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Lomosessuale inventato

- Gianni Rossi Barilli, 22.07.2015


Tempi presenti. Nel corso dei secoli, le diverse figure del gay sono state costruite per legittimitarle,
ma soprattutto per imporre la norma di una divisione naturale tra mascolinit e femminilit.
Tutta unaltra storia, lappassionata e documentata ricerca sul campo di Giovanni DallOrto per il
Saggiatore
pi facile nascondere cinque elefanti sotto unascella che un solo cinedo. Questo proverbio
giunto fino a noi dal secondo secolo d.C. grazie alla penna di Luciano di Samosata, attesta che la
favolosit non era acqua per usare unespressione camp nemmeno nellantichit classica. Il
cinedo di cui si magnifica la capacit di attirare lattenzione infatti un personaggio che oggi
potremmo definire una checca. E che evidentemente gi allora si faceva notare parecchio per la parlantina, il senso estetico come minimo sopra le righe e la predilezione per il teatro di strada.
Lesempio basta e avanza per prendere in seria considerazione quanto sostiene Giovanni DallOrto
nel suo volumone sulla storia dellomosessualit maschile dalla Bibbia ai giorni nostri edito dal Saggiatore (Tutta unaltra storia, pp.730, 27 euro): lidentit omosessuale non poi uninvenzione cos
moderna come certi accademici dicono perch gi duemila e rotti anni fa esistevano dei tipi umani
che venivano dedotti dalle loro peculiari inclinazioni sessuali. E non solo e non tanto i virili amanti
dei ragazzi di cui ci sono state tramandate innumerevoli notizie attraverso larte e la letteratura
greca e romana. Questi potevano benissimo rientrare nella norma a patto di salvaguardare la loro
mascolinit secondo i criteri dellepoca. I cinedi invece erano quelli che stavano dallaltra parte del
fossato dellonore in quanto votati a una passione esclusiva per i maschi che li rendeva simili alle
femmine, fisicamente e/o psicologicamente. A tale categoria venivano ascritti indifferentemente
finocchi, travestiti e trans gender ante litteram, ritenendo che i loro disdicevoli comportamenti fossero frutto di una condizione interiore, cio un orientamento sessuale. Dunque dice DallOrto
se cercate lomosessuale antico, eccolo qui.

Il potere sulla sessualit


Certo la parola omosessuale pare un po fuori contesto, visto che entr nel linguaggio medico nel
XIX secolo e in quello comune nel XX. Ma si tratta di un uso intenzionalmente polemico perch tra
i principali obiettivi dellautore c quello di smentire la cosiddetta teoria costruzionista, che
discende dalle riflessioni storiche e filosofiche di Michel Foucault e secondo la quale
lomosessualit sarebbe una costruzione sociale creata dal Potere per reprimere la libera sessualit
umana . Sarebbe stata inventata a questo scopo dalla medicina nellOttocento, mentre prima di
allora esistevano s comportamenti omosessuali ma non una specie a s stante.
Per gli studiosi che sostengono questa tesi, accusati anche di monopolizzare il dibattito accademico
sulla storia dellomosessualit, DallOrto crea lappellativo provocatorio di invenzionisti e con loro
duella a distanza lungo tutto il corso delle sue riflessioni attraverso trenta secoli di storia occidentale.
In primis, obietta, la sessualit umana non determinata solo dalla cultura ma anche da un istinto
irriducibile che quando cerchi di cacciarlo dalla porta rientra sempre dalla finestra, come dimostrano tra laltro molti secoli di persecuzioni dei sodomiti e degli omosessuali. Con questo ineliminabile dato di fatto la cultura ha dovuto fare i conti da ben prima del XIX secolo, ponendosi domande
che dallantica Grecia fino a oggi sono sorprendentemente poco cambiate (vedi il plurimillenario
dibattito sulle cause dellinclinazione omosessuale). Inoltre gli storici invenzionisti, sempre a giudizio dellautore, propongono uno schema scandito da faglie epistemologiche in cui ogni paradigma
culturale sostituisce ed elimina il precedente nei discorsi del potere. Ritenendo per valida una

