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STROZZI MASTROIANNI

DIRITTO DELLUNIONE EUROPEA. PARTE ISTITUZIONALE


Ed. 2011
CAP. 1 ORIGINI E SVILUPPO DELLINTEGRAZIONE EUROPEA
1. LA COOPERAZIONE EUROPEA
Nel
el periodo successivo alla seconda guerra mondiale ha inizio il processo di organizzazione
della cooperazione tra gli Stati
ati europei, e precisamente il 9 maggio 1950 quando il ministro
degli esteri francese Schuman propose di mettere in comune la produzione franco-tedesca
franco
del
carbone e dell'acciaio in un'organizzazione aperta alla partecipazione di altri Stati europei,
come primo passo verso una pi ampia cooperazione che comportasse determinate
limitazioni di sovranit a favore di un'organizzazione dotata di poteri vincolanti nei confronti
dei suoi membri.
L'obiettivo politico era quello di ancorare la Germania all'Europa e di eliminare le rivalit tra
Francia e Germania in un'area strategica sensibile oggetto di conflitto di interessi dei due
paesi.
I negoziati aperti tra sei Stati (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Germania, Italia)
portarono alla firma del Trattato di Parigi nel 1951 istitutivo della Comunit europea del
carbone e dell'acciaio per la durata di 50 anni. L'elemento di novit rappresentato dal
conferimento di poteri decisionali autonomi ad una istituzione, Alta Autorit,
Autorit capace di
decidere in modo indipendente
pendente dal consenso
consenso unanime degli Stati membri. Sono previsti
inoltre un Consiglio dei ministri, l'Assemblea
l'A
parlamentare e una Corte
orte di giustizia.
Insuccesso invece ebbe il Trattato istitutivo della Comunit europea di difesa che prevedeva la
creazione di una armata
ata europea integrata sottoposta a un comando unificato. Ci
ridimension gli entusiasmi degli anni 50 e port ad un momento di riflessione sulla via
dell'integrazione.
Il rilancio dell'idea europeista si ebbe con la Conferenza di Messina dove fu dato incarico ad
una commissione di esperti di studiare le iniziative opportune per proseguire il percorso
dell'integrazione. Si arriv quindi il 25 marzo 1957 alla firma dei trattati di Roma istitutivi
istituti
della Comunit economica europea CEE e della Comunit per l'energia atomica EURATOM da
parte dei sei Stati membri della CECA. I due trattati, entrati in vigore nel 1958, hanno durata
illimitata.
Alla Comunit economica europea fu assegnato il compito di promuovere, mediante
l'instaurazione di un mercato comune
comune e il graduale avvicinamento delle politiche economiche
degli stati membri, uno sviluppo armonioso delle attivit economiche nell'insieme della
Comunit ma avendo come obiettivo generale un'Unione
un'
sempre pi stretta popoli europei.
Le tre Comunit presentavano
entavano una struttura istituzionale in parte separata:
separata comuni erano solo
la Corte di giustizia e l'Assemblea parlamentare, mentre Consiglio e Commissione
C
erano
autonomi e distinti per ciascuna Comunit. Con il Trattato di Bruxelles del 1965 ci fu la
fusione
ne degli esecutivi: una sola Commissione e un solo Consiglio oltre a un bilancio unico per
tutte le tre Comunit.
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20 tutti i giorni escluso la domenica NO MESSAGGI )

Il cammino dell'integrazione per incontr varie difficolt soprattutto a seguito della politica
del generale De Gaulle ostile a ogni aspetto di sovranazionalit
azionalit nel funzionamento delle
istituzioni europee. Il cambiamento della politica francese con l'avvento di Pompidou alla
presidenza della Repubblica per diede nuovo impulso al processo di integrazione
consentendo di raggiungere nuovi importanti
importanti traguardi che portarono dal 1972 in poi al
progressivo ampliamento della Comunit ad altri Stati che avevano presentato
resentato domanda di
adesione: Regno Unito,
nito, Irlanda, Danimarca, Grecia, Spagna Portogallo, Austria, Finlandia,
Svezia, Repubblica ceca, Estonia,
Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia,
Repubblica slovacca, Bulgaria, Romania: per un totale di 27 Stati membri.
2. CENNI SULLE DISCIPLINE SOSTANZIALI DEL TRATTATO DI ROMA
Il Trattato di Roma ha come obiettivo quello di instaurare
instaurare un mercato comune e di avvicinare
le politiche economiche degli Stati membri al fine di conseguire un'espansione equilibrata e
stabile, un miglioramento del tenore di vita e relazioni pi strette gli Stati partecipanti.
L'instaurazione del Mercato comune
comune si sviluppata durante un percorso durato 12 anni diviso
in tre tappe, che termin nel 1968.
La prima fase di integrazione negativa, caratterizzata dalla creazione di una zona di libero
scambio all'interno della quale eliminare tutti gli ostacoli agli scambi
scambi commerciali gli Stati
partecipanti, stata accompagnata dalla creazione
cre
di un'Unione doganale tra paesi membri e
poi di un mercato comune all'interno del quale consentire la libera circolazione di merci,
persone, servizi e capitali.
Il Mercato comunee si fonda non solo su queste quattro libert fondamentali ma anche
sull'instaurazione di politiche comuni attribuite alla competenza delle istituzioni comunitarie,
nonch la creazione di un regime di libera concorrenza e il ravvicinamento delle legislazioni
legislazio
nazionali nella misura necessaria al funzionamento del Mercato comune.
 Libera circolazione delle merci
Comporta l'abolizione negli
egli Stati membri dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione
nonch delle restrizioni quantitative e delle altre misure
ure di effetto equivalente; inoltre
comporta l'instaurazione di una tariffa doganale comune nei rapporti con i paesi terzi. I
prodotti provenienti da paesi terzi incontrano cos i medesimi oneri qualunque sia il luogo
d'ingresso nell'area comunitaria e una volta adempiuto alle formalit d'importazione, sono
considerati in libera pratica ossia possono circolare liberamente all'interno del Mercato
comune. Restrizioni sono
ono ammesse solo se giustificati da motivi di moralit pubblica, di
ordine pubblico, di tutela
la della salute, di protezione del patrimonio artistico e storico
nazionale. Ad ogni modo le eventuali restrizioni devono essere proporzionate al fine
perseguito di tutelare esigenze imperative del diritto nazionale non ha ritenuto
sufficientemente garantite
te dalla legislazione dello Stato di provenienza del bene.
 Libera circolazione delle persone
Riguarda
iguarda la libera circolazione dei lavoratori dipendenti ed il diritto di stabilimento dei
lavoratori autonomi.
Salvo motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza
sicurezza e sanit pubblica, i lavoratori hanno
han il
diritto di rispondere alle offerte di lavoro effettive,
effettive, di spostarsi liberamente nel territorio
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degli Stati membri, di risiedervi, di rimanervi dopo aver occupato l'impiego. Sono vietate
discriminazioni retributivee tra lavoratori di sesso maschile e di sesso femminile.
La libert di stabilimento comporta per i cittadini degli Stati membri la facolt di accedere alle
attivit non salariate e al loro esercizio nonch di costituire o gestire imprese e societ alle
stesse
sse condizioni stabilite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri
cittadini.
 Libera prestazione dei servizi
L'articolo
'articolo 56 tfue prevede la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione di servizi
all'interno della Comunit nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese
della Comunit diverso da quello del destinatario della prestazione. Per servizi devono
intendersi le prestazioni fornite normalmente dietro retribuzione di carattere industriale,
commerciale,
merciale, artigianale, libero-professionale.
libero professionale. Per l'esercizio della sua prestazione, il
prestatore pu svolgere la sua attivit nel paese dove la prestazione fornita alle stesse
condizioni previste per i propri cittadini.
 Libera circolazione dei capitali
Originariamente,
e, sebbene fosse considerata un completamento necessario della libera
circolazione dei servizi in quanto diritto dei destinatari di essi di trasferirsi in uno Stato
membro della Comunit diverso da quello in cui si residenti senza essere impediti da
restrizioni in materia
ria di pagamenti, era sottoposta a un obbligo di liberalizzazione meno
assoluto rispetto alle altre libert in quanto sussisteva solo nei limiti in cui risultasse
necessario per il buon funzionamento del Mercato comune, il che
che impediva di attribuire alla
disposizione in parola carattere di diretta
diret applicabilit. In realt la Corte
orte di giustizia aveva
concluso che la disposizione sulla liberalizzazione dei pagamenti correnti avesse carattere
direttamente applicabile. La normativa
normativa comunitaria portava ad una liberalizzazione dei
trasferimenti di valuta che costituissero
costituisse il corrispettivo di scambi in merce, servizi o capitali e
procedeva di pari passo con la progressiva liberalizzazione dei rapporti sottostanti. Solo il
Trattato di Maastricht sull'Unione europea per ha sancito la completa liberalizzazione dei
movimenti di capitali.
 La disciplina della concorrenza
L'articolo 101 TFUE dispone che sono incompatibili
incompatibili con il mercato interno e pertanto vietati
tutti gli accordi tra imprese,
e, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche
concordate che possono pregiudicare il commercio tra Stati membri impedendo, restringendo
o falsificando il gioco della concorrenza all'interno del Mercato comune. Tali intese sono
sanzionate
nate da nullit di pieno diritto. Possono tuttavia essere esentate da tale divieto quelle
intese che contribuiscono
no a migliorare la produzione e la distribuzione dei prodotti o
promuovere
uovere il progresso tecnico ed economico. L'articolo 107 TFUE si occupa del problema
degli aiuti che gli Stati spesso sono soliti concedere alle imprese per agevolare la loro attivit.
Potendo creare distorsione alla concorrenza, sono dichiarati incompatibili nella misura in cui
incidono sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti sotto
sotto qualsiasi forma concessi che favorendo
alcune imprese o produzioni, falsino
falsi o minacciano di falsare la concorrenza. Sono ritenuti
compatibili gli aiuti a carattere sociale concessi
conce
ai singoli consumatori purch non
discriminatori, e quelli concessi in occasione di calamit naturali.
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Alla commissione spetta sorvegliare sul rispetto delle regole di concorrenza usufruendo di un
potere di controllo e decisionale caratterizzato da un'ampia discrezionalit che non ha
mancato di suscitare qualche reazione critica.
cri
ONE EUROPEA. L'ATTO UNICO EUROPEO
3. VERSO L'UNIONE
Il Consiglio europeo di Stoccarda nel giugno 1983 adott una dichiarazione solenne
dell'Unione europea con la quale si auspicava una maggiore coerenza
coerenza nell'azione delle
Comunit e un rafforzamento dei rapporti tra gli stati membri, estesi anche alle relazioni
internazionali.
Il Parlamento europeo elabor nel febbraio 1984 il progetto di Trattato di Unione europea in
cui si prefigurava una struttura istituzionale profondamente rinnovata con competenze estese
es
anche al campo politico nonch una nuova definizione degli atti normativi. Il progetto non
ebbe favorevole accoglienza da parte di alcuni Stati e non ebbe seguito.
Il Consiglio europeo di Fontainebleau incaric un comitato, composto da rappresentanti dei
capi di stato e di governo di elaborare proposte per migliorare il funzionamento del sistema
comunitario anche nel campo della cooperazione politica.
politica. Il rapporto fu esaminato dal
Consiglio europeo di Milano che
ch convoc una Conferenza intergovernativa che
c diede vita
all'Atto
tto unico europeo entra in vigore il 1 luglio 1987 dopo la revisione costituzionale operata
dall'Irlanda.
L'atto unico europeo AUE ha introdotto numerose modifiche:
1. formalizzazione del Consiglio europeo
2. ristabilimento della votazione a maggioranza
m
qualificata nel Consiglio per le misure di
armonizzazione relativa al mercato interno
3. rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo nel procedimento decisionale
4. estensione delle competenze della Comunit a nuovi settori come l'ambiente,
l'ambiente la ricerca
scientifica e fissazione di una data vincolante (31 dicembre 1992) per attuare il
completamento del mercato interno
5. trasformazione dell'insieme delle relazioni tra gli Stati membri in una Unione europea
e conferimento alla cooperazione politica europea CPE un inquadramento giuridico
formale che prima non aveva. Organi di questa CPE erano: il Comitato
omitato politico, con il
compito di dare impulso continuit
co
alla cooperazione, il Gruppo
ruppo dei corrispondenti
incaricato di seguire l'attuazione della CPE in base alle
le direttive del comitato, il
Segretariato che assisteva la Presidenza
P
nella preparazione
reparazione della cooperazione e nelle
questioni amministrative.
Nonostante la rilevanza delle modifiche istituzionali e sostanziali apportate dall'Atto unico,
esse si rivelarono inadeguate a perseguire quegli sviluppi ormai
ormai avvertiti come indispensabili
per proseguire nel cammino verso un'Unione
un'
europea.
Ecco perch il Consiglio europeo di Dublino nel 1990 decise di convocare
convocare le conferenze
intergovernative sull'Unione politica e sull'Unione economica monetaria al fine di trasformare
progressivamente la Comunit in una Unione europea e di estenderne
stenderne le competenze. Il
Consiglio europeo di Maastricht del 1991 approv i testi sull'Unione
sull'
politica e sull'Unione
economica e monetaria consolidati
solidati nel Trattato sull'Unione europea firmato nel 1992 ed
entrato in vigore il 1 novembre 1993.
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4. IL TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA


il Trattato sull'Unione Europea TUE costituiva soltanto una nuova tappa del processo di
creazione di un'Unione sempre pi stretta tra i popoli dell'Europa.
Ai sensi di questo, l'Unione si fonda da un lato sulle Comunit europee, dall'altro sulle
politiche e sulle forme di cooperazione instaurate in materia di politica estera PESC nonch in
materia di giustizia e affari interni
inte
GAI;; ricomprende quindi due sistemi che rimangono
distinti anche se collegati da un'esigenza di coerenza globale.
L'Unione pu configurarsi come una costruzione a tre pilastri collegati
gati tra loro: il primo
pilastro costituito dall'ordinamento comunitario,
comunitario, il secondo dalla PESC e il terzo dalla GAI,
mentre le disposizioni comuni e alcune norme passerella sono rivolte a dare coerenza al
sistema.
Le modifiche apportate riguardano soprattutto l'apparato istituzionale, il procedimento
decisionale, l'ampliamento
liamento dei settori di competenza ma anche l'istituzione della cittadinanza
dell'Unione riconosciuta a tutti cittadini degli Stati membri e che comporta il diritto di
circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri e il diritto per ogni
o
cittadino dell'Unione residente in uno Stato membro di cui non cittadino, di votare ed essere
eletto alle elezioni comunali e a quelle per il Parlamento europeo alle stesse condizioni dei
cittadini dello Stato ospite.
Ma la novit pi rilevante costituita
cos
dall'instaurazione dell'Unione economica e monetaria
da realizzarsi attraverso tre fasi con la istituzione di alcuni organi specifici tra i quali assume
particolare importanza la Banca centrale europea. L'ultima fase ha segnato il passaggio ad una
politica monetaria
ia affidata interamente alla Comunit, almeno perr quegli Stati che sono
riusciti a rispettare alcune condizioni essenziali per l'adozione di una moneta unica
u
secondo
quanto deciso dal Consiglio nella composizione dei capi di Stato e di governo.
rno.
 La politica estera e di sicurezza comune
Il titolo V del Trattato sull'Unione
Unione europea prevede l'istituzione di una politica comune
affidata all'Unione pur al di fuori del quadro comunitario, estesa a tutti i settori della politica
estera e della sicurezza
ezza instaurando una cooperazione sistematica tra gli stati membri, ma
anche ponendo in essere azioni comuni nei settori di comune interesse. Le azioni comuni
vincolano gli stati membri nella condotta delle loro azioni.
Il Consiglio pu definire una posizione
posizione comune ogni volta che lo ritenga necessario e gli stati
membri si impegnano a condurre le loro politiche nazionali in conformit a tale posizione. Il
Consiglio decide quando la questione debba formare oggetto di un'azione comune
precisandone obiettivi, mezzi e procedure. Normalmente delibera all'unanimit tranne che
per le questioni di procedura. La Presidenza
P
rappresenta l'Unione,, esprime la sua posizione
nelle Organizzazioni
rganizzazioni internazionali, ha la responsabilit dell'attuazione delle azioni comuni,
eventualmente
ntualmente assistita dallo Stato membro che ha esercitato
rcitato la precedente presidenza e da
quello che eserciter quella successiva.
La commissione
mmissione pienamente associata ai lavori nei settori
ettori della PESC ed abilitata
abilitat a
presentare al Consiglio proposte che rientrano
ri
in questa materia.
 La cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni

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Il titolo VI mira ad instaurare una cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni
finora perseguito in modo occasionale e informale attraverso strumenti
trumenti internazionali
conclusi tra gli stati membri o alcuni di essi.
Tra le questioni considerate di interesse comune in questo settore rientrano la politica d'asilo,
la politica di immigrazione, la lotta contro la tossicodipendenza,
tossicodipendenza contro la frode su scala
internazionale, la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, doganale e di polizia ai
fini della prevenzione del terrorismo.
terrorismo. Tali materie verranno trattate nel rispetto della
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e della Convenzione sullo status
dei rifugiati. Il Consiglio pu adottare posizioni comuni che comportano
comportano un obbligo per gli
Stati membri di conformarvisi sia sul piano interno e internazionale, o azioni comuni nel
rispetto del principio di sussidiariet portate
por
avanti dall'Unione e le cui misure di applicazione
possono essere decise a maggioranza qualificata del Consiglio
glio che pu anche
elaborareconvenzioni
convenzioni di cui raccomanda l'adozione da parte degli Stati membri.
5. LE PROSPETTIVE DELL'ALLARGAMENTO
La fine della guerra fredda segna una tappa fondamentale verso la realizzazione di una
Europa senza pi divisioni. Infatti,
nfatti, il Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 1997 var una
decisione storica quale l'allargamento della Comunit-Unione ad 11 paesi candidati,
considerata una pietra miliare uno dell'Unione.
dell'
Il Consiglio europeo decise di avviare negoziati bilaterali di adesione con solo sei stati, ma
istitu una Conferenza europea che riunisse gli stati membri dell'Unione
Unione e paesi europei che
aspirassero ad aderirvi
rvi e condividessero
condividesse i valori e gli obiettivi su cui fondata l'Unione.
all'interno della Conferenza europea, riunita per la prima volta nel marzo 1998 che si svolto
il processo di adesione che e aveva lo scopo di porre i paesi candidati nelle condizioni
condizi
di
adeguarsi allacquis comunitario.
6. IL TRATTATO DI AMSTERDAM
Il Consiglio europeo del giugno 1994 ha istituito un gruppo di riflessione incaricato di
preparare la Conferenza intergovernativa CIG del 1996, con il compito di formulare proposte
di modifica
odifica al TUE con particolare riguardo per le questioni istituzionali.
La Conferenza si apr a Torino nel 1996. Il progetto di revisione presentato al Consiglio
europeo di Dublino nel dicembre 1996 dimostra le difficolt incontrate per raggiungere un
accordo sulle
le principali questioni soprattutto quelle a carattere istituzionale, tanto che il
Consiglio europeo prese atto delle difficolt incontrate dai rappresentanti degli stati membri e
indic che nella prossima fase della Conferenza si sarebbero dovute trovare
rovare soluzioni sulle
questioni istituzionali.
La Conferenza dei lavori nel 1997 ed i risultati sono stati sostanzialmente recepiteinel
recepitei
Trattato di Amsterdam del 1997.
1997
Tra le disposizioni innovative ricordiamo:
l'enunciazione secondo cui l'Unione
l'
si fonda su principi di libert, democrazia, rispetto
dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali, dello Stato di diritto, principi che
sono comuni agli stati membri (art. 6 UE)
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conferito al Consiglio il potere di constatare l'esistenza di una violazione grave e


