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1)

DIRETTIVA 2002/58/CE
La dir. 2002/58, composta da quattro sotto-direttive e relativa allambito del cd Pacchetto Telecom, latto UE con cui PE e
Cons hanno posto una disciplina comunitaria in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata nel
settore delle comunicazioni elettroniche, in sostituzione alla normativa dettata dalla dir. 95/46/CE. La dir. del 2002, che
qualifica le sue finalit sulla base in primis dei mutamenti tecnologici, definisce la posta elettronica come un qualunque
tipo di messaggio comunicato attraverso strumenti elettronici e per cui non richiesta la simultanea partecipazione di
mittente e ricevente. Lart. 13, riguardo al tema delle comunicazioni indesiderate, riconosce gli oneri economici che
finiscono col gravare sul destinatario e sullintero sistema, oltre che a sancire la regola cd dellopt-in, per cui al fine di
effettuare chiamate pubblicitarie automatizzate necessario il previo consenso dellabbonato: secondo il Considerando 17,
per consenso si intende qualunque manifestazione di volont, esternata attraverso qualsiasi modalit, volont che sia libera,
specifica e informata e con cui si accetta il trattamento dei propri dati personali. Pur non occupandosi delle ipotesi di
marketing diretto, la dir. disciplina i casi di soft opt-in (utilizzo di dati ricavati da un rapporto commerciale precedente: il
cliente deve potersi opporre gratis e agevolmente) e di cookies (strumenti di verifica con varie finalit, alla cui installazione
gli utenti devono potersi opporre); sancisce il divieto di mail anonime, permettendo cos agli utenti di risalire al mittente dei
messaggi indesiderati, e precisa la situazione delle persone giuridiche, la cui tutela connessa alla sottoscrizione di un
contratto di utenza, oltre che dei fornitori, che sono tenuti ad assicurare la sicurezza dei servizi con misure adeguate. La dir.
infine indica nei ricorsi giurisdizionali, nella responsabilit e nelle sanzioni gli strumenti di tutela degli interessi degli
utenti, strumenti che vanno garantiti dalle disposizioni nazionali di adattamento.

2)

GRUPPO DI LAVORO EX ART. 29


Il Gruppo di Lavoro un organo europeo indipendente istituito ai sensi dellart. 29 della dir. 95/46/CE dal PE e dal Cons.
Esso ha funzioni consultive in materia di tutela dei dati personali e della vita privata. In base alart. 30 della dir., il Gruppo
si occupa di esaminare lattuazione operata dagli St alla normativa stessa e di formulare pareri sui livelli di protezione
nellUE e negli St terzi; esso collabora con la Commissione informandola quando necessario su eventuali divergenze di
disciplina, e pu anche formulare di propria iniziativa raccomandazioni in merito alla tutela delle persone in questambito e
nel contesto comunitario. Le raccomandazioni del Gruppo vengono comunicate e valutate dalla Commissione, che ne d
notizia anche al PE e al Cons. Annualmente, il Gruppo redige una relazione sullandamento della protezione in questione
nellUE e negli St terzi. Ulteriori precisazioni sono indicate nellart. 15 della nuova dir. 2002/58/CE, che ha esteso i
principi di tutela della vita privata e dei dati personali ai nuovi contesti dei mercati e delle tecnologie di comunicazione e ha
fornito una pi chiara definizione di posta elettronica, ponendo laccento sul concetto di consenso. Uno dei pi noti pareri
del Gruppo , in tema di SPAM, il p. 2/2006 in merito alla tutela della vita privata in tema di servizi di screening delle
email: lo screening una questione affrontata diversamente da UE e USA. LUE valuta la compatibilit dellattivit di
scansione dei messaggi con il diritto oggettivo dellUE; gli USA, invece, valutano la compatibilit col Primo Emendamento
della Costituzione federale della disciplina giuridica diretta alla limitazione dello spamming.

3) PROPOSTA DI MODIFICA DELLA DIRETTIVA 2002/58/CE


In un parere del 2008, il Gruppo ha messo in evidenza una serie di problematiche relative al
trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nellambito delle comunicazioni
elettroniche, problematiche che hanno segnato lesigenza di superare la dir. 2002/58/CE con lo scopo
di rafforzare la protezione dei dati personali e della privacy delle persone fisiche in questo contesto.
Le norme si sarebbero dovute adeguare al progresso tecnologico e avrebbero dovuto distinguere la
situazione di public communication network da quella di electronic communication services per la
verifica della protezione contro lo spamming. Partendo dal presupposto per cui i providers hanno
lobbligo di comunicare le ipotesi di violazione della sicurezza e notificarla allabbonato al servizio,
il Gruppo ha ritenuto che lipotesi in oggetto vada ampliata sia relativamente al numero di soggetti
su cui fare gravare lobbligo, sia di quelli nei cui confronti appare opportuno effettuare la notifica. Si
vanno dunque a colmare i vuoti di protezione lasciati dalla dir. 2002/58/CE estendendo la protezione
anche a soggetti ex abbonati e a coloro che non siano mai stati abbonati, ma che siano stati invitati
da un abbonato a sottoscrivere un abbonamento e dei quali sono conservati alcuni dati di carattere
personale forniti nel sistema. A tal proposito, dunque, il Gruppo ha ritenuto opportuno sostituire la
dicitura subscriber con la pi idonea person concerned.
4) DIRETTIVA 2009/136/CE
La dir. 2009/136/CE ha modificato la dir. 2002/58/CE in materia di trattamento di dati personali e
tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche; essa ha inoltre modificato il reg.
2006/2004/CE sulla cooperazione tra le autorit nazionali in materia di tutela dei consumatori. Tale

