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Lelemento pi straordinario di questa pagina di letteratura di Joyce secondo me la sua capacit di fondere

la letteratura con la musica, di attuare nella sua pagina non veramente la descrizione di qualcosa di figurato,
ma di riuscire attraverso i suoni, a spostare lattenzione del lettore verso un insieme fluido di ricordi e di
rimembranze, del tutto personali, raccolte nel serbatoio della memoria, intimamente legate a ci che si legge,
perch in realt lo si sta ascoltando. Ecco che dunque non leggiamo ci che avverr al protagonista, ma
piuttosto avvertiamo i suoni della sua vicenda e li uniamo intimamente alla nostra.
Ecco, dalla sinestesia di Joyce in questa pagina che voglio parlare di una vicenda che mi realmente
avvenuta durante il viaggio distruzione dello scorso anno in Marocco, quando nella cittadina di Essaouira, la
perla blu dellAtlantico, mi sono imbattuto in una cultura non solo lontana dalla mia, ma anche diversa da
quella di cui avevo fatto esperienza nei giorni precedenti nellentroterra del Marocco. La cittadina di
Essaouira ha rappresentato per me una straordinaria commistione dellanima tipicamente europea della citt,
antica colonia portoghese, e il carattere fortemente maghrebino, rilevabile in particolare nella musica del
posto. (Infatti si tiene un festival ogni anno di musica gnaoua, seguito internazionalmente veniva suonata
per portare in trance La musica che caratterizza le cerimonie gnawa molto ipnotica e capace di
indurre uno stato di trance, grazie a suoni bassi e ritmati del sintir (o guembri), canti ad antifona,
battito di mani e percussione di cembali chiamati krakeb. Musica e danza vengono impiegate per
evocare forze spirituali che capaci di estirpare il male, curare malattie della psiche o guarire
punture di scorpioni.Col tempo, la musica gnawa ha cominciato a destare interesse anche al di
fuori della societ tradizionale, ed salita alla ribalta internazionale. Suonatori gnawa si esibiscono
ora anche in collaborazione con musicisti di origine non marocchina.) La pittura del luogo ha invece
risentito molto dellinfluenza dei gruppi giovanili che popolavano la citt negli anni 70. N risulta una
pittura fortemente psichedelica.
Ho avvertito, nella visita del luogo una particolare vicinanza tra larte e la musica, probabilmente per la
grande distanza che entrambe hanno da una resa formale, per la loro forte sintesi (delle forme e del ritmo),
per la loro immediatezza istintiva, in quanto entrambe fortemente impulsive.
Sentire ci mi ha portato a pensare che la musica e larte visiva poteva in qualche modo essere collegata, in
particolare in base al colore. Poco prima avevo visto a casa una partitura inusuale, il Prometeo di Skrjabin,
opera di uno dei pi visionari compositori del primo 900, sulla quale si trovava primo fra tutti un
pentagramma che non avevo mai visto prima, che si riferiva ad uno strumento a me ignoto, denominato
luce. (IMMAGINE DELLA PARTITURA) Nella premessa allopera, lautore discute questo strumento,
fatto costruire da egli stesso per la prima esecuzione, il Clavier lumires, la tastiera per la luce.
Nel sistema di Skrjabin ogni nota associata ad un colore preciso e la tastiera a colori viene adottata durante
tutto il pezzo per proiettare sulle pareti della sala da concerto i colori che descrivono. Il risultato
assolutamente suggestivo, dalla straordinariet visionaria per il tempo e ancora sconvolgente oggi. Ci che si
vede ci che si ascolta, spostando lattenzione dellosservatore in una dimensione assolutamente opposta.
Skrjabin credeva che il suono e la luce assieme potessero creare una relazione talmente intensa da portare
alla dissoluzione della materia.
La ricerca instancabile di Skrjabin mi ha procurato un codice semplice che poi ho voluto adottare per un
lavoro che sentivo di dover compiere. Trascitta una delle canzoni gnaoua che avevo ascoltato, ho usato il
codice di Skrjbin per trasporla nei suoi colori, che poi ho utilizzato per la composizione di una
rappresentazione su un tavolato di compensato, facendo a seguire allordine delle note lordine di
apparizione dei colori. Ho dunque costruito unimmagine che poteva essere ascoltata. E ho voluto fondere
ancora una volta la mia eredit europea, quella della ricerca sin estetica di Skrjabin, con lelemento invece
strappato alle radici della costa atlantica, al Marocco.