sola concezione della sessualit alla volta si crea una sorta di incomunicabilit tra le varie epoche
e si finisce per rappresentare come dei totali alieni gli abitanti di quelle passate che ragionavano
secondo paradigmi diversi.
Sono cose che succedono, conclude DallOrto, quando si parte dalle teorie per dare un senso alle
fonti storiche e non viceversa. Proponendosi di fare il contrario, la documentazione mostra che ogni
societ, sia in passato che oggi, tende a coltivare contemporaneamente pi concezioni
dellomosessualit, anche contraddittorie e inconciliabili, e queste concezioni si accavallano, si fondono, si mescolano e si trasformano a vicenda, in una continua dialettica fra discorsi e controdiscorsi nella quale del tutto arbitraria ogni pretesa di indicare la concezione dellomosessualit
in un dato momento storico. Ne viene fuori una polifonia incasinata e pure lacunosa, perch quella
del silenzio e della censura stata una delle strategie pi valide per limitare i danni prodotti dalla
diffusione del peccato indicibile. Ma conforta scoprire attraverso le pagine di Tutta unaltra storia
quanto si sia arricchito il puzzle negli ultimi trentanni grazie alleffervescenza della ricerca nel
modo anglosassone e nellEuropa occidentale.
Il testo e le densissime 160 pagine di note scomodamente piazzate in fondo al libro ci sommergono
di citazioni e rimandi bibliografici da cui si pu constatare che molta memoria di prima mano gi
stata disseppellita dagli studi degli ultimi decenni e molta altra ancora sta solo aspettando che qualche giovane appassionato le tolga la polvere di dosso, come DallOrto non manca mai di far notare
quando se ne presenta loccasione. Quel tanto che gi stato riscoperto ci restituisce comunque
unimmagine un po pi definita del passato e consente di tentare di tentare un nuovo bilancio provvisorio. Questa poi la sostanza del libro, che non n un manuale n unenciclopedia di storia gay
ma il personale bilancio di uno storico che dopo oltre trentanni di ricerche sul campo e di accesi
confronti con amici e nemici cerca di fare il punto attraverso la documentazione disponibile.
E rispettando la motivazione originaria del suo lavoro decide di raccontare una storia degli omosessuali e non degli omofobi, privilegiando i punti di vista dei perseguitati anzich dei persecutori.

Il paradiso che non c


Giovanni DallOrto, infatti, viene dal movimento lgbt ed stato () un punto di riferimento indiscusso
per la ricerca storica prodotta dentro o a fianco del movimento italiano, nella convinzione che ricostruire una memoria collettiva attendibile fosse un passo necessario verso luguaglianza prima di
tutto psicologica. Fare la storia degli omosessuali espellendo gli omofobi dal quadro utopistico, se
non altro perch buona parte delle testimonianze che ci rimangono sono tracce delle persecuzioni
subite dagli uni ad opera degli altri. Ma daltra parte i punti di vista e le esistenze delle vittime parlano anche attraverso la memoria dei carnefici.
E cosa ci raccontano? Abbiamo gi accennato al fatto che Grecia e Roma non erano il paradiso che
varie generazioni di proto militanti gay avevano descritto per legittimare se stesse e che studi pi
recenti hanno molto ridimensionato. Il dato innegabile che in certi casi pratiche e affetti omosessuali
fossero quantomeno tollerati, quando non addirittura raccomandati, non toglie che fossero oggetto
della pubblica riprovazione coloro che confondevano ruoli e generi annullando le distinzioni naturali tra chi domina e chi dominato. E nemmeno che il vero laboratorio dellomofobia di stato ufficializzata dal cristianesimo sia stata lantichit pagana ancor pi di quella ebraica, in un filo rosso
che unisce Platone agli stoici per arrivare a San Paolo e da qui proseguire per una schiera di santi
e teologi successivi. Di suo il cristianesimo ci mise lanatema divino, parificando nella colpa gli omosessuali attivi a quelli passivi e fornendo uninterpretazione anacronistica dellepisodio di Sodoma
e Gomorra che avrebbe col tempo stimolato il ricorso ai roghi. Di cui per non c traccia riscontrabile, almeno nellEuropa occidentale, per tutto lAlto Medioevo.
La regressione della civilt urbana fece sparire per secoli persino la possibilit di sottoculture gay

