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LEGGE 28 GIUGNO 2012 N.

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Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita
La riforma si propone di realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico in grado di
contribuire alla creazione di occupazione, in particolare di giovani e donne, di ridurre i tempi di
transizione tra scuola e L e disoccupazione ed occupazione, orientato a ridurre i margini di
esclusione sociale attraverso un sistema di tutele pi universalistico e volto a promuovere la crescita
sociale ed ec e la competitivit delle imprese in coerenza con le dinamiche ec e sociali del Paese.
Gli obiettivi cardine della riforma sono quindi la coesione sociale e la crescita ec attraverso nuova
occupazione. In tale ottica, si ribadisce il rilievo prioritario del rapporto di L subordinato a tempo
indeterminato rendendo pi costoso per il datore di L il ricorso ad istituti contrattuali pi flessibili.
Ci ha reso necessario anche il riequilibrio delle diverse tutele in caso di perdita di occupazione,
estendibili anche a categorie di lavoratori fino ad ora sprovviste. La novit pi rilevante nel sistema
di ammortizzatori sociali l'introduzione dell'Assicurazione Sociale Per l'Impiego che sostituisce
l'indennit di mobilit. Vengono ridisegnati gli strumenti di sostegno al reddito, le politiche attive
del lavoro e la disciplina dei licenziamenti. La l in vigore dal 18/7/2012 ma i diversi istituti
contrattuali e processuali toccati dalla riforma cambieranno in momenti diversi, con l'emanazione
dei relativi decreti attuativi da parte degli attori istituzionali coinvolti. Il Ministero del L e delle
politiche Sociali ha gi fornito a Regioni e Province Autonome ed agli organi di vigilanza ispettiva
le prime indicazioni operative su alcuni aspetti applicativi della riforma, in particolare su alcune
tipologie contrattuali e sui livelli essenziali delle prestazioni dei CPI. Recenti modifiche alla riforma
sono state invece apportate con l'art 46 della l 7/8/2012
Art.1: disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilit in uscita e tutela
del lavoratore
Esplicita i principi generali della riforma (commi 1-8) ribadendo la valenza attribuita al contratto di
L subordinato a tempo indeterminato, definito contratto dominante, quale forma comune di rapporto
di L. Ne consegue la ridistribuzione pi equa delle tutele in caso di perdita involontaria del L
nonch la volont di contrastare l'uso distorto ed improprio degli strumenti di flessibilit
riconducibili ad alcune tipologie contrattuali. Si conferma il cambiamento delle modalit di ingresso
dei giovani nel mondo del L con la valorizzazione dell'apprendistato, che punta a diventare il
canale principale di assunzione da parte delle imprese, la promozione di una maggiore inclusione
delle donne nella vita economica e la promozione di nuove opportunit di impiego o di tutela del
reddito per gli ultracinquantenni in caso di perdita del posto. inoltre previsto un sistema di
monitoraggio permanente della riforma al fine di valutarne l'impatto reale sulle dinamiche del
mktL, sull'occupabilit dei cittadini e sulle modalit di entrata ed uscita nell'impiego ed apportarne i
correttivi necessari. Si conferma la portata dei principi e criteri per la regolazione dei rapporti di L
dei dipendenti delle PA (art 1 c2, art 2 c2 ed art 3 del D lgs 30/03/2001 n.156). Le disposizioni
relative alla flessibilit in uscita hanno in parte modificato la declinazione dell'art 18 dello statuto
dei lavoratori visto che si prevede un sistema di tutele pi articolato rispetto al precedente,
strettamente correlato alla gravit dei vizi del provvedimento di licenziamento, che tiene presenti
anche le dinamiche economiche e di crescita del mkt.
Tirocinio (art 1, cc 34-36): Si rafforza la tutela del tirocinio prevedendo la definizione di linee-guida
condivise dagli attori istituzionali Governo, Regioni e Province Autonome - finalizzate alla
revisione della relativa disciplina anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a
contenuto formativo, nonch allindividuazione degli elementi qualificanti dellistituto. Rilevante la
tutela del tirocinante anche attraverso il riconoscimento di una congrua indennit in relazione alla
prestazione svolta, con conseguente sanzione amministrativa in caso di inottemperanza da parte dei
soggetti ospitanti. Attualmente a favore dei tirocinanti sono corrisposte indennit a titolo di
rimborso. Entro 180 gg dall'entrata in vigore della l, Governo, Regioni e Province autonome
dovranno adottare in sede di Conferenza Stato-Regioni linee guida condivise in materia di tirocini
formativi ed orientamento con l'obiettivo di revisionare l'intera disciplina, contrastare l'uso distorto

del tirocinio, definirne gli aspetti qualificanti, riconoscere una congrua indennit, anche in forma
forfettaria, in relazione alla prestazione svolta e prevedere una sanzione pecuniaria proporzionata
alla gravit dell'illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1000 ad un massimo di
6000.