Negli stessi anni di Skrjbin, un suo compatriota, Kandinskij, avrebbe dato vita unaltra di queste straordinarie
sinestesie tra musica e arte gettando le basi di un nuovo antitetico sistema di rappresentazione, opposto nelle
sue stesse premesse alla rappresentazione che viene da ci che si pu (anche) vedere. Quello di Kandinskij
quindi il sistema pi complesso e riuscito della ricerca di sinestesie tra musica e immagini.
Ecco avanzare un cavaliere azzurro
A MEMORIA QUESTA PARTE BELLA

Chi il cavaliere azzurro? Da quali antiche e mai dimenticate leggende giunge nel nostro secolo per
combattere il drago in nome dellarte moderna? Va sottolineato che la scelta dellimagine del cavaliere
non priva di significato nella sua opera: il cavaliere il simbolo romantico delleroe puro che combatte
contro le forze del male, galoppando instancabilmente da una terra allaltra, ovunque si invochi il suo aiuto;
il cavallo, poi, ricorre spesso nei suoi scritti come un ricordo di giochi e di sogni infantili.
Monaco, 1911: al galoppo sul suo bianco cavallo, con il mantello al vento, sfonda la copertina in uno dei
bozzetti per lo storico almanacco che da lui prende il titolo, ma non la sua prima apparizione. In un quadro
realizzato da Kandinskij nel 1903 lo si era gi visto traversare veloce il paesaggio, come una piccola freccia
turchina nel giallo. E quando Kandinskij, in un mite pomeriggio trascorso in giardino con Franz Marc a
definire il profilo di una nuova associazione di artisti, trova quel nome e quellemblema, in realt d corpo ad
una figura che abitava in lui gi da molto tempo.
Accadde nel 1889 a Vologda, nella Russia settentrionale: stato qui che imparai per la prima volta a
guardare un quadro non solamente dallesterno, ma a entrarvi, a muovermi in giro con esso e a
mescolarmi con la sua vita. ** Mi accadde di entrare in una certa stanza [] Ovunque sulle pareti
erano appese stampe rusciche che raccontavano vividamente di battaglie, di un leggendario cavaliere,
di una canzone, tutte rese attraverso i colori. [] Quando finalmente attraversai la soglia fu come se
entrassi in un dipinto e ne diventassi parte.
Questa intensa esperienza rivela a Kandinskij che la terza dimensione pu coincidere con uno spazio
psichico. la nozione di profondit che egli vorr introdurre in pittura: il quadro come spazio psichico
e la soglia di un incontro tra una propria impressione interiore e quella dellosservatore:
per parecchi anni lotti con tutte le forze per trovare il modo, la tecnica per attrarre lo spettatore
dentro il quadro stesso, perch vi si mescolasse e ne diventasse parte.
^^
Questa si pu mettere anche dove sta lasterisco**
Quando Kandinskij incontra per la prima volta il suo cavaliere leggendario, ha appena terminato gli studi
di economia e giurisprudenza alluniversit di Mosca, anche se dentro ha da sempre un sogno di pittura.
Trascorrono alcuni anni, poi accade qualcosa che rende il sogno prepotente come una vocazione. I covoni di
Monet, esposto a Mosca alla mostra degli Impressionisti del 1895, come una rivelazione per lartista russo:
Ed ecco, improvvisamente, vidi per la prima volta un quadro. Mi sembrava che senza il catalogo in mano
sarebbe stato impossibile capire ci che doveva rappresentare il dipinto [] Nel frattempo notavo che quel
quadro si fissava indelebile nella memoria fino al pi minuzioso dettaglio. Non riuscivo a capire tutto ci.
[] Ma ci che mi divenne assolutamente chiaro fu lintensit della tavolozza. La pittura si mostr davanti
a me in tutta la sua fantasia e in tutto il suo incanto. Profondamente dentro di me nacque il primo dubbio
sullimportanza delloggetto come elemento necessario del quadro.
Poco dopo Kandinskij assiste al Lohengrin di Wagner e nella musica riconosce la stessa forza cromatica di
un tramonto straordinario: Ho udito in spirito tutti i miei colori, essi stavano dinanzi ai miei occhi. Dinanzi
a me si disegnavano linee selvagge, quasi folli. Non osavo dire che Wagner aveva dipinto musicalmente la
mia ora.
