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PROTOCOLLO DINTESA PER LA DISCIPLINA DELLE RELAZIONI SINDACALI

PER IL PERSONALE DEL COMPARTO

Art. 1 - Campo di applicazione e finalit


Il presente Protocollo dintesa disciplina le relazioni sindacali per il personale del
comparto allinterno dellARES 118.
Le parti concordano che il sistema delle relazioni sindacali deve essere strutturato in
modo da rispondere allobiettivo di assicurare adeguati livelli di efficienza e di
produttivit dei servizi pubblici, nellinteresse specifico della collettivit, attraverso il
miglioramento delle condizioni di lavoro e lincentivazione dellimpegno e della qualit
della performance, ai sensi dellart. 45, comma 3, decreto legislativo n. 165/2001.
Tale sistema, nel rispetto delle distinzioni dei rispettivi ruoli e responsabilit, deve
mirare alla costruzione di un rapporto tra Azienda e Rappresentanze sindacali fondato
su principi di correttezza, buona fede e trasparenza, orientando i comportamenti alla
prevenzione dei conflitti.
A tal fine, le parti ritengono utile definire, attraverso larmonizzazione delle vigenti
disposizioni legislative e contrattuali, le regole del comune operare.
Art. 2 Modelli relazionali
Il sistema delle relazioni sindacali, tenuto conto delle disposizioni legislative e
contrattuali vigenti, si articola nei seguenti modelli relazionali:
- Informazione
- Concertazione
- Consultazione
- Contrattazione integrativa
- Interpretazione autentica dei contratti collettivi (c.c.n.l. 7.4.99).
Quale ulteriore strumento partecipativo inoltre prevista la possibilit di attivare
Commissioni bilaterali, di norma paritetiche, quali supporto di natura tecnica su
argomenti oggetto di contrattazione che presentino particolare criticit, con valenza
esclusivamente istruttoria.
Art. 3 Informazione
1. Fatta salva lautonomia decisionale per atti formali del Direttore Generale,
lAmministrazione dellARES118 si impegna ad informare la RSU e le Organizzazioni
sindacali firmatarie del vigente CCNL del comparto sulle materie previste dal C.C.N.L.
2. Le parti concordano, al fine di garantire il buon andamento delle relazioni sindacali,
di definire le modalit relative allesercizio del diritto allinformazione, preventiva e
successiva. In particolare, il presente accordo mira a garantire una costante e

tempestiva informazione su atti di valenza generale concernenti il rapporto di lavoro,


lorganizzazione degli uffici e la gestione complessiva delle risorse umane.
Per quanto precede, il tavolo negoziale
dellinformazione come di seguito riportato:

concorda

nel

disciplinare

listituto

lazienda - allo scopo di rendere trasparente e costruttivo il confronto tra le parti


a tutti i livelli delle relazioni sindacali - informa periodicamente e
tempestivamente i soggetti sindacali di cui al comma1, sugli atti organizzativi di
valenza generale, anche di carattere finanziario, concernenti il rapporto di
lavoro, lorganizzazione degli uffici, la gestione complessiva delle risorse umane
e la costituzione dei fondi previsti dal contratto, la struttura del bilancio,
allocazione delle risorse nei servizi, trasparenza sugli appalti,
indicazioni contabili analitiche.

Nelle materie per le quali il vigente CCNL prevede la contrattazione collettiva


integrativa o la concertazione e la consultazione, linformazione preventiva.

Ai fini di una pi compiuta informazione le parti, a richiesta, si incontrano


comunque con cadenza almeno annuale ed, in ogni caso, in presenza di
iniziative concernenti le linee di organizzazione degli uffici e dei servizi ovvero
per linnovazione tecnologica nonch per gli eventuali processi di dismissione,
esternalizzazione e trasformazione degli stessi.

