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Section III: The Man-Faced Bull and Related Mythology in Italy, Sicily and the Greek World

PEZZO PICENO
Italici DE JULIIS + kernos italico
BRONZETTO DI NULE
SICILIA (articolo su toro andropros a Gela1 + prof siciliano!!)

Examples of MFBs sculpted in the round are extremely rare, if not inexistent, in Greek art.
(NOTA: is striking the same extreme rarity of sculptures in the round for the near-eastern bullmen, of which only two samples are known, see Van Dijk 2011 p.69)

Introduction:

Gli autori che hanno affrontato largomento sembrano accettare implicitamente lassunto per cui
liconografia del toro androprosopo, di origine medio-orientale, sia giunta in occidente presso le popolazioni
italiche, Etruschi in primis, attraverso i greci, in seguito alla colonizzazione di Magna Graecia. Dalla nostra
ricerca risulta tuttavia plausibile lipotesi che liconografia fosse conosciuta in occidente gi prima
dellondata coloniale, non si spiegherebbe altrimenti la presenza di numerosissime raffigurazioni di et
arcaica, sintomo di una ben radicata acquisizione di tale immaginario da parte delle popolazioni indigene,
che presuppone una familiarit con liconografia che va al di l di una semplice imitazione di motivi
coloniali.
Thankfully, it is now time for us to examine the iconography on more familiar ground. The man-faced bull appears in
Etruscan art relatively early, c. 7th century BC; slightly later in the Greek culture of Asia Minor at the beginning of the
6th century BC; and only afterward does it come into style in mainland Greece, in the mid 6th century BC. The origin
of its appearance in this region is likely the result of the interplay between East and West described earlier. In this
section we will provide a general survey of the iconography in the Etruscan and Greek worlds and its alleged role in
ancient religious custom.

Bronze Age Water Cults and Bull Iconography

probabilmente mal posta e


comunque irrisolvibile, dato che la ricostruzione o la riproposizione
delle percezioni religiose antiche per noi esclusa a priori. Infatti, forse per
noi ancora pi difficile comprendere e leggere
queste tracce, poich formalmente da due millenni che i due
mondi (sacro/profano, nel senso di laico) si sono separati, e si
completamente persa la visione totalizzante delle societ tradizionali
pervase dal sacro in ogni loro espressione.
Abbiamo evidenze di collegamenti tra l'immagine del toro e l'uso rituale di acqua attraverso gli esempi di
kernoi tardovillanoviani conformati a forma di toro. ( NOTA. Bignasca A., 2000, I kernoi circolari in
1

Lagona S., Il tipo del toro androprosopo a Gela, Cronache di archeologia e Storia dellArte VII, 1968

Oriente e in Occidente: strumenti di culto e immagini cosmiche. Orbis Biblicus et Orientalis Vol.19,
Saint Paul, p.109, Cat. W56, W60 and W61). Per la rappresentazione taurina di divinit fluviali in
Etruria cf. Jannot J.R., 1974 Latomus vol.33, pp.765ff.
The predecessor to the appearance of the man-faced bull in Italy and Sicily is a cultural phenomenon of the "first wave
of diffusion" we mentioned in this chapter's introduction, in which water cults employing the iconography of the bull
are pervasive throughout central Italy and Sicily in the bronze age. These water cults have a long and well documented
history in Central Italy and Sicily, dating from at least the fourth millennium BC. Such groups likely migrated from
further north in Europe, and recent genetic evidence has demonstrated there is a shared ancestor among modern
Tuscans, ancient Etruscans, and modern Anatolians.2 The common ancestor originated somewhere near central Europe
in the 5th Millennium BC,3 and subsequently broke off into separate groups when migrating away from the area of Old
Europe. In fact, we even have what appears to be a prehistoric man-faced bull in Sicily, and perhaps two, dating to c.
3300-2800 BC (Fig. 36).4 The specimen was found in the necroplolis of Piano Ventio (Palma Montechiaro), indicating
an early chthonic association.5 The use of bucrania and other bull iconography in Bronze Age art of the area suggests
the relation of bulls and water was well established in these early cults, just as it was in Neolithic Old Europe and the
Near East.
Such cults are very important for our purposes as they provide the fertile background upon which the man-faced bull
iconography later flourishes. To a great extent the success of man-faced bull iconography in the Etruscan and Greek
worlds is a result of such water cults and their use of bull imagery.

