Sei sulla pagina 1di 68

ELEMENTI DI STORIA DEL DIRITTO

MEDIOEVALE E MODERNO
RIASSUNTO A CURA DI DANIELE ZURZOLO

CAP. 1
LEREDITA DEL MONDO ANTICO
I romani per primi hanno inventato il diritto nel senso di un articolata serie di
concetti e teoria generale (iuris periti, iuris prudentes, iuris prudentia)

QUADRO STORICO ISTITUZIONALE

Negli anni della nascita di cristo OTTAVIANO AUGUSTO instaura a Roma il


principato ereditario che divenne presto impero
212: EDITTO DI CARCALLA riconosce la cittadinanza romana a tutti i provinciali
liberi
284-305 : limperatore DIOCLEZIANO introduce una vasta riorganizzazione
dellimpero per una migliore amministrazione e per evitare che i generali
dellesercito venissero elevati ad impero, obbiettivo disatteso, sale infatti al
potere COSTANTINO.
313 COSTANTINO emana leditto di tolleranza ai cristiani
330:fonda una nuova capitale orientale e gli da il proprio nome
COSTANTINOPOLI (impero diviso in 2)
380: limperatore TEODOSIO vieta i culti non cristiani e fonda quindi la religione
di stato
395: alla morte di TEODOSIO i due figli si dividono limpero ACADIO (oriente)
ONORIO(occ)
LA CHIESA diviene istituzione organizzata, in ogni citt il popolo acclama il
vescovo e tra i VESCOVI alcuni diventano molto importanti come quello di roma
PAPA e i PATRIACHI (AQUILEIA, ALESSANDRIA, COSTANTINOPOLI).
325: CONCILIO DI NICEA: stabilisce che eretica la tesi del vescovo ARIO i cui
seguaci sono gli ariani.
MIGRAZIONI IN OCCIDENTE

Il v sec quello delle migrazioni con nuovi regni germanici: VISIGOTI (gallia
meridionale e spagna) VANDALI( spagna e africa) FRANCHI(gallia) BURGUNDI
(fra gallia e reno) ERULI e OSTROGOTI (in italia).
476 termina limpero doccidente mentre lorientale va avanti fino al XV sec.
GIUSTINIANO imperatore bizantino, prov nella prima met del VI sec a
ripristinare la tradizione romana facendo raccogliere testi del diritto romano
riconquista la parte occidentale dellimpero ma si ferma allitalia. Grazie a
giustiniano giunto fino a noi il diritto romano che altrimenti sarebbe andato
perduto.
568: arrivano in italia i longobardi

LULTIMO IMPERO ROMANO

LORGANIZZAZIONE DI ROMA
Nel caso di roma il diritto fu fondamentale per lespansione ed il successo di
roma.
296-305 d.C. avvia riorganizzazione impero completata da Costantino:
al vertice c limperatore intorno a lui una corte di funzionari con molti
giuristi, molti uffici con diversi ruoli, funzionari con competenze specifiche
( lufficio prevale sulla persona).

DIVISIONI PERIFERICHE IMPERO


Le cariche militari separate da quelle civili, a se stanno poi quelle finanziarie, 2
imperatori pi DUE CESARI
4 GRANDI PREFETTURE dividono limpero affidate ad un prefetto del pretorio
(ORIENTE. ILLIRICO, ITALIA E AFRICA, GALLIE E SPAGNA.
Ogni prefettura divisa in DIOCESI 6 in oriente 6 in occidente ed affidata ad un
vicario
Ogni diocesi divisa in PROVINCIE 114 a capo di ciascuna sta un RECTOR O
PRAESES (PRESIDE)
In ogni provincia si trovano le citt MUNICIPIA rette dalla CURIA retta dai
notabili.
DIVISIONE ESERCITO
Composto da fanteria e cavalleria a capo dei fanti c un MAGISTER PEDITUM a
capo dei cavaglieri MAGISTER MILITUM. Se il comando unificato affidato ad

un MAGISTER MILTUM UTRIUSQUE MILITIAE. Col tempo dato il scarso interesse


dei civica vengono arruolati germani che imparano le tecniche militari. Esistono
truppe stanziate lungo i confini (MILITES LIMITANEI) nelle retrovie altri
contingenti. Per lesercito vige un diritto pi semplice per favorire la vita
militare regole pi elastiche, soprattutto per i germani che hanno tradizioni
diverse.
APPARATO TRIBUTARIO
Esiste un apparato tributario che riscuote i tributi e retribuisce i dipendenti civili
militari i dipendenti imperiali. La progressiva inefficienza di questo settore
causa gravi problemi con conseguente azione dei militari e funzionari per
riscuotere i tributi e quindi corruzione violenze ecc. la crisi del sistema.
PROBLEMI DELLORDINAMENTO
Lordinamento giuridico romano efficiente e regge ma negli ultimi secoli si
rivela macchinoso e disatteso e causa fiducia. Ad esempio la cattiva
amministrazione della giustizia porta i cittadini a rivolgersi ai vescovi.

