Sei sulla pagina 1di 2

Email di John Kleeves a Sherif el Sebaie del 30/05/2005

Un collega mi ha segnalato il suo sito http://sherif.clarence.com/permalink/185532.html, dove c' un suo


scritto che mi chiama in causa; ed eccomi. Dallo scritto sembra che Lei abbia diffuso una recensione di un
mio libro, che non specifica ma dovrebbe essere o il "Vecchi Trucchi " del 1991 o il "Sacrifici Umani" del
1993; evidentemente, quale che sia, lo ha ritenuto degno di menzione. La ringrazio per questo. Sembra che
Lei abbia ottenuto critiche per la Sua iniziativa, conseguenti a critiche al sottoscritto, critiche al sottoscritto
che pare abbiano anche fatto riferimento alla mia scelta di pubblicare sotto uno pseudonimo, quello di
John Kleeves.
Anche Lei si chiede il perch di questa mia scelta. Glielo dico volentieri. Quando io iniziai la mia attivit
pubblicistica contro gli Stati Uniti lo feci - nel 1991 - con il libro "Vecchi Trucchi. Le strategie e la prassi della
politica estera americana dalle armi nucleari in Europa all'asservimento dell'America Latina al traffico
internazionale di droga ed altro". Non era un semplice libro "antiamericano": vi erano cose nuove sugli Usa,
delle interpretazioni e degli argomenti che avevo elaborato io e che erano obiettivamente micidiali, almeno
sul piano concettuale o pubblicistico (che comunque quello che conta), per la superpotenza in questione.
Faccio un solo esempio, ma ce ne sono vari altri: il traffico di droga. In "Vecchi trucchi " io credo di avere
rivelato un segreto assoluto della politica estera statunitense: la gestione del traffico internazionale di
droga (eroina e cocaina) allo scopo di corrompere governi esteri. Gi altri autori avevano evidenziato gli
intrecci fra traffico di droga e entit statali o parastatali statunitensi, e faccio solo i nomi di Richard Kunnes
e di Alfred McCoy (due indubbi benemeriti della verit), ma solo io ho offerto la spiegazione logica della
cosa, solo io ho individuato il grande movente, quello che chiarifica e rende verosimile il tutto: non il
danaro (che agli Usa non manca), non la corruzione di ufficiali e burocrati (che arriva solo l dove la si lascia
arrivare), ma un motivo di Stato, una vera politica estera, appunto un sistema per corrompere e asservire
governi e quindi Stati esteri. Bene, come questo c'erano in "Vecchi Trucchi" almeno altri 5/6 argomenti
nuovi e di analoga portata, altrettanti siluri lanciati contro gli Usa. Per ci io scelsi di adoperare uno
pseudonimo: in sostanza, perch il mio attacco contro gli Usa era nuovo ed efficace, e pensavo che questi
avrebbero potuto reagire.
Ora vedo che non avevano bisogno di farlo. Perch sapevano quello che io ancora non sapevo, e cio che il
mio attacco, portato in Italia, sarebbe finito da s in niente. L'Italia una colonia di fatto degli Usa: essa
viene tenuta sotto con la repressione di fatto e con la censura di fatto. Qu un autore d'opposizione come
me basta lasciarlo agli "editori" mediatici del luogo: quelli di massa (che rappresentano il regime, certo) per
forza lo ignorano, quelli "alternativi" lo stampano, ma mai quel tanto che servirebbe per farlo uscire dalla
ristretta e impotente cerchia degli "intellettuali", mai quel tanto in breve che renderebbe la sua attivit
efficace. Adesso essere "antiamericano" quasi di moda: le mosse Usa contro la Yugoslavia, e poi contro
l'Afghanistan e poi contro l'Iraq hanno dimostrato che c' qualcosa di grosso che non va nella superpotenza
"democratica" dell'Occidente. Ora tutti fanno notare questo, almeno fra gli intellettuali che si ritengono pi
radicali, ma allora non era cos, allora ero solo a dire certe cose. Solo, oso dire, a livello internazionale (ha
letto il Chomsky ante 1991, o anche quello di adesso? Riesce a vedere le fondamentali differenze di
concetto sugli Usa che ci sono fra lui e me? Se vuole ne potremmo parlare). Per adesso in Italia mi
vengono a rinfacciare lo pseudonimo, dicono che mi ci nascondo dietro.
Guardi, non questione di pseudonimo. Quello un pretesto per minimizzare e banalizzare le mie analisi
antiamericane. Non usassi uno pseudonimo l'attacco verrebbe da un'altra parte. A quelle persone, a quegli
italiani al cubo, potrei dire che forse l'unico appunto che mi si pu fare di aver scelto male lo pseudonimo:
anzich quello di "John Kleeves" avrei dovuto usare quello di "George Brown", lo pseudonimo che
adoperava Giuseppe Mazzini quando risiedeva in Italia (fra l'altro sotto questo nome mor - in Italia - il "
padre" dell'Italia Unita). In ogni caso, pseudonimo o no, non mi sono mai nascosto, ho sempre dato la mia
disponibilit a presenziare a convegni e dibattiti, mostrando sempre la mia faccia accompagnata dalla mia
inflessione romagnola. Cos ho sempre detto e ripetuto ai miei editori, aggiungendo che mi bastava il