Citt antica II (Rothenburg sulla Tauber), del 1902, un dipinto tipico del momento in cui K. avverte
linfluenza del post.impressionismo francese. In questo contesto ci interessa perch la prima opera pittorica
letta dallartista come un brano musicale, che precede da poco una lettura della musica Wagner in termini
pittorici. Si tratta di pagine intensamente poetiche di Sguardo al passato, dove per altro una concezione
sinestetica composta in termini molto vicini agli scritti teosofici e appare lassociazione tra un paesaggio
bavarese e la sua Mosca, tanto frequente, come si detto. Del quadro ricorda Kandinskij: pieno di sole e
i tetti sono di un rosso abbagliante come solo potevo farli in quel periodo. Ho cercato propriamente di
esprimere unora particolare, che era rimane lora pi bella della giornata di Mosca. Il sole gi basso
e ha raggiunto la sua massima forza [] Pochi minuti ancora e la luce diventer rossa per lo sforzo,
sempre pi rossa, dapprima fredda e poi sempre pi calda. Mosca si diffonde in questo sole in una
macchia che mette in vibrazione il nostro intimo e lanima intera come una tuba impazzita. No, non
questa uniformit in rosso lora pi bella! Essa soltanto laccordo finale della sinfonia che avvia

intensamente ogni colore, che fa suonare Mosca come il fortissimo di unorchestra gigantesca. Case e
chiese rosa, lilla, gialle, bianche, azzurre, color verde pistacchio, o rosso fiamma ciascuna canta un
canto a s cui uniscono le loro voci lerba di un verde incredibile, gli alberi dal brusio profondo, la
neve da mille voci canore o lallegretto dei rami spogli, la cinta rossa, rigida, silenziosa delle mura del
Cremlino e soprattutto, tutto sovrastando, come un grido di trionfo, come un alleluia dimentico di s,
la linea bianca, allungata, severa, del campanile di Ivan Velikij.
Poche pagine dopo, K. parla della suggestione di un Covone di Monet, (la serie dei Covoni del 1891) visto
ad una mostra di impressionisti francesi, e, a ruota, di una rappresentazione del Lohengrin di Wagner al
teatro di corte, due eventi risalenti, dunque, alla sua prima formazione russa. K. sta scrivendo nel 1913,
quando, evidentemente, il suo interesse per Wagner sempre vivo e non incriminato dalle limitazioni
espresse nei saggi teorici.
Cos lartista lega il dipinto e la musica:
Senza che me ne rendessi ben conto era screditato ai miei occhi loggetto come elemento
indispensabile del quadro. Complessivamente ebbi limpressione che una piccola parte della mia
Mosca fiabesca esistesse gi sulla tela. Il Lohengrin mi parve invece una perfetta realizzazione di tale
Mosca. I violini, i bassi gravi e particolarmente gli strumenti a fiato incarnarono allora per me tutta la
forza di quellora di prima sera. Vidi nella mente tutti i miei colori, erano davanti ai miei occhi. Linee
tumultuose, quasi folli si disegnavano dinanzi a me. Non osavo esprimere le mie impressioni dicendo
che Wagner avesse dipinto musicalmente la mia ora. Mi riusc per del tutto chiaro che larte in
generale ha poteri molto maggiori di quanto avessi creduto fino ad allora e daltra parte ero convinto
che la pittura fosse in grado di sviluppare forze non inferiori a quelle della musica.
Dopo numerose visite ai circoli culturali di Monaco, si trasferisce in un paese dellAlta Baviera e nella sua
solitudine, le tonalit temperate, anche se intrise di magia delle vedute di un tempo, tendono ad accendersi e
la definizione delloggetto di colpo non pi necessaria: il colore fiaba, sogno, desiderio, materia
che reinventa il mondo.
A Parigi nel 1906 K. era rimasto colpito dalla libert espressiva dei colori di Matisse e Derain e i loro
paesaggi quando dipinge a Murnau, gli risuonano ancora dentro. Tuttavia la sua versione del fauvismo pi
densa e fantastica, i colori si intensificano fino allallucinazione senza per questo caricarsi di tragedia come
negli espressionisti della Brcke (il Ponte).
Frequenta a Monaco il salotto in Giselastrasse, nel quartiere prediletto dagli intellettuali di Monaco,
frequentato da celebrit come Diaghilev ed Eleonora Duse, ove vi si dibattono con animazione i temi della
cultura simbolista e lesoterismo di moda. Si discute della necessit di sottrarre larte alla mimesi per
restituirle una forza profetica e spirituale (DA QUI POI il masterpiece LO SPIRITUALE
NELLARTE). anche argomento come quello di una forma astratta di espressione artistica. io credo che
al di l della vanit del mondo e delle forme mutevoli, vi sia il mondo del riposo immutabile, della verit, il
mondo delle conciliazioni verso il quale mi sento attratto con tutta lanima.