dir. di modifica si resa necessaria, da un lato, per aggiornare la disciplina agli avvenuti progressi
tecnologici e, dallaltro, per favorire la convergenza delle discipline dattuazione nazionali alla
regolamentazione UE. Lo scopo della dir. quello di rafforzare la tutela della sicurezza nei servizi di
comunicazione elettronica, per garantire che i dati personali presenti in rete siano accessibili solo ed
esclusivamente alle persone autorizzate e per gli scopi previsti dalla legge perseguendo
larmonizzazione delle disposizioni nazionali di tutela, la tutela dei dati personali dalla loro
manomissione di qualunque genere, il rafforzamento delle autorit nazionali in materia di protezione
dei dati. Tenuto conto dellalta considerazione per gli effetti che la violazione della rete comporti per
la vita privata, e in particolare il ruolo che virus e spyware assumono in questo contesto, la dir. si
propone di intervenire efficacemente contro la pratica dello spamming. Le novit introdotte dalla
normativa sono molteplici: legittimazione attiva ai providers ad agire in giudizio per la tutela degli
interessi dei propri clienti, conferma del principio dellopt-in con nuova definizione di spam,
estensione della tutela anche ai non abbonati, conferma della deroga soft opt-in (consentendo
lopposizione non ostacolata dellutente), divieto delloccultamento/omissione di comunicare
lidentit o il contatto del mittente. Si prevedono certe condizioni per la validit delle comunicazioni
commerciali; inoltre si specifica che la disciplina resta applicabile alle sole persone fisiche, mentre le
altre categorie devono essere tutelate dagli St m. La pi importante modifica relativa ai dati
personali lintroduzione dellobbligo da parte del fornitore di comunicare la violazione di tali dati
allautorit nazionale competente, descrivendo la violazione, le conseguenze, le misure da adottare e
quelle gi adottate; se la violazione potenzialmente pregiudizievole, essa va dettagliatamente
comunicata anche allabbonato, a meno che il fornitore non sia in grado di dimostrare allautorit di
poter fronteggiare efficacemente la situazione. Le sanzioni vengono stabilite dagli St m e devono
presentare le caratteristiche di effettivit, proporzionalit e dissuasivit. La tutela giurisdizionale va
garantita dagli St in ossequio al principio della comunit di diritto. Un accento finale posto sulla
necessit di cooperazione internazionale e sulla possibilit di creare procedure specifiche di scambi
di informazioni tra autorit; la tutela qui prevista relativa alle violazioni commesse con qualunque
tipo di comunicazione commerciale.
5)

LEGGE 675/1996 E SUCCESSIVE MODIFICHE


LItalia, come in generale lUE, si posta il problema della protezione giuridica della privacy degli utenti e ha qualificato
lindirizzo mail come contenente dati personali e di conseguenza passibile di protezione (a tal proposito nel 2003 il Garante
per la protezione dei dati personali emaner un provvedimento generale in materia di SPAM). LItalia recepisce la dir.
95/46/CE con la l. 675/96, con cui viene dunque disciplinata la tutela delle persone fisiche in merito al trattamento dei dati
personali e di libera circolazione degli stessi. La legge, che stata modificata e specificata in certi suoi contesti da una serie
di d. lgs., fornisce chiarimenti sui concetti di banca dati, dato personale e comunicazione, e impernia la sua disciplina sul
consenso dellinteressato, valido solamente se espresso liberamente e in forma specifica, accompagnato da una
documentazione scritta (art. 11). Il consenso si applica al trattamento di dati con/senza lausilio di mezzi elettronici,
effettuato in Italia su dati detenuti in Italia o allestero, di banche dati pubbliche o private. Secondo lart. 10, esistono
obblighi informativi al momento della raccolta del consenso; lart. 13 chiarisce quali siano i diritti dellinteressato
(accesso/rettifica dati; opposizione libera al trattamento dei dati a fini pubblicitari/marketing), mentre lart. 9 enumera gli
obblighi del titolare (trattamento corretto e lecito di dati esatti/aggiornati per fini determinati, espliciti e legittimi). Una
regola speciale prevista allart. 22 per i dati sensibili, per il cui trattamento inoltre necessaria la previa autorizzazione
del Garante. Altra regola sui generis riservata dallart. 28 ai dati esteri, che possono essere trattati solo a partire dal
ventesimo giorno dalla necessaria notifica al Garante. Da questo quadro emerge chiaramente la necessit della
documentazione scritta del consenso, requisito che non sarebbe stato soddisfatto tramite la pura e semplice via telematica.

6)

CODICE DELLA PRIVACY E ART. 130


In Italia esiste un fenomeno di interazione tra di una pluralit di fonti di cui fa parte anche il cd Codice della Privacy (d. lgs.
196/2003), entrato in vigore nel 2004 come testo unico di riordino della normativa italiana preesistente e come adattamento
italiano alla dir. 200/58/CE. Il Codice suscita particolare interesse perch la fonte in cui essenzialmente si rinviene la
disciplina di protezione contro lo spamming. Alcuni articoli del Codice ne definiscono lambito di applicazione: lart. 5
stabilisce che, in virt del principio di stabilimento, la normativa possa essere applicata ai dati della persona stabilita nel
territorio dello St, o nel territorio dove lo stato stesso esercita la propria sovranit. Gli art. da 121 a 134 si applicano ai dati
personali in connessione alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica. In particolare, lart. 130 si occupa di

comunicazioni indesiderate (SPAM), stabilendo che sia necessario il consenso per luso di sistemi automatizzati di
chiamata (regola intesa anche per email, telefax, SMS, MMS); che linteressato debba essere informato sulla possibilit di
opporsi nel momento in cui lo desideri, gratis e agevolmente; che sia vietato celare/camuffare lidentit del mittente (il
destinatario deve infatti sapere a chi rivolgersi per fare valere i suoi diritti, come ottenere laggiornamento o lintegrazione
dei propri dati); che linteressato possa opporsi per motivi legittimi al trattamento dei propri dati. Viene poi prevista la
possibilit di sanzioni di carattere amministrativo (irrogate dal Garante e accompagnate dalla pubblicazione del
provvedimento sui giornali), ma eventualmente anche di carattere penale (reclusione). Si disciplina infine la possibilit di
ottenere il risarcimento dei danni, per cui necessario lintervento di un giudice ordinario.
7)

SPAMMING COME IPOTESI DI ILLECITO TIPIZZATO


Sulla base di alcune disposizioni del Codice sulla Privacy, lo spamming pu essere considerato in Italia unipotesi di
illecito tipizzato. Presupposto di tale teoria in primis larticolo 152 del C. Privacy, che riconosce la competenza
dellautorit giudiziaria ordinaria in materia di impugnazione dei provvedimenti del Garante su comunicazioni commerciali
indesiderate e per le cause in cui dalla violazione dellart. 130 C. Privacy sia derivato un danno al destinatario dello spam.
Da notare bene che la disciplina extracontrattuale applicabile allo spamming non quella dellart. 2043 CC, ma quella
dellart. 2050: chiunque cagioni ad altri un danno per effetto dei trattamenti personali, assimilata alle attivit pericolose,
tenuto al risarcimento del danno a meno che non dimostri di avere preso tutte le misure idonee per evitare il danno (art. 15
C. Privacy, relativo a art. 2050 CC). Non chiaro se lassimilazione allart. 2050 sia da imputare alla qualificazione in s e
per s dello spamming come attivit pericolosa o alla scelta del legislatore di invertire lonere della prova, facendolo
ricadere sul danneggiante; quel che certo che il danneggiato ne viene in ogni caso favorito. Fondamentale poi
ricordare che il risarcimento comprende sia i danni patrimoniali che quelli non patrimoniali. La liquidazione del danno
operata dal giudice: si tratta di una valutazione equitativa, con carattere pi sanzionatorio che riparatorio.

