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M ir M eraviglie

M ir W onders
Opera Grafica 1962-1976 / Graphic work 1962-1976
a cura di | curated by
Michela Morelli

catalogo della mostra / exhibition catalogue


Riccione (RN),
Villa Franceschi - Villa Mussolini
31 Luglio - 18 Ottobre 2015

MIR MERAVIGLIE
31 Luglio - 18 Ottobre 2015

Riccione (RN), Villa Franceschi - Villa Mussolini

Opera Grafica 1962-1976

Promossa da / Promoted by
Comune di Riccione
Istituzione Riccione per la Cultura
Banca Carim
Guidobaldi Allestimenti
The Art Company
Villa Franceschi

Galleria darte moderna e contemporanea

A cura di / Curated by
Michela Morelli
Produzione e organizzazione
Production and organization
Guidobaldi Allestimenti, Foligno (PG)
Direzione della mostra
Management of the exhibition
Costanza C. Raffaelli, Andrea Pontaldi,
The Art Company, Pesaro
Prestiti / Loans
Collezioni Joan Mir,
The Art Company, Pesaro
Progetto di allestimento / Exhibition design
Studio CH plus, Bruno Mariotti, Pesaro

Comunicazione visiva
Visual communication
Angela Scatigna & Doretta Rinaldi, Pesaro
Ufcio Stampa e PR / Press office & PR
Chiara Silvestri, Terni
Social Media Consulting & Strategist
Marco Ramacci, Perugia
Web Design
Federico Carucci, Perugia
Allestimento / Setting up
Guidobaldi Allestimenti, Foligno (PG)
Assicurazione / Insurance
Assicurarte, Cremona
Uno ringraziamento speciale a
Special thanks to
Vittorio Sgarbi
Ringraziamenti / Thanks to
Silvano Straccini
Michele Dal Bosco

M ir M eraviglie
M ir W onders
Opera Grafica 1962-1976 / Graphic work 1962-1976

a cura di | curated by
Michela Morelli

catalogo della mostra / exhibition catalogue


Riccione (RN), Villa Franceschi - Villa Mussolini
31 Luglio - 18 Ottobre 2015

INDICE
Presentazioni / Presentations
Renata Tosi, Giovanni Bezzi

Joan Miro. Limprevisto, lalfabeto, le meraviglie


Joan Miro. The unexpected, the alphabet, the wonders
Michela Morelli

10

Joan Mir i Ferr


Andrea Pontalti

20

Catalogo / Catalogue
Michela Morelli, Andrea Pontalti

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Anti-Platon, La Lumire de la lame, Saccades


Ubu Roi
Le Lzard aux plumes dor
Les Pnalits de lEnfer ou les Nouvelles-Hbrides
Maravillas con variaciones acrsticas en el jardn de Mir
Marteau sans matre

27
44
56
68
82
96

La Citt di Riccione ben si appresta ad ospitare una mostra dedicata ad un artista


eclettico come Joan Mir.
Riccione, citt poliedrica dalle infinte sfumature, trova nelle linee, nei colori e nelle
continue sperimentazioni del celebre e vulcanico artista spagnolo unintima affinit.
Riccione citt delle sperimentazioni e al contempo della cura sapiente del suo passato,
citt contemporanea che si apre al nuovo e ad esperienze suggestive.
Sono sicura che questa mostra, di cos elevato spessore culturale, rappresenti unoccasione preziosa per i numerosi turisti che scelgono di trascorre le proprie vacanze a Riccione.
La presenza di capolavori di cos splendente bellezza, vuole essere per il visitatore di
questa mostra unopportunit per meditare e riflettere sugli straordinari significati della
pittura e dei molteplici linguaggi dellarte. La scelta di Villa Mussolini e Villa Franceschi
conferma la vocazione di questi spazi espositivi, nel centro della citt, ad ospitare eventi
creativi come questo.
La mostra su Joan Mir vi aspetta.

Renata Tosi
Sindaco di Riccione

The city of Riccione is really well suited for hosting an exhibition dedicated to such an
eclectic artist as Joan Mir.
Riccione, a multi-faceted city with endless nuances, finds a deep affinity with the famous
and dynamic Spanish artists lines, colours and continous experimentation.
Riccione is the city of experimentations and, at the same time, of the skilful safekeeping
of its past; a contemporary city that is open to the new and to evocative experiences.
I am sure that this exhibition, of such a high cultural importance, represents a priceless
occasion for the many tourists that choose to spend their holidays in Riccione.
The presence of masterpieces of such beaming beauty, wishes to be, for the visitors of
this exhibition, an opportunity to think and reflect on the extraordinary meaning of
painting, as well of the numerous artistic languages. The choice of Villa Mussolini and
Villa Franceschi, confirms the vocation of this exhibition spaces, right in the centre of
the city, to host creative events such as this one.
Joan Mirs exhibition is waiting for you.

Renata Tosi
Mayor of Riccione

Dallaltra parte del mare Mediterraneo, che bagna la sua Catalogna, arriva fino a noi, al
nostro mare Adriatico, estrema propaggine a nord del Mare Nostrum, il messaggio di
Joan Mir, forte e suggestivo, evocativo e struggente.
Attraverso i suoi meravigliosi e coloratissimi segni grafici, i suoi personaggi fantastici e
giocosamente onirici, Mir offre uninterpretazione inimitabile della corrente pittorica
surrealistica, trasportandoci in un mondo favolistico che per lui costituisce la realt vissuta.
Nelle sue opere grafiche senti forte la memoria di luoghi e miti filtrati dal suo
personalissimo inconscio, il tutto per reso in modo magistralmente lieve e fantastico,
magico a tal punto da strappare, a chi le guarda, un sorriso pensoso ma liberatorio.
Riccione, nel quadro della sua rinnovata proposta culturale per lestate 2015, ha deciso
di rendergli omaggio con questa mostra a Villa Mussolini e a Villa Franceschi, collocata
nel pieno del periodo estivo, dove la giocosit e la leggerezza della sua arte si sposano e si
integrano perfettamente con il vivere quotidiano della Perla Verde dellAdriatico.
La mostra verr poi prolungata sino a met ottobre per permettere ai ragazzi delle nostre
scuole di ammirare da vicino il genio dellartista catalano.
Ringrazio lo staff dellIstituzione Cultura e gli organizzatori della mostra, certo che verr
apprezzata dai nostri ospiti, dal nostro territorio e dai riccionesi.

Avv. Giovanni Bezzi


Presidente dellIstituzione Riccione per la Cultura

From across that part of the Mediterannean sea, that laps his Catalunya, comes to us, to
our Adriatic sea extreme Northern offshoot of Mare Nostrum Joan Mirs message:
strong and evocative, spellbinding and moving. Through his wonderful and extremely
colorful graphics, his fantastic and playfully dreamlike characters, Mir gives a one of a
kind interpretation of Surrealism in painting, taking us to a fairy tale land that for him
is actual reality.
The memory of places and myths, filtered by his own strong subconscious, is strongly
conveyed through his works; the whole, though, is skilfully expressed with a light and
fantastical touch, so magical to bring a thoughtful but liberating smile to the viewers lips.
Riccione, within the frame of its renewed cultural offer for Summer 2015, decided to
pay homage to Mir with this exhibition at Villa Mussolini and Villa Franceschi, at the
peak of summertime, where the playfulness and the lightness of his art perfectly match
and complement the daily living of the Green Pearl of Adriatic Sea.
The exhibition will last until the half of October, allowing our students to admire closely
the genius of the Catalan artist.
I would like to thank the staff of Istituzione Cultura and the exhibitions organizers, sure
that it will be greatly appreciated by our guests, our territory and by Ricciones citizens.

Avv. Giovanni Bezzi


President of the Institution Riccione Culture

Joan Mir:

limprevisto, lalfabeto, le meraviglie


the unexpected, the alphabet, the marvels

Michela Morelli

Per me quello che determinante il fatto plastico e poetico,


le associazioni di forme e di idee, una forma mi d unidea,
quellidea mi suggerisce unaltra forma e da tutto ci nascono
dei personaggi, degli animali, qualcosa che non ho previsto
To me, what is decisive is the plastic and poetic event, the
association of shapes and ideas, a shape gives me an idea , that
idea suggests me another shape and from this, all animals and
characters are born, something that I did not expected

Mir: maintenant je travaille par terre, intervista di Yvon Taillandier a Joan Mir,
XXe Sicle, n. 43, maggio 1974

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ir fa parte di quella schiera di


artisti il cui lavoro si protrae negli anni,
rinnovandosi senza presentare mai segni
di cedimento creativo.
Anzi, gli ultimi ventanni di produzione artistica
che questa mostra rappresenta nella parte relativa
alla prolifica tecnica grafica, furono per il longevo
artista catalano carichi di nuovissimi spunti espressivi, frutti che il paziente giardiniere1 dellarte
seppe raccogliere senza timore, affrontando il costante movimento del suo sentire e del suo esprimersi con la serenit combattiva di un uomo
abituato a dissolversi nei meandri della propria
profonda capacit interpretativa ed immaginativa.
Loculata selezione di serie grafiche qui presentata
permette di seguire con estrema tensione estetica e
con precisione analitica questo percorso, districandosi nel gran numero di opere di questo genere che
Mir don al mondo soprattutto nei suoi ultimi
trentanni dattivit, quando lincisione e la grafica
divennero un mezzo espressivo sempre pi impiegato, e paragonato dallo stesso artista alla dignit
indiscussa della pittura2.
Lincisione tentava Mir per la sua componente
tecnica imprevista che invece di un rovello diveniva per lui uno stimolo creativo3, uno di quei molti
punti di partenza da cui principiavano le sue lunghissime elucubrazioni estetiche e formali.
Il materiale, e la tecnica ad esso applicabile, furono
sempre motivi fondanti dellopera di Mir poich
egli, come vedremo anche nel succedersi di queste sei serie grafiche, tese s consapevolmente verso
la semplificazione del segno e della composizione