da reprimere, mentre fra il VI e lVIII secolo la repressione dei comportamenti omosessuali passa
dalle mani dello stato a quelle della chiesa, la quale li punisce con penitenze, mandando nel dimenticatoio la pena di morte e ancor pi quella del rogo prevista dagli ultimi imperatori romani. Lo scenario cambia dopo lanno Mille, con il nuovo sviluppo urbano e gli sconvolgimenti socio-religiosi dei
secoli XI-XIII. qui che si perfeziona la figura del sodomita, periodicamente sacrificata sui roghi
dalla met del Duecento alla Rivoluzione Francese in gran parte dellEuropa ad ogni ondata di rigore
morale e allarme sociale. In questo frattempo per cominciamo ad avere la certezza che gli stessi
sodomiti imparano a percepirsi come tali e cercano di organizzarsi. Dalle cronache dei processi al
profluvio di misure di polizia dirette ad arginare il fenomeno veniamo a conoscenza delle mappe gay
e delle reti sociali di citt grandi o piccole, ma arrivano fino a noi finalmente anche le voci dei sodomiti, che sempre pi spesso mettono ereticamente in discussione la gravit del loro peccato.
Con il tempo, tra spinte e controspinte, sar lintera societ occidentale a farlo e ci porter
allabolizione della pena di morte ma non alla fine delle persecuzioni. E qui giungiamo a un punto
cruciale, quando nellOttocento nasce ufficialmente il concetto di omosessualit dopo che
dellargomento iniziano a occuparsi anche medici e psichiatri oltre a predicatori, giudici e poliziotti.
Lopinione di DallOrto in proposito che la medicina non invent affatto lomosessualit, ma si
limit a patologizzarla. Con conseguenze tuttavia impreviste, perch lo sviluppo del dibattito scientifico offr uno spazio privilegiato per bucare la cappa di omert della morale dominante e discutere apertamente, offrendo per la prima volta agli stessi omosessuali lopportunit di intervenire
nella discussione e di influenzare con le loro teorie e testimonianze i discorsi medici.

Isteria omofoba
Si diffusero i memoriali e le confessioni in cui i pazienti cercavano scopertamente di tirare i dottori
dalla loro parte, persino riuscendoci qualche volta. Dopodich gli omosessuali cominciano ad organizzarsi davvero e a reclamare il diritto di vivere come tali alla luce del sole. Soprattutto in Germania,
dove solo la violenza nazista riusc a stroncare il pi avanzato esperimento di liberazione omosessuale mai visto fino ad allora. Fascismo e nazismo, insieme alla versione staliniana del comunismo
e allAmerica del maccartismo e dintorni (senza dimenticare la Gran Bretagna che suicid Alan
Turing) costituiscono altrettanti pezzi di quello che dallOrto definisce il picco pi alto disteria
omofobica dellintera storia umana. Ma fu poi dalla reazione a queste persecuzioni che negli Stati
Uniti nacque il movimento gay contemporaneo, che propag attraverso il pianeta i propri stili, linguaggi e modelli organizzativi. Il resto cronaca dellapparentemente inarrestabile marcia di integrazione delle minoranze lgbt in tutto loccidente. Con la vistosa eccezione dellItalia che del resto,
ammette lautore, non lAmerica.
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