8) APPORTO DEL FORMANTE GIURISPRUDENZIALE ITALIANO


La giurisprudenza italiana, anche sporadicamente, ha presentato casi in cui pronunce penali si sono
basate sulla considerazione dello spamming come mezzo di raggiungimento dello scopo criminoso.
Lapporto della giurisprudenza stato certamente fondamentale per levoluzione della disciplina
dettata dalla l. 675/96 (oggi abrogata). Il tema del risarcimento del danno da spamming stato
trattato in maniera non univoca. Nel 2000 il Tribunale di Milano ha riconosciuto la lesione della
privacy causata dalla diffusione via mail del luogo di abitazione del ricorrente; nel 2004, il Giudice
di Pace di Napoli si pronunciato per un risarcimento per danni patrimoniali e morali da ricezione di
mail indesiderate, e nello stesso anno il Giudice di Pace di Padova ha negato il risarcimento per
trattamento di indirizzo mail contenuto in un pubblico elenco e quindi da tutti conoscibile. Lanno
seguente il Giudice di Pace di Napoli si pronunciato per un risarcimento da danno patrimoniale e
materiale per spamming telefonico. La giurisprudenza afferma la rilevanza del contratto concluso tra
provider e utente come strumento la cui formulazione pu incidere sulla cessazione dellattivit
lesiva in quanto spesso contiene i recapiti necessari per la segnalazione di abusi. Il contratto pu poi
contenere una clausola di esclusione di responsabilit dei providers per la violazione della privacy in
rete. I providers hanno lobbligo di non fornire laccesso ai dati a chi si sia ripetutamente reso
responsabile di violazioni delle condizioni del contratto; a riguardo, pu essere necessario
lintervento della polizia postale, anche se ci non favorisce la celerit dellintervento. Il contratto si
afferma dunque come strumento per leffettivit e la prontezza nellattuazione dellintervento di
protezione contro lo spamming.
9)

GARANTE PER LA PROTEZIONE E LA TUTELA


Il Garante stato istituito nel 1997 e ha da allora un ruolo fondamentale nel sistema italiano di protezione contro lo
spamming. Secondo lart. 31 della l. 675/1996, il Garante si occupa di controllare la conformit dei trattamenti dei dati
personali con leggi e regolamenti, esaminare segnalazioni e reclami, adottare provvedimenti previsti dalla normativa in
materia, vietare o bloccare luso di dati in caso di rischio di pregiudizi rilevante per linteressato, segnalare al Governo i
provvedimenti che sarebbe utile adottare e riferirgli annualmente della propria attivit. Il Garante possiede due modalit di
intervento. Nella prima, esso interviene a tutelare direttamente: in un parere del 2003, il Garante ha definito a tal proposito i
profili generali della disciplina applicabile, affermando che lindirizzo email sia portatore di dati personali e come tale vada
trattato nel rispetto della normativa a tutela dei dati personali. Il Garante ha poi riaffermato la necessit di ottenere il
consenso dellutente, avallando dunque lopt-in rule e chiarendo che il silenzio non possa essere considerato una sorta di
silenzio/assenso. Il Garante impone al mittente lindicazione della fonte del messaggio e loggetto della mai; in mancanza
di tali requisiti, il trattamento di quel dato si configurer automaticamente come un illecito. Il messaggio deve inoltre

contenere lindicazione di un luogo da intendersi come recapito fisso presso il quale il ricevente possa esercitare i suoi
diritti. La ratio di tali previsioni quella di rendere il mittente sempre identificabile e di rendere il palese il contenuto delle
mail inviate. Il Garante legittima le mailing list. In merito ai messaggi dallestero la disciplina posta dal C. Privacy grazie
al principio della territorialit. bene chiarire che i provvedimenti del Garante riguardano ogni tipo di comunicazione
elettronica. La seconda modalit di intervento del Garante indiretta: di una certa rilevanza sono gli interventi in materia
di soggetti portatori di disabilit, di spedizione di immagini fotografiche tramite MMS , di concorsi online e web radio e di
raccolta dati ai fini di ottenere la profilazione dellutente. Nello specifico, la disciplina sugli MMS, trattata in un parere del
2003, prevede lapplicazione della l. 675/96 ai casi di comunicazione sistematica a terzi di immagini, con scopi tra i pi
vari.