Mir is part of that multitude of artists whose


work prolongs through the years, renewing itself
while never showing signs of creative sinking.
On the contrary, his last twenty years of artistic
production that this exhibition represents in the
part dedicated to the prolific graphic techniques,
were for the long-lived Catalan artist, full of extremely new expressive starting points, fruits that
the patient art gardner1 picked without fear, engaging with the constant movement of his feelings
and expression with the pugnacious composure
of a man used to lose himself in the maze of his
own deep interpretative and imaginative talent.
The prudent selection of graphic works here displayed, allows to following with extreme aesthetic
tension and with analytic precision this course, extricating oneself through the many works of this
genre that Mir gave to the world, especially in
his last thirty years of activity, when etching and
graphic design became his most employed expressive mean, compared by the artist himself to the
undisputed dignity of painting2.
Etching tempted Mir with its unpredictable
technical component that, instead of a vexation
became for him a creative incitement3, one of
the many starting points from where his very
long aesthetical and formal ponderings began.
The material, and the applicable technique, were
always the founding causes of Mirs work since
he, as we will see in the progression of these six
graphic design series, tended consciously towards
the semplification of the sign and composition for
communicative functionality, but he also always

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in funzione comunicativa, ma rifugg sempre la


facilit, esplorando i recessi pi profondi del suo
linguaggio fino ad elaborare un alfabeto cristallino ed
universale, e maneggiando con maestria gli imprevisti
viluppi della materia fino alla serena pienezza espressiva. I presupposti storici ed episodici, i semi potremmo dire continuando nella metafora del giardiniere,
di questa rinata esuberanza grafica i cui frutti sono
godibili allinterno delle tante opere messe in mostra,
affondano nel terreno degli anni Cinquanta.
Fu nel 1954 infatti che la Biennale di Venezia sanc il talento di Mir conferendogli il Gran Premio
internazionale per la grafica, e nel 1955, dopo una
serie di sei dipinti su cartone, lartista, incessantemente disposto a mettersi in discussione, abbandon la pittura per quattro anni, dedicandosi
sempre pi alacremente alla ceramica e alla grafica, fino al 1959 quando, dopo il definitivo ritorno
a Maiorca, acquist Son Boter, unabitazione del
XVII secolo, dove impiant il proprio laboratorio
di incisione e litografia facendone lorto, o la fucina, da cui zampillarono le sue serie.
Dal punto di vista formale, gli innesti pi rilevanti
ed influenti presenti in questi lavori sono riconducibili invece alla visita alle grotte di Altamira nel
1957 ed ai viaggi in Giappone, il primo dei quali
ebbe luogo nel 1966.
Del rapporto di Mir con lItalia infine, stato
detto molto4, qui basti ricordare che soprattutto
tra anni Settanta ed Ottanta fu strettissimo e testimoniato da un crescente interesse per le sue opere,
soprattutto grafiche, che sfocer nel 1993, decennale della morte e centenario della nascita, in una

spurned easiness, exploring the deepest recesses of his language until developing a crystal clear
and universal alphabet, and handling with mastery the unexpected tangles of the material until
reaching a serene expressive plenitude.
The historical and anecdotical prerequisites, we
could say the seeds, keeping on with the gardner
metaphor, of this reborn graphic vivaciousness,
whose fruits are enjoyble in the many works dis-

Joan Mir ritratto da Yousuf Karsh nel 1965


Joan Mirportrait by Yousuf Karsh in 1965

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grande mostra al Teatro Valli di Reggio Emilia5.


Qui, sotto il titolo Dalla Figurazione al Gesto
vennero raccolti centoventicinque lavori grafici,
dal 1933 al 1963, di cui la presente mostra pu
dirsi una degna prosecuzione, riportando in Emilia
Romagna altrettante opere del periodo immediatamente successivo, dal 1962 al 1976.
Bisogna tener presente che il Mir maturo unartista ancora incredibilmente fecondo, estremamente energico, il cui messaggio non si esaurisce e
anzi sespande, cresce, muta di forma in forma fino
allultimo giorno, e si dirama a coprire con estro
ogni tipo di tecnica.
La capacit sempre conservata dalle sue opere di
coinvolgere e piacere istintivamente, di seminare
spiazzanti anticipazioni e riaffermare verit formali senza tempo, il frutto di un lavoro percepito
dallartista come vitale, estremamente colto, controllato e meditato che per si manifesta con una
semplicit disarmante, unapparente casualit di
intrecci, guizzi e perfetti bilanciamenti.
Tutto ci conferisce alle sue realizzazione quella
permanente impronta gioiosa ed un po impertinente, a volte ambigua, comunque sempre armonica, dinamica ed insieme ieratica, frutto di una
serenit esecutiva, ma non umorale.
Mir infatti fu insieme pittore della gioia e uomo
dal temperamento tragico e taciturno; fatalista,
eppure innamorato, se non della vita che reputava assurda di per s, di certo del mondo, lo stesso
mondo da cui seppe trarre alfabeti simbolici dalla
potenza universale attraverso i quali si fece esploratore di sogni e mondi potenziali, lui che di not-

played in the exhibition, have their roots in the


50s.
It was, in fact, in 1954 that Venice Biennale sanctioned Mirs talent, awarding him with the international Grand Prix for graphic design, and in
1955, after a series of six paintings on cardboard,
the artist, unrelentingly willing to call himself into
question, abandoned painting for four years, dedicating himself more eagerly by the day to ceramic
and graphic design until 1959 when, after permanently coming back to Mallorca, he bought Son
Boter, a XVII century building, where he set his
own etching and lithograph workshop, making it
the garden, or forge, from whence his series sprang
out.
From a formal point of view, the most relevant
and influential grafts found in these works are,
instead, ascribable to his visit to the Altamiras cave
in 1957 and his travels to Japan, the first of which
happened in 1966.
Of Mirs relationship with Italy, lastly, many
things have been said4, here it is sufficient to remember that especially between the 70s and the
80s, it was very close and was testified by a growing
interest for his works, especially the graphic ones,
that resulted in 1993, ten years from his death and
a hundred from his birth, in a great exhibition at
the Teatro Valli in Reggio Emilia4.
Here, with the title Dalla Figurazione al Gesto
(From Representation to Gesture), 125 works from
1933 to 1963 were collected; our exhibition can be
seen as its worthy continuation, bringing back to
Emilia Romagna just as many works from the im-

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te non sognava mai6, ma che aveva cura di creare


nuovi organismi e di dotarli di un pianeta accuratamente costruito per loro7.
Ed eccole in tutta la loro evidenza queste forme,
questi gesti, queste linee sempre significative e
mai arroganti, questi esseri accennati dal nero, in
perpetua mutazione, pulsanti nel colore che sinfila
naturalmente negli interstizi e nei fondali, a sottolineare trasparenze, ad accennare consistenze o
a riempire ritmicamente i vuoti e le pause, colore
che si fa traccia, scintilla o valanga.
Ammiriamo il flusso creativo di Mir espandersi e
percorrere con la discrezione attentissima del suo
sguardo innocente queste serie grafiche, tutte estremamente connesse ai fattori pi significativi della
sua tensione spirituale, fonti dispirazione per lui
imprescindibili: la poesia e la musica.
Nella serie Anti-platon, La lumiere de la lame, Saccades, del 1962 suggestioni grafiche tratte da opere

mediately following period, from 1962 to 1976.


It must be kept in mind that the more mature
Mir is an artist still incredibly fertile, extremely
energetic, whose message does not run out and, on
the contrary, swells, grows and changes from shape
to shape until the last day, spreading itself, covering with flair every kind of technique.
The ability, always kept by the ability of his works
to instinctively engage and be liked, of sowing
flooring anticipations and reaffirming timeless formal truths, is the outcome of a work felt as vital,
extremely cultured, controlled and pondered by
the artist that, however, manifests itself with a disarming simplicity, an ostensible casualty of twists,
jolts and perfect balance.
All of this bestows his works with that permanently joyful and a bit flippant sign, sometimes ambigous, anyway always harmonious, dynamic and at
the same time hieratic, result of a serene, but not
moody, execution.
Mir was, in fact, painter of joy but at the same
time a man of tragic and taciturn nature; fatalist,
but in love, if not with that life he deemed illogical in itself, surely with the world, with that same
world from which he was able to draw out symbolic alphabets of universal power, through which he
nella foto a sinistra

Jacques Dupin ritratto da Jack Manning nel 1985,


studia lautenticit di alcune opere di Mir
Jacques Dupin portrait by Jack Manning in 1985,
judging the authenticity of artworks of Mir