Lidea del fiume per gli antichi intrisa di forte valenza sacrale. La natura divina dei corsi dacqua traspare
gi nel passo di Esiodo (Op. 737-741), che ammonisce di non attraversare un fiume senza prima ver rivolto
una preghiera guardando le belle acque che scorrono ed esserti lavato le mani con la limpida acqua soave.
Nel verso successivo avverte che gli Dei prendono in odio chi attraversi un fiume con le mani ancora
sporche di malvagit.
Almeno dalleta del bronzo i numerosi rinvenimenti di spade, elmi e oggetti preziosi effettuati nelle acque di
laghi, fiumi e sorgenti testimoniano rituali molto diffusi, che avevano lo scopo da un lato di onorare la
divinita fluviale o lacustre e dallaltro di placarne le possibili, terribili ire, sacrificandole gli oggetti di
maggiore valore simbolico ed economico (Negroni Catacchio, N., Cardosa, M., Romeo Pitone , M. 2012).
Simbolo di forza feconda. La sensazione di forza vitale e prorompente che si sprigiona dalla immagine del
toro rappresenta per gli antichi liconografia pi adatta per comunicare simbolicamente limpetuosit
fecondante delle acque fluviali.

Sin dal Paleolitico attestata lassociazione tra acque correnti sotterranee e culti della fecondit praticati in
grotte; tali grotte furono usate anche come luoghi di sepoltura (NOTA: Salvatore Bianco, Il culto delle
acque nella preistoria pp.13-24, recupera dati per bibliografia). la grotta intesa come ventre della Terra non
poteva non suggerire lidea del grembo materno in ambito funerario, con tutte le possibili valenze cultuali
che una simile connotazione pu aver determinato nella mentalit delluomo preistorico, in particolare in
presenza di grotte segnate da acque sotterranee (Bianco S. p. 16); altres interessante notare come in tali
luoghi sia i motivi dellarte parietale, sia gli artefatti ritrovati (ciotoli e frammenti di osso incisi) raffigurino
spesso motivi serpentiformi o rappresentazioni di bovidi, correlati alla presenza di acque correnti, alla
fecondit ed alla vitalit della natura. (ibid. p.16) (NOTA: lautore elenca per il sud Italia i seguenti siti:
(Grotta di Papasidero, Grotta Romanelli presso Castro Marina, Grotta Paglicci o di Levanzo nelle isole
2

Ghirotto S, Tassi F, Fumagalli E, Colonna V, Sandionigi A, et al. (2013) Origins and Evolution of the Etruscans
mtDNA. PLoS ONE 8(2): e55519. doi:10.1371/journal.pone.0055519. p. 4.
3
Ibid.
4
La Rosa, V. "Ultra Mortem: Nuove Testimonianze di Et Preistorica dalla Sicilia," in SICVLORVM GYMNASIVM:
Studi in ricordo di Rosario Contarino. Universit di Catania, 1995. p. 202, fif. 1.
5
Ibid.