persistente di tali principi da parte dello Stato membro con la conseguenza che in
presenza di tale constatazione, il Consiglio pu decidere di sospendere alcuni diritti
dello Stato senza per questo esonerarlo dagli obblighi ad esso derivanti dal Trattato
(art. 7 UE)
possibilit per alcuni stati membri di istituire
istituire una cooperazione rafforzata.
rafforz
Tale
cooperazione pu essere instaurata
instaurata tanto nell'ambito comunitario che dell'Unione
dell'
con
riguardo al terzo pilastro, escludendo che possa essere attuata nell'ambito
nel
della PESC
dove si applica il principio dell'astensione costruttiva
non sono previste particolari modifiche al settore della politica estera e di sicurezza
comune, mentre il titolo relativo alla cooperazione nel settore della giustizia e degli
affari interni stato modificato in quello di Cooperazione di polizia e giudiziaria in
materia penale essendo state stralciate le disposizioni relative alla circolazione delle
persone, alla politica di asilo,
asilo, all'attraversamento delle frontiere, alla politica
politic di
immigrazione che sono confluite e ristrutturate nel nuovo titolo IV del Trattato CE.
Entro cinque anni dall'entrata in vigore, il Consiglio deve decidere la soppressione di
ogni controllo alle frontiere interne dell'Unione,
dell'
, definire le condizioni per
l'attraversamento delle frontiere esterne e per il soggiorno dei cittadini
extracomunitari per una durata massima di tre mesi; deve prendere misure relative
all'asilo e all'immigrazione.
Il Trattato introduce modifiche significative. Il principio di trasparenza
traspa
indicato tra i
principi delle disposizioni comuni, mentre l'articolo 15 TFUE sancisce il diritto dei
cittadini dell'Unione di accedere ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della
commissione secondo i principi e le condizioni del Consiglio.
Il Trattato di Amsterdam comunque non risponde all'esigenza di un progresso
progres effettivo nel
rafforzamento delle istituzioni, rafforzamento da ritenersi invece condizione preliminare e
indispensabile per la conclusione dei primi negoziati di adesione di altri Stati.

7. IL TRATTATO DI NIZZA
il Trattato stato firmato il 26 febbraio 2001
200 ed entrato in vigore nel febbraio 2003.
Le novit introdotte dal Trattato riguardano:
estensione del voto a maggioranza qualificata della procedura di codecisione ad una
pluralit di casi
politica commerciale comune: spetta al Consiglio e alla commissione adoperarsi per
assicurare la compatibilit degli accordi negoziati con le politiche e le norme interne
della Comunit.. La maggioranza qualificata viene estesa anche alla negoziazione
ne
e alla
conclusione di accordi relativi agli scambi di servizi e aspetti commerciali della
propriet intellettuale ad eccezione degli accordi relativi agli scambi di servizi
servi
culturali, didattici, sociali
disposizioni sociali: in materia di politica
politica sociale, istruzione, formazione professionale,
il sostegno della Comunit all'azione degli stati membri viene estesa a nuovi settori:
lotta contro l'esclusione sociale, modernizzazione del regime di protezione sociale.
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Vengono salvaguardate
rdate le prerogative
prerogati nazionali escludendo che il Consiglio possa
procedere alla armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli stati
membri riconoscendo la facolt di questi ultimi di definire i principi fondamentali del
proprio sistema di sicurezza sociale.
so
Il Consiglio pu istituire, previa consultazione col
Parlamento, un comitato per la protezione sociale a carattere consultivo al fine di
promuovere la cooperazione tra gli Stati membri e la commissione in materia di
protezione sociale
la politica estera
tera e di sicurezza comune. Il Consiglio europeo l'organo
l'orga che impartisce
principi e orientamenti generali. Esso decide strategie comuni nei settori in cui gli Stati
membri hanno interessi in comune, le quali sono gli obiettivi, la durata nonch i mezzi
che l'Unione e gli stati membri devono mettere a disposizione e assumono valore
vincolante per il Consiglio nell'ambito del quale gli stati membri si consultano per
realizzare una convergenza delle loro azioni. Esso
Esso adotta azioni comuni (che affrontano
aff
specifiche
cifiche situazioni che richiedono un intervento operativo dell'Unione,
dell'
definiscono
gli obiettivi, la portata e mezzi di cui l'Unione
l'
deve disporre nonch le condizioni di
attuazione) e posizioni comuni che definiscono lapproccio dell'Unione su una
questione di particolare natura geografica tematica e sono obbligatorie per gli stati
membri che ad esse dovranno conformare le loro politiche nazionali anche in sede di
organizzazione internazionale e di missioni diplomatiche. In linea generale le decisioni
decisio
del Consiglio sono deliberate all'unanimit
l'unanimit salvo alcuni casi espressamente previsti
ove la deliberazione pu avvenire a maggioranza qualificata. stata poi prevista la
figura dell'Alto Rappresentante
appresentante per la politica estera e di sicurezza
si
comune
impersonata dal Segretario
egretario generale del Consiglio che assiste il Consiglio contribuendo
alla formulazione, preparazione e attuazione delle decisioni politiche e svolge un ruolo
di osservatore permanente della situazione internazionale. Per quanto riguarda il
Parlamento previsto che esso sia consultato dalla presidenza sui principali aspetti e
sulle scelte fondamentali della politica estera e della sicurezza comune e che le
opinioni saranno debitamente prese in considerazione.
considerazione. Pu svolgere interrogazioni e
formulare raccomandazioni
ccomandazioni al Consiglio e svolge un dibattito annuale dei progressi
compiuti nell'attuazione di tale politica. La commissione
commissione pienamente associata ai
lavori nel settore della politica estera e della sicurezza comune; pu chiedere una
riunione d'urgenzaa del Consiglio; abilitata a presentare ad esso qualsiasi proposta
relativa alla PESC per assicurare l'attuazione di un'azione comune, ma tali proposte
non sono condizione per l'adozione degli atti del Consiglio.. La corte di giustizia non ha
alcuna competenza
tenza in questa materia.
La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. L'Unione
L'Unione si prefigge di
sviluppare un'azione comune nel settore della cooperazione di polizia giudiziaria in
materia penale operando per prevenire e reprimere il razzismo e la xenofobia, la
criminalit organizzata, il terrorismo, il traffico di droga e di armi. Per quanto riguarda
la cooperazione di polizia prevista un'azione comune chee si sviluppa tramite la
cooperazione tra le autorit competenti degli stati membri ed in
in particolare tramite
EUROPOL per il coordinamento delle azioni di specifiche operazioni investigative e
azioni operative con riguardo
riguard a particolari forme di criminalit organizzata che

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riguardino gli Stati membri. Per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria


giudi
in materia
penale, l'azione comune comprende la facilitazione della cooperazione tra le autorit
giudiziarie degli stati membri. A tal fine si contempla l'esistenza di un nuovo organo
denominato EUROJUST (unit europea di cooperazione giudiziaria) composto
c
di
pubblici ministeri, magistrati funzionari di polizia
polizia di pari competenza, distaccati da
ogni Stato membro al fine di agevolare il coordinamento tra le autorit nazionali
responsabili dell'azione penale e di prestare assistenza nelle indagini relative
rela
ai casi di
criminalit organizzata. A tale organo sono attribuiti compiti specifici per la lotta alla
criminalit, la cooperazione fra le autorit nazionali responsabili dell'azione penale,
l'assistenza nelle indagini di criminalit transfrontaliera. Ricade su Consiglio, attore
principale della procedura decisionale, il compito di promuovere e realizzare la
cooperazione in questo settore adottando all'unanimit vari strumenti quali:
1. posizioni comuni che definiscono l'orientamento dell'Unione
dell'Unione in merito ad una
questione specifica che sono vincolanti per gli stati membri
2. decisioni quadro di armonizzazione per il ravvicinamento delle disposizioni
legislative e regolamentari degli stati membri sia sotto il profilo sostanziale
quanto sotto il profilo processuale.
processuale. Se sprovviste di efficacia diretta, sono
vincolanti quanto al risultato da ottenere salva restando la competenza delle
autorit nazionali in merito alla forma e ai mezzi
3. altre decisioni, vincolanti ma senza efficacia diretta che non possono comunque
avere
vere per fine il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
4. misure di attuazione della decisione deliberando
deliberando in tal caso a maggioranza
qualificata
5. convenzioni internazionali di cui il Consiglio raccomanda l'adozione agli Stati
membri che devono provvedervi
p
conformemente alle proprie norme
costituzionali.
Il Consiglio delibera normalmente all'unanimit. Per le questioni procedurali, delibera
a maggioranza dei membri. Il ruolo del Parlamento risulta rafforzato: infatti esso deve
essere tenuto regolarmente
rmente informato dei lavori svolti
sv
dal Consiglio ed chiamato ad
esprimere un parere preventivo in merito all'adozione delle decisioni-quadro,
decisioni
delle
decisioni e delle convenzioni. Deve rilasciare il suo parere entro il termine che non pu
essere inferiore a tre mesi. La commissione pienamente associata ai lavori
riguardanti la materia del terzo pilastro ma il suo potere di iniziativa non pi
esclusivo, ma condiviso con gli altri Stati membri per l'adozione degli atti del Consiglio.
La corte di giustizia
ia vede ampliata la sua competenza nella
la maggior parte delle
disposizioni del terzo pilastro. In primo luogo esercita competenza pregiudiziale sulla
validit e sull'interpretazione
pretazione delle decisioni-quadro
decisioni
ro e delle
de
decisioni,
sull'interpretazione
l'interpretazione delle convenzioni
conven
adottate in materia e sulla validit e
interpretazione delle relative misure di applicazione. Tale competenza non
automatica ma subordinata ad una esplicita dichiarazione di accettazione della
medesima da parte degli Stati membri. In secondo luogo
luogo la corte ha competenza ad
esercitare un controllo di legittimit delle decisioni-quadro
decisioni
dro e delle decisioni nei
n ricorsi
promossi dallo Stato membro e dalla commissione sulla base dei motivi previsti per il
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ricorso in annullamento. La corte competente pronunciarsi


nunciarsi sulle controversie tra
Stati membri riguardanti l'interpretazione e l'applicazione di tutti gli atti adottati
nell'ambito del terzo pilastro qualora il Consiglio non abbia risolto tale controversia
nei successivi sei mesi. La corte ha affermato che
che la decisione quadro deve essere
interpretate in modo tale che siano rispettati i diritti fondamentali e che, analogamente
alle direttive non attuate,
te, anche per le decisioni-quadro
decisioni
ro non eseguite sussiste l'obbligo
l'
del giudice nazionale dii interpretare il diritto interno.
La cooperazione rafforzata. La corte di giustizia competente a verificare se le
cooperazioni rafforzate siano conformi alle competenze e agli
gli obiettivi della Comunit
e dell'Unione,, e per controllare il rispetto delle condizioni previste per il loro avvio.
8. IL TRATTATO CHE ADOTTA UNA COSTITUZIONE PER L'EUROPA
Firmato
irmato solennemente a Roma il 29 ottobre 2004. Esso non si discosta dai precedenti trattati
ma si distingue anzitutto per l'ambizione di fondare una Costituzione
ostituzione europea introducendo
introduc
alcuni principi fondamentali tra cui valori e obiettivi dell'Unione;; il maggiore risalto
conferito alla
la cittadinanza europea; l'inserzione di un apposito titolo specificatamente
dedicato alla vita democratica dell'Unione
dell'
che rafforza sia il principio
principi della democrazia
rappresentativa sia il principio della democrazia partecipativa che implica un dialogo
regolare e trasparente delle istituzioni con la societ civile, lo scambio di opinioni nei settori
d'azione dell'Unione,, le consultazioni della commissione
commissione con le parti interessate nonch la
possibilit di dotare del potere
tere di iniziativa legislativa i cittadini dell'Unione
Unione i quali possono
invitare la commissione a presentare una proposta appropriata su materie per le quali
ritengono necessaria l'adozione
ne di un atto normativo.
Quanto alla natura, non vi dubbio che il Trattato debba considerarsi un accordo
internazionale e non una costituzione
tituzione nel senso classico di una carta fondamentale dello Stato
unitario sovrano.
Il Trattato costituzionale abolisce la distinzione introdotta con il Trattato di Maastricht dei tre
pilastri in cui si articola l'Unione
Unione europea delineando un insieme unitario: la PESC e la
cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale sono inseriti nell'ambito di un unico
contesto
to conferendo cos maggiore coerenza sistematica ed eliminando il dualismo Unione
europea-Comunit europea. La nuova Unione subentra ad entrambe e ad essa viene
riconosciuta quella personalit giuridica rispetto alla quale i testi in vigore tacevano. Inoltre
Inolt si
afferma per la prima volta in termini espliciti, come principio generale, che il Consiglio
delibera a maggioranza qualificata salvo contraria previsione della costituzione.
Una delle operazioni pi significative consiste nell'aver incorporato nel Trattato
costituzionale la Carta
arta dei diritti fondamentali dell'Unione
dell'
europea proclamata a Nizza e 7
dicembre 2000
0 con alcuni aggiustamenti e laggiunta
laggiunta degli articoli finali che ne definiscono la
portata. Viene conferito ai diritti in essa sanciti forza giuridica
giuridica vincolante per le istituzioni e
gli organi dell'Unione nonch per gli stessi Stati membri quando operano nell'attuazione del
diritto dell'Unione
articolarmente significativi sono poi il riordino delle fonti comunitarie e una nuova
Particolarmente
definizione della tipologia degli atti dell'Unione.
dell'
. Viene introdotta la nozione di legge e la
conseguente distinzione tra legislativi e atti non legislativi. Le leggi europee e le leggi quadro
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si trovano al vertice degli atti tipici e sono di competenza dell'autorit legislativa.