In questo salotto conosce Franz Marc. I due artisti hanno in comune lidea che la pittura non che una via
per lanima. Ecco che quindi nasce lidea del cavaliere azzurro. A memoria questo: Fatto di trasparenza
come lacqua e il cielo, lazzurro il pi immateriale del colori e il pi profondo perch locchio vi si
perde senza ostacoli in una sorta di nirvana ottico ed emozionale.
Ha unillimitata capacit di salire per gradi impercettibili verso il bianco e discendere verso il nero:
per questo nella visione di Novalis rappresenta il colore dello spirito che per gli infiniti gradi si cala
armoniosamente nella natura e armoniosamente la solleva verso di s. Nelazzurro le forme perdono la
loro consistenza visiva: un muro azzurro cessa di essere un muro, il reale si trasforma in immaginario,
e segnata dazzurro la strada del soprannaturale, dellinconscio e dei sogni. Forse, alla sua propriet
di evocazione dellinfinito non estraneo il fatto che, a causa della sua onda cromatica bassa, lazzurro
uno dei primi colori percepiti nellinfanzia, prima di ogni definizione e prima della cattura della
propria immagine allo specchio.

Quote di K. Pi lazzurro profondo e pi richiama lidea dellinfinito, suscitando la nostalgia della


purezza e del soprannaturale [] Se precipita nel nero acquista una nota di tristezza struggente,
affonda in una drammaticit che non avr mai fine
Ancora meglio quote sul blu: La tendenza dellazzurro allapprofondimento tale che nelle
gradazioni pi scure, esso diviene pi intenso ed esercita unazione interiore pi tipica. Quanto pi
diventa profondo, tanto pi invita luomo verso linfinito, desta in lui il desiderio del puro, e, infine, del
sovrasensibile. il colore del cielo, come ce lo rappresentiamo quando udiamo il suono della parola:
cielo.
Ma, del resto, ogni colore, per Kandinskij (e in ci egli riprende le teorie di Skrjabin), ha un valore
evocativo: il giallo caldo, il rosso ardente, il verde quieto, indifferente, e cos via, con laggiunta
importante delle forme geometriche in relazione ad essi (langolo acuto con il giallo, il quadrato e langolo
retto con il rosso, il cerchio e langolo ottuso col blu).
COME SI ARRIVA ALLASTRATTISMO:
La musica astratta. Anche la pittura dovr essere astratta, come la musica; o come larchitettura; Perch
anche larchitettura, malgrado la funzione cui destinata (casa, chiesa, teatro) sembri dichiararne la pratica
concretezza, una libera composizione di volumi e di spazi senza nessun obbligo imitativo: un capitello, una
colonna, un arco, non copiano nulla, non rappresentano nientaltro che se stessi. Cos la pittura dovr essere
solo se stessa, non copia di qualcosa di estraneo, ma pittura pura.
Ecco che dunque assistiamo ad una rottura di K. e Marc dallassociazione degli artisti di Monaco, proprio per
un primo rifiuto di molti pittori nei confronti della tendenza allastrazione di Kandinskij, il quale, in quello
stesso 1911 (un anno dopo il Prometheus di Sk) fonda assieme a Marc il Cavaliere Azzurro (Der Blaue
Reiter).
In un primo momento il gruppo viene quasi avvicinato per errore agli espressionisti, perch condividevano le
pubblicazioni su una stessa rivista, Der Sturm. In realt, la presenza di artisti come Nolde, Kirchner o
Heckel il segno della volont di condurre e di far conoscere le ricerche libere da ogni convenzione. IN
realt a differenza di tutte le avanguardie artistiche del primo Novecento, il Cavaliere azzurro non settario,
K. e M. cercano lanima del secolo nuovo non solo in se stessi, ma anche attorno a s. E in qualche modo gli
artisti che partecipano alla prima mostra del movimento sono tutti eredi del romanticismo e hanno in comune
unesplosiva soggettivit del linguaggio, il predominio della visione interiore su quella ottica.
Il percorso di Kandinskij si snoda tra unesigenza espressiva dimpronta nettamente spiritualistica e la
ricerca di una forma liberata dal mondo esteriore e in grado, di per se stessa, di trasmettere
direttamente limpulso interiore.
Confronto con espressionisti: Ma a K., Marck, Macke, Klee manca di fatto limpronta anarchica dei pittore
della Brcke o la carica di denuncia di Grosz o Dix; del resto, lespressionismo resta sempre sostanzialmente
figurativo e la sua attitudine visionaria e de formatrice sempre carica di disagio esistenziale.
