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Anno II

Marzo 2009
Numero QUATTRO

LA CITTA CHE SALE

La citt che sale.

In copertina:
Berlino Potsdamer Platz 1, 2003
Stampa a mano su carta baritata ai sali dargento

Leredit. questo probabilmente il tema centrale su cui si pu basare qualsiasi


pensiero e qualsiasi discussione intorno al futurismo, a ci che stato, che ci ha
voluto dire. Leredit che a 100 anni di distanza diventa storia e tradizione. Strano ma
vero, una tradizione che arriva direttamente da chi della tradizione voleva liberarsi
(Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie dogni specie). Ora
dopo 100 anni, cosa rimasto? Questa forse lunica domanda da porsi. E tra mille
risposte che si possono trovare, abbiamo deciso di darvi la nostra visione: questo
quello che rimasto nel sottosuolo di citt che sono salite, s. Ma verso dove n
Marinetti, n Balla, n i loro compagni futuristi si aspettavano.
Allora mi rivolgo direttamente a te, caro Marinetti, che hai voluto far dellItalia, per un
poco, la culla di una cultura rivoluzionaria, ribelle, moderna, veloce. Cosa ne pensi,
caro Marinetti, di ci che accompagna e rappresenta larte contemporanea, oggi?
Di questo variopinto valzer di mosche intorno alla spazzatura di finanziamenti pubblici,
poltrone, amministrazioni, assessori, critici stantii; tutti sempre facilmente ripiegati su
se stessi? E cosa ne pensi delle poche api laboriose, che tentano coi propri mezzi,
con una passione sana, di essere fedeli solo e unicamente alla loro ape regina
Arte, e che vengono regolarmente schiacciati dal fantastico esercito di burocrati,
camuffati da maglioncini, sciarpette e scarpette varie?
E cosa ne dici, Marinetti, di tutto quello che esiste adesso, e del nuovo mondo che
abbiamo conquistato? Hai visto la velocit cosa ci ha portato? Per dipingere oggi
si usa anche il computer, non ci si sporca neppure le mani. O senn c anche chi
(delinquenti dicono), le mani se le sporca pure e dipinge di notte, sui muri delle
nostre citt, dominate ormai dalla fretta, pi che dalla velocit . Loro secondo me
ti starebbero simpatici ricordo quella poesia, Lesecrabile sonno si chiamava, che
iniziava cos Quando non posso volar via/col mio monoplano, io percorro la citt/ a
notte alta,/ con orde pazze di studenti,/ rompendo tutti i vetri dei pianterreni.
E poi, hai visto la magia di Internet? E dei vari forum, blog, fanzine, pdf magazine,
flickr, siti, portali. E anche dei myspace, youtube, facebook, eccetera... Oggi gli
uomini comunicano cos. Strano vero? Affascinante sicuramente. Le citt sono salite,
ora i grattacieli sono in mezzo alle nuvole. E con loro siamo saliti noi, la nostra cultura
e la nostra civilt.

IN QUESTO NUMERO:

Francesco Pignatelli

pag. 4

pag. 9

pag. 14

Stefano Venturini
pag. 18
pag. 23

pag. 24
pag. 30

Editor, Copywriter
Francesco Perrone
email: francesco@bedifferent.it
web: www.lapaglia.it
Press officer, Web Marketing
Matteo Pizzolla
email: matteo@bedifferent.it

Erica Bellomi
Laura Brignoli
Rosalba Di Perna
Simone Galasso
Simona Gavioli
Pietro Marigo
Stefano Mastronicola
Bianca Matita

Patrizia della Porta

Giacomo Costa
Walter Trecchi

pag. 36
pag. 40

Michele Brancati
pag. 44

Moneyless
pag. 48

pag. 52

Guido Bagini

Sergio Tringali
pag. 54

pag. 58

Collaboratori

Riccardo Zuliani

Paco

Be|Different - numero quattro.

Editor-in-chief, Art Director


Lorenzo Brusadelli
email: lorenzo@bedifferent.it
web: www.lorenzobrusadelli.it

Paco

Francesco Bongiorni

pag. 10

Probabilmente il tuo manifesto oggi si perderebbe nella rete della nostra ultrainformazione, del nostro esiste tutto. Forse in questo tutto non c proprio niente, ma
fammelo dire: ancora dopo 100 anni i musei, le biblioteche, le accademie di ogni
specie non sono ancora state distrutte.
Ci stiamo lavorando.