10) CONSENSO DEL DESTINATARIO E PROBLEMA DELLA PRIMA SPEDIZIONE


In Italia vige la regola dellopt-in, recepito con la dir. 2002/58/CE, per cui, prima dellinvio di un
qualsiasi messaggio promozionale, sia necessario ottenere il consenso preventivo del destinatario.
Ora, si posto un problema rilevante, e cio se sia lecito linvio di un primo messaggio diretto
unicamente ad ottenere il consenso. Il Garante si a tal proposito espresso con un Provvedimento del
2006: secondo il Garante, lart. 130 del C. Privacy deve essere interpretato nel senso che anche un
simile messaggio necessiterebbe del preventivo consenso, perci sarebbe opportuno ottenere tale
consenso tramite un qualsiasi altro mezzo. Inoltre, secondo il Provvedimento la reperibilit di un
indirizzo email sulla rete non lo renderebbe disponibile anche per comunicazioni elettroniche non
sollecitate: ci sarebbe unelusione della ratio della protezione.
11) LAW OF TRESPASS: SPAM E COMMON LAW REMEDIES
Negli USA levoluzione degli strumenti tradizionali di tutela verso una loro applicazione anche alla rete, entit intangibile,
si concretizzata nellelaborazione della Law of Trespass in seno alla Law of Property. Fino alla normativa federale del
2004, dunque, si sono avuti rimedi di common law tradizionale anche per lo spamming. La questione dellapplicabilit dei
vecchi strumenti di common law un problema sorto gi negli anni 90, in una fase in cui il problema dello spamming non
era schiacciante come ora. Ci si domandava se le disposizioni della Law of Property potessero essere compatibili con le
caratteristiche di Internet, strumento sperimentale e commerciale di massa, e in una fase iniziale si utilizz come mezzo
indiretto di protezione il concetto di intellectual property. Questi presupposti hanno portano alla formulazione del CAN
Spam act, che a sua volta ha definito il concetto generale di trespass: il trespass, che si articola in sottocategorie, uno
strumento rimediale che affonda quindi le sue radici nella Law of Property, che stata appositamente estesa dalle entit
materiali a quelle virtuali. Il trespass strumento di tutela per i casi di intrusione o violazione di reti informatiche ed ha
come requisiti necessari che ci sia stata violazione della propriet e danni al bene. La circostanza pi idonea per tentare
unapplicazione a questambito della Law of Property quella di violazione dei database in rete ad opera di terzi, e il caso
guida a tal proposito Expert Pages (1997). Nonostante gli avvertimenti di Expert Pages, titolare di un sito web contenente
un database consultabile via Internet, il database viene scaricato da terzi non autorizzati, che potrebbero accedervi al solo
scopo di acquistare il parere di un esperto in un determinato settore. Expert Pages agisce in giudizio contro i terzi tentando
varie strade legali, che pongono tre interrogativi: quale sia la natura giuridica dei siti web, se i creatori di tali siti siano
titolari di exclusive property rights su di essi (in questo caso, necessario che sussista un interesse chiaramente definibile,
che il bene sia suscettibile di controllo/possesso, che il titolare abbia instaurato un rapporto di esclusivit sul bene stesso) e
se linterferenza con la gestione del sito possa configurare gli estremi del tort of trespass. La prima strada tentata si fondava
sulla violazione del copyright, scartata poich non si trattava di uninvenzione, bens di una raccolta. La seconda strada era
lipotesi di violazione del contratto su cui si basava il rapporto tra gestori del sito e utenti (shrink-wrap), ed anchessa fu
scartata perch, sulla base di una serie di presupposti, tali contratti/accordi non erano suscettibili di esecuzione giudiziale.
La strada seguita fu alla fine proprio lipotesi di applicazione del common law trespass to chattels: si trattava infatti
dellinterferenza che un soggetto attuava sul godimento di una personal property da parte di un terzo. Il rimedio si rivel il
pi idoneo, anche a discapito di unazione in conversion.

12) PERSEGUIBILITA DEGLI UTENTI TRAMITE IL TORT DI TRESPASS TO CHATTELS (CYBERTRESPASS)


Lordinamento USA ha configurato la possibilit di usare i common law remedies anche per le situazioni virtuali; il caso
Expert Pages ha visto la possibilit di agire in trespass per violazione della rete, nella figura specifica del trespass to
chattels. Levoluzione del trespass to chattels verso una sua applicazione allo spamming pu essere riassunta da una serie di
casi. Il primo caso di utilizzazione del trespass to chattels nella sua evoluzione di tort applicabile alla realt virtuale il
caso Thrifty-Tel v. Bezenek (1991), in cui il requisito di tangibilit del bene violato rappresentato da segnali elettronici
originati dallattivit di intrusione oggetto di giudizio. In questo caso venne inoltre evidenziata la differenza tra conversion
(danno derivante dalla privazione del bene) e trespass to chattels (danno deriva dalla interferenza col godimento del bene).
Un primo tentativo di applicazione del trespass to chattels al fenomeno dello spamming lo si avuto nel caso CompuServe

v. CyberPromotions (1997), in cui emerge il danno arrecato e la risarcibilit di esso; in questo caso, il danno viene
qualificato come actual damage in quanto il ricorrente aveva posto in essere difese di carattere tecnico contro lattivit di
spamming del convenuto, e allattore risulta sufficiente dimostrare che laltro ha aggirato ogni tipo di protezione
predisposta in termini di self-help measures. Ulteriore evoluzione avviene col caso AOL v. LCGM, in cui la corte afferma
che la spedizioni di posta elettronica non richiesta a scopi pubblicitari configuri un trespass to chattels, anche alla luce del
fatto che requisito di idoneit di trespass sulla propriet attorea un contatto materiale, riscontrabile nella trasmissione di
segnali elettrici. Ultime caso rilevante Intel v. Hamidi (2003), in cui la Corte Suprema ha chiarito che lattivit di
spamming denunciata sulla base della quantit dei messaggi ricevuti non ha rilievo se ci non si riflettuto in negativo
sulla funzionalit del sistema ricevente, creando non pochi problemi.
13) CAN SPAM ACT
Il CAN Spam Act (2003) la disciplina federale statunitense che definitivamente intervenuta nello specifico nel contesto
dello spamming. Esso la risposta a molteplici tentativi di estensione della disciplina federale di tutela telefonica alla
materia dello spamming, tentativi avutisi a partire degli anni 90, e rappresenta il superamento, osservato da una parte della
dottrina, dellapplicazione della law of Property in materia di spam. Il CAN ha il pregio di essere unapplicazione ampia, a
livello federale, dedicata al solo spamming e chiara nella definizione della disciplina e dei concetti ad essa legati. Il cuore
della disciplina la opt-out rule, secondo cui i mittenti possono inviare mail pubblicitarie agli utenti anche senza un previo
consenso, ma hanno lobbligo di fornire il proprio indirizzo per dare la possibilit ai destinatari di opporsi allinvio futuro.
Una volta ricevuta lopposizione, i mittenti sono tenuti a non inviare pi messaggi; lopt-out opera a partire dal decimo
giorno lavorativo dopo la richiesta ed ha effetto per i successivi trenta giorni. Sono stati anche istituiti registri do not
spam, comera accaduto per le telefonate. Il meccanismo non vieta dunque linvio di email commerciali in toto, e si
riferisce a qualunque tipo di email, anche preventivamente richiesta. Altre disposizioni riguardano il divieto di trasmissione
di informazioni false e lobbligo di avvisare con specifiche modalit i contenuti pornografici delle mail. Il CAN contiene
inoltre previsioni che consentono agli ISP di agire giudizialmente contro gli spammer (sono inoltre legittimate attive tre
apposite corti). Questa legislazione stata oggetto di aspre critiche, che si sono concentrate sulla mancanza di una
previsione di legittimazione attiva direttamente in capo agli utenti e sul rapporto che viene a crearsi tra normativa federale e
singole leggi statali. Sotto questultimo profilo, bisogna peraltro osservare che il CAN prevede espressamente di non
eliminare in toto le normative statali, anche che non si occupino della disciplina delle email, ma solo di sostituire le
legislazioni statali che abbiano ad oggetto linvio di email a scopo commerciale, escluse quelle che proibiscono slealt/dolo
nellambito dei contenuti di tali email. Sono inoltre fatte salve le normative statali su frode e crimini informatici e la
possibilit da parte degli St di continuare a legiferare in materia penale ai sensi dellottava sezione del CAN. La disciplina
federale stata anche criticata perch considerata non capace di proibire lo spamming in s e per s (un meccanismo di optout, del resto, non lo permette). Sicuramente certe critiche sono fondate, ma bene ricordare che il CAN stato pensato
come una normativa perfettibile.
14) FEDERAL TRADE COMMISSION
La FTC si occupa di proporre mutamenti della normativa federale che consentano di migliorarne gli effetti sulla questione
dello spamming. La commissione interviene in concomitanza con le segnalazioni fatte dagli attori del mercato economico
su sollecitazione della stessa FTC. Dallentrata in vigore della normativa federale, la FTC ha pubblicato una serie di
rilevanti final Rule provisions, contenenti disposizioni integrative ed interpretative di quelle gi esistenti. Molti chiarimenti
sono infatti stati forniti sul significato di alcuni termini e sulla determinazione di taluni casi, come quello della mail a
carattere commerciale. Vengono per esempio fornite le definizioni di mittente (persona che spedisce il messaggio email
avente carattere commerciale, il cui prodotto sia promosso nel messaggio stesso), persona (come nel CAN, individuo o
qualsiasi gruppo di persone) e scopo primario ( di tipo commerciale se il destinatario, interpretando loggetto del
messaggio, concluda che esso contiene pubblicit). La FTC chiarisce che un indirizzo postale valido e concreto del mittente
deve essere inserito in ciascuna email che abbia carattere commerciale; con la final rule vieta espressamente di imporre
qualsivoglia obbligazione a chi intenda esercitare il diritto di opt-out. Sono state inoltre fissate alcune regole in materia di
messaggi di carattere sessuale, che devono avere ad oggetto la frase sexually explicit e nel contenuto bisogna spiegare che
la mail di carattere pubblicitario e che possibile rifiutare di ricevere ulteriori messaggi; a tal fine, deve essere fornito un
valido indirizzo email cui rivolgersi. Nella email devono inoltre essere fornite le indicazioni su come effettuare laccesso al
materiale. Queste disposizioni non trovano peraltro applicazione laddove il destinatario abbia prestato il proprio consenso
preventivo. La FTC infine chiamata ad elaborare un piano per la creazione di un National Do Not Email Registry.