Mentre per gli espressionisti i valori cromatici si definiscono rispetto al nero e alla tenebra, il colore di
Kandinskij e dei suoi amici prende corpo dallesperienza fauve che, discendendo dallimpressionismo,
definisce invece ogni valore per rapporto al bianco, ovvero alla luce. Il Cavaliere azzurro significa
soprattutto la fondazione dellastrattismo, la negazione di ogni residuo di funzione mimetica dellarte,
lazzeramento della sua storia, coincidendo con lopera di K. che guida il passaggio a una pittura di linee,
forme, colori strappando i veli della mimesi.
Marc, che aveva condiviso con lui fin dallinizio questa avventura, fa appena in tempo ad aprire la dolcezza
del proprio simbolismo orfico allastrazione: la Grande guerra lo sottrae prima alla pittura e poco dopo alla
vita.
Lalmanacco si riveler uno dei documenti fondamentali dellestetica moderna, ed significativo che uno
degli articoli sia dedicato proprio al Prometeo di Skrjabin.

I testi sono dedicatii alla pittura e alla musica, il cui rapporto analogico rifonda la possibilit di unarte
nuova che non vuole significare, rappresentare o ricordare nulla, ma piuttosto lasciare vibrare
lanima.
Dal canto suo Schnberg intitola Colori uno dei Cinque pezzi per orchestra op. 16 a conclusione del
manuale di armonia, dove teorizza la ricerca del suono-colore.
Un pittore, dunque, Kandinskij, sospeso tra il fascino di Wagner e quello Schnberg. Alla melodia infinita
di Wagner vicina la sua inclinazione lirica e fiabesca, la sua immersione nellinfinit del cosmo, che
risuona nel caotico fragore degli elementi, la cattura dello spettatore in un dinamismo che non ha un
principio e una fine, N punti di riferimento nello spazio e nel tempo.
Daltra parte, la struttura di un quadro di Kandinskij consiste in colori accostati oltre ogni principio noto di
armonia, e in consapevoli dissonanze; non si pu parlare di disegno, ma di strisce nere che sono anchesse
macchiate di colore, e sono attraversate da colori diversi indipendentemente dalle sagome suggerite, n si
pu parlare dellabolizione della linea, perch con il pennello si assottiglia il colore fino a veri e propri
tracciati. Questa essenza di distinzione tra linee e colore si avvicina a quella tra armonia e melodia delle
composizioni di Schnberg.
Discorso linea e colore p. 25 (COVRE) Linea e colore diventano la stessa cosa la terza dimensione
quella dello spirito - linguaggio della musica come linguaggio universale che parla allo spirito. Arte
astratta e musica sono legate perch la musica larte pi astratta per eccellenza.
COME SI ARRIVA ALLASTRATTISMO:
La musica astratta. Anche la pittura dovr essere astratta, come la musica; o come larchitettura; Perch
anche larchitettura, malgrado la funzione cui destinata (casa, chiesa, teatro) sembri dichiararne la pratica
concretezza, una libera composizione di volumi e di spazi senza nessun obbligo imitativo: un capitello, una
colonna, un arco, non copiano nulla, non rappresentano nientaltro che se stessi. Cos la pittura dovr essere
solo se stessa, non copia di qualcosa di estraneo, ma pittura pura.
A Monaco, ebbi la gioia di uno spettacolo inatteso che mi si rivel nel mio stesso studio. Si avvicinava
lora del crepuscolo, e io rientravo con la mia scatola dei colori dopo uno studio, ancora tutto immerso
nel mio sogno, perduto nel ricordo del lavoro compiuto, quando scorsi allimprovviso alla parete un
quadro di straordinaria bellezza, che brillava di un raggio interiore. Restai interdetto, poi mi accostai
a questo quadro rebus in cui non vedevo che forme e colori e il cui contenuto mi era incomprensibile.
Trovai presto la chiave del rebus: era un mio quadro appeso erroneamente su un lato. Il giorno dopo,
alla luce del giorno, cercai di ritrovare limpressione della sera prima, ma vi riuscii solo a met. Anche
su un lato ritrovato sempre lOggetto, e poi mancava anche la luce crepuscolare. Seppi allora
inequivocabilmente che gli Oggetti nuocevano alla mia pittura.
[] Solo dopo molti anni di lavoro paziente, di un costante sforzo del pensiero, di molti cauti tentativi
per sviluppare lefficacia delle forme pure, di viverle nella loro astrazione, di penetrare sempre pi a
fondo in quelle profondit incalcolabili, arrivai alle forme di pittura con cui oggi lavoro e che lo
spero e lo voglio si svilupperanno sempre pi. E questo duro molto a lungo, finch trovai una risposta
soddisfacente alla domanda Con che cosa sostiuire loggetto?. Le forme. Le forme di cui mi sono
servito nascevano spontaneamente, mi si presentavano gi pronte davanti agli occhi, non mi restava
che copiarle: oppure si formavano mentre lavoravo e spesso avevano il potere di sorprendermi.
SU IMPRESSIONE III (o Concerto): Dopo aver ascoltato nel gennaio 1911 un concerto di S. che lo
emoziona profondamente K. dipinge Impressione III (o Concerto), dominato dal giallo e dalla macchina nera
del pianoforte: la forza espansiva del giallo si rovescia come una cascata sugli spettatori, e la sua intensit
che la sordit del nero esalta, QUOTE DA USARE!!! emette un suono paragonabile a quello di una
tromba acuta, suonata sempre pi forte o al suono di una fanfara sempre pi alto
Ma direttamente riferito ad un evento musicale Impressione III (concerto), creato nel 1911 dopo
limpressione destata in lui dal primo concerto di Schnberg, tenuto il primo gennaio nellOdeon di Monaco.
Il giallo e il nero corrispondono, rispettivamente, alla massima sonorit, associata dallartista, in Dello
spirituale nellarte, al colore giallo e al silenzio del nero (che nello studio iniziale corrisponde al colore del

pianoforte), il quale pu essere rappresentato musicalmente come una pausa conclusiva dopo la quale
uneventuale prosecuzione si rappresenta come linizio di un nuovo mondo, poich ci che stato
concluso da questa pausa per sempre finito, compiuto.
Il dipinto sottolinea dunque la radicale novit dellatonalismo del musicista viennese (la fase dodecafonica
successiva), avvertito da Kandinskij come un parallelo della propria idea di poter raggiungere nuovi confini
attraverso dissonanze non consentite in precedenza. Va aggiunto che Kandinskij, come si legge nel
carteggio tra i due, traduce dal tedesco in russo un articolo pubblicato nellottobre del 1910 in cui Schnberg
espone una parte della sua Harmonielehre.
Nella sua massima opera, lo Spirituale nellarte, K. dedica al colore pagine ammalianti: il colore non
soltanto un qualit della superficie, ma qualcosa che risplende dallinterno rivelando lessenza del mondo,
qualcosa da sentire con la mente e con il corpo, qualcosa da immaginare, toccare e odorare; infine: una
metafora del mistero cosmico.
Il Giallo, folle di energia, ma incapace di profondit; la forza sicura del rosso; la nostalgia e la profondit del
blu; la quiete bloccata e opulenta del verde dentro cui la vita si nasconde; limmobilit senza speranza del
grigio; la tristezza malata del viola; e il silenzio gravido del bianco (Un silenzio che improvvisamente
riusciamo a comprendere. la giovinezza del nullo, o meglio, un nulla prima dellorigine, prima della
nascita. Forse la terra risuonava cos nel tempo bianco dellera glaciale); e il tragico silenzio del nero
Come un nulla senza possibilit., come la morte del nulla dopo che il sole si spento, come un eterno
silenzio senza futuro e senza speranza, risuona dentro di noi il nero).
Ogni colore pu essere potenziato o indebolito da una forma. Le forme acute intensificano i colori squillanti
(il giallo in un triangolo appare ancora pi giallo, mentre i colori che amano la profondit sono rafforzati da
forme rotonde (lazzurro, per esempio, ama il cerchio). E ogni forma ha il suo inconfondibile profumo
spirituale: come il profumo della rosa che non si pu confondere con quello della mammola.
Se possibile rintracciare la fonte di molte delle osservazioni di K nei testi dei contemporanei, c una
qualit poetica nel suo modo di associare colore e parola che va oltre la mera rielaborazione e si situa altrove
anche rispetto alle precedenti analisi delle qualit cromatiche di Goethe, Schopenhauer, Turner, Delacroiz,
Chevreul, Henry, Seurat e Signac ed affine, piuttosto, alle equivalenze visionarie tra vocali e colori di
Rimbaud o a quel suono del colore che lorecchio di Mallarm sapeva riconoscere. Kandisnkij aveva
unattitudine sin estetica che gli faceva associare con immediatezza vissuta colori e suoni e possedeva una
sensibilit acutissima che lo portava ad animare gli oggetti e le loro propriet e a percepire enfaticamente il
mondo attorno. Da sempre i colori risuonavano in lui con forza enorme, come creature dotate di
temperamento e di vita propria.
Il tema delle vibrazioni: Larte ha il compito di creare le condizioni di un contatto profondo, senza lasciarsi
catturare dalloggetto o dalla bellezza esteriore, ma addentrandosi in tutti i mezzi che favoriscono lapertura
allio: quote Bello ci che deriva da una necessit psichica interiore. Bello ci che interiormente
bello [] Ogni forma ha un contenuto interiore. Largomia delle forme fondata su un principio:
lefficace contatto con lanima [] Il colore il tasto. Locchio il martelletto. Lanima un pianoforte
con molte corde. Lartista la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare lanima
Ancora sulle vibrazioni: Un esempio di tale contenuto sin estetico lidea che la vibrazione sia il
fondamento della comunicazione tra artista e fruitore: quando lartista riesce a esprimere le vibrazioni della
sua anima nellopera, questultima acquista una sua vita spirituale autonoma e ha cos la capacit di suscitare
analoghe vibrazioni nello spettatore.
[] Sino a quale punto il suono interiore di una forma devessere velato o messo a nudo? Velare uno
dei punto di forza dellarte, cos nellarte viene gradualmente sempre pi in primo piano lelemento
dellastratto che ancora ieri, timido e pressoch invisibile, si nascondeva dietro sforzi puramente
materialistici, e questo crescere dellastratto, fino ad acquistare infinte il predominio un fatto
naturale. Esso naturale poich quanto pi al forma organica viene respinta indietro, tanto pi questo
astratto avanza automaticamente in primo piano e guadagna in suono interiore
Ci che Kandinskij chiama necessit interiore (vedi quote sul bello) costituto da tre fattori: lespressione
piena dellindividualit artistica; lespressione dello spirito del tempo (Ogni opera darte figlia del suo
tempo e spesso madre dei nostri sentimenti); lespressione dellarte pura che, in quanto esigenza

mistica, un quid che appartiene a tutti i luoghi e a tutti i tempi attraversando le epoche, i popoli e le nazioni
(Una scultura egizia commuove pi noi, oggi, che i suoi contemporanei, per loro era ancora troppo
legata a unepoca e a una personalit, e questo la indeboliva. Oggi noi sentiamo in quella scultura il
nudo suono dellarte eterna).
Individualit, storicit e universalit sono dunque i tre elementi che per K. costituiscono ogni vera opera
darte, quellopera che ha la capacit di comunicare con linteriorit, di aprirsi e di aprire alla risonanza
emozionale con luniverso. E la libert dellartista non coincide con lessenza di un compito, cos come la
bellezza di un colore e delle forme non un fine sufficiente: il loro semplice accordo non niente di pi di
una buona decorazione. Lemancipazione dalla natura implica invece un processo profondo e difficile: si
tratta di educare lanima oltre lo sguardo. E la vera armonia interiore: lotta di toni, perdita di
equilibrio, caduta dei principi, inattesi colpi di tamburo, grandi interrogativi, tensioni apparentemente
senza scopo, impeti e nostalgie apparentemente laceranti, catene e legami spezzati, contrasti e
contraddizioni: questa la nostra armonia. Su questa armonia si fonda la composizione: un rapporto
di colori e linee indipendenti, che nascono dalla necessit interiore e vivono nella totalit del quadro
Kandinskij inizia a lavorare poi ad unopera darte totale, come chiamata da lui, Il Suono Giallo, una
interazione di luce, movimento, colore, musica, danza, parola, che potesse moltiplicare la forza del suono
interiore di ogni singolo mezzo espressivo e coinvolgere tutti i sensi dello spettatore.
Tale ricerca lo avvicina molto alle tesi e alle composizioni di Schneberg. Se le poesie in prosa e le pice
teatrali di Kandinskij si intitolano suoni, anche i titoli dei suoi quadri si ispirano alla musica.
Limportanza rivestita dalla musica arte astratta per eccellenza sullopera di Kandinskij ribadita
dalla frequenza di dipinti intitolati Improvvisazione, impressione, composizione, termini tratti, appunto,
dal linguaggio musicale.
impressioni: ovvero immediatezza di forme grafico-pittoriche tratte dal mondo esterno
improvvisazioni: ovvero automatismi, espressioni improvvise di eventi mentali
composizioni, ovvero eventi mentali dalla genesi lenta, pitture pi costruite dove il sentimento mediato
dalla consapevolezza.
