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CAP 1.

LORDINAMENTO GIURIDICO:
Ogni societ, ossia ogni aggregazione di persone con un medesimo scopo, non pu vivere senza un
complesso di regole volto a disciplinare i rapporti tra i componenti della societ stessa. Affinch un gruppo
sia organizzato, necessario che vi siano Regole di condotta che ogni individuo deve seguire, ossia regole
obbligatorie e stabilite da appositi organi competenti; qualora lorganizzazione non pi in grado di
funzionare e di far rispettare le norme, deve concludersi che la collettivit si sciolta. Il sistema di regole
appena descritto riassumibile con un solo termine: Ordinamento giuridico (da notare il riferimento a
ordine senza lordinamento si avrebbe il disordine). Il complesso di norme da cui costituito ciascun
ordinamento giuridico rappresenta il Diritto positivo di quella societ; da sempre inoltre riconosciuta lidea
di un Diritto naturale, inteso come matrice di princpi eterni e universali.
Tra tutte le forme di collettivit, gode di una maggiore importanza la Societ politica. Lorganizzazione della
comunit politica mira ad impedire le aggressioni tra gli stessi componenti del gruppo (minaccia di sanzione)
e a potenziare la difesa dellintera collettivit contro i pericoli esterni, promuovendo in ogni caso il benessere
non del singolo individuo ma dellintera comunit. Tralasciando le innumerevoli forme di societ politiche, ci
si sofferma in particolare su quella moderna pi diffusa: lo Stato. Questo si identifica con una Comunit di
individui (cittadini di quello Stato) stanziata in un certo Territorio (circoscritto da precisi confini), sul quale si
impone la Sovranit dello Stato stesso: il tutto organizzato da un Ordinamento giuridico originario (ossia
indipendente). Da non dimenticare per la presenza di altri ordinamenti Internazionali, come ad esempio
quello dellUnione Europea: lart. 10 della Costituzione Italiana, ad esempio, afferma che lordinamento
italiano si conforma alle norme del diritto internazionale, mentre lart. 11 stabilisce delle Limitazioni di
sovranit rispetto alle norme internazionali, ovvero si pone ad un livello inferiore rispetto al diritto
internazionale (a meno che questultimo non vada a ledere i principi costituzionali).
IL DIRITTO: Il Diritto il Potere di fare qualcosa, concesso dalla legge quando linteresse meritevole di
tutela, ossia quando linteresse Lecito/Conforme alla legge. Il diritto di propriet su un oggetto implica il
riconoscimento di poteri/facolt del proprietario, facolt come il Godimento, il Non utilizzo, il Venderlo o
Regalarlo ossia Cederlo. Il Diritto pu essere inteso in senso
- Soggettivo: potere riconosciuto dalla legge per la soddisfazione di un interesse personale, purch
questultimo sia lecito;
- Oggettivo: Norma di diritto, ossia una regola di fonte statuale che impone la doverosit / lobbligo di un
comportamento. Il Comportamento Positivo-Commissivo quando impone il Dover fare qualcosa, mentre
Negativo-Omissivo quando impone il Non dover fare qualcosa.

NORMA GIURIDICA:
Ciascuna delle regole che compongono lOrdinamento giuridico si chiama Norma giuridica (in quanto
appartenente allo ius), ed dotata di autorit. I fatti produttivi di norme giuridiche si chiamano Fonti. Una
norma un periodo ipotetico, un enunciato prescrittivo che si compone della previsione di un accadimento
eventuale e di una conseguenza giuridica, la quale deriva dal concreto verificarsi dellevento prefigurato
(dalla norma stessa). La Fattispecie la parte della norma che descrive levento che intende regolare: pu
essere Astratta (fatti non realmente accaduti ma descritti ipoteticamente da una norma, la quale indicher
cosa deve verificarsi affinch si produca una conseguenza giuridica) e Concreta (fatti realmente
verificatisi); pu essere poi Semplice (quando composta di un solo fatto) e Complessa (quando
costituita da una pluralit di fatti giuridici). Non bisogna confondere il concetto di Norma giuridica con quello
di Legge: questultima, infatti, un atto normativo scritto, che nellordinamento italiano elaborato da
organi a ci competenti. E quindi possibile affermare che la legge contiene le norme.
Generalit e Astrattezza: Tradizionalmente si insegna che caratteri essenziali della Norma giuridica sono la
Generalit e lAstrattezza: per Generalit si intende che la legge non deve essere dettata per singoli
individui, bens per tutti i consociati, e quindi rivolta a tutti;
per Astrattezza, invece, si intende che la legge non deve essere dettata per specifiche situazioni concrete,
bens per situazioni individuate ipoteticamente (fattispecie astratte, come detto in precedenza), cio ha
caratteristiche comuni per essere applicata nei casi generali che prevede (caratteristiche comuni sul piano
reale e concreto). Riassumendo, quindi, la Norma ha lo scopo di regolare una serie indeterminata di casi
futuri ipotetici ed eventuali, e si applica a chiunque si trovi nella situazione prefigurata dalla norma.
Eguaglianza e Imparzialit: Il Principio di eguaglianza (art. 3 Cost ita), secondo il carattere Formale,
afferma che tutti i cittadini (anche stranieri) hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, razza, lingua, religione ecc. Secondo invece il carattere Sostanziale, il Principio di
eguaglianza impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono
il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione
politica, economica e sociale del Paese. Il criterio dellImparzialit, invece, lobbligo di applicare le leggi in
modo eguale, senza arbitrarie differenziazioni di trattamento a favore o a danno dei singoli interessati (la
legge uguale per tutti).

LA SANZIONE:
Le norme giuridiche si caratterizzano per il fatto di possedere il Potere coercitivo, o comunque per essere

garantite dalla predisposizione (per lipotesi di trasgressione) della comminatoria di una Pena, cio di una
Sanzione. Ci significa che per ogni trasgressione di una norma, prevista una reazione dellordinamento
(es. il risarcimento di un danno).
CAP 2. IL DIRITTO PRIVATO E LE SUE FONTI:
Se il Diritto pubblico disciplina lorganizzazione dello Stato e degli altri enti pubblici, regolando la loro azione,
ed impone ai privati il comportamento che sono tenuti a rispettare per finalit pubbliche, il Diritto privato
invece disciplina piuttosto le relazioni interindividuali, sia dei singoli che degli enti privati, lasciando alla
iniziativa personale anche lattuazione delle singole norme. Si chiama Privato perch un diritto che il
singolo segue senza trovarsi di fronte a un potere pubblico, operando su un piano di eguaglianza con altri
individui. Ovviamente, non tutto ci che riguarda soggetti pubblici, beni pubblici, attivit pubbliche, appartiene
solo al diritto pubblico: infatti, i soggetti pubblici possono operare anche Iure privatorum, come ad esempio
le scuole private, che svolgono comunque servizi di pubblico interesse (si veda il confine sottile tra il diritto
pubblico e quello privato). Inoltre, da aggiungere che spesso un medesimo fatto disciplinato sia da norme
di diritto pubblico che da norme di diritto privato: linvestimento di un pedone da parte di un automobilista fa
scattare sia la sanzione penale per lesioni colpose sia la sanzione civile del risarcimento del danno.
NORME COGENTI E NORME DEROGABILI: Le norme di diritto privato si distinguono in Derogabili (o
dispositive) e Inderogabili (o cogenti). Sono Inderogabili quelle norme la cui applicazione imposta
dallordinamento, a prescindere dalla volont dei singoli; sono Derogabili, invece, le norme la cui
applicazione pu essere evitata mediante un accordo degli interessati. Naturalmente, anche losservanza
delle norme privatistiche inderogabili richiede, in caso di violazione, liniziativa del singolo, non essendo
compito degli organi pubblici far rispettare le norme di diritto privato. Cos, ad esempio, qualora un lavoratore
subordinato abbia previamente rinunciato allaumento di retribuzione per le ore di lavoro straordinario,
soltanto linteressato resta arbitro di decidere se denunciare linvalidit dellaccordo e pretendere la maggior
retribuzione che gli garantita dalla legge.

FONTI DELLE NORME GIURIDICHE:


Per Fonti legali di produzione delle norme giuridiche si intendono gli Atti e i Fatti che producono diritto. Le
Fonti di cognizione sono invece i documenti e le pubblicazioni ufficiali da cui si pu prendere conoscenza
del testo di un atto normativo (es. Gazzetta Ufficiale). Le fonti possono poi distinguersi in Materiali (atti o fatti
produttivi di norme generali ed astratte) e Formali (atti o fatti idonei a produrre diritto, a prescindere dal
contenuto della fattispecie). Ogni ordinamento deve stabilire ante omnia i valori gerarchici delle norme: in
Italia, la gerarchia delle fonti un ambito in continua evoluzione sin dal 1900. Ad oggi, ossia con lentrata in
vigore della Costituzione repubblicana, la gerarchia delle fonti interne cos ricostruita:
1) Princpi supremi o fondamentali, da cui derivano i diritti inviolabili.
2) Disposizioni della Carta costituzionale e delle leggi di rango costituzionale.
3) Leggi statali ordinarie e le altre fonti.
LA COSTITUZIONE: La Costituzione regola il procedimento di formazione delle leggi, stabilendo la
disciplina degli atti normativi e limitando lattivit del legislatore. Infatti, i princpi supremi enunciati dalla
Costituzione costituiscono limiti al potere del legislatore costituzionale. Una legge ordinaria dello Stato non
pu n modificare la Costituzione (o altra legge di rango costituzionale) n avere un contenuto che vada in
contrasto con norme costituzionali. A presidio di questa rigidit della nostra Costituzione interviene la Corte
costituzionale
LEGGI DELLO STATO E LEGGI REGIONALI: Le leggi statali ordinarie sono approvate dal Parlamento con
una particolare procedura disciplinata dalla Costituzione. Esse possono modificare o abrogare qualsiasi
norma non avente valore di legge, e possono essere a loro volta abrogate con referendum popolare. Di
recente innovazione invece il ruolo delle Leggi regionali e il loro rapporto con quelle statali: lart. 117 della
Costituzione italiana definisce le relative competenze; lo Stato ha potest legislativa esclusiva in materie
come la giurisdizione, le norme processuali, lordinamento civile e penale, la giustizia amministrativa. Le
materie non espressamente riservate alla legislazione dello Stato sono quindi attribuite alle Regioni.
I REGOLAMENTI: Subordinate alle leggi vi sono tante altre fonti i diritto, come i Regolamenti e le
Consuetudini. I regolamenti sono fonti secondarie del diritto, e possono essere emanati dal Governo, dai
ministri e da autorit amministrative non statali. Hanno contenuto normativo in quanto pongono norme
generali ed astratte. I regolamenti disciplinano lorganizzazione e il funzionamento dei pubblici uffici,
regolano specifiche materie in forza di una delega o autorizzazione contenuta in una legge.
LE FONTI COMUNITARIE: Le fonti normative di matrice comunitaria si distinguono in:
1) Regolamenti: contengono norme applicabili dai giudici dei singoli Stati membri, come se fossero leggi
dello Stato. Nel caso italiano, in caso di contrasto tra un regolamento e una legge interna, prevarr il
regolamento di matrice comunitaria (artt. 10, 11 Cost. Ita.).
2) Direttive: si rivolgono agli organi legislativi degli Stati membri e hanno lo scopo di armonizzare le
legislazioni interne dei singoli Paesi. Le direttive devono per essere attuate mediante lemanazione di
apposite leggi. Uno Stato che si renda inadempiente allobbligo di attuare una direttiva entro il termine

previsto dalla stessa direttiva, pu essere sanzionato dagli organi comunitari.


LA CONSUETUDINE: Una consuetudine tale quando ricorrono la Ripetizione costante di un certo
comportamento per un tempo protratto; un Atteggiamento di osservanza di quel comportamento ritenuto
doveroso (opinio iuris sive necessitatis); la Prassi (diuturnitas) di quel determinato comportamento; la forma
Non scritta (infatti, la consuetudine tale poich non scritta, anche se ultimamente alcune norme
consuetudinarie sono state codificate). Esistono tre tipi di consuetudine:
1) Secundum legem: operano in accordo con la legge, facendo rinvio agli usi esistenti in materia.
2) Praeter legem: operano al di l della legge, relativamente a materie non disciplinate da finti normative
scritte.
3) Contra legem: quelle che si pongono contro la legge.

IL CODICE CIVILE:
Nella storia moderna, intorno al 1700, ha assunto importanza rilevante il movimento per la codificazione, sia
in campo costituzionale (Dichiarazioni dei diritti delluomo approvate in Francia nel periodo della Rivoluzione
francese Costituzione americana del 1787 ecc.), sia nel campo del diritto privato. In ogni caso, sappiamo
che lidea di codice storicamente un prodotto dellIlluminismo (infatti i Codici civili odierni sono nipoti del
Codice napoleonico ottocentesco). Il Codice civile, nei paesi di diritto scritto (non common law), riveste un
ruolo di centralit nel sistema del diritto privato, regolando i soggetti fisici e giuridici, i beni (es. la propriet),
lattivit (es. il contratto). Il primo grande codice di diritto privato risale allet moderna, ed il Codice
Napoleone del 1804, sorto dallideologia della Rivoluzione francese: la maggior parte dei codici emanati
successivamente in altri Paesi di stampo Napoleonico, come ad esempio quello del Regno dItalia,
emanato nel 1865 e per larga parte ispirato al codice francese. Il codice civile in Italia stato modificato pi
volte a partire dal 1942 in poi.
In generale, il Codice Civile contiene punti di riferimento normativo volti a regolare e quindi disciplinare i
rapporti tra Privati. Quello italiano diviso in sei libri, ognuno dei quali regola una precisa area/materia:
- Libro I: Delle persone e della famiglia Le persone sono soggetti fisici (persona in s, lindividuo) e
giuridici (ente astratto che rappresenta una congregazione di persone fisiche unite da uno stesso interesse).
La Famiglia fondata sullAtto matrimoniale.
- Libro II: Delle successioni Subentro a causa di morte: fenomeno di subentro, per il quale il figlio
succede al genitore (es. quando il genitore muore, il figlio diventa lerede: successione per decesso il
genitore morto diventa De cuius); Subentro a causa di contratto tra vivi (inter vivos): la successione pu
avvenire anche tramite Contratto (es. il diritto di propriet pu essere ceduto attraverso un contratto).
- Libro III: Della propriet La propriet un Diritto su una Cosa, ossia un Diritto reale (res: cosa), ma
diversa dal Possesso e dalla Detenzione. Infatti, la Propriet riguarda un Diritto su un bene, mentre il
Possessore o il Detentore non sono titolari di un diritto su quel bene (es. depositando lautomobile in un
parcheggio, il proprietario del garage il Depositario, quindi diventa il Detentore. Questo non pu usufruire
dellautomobile poich non ne ha i diritti, ma ha un Potere, ossia la Situazione di detenzione).
Il Libro III parla anche dellUsufrutto: quando si diventa titolari di un Diritto Reale su una cosa altrui,
limitatamente al tempo indicato sul contratto.
- Libro IV: Delle obbligazioni Obbligazioni da contratto: comportamento obbligatorio di fare / non fare /
dare qualcosa; lobbligazione lega due o pi persone (Creditore e Debitore, questultimo legato al primo da
rapporto obbligatorio). Obbligazioni da fatto illecito: lart. 2043 del Codice civile afferma che qualunque fatto
doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il
danno (dare pecunia).
- Libro V: Del lavoro In materia del Diritto commerciale.
- Libro VI: Della tutela dei diritti.
CAP 3, 4. LEFFICACIA TEMPORALE,

LAPPLICAZIONE E LINTERPRETAZIONE

DELLA LEGGE:
ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE: La Legge in grado di dettare obblighi soltanto dal momento della
sua entrata in vigore, e non ha quindi effetto retroattivo (a parte le leggi interpretative, che servono a chiarire
il significato di norme antecedenti, e a parte ulteriori singoli casi). A tale scopo necessaria lApprovazione
da parte delle due Camere; la Promulgazione della legge da parte del PdR; la Pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica; un Periodo di tempo (vacatio legis) che va dalla pubblicazione allentrata in vigore
della legge. Con la pubblicazione, la legge diviene conosciuta e obbligatoria per tutti, anche per chi non ne
abbia conoscenza (ignorantia iuris non excusat).
ABROGAZIONE DELLA LEGGE: LAbrogazione di una legge avviene in diversi modi:
- mediante una legge Posteriore che dichiari espressamente o tacitamente quella anteriore;
- mediante la Deroga, la quale cambia il valore della norma, facendola restare in vigore;

- mediante Referendum popolare, ossia attraverso un grande numero di voti popolari;


- mediante Illegittimit costituzionale: in questo caso la legge sar annullata ex tunc (effetto retroattivo).
APPLICAZIONE DELLA LEGGE: LApplicazione della legge la concreta realizzazione di quanto ordinato
dalle regole che compongono il Diritto dello Stato. Lapplicazione consiste ad esempio nelleffettiva creazione
degli organi previsti e nel loro funzionamento, oppure nel non fare ci che proibito e viceversa. compito
dello Stato curare lapplicazione delle norme di diritto pubblico, mentre lapplicazione delle norme di Diritto
privato non imposta in modo autoritario, ma lasciata alla prudenza e al buon senso dei singoli.
INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE: Interpretare un testo normativo non vuol dire solo accertareconoscere quanto il testo esprima, bens anche decidere cosa si ritiene che il testo effettivamente possa
significare. Non vero, quindi, che esiste una sola interpretazione esatta: possono esservi letture plurime,
tra le quali linterprete sceglie la soluzione pi opportuna. Ci avviene, ad esempio, perch i vocaboli
utilizzati nel testo possono avere pi di un significato. Ai fini dellinterpretazione, quindi, interviene
lindividuazione della norma da applicare al caso, lintegrazione della legge, lanalisi dei comportamenti da
regolare ecc. Ma quali sono gli organi che svolgono lattivit interpretativa? Dato che lattivit interpretativa
libera a chiunque (interpretazione dottrinale), questa assume valore vincolante soltanto quando sia compiuta
dai Giudici dello Stato nellesercizio della loro funzione (interpretazione giudiziale), e quando sia compiuta
dal Legislatore (interpretazione autentica) che emana disposizioni per chiarire il significato della legge.
CAP 5. I CONFLITTI DI LEGGI NELLO SPAZIO:
IL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO: Il diritto vigente in ciascun ordinamento si applica a tutti, cittadini
e stranieri, che si trovino nel territorio ove quellordinamento in vigore, cos come allestero ogni persona
soggetta necessariamente alle leggi locali: ci non vale per il Diritto Privato. Infatti, per i rapporti di diritto
privato, si pone il dubbio di quale debba essere lordinamento competente a regolarli (es. un italiano sposa
una francese, uno straniero acquista beni in Italia ecc.). In ciascun Paese, pertanto, vengono elaborate
norme di Diritto internazionale Privato, regole che stabiliscono quale tra varie leggi nazionali vada applicata
in ogni singolo caso: non si tratta comunque di un vero e proprio diritto internazionale, poich ciascun
ordinamento stabilisce il proprio diritto internazionale privato, ognuno dei quali produce regole che si
limitano ad individuare a quale ordinamento si debba fare riferimento per stabilire come quel rapporto vada
disciplinato. In tal modo, possibile che un giudice italiano (es.) decida una controversia applicando un
ordinamento giuridico straniero (attraverso un semplice rinvio a quella norma). Limportanza del diritto
internazionale privato notevolmente cresciuta nel tempo e le sue applicazioni sono diventate molto
frequenti.
IL TRATTAMENTO DEGLI STRANIERI: Quanto al trattamento giuridico degli stranieri, bisogna distinguere
tra i Cittadini comunitari e quelli Extracomunitari. Per i Cittadini comunitari si applica lart. 17 del Trattato
istitutivo della Comunit europea, che ha introdotto la Cittadinanza dellUnione: ci significa che ad essi va
riconosciuto pieno diritto di circolazione e soggiorno in tutti gli Stati membri e il godimento degli stessi diritti
civili attribuiti al cittadino nazionale, con anche alcuni diritti politici. Per quanto riguarda invece gli
Extracomunitari, molto difficile inquadrare una disciplina, poich materia di costante modificazione: in
ogni caso, ai cittadini extracomunitari applicabile il Diritto dasilo e lInammissibilit della estradizione per
reati politici, oltre ovviamente ai diritti fondamentali della persona umana.
CAP 6. LE SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE:
IL RAPPORTO GIURIDICO: Il rapporto giuridico la relazione tra due soggetti, regolata dallordinamento
giuridico. Il Soggetto Attivo colui al quale lordinamento giuridico attribuisce il potere (es. di pretendere il
pagamento - diritto soggettivo); il Soggetto Passivo colui a carico del quale sta il dovere (es. di pagare). Le
persone tra cui intercorre un rapporto giuridico sono dette Parti (ad es. di un accordo-contratto); chi invece
non parte, Terzo, e questultimo non assolutamente toccato dagli effetti del rapporto giuridico tra le
parti.
SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE ATTIVE: Innanzitutto, necessario ricordare la definizione di
Diritto soggettivo. Questo, infatti, il Potere di Agire, da parte del Titolare di quel diritto, per il
soddisfacimento di un proprio interesse individuale, protetto dallordinamento giuridico (purch tale interesse
sia lecito). LInteresse qualsiasi bene, vantaggio, utilit, che costituisce lobiettivo/movente dellagire di un
soggetto (si chiama interesse legittimo qualora i rapporti siano tra privato e pubblici poteri). Come da titolo,
esistono diverse situazioni soggettive, come:
- Potest e uffici: in alcuni casi, il potere di agire viene usato per interesse verso unaltra persona, come
ad esempio i Genitori con i Figli. Lesercizio della potest, infatti, deve sempre ispirarsi al fine della cura
dellinteresse altrui. Questi poteri vengono chiamati Potest e uffici.
- Facolt: sono manifestazioni del diritto soggettivo che non hanno carattere autonomo, ma sono in esso
comprese. il potere di escludere gli altri dal godimento della cosa.
- Aspettativa: una posizione di attesa verso un determinato diritto. Ad esempio, un individuo potr
beneficiare delleredit soltanto quando avr ottenuto la laurea: il soggetto sa che avr il diritto di eredit, ma

nel frattempo in Aspettativa.


- Status: lo Status una qualit giuridica che si ricollega alla posizione dellindividuo in una collettivit.
DIRITTI ASSOLUTI, RELATIVI e POTESTATIVI: I diritti soggettivi possono essere Assoluti, Relativi e
Potestativi.
- Per quanto riguarda i diritti Assoluti, essi garantiscono al titolare dei medesimi un potere che egli pu far
valere verso tutti (erga omnes). Sono Assoluti, oltre che fondamentali, i Diritti di Personalit, ossia i diritti
allintegrit fisica, al decoro, al nome, allimmagine, e sono tutti non cedibili e inestinguibili (durano fino
alla morte);
- i diritti Relativi, invece, assicurano al titolare un potere che egli pu far valere solo nei confronti di una o
pi persone determinate (es. la Banca, che creditore, impone al suo debitore la restituzione del prestito),
ossia di soggetti individuati. In ogni caso, si parla di Diritti Reali (dal latino res cosa), cio diritti su una
cosa.
- I diritti Potestativi (da non confondere assolutamente con la potest genitoriale) consistono nel Potere di
operare il mutamento della situazione giuridica di un altro soggetto. qui che entra in ballo anche la
Soggezione, cio quello stato in cui un soggetto deve soltanto aspettare la decisione di un altro individuo.
Per fare un esempio, si prendano in considerazione due presidenti di due diverse squadre di calcio: il
Presidente della squadra 1 invita il Presidente della squadra 2 ad acquistare un suo giocatore a determinate
condizioni (prezzo, tempo per decidere ecc.) il Presidente della squadra 2 ha un periodo di tempo per
decidere se acquistarlo o no, e nel frattempo il Presidente della quadra 1 sar quindi in uno stato di
Soggezione, ossia dovr aspettare la decisione del Presidente della squadra 2. Il titolare del Diritto
potestativo (in questo caso il Presidente della squadra 2) ha quindi il potere di modificare la realt giuridica,
incidendo sulla sfera soggettiva altrui.
SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE PASSIVE: Si parla di Situazioni soggettive passive per indicare
generalmente un Dovere di Astensione, ossia il dovere di non fare. Si distingue:
- lOnere: la situazione del soggetto che tenuto ad un determinato comportamento nel proprio interesse,
poich in mancanza non si produrrebbe un effetto giuridico a lui favorevole. Si soliti fare lesempio
dellOnere della Prova (art. 2697 c.c.), secondo cui se un soggetto ha intenzione di porre a giudizio un
individuo, egli deve possedere le prove che si siano verificati i fatti che costituiscono il fondamento della sua
domanda (es. il debitore non ha pagato la Banca deve provare questo fatto). La differenza tra il Dovere e
lOnere, che se non si adempie al Dovere il comportamento si riflette sulla sfera altrui, mentre se non si
adempie allOnere gli effetti negativi andranno soltanto al soggetto onerato (es. se la Banca non prova,
perde la causa), ossia ricadranno su se stesso (valore Autoreferenziale).
MODI DI ACQUISTO DEL DIRITTO SOGGETTIVO: Il rapporto giuridico nasce quando il soggetto attivo
acquista il diritto soggettivo, acquisto che pu essere a Titolo originario e a Titolo derivativo: lacquisto indica
il fenomeno del collegarsi di un diritto con una persona che ne diventa il titolare. Lacquisto a Titolo
originario quando il diritto soggettivo sorge a favore di una persona, senza esserle trasmesso da nessuno,
cio ad esempio quando si instaura un rapporto tra Soggetto e Oggetto che consente al Soggetto di
diventare proprietario di tale Oggetto (es. se io pesco i pesci, essi diventano miei senza nessun contratto);
lacquisto invece a Titolo derivativo quando il diritto si trasmette da una persona ad unaltra, cio quando
il diritto di un bene viene trasferito dalla sfera patrimoniale di A a quella di B (circolazione).
Cap 7. IL SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO:
LA PERSONA FISICA: Luomo, per il solo fatto della nascita (art. 1 c.c.) acquista la Capacit giuridica e,
conseguentemente, diviene Soggetto di diritto; si perde la capacit giuridica soltanto con la morte. La
Capacit giuridica lidoneit ad essere titolari di situazioni giuridiche soggettive (titolarit di diritti, doveri,
ecc.), e compete indifferentemente a tutti gli esseri umani: un principio che pu sembrare ovvio, ma
costituisce in realt una conquista relativamente recente della civilt giuridica occidentale. Lart. 3 della
Costituzione italiana afferma che tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione ecc. La capacit giuridica compete anche allo
straniero, il quale secondo il Principio di reciprocit, ammesso a godere in Italia dei diritti civili nella misura
in cui il cittadino italiano ammesso al godimento di detti diritti nel Paese di cui lo straniero ha la
cittadinanza.
CAPACITA E INCAPACITA: Per laccesso ad alcuni rapporti/atti non sufficiente la nascita, ma richiesto
il concorso di altri presupposti (es. la capacit matrimoniale si acquista al momento del compimento del
sedicesimo anno di et, o ancora, la capacit di compere il testamento si acquista con il compimento del
diciottesimo anno di et). Tali impedimenti si chiamano Incapacit speciali, le quali possono essere
Assolute (se al soggetto precluso quel tipo di rapporto/atto in ogni caso) o Relative (se al soggetto
precluso quel tipo di rapporto/atto ma solo con determinate persone).
- Capacit di agire: inoltre, la legge richiede, affinch possa compiere personalmente ed autonomamente

atti di amministrazione dei propri interessi, che il soggetto abbia, oltre alla capacit giuridica, anche la
Capacit dagire, ossia lidoneit a curare autonomamente i propri interessi (non rientra nella sfera della
Capacit dagire il bambino, lindividuo affetto da una grave sindrome di Down, lanziano non pi in grado di
intendere e di volere ecc.). La capacit di agire si acquista in ogni caso al raggiungimento della maggiore
et, cio al compimento dei 18 anni: prima di quel momento, il soggetto legalmente incapace, ed ogni suo
atto compete ai genitori o a un tutore (cos come il suo patrimonio).
- Capacit negoziale e extranegoziale: la prima riguarda lidoneit del soggetto a compiere personalmente
ed autonomamente atti di autonomia negoziale (vendere, comprare ecc.), la seconda riguarda lidoneit del
soggetto a rispondere delle conseguenze dannose degli atti compiuti da egli stesso (danni commessi a terzi
ecc.).
INCAPACITA LEGALE E NATURALE: Allinterno delle ipotesi di incapacit dagire, occorre distinguere tra
Incapacit legale (Minore et, Interdizione giudiziale e legale, Inabilitazione, Emancipazione,
Amministrazione di sostegno), la quale implica soltanto che il soggetto si trovi in una determinata situazione
(minore et ecc.); e Incapacit naturale (incapacit di intendere o di volere).
INTERDIZIONE GIUDIZIALE E LEGALE:
- Giudiziale: l'interdizione giudiziale un istituto che esclude dalla capacit di amministrare i beni da parte di
un soggetto che abbia almeno uno dei seguenti presupposti: Infermit di mente (malattia che impedisce al
soggetto di intendere e di volere), Abitualit della infermit (non transitoria), Incapacit del soggetto di
provvedere ai propri interessi. L'interdizione disciplinata dagli artt. 414 ss c.c. che recita: Il maggiore di
et e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermit di mente che li rende incapaci
di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ci necessario per assicurare la loro adeguata
protezione. Bisogna prima di tutto porre in esame linterdicendo da parte di un giudice, il quale pu
nominare un tutore provvisorio. In questo modo, linterdetto si trova in una condizione in cui non pu, tra le
altre cose, compiere direttamente alcun atto negoziale e non pu gestire il suo patrimonio: tutto ci sar
compiuto dal tutore nellinteresse ed in vece dello stesso interdetto.
- Legale: diversa linterdizione legale, che avviene a prescindere dallo stato di infermit, ed una Pena
accessoria (pena che accompagna una pena gi esistente) per chi sia stato condannato allergastolo o alla
reclusione, per un tempo non inferiore a cinque anni. Si tratta, in questo caso, di legale incapacit di agire
che la legge ricollega direttamente alla condanna penale; uno stato di incapacit stabilito non a protezione
dell'interdetto, ma a scopo punitivo. LInterdetto legale si trova, durante la pena, nella stessa condizione in
cui si trova linterdetto giudiziale (quindi non potr gestire il proprio patrimonio, i propri beni ecc.).
INABILITAZIONE: L'inabilitazione un istituto che esclude parzialmente il soggetto dalla capacit di agire, e
si esplica quando vi ; Infermit di mente non talmente grave da far luogo allinterdizione, Prodigalit
(impulso patologico che incide negativamente sulla capacit del soggetto di valutare la rilevanza
economica), Abuso abituale di bevande alcooliche o di stupefacenti, Sordomutismo o cecit. LInabilitato pu
autonomamente compiere gli atti di ordinaria amministrazione, mentre per gli atti di Straordinaria
amministrazione necessita dellassistenza del curatore nominato dal giudice tutelare: in tal caso, il curatore
non si sostituisce allincapace, ma integra e assiste la volont di questultimo.

LA SEDE DELLA PERSONA:


Al riguardo, la legge (art. 43 c.c.) distingue tra:
- Domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi. Pu essere
Legale (se fissato dalla legge) e Volontario (se eletto dallinteressato a centro della propria vita di relazione);
- Residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale;
- Dimora: luogo in cui la persona attualmente abita.
Talvolta i tre termini possono coincidere, o per lo pi il domicilio tende a coincidere con la residenza, poich
proprio in tale luogo che il soggetto intrattiene principalmente i propri rapporti economici e personali. Ma
non si tratta di una regola sempre valida, poich ad es. lavvocato ha domicilio presso il proprio studio
professionale, che non coincide con la residenza, e cos via.
LA CITTADINANZA: La cittadinanza la situazione di appartenenza di una persona fisica ad un determinato
Stato. La cittadinanza italiana si acquista Iure sanguinis (figli di cittadini italiani, nati indipendentemente dal
luogo di nascita), Iure soli (nati in territorio italiano), Iuris communicatio (coniuge straniero di cittadino
italiano), Naturalizzazione (si pu diventare cittadino italiano nelle condizioni previste dallart 9 Legge n. 91
del 1992). La cittadinanza pu essere persa nei casi previsti dallart. 12 Legge n. 91 del 1992.

DIRITTI DELLA PERSONALITA:


Lart. 2 Cost. italiana proclama che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia
come singolo sia nelle formazioni sociali. La persona umana sarebbe quindi portatrice di diritti innati
(giusnaturalismo) che lordinamento giuridico non attribuisce, bens riconosce, e che in quanto tali sono
inviolabili da parte dello Stato, nellesercizio dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. I Diritti inviolabili
delluomo sono il Diritto alla vita, alla salute, al nome, allintegrit morale, allimmagine, alla riservatezza,

allidentit personale. Tradizionalmente si afferma che i diritti della personalit siano qualificati dai caratteri
della:
- Necessariet (competono a tutte le persone fisiche);
- Imprescrittibilit (non si estinguono);
- Assolutezza (erga omnes);
- Non patrimonialit (non suscettibili di valutazione economica);
- Indisponibilit (non sono rinunciabili).