legisl
Essi
mantengono le caratteristiche proprie degli attuali regolamenti e direttive.
Sono poi previsti atti non legislativi: il regolamento europeo rivolto all'attuazione degli atti
legislativi; pu essere obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
ttamente applicabile negli Stati
membri oppure pu vincolare lo Stato membro destinatario per quanto riguarda il risultato
da raggiungere lasciandolo libero circa la scelta della forma e dei mezzi. La loro adozione di
competenza del Consiglio e della commissione,
mmissione, e della Banca centrale europea nei casi
specifici.
La decisione europea obbligatoria in tutti gli elementi. Rimangono poi le raccomandazioni
ed i pareri che non si discostano dagli attuali omonimi atti.
Vengono semplificate le procedure decisionali:
decisionali: la procedura di codecisione migliorata
mentree la procedura di cooperazione soppressa.
Per quanto riguarda la revisione del Trattato,, vengono introdotte due nuove procedure
semplificate, accanto alla procedura ordinaria riservata alla modifica deii principi essenziali o
comunque degli
gli aspetti istituzionali suscettibili di alterare equilibri esistenti, o
all'ampliamento delle competenze dell'Unione.
dell'
Viene previsto per la prima volta anche il diritto dello stato membro di recedere dall'Unione
dall'
europea.
Altra novit la figura del Ministro
M
degli affari esteri
ri che sostituisce quella dell'Alto
dell'A
rappresentante per la PESC. Ai sensi del Trattato costituzionale egli nominato dal Consiglio a
maggioranza qualificata con l'accordo del Presidente
P
della commissione
sione, con l'incarico di
guidare la politica estera e di sicurezza dell'Unione
dell'
e la politica di difesa comune. di diritto
uno dei vicepresidenti della commissione.
Il Trattato costituzionale sarebbe dovuto entrare in vigore quando tutti gli stati membri
avessero depositato i loro strumenti di ratifica, e comunque il 1 novembre 2006.
2
Alcuni stati
hanno scelto
to di sottoporre a referendum l'approvazione della ratifica, rendendo cos meno
agevole e sollecita l'entrata in vigore del Trattato. Ecco perch la dichiarazione
hiarazione n.
n 30 allegata
al Trattato costituzionale prende in considerazione l'ipotesi che in mancanza del necessario
consenso popolare, uno o alcuni Stati non potessero ratificare il Trattato,
Trattato e prevede che de
entro due anni dalla firma del Trattato i quattro quintii degli stati membri l'abbiano ratificato e
uno o pi Stati non l'abbiano fatto, allora della questione deve essere investito il Consiglio
europeo per una decisione in merito.
9. IL TRATTATO DI LISBONA
Un nuovo progetto di riforma fu firmato a Lisbona dai 27 stati membri il 13 dicembre 2007.
Era previsto entrasse in vigore il 1 gennaio 2009 a seguito del deposito di tutti gli strumenti di
ratifica da parte degli Stati membri secondo le rispettive norme costituzionali. A proposito
tutti gli stati
ati membri avevano espresso la decisione di procedere alla ratifica previa la sola
autorizzazione parlamentare al fine di evitare lo scoglio della consultazione popolare che
aveva fatto naufragare il precedente progetto costituzionale, eccezion fatta per lirlanda
l
il cui
referendum svoltosi il 13 giugno
gno 2008
2008 ebbe esito negativo, bloccando cos ancora una volta i
progetti di riforma dei trattati.
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Lo scopo di rispondere alle preoccupazioni espresse dal popolo irlandese in tale occasione, nel
Consiglio di Bruxelles si convenne
venne di offrire le necessarie garanzie che il trattato di Lisbona
non modificasse la portata o l'esercizio delle competenze dell'Unione
dell'
in materia di fiscalit,
che non pregiudicasse
giudicasse la politica tradizionale di neutralit dell'Irlanda, e le disposizioni
di
della
costituzione irlandese relative al diritto alla vita, l'istruzione, alla famiglia non fossero
pregiudicate dal conferimento
o di uno status giuridico alla Carta
Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione europea. L'Unione
Unione attribuisce grande importanza
anza al progresso sociale e alla
protezione dei lavoratori, ai servizi pubblici in quanto strumento indispensabile di coesione
sociale e regionale, al ruolo essenziale dei servizi di interesse generale non economico che la
politica commerciale comune non pregiudicher.
A fronte di tali impegni assunti dal Consiglio europeo, il governo irlandese si impegna a
perseguire la ratifica del Trattato di Lisbona. Il secondo referendum indetto nel 2009 diede
finalmente esito positivo consentendo cos la ratifica dell'Irlanda
dell
e lentrata
entrata in vigore del
Trattato di Lisbona il 1 dicembre 2009.
Il sistema dei trattati si articola in tre parti: il nuovo Trattato che modifica il Trattato
sull'Unione Europea TUE e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea TFUE entrambi
entramb
con identico valore giuridico. Il Trattato di Lisbona quindi non si sostituisce ai trattati
esistenti
stenti ma si limita a modificarli. Ad essi si aggiunge la Carta
Carta dei diritti fondamentali che
assume valore giuridicamente vincolante, ed una serie numerosa di protocolli e dichiarazioni
che incidono profondamente su alcune norme dei trattati modificandone il dettato e la
portata.
Il Trattato di Lisbona rappresenta solo una nuova tappa nel processo di creazione di
un'Unione sempre pi stretta fra i popoli dell'Europa,
dell'Europa, in previsione degli ulteriori passi da
compiere ai fini dello sviluppo dell'integrazione europea.
europea
Quanto
uanto alle modifiche introdotte dal Trattato di riforma, stata mantenuta la fusione
dellUnione europea e della Comunit europea con personalit giuridica
ridica unica, stato
soppresso
so il terzo pilastro per il quale si utilizzano gli stessi strumenti e le stesse procedure
delle altre politiche, ma non pu dirsi lo stesso per il secondo pilastro
pilastro poich la politica estera
e di sicurezza comune mantiene una sua natura specifica.
La modifica pi apparente e significativa la soppressione della parola "costituzione" e di
ogni riferimento "costituzionale" nei testi, ma si tratta di una modifica formale priva di
conseguenze giuridiche e pratiche dal momento che gi
i la corte di giustizia aveva rivendicato
il valore costituzionale o fondamentale dei trattati esistenti. Scompaiono inoltre dal Trattato il
preambolo, i simboli dell'Unione
Unione,, il riferimento alla volont dei cittadini oltre che degli stati
d'Europa quale duplice
uplice fondamento e legittimazione dell'Unione
dell'
europea.
Vengono mantenute le enunciazioni relative ai principi democratici su cui si fonda lUnione.
l
Viene rinforzato
ato il ruolo fondamentale dei pagamenti nazionali, in particolare per quanto
riguarda il controllo sul rispetto del principio di sussidiariet e la loro possibilit di opporsi
alla decisione del Consiglio in materia di diritto di famiglia o relativa al passaggio dalla
procedura legislativa a quella ordinaria. Vengono eliminati i termini legge e la legge-quadro
ritenuti una conseguenza del carattere costituzionale del Trattato.. Scompare il principio della
libert di concorrenza a seguito dell'insistenza
dell'
soprattutto del governo francese. Ma la portata
giuridica del cambiamento limitata dal momento
momento che la libert di concorrenza, anche se non
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appare pi come finalit in s, costituisce un mezzo necessario per il buon funzionamento del
mercato interno.
Viene inserito tra gli obiettivi dell'Unione
dell'
un nuovo paragrafo che recita l'Unione
l'
istituisce
una Unione economica
mica e monetaria la cui moneta l'euro". L'Unione economica e monetaria
non pi semplicemente una politica tra le altre, ma rappresenta il completamento
necessario al mercato interno e condiziona l'orientamento dell'insieme delle politiche
economiche e sociali.
Viene eliminato il principio relativo al primato diritto comunitario. La costituzione europea
aveva infatti sancito in termini assoluti la prevalenza della costituzione europea sui diritti
interni e anche quella del diritto derivato nei limiti delle competenze attribuite. Preminenza
Pre
tuttavia oggi riconfermata stabilendo che il diritto dell'Unione
dell'
prevale sul diritto degli Stati
membri.
(per le modifiche allassetto istituzionale vedi, pi ampiamente, cap. 2).
dell'
sono state intodotte specifiche basi giuridiche per
Per quanto riguarda le politiche dell'Unione
nuove materie come la politica spaziale europea, l'energia, la protezione civile, la
cooperazione amministrativa per sostenere gli sforzi degli Stati membri ad attuare nel modo
migliore il diritto dell'Unione
Unione, il turismo, gli aiuti umanitari alle popolazioni vittime di
calamit naturale provocate dall'uomo, i servizi di interesse economico e generale collocati tra
i valori comuni dell'Unione.
La politica commerciale comune arricchita
chita di nuove competenze e caratterizzata da un
rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo.
Il Trattato ha affrontato il problema della ripartizione delle competenze tra Unione e Stati
membri procedendo ad un riordino e ad una precisazione delle competenze
compe
dell'Unione in
grado di conciliare flessibilit e rispetto dei principi di attribuzione e aggiungendo alle
categorie tradizionali delle competenze esclusive e delle competenze concorrenti, una nuova
categoria, quella della competenza per azioni di sostegno,
sostegno, di coordinamento di
completamento (vedi, pi ampiamente, cap. 2).
9.1 LA COOPERAZIONE RAFFORZATA
Le condizioni generali previste per linstaurazione di una cooperazione rafforzata sono le
seguenti:
deve essere diretta a rafforzare il processo di integrazione
integrazione e promuovere la
realizzazione degli obiettivi dell'Unione
dell'
deve rispettare i Trattati
rattati e il diritto dell'Unione
deve rimanere nei limiti delle competenze dell'Unione
dell'
e non riguardare settori di sua
esclusiva competenza
non deve arrecare pregiudizio
pregiudizio n al mercato interno n alla coesione economica,
sociale e territoriale, n costituire
costituire un ostacolo per gli scambi tra gli Stati membri o
procurare distorsione alla concorrenza
devono partecipare almeno nove Stati membri
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deve
eve rispettare le competenze, i diritti e gli obblighi degli stati membri che non mi
partecipano i quali a loro volta non devono ostacolarne l'attuazione
dev'essere aperta fin dall'inizio a tutti gli stati membri i quali possono partecipare
parteci
in
qualsiasi momento previa
previ verifica da parte della commissione che le condizioni di
partecipazione siano soddisfatte.
La richiesta di instaurare
rare una cooperazione rafforzata e
e trasmessa alla commissione che pu
presentare al Consiglio una proposta in merito. L'autorizzazione concessa con decisione del
Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della commissione e previa
approvazione del Parlamento europeo. Delibera l'unanimit se la disposizione dei trattati che
pu essere applicata nel quadro di una cooperazione rafforzata prevede
preved che il Consiglio in
quella materia deliberi all'unanimit.
Per l'adozione degli atti e delle decisioni necessarie per l'attuazione di una cooperazione
rafforzata si applicano le pertinenti disposizioni istituzionali
istituzionali dei trattati con le seguenti
precisazioni: in seno al Consiglio,
Consiglio solo i rappresentanti degli stati partecipanti a tale
cooperazione prendono parte al voto nelle materie oggetto della cooperazione anche se tutti
gli altri Stati membri del Consiglio possono partecipare alle sue deliberazioni;
deliber
l'unanimit
costituita unicamente dal voto degli stati membri interessati; gli atti e le decisioni adottate per
l'attuazione della cooperazione vincolano solo gli stati membri partecipanti. Invece il
Parlamento europeo e la commissione eserciteranno le loro
lor funzioni nella messa in opera di
una cooperazione rafforzata con la totalit dei loro componenti, dunque anche se cittadini di
uno Stato che non partecipa alla cooperazione.
La richiesta di instaurare
rare una cooperazione rafforzata viene presentata al Consiglio il quale
lautorizza con una decisione adottata all'unanimit previo parere del rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e parere della commissione sulla sua coerenza rispettivamente
con la PESC e con altre politiche dell'Unione.
dell'
Una forma particolare
rticolare di cooperazione rafforzata pu aversi in materia di cooperazione
giudiziaria penale: quando Consiglio e Parlamento europeo ritengono necessario emanare
direttive che stabiliscono norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni per
garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione
dell'
in un settore che stato oggetto di
misure di armonizzazione, in caso di disaccordo interno al Consiglio europeo, almeno nove
membri possono instaurare una cooperazione rafforzata sulla base del
del progetto di direttiva in
questione dandone informazione al Consiglio,, Parlamento europeo e alla commissione: in tal
caso l'autorizzazione si considera concessa automaticamente.
Le spese derivanti dall'attuazione della cooperazione rafforzata sono a carico
cari solo degli stati
membri partecipanti.
Il 12 luglio 2010 stata adottata dal Consiglio la prima decisione che autorizza il ricorso alla
cooperazione rafforzata secondo le disposizioni del TFUE in materia di leggi applicabili al
divorzio e alla separazione
ne legale. Sulla base di tale decisione il 20 dicembre 2010
20 il Consiglio
ha adottato all'unanimit previo parere del Parlamento europeo dopo avere informato i
Parlamenti nazionali il regolamento 1259/2010
12
che attua in tale materia la prima
cooperazione rafforzata
forzata ufficiale nella storia dell'Unione
dell'
tra 14 Stati membri tra cui l'Italia.

