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La politica in Italia un quadro di Magnasco: gente che ruba nei cimiteri!

- Il Giornale OFF

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La politica in Italia un quadro di


Magnasco: gente che ruba nei cimiteri!
- Il Giornale OFF
Edoardo Sylos Labini

Ci racconti un episodio OFF dellinizio della tua carriera?


Era il 12 dicembre del 1974, il giorno della mia laurea in Filosofia.
Avevo tutti 30 e lode e avevo fatto una tesi in Storia dellArte su
Giovanni Buonconsiglio detto il Marescalco, pittore di fine 400,
inizio 500. Tutto era buono, corretto, guardato con una certa
attenzione dal relatore. Il giorno della discussione della tesi incontro
la correlatrice, Anna Ottani Cavina, che dice addirittura che la tesi
era precisa, minuziosa nelle date, quindi tutto tranquillo. Comincio la
discussione, spiegando tutto quello che avevo fatto e vengo
interrotto proprio dal relatore, che comincia a fare una serie di rilievi,
di critiche, rincalzate proprio dalla Ottani Cavina! Preso tra due
fuochi, non reagisco con bonomia e la discussione finisce in un
incidente violentissimo, il relatore mi aggredisce, io rispondo
vengo pregato di uscire e quando rientro il Presidente della
Commissione, Luciano Anceschi, mi conferma il 110 e lode!
Hai cominciato alla Sgarbi, hai sempre detto quello che
pensavi, non sei mai sceso a compromessi con nessuno!
Avevo cominciato ancora prima, con il mio primo esame, che era di

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italiano. Un mio bravo professore, Walter Moretti, os dare a me,


che avevo sempre preso 9 o 10 nei temi, un 6- o 5 in un tema su
Giambattista Vico che avevo articolato molto bene; il fatto era che
non aveva letto bene la mia calligrafia! Arrivammo allesame, era il
1970, gli feci una sceneggiata rifiutando il voto e dicendogli che
doveva imparare a leggere! Era molto timido, rimase molto turbato,
ma ammise che aveva torto e mi diede 30 e lode. Il mio primo 30 e
lode lho conquistato con la lotta e con la violenza dialettica,
sostenendo che il voto basso per me irricevibile, come le critiche
alla tesi di laurea era determinato dal fatto che non aveva letto
bene la mia calligrafia e non poteva non riconoscere la bont di
alcuni collegamenti che avevo fatto e che mi sembravano degni di
molta attenzione. Rivendicai, allora diciottenne, la mia dignit
letteraria e la capacit di affrontare un tema come quello senza
essere guardato come uno che lo affrontava in maniera insufficiente.
In queste ore uscito nelle librerie il tuo nuovo libro, Il Tesoro
dItalia, la lunga avventura dellarte. Ce ne parli per favore?
un libro fondamentale, non tanto rispetto alle novit, perch non
c alcuna novit sostanziale, che in questo periodo destino a una
rubrica su Sette del Corriere della Sera, in cui presento ogni
settimana unopera sconosciuta di un autore sconosciuto, opere
interessanti trovate in luoghi nascosti o in depositi o scoperti nella
ricerca di mercanti darte, ma degne di interesse. Questo il
divertimento sommo del mio lavoro. Il Tesoro dItalia invece la
rappresentazione di quello che c davanti agli occhi di tutti, ma che
largamente ignorato, se non dagli studiosi. Gli argomenti sono
organizzati secondo lo schema dei libri di testo di Storia dellArte,
con la differenza che i libri di scuola sono generalmente freddi e
meccanici nel presentare una Storia che sembra obbligatoria per
come costruita. Invece gli stessi temi, che rappresentano un tesoro

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che tutti dovrebbero conoscere, sono affrontati da me in una


dimensione letteraria, o evocativa, o di racconto, in un libro di testo
per adulti che hanno finito le scuole. Come alla musica si arriva per
desiderio, per scelta, la Storia dellArte si raggiunge quando a un
certo punto, prendendo le guide del Touring, si comincia il giro
dItalia e ci si accorge dei grandi capolavori. Il Tesoro dItalia un
libro di testo per un ideale viaggiatore che ha dai 25-30 anni in
avanti e che pu godere delle emozioni che le opere dArte danno.
Esiste la possibilit di raccontare larte attraverso le suggestioni, le
emozioni e il piacere che essa trasmette. Nel suo bellissimo libro
Luovo di Marx Flaiano proponeva una soluzione per riuscire a
frenare londata montante del Comunismo, che dilagava nel mondo
degli intellettuali e della scuola: renderlo materia scolastica
obbligatoria, cos le persone appena uscite da scuola non avrebbero
pi voluto sentirne parlare! Il mio libro sottende inoltre il concetto di
economia legata allarte: lEuropa ha proposto, tra i tanti limiti, delle
quote di patate, di arance, di latte e ogni Paese deve limitare la
produzione in rapporto agli altri. Le quote darte, essendo un
presente gi maturato e prodotto, non possono essere limitate,
perch solo a Modena ci sono pi opere darte che in tutta la
Germania. Questo ci rende ricchi senza soggiacere al ricatto delle
quote che dovrebbero limitare la quantit di bellezza, che in Italia
soverchia e quindi un tesoro che altri non hanno. Dal punto di
vista patrimoniale abbiamo una sconfinata ricchezza, il problema
di vederla e conoscerla, perch nascosta, occulta, privata.
Quanto importante oggi lentrata del privato nel mondo
artistico e culturale e dellintrattenimento culturale italiano?
Oggi ci sono incentivi come il tax shelter e il tax credit che
esistono soltanto per il cinema, per lintrattenimento culturale
quale sarebbe la grande riforma che rivoluzionerebbe il
mercato?