GLI ENTI:
Come si gi detto, nel nostro ordinamento i Soggetti di diritto sono sia le persone fisiche che gli Enti.
dunque dotata di Soggettivit giuridica quellorganizzazione alla quale lordinamento attribuisce la capacit
giuridica di essere titolare di situazioni giuridiche soggettive (propriet, credito, altre responsabilit). Gli enti,
ovviamente, possono agire soltanto attraverso persone fisiche, che fanno parte della loro struttura
organizzativa: tali persone sono dette appunti Organi dellente. Ma non bisogna pensare che per questo gli
Enti siano privi della capacit dagire.
Allinterno della categoria degli Enti, occorre distinguere tra Enti pubblici ed Enti privati: tra i primi rientrano lo
Stato, gli altri enti territoriali (regioni, comuni ecc.) ed altri enti con varie finalit (Banca dItalia, INPS,
Universit ecc.). Per quanto riguarda invece gli Enti privati, il discorso pi complicato, in quanto bisogna
distinguere tra Enti registrati e dotati di personalit giuridica (fondazioni e associazioni riconosciute ecc.),
Enti a struttura associativa (comitati, consorzi, associazioni con uno scopo comune come un partito politico),
Enti a struttura istituzionale (organizzazione stabile per la gestione di un patrimonio, finalizzata a scopi
altruistici). Gli Enti privati possono poi essere o non essere a finalit economica (con o senza lucro): la
Fondazione, ad esempio, si avvale di un patrimonio per il perseguimento di uno scopo non economico,
oppure il Comitato attraverso la raccolta pubblica di fondi costituisce un patrimonio con cui realizza finalit di
natura altruistica
Vi differenza tra Associazione Riconosciuta e Non riconosciuta: quella Riconosciuta, infatti, prende vita in
forza di un atto di autonomia, un vero e proprio contratto tra i fondatori (atto costitutivo) che avviene in effetti
anche per lassociazione non riconosciuta, solo che quella Riconosciuta deve essere verificata dalla
Prefettura. Al fine del riconoscimento, la prefettura deve verificare che siano state soddisfatte le condizioni
previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dellente, che lo scopo sia possibile e lecito,
che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo.
Infine, non bisogna confondere lAssociazione con la Societ: la prima unorganizzazione collettiva che ha
come scopo il perseguimento di finalit non economiche, mentre la seconda pur avendo uno scopo comune
tra i membri, caratterizzata da uno scopo lucrativo, cio dallo scopo di dividere tra i partecipanti gli utili
conseguiti attraverso lesercizio in comune di unattivit economica.
Cap 8. LOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO:
I concetti di bene e di cosa sono spesso confusi, ma bisogna tenere in mente che si tratta di concetti ben
diversi. Cosa una parte di materia, mentre Bene solo la cosa che possa essere fonte di utilit e
oggetto di appropriazione. Non sono Beni n le cose dalle quali non si in grado di trarre vantaggio alcuno
(cose irraggiungibili), n le cose di cui tutti possono fruire (res comune omnium la luce del sole, il vento).
Sono quindi Beni le cose che possono formare oggetto di diritti, o meglio, in senso giuridico, il bene il
diritto sulla cosa, perch questo che ha un valore in funzione della sua negoziabilit bene sinonimo di
diritto.

TIPOLOGIE DI BENI:
- Materiali e Immateriali: Le cose che possono essere oggetto di diritti reali si caratterizzano per la loro
corporeit (corpus), ossia per la loro idoneit ad essere percepite con i sensi o con strumenti materiali: i
cosiddetti Beni materiali. Al contrario, i Beni immateriali possono essere gli Strumenti finanziari (forme di
investimento di natura finanziaria in vista di un ritorno economico), destinati alla negoziazione sui mercati
regolamentati (borsa, mercato ristretto ecc.), per i quali la legge impone la Dematerializzazione, cio che la
relativa emissione avvenga tramite scritturazioni contabili, quindi senza mezzi cartacei. I Beni immateriali
sono anche le opere dellingegno, cio le opere letterarie, scientifiche, musicali, ma anche le propriet
industriali come i marchi, le invenzioni ecc.
- Mobili e Immobili: I Beni immobili sono il suolo e tutto ci che naturalmente o artificialmente incorporato
al suolo stesso (art. 812 c.c.). I Beni mobili sono tutti gli altri beni. I Beni possono essere registrati in registri
pubblici.
- Fungibili e Infungibili: I beni possono altres distinguersi in Fungibili (quelli che sono individuati con
esclusivo riferimento alla loro appartenenza ad un determinato genere, e che possono essere sostituiti
indifferentemente con altri, in quanto non interessa avere proprio quel bene - ad es. una banconota da 100

scambiata con due banconote da 50 luna) e Infungibili (quelli individuati nella loro specifica identit, e sono
di regola i beni immobili).
- Consumabili e Inconsumabili: I beni Consumabili sono quelli che non possono prestare utilit alluomo
senza perdere al loro individualit (il cibo, una bevanda, il denaro), ovvero senza che il soggetto se ne privi.
Quelli Inconsumabili sono di conseguenza utilizzabili pi volte senza essere distrutti nella loro consistenza.
- Divisibili e Indivisibili: i beni Divisibili sono quelli suscettibili di essere ridotti in parti omogenee senza che
se ne alteri la destinazione economica (un edificio a pi piani ecc.), mentre quelli Indivisibili non rispondono a
tale caratteristica. Da notare che se un bene indivisibile, lo scioglimento della comunione pu aver luogo
soltanto con la vendita del bene e la successiva ripartizione del ricavato tra gli aventi diritto.
- Presenti e Futuri: i beni Presenti sono quelli gi esistenti in natura, gli unici che possono formare oggetto
di propriet o di diritti reali. I beni Futuri, invece, sono quelli non ancora presenti in natura (es. una casa
progettata dallarchitetto ma non ancora costruita). Pu darsi che chi acquista un bene futuro non voglia
assumere alcun rischio: perci stabilito che, se quel bene non viene ad esistenza, il contratto non produce
effetto e nessun corrispettivo dovuto allaltra parte.
- Semplici e Composti: i beni possono essere impiegati dalluomo separatamente o collegati ad altri.
Perci, i Beni semplici sono quelli i cui elementi sono compenetrati tra loro, e che quindi non possono
staccarsi senza distruggere o alterare la fisionomia del tutto (es. un animale, una pianta ecc.). i Beni
composti sono quelli risultanti dalla connessione, materiale o fisica, di pi cose, ciascuna delle quali
potrebbe essere staccata dal tutto ed avere autonoma rilevanza giuridica ed economica. Nel caso del bene
Composto, possibile che i singoli elementi appartengano a persone diverse dal proprietario del Tutto.
I BENI PUBBLICI: Di beni pubblici si parla in due sensi, ossia Beni appartenenti ad un ente pubblico
(societ denominata Patrimonio dello Stato), e Beni assoggettati ad un regime speciale, diverso dalla
propriet privata, per favorire il raggiungimento dei fini pubblici. Vi sono poi i Beni demaniali che
appartengono necessariamente allo Stato (lido del mare, spiaggia, porti ecc.) o che appartengono anche a
privati (strade, autostrade, acquedotti ecc.). In ogni caso, i beni demaniali non possono formare oggetto di
negozi di diritto privato, poich sono inalienabili, non possono formare oggetto di possesso, e non possono
essere acquistati per usucapione da privati (sono quindi disciplinati dal diritto pubblico).

LE PERTINENZE:
Gli elementi che costituiscono la cosa composta diventano parti di un tutto, il quale non pu esistere senza
dette parti. Se invece una cosa posta a Servizio o ad Ornamento di unaltra in modo da accrescerne
lutilit, senza per fare parte di quel Tutto e quindi senza essere indispensabile per la sua esistenza, si ha la
figura della Pertinenza. Il vincolo di pertinenza pu intercorrere fra immobile ed immobile (es. il garage
destinato al servizio di una casa dabitazione), fra mobile ed immobile (es. il bestiame), fra mobile e mobile
(es. le scialuppe di una nave). La destinazione di una cosa al servizio o allornamento dellaltra, fa s che la
prima abbia carattere accessorio rispetto alla seconda: si dice quindi vincolo di accessoriet, che deve
peraltro essere durevole/non occasionale, e deve essere posto da chi proprietario della cosa principale. Le
pertinenze seguono di regola lo stesso destino della cosa principale (se io vendo un bene, latto si riferisce
anche alle pertinenze, anche se di queste non si fa cenno, purch le parti non manifestino una diversa
volont); sono comunque previsti contratti che riguardino in via autonoma la sola pertinenza.

LE UNIVERSALITA PATRIMONIALI:
Lart. 816 c.c. definisce Universalit la pluralit di cose mobili che appartengono alla stessa persona e che
hanno una stessa destinazione (nel caso delluniversalit di fatto: libri di una biblioteca, pecore di un
gregge ecc. nel caso delluniversalit di diritto: eredit, fondo patrimoniale ecc.). Non bisogna confondere
lUniversalit n con la Cosa composta (perch non vi coesione fisica tra le varie cose) e n con il
Complesso pertinenziale (perch le cose non sono poste una a servizio/ornamento dellaltra), in quanto
tutte le cose costituiscono una entit nuova dal punti di vista economico-sociale. Il principio possesso vale
titolo non si applica alluniversalit di mobili (se io acquisto in buona fede ununiversalit di mobili da chi non
ne proprietario, con un titolo idoneo, non divento subito proprietario, ma occorre che abbia il possesso
delluniversalit per dieci anni = Usucapione).

IL PATRIMONIO:
Si chiama Patrimonio il complesso dei rapporti attivi e passivi, suscettibili di valutazione economica, facenti
capo ad un soggetto. Il patrimonio non considerato come un bene unico, e quindi esso non
unUniversitas. Ogni soggetto, di regola, ha un patrimonio, con il quale risponde dei propri debiti: al soggetto
non concesso di staccare dei beni o dei rapporti giuridici dal proprio patrimonio per riservarli ad alcuni
creditori, escludendo gli altri (esclusi i casi previsti dalla legge). Vi poi il Patrimonio autonomo, che viene
attribuito ad un nuovo soggetto mediante la creazione di una persona giuridica (es. societ di capitali ecc.)
che dotata di autonomia patrimoniale.
Cap 9. IL FATTO, LATTO ED IL NEGOZIO GIURIDICO:
FATTO E ATTO: Per Fatto giuridico si intende qualsiasi avvenimento che abbia conseguenze giuridiche
secondo lOrdinamento. Si distinguono fatti materiali (es. mutamento della situazione preesistente in rerum

natura) e fatti in senso ampio (fatti omissivi, interni o psicologici). Per quanto riguarda le responsabilit dei
fatti, si parla di fatti giuridici in senso stretto quando le conseguenze giuridiche sono ricollegate ad un
evento senza che assuma rilievo se a causarlo sia intervenuto o meno luomo (es. la morte per cause
naturali di una persona, linondazione, ecc.);
Si parla invece di Atti giuridici se levento che ha causato una conseguenza giuridica deriva da un
intervento umano (es. tutti i reati, i contratti ecc.). Gli Atti giuridici si distinguono in Leciti ed Illeciti:
- Leciti: atti conformi alle prescrizioni dellordinamento, e possono essere Operazioni (modificazioni del
mondo esterno es. costruzioni) e Dichiarazioni (atti diretti a comunicare ad altri il proprio pensiero);
- Illeciti: atti compiuti in violazione di doveri giuridici, e che quindi producono la lesione del diritto soggettivo
altrui.

NEGOZIO GIURIDICO:
Tra le suddette Dichiarazioni, la maggiore importanza va attribuita ai Negozi giuridici, ossia quelle
dichiarazioni di volont con cui i privati esprimono la volont di regolare in un determinato modo i propri
interessi, nellambito dellautonomia a loro riconosciuta dallordinamento. Con tali dichiarazioni di volont,
lordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato voluto (es. creazione di obblighi,
trasferimento di propriet ecc.). Affinch i principi del Negozio siano validi, necessario che gli elementi
dello stesso siano Essenziali (contratto, prezzo ecc., senza i quali il negozio nullo): esistono poi elementi
Accidentali (che le parti sono libere di apporre o meno). Lutilit dei Negozi giuridici quella di attribuire ai
singoli una sfera di Autonomia, entro la quale i privati possano decidere da s come regolare i propri
interessi, ottenendo dalla legge che gli atti posti in essere siano resi vincolanti ed impegnativi: vale a dire che
lordinamento attribuisce ai privati il potere di creare una regola giuridica dei loro rapporti e di produrre
modificazioni della situazione giuridica preesistente. Il Negozio giuridico pu essere:
- Unilaterale: quando perfezionato con la dichiarazione di una sola parte/persona (es. il testamento).
- Collegiale: quando le dichiarazioni di volont sono dirette a formare la volont di una collettivit
organizzata di individui (es. deliberazione dellassemblea di una societ per azioni).
- Complesso: consta di pi volont tendenti a un fine comune, ma differisce dal Collegiale perch nel
Complesso queste volont si fondono in modo da formarne una sola.
- Plurilaterale: presuppone la partecipazione di almeno tre parti, ciascuna delle quali si rende portatrice di
unautonoma posizione di interesse (es. due coniugi acquistano insieme un appartamento da destinare ad
abitazione comune: il contratto di compravendita rimane comunque bilaterale, pur essendo la parte
acquirente composta da due soggetti).
Ulteriori distinzioni del negozio giuridico si ricollegano alla sua funzione. Si distinguono cos i negozi Mortis
causa (testamento) dai negozi Inter vivos (vendita ecc.), e a seconda che si riferiscano ad interessi
economici, i negozi possono essere Patrimoniali e Apatrimoniali. Quelli Patrimoniali sono:
- di Attribuzione patrimoniale, che semplicemente attuano uno spostamento di diritti patrimoniali da un
soggetto a un altro (es. vendita).
- A titolo gratuito: negozio per effetto del quale un soggetto acquisisce un vantaggio senza alcun correlativo
sacrificio.
- A titolo oneroso: quando un soggetto, per acquistare qualsiasi tipo di diritto, accetta un correlativo
sacrificio.
LA RINUNZIA: Il Negozio abdicativo la rinunzia, che la dichiarazione unilaterale del titolare di un diritto
soggettivo diretta a dismettere (cessare) il diritto stesso senza trasferirlo ad altri. La rinunzia ad esempio al
diritto di usufrutto implica che il potere di godere la cosa ritorni al proprietario: in questo caso, si fa
riferimento al principio della Elasticit del dominio, in virt del quale la propriet, prima compressa, riprende
automaticamente la sua espansione originaria non appena il diritto che la limitava (usufrutto) viene meno.
LA DICHIARAZIONE: Affinch il Negozio sia valido, la volont del soggetto diretta a produrre effetti giuridici
deve essere dichiarata, cio esternata; deve quindi uscire dalla sfera del soggetto ed essere percepita dagli
altri. La dichiarazione quindi la volont del soggetto a produrre effetti giuridici, e si distingue in Espressa
(se fatta con parole o con qualsiasi mezzo idoneo a far capire agli altri il nostro pensiero) e Tacita
(comportamento che risulti incompatibile con la volont contraria). Bisogna fare attenzione per al Silenzio:
esso non sempre equivale alla dichiarazione tacita, anche perch la giurisprudenza non riconosce il detto
volgare chi tace acconsente.
LA FORMA: Ciascuno sceglie le modalit di manifestazione delle proprie volont come meglio preferisce,
tuttavia alcune volte il legislatore avverte la necessit di prescrivere che un determinato atto sia compiuto
secondo determinate Forme solenni. Nel caso del Contratto, non esiste un regime formale univoco (dipende
dal tipo di contratto).
Cap 10. LINFLUENZA DEL TEMPO SULLE VICENDE GIURIDICHE:
Il tempo, innanzi tutto, non un fatto, ma un modo di essere del fatto. un fattore importantissimo nelle
vicende umane e preso in considerazione dallordinamento giuridico sotto diversi aspetti. Spesso, infatti, le

attivit giuridiche si devono compiere entro periodi di tempo determinati, da cui deriva la necessit di regole
che stabiliscano come i termini devono essere calcolati: se ad esempio fissato un termine di cinque giorni
da oggi per il compimento di un atto giuridico, la giornata di oggi deve essere compresa nel calcolo?
Secondo lart. 2963, non si conta il giorno iniziale ma si conta quello finale, e se il termine a mese, esso
scade nel giorno corrispondente a quello del mese iniziale (es. 10 febbraio 10 marzo).

ESTINZIONE DEL DIRITTO SOGGETTIVO:


(art. 2934 ss c.c.) Il tempo pu dar vita ad un diritto soggettivo, ma pu anche farlo estinguere! Lestinzione
del diritto soggettivo per decorso del tempo oggetto di due istituti, la Prescrizione estintiva e la Decadenza:
entrambe sono soggette allInerzia, ossia al Tempo trascorso senza esercitare un determinato diritto
soggettivo (comportamento omissivo).
PRESCRIZIONE ESTINTIVA: La prescrizione produce lestinzione del diritto soggettivo, come gi detto, per
effetto dellinerzia del titolare del diritto stesso che non lo esercita per il tempo determinato dalla legge. Le
parti non possono rinunciare preventivamente alla prescrizione, n prolungare o abbreviare i termini stabiliti
dalla legge. Il giudice non pu rilevare dufficio la prescrizione: questa deve essere sollevata dalla parte che
vi ha interesse. Quasi tutti i diritti Disponibili (che possono essere ceduti ad altri) sono soggetti a prescrizione
estintiva: leccezione sono i Diritti indisponibili, quelli potestativi e il diritto di Propriet (quindi tutti i diritti
imprescrittibili) questo perch tali diritti sono attribuiti al titolare nellinteresse generale. Listituto della
Prescrizione serve per avere certezza dellesistenza dei rapporti giuridici.
- Sospensione: (art. 2941 c.c.) la prescrizione non opera se sopraggiunge una causa che giustifichi linerzia.
Ci significa che, in alcuni casi, la prescrizione del diritto pu essere sospesa. Ma quali sono questi casi?
Uno riguarda particolari rapporti fra le parti (es. tra due coniugi) e laltro riguarda la condizione del titolare
(es. minori non emancipati ecc.). Per fare un esempio: in una coppia di fidanzati non ancora sposati, il
ragazzo presta del denaro alla propria fidanzata. Dopo un anno i due si sposano, e ci implica che il ragazzo
non possa chiederle di farsi ridare i soldi fino a che sono legati dal vincolo del matrimonio. Se per avviene il
divorzio, lui potr richiederle il denaro, a patto che non siano passati 10 anni (Prescrizione ordinaria) dal
momento in cui avvenuto il prestito (senza per contare la parentesi del matrimonio: gli anni in cui sono
stati sposati non vanno contati!).
- Interruzione: (artt. 2943, 2945 c.c.) per Interruzione si intende che il tempo stabilito dalla legge per la
prescrizione si ferma e cessa di esistere in alcuni casi. Lart. 2943 c.c. afferma che la Prescrizione si
interrompe nel momento in cui avviene la notificazione dellatto ad un giudice. Infatti, ad esempio, se una
Banca ha 2 suoi clienti che non pagano il debito (mutuo), essa ha 10 anni di tempo per denunciare il fatto
(altrimenti il diritto cade in prescrizione) non appena per la Banca agisce attraverso un giudice, la
Prescrizione si interrompe, ossia i 10 anni non scadono pi, linerzia cessa di esistere, il tempo
anteriormente trascorso non ha pi valore, e dal momento della notificazione inizia a decorrere un nuovo
periodo di prescrizione (art. 2945 c.c.).
Nota: le prescrizioni estintive non vanno confuse con le Prescrizioni Presuntive. Questultime, infatti, si
fondano sulla Presunzione che un determinato credito sia stato pagato, o che si sia comunque estinto per
effetto di qualche altra causa, e quindi la legge presume che si sia verificata una diversa causa estintiva (la
Presunzione un procedimento logico attraverso il quale si risale da un fatto noto ad un fatto ignoto) si
presume che, trascorso un certo periodo di tempo, un diritto sia estinto.
DECADENZA: Un secondo istituto dellEstinzione del diritto soggettivo la Decadenza. Questa non ha
come oggetto lInerzia, bens la fissazione di un Termine perentorio entro il quale il titolare del diritto deve
compiere una determinata attivit, altrimenti lesercizio del diritto verr definitivamente precluso. Ad esempio,
la legge concede ad una parte in giudizio il potere di impugnare la sentenza; ma limpugnazione devessere
proposta in un breve termine, dopo il quale essa diventa inammissibile, ossia si decade dal diritto di
proporre limpugnativa. Di conseguenza, la Decadenza pu essere impedita solo mediante lesercizio del
diritto, ossia solo mediante il compimento dellatto previsto. A differenza di quanto avviene per la
Prescrizione, se la decadenza stabilita a tutela di un interesse individuale (es. termine entro il quale il
compratore deve denunciare al venditore i vizi occulti da cui la cosa venduta affetta), le parti possono
modificare il tempo della decadenza o addirittura rinunciarvi. La decadenza pu essere Legale (prevista dalla
legge e non pu essere modificata dalle parti), Giudiziale (termini di decadenza fissati dal giudice su istanza
della parte interessata) e Convenzionale (termini di decadenza stabiliti dai privati art. 2965 c.c.).
Se non fissato alcun termine di decadenza, il diritto sar soggetto ai normali termini di prescrizione (art.
2967 - Effetto dell'impedimento della decadenza).
Cap 11. LA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI:
Se il diritto soggettivo non viene spontaneamente rispettato dai consociati, lordinamento giuridico non
ammette (tranne in casi eccezionali) che il suo titolare possa provvedere direttamente, per proprio conto, alla
sua tutela (c.d. autotutela). Di regola, infatti, il soggetto che vuol far valere un proprio diritto da altri
contestatogli deve rivolgersi al giudice, poich se si fa arbitrariamente giustizia da s con violenza su cose
o persone, egli incorre nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Comunque, rimanendo nei confini

del legale, chi esercita lazione proponendo la domanda giudiziale si chiama attore, mentre colui contro il
quale lazione si propone viene definito convenuto: il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti
oggetto di una garanzia costituzionale (art. 24 Cost.).
TIPI DI AZIONE: I vari tipi di azione sul piano giudiziario sono:
- Processo di cognizione: giudizio in cui il giudice chiamato ad accertare la situazione di fatto esistente
tra le parti in controversia, ad individuare la norma giuridica che deve essere applicata nella fattispecie e a
decidere con sentenza, definendo la questione sorta. LAzione di cognizione tende allaccertamento
dellesistenza di un rapporto giuridico controverso (Sentenza di accertamento), allemanazione di un
comando (Sentenza di condanna), alla costituzione, modificazione o estinzione di rapporti giuridici (Sentenza
costitutiva es. il divorzio).
- Processo di esecuzione: processo che consiste nel realizzare il comando contenuto nella sentenza (es.
se ho vinto la causa ma il convenuto non ottempera allobbligo di risarcimento). Tale procedimento riesce ad
assicurare coattivamente il risultato voluto dal comando della sentenza solo nei seguenti casi: obbligo avente
ad oggetto la consegna di una cosa determinata, obbligo avente ad oggetto un facere fungibile (es.
lultimare un edificio), obbligo avente ad oggetto un facere infungibile (conclusione di un contratto), obbligo
avente ad oggetto un non facere (obbligo di non fare).
- Processo cautelare: processo teso a conservare lo stato di fatto esistente per rendere possibile
lesecuzione della sentenza (es. per impedire che nel corso del processo di cognizione il convenuto si spogli
dei suoi beni e mi impedisca di soddisfarmi su di essi). Qualora il convenuto provi a spogliarsi dei beni, gli
atti di alienazione di tali beni (anche nel caso in cui siano sottoposti a pignoramento) non avranno effetto.
Cap 12. LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI:
Lesito di un giudizio pu dipendere da una contrapposta versione circa il modo in cui si sono realmente
svolti determinati fatti. Il giudice dovr quindi scegliere tra le contrapposte versioni, e si tratta di una scelta
motivata, basata sulla valutazione dei mezzi di prova presentati da entrambe le parti. Pu accadere che nel
processo siano del tutto mancati mezzi di prova, o che questi non siano convincenti: il giudice dovr
ugualmente scegliere una soluzione attraverso lOnere della prova (art. 2697 c.c.). Ci significa che il giudice
dovr valutare quale delle due parti si mostrata pi convincente (in base alle prove presenti): lOnere della
prova, quindi, una regola da applicare al termine del giudizio, risolvendosi nel rischio che sia accolta la
versione sostenuta dalla controparte.
LE PROVE: Per mezzo di prova si intende qualsiasi elemento (documento, fotografia, testimonianza ecc.)
idoneo ad influenzare la scelta del giudice. Le prove devono essere Ammissibili (conformi alla legge) e
Rilevanti (che abbiano ad oggetto fatti che possano influenzare la decisione). I mezzi di prova si distinguono
in:
- Prova precostituita o documentale (Atto pubblico redatto con particolari formalit stabilite dalla legge, o
Scrittura privata sottoscritta da un privato - entrambi esistenti gi prima del giudizio). LAtto pubblico una
prova legale la cui rilevanza gi predeterminata dalla legge, ed avr quindi pi valore rispetto alla
Scrittura privata, la quale varr solo in forza di una sottoscrizione da un privato (firma);
- Prova costituenda o testimoniale (tutto ci che si forma nel corso del giudizio). Si tratta di una prova
orale che si basa sulla narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla causa in relazione a fatti
controversi. La prova testimoniale considerata con una certa diffidenza dal legislatore semplicemente
perch, oltre ad essere una prova che non pu essere provata, vi il rischio di deformazioni inconsapevoli
nello sforzo di ricordare e riferire avvenimenti del passato.
FORMA AD SUBSTANTIAM E AD PROBATIONEM: L'art. 1350 c.c. prevede che alcuni contratti debbano
essere stesi in forma scritta ad substantiam, sotto pena di nullit. Innanzi tutto, Ad substantiam significa
letteralmente "ai fini della sostanza" e identifica quella forma obbligatoriamente richiesta per dare piena
sostanza a un atto. Ci significa che se le due parti non adottano la forma scritta, il contratto concluso non
produrr alcun effetto tra di loro: quindi, il documento contrattuale essenziale non solo per la validit
dellatto, ma anche per la prova dello stesso (un contratto sottoscritto verbalmente non avrebbe quindi
efficacia e non sarebbe opponibile a terzi).
Diversamente, la locuzione Ad probationem significa "ai fini di prova". Qualora la forma ad substantiam
manchi, il contratto comunque produrr effetti tra le parti, quindi non sar nullo. Infatti, la legge prevede una
deroga allinammissibilit, ossia che la prova per testimoni (pur senza contratto in forma scritta ad
substantiam) sia comunque ammissibile qualora la parte che intenda valersene dimostri di aver perso, senza
sua colpa, il documento che gli forniva la prova (dell'esistenza e del contenuto del contratto).
Cap 13. I DIRITTI REALI IN GENERALE E LA PROPRIETA:
Tradizionalmente, si ritiene che i diritti reali siano caratterizzati dallImmediatezza (il titolare pu esercitare
direttamente il potere sulla cosa: in + mediato non mediatamente senza lintervento di terzi per

soddisfare un mio interesse), dallAssolutezza (tutti i consociati devono astenersi dallinterferire nel rapporto
fra il titolare del diritto reale ed il bene che ne oggetto, e il titolare pu agire in giudizio contro chiunque
contesti il suo diritto: efficacia erga omnes), e dallInerenza (opponibilit del diritto a chiunque possieda o
vanti diritti sulla cosa, ad esempio, per ottenere la restituzione di una cosa). I Diritti reali riguardano la
Propriet (ius in re propria), il Godimento e la Garanzia (entrambi iura in re aliena). Quelli di Godimento
riguardano la superficie, lenfiteusi, lusufrutto, luso, labitazione, le servit prediali; mentre i diritti di Garanzia
sono il pegno e lipoteca.

LA PROPRIETA:
Tutte le propriet, senza alcuna eccezione, sono inviolabili (Statuto Albertino). Lattuale Costituzione,
dichiara solennemente che la propriet privata riconosciuta e garantita dalla legge (art. 42 Cost.). Ci
significa che qualsiasi proprietario tutelato dalla legge, e che non consentito al legislatore di sopprimere
listituto della propriet privata. Lart. 832 c.c. enuncia il principio secondo cui al proprietario spetta il diritto di
godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo. Da qui lidea che la propriet sia caratterizzata dai
connotati dellAssolutezza (diritto di fare sulla cosa tutto ci che vuole) e della Esclusivit (il proprietario ha il
diritto di escludere terzi dalluso del bene), pur sempre rimanendo entro i limiti e con losservanza degli
obblighi stabiliti dallordinamento giuridico. La propriet, inoltre, si ritiene tradizionalmente caratterizzata
dalla:
- Imprescrittibilit (non si estingue anche se non viene esercitata per lungo tempo);
- Perpetuit (vale sempre e si protrae nel tempo);
- Elasticit (i poteri che normalmente competono al proprietario, possono essere compressi in virt della
coesistenza sul bene di altri diritti reali vedi Usufrutto).
La propriet, infine, attribuisce al titolare:
- il potere di Godimento del bene (trarre dalla cosa le utilit che la stessa in grado di fornire, decidendo
se/come/quando utilizzarla, direttamente o indirettamente);
- il potere di Disposizione del bene (cedere ad altri i diritti sulla cosa).
ESPROPRIAZIONE E INDENNIZZO: Sempre lart. 42 Cost. dispone che la propriet privata pu essere,
nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale. Per
Espropriazione si intende il trasferimento della titolarit di un bene dal precedente proprietario ad un altro
soggetto, pubblico o privato. La norma tende a ricercare un punto di equilibrio fra linteresse del proprietario
e il contrapposto interesse della collettivit, a fini di pubblico interesse (es. realizzazione di opere pubbliche
ecc.). La legge prevede comunque un Indennizzo (diverso a seconda del tipo di terreno) che compensi il
privato del sacrificio che subisce nellinteresse della collettivit.
LA PROPRIETA EDILIZIA: Lattivit di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio deve essere per
prima cosa notificata allautorit comunale, con la cosiddetta Denunzia di inizio di attivit (D.I.A.), e pu
iniziare soltanto sotto previo rilascio, da parte dellautorit comunale, di un Permesso di costruire. Questo
pu essere rilasciato solo se lintervento da realizzare sia conforme alle previsioni degli strumenti urbanistici
e della disciplina urbanistico-edilizia vigente. Al fine di evitare lAbusivismo edilizio, la legge fa ricorso anche
a strumenti di tipo privatistico (sanziona con la nullit gli atti aventi ad oggetto la costituzione di diritti reali su
terreni e edifici, e vieta alle aziende erogatrici di servizi pubblici di somministrare le loro forniture per
lesecuzione di opere prive di Permesso di costruire). La legge impone inoltre a chi abbia violato disposizioni
che regolamentano lattivit edilizia lobbligo di risarcire i danni eventualmente causati a terzi.

I RAPPORTI DI VICINATO: Ciascuna propriet fondiaria ed immobiliare si estende nellambito dei propri
confini, in modo tale da separare il terreno/limmobile da quello del proprio vicino. Infatti, le singole propriet
immobiliari/fondiarie sono necessariamente destinate a convivere fianco a fianco. Al fine di trovare una
convergenza tra i contrapposti interessi dei proprietari di fondi contigui, il codice detta una serie di regole in
materia di:
- Atti emulativi (atti che arrecano molestia ad altri)
- Immissioni (il proprietario pu opporsi a qualsiasi attivit materiale di terzi che si svolga sul suo fondo)
- Distanze (le costruzioni devono avere una distanza di tre metri fra loro)
- Muri (il muro che divide i due fondi in compropriet)
- Luci e vedute (il proprietario del muro contiguo al fondo altrui pu aprire in esso delle vedute).