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letterarie di Yves Bonnefoy, Andr Du Bouchet e


dellamico Jaques Dupin, favoriscono laffascinante
riproposizione e variazione di forme a guisa dimpronte, percorse da itinerari lineari a richiamare le
mappe delle costellazioni nelle scabrosit dei fondali, e nella mistica sfumatura dei contorni di questi
fossili in negativo dove le tracce dAltamira sembrano pulsare di anime cromatiche nel primigenio configurarsi di identit nascenti o appena svanite.
Seguono le tavole dellUbu Roi, del 1966, dinamica ed ironica trasposizione dellopera letteraria di
Alfred Jarry, fondamentale nel percorso del giovane Mir verso il Surrealismo.
Qui la violenza cromatica congestiona la composizione eppure non risulta mai volgare accompagnando invece con sensibilit quasi musicale le
forme che scaturiscono luna dallaltra, mutando a
ritmo serrato, attraverso il percorso della linea, articolata, narrativa,
stupefacente nella sua capacit di
stimolare visioni
per associazioni di
idee oltre leffettiva
rappresentazione.
La linea ed il
colore
plasmano nuove specie
e nuovi mondi
nellimpor tante
Le Lzard aux plumes dor del 1971,
Alfred Jarry ritratto da Nadar nel 1896
opera poetica e graAlfred Jarry portrait by Nadarin 1896

became an explorer of dreams and of prospective


universes, he who never dreamt at night6, but that
took care of creating new organisms and provide
them with a planet carefully built for them7.
And here they are, those shapes, in all of their
evidence, those gestures, those lines always
meaningful and never arrogant, those beings
sketched by black, perpetually chainging, pulsating in the color that inserts itself naturally between
the cracks and the backdrops, underlining transparencies, hinting at solidity or filling ryhtmically
the voids and the pauses, a color that becomes a
trace, a spark or an avalanche.
We admire Mirs creative flow as it swells and goes
through these series with the extremely attentive
tact of his innocent gaze; these graphic series, all
extremely connected to the most meaningful elements of his own spiritual tension, sources of
inspiration for him essential: poetry and music.
In the 1962 series Anti-platon, La lumiere de la
lame, Saccades, graphic suggestions drawn from
Yves Bonnefoy, Andr Du Bouchet and his friend
Jacques Dupin literary works, foster the fascinating
proposing again and variation of print-like shapes,
swept by linear itineraries recalling constellation
maps in the coarseness of the backdrops, and in
the mystical nuance of the outlines of these fossils
where traces of Altamira seem pulsing in chromatic souls in the primordial configuring of nascent or
just disappeared identities.
Following, there are the plates of the Ubu Roi, 1966,
dynamic and ironic transposition of Alfred Jarrys
literary work, pivotal in young Mirs route towards

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fica di Mir che, per la completezza della sua concezione, costituisce un approdo temporaneo ma rilevante nelle sue esperienze creative, configurandosi
come una vera e propria mitologia nel senso in cui
lintendeva lo stesso artista, ovvero la manifestazione della presenza umana nelle cose8. In questa serie
si compie la sua precisa intenzione di affrontare la
materia per dar vita ad un mondo, altro ma riconoscibile perch composto di archetipi formali e concettuali, ed in s perfettamente coerente.
Il processo creativo di Mir, che parte da un punto focale rintracciabile nelle minime suggestioni
quotidiane, ravvisabile con chiarezza nella serie
dedicata allopera di Robert Desnos Le pnalitis de
lEnfer ou Nouvelles Hbrides del 1974.
Nelle venticinque litografie che la compongono

Surrealism. Here, the chromatic violence engorges


the composition, but still it is never vulgar, on the
contrary it accompanies with an almost musical sensitivity the shapes that spring out from one another
changing with a quick rythm, through the course of
the line, articulate, narrative, astonishing in its ability to encourage visions through idea associations,
besides the actual representation.
The line and the color shape new species and new
worlds in 1971 important Le Lzard aux plumes
dor, poetic and artistic work by Mir that, for the
completeness of its conception, constitutes a provisional but relevant haven in his creative experiences, setting itself up as a true mythology, as the artist
himself intended, in other words as the manifestation in the things of the human presence 8.
In this series, his precise intention of engaging with
materials to give life to a world, another but recognizable because made of formal and conceptual archetyps and perfectly coherent in itself, is accomplished.
Mirs creative process, that starts from a focal
point trackable in the smallest daily suggestions,
is clearly recognizeable in the series dedicated to
Robert Desnos Le pnalitis de lEnfer ou Nouvelles

nella foto a sinistra


Mir, Picasso e l'architetto catalano Josep Llus Sert, fotografati nel giardino di Mas de Notre-Dame du Vie a Mougins
(Cannes), ultima casa di Picasso (1961-1973).
Mir, Picasso and the catalan architect Josep Llus Sert,
photographed in the garden of Mas de Notre - Dame du Vie in
Mougins (Cannes), final home of Picasso (1961-1973).

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si alternano su fondi colorati o bianchi, grafemi


familiari seppur non riferibili a nessun alfabeto conosciuto che spiccano per la loro somiglianza con
ideogrammi orientali in formazione, e strutture
semplificate ma definite, in dinamico dialogo con
gli sfondi seppur quasi innestate, o meglio poggiate, come tessere di un grande collage, variato nelle
parti e nelle grane materiche suggerite dalla magistrale padronanza tecnica.
Un processo di semplificazione che si avvia verso il suo
estremo nelle serie Maravillas con variaciones acrsticas
en el jardn de Mir, scritta da Rafael Alberti ed illustrata da Mir nel 1975, e Le Marteau sans Matre del
1976, ispirato alla raccolta di poesie di Ren Char poi
trasposta in musica da Pierre Boulez.
In questultima, linee nere spesse o sottili di diverse
gradazioni tonali, percorrono tutte le composizioni
che guizzano come fiamme neglimprovvisi colpi
cromatici, plasmando esseri e suggerendo direzioni
di movimento fino allessenzializzazione estrema e
quieta di tracciati che sincontrano e danzano.
Le Maravillas con variaciones invece furono composte a partire dal 1971 ed il volume che le raccolse
fu presentato a Roma, presso la galleria La Lanterna, il 12 Febbraio 1976 9.
In questa serie fluiscono libere, in una primavera accesa di scintille sfavillanti, le forme disposte su ideali
livelli sovrapponibili ed espandibili e di nuovo marchiate da un alfabeto grafico elegante ed enigmatico,
ma rassicurante nelle sue curve sinuose.
Il titolo delinea con essenziale chiarezza tutto il
mondo creativo dellartista catalano dove regna la
meraviglia del creatore e dello spettatore, e dove in-

Hbrides, 1974. In the 25 lithographies that compose it, graphic signs that look familiar but not
referable to any known alphabet, standing out for
their similarity to budding oriental ideograms, and
simplified but definied structures, in dynamic dialogue with the backdrop even if almost inserted,
or even better, laid as the pieces of a great collage,
varied in its parts and in the material grains suggested by the skillful technical mastery, alternate
themselves on colorful or white backdrops.
A simplification process that goes towards its
extreme in the series Maravillas con variaciones
acrsticas en el jardn de Mir, written by Rafael
Alberti and illustrated by Mir in 1975, and Le
Marteau sans Matre (1976), inspired by the collection of poetry by Ren Char, than translated into
music by Pierre Boulez.
In this one, the thick or thin black lines of different
shades, pass through all the compositions that darts
like flames in the sudden chromatic strokes, shaping
beings and suggesting moving directions, until the
extreme and quiet essentialization of layouts that
meet and dance.
The Maravillas con variaciones were instead composed starting from 1971, and the volume that
contained them was presented in Rome, at the
Lanterna gallery, on February 12th 1976 9.
In this series flows freely, in a spring time bright with
shining sparks, shapes placed on ideal levels, superimposables and expandables, and once more marked
by an elegant and enigmatic, but at the same time
reassuring in its sinuous curves, graphic alphabet.
The title outlines with essential clarity the whole

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cide la variazione poich il suo limpulso generatore


non principia e non richiede una contemplazione
statica, ma un continuo movimento concettuale e
formale, e dove trova posto lantico espediente letterario dellacrostico, inteso qui come casuale quanto
ermetico punto di partenza per una calibrata elucubrazione, punto non statico ed univoco, ma dinamico e propositivo, seme nel giardino dove maturano
le opere e i linguaggi universali di Mir.
E dunque che meraviglia sia perch le opere di
Mir non impongono ma creano empaticamente nello spettatore la giusta disposizione danimo
per essere osservate: sono come un lungo cordone
che unisce artefice e fruitore in un alfabeto libero
ed istintivamente percettibile, con ad un capo lo
sguardo stupefatto dellartista sul mondo in continua creazione, e allaltro il nostro sulla sua opera,
entrambi folgorati dalla meraviglia.

creative world of the Catalan artist, where the astonishment of the creator and the viewer reigns,
and where the variation makes an impact, since its
generating impulse does not begin and there is no
request for a static contemplation, but there is a
continous conceptual and formal movement, and
where the ancient literary device of the acrostic,
here intended as much as a casual and hermetic starting point for a balanced pondering, not a
static and univocal but a dynamic and purposeful
point, a seed in the garden where the works and
universal language of Mir ripen, finds its place.
Hence, let it be marvel because Mirs works do
not dictate but create empathycally in the viewer
the right disposition to be looked at: they are like
a long rope that links creator and viewer within
a free and instinctively percetible alphabet, with
on one end the surprised gaze of the artist on the
world in continous creation, and on the other, ours
on his work, but both striken by splendor.