Patrizia della Porta

copertina

Massimo Falsaci

Giuliano Pastori
pag. 62
pag. 63

Simone Lucciola

Appendice degli autori

Ai sensi della L.633/41 e successive modifiche, vietato lutilizzo, totale o parziale, di tutte le immagini
e degli scritti presenti in questa pubblicazione; essi sono di propriet dei rispettivi autori e/o di chi ne
detiene i diritti. Be|Different Magazine non in alcun modo responsabile del loro utilizzo da parte di
terzi senza il consenso dei titolari dei diritti medesimi.

Francesco Pignatelli

Chikatetsu. Tokyo, 2000


stampa Lambda su carta Kodak,
montata con plexiglas e dbond

Francesco Pignatelli

Francesco Pignatelli (Milano, 1971) un nome che si incontra sempre pi di frequente quando
si parla di nuova fotografia contemporanea. Riteniamo i suoi lavori molto interessanti sotto
molteplici aspetti. Innanzitutto il ribaltamento del senso e del significato stesso della fotografia.
La tecnica utilizzata da sempre per imbalsamare attimi, quindi strumento di memoria, crea
in questi lavori una suggestione inversa, che cancella le tracce del ricordo per trasportare
limmagine in una dimensione in cui il tempo solo ed esclusivamente verticale, interiorizzato.
Lo spazio non viene pi colto in un istante particolare ma nellistante definitivo, quello che non
mai rivolto verso il passato, al massimo verso un futuro pi metafisico che probabile.
Leffetto che ottiene Pignatelli nelle sue foto frutto di un particolare processo di stampa in
negativo, che gli consente quel risultato cromatico che a primo impatto esalta lo sguardo e
proietta subito limmagine nello spazio privato delle caratteristiche che tendiamo da sempre
ad attribuirgli.
Tra il 1999 e il 2008 lartista realizza installazioni e mostre in gallerie e spazi pubblici a Torino,
Milano, Roma, Venezia, Colonia, Strasburgo, Bonn, Parigi e Toronto. Attualmente vive e lavora
a Milano.
Taxi-Caracas. Caracas, 1992
stampa Lambda su carta Kodak,
montata con plexiglas e dbond

A destra:
Barcelona Tours. Barcellona, 2003
stampa Lambda su carta Kodak,
montata con plexiglas e dbond

Francesco Pignatelli

Paco

MI 757. Milano, 2004


stampa Lambda su carta kodak,
montata con plexiglas e dbond

Milano, il mare.
I relitti abbandonati alle fermate dei metr
affondati dalla vostra elemosina
mhanno insegnato a non fidarmi di te, Milano.
Mi hanno insegnato che la fretta non un dono
ma qualcosa da curare, che la velocit nobile
diversa da tutto questo vociare, correre, delirare;
e che il mare lo si pu sentire, rimescolato e straniero,
lo si pu toccare nello scorrere di sguardi addosso alle vetrine
e vedere infrangersi sui palazzi, grigio e vivo.
E cos ti mantieni una grande: tu senza identit;
che quando vieni fuori come un duomo
costruito su di un primato singolare:
inventarsi un mare e non saperci nuotare.
La nebbia non scesa anche qui, nel metr:
si rotta sui corrimano delle scale,
sulle teste dei pendolari, chine
- come i frati - a illudersi e pregare.

Francesco Bongiorni

Spouse support, 2007


tecnica digitale

Il lavoro di Francesco Bongiorni (Milano, 1984) riconducibile al filone dellillustrazione


concettuale. Le sue illustrazioni sono realizzate con media digitali ma il procedimento passa
da studi, sperimentazioni e campiture dipinte, che rendono il suo lavoro un ibrido tra digitale
e tecniche tradizionali. Ironiche e visionarie, le illustrazioni di Bongiorni fanno quello che le
illustrazioni devono fare: divertire e far riflettere. Un mix talmente equilibrato, in questo caso,
da non cadere mai, n lasciarsi tentare, dallovvio. Non per niente lillustratore, che lavora
a Madrid, collabora con alcune tra le pi importanti riviste del mondo (New York Times, The
Boston magazine, The Harvard Business review, Mondadori, Il Corriere della Sera ed El Mundo).