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9.2 LA POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE


La competenza dell'Unione in materia di politica estera e di sicurezza comune riguarda tutti i
settori della politica estera e di sicurezza dell'Unione compresa la definizione progressiva di
una politica di difesa comune.
Il Consiglio dell'Unione prende le decisioni necessarie per l'attuazione della PESC in base agli
orientamenti strategici definiti dal Consiglio europeo che assumono
o valore vincolante per lo
stesso Consiglio.. A tal fine adotta decisioni per intraprendere azioni quando una situazione
internazionale richiede un intervento operativo dell'Unione:
dell'
esse definiscono gli obiettivi, la
portata e i mezzi di cui l'Unione
Unione deve disporre
isporre e sono vincolanti per gli stati membri nella loro
prese di posizione e nella conduzione della loro azione. Qualora uno stato membro incontri
rilevanti difficolt nell'applicazione di una decisione operativa, ne informa il Consiglio che
delibera ricercando
ercando le soluzioni appropriate, che non siano in contrasto con gli
gl obiettivi della
decisione. Inoltre il Consiglio adotta decisioni che definiscono la posizione dell'Unione
dell'
su una
questione particolare di natura geografica o tematica.
Gli stati membri sono
no tenuti a conformare le loro politiche nazionali alle posizioni dell'Unione.
dell'
Viene mantenuta la figura dell'alto rappresentante dell'Unione
dell'
per gli affari esteri e della
politica di sicurezza, nominato dal Consiglio della maggioranza qualificata con l'accordo
l'ac
del
presidente della commissione ed al quale affidata la guida della politica estera e di sicurezza
comune dell'Unione.. Egli assicura la rappresentanza esterna dell'Unione
dell'Unione per le materie che
attengono alla PESC, esprime la posizione dell'Unione
dell'
e delle Organizzazioni
rganizzazioni internazionali,
avvalendosi anche di un servizio europeo per lazione esterna.
Per quanto riguarda il procedimento decisionale, in via generale, il Consiglio europeo e il
Consiglio adottano le decisioni deliberando all'unanimit. Le astensioni
ensioni non impediscono
l'adozione
'adozione di tali decisioni ma consentito a uno stato membro di sottrarsi all'applicazione di
una decisione qualora si estenga
estenga dal voto con una dichiarazione formale motivata residuando
in suo capo solo lobbligo di non contrastare lazione dell'Unione basata su tale decisione. Ci
nellintento
intento di alleggerire la regola del unanimit pur senza rinunciarvi, e migliorare la presa
di decisione
ecisione anche in assenza di un consenso generale. Se per gli stati membri che motivano
la loro astensione
one rappresentano almeno un terzo degli stati membri che totalizzano almeno
un terzo della popolazione dell'Unione,
dell'
la decisione non adottata.
Inoltre previsto che il Consiglio delibera a maggioranza qualificata con l'adozione di
decisioni che definiscono
scono un'azione o una posizione dell'Unione:
sulla base di una decisione
decision del Consiglio europeo relativa agli interessi e obiettivi
strategici dell'Unione
in base ad una proposta dell'Alto
dell'Alto rappresentante presentata in seguito una richiesta
specifica del Consiglio europeo
per l'adozione di decisioni relative all'attuazione di una decisione che definisce
un'azione o una posizione dell'Unione
dell'
quando nomina un rappresentante speciale per questioni politiche specifiche.
Se per un membro del Consiglio
iglio dichiara che
he intende opporsi all'adozione di una decisione
che prevede la maggioranza qualificata, non si procede alla votazione. Allora
Allo il Consiglio pu
richiedere a maggioranza qualificata che della questione sia investito il Consiglio europeo in
vista di una decisione
sione all'unanimit.
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Il Parlamento europeo solo consultato sui principali aspetti


aspetti e sulle scelte fondamentali della
politica estera e di sicurezza comune, e informato sull'evoluzione di tali politiche, dall'Alto
dall'A
rappresentante il quale provvede affinch
affi
le sue opinioni siano prese in debita
considerazione. Pu rivolgere interrogazioni e formulare raccomandazioni al Consiglio e
all'alto rappresentante e svolgere due volte all'anno un dibattito sui progressi compiuti
nell'attuazione della PESC.
ne svolge in materia un ruolo marginale: essa pu sottoporre al Consiglio
La commissione
questioni relative alla pesc e presentare proposte.
La Corte
orte di giustizia infine non ha alcuna competenza in questa materia salvo quella di
controllare il rispetto delle attribuzioni
attribu
delle istituzioni previste dai trattati per l'esercizio
delle competenze dell'Unione e la legittimit di talune decisioni, ossia quelle che prevedono
misure restrittive nei confronti di persone fisiche o giuridiche adottate dal Consiglio.
Un comitato politico
itico di sicurezza controlla la situazione internazionale nei settori della PESC,
sorveglia sull'attuazione delle politiche concordate, fatte salve le competenze dell'Alto
dell'A
rappresentante, e contribuisce a definire le politiche formulando pareri per quest'ultima
quest'u
e per
il Consiglio.. Esercita il controllo politico e la direzione strategica delle operazioni di gestione
delle crisi e prende le pertinenti decisioni in merito al controllo e alla
la direzione strategica
dell'operazione. Inoltre un rappresentante speciale
speciale per i problemi politici specifici pu essere
nominato dal Consiglio su proposta dell'Alto
dell'A rappresentante.
Una novit significativa l'espressa previsione della possibilit per il Consiglio di adottare,
oltre a misure per l'interruzione delle relazioni
relazioni economiche con paesi terzi, anche misure
restrittive nei confronti di persone fisiche o giuridiche, di gruppi o entit non statali tramite
una decisione presa in ambito PESC.
PESC
Fa parte integrante della PESC la politica di sicurezza e di difesa comune la quale
q
rivolta ad
assicurare che l'Unione possa disporre di una capacit operativa ricorrendo a mezzi civili e
militari di cui pu avvalersi per svolgere missioni al suo esterno al fine di garantire il
mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti, il rafforzamento della sicurezza
internazionale. Essa comprende la graduale definizione di una politica di difesa comune
dell'Unione previa decisione unanime del Consiglio europeo in tal senso. Le decisioni in tale
settore sono adottate dal Consiglio all'unanimit
unanimit su proposta del rappresentante dell'Unione
dell'
per gli affari esteri o su iniziativa di uno Stato membro.
Viene poi introdotta anche in questo ambito una sorta di cooperazione rafforzata: gli stati
membri che rispondano a criteri pi elevati in termini
termini di capacit militare possono instaurare
tra loro una cooperazione strutturata permanente: essa istituita con una decisione del
Consiglio a maggioranza qualificata e si pronuncia sulla richiesta avanzata dagli Stati
interessati previa consultazione
tazione dell'Alto
del
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri.
Inoltre un gruppo di Stati
ati membri pu partecipare una missione rientrante nella politica di
sicurezza e di difesa comune dietro decisione del Consiglio presa all'unanimit.
Significativa lintroduzione
ione di un'apposita norma dedicata alla clausola di solidariet:
qualora uno stato membro sia oggetto di un attacco terroristico o sia vittima di una calamit
naturale o provocata dall'uomo, l'Unione
l'
mobilit tutti gli strumenti di cui dispone per
preveniree la minaccia terroristica sul territorio degli stati membri, proteggere le istituzioni
democratiche e la popolazione civile, prestare assistenza sul territorio di uno Stato membro
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dietro sua richiesta. Si deve inoltre segnalare la creazione in materia dell'A