Michela Morelli

Michela Morelli

18

In una nota intervista rilasciata ad Yvon Taillandier nel 1959 Mir dichiar: Considero il mio studio un orto. [] Lavoro come un giardiniere o
come un vignaiolo ; Je travaille comme un jardinier, intervista di Yvonne Taillandier a Joan Mir, in XXe sicle, n.1, suppl., Parigi, febbraio 1959.
Per il testo integrale tradotto in italiano si veda il catalogo della recente mostra di Mir a Mantova: Mir. Limpulso creativo, catalogo della mostra
(Mantova, Centro internazionale darte e di cultura di Palazzo Te, 26 novembre 2014 6 aprile 2015), a cura di E. Cmara Lpez, Milano, 24ore
Cultura, 2014, pp. 34-39.
2
JAQUES DUPIN, Mir Graveur I, Paris, Daniel Lelong, 1984
3
Nellintervista di Yvon Taillandier del 1959 Mir parl anche della sua passione per la componente imprevista della creazione: Limprevisto suscita
unemozione forte, e questo mi attira. Anche lincisione presenta aspetti imprevisti: pi ce ne sono, pi mi ci appassiono ; Je travaille comme un
jardinier, cit. Andrea Guermandi scrisse a proposito dellapproccio tecnico di Mir alla grafica: Lopera grafica il contributo di Mir che meglio
illustra la sua lotta costante e tenace contro la facilit. La padronanza della tecnica anzich farlo precipitare nella routine, gli apr nuovi orizzonti di
creazione ; ANDREA GUERMANDI, Le impronte grafiche alle origini di Mir, in LUnit, Anno 70, n. 216, 14 settembre 1993.
4
J. PUNYET MIR, Mir in Italia, in Mir. Limpulso creativo, cit., pp. 8-21.
5
Joan Mir. Dalla figurazione al gesto. Opera grafica (1893-1993), catalogo della mostra (Reggio Emilia, Teatro Valli, 19 settembre-14 novembre
1993) a cura di M. Luisa Borr, F. DAmico,Milano, Charta, 1993.
6
Io non sogno mai, ma nel mio studio mi trovo in pieno sogno ; Gli ultimi sogni di Mir, catalogo della mostra (Prato, Centro per larte contemporanea
Luigi Pecci, 1994; Udine, 11 novembre 1994-15 gennaio 1995) a cura di I. Panicelli e P.-J. Rico Lacasa, Milano, Charta, p. 19. In proposito si veda
anche Mir, Ceci est la couleur de mes rves : Entretiens avec Georges Raillard, Paris, Seuil , 1977.
7
Tra 1941 e 1942, in una delle sue note di lavoro conservate alla Fondazione Joan Mir di Barcellona Mir scrive: Creare esseri umani nuovi e
dar loro vita e creare un mondo per loro , JOAN MIR, Note di lavoro 1941-1942, Fundaci Jaon Mir, Barcellona, quaderno FJM 1323-1411,
pubblicato in Mir. Limpulso creativo, cit., p. 150
8
Mir: maintenant je travaille par terre, intervista di Yvon Taillandier a Joan Mir, XXe Sicle, n. 43, maggio 1974. Per il testo integrale tradotti
in italiano si veda Mir. Limpulso creativo, cit, pp. 40-45.
9
J. PUNYET MIR, Mir in Italia, cit.
1

In a famous interview given to Yvon Taillandier in 1959 Mir stated: I think of my studio as a garden. [] I work like a gardner or a winemaker ;
Je travaille comme un jardinier, interview of Yvonne Taillandier to Joan Mir, in XXe sicle, no.1, suppl., Paris, February 1959. For the whole text
translated in Italian see the catalogue of the recent Mirs exhibition in Mantua: Mir. Limpulso creativo, exhibition catalogue (Mantua, Internation
centre of art and culture Palazzo Te, 26th November 2014 6th April 2015), edited by E. Cmara Lpez, Milano, 24ore Cultura, 2014, pp. 34-39.
2
JAQUES DUPIN, Mir Graveur I, Paris, Daniel Lelong, 1984
3
In 1959 Yvon Taillandiers interview Mir talked also about his passion for the unpredictable component of creation: The unexpected creates a
strong emotion, and this appeals to me. Even etching shows unexpected aspects: the more there are, the more I get passionate about; Je travaille
comme un jardinier, cit. Andrea Guermandi wrote, concerning Mirs technical approach to graphic design: Graphic design Mirs contribution
that best shows his constante and determinate fight against easines. La mastery of the technique instead of plunging him into routine, opened up
new creative horizons; ANDREA GUERMANDI, Le impronte grafiche alle origini di Mir, in LUnit, Anno 70, n. 216, 14 September 1993.
4
J. PUNYET MIR, Mir in Italia, in Mir. Limpulso creativo, cit., pp. 8-21.
5
Joan Mir. Dalla figurazione al gesto. Opera grafica (1893-1993), exhibition catalogue (Reggio Emilia, Teatro Valli, 19 September-14 Novembre
1993) edited by M. Luisa Borr, F. DAmico,Milano, Charta, 1993.
6
I never dream, but in my studio I find myself in dreams ; Gli ultimi sogni di Mir, exhibition catalogue (Prato, Centre for contemporary art Luigi
Pecci, 1994; Udine, 11 November 1994-15 January 1995) edited by I. Panicelli and P.-J. Rico Lacasa, Milano, Charta, p. 19 See also Mir, Ceci est
la couleur de mes rves : Entretiens avec Georges Raillard, Paris, Seuil , 1977.
7
Between 1941 and 1942, in one of his work notes kept at the Foundation Joan Mir in Barcellona Mir writes: Creating new human beings
give them life and creating a world for them, JOAN MIR, Work notes 1941-1942, Fundaci Jaon Mir, Barcellona, notebook FJM 1323-1411,
published in Mir. Limpulso creativo, cit., p. 150
8
Mir: maintenant je travaille par terre, interview by Yvon Taillandier to Joan Mir, XXe Sicle, no. 43, May 1974. For the whole text translated
in Italian see Mir. Limpulso creativo, cit, pp. 40-45.
9
J. PUNYET MIR, Mir in Italia, cit.

19

Mir ritratto da Arnold Newman nel 1979 - Mir portrait by Arnold Newman in 1979

20

Joan Mir i Ferr


(Barcellona, 20 aprile 1893 Palma di Maiorca, 25 dicembre 1983)

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oan Mir nasce a Barcellona nel 1893 da


una famiglia di artigiani. Il padre Miquel
orologiaio mentre la madre, Dolores Ferr,
lavora loro e le pietre preziose.
Sin dallet di otto anni Joan dimostra uno spiccato interesse per il disegno, attivit che perfeziona
con delle lezioni private mentre porta avanti gli
studi commerciali.
Tra il 1910 e il 1911 lavora come contabile, ma
dopo una malattia e la successiva convalescenza a
Mont-roig nella masseria di famiglia, Joan decide
di dedicarsi a tempo pieno allarte. Mir rimarr
estasiato dai paesaggi della Tarragona, da cui proveniva il padre Miquel e da quelli di Palma di Maiorca, citt natale della madre.
Saranno questi, oltre a Barcellona, i luoghi in
patria dove lartista trascorrer molti anni assorbendone i colori e le suggestioni ricavate dai mutamenti cos vari degli scenari naturali e delle diverse
tradizioni popolari.
Nel 1912 Mir rientra a Barcellona e si iscrive alla
Scuola darte Gal mentre tre anni pi tardi frequenta il circolo artistico di Sant Lluc entrando in
contatto con le idee e le opere del fauvismo.
Nel 1918 tiene la sua prima mostra personale alla
galleria Dalmau di Barcellona.
Dal 1920 frequenta regolarmente Parigi fino a
trasferirvisi definitivamente. Qui incontra un ambiente artistico in pieno fermento: conosce Picasso, Tzara e il gruppo dei dadaisti ed in seguito si
avvicina ai surrealisti. Stringe amicizia con Masson
che lo introduce in un pi vasto circolo di conoscenze tra le quali spiccano i nomi di Leiris, Artaud, Desnos, Dubuffet, luard e Queneau.

Joan Mir was born in Barcelona in 1893 in a family of artesans. His father, Miquel, was a watchmaker, while his mother, Dolores Ferr handled
gold and precious stones.
Since the age of eight, Joan shows a pronounced
interested for drawing, activity that he will perfect
through private lessons while studying business.
Between 1910 and 1911, he works as accountant,
but after an illness and the following convalescence
in Mont-roig, in the familys manor farm, Joan
decides to dedicate himself to art full time. Mir
will be enraptured by the landscapes of Tarragona,
from whence his father came from, and by those of
Palma de Mallorca, native city of his mother.
These, besides Barcelona, will be the places in his
country where the artist will spend many years, assimilating their colors and suggestions found out
through the so various changes of the natural landscapes and of the different popular traditions.
In 1912, Mir comes back to Barcelona and enrolls in Academia Gal, while three years later will
attend Sant Lluc artistic society, getting in touch
with the ideas and works of Fauvism.
In 1918 Mir holds his first personal exhibition at
the gallery Dalmau in Barcelona.
From 1920 he assidously frequents Paris until
moving there permanently. Here, he is greeted by
an artistic enivoronment in full ferment: he meets
Picasso, Tzara and the Dadaist group, and after
he will get close to the Surrealists. He befriends
Masson who introduces him to a wider circle of
acquaintances, amongst who stand out Leris, Artaud, Desnos, Dubuffet, luard and. Massons studio in 45 Rue Blomet becomes a usual hangout

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Lo studio di Masson al 45 di Rue Blomet diventa


un luogo di ritrovo abituale e Mir vi sviluppa le
prime collaborazioni e vi conosce Andr Breton.
In questo periodo Mir inizia ad elaborare i tratti
distintivi della sua personalissima poetica mescolando elementi del reale e dellimmaginario, accostandosi allutilizzo di forme geometriche elementari, grafismi e scritte. Certamente influenzato dai
surrealisti, Mir, nelle opere di questi anni note
come peintures de rve, cerca di produrre e non
di riprodurre le strutture del sogno, dando pieno
sfogo alla spontaneit del gesto e alla fluttuazione
degli elementi.
Nel 1926, assieme a Max Ernst, disegna costumi e
scenografie per il balletto Romeo e Giulietta inscenato da Diaghilev, nel 1929 inizia a sperimentare
mezzi espressivi nuovi come la litografia, lacquaforte, e la pittura su vetro e fornisce le prime litografie ad illustrazione dellopera di Tzara LArbre
des voyageurs. Sempre nel 1929 prende in sposa
Pilar Juncosa e nel 1932 si stabilisce a Barcellona,
tornando per molto spesso a Parigi.
Nel 1933 lavora a 18 grandi opere che realizza a
partire da altrettanti collage dal titolo Penturas segn collage e disegna delle illustrazioni per il libro
Enfances di Hugnet.
In questi anni lartista spagnolo sembra ormai allontanarsi dalle Avanguardie parigine e rivoluziona il suo stile dando vita, nel periodo delle pitture
selvagge, ad opere popolate di figure angoscianti,
mostruose e antropomorfe.
Allo scoppio della Guerra Civile lascia la Spagna
dove decide comunque di tornare nel 1940. Nel
1937, il Governo spagnolo gli commissiona un