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA:


Nellambito dei modi di acquisto della propriet si suole distinguere tra quelli a Titolo derivativo (trasferimento
del diritto di propriet sul bene dalla sfera patrimoniale di A a quella di B: circolazione) e quelli a Titolo
originario (determinano la nascita di un diritto nuovo, mediante linstaurazione di un nuovo rapporto tra
Soggetto e Oggetto, che consenta al soggetto di diventarne proprietario, es. se io pesco i pesci, essi

diventano miei senza nessun contratto). Lacquisto avviene nelle diverse modalit che vedremo fra poco
(descritte dallart. 922 del Libro III c.c.).
A TITOLO DERIVATIVO:
- Successione: un tipico esempio di atto tra morti (mortis causa), ed una modalit con cui subentrano
gli eredi in tutti i rapporti giuridici che appartenevano al de cuius (colui che morto e che succede il bene
agli eredi). Ci avviene tramite atto testamentario. necessario sottolineare che colui che perde il diritto
detto dante causa (in questo caso anche il de cuius), mentre il successore avente causa. La
successione un modo di acquisto a Titolo Derivativo, in quanto si verifica un trasferimento del diritto di
propriet dal soggetto A al soggetto B.
- Donazione: la donazione un atto gratuito tra vivi (inter vivos), ossia un contratto tra Donante e
Donatario, in cui il primo manifesta la sua volont di cedere, senza conseguire un corrispettivo, il proprio
diritto su un oggetto. Linteresse di questo contratto lArricchimento del donatario.
A TITOLO ORIGINARIO:
- Occupazione: se ad es. in campagna un individuo decide di occupare un casolare abbandonato e nessuno
si oppone alla sua azione, quel casolare diventer di sua propriet senza contratto, senza che nessuno gli
abbia ceduto il diritto, almeno finch il reale proprietario non si accorger delloccupazione e rivendicher il
diritto di propriet.
- Invenzione: (da invenire ritrovare) Se un oggetto la cui propriet sconosciuta viene ritrovato da un
individuo, tale oggetto spetta per met al ritrovatore e per met al proprietario del suolo su cui viene
rinvenuto. In ogni caso, supponendo che il proprietario sia ignoto, le cose mobili trovate devono essere
consegnate al sindaco: se dopo un anno il proprietario non si presenta, vale il principio detto in precedenza.
- Accessione: tutto ci che accede a un fondo (terreno) diventa propriet del proprietario di quel fondo (es.
una casa costruita su un terreno) in virt del rapporto che si instaurato tra Soggetto e Oggetto.
- Usucapione: (artt. 1158 ss c.c.) un modo di acquisto della propriet a titolo originario che si basa sul
binomio Possesso + Tempo = Acquisto, ossia sul perdurare per un determinato periodo di tempo
del possesso su una cosa. Qui fondamentale soffermarsi un istante sulla differenza tra Detenzione,
Possesso e Propriet: nel caso della Detenzione, si tiene l'oggetto soltanto in custodia, non lo si pu
utilizzare, e ci si comporta come se il possesso (o la propriet, nel caso in cui possesso e propriet
coincidessero con la stessa persona) fosse altrui (animus detinendi riconoscimento della propriet altrui); il
Possesso (art. 1140 c.c.) invece il Potere sullOggetto (corpus) e sullElemento soggettivo (animus
possidendi volont di possedere, volont di comportarsi come se si fosse in propriet del bene).
CAP 14. I DIRITTI REALI DI GODIMENTO:
I Diritti reali su cosa altrui non costituiscono una parte del diritto di propriet, ma una limitazione del diritto
medesimo (sono infatti diritti soggettivi su una cosa che rimane di propriet altrui). Tali diritti reali si
distinguono in Diritti reali di godimento (che comprimono il potere di godimento che spetta al proprietario) e
Diritti reali di garanzia (che comprimono il potere di disposizione che spetta al proprietario). Rimanendo
nellambito dei Diritti di Godimento, essi sono la Superficie, lEnfiteusi, lUsufrutto, lUso, lAbitazione, la
Servit prediale;
LA SUPERFICIE: (art. 952 c.c.) Innanzi tutto, bisogna ricordare il principio dellAccessione (art. 934 c.c.),
secondo cui tutto ci che stabilmente incorporato sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario del suolo
medesimo. La Superficie consiste nel diritto di costruire, al di sopra del suolo altrui, unopera di cui il
Superficiario acquista la propriet separata da quella del suolo: la propriet del suolo resta al concedente.
Per fare un esempio, supponiamo che a un terzo interessi acquistare la propriet di un bene costruito su un
fondo avente gi un proprietario: se questultimo riconosce al terzo il diritto di costruire, il principio
dellaccessione non avr valore e si avranno quindi due diversi proprietari, uno del fondo (proprietarioconcedente) e uno della cosa costruita sul fondo (superficiario). Ci significa che il proprietario del fondo pu
godere ora di una porzione minore di terreno (si spoglia del potere di godimento di quella porzione di terreno
Nuda propriet: propriet nuda della facolt di godimento), ma maggiore rispetto allUsufrutto, che invece
limita totalmente la propriet. Si rimanda al Principio della Elasticit del dominio.
La Superficie pu avere un Termine, ossia una scadenza al termine della quale la propriet della costruzione
passa gratuitamente al proprietario del suolo. Esistono comunque Modi di acquisto della superficie, e sono il
Contratto (a titolo oneroso o gratuito), il Testamento e lUsucapione.
LENFITEUSI: (artt. 957 ss c.c.) lEnfiteusi una concessione, fatta dal proprietario di un fondo, che
attribuisce il diritto di propriet solo su alcuni beni ad un terzo. Tali beni possono essere ad esempio i frutti
del fondo, il tesoro, le utilizzazioni del sottosuolo ecc. LEnfiteuta pu vantare tale concessione di propriet
salvo lobbligo di migliorare il fondo e di pagare al concedente un canone periodico (art. 960 c.c.). Il
proprietario del fondo ha quindi una limitazione sia del diritto di godimento e sia del diritto di disposizione.
LEnfiteusi pu essere continua (perpetua) o a tempo, ma in ogni caso non pu avere durata inferiore a 20
anni, altrimenti nessuno sarebbe invogliato ad assumere lobbligo del miglioramento.

LUSUFRUTTO: LUsufrutto (artt. 978 ss c.c.) consiste nel diritto di godere della cosa altrui con lobbligo di
rispettarne la destinazione economica (es. abitazione). Il proprietario, di norma, ha due facolt (art. 832 c.c.),
quella di Godere della cosa e quella di Disporre della cosa. Se il proprietario si spoglia della facolt di
Godere (Nuda propriet) si ha lUsufrutto, che nasce attraverso
contratto/testamento/usucapione/provvedimento giudiziario per il quale un terzo diventa Usufruttuario del
bene, quindi anche possessore (art. 982 c.c.), ma non proprietario. un contratto che ha funzione
derivativa costitutiva, ossia il diritto deriva dal proprietario ed un diritto riconosciuto dalla legge.
Lusufrutto pu avere fonte legale, volontaria e per usucapione, ed ha necessariamente durata temporanea,
altrimenti la propriet del concedente gli sarebbe definitivamente sottratta: lestinzione dellusufrutto si
verifica per scadenza del termine o morte dellusufruttuario, per abuso del diritto dellusufruttuario, e in ogni
caso lusufrutto non pu superare i 30 anni. Oggetto di usufrutto pu essere qualunque specie di bene,
mobile o immobile, con esclusione dei soli beni consumabili (es. cibo), poich non potrebbero essere
restituiti al proprietario.
Allusufruttuario competono diritti e doveri:
- Diritti: il potere di godimento sul bene, il possesso, lacquisto dei frutti naturali e civili della cosa, il potere di
disposizione del diritto di usufrutto (cio non pu cedere la propriet, che non gli appartiene, ma pu
concedere il proprio diritto di usufrutto ad altri), il potere di disposizione del godimento del bene
(lusufruttuario pu concedere la cosa in godimento a terzi es. in comodato).
- Doveri: gli obblighi dellusufruttuario si ricollegano al dovere fondamentale di restituire la cosa al termine
del suo diritto. Lusufruttuario inoltre tenuto a non modificare la destinazione del bene, a farsi carico delle
spese di amministrazione e manutenzione ordinaria, delle imposte ecc.
LUSO E LABITAZIONE: LUso e lAbitazione sono tipi limitati di usufrutto. LUso consiste nel diritto di
servirsi di un bene e di raccoglierne i frutti limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia.
LAbitazione invece consiste nel diritto di abitare una cosa limitatamente ai bisogni propri e della propria
famiglia. I due diritti si distinguono perci dallusufrutto sotto laspetto quantitativo, e anche per il fatto che tali
diritti non si possono cedere, a differenza dellusufrutto.
LE SERVITU PREDIALI: La servit prediale (artt. 1027 ss c.c.), dal latino Praedium (terreno), consiste nel
peso imposto su un fondo per lutilit di un altro fondo, appartenente a diverso proprietario. Il fondo su cui
posto il peso detto Fondo servente, mentre il fondo che gode dellutilit detto Fondo dominante il
fondo dominante si avvantaggia della limitazione che subisce quello servente. chiaro quindi che la Servit
evoca un rapporto tra i due fondi, i quali appartengono a due proprietari diversi. Un classico esempio il
seguente: si suppone che vi siano due terreni contigui (uno dietro allaltro), uno dei quali si affaccia
direttamente sulla strada, mentre il secondo non ha accesso diretto ad essa (terreno intercluso). Come fa il
proprietario del terreno che non ha accesso diretto alla strada, a giungere ad essa? Vedremo, di seguito,
come il proprietario del fondo dominante (senza accesso alla strada) dovr agire affinch il proprietario del
fondo servente (con accesso alla strada) conceda un passaggio di servit. Innanzi tutto, necessario
indicare i tre principi fondamentali su cui si basa la Servit:
1) Servitus in faciendo consistere nequit: la servit pu imporre al proprietario del fondo servente un dovere
negativo di non fare o di pati, cio che il servente deve sopportare che il proprietario del fondo dominante
passi sul suo fondo.
2) Nemini res sua servit: i fondi devono appartenere a proprietari diversi.
3) Praedia vicina esse debent: i fondi devono trovarsi in una situazione topografica tale che luno (fondo
servente) possa arrecare utilit allaltro (fondo dominante).
Le Servit prediali possono avvenire, secondo lart. 1031 c.c., per Volont delluomo, per Obbligo di legge,
per Usucapione, per Destinazione del padre di famiglia:
- Servit volontarie: avvengono mediante la conclusione di un contratto tra i due proprietari. In particolare, il
proprietario del fondo dominante conclude un contratto con il proprietario del fondo su cui vorrebbe
acquistare la servit. Questa pu essere costituita anche per testamento.
- Servit coattive o legali: (art. 1033 e 1051 c.c.) In alcuni casi, la legge attribuisce al proprietario del fondo
dominante il Diritto potestativo di ottenere limposizione della servit sul fondo servente (es. la servit di
passaggio sul fondo altrui per accedere alla via pubblica). In contropartita del sacrificio che subisce, il
proprietario del fondo servente ha diritto ad unIndennit. Si chiama dunque Servit coattiva proprio perch
viene Imposta dalla legge (dal giudice) al proprietario del fondo servente; per ottenere la servit, la legge
prevede la presenza di un Contratto nel caso in cui laltro proprietario acconsenta a riconoscere il diritto,
altrimenti prevede che il proprietario del fondo dominante si rivolga al giudice, che con una sentenza
costitutiva far nascere la servit. Le figure pi importanti di servit legali previste dalla legge sono
lAcquedotto coattivo ed il passaggio coattivo di Linee telefoniche.
- Servit per Usucapione: sono delle servit apparenti, ossia quelle per il cui esercizio sussistono delle
opere visibili e permanenti, come un sentiero sul fondo servente. Il requisito dell'apparenza richiesto ai fini
dell'usucapione si configura come presenza di segni visibili di opere di natura permanente, obiettivamente

destinate al suo esercizio e che rivelino in maniera non equivoca l'esistenza del peso gravante sul fondo
servente.
- Servit per Destinazione del padre di famiglia: (art. 1062 c.c.) una situazione in cui vi sono due
terreni di propriet dello stesso soggetto, uno dei quali viene successivamente venduto a un nuovo
proprietario, il quale si lega automaticamente ad un vincolo di servit.
ESTINZIONE DELLA SERVITU: Le servit si estinguono per Rinuncia da parte del titolare (fatta per
iscritto), per Scadenza del termine, per Acquisto del fondo servente da parte del dominante o viceversa, per
Prescrizione estintiva ventennale.
Cap 15. LA COMUNIONE E IL CONDOMINIO:
Un diritto soggettivo pu appartenere a pi persone, le quali sono tutte contitolari del medesimo e unico
diritto (es. due figli ereditano un appartamento dal padre). Il fenomeno della Contitolarit (art. 1100 ss c.c.),
quando ha ad oggetto un diritto reale, prende il nome di Comunione pro indiviso (o Compropriet). chiaro
che il diritto di ciascuno dei contitolari investe lintero bene, anche se lesercizio di tale diritto trovi
necessariamente un limite dovuto allesistenza dellegual diritto degli altri compartecipi. A ciascuno dei
contitolari spetta, quindi, una quota ideale sullintero bene.
COMUNIONE E SOCIETA: La Comunione si distingue dalla Societ per il fatto che, mentre i compartecipi
alla comunione si limitano ad esercitare in comune il godimento di un determinato bene, i compartecipi alla
societ esercitano in comune unattivit economica volta alla produzione e allo scambio di beni e servizi. Si
ha una Comunione di bene produttivo quando i compartecipi non utilizzano il bene poich lo concedono in
godimento a terzi (es. laffitto dellappartamento ereditato dai due figli), limitandosi a raccoglierne i frutti
naturali (tale attivit non si qualifica come di impresa). La Comunione pu costituirsi come Volontaria
(accordo tra i futuri contitolari), Incidentale (senza un atto dei futuri contitolari), Forzosa (quando scaturisce
dallesercizio di un diritto potestativo da parte di uno dei futuri contitolari).
POTERI DEL COMPROPRIETARIO: Per quel che riguarda il potere di godimento, ciascuno dei contitolari
pu servirsi della cosa comune (uso collettivo della cosa comune), a condizione che non ne alteri la
destinazione, non impedisca agli altri di parimenti utilizzarla in proporzione al diritto di ciascuno. Le parti
possono poi concordare una divisione del godimento del bene comune nello spazio e/o nel tempo. Ciascuno
dei contitolari, inoltre, ha diritto di percepire i frutti della cosa in proporzione della rispettiva quota, pur
dovendo partecipare in egual misura alle spese per la sua gestione, al pagamento delle imposte ecc.
Per quel che riguarda invece il potere di disposizione, ciascun comproprietario pu disporre della propria
quota, alienandola, costituendola in usufrutto, ipotecandola, ma no pu disporre della quota altrui e n
dellintero che non gli compete. Per quanto riguarda gli atti di alienazione della cosa comune nella sua
totalit, necessario il consenso di tutti i contitolari.
LAMMINISTRAZIONE DELLA COSA COMUNE: Ciascuno dei compartecipi ha diritto di concorrere
allAmministrazione. Tuttavia, qualora essi siano molte persone, sarebbe molto difficile mettersi daccordo;
perci, il codice prevede che lamministrazione della cosa comune avvenga tramite deliberazioni adottate a
maggioranza, che si calcola in base al valore delle rispettive quote. Per gli atti di Ordinaria amministrazione
(conservazione, normale utilizzazione ecc.) serve il consenso di tanti comproprietari le cui quote
rappresentino pi della met del valore complessivo della cosa comune; per gli atti di Straordinaria
amministrazione occorre il consenso di tanti comproprietari le cui quote rappresentino almeno i due terzi del
valore complessivo della cosa comune; per le Innovazioni dirette al miglioramento della cosa occorre
parimenti il consenso di tanti comproprietari le cui quote rappresentino almeno i due terzi del valore
complessivo della cosa comune. Le spese gravano in ogni caso su ciascun compartecipe alla comunione, in
proporzione della rispettiva quota.

IL CONDOMINIO:
Il Condominio si ha quando in un medesimo stabile coesistono pi porzioni immobiliari di propriet esclusiva
di singoli condmini, e parti comuni connesse al complesso delle prime (es. il suolo su cui sorge ledificio, le
scale ecc.). Il singolo condomino pu far uso delle parti comuni purch non ne alteri la destinazione, non
impedisca agli altri di farne uso; deve contribuire in misura proporzionale alla propria quota, alle spese
necessarie per la conservazione ed il godimento delle parti comuni, per la prestazione dei servizi
nellinteresse comune. Organi del condominio sono lAssemblea e lAmministratore: lAssemblea ha
competenza nelladozione del regolamento condominiale, la nomina dellamministratore, lapprovazione del
preventivo delle spese, la decisione in ordine alle opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni,
mentre lAmministratore (nominato dallassemblea) dura in carica un anno e deve eseguire le deliberazioni
dellassemblea, curare losservanza del regolamento, disciplinare luso delle cose comuni e la prestazione
dei servizi, riscuotere i contributi ecc. LAmministratore ha la rappresentanza del condominio e pu agire in
giudizio sia contro i condmini, sia contro i terzi.
CAP 16. IL

POSSESSO:

Pu accadere che il proprietario di un bene non sia in grado di esercitare i poteri riconosciutigli dalla legge
(es. se mi rubano lauto, non sono in grado n di goderne n di disporne), cos come pu accadere che un
soggetto, pur non avendo il diritto di propriet su un bene, si comporti come se lo avesse (il ladro gode e
dispone della mia auto come se fosse il proprietario). In questo caso, giuridicamente, il ladro il possessore,
e detiene determinati vantaggi (e non diritti!), come la tutela possessoria, lacquisto della propriet per
usucapione (o per la regola Possesso vale titolo), la posizione di convenuto nellazione di rivendica.
necessario per fare distinzione tra ius possessionis e ius possidendi: il primo designa linsieme dei
vantaggi che il possesso genera a favore del possessore, mentre il secondo designa la situazione di chi ha
effettivamente diritto a possedere il bene (il ladro ha lo ius possessionis, mentre il proprietario ha lo ius
possidendi). necessario ricordare che il possesso Non un diritto, bens una situazione di fatto che
produce effetti giuridici. Oggetto del possesso sono i beni materiali, ossia tutto ci di cui si pu acquistare la
propriet. si veda anche lUsucapione I TIPI DI POSSESSO: (art. 1140 c.c.) Il codice attribuisce diversa rilevanza a seconda delle distinte
situazioni possessorie, le quali sono il Possesso pieno, la Detenzione, il Possesso mediato:
- Possesso pieno: caratterizzato dal concorso di due elementi costitutivi, uno oggettivo (corpus) e laltro
soggettivo (animus possidendi), consistente nella volont del soggetto di comportarsi come proprietario ad
esclusione di qualsiasi altro.
- Detenzione: si attiene agli stessi principi del possesso pieno, solo che invece di Animus possidendi ha
lAnimus detinendi, ossia lelemento soggettivo che consiste nella volont del soggetto di godere e disporre
del bene (Corpus), ma stavolta nel rispetto dei diritti che riconosce spettare agli altri (es. linquilino che
riconosce che lappartamento del proprietario).
- Possesso mediato: caratterizzato dal solo elemento soggettivo (animus possidendi), mentre la
disponibilit materiale del bene compete al detentore (es. colui che si comporta come proprietario dellunit
immobiliare concessa in locazione ad un inquilino, sebbene la materiale disponibilit della stessa sia
dellinquilino.
LE QUALIFICAZIONI DEL POSSESSO: Il possesso si distingue in:
- Legittimo: si ha quando il potere di godere e disporre del bene esercitato dalleffettivo titolare del diritto
di propriet. In tal caso, la situazione di fatto coincide con quella di diritto.
- Illegittimo: si ha quando il potere di godere e disporre del bene esercitato da una persona diversa
dalleffettivo titolare del diritto di propriet. Tuttavia, il possesso illegittimo pu essere di Buona fede,
quando il possessore ha acquisito la materiale disponibilit del bene non sapendo di ledere un diritto altrui
(es. compro un cellulare non sapendo che questo sia stato rubato) o di Mala fede, che si ha quando il
possessore ha acquisito la materiale disponibilit del bene conoscendo il difetto del proprio titolo dacquisto
(alla mala fede si pu aggiungere la Violenza e la Clandestinit).

LACQUISTO E LA PERDITA DEL POSSESSO:


LAcquisto del possesso pu avvenire a Titolo originario (cio il Corpus non apparteneva a nessuno prima, si
pensi ad es. al pescatore, il quale si impossessa dei pesci che ha pescato e ne diventa anche proprietario, a
titolo originario) o a Titolo derivativo (consegna materiale del bene da parte del precedente al nuovo
possessore). - si veda il cap. 13 La perdita del possesso, invece, si verifica per venir meno di uno o di entrambi gli elementi del possesso,
cio il Corpus e/o lAnimus possidendi: se cedo il bene ad altri, vengono meno entrambi, mentre se qualcuno
si impossessa del bene senza la mia volont viene meno solo il Corpus.
Il possesso, poi, alla morte del possessore, continua in capo al suo successore (erede). Se il defunto era in
buona fede, si considera in buona fede anche lerede, e viceversa.
a) REGOLA POSSESSO VALE TITOLO: - si veda il cap. 13 - (art. 1153 c.c. Effetti dellacquisto
del possesso) Quando un oggetto viene alienato da un venditore che non il proprietario,
lacquirente ne acquista ugualmente la propriet mediante il possesso, purch sussistano le
seguenti clausole; acquisto a non domino (cio quando il Dominus-possessore non il
proprietario), il bene mobile, lacquisto avviene in buona fede (senza sapere che il venditore non
sia il proprietario), mediante Titolo (contratto). In presenza dei suddetti punti, il compratore diventa
legittimo proprietario, e il precedente proprietario a cui era stato sottratto il suo corpus non potr pi
agire in nessun modo contro il nuovo proprietario. Se manca anche solo una delle quattro clausole
(acquisto a non domino, bene mobile, buona fede, titolo), il nuovo proprietario non sar legittimo. In
ogni caso, il nuovo proprietario dovr dimostrare, qualora fosse sottoposto in giudizio dal vecchio
proprietario, lesistenza di quei quattro punti. Secondo lart. 1161 c.c., se nessuno rivendica la
propriet delloggetto acquistato, il compratore, in assenza di Titolo ma in Buona fede, acquista la
propriet dopo 10 anni di possesso ininterrotto; se il possessore in malafede e senza titolo,
lusucapione si compie con il decorso di ventanni.
b) USUCAPIONE: (artt. 1158 ss C.c.) un modo di acquisto della propriet a titolo originario che si
basa sul binomio Possesso + Tempo = Acquisto; il possesso protratto per un certo lasso di tempo
fa acquisire al possessore la titolarit del diritto reale (propriet, usufrutto, enfiteusi ecc.).

Pu accadere che un bene (mobile o immobile) abbia per anni un possessore non proprietario e
un proprietario non possessore. Ci ha una conseguenza: il proprietario, infatti, dopo un lasso di
tempo pu perdere il Diritto di propriet, e quindi il possessore lo acquista. LUsucapione, quindi,
lacquisto della propriet a titolo originario mediante il possesso protratto nel tempo. Affinch il
possesso sia utile ai fini dellusucapione, necessario che questo abbia carattere Positivo
(possesso pacifico, non equivoco, ininterrotto e durevole) e non Negativo (possesso conseguito con
violenza o in modo clandestino): quindi il tempo utile per lusucapione comincia a decorrere solo da
quando sia cessata la violenza o la clandestinit, e soprattutto solo se si verificata la continuit del
possesso per un certo lasso di tempo. In generale, il fondamento dellusucapione sta nellesigenza di
eliminare le situazioni di incertezza circa lappartenenza dei beni. La legge che regola il tempo utile
ai fini dellusucapione stabilisce di norma 20 anni (termine Ordinario), dopo i quali il possessore
diventa proprietario; possibile tuttavia che in alcune circostanze (quando il possessore vanta un
titolo idoneo, un acquisto in buona fede, ecc.) gli anni possano diventare 10 per i beni immobili e 3
per i beni mobili (termine Abbreviato).
E fondamentale non confondersi tra Detenzione, Possesso e Propriet (nel caso della Detenzione,
si tiene l'oggetto soltanto in custodia, non lo si pu utilizzare, e ci si comporta come se il possesso
fosse altrui animus detinendi: riconoscimento della propriet altrui). Infatti, ricordiamo che il
Possesso (art. 1140 c.c.) il Potere sullOggetto (corpus) e sullElemento soggettivo (animus
possidendi volont di possedere, volont di comportarsi come se si fosse in propriet del bene).

LE AZIONI POSSESSORIE:
Contro un terzo che abbia intenzione di privarmi del mio possesso io posso oppormi, in via di autodifesa,
finch laltrui azione illecita in atto (nei limiti della legittima difesa). Se invece lazione che si risolta nella
privazione del possesso si esaurita, al possessore non resta che rivolgersi allAutorit dello Stato
attraverso le Azioni Possessorie. Tali Azioni possessorie si contrappongono alle Azioni petitorie (gi viste al
cap. 13), le quali potevano essere fatte valere solo da chi si affermasse titolare del diritto di propriet. Le
azioni possessorie, dunque, assicurano una tutela di carattere provvisorio, in quanto successivamente si
potr avere un giudizio petitorio. Sono due: lAzione di Reintegrazione e lAzione di Manutenzione:
- Azione di Reintegrazione: (art. 1168 ss c.c.) chi stato violentemente spogliato dal possesso pu, entro
un anno, chiedere contro lautore dello spoglio la reintegrazione del possesso medesimo. Lazione di
reintegrazione pu essere attuata solo quando lo spoglio risulti accompagnato dallintenzione del suo autore
di privare il possessore della disponibilit del bene (animus spoliandi). La legittimazione attiva ad esercitare
lazione di reintegrazione spetta a qualsiasi possessore, sia esso legittimo o illegittimo, di buona o di mala
fede; spetta anche al detentore qualificato (es. il responsabile del deposito bagagli pu sfruttare lazione di
reintegrazione per riottenere la valigia rubata). Lazione soggetta ad un termine di decadenza di un
anno,che decorre dal sofferto spoglio.
- Azione di Manutenzione: (art. 1170 c.c.) nel caso in cui lo spoglio non sia stato n violento n clandestino,
chi labbia subito pu reagire con lazione di manutenzione, che pu quindi far cessare le molestie o le
turbative di cui sia stato vittima il possessore. La legittimazione attiva a sfruttare lazione di manutenzione
stavolta spetta soltanto al possessore, e non al detentore, mentre la legittimazione passiva compete oltre
che allautore dello spoglio (non violento e non clandestino), anche a coloro che devono rispondere del fatto
di questultimo. Anche lazione di manutenzione soggetta al termine di decadenza di un anno, che decorre
dallavvenuto spoglio.
- Azioni di nuova opera e di danno temuto: sono delle azioni di denuncia che possono essere esercitate
sia a tutela del possesso sia a tutela della propriet o di altro diritto reale di godimento. Hanno finalit
tipicamente di natura cautelare e mirano a prevenire un danno che pu derivare da una nuova opera o dalla
cosa altrui. La Denuncia di nuova opera spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al
possessore che abbia ragione di temere che da una nuova opera (es. costruzione, scavi), iniziata da meno
di un anno e non terminata, stia per arrecare danno alla cosa che forma oggetto del suo diritto o del suo
possesso. Il giudice potr cos prendere in considerazione la denuncia e vietare/permettere la continuazione
dellopera. La Denuncia di danno temuto data agli stessi soggetti sopra descritti, nel caso in cui vi sia
pericolo di un danno grave e prossimo derivante da qualsiasi cosa (edificio, albero ecc.), senza che ricorra
lipotesi di una nuova opera.
CAP 17. IL

RAPPORTO OBBLIGATORIO:
OBBLIGAZIONE CIVILE:
Con il termine Obbligazione (Libro IV c.c. art. 1173 ss c.c.) si intende il Rapporto tra due soggetti
(passivo-debitore, attivo-creditore) in forza del quale il primo tenuto, nei confronti del secondo, ad una
determinata Prestazione, la quale deve essere Patrimoniale (suscettibile di valutazione economica) e deve
corrispondere a un Interesse del creditore (patrimoniale e non). Il debitore gravato da un dovere (obbligo)

e il creditore in possesso di un diritto relativo rispetto al debitore; al debitore fa capo una determinata
obbligazione (di consegnare il bene), mentre al creditore fa capo il diritto di credito. Il dovere del debitore di
cooperazione/collaborazione (deve dare, fare, non fare): il creditore, infatti, ha bisogno
dellindispensabile cooperazione del debitore. La giuridicit del vincolo del debitore sanzionata con una
Responsabilit patrimoniale (art. 2740 c.c.), ossia il debitore risponde dellinadempimento delle obbligazioni
con tutti i suoi beni presenti e futuri; vale a dire che il creditore, se non viene soddisfatto dal debitore
(Adempimento allobbligazione esecuzione della prestazione dovuta), pu invocare misure coercitive sul
patrimonio dellobbligato (estinzione dellobbligazione). Le obbligazioni, secondo lart. 1173 c.c., possono
sorgere da Contratto (la forma pi importante e ricorrente di obbligazione), da Fatto illecito, e da ogni altro
atto o fatto idoneo a produrle in conformit dellordinamento giuridico.
PRESTAZIONE: La prestazione cui tenuto il debitore deve essere suscettibile di valutazione economica e
rispondere ad un Interesse del creditore. Le obbligazioni, di conseguenza, si distinguono a seconda che la
stessa consista in un Dare, cio nel trasferimento del diritto su un bene, ossia nella consegna di un bene; in
un Facere, cio nel compimento di unattivit materiale; in un Non facere, cio nellosservanza di una
condotta omissiva consistente in non dare/fare. La prestazione, infine, si distingue in Fungibile (se al
creditore non interessa il modo in cui viene fatta) e Infungibile. Quando le obbligazioni hanno ad oggetto
ununica prestazione sono dette Semplici, mentre sono dette Alternative quelle obbligazioni che hanno ad
oggetto due o pi prestazioni; vi sono poi le obbligazioni Facoltative, che hanno ad oggetto una sola
prestazione, ma il debitore ha facolt di liberarsi eseguendone unaltra.
OBBLIGAZIONE PECUNIARIA: La pi ricorrente tra le obbligazioni civili lObbligazione Pecuniaria,
disciplinata dagli articoli 1277 ss c.c.: innanzi tutto, i debiti pecuniari si estinguono per mezzo del pagamento
con moneta (per il suo valore nominale Principio nominalistico) avente corso legale. possibile talvolta
(nella maggior parte dei casi) che i debiti sottostiano ad interessi (Correttivo in caso di variazione della
moneta), i quali possono essere Legali (variano di anno in anno in base alle disposizioni legislative - nel
2013 il tasso di interesse legale pari al 2,5%), Convenzionali (tasso di interesse, stabilito da contratto,
superiore al 2,5%, che pu arrivare fino al 25%), e Moratori (quando c un ritardo di pagamento, si applica
un interesse moratorio che si va a sommare a quello legale o convenzionale). Quando nellaccordo non
presente per iscritto una misura di interesse, ci si riferir automaticamente a quella legale.
Esempio: il Debitore (A) deve restituire al Creditore (B) 100.000 entro il 01/01/2030 applicando gli artt.
1277 ss c.c., lobbligazione pecuniaria si estinguer in base al valore nominale della moneta (Principio
nominalistico), ossia a prescindere dalla variazione del potere di acquisto della moneta, sempre 100.000
dovranno essere pagati, n pi n meno. Lart. 1282 c.c. stabilisce poi che possibile applicare un correttivo
in caso di variazione della moneta, e quindi si applicano gli eventuali interessi, stabiliti dalla legge (quelli
cosiddetti legali) allart. 1284 c.c. al 2,5% (nel 2013). Ci significa che il Debitore pagher 100.000 + il
2,5%, ossia 102.500.

LOBBLIGAZIONE NATURALE:
Alla nozione di Obbligazione civile si contrappone la nozione di Obbligazione naturale (art. 2034), che si ha
quando una determinata prestazione dovuta in esecuzione di un dovere morale o sociale:
unobbligazione che nasce e si sviluppa nellordinamento extra-giuridico. Il debitore, infatti, nel caso
dellObbligazione naturale, non giuridicamente obbligato ad eseguire la prestazione, ma se la esegue non
pu chiederne la restituzione (Soluti retentio: trattenimento di ci che stato pagato). Ci presuppone la
Spontaneit dellesecuzione (prestazione eseguita senza coercizione il dovere naturale incoercibile,
ossia il creditore non ha strumenti legali per agire contro il debitore), la Capacit del soggetto che esegue la
prestazione, la Proporzionalit tra prestazione eseguita e mezzi di cui ladempiente dispone. Alcune ipotesi
di obbligazione naturale sono espressamente previste dalla legge, che non concede al creditore di chiederne
giudizialmente ladempimento, ma solo di rifiutare la restituzione di quanto eventualmente percepito: es. il
debito di gioco.
-----------------------------------------------------------CAP 18. GLI ELEMENTI DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO:
I soggetti del rapporto obbligatorio (passivo-debitore, attivo-creditore) devono essere Determinati e
Determinabili (es. in compravendita, il creditore del prezzo sar il venditore, e il debitore lacquirente).
Perch sussista un rapporto obbligatorio, abbiamo visto che indispensabile la presenza di almeno due
soggetti (debitore e creditore), ma tuttavia possibile che lobbligazione faccia capo ad una pluralit di
soggetti: lObbligazione plurisoggettiva. Questultima ricorre in caso di Obbligazione Solidale e
Obbligazione Parziaria:

OBBLIGAZIONE SOLIDALE (IN SOLIDO):


(Artt. 1292 ss c.c.) Nellobbligazione Plurisoggettiva, ossia con pi soggetti, si soliti distinguere tra
Solidariet Passiva (un creditore e pi debitori coobbligati fra loro) e Solidariet Attiva (un debitore e pi
creditori con vincolo di solidariet attiva):

- Solidariet Passiva: ciascuno dei pi debitori obbligato ad effettuare, a favore dellunico creditore,
lintera prestazione, e lesecuzione di questa ha effetto liberatorio a favore di tutti gli altri. Ad esempio, se pi
persone concorrono a cagionare lo stesso evento dannoso, ciascuna persona obbligata, nei confronti del
danneggiato, al risarcimento dellintero danno, e la prestazione risarcitoria effettuata da una di quelle
persone estingue integralmente il credito risarcitorio del danneggiato, determinando la liberazione anche
degli altri condebitori. Se uno dei condebitori solidali ha corrisposto al creditore lintera prestazione, ha
diritto di richiedere a ciascuno degli altri la parte di rispettiva competenza (quindi nel rapporto interno
lobbligazione non pi solidale, bens Parziaria, poich divisibile vedi sotto): nel caso in cui uno dei
debitori si rifiuta di pagare, il debitore che ha pagato lo pu convenire in giudizio tramite unAzione di
Regresso (art. 1299), uno strumento concesso dalla legge (al debitore che abbia pagato per intero) che
agisce contro gli altri debitori per imporgli il pagamento della loro rispettiva quota. Se un debitore proprio non
pu pagare, ognuno degli altri dovr pagare di pi.
- Solidariet Attiva: lo stesso principio appena descritto vale per la Solidariet attiva. Il debitore paga
lintera somma soltanto ad uno dei creditori.