Sopra:
Findig rest in financial chaos, 2008
tecnica digitale
10

A pagina 11:
When You Shouldnt Go Global, 2009
tecnica digitale
11

Francesco Bongiorni

12

13

Stefano Venturini

A sinistra:
Still II, 2008
olio su tela

Luce. la prima cosa che colpisce gli occhi


alla vista dei quadri di Venturini. Una luce
forte, che non illumina ma acceca, che non
definisce, ma al contrario rende tutto
inafferrabile, che toglie identit, distrugge,
scompone. Grazie ad uno studio sulla luce
e sul tratto che trova radici nella pittura
dei macchiaioli, ci troviamo davanti ad uno
scenario contemporaneo e quotidiano,
quando nel camminare verso una qualsiasi
meta, presi come sempre solo da noi stessi,
non ci accorgiamo del mondo che ci
circonda, non diamo n volto n identit a
chi fa lo stesso con noi.
Lartista (Blevio, Como 1956) sviluppa i suoi
lavori come vere e proprie variazioni sul
tema, come nella serie people, in cui,
tra tutta questa gente, ci troviamo, senza
troppa retorica, come sempre soli.

14

15

Stefano Venturini

People II, 2008


olio su tela

Controluce VII, 2008


olio su tela

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Riccardo Zuliani

Dice Zuliani delle sue opere: Sono realizzate attraverso la tecnica del
collage, scelta in seguito alla sperimentazione di possibilit espressive diverse,
come medium pi congeniale per concepire vedute di citt immaginarie.
Piccoli pezzi di carta ritagliati e applicati sulla tela o sulla tavola come una
sorta di preziose tessere di mosaico. Quadri che permettono una dualit di
percezione, offrendo la possibilit di osservare la superficie da vicino e vedere

cos i frammenti delle immagini inseriti luno sullaltro e quella, invece, di


cogliere attraverso attraverso la distanza, unimmagine che locchio ricostruisce attraverso la memoria visiva.
Secondo noi geniale, suggestivo, romantico, attuale: reinterpreta il collage
in una chiave semplice e davvero originale. Peculiarit, queste, sempre pi
difficili da trovare.

New City, 2008


collage e acrilico su tela

18

19

Riccardo Zuliani

20

Lights from the city #2, 2008


collage e acrilico su tela

21

Marlboro in pacchetto morbido

Riccardo Zuliani
Suburban, 2007
collage e acrilico su tela

New Skyline, 2008


collage e acrilico su tela
22

Chiave gira
in elettronica serratura
radio canta
freno a mano.
Finestrini a lato, il mondo va:
- a destra: a destra destra,
- a sinistra: le stesse volte che a destra,
ma indietro indietro, in verit va.
Il fumo lascia una traccia del me-tallizzato,
destra, pi avanti verde: cabriolet gira a destra
pullman - grigio verde rosso- a sinistra va,
clacson freno. Freccia destra, specchietto.
Lanimo? Nel cruscotto.
Ombra di tir, tracce pneumatiche
specchietto:
situazione stretta - curva a sinistra - perfetta.
Rosso, verde: stop, taxi arancio,
qui posso superare, mi sento meglio
respirare
(Accendisigari - finestrino - traccia 6,
volumi ok.
Bassi? Da regolare.
Puzza di fumo, rosso:
fermo canticchio, specchietto
barba, insonnia, occhiaie, nausea
suoni, alberi, cose spettinati)
Clacson pedoni
attraversamento lento
bambini, mamma, donna, anziano, arabo
cemento
arancione! Affrettarsi.
Omini stilizzati affettatiaffrttati!
Affrettatevi!
State per diventare rossi
non siate timidi, non lo vedete?
Verde, tana per tutti!
Marciapiede comanda color
Attraversate-mi!
Attraversate!
Berlina spegne ritarda, ira fa.
Superami: grossa cilindrata almeno 90 allora,
allora
non faccio caso a chi mi sta intorno,
resuscito lorgoglio
e uomo impreco:
tono alto, pugni chiusi.
(Bocche: in-comunicabilit im- possibilit
finestrino sordomuto non reagisce)
destra precedenza, lavori, attenzione
dimentico limprecazione.
Insegna T luminosa
sillumina quasi nervosa.
T qualcosa di meno
uccide: catrame, veleno,
ma T sar daiuto
fermarsi necessario.
Tutto il restante
Tutto lesistente accessorio,
ma occorrente.
- Marboro in pacchetto morbido
- 4euro e 20 -