l'Agenzia europea per
la difesa con il compito di individuare gli obiettivi di capacit militare degli stati membri,
promuovere l'armonizzazione delle esigenze operative, proporre progetti multilaterali per il
conseguimento degli obiettivi in termini di capacit
capacit militari, sostenere la ricerca nel settore
della tecnologia e della difesa.
9.3 LA COOPERAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE
La materia stata oggetto di sostanziali modifiche che hanno portato alla creazione di cinque
sezioni: disposizioni
zioni generali, controlli alle frontiere, asilo e emigrazione, cooperazione
giudiziaria in materia civile, cooperazione giudiziaria in materia penale, operazione di polizia.
In questo settore viene dato spazio al metodo comunitario cio alla maggioranza qualificata
qu
per l'adozione degli atti normativi e all'utilizzazione della procedura legislativa ordinaria con
la partecipazione dunque anche del Parlamento europeo e della commissione che mantiene il
diritto di iniziativa normativa.
La cooperazione di poliziaa si sviluppa attraverso l'associazione di tutte le autorit competenti
degli stati membri. Ruolo centrale svolto da EUROPOL chiamato a sostenere e potenziare
l'azione dell'autorit di polizia e degli Stati membri e la reciproca collaborazione nella
n
prevenzione
enzione lotta contro le forme gravi di criminalit interessanti pi Stati membri e il
terrorismo.
La cooperazione giudiziaria fondata sul principio del riconoscimento reciproco delle
decisioni giudiziarie e include il ravvicinamento delle disposizioni legislative
legislative e regolamentari
degli stati membri. Liniziativa
niziativa normativa pu provenire oltre che dalla commissione anche da
un quarto degli stati membri. I parlamentari nazionali sono chiamati a vigilare sul rispetto del
principio di sussidiariet con riguardo alle proposte legislative presentate, conformemente a
quanto previsto dal protocollo sull'applicazione del principio di sussidiariet.
Vengono meglio disciplinate le competenze di EUROJUST che ha il compito principale di
sostenere e potenziare la cooperazione
coopera
tra le autorit nazionali
azionali responsabili delle indagini e
dell'azione penale contro la criminalit grave interessanti pi Stati membri o che richiedono
un'azione penale su basi comuni, anche con l'ausilio di EUROPOL.
Il Parlamento e il Consiglio,, deliberando
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possono
stabilire mediante direttive norme minime circa l'ammissibilit reciproca delle prove tra gli
stati membri, i diritti delle persone nei procedimenti penali, i diritti delle vittime della
criminalit o ancora in ordine alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia di
criminalit particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale, oppure
quando il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli stati membri
membr in materia penale si
rivela indispensabile per garantire l'attuazione efficace di una politica dell'Unione
dell'
in un
settore che stato oggetto di misure di armonizzazione. Qualora per uno Stato membro
ritenga che un
n progetto di direttiva incida su aspetti fondamentali del proprio ordinamento
giuridico penale, pu chiedere che della questione sia investito il Consiglio europeo e la
procedura legislativa ordinaria sospesa (cosiddetto freno d'emergenza).
Entro quattro mesi, quest'ultimo rinvia il progetto al Consiglio ponendo
ndo fine alla sospensione
della procedura legislativa
gislativa ordinaria o richiede un nuovo progetto. In compenso, qualora il
Consiglio europeo non deliberi ne termine di quattro mesi o un nuovo progetto non sia
si
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adottato entro 12 mesi, almeno nove Stati membri possono


possono instaurare tra loro una
cooperazione rafforzata sulla base di quel progetto di direttiva e lautorizzazione a farlo
ritenuta accordata senza bisogno di un'ulteriore decisione del Consiglio.
Tali disposizioni costituiscono una base giuridica autonoma
autonoma per un intervento dell'Unione
dell'
anche nella sede del diritto penale degli stati membri e contribuiscono a recepire e a superare
la pregressa giurisprudenza della Corte
Corte di giustizia che aveva escluso che le norme penali
interne possono comunque limitare le libert fondamentali garantite dall'ordinamento
comunitario e aveva riconosciuto la competenza del legislatore comunitario in materia penale
sia
ia pure solo in via strumentale e funzionale per garantire l'inefficacia delle norme
comunitarie emanate per l'attuazione
l'at
di una politica attribuita alla
la competenza della
Comunit.
Da segnalare linteressante
interessante novit consistente nella previsione della possibilit
pos
di creare una
procura europea chee pu essere istituita dal Consiglio all'unanimit previa approvazione del
de
Parlamento con il compito di individuare, perseguire e rinviare a giudizio
giudizio gli autori di reati
che ledono
edono gli interessi finanziari dell'Unione.
dell'
. La sua competenza potr essere estesa alla lotta
contro la criminalit grave a dimensione transnazionale.
La competenza
ompetenza della corte di giustizia estesa pienamente tutto il settore in particolare per
quanto riguarda gli inadempimenti degli stati membri, ad eccezione del controllo sulla validit
e sulla proporzionalit dell'operazione di polizia e delle misure relative
relative al mantenimento
dell'ordine pubblico e alla salvaguardia della sicurezza interna.
9.4 ADESIONE DI NUOVI STATI. SOSPENSIONE. RECESSO
Qualsiasi
ualsiasi Stato europeo pu chiedere di diventare membro dell'Unione
dell'Unione. La procedura e le
condizioni di ammissibilit sono regolate dall'articolo 49 TUE chee conferisce al Consiglio
europeo il potere di stabilire eventuali ulteriori criteri di ammissibilit.
La Stato richiedente deve soddisfare il requisito geografico che ha carattere ovviamente
oggettivo ma pu comportare anche valutazioni di ordine storico e culturale.
La richiesta di adesione viene inoltrata al Consiglio e comunicata al Parlamento
lamento europeo e ai
parlamenti nazionali. Il Consiglio delibera all'unanimit previa consultazione della
commissione e previa approvazione
azione del Parlamento europeo che si pronuncia a maggioranza
dei membri. Occorre dunque sia l'accordo di tutti gli stati membri sia anche l'assenza del
Parlamento, mentre il parere della commissione, per quanto obbligatorio, non vincola il
Consiglio.
L'adesione
sione normalmente preceduta da una fase di pre-adesione
adesione rivolta a preparare
l'ingresso dello Stato candidato dell'Unione:
dell'
: sotto il controllo della commissione, si verifica
che quest'ultimo si conformi progressivamente alle esigenze derivanti dalla sua
partecipazione all'Unione e soddisfi i criteri giuridici, politici, economici necessari per
divenire membro.
Una volta deliberata lammissione
missione si dovr procedere alla conclusione di un accordo di
adesione che intercorre tra gli stati membri e lo Stato richiedente,
edente, ove si precisano le
condizioni per l'ammissione e i necessari conseguenti adattamenti dei trattati. L'accordo sar
poi sottoposto a ratifica da parte di tutti gli Stati contraenti.
contraenti. L'ingresso dello stato nell'Unione
n
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avverr alla data della sua entrata


entr
in vigore. Il Parlamento ha stabilito che prima della firma
dell'accordo di adesione, il testo sottoposto alla sua approvazione.
L'articolo 7 TUE prevede che su proposta motivata di un terzo degli stati membri, del
Parlamento europeo, della commissione,
commissi
il Consiglio, deliberando a maggioranza dei quattro
quinti dei suoi membri,, previa approvazione del Parlamento, pu constatare che esiste
un'evidente rischio di violazione grave di quei valori da parte dello Stato membro ed attivare
una procedura sanzionatoria.
Prima di quest'ultima, prevista una fase interlocutoria durante la quale il Consiglio ascolta le
ragioni dello Stato membro in questione e pu rivolgergli
rivolger i delle raccomandazioni.
La successiva fase vede l'interessamento dello stesso Consiglio europeo
peo che dopo aver sentito
l'interessato, deliberando all'unanimit e previa approvazione del Parlamento, stavolta pu
confermare l'esistenza di una grave violazione dei principi di cui all'articolo 2 TUE . Dopo tale
constatazione il Consiglio europeo, deliberando
deli
a maggioranza qualificata pu decidere di
sospendere alcuni dei diritti derivanti allo stato membro in questione dai
da trattati compresi
diritti di voto del rappresentante del governo in seno al Consiglio.. La corte di giustizia
competente ad esercitare
tare un controllo delle sole prescrizioni di carattere procedurale,
procedurale non nel
merito.
Oltre alla procedura
ura di adesione di nuovi Stati nell'Unione,
n
, le disposizioni finali del Trattato di
Lisbona, a differenza dei precedenti trattati disciplinano anche la procedura
procedura del recesso di uno
Stato con il quale l'Unione negozia un accordo dove si definiscono le modalit del recesso che
viene concluso dal Consiglio a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento
europeo. I trattati
ti cessano di essere applicabili
applicab allo stato che recede a decorrere dalla data di
entrata in vigore dell'accordo di recesso; se tuttavia laccordo
accordo non viene concluso, i trattati
cessano ugualmente di essere applicabili dopo due anni dalla notifica della decisione di
recedere.
9.5 LA CITTADINANZA EUROPEA
Laa cittadinanza europea non si sostituisce alla cittadinanza nazionale ma ne costituisce un
complemento. Essa contemplata anche dalla carta di nizza dei diritti fondamentali. Il
Trattato di Lisbona conferisce carattere di maggiore autonomia
autonomia a tale status precisando che la
cittadinanza europea si aggiunge a quella nazionale per cui i cittadini degli stati membri
vengono ad essere titolare di una seconda cittadinanza. Da ci derivano due conseguenze:
che solo coloro che hanno la cittadinanza
cittadinanza dello Stato membro possono ritenersi anche
cittadini europei
che ogni Stato membro rimane solo competente nello stabilire i requisiti necessari per
l'acquisto e la perdita della cittadinanza nazionale. Gli individui ai quali essa sia negata
non potranno
no di conseguenza essere considerati neanche cittadini europei.
La corte di giustizia ha precisato che la competenza degli stati membri in materia di
cittadinanza deve esercitarsi comunque nell'osservanza del diritto dell'Unione
dell'
e che
l'attribuzione o la privazione della cittadinanza non pu risultare in violazione di tale diritto:
pertanto non sarebbe legittima la revoca della cittadinanza ad un individuo quando risulti in
violazione di un diritto fondamentale tutelato dall'ordinamento dell'Unione
Unione quale principio
generale di questo ordinamento. La legislazione dello Stato membro non pu disconoscere la
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cittadinanza attribuita da un altro Stato membro o porre limiti agli effetti di tale attribuzione
anche se incidono sul proprio ordinamento interno.
Un interessante
eressante questione riguardante l'individuazione dei limiti all'esercizio delle
competenze nazionali in materia di cittadinanza in relazione alle esigenze del rispetto dei
diritti fondamentali attribuiti dall'Unione,
dall'
, stata sollevata da un rinvio pregiudiziale
pregiudi
alla
corte di giustizia: essa riguarda la compatibilit con il diritto dell'Unione
dell'Unione europea della
conseguenza giuridica consistente nella perdita della cittadinanza dell'Unione
dell'Unione risultante dal
fatto che la revoca di una naturalizzazione come cittadino di uno Stato membro dolosamente
ottenuta conduce ad una situazione di apolidia. Si chiede inoltre se, riconosciuta tale
incompatibilit, lo Stato membro che intende revocare la naturalizzazione debba astenersi
pienamente o temporaneamente da tale revoca qualora
qualor operi in un tempo in cui essa
comporti la perdita della cittadinanza dell'Unione,
dell'
, ovvero se l'altro Stato membro della
precedente cittadinanza sia tenuto
tenut ad interpretare o anche modificare il proprio diritto
nazionale in modo da evitare il verificarsi di una
u situazione di apolidia.
La sentenza della Corte con pronuncia del 2 marzo 2010 conclude che la naturalizzazione, in
quanto tenuta con atti fraudolenti, poteva essere legittimamente revocata per un motivo di
interesse pubblico lasciando con questo intendere che non ogni motivazione legittima solo
perch addotta da uno Stato nell'ambito della sua competenza in materia, e pu essere
sottoposta sindacato: infatti la competenza degli stati membri nella revoca della cittadinanza
pu trovarsi limitata per gli effetti
effetti che tale revoca comporta sul piano dell'Unione.
dell'
Spetta alla
corte pronunciarsi sulle questioni che riguardano i presupposti in presenza dei quali un
cittadino dell'Unione pu vedersi privato di tali qualit di cittadino dell'Unione
dell'
e dunque dei
diritti ad essa connessi.
Allo
lo status di cittadini europei viene collegata l'attribuzione automatica di alcuni diritti. Tali
diritti sono invocabili
bili solo quando l'individuo si trovi in una situazione di rilevanza per
l'Unione e non puramente interna poich la cittadinanza
citt
dell'Unione non ha lo scopo di
ampliare la sede di applicazione ratione materie del Trattato anche a situazioni nazionali che
non abbiano alcun collegamento con il diritto comunitario.
Lo status di cittadino europeo comporta che ogni ostacolo giuridico
giuridico che possa condizionarlo o
farlo venir meno, indipendentemente dalla materia trattata, non pu sfuggire al sindacato
della corte in quanto rientra per
p sua natura e per le sue conseguenze nella sfera del diritto
dell'Unione.
I diritti connessi alla status di cittadino
cit
europeo sono enunciati dall'articolo 20 TFUE (ma
l'elencazione non esaustiva perch suscettibile di ampliamento e perch ad essi devono
essere aggiunti altri delitti tipici dei cittadini degli Stati membri):
diritto di libera circolazione e di soggiorno
ggiorno nel territorio degli stati membri. Si tratta di
un diritto gi ricavabile dalle norme del Trattato in materia di libera circolazione delle
persone ma limitatamente ai lavoratori subordinati e ai lavoratori autonomi
nell'ambito del diritto di stabilimento.
stabilimento. Ora l'esercizio di tale diritto si trova svincolato
dallo svolgimento di un'attivit economica ed fatto discendere direttamente dallo
status di cittadino europeo.
europe L'esercizio del diritto trova un limite nella circostanza che
si deve vertere in situazioni
azioni che non ricadono nell'esclusiva competenza di uno Stato
membro: le situazioni puramente interne
intern infatti costituiscono un limite generale
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all'applicazione del diritto dell'Unione.