OBBLIGAZIONE PARZIARIA:
Come gi spiegato in precedenza, ciascuno dei pi debitori tenuto ad eseguire una parte soltanto
dellunitaria prestazione, mentre la restante parte della medesima prestazione deve essere eseguita dagli
altri condebitori (ciascuno la sua parte). Lobbligazione parziaria per ha dei criteri, ossia quello della
Divisibilit e quello della Indivisibilit:
DIVISIBILITA E INDIVISIBILITA: Secondo gli articoli 1314 e 1316 c.c., le obbligazioni si distinguono in:
- Indivisibili: quelle che hanno ad oggetto una prestazione non suscettibile di adempimento parziale, o per
sua natura o per volont delle parti (es. lobbligazione di consegnare un cavallo).
- Divisibili: ciascuno dei creditori pu domandare il soddisfacimento del credito solo per la sua parte, e
ciascuno dei debitori non tenuto a pagare il debito solo della sua parte.
CAP 19. MODIFICAZIONE DEI SOGGETTI DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO:
Ai soggetti originari del rapporto obbligatorio (creditore e debitore) possono sostituirsi o aggiungersi altri
soggetti (es. lerede). Ci pu verificarsi nellambito di una Successione a titolo universale (fusione tra
societ), la cui modificazione riguarda tutti i rapporti facenti parte del patrimonio del dante causa; e per
effetto di una Successione a titolo particolare (nel credito o nel debito), la cui modificazione riguarda il
singolo rapporto.

MODIFICAZIONI NEL LATO ATTIVO DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO:


La modificazione del soggetto attivo del rapporto obbligatorio pu realizzarsi per atto inter vivos, a titolo
particolare, mediante Cessione del credito, Delegazione attiva e Surrogazione di pagamento (di questultima
se ne parler nel capitolo dellEstinzione dellobbligazione):
1) LA CESSIONE DEL CREDITO: La legge si riferisce a Cessione del credito con due significati differenti,
luno per indicare il contratto con cui il creditore (cedente) trasferisce ad un terzo (cessionario) il suo diritto di
credito verso il debitore (ceduto); laltro per indicare leffetto di tale contratto (il trasferimento del credito al
cessionario). Per quanto riguarda gli effetti inter partes, il credito trasferito dal cedente al cessionario nel
momento stesso della stipulazione dellaccordo di cessione, a meno che non si tratti di crediti futuri. Affinch
la cessione abbia efficacia nei confronti del debitore ceduto, occorre che venga notificata a questultimo la
cessione, ovvero sia da lui accettata.
Per quanto concerne i rapporti tra cedente (creditore) e cessionario (un terzo), necessario ricordare che se
la cessione a titolo oneroso (con valore economico-monetario), il cedente garantisce al cessionario
lesistenza del credito al momento della cessione (veritas nominis) ma non garantisce la realizzabilit del
credito (bonitas nominis ossia non garantisce che il debitore adempir) Cessione Pro Soluto; se la
cessione a titolo gratuito, il cedente garantisce al cessionario lesistenza del credito solo se lha
espressamente promessa Cessione Pro Solvendo.
Qualora il debitore ceduto non adempia, il cedente sar tenuto a restituire quanto eventualmente ricevuto
come corrispettivo della cessione, oltre agli interessi, alle spese della cessione e a quelle sostenute dal
cessionario per procedere contro il debitore.
- Il Contratto: la cessione del credito avviene (secondo lart. 1376 c.c.) mediante un contratto Bilaterale (e
ad effetti reali) fra Cedente (debitore) e Cessionario (un terzo). Il contratto pu essere a titolo oneroso o
gratuito, e pu avvenire anche senza consenso del Debitore ceduto (art. 1264): importante per che
questultimo sia portato a conoscenza dellavvenuto trasferimento del credito (art. 1264) dal Cedente al
Cessionario (altrimenti il debitore continuer a pagare al vecchio creditore). Una volta notificato il
trasferimento, il debitore accetta automaticamente senza potersi opporre. Nel caso di cessione a titolo
oneroso, il Cedente deve garantire al Cessionario che esista il credito.
2) DELEGAZIONE ATTIVA: La delegazione attiva di credito consiste in un accordo trilaterale tra creditore,
debitore e un terzo, in forza del quale accordo il creditore (delegante) delega il debitore (delegato) ad

impegnarsi ad effettuare la prestazione al terzo (delegatario). Per effetto della delegazione attiva, il delegato
diventa debitore nei confronti sia del delegante che del delegatario.

MODIFICAZIONI NEL LATO PASSIVO DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO:


La modificazione del soggetto passivo del rapporto obbligatorio (debitore) pu realizzarsi, a titolo particolare,
mediante Delegazione passiva, Espromissione e Accollo:
1) DELEGAZIONE PASSIVA: La delegazione passiva si distingue in Delegazione a promettere e
Delegazione di pagamento.
- La delegazione a promettere (Delegatio promittenti art. 1268 c.c.) consiste in un negozio trilaterale fra
debitore (delegante), creditore (delegatario) ed un terzo (delegato), in forza del quale il primo (delegante)
delega il terzo (delegato) ad obbligarsi ad effettuare un determinato pagamento a favore del creditore
(delegatario). Il delegatario (creditore) pu acconsentire a liberare subito il delegante (debitore),
conservando come unico debitore il delegato (un terzo): il Terzo pu sostituirsi alloriginario Debitore, ma per
farlo deve prima dichiararlo espressamente.
- La delegazione di pagamento (Delegatio solvendi art. 1269) consiste in un accordo fra debitore ed un
terzo, attraverso cui il debitore (delegante) delega il terzo (delegato) ad effettuare una prestazione a favore
del creditore (delegatario). possibile infatti che il terzo sia a sua volta debitore delloriginario debitore: a
questo punto, quindi, il terzo pu pagare al creditore (sotto delega) la somma che doveva dare alloriginario
debitore, facendo estinguere cos due obbligazioni allo stesso tempo. La delegazione di pagamento ha,
quindi, funzione immediatamente solutoria dellobbligazione.
- Debitore Terzo (tramite delega) Creditore.
Si avr quindi un Fenomeno cumulativo (due debitori) o un Fenomeno liberatorio (rimane un solo
debitore, poich quello originario viene liberato ma solo se il Terzo dichiara espressamente di essersi
obbligato al posto del debitore originario). Nel Fenomeno cumulativo, esiste il cosiddetto Beneficio di
preventiva esclusione, ossia il Creditore dovr rivolgersi al Terzo, ma se questo non paga, il creditore
potr rivolgersi alloriginario debitore.
2) LESPROMISSIONE: (art. 1272 c.c.) Lespromissione consiste in un accordo bilaterale fra il Creditore ed
un Terzo, in forza del quale questultimo, ossia il terzo (detto Espromittente) si impegna spontaneamente
nei confronti del Creditore (Espromissario) a pagare il debito dellobbligato originario (Espromesso): es. un
padre che si obbliga verso il creditore a pagare il debito del figlio. La differenza tra la delegazione
promissoria e lespromissione consiste nella Spontaneit delliniziativa del terzo (espromittente), cio
nellassenza di delega da parte del debitore originario (il terzo si prende carico del debito autonomamente).
- Debitore Terzo (spontaneamente) Creditore.
3) LACCOLLO: (art. 1273 c.c.) LAccollo consiste in un accordo bilaterale tra il Debitore ed un Terzo, in
forza del quale il Terzo (accollante) assume a proprio carico lonere di procurare al Creditore (accollatario) il
pagamento del debito del Debitore (accollato). Cos, si forma un accordo tra Debitore e un Terzo (Accollo
interno), al quale il creditore potr manifestare la sua volont di aderirvi (Accollo esterno).
- Debitore Terzo (tramite accordo) Creditore.
CAP 20. LESTINZIONE DELLOBBLIGAZIONE:
LObbligazione un rapporto temporaneo, destinato quindi ad estinguersi in modi anche diversi
dalladempimento:
ADEMPIMENTO: Tipico fatto estintivo del rapporto obbligatorio ladempimento (art. 1180 ss c.c.), ossia la
realizzazione della Prestazione dovuta, che consente al creditore di ottenere il risultato utile perseguito
(ossia lInteresse) e permette al debitore di sciogliersi dal legame di obbligazione. Il debitore si libera altres
se paga, in buona fede (cio senza saperlo), ad una persona che appariva creditore (ad esempio, quando vi
un trasferimento del credito dal Cedente al Cessionario, se il Debitore non viene notificato di tale cessione,
questultimo pagher erroneamente e senza saperlo al vecchio creditore): chi ha ricevuto il pagamento
tenuto alla restituzione verso il vero creditore. Di regola, le parti sono libere di definire in piena autonomia il
tempo e il luogo delladempimento. Normalmente, per la realizzazione delladempimento, necessaria la
Cooperazione del creditore: qualora per questultimo rifiuti di ricevere il pagamento offertogli dal debitore,
oppure ometta di compiere gli atti preparatori per il ricevimento della prestazione, il creditore viene costituito
in mora (Mora credenti), ossia il debitore offrir una prestazione (Offerta). Affinch il debitore ottenga la
liberazione dallobbligazione, necessario il deposito: se lofferta e il deposito non vengono accettati dal
creditore, necessario far seguire un giudizio (altrimenti non si scioglie il rapporto di obbligazione).
- Tempo e luogo: LAdempimento liberatorio (art. 1176 ss c.c.) in ogni caso deve essere Integrale e Esatto:
per Integrale si intende che deve avvenire tutto insieme e non parzialmente, mentre per Esatto si intende
che bisogna rispettare il tempo, il luogo e i soggetti dellobbligazione. Per quanto riguarda il Tempo e il Luogo
in cui bisogna adempiere lobbligazione, essi sono previamente stabiliti nel contratto stipulato tra creditore e
debitore: nel caso in cui il contratto non preveda il tempo e/o il luogo delladempimento, intervengono le

cosiddette Norme suppletive (norme che intervengono nel rapporto tra privati qualora il contratto non sia
esaustivo), e nel caso del tempo interviene lart. 1183 c.c., mentre nel caso del luogo lart. 1182 c.c. Per
quanto riguarda le norme suppletive, necessario distinguere i concetti dellAutonomia e dellEteronomia:
infatti, Autonomia quando i privati si danno leggi fra loro, mentre Eteronomia quando i privati lasciano
che la legge intervenga nel loro rapporto.
- Soggetti: Per quanto riguarda i Soggetti (Solvens: debitore Accipiens: creditore), invece, sempre
possibile che un Terzo possa adempiere al posto del debitore senza alcun accordo, tranne che per una
eccezione stabilita allart. 1180 c.c., il quale recita che Lobbligazione pu essere adempiuta da un terzo,
anche contro la volont del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la
prestazione. Tuttavia, [ecco leccezione] il creditore pu rifiutare ladempimento offertogli dal terzo, se il
debitore gli ha manifestato la sua opposizione.
Ma possibile talvolta che il pagamento venga effettuato dal debitore ad un creditore diverso da quello
principale: poniamo il caso in cui il debitore vada a consegnare lassegno al domicilio del creditore, che per
non presente in casa. Risponder un coinquilino, che dir al debitore di dargli comunque lassegno, e che
poi ci penser il coinquilino stesso a darglielo. Attenzione, perch il debitore in questo caso Non ha
adempiuto esattamente, poich possibile che il coinquilino scappi e sparisca per sempre. LAdempimento
sar esatto solo quando il creditore principale ricever lassegno e quando il creditore principale abbia
delegato qualcun altro per prendere lassegno stesso. Ci descritto dagli artt. 1188 e 1189 c.c., che
stabiliscono che il Debitore, nellesempio appena fatto, sar comunque liberato poich in buona fede, ma
anche se il creditore ne ha Approfittato (ad esempio, il debitore paga ad un creditore del proprio creditore:
quest'ultimo approfitta del pagamento fatto ad un terzo, poich consegue l'utile economico della liberazione
da un suo debito). In ogni caso, chi ha ricevuto il pagamento tenuto alla restituzione verso il vero creditore.
COMPENSAZIONE: (art. 1241 c.c.) Quando tra due persone intercorrono rapporti obbligatori reciproci, ossia
due persone sono obbligate l'una verso l'altra, i rispettivi debiti si estinguono per le quantit corrispondenti.
La Compensazione prevista dalla Legge (legale), dal Giudice (giudiziale) e dalle Parti (volontaria). La
compensazione non pu avvenire per tutti i crediti (es. il credito degli alimenti), e non pu avvenire tra
unobbligazione civile ed una naturale.
CONFUSIONE: Qualora le qualit di creditore e di debitore coincidano con la stessa persona (es. perch il
creditore diventa erede del debitore o viceversa) lobbligazione si estingue per Confusione (art. 1253 c.c.).
Naturalmente, lestinzione del rapporto per confusione determina anche la liberazione degli eventuali terzi
che abbiano prestato garanzia per il debitore.
NOVAZIONE: La Novazione un contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un
nuovo rapporto a quello originario, cio sostituiscono allobbligazione originaria una nuova obbligazione con
oggetto o titolo diverso. Il termine novazione deriva infatti dal latino novare = fare una cosa nuova. La
novazione pu riguardare la persona del debitore (novazione soggettiva), che viene liberato, o pu
riguardare loggetto dellobbligazione (novazione oggettiva). Si distingue infatti tra Animus novandi (volont
non equivoca tra le parti) e Aliquid novi (una novit rispetto allobbligazione originaria).
Esempio: in un contratto, si decide che sia necessario cambiare la modalit di pagamento. Le parti quindi si
accordano e stipulano un contratto che possiede un Aliquid novi. A questo punto, lobbligazione precedente
stata novata ad una nuova, e quindi si estinta.
REMISSIONE: La Remissione consiste in un negozio unilaterale recettizio in forza del quale il creditore
rinuncia al suo credito. infatti il creditore a rimettere i debiti: la dichiarazione del creditore di rimettere il
debito estingue lobbligazione quando comunicata al debitore, salvo che questultimo dichiari di non
volerne approfittare.
IMPOSSIBILITA SOPRAVVENUTA: Per impossibilit sopravvenuta non imputabile al debitore si intende
quella situazione (non prevedibile al momento del sorgere del rapporto obbligatorio e non superabile con lo
sforzo che pu essere legittimamente richiesto al debitore) che impedisce ladempimento. Perch rientri tra i
criteri dellimpossibilit sopravvenuta non imputabile al debitore, solo necessario che la situazione
sopravvenuta, impeditiva delladempimento, sia tale da non poter essere superata con lo sforzo diligente cui
il debitore tenuto. Limpossibilit pu essere Definitiva (es. se limpedimento irreversibile loggetto del
debito non esiste pi) o Temporanea (es. impedimento transitorio sindrome influenzale che ha impedito il
debitore alladempimento), Totale (preclude integralmente il soddisfacimento dellinteresse creditorio) o
Parziale (preclude solo in parte il soddisfacimento dellinteresse creditorio).
CAP 21. LINADEMPIMENTO E LA MORA:
Il debitore tenuto ad eseguire esattamente la prestazione dovuta: se non lo fa, incorre nellInadempimento.
Perch si abbia linadempimento necessario che sia stato oltrepassato il tempo delladempimento, ma non
lunico caso: infatti, possibile aversi inadempimento ancor prima che sia maturato il tempo
deladempimento (es. quando il debitore non abbia svolto le attivit preparatorie necessarie per
leffettuazione in termini della prestazione). Linadempimento pu essere;

- Totale (quando la prestazione mancata interamente),


- Parziale (quando la prestazione stata effettuata ma in maniera non corretta),
- Assoluto (quando escluso che possa essere effettuato in futuro),
- Relativo (prestazione non ancora eseguita ma potrebbe esserlo in futuro).
CONSEGUENZE DELLINADEMPIMENTO: (art. 1218 c.c.) Il debitore che non esegue esattamente la
prestazione dovuta tenuto al risarcimento del danno, se non prova che linadempimento stato
determinato da impossibilit (della prestazione) non imputabile al debitore. Il risarcimento deve comprendere
la perdita subita dal creditore e il mancato guadagno. Se per il debitore riesce a provare limpossibilit della
prestazione, lobbligazione si estingue e il debitore non pi tenuto ad adempiere. Diversamente, qualora il
debitore non possa provare limpossibilit, linadempimento obbliga il debitore al risarcimento del danno che
ne sia derivato al creditore: si parla di Responsabilit contrattuale, per tale intendendosi la responsabilit
per inadempimento dellobbligazione. Il creditore che agisce in giudizio per il risarcimento del danno ha
lonere di fornire la prova del suo credito. Tuttavia, per sfuggire a questo onere, il creditore pu pattuire con il
debitore, ex ante (cio gi al momento della stipulazione del contratto), una clausola penale in forza della
quale le parti stabiliscono forfettariamente quanto dovr il debitore in caso di inadempienza.
In generale, nel nostro ordinamento il debitore esonerato da responsabilit tutte le volte in cui
ladempimento risulti ostacolato da sopravvenienza che non possono essere superate con condotte che
siano esigibili dal debitore stesso.
LA MORA DEL DEBITORE: Il ritardo (inadempimento relativo) va distinto dalla Mora del debitore.
Questultima si ha quando concorrono tre presupposti, ossia il Ritardo nelladempimento dellobbligazione,
lImputabilit di detto ritardo al debitore, lIntimazione per iscritto da parte del creditore al debitore di
adempiere, seppure tardivamente. Leffetto principale della Mora debendi lObbligo del pagamento degli
interessi moratori (sommati agli interessi legali o convenzionali): la legge presume che, se la prestazione
fosse stata eseguita a tempo debito, il creditore ne avrebbe tratto lutilit che si proponeva.
LA MORA DEL CREDITORE: Anche nella mora credendi si verifica un ritardo nellesecuzione della
prestazione, solo che in questa esso dipende dal comportamento del creditore. In caso di mora credendi,
non scatteranno a carico del debitore le conseguenza pregiudizievoli che gli deriverebbero
dallinadempimento. Anzi, il debitore non deve pi gli interessi e pu, di contro, pretendere il risarcimento dei
danni che il comportamento del creditore gli abbia procurato. Inoltre, possibile che la mora del creditore
faccia diventare impossibile ladempimento della prestazione da parte del debitore: questultimo, cos, sar
liberato dalla sua obbligazione.
CAP 22. LA RESPONSABILITA PATRIMONIALE DEL DEBITORE:
Se il debitore non adempie la prestazione dovuta, il creditore pu promuovere il processo esecutivo sui beni
del debitore, facendoli espropriare secondo le regole del codice di procedura civile (art. 2910 c.c.). Il caso pi
frequente, comunque, quello della sentenza che condanna il debitore al pagamento di una somma di
denaro: sia che questa costituisca loggetto della prestazione originariamente dovuta, sia che rappresenti la
liquidazione del risarcimento del danno. Tutti i beni del debitore possono essere espropriati dal creditore (art.
2740 c.c.), e quindi si suol dire che tutto il patrimonio del debitore costituisce la garanzia generica del
creditore. Se vi sono pi creditori, tutti hanno uguale diritto di soddisfarsi con il ricavato della vendita dei beni
del debitore.
CAP 23. I DIRITTI REALI DI GARANZIA:
I due istituti del Pegno e dellIpoteca sono entrambi Diritti reali, e presentano il carattere dellInerenza (si
riferiscono a beni determinati). Pegno ed ipoteca attribuiscono infatti al creditore il diritto di Sequela, ossia il
potere di esercitare la garanzia, espropriando il bene e soddisfacendosi sul prezzo ricavato dalla vendita. Il
Pegno e lIpoteca quindi attribuiscono al creditore la facolt di far espropriare la cosa se il debitore non paga
(Ius distrahendi), la preferenza rispetto agli altri creditori in ordine alla distribuzione di quanto venga ricavato
dalla vendita forzata del bene oggetto della garanzia (Ius prelationis), e il diritto di sequela (diritto di
sottoporre il bene ad esecuzione forzata, anche se divenuto di propriet di terzi).
PEGNO: Il pegno un diritto reale di garanzia che ha per oggetto beni mobili non registrati del debitore o di
un terzo, che il creditore pu acquistare (mediante un apposito accordo contrattuale scritto con il
proprietario), a garanzia del suo credito (art. 2784 ss c.c.). Il creditore munito di pegno ha diritto di
soddisfarsi con priorit, rispetto agli altri creditori, sul ricavato della vendita coatta del bene costituito in
pegno. Scaduta lobbligazione, se il debitore non adempie spontaneamente, il creditore, per conseguire
quanto gli dovuto, pu far vendere coattivamente la cosa ricevuta in pegno. In ogni caso, il pegno non pu
attribuire poteri che vanno al di l della funzione di garanzia, ossia il creditore non pu usare o disporre della
cosa; egli deve restituire la cosa quando il debito stato interamente pagato.
IPOTECA: Lipoteca un diritto reale di garanzia che ha per oggetto beni immobili, beni mobili registrati e
rendite dello Stato (art. 2810 c.c.), e che attribuisce al creditore il potere di espropriare il bene sul quale
lipoteca costituita e di essere soddisfatto sul prezzo ricavato dallespropriazione. Lipoteca pu essere

Legale, Giudiziale e Volontaria.


Legale poich pu essere iscritta in forza di una norma di legge, di una sentenza, di un anno di volont del
debitore: lipoteca legale attribuisce a determinati creditori il diritto di ottenere anche contro la volont del
debitore liscrizione dellipoteca sui beni del medesimo debitore.
Giudiziale poich il legislatore pu concedere al creditore il diritto di chiedere liscrizione di unipoteca, a
patto che ottenga una sentenza che condanni il debitore a pagargli una somma di denaro.
Volontaria perch pu essere iscritta in base a contratto o a dichiarazione unilaterale di volont del
concedente. Nellatto devono essere contenute le indicazioni idonee ad individuare limmobile su cui si
concede ipoteca.
ESTINZIONE DELLIPOTECA: Tipica causa di estinzione dellipoteca lestinzione dellobbligazione
garantiva. Se si estingue questultima, si estingue anche lipoteca e se ne pu ottenere la cancellazione.
Lipoteca pu poi estinguersi se vi la Rinuncia da parte del creditore. Di norma, infine, lipoteca non
soggetta a prescrizione, e quindi non cessa di esistere col tempo.
CAP 24. MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE:
Per impedire che il patrimonio del debitore possa subire diminuzioni che incidano sulla garanzia, la legge
riconosce al creditore alcuni rimedi volti ad assicurare la conservazione di tale garanzia. Gli artt. 2900 ss c.c.
indicano con Azione surrogatoria, Azione revocatoria e Sequestro conservativo i tre mezzi di conservazione
della garanzia:
1) Azione surrogatoria: (surrogare = sostituirsi a qualcuno) il creditore pu sostituirsi al debitore per
soddisfare i propri interessi, ossia pu raccogliere i frutti da solo e pu sostituirsi al debitore rispetto a diritti
che questultimo pu esercitare (e che per non esercita). Il creditore potr pertanto porre in essere, a favore
anche del debitore, gli atti che avrebbe potuto compiere questultimo. Il creditore pu sostituirsi solo rispetto
a diritti e azioni a contenuto patrimoniale, ossia non strettamente personali del debitore;
2) Azione revocatoria: (Revocare = eliminare) lart. 2901 c.c. afferma che possibile che il patrimonio del
debitore, oggetto di garanzia, si riduca, e quindi il creditore pu preoccuparsi. Ad esempio, il debitore ha
utilizzato come garanzia 20 case, e dopo aver gi stipulato il contratto con il creditore si ritrova con 10 case.
Il creditore, a questo punto, pu domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di
disposizione del patrimonio utilizzati dal debitore come garanzia.
3) Sequestro conservativo: un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale autorizzato
dal giudice sui beni del debitore, nel caso in cui il creditore abbia timore di perdere la garanzia del proprio
credito. una misura preventiva e cautelare chiamata a far s che alcuni beni siano conservati in vista
dell'esecuzione forzata. Il creditore pu quindi chiedere al giudice il sequestro conservativo quando ha il
timore di perdere le garanzie del proprio credito.
CAP 25. IL CONTRATTO:
Il contratto un istituto centrale dellintero sistema del diritto privato e la figura pi importante di Negozio
giuridico (Libro IV, titolo II), nonch il pi importante esempio di Autonomia negoziale (art. 1322 c.c.):
questultima il potere conferito dalla legge ai privati di Soddisfare i loro interessi, determinando
liberamente il contenuto del contratto, ossia le clausole volte a regolare i loro rapporto, naturalmente
mantenendosi nei limiti imposti dalla legge. Per definizione (art. 1321 c.c.), il contratto laccordo di due o
pi parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un Rapporto giuridico patrimoniale (poich
unobbligazione che comporta diritti e doveri). Per mezzo del contratto, il privato pu comperare un bene,
utile per soddisfare determinati suoi bisogni, pu procurarsi un servizio o una somma di denaro ecc. Un
contratto si considera concluso (o stipulato) non appena le volont di entrambe le parti si fondono in una
Volont comune (consenso piena coincidenza).

ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO:


Lart. 1325 c.c. descrive gli elementi essenziali del contratto, ossia requisiti che devono essere presenti
affinch una concreta manifestazione di volont delle parti si possa qualificare come contratto. Gli elementi
essenziali del contratto sono (nel libro sono messi in capitoli diversi, ma li abbiamo comunque riuniti in
questo documento):
- lAccordo delle parti (vedi cap. 26)
- la Causa (vedi cap. 32)
- lOggetto (vedi cap. 31)
- la Forma (vedi cap. 28) .

1) LACCORDO: (art. 1326 c.c.) In precedenza stato affermato che un contratto si considera concluso
soltanto quando manifestata la volont di entrambe le parti ad aderire alle relative clausole. Nel momento
in cui c una coincidenza tra Proposta e Accettazione c lAccordo (che quindi la volont comune).
[continua a cap. 26, ossia sotto]

2) LA CAUSA: (artt. 1343 ss c.c.) Elemento essenziale di ogni negozio giuridico la sua Causa, ossia la
Funzione economico-sociale del contratto, lo scambio fra un bene e un prezzo. Tuttavia, siccome
necessario che gli interessi che realizza il contratto siano Meritevoli di tutela (da parte della legge), bisogna
definire la causa come lInsieme degli interessi che il contratto diretto a realizzare. La causa del contratto
deve essere quindi Lecita (meritevole di tutela), ossia non deve andare contro le norme imperative
dellordinamento giuridico: in caso contrario, si parla di Contratto in frode alla legge (artt. 1344, 1345 c.c.),
ossia un contratto volto ad aggirare la legge (Illiceit della causa).
3) LOGGETTO: (art. 1346 c.c.) Per oggetto del contratto si intendono le Prestazioni dedotte in contratto
come dovute dalle parti: loggetto di una prestazione quindi il bene dovuto. Qualcuno identifica loggetto
anche con il Contenuto del contratto, ossia linsieme delle disposizioni che disciplinano il rapporto tra
contraenti. Loggetto deve per legge essere Possibile (materialmente suscettibile di esecuzione), Lecito
(quando la prestazione conforme alla norma imperativa), Determinato o determinabile (occorre che sia
chiaro a cosa le parti si impegnano). Le parti possono anche stabilire che loggetto della prestazione sia
determinato da un terzo: possono, ad esempio, stabilire che il prezzo della cosa sia fissato da uno stimatore
esperto, o comunque da un terzo (detto Arbitratore). Siccome lOggetto rimanda alla Prestazione,
necessario ricordare il relativo articolo (art. 1174 c.c.), che recita La prestazione che forma oggetto
dellobbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un interesse,
anche non patrimoniale, del creditore.
4) LA FORMA: (artt. 2699 e 2702 c.c.) La Forma del contratto non sempre un elemento essenziale.
Essa infatti lo solo quando prevista dalla legge, sotto pena di nullit. In ogni caso, si tratta di un atto
scritto che pu essere Pubblico (art. 2699 c.c.) o Scrittura privata (art. 2702 c.c.): il primo composto da un
pubblico ufficiale (notaio), la seconda invece fatta dalle parti (privati).
CAP 26. LE TRATTATIVE E LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO:
La conclusone del contratto si verifica sottoscrivendo un unico documento, attraverso lo scambio di due
dichiarazioni scritte identiche, firmate ciascuna da una parte sola, e verbalmente.
Occorre che lAccettazione giunga al proponente nel termine da lui stabilito; che la dichiarazione di colui al
quale la proposta era destinata sia conforme alla proposta (non contenga variazioni delle condizioni indicate
nella proposta); che laccettazione sia compiuta nella forma richiesta dal proponente (se il proponente
richiede che la proposta venga accettata per iscritto, non sufficiente una dichiarazione verbale a
concludere il contratto). La legge stabilisce infine che il contratto si consideri concluso nel momento e nel
luogo in cui il proponente viene a Conoscenza dellaccettazione della proposta comunicatagli dalla
controparte (art. 1335 c.c.): la proposta, laccettazione e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata
persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono allindirizzo del destinatario.
LA REVOCA DELLA PROPOSTA E DELLACCETTAZIONE: La proposta e laccettazione possono essere
ritirate e private di effetto mediante un atto uguale e contrario che si chiama Revoca (art. 1328 c.c.). la
proposta pu essere revocata finch il contratto non sia concluso, e la revoca non ha effetto se non giunge a
conoscenza del proponente prima che vi giunga laccettazione. La revoca della proposta impedisce la
conclusione del contratto, purch sia stata emessa ed inviata prima che il proponente abbia avuto
conoscenza dellaccettazione della controparte; per la revoca dellaccettazione occorre che essa pervenga
allindirizzo del proponente prima che vi sia pervenuta laccettazione.
LOFFERTA AL PUBBLICO: Un particolare tipo di proposta lofferta al pubblico, che vale come proposta
contrattuale e dunque permette che la conclusione del contratto avvenga per effetto della sola dichiarazione
di accettazione di colui che sia interessato a perfezionare il contratto oggetto della proposta (ad es. lofferta
di sottoscrizione di unopera libraria a dispense).
IL CONTRATTO APERTO ALLADESIONE: Un regolamento contrattuale pu essere aperto alladesione di
altre parti. il caso di contratti che tendono a realizzare determinate organizzazioni di carattere associativo.
Nei contratti aperti alladesione di terzi, di solito il contratto stesso a disciplinare le modalit di
manifestazione della volont di aderire.