and Mir, while developing there the first collaborations, will also meet Andr Breton.
During this period, Mir starts to elaborate the
characteristic traits of his perculiar poetic, mixing elements from reality with those of imagination, getting closer to the use of basic geometrical
shapes, graphics and writings. Surely influenced by
Surrealists, Mir, in the works of these years, tries
to produce and not just reproduce the structures
of dreams, pouring out the spontaneousness of
the gesture and the fluctuation of the elements. In
1926, together with Max Ernst, Mir designs the
costumes and the sets for the ballet Romeo and Juliet, staged by Diaghilev, in 1929 he starts experimenting with new expressive means such as lithography, etching, and glass painting, and provides
the first lithographies for the illustration of Tzaras
LArbre des voyageurs. Always in 1929, he marries
Pilar Juncosa. and in 1932 he settles in Barcelona,
though coming back to Paris often.
In 1933 he works at 18 great works, that he realizes starting from just as many collages, entitled
Penturas segn collage, and draws illustration for
Hugnets book Enfances.
During these years, the Spanish artists seems to be
moving away from the Parisian Avant-gardes and
turns around his style, creating in the period of
the wild paintings, works populated by distressing,
monstrous and anthropomorphic figures.
With the outbreak of the Civil War, he leaves
Spain, where he comes back anyway in 1940.
In 1937, the Spanish Government commission a
great wall painting for their own pavillon at Paris Exposition Universelle where will be displayed

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grande dipinto murale per il proprio padiglione allEsposizione Universale di Parigi dove verr
esposta Guernica di Picasso e nel 1941 al Museum
of Modern Art di New York ha luogo la prima importante retrospettiva sul suo lavoro.
Nel 1958 porta a termine, collaborando con Artigas, due grandi murali commissionatigli per la decorazione della sede dellUnesco a Parigi premiati
lo tesso anno con il Guggenheim International
Award consegnatogli dal presidente Eisenhower
lanno successivo alla Casa Bianca.
Negli ultimi due decenni di vita lopera di Mir
assume nuove configurazioni da un lato riproponendo con insistenza e infinite variazioni un vasto universo simbolico ormai famigliare, dallaltro
mutando gradatamente nello stile verso pi accentuate astrazioni che vedono un maggior uso delle
forme geometriche delle campiture ed un crescente
impiego del nero.
Molto importanti per la costruzione della sua poetica di questi anni risultano i viaggi negli Stati
Uniti, in cui viene a contatto con lEspressionismo
astratto, ed in Giappone, dove approfondisce alcuni aspetti della tradizione espressiva locale, con
particolare attenzione alla pratica calligrafica.
Mir lavora ormai quasi stabilmente a Palma di
Maiorca, dove si era trasferito definitivamente nel
1956, nella casa-studio di Son Abrines progettata
dallamico Josep Llus Sert. Nel 1959 acquista una
residenza maiorchina del XVII secolo, Son Boter,
situata a poca distanza dallo studio progettato da
Sert e vi istalla un nuovo laboratorio, dedicato soprattutto alla grafica. Qui Mir pu liberamente
declinare il suo estro creativo attraverso i numerosi
mezzi espressivi che padroneggia perfettamente.

Picassos Guernica, and in 1941 New Yorks Museum of Modern Art hosts the first important retrospective on Mirs work.
In 1958 he completes, collaborating with Artigas,
two great murales commissioned for the decoration of the Unescos headquarters in Paris, awarded
that same year with the Guggenheim International
Award, consigned to him by president Eisenhower,
the following year, at the White House.
In the last two decades of his life, Mirs work takes
new forms, on one hand bringing back again with
persistence and endless variations, a vast symbolic
universe now familiar, and on the other gradually
changing his style towards more pronounced abstractions, that see the use of geometric shapes in
the background painting and a growing use of the
color black.
Very important for the construction of his poetic
during these years are the travels to United States,
where he comes in contact with Abstract Expressionism, and in Japan where he deepens some aspects of local expressive tradition, with a particular
attention the the practice of handwriting. Mir
works almost permanently in Palma de Mallorca,
where he moved permanently in 1956, in his studio-house of Son Abrines, designed by his friends
Josep Llus Sert.
In 1959 Mir buys a XVII Century mallorcan
house, Son Boter, not far from his studio designed
by Sert, and there he sets up a new workshop, dedicated mostly to graphic design. Here, Mir can
freely state his creative flair through the numerous
expressive means he perfectly handles.
In his last years, the artist works also on different
monumental sculptures, amongst which stand out
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Negli ultimi anni di vita, lartista lavora anche a


diverse sculture monumentali tra le quali spiccano quella per la Brunswick Plaza di Chicago e il
complesso per il Parc de Joan Mir a Barcellona.
A partire dagli anni Cinquanta sono moltissime
le mostre a lui dedicate in numerose e prestigiose
sedi internazionali, tra le quali si segnala la grande
retrospettiva ospitata al Grand Palais di Parigi nel
1974 e linaugurazione, nel 1964 del complesso
scultoreo denominato Labirinto e realizzato sempre in collaborazione Artigas per lapertura della
Fondazione Maeght.
Nel 1972 inoltre, viene legalmente costituita a
Barcellona la Fondazione Mir che dal 1975 presenta al pubblico una vasta raccolta di dipinti,
sculture, arazzi e stampe.
Nel 1981, a seguito della donazione dello studio
di Maiorca, nasce la Fondazione Pilar e Joan Mir
di Maiorca.
Nel 1983 Mir festeggia i novantanni con la mostra Joan Mir: A Ninetieth-Birthday Tribute al
Moma di New York e con la Settimana di omaggio
a Mir organizzata dal comune di Barcellona.
Lartista si spegne il 25 dicembre dello stesso anno
a Palma di Maiorca.

the one for Chicagos Brunswick Plaza and the


complex for the Parc de Joan Mir in Barcelona.
Starting from the 50s, many exhibitions are dedicated to the artist in many and prestigious international places, such as the great retrospective hosted
by Paris Grand Palais in 1974, and the inauguration, in 1964, of the sculpted complex called Labyrinth realized always in collaboration with Artigas
for the opening of Foundation Maeght.
In 1972 the Foundation Mir is legally established
in Barcelona and since 1975 it shows to the public an extensive collection of paintings, sculptures,
tapestries and prints.
In 1981, following the donation of the studio in
Mallorca, the Foundation Pilar and Joan Mir of
Mallorca is established.
In 1983 Mir celebrates his 90th birthday with the
exhibition Joan Mir: A Ninetieth-Birthday Tribute at the Moma in New York, and with the Homage to Mir week organized by the municipality of
Barcelona.
The artist passes away on the 25th of December of
the same year in Palma de Mallorca.

Andrea Pontalti

Andrea Pontalti

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Anti-Platon,
La Lumire de la lame,
Saccades
1962 acquaforte, foglio: mm. 340x270, esemplare su carta Rives numero 47/85
(edizione totale di 125 esemplari) pubblicata a Parigi da Maeght Editeur, esemplare
firmato dallartista su ciascun libro di poemi.
1962 etching, sheet: mm. 340x270, example on Rives paper No. 47/85 (total edition
of 125 examples) published in Paris by Maeght Editeur, example signed by the artist
on each poetry book.

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Le serie di opere Anti-Platon, La Lumire de la lame,


Saccades prende forma nel 1962 grazie alliniziativa delleditore Aim Maeght in un progetto che
travalica i confini del surrealismo accostando allestro grafico di Mir, i testi rispettivamente di Yves
Bonnefoy, Andres du Bouchet e di Jaques Dupin.
I quattro artisti fanno parte di un unico panorama
culturale e sono legati oltre che da una stretta affinit
intellettuale e poetica anche da una profonda amicizia.
Nel 1967, pochi anni dopo il compimento di
questopera, i tre scrittori fonderanno la rivista
Lphmre con cui collaborer lo stesso Mir,
ma soprattutto il rapporto tra Mir ed il critico
darte e poeta Jaques Dupin, a mostrare un carattere significativo in quanto questultimo sar il
biografo ufficiale dellartista catalano.
Questa raccolta non pu definirsi un vero e proprio
lavoro congiunto ma piuttosto uninteressante accostamento di voci che risulta brillante a pi livelli.
Tre amici, tre intellettuali di una stessa, meravigliosa stagione culturale, tre poeti che hanno
rifiutato la semplice esteriorit dellatto artistico
per interrogarsi, con percorsi personalissimi, sulle
possibilit creative e rappresentative della parola
scritta, sui legami e le differenze con le arti visive,
sullo scarto tra la trasposizione in linguaggio e la
visualizzazione dellimmagine evocata.
Le note dellAnti-Platon di Bonnefoy, ossessive,
enigmatiche, oscure, i Saccades di Dupin che rin-

The series of work Anti-Platon, La Lumire de la


lame, Saccades sees the light in 1962, thanks to the
initiative of publisher Aim Maeght, in a project
that crosses the borders of Surrealism, matching
Mirs graphic flair with the texts of Yves Bonnefoy, Andres du Boucher and of Jacques Dupin, respectively.
The four artists are part of a unique cultural
landscape and are united by a close intellectual
and poetic affinity as well as by deep friendship.
In 1967, a few years after the completion of this
work, the three authors will found the magazine
Lphmre which will see Mirs collaboration;
but it is especially the relationship between Mir
and the art critic and poet Jacques Dupin, that
shows a meaningful character, since the latter will
become the official biographer of the Catalan artist.
This collection cannot be regarded as a proper joint
work, but more like an interesting matching of
voices that shows its brilliance on more levels.
Three friends, three intellectuals of the same, wonderful cultural season, three poets that refused the
plain outward appearance of the artistic act, to,
instead, question themselves, each with his own
peculiar course, on the creative and representative
possibilities of the written word, on the bonds and
differences with visual arts, on the gap between the
transposition into language and the visualization
of the evoked image.