rimborso delle spese di viaggio. Ma non mi invita nessuno. E quando capita che mi invitano poi mi
"tagliano": nel 1999 andai a un convegno della regione Lombardia a Milano gestito dal funzionario RAI
Roberto Besana, ma poi quello mi disse che aveva perso la registrazione del mio intervento (fra le altre cose
avevo detto di fronte a una platea che mi parve entusiasta che in Italia chi comanda non il Presidente
della Repubblica ma l'Ambasciatore americano); gliela ricostruii a memoria ma poi la relazione del
convegno "salt" tutta e non rimase nulla di stampato. Nel 2003 mi intervist il giornalista Rai Paolo
Mondani per conto della trasmissione "Report", dieci minuti di intervista filmata che scomparvero anche
quelli (avevo accusato di truffa il FMI circa la faccenda Argentina e altre precedenti). Per quanto riguarda i
miei editori non uno di loro (ne ho tre) ha mai organizzato una presentazione dei miei libri da loro stessi
pubblicati, non una. Addirittura con uno di loro, la Societ Editrice Barbarossa, sono attualmente in causa
presso il Giudice di Pace di Milano per la riscossione dei diritti d'Autore che mi spettano in base al contratto
scritto. Fra l'altro, nella causa in oggetto mi presento - ovviamente - con nome e cognome reali, e relativo
pseudonimo.
Ma non sono un professore universitario. Forse sono un accademico, ma allora di niuna accademia.
Avrebbe dovuto saperlo. In Italia c' un regime e chi prende la paga dal regime, come in primis fanno i
dipendenti pubblici, non pu non essere asservito al medesimo. Non pu esistere un professore
universitario che fa il John Kleeves dicendo quelle cose (vere) sul padrone Usa. Lei nomina il professor
Cardini, ma il prof.Cardini ben lungi dall'essere un oppositore politico del regime, anzi, anzi, anzi. Io invece
sono un oppositore. Ed un oppositore vero, che aiuta chi sta dalla mia parte. Anche se con poca fortuna. Mi
dispiace in particolare il caso dell'Iraq. Se Saddam Hussein avesse letto "Sacrifici Umani" non avrebbe fatto
lo sbaglio di liberarsi dell'arsenale chimico-batteriologico sotto la pressione e le false promesse dell'Onu: in
quel libro dicevo che gli Usa nella Prima Guerra del Golfo si erano fermati non per diplomazia ma perch
decimati dalle testate chimiche irachene (si poi visto negli anni: 30.000 morti, 380.000 contaminati fra gli
"Alleati"). Se avesse letto il mio articolo "Non abboccare Saddam", pubblicato su Internet (di pi non ho
potuto fare perch anche le testate pi insospettabili censurano alcuni miei scritti, guarda caso sempre i pi
dannosi per gli Usa e tirapiedi vari tipo il Vaticano ) durante la missione Blix, forse avrebbe anche potuto
evitare l'attacco Usa del 2003: 100 o 145 o 300mila iracheni non sarebbero morti.
Parlerei per ore di queste cose ma ho gi abusato della sua disponibilit e devo concludere. Le chiedo solo
se mi pu dire quali critiche sono state portate in particolare a quel mio libro recensito: quali sarebbero
secondo loro le cose sugli Usa che io ho scritto e che invece secondo loro non sarebbero vere? Rimango
davvero ansioso di saperle, ma tanto. Se vuole pu anche pubblicare questa mia lettera sul Suo blog.
Cordiali saluti, Rimini 30 marzo 2005
John Kleeves
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7464