IL CRISTIANESIMO

Linfluenza del cristianesimo porta modifiche nel diritto romano dal 4 sec.
313: EDITTO DI TOLLERANZA
Legislazione ispirata a valori cristiani.
Il cristianesimo si organizza secondo modello imperiale rendendola longevo e
ingrado di sostenere i civili.
I vescovi delle citt della provincia coordinati da METROPOLITA a capo della
capitale della provincia.
VESCOVI-PATRIARCA-PONTEFICE. La chiesa cristiana doccidente aveva
struttura gerarchica.
Tra i 4 e il 5 sec. Si afferma il primato spirituale del PAPA grazie alla figura di
LEONE MAGNO 440-461. La chiesa diventa punto di riferimento per la
popolazione a sostituire un impero sempre pi evanescente.
LE EPISCOPALIS AUDENTIA sostituiscono i processi civili al punto che la stessa
autorit imperiale riconobbe alle sentenze dei vescovi la stessa applicabilit di
quelle dei giudici pubblici.
La chiesa svilupp un suo diritto fissato nei CONSIGLI ECUMENICI a cui ra
presente lo stesso imperatore che si intromise sempre pi nei lavori conciliari
specie in oriente dove si afferm il CESAROPAPISMO. A tali intromissioni si
oppose papa GELASIO 492 496.

GIURISPRUDENZA E FONTI GIURIDICHE (FONTI DEL DIRITTO


ROMANO)

Periodo pi importante del diritto romano 200 a.C. 200 d.C.


Nascono i iurisperiti che secondo il loro ragionamento con metodo scientifico
(INTERPRETATIO), desumevano le regole che formavano lo IUS (elevarono il
diritto a scienza).
Accanto allo ius esistevano le LEGES votate da assemblea popolare e da senato
e aumentarono in et repubblicana.
Col progressivo aumentare del potere imperiale limperatore monopolizza le
leges che aumentano a discapito dello ius. Le leges diventano espressione
della volont del legislatore imperiale e non pi del ragionamento autonomo
dei giuristi.
Dal 4 secolo gli imperatori fanno redigere delle raccolte CODICI da privati.
CODICE GREGORIANO, CODICE ERMOGENIANO riunivano le leges imperiali
fino al tempo di Diocleziano. Su questesempio limperatore doriente
TEODOSIO fece redigere il CODICE TEDOSIANO(438) che contiene le leggi
emanate da costantino in poi diviso in 16 LIBRI.
Un secolo dopo limperatore bizantino GIUSTINIANO fa redigere una serie di
raccolte delle fonti giuridiche romane (529-534), grazie allimpegno del suo
ministro giurista TRIBONIANO.
Allinizio si aggiorn lopera di TEODOSIO e si fece nel CODEX IUSTINIANUS
oggi perso.
Poi si riunirono oltre le leggi sui vari argomenti gli IURA cio linsieme di regole
dello ius e nel 533 giustiniano eman IL DIGESTO O PANDETTE, iura digesta
erano 50 LIBRI. Durante lelaborazione del digesto sembr opportuno redigere
un manuale per gli studenti e nel 3 sec nascono LE ISTITUTIONES DI GAIO,
su tale modello vennero fatte per gli studenti di Costantinopoli e di BERITO LE
ISTITUTIONE DI GIUSTINIANO 4 LIBRI. Nel 534 fu emanato il NOVUS
CODEX IUSTINIANUS REPETITAE PRAELECTIONIS in 12 libri.
Limponente lavoro di queste raccolte doveva servire per dotare positivamente
limpero di regole coattive e di un diritto scritto. Sempre giustiniano a fatto
redigere una 4 raccolta le NOVELLE COSTITUTIONES NOVELLE che
comprendeva 168 costituzioni o leggi.
Il complesso delle 4 raccolte fu poi chiamata CORPUS IURIS CIVILIS
(Digesto, Istituzioni, Codice e Novelle)

Quando Giustiniano riconquist l? Italia vi estese le raccolte con la


PRAGMATICA SANCTIO del 554 emanata su richiesta del papa in
sostituzione del diritto teodosiano rimasto in vigore oltre le alpi per le
popolazioni di tradizione romana. Ma la conquista longobarda fece ridurre la
portata del diