Sei sulla pagina 1di 4

"Altra testimonianza interessante quella dello storico scozzese Denis M.

Smith, non certo sospetto di nutrire simpatie per il regime mussoliniano,


esprime uguali perplessit; nella sua biografia su [31] Mussolini riconosce
che: L impiego dei gas forse un fatto meno rilevante dei grandi sforzi
prodigati per celarlo (. . . ) contrastava con la missione civilizzatrice (. . .
) e la
vittoria con atrocit illegali avrebbe danneggiato il prestigio fascista ."
Citiamo la frase completa, e verifichiamo in cosa consistano le "perplessit" di S
mith secondo l'autore:
"L impiego dei gas forse un fatto meno rilevante dei grandi sforzi
prodigati per celarlo.Mussolini aveva bisogno che il mondo vedesse nell'Italia
un paese civile impegnato a combattere un nemico barbarico, e ci imponeva
un'attenta manipolazione dei fatti. N egli voleva che la gente pensasse - come
in effetti alcuni giunsero a sospettare - che gli Italiani dovessero la loro
vittoria soltanto all'essere ricorsi ad atrocit illegali. E sopra ogni altra cosa
si rendeva conto che se i fatti si risapevano, ed i potenziali simpatizzanti si
allontanavano, il prestigio fascista ne sarebbe stato gravemente danneggiato. L'
iprite
era l'arma segreta di Mussolini, ed egli voleva mantenere il segretoper poter us
arla
di nuovo." [Smith, "Mussolini", Rizzoli, p.255]
Come vediamo, nessun accenno ad alcuna "missione civilizzatrice" dell'Italia (ac
ceno che non troviamo
in alcuno storico oggettivo, visto che questa presunta missione morale non esist
ette): ci troviamo davanti
ad una cosciente manipolazione del testo originale e del suo senso. Possiamo poi
vedere
come Smith sia in realt convinto dell'uso dei gas: tanto per quello che possiamo
leggere nel brano
citato quanto per il contenuto del resto del libro stesso. Smith ci fa infatti n
otare la determinazione del
duce a vincere la guerra con qualsiasi mezzo [p.254], anche armi batteriologiche
[p.255], senza scrupoli morali
di alcun tipo, e per il resto della trattazione mantiene toni sicuri. Interessan
te anche la seguente frase:
"Siccome Jacir Bey ed altri intermediarinon riuscivano a vincere l'Etiopia con u
n colpo di destrezza, fu deciso
di impiegare ogni mezzo possibile; e non c'era senso ad avere speso dieci anni n
ell'accumulare centinaia di
tonnellate di gas in Africa orientale,se poi non lo si utilizzava per terrorizza
re e demoralizzare il nemico."
[p.255].
E un'ultima precisazione - lo storico non scozzese, bens britannico, nato a Londr
a il 3 marzo 1920.
________________________________________________________________________________
___________________________________________

Analizziamo ora quali sono le prove a favore di un possibile uso dei gas in Etio
pia da parte dei fascisti.
Il favore di Mussolini

Com' ormai noto, Mussolini appoggi l'uso di armi chimiche in Etiopia senza alcuna
esitazione. Vediamo ad esempio un
telegramma in cui il duce autorizza Graziani ad usare i gas come "ultima ratio"
per sopraffare la resistenza etiope
[Mussoilini, O.O, vol.27, p.301], e nuoavemente nel caso "Vostra Eccellenza [Gra
ziani] lo ritenga necessario per supreme
ragioni di difesa" [ibid, p.305], il che lascia ovviamente al generale un ampio
raggio d'azione. Il 28 dicembre 1935 un
telegramma segreto segna un'importante data di passaggio: conseguentemente ai si
stemi utlizzati dal nemico, autorizza
Badoglio "all'impiego, anche su vasta scala, di qualunque gas e dei lanciafiamme
" [ibid, p.307]. Diversi mesi dopo ribadisce
che "Auroizzola [Badoglio] impiegare qualsiasi mezzo" [ibid, p.312]., e nuovamen
te : "Dati metodi guerra nemico, le rinnovo
autorizzazione impiego gas qualunque specie e su qualunque scala.". Ora, a meno
che non si voglia dimostrare che tutti
questi telegrammi sono stati falsificati, gi di per s dimostrano che Mussolini non
avvers l'utilizzo dei gas e dovrebbero
come minimo far riflettere, in quanto non c'era motivo di non usarli se il duce
stesso ne dette l'autorizzazione. Certo ogni
tanto troviamo la richiesta di non usare mezzi chimici per un certo periodo di t
empo [ibid, p.317], ma sempre in
concomitanza con eventi importanti o situazioni particolari, che avrebbero potut
o prendere una piega negativa.
________________________________________________________________________________
___________________________________________