15) NORMATIVA ANTI-SPAM E PRIMO EMENDAMENTO


La normativa anti-SPAM si inevitabilmente scontrata con il principio della libert di espressione:
secondo la tesi tradizionale, peraltro, la pubblicit commerciale esulerebbe dalla libert di
manifestazione del pensiero. Sebbene gi nel 1942, nel caso Valentine v. Chrestensen, fu ordinata la
disapplicazione di un provvedimento di NYC che vietava la distribuzione di volantini pubblicitari, fu

negli anni 70 che la Corte Suprema manifest un cambiamento nella considerazione della tesi
tradizionale. Cos, se nel 1970 (caso Rowan v. US Post Office Dept.) si riconfermava in generale la
mancanza di una protezione costituzionale del mittente di messaggi pubblicitari, nel 1975 (caso
Bigelow v. Virginia) fu per la prima volta respinta lidea per cui qualunque tipo di pubblicit
escluso dallambito di applicazione del Primo Emendamento. Nel 1976, col caso Virginia State
Board of Pharmacy, si riconobbe che anche la pubblicit commerciale protetta dalle regole sulla
libert despressione, sebbene ci fossero opinioni contrastanti. Da una sua prima formulazione, il
principio cos applicato venne dapprima esteso alla materia telefonica, e in seguito alla materia dello
spamming. Mentre risultava evidente che il Primo Emendamento non poteva agire a sfavore di un
privato che tentasse di difendersi per vie legali, proteggendo i mittenti delle mail pubblicitarie non
richieste (come nel caso CompuServe 1997), diversa era la questione di un commercial speech
oggetto di regolamentazione governativa federale; in questo caso, come precisato nella sentenza
Central Hudson, il mittente passibile di tutela da parte del Primo Emendamento se sussistono i
seguenti requisiti: pensiero conforme alla legge e non ingannevole; disciplina non estesa al di l
dello stretto necessario; predominio di un interesse governativo alla disciplina; disciplina informata
allinteresse che ne costituisce il fondamento. Linteresse governativo pu, per esempio, essere
ravvisato nellintento di evitare la traslazione dei costi pubblicitari dal mittente al destinatario. In
passato si sostenuto che rilevi un interesse governativo anche alla disciplina di ogni altra forma di
email non richiesta, non solo commerciale; ma questidea venne frenata dalla Corte, che ritenne un
simile intervento come una restrizione costituzionale alla libera manifestazione del proprio pensiero:
secondo la Corte, il Governo non ha il potere di inibire il consumatore a scegliere quali sollecitazioni
bloccare. La vicenda, che riguardava listituzione di un Do-Not-Call Registry, fu oggetto anche di
una sentenza dappello in cui, a sorpresa, esso fu dichiarato costituzionale, cos come la distinzione
fra mail commerciali e non: fu sostenuto infatti che le mail commerciali fossero pi facilmente
ingannevoli. La questione non solo politica, ma riguarda anche la tecnica giuridica utilizzata in
considerazione del potenziale contrasto tra normativa federale anti-SPAM e principi costituzionali,
come emerge dal modo in cui il Congresso si approcciato alla seconda sezione del CAN; ci che
sicuro che manca una protezione esplicita della privacy del consumatore nelle comunicazioni
elettroniche, questo ci che maggiormente differenzia il sistema USA da quello UE, dove la posta
elettronica assimilata alla sfera privata dellutente.
16) LITIGATION BASATA SULLA NORMATIVA FEDERALE: C. MUMMAGRAPHICS
Il contenzioso in materia di SPAM rimasto fortemente influenzato, sia nellambito della normativa
federale sia in quello della normativa statale, dal caso Omega v. Mummagraphics (2006); esso ha
fornito uninterpretazione della cd clausola di salvezza. Il CAN, con lo scopo di uniformare il pi
possibile la disciplina in materia di SPAm tra gli stati, prevede infatti due elementi fondamentali,
espressi nel paragrafo 7707: la clausola di prevalenza, che sancisce la prevalenza della normativa
federale sulle altre, e appunto la clausola di salvezza, per cui le normative statali con una serie di
caratteristiche, tra cui il riferimento al divieto di falsit e ingannevolezza delle mail, sono fatte salve
dalla normativa federale stessa. Nel caso in questione, la societ Cruise.com, controllata dalla
Omega World Travel, invia una grande quantit di mail a scopo commerciale alla societ
Mummagraphics, con sede in Oklahoma e il cui amministratore delegato, dopo una serie di
vicissitudini tra cui laver richiesto lapplicazione dellopt-out, procede per vie legali chiedendo il
risarcimento ai sensi sia del federale CAN sia della legge dellOklahoma. Ma la corte, sia in primo
grado che in appello, neg il risarcimento motivando la sua scelta con largomentazione secondo cui
il CAN non era stato violato in quanto Cruise.com non aveva violate le norme sullopt-out. Ma,
poich non si rientrava nella casistica prevista, non poteva considerarsi operante nemmeno la
clausola di salvezza, e quindi la legge dellOklahoma. Il punto di diritto riguarda principalmente
appunto la valutazione della portata della clausola di salvezza, rendendosi necessaria la valutazione

