che
lAmbasciata francese ha proibito tassativamente ai suoi autisti
e alle sue macchine di passare
dal tunnel. Ma volete una notizia
positiva, almeno una? la figlia di
unaltra donna del gruppo delle
vedove ha avuto la media stratosferica di 19.25 su 20! mai sentita una cosa del genere!

ALOE

come piantati dal Signore

curiosit

Nicodemo, che in precedenza era andato da Ges


di notte, venne anchegli,
portando una mistura di
mirra e daloe di circa cento libbre (Gv 19,39). Ricorre una volta
sola nel Nuovo Testamento la citazione dellaloe, ma in un momento
particolarmente solenne: Ges
stato deposto dalla croce e prima
di essere collocato frettolosamente nel sepolcro viene avvolto con
teli insieme agli aromi, secondo il
costume in uso ai Giudei.
Ma questa pianta viene ricordata
diverse volte nellAntico Testamento, sempre per le sue qualit aromatiche: cos le vesti della
regina del Sal 45 sanno di mirra,
daloe, di cassia (v. 8). Ed la
sposa del Cantico dei Cantici ad
essere descritta come una pianta
i cui germogli sanno di nardo e di
croco, di canna odorosa e di cinnamomo, e di ogni albero da incenso; di mirra e daloe, e di ogni
pi squisito aroma (4,14). Di contro, nel libro dei Proverbi, dopo
aver fatto lelogio della sapienza,
lautore sacro mette in guardia
contro le attrattive ingannatrici
della stoltezza, descritta come
una prostituta che tra laltro si
presenta dicendo: Ho profumato il mio giaciglio di mirra, di alo
e di cinnamomo (7,17). Una delle
caratteristiche di questa pianta
quella di diffondersi rapidamente
(la moltiplicazione dellaloe avviene per seme o per divisione dei
polloni che si formano alla base
della pianta), ed per questo che
lindovino Balaam, nel suo oracolo di benedizione, preannuncia:

di fra Ginepro

Come sono belle le tue tende,


Giacobbe, le tue dimore, Israele! Esse si estendono come valli,
come giardini in riva a un fiume,
come aloe piantati dal Signore, come cedri vicini alle acque
(Num 24,5-6).
Luso dellaloe molto antico,
come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette dargilla ritrovate da un gruppo di archeologi nella citt mesopotamica
di Nippur, nei pressi di Bagdad, e
databili attorno al 2000 a.C. Nel
testo si legge ...le foglie assomigliavano a foderi di coltelli. Laloe
era nota e utilizzata anche presso
gli egizi (es. citata nel papiro Ebers
del 1550 a.C.) per i preparati per
limbalsamazione (per questo
detta pianta dellimmortalit) o
per la cura e ligiene del corpo o

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

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curiosit

come cicatrizzante. Pianta succulenta con una rosetta di foglie


carnose, rigide, a margine spinoso. Fiori in lunghe spighe terminali, rossi, tubulosi. Dalle foglie si
estrae un succo che concentrato
al sole diventa una massa solida
di aspetto vetroso usata in medicina (amaro, colagogo a piccole
dosi e purgante a forti dosi; cosmetico) e in veterinaria. Laloe
pi pregiata era lAloe succotrina,
di cui alcune cellule epidermiche
sono state ritrovate sulla Sindone.
Il nome della specie viene dallisola di Socotra (Yemen) sulla costa
orientale dAfrica allingresso del
Mar Rosso. Si narra che Alessandro Magno si sia spinto a Sud alla
conquista dellisola per controllare il commercio della specie pregiata.

ERBA DI GRAZIA
delle sante giornate

Ma guai a voi, farisei, che


pagate la decima sulla
menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da
parte la giustizia e lamore di Dio.
Queste invece erano le cose da
fare, senza trascurare quelle (Lc
11,42). Ma non solo nella Bibbia
ricordata questa pianta erbacea. Essa trova posta anche nella
letteratura, Shakespeare in particolare. Nellatto IV dellAmleto,
Ofelia interviene: E a te di questa ruta fo presente: per me poca
ne avanza. E chiamarla potremo
erba di grazia delle sante giornate. Erba di grazia della domenica cos si chiamava in Inghilterra,
dalluso che ne facevano i preti

28

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

cattolici per ingredienti nelle bevande apprestate per gli ossessi


quando erano esorcizzati, spesso
di domenica. E nel Riccardo II, un
giardiniere cos si rivolge alla sovrana: Povera regina Qui le
caduta una lacrima. Qui, proprio
in questo punto pianter un cespo di ruta, lerba amara del pentimento. Ruta, segno di piet, si
vedr presto crescere in ricordo di
una regina in lacrime.
Nei tempi passati si attribuiva alla
ruta il potere di evitare il contagio
della peste; oggi spargendo le
foglie essiccate sui pavimenti, in
prossimit delle fessure, si tengono lontani gli insetti grazie a una
sostanza insetticida che in esse

La riproduzione possibile anche


per talea o per divisione dei cespi.
Oggi questa erba usata in Italia
in liquoreria nella preparazione di
grappe e altri distillati, mentre nei
paesi dellEuropa orientale laromatico di ripieni che farciscono
la selvaggina. In cucina vengono
usate le sue foglie fresche, in piccole dosi sono usate nelle insalate, piatti di carne o pesce e per
preparare olii ed aceti aromatici.
La rutina presente nella pianta ha
numerosi principiattivi tra la capacit di diminuire la permeabilit e
la fragilit capillare, in quanto da
considerarsi alla stregua della vitamina D. Il rimedio omeopatico
indicato contro le contusioni delle
ossa e lesioni ai tendini provocate
da traumi sportivi e si ottiene con
le foglie fresche di ruta. Infine una
curiosit: pare che il disegno del
seme di fiori che compare sulle
carte da gioco sia stato ispirato
proprio dalla graziosa foglia della
ruta.

curiosit

contenuta. Effettivamente la ruta


unerba velenosa e consumata
ad alte dosi pu nuocere gravemente alla salute. Alcune persone sono allergiche e ottenere una
infiammazione cutanea dal contatto, con comparsa di vesciche
e macchie della pelle. Lingestione di grandi quantit di ruta pu
causare vomito e convulsioni. Secondo la medicina popolare piccole dosi della pianta erano utili a
combattere i reumatismi o rendere pi acuta la vista, specie dopo
sforzi prolungati. La leggenda narra che Leonardo attribuiva le sue
straordinarie capacit visive alla
ruta; effettivamente gli sciacqui
con un infuso di questerba ridanno benessere agli occhi affaticati
a periodo di stanchezza psichica.
Sembra che i Romani per alterarsi facessero uso smodato di vino
aromatizzato con ruta: forse la ricetta per lo sballo capitolino? A
questa pianta si attribuivano anche virt magiche nel neutralizzare le forze oscure, e la Chiesa permetteva, se benedetta dal prete,
di coltivarla in vasi sui davanzali,
appenderla sopra alla porta di
casa, indossarla con un apposito
sacchetto.
Arbusto sempreverde, daspetto
grazioso, alto poco pi di mezzo
metro, pu servire a formare basse siepi utili per recintare le aiuole.
Nelle localit in cui gli inverni presentano temperature sotto lo zero
il cespo di ruta va protetto; se si
effettua la coltivazione in vaso
questo va posto a riparo. Le foglie
sono alterne, pennato-composte.
I fiori, gialli tendenti al verde, con
il fiore centrale pentamero e gli altri tetrameri sbocciano dopo met
estate. Tutta la pianta emana un
odore gradevole.

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

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nella pace del signore

MARIO CANTARELLI
di Verona nel
XIII anniversario della
scomparsa

GIANFRANCA VOLPATO,
nel III anniversario della
scomparsa (27 luglio),
Isola Rizza (VR)

MARCO TAVELLA
di Bovolone (VR)
nel VII anniversario
della scomparsa:
Vivere nel cuore di chi
resta non morire.

30

COSTANTINO NAZARIO
ORTOLANI,
nellVIII anniversario
di morte (20 luglio),
Nogara (VR)

d. TIBERIO MARCHIOTTO
di Tignano (FI)
nel VII anniversario della
scomparsa (26-07-2008)
Sei sempre
nei nostri cuori.
La tua sorella e i tuoi
nipoti di Bovolone (VR).

GIOVANNI BATTISTI,
nel VI anniversario di
morte (15 agosto),
Cellore dIllasi (VR)
Sei sempre
nei nostri cuori.

LUIGI COELLI
(n. 22-8-1914 m.
10.7.2014)
Lo ricordano la moglie, i
figli e parenti tutti.

MARTA LORENA BRUSCO,


Lazise (VR)
Ciao Lorena, ti sto
sempre aspettando come
dovessi ritornare da un
viaggio ... ma il tuo un
viaggio senza ritorno
La tua mamma

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

VALENTINA SORIO
ZERBATO
Il suo ricordo incancellabile e il suo amore una
luce dentro i nostri cuori.
In memoria e ricordo la
famiglia Zerbato prega
per Valentina scomparsa
due anni fa.

Ci ha lasciati, poco dopo


aver festeggiato 88 anni,
MARIA BRUNA CIBOTTO ved. MORGANTI,
cara mamma della nostra collaboratrice
Vittoria, la signora dei Ricordi.

affidati a s. teresa

PATRICK E WILLIAM ALBERTI, di San Mauro di Saline (VR)

SANTA TERESA

Quiz del mese

e la sua pioggia di rose

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CHE COME IL SOLE: Torniamo


ai giochi di parole! Su richiesta
di una sorella, Teresa compose
un bella poesia-acrostico con il
nome di una persona molto importante nella vita della famiglia Martin. Di chi si trattava?
Sapreste trovare lacrostico?
A tutti i lettori che entro il 31
agosto ci comunicheranno la
risposta esatta verr regalata
UNA BELLISSIMA SPILLA PIEDI PREZIOSI.

PROV.:

E.MAIL:

rose di s. teresa
MARINO CALIARI ED
ANNA BIANCHI
hanno festeggiato 60
anni di matrimonio;
devoti a s. Teresa,
ringraziano per la protezione.

Santa Teresa Luglio/Agosto 2015

31

Maria Regina del


Carmelo a Snagov
(Romania)

Ges lava i piedi


a Simon Pietro,
controfacciata del
santuario.

ORARIO SANTE MESSE


ORARIO FERIALE:
7.00 - 8.00 - 9.00 - 10.00
16.30 - 18.30
ORARIO FESTIVO:
7.30 - 8.30 - 9.30 - 10.30
12.00 - 16.30 - 18.30

PADRI CARMELITANI SCALZI


Santuario di S. Teresa
del Bambino Ges Via Volturno, 1
37135 Verona - tel. 045.500.266
fax 045.581.214
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