4. A richiesta della RSU e/o delle Organizzazioni sindacali firmatarie del vigente
C.C.N.L., sono fornite adeguate informazioni sui provvedimenti e sugli atti di gestione
adottati riguardanti lorganizzazione del lavoro, le esternalizzazioni, le
collaborazione esterne, la costituzione - la modificazione e lestinzione dei rapporti
di lavoro, lutilizzazione dei fondi contrattuali.
5. Le informazioni vanno fornite in tempi congrui ( entro massimo sette giorni) e
nelle forme opportune, tenuto conto prioritariamente dellesigenza di continuit
dellazione amministrativa.
Art. 4 - Concertazione
1. La RSU e le Organizzazioni sindacali firmatarie del vigente CCNL, ricevuta
linformazione possono attivare, mediante richiesta scritta, la concertazione sulle
seguenti materie (c.c.n.l. 7.4.99, art. 6):
-

Articolazione dellorario di servizio;


Verifica periodica della produttivit delle strutture operative;
Definizione dei criteri per la definizione della distribuzione dei carichi di
lavoro;
- Andamento dei processi occupazionali;
- Definizione dei criteri e modalit di:
A)Svolgimento delle selezioni per i passaggi tra le categorie di cui allart.
16 c.c.n.l. 7
Aprile 1999
B) valutazione delle posizioni organizzative e della relativa graduazione delle
funzioni di cui
allart.20 c.c.n.l. 7 Aprile 1999
C) conferimento degli incarichi relativi alle posizioni organizzative e loro
valutazione periodica di cui allart.21 c.c.n.l. 7 Aprile 1999.
D ) sistemi di valutazione permanente di cui allart. 35, comma 2 CCNL 7
aprile 1999.

2. Della richiesta di esame data notizia alle altre rappresentanze sindacali.


3. La concertazione si svolge in appositi incontri, che iniziano entro le 48 ore dalla data
di ricezione della richiesta e si conclude nel termine tassativo di trenta giorni dalla
data della relativa richiesta. Dell'esito della concertazione redatto verbale dal quale
risultino le posizioni delle parti nelle materie oggetto della stessa, al termine le parti
riassumono i propri distinti ruoli e responsabilit.
4. Durante il periodo in cui si svolge la concertazione lAzienda non adotta
provvedimenti unilaterali nelle materie oggetto dellesame, e le organizzazioni
sindacali che vi partecipano non assumono sulle stesse iniziative conflittuali.
Art. 5 - Consultazione
1. La consultazione dei soggetti sindacali titolati, prima delladozione degli atti interni
di organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro facoltativa. Essa si svolge,
obbligatoriamente, su:
-

organizzazione e disciplina di strutture ed uffici, ivi compresa quella


dipartimentale, nonch la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche,
casi di cui allart. 50 del D.Lgs.9 Aprile 2008 n.81

2. Allo scopo di assicurare una migliore partecipazione del personale alle attivit
dellAzienda prevista la possibilit di costituire a richiesta, senza oneri aggiuntivi per
la stessa, Commissioni bilaterali ovvero Osservatori per l'approfondimento di
specifiche problematiche, in particolare concernenti l'organizzazione del lavoro in
relazione ai processi di riorganizzazione delle aziende ovvero alla riconversione o
disattivazione delle strutture sanitarie nonch l'ambiente, l'igiene e sicurezza del
lavoro e le attivit di formazione. Tali organismi, ivi compreso il Comitato per le pari
opportunit, hanno il compito di raccogliere dati relativi alle predette materie - che
lAzienda tenuta a fornire - e di formulare proposte in ordine ai medesimi temi. La
composizione dei citati organismi che non hanno funzioni negoziali, di norma
paritetica e deve comprendere una adeguata rappresentanza femminile.
Art. 6 Contrattazione integrativa
In sede aziendale le parti stipulano il Contratto Integrativo Aziendale
utilizzando le risorse dei fondi previsti dal c.c.n.l. e dalla normativa vigente
in materia di contrattazione, sviluppando le indicazioni previste dalla
Circolare n.13/2011 del Dipartimento della Funzione Pubblica avente per
oggetto Indicazioni per la destinazione alla contrattazione integrativa delle
economie conseguite dalle Amministrazioni per effetto dell 61, comma 17
del D.L. 112/2008 e dellart. 16 del D.L. 98/2011
1. In sede di contrattazione collettiva integrativa aziendale sono regolate le seguenti
materie (art. 4 CCNL 7 aprile 1999):
I - i sistemi di incentivazione del personale sulla base di obiettivi, programmi e progetti
di incremento della produttivit e di miglioramento della qualit del servizio, con la
definizione di criteri generali delle metodologie di valutazione e di ripartizione delle
risorse del fondo di cui allart. 38 comma 3;
II - criteri per la ripartizione delle risorse derivanti dalle seguenti voci ai fini della loro
assegnazione ai fondi di cui agli artt. 38 e 39:
a) attuazione dellart. 43 della L. 449/1997 e successive modificazioni ed integrazioni;