se gli errori materiali delle mail siano o meno compresi nelle previsioni della clausola: la
valutazione, che passa attraverso unanalisi delle effettive intenzioni del legislatore federale e
uninterpretazione pi ampia del contesto della clausola stessa, ha portato alla considerazione dei
concetti generali di common law per la definizione dellambito dapplicazione della clausola, e
quindi sembrerebbe che lingannevolezza debba ricomprendere le ipotesi in cui le caratteristiche
descritte sono false (quindi le false rappresentazioni, non i semplici inganni) e i casi in cui rientrano
anche gli elementi del pregiudizio e della slealt. Una simile interpretazione della clausola permette
di colmare le lacune della disciplina dettata dal CAN e, contestualmente, di avallare lintento di
creazione di uno standard nazionale di protezione.
17) PERSEGUIBILITA DEGLI SPAMMERS ATTRAVERSO IL TORT DI NUISANCE
Non essendo la disciplina federale del CAN sufficiente ad affrontare ogni contenzioso in materia di
SPAM, e viste sia le difficolt applicative presentate dal concetto di cybertrespass, sia le critiche
mosse contro leccessiva espansione del tort of trespass nellambito della rete, oltre che la possibilit
di valutazioni giuridiche diverse dal trespass stesso (emerse in casi come Intel v. Hamidi), un nuovo
strumento mutuato dal common law si imposto come ulteriore rimedio per i casi di spamming: il
tort of nuisance. Il private nuisance consiste in unattivit che intenzionalmente interferisce con luso
e il godimento della propriet attraverso irragionevoli ingerenze non tangibili. A differenza del
trespass, il nuisance non trova difficolt nel ritenere i computer come propriet violata attraverso le
spam, e permette anzi una distinzione tra mail utili e ricevute legalmente (anche protette dal primo
emendamento) e SPAM. Questo tipo di applicazione porterebbe anche a vantaggi pratici, in quanto
non sarebbe pi necessaria la finzione legale di dover configurare le SPAM come entit in grado di
incidere sul possesso dellattore, e perch non si tratterebbe di una violazione di un dritto di
escludere altri dal proprio sistema informatico, quanto piuttosto di reprimere le modalit con cui gli
spammers abusano della possibilit di spedire messaggi. Esistono gi casi giurisprudenziali di
applicazione dellazione di nuisance, come il caso Parker v. C.N. Enterprises, in cui una corte del
Texas ha riconosciuto allo spammer la responsabilit sia in trespass ce in nuisance.
18) PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO LO SPAMMING RAPPORTI TRA NORMATIVE FEDERALE E STATALI
(MICHIGAN E UTAH)
La protezione accordata ai minori contro lo spamming sia garantita dalla normativa federale, sia da pi specifiche
normative statali, per esempio quelle di Michigan e Utah, attuate nel 2005. Queste legislazioni hanno creato registri email
allo scopo di prevenire che i minori diventino destinatari di messaggi a contenuto inidoneo per loro; lindirizzo email del
minore viene inserito nel registro dai genitori o dallistituzione scolastica, e a questo punto i mittenti sono tenuti a
cancellare tali indirizzi dalla loro mailing list entro trenta giorni, onde evitare di incorrere in sanzioni molto severe.
Legittimati ad agire per ottenere il rispetto dei diritti sono i genitori, gli ISP e lAttorney General. Dal momento che
apparentemente queste fonti sembrano occuparsi solo incidentalmente dello spamming, sembrerebbe che la normativa
federale non debba prevalere su di esse. Mentre la disciplina del Michigan pi generica, limitandosi a vietare di inviare
messaggi a punto di contatto da pi di trenta giorni con contenuto inidoneo ai minori, in particolare se dannoso per i minori
stessi, la normativa dello Utah esplicita quali contenuti vadano considerati dannosi (es. carattere sessuale, considerato
manifestamente ripugnante o senza elementi di apprezzabile valore). La genericit della disciplina del Michigan crea un
problema interpretativo non facile, in relazione al definire con esattezza quale tipologia di messaggi possa o non essere
inclusa tra quelli illeciti per minori. Il punto di contatto comprende, oltre alle caselle di posta elettronica, anche numeri
telefonici, fax, e qualsiasi altro indirizzo elettronico disciplinato per legge. Trattandosi qui di protezione dei minori, un
eventuale consenso preventivo non produce i suoi effetti tipici. Gli operatori del mercato hanno lonere di verificare
periodicamente i registri (questa operazione soggetta a tassazione, perci non sono mancate aspre critiche).