Paco

23

Patrizia della Porta

La rivincita dei bubini, 2008


disegno a penna su carta

Patrizia dalla Porta unartista che non ha bisogno di presentazioni, data la


carriera ventennale e la collaborazione con alcune tra le principali istituzioni
di arte contemporanea del mondo (Beaubourg, Whitney, per arrivare alla
National Gallery of Art di Washington, che possiede una parte del portfolio
dellartista nella sua collezione permanente). Le sue immagini, inoltre,
hanno una forza espressiva cos intensa da raccontare da sole molto sullo
sguardo della fotografa, cosicch, loperazione pi onesta che ci sembra
il caso di proporre, riportare le parole dellartista stessa, la sua personale
visione del lavoro: Il mio processo di visualizzazione/interpretazione/
trasfigurazione tende, attraverso la persistenza dello sguardo come atto
contemplativo e di indagine profonda, a creare spazi o meglio, luoghi
mentali.
Con il mezzo fotografico cerco di rendere tangibile il messaggio profondo
delle forme o come ha detto I.M PEI del mio lavoro catturare lanima degli
edifici. Per scommessa creativa e per scelta di rigore ontologico, non uso
alcun trucco fotografico o fotomontaggio. Fotografo sempre a mano libera,
senza cavalletto e in formato 24x36 con una Nikon F2A. Una scrupolosa e
maniacale attenzione nel lavoro in camera oscura mi permette di creare
sfumature, nuances, campiture, composizioni, che rendono ogni stampa
una vera e propria tela.
Eliminando ogni riferimento dimensionale, di proporzione, di contesto, di
funzione, Patrizia della Porta riesce nel suo intento, non di documentare,
bens di creare uno spazio metafisico di contemplazione, in cui, citando un
proverbio zen Ogni cosa la stessa. Ogni cosa diversa.

A destra:
Kuala Lumpur Torri Petronas variazioni sul tema 7, 2000
Stampa a mano su carta baritata ai sali dargento

Nella pagina seguente:


Tokio C2, 1984
Stampa a mano su carta baritata ai sali dargento

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Patrizia della Porta

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A destra:
Tokio A6, 1984
Stampa a mano su carta baritata ai sali dargento

Patrizia della Porta

Sotto:
Tokio D1, 1984
Stampa a mano su carta baritata ai sali dargento

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Giacomo Costa

Atto n. 2, 2006
c-print

I lavori di Giacomo Costa commentano da soli la loro importanza, la loro imponenza, la caparbiet, la sintesi perfetta tra osare
e descrivere la contemporaneit. Le presenze cos eccessive, giganti, allinterno di un paesaggio di citt abbandonata, ci
lascia immaginare la suggestione che preferiamo. E cos allora ci sembra pi interessante parlare della vita di Costa, se vero
che molto spesso la biografia di unartista da sola la critica ai suoi lavori.
Nasce a firenze nel 1970, studia violino da bambino fino a quando ha 14 anni, abbandona gli studi di liceo classico nel 1986 e
si dedica allattivit di motocrossista e meccanico di moto, poi trova nella montagna la sua dimensione ideale e si trasferisce
sul Monte Bianco, dove comincia a fare foto paesaggistiche (1990). Nel 93 torna a Firenze per fare il servizio civile, inizia in
questo periodo la sua ricerca fotografica sullautoritratto e sulla sua sessualit; pian piano si palesa la necessit di intervenire
sulla fotografia. Grazie allincontro col fotografo Richard Nieto, che gli insegna una particolare tecnica basata su un punto di
luce mobile, il suo desiderio di modificare la fotografia viene esaudito. Nel 94 ha loccasione di presentare le sue ricerche al
pubblico con la sua prima personale al castello di Rivara. Si inizia cos a muovere nel mondo dellarte e ad abbandonare gli
impegni professionali. Nel 95 la sua ricerca si sposta sulle Polaroid. Nel 96 scopre il computer e la sua potenzialit.
Abbandona cos le fotografie e si dedica allarte digitale, con risultati ottimi, sia in termini di critica che di popolarit. Tra il
1997 (anno in cui diventa soccorritore di ambulanza) e il 2000 (anno in cui ricomincia a correre in moto) partecipa a collettive,
personali, fiere in tutto il mondo. Nel 2003 comincia a costruire pipe. Nel 2006 la sua opera agglomerato n.9 entra a far parte
della collezione permanente del Pompidou di Parigi. Nel 2007 comincia a restaurare una barca, cos navigando trascorre il suo
tempo libero.
Siamo sempre pi convinti che ognuno ha la vita che si merita.