b) economie conseguenti alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a


tempo parziale, ai sensi e nei limiti dellart. 1, comma 57 e seguenti della legge n.
662/1996 e successive integrazioni e modificazioni. Tali economie vanno adeguate in
base agli eventuali rientri dal tempo parziale, anche nel corso dellanno;
c) specifiche disposizioni di legge finalizzate alla incentivazione di prestazioni o di
risultati del personale;
d) somme connesse al trattamento economico accessorio del personale trasferito alle
aziende o enti del comparto a seguito dellattuazione dei processi di decentramento e
delega di funzioni ;
e) finanziamenti aggiuntivi o integrativi;
f) una quota degli eventuali minori oneri derivanti dalla riduzione stabile o
trasformazione di posti di organico del personale per il finanziamento del fondo di cui
allart. 39;
III - lo spostamento delle risorse tra i fondi ed al loro interno, in apposita sessione di
bilancio, per la finalizzazione tra i vari istituti nonch la rideterminazione degli stessi in
conseguenza della riduzione di organico derivante da stabili processi di
riorganizzazione previsti dalla programmazione sanitaria regionale;
IV - i programmi annuali e pluriennali dellattivit di formazione professionale,
riqualificazione e aggiornamento del personale per adeguarlo ai processi di
innovazione;
V- le linee di indirizzo e i criteri per la garanzia e il miglioramento dellambiente di
lavoro nonch per lattuazione degli adempimenti rivolti a facilitare lattivit dei
dipendenti disabili;
VI - le conseguenze degli effetti delle innovazioni tecnologiche e organizzative e dei
processi di disattivazione o riqualificazione e riconversione dei servizi sulla qualit e
professionalit del lavoro e dei dipendenti in base alle esigenze dellutenza;
VII- lindividuazione dei casi in cui elevabile il contingente della trasformazione dei
rapporti di lavoro da tempo pieno a part-time di cui allart. 23, comma 10;
VIII - le pari opportunit, per le finalit e con le procedure indicate dallart.7, anche alla
luce della legge 10 aprile 1991, n. 125.
IX - criteri generali per lattribuzione dei trattamenti legati a compensi per lavoro
straordinario.
X - completamento ed integrazione dei criteri per la progressione economica
orizzontale di cui allart. 35 CCN. 7 aprile 1999;
2. Fermo restando che il comportamento delle parti deve essere improntato ai principi
di responsabilit, correttezza, buona fede e trasparenza ed orientato alla prevenzione
dei conflitti indicati, sulle materie dal punto IV al punto VII, non direttamente implicanti
l'erogazione di risorse destinate al trattamento economico, decorsi trenta giorni
dall'inizio delle trattative senza che sia raggiunto l'accordo tra le parti, queste
riassumono le rispettive prerogative e libert di iniziativa e di decisione. D'intesa tra le
parti, il termine citato prorogabile di altri trenta giorni.

3. Al fine di assicurare la continuit e il migliore svolgimento della funzione


pubblica, qualora non si raggiunga l'accordo per la stipulazione di un contratto
collettivo integrativo, l'amministrazione
interessata
pu
provvedere, in via
provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva
sottoscrizione. Agli atti adottati unilateralmente si applicano le procedure
di
controllo di compatibilit economico-finanziaria previste dall'articolo 40-bis (decreto
legislativo 165/2001, art. 40, comma 3-ter).
4. I contratti collettivi integrativi non possono essere in contrasto con vincoli e limiti
risultanti dai contratti collettivi nazionali e si svolgono sulle materie stabilite nel
presente articolo. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.
Art. 7 - Composizioni delle delegazioni e modalit del confronto sindacale
1. Nelle more di quanto stabilito dallart. 13, comma 5, C.C.N.Q. 11 giugno 2007, che
rinvia alla contrattazione collettiva nazionale la previsione di norme di raccordo per
quanto attiene la composizione della delegazione di parte pubblica e sindacale della
contrattazione integrativa, le delegazioni sono cos costituite:
a. La delegazione trattante di parte pubblica
- dal Direttore Generale, in quanto legale rappresentante dellAzienda, o
persona da lui formalmente delegata con facolt di decisione;
- lAmministrazione altres rappresentata dal Direttore Amministrativo, dal
Direttore Sanitario, nonch dalla delegazione trattante individuata con atto
formale dallAzienda.
b. La delegazione di parte sindacale
- dalla R.S.U., rappresentata dal suo Coordinatore;
- dai componenti delle strutture territoriali delle organizzazioni sindacali
firmatarie del vigente CCNL del Comparto.
2. Al fine di ottimizzare i lavori negoziali e, pertanto, pervenire ad una pi celere
risoluzione delle vertenze in essere, nellinteresse precipuo dei lavoratori e dei
cittadini, le parti convengono che il numero dei rappresentanti per ciascuna delle
Organizzazioni sindacali che partecipano alle riunioni , convenzionalmente, in numero
non superiore a 2, di cui un rappresentante territoriale ed uno aziendale.
3. Il confronto con Organizzazioni sindacali specificate al precedente punto 2., previa
convocazione scritta da parte dell'Amministrazione, di norma, entro 7 giorni, avviene
a livello aziendale su specifico ordine del giorno, eventualmente concordato tra le
parti.
4. Degli incontri di contrattazione integrativa aziendale vengono redatti appositi
verbali, i quali sono trasmessi alle Organizzazioni sindacali. Detti verbali, qualora non
vengano osservati entro il 7 (settimo) giorno dal ricevimento, si riterranno approvati.
5. Ai sensi dellart. 10, comma 7, CCNQ prerogative sindacali 7 agosto 1998, le riunioni
con le quali lAzienda assicura i vari livelli di relazioni sindacali nelle materie previste
dai CCNL vigenti avvengono - normalmente - al di fuori dellorario di lavoro. Ove ci
non sia possibile, sar comunque garantito - attraverso le relazioni sindacali previste
dal contratto collettivo vigente - lespletamento del loro mandato, attivando procedure
e modalit idonee a tal fine.
Art. 8 - Stipula del contratto integrativo

1. I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale per la parte normativa e


biennale per la parte economica e si riferiscono a tutti gli istituti contrattuali rimessi a
tale livello da trattarsi in ununica sessione negoziale, tranne per le materie che, per
loro natura, richiedano tempi di negoziazione diversi, essendo legate a fattori
organizzativi contingenti. Lindividuazione e lutilizzo delle risorse sono determinati in
sede
di
contrattazione
integrativa
con
cadenza
annuale.
2. Il controllo sulla compatibilit dei costi della contrattazione collettiva integrativa con
i vincoli di bilancio e quelli derivanti dallapplicazione di norme di legge, con
particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla
corresponsione dei trattamenti accessori, effettuato dal Collegio Sindacale. A tal fine,
lipotesi di contratto collettivo integrativo sottoscritta dalla delegazione trattante
inviata a tale organismo, entro cinque giorni lavorativi, corredata dalle apposite
relazioni illustrativa e tecnico finanziaria. A seguito dellesito positivo del controllo
esercitato dal Collegio sindacale il contratto integrativo viene sottoscritto in via
definitiva.
In caso di rilievi da parte del Collegio Sindacale, la trattativa deve essere ripresa entro
cinque giorni dalla loro comunicazione.
5. I contratti collettivi integrativi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione dei
successivi contratti.
6. Ai sensi dellart. 40-bis, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 200, lAzienda tenuta a
trasmettere allARAN, per via telematica, entro cinque giorni dalla sottoscrizione, il
testo contrattuale con l'allegata relazione tecnico-finanziaria ed illustrativa e con
l'indicazione delle modalit di copertura dei relativi oneri con riferimento
agli
strumenti annuali e pluriennali di bilancio. I predetti testi contrattuali sono altres
trasmessi al CNEL.
Art. 9 - Procedure di raffreddamento dei conflitti
1. Il sistema delle relazioni sindacali improntato ai principi di responsabilit,
correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla
prevenzione dei conflitti.
2. Nel rispetto dei suddetti principi, entro il primo mese del negoziato relativo alla
contrattazione collettiva integrativa, le parti non assumono iniziative unilaterali n
procedono ad azioni dirette. La contrattazione collettiva integrativa si svolge in
conformit alle convenienze e ai distinti ruoli delle parti Le parti, comunque, compiono
ogni ragionevole sforzo per raggiungere laccordo nelle materie demandate.
3. Analogamente si procede durante il periodo in cui si svolgono la concertazione o la
consultazione, nel quale le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie
oggetto delle previste relazioni sindacali.
Art. 10 - Interpretazione autentica dei contratti collettivi
1. Quando insorgano controversie aventi carattere di generalit sullinterpretazione dei
contratti collettivi, le parti che li hanno sottoscritti si incontrano entro trenta giorni
dalla richiesta allo scopo di definire consensualmente il significato della clausola
controversa. Leventuale accordo, stipulato con le procedure previste dalla vigente
normativa per la stipula dei contratti collettivi integrativi, sostituisce la clausola in
questione sin dallinizio della vigenza del contratto.