LE TRATTATIVE:
Per giungere alla stipulazione di un contratto spesso necessario un periodo di trattative, sia per negoziare
il contenuto degli accordi in formazione, sia per svolgere eventuali accertamenti tecnici e legali che possono
servire ad una delle due parti per valutare la convenienza dellaffare. Le parti, durante queste trattative,
devono comportarsi secondo Buona fede (art. 1337 c.c.), un preciso dovere giuridico; di conseguenza, la
parte che violi questo dovere incorre in un tipo di responsabilit, la Culpa in contrahendo. Si cade in questo
tipo di responsabilit quando vi un Abbandono ingiustificato della trattativa, una Mancata informazione
sulle cause di invalidit del contratto, un Influenza illecita sulla determinazione negoziale della controparte
(quando una parte trae in inganno laltra parte, minacciandola o approfittando di un errore), unInduzione
della controparte alla stipulazione di un contratto pregiudizievole
CONDIZIONI GENERALI DI CONTRATTO: Quando si tratta di contratti di massa, ossia di contratti che
unimpresa conclude con un gran numero di persone, limpresa non pu mettersi a discutere con ciascun

cliente le condizioni del singolo rapporto. Di solito, perci, in questo caso le trattative sono di fatto impossibili,
e queste imprese predispongono quindi di moduli contrattuali nei quali inseriscono clausole uniformi e
standardizzate (condizioni generali di contratto). Il cliente non pu discutere: o aderisce o rifiuta. In ogni
caso, il legislatore ha voluto tutelare laderente e limitare abusi ai suoi danni, prevedendo che:
- la parte che predispone il contratto debba fare in modo da garantire che il contraente conosca le clausole
usando lordinaria diligenza;
- le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto sinterpretino, in caso di dubbio, a favore
delladerente.
CAP 27. I VIZI DELLA VOLONTA:
Il contratto stipulato da un soggetto incapace di agire o da un soggetto la cui volont risulti viziata (errore,
dolo, violenza), annullabile. Si tratta di un rimedio che consente a colui il cui consenso sia stato viziato, di
impugnare il contratto con unapposita azione giudiziaria, chiedendone lannullamento da parte del giudice. I
vizi della volont sono lErrore, il Dolo e la Violenza (art.1427 c.c.):
ERRORE: Lerrore consiste in una falsa conoscenza della realt, oppure nellignoranza. LErrore Ostativo
lerrore che cade sulla dichiarazione, ossia lerrore di distrazione (volevo scrivere 100 e ho scritto 1000).
Diverso lErrore-Vizio della volont, che si verifica quando il soggetto ha malamente accertato e valutato
le circostanze del negozio, cosicch la volont espressa nella dichiarazione negoziale risulta viziata
dallerrore in cui caduto il dichiarante. Entrambi gli errori determinano lannullabilit del contratto.
Il contratto annullabile quando lerrore Essenziale e Riconoscibile:
- Essenziale: ossia quando lerrore riguarda la natura del negozio (credevo di dare una cosa in locazione,
invece il contratto era di enfiteusi), loggetto del negozio (credo che siano viti gli oggetti che voglio comprare
e invece sono chiodi) o la persona del negozio (non indifferente se ad eseguire un intervento chirurgico sia
un noto luminare o un medico inesperto suo omonimo)
- Riconoscibile: lerrore si considera riconoscibile (dallaltro contraente) quando la controparte avrebbe
potuto accorgersene.
DOLO: Un negozio annullabile quando vi sia stato un raggiro ai danni del suo autore. Per lannullabilit
dellatto deve concorrere unAzione idonea a trarre in inganno la vittima (es. falsa licenza di costruzione), ed
necessario che la vittima non se ne accorga. Per quanto riguarda il comportamento ingannevole,
sufficiente qualsiasi manovra o mezzo fraudolento, utilizzato per far cadere in errore la vittima.
La legge comunque mira a reprimere qualsiasi atteggiamento ingannatorio, soprattutto se rivolto al pubblico
dei consumatori.
VIOLENZA: La violenza psichica consiste nella minaccia rivolta ad una persona, allo specifico scopo di
estorcerle il consenso alla stipulazione di un contratto. Si tratta di un caso in cui una persona induce laltra a
concludere il contratto sotto la pressione di una minaccia. Da essa si differenzia la violenza fisica: in questo
caso, il negozio ritenuto nullo, mentre nel caso di violenza psichica la volont non manca, ma viziata e
comporta lannullabilit del negozio compiuto dal soggetto minacciato.
CAP 28. LA FORMA DEL CONTRATTO:
Per Forma di un contratto si intende la modalit di espressione della volont individuale, che pu essere il
linguaggio, un comportamento materiale. Comunque, se la legge non impone esplicitamente il rispetto di una
determinata forma, il contratto pu essere validamente concluso grazie a qualsiasi modalit di espressione
del volere: parlando, scrivendo, esprimendosi a gesti. Il pi delle volte, tuttavia, la legge impone la forma
scritta, ed il caso dei contratti relativi a diritti reali immobiliari. Lart. 1352 c.c. ammette che le parti possano,
con apposito accordo scritto, pattuire di adottare una determinata forma per la conclusione di un contratto, al
fine di assicurare maggiore certezza alle loro future pattuizioni.
CAP 29. LA RAPPRESENTANZA:
Vi sono casi in cui la volont contrattale espressa non direttamente dallinteressato, bens da un terzo
appositamente incaricato. La rappresentanza listituto per cui ad un soggetto (rappresentante) attribuito
un apposito potere di sostituirsi ad un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di attivit giuridica per
conto di questultimo, e con effetti diretti nella sua sfera giuridica. La persona che si sostituisce ad un'altra,
quindi il rappresentante, deve agire per conto e in nome di questaltra persona, dichiarando che non compie
latto per s ma in nome dellinteressato (rappresentanza Diretta). Se una persona agisce nellinteresse altrui
ma non dichiara di agire in nome altrui, si ha la cosiddetta rappresentanza Indiretta (colui che emette la
dichiarazione acquista i diritti e diventa soggetto degli obblighi nascenti dal negozio, ma occorrer un altro
negozio per trasmettere gli effetti dellatto nel patrimonio della persona rappresentata).
Non in tutti i negozi ammessa la rappresentanza: essa esclusa nei negozi che si vogliono riservare
esclusivamente alla persona interessata (negozi di diritto familiare, es. matrimonio testamento).
RAPPRESENTANZA LEGALE: Il potere rappresentativo pu derivare dalla legge. La rappresentanza legale
ricorre quando il soggetto incapace: ad esempio, il minore rappresentato dai suoi genitori.

LA PROCURA: Il negozio con il quale una persona conferisce ad unaltra il potere di rappresentarla si
chiama Procura (o delega), perci il rappresentante volontario si chiama Procuratore. La procura serve a
render noto ai terzi, con i quali il rappresentante dovr venire a contatto per assolvere lincarico, che egli
da me autorizzato a trattare in mio nome. Perci interessa al terzo, che vuol trattare con il rappresentante,
conoscere se questi effettivamente investito del necessario potere ed entro quali limiti.
E possibile talvolta che il rappresentato approvi ci che stato fatto in suo nme da altri senza che egli
avesse attribuito il potere di rappresentarlo: questa dichiarazione si chiama ratifica, ed una Procura
successiva.
CAP 30. IL CONTRATTO PRELIMINARE E I VINCOLI A CONTRARRE:
Si dice Preliminare il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un successivo contratto Definitivo, di
cui devono aver gi determinato nel preliminare il contenuto essenziale (art. 2932 c.c.). Spesso, pu
accadere che le parti siano tendenzialmente daccordo sulla realizzazione di una certa operazione
economica ed intendano vincolarsi reciprocamente fin da ora ad attuarla, ma preferiscano rinviare la
realizzazione degli effetti del contratto ad un tempo successivo: ci si impegna quindi con un contratto
preliminare, che obbliga le parti a stipulare il definitivo. Qualora il contratto preliminare non sia adempiuto, si
pu chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa dellinadempienza della controparte (responsabilit
contrattuale).
PRELAZIONE: Ciascuno di norma libero di contrattare con chi crede. Tuttavia, la legge o un patto
volontariamente stipulato possono attribuire ad un soggetto un diritto di prelazione, ossia il diritto di essere
preferito ad ogni altro. La prelazione pu essere volontaria (quando venga concessa con un accordo tra
privati) o legale (accordata da una norma di legge). Il promittente, in caso di inadempimento, tenuto al
risarcimento dei danni, ma il terzo acquirente ha acquistato in modo pienamente efficace e non corre il
rischio di veder posta in discussione la sua titolarit. Non per cos quando si tratti di prelazione di fonte
legale, che assicura al prelazionario un diritto di preferenza opponibile ai terzi.
CAP 31. LOGGETTO DEL CONTRATTO:
Per oggetto del contratto (art. 1346 c.c.) si intendono le Prestazioni dedotte in contratto come dovute dalle
parti: cio il bene dovuto che costituisce loggetto di una prestazione di dare o comunque sul quale
ricadano gli effetti del contratto. Qualcuno identifica loggetto con il Contenuto del contratto, ossia allinsieme
delle disposizioni che disciplinano il rapporto tra contraenti. Loggetto deve per legge essere Possibile
(materialmente suscettibile di esecuzione), Lecito (quando la prestazione conforme alla norma imperativa),
Determinato o determinabile (occorre che sia chiaro a cosa le parti si impegnano).
Le parti possono anche stabilire che loggetto della prestazione sia determinato da un terzo: possono, ad
esempio, stabilire che il prezzo della cosa sia issato da uno stimatore esperto, o comunque da un terzo
(detto Arbitratore).
CAP 32. LA CAUSA DEL CONTRATTO:
Elemento essenziale di ogni negozio giuridico la sua Causa (artt. 1343 ss c.c.), ossia la Funzione
economico-sociale del contratto, lo scambio fra un bene e un prezzo. Tuttavia, siccome necessario che gli
interessi che realizza il contratto siano Meritevoli di tutela (da parte della legge), bisogna definire la causa
come lInsieme degli interessi che il contratto diretto a realizzare. La causa del contratto deve essere
quindi Lecita (meritevole di tutela), ossia non deve andare contro le norme imperative dellordinamento
giuridico: in caso contrario, si parla di Contratto in frode alla legge (artt. 1344, 1345 c.c.), ossia un contratto
volto ad aggirare la legge (Illiceit della causa).
CAP 33. LINTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO:
Linterpretazione del negozio giuridico tende a determinare il significato giuridicamente rilevante da
riconoscere ad una dichiarazione negoziale. Quindi, linterpretazione di un contratto non va intesa come
diretta alla ricostruzione della volont che ciascuna delle parti ha ritenuto di manifestare nellatto, bens come
volta a determinare quali effetti il negozio sia idoneo a produrre. Le regole dinterpretazione si distinguono in
due gruppi: Regole di interpretazione soggettiva (dirette a ricercare il punto di vista dei soggetti del
negozio) e Regole di interpretazione oggettiva (intervengono quando non sia possibile attribuire un senso
al negozio nonostante il ricorso alle norme dinterpretazione soggettiva).
Naturalmente, il punto di riferimento dellattivit dellinterprete deve essere il testo della dichiarazione
negoziale, non limitandosi al senso letterale delle parole, ma a quale sia stata la comune intenzione delle
parti, ossia il significato che entrambe attribuivano allaccordo. Se, nonostante il ricorso alle regole ora
indicate, il senso non risulti chiaro, si applica il Principio della conservazione del negozio: il negozio deve
interpretarsi nel senso in cui esso possa avere qualche effetto anzich in quello secondo cui non ne avrebbe
alcuno.

CAP 34. GLI EFFETTI DEL CONTRATTO:


Le parti, dopo aver stipulato il contratto, sono libere di sciogliere o modificare questultimo con un contrario
atto di comune volont. Il contratto, infatti, secondo lart. 1372 c.c., pu essere sciolto per mutuo consenso
delle parti.
RECESSO: Il Recesso unilaterale del contratto il diritto di liberarsi unilateralmente dagli obblighi assunti
con il contratto, che pu essere esercitato prima che abbia inizio lesecuzione del contratto: in certi contratti
la legge attribuisce ad una sola delle parti il diritto di recedere in qualsiasi momento, mentre altre volte
subordina il diritto di recedere ad una giusta causa.
DISDETTA: Diversa dal recesso la Disdetta, ossia il diniego di rinnovazione di un contratto di durata per il
quale sia previsto un automatico rinnovo alla scadenza. il caso della locazione di immobili urbani, in cui
alla scadenza del termine il contratto si rinnova automaticamente, per un eguale periodo, a meno che una
parte intimi una disdetta, ossia manifesti la volont di impedire la rinnovazione.
INTEGRAZIONE: Il contratto produce non soltanto gli effetti perseguiti dalle parti, ma anche quelli disposti
dalla legge. Lintegrazione degli effetti del contratto importante soprattutto per risolvere i problemi posti
dalle eventuali lacune della disciplina negoziale, che possono essere colmate da norme dispositive.
Particolarmente importante pu essere lintervento legislativo per imporre ai privati clausole o prezzi, che si
sostituiscono di diritto a quelli pattuiti dai contraenti.
LA CLAUSOLA PENALE: Nel caso in cui uno dei due contraenti non rispetti le clausole previste dal
contratto, laltro ha diritto di essere risarcito dei danni subiti, ma ha lonere di provare il danno che gli stato
arrecato per effetto dellinadempimento altrui. Perci, le parti possono inserire nel contratto una clausola con
cui stabiliscono ex ante quanto il debitore dovr pagare, a titolo di penale, ove dovesse rendersi
inadempiente. In tal caso, la parte inadempiente tenuta a pagare la penale stabilita, senza che il creditore
debba dare la prova di avere subto un danno di misura corrispondente. Si dice quindi che tale clausola
(clausola penale) contiene una liquidazione convenzionale anticipata del danno, nel senso che elimina la
necessit per il creditore di provare linadempimento e lentit del danno subto.
CAP 35. GLI ELEMENTI ACCIDENTALI DEL CONTRATTO:
Bisogna distinguere tra gli elementi essenziali del contratto e gli elementi Accidentali. Questi ultimi non sono
indispensabili ai fini della validit del negozio giuridico, e quindi non attengono alla sua essenza: sono
piuttosto strumenti a disposizione delle parti per orientare gli effetti del negozio in modo da renderli pi vicini
e meglio rispondenti ai loro specifici interessi.
LA CONDIZIONE: La condizione un avvenimento futuro ed incerto. Lespressione condizione viene
adoperata sia per indicare la clausola condizionale inserita nel negozio, sia levento dedotto in condizione,
dal quale le parti fanno dipendere la produzione degli effetti dellatto. Una condizione ad esempio mi
impegno a comprare un determinato fondo se il Comune mi consentir di costruire su quel terreno. Bisogna
per distinguere tra la Condicio facti e la Condicio iuris: la condicio facti dipende dalla volont delle parti,
che sono libere di apporla o non apporla, mentre la condicio iuris costituisce un elemento previsto e stabilito
dalla legge (la volont delle parti non pu influire). La Condizione, in generale, presuppone che vi sia
Incertezza (lavvenimento non si ancora verificato, ma pu ancora verificarsi), altrimenti se lavvenimento si
avverato non vi pi incertezza (avveramento della condizione) e quindi si producono tutte le
conseguenze de negozio.
IL TERMINE: Il termine, al contrario della condizione, consiste in una avvenimento futuro e certo, dal quale o
fino al quale debbono prodursi gli effetti del negozio. Anche il termine si riferisce al futuro, ma non v alcun
dubbio circa il suo avverarsi. Il termine pu comunque essere Determinato o Indeterminato, ma ci non
toglie che comunque si verificher. Come vi sono negozi che non tollerano lapposizione di condizioni, cos
ve ne sono che non ammettono apposizione di termine (es. matrimonio).
IL MODO: Il Modo (modus = misura, limitazione) una clausola accessoria che si appone ad una liberalit
(donazione, istituzione di erede) allo scopo di limitarla, imponendo un determinato dovere di condotta o di
astensione a carico del beneficiario di suddetta liberalit. La limitazione pu consistere in un obbligo di dare
(ti istituisco erede con lobbligo per di dare ogni anno una determinata somma in beneficienza), di fare o di
non fare. Il modo si distingue dalla semplice raccomandazione, che rappresenta invece un dovere
esclusivamente morale per chi riceve lattribuzione patrimoniale. Il Modo costituisce la fonte di un obbligo
giuridico.

CAP 36. LA MANCANZA DI VOLONTA E LA SIMULAZIONE:


SIMULAZIONE: Gli artt. 1414 ss c.c. sono dedicati alla figura della Simulazione, di cui il legislatore non d
una definizione. Si considera simulato un contratto quando le parti pongono in essere lesteriorit di una
dichiarazione contrattuale, al fine di poterla invocare di fronte a terzi, ma sono tra loro daccordo che gli

effetti previsti dallatto simulato non sono dalle parti stesse voluti e non si devono verificare: ad esempio, si
pensi al caso in cui Tizio vende formalmente a Caio i suoi diritti su un immobile, ma che la vendita
ufficialmente perfezionata sia meramente apparente, in quanto in realt le parti escludono che latto assuma
qualsiasi effettiva rilevanza tra di loro, cosicch Caio non sar tenuto a pagare il prezzo pattuito, e n
diventer proprietario della cosa a lui apparentemente trasferita. Ci che caratterizza la simulazione, quindi,
laccordo simulatorio, ossia lintesa interna e destinata a restare riservata: il contratto ufficiale fittizio e
pertanto non idoneo a realizzare gli effetti cui appare preordinato. Si parla quindi di Finzione concordata tra
le parti, che hanno voluto agire al fine di rappresentare agli occhi dei terzi una determinata situazione
giuridica. Le cause per cui la simulazione viene posta in essere sono Illecite (es. per evadere il fisco) o per
Riservatezza.
Se entrambe le parti sono daccordo sulla simulazione da attuare, mantenendo la situazione immutata
(Simulazione assoluta), la legge stabilisce che il negozio simulato non produca effetto tra le parti. Se le parti
intendono mutare la situazione giuridica preesistente attraverso latto simulatorio (Simulazione relativa), il
contratto simulato non pu produrre effetti tra le parti sempre perch le parti sono daccordo nellaverlo
stipulato. In ogni caso, comunque, i terzi estranei al contratto simulato, se hanno qualche sospetto che lo sia,
possono farne accertare la nullit, facendo dichiarare la simulazione della finta vendita e la conseguente
inefficacia.
NEGOZIO FIDUCIARIO: Il Negozio fiduciario quando un soggetto, detto Fiduciante, trasferisce ad un
Fiduciario la titolarit di un bene, con il patto che lintestatario utilizzer e disporr del bene esclusivamente
seguendo le istruzioni impartitegli dal fiduciante. La distinzione tra negozio fiduciario e simulazione
importante: il Negozio fiduciario vero e reale, ossia voluto dalle parti, e quindi il fiduciario diviene
effettivamente titolare del bene a lui fiduciariamente trasferito, ma gravato dallobbligo di gestire il bene e di
disporne secondo le istruzioni del fiduciante. Il negozio simulato, invece, fittizio e non trasferisce
veramente alcun diritto al simulato acquirente.
TRUST: Simile al concetto di Negozio fiduciario il cosiddetto Trust (derivante dal diritto anglosassone).
Nel Trust, il trasferimento di beni vincolato da un legame (patto di fiducia) che intercorre tra il Settlor e il
Trustee; il Settlor (disponente) trasferisce l'intestazione dei beni affinch vengano amministrati dal Trustee
nell'interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito nell'atto istitutivo. Ci sono due elementi
caratterizzanti il trust: un trasferimento di intestazione e l'amministrazione dei beni (che deve essere una
amministrazione diligente e volta a favorire il beneficiario). Si dice comunemente che il trust sia l'equivalente
anglosassone del Negozio fiduciario, ma in realt vi sono differenze molto profonde: nel Negozio fiduciario
infatti la propriet dei beni appartiene solo formalmente al fiduciario, che si obbliga ad obbedire a tutte le
disposizioni del fiduciante, ivi compreso l'eventuale ordine di restituzione degli stessi. Nel trust invece
il Trustee pieno proprietario del bene in trust.
CAP 37. INVALIDITA ED INEFFICACIA DEL CONTRATTO:
Lordinamento giuridico, pur riconoscendo ai privati il potere di porre in essere dichiarazioni negoziali
(autonomia negoziale), mette a queste ultime dei limiti in modo che rispondano a dei requisiti stabiliti
dallordinamento stesso. Se questi limiti sono sorpassati o violati si verifica linvalidit. Il negozio giuridico
perci invalido quando viziato, difettoso e non idoneo ad acquistare pieno valore giuridico (ossia quando
non vengono osservati suddetti limiti). Non bisogna confondersi tra Validit ed Efficacia del contratto:
lefficacia la concreta idoneit del negozio a produrre gli effetti ai quali preordinato, mentre la validit,
come stato detto appena sopra, vi quando il negozio giuridico rispetti i limiti imposti dalla legge.
LA NULLITA: Il negozio si dice Nullo quando non pu produrre in alcun modo gli effetti ai quali stato
orientato dalle parti. Il vizio che determina la nullit pu investire lintero negozio giuridico (nullit totale) o
soltanto una o pi clausole dellatto (nullit parziale). Il negozio nullo non produce alcun effetto giuridico, ma
ci non esclude che non possa essere ugualmente eseguito: la carenza di qualsiasi effetto giuridico dellatto
di uccidere una persona non esclude affatto che questo atto possa comunque essere eseguito. In ogni
caso, qualora si intenda dirimere una controversia circa la validit o meno di un atto, ovvero qualora si voglia
chiedere la restituzione di una prestazione effettuata in esecuzione di un atto nullo, necessario rivolgersi al
giudice per far accertare e dichiarare la nullit del negozio in questione. Se lazione di annullamento viene
accolta dal giudice, lannullamento ha effetto retroattivo, ossia si considera come se il negozio non avesse
prodotto alcun effetto.
Il codice civile non specifica cosa comporta la qualifica di Nullo, ma presenta comunque le Cause di nullit
del contratto (art. 1418 c.c.), che si raggruppano in tre grandi categorie:
1) Specifica comminatoria di nullit di un determinato tipo di contratto o di patto contenuta in una norma di
legge;
2) Mancanza di uno degli elementi essenziali del negozio;
3) Contrariet a norme imperative dellordinamento giuridico.
CAP 38. LA RESCISSIONE

E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO:

RESCISSIONE: La Rescissione del contratto pu chiedersi per anomalie relative alla conclusione dello
stesso: perch stato concluso in stato di pericolo (in cui uno dei contraenti si trovava); per lesione
(sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dellaltra). Il contraente contro cui proposta lazione di
rescissione pu evitarla eliminando lo squilibrio che ne costituisce il fondamento, cio offrendo un aumento
della sua prestazione o, comunque, una modificazione del contratto sufficiente per ricondurlo ad equit. La
rescissione non ha efficacia retroattiva, e quindi non pregiudica i diritti acquistati da terzi. Lazione si
prescrive in un anno dalla conclusione del contratto.
RISOLUZIONE: La risoluzione del contratto lo scioglimento del vincolo contrattuale e la cessazione degli
effetti da esso derivanti; per inadempimento, per impossibilit sopravvenuta, per eccessiva onerosit. Di
fronte allinadempimento dellaltra parte, al contraente adempiente lasciata la facolt di scegliere fra
insistere per ladempimento degli accordi o chiedere che il contratto venga sciolto e considerato come se
non fosse mai stato stipulato. In entrambi i casi, il contraente adempiente ha il diritto di pretendere il
risarcimento dei danni subiti. Per ottenere la risoluzione occorre proporre una domanda giudiziale,e spetter
quindi al giudice accertare se veramente vi sia stato inadempimento del contratto e se di tale inadempimento
sia responsabile il convenuto. Vi per uneccezione a questa regola: la risoluzione del contratto, infatti, pu
intervenire talvolta per effetto del diritto stesso, ossia quando le parti prevedano espressamente che il
contratto debba considerarsi automaticamente risolto qualora una determinata obbligazione non venga
adempiuta; oppure, sempre per effetto del diritto presente la Diffida ad adempiere, una dichiarazione
scritta con cui si intima allaltro contraente di provvedere alladempimento entro un termine dopo il quale il
contratto si intender risolto.
CLAUSOLA DEL SOLVE ET REPETE: Una delle parti pu assicurarsi, mediante apposita clausola, una
particolare protezione ai fini delladempimento della prestazione ad essa dovuta. Pu, cio, essere stabilito
che una delle parti non possa opporre eccezioni al fine di evitare o ritardare la prestazione dovuta. La
clausola Solve et repete quindi importa rinuncia al diritto di opporre eccezioni, ed diretta a rafforzare il
vincolo contrattuale.
IMPOSSIBILITA SOPRAVVENUTA: Limpossibilit sopravvenuta della prestazione estingue lobbligazione,
liberando quindi la parte che vi era tenuta. Nei contratti, limpossibilit sopravvenuta fa venir meno la causa
del rapporto, e perci d luogo alla risoluzione. Ad esempio, se dopo il trasferimento della propriet, ma
prima della consegna, la cosa va distrutta per un caso fortuito, il venditore non responsabile per tale
perdita, ed ha diritto al pagamento del prezzo da parte del compratore.
ECCESSIVA ONEROSITA: Il legislatore ha concesso un rimedio per il caso in cui fatti sopravvenuti
straordinari ed imprevedibili rendano la prestazione di una delle parti eccessivamente onerosa,
determinando quindi un sacrificio sproporzionato di una parte a vantaggio dellaltra. accolta la clausola
Rebus sic stantibus, secondo la quale un accordo sarebbe vincolante soltanto a condizione che non si
modifichino i rapporti di valore tra le prestazioni oggetto dello scambio. Si ha quindi diritto alla risoluzione del
contratto nel caso in cui ricorre leccessiva onerosit di una delle parti.
CAP 39. I CONTRATTI DEL CONSUMATORE:
I contratti del consumatore non costituiscono un modello di operazione economica come la vendita o simili:
le regole sul contratto del consumatore si attengono alla predisposizione di regole di correttezza nella
condotta degli operatori commerciali, di informazione ed educazione del consumatore, volte a sviluppare una
maggiore maturit e consapevolezza del consumatore stesso nella propria attivit contrattuale. Nel tempo si
sono succeduti molteplici interventi del legislatore volti a tutelare il consumatore nella sua attivit
contrattuale, mossi dalla necessit di rafforzare la posizione di una parte tipicamente in posizione di
debolezza: di recente, il materiale normativo accumulatosi stato riorganizzato e raccolto in un testo unico, il
Codice del consumo, che costituisce il plesso normativo oggi pi importante in materia.
CONSUMATORE E PROFESSIONISTA: Le parti, in materia di consumo, sono il Consumatore e il
Professionista. Per Consumatore si intende la persona fisica che agisce per scopi estranei allattivit
imprenditoriale o professionale eventualmente svolta; per Professionista invece si intende la persona fisica o
giuridica che agisce nellesercizio della propria attivit imprenditoriale o professionale, o un suo
intermediario.
LEDUCAZIONE DEL CONSUMATORE: Obiettivo primario della legge lo sviluppo di una capacit di
adeguata autodeterminazione del pubblico dei consumatori nelle scelte relative allacquisto di beni e di
servizi e nella tutela dei loro diritti. La legge agisce cos verso la promozione delle conoscenze e delle
capacit di valutazione del consumatore, e verso limposizione di apposite regole di correttezza
nellinformazione precontrattuale. Ovviamente in questo senso dedicata particolare attenzione alla
pubblicit ed alle altre comunicazioni commerciali: le norme introdotte nel codice del consumo sono volte a
reprimere la pubblicit ingannevole e ad assicurare uninformazione commerciale palese, veritiera e corretta.
Il Codice del consumo affida allAutorit Antitrust (garante della concorrenza e del mercato) appositi poteri di
inibitoria e sanzione degli atti di pubblicit ingannevole o comparativa illecita.

I CONTRATTI DEL CONSUMATORE E LE CLAUSOLE VESSATORIE: Procediamo allanalisi delle


principali norme regolatrici del contratto del consumatore, il cui contenuto un calco fedele del testo della
Direttiva. Innanzitutto, si considerano vessatorie le clausole che determinano a carico del consumatore un
significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Si distinguono due tipi di clausole
vessatorie: quelle che sono sempre ritenute tali, e quelle che la legge presume abbiano carattere vessatorio
(questultime sono elencate nel codice). Per quanto riguarda le prime, ossia quelle che sono sempre ritenute
vessatorie (senza possibilit di prova contraria), esse sono enumerate dal codice, e si tratta delle clausole
che limitano la responsabilit del professionista nel caso di morte o danno alla persona del consumatore;
ovvero, limitano le azioni del consumatore in caso di inadempimento da parte del professionista: proprio per
la loro pericolosit, tali disposizioni sono sempre invalide e considerate nulle.
CAP 40. I CONTRATTI TIPICI E ATIPICI:
Data la loro maggior importanza, i contratti tipici e atipici sono stati specificamente regolati dal legislatore.
Tali contratti si classificano in:
- Compravendita;
- Contratti di scambio (do ut des);
- Contratti di scambio (do ut facias);
- Contratti di cooperazione;
- Contratti reali;
- Contratti bancari;
- Contratti aleatori;
- Contratti diretti a costituire una garanzia;
- Contratti diretti a dirimere una controversia;
- Contratti agrari.
Nei riassunti saranno trattati i seguenti tipi di contratto: Compravendita, Do ut facias (solo Locazione, Affitto e
Appalto), Contratti di cooperazione (solo Mandato), Contratti reali (solo Comodato), Contratti diretti a
dirimere una controversia (solo Transazione).
CAP 41 42. LA COMPRAVENDITA:
La vendita di gran lunga il pi importante dei contratti, quello cui qualsiasi persona fa continuamente
ricorso per procurarsi la disponibilit di tutti i beni di cui ha bisogno. La Compravendita, secondo la
definizione contenuta nel codice civile, il contratto che ha per oggetto il trasferimento della propriet di una
cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo, che elemento essenziale della
vendita e consiste in un corrispettivo in denaro (il prezzo deve essere determinato o determinabile, altrimenti
il contratto nullo). La vendita un contratto consensuale (avviene solamente sotto volont dellacquirente),
e viene attuata dal Produttore (che colloca sul mercato la propria produzione), da un Intermediario nella
circolazione dei beni (attua il commercio presso il pubblico), o da un Venditore non professionale (es. beni
usati).
VENDITA AD EFFETTI REALI E VENDITA OBBLIGATORIA: La vendita ha effetti reali quando produce il
trasferimento della propriet della cosa, quindi quando abbia per oggetto una cosa determinata; in alcune
ipotesi, per, questo effetto non pu immediatamente realizzarsi poich la cosa pu non essere determinata
o non essere di propriet del venditore, e quindi il contratto ha efficacia obbligatoria (la propriet non passa
immediatamente, e il venditore ha lobbligo di procurarne lacquisto al compratore). La vendita obbligatoria
ha ad oggetto ad esempio benzina, stoffa, grano, oppure cose future come immobili da costruire, o ancora
cose altrui.
OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE: Lart. 1476 c.c. descrive le obbligazioni principali del venditore, che
sono:
- Fare acquistare al compratore la propriet della cosa o la titolarit del diritto oggetto dello scambio, se
lacquisto non effetto automatico del contratto;
- Consegnare la cosa al compratore: la consegna deve avvenire nel tempo e nel luogo fissati dal contratto, o
se ci non stabilito, essa deve essere fatta appena avvenuto il trasferimento del diritto e nel luogo in cui
la cosa si trovava quando lobbligazione sorta.

LE GARANZIE DEL COMPRATORE:


La funzione fondamentale della vendita consiste nel fare acquistare al compratore la titolarit del diritto
trasferito e la libera disponibilit del bene venduto. La legge attribuisce perci al compratore particolari tutele
o garanzie per il caso in cui sia disturbato nel godimento del bene acquistato:
GARANZIA PER EVIZIONE: Qualora dei terzi facciano valere pretese nei confronti del compratore sul bene
da lui acquistato, sussiste la Garanzia per Evizione, che Totale o Parziale:

- Totale: Il termine Evizione, innanzi tutto, deriva dal latino evincere, e si riferisce alla situazione del
compratore che sia rimasto soccombente nel giudizio instaurato contro di lui da un terzo che pretende di
essere il proprietario del bene. Il compratore convenuto in giudizio da un terzo dovr fornire le prove
necessarie per dimostrare che lazione intentata dal terzo sia infondata. Se il compratore subisce levizione,
ha diritto di pretendere dal venditore il risarcimento del danno, la restituzione del prezzo, ed il rimborso delle
spese fatte per il contratto.
- Parziale: se levizione soltanto parziale, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto. Allo stesso
modo, potr ottenere la risoluzione se la cosa acquistata gravata da oneri o diritti di godimento di terzi.
GARANZIA PER I VIZI: I vizi di una cosa sono le imperfezioni o le alterazioni del bene, dovute alla sua
produzione o conservazione. Il compratore non ha diritto di protestare per qualsiasi difetto della cosa
acquistata. Tuttavia, se il bene venduto presenta vizi non irrilevanti al compratore (ossia il bene inidoneo
alluso a cui destinato), a questultimo spetta ex lege una speciale tutela, denominata garanzia per i vizi
(art. 1490 c.c.). Il compratore, per far valere la garanzia cui il venditore tenuto, ha lonere di denunciare
lesistenza dei vizi entro otto giorni a partire dalla consegna o dalla scoperta. Ove ricorrano tali requisiti, il
compratore ha diritto di chiedere o la risoluzione del contratto (restituendo il bene e facendosi restituire il
prezzo pagato) o la riduzione del prezzo.