Secret Garden n. 8, 2008


c-print
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Giacomo Costa

Atto n. 9, 2007
c-print

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Giacomo Costa

Consistenza n. 5, 2008
c-print

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Walter Trecchi

A sinistra: Cantiere VII, 2004


tecnica mista su tela

Cantiere LVIII, 2008


tecnica mista su tela

Nato a Como nel 1964, Walter Trecchi inizia il suo percorso nella pittura durante la
seconda met degli anni 90; nel 98 finalista al premio di pittura della rivista Arte
Mondadori. Da allora presente nel panorama artistico con personali, collettive e
rassegne in tutta la penisola e allestero. I soggetti dei suoi dipinti sono i cantieri, le gru,
tutto ci che rende una citt non statica, che rimanda alla sua mutazione continua e
spesso proiettata verso lalto. Materia e figurazione si incontrano cos per svilupparsi in
un contesto etereo, poetico, ma daltra parte tangibile e concreto.

36

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Walter Trecchi

Sogni, 2007
china nera e acrilico

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Cantiere II, 2004


tecnica mista su carta intelata

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Michele Brancati

Michele Brancati, fotografo originario di Reggio Calabria, che


vive a Bologna dal 2000, ha
una formazione che spazia dal
cinema ( laureato in Storia
e Critica del Cinema) alla
fotografia (ha frequentato pi
corsi presso lIstituto Italiano di
Fotografia di Milano).
Le foto che ci propone fanno
parte di un lavoro ancora in
corso che ha come tema il
mondo delle metropolitane e
tutto quello che succede al di
sotto del contesto urbano, in cui
ci si immerge per il breve tempo
di un tragitto, per poi riemergere
e scoprire un mondo sopra
che non ci si ricordava pi cos
illuminato e vitale.
Questo lavoro prende spunto
da quello di un grande fotografo
purtroppo scomparso molto
giovane, Marco Pesaresi.

A sinistra:
Visioni Sotterranee, 2008
tecnica digitale su forex

Nella pagina seguente:


Belgrado, 2009
tecnica digitale su forex

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Michele Brancati

42

43

Moneyless

Ci voleva proprio unartista che unisse lattitudine e lesperienza street-art ad una ricerca su
quei movimenti artistici che hanno fatto dellarchitettura, della geometria, del design, delle
costruzioni e, di conseguenza, anche delle metropoli, il loro principale metro di confronto e di
ricerca della realt (Bauhaus, Costruttivismo). Per questo ci hanno colpito i lavori di Moneyless,
per la semplicit con cui crea questi piccoli inni allunione di arte e metropoli. Lartista riesce
cos ad astrarre le forme che la citt sputa fuori dalle sue costruzioni, dalle automobili, dalle
vetrine, persino dai volti, per ridonarle alla citt in una veste nuova e affascinante, che interagisce perfettamente con rumori, colori e sapori dal gusto contemporaneo.

Struttura multipiano bobbe, 2009


mixed media

Ago, 2009
viareggio quarzo su muro

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Struttura multipiano bobb, 2009


mixed media

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MoneyLess

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Struttura 004, 2008


quarzo su legno sagomato

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Guido Bagini

Guido Bagini, torinese nato nel 1970, crea un nuovo mondo dimensionale attraverso la
propria arte.
Le prime opere consistevano in paesaggi architettonici realizzati con smalti lucidi su
cartone; nel 2008 lartista si evoluto attraverso luso di un nuovo materiale, il Corian, un
impasto di polvere di marmo e resine artificiali utilizzato nel mondo del design, e attraverso
lapprodo alla terza dimensione.
Le geometrie che avevano caratterizzato i suoi precedenti lavori diventano ancora pi
essenziali e si snodano in tubi metafisici che ricordano forme organiche e sinuose.