2. La medesima procedura pu essere attuata per le questioni aventi carattere di


generalit, anche a richiesta di una delle parti prima che insorgano le controversie.
3. A tal fine la parte interessata invia, normalmente tramite la casella di posta
dedicata relazionisindacali@ares118.it, apposita richiesta scritta che deve contenere
una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si basa la
controversia che devono, comunque, essere riferiti a problemi interpretativi ed
applicativi di carattere generale.
Art. 11 - Commissioni bilaterali
Per l'approfondimento di specifiche problematiche, possono essere costituite
Commissioni Tecniche Bilaterali. Questi organismi hanno il compito di formulare
proposte in ordine alle materie oggetto di trattativa.
Art. 12 Titolarit dei permessi sindacali
l. I soggetti che hanno titolo ad usufruire nei luoghi di lavoro dei permessi sindacali
retribuiti, giornalieri od orari per l'espletamento del loro mandato, sono:
- i componenti della RSU (permesso per attivit sindacale RSU codice DPER451H)
- i
dirigenti delle Rappresentanze Sindacali Aziendali delle associazioni
rappresentative ai sensi dellart. 10 dellaccordo stipulato il 7 agosto 1998 (permesso
per attivit sindacale (espletamento mandato) codice DPER441H).
2. I dirigenti sindacali che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie
confederazioni ed organizzazioni sindacali rappresentative, non collocati in distacco o
aspettativa, possono fruire di ulteriori permessi per la partecipazione a riunioni di detti
organismi statutari (permesso sindacale per partecipazione organi statutari codice
DPER481H).
3. LUfficio Relazioni Sindacali provveder a fornire alla RSU e a ciascuna
organizzazione rappresentativa del Comparto una tabella di ripartizione delle ore di
permessi sindacali fruibili in azienda, tabella che verr aggiornata annualmente in
relazione al numero dei dipendenti ed alle deleghe conferite alle OO.SS. Il medesimo
Ufficio dar periodica notizia della fruizione e della residualit dei permessi stessi alla
RSU e alle Organizzazioni Sindacali ai sensi dellCCNQ del 9.10.2009 di modifica del
CCNQ per la ripartizione dei distacchi e permessi alle organizzazioni sindacali
rappresentative nei comparti 2008 2009 del 26 settembre 2008
Art. 13 Permessi sindacali retribuiti
1. Nell'ambito del monte ore complessivo annuo di ciascuna organizzazione sindacale
ogni dirigente sindacale pu usufruire di permessi cumulati per periodi, anche
frazionati, non
superiori a 12 giorni a trimestre. Ogni giorno lavorativo viene
considerato secondo lorario proprio di ciascun dipendente.
2. La fruizione dei permessi per l'attivit sindacale di volta in volta autorizzata per
presa visione dallAzienda per il tramite della U.O. di appartenenza su richiesta scritta,
fatta pervenire per il tramite della struttura sindacale di appartenenza con congruo
anticipo per dare modo al responsabile di provvedere alla sostituzione del dipendente.
Eventuali permessi urgenti, ed in casi del tutto eccezionali, possono essere richiesti
permessi con un anticipo di almeno due giorni feriali.