"I documenti a cui Del Boca fa riferimento sono noti da diversi anni, ma quel che
non noto la conseguenzialitit
con cui si giunse a quei documenti , non la loro reale autenticit, e attesto questo
perch da troppi anni, per motivi
che nulla hanno a che vedere con la Storia, troppi falsi hanno circondato gli av
venimenti di quei venti anni."
Ora, sorvolando sull'inconsistenza logica della frase "ma quel che non noto la c
onseguenzialit con cui si giunse
a quei "documenti", non la loro reale autenticit" (a rigor di logica ci si aspett
erebbe che il primo "non" non ci
fosse), analizziamo il significato della parola "conseQuenzialit" (s, iltermine "c
onseguenzialit non esiste":
"Che concerne la conseguenza; che conforme alla logica, o che accetta coerenteme
nte le conseguenze di un principio:
comportamento consequenziale." [Vocabolario Treccani, http://www.treccani.it/voc
abolario/consequenziale/]. Come vediamo,
l'autore cade nell'errore logico di considerarei documenti un falso per il sempl
ice fatto che si accordano con
l'effettiva realt degli eventi come ricostruita dagli storici. un po' l'errore de
i complottisti in generale: se il
complotto si vede, viene smascherato; se non si vede, c' ma sono troppo abili a n
asconderlo, quindi bisogna arrivare
alla sua esistenza tramite il ragionamento. Peccato che non sempre questo funzio
ni. C' poi in realt un problema di
fondo: come pu un documento essere consequenziale seproprio sui documenti si basa
la ricostruzione storica? Forse
consequenziale rispetto alle accuse di brutalit perpetrateal regime in generale?

Ma di nuovo ci troviamo davanti al


problema che un documento non pu e non deve essere consideratofalso solo perch ass
econda una certa idea o va contro
alle idee di chi lo analizza. Se si vuole davvero dimostrare che un documento no
n autentico, che lo si dimostri usando
argomenti oggettivi ed evidenti, come stato fatto coi diari di Hitler o Mussolin
i. Sia chiaro: sempre aperto l'invito
a dimostrare che i documenti al riguardo sono falsi.
Mi interesserebbe poi assai sapere quali sarebbero questi "troppi falsi" che han
no circondato gli avvenimenti di ""quei"
venti anni", visto che francamente tutti i documenti falsi di cui sono venuto a
sapere parlavano positivamente del
regime o del duce.
________________________________________________________________________________
___________________________________________

L'autore del blog riporta diverse testimonianze, criticabili tutte sotto almeno
quattro punti di vista:
1. Sono tutte da parte di persone che combatterono in Africa per conto del regim
e fascista, si pu quindi facilmente
immaginare che la loro testimonianza sia interessata a difendere la figura del r
egime.
2. Non da escludere che buona parte dei militari fossero tenuti all'oscuro delle
azioni che facevano uso di gas, o
per lo meno di quelle pi importanti.
3. Non viene mai riportata alcuna fonte; talvolta si parla anche di fantomatici
incontri, e neanche di questi abbiamo
alcuna prova siano realmente avvenuti, stando a come scrive l'autore.
4.I documenti parlano diversamente, e fino a che un documento non viene dimostra
to o pu legittimamente essere ritenuto
un falso questo vale a prescindere pi di una testimonianza, in quanto (ripeto, a
meno che non ne venga dimostrata la
non autenticit) in casi come diari, lettere, ordini e simili non pu non essere ver
itiero, se non in pochi casi
eccezionali nei quali comunque ne viene attestata dagli storici la non veridicit.
Sulla favola della persecuzione dei
fascisti nel dopoguerra e della demonizzazione a priori del fascismo, che potreb
be portare a pensare che presunti documenti
falsi farebbero comodo a tutti gli storici presunti "di parte" quale Del Boca, c
onsiglio due libri che ho trovato
illuminanti: "I soldi dei vinti" e "I conti con il fascismo".
________________________________________________________________________________
___________________________________________

"Giro le domande:
1. perch nessun milite italiano fu mai fornito di maschere antigas?
2. Perch il Negus, bench fosse di casa alla Societ delle Nazioni, mai denunci l uso di
armi illegali da parte degli
italiani?"
1. I militi italiani furono forniti di maschere antigas [Del Boca, Gli italiani

in Africa Orientale, vol. III, pagg. 303


e 308]. Bisogna comunque tenere conto del fatto che spesse volte i gas furono ut
ilizzati per bombardare ampie zone, l'uso
di maschere a gas non era dunque necessario [Del Boca, a cura di, "Le guerre col
oniali del fascismo", p.239]. Smith accenna
alla decisione di comprare maschere antigas ad uso dei dipendenti pubblici in Et
iopia [Smith, "Le guerre del duce",
p. 84].
2. Il Negus denunci le atrocit commesse dagli italiani, tra le quali l'uso dei gas
, alla SOciet delle Nazioni il 30
dicembre 1935.