Egadi, Grotta dell Addaura presso Palermo, Grotta Polesini preso Tivoli, dalla Grotta Paglicci e dalle grotte
Romanelli e del Cavallo nel Salento).
Anche per le epoche successive allintroduzione dellagricoltura e dellallevamento del bestiame, Neolitico
ed et dei metalli, sembra plausibile, sulla base dellesame dei contesti e dei materiali, ipotizzare forme di
venerazione sacrale delle acque in grotta e culti di tipo agrario o ctonio. (Bianco S., pp.. 18 ff.).
Essendo difficile ricostruire delle pratiche rituali o cultuali riferite a periodi cos antichi solo sulla base di
indizi o di minimi dati archeologici si pu solo tentare, con tutti i limiti imposti dallargomento, di intuire le
espressioni di un pensiero religioso sicuramente molto pi complesso di quanto archeologicamente attestato.
Tuttavia tutti questi elementi (grotte, presenza di acque correnti, riti funerari, riti legati alla fecondit,
presenza di raffigurazioni di bovidi e motivi serpentiformi) sono fortemente suggestivi della possibilit che il
mito e il culto di Acheloo siano emersi da sistemi di riti e credenze magioc-religiose ancestrali, a cui fu data
forma narrativa probabilmente in et arcaica.

Oltre a questo significato simbolico legato alla fertilit ed alla fecondit bisogna prendere in
considerazionetutti i possibili simbolismi dellacqua, lacqua che sorge dal Profondo o che
scompare nelle profondit della terra, stabilire i rapporti esistenti tra acque scomparse, acque
cercate, acque portate, lustrali o contaminate (Detienne 2007 [ed. it], p. 21).

Anche se la cultualit di Acheloo si articolava presumibilmente in una plura-lit di manifestazioni, i dati


archeologici comprovano che acheloo fu venerato soprattutto divinit ctonia in relazione alla ferti-lit
agricola e umana; pertanto da esso (e dalle divinit ad esso collegate, come i fiumi locali), come dimostrato
dallenorme diffusione delliconografia sulle emissioni monetarie di numerose poleis, dipendevano pure la
crescita e lo sviluppo delle colonie, che si rispecchiavano, a loro volta, nel numero degli abitanti e nella loro
rispettiva opulenza.

In area tirrenica il mfb avrebbe avuto valenze apotropaiche nella rappresentazione della testa isolata o
maschera (soprattutto nel mondo etrusco), e connotazioni ctonie legate alla fertilit della terra, probabilmente
rafforzate da simbologie di natura astronomica importate dalloriente (costellazioni, spesso raffigurato con la
stella + esempio leone e cervo di Velia vedi ROMANO CORONA). In effetti non esistono evidenze forti
che possano farci affermare che in Etruria il mfb fosse venerato come divinit fluviale, mentre le frequenti
rappresentazioni multiple su antefisse, collane, e il magnifico esempio del lampadario di Cortona, rafforzano
lipotesi della valenza apotropaica del MFb, che sarebbe stato inteso dunque come guardiano, elemento
questo che ancora una volta rimanda alle rappresentazioni del MFB nel vicino oriente. Ulteriori evidenze a
supporto di questa ipotesi sarebbero rappresentate dai cippi funerari ritrovati a Chiusi.
Daltro canto diverse evidenze letterarie e archeologiche dimostrano come in area tirrenica, e pi in generale
in Italia centrale, le divinit fluviali fossero legate a rappresentazioni diverse dal MFB, prima fra tutte quella
del tritone6.

Etruscan Man-Faced Bulls


6

Nota dettagliata da A. Mastrocinque alcuni aspetti degli dei fluviali centro-italici in Preistoria
e Protostoria in Etruria Quinto incontro di studi. cita anche i nomi delle divinit fluviali, gli
autori antichi e le evidenze archeologiche

Cita per tomba dei tor in relazione a orientei A. ZIFFERERO, Forme di possesso della

terra e tumuli orientalizzanti nellItalia centrale tirrenica, in The Archaeology of


Power, Papers of the Fourth Conference of Italian Archaeology (London, 2nd-5th
January 1990), London 1991, 1,1, pp. 107-134.
Gi in epoca villanoviana, sul litorale si collocavano, tra Civitavecchia e il Lido di Tarquinia, ben sei
insediamenti
a testimoniare di un capillare controllo della costa che certo non poteva essere rimasto aliena dal
recepire i precoci flussi commerciali mediterranei (cfr. PEREGO 2005, pp. 209-210) PEREGO 2005

L.G. PEREGO, Il territorio tarquiniese. Ricerche di topografia storica, Milano


2005.

- la presenza di vasi situliformi in faence con cartigli faraonici (cui si


pu aggiungere laryballos naucratita di Pian di Spille) fa di Tarquinia uno dei
principali ports of trade sulla rotta dei commercianti fenici o comunque
levantini lungo tutto larco del periodo orientalizzante (Perego L.G., 2008. R ILEGGENDO
VECCHI DATI.
SPUNTI SULLORIENTALIZZANTE TARQUINIESE, in: Aristonothos 3, p.186) Cita genericamente lo stesso
lavoro per sottolineare la compresenza di materiale levantino, naukratico, greco orientale
e e corinzio, a testimonianza di una rete di traffici che copriva tutto il mediterraneo,
facendo della Etruria luogo di commistione di influssi culturali diversi. Cita anche per
sottolineare che nella etruria meridionale il fenomeno sembra precedere quanto rilevato
dagli scavi a Tarquinia.
Abbiamo evidenze che testimoniano una probabile acquisizione di elementi culturali legati al banchetto in Lazio
direttamente dalloriente forse indipendentemente dai greci, come la presenza del flabello a Montescudaio
(Cordano F., 2008. LA PERCEZIONE ANTICA DELLORIENTALIZZANTE. in: Aristonothos 3, p.2)

The use of the iconography in the Etruscan world is diverse, and the figure is exhibited on many works of Etruscan art:
masks, armor fittings, situla fittings, and other bronze ornaments and applications, balsamarii, frescos, gold charms and
other jewelry, and even a chandelier. It is difficult to determine the specific meanings of the iconography in the
Etruscan world, since we have no mention of the figure's significance in the epigraphic sources. Nonetheless, some
familiar themes are immediately apparent, namely: fluvial, apotropaic, and chthonic dimensions.
Fluvial Dimensions
The earliest man-faced bull in Etruscan art appears in the 7th century BC, nicely coinciding with the travels of seerhealers and mercenaries, and no doubt influenced by the Phoenicians and other travelers stemming from Cyprus since
the early Iron Age. This first Etruscan example is a bowl featuring the head of the man-faced bull and upon him, a
Herakles-like figure grapples with his horns (Fig. 37). 7 Such a piece is indicative of the association of the man-faced
bull with water, and the notion that by controlling water agricultural success is granted. We know, for instance, that the
Etruscans accomplished some remarkable architectural feats in terms of the collection and regulation of water, so such
artwork fits nicely into the overall cultural enterprise of the Etruscan world. 8 Moreover, the Etruscans are known to have
had water cults concerned specifically with the healing properties of water.9 Such cults were deeply influenced during
the orientalizing revolution, and we know of extensive contact between the Etruscans and the Near East and Cyprus.
Chthonic Dimensions
We do know there was a specific chthonic association with the man-faced bull, as indicated especially in one important
example in the Tomb of the Bulls, usually dated c. 540-530 BC (Fig. 40). 10 Here we see the man-faced bull as part of a

Cite piece.
Macnamara, E. Everyday Life of the Etruscans. New York: Putnam, 1973. p.45.
9
Macnamara, E. p.45.
10
Macnamara, E. p.94.
8