3. Detti permessi non possono essere autorizzati qualora ostino eccezionali,


comprovate, motivate e documentate
esigenze di servizio o nel caso in cui
lOrganizzazione Sindacale richiedente abbia esaurito, in sede aziendale o nazionale,
le ore di permessi sindacali dalla medesima fruibili. La verifica delleffettiva
utilizzazione dei permessi sindacali da parte del dirigente sindacale rientra nella
responsabilit dellassociazione sindacale di appartenenza dello stesso.
4. I permessi sindacali sono equiparati ai fini del trattamento giuridico ed economico a
tutti gli effetti al servizio prestato e sono retribuiti con esclusione di compensi e delle
indennit per il lavoro straordinario e di quelli collegati all'effettivo svolgimento delle
prestazioni. I permessi sindacali possono essere chiesti solo qualora la presenza in
servizio del dipendente sia prevista da turno ordinario, per cui se il permesso viene
chiesto per lintero turno verranno riconosciute le ore previste dal profilo orario.
Art. 14 Esercizio delle libert sindacali
1. L'Amministrazione si impegna, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 3
dellAccordo Quadro del 7 Agosto 1998, combinato disposto con lart. 15 della legge
300/70 ed al fine di garantire il diritto di affissione di comunicazioni inerenti materie di
interesse sindacale e del lavoro ad individuare appositi ed idonei spazi riservati alla
RSU e alle Organizzazioni Sindacali anche sul sito aziendale. Quanto precede al fine di
favorire lattivit istituzionale delle Organizzazioni Sindacali stesse nella continuazione
di un sinergico rapporto da sempre in essere.
2. Tali spazi, individuati dallAmministrazione e dalle Organizzazioni sindacali devono
essere posti in luoghi accessibili a tutti i lavoratori. Eventuali affissioni al di fuori di tali
spazi saranno considerati abusivi e quindi saranno eliminati d'ufficio.
3. L'Amministrazione mette a disposizione, qualora richiesto, alla RSU e alle OO.SS
firmatarie del CCNL del comparto idoneo locale per garantire l'esercizio delle libert
sindacali.
Art. 15 - Assemblee
1. I dipendenti hanno diritto, senza decurtazione dello stipendio, di riunirsi in
assemblea nel limite massimo di l2 ore annue.
2. Le assemblee che riguardano le generalit dei dipendenti o gruppo di essi, possono
essere indette singolarmente e congiuntamente, con specifico ordine del giorno su
materie di interesse sindacale e del lavoro, dalla RSU e dalle Organizzazioni sindacali
firmatarie del vigente CCNL, anche disgiuntamente.
3. La convocazione, la sede, l'orario e la presunta durata dell' assemblea comunicata
al Direttore Generale, al Direttore della UOC competente in caso di ambiti territoriali
provinciali, e all'Ufficio Relazioni Sindacali a cura dei soggetti richiedenti in forma
scritta con preavviso di almeno sette giorni, e comunque, in casi di eccezionale
urgenza, almeno 48 ore prima.
4. La richiesta di partecipazione deve essere comunicata dal singolo dipendente al
responsabile della U.O. di appartenenza. La rilevazione dei partecipanti e delle ore di
partecipazione di ciascuno all'assemblea effettuata esclusivamente
dagli
organizzatori che ne danno comunicazione allUOC Gestione del Personale per
procedere agli adempimenti amministrativi dovuti.

l Appalti e/o esternalizzazioni di servizi


In caso di processi di appalto e/o esternalizzazioni di attivit e servizi a
soggetti esterni da parte dellAzienda, nel capitolato di appalto vanno
previste, oltre il divieto di cessione e di sub-appalto sotto qualsiasi forma di
tutto o in parte del contratto non autorizzato ( sotto pena la rescissione del
contratto stesso , di perdita delleventuale garanzia fideiussoria ) , le
seguenti clausole :
1) Preferenza del criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa,
evitando il criterio del massimo ribasso;
2) Applicazione del CCNL del settore di riferimento al personale di
categoria interessato;
3) Diritti;
4) Prevenzione e Sicurezza ai sensi del D.L. 81/2008, con previsione di
obbligo, per le aziende partecipanti, di indicare espressamente, oltre
ai costi da interferenze, il relativo costo aziendale della sicurezza,
pena lesclusione dalla gara;
5) Agibilit Sindacali;
6) Assicurare almeno gli standard di quantit e qualit in essere o
desumibili da analoghe attivit svolte ;
7) Clausola di salvaguardia , pena la revoca immediata dellappalto,
qualora la Ditta e/o Ente partecipante , non corrisponda regolarmente
le retribuzioni ai propri dipendenti ;
8) Specifica previsione, in caso di cambio appalto, di tutele occupazionali
e/o di mobilit, giuridiche, ed economiche per il personale interessato,
prediligendo il passaggio dei lavoratori nella societ subentrante a
parit di condizioni giuridiche-economiche ;
9) Nel caso di appalti con pi sedi operative, individuazione di un
referente dei lavoratori, scelto in ambito sindacale, che riceva le
segnalazioni degli stessi relativamente ai problemi di carattere
economico-normativo, cos da potersi attivare successivamente presso
lAzienda ovvero, nei casi pi gravi, presso le sedi competenti .