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viano alle pulsazioni vitali, agli spasmi dei corpi,


allo sconvolgimento della parola, sempre ed irriducibilmente altra da s, ed al movimento ritmico,
il quale si svolge attraverso ripetizioni, differenziazioni e associazioni ed infine, le sperimentazioni
linguistiche di du Bouchet in La Lumire de la lame
che stravolgono la struttura del linguaggio fino a
intaccare la presenza stessa delle parole e degli spazi
sulla carta, sono accompagnate ciascuna da sette
litografie di Mir.
Lartista catalano sceglie qui un procedimento
compositivo inedito; egli infatti parte da tre immagini differenti per poi rielaborarne successive
variazioni.
Se i soggetti rimangono gli stessi e sono carichi
di riferimenti alluniverso simbolico dellopera di
Mir con un forte accento su forme che si possono
definire archetipiche fino a ricordare delle pitture
rupestri, le successive rielaborazioni avvengono attraverso lutilizzo del colore.
Ogni tavola al contempo ripetizione e differenza, tensione questa gi presente nellopera di Mir
ma che qui viene portata alle estreme conseguenze.
Il colore o lassenza di esso nelle tavole in bianco
e nero, oltre a stravolgere e violare ogni volta limpatto delle forme ripetuta, riesce a evocare sensazioni e riferimenti in costante trasformazione fino a
far quasi vacillare lo sguardo dello spettatore.

The notes of Bonnefoys Anti-Platon, obsessive,


enigmatic, obscures; Dupins Saccades that recall
the vital pulsations, the paroxysm of the bodies, the
turmoil of the word - always and irriducibly something different from its own self - and the rhytmic
movement, which takes place through repetitions,
differentiations and connections; and finally, du
Bouchets linguistic experimentations found in his
La Lumire de la lame, that alter the structure of
languange until undermining the same presence of
the words and of the spaces on paper, are accompanied by seven of Mirs lithographies each.
The Catalan artist choses here an unprecedented
method; he, indeed, starts with three different
images to then rework them in further variations.
While the subjects remain the same and are filled
with references to the symbolic universe of Mirs
work with a strong focus on shapes that we can
define archetypal to the point of recalling cave art
the reworkings take place through the use of color.
Each plate is, at the same time, repetition and difference, a tension, this, alreayd found in Mirs
works but here taken to its extreme consequences.
The color, or its absence in the black and white
plates, besides overturning and violating every
time the impact of the repeated shapes, evokes
feelings and references in constant transformation,
until almost making the viewers gaze falter.

Andrea Pontalti

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Ubu Roi
1966, litografia, mm. 420x647, esemplari n. 94 e 155, serie edita da Triade in 204
esemplari, stampata il 29 aprile 1966 dallImprimerie Nationale di Parigi per il testo e
la tipografia e dallAtelier Mourlot di Parigi per le litografie.
1966, lithography, mm. 420x647, examples n.94 and 155, series published by Triade in 204 examples, printed on April 29th 1966 by Imprimerie Nationale of Paris
for the text and typography, and by Atelier Mourlot of Paris of the lithographies.

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La serie Ubu Roi vede Joan Mir confrontarsi con


il testo di Alfred Jarry dallomonimo titolo.
Lopera teatrale, pubblicata nellaprile del 1896
e rappresentata per la prima volta nel Dicembre
dello stesso anno, ebbe un ruolo cruciale nel successivo sviluppo del Teatro dellassurdo, del Surrealismo e del Dadaismo.
Primo capitolo del ciclo di Ubu, lUbu Roi una
parodia del Macbeth con riferimenti che toccano
anche il Re Lear, lAmleto e con echi che vanno
dalla tragedia sofoclea dellEdipo Re, allopera di
Rebelais fino al Pinocchio di Collodi. Pre Ubu,
personaggio che oscilla tra il parodistico e il grottesco, dispotico, capriccioso ed infantile e possiede
un umorismo sbracato e grossolano, caratteristiche
queste che lo rendono uno dei pi lucidi prototipi
del dittatore del Novecento.
Questelemento non sfuggir certo a Mir che assocer al protagonista dellopera di Jarry quella del
despota in patria: Francisco Franco.
Il maestro catalano rimane invero affascinato dal
testo dellUbu Roi gi a partire dagli anni Venti e
gi nel 1937 cura, con disegni e manifesti, una rappresentazione parigina dellopera.
Uninteressante serie di disegni sempre sullo stesso
tema risale invece al 1953 e precede la realizzazione

The series Ubu Roi sees Joan Mir engaging with


Alfred Jarrys text of the same name.
The theatrical work, published in April 1896 and
staged for the first time in December of the same
year, had a pivotal role in the following development of the Theatre of the Absurd, of Surrealism
and of Dadaism.
First chapter of the cycle of Ubu, Ubu Roi is a
parody of Macbeth with references also to King
Lear, Hamlet and echoes that go from Sophocles
tragedy Oedipus The King, to Rebelais work, up
until Collodis Pinocchio.
Pre Ubu, a character oscillating between parodistic and grotesque, is tyrannical, moody and puerile,
and his sense of humour is crass and vulgar, characteristics, these, that make him one of the most crystal clear epitome of Twentieth Centurys dictator.
Mir will not let this element slip and will link
the protagonist of Jarrys text to the tyrant in his
country: Francisco Franco.
The Catalan master has been utterly fascinated by
the text of the Ubu Roi since 1920s, and already in
1937 he worked on a Parisian staging of the text,
with drawings and posters.
An interesting series of drawings on the same
theme dates back to 1953 and predates the realiza-

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delle pi famose serie grafiche.


Alle 13 litografie dellUbu Roi qui proproste seguiranno infatti altre due serie: Ubu aux Balares del
1971 e LEnfance dUbu del 1975.
Questa versione dellUbu Roi, pubblicato da Triade nel 1966, tra le serie di opere pi brillanti
dellintero corpus di Mir.
Il ciclo dimostra infatti la capacit dellartista di
rinnovare e adattare un linguaggio espressivo in
costante tensione tra la persistenza degli elementi
simbolici e la trasformazione dei mezzi espressivi.
Le 13 tavole sembrano anticipare quel percorso
che porter Mir a cercare lessenza delle cose oltre
la superficie sensibile e la realizzazione dialoga brillantemente con lopera di Jarry.
Seguendo il testo teatrale che prevedeva la presenza
in scena di marionette, Mir infonde nelle tavole
una vivace atmosfera da teatrino.
I grafismi marcati sembrano infatti passare in secondo piano per dar risalto a spazi immaginari e
forme antropomorfe giustapposte sulla carta in un
procedimento compositivo per grandi campiture
cromatiche modulate sullo spettro dei colori primari e secondari, e ritagliate da una linea continua
e sottile che raccorda tutti gli elementi dellopera
per portarli in scena, con vaghe reminescenze della
maniera pittorica di Matisse.

tion of the more famous graphic series.


The 13 lithographies of Ubu Roi here collected
were followed by two more series: Ubu aux Balares
(1971) and LEnfance dUbu (1975).
This version of Ubu Roi, published by Triade
in 1966, is amongst the most brilliant works of
Mirs corpus.
The series shows, indeed, the ability of the artist to
renovating and adapting an expressive language in
constant tension between the persistence of symbolic elements and the transformation of expressive means.
The 13 plates seem to forerun that course that will
take Mir into looking for the essence of things,
beyond the sensible surface, and the realization
converses briallintly with Jarrys work. Following
the theatrical text, that called for the presence of
marionettes on stage, Mir instills in the plates a
lively little theaters atmosphere.
The pronounced graphism seems, in fact, to move
in the background, emphasizing imaginary spaces
and anthropomorphic shapes juxtaposed on paper through wide colour fields, modulated on the
primary and secondary colors spectrum, and cut
out by a continous and thin line that links all the
works elements to bring them on stage, with vague
recollections of Matisses pictorial manner.

Andrea Pontalti

Andrea Pontalti
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Naissance d'Ubu

Le Banquet

Chez le roi de Pologne

La Revue

Le massacre du roi de Pologne

Bougrelas et sa mre

Les nobles la trappe

Chez le Tsar

Le trsor et la Mre Ubu

La guerre

La nuit, lours

Le sommeil du Pre Ubu

Le voyage de retour

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Le Lzard aux
plumes dor
1971, litografia a colori, foglio: mm. 360x500, esemplare su carta Rives numero
49/110 (edizione totale di 195 esemplari) pubblicata a Parigi da Louis Broder, esemplare firmato dallartista sulla pagina di giustificazione.
1971, color lithography, sheet: mm.360x500, example on Rives paper, No. 49/110
(total edition of 195 examples) published in Paris by Louis Broder, example signed
by the artist on the justification page.