LE OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE:


Lobbligazione principale del compratore consiste nel dovere di pagare il prezzo pattuito (art. 1498 c.c.) nel
termine e nel luogo fissati dal contratto (se non vi sono clausole a riguardo, bisogna pagare al momento e
nel luogo della consegna).
LA VENDITA CON PATTO DI RISCATTO: La vendita con patto di riscatto una pratica attraverso cui il
venditore si riserva il diritto di riavere la cosa venduta mediante la restituzione del prezzo e i rimborsi stabiliti
dalla legge. Vi si ricorre, di solito, quando il venditore indotto a vendere per realizzare denaro liquido, ma
spera di poter avere, entro un certo termine, la somma necessaria per farsi restituire la cosa venduta. La
vendita elimina i suoi effetti se il venditore dichiara di voler riscattare la cosa venduta e gli restituisce il
prezzo e le spese fatte per la vendita: effetto retroattivo.
VENDITA DI COSE MOBILI: La vendita di merci, e in genere di cose mobili, costituisce il caso pi frequente
di compravendita. La legge si preoccupa di specificare quale debba essere il luogo della consegna, che in
assenza di apposito patto quello del luogo dove la cosa si trovava allatto della conclusione del contratto.
Apposite regole riguardano la tutela contro linadempimento delle parti: se il compratore non si presenta a
ricevere la cosa venduta, il venditore pu depositarla in un pubblico deposito, a spese del compratore; se il
compratore non paga il prezzo, il venditore pu far vendere la cosa per conto e a spese del compratore per
mezzo di un ufficiale giudiziario, ed ha diritto al risarcimento del danno; se il venditore a non adempiere il
contratto, il compratore pu far acquistare le cose a spese del venditore, sempre per mezzo di un
commissario, e ha diritto al risarcimento del danno.
VENDITA DI BENI IMMOBILI: La vendita di beni immobili deve farsi per iscritto. Il prezzo varia a seconda
che sia calcolato a misura (in proporzione alla grandezza dellimmobile) o a corpo (prezzo globale).
VENDITA A RATE: Nella vendita con riserva di propriet (vendita a rate), le parti stabiliscono che il prezzo
debba essere pagato frazionatamente entro un certo tempo e che la propriet passi al compratore solo
quando sar pagata lultima rata del prezzo medesimo. chi compra a rate non pu alienare la cosa fin
quando non ne ha acquistato la propriet; di conseguenza, se le rate non vengono pagate dal compratore, il
venditore pu recuperare il bene, del quale ha conservato la propriet.
CAP 43. I CONTRATTO DI SCAMBIO DO UT FACIAS:
LOCAZIONE: (art. 1571 ss c.c.) La locazione una figura negoziale di estrema importanza, ma rappresenta
uno schema nel quale possono inquadrarsi molteplici tipi contrattuali. Secondo la definizione generale allart.
1571 c.c., la locazione il contratto con il quale una parte si obbliga a far utilizzare ad un altro soggetto una
cosa per un dato tempo, in cambio di un determinato corrispettivo. Le parti sono il Locatore e il Conduttore
(concedente e inquilino/affittuario ecc.). Si distingue la Locazione di beni mobili, di beni immobili urbani e non
urbani, di beni produttivi (aziende). Il codice civile dispone di precise regole sulla locazione:
- loggetto del contratto non un bene produttivo (es. casa, ufficio ecc.);
- il contratto di locazione pu essere a tempo determinato ma non superiore a trentanni;
- il locatore ha lobbligo di consegnare e mantenere la cosa in stato da servire alluso convenuto,
provvedendo in particolare a far eseguire tutte le riparazioni necessarie (tranne quelle di piccola
manutenzione);
- il conduttore ha lobbligo di servirsi della cosa secondo luso pattuito e deve restituirla nello stesso stato in
cui lha ricevuta;
- lalienazione del bene locato non determina lo scioglimento del contratto;
- la locazione cessa automaticamente con lo spirare del termine pattuito, ma se il conduttore rimane in
detenzione della cosa locata il contratto si rinnova tacitamente.

AFFITTO: (art. 1615 ss c.c.) Laffitto un particolare tipo di locazione. Laffittuario deve curare la gestione
della cosa, in conformit alla sua destinazione economica, e gli spettano i frutti e le altre utilit. Il locatore
pu chiedere la risoluzione del contratto se laffittuario non osserva le regole della buona tecnica o muta la
destinazione economica della cosa. Loggetto del contratto dAffitto un bene, sia mobile che immobile,
avente carattere produttivo (es. terreni coltivabili ed esercizi commerciali).
APPALTO: (art. 1655 ss c.c.) Lappalto il contratto con il quale un committente affida ad un appaltatore il
compimento di unopera (es. la costruzione di un edificio) o lo svolgimento di un servizio, sotto corrispettivo
in denaro. Lappalto si distingue dalla vendita poich ha come oggetto un facere e non un dare (do ut
facias, appunto). Gli appalti possono essere Privati o Pubblici. Essendo materia di diritto privato, in questa
sede ci occuperemo soltanto degli appalti privati: questi sono oggetto di libera negoziazione tra le parti e non
vi alcuna disciplina vincolante in ordine alla aggiudicazione dellappalto. Lappaltatore un imprenditore
che deve impiegare dei capitali ed organizzare i fattori della produzione, presentando un progetto
sufficientemente dettagliato per consentirne la realizzazione.
Nel corso dei lavori il committente ha diritto di controllare il loro andamento, per verificare che lesecuzione
del contratto proceda secondo quanto pattuito: se il committente non accetta lopera ha lonere di denunciare
difformit o vizi entro 60 giorni dalla scoperta. Il committente ha diritto di pretendere che lappaltatore elimini
a sue spese le difformit o i vizi, oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito; se i vizi o le difformit
dello pera sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, il committente pu chiedere la
risoluzione del contratto.
CAP 44. I CONTRATTI DI COOPERAZIONE NELLALTRUI ATTIVITA GIURIDICA:
IL MANDATO: (art. 1703 c.c.) Il mandato il contratto attraverso cui una parte (mandatario) assume
lobbligo di compiere uno o pi atti giuridici nellinteresse/per conto dellaltra parte (mandante). Il mandato
pu essere con rappresentanza o senza rappresentanza: la differenza sostanziale tra i due che la
rappresentanza implica che il mandatario non possa agire in nome proprio, ossia dovr attenersi agli ordini
decisionali del mandante; di conseguenza, qualora il mandato sia senza rappresentanza, il mandatario pu
agire in nome proprio, acquista i diritti, assume gli obblighi derivanti dal negozio ed i terzi non hanno rapporto
col mandante. Il mandato si dice Collettivo quando vi sono pi mandanti a conferire lobbligo, mentre si dice
Congiuntivo quando il mandato conferito a pi mandatari. Il mandato, poi, si presume oneroso, ossia
previsto un compenso a favore del mandatario.
Lobbligo fondamentale del mandatario consiste nelleseguire il mandato con la diligenza del buon padre di
famiglia (art. 1710 c.c.); il mandante, invece, tenuto a somministrargli i mezzi necessari per lesecuzione
del mandato, a rimborsargli le spese, a pagargli il compenso, e a risarcirgli eventuali danni che abbia subito
a causa dellincarico. Il mandato si estingue per Revoca (da parte del mandante), Rinuncia (da parte del
mandatario), Morte o Inabilitazione (del mandante o del mandatario).
Per quanto riguarda i beni mobili: il mandante pu rivendicare i beni acquistati per suo conto da parte del
mandatario qualora questultimo non glieli trasferisca. Tuttavia, se nel frattempo il mandatario ha gi alienato
ad un terzo i beni acquistati, e tale terzo li ha acquistati in buona fede, la rivendicazione del mandante non
pu essere accolta (art. 1153 c.c.: Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non proprietario,
ne acquista la propriet mediante possesso, purch sia in buona fede al momento della consegna e sussista
un titolo idoneo al trasferimento della propriet).
Per quanto riguarda i beni immobili: la situazione per i beni immobili diversa, poich in questo caso il
mandatario ha lobbligo di trasferire al mandante, con un successivo negozio, il diritto acquistato in nome
proprio (ma sempre nellinteresse del mandante). Ci significa che il mandante potr rivendicare sempre il
bene acquistato per mano del mandatario, chiedendo che il giudice attui il trasferimento mediante sentenza
costitutiva.
CAP 45. I PRINCIPALI CONTRATTI REALI:
IL COMODATO: (art. 1803 c.c.) Il comodato (dal latino commodo datum) il contratto con il quale una
parte (comodante) consegna allaltra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinch questa se ne serva
per un tempo o un uso determinato, con lobbligo di restituire la stessa cosa ricevuta, ma senza essere
tenuta a pagare alcun corrispettivo: il comodato, infatti, essenzialmente gratuito. Esempio: mi prestano un
libro, posso leggerlo, ma ho lobbligo di restituirlo. Passa a me soltanto il possesso del libro: se lo vendessi,
mi renderei colpevole del delitto di appropriazione indebita. Ci implica che solo le cose inconsumabili
possono formare oggetto del comodato: luso di queste consiste, appunto, nel non poterne distruggere la
sostanza. Dal comodato nasce unobbligazione soltanto a carico del comodatario, quella di restituire la cosa.
DIFFERENZE TRA COMODATO E ALTRI TIPI DI CONTRATTO:
- Mutuo: la differenza sostanziale tra Comodato e Mutuo che nel mutuo bisogna restituire non le stesse
cose, ma la stessa quantit; mentre nel Comodato bisogna restituire quella precisa cosa.
- Deposito: vi differenza anche tra Comodato e Deposito, poich il depositario ha la detenzione, e quindi

non pu servirsi della cosa, mentre il comodatario s.


- Locazione: il fatto che il comodato sia gratuito, lo differenzia da altri tipi di contratto come ad esempio la
Locazione: se per luso della cosa fosse stabilito un corrispettivo, si ricadrebbe sotto lo schema del contratto
di locazione (obbligo di far godere una cosa verso un determinato corrispettivo).

Mancano da 46 - 48
CAP 49. I CONTRATTI DIRETTI A DIRIMERE UNA CONTROVERSIA:
LA TRANSAZIONE: (art. 1965 c.c.) La transazione il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche
concessioni, pongono fine ad una lite gi incominciata, o prevengono una lite che pu sorgere tra loro.
Senza il reciproco sacrificio, che le parti accettano per eliminare il fastidio (spese e rischio di un processo)
non v transazione. Non bisogna confondersi con la semplice rinuncia: se, per esempio, una delle parti
rinuncia puramente e semplicemente al suo punto di vista ed accetta integralmente quello dellaltro, vi
rinuncia a resistere o ad agire, ma non transazione, perch questa si realizza solo quando vi siano
concessioni reciproche, cio da entrambe le parti. Ai fini della transazione, quindi necessario che entrambe
le parti istituiscano un regolamento contrattuale che renda inammissibile e irrilevante accertare chi abbia
ragione o torto: chiaro che le parti dovranno subire reciproci sacrifici, e nessuna delle due sar soddisfatta
pienamente.
FORMA: Data limportanza della transazione richiesta ai fini di prova (ad probationem) la forma scritta,
necessaria per dare piena sostanza a un atto (ad substantiam) se la transazione ha per oggetto controversie
relative a diritti reali su beni immobili.
LA CESSIONE DEI BENI AI CREDITORI: La transazione sostituisce la sentenza, eliminando il processo di
cognizione. La cessione dei beni ai creditori tende ad evitare la procedura esecutiva, spesso lunga e
laboriosa. La cessione dei beni ai creditori infatti il contratto con cui il debitore incarica i suoi creditori o
alcuni di essi di alienare tutti o alcuni suoi beni, e di ripartirne fra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro
crediti. Il debitore liberato verso i creditori solo dal giorno in cui essi ricevono la parte loro spettante sul
ricavato della liquidazione e nei limiti di quanto hanno ricevuto. Per effetto della cessione, il debitore perde la
disponibilit dei beni ceduti, ma ha diritto di esercitare il controllo sulla gestione e di ottenere leventuale
residuo della liquidazione.
Manca 50
LE OBBLIGAZIONI NASCENTI DA ATTI UNILATERALI
CAP 51. LE PROMESSE UNILATERALI:
La Promessa unilaterale, avente ad oggetto un determinato comportamento futuro del promittente
sufficiente per far sorgere un vincolo giuridico, ma solo se tale promessa sia inserita in un contratto con una
valida causa (es. prometto di darti 100 euro entro il 31 dicembre prossimo). Ovviamente, qualora essa non
sia inserita in un contratto, resta pur sempre possibile ladempimento spontaneo.
PROMESSA DI PAGAMENTO: Occorre tener distinta la Promessa di pagamento / Ricognizione di debito
(art. 1987 c.c.) dalla Promessa unilaterale. Infatti, mentre nella Promessa unilaterale il promittente intende
assumere un debito prima inesistente, con la seconda il promittente intende invece manifestare la
consapevolezza di dover adempiere un debito che ritiene gi esistente (es. prometto di restituirti entro il 31
dicembre prossimo i 100 euro che ti devo). Se viene fatto riferimento ad una causa per la quale avviene la
promessa di pagamento, questa detta Titolata, mentre se non vi riferimento alcuno, la forma della
promessa Pura.
PROMESSA AL PUBBLICO: (art. 1989 ss c.c.) Ipotesi tipica di Promessa unilaterale la Promessa al
pubblico, ossia la promessa di una prestazione fatta, rivolgendosi al pubblico, a favore di chi si trovi in una
determinata situazione (es. promessa di una ricompensa al primo acquirente di un nuovo prodotto) o abbia
compiuto una determinata azione (es. promessa di una ricompensa a chi trovi un cane ecc.). La promessa,
essendo atto unilaterale, acquista efficacia vincolante non appena resa pubblica attraverso i vari mezzi di
pubblicit (manifesti, giornali, radio, internet ecc.). La Promessa al pubblico non va confusa con la Offerta al
pubblico, poich questultima una proposta di contratto che richiede laccettazione da parte di un soggetto,
mentre la Promessa vincolante, indipendentemente da qualsiasi accettazione, appena resa pubblica.
TITOLI DI CREDITO: (art. 1992 ss c.c.) Una tipologia di Promessa unilaterale sono i Titoli di credito, che
derivano dallassegno o dalla cambiale, e che rientrano in questa categoria poich sono documenti
contenenti una promessa unilaterale di pagamento o un ordine di pagamento. Nei titoli di credito vi sono
quindi un Possessore del titolo, che ha diritto alla prestazione in esso indicata, e un Debitore. Ci che
scritto nel Titolo di credito (Letteralit del titolo) determina la quantit, la qualit e le modalit del diritto
attribuito al possessore legittimo del documento.

CAP 52. LA CAMBIALE:


La Cambiale uno strumento di credito, nonch un titolo di credito allordine, e si divide in due tipologie: la
Tratta (contenente lordine che una persona d ad unaltra di pagare ad un terzo una somma di denaro) e il
Vaglia cambiario (promessa fatta da una persona di pagare una somma di denaro direttamente nelle mani
del promissario). La cambiale si trasferisce mediante girata (che lordine con cui il prenditore del titolo
ingiunge al debitore di pagare limporto dovuto al beneficiario dellordine: per me pagate al sig. Mario
Rossi): chi gira la cambiale risponde come chi lha emessa. La girata un negozio unilaterale, con il quale
si trasferisce la cambiale. La cambiale viene di solito scritta su appositi moduli filigranati che sono messi in
vendita dallo Stato per un prezzo corrispondente allimposta di bollo, che dovuta in misura proporzionale
allimporto per il quale il titolo emesso.
CARATTERISTICHE: La cambiale presenta le seguenti caratteristiche:
un titolo allordine: trasferibile mediante girata;
un titolo autonomo: non si fa riferimento al rapporto fondamentale tra creditore e debitore che ha
dato origine allemissione della cambiale;
un titolo formale: solo il documento che ha i requisiti previsti dalla legge vale come titolo di
credito;
un titolo esecutivo: se in regola con il bollo, vale come titolo esecutivo, non c quindi bisogno di
munirsi di una sentenza di condanna o di un decreto ingiuntivo di pagamento nel caso in cui
l'emittente (nel caso del pagher) e/o il trattario (nel caso della cambiale tratta) non paga a scadenza
l'effetto.
un titolo astratto: non dice la causa per cui stata emessa la cambiale.
AVALLO: Unobbligazione cambiaria pu essere garantita con unulteriore obbligazione cambiaria, detta
Avallo. La persona che garantisce detta avallante, mentre la persona a cui favore la garanzia prestata
viene denominata avallato. Lavallo necessita di una forma particolare: lobbligazione di avallare la
cambiale deve essere scritta sulla cambiale, senza una formula determinata.
CAP 53. GLI ASSEGNI:
Lassegno uno strumento di pagamento (e non di credito, a differenza della cambiale), in quanto mira a
procurare al portatore limmediata disponibilit di una somma in denaro. Le due pi importanti figure di
assegno sono lAssegno bancario e lAssegno circolare:
ASSEGNO BANCARIO: Lassegno bancario ha la stessa struttura della cambiale-tratta, vale a dire che
consiste in un documento sul quale unilateralmente lemittente sottoscrive un ordine rivolto alla banca di
pagare una somma di denaro determinata a favore del beneficiario indicato sul titolo. La banca consegna al
cliente un libretto con i moduli prestampati. Lemittente ha un deposito presso la banca da cui questultima
attinge per onorare lordine del depositante.
ASSEGNO CIRCOLARE: Mentre chiunque, purch autorizzato dalla banca dove ha disponibilit di fondi,
pu emettere assegni bancari, lassegno circolare non pu essere emesso se non da una banca. La struttura
dellassegno circolare quella del pagher-cambiario: la banca si impegna a pagare a vista limporto per cui
il titolo emesso o allintestatario dellassegno o ad un giratario.
CAP 54. OBBLIGAZIONI NASCENTI DALLA LEGGE:
Fonti legali di obbligazione sono la Gestione di affari, la Ripetizione di indebito, lArricchimento senza causa;
LA GESTIONE DI AFFARI: Si ha gestione di affari altrui nellipotesi in cui qualcuno, senza esservi obbligato,
si intrometta negli affari di un altro (dominus), che non sia in grado di provvedervi. Si tratta di atti giuridici
obiettivamente utili allinteressato. Affinch la disciplina della gestione daffari possa essere applicata,
necessario che vi sia:
- lImpedimento dellinteressato (dominus) a provvedere ai propri interessi;
- la Consapevolezza del gestore di curare un interesse altrui;
- la Spontaneit dellintervento del gestore (non deve essere obbligato);
- lUtilit iniziale della gestione.
Con tali presupposti, il gestore ha lobbligo di continuare la gestione intrapresa fino a quando laffare sia
completato, oppure fino a quando linteressato non possa intervenire direttamente. Il dominus ha lobbligo di
adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto suo nome, e ha lobbligo di rimborsare al gestore tutte le
spese necessarie che questultimo abbia affrontato nellinteresse del dominus stesso.
LA RIPETIZIONE DI INDEBITO: Se qualcuno effettua un adempimento senza che preesista un debito, chi
lha eseguito ha diritto alla restituzione della prestazione non dovuta (ripetizione dellindebito). LIndebito
Oggettivo quando viene effettuato un pagamento bench non esista alcun debito. LIndebito Soggettivo
quando chi non debitore, credendosi erroneamente tale, paga al creditore quanto in realt dovuto a
questultimo da un terzo.

LINGIUSTIFICATO ARRICCHIMENTO: Lordinamento giuridico non pu consentire che una persona riceva
un vantaggio dal danno arrecato ad altri, senza che vi sia una causa che giustifichi lo spostamento
patrimoniale da un soggetto ad un altro. Vi deve senzaltro essere il nesso causale tra la diminuzione
patrimoniale di un soggetto e larricchimento di un altro. Lingiustificato arricchimento impone, a carico
dellarricchito, un obbligo di restituzione.
CAP 55. LA RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE:
Il creditore pu subire un danno in conseguenza dellinadempimento del debitore. Il problema se il
creditore insoddisfatto possa ottenere dal debitore inadempiente il risarcimento del danno sofferto, e se
debba sopportare definitivamente detto pregiudizio, gravando irrimediabilmente sulla sua sfera economica.
Una prima risposta allinterrogativo in esame viene dallart. 2043 c.c., secondo cui qualunque fatto doloso o
colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno
(non esplicita per n quali siano i danni ingiusti, n quali siano i criteri per stabilirlo). Da tale norma si
deduce che, affinch il danneggiante sia obbligato a risarcire il danneggiato, debbano esservi i seguenti
presupposti:
- il fatto;
- lilliceit del fatto;
- limputabilit del fatto al danneggiante;
- il dolo o la colpa del danneggiante;
- il nesso causale tra fatto e danno;
- il danno stesso.
IL FATTO: Per fatto si intende ci che cagiona il danno, ossia un comportamento delluomo, in questo caso
illecito. La condotta del danneggiante pu essere Commissiva (quando consiste in un facere) o Omissiva
(quando consiste in un non facere).
LILLICEITA DEL FATTO: Un determinato fatto illecito quando stabilito dalla legge, e quando lo obbliga
chi lo pone in essere a risarcire il danno che dovesse derivarne a terzi. necessario identificare le lesioni (di
interessi altrui) che costituiscono danno ingiusto: gli atti che li cagionano saranno atti illeciti, la condotta che li
determina sar antigiuridica. Le nostre corti sembrano decisamente orientate a ritenere ingiusto, e quindi
risarcibile, non solo il danno che si traduce nella lesione di un diritto soggettivo assoluto o relativo, ma altres
quel danno che si traduce nella lesione di un interesse che, seppur non protetto come diritto soggettivo,
risulta comunque tutelato dallordinamento giuridico. Non pu ritenersi ingiusto un danno arrecato
nelladempimento di un dovere imposto da una norma giuridica; un danno arrecato per legittima difesa; un
danno arrecato con il consenso dellavente diritto; un danno subito nel caso in cui vi sia stata partecipazione
volontaria ad unattivit pericolosa lecita (es. incontro di pugilato); un danno arrecato in stato di necessit
(chi ha compiuto il fatto dannoso stato costretto dalla necessit di salvare s o altri).
LIMPUTABILITA DEL FATTO: Chi non aveva la capacit di intendere o di volere al momento del fatto
dannoso, non risponde delle relative conseguenze. Quindi, rimane obbligato al risarcimento dei danni
cagionati dal proprio fatto illecito solo chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, possedeva la capacit di
intendere e di volere. Chiaramente, se lincapacit determinata da fatto doloso o colposo del danneggiante
stesso (es. il danneggiante ha assunto droghe, alcool ecc.) ci non vale ad escludere la sua imputabilit: la
causa vera dellevento dannoso lassunzione di droga (es.), e quindi il danneggiante colpevole. In ogni
caso, la capacit o meno del danneggiante andr verificata dal giudice, valutando caso per caso (et,
sviluppo intellettivo, maturit ecc.).
IL DOLO E LA COLPA: Lart. 2043 c.c. indica, fra i presupposti della responsabilit extracontrattuale, il dolo
o la colpa dellautore dellatto illecito.
Per Dolo si intende lintenzionalit della condotta, nella consapevolezza che la stessa pu determinare
levento dannoso. Il dolo pu essere Diretto (lautore pone in essere una condotta al fine di produrre levento
dannoso) o Eventuale (lautore non agisce al fine specifico di realizzare levento dannoso, ma per qualche
motivo si verifica realmente es. sparo in direzione del ladro per intimidirlo ma invece lo colpisco a morte).
Per Colpa si intende invece il difetto della diligenza, della prudenza, della perizia richieste, ovvero
linosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline: ci costituisce di per s colpa. Chi non si comporta
secondo il principio del Bonus pater familias (uomo coscienzioso) cade nella colpa.
IL NESSO DI CAUSALITA: Altro presupposto che deve concorrere perch si abbia responsabilit
extracontrattuale il nesso di causalit tra fatto e danno. Per addossare ad un soggetto lobbligo di risarcire
un determinato danno infatti necessario verificare che proprio la sua condotta sia la causa di quel danno.
Dal punto di vista naturalistico, possono ritenersi causa di un determinato evento tutte quelle condotte senza
il cui concorso levento stesso non si sarebbe prodotto: ogni evento dannoso il risultato di una pluralit di
concause, e pu non verificarsi nel caso in cui venga a mancare anche una sola di quelle condotte
(concause). Ciascuno risponde solo dei danni che siano conseguenza immediata e diretta della sua
condotta: occorre quindi selezionare, allinterno delle condotte che sono collegate ad un evento dannoso,
quelle che ne sono la causa diretta. Secondo il criterio della Causalit adeguata, usato dalla giurisprudenza

a tal proposto, una data condotta si considera causa di un determinato evento se, sulla base di un giudizio
ex ante, questo ne risultava la conseguenza prevedibile ed evitabile.
IL DANNO: Ultimo presupposto per il sorgere dellobbligo risarcitorio il verificarsi, in conseguenza del fatto
illecito, di un danno. Per Danno si intende qualsiasi alterazione negativa della situazione del soggetto
rispetto a quella che si sarebbe avuta senza il verificarsi del fatto illecito. Il Danno si distingue in Patrimoniale
(si concretizza nella lesione di interessi economici del danneggiato), e Non patrimoniale (lesione di interessi
della persona non connotati da rilevanza economica). Sono risarcibili solo i danni che siano conseguenza
immediata e diretta del fatto illecito, cio quelli che rientrano nel criterio della suddetta Causalit adeguata:
il risarcimento potr avvenire Per equivalente (somma di denaro a favore del danneggiato in misura tale da
compensarlo del pregiudizio sofferto) o In forma specifica (rimozione diretta del pregiudizio verificatosi).
Se il danno non vi , non pu esservi responsabilit civile (es. se Tizio ha messo del veleno nel t per Caio,
ma Caio la rovescia, il tentativo di omicidio commesso da Tizio non verr mai scoperto da Caio). Diverso il
discorso per quel che riguarda la responsabilit penale, che colpisce anche il tentativo di reato (es. quindi
Tizio perseguibile penalmente, se qualcuno se ne accorge).
PRESCRIZIONE: La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da illecito extracontrattuale
pi breve di quella ordinaria: in genere, cinque anni dal giorno in cui si verificato il fatto, ossia dal momento
in cui la produzione del danno divenuta oggettivamente percepibile e riconoscibile dallesterno.
RESPONSABILITA CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE: Si gi detto che la differenza di
fondo che contrappone responsabilit contrattuale e responsabilit extracontrattuale risiede nel fatto che la
prima sanziona linadempimento di unobbligazione gi esistente, mentre la seconda sanziona un fatto
illecito dannoso, dando vita ad unobbligazione che in tale fatto trova la propria fonte. Altre differenze:
- La responsabilit contrattuale non presuppone la capacit di intendere e di volere dellobbligato.
- La responsabilit contrattuale importa la risarcibilit del solo danno prevedibile nel tempo in cui sorta
lobbligazione, mentre quella extracontrattuale importa la risarcibilit sia dei danni prevedibili che dei danni
imprevedibili.
- Il risarcimento del danno da inadempimento di unobbligazione soggetto a prescrizione decennale,
mentre in ambito extracontrattuale soggetto a prescrizione quinquennale.
Mancano da 56-64
CAP 65. TRASFORMAZIONI SOCIALI E RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA:
La famiglia soddisfa bisogni fondamentali dellindividuo: il completamento della sua personalit con la scelta
di un compagno con cui affrontare le difficolt dellesistenza, la procreazione e leducazione della prole. In
molte epoche e numerosi sistemi culturali e sociali, la vita familiare rimasta sotto limpero della religione e
non del diritto: inoltre, non esiste un modello universale ed immutabile di famiglia. Non vi da stupirsi
pertanto se il codice non definisce la famiglia. La riforma del 1975 sulla famiglia ha innalzato let per
contrarre matrimonio, ha modificato le cause di invalidit delle nozze, ha parificato i coniugi nel governo della
famiglia e nella potest sui figli (in precedenza la donna era totalmente subordinata al marito), ha introdotto
la comunione degli acquisti, ha equiparato la posizione dei figli naturali e di quelli legittimi. Tuttavia, lassetto
giuridico dei rapporti familiari costantemente sollecitato a rinnovarsi, sotto la spinta dellevoluzione del
costume e del sentimento sociale, nonch delle nuove esigenze poste da una societ in continuo
mutamento.
FAMIGLIA LEGITTIMA E FAMIGLIA DI FATTO: La famiglia Legittima quella fondata sul matrimonio, cos
come i figli si dicono Legittimi in quanto concepiti da genitori sposati. La famiglia Di fatto quella costituita da
persone che, pur non essendo legate tra loro dal vincolo matrimoniale, convivono secondo il costume
matrimoniale (more uxorio), insieme agli eventuali figli nati dalla loro unione. Mancando un atto formale
(matrimonio) la famiglia di fatto non sempre pu essere agevolmente individuata. Il solenne riconoscimento
dei diritti della famiglia (art. 29 Cost.) si rivolge solo alla famiglia fondata sul matrimonio, data la superiore
dignit di questultima, per le garanzie di certezza e stabilit del rapporto che comporta, e soprattutto per la
seriet dellimpegno reciproco che gli sposi assumono dinnanzi alla legge. Come si deduce, mancano
quindi norme che disciplinino la semplice convivenza.
CAP 66. MATRIMONIO:

LA FORMAZIONE DEL VINCOLO.

MATRIMONIO CIVILE:
Il matrimonio un istituto che assume rilievo sia dal punto di vista religioso (per la Chiesa cattolica il
matrimonio un sacramento), sia dal punto di vista dellordinamento giuridico dello Stato (matrimonio civile
introdotto dal Regno dItalia nel 1865). Per il diritto italiano, il termine matrimonio adoperato tanto per
indicare latto mediante il quale viene fondata la societ coniugale (nozze matrimonium in fieri), quanto il
rapporto che ne deriva per gli sposi (matrimonium in facto). Il rapporto che si viene a costituire il rapporto
Coniugale, che attribuisce ai figli lo status di Legittimi. Il matrimonio produce delle conseguenze giuridiche,

cio la costituzione di un rapporto, di un vincolo tra gli sposi. Questo vincolo rimasto indissolubile fino al
1970, anno dopo il quale stato introdotto il Divorzio.
Per quanto riguarda il fidanzamento, esso avviene solitamente prima del matrimonio ed un periodo in cui i
fidanzati si promettono reciprocamente di celebrare il matrimonio. La promessa di matrimonio non obbliga a
contrarre il matrimonio, tuttavia se la promessa avviene per iscritto (atto pubblico o scrittura privata) e il
promittente senza giusto motivo decida di non voler pi sposarsi, lordinamento giuridico pu obbligare
questultimo al risarcimento dei danni. In ogni caso di rottura del fidanzamento, inoltre, pu essere chiesta la
restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio.
INVALIDITA DEL MATRIMONIO: Sinteticamente, le cause di invalidit del matrimonio civile sono le
seguenti:
- Vincolo di precedente matrimonio di uno dei coniugi;
- Impedimentum criminis (matrimonio tra chi stato condannato per Omicidio consumato o tentato ed il
coniuge della persona offesa);
- Interdizione giudiziale di uno dei coniugi (il giudice pu impedire a un soggetto di compiere determinate
azioni);
- Incapacit naturale (di intendere e di volere) di uno dei coniugi;
- Difetto di et (bisogna avere la maggiore et o, se si minorenni, essere autorizzati dallautorit giudiziaria
e dai genitori);
- Vincolo di parentela, affinit, adozione o affiliazione;
- Vizi del consenso (uno dei due partner non ha pi la volont di sposarsi).

IL MATRIMONIO CONCORDATARIO E IL MATRIMONIO CELEBRATO DAVANTI A


MINISTRI DI ALTRI CULTI:
Il matrimonio in quanto atto (matrimonium in fieri), come gi accennato, contempla una variet di forme.
Difatti, accanto al matrimonio celebrato civilmente, pu aversi il Matrimonio concordatario, ossia quello
Religioso, che in base agli accordi tra Stato e Chiesa pu produrre effetti non soltanto religiosi, ma anche
civili. Al riguardo va ricordato che un tempo il matrimonio era considerato materia di esclusiva competenza
della Chiesa: quando lo Stato moderno introdusse listituto del matrimonio rilevante solo di fronte
allordinamento civile, ci comport per i cattolici lonere di celebrare due volte le nozze, in Chiesa e in
Municipio. Dal 1929, con il concordato tra lItalia e la Santa Sede (Patti lateranensi), lo Stato italiano
riconobbe gli effetti civili al sacramento del matrimonio religioso.
LA CELEBRAZIONE: Cos come nel matrimonio civile, anche in quello canonico la celebrazione deve
essere preceduta dalle pubblicazioni, mediante affissione di un avviso con le generalit degli sposi alle porte
della chiesa parrocchiale, dopo che il parroco si sia accertato che non esistono impedimenti. Eseguite le
pubblicazioni, pu avvenire la celebrazione da parte del Ministro del culto. Affinch un matrimonio religioso
possa acquistare effetti civili, occorre che:
- Il parroco spieghi ai contraenti gli effetti civili del matrimonio e dia loro lettura degli articoli del codice civile
riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi;
- Siano redatti due originali dellatto del matrimonio, nel quale si possono inserire le dichiarazioni dei coniugi
consentite dalla legge civile;
- Uno degli originali dellatto di matrimonio sia trasmesso, a cura del parroco, entro cinque giorni dalla
celebrazione, allufficiale dello stato civile per essere trascritto nei registri dello Stato civile.
CAP 67. IL

MATRIMONIO: IL REGIME DEL VINCOLO.