19) COMPATIBILITA LGS UTAH COL CAN SPAM ACT E LA COSTITUZIONE FEDERALE
La legislazione statale dello Utah a protezione dei minori stata recentemente contestata in giudizio
dalla Free Speech Coalition come incostituzionale, con lintento di ottenere un ordine che ne
impedisca di conseguenza lattuazione. Secondo lattore, la normativa, che sarebbe di secondaria
applicazione rispetto a quella federale, sarebbe in contrasto con una parte della normativa
costituzionale federale (Dormant Commerce Clause) e violerebbe il principio di libert

despressione, tutelato sia da tale costituzione che da quella statale dello Utah. La corte ha rigettato
la richiesta, specificando che lattore avrebbe a tal fine dovuto provare in giudizio quattro aspetti:
una sostanziale probabilit che lazione possa essere accolta nel merito; la dimostrazione che lattore
destinato ad essere danneggiato irreparabilmente; il fatto che il danno dellattore supererebbe
quello che lordine causerebbe alla controparte; il fatto che la concessione dellordine non contraria
allordine pubblico. In sede di analisi del rapporto tra la lgs Utah e il CAN, si osservato che perch
la normativa statale sia esclusa necessario che il legislatore federale labbia espressamente
previsto, o che egli labbia lasciato intendere, oppure ancora in caso di contrasto tra le due fonti. I
poteri degli St possono essere esclusi solo da una manifestazione di volont in questo senso ad opera
del Congresso federale, che sia univoca e chiara; in questo senso, il CAN non esclude loperativit
della legge statale dello Utah. C poi da considerare la clausola di prevalenza, in base a cui le
disposizioni federali prevalgono salvo che le norme vietino la slealt o il dolo nel contenuto de
messaggi, e salve le leggi statali che non siano espressamente dedicate alla posta elettronica e quelle
correlate ad atti di frode o a crimini informatici. Sotto un secondo profilo di analisi, la normativa
statale risulterebbe contrastante con una parte della costituzione federale se essa, pur applicandosi
indistintamente allo stesso modo allinterno dello Stato e allesterno di esso, influisse sulle
operazioni commerciali tra gli Stati, anche indirettamente. Peraltro, non sembra essere questo il caso.
Sempre sotto il profilo costituzionale c poi da osservare che lecito che la disciplina statale
concorra con la normativa federale a disciplinare la materia, dal momento che la federale non la
esaurisce ed anzi stato il legislatore stesso a prevedere un eventuale intervento degli Stati. Sotto un
terzo e ultimo profilo, stato sostenuto che la legislazione dello Utah non sia in contrasto col primo
emendamento in quanto la restrizione al principio in esso contenuto qui giustificata dallinteresse
primario dello Stato a tutelare il benessere dei minori. Quanto alla costituzione dello Utah nessun
particolare problema di contrasto sembra porsi, dal momento che la tutela accordata da tale
costituzione inferiore rispetto alla normativa federale.
20) MODELLO DELLA RPC
Si chiama internet email service regulation ed la prima normativa cinese antispam, approvata nel 2006. Essa risente delle
restrizioni e limitazioni applicate alla societ dellinformazione e dellutilizzo dello cyberspazio. Suo scopo quello di
regolare i servizi email e proteggere gli utenti dallo spamming; essa si applica a tutti gli internet email service e alle
modalit d operativit degli stessi per quanto riguarda la spedizione e il ricevimento di messaggi di posta elettronica. La
disciplina si occupa quindi degli email servide providers, della privacy degli utenti e delle email a scopo pubblicitario. Si
impone in particolare agli esp una registrazione preventiva presso il ministero per linformazione industriale o presso le
autorit locali almeno 20 giorni prima che i server divengano operativi (vi sono altre regole tecnologiche/amministrative).
La disciplina volge quindi lattenzione alla tutela della privacy, in base a cui i contenuti di messaggi vengono rivelati
esclusivamente per motivi di sicurezza nazionale o investigazioni penali; vietato
cerare/modificare/duplicare/diffondere/pubblicare email col loro contenuto; le informazioni rilasciate agli esp vanno
tutelate. Infine, le commercial email sono disciplinate nel senso di non poter essere inviate senza il consenso del ricevente
(opt-in europeo) e devono contenere requisiti oggettivi che ne determinino la liceit (come la scritta Advertisment); i
mittenti hanno lobbligo di interrompere linvio del caso in cui lutente lo richieda e hanno inoltre lobbligo di inserire nella
email un indirizzo cui rivolgersi per lamentele, e questo indirizzo deve essere attivo per almeno 30 giorno dal ricevimento
della email. La disciplina non prevede sanzioni gravi in caso di sua violazione; essa associa allattivit di spamming
attivit illecite che sono slegate da tale attivit.
21) IL MODELLO DI HONG KONG
Questa legislazione avvenuta in due fasi. La prima risale al maggio 2007 e ha avuto lo scopo di regolamentare qualunque
tipo di commercial electronic message (email, fax, SMS, MMS) al fine di fornire al destinatario informazioni sul mittente e
sulle modalit con cui interrompere la spedizione di messaggi (UEMO); la seconda fase, del dicembre 2007, ha completato
le disposizioni dellUEMO (UEMR). Inoltre lAutorit in materia, lOFTA, ha emanato il cd Codice delle pratiche, una
raccolta di regole di carattere tecnico per attuare la disciplina lgs e non aventi di per s carattere lgs. NellUEMO sono
definite le caratteristiche dei commercial messages: essi devono avere ad oggetto lofferta/fornitura/pubblicizzazione di
beni o servizi. La natura commerciale deve essere accertata attraverso una valutazione concreta dello scopo del messaggio,
il che lunico parametro che realmente conta. Quando il messaggio proviene/ spedito da Hong Kong si dice che esso
contiene un Hong Kong link. In merito alle informazioni contenute nella commercial mail, lUEMO stabilisce che il
mittente debba fornire sufficienti informazioni su di s; le informazioni devono essere inserite in modo evidente allinizio o

alla fine del messaggio; devono essere fornite le informazioni sulla modalit di cancellazione (almeno trenta giorni di
tempo; soddisfatto massimo entro dieci giorni); le informazioni vanno fornite in inglese o cinese, salve preferenze del
destinatario. La normativa disciplina anche la fase preparatoria, per cui si vieta lutilizzo/creazione di software per la
raccolta di indirizzi, salvo che ci sia la risposta ad una richiesta del destinatario. La normativa disciplina infine il regime di
responsabilit oggettiva che sorge in capo al mittente che abbia delegato terzi alla spedizione di messaggi, salvo che dia
prova di aver posto in essere tutti gli accorgimenti possibili per prevenire comportamenti errati da parte del delegato. In
capo ai soggetti che gestiscono organizzazioni/enti mittenti vi inoltre una presunzione di responsabilit, salvo che
dimostrino di non avere autorizzato lo specifico atto. Le pene previste sono severe e sono sia pecuniarie che personali (fino
a dieci anni di reclusione); il danno oggetto di risarcimento e pu essere fatto valere in giudizio anche dal singolo
soggetto.