Le sagome presenti nelle opere su cartone vengono ricreate in tre dimensioni: le sculture
ricordano visionari oggetti di design e spingono losservatore ad indagare la novit di
forme e materiali.
Bianco luminoso e sezioni di colori saturi si alternano e seguono un continuo rovesciamento
dei piani visivi, smaterializzando a poco a poco la percezione razionale dello spettatore. Le
opere di Bagini diventano cos paesaggi mentali, in mezzo ai quali emozionante smarrirsi.
Laura Brignoli

Senza titolo, 2006


smalto su cartone intelato

48

49

Guido Bagini

50

MYWorld 002, 2008


smalto su cartone intelato

MYWorld 003, 2008


smalto su cartone intelato

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Sergio Tringali

Sergio Tringali (Augusta - SR, 1976) oltre ad


essere pittore da sempre, si occupa di
design e web (tra le consulenze si annovera
la Baleri Italia e la Renault).
Il lavoro di Tringali fa tesoro della celebre
citazione dellarchitetto tedesco Mies Van
der Rohe less is more che sintetizza alla
perfezione il concetto di semplicit e di
minimalismo, rappresentato nelle tele
dellartista.
Nellultimo suo lavoro Look up, una serie
di oli su tela che ritraggono imponenti edifici
di Manhattan, facile intuire questa linea
di pensiero; lartista infatti restituisce, con
semplici pennellate ritmiche di bianco su
fondo nero, prospettiva e volume a questi
imponenti colossi di New York in un processo
di sottrazione portato allestremo.

52

A destra:
Look up - op. 7, 2007
olio su tela

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Massimo Falsaci

Il sogno, 2008
acrilico su tela

Artista dalla formazione poliedrica (illustrazione, acquarello e tecniche pittoriche varie)


Massimo Falsaci (Verbania, 1974) crea un immaginario personale e di forte impatto
comunicativo. Legato al filone della Nuova Figurazione, il suo lavoro prende a piene mani
dallimmaginario contemporaneo plasmato, ma anche inquinato, dai mass media.
Utilizza quindi fotografie scattate da lui stesso, oppure prese da quotidiani, riviste, o anche da
internet, che vengono rielaborate al computer per accentuare colori e contrasti e arrivare
cos allo scheletro, allessenza delle stesse. A questo punto il risultato viene riportato su tela,
scomposto e colorato in acrilico, con lutilizzo di un numero limitato di colori e lassenza totale
di sfumature, per arrivare ad un risultato quasi grafico, che toglie morbidezza e vita, ma che
non smette di coinvolgere. Ed proprio il togliere con precisione e parsimonia, la cifra con
cui le sue opere si confrontano con il contemporaneo, illudono e svaniscono, lasciando una
traccia fredda quanto realistica.

La Gabbia, 2008
acrilico su tela

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Massimo Falsaci

Miraggi, 2006
acrilico su tela

Sogni, 2007
china nera e acrilico

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Giuliano Pastori

58

Tempo, 2008
acrilico e smalti su tela

Dimensioni parallele, 2008


tecnica mista

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Giuliano Pastori

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Per ottenere, attraverso la pittura, un risultato coerente con le linee portanti del suo lavoro,
cio una visione in movimento, in azione, del contesto metropolitano, Giuliano Pastori (Roma,
1975) utilizza materiali moderni, artificiali, sintetici. cos che, con supporti di plastica dipinti
con smalti, lartista rilegge la lezione sul movimento in una chiave aggiornata, che alterna una
visione, un occhio fotografico, a una pennellata decisa, movimentata e rapida.
Vernici, smalti, gomma, quindi, che rappresentano le citt sempre pi compromesse e vive
grazie allintervento artificiale, in cui la natura sta praticamente scomparendo. Da sottolineare, inoltre, la ricerca complementare del movimento riguardo ai punti di luce, mutuata
direttamente dallaltro mezzo usato da Pastori per i suoi lavori, la fotografia.
insomma un insieme di sfaccettature molto personali, che coinvolgono allo stesso modo
il lato tecnico e di significato, che vanno a formare uno scenario unico, riconoscibile solo
attraverso gli occhi maltrattati del nostro sguardo contemporaneo.

Aut-60-Aut, 2008
acrilico e smalti su tela

Sentire, 2007
smalti su plastica applicata su tela

61

Simone Lucciola

Appendice degli autori:


Guido Bagini

Paco

Francesco Bongiorni
www.francescobongiorni.com

Giuliano Pastori
www.giulianopastori.eu

Michele Brancati
www.michelebrancati.it

Francesco Pignatelli
www.fotografiaitaliana.com

Giacomo Costa
www.giacomocosta.com

Walter Trecchi
www.waltertrecchi.it

Patrizia della Porta


www.mu-seum.com

Sergio Tringali
www.tringalis.com

Massimo Falsaci
www.massimofalsaci.it

Stefano Venturini

Simone Lucciola
www.lamette.it

Riccardo Zuliani
urbancollage.wordpress.com

Moneyless
www.flickr.com/moneyless
Il prossimo numero: MUTAZIONI

Boccioni (19.10.1982 17.08.1916) a cui dedicato questo numero di Be|Different, per


onorare il centenario del manifesto futurista, abbracci in prima istanza il divisionismo e
il simbolismo: suggestioni e giochi di luce per esplorare dapprima i paesaggi, quindi la
vita quotidiana e poi le pieghe dellesistenza con fare onirico ed emotivo. Poi arriva il
futurismo, caro elogio della velocit e della sollecitazione. Limmagine stessa diventa
sulla tela un movimento, una linea, una traiettoria. Boccioni si appropria e sviluppa nelle
sue opere lassenza del continuum spazio-temporale. Artista a tutto tondo si ciment
anche con la scultura.
Tuttavia, coinvolto e angustiato dalla politica, scivol verso una piccola crisi personale
che lo fece morire in sella a un cavallo, invece che a bordo di una maschia italica
autovettura.
62

Saper parlare al mondo contemporaneo con il linguaggio pi vecchio del mondo:


larte. Questa la missione di Be|Different, primo esperimento di magazine on-line e
cartaceo che si presenta come una galleria darte virtuale, un catalogo delle nuove
tendenze artistiche e visive.
Per questo motivo invitiamo i nostri lettori a collaborare con noi, spedendoci una
selezione di lavori, oppure di racconti, saggi, notizie, sempre con un occhio al tema
prescelto per il numero successivo. Be|Different non si pone limiti, n di formato, n
di risorse. Vuole avere la Vostra collaborazione perch sa che solo con la passione
di chi si nutre darte ogni giorno, si pu davvero realizzare un prodotto onesto, reale,
che rifletta e sintetizzi il contemporaneo in ununica proposta.

Il tema del prossimo numero : MUTAZIONI. Come sempre la pertinenza al tema
libera. Inviate le vostre opere: entro il 20 maggio 2009, specificando nome, cognome ed allegando una breve presentazione a materiali@bedifferent.it
Specifiche per i materiali:
Per immagini, disegni e fotografie, si consiglia il formato JPEG. E possibile inviarci
prima i file in bassa definizione. Sar richiesto successivamente, il materiale selezionato in alta risoluzione.
Per i testi, si raccomanda il formato DOC o RTF.
Non previsto un limite minimo o massimo di inivii.

Spazio libero. Spazio pubblicitario. Spazio disponibile. Advertising here.


Larte contemporanea ha bisogno di nuove leve. Menti fresche e non compromesse che
siano capaci di portare idee e soluzioni innovative, che sappiano far convivere in armonia
larte, vecchia come luomo, con tutto ci che luomo oggi. Ci significa riuscire a dare
visibilit alle novit che ci propongono gli artisti del nostro tempo, sia per quanto riguarda
quelle che noi consideriamo le nuove avanguardie - street-art e digital art sia per le proposte di fotografia, e pure della pi classica pittura.
Lo spazio vuoto che vedete sopra questa scritta rappresenta il nostro desiderio di portare
avanti il progetto Be|Different. La pubblicit, come qualsiasi tipo di donazione alla nostra
causa, non d esclusivamente a noi lopportunit di migliorare la qualit di ci che offriamo, e di perseguire con passione gli obiettivi che ci siamo prefissati. I Vostri sforzi concreti,
infatti, saranno ricambiati col nostro concreto impegno, per far s che la rivista (e il sito direttamente collegato) abbia la maggiore diffusione possibile, grazie allo sfruttamento del
web e delle nuove tecnologie, ma anche allorganizzazione di eventi espositivi che coinvolgano un universo di artisti che ormai si muovono su canali paralleli a quelli del sistema
arte canonico.
Cos, il nome Be|Different diventer presto un segno di riconoscimento per chi crede ad un
modo diverso e aggiornato di concepire, diffondere, e fare arte.
Be|Different a vostra disposizione per qualsiasi informazione e richiesta di investimento
pubblicitario allinterno del nostro Magazine. info@bedifferent.it
La sfida alla modernit iniziata col nuovo millennio. ora che larte torni ad essere al
passo coi tempi.
www.bedifferent.it

GIALLO&CO