DIRITTI E DOVERI DEI CONIUGI:
Per lart. 29 Cost., il matrimonio ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Il testo originario
del codice civile, prima della riforma negli anni 70, era improntato invece alla supremazia del marito,
identificato come il capo della famiglia, titolare di una potest maritale nei confronti della moglie. La riforma
del 1975 ha fortunatamente sostituito integralmente gli articoli 143-148 c.c., dedicati ora ai diritti e doveri che
nascono dal matrimonio, ed ha affermato il principio per cui con il matrimonio, il marito e la moglie
acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio derivano lobbligo reciproco alla
fedelt, allassistenza, alla collaborazione e alla coabitazione:
LA FEDELTA: La fedelt coniugale non pi oggetto di considerazione da parte del diritto penale, essendo
state considerate incostituzionali tutte le disposizioni che punivano come reati ipotesi di infedelt (adulterio e
concubinato). Ladulterio non neppure pi causa autonoma di separazione per colpa. tuttavia da ritenere
che la fedelt sia un vero e proprio obbligo giuridico, pur se sfornito di apposita specifica sanzione. Pertanto,
costituisce violazione dellobbligo di fedelt non soltanto intrattenere rapporti sessuali con persone diverse
dal coniuge, ma pure stabilire con terzi rapporti che, per la loro intensit o per le modalit di svolgimento,
risultino incompatibili con la posizione prioritaria che dovrebbe essere riservata al coniuge.
LASSISTENZA: Tra gli obblighi reciproci dei coniugi vi quello della mutua assistenza, morale e materiale,
da parte di entrambi i coniugi.

LA COLLABORAZIONE: Lobbligo della collaborazione, nellinteresse della famiglia, tende a sottolineare


che il governo del gruppo familiare debba essere il risultato di una consultazione e di un dialogo continuo tra
i coniugi. Questi, inoltre, devono essere pronti a sacrificare eventuali interessi individuali per ispirarsi alle
esigenze obiettive della famiglia.
LA COABITAZIONE: Infine, per quanto riguarda i doveri, dal matrimonio deriva lobbligo reciproco alla
coabitazione. I coniugi devono aver fissato, di comune accordo (collaborazione), la residenza della famiglia
ove entrambi sono tenuti a convivere (da non confondersi con il Domicilio: i coniugi infatti possono abitare in
case diverse ad es. per motivi lavorativi, ma devono avere la stessa residenza). Labbandono ingiustificato
della residenza familiare pu dar luogo a sanzioni a carico dellinadempiente.
IL COGNOME DELLA FAMIGLIA: I figli nati allinterno del matrimonio assumono, in base ad una regola
consuetudinaria di origini remote, il cognome paterno. Si tratta tuttavia di una regola da tempo controversa e
posta ad oggetto di proposte di revisione. infatti in corso di elaborazione una legge che prevede la libert
dei genitori di scegliere quale cognome dare al figlio, e che prevede altres labrogazione dellart. 143-bis c.c.
(aggiunta del cognome maritale a quello della moglie).

ASPETTI LEGALI:
ADDEBITAMENTO DELLA SEPARAZIONE: Tutti gli obblighi di cui abbiamo parlato sono di carattere
personale e insuscettibili di coercizione. Tuttavia, il giudice, nel pronunciare la separazione, pu dichiarare a
quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, basandosi sul comportamento contrario ai doveri che
derivano dal matrimonio. Linadempimento di tali doveri pu scaturire una responsabilit risarcitoria a favore
del coniuge danneggiato.
GLI ORDINI DI PROTEZIONE: Di recente, il legislatore ha avvertito la necessit di intensificare la protezione
delle posizioni soggettive allinterno della famiglia, con lintroduzione di specifiche misure preventive e
sanzionatorie contro la violenza nelle relazioni familiari. La nuova disciplina, volta ad accrescere i valori di
eguaglianza e rispetto reciproco allinterno del nucleo familiare, prevede sia sanzioni penali, sia strumenti
civilistici a carico di chi si renda responsabile di violenze ai danni del coniuge o del convivente. Il coniuge
responsabile della violenza pu essere allontanato dalla casa familiare, col divieto di avvicinarsi ai luoghi
abitualmente frequentati dalla vittima della violenza (abitazione, lavoro, domicilio della famiglia di origine
ecc.), disponendo lintervento dei servizi sociali o altre istituzioni che possano fornire sostegno alla vittima
della violenza. Il giudice pu altres imporre, a carico del responsabile, lobbligo di pagare un assegno
periodico a favore dei familiari, qualora questi ultimi rimangano senza mezzi adeguati (in seguito al
provvedimento di allontanamento es. marito unico lavoratore).
OBBLIGO DI CONTRIBUZIONE ECONOMICA: La riforma del 1975 ha ribadito la parificazione tra i coniugi
anche sul piano dei rapporti patrimoniali, affermando che essi sono tenuti entrambi in relazione alle proprie
sostanze e alla propria capacit di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

LA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI:


Dal divorzio la separazione differisce nettamente, perch questultima giuridicamente non comporta la
cessazione degli effetti del matrimonio e non restituisce ai membri della coppia la facolt di contrarre nuove
nozze. Cessa, infatti, lobbligo di convivenza, e anche gli altri obblighi (di assistenza, di collaborazione, di
sostegno economico) vengono diversamente regolati, come vedremo in seguito. La separazione, peraltro,
vista dalla legge come situazione in s transitoria, che pu risolvesi con una semplice riconciliazione, che
pu manifestarsi con la ripresa della convivenza.
SEPARAZIONE DI FATTO: Il codice si occupa solo della separazione Legale. Si pu per anche avere una
separazione di fatto, ossia uninterruzione della convivenza coniugale non sanzionata da alcun
provvedimento giudiziale, ma voluta ed attuata deliberatamente in via di mero fatto, sulla base di un previo
accordo informale dei coniugi o per il rifiuto unilaterale di uno di essi a proseguire la vita in comune. La
separazione di fatto non determina automaticamente conseguenze giuridiche, e quindi ciascuno dei coniugi
conserva al facolt di chiedere in qualsiasi momento la ripresa della convivenza.
SEPARAZIONE LEGALE: Il nuovo testo dellart. 151 c.c., che sostituisce la vecchia norma secondo cui un
coniuge poteva ottenere la separazione giudiziale adducendo una colpa dellaltro, ora consente di chiedere
la separazione per il fatto solo che la prosecuzione della convivenza sia diventata intollerabile (per entrambi
o solo per uno dei due), tale da recare grave pregiudizio alleducazione della prole. Il giudice, purch gli sia
chiesto, pu dichiarare nella sentenza a quale dei coniugi sia addebitata la separazione (vedi su). Qualora
uno dei coniugi non abbia redditi propri adeguati a consentirgli di conservare il precedente tenore di vita, il
giudice pu imporre allaltro lobbligo di versare un assegno periodico, la cui entit deve essere determinata
tenendo conto dei redditi del coniuge obbligato e dei bisogni dellaltro.

RIGUARDO I FIGLI:
La giurisprudenza ha ridisegnato lassetto dei provvedimenti relativi ai figli di coppie separate. La nuova
legge in materia, in linea con le enunciazioni della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo New

York 1989 - (che pongono in rilievo la necessit che i figli mantengano regolari rapporti con entrambi i
genitori, anche in caso di separazione della coppia), pone come regola fondamentale laffidamento
condiviso. Lart. 155 c.c. esordisce infatti affermando che anche in caso di separazione, i figli hanno diritto di
conservare un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere da entrambi cura,
educazione e istruzione, e di conservare altres rapporti con gli ascendenti e i parenti di ciascun ramo
genitoriale. Nella sentenza di separazione, il giudice deve determinare i tempi e i modi della presenza dei
figli presso ciascun genitore (i genitori potranno comunque accordarsi in materia). Il giudice pu disporre
laffidamento esclusivo ad uno solo dei genitori, soltanto quando ritenga che il rapporto con laltro sia
contrario allinteresse del minore.
PROVVEDIMENTI ECONOMICI: Ciascun genitore deve provvedere al mantenimento della prole in misura
proporzionale al proprio reddito. Se non vi sono accordi tra i due genitori, il giudice a fissare la misura
dellassegno di mantenimento che uno dei genitori deve versare allaltro, in considerazione delle esigenze
del figlio, del tenore di vita goduto durante la convivenza della coppia, dei tempi di permanenza presso
ciascun genitore, delle risorse economiche di entrambi e del valore dei compiti domestici e di cura assunti da
ciascuno di essi.

IL DIVORZIO:
Secondo il codice civile del 1942, il matrimonio non poteva sciogliersi se non con la morte di uno dei coniugi.
Ad oggi, il nostro ordinamento non ammette n il Divorzio consensuale (fondato sulla volont concorde dei
coniugi), n il Divorzio-sanzione (giustificato come reazione ad una colpa di un coniuge verso laltro). Il
divorzio, perci, si atteggia in Italia soltanto come rimedio al fallimento coniugale, ed quindi ammissibile
solamente quando la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non pu essere mantenuta o ricostituita.
In ogni caso, uno dei coniugi (o anche entrambi) pu richiedere al giudice di pronunciare lo scioglimento del
matrimonio contratto a norma del codice civile, ossia la cessazione degli effetti civili conseguenti alla
trascrizione del matrimonio.
LE CAUSE:
- Una delle cause statisticamente e socialmente di gran lunga pi importante costituita dalla separazione
personale dei coniugi, protrattasi ininterrottamente per almeno tre anni. Deve per trattarsi di separazione
giudiziale o di separazione consensuale. I tre anni decorrono dalla data deludienza iniziale del
procedimento, ossia delludienza in cui i coniugi sono comparsi innanzi al presidente del tribunale per
lesperimento del tentativo di conciliazione. invece irrilevante la semplice separazione di fatto.
- Altra causa pu essere una Condanna penale per reati in danno del coniuge o di un figlio;
- Lannullamento del matrimonio ottenuto allestero dal coniuge straniero;
- La mancata consumazione del matrimonio.
ASSEGNO DIVORZILE: Anche per quanto riguarda il Divorzio, il tribunale pu disporre lobbligo per un
coniuge di corrispondere allaltro un assegno periodico (di regola mensile), purch questultimo non abbia
mezzi adeguati o comunque non possa procurarseli per ragioni oggettive. Cos come avviene per la
separazione legale, quindi, la misura dellassegno determinata discrezionalmente, tenendo conto di
numerosi fattori (condizioni economiche e sociali dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed
economico dato da ciascuno di essi alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio comune,
reddito di entrambi ecc.). Lassegno post-matrimoniale deve essere adeguato a consentire al coniuge di
conservare un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio. Se il coniuge beneficiario
dellassegno passa a nuove nozze, il coniuge che corrispondeva lassegno sar sciolto dallobbligo.
CAP 68. IL REGIME PATRIMONIALE DELLA FAMIGLIA:
Il codice civile del 1942 affermava che il marito aveva il dovere di mantenere la moglie, senza che
assumessero rilievo le condizioni economiche di questultima. La moglie doveva contribuire al mantenimento
del marito solo quando questi si trovasse in condizioni di bisogno. La riforma del 1975 ha inteso equiparare
la posizione giuridica dei coniugi, prescrivendo un obbligo per entrambi di contribuire alle esigenze della
famiglia, ritenendo necessario sostituire la Separazione dei beni con il Regime di comunione.
COMUNIONE DEI BENI: La comunione legale non una comunione universale, poich essa ha per oggetto
gli acquisti compiuti in circostanza di matrimonio, e neppure tutti: cadono automaticamente in comunione gli
acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli
relativi ai beni personali. Quindi fanno parte della comunione i mobili di casa, lauto, lappartamento ecc.,
ossia tutti quei beni la cui amministrazione spetta ad entrambi i coniugi. La comunione legale si scioglie a
causa della morte di uno dei coniugi, di una sentenza di divorzio, dellannullamento del matrimonio, della
separazione legale (e non di fatto) tra i coniugi, della volont dei coniugi di abbandonare il regime di
comunione. Verificatasi una causa di scioglimento della comunione, cessa il regime legale di co-acquisto, e
pertanto tutti i beni individualmente acquistati da ciascun coniuge rimangono di sua propriet esclusiva.
SEPARAZIONE DEI BENI: La separazione dei beni quel regime in forza del quale ciascun coniuge rimane
esclusivo titolare dei beni di sua pertinenza e di ogni acquisto che abbia effettuato in costanza di matrimonio,
con diritto ad amministrare il suo patrimonio senza ingerenze dellaltro coniuge. La separazione dei beni

stato fino al 1975 il regime automaticamente applicato a tutte le coppie; dopo la riforma, la situazione si
capovolta in favore della Comunione dei beni, anche se pu essere comunque scelto in mutuo accordo dai
coniugi.
I DOVERI DEI CONIUGI: A prescindere dal regime con il quale vengono gestiti i beni, il matrimonio impone
ad entrambi i coniugi lobbligo di contribuire ai bisogni della famiglia (Regime di comunione art. 143 c.c.).
Allo stesso modo, lart. 148 c.c. stabilisce che ciascun coniuge deve adempiere allobbligo di mantenere,
istruire ed educare la prole. Dato che gli artt. 143 e 148 c.c. non precisano lentit complessiva dei mezzi
(economici e materiali) che i coniugi devono destinare alla famiglia, vi sono due tesi:
1) Ciascuno dei coniugi deve provvedere ai bisogni della famiglia in proporzione ai propri redditi e beni, ed
libero di conservare a proprio esclusivo favore ogni eventuale eccedenza (senza controlli e interferenze del
partner);
2) I bisogni della famiglia sono tutti quelli che i redditi e i beni della coppia possono comunque soddisfare,
cosicch i coniugi avrebbero il dovere di porre a disposizione della famiglia tutti i loro redditi e beni,
dovendosi poi concordare tra i coniugi il relativo impegno.
CAP 69. LA FILIAZIONE LEGITTIMA:
Il figlio Legittimo quando stato concepito da genitori uniti in matrimonio (conta il momento del
concepimento, non quello della nascita); quindi deve essere stato concepito ad opera del marito della madre.
invece Naturale quando stato concepito da genitori che non sono sposati tra loro. Se il figlio nasce dopo
le nozze, ma prima che siano trascorsi 180 giorni dalla celebrazione del matrimonio, chiaro che sia stato
concepito prima delle nozze (poich la durata della gestazione non superiore a 300 giorni): ci nonostante,
la legge stabilisce che il figlio sia egualmente reputato legittimo, ma entrambi i coniugi ed il figlio stesso
possono intentare azione per il disconoscimento della paternit (per verificare il momento del concepimento,
interviene latto di nascita iscritto nei registri dello stato civile).
DISCONOSCIMENTO DI PATERNITA: Per effetto della presunzione di paternit, il figlio di donna coniugata
si considera figlio del marito della madre (purch non siano trascorsi 180 giorni tra il concepimento e la
celebrazione del matrimonio). Questa presunzione pu essere superata facendo cadere lo status di figlio
legittimo, mediante lazione di disconoscimento di paternit, che pu essere esercitata dal padre, dalla
madre e anche dal figlio maggiorenne. La legge consente di provare che il figlio presenti caratteristiche
genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre, o altri fatti tendenti ad
escludere la paternit ed idonei a convincere il giudice che il concepimento non sia avvenuto ad opera del
marito della madre.
RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI: Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi lobbligo di mantenere,
istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacit, dellinclinazione naturale e delle aspirazioni dei
figli. Tale dovere cessa solo quando i figli abbiano raggiunto una propria autonomia ed indipendenza
economica. A loro volta i figli devono rispettare i genitori e devono anchessi contribuire al mantenimento
della famiglia, fin quando vi convivono, naturalmente in proporzione alle proprie sostanze e al proprio
reddito. Il figlio soggetto alla potest dei genitori, fino al raggiungimento della maggior et o al matrimonio,
qualora si sposi prima di diventare maggiorenne. I genitori rappresentano i figli minori in tutti gli atti civili e ne
amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione possono essere compiuti disgiuntamente da
ciascun genitore. Ai genitori spetta inoltre lusufrutto legale sui beni del figlio, che devono essere destinati dai
genitori al mantenimento della famiglia e allistruzione ed educazione dei figli.
LA TUTELA: Se entrambi i genitori sono morti o per altre cause non possono esercitare la potest sui figli, si
apre la Tutela. Organi della tutela sono il Giudice tutelare, il Tutore e il Protutore, nominati dal primo. Il Tutore
ha la cura della persona del minore, lo rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni; il Protutore
rappresenta il minore nei casi in cui linteresse di questo in opposizione con linteresse del Tutore e, in via
provvisoria, per atti urgenti, quando il Tutore venuto a mancare o ha abbandonato lufficio. La tutela un
complesso di poteri pi ristretti di quelli che spettano ai genitori. Il Tutore in ogni caso non pu compiere atti
di amministrazione straordinaria senza lautorizzazione del giudice tutelare.
CAP 70. LADOZIONE:
Listituto delladozione in tempi odierni visto soprattutto come realizzazione di un diritto del minore ad avere
una Famiglia, intesa come luogo per conseguire ogni opportuna cura ed educazione, in linea con i princpi
enunciati dalla Convenzione sui diritti del fanciullo (1989). Ladozione, perci, costituisce uno strumento per
superare una situazione patologica ed assicurare al minore (vittima di tale situazione) la sostituzione della
famiglia dorigine con una nuova e migliore famiglia, che diventa quella legittima delladottato (il minore
acquisisce lo status di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome, cessando ogni
rapporto con la famiglia dorigine).
Ladozione in Italia disciplinata dalla Legge 28 marzo 2001 n.149: proprio lart. 1 di tale legge ribadisce che
il minore ha diritto di crescere ed essere educato nellambito della propria famiglia, che resta il contesto
privilegiato per lo sviluppo della personalit del bambino. Pertanto ladozione non pu che rappresentare un

rimedio eccezionale a situazioni di emergenza, utilizzabile nei casi in cui non siano accessibili altri strumenti
di tutela nellambito della famiglia di origine.
Esiste poi lAdozione Internazionale, che si verifica nel caso in cui il minore da adottare sia straniero e i
genitori adottanti italiani, oppure i genitori adottanti siano stranieri e il minore italiano, e cos via. Ladozione
internazionale consentita solo quando si riveli impraticabile una soluzione locale. In ogni caso ladottabilit
del minore deve essere dichiarata dallAutorit del Paese dorigine, che deve accertarne la corrispondenza
allinteresse del bambino.
DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITA: La competenza a dichiarare lo stato di adottabilit attribuita al
tribunale per i minorenni, il quale, ricevuta la segnalazione dello Stato di abbandono (quando il minore
privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori) in cui si trovi un minore, deve intervenire
durgenza. La dichiarazione di adottabilit pu essere pronunciata dal tribunale quando i genitori, convocati
dal tribunale stesso, non si siano presentati senza giustificato motivo; laudizione dei genitori abbia
dimostrato il persistere della situazione di abbandono; le prescrizioni eventualmente impartite dal tribunale ai
genitori nel corso del procedimento siano rimaste inadempiute senza giustificato motivo.
REQUISITI DEGLI ADOTTANTI: Ladozione consentita solo a Coniugi (non quindi ammessa per un
single e neppure a coppie di conviventi), uniti in matrimonio da almeno tre anni, non separati, idonei e capaci
di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare. Let di entrambi gli adottanti deve superare
di almeno diciotto anni let delladottando e non pu superare i 45 (tra min 18 e max 45 anni in pi
delladottando). Dichiarato in stato di adottabilit, il minore viene collocato in Affidamento preadottivo (una
sorta di adozione provvisoria che dura un anno) alla coppia ritenuta idonea: se questo ha pi di 14 anni,
deve manifestare espressamente il proprio consenso alla coppia prescelta. Superato il periodo di
Affidamento preadottivo, il giudice deve ascoltare tutti gli interessati e il minore stesso, e cos pu
completare ladozione, o in caso contrario dispone di non far luogo alladozione.

LAFFIDAMENTO:
Laffidamento consiste in un rimedio di carattere temporaneo ad una situazione nella quale un minore si
venga a trovare, nonostante gli interventi pubblici di sostegno alla famiglia, privo di un ambiente familiare
idoneo ad assicurargli il mantenimento, leducazione, listruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno.
Tuttavia, nellAffidamento non ricorre quella situazione definitiva ed irrimediabile di Abbandono che
costituisce il presupposto delladozione: quindi, il minore viene dato in custodia a qualcuno che deve
prendersi cura di lui, temporaneamente, provvedendo alle sue necessit materiali e morali. Il minore che si
trovi nella situazione descritta viene affidato ad una famiglia preferibilmente con figli minori, o anche ad una
persona singola (mentre non consentita ladozione di minori da parte di persone non unite in matrimonio).
La durata dellaffidamento non deve superare i due anni, periodo durante il quale gli affidatari hanno stessi
poteri e doveri degli adottanti.
CAP 71. LA FILIAZIONE NATURALE:
Come abbiamo gi ricordato, i figli procreati da genitori non uniti in matrimonio tra loro si chiamano figli
Naturali. Vi sono diverse tipologie di status del figlio naturale:
- Figlio adulterino: il figlio naturale concepito da genitore che, allepoca del concepimento, era legato da
matrimonio con persona diversa dallaltro genitore, si chiama figlio adulterino:
- Figlio incestuoso: il figlio naturale concepito da persone tra le quali esiste un rapporto di parentela, anche
soltanto naturale, si definisce figlio incestuoso.
La riforma del 1975, giustamente operando per non far ricadere sui figli le responsabilit dei genitori, ha
cancellato il divieto di riconoscimento dei figli adulterini. Rimane per il divieto di riconoscere come figlio
naturale colui che abbia lo status di figlio legittimo per altri. Per quanto riguarda i figli incestuosi, invece,
stato conservato il divieto di riconoscimento, salvo per i genitori in buona fede. Il riconoscimento di un figlio
naturale un atto solenne mediante il quale uno o entrambi i genitori trasformano il fatto della procreazione,
insufficiente a creare un rapporto giuridico, in uno status di filiazione (figlio riconosciuto), rilevante per il
diritto: se la persona riconosciuta ha gi compiuto sedici anni, occorre il suo assenso affinch il
riconoscimento produca i suoi effetti.
PECULIARITA: Lart. 30 Cost. stabilisce che la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela
giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La riforma si preoccupata di
equiparare, in via generale, la posizione dei figli naturali riconosciuti a quella dei figli legittimi, anche se
rimane la differenza fondamentale, ossia quella della mancanza di un rapporto di coniugio tra i genitori del
figlio naturale: per cui mentre il figlio legittimo ha uno status che gli garantisce un rapporto giuridico con la
coppia dei genitori e quindi lappartenenza ad una famiglia, il figlio naturale assume uno status soltanto nei
confronti di ciascun genitore, ed anche quando sia riconosciuto da entrambi, la mancanza di un rapporto
coniugale tra i genitori determina la costituzione di due rapporti, indipendenti tra loro, con ciascuno dei
genitori. Se il figlio viene riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori, assume il cognome del
Padre, altrimenti assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo.

Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale spetta la potest su di lui. Se il riconoscimento fatto da
entrambi i genitori, lesercizio della potest spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi, e in
tal caso di applicano le norme generali sullesercizio della potest dei genitori. Se invece i genitori non
convivono, lesercizio della potest spetta al genitore con il quale il figlio convive, o comunque al primo che
ha fatto il riconoscimento.
FIGLI NATURALI NON RICONOSCIUTI: Se i genitori non hanno provveduto al riconoscimento, il figlio pu
agire in giudizio per ottenere laccertamento del rapporto di filiazione e la conseguente attribuzione dello
status che spetta al figlio naturale riconosciuto (dichiarazione giudiziale della paternit/maternit naturale). Il
figlio naturale non riconosciuto, e la cui filiazione non sia stata neppure dichiarata giudizialmente, non , per
il diritto, figlio dei suoi genitori naturali, rispetto ai quali un estraneo. Naturalmente il riconoscimento o la
dichiarazione giudiziale della filiazione potrebbero sopravvenire in qualsiasi momento.

LA LEGITTIMAZIONE:
Con la Legittimazione, il figlio nato fuori dal matrimonio acquista la qualit di figlio legittimo. La legittimazione
ha perduto parte della sua importanza a seguito della completa equiparazione che la riforma del 1975 ha
introdotto tra la posizione del figlio naturale riconosciuto e figlio legittimo. Occorre tener conto che non
possono essere legittimati i figli che non possono essere riconosciuti. La legittimazione pu avvenire a
seguito del matrimonio dei genitori naturali o per provvedimento del giudice; affinch avvenga, necessario
che entrambi i genitori ormai sposati riconoscano il figlio.
CAP 72. LOBBLIGAZIONE DEGLI ALIMENTI:
Il gruppo familiare crea il dovere della reciproca assistenza e della solidariet in relazione ai bisogni
essenziali per la vita. Questo dovere sussiste anche rispetto ai vincoli che nascono dalla filiazione naturale e
al legame civile creato con ladozione. L'insorgenza dell'obbligazione alimentare ha quali specifici
presupposti lo Stato di bisogno del creditore (art. 438 c.c.) nonch l'impossibilit da parte di costui di
provvedere al proprio mantenimento. Il criterio di solidariet a cui la legge si ispira esclude che possano
valutarsi le ragioni che hanno determinato lo stato medesimo: il soccorso non deve essere negato. Peraltro,
il diritto agli alimenti condizionato allobbligo del lavoro. Il bisogno dellalimentando (chi chiede gli alimenti)
ha importanza anche alla misura degli alimenti, che proporzionata ad esso e alle condizioni economiche di
chi deve soddisfarlo.
Lobbligazione non ha una durata prestabilita ed una misura determinata, proprio perch gli alimenti devono
adeguarsi al bisogno dellalimentando e alle condizioni economiche dellalimentante. E poich la solidariet
non deve costituire un incentivo per una condotta disordinata o riprovevole, anche tale condotta pu influire
sulla riduzione. Lobbligazione degli alimenti, inoltre, pu derivare da negozio giuridico (obbligazione
volontaria degli alimenti) oltre che dalla legge.
LA SUCCESSIONE PER CAUSA DI MORTE
CAP 73. PRINCIPI GENERALI:
Con il termine Successione si designa il fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro nella titolarit di
uno o pi diritti. Qui ci occuperemo della successione a causa di morte. La morte dellindividuo determina il
sorgere di quella che stata definita lesigenza negativa che un patrimonio non resti privo di titolare, al fine
di evitare lotte e perturbamenti sociali per lapprensione dei beni relitti dal de cuius (lindividuo morto), ed
escludere una pericolosa precariet di tutti i rapporti obbligatori; ossia necessario che sia garantita la
continuazione dei rapporti obbligatori, anche nel caso di morte di uno dei soggetti del rapporto.
I soggetti coinvolti nel fenomeno successorio sono, ognuno con i propri interessi, lEreditando (colui che
lascia la propria eredit in testamento a qualcuno), i Familiari del de cuius, i Creditori del de cuius (che
rischiano di vedersi estinta lobbligazione), lo Stato (che pu acquisire il patrimonio del de cuius nel caso in
cui nessun altro soggetto risulti chiamato alla successione). Qualunque persona fisica che, al momento
dellapertura della successione, sia stata concepita (nascituro) o sia gi nata e ancora in vita, capace di
succedere. necessario ricordare che, escluso un intervento pubblico, la sorte del patrimonio ereditario
lasciata anzitutto alle decisioni discrezionali dello stesso ereditando, che pu disporre dei propri beni
mediante testamento. Qualora per lereditando non abbia provveduto a disporre mediante testamento dei
propri beni, il legislatore pu collocare tra i successibili ex lege il Coniuge, i Discendenti legittimi e naturali, gli
Ascendenti legittimi, altri parenti, e lo stesso Stato (art. 565 c.c.).
EREDITA E LEGATO: La successione mortis causa pu avvenire a Titolo universale (allora si parla di eredi
e eredit) o a Titolo particolare (allora si parla di legato, e del relativo beneficiario che il Legatario). La
contrapposizione si fonda sul diverso titolo con cui opera la chiamata alla successione: infatti, nel caso di
Legato la chiamata concerne esclusivamente rapporti determinati (che non vengono considerati come quote
dell'intero patrimonio); mentre nel caso di chiamata a Titolo universale, compresa la situazione
patrimoniale del soggetto venuto a mancare, ponendo il beneficiario nella condizione di poter succedere e
subentrare in tutti i rapporti trasmissibili facenti capo al de cuius al momento della morte. Di conseguenza,
soltanto l'erede, in quanto subentra nell'insieme dei rapporti giuridici del testatore (de cuius), risponde dei

debiti del defunto anche con i propri beni, poich di regola la successione a titolo universale determina la
confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell'erede. LErede quindi tenuto al pagamento dei debiti
ereditati (art. 752 c.c.), mentre per il Legatario si ha solo il fenomeno dellAccessio possessionis (art. 1146
c.c. il possessore esercita un potere sui beni ereditati ma non tenuto al pagamento di eventuali debiti del
de cuius).
Naturalmente rimane da chiedersi quando in concreto la successione si qualifichi a titolo universale e
quando, invece, vada definita a titolo particolare. La successione implica quindi linterpretazione della
dichiarazione del testatore, la quale si presenta spesso ambigua.
APERTURA DELLA SUCCESSIONE: Quando una persona muore, il suo patrimonio resta privo di titolare.
Unaltra persona subentra quindi al posto di quella che defunta. Si pu affermare che la morte di una
persona determina lApertura della Successione, che avviene nel luogo dellultimo domicilio del defunto (art.
456 c.c.). Aperta la successione, occorre vedere a chi spettano il patrimonio ereditario o i singoli beni. Si
parla allora di Vocazione ereditaria, che significa indicazione di colui che chiamato alleredit.
Con la morte del de cuius, colui che chiamato alleredit non acquista immediatamente la qualit di erede
n la titolarit dei beni e dei diritti: per questo occorre una sua dichiarazione di volont, detta Accettazione,
descritta allart. 459 c.c. (non erede chi non vuole) [vedi cap 74 per lAccettazione]. Il termine di
prescrizione del diritto di accettare leredit di dieci anni: se colui che chiamato alleredit lascia passare
qualche tempo prima di accettare, quel periodo detto Giacenza delleredit (poich leredit rimane per
un po di tempo senza un titolare). La nomina di un Curatore che si occupi delleredit in giacenza
(amministrazione del patrimonio con funzioni conservative) pertanto indispensabile. Se colui che
chiamato alleredit decide di non accettare leredit o il legato, e non designando nessunaltra persona in
sua vece (Sostituzione ordinaria) interviene listituto della Rappresentazione: i rappresentanti sono i
discendenti del de cuius, ed a loro che sar attribuita leredit.
INDEGNITA: Lindegnit consiste nellincompatibilit morale del successibile: chi si reso colpevole di atti
gravemente pregiudizievoli verso il de cuius non pu succedergli. Le cause di indegnit sono tassativamente
indicate nellart. 463 c.c., e si possono raggruppare cos:
- Atti compiuti contro la persona fisica o morale del de cuius (omicidio, calunnia ecc.);
- Atti diretti con violenza o dolo contro la libert di testare del de cuius (obbligandolo ad alterare il
testamento);
- Decadenza dalla potest genitoriale ( escluso dalla successione dei figlio il genitore che sia stato
dichiarato decaduto dalla potest genitoriale).
LIndegno pu essere riabilitato con dichiarazione espressa (atto pubblico) o con testamento (riabilitazione
totale), ovvero mediante la contemplazione nel testamento (riabilitazione parziale). In tal caso ammesso a
succedere nei limiti della disposizione, ma non pu ricevere niente come successore legittimo.
CAP 74. LACQUISTO DELLEREDITA E L RINUNCIA:
Abbiamo gi detto nel precedente capitolo che leredit non si acquista se non avviene laccettazione da
parte del chiamato alleredit. Questo potrebbe avere un interesse morale a non diventare lerede di una
persona malfamata bench ricca (es. un noto usuraio), o un interesse economico a non essere esposto a
pagare i debiti, se leredit passiva. Si distinguono due tipi di accettazione (art. 470 c.c.):
- Pura e semplice: si verifica la fusione tra il patrimonio del defunto e quello dellerede, che diventano un
patrimonio solo. Lerede tenuto al pagamento dei debiti del de cuius, anche se superino lattivo che gli
perviene dalleredit.
- Con beneficio di inventario: se il chiamato alleredit accetta con beneficio dinventario, non si produce la
fusione dei patrimonio. Perci, secondo quanto dispone lart. 490 c.c., lerede che ha accettato con beneficio
dinventario conserva verso leredit tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto; lerede non
tenuto al pagamento dei debiti ereditari; i creditori del defunto e i legatari hanno preferenza sul patrimonio
ereditario di fronte ai creditori dellerede. Il chiamato alleredit ha facolt di giovarsi del beneficio
dinventario, che lo preserva dal rischio di pagare anche Ultra vires hereditarias i debiti del defunto (ossia di
pagare debiti oltre il valore dei beni a lui pervenuti).
TIPI DI ACCETTAZIONE: Sotto la comune denominazione di accettazione delleredit sono ricomprese varie
fattispecie:
- Accettazione espressa: pu essere pura e semplice o col beneficio di inventario. Quando Pura e
semplice pu essere fatta in un atto pubblico o in una scrittura privata, dichiarando di accettare leredit
ovvero assumendo il titolo di erede. Quando invece Con beneficio di inventario, necessaria una
dichiarazione ricevuta da un notaio.
- Accettazione tacita: quando il chiamato alleredit compie un atto che presuppone necessariamente la
sua volont di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualit di erede.
- Accettazione presunta: quando non deriva dalla volont del chiamato, bens la legge stessa che la
considera avvenuta in conseguenza di determinate situazioni.