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Nella serie Le Lzard aux plumes dor Mir diventa illustratore di se stesso evocando le immagini
attraverso le parole e facendo poesia impiegando il
segno ed il colore. Rispetto ad altri surrealisti come
Ernst, Dal e Magritte, lartista catalano si confrontato molto pi raramente con la parola scritta,
sia nel campo della formulazione teorica della sua
opera che in quello della composizione di testi in
prosa o in versi.
I Jeux potiques apparsi a sua firma nel 1946 sui
Cahiers dArt costituiscono uneccezione e verranno
ripresi e in parte rielaborati nel 1971 per la pubblicazione del volume illustrato di Le Lzard aux plumes dor.
I testi scritti da Mir per questo lavoro mantengono un carattere tipicamente surrealista per la
capacit che hanno di evocare un folto universo
di immagini, di gesti e di movimenti, mentre le parole sembrano giocare liberamente con le strutture
sintattiche e gli spazi sulla carta.
Il titolo scelto per la serie non indica la presenza
di un soggetto o di un nucleo tematico specifico,
ma evoca una figura enigmatica: una lucertola
dalle piume doro, creatura fantastica, ibrida, che
rimanda piuttosto a quel giardino creativo dello-

In the series Le Lzard aux plumes dor Mir


becomes his own illustrator, evoking the images through the words, and making poetry using
graphics and colors. Compared to other Surrealists
such as Ernst, Dal, and Magritte, the Catalan artist seldomly engaged with the written word, both
in the theoretical expression of his work and in the
composition of texts in prose or verses.
The Jeux potiques appeared for the first time in
1946 on Cahiers dArt with the artists signature,
are an exception and will be resumed and partially
reworked in 1971 for the publishing of the illustrated volume Le Lzard aux plumes dor.
The texts written by Mir for this work, keep a
typically Surrealist character for the ability they
have in evoking a universe thick with images,
gestures, and movements, while the words seem
to freely play with the syntactic structure and the
spaces on the paper.
The title chosen for the series does not suggest the
presence of a subject or of a specific thematic core,
but recalls an enigmatic figure: a lizard with golden
feathers, a fantastical creature, hybrid, that refers
rather to that creative garden of Mirs work,

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pera di Mir dove il naturale, il mitico ed il fantastico dialogano costantemente.


In mostra sono presenti tutte le 17 litografie che
compongono la serie, frutto di successive rielaborazioni a partire dal 1963, vengono presentate nella loro forma definitiva nel 1971.
Attraverso stilizzazioni via via diverse, tutte le tavole paiono attraversate dalla presenza di una creatura, la lucertola, che emerge dallopera con uno
sguardo o un movimento per poi perdersi di nuovo
nella tessitura del colore e delle linee.
Il ciclo grafico, a differenza dei versi, collegato
da una costante simbolica collocata da Mir in un
intricato sistema di forme in costante creazione e
dissoluzione, dove gli elementi sembrano cristallizzarsi per poi disperdersi e dove costellazioni di
segni e superfici obbediscono ad una fisica surreale
che vede il convivere di movimenti di attrazione e
repulsione.
Lutilizzo di diversi registri espressivi, dal marcato
grafismo messo in risalto dallassenza di colore, alla
combinazione e alternanza di superfici nere, verdi,
rosse, blu e gialle, fanno di questa serie una piccola
antologia dellopera di Mir e testimoniano il processo di continua trasformazione della sua poetica.

where the natural, the mythical and the fantastic


constantly converse.
The exhibition hosts all the 17 lithographies that
compose the series, resulting from the further reworking starting from 1963, presented in their definitive 1971s form.
Through stylizations more and more different, the
presence of a creature, the lizard that comes out
from the work with a glance or a movement to
then getting lost again inside the weaving of color
and lines, seem to cross all plates.
The graphic cycle, differently from the verses,
is connected by a symbolic permanent feature,
placed by Mir within an elaborate system of constantly created and dissolved shapes, where the elements seem to crystallize to, then, scatter around,
and where the constellation of signs and surfaces
obey to a surreal physics that sees the coexistence
of movements of attraction and repulsion.
The use of different expressive ranges, from the pronounced graphic element underlined by the absence
of color, to the combination and alternation of black,
green, red, blue and yellow surfaces, make this series a
little anthology of Mirs work and testify the process
of continous transformation of his poetic.

Andrea Pontalti

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Les Pnalits
de lEnfer ou les
Nouvelles-Hbrides
1974, litografia, foglio: cm 26,7x74,2, con cornice: cm 26x74, 220 esemplari editi e
stampati da Maehght Editeur, Parigi, 25 tavole in 23 cornici, esemplare n.69.
1974, lithography, sheet: cm 26,7x74,2, with frame: cm 26x74, 220 examples
published and printed by Maehght Editeur, Paris, 25 plate in 23 frames, example
No.69.

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La serie Les Pnalits de lEnfer ou les Nouvelles Hbrides un dialogo in differita tra Mir e lamico
scrittore Robert Desnos.
I due si conobbero nel 1925, quando entrambi
frequentavano, come membri di spicco, il gruppo
parigino dei Surrealisti.
Lidea di un libro in collaborazione nacque gi a
met degli anni Venti, ma le turbolenze della Grande Crisi, la rapida avanzata della Guerra Civile in
Spagna e del secondo conflitto mondiale in Europa, non permisero la realizzazione del progetto.
A seguito delloccupazione tedesca della Francia Desnos entr attivamente a far parte della resistenza.
Ci gli procur numerosi nemici e delatori, finch
il 2 Febbraio 1944 il poeta fu arrestato dalla Gestapo e successivamente deportato in una penosa peregrinazione per campi di concentramento fino ad
arrivare a quello di Theresienstadt (Terezin), dove
mor, senza aver mai cessato di scrivere, l8 Giugno
del 1945.
Fu Youki, la vedova di Desnos, a fornire a Mir
lo scritto in prosa inedito composto nel 1922 da
illustrare.
Lopera fu stampata su carta dArches e pubblicata
in una tiratura limitata di 220 copie a Parigi dalleditore Maeght nel 1974.
In questa serie grafica Mir anima una vera e propria fucina creativa in cui il linguaggio scritto e

The series Les Pnalits de lEnfer ou les Nouvelles


Hbrides is a delayed dialogue between Mir and
his friend, author Robert Desnos.
The two met in 1925, when both frequented, as
prominent members, the Parisian Surrealist group.
The idea of collaborating for a book, was already
born around mid-1920s, but the tumultuousness
of the Great Depression, the rapid advancing of
the Spanish Civil War and of World War II in Europe, did not allow the realization of the project.
Following Germanys occupation of France, Desnos became actively involved in the Resistance.
This brought him a great number of enemies and
informers, until on February 2nd of 1944, the
poet was arrested by Gestapo and later deported in
a sorrowful pilgrimage from a concetration camp
to another, unitl his internment in Theresienstadt
(Terezin), where he died, having never ceased to
write, on June 8th 1945.
It was Youki, Desnos widow, who gave Mir the
unpublished text in prose composed in 1922 to
illustrate.
The work was printed on dArches paper and published in a limited edition of 220 copies in Paris by
editor Maeght in 1974.
In this graphic series, Mir animates a true creative
forge, where the written and pictorial languages
intersect in a dynamic cross referencing, and in

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quello grafico sintersecano in dinamico rimando


ed in pieno accordo con la vena surrealista del testo
che gioca anche sulla riconfigurazione di proverbi
e massime, temi questi molto cari allo stesso Mir.
Come il testo si costruisce per giustapposizioni ed
associazioni capaci di travalicare con naturalezza
i confini del verosimile verso la libera immaginazione, cos le tavole di Mir assecondano il flusso creativo isolando, manipolando e ricostruendo
brandelli di suggestioni in un affascinante collage
che tende alla significativa essenzializzazione del
messaggio, della forma e dei grafemi, i quali si
espandono e prendono posto nella composizione
quasi come fossero stati poggiati e non vergati.
Quando il testo scritto sinsinua nellimpaginato,
saffianca agli ideogrammi dellalfabeto alieno immaginato da Mir, con cui si confonde, ed entra
nella composizione secondo la stessa logica, con
discrezione, per rafforzare la comunicazione sia
formale che concettuale di un dialetto creativo che
vuol essere universale e cio valevole per tutti, in
un mondo e nellaltro.
In questopera Mir fonde il proprio animo con
quello di Desnos ed armonizza gli intenti, traccia qua e l nelle tavole le proprie cifre stilistiche
inconfondibili e porta a termine un progetto passato con la commuovente seriet complice di chi
tributa un omaggio ad un amico.

full accordance with the surrealist vein of the text,


that plays also with the rearrangement of sayings
and aphorisms, topics, these, very dear to Mir
himself.
As the text is built through juxtapositions and associations able to naturally go beyond the borders
of the plausible towards free imagination, so Mirs
plates indulge the creative flux, isolating, manipulating and rebuilding shreds of suggestions in a
fascinating collage that tend to the meaningful essentialization of the message, of the shape and of
the graphic signs, that expand and take place in
the composition as if they were gently laid there
and not drawn on paper.
When the written text wanders within the lay
out, it flanks the ideograms of the alien alphabet
imagined by Mir, mixing up wih it, entering the
composition following the same logic, with tact, to
strengthen the communication, both formal and
conceptual, of a creative dialect that wants to be
universal, that is for all, one way or another.
In this work, Mir merges his own soul with Desnos
and harmonize the intents, tracing here and there in
the plates his own unmistakable signs, completing a
past project, with the moving, complicit accuracy of
someone paying homage to a friend.

Michela Morelli

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Maravillas
con variaciones
acrsticas en el
jardn de Mir
1975, litografia, foglio: mm. 540x390, serie edita in 75 esemplari da Editiones
Polgrafa di Barcellona, le tavole sono firmate dallartista e dalleditore sulla pagina di
giustificazione.
1975, lithography, sheet: mm. 540x390, series published in 75 examples by Editiones
Polgrafa, Barcellona, the plates are signed by the artist and the editor on the
justification page.