NOZIONE DI FAMIGLIA IN SENSO GIURIDICO


Il diritto di famiglia e il diritto successorio non sono di competenza dellUE, se pur ci non vale a livello
assoluto, poich pu capitare nella realt che si colleghino ambiti in teoria tenuti separati. Ad esempio, la
disciplina della libera circolazione dei lavoratori nellUE di competenza legislativa dellUE (non importa il
tipo di provvedimento utilizzato), ma possono esserci ingerenze da parte dei legislatori nazionali in sfere
che generalmente sono di loro competenza.
Il concetto di famiglia giuridica si evoluto nel tempo e tale evoluzione stata influenzata da diversi
fattori:
- il matrimonio non pi lunico titolo fondante la nozione di famiglia in senso giuridico. Costituiscono altri
titoli fondanti le convivenze registrate, che sono riconosciute anche a livello europeo dalla fine degli anni
80 (la legge organica della Danimarca, ad esempio, le disciplina). In Italia, fino alla riforma della filiazione
del 2012 (riforma organica che coinvolge tutto il diritto di famiglia), il matrimonio era lunico titolo
riconosciuto. Non esiste tuttora una legge organica sulle convivenze registrate. La riforma del 2012 ha
svuotato il titolo matrimoniale quale esclusivo titolo fondante la famiglia in senso giuridico, senza per
introdurre nuovi titoli fondanti. Tra gli ordinamenti che hanno introdotto leggi organiche in materia, bisogna
distinguere gli ordinamenti che consentono convivenze registrate solo a coppie eterosessuali ed
ordinamento che invece le consentono anche a coppie omosessuali. Nonostante le convivenze possano
esserci anche a prescindere da tali vincoli, noi consideriamo solo quelle causate da vincoli amorosi.
Alcuni ordinamenti prevedono tutelano tali convivenze registrate, intendendole come libert.
- gli ordinamenti contemporanei si stanno evolvendo verso la parificazione nel matrimonio del ruolo tra gli
sposi nel loro rapporto reciproco e nel ruolo di genitori in rapporto con i figli (listituto del matrimonio ne
risente). Una parificazione non pi solo formale, ma anche sostanziale. In Italia esistono ancora situazioni
con squilibri nei rapporti tra gli sposi (ad esempio, la moglie acquisisce il cognome del marito, ma non
viceversa). Nelle tradizioni orientali in determinati ambiti centrale il ruolo delluomo, nelle vesti di marito,
mentre in altri quello della donna, nelle vesti di madre. In Islam e nel mondo ebraico, invece, le
prerogative di parificazione nel matrimonio sono ancora ben lontane dallessere attuate. Daltra parte il
diritto di famiglia e quello successorio, pi di altri settori, sono influenzati dal credo religioso.
- laccesso dei coniugi dello stesso sesso (listituto del matrimonio ne risente).
- ladozione dei minori det
automatico per gli ordinamenti concedere la possibilit di adozione anche a coppie omosessuali? Non
esistono studi seri che dimostrano che la genitorialit omosessuale sia inadeguata. Lordinamento
olandese, ad esempio, ha vietato la possibilit di adozione ai coniugi omosessuali.
Negli ordinamenti di common law listituto del matrimonio omosessuale si introdotto con un atto di
legislazione ordinaria. Bisogna distinguere per lordinamento inglese, meno complesso, da quello
statunitense, che presenta una maggiore complessit, poich il diritto di famiglia (ma in generale tutto il
settore privatistico) di competenza del singolo Stato, e non a livello federale. Lordinamento inglese il
principale fornitore di leading cases in ciascun settore, quindi anche in quello matrimoniale. Quando la
Corte federale del Canada ha modificato listituto matrimoniale, lInghilterra ha introdotto una legge
organica sulle convivenze registrate per le coppie omosessuali ed una legge organica sul matrimonio tra
omosessuali.
Nello Stato della California, ad esempio, il Governo federale aveva fatto approvare al Parlamento federale
un atto federale a sostegno del matrimonio tradizionale. Tale atto era rivolto ad impedire ai singoli Stati di
introdurre leggi statali che consentissero laccesso al matrimonio anche a coppie omosessuali. Le reazioni
dei singoli Stati sono state diverse tra loro: alcuni Stati hanno ritenuto che tale atto costituisse una
violazione dei rapporti tra Governo federale e Governo statale regolati da alcuni emendamenti alla

Costituzione americana; altri Stati hanno emanato al loro interno una sorta di provvedimento statale
corrispondente a quello federale; altri Stati ancora, non daccordo con il fine perseguito da tale atto, hanno
approvato una legislazione che consentisse laccesso al matrimonio anche a coppie omosessuali.
Alcune Corti federali hanno dichiarato linefficacia del provvedimento federale sotto molti punti di vista
tecnici, mentre altre Corti hanno emanato ordini in base ai quali si stabiliva lobbligo di consentire la
celebrazione del matrimonio tra omosessuali o lobbligo di riconoscere il matrimonio tra omosessuali
celebrato allestero. In California il Governatore ha emanato un provvedimento che impedisse la
celebrazione del matrimonio tra omosessuali. Tale provvedimento fu sottoposto a referendum, sul cui
esito si pronunciata la Corte Suprema.
Riassumendo. C una competenza esclusiva del singolo Stato in materia di diritto familiare. Ci furono vari
tentativi a livello federale di prendere posizioni che impedissero ai singoli Stati di decidere
autonomamente. Anche la giurisprudenza intervenuta nel meccanismo di introduzione dellistituto del
matrimonio tra coppie omosessuali.
Attualmente molti Stati americani hanno approvato laccesso al matrimonio anche a coppie omosessuali,
e quelli che non lhanno consentito, hanno istituito forme di convivenza registrata alle quali possono
accedere anche coppie omosessuali.
In dottrina un professore ha elaborato una soluzione equivalente a quella adottata dagli USA in materia di
aborto: riconosciuto in capo alla donna un diritto individuale esclusivo allaborto, tuttavia i medici
coinvolti in tale operazione possono rifiutarsi dal coadiuvare queste pratiche dal punto di vista medico,
attraverso unobiezione di coscienza. Pertanto, in materia di matrimonio tra coppie omosessuali, il
professore suggerisce di introdurre tale possibilit, ma allo stesso tempo consentire allufficiale di stato
civile competente a celebrare il matrimonio di utilizzare unobiezione di coscienza.