[[Alcuni dipinti di Kandinskij nascono con un esplicito riferimento musicale, Chopin e lImprovvisazione II
del 1909, la raccolta di poesie e xilografie Suoni del 1913).
In generale, derivanti del linguaggio musicale sono i titoli Impressione, Improvvisazione, Composizione,
usati in ideale progressione, anche se per opere contemporanee tra loro, a indicare un minore o un maggiore
allontanamento dalloggetto naturale che ha suscitato unemozione nellartista.]
ANALISI OPERE:
In Improvvisazione XIX (o Il suono azzurro), del 1911, forse per la prima volta Kandinskij separa colore e
forma in maniera conseguente e totale. Nessuna forma lineare circoscrive un campo di colore, cos come
nessun colore resta catturato dentro un contorno. Resta soltanto un gruppo di figure dai contorni netti, ma
sono come trasparenti, senza consistenza, attraversabili come fantasmi ed ectoplasmi. E la lotta tra lo spirito
e materia il tema di unopera gi compiutamente astratta, nonostante alcuni residui di simbolismo
rappresentativo. In quei segni abbreviati tracciati sulla destra e al centro del dipinto possibile riconoscere
ancora la figura del cavaliere e nella diagonale nera la sua lancia.
In Quadro con arco nero (1912)
Lopera tutta giocata sulla contrapposizione tra lenergia espansiva del rosso e la introversa condensazione
dellazzurro, una polarit concreta e dinamica: nellazzurro c infatti un movimento interno come ribollire
nel pozzo, mentre il movimento del rosso invece in spinta verso il fuori, uno sfondamento in diagonale
dello spazio. E questa tensione viene bilanciata dalla danza interiore dellazzurro, dalla sua forma organica,
dalla sua qualit leggera, flessibile. La macchia viola in alto sintesi dei contrari e contribuisce allequilibrio
dellinsieme; visivamente ha una grande forza propria, unimportanza pari alle altre accentazioni
compositive. E larco scuro come un ponte: unarma dellazzurro contro il rosso di cui blocca il movimento
prepotente, ma allo stesso tempo una forza che unisce due polarit, un elemento di integrazione e stabilit.

Questopera chiave un manifesto dellideale di armonia di Kandinskij come insieme di tensioni


organizzate: ogni immagine deve essere sempre una totalit che, senza rifarsi alle combinazioni del mondo
oggettivo, sappia sviluppare al proprio interno nuovi criteri di ordine formale.
Scrive Kandinskij: quote: In ogni autentica opera nuova viene a esprimersi un mondo nuovo, ancora
mai esistito. Cos ogni opera autentica una nuova scoperta [] in questo modo larte astratta pone
accanto al mondo reale un mondo nuovo che esteriormente non ha nulla a che fare con la realt []
accanto al mondo naturale viene a esistere un mondo dellarte, un mondo che reale allo stesso
modo.
TEMPO: Kandinskij vuole far entrare nei suoi quadri lelemento temporale, costringendo attraverso la
disposizione delle macchie cromatiche, lo sguardo dello spettatore a spostarsi successivamente dai colori
caldi, che vengono incontri, ai colori freddi che arretrano
Vedi altre foto carine dalle riviste
Per la bibliografia scrivi anche i libri scritti da K., Il Cavaliere etc tutte le cose insomma dai via!
Usa anche Sinestesia Arti Terapia a cura di Gino Syefani e Stefania guerra Lisi, Bologna, Clueb, 1999
LArte Italiana di Piero Adorno
IDEE esposizione
siamo nel 1911, un anno dopo il prometeo esce lalmanacco del Cavaliere Azzurro (COPERTINA) edito da
uno degli artisti che pi rivoluzioner larte del 900, Kandinskij.
Scrive Kandinskij - citazione sul Lohengrin oppure altre sulla relazione con la musica
Spiego:
COVONI MONET
WAGNER e Lohengrin -> opera ancora figurativa La citt antica
Perdita della figurazione, incontro con Schnberg, la linea come diventa- CONCERTO DA
SCHONBERG, parte teorica, grammatica dei colori a confronto con Skrjabin - TUTTA LA
PARTE TEORICA
Ultimi due quadri
Concetto di tempo
Ultima quote? Scrive nel 1902: Sta sopraggiungendo unarte nuova, decisa a utilizzare forme che non
significano, non rappresentano, n ricordano nulla, ma che eccitano la nostra anima cos
profondamente e fortemente come sa fare solo la musica