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La serie Maravillas con variaciones acrsticas en


el jardn de Mir il frutto prezioso della collaborazione tra Mir e Rafael Alberti, entrambi
tra i principali artisti spagnoli del Novecento.
Rafael Alberti fu una personalit di estremo rilievo nel panorama culturale e letterario iberico,
con fondamentali apporti innovativi in campo
poetico ed un precoce avvicinamento a motivi
surrealisti, anche attraverso la pratica pittorica.
Dopo lascesa di Francisco Franco, Rafael Alberti,
militante nel Partito Comunista, lasci la Spagna e si
stabil in Italia dove rest fino alla caduta del regime.
La gestazione delle Maravillas ha inizio anche
grazie allapprezzamento di Mir per unopera
grafica e letteraria dedicata da Alberti a Picasso
ed accompagnata da una fitta corrispondenza.
La prima lettera in cui Alberti esprime la volont
di dedicare unopera analoga a Mir, ma con lelaborazione di qualche poesia speciale per lui, fu
inviata da Roma alla fine del 1971.
Da allora la collaborazione fu strettissima e, attraverso le molte lettere conservate alla Fondazione
Pilar e Joan Mir di Maiorca, si comprende come
il volume pubblicato nel 1975 e presentato in Italia nel 1976, sia davvero scaturito da una costante
e comune volont creativa.
Nel concepire lopera, Alberti esprime lintenzione
di comporre un testo poetico capace di trasmet-

The series Maravillas con variaciones acrsticas en el


jardn de Mir is the precious outcome of the collaboration between Mir and Rafael Alberti, both
amongst the more prominent Spanish artists of the
Twentieth Century.
Rafael Alberti was an extremely pivotal character in
the literary and cultural Iberian landascape, through
fundamental, innovative contributions to poetry,
and through an early approach to the Surrealist leitmotiv, also by means of painting. After the rise of
Francisco Franco, Rafael Alberti, active in the Communist Party, left Spain and settled in Italy, where
he remained until the fall of the regime.
The gestation of the Maravillas began thanks also
to the appreciation of Mir for a graphic and literary work dedicated to Picasso by Alberti, and was
matched by a prolific correspondence.
The first letter where Alberti expresses his will to
dedicate a similar work to Mir, but with the creation of some special poetry for him, was sent
from Rome at the end of 1971.
From then on the collaboration was very close and,
through the many letters kept by the Foundation
Pilar and Joan Mir in Mallorca, it is possible to
understand how the volume published in 1975
and presented in Italy in 1976, was really born out
of a constant and common creative will.
In conceiving the work, Alberti expresses the in-

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tere il distintivo e meraviglioso impulso giovanile del pittore catalano e di prestarsi ad un certo
movimento tipografico cos da potersi intrecciare
naturalmente con la litografia, mentre Mir parla
di combinare allopera un accompagnamento musicale per coronarne il finale con una nota forte
e quasi brutale. Il titolo fu scelto da Alberti che
nel 1973 invi una copia del manoscritto a Mir
per lillustrazione.
Il concetto di variazione ben si adatta alla maniera di Mir la quale, non solo in costante mutazione stilistica pur restando intimamente fedele ad un
nucleo impalpabile, ma anche in costante mutazione organica che, in questa serie, prende forma procedendo dal semplice al complesso per poi
tornare al semplice, in incessanti volute e viluppi,
di forma in forma, di colore in colore; come in un
acrostico dove, secondo lalfabeto o lispirazione,
dalle lettere di ununica parola, da un unico segno,
possono nascere combinazioni incalcolabili.
Anche in queste tavole la logica surrealista percorre
in sottotraccia unevoluzione poetica che basa sulla molteplicit del senso e del punto di vista, ed
il tutto si compie nel giardino, metafora evocata
dallo stesso Mir per esporre la propria concezione delloperato artistico, ma anche dello spazio in
cui questo si manifesta: lo studio, dove le opere,
di diversa specie e materiale, lentamente, vengono
seminate, crescono e si fecondano lun laltra.

tention of composing a poetic text able to convey the characteristic and wonderful, youthful
impetus of the Catalan painter, and able to lending itself to a certain typographic movement, so
to be naturally intertwined with the lithography,
while Mir talks about matching the work with
a musical accompaniment, to crown the end with
a strong note and almost brutal. The title was
chosen by Alberti who, in 1973, sent a copy of the
manuscript to Mir to be illustrated.
The concept of variation is well suited for Mirs
way, that is not only steadily changing in style,
even if remaining intimately faithful to an impalpable core, but it is also in a constant organic mutation which, in this series, takes shape going from
simple to complex to come back to simple, in continual coils and tangles, from shape to shape, from
color to color; as in an acrostic where, according to
the alphabet or the inspiration, from the letters of
a single word, from a single graphic sign, incalculable combinations can be born.
In this plates as well, the surrealist logic walks underneath a poetic evolution based on the variety
of the sense and of the point of view; everything
happens in the garden, metaphor evoked by Mir
himself to express his own idea of artistic work, but
also of the space where it manifests itself: the studio, where the works, of different kind and material, are slowly planted, grow and impregnate one
another.

Michela Morelli

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Le Marteau
sans matre

1976, acquaforte e acquatinta a colori, foglio: mm. 473x361, esemplare


numero VIII/L (edizione totale di 175 esemplari) pubblicata a Parigi da Le Vent
dArles, esemplare firmato dallartista.

1976, etching and aquatin, color, sheet: mm. 473x361, example


No. VIII/L (total edition of 175 examples) published in Paris by Le Vent
dArles, example signed by the artist.

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Le Marteau sans matre nasce come raccolta di versi


del poeta francese Ren Chair.
Scritte tra il 1927 e il 1935, le poesie sono una
riflessione sulla sua esperienza surrealista e al contempo un distacco da essa.
I versi ebbero un forte impatto e, oltre al volume
illustrato da Mir, culminarono, tra il 1953 e il
1955, nella brillante trasposizione musicale per
contralto e strumenti di Pierre Boulez.
Il ciclo di opere Le Marteau sans matre il risultato
tardivo e certamente pi riuscito di una felice collaborazione tra Joan Mir e Ren Chair.
Un sodalizio discontinuo ma intenso, iniziato gi
nel 1948 con Fte des Arbres et du Chasseur e proseguito, per citare solo i progetti principali, con
LAloutte e A la sant du serpent nel 1954, e con i
cicli grafici per Nous avons del 1959 e per Flux de
laimant del 1964.
Ne Le Marteau sans matre immagini e versi non
si limitano alla semplice prossimit, ma sembrano
piuttosto intrecciarsi e richiamarsi dando luogo ad
un unico espressivo. Mir, che in quegli anni dedicava molto tempo allillustrazione di libri, sembra

Le Marteau sans matre was born as a collection of


verses of the French poet Ren Char.
Written between 1927 and 1935, the poems are a
reflection on his Surrealist experience and, at the
same time, a separation from it.
The verses had a strong impact and, besides the
volume illustrated by Mir, they culminated, between 1953 and 1955, in the brilliant musical
transposition for contralto and musical instruments by Pierre Boulez.
The series of works Le Marteau sans matre is the
late and surely most successful result of a fruitful
collaboration between Joan Mir and Ren Char.
A discontinuous but intense fellowship, already
started in 1948 with Fte des Arbres et du Chasseur
and carried on, just to name the main projects,
with LAloutte e A la sant du serpent in 1954, and
with the graphic series for Nous avons of 1959 and
for Flux de laimant in 1964.
In Le Marteau sans matre images and verses
are not merely limited to the simple proximity, but they rather seem to entangle and recall
one another, creating an expressive unicum.

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compiere un viaggio allindietro verso le fonti dispirazione surrealiste della giovinezza per rinnovare e
colmare di significati nuovi il lavoro della vecchiaia.
Le 23 opere messe in mostra furono pubblicate nel
1976 da Le Vent dArles e stampate su una carta
giapponese di particolare pregio che si contraddistingue per il tono caldo di bianco.
La tecnica utilizzata invece quella dellincisione
ad acquatinta che consente a Mir di modulare con
particolare sensibilit e vivacit lintensit del tratto.
La linea infatti muta con maestria dalluniformit di ampie forme nere o nello spettro dei colori
primari, alle sfumare di sfere e schizzi simili a gocciolature, per poi riaddensarsi in sottili reticoli ed
in rapidi graffi che ricordano il segno lasciato dalla
matita a carboncino.
Limmaginario di parole di Char, un moto misterioso, un fiume radioso ed enigmatico come
veniva definito nellintroduzione ai versi, trova un
corrispettivo visivo potentissimo nel tratto di Mir
che sembra trascinare lo sguardo dello spettatore
in un vortice spezzato di tagli, di lingue, di segni e
di superfici

Mir, that in those years would spend much time


illustrating books, seems to make a backward journey to the sources of the Surrealist inspiration of
his youth, to renovate and fill of new meanings the
work of old age.
The 23 works in the exhibition were published in
1976 by Le Vent dArles and were printed on Japanese paper of particular quality characterized by its
warm white hue.
The technique used is, on the other hand, aquatint
etching that allows Mir to modulate, with great
sensibility and brilliance, the lines intensity.
The line, in fact, changes skilfully from the uniformity of wide black shapes or the spectrum of
primary colors, to the shades of sphere and spots
similar to drippings, to then thicken again in thin
networks and swift scratches that remind of the
trace left by the charcoal pencil.
The words imaginary of Char, a mysterious motion, a radiant and enigmatic river, as it was
called in the introduction to the verses, finds an
extremely powerful visual equivalent in Mirs sign
that seems to drag the viewers gaze in a broken
vortex of cuts, tongues, signs and surfaces.

Andrea Pontalti

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Guidobaldi
Volume fuori commercio librario stampato per
Guidobaldi Srl, Foligno (PG)
disponibile esclusivamente nel bookshop della mostra
MIR MERAVIGLIE
Opera Grafica 1962-1976
Riccione (RN), Villa Franceschi - Villa Mussolini
31 Luglio - 18 Ottobre 2015
2015 Guidobaldi Srl, Foligno (PG)
2015 The Art Company, Pesaro
2015 Successi Mir, Palma de Mallorca
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Prima edizione Luglio 2015 | First Edition July 2015

M ir M eraviglie
M ir W onders
a cura di | curated by
Michela Morelli

catalogo della mostra / exhibition catalogue


Riccione (RN), Villa Franceschi - Villa Mussolini
31 Luglio - 18 Ottobre 2015

Impaginazione e grafica / Graphic


Alessandro Scullari