PRESCRIZIONE DELLACCETTAZIONE: Il diritto di accettare leredit soggetto alla prescrizione ordinaria


(art. 480 c.c.) decorrente dalla data di Apertura della successione. Il chiamato alleredit ha quindi 10 anni di
tempo per accettare. Ma pu darsi che qualcuno abbia interesse a che il chiamato si decida entro uno spazio
di tempo pi limitato a dichiarare se intenda o no accettare leredit (es. il creditore del defunto, allo scopo di
sapere contro chi pu rivolgersi per vedersi soddisfare il pagamento). In tal caso, si pu far ricorso ad una
speciale azione detta Actio interrogatoria, con cui si chiede che lautorit giudiziaria fissi un termine,
trascorso il quale il chiamato perde il diritto di accettare (ipotesi di decadenza art. 481 c.c.).
LAZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA: (art. 533 c.c.) Acquistata leredit, lerede pu rivolgersi contro
chiunque possegga senza titolo alcuno i beni ereditari (che quindi spettano allerede con titolo). LAzione di
petizione ereditaria ha quindi come finalit quella di farsi riconoscere la qualit di erede, di farsi consegnare
o rilasciare i beni. Lattore che proponga una tale domanda deve dimostrare la propria qualit di erede, sulla
base di un testamento o in base al proprio rapporto di parentela con il de cuius. Lazione imprescrittibile,
perch una volta acquistata la qualit di erede questa non si perde pi. Se lazione viene accolta, il
convenuto condannato a restituire le cose possedute. possessore di buona fede delleredit colui che ha
acquistato il possesso dei beni ereditari ritenendo (per errore) di essere erede (non sapendo magari che
esistesse un testamento). Lerede pu agire con la petizione di eredit non soltanto contro il possessore ma
anche contro le persone a cui costui abbia alienato le cose possedute.
LA RINUNCIA ALLEREDITA: La rinuncia alleredit consiste in una dichiarazione unilaterale con la quale il
chiamato alleredit manifesta la sua decisione di non acquistare leredit. La dichiarazione deve essere
ricevuta da un notaio ed soggetta a pubblicit, mediante inserzione nel registro delle successioni. Se non
vi Rappresentazione (i rappresentanti sono i discendenti del de cuius ai quali sar attribuita leredit vedi
cap. 73) la parte di colui che rinuncia va a favore di coloro che avrebbero concorso con il rinunciante,
facendo accrescere la parte di eredit (es. se sono pi figli del de cuius a concorrere sulleredit paterna,
della quota che spettava al rinunciante beneficiano i suoi fratelli). Se il rinunciante solo (es. figlio unico del
de cuius), leredit si devolve ai chiamati di grado ulteriore, ossia a coloro ai quali spetterebbe nel caso che
egli mancasse. La rinuncia comunque revocabile: chi ha rinunciato pu tornare sulla decisione presa ed
accettare leredit, purch non siano trascorsi dieci anni (prescrizione) e purch leredit stessa non sia gi
stata accettata da un altro chiamato.
CAP 75. LA SUCCESSIONE LEGITTIMA:
Lordinamento giuridico consente al singolo di disporre dei propri beni, per il tempo in cui avr cessato di
vivere, mediante il testamento. Se il singolo non ha disposto in tutto o in parte dei suoi beni, interviene la
legge a indicare come essi debbano essere assegnati e distribuiti. I criteri a cui la legge si ispira si basano di
regola sul vincolo che unisce i vari congiunti al defunto: fondamento della successione legittima dunque,
accanto alla presunta volont del de cuius, la solidariet familiare.
LE CATEGORIE DI SUCCESSIBILI: (art. 578 c.c.) Le categorie di successibili, nella successione legittima,
sono il Coniuge, i Discendenti legittimi e naturali, gli Ascendenti legittimi, i Collaterali, i Genitori del figlio
naturale, gli altri Parenti, lo Stato:
- il Coniuge: la riforma del diritto di famiglia ha attribuito al coniuge una quota in propriet dellasse
ereditario, conferendogli quindi, a tutti gli effetti, la qualit di erede. A lui spetta infatti la met del patrimonio
del defunto, se in concorso con un solo figlio (un terzo se concorre alla successione con pi figli, due terzi se
concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle). In caso di separazione, il coniuge conserva i diritti
ereditari, tranne che nellipotesi in cui sia a lui addebitata la separazione. In caso di divorzio, lex coniuge non
ha titolo per partecipare alla successione.
- i Discendenti legittimi e naturali: rientra nelle facolt dei figli legittimi quella di soddisfare in denaro o in
beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano. In caso invece di
opposizione, decide il giudice. Ai figli naturali non riconoscibili spetta, invece, un assegno vitalizio pari
allammontare della rendita della quota di eredit alla quale avrebbero diritto se la filiazione fosse stata
riconosciuta.
- i Genitori: il padre e la madre succedono in eguali porzioni, o comunque succede il genitore superstite.
- i Fratelli: anche i fratelli e le sorelle (legittimi o naturali) succedono in parti uguali.
- i Collaterali: i collaterali dal terzo al sesto grado (non oltre) hanno diritto di venire alla successione solo
quando non vi siano altri successibili, e per i quali vale il principio che il pi vicino in grado esclude il pi
remoto, mentre quelli di pari grado concorrono per quote eguali.
LA SUCCESSIONE DELLO STATO: In mancanza di altri successibili, leredit devoluta allo Stato (art. 586
c.c.). La successione dello stato ha particolari caratteristiche: lacquisto si opera di diritto senza bisogno di
accettazione e non pu esservi rinuncia. Lo Stato non risponde mai dei debiti ereditari e dei legati oltre il
valore dei beni acquistati. La finalit della successione dello Stato non quella di conseguire arricchimenti a
favore dellErario (a tale finalit risponde piuttosto il prelievo fiscale, ossia le tasse), bens quella di
assicurare la gestione dei rapporti giuridici riferibili a persone defunte che non abbiano lasciato eredi, poich
prive di parenti prossimi o perch nessuno dei chiamati abbia accettato.

CAP 76. LA SUCCESSIONE NECESSARIA:


Lordinamento giuridico consente al singolo di disporre dei suoi beni per il periodo successivo alla sua morte,
ma ammette anche che egli in vita doni a chi vuole i suoi beni, purch egli non leda i diritti che la legge
assicura ai congiunti pi stretti indicati dalla legge stessa. Si ritiene quindi che qualora tutti i beni del de cuius
siano lasciati o donati ad un estraneo ci vada a svantaggio dei figli o del coniuge. Infatti, almeno una parte
dei beni del de cuius deve essere necessariamente attribuita ai successibili. La quota che la legge riserva a
costoro si chiama Riserva; i successibili che vi hanno diritto sono designati con il nome di Riservatari (o
Successori necessari, perch devono in ogni caso succedere).
RISERVATARI: I Riservatari (o Legittimari, o Successori necessari) sono il coniuge, i figli legittimi e naturali,
gli ascendenti legittimi. Al coniuge (non separato n divorziato per sua colpa) il legislatore ha riservato una
quota di piena titolarit delleredit, che della met in assenza di figli o ascendenti: al coniuge inoltre
riservato il diritto di abitazione nella casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano,
se di propriet del defunto. Quando manca il coniuge, la riserva a favore dei figli legittimi di met del
patrimonio se il genitore lascia un solo figlio, di due terzi se i figli sono di pi. Ciascuno dei Riservatari ha
diritto ad una propria quota di riserva. La riserva a favore degli ascendenti legittimi, invece, opera soltanto se
il defunto non lascia figli.
LA QUOTA LEGITTIMA: Quando allapertura della successione vi sono dei legittimari (Riservatari), il
patrimonio ereditario si distingue idealmente in due parti: Disponibile (attribuibile a chiunque per testamento)
e Legittima (spettante per legge ai legittimari, quindi non attribuibile a chiunque per testamento). Il
legittimario ha diritto ad ottenere la propria quota ed il testatore non pu imporre alcuna condizione sulla
legittima: se fosse consentito porre limitazioni, il testatore potrebbe profittarne per diminuire, contro la
volont della legge, il valore della quota cui ciascun legittimario ha diritto.
- Legato in sostituzione di legittima: il testatore intende escludere il legittimario da ogni partecipazione alla
divisione delleredit. Quindi i testatori, ad evitare il frazionamento del patrimonio o per conservare i beni in
famiglia, attribuiscono al legittimario un legato di somma o di beni determinati per un valore uguale o anche
superiore allimporto della legittima, a condizione che esso rinunci ad ogni altra pretesa sulleredit.
Esempio: si supponga che un padre lasci un patrimonio di cento e attribuisca allunico figlio, a titolo di legato,
beni per il valore di quarantacinque. Se il legato fatto in sostituzione di legittima, il figlio pu rinunciare al
legato e chiedere la legittima, cio la met dei beni lasciati dal padre, oppure accontentarsi del legato (il cui
oggetto pu avere un valore inferiore alla legittima).
- Legato in conto di legittima: il testatore fa al legittimario unattribuzione di beni, che deve essere
calcolata ai fini della legittima, con la conseguenza che il legittimario pu chiedere il supplemento se i beni
attribuitigli non raggiungono lentit della legittima.
Esempio: continuando lesempio di cui sopra, il legatario pu chiedere lintegrazione della legittima stessa.
Dal valore di questa, si sottrarranno beni per il valore di quarantacinque gi ricevute e perci il legatario
potr chiedere il residuo (50 45 = 5).
LA RIUNIONE FITTIZIA: Per poter stabilire se il testatore abbia leso i diritti spettanti a qualcuno dei
legittimari, occorre calcolare lentit del suo patrimonio allepoca dellapertura della successione. Siccome in
questa operazione i beni vengono riuniti soltanto fittiziamente (essendo unoperazione meramente
contabile), si chiama Riunione fittizia. Si calcolano i valori dei beni che appartenevano al defunto al tempo
dellapertura della successione: da questa somma dei beni si detraggono i debiti. Al risultato ottenuto si
aggiungono i beni di cui il testatore abbia eventualmente disposto in vita a titolo di donazione. Si calcola cos
la quota totale di cui il testatore poteva disporre. Se ad esempio il padre ha disposto con donazioni per
quaranta e con la disposizione testamentaria per venti, e cio in tutto per sessanta, egli ha superato di venti
il valore della disponibile e per tale somma ha leso la legittima spettante ai figli. Cos, se risulta veramente
che le disposizioni testamentarie o le donazioni eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre, ciascun
legittimario pu agire per la riduzione delle une e delle altre con apposita azione che si chiama Azione di
riduzione: a seguito di tale azione, il beneficiario della disposizione testamentaria deve restituire in tutto o in
parte il bene (libero da ogni peso o ipoteca).
IL PATTO DI FAMIGLIA: La legge n.55 del 14 febbraio 2006 ha introdotto il cosiddetto Patto di famiglia.
Il patto di famiglia un contratto con il quale limprenditore trasferisce lazienda (in tutto o in parte); e con il
quale il titolare di partecipazioni societarie trasferisce le proprie quote ad uno o pi discendenti. Questa
legge si propone di consentire a colui che sia titolare di unattivit economica di dare, essendo ancora in vita,
una destinazione stabile allimpresa a favore dei propri discendenti, prevenendo eventuali dispute
successorie e, soprattutto, il rischio che queste conducano ad una frammentazione della titolarit del
complesso aziendale, con la conseguente disgregazione della struttura produttiva. La gran parte delle liti
successorie, infatti, nascono proprio dai tentativi del de cuius di sistemare, con attribuzioni operate quando
era ancora in vita a favore dei figli, il proprio patrimonio.

Assegnatari del complesso produttivo possono essere soltanto i discendenti dellimprenditore e non gli
estranei, n altri familiari, e neppure il coniuge. Il contratto deve essere redatto per atto pubblico, a pena di
nullit. Tuttavia, al contratto devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove
in quel momento si aprisse la successione del patrimonio dellimprenditore. Il patto pu essere anche sciolto
per un successivo contratto, concluso dalle medesime persone; per effetto di recesso, che deve per essere
espressamente previsto dal contratto stesso e certificato da un notaio.
CAP 77. LA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA:
IL TESTAMENTO: Il testamento un negozio unilaterale (espressione della volont del solo testatore),
recettizio (che deve essere portato a conoscenza del destinatario affinch il negozio possa produrre i suoi
effetti) e solenne ( richiesta una forma determinata ad substantiam) con il quale un soggetto dispone, per il
tempo in cui avr cessato di vivere, delle proprie sostanze (art. 587 c.c.), e che non ha bisogno delladesione
di alcuno, neppure di essere portato a conoscenza di persone determinate. Caratteristica fondamentale del
testamento il suo contenuto patrimoniale: tuttavia esso pu essere anche non patrimoniale (es.
designazione di un tutore, riconoscimento dei figli naturali ecc.). Il testamento Revocabile fino allultimo
momento di vita del testatore (la revoca pu essere Espressa, attraverso un atto formale, o Tacita, attraverso
testamento posteriore che annulla quello anteriore, o attraverso distruzione del testamento stesso):
lordinamento giuridico infatti garantisce la libert di disporre delle proprie sostanze per lepoca posteriore
alla morte, come tipica manifestazione della libert umana e individuale. Perci non si pu rinunciare alla
facolt di revocare o mutare le disposizioni testamentarie.
LA FORMA DEL TESTAMENTO: Come gi detto, il testamento un atto solenne, che richiede cio una
particolare forma ad substantiam. In ogni caso, occorre che sia scritto. Vi sono due forme di testamento, uno
Olografo e uno Pubblico (per atto di notaio). Vi poi un ulteriore forma di testamento Speciale, che pu
essere pubblico o segreto:
- Testamento Olografo: la forma pi semplice e riservata dellespressione della volont del testamento.
Deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di pugno dal testatore. I requisiti di forma sono Autografia
(garantisce che il testamento sia stato scritto per mano del testatore, e che lespressione della volont sia
autentica), Data (in cui viene scritto il testamento), Sottoscrizione (serve ad individuare il testatore).
- Testamento Pubblico: laspetto fondamentale per cui il testamento pubblico si distingue da quello olografo
consiste nella natura di atto pubblico che ad esso spetta. Il testamento pubblico un documento redatto, con
le richieste formalit, da un notaio (art. 2699 c.c.). I vantaggi del testamento pubblico sono una migliore
forma, un maggior accertamento della volont del soggetto testatore, una maggiore protezione del
documento (al riparo da ogni evento naturale o umano che possa comprometterne lintegrit).
- Testamento Segreto: ha, rispetto al testamento pubblico, il vantaggio che il testatore pu, se vuole,
mantenere completamente riservato il contenuto delle disposizioni e, rispetto al testamento olografo, una
maggiore garanzia di conservazione del documento.
INVALIDITA DEL TESTAMENTO PER VIZIO DI FORMA: Quanto ai vizi di forma, essendo essa richiesta ad
substantiam, la sua inosservanza dovrebbe dar luogo alla nullit insanabile ed imprescrittibile. Invece, il
legislatore ha ritenuto opportuno distinguere tra la mancanza di elementi senza i quali non v la certezza
della provenienza del testamento dalla persona a cui si vuole attribuirlo (difetto di autografia o di
sottoscrizione nel testamento olografo; difetto della redazione per iscritto, da parte del notaio, delle
dichiarazioni del testatore e della sottoscrizione del testatore o del notaio nel testamento pubblico o segreto)
e linosservanza di tutte le altre formalit prescritte (art. 606 c.c.). Nel primo caso non vi la nullit assoluta
dellatto; mentre nel secondo caso, ossia in tutte le altre ipotesi, si prevede lannullabilit.
CAPACITA DI TESTARE: (art. 591 c.c.) Sono incapaci coloro che non hanno compiuto la maggiore et; gli
interdetti per infermit di mente; gli incapaci naturali. il testamento fatto da un incapace annullabile. Si pu
affermare che in materia testamentaria vale il principio secondo il quale la capacit la regola, lincapacit
leccezione.
INCERTEZZA DEL BENEFICIARIO: Il testamento si annulla di fronte allipotesi in cui manchi il minimo
indispensabile che valga a fornire la certezza che gli elementi essenziali della disposizione (indicazione della
persona di colui che beneficiato) corrispondono alla volont del testatore. Nei casi in cui questo minimo
indispensabile manchi, occorre supplire con la volont di un terzo, correndo il rischio di giungere a risultati
arbitrari o contrastanti con la volont del testatore. quindi ritenuta nulla la disposizione testamentaria
qualora vi sia lipotesi di incertezza del beneficiario (art. 628 c.c.). Lintenzione generica del testatore pu
essere attuata mediante la devoluzione dei beni allente comunale di assistenza, il cui fine istituzionale
costituito dalla prestazione di ogni forma di soccorso ai poveri.
CAP 78. IL LEGATO:
Il legato una disposizione a titolo particolare che non comprende luniversalit o una quota dei beni del
testatore: nel linguaggio comune, e in alcuni casi anche nel linguaggio usato dal legislatore, il termine
legato viene riferito all'oggetto (cosa) che viene in concreto legato. Lessenza del legato consiste in

unattribuzione patrimoniale relativa a beni determinati, e che normalmente importa un beneficio economico
per la persona designata dal testatore. Il legato di regola disposto con testamento. Si dice legatario la
persona a cui favore la disposizione fatta: il legatario ha una particolarit vantaggiosa rispetto allerede
normale, ossia non risponde dei debiti ereditari. Oggetto del legato pu essere o il diritto di propriet o altro
diritto reale su cosa determinata gi appartenente al testatore (questo tipo di legato si chiama legato di
specie), oppure di cose determinate solo nel genere (es. denaro, grano.. legato di genere).
ACQUISTO DEL LEGATO: Il Legato, a differenza delleredit, si acquista di diritto, senza bisogno di
accettazione (art. 649 c.c.). Il legatario ha per facolt di rinunciare (la rinuncia pu essere espressa o
tacita). Pu darsi che il legatario non si dia cura di far conoscere se intende o meno rinunciare, mentre agli
eredi o ad altre persone pu interessare eliminare questa incertezza: il legislatore ha cos disposto che il
giudice gli pu fissare un termine oltre il quale egli perde il diritto di rinunciare.
CAP 79. LA DIVISIONE DELLEREDITA:
Se leredit acquistata da pi persone, si forma tra i coeredi una comunione sui beni ereditari. Alla
comunione ereditaria si applicano le regole stabilite in generale per la comunione (artt. 1100 ss c.c.): tuttavia,
mentre nella comunione ordinaria ciascun partecipante pu liberamente alienare la propria quota, in quella
ereditaria il legislatore ha disposto di evitare che nei rapporti tra coeredi (spesso legati tra loro da vincoli
daffetto) si intromettano estranei animati da un intento di speculazione. Perci i coeredi hanno diritto di
essere preferiti agli estranei, qualora uno di essi intenda alienare la sua quota o una parte di essa. Ad essi
spetta quindi un Diritto di prelazione (diritto di essere preferito ad ogni altro vedi cap. 30). Secondo lart.
732 c.c., il coerede che vuole alienare la sua quota deve notificare la proposta di alienazione agli altri
coeredi, indicandone il prezzo: entro due mesi, gli altri coeredi devono decidere se vogliono acquistare al
prezzo indicato, altrimenti chi ha notificato la proposta pu vendere liberamente ad estranei.
LA DIVISIONE: Lo stato di comunione cessa con la divisione. Questo atto sostituisce allo stato di comunione
(in cui ciascuno aveva diritto ad una quota dellintera massa comune) una situazione diversa: ciascuno dei
soggetti che partecipavano alla comunione medesima ora ottiene la titolarit esclusiva su una parte
determinata del bene, o dei beni che erano comuni, corrispondente per valore alla quota spettante nello
stato di indivisione. Una regola particolare del 1941, ancora in vigore, stabilisce che il diritto di utilizzazione
dellopera, quando lautore non abbia diversamente disposto, deve rimanere indiviso tra gli eredi per tre anni
dalla morte dellautore. La divisione pu essere fatta gi dal testatore nel proprio atto di ultime volont,
oppure pu essere fatta daccordo tra i coeredi (divisione amichevole o contrattuale) o, ancora, se le parti
non sono daccordo, per opera del giudice (divisione giudiziale):
- Divisione da parte del testatore: il codice vigente ha riconosciuto ad ogni testatore la facolt di dettare
norme e criteri per la formazione delle porzioni e di dividere nel testamento i suoi beni tra i coeredi,
comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile. La divisione nulla se il testatore non abbia
compreso qualcuno dei legittimari o degli eredi istituiti. Secondo la dottrina, la divisione del testatore non
una vera e propria divisione, perch non vi in nessun momento una Comunione ereditaria: questa infatti
viene impedita dal testatore prima che possa sorgere con lapertura della successione. In sostanza, quindi, il
testatore non fa che assegnare beni determinati.
- Divisione contrattuale: come gi detto, quando la divisione avviene tramite accordo tra i coeredi, detta
Amichevole o Contrattuale. Se il contratto di divisione riguarda beni immobili richiesta ad substantiam la
forma scritta. Il contratto di divisione pu essere annullato per violenza o dolo, ma non per errore. La
divisione altres nulla quando non vi abbiano partecipato tutti i coeredi.
- Divisione giudiziale: Il giudizio di divisione pu essere promosso da ciascuno dei coeredi, per ottenere lo
scioglimento della comunione ereditaria, e ad esso devono essere chiamati a partecipare tutti i condividenti.
Ai fini della divisione, si procede alla stima dei beni, quindi alla formazione delle porzioni. Tuttavia, vi sono
dei beni che non possono essere divisi (perch indivisibili per natura): questi beni saranno quindi venduti e il
denaro ricavato verr diviso tra i coeredi (art. 720 c.c.). Se qualcuno dei coeredi ha ricevuto una porzione di
valore eccedente tenuto a pagare agli altri la differenza in denaro.
EFFETTI PARTICOLARI DELLA DIVISIONE:
- Debiti ereditari: i debiti e i pesi ereditari (es. spese di degenza del defunto o per i suoi funerali) devono
essere supportati da ciascuno dei coeredi in proporzione della propria quota di eredit, salvo che il testatore
abbia altrimenti disposto.
- Evizione: se un terzo assume che il de cuius non era proprietario di uno o pi beni compresi nella porzione
attribuita ad uno dei coeredi, ed il coerede quindi costretto a rilasciare i beni richiesti, ecco che viene a
mancare la corrispondenza della porzione con la quota ereditaria. giusto quindi che il danno non sia subto
solo dalla persona a cui era stato assegnato proprio il bene oggetto della evizione, ma sia ripartito tra tutti i
coeredi.
- Collazione: se il de cuius in vita ha fatto donazioni ai figli legittimi o naturali, o al coniuge, la legge presume
che il defunto, facendo la donazione, non abbia voluto alterare il trattamento che egli ha stabilito per
testamento, ma soltanto attribuire loro un anticipo sulla futura successione. Perci i beni donati devono

essere compresi o conferiti nella massa attiva del patrimonio ereditario, per essere divisi tra i coeredi in
proporzione delle quote spettanti a ciascuno.
LA LIBERALITA
CAP 80. LA DONAZIONE:
La donazione , secondo lart. 769 c.c., un Contratto. In verit presenta una struttura bilaterale, in quanto
richiede lincontro della volont di due parti (mutuo consenso). Occorre inoltre la volont del donante di
arricchire laltra parte (spirito di liberalit), ossia il donatario, senza corrispettivo, e perch ci si produca
necessaria laccettazione di questultimo: elementi denotativi del contratto di donazione sono, quindi, lo
Spirito di liberalit e lArricchimento:
- Spirito di liberalit (animus donandi): costituisce la causa del contratto, che in tal caso non il motivo.
- Arricchimento: lincremento del patrimonio del donatario.
NEGOZI GRATUITI: La donazione rientra nella categoria dei negozi a titolo gratuito, di cui costituisce
lesempio pi importante. Non bisogna credere, per, che qualsiasi negozio a titolo gratuito costituisca una
donazione. La gratuit implica soltanto lassenza di un corrispettivo, ma non necessariamente anche
larricchimento dellaltra parte, elemento questo essenziale al concetto di donazione (spirito di liberalit +
arricchimento dellaltra parte). Esistono molteplici negozi giuridici oltre alla donazione: il comodato (art. 1803
c.c. cap. 45), per esempio, un contratto essenzialmente gratuito che per non implica larricchimento
della parte che ne usufruisce; vi sono poi il mandato, il deposito, il mutuo, il trasporto, che possono essere
tanto gratuiti quanto onerosi.
LA DONAZIONE INDIRETTA: Lo scopo liberale di arricchire unaltra persona si pu raggiungere mediante la
via diretta del contratto di donazione o in altri modi indiretti, cio avvalendosi di negozi che hanno una causa
(in senso giuridico) propria diversa da quella liberale. Cos, ad esempio, se voglio aiutare uno studente
povero e meritevole, e gli pago le tasse universitarie, compio un atto la cui causa consiste nellestinzione del
debito, ma che avvantaggia lo studente allo stesso modo che se gli donassi la somma necessaria per il
pagamento delle tasse.
REQUISITI E DISCIPLINA: La capacit di donare regolata dai princpi generali:
- Non possono fare donazioni i minorenni, linterdetto, linabilitato, lincapace naturale.
- Le persone giuridiche (es. societ) sono capaci di far donazioni solo se tale capacit riconosciuta dal loro
statuto o dallatto costitutivo.
- Per la donazione richiesto latto pubblico ad substantiam, e chiaramente produrr i suoi effetti soltanto nel
momento in cui avviene la consegna del bene.
- Di regola, per la capacit giuridica di ricevere necessaria la nascita del soggetto.
- Capaci di ricevere donazioni sono anche le persone giuridiche.
- Oggetto della donazione non pu essere un bene futuro, salvo che si tratti di frutti non ancora separati: il
divieto, sancito a pena di nullit, trova la sua ragione dessere nella necessit di porre una freno ad eventuali
spese eccessive (prodigalit). Non pu essere consentito infatti che qualcuno si privi senza corrispettivo
(donazione) di una cosa che non ancora venuta ad esistenza.
- Del pari la legge vieta che loggetto della donazione sia una cosa di propriet altrui.
- (art. 791 c.c.) Altra particolare condizione che pu inerire alla donazione quella della Reversibilit (da
Revertor: ritorno), ossia una condizione che stabilisce che i beni ritornino al donante nel caso in cui il
donatario muoia prima del donante medesimo.
INVALIDITA DELLA DONAZIONE: La disciplina dellinvalidit della donazione pi affine a quella
del testamento che a quella del contratto. Cos, la donazione invalida principalmente quando sussistono i
seguenti casi:
- Errore sul motivo: come per il testamento, lErrore (falsa rappresentazione della realt) rende annullabile
la donazione se il Motivo risulta dallatto ed stato il solo che ha indotto a compiere la liberalit (art. 787
c.c.).
- Motivo illecito: lilliceit del motivo (contrario a norme imperative, ordine pubblico o al buon costume)
rilevante quando il motivo ha avuto valore determinante ed esclusivo, ma non necessario che sia comune
ad entrambe le parti: basta che risulti dallatto.
LA PUBBLICITA IMMOBILIARE
CAP 81. LA TRASCRIZIONE:
Sappiamo gi che la Trascrizione un mezzo di pubblicit che si riferisce agli immobili o ai mobili registrati
(navi, aeromobile, automobile). Del tutto genericamente possiamo affermare che essa serve a far conoscere
ai terzi le vicende giuridiche di un immobile o di un mobile registrato, ovvero serve a dirimere il conflitto tra
due persone che hanno acquistato un medesimo diritto, con atti distinti, nei confronti di uno stesso titolare.
La trascrizione, infatti, rappresenta un atto di prudenza per evitare di essere pregiudicato nellipotesi che il
mio alienante venda ad altri, e il secondo acquirente trascriva prima di me. Tuttavia, tale istituto non si ferma
a una cos vaga generalizzazione: infatti, la trascrizione ha nellordinamento vigente varie funzioni.

FUNZIONE ORIGINARIA: La funzione originaria della trascrizione quella di strumento per la soluzione di
conflitti tra pi soggetti acquirenti di diritti reali su determinati beni. Pertanto, il diritto reale acquistato su un
bene immobile diventa opponibile ai terzi soltanto per effetto della trascrizione. Se a questo mondo tutti
fossero galantuomini, sarebbe sufficiente il seguente principio: A e B si accordano nel senso che luno
vende, laltro acquista la propriet dellimmobile X per il prezzo convenuto, e laccordo produce i suoi effetti
non appena venga tradotto per iscritto.
Tuttavia, come potrebbe chi intende acquistare diritti reali su un bene sapere se lalienante non li abbia gi
trasferiti ad altri? Egli non sarebbe mai sicuro e, a voler essere prudente, si dovrebbe astenere
dallacquistare. Per offrire delle validi risposte, bisogna sapere che; per i Beni mobili, il conflitto tra pi
acquirenti dal medesimo titolare risolto a favore di quello che per primo ed in buona fede abbia conseguito
il possesso della cosa; per i Diritti personali di godimento prevale colui che per primo ha materialmente
conseguito il godimento della cosa: in ogni caso, la trascrizione dunque presupposto dellOpponibilit ai
terzi dei diritti acquistati in forza degli atti trascritti (la data in cui viene eseguita la trascrizione e non la data
in cui avviene latto - determinante ai fini della soluzione dei conflitti tra i plurimi acquirenti).
ATTI SOGGETTI A TRASCRIZIONE: Gli atti rispetto ai quali la trascrizione svolge la funzione di dirimere il
conflitto tra i plurimi acquirenti dal medesimo titolare sono indicati allart. 2643 del codice civile. La
conseguenza che la notizia di un atto del quale sia stata omessa la trascrizione, e quindi fornita con
qualsiasi altro mezzo, rimane priva di qualsiasi effetto ai fini della disciplina in esame: inoltre, un eventuale
erronea trascrizione di un atto che la legge non prevede come soggetto a trascrizione non produce gli effetti
tipici della pubblicit dichiarativa. I beni che costituiscono oggetto di trascrizione sono gli Immobili e i Mobili
registrati.
ATTI DI DESTINAZIONE: La legge ammette che un soggetto, con un atto che deve necessariamente avere
la forma di atto pubblico, possa destinare beni immobili o mobili registrati, alla realizzazione di interessi
meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilit, a pubbliche amministrazioni o ad altri enti o persone
fisiche ai sensi dellart. 1322 del codice civile. Questi beni e i loro frutti possono essere impiegati Solo per la
realizzazione del fine di Destinazione. In linea generale nulla vieta che un soggetto possa decidere di
utilizzare propri beni o i loro redditi per soddisfare le esigenze di un familiare disabile o di un ente, ma questo
di regola non comporta n limposizione di un vincolo reale di destinazione sul bene, n la separazione dello
stesso dal patrimonio di colui che ha deciso una tale destinazione.
LA TRASCRIZIONE DELLE DOMANDE GIUDIZIALI: Il legislatore assoggetta allonere della trascrizione
anche numerose domande giudiziali. In questi casi, la trascrizione serve a mettere in grado i terzi di
conoscere che in ordine a quel bene stata proposta una domanda giudiziale il cui esito, a seguito della
trascrizione, diventa opponibile pure agli aventi causa dal convenuto. In questi casi la trascrizione esplica
una funzione di prenotazione, nel senso che se la domanda trascritta verr successivamente accolta, la
stessa sentenza di accoglimento verr considerata opponibile ai terzi aventi causa dal convenuto. Quindi,
dopo la trascrizione dellatto introduttivo del processo, la sentenza di accoglimento della domanda proposta
dallattore pregiudica i diritti eventualmente acquistati dai terzi sul bene oggetto della lite, in forza di atti
provenienti dal convenuto in giudizio, ove trascritti successivamente alla trascrizione della domanda
giudiziale.
MODALITA PER ESEGUIRE LA TRASCRIZIONE: La trascrizione deve essere richiesta presso lufficio dei
registri immobiliari nella cui circoscrizione si trova il bene. Si pu ottenerla soltanto in forza di sentenza
oppure di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.