dell'
Tuttavia la corte ha interpretato tale limite in
modo alquanto flessibile ed ha rilevato nella controversia elementi tali da consentire di
ricondurre la fattispecie nell'ambito del diritto dell'Unione
dell'
anche se riguardante
materie di competenza statale. Cos una controversia relativa all'uso del cognome delle
persone stata ritenuta
enuta rientrare nell'ambito di applicazione dei trattati perch anche
nelle materie di competenza esclusiva gli Stati sono tenuti comunque a rispettare il
diritto dell'Unione,, in particolare le disposizioni relative alla libert di circolazione e di
soggiorno dei cittadini dell'Unione
dell'
sul territorio degli stati membri.
A parte le indicazioni di carattere eccezionale derivanti dall'esigenza di bilanciare
contrapposte esigenze fondamentali, la rilevanza del diritto
diritto di libera circolazione
travalica il suo ambito di applicazione ed suscettibile di conseguenze ed implicazioni
implic
di ben pi vasta portata.
portata In sostanza il giudice dell'Unione sar chiamata ad accertare
se, nel disciplinare la situazione puramente interna, uno Stato membro non venga a
ledere il diritto del cittadino europeo all'esercizio di una libert fondamentale,
fondam
quale
appunto la libera circolazione nel territorio dell'Unione
dell'
di cui titolare in modo diretto
e immediato. Ad esempio la situazione di cittadino dell'Unione
dell'Unione che soggiorna
legalmente in un altro Stato membro rientra nel campo di applicazione dei trattati:
t
egli
non pu pertanto essere oggetto di discriminazioni, ai fini dell'ottenimento
l'ottenimento di un aiuto
concesso agli
gli studenti, derivante dall'imposizione di ulteriori condizioni che risultino
risulti
in contrasto con il diritto di circolare liberamente, come la pretesa dell'obbligo
d
di
residenza stabile per un periodo di tempo nel territorio dello Stato membro o la previa
conclusione degli studi secondari nello Stato di appartenenza o che gli studi intrapresi
in un altro Stato membro rappresentino la continuazione di quelli
quell iniziati nello Stato
d'origine dei richiedenti. Un cittadino europeo pu poi essere privato della possibilit
di dedurre dal suo reddito imponibile l'assegno alimentare versato all'ex moglie che,
avendo esercitato la libert di circolazione, risiede in un altro Stato
Sta
membro.
Ugualmente il cittadino europeo non pu essere escluso dal beneficio consistente
nell'esonero da una tassa sullacquisto di beni immobili in base ad una norma
nazionale che accorda tale beneficio ai soli residenti nel paese
diritto di elettorato alle elezioni
elezioni amministrative e del Parlamento europeo. conferito
ad ogni cittadino europeo il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali
dello Stato membro di residenza alle stesse condizioni dei cittadini di tale stato. Il
Consiglio ha adottato la direttiva 94/80/Ce che regola l'esercizio di tale diritto e
prevede la possibilit di apportare alcune deroghe in relazione a problemi specifici
degli stati membri come la possibilit di riservare propri cittadini l'eleggibilit a capo
di un organo esecutivo.
vo. Lo stesso pu dirsi per il diritto di voto e di eleggibilit alle
elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro di residenza alle stesse condizioni
dei cittadini di tale stato, consentendo al cittadino europeo di esprimersi e di
partecipare attivamente alla formazione dell'organo rappresentativo dell'Unione
dell'
anche
see abbia la cittadinanza di uno Stato membro diverso da quello di residenza.
Recentemente la Corte
orte di giustizia ha riconosciuto la possibilit per uno Stato membro
di estendere il diritto di voto al Parlamento
Parlamento europeo a soggetti residenti nel suo
territorio anche se privi della cittadinanza dello Stato membro e quindi di quella

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dell'Unione purch sussistano stretti legami tra quei cittadini non comunitari e lo Stato
membro che estende loro il diritto di
di voto. Ma pu verificarsi anche il caso inverso in
cui ad alcuni cittadini non riconosciuto dallo Stato di appartenenza il diritto di voto:
ad ogni modo le esclusioni devono essere giustificate per non ledere il principio di non
discriminazione
diritto dii petizione. Ogni cittadino dell'Unione
dell'
ha diritto di presentare una petizione al
Parlamento europeo su qualsiasi materia che rientri nel campo di attivit dell'Unione
dell'
e
che lo concerna direttamente. Tale diritto non esclusivo del cittadino europeo
europe ma
anche di ogni persona fisica
isica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato
membro
diritto di ricorrere al mediatore europeo. Ogni cittadino dell'Unione
dell'Unione ha diritto di
rivolgere al mediatore una denuncia in cui lamenti di essere vittima di un caso
cas di
cattiva amministrazione nell'azione dell'Unione.
dell'
. I cittadini europei hanno inoltre
diritto di rivolgersi alle istituzioni e agli organi consultivi dell'Unione
Unione e di ricevere una
risposta, nonch il diritto di accesso ai documenti del Parlamento, del Consiglio, della
commissione, al fine di consentire un controllo e una maggiore trasparenza dell'attivit
delle istituzioni
protezione diplomatica e consolare all'estero. Ogni cittadino dell'Unione
dell'
pu godere
della tutela da parte delle autorit diplomatiche consolari
consolari di qualsiasi Stato membro
nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha
h la cittadinanza non
rappresentato. Tale diritto riguarda non l'istituto della protezione diplomatica
propria del diritto internazionale ma semplicemente
semplicemente l'assistenza che autorit
diplomatiche e consolari forniscono ai propri cittadini in uno Stato estero. Non
configurabile sul piano internazionale un diritto degli stati membri dell'Unione
dell'
di agire
in protezione diplomatica dei cittadini europei che non siano anche propri cittadini,
perch occorre il consenso degli Stati terzi.

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