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Alla presentazione del libro si molto parlato dellassenza dello


Stato. Lo Stato dovrebbe essere linsieme dei beni che lo Stato
possiede e degli interventi economici. Il privato, quando interviene
attraverso finanziamenti e contributi per il bene pubblico, fa
qualcosa non per s ma per tutti, quindi il privato diventa Stato e il
suo contributo deve essere accolto a cuore aperto. Da questo deriva
che lo Stato non larticolazione delle diverse propriet, ma la
coscienza del bene: chi ha coscienza del bene rappresenta lo Stato
perch assume su di s la tutela, quindi se una Fondazione o
qualunque ente privato contribuisce al bene pubblico, diventa Stato.
Lo dice il concetto che implicito nella parola privato, che significa
ci di cui siamo privi: siamo privi di molti beni pubblici, spesso
nascosti, chiusi, mal gestiti. Il Museo Guggengheim di Venezia, la
pi importante raccolta di arte contemporanea in Italia, la pi visitata
e quindi la pi pubblica, un museo privato americano, eppure
funziona meglio dei musei pubblici! Nel concetto di pubblico e
privato c lequivoco della propriet del bene rispetto alla
coscienza del bene: chi ha la coscienza del bene agisce
conseguentemente, fa il bene di tutti e quindi si fa Stato. Se una
Fondazione, o qualunque attivit privata, riesce a ottenere il risultato
di rispondere alle esigenze dei cittadini, in quel momento essa lo
Stato, mentre lo Stato, con la sua negligenza rispetto a molti
interventi e a molti luoghi, diventa privato, ovvero qualcuno che
egoisticamente impedisce la conoscenza e il godimento dei beni a
tutti.
Perch nessun Presidente del Consiglio ti ha mai nominato
Ministro?
Mi hanno nominato Sottosegretario, dopodich ho fatto il Vice
Ministro, dopo un anno mi hanno rimosso, per ragioni politiche o
ragioni personali. Berlusconi era una speranza politica non perch

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fosse

bravo

avesse

dei

meriti,

ma

perch

era

fuori

dallestablishment. Quello che nessuno ha capito che in Italia la


contrapposizione non tra destra e sinistra, ma tra poteri consolidati
e libert. Il Popolo della Libert ha indicato e stabilito la possibilit di
gestire il bene pubblico senza raccomandazioni, lobby, iscrizioni al
partito. Purtroppo Berlusconi non ci riuscito, fallito il tentativo di
creare un potere alternativo a quello consolidato dei partiti, dei
sindacati, delle organizzazioni. In quella dimensione io potevo
diventare Ministro e non lo sono diventato -perch sono fuori da
ogni potere organizzato, da ogni protezione, tutela o garanzia legata
alle tessere dei partiti.
Se dovessi rappresentare lItalia politica di oggi con un quadro
italiano?
Nessuna opera italiana cos indegna da rappresentare un
paesaggio di rovina e disperazione. La rappresenterei con un
quadro di Magnasco che rappresenta un furto al cimitero, della
gente che ruba nei cimiteri e il diavolo che viene per portarli via.
La tua esperienza come Sindaco di Salemi stata geniale, con
le provocazioni dellAssessorato allEbbrezza dato a Morgan,
lAssessorato al Nulla a Toscani. Ti ha lasciato lamaro in
bocca a distanza di un anno o rifaresti unesperienza del
genere?
Quello rappresenta la dimensione diabolica e violenta dello Stato.
Uno Stato che finge di combattere la mafia e se la inventa per
assumere dei titoli antimafia, come fanno alcuni magistrati, alcuni
hanno combattuto la mafia veramente, altri invece hanno fatto un
teatrino. Configurarsi il nemico o inventarlo per poterlo combattere
una delle cose pi disgustose che abbia mai visto. avvenuto a

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Salemi, dove hanno voluto riesumare la mafia, che era morta da pi


di 20 anni. Lho detto anche a Napolitano: ero Sindaco di Salemi e
nessuno mi ha chiesto nulla quando si sciolto il Comune per
mafia, come se la mia testimonianza fosse ininfluente. Lunico modo
di battere la mafia la bellezza, la pedagogia, la formazione
delle persone. Hanno sciolto un Comune che era il pi frequentato
della Sicilia, ne parlavano in tutto il mondo e venivano da tutto il
mondo, cerano mostre con Caravaggio, Rubens, Van Gogh,
Czanne, Picasso, mai viste in un paese cos piccolo. Un Comune
sciolto per mafia senza che naturalmente ci fosse nulla n prima
n dopo a confermare questa ipotesi insensata per credere allo
schema manicheo delle guardie e ladri.
Arte francesco sala Vittorio Sgarbi

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