larger fresco incorporating scenes from the Greek tradition. 11 The meaning of the entire scene is disputed and the
authors will not try to explain it here. Nonetheless, the use of the iconography in a subterranean tomb indicates he was
a god closely affiliated with death, much like his Near Eastern counterpart. 12 Moreover, balsamarii of the man-faced
bull from Etruscan tombs further emphasize this connection, as do some of the Etruscan shields featuring the head of
the man-faced bull that were found in graves (Fig. 41). 13 In addition, a clear eastern influence can be seen on a pair of
situla fittings depicting the head of the man-faced bull with wings on each side (Fig. 42a and 42b). 14 Situlas are often
found in graves, so this is likely further indicative of the man-faced bull's chthonic association, too. Finally, the
Lampadario di Cortona (Fig. 43) is perhaps the greatest indication of an important chthonic association with the manfaced bull. There are some 16 man-faced bulls depicted intermittently on the lamp, which itself is of the finest style. As
mention in the section on Cyprus, such a device was used to literally and symbolically illuminate the tomb, believed to
be the "house of the dead."
Apotropaic Dimensions
The man-faced bull's appearance on Etruscan shields also carries clear apotropaic significance (Fig. 44). 15 Such pieces
date from the 6th century BC, and might be related to Etruscan mercenaries and their incorporation of the image based
on the previously provided rationale: the man-faced bull protects them on the battle field and watches after their souls
should they die, etc. There are also helmet fittings that depict the man-faced bull and in these cases the figures have
wings, which also indicate a apotropaic function (Fig. 45). 16, 17 The image also frequently appears in the form of masks.
Such masks have been found buried in much the same way that bucrania were buried since Neolithic times: within walls
and as part of foundation deposits.18
Jewelry depicting the man-faced bull has also been found, likely serving in an apotropaic facet and worn about the neck.
The most famous example is a stunning piece in the Louvre (Fig. 46), dating to the 5th century BC. 19 The material and
level of artistry indicate this piece was made by an expert craftsman for an important individual, which in turn indicates
the man-faced bull, here identified as Achelous, was an important part of Etruscan culture. Such pieces were likely
influenced by the Cypro-Phoenician man-faced bull masks described earlier.
It is interesting to note, however, that, for unknown reasons, the man-faced bull appears nowhere in the corpus of
Etruscan numismatics.20
(PER CITA irnthi!!).21

Maschera: Tre passi di Pausania (Paus., I, 2,4 / Paus., II, 1,3 / Paus., VIII, 15,3) mostrano come le
divinit ctonie fossero spesso raffigurate per mezzo di maschere.

Per link est-ovest: Le tappe del viaggio di Menelao nel Vicino Oriente sono da lui stesso
elencate29 e, com noto, assomigliano molto ai luoghi di provenienza degli
oggetti propri dellet orientalizzante:
Cipro, Fenicia, Egitto, vagando
giunsi agli Etiopi, ai Sidoni, agli Erembi
e in Libia, dove gli agnelli nascono gi con le corna... Hom. Od. 4, 80-85

11

The lower part of the fresco allegedly depicts Achilles and Troilus. Macnamara, E. p.94.
See pg. XXX
13
Dallas Museum of Art: A Guide to the Collection. Dallas: Dallas Museum of Art. Yale University Press, 2012, p. 137.
14
Fig. #a, Molinari Collection; Figure #b, Sisci Collection.
15
Dallas Museum of Art, Object Number: 135.2012.5-6.
16
de Puma, Richard Daniel. 2013. Etruscan Art in the Metropolitan Museum of Art. no. 4.40a, pp. 77, 81, New Haven
and London: The Metropolitan Museum of Art.
17
no. 4.40c, pp. 77, 81
18
See pg. XXX
19
Cristofani M., Martelli M., L'Oro degli Etruschi, 1983, p. 295-296, n 163
20
Vecchi, Italo, Etruscan Coinage, Part I, 2 Vols. Milan, 2012.
21
Vecchi, Italo, Etruscan Coinage, Part I, 2 Vols. Milan, 2012.
12

Samio-milesio: evidenze precoci contatti con occidente: In un notissimo passo Erodoto ha creato

lincontro fra i fondatori di


Cirene ed alcuni Sami che navigavano verso lEgitto sotto il comando di Coleo; come tutti
sanno, questi Sami invece che in Egitto furono spinti dal
vento e da un dio fuori delle Colonne dErcole e a Tartesso, che era un emporio
akeraton, non toccato naturalmente da Greci e, tornati indietro, trassero
enormi guadagni (Hdt. 4, 152.) (Cordano F., 2008. LA PERCEZIONE ANTICA DELLORIENTALIZZANTE. in:
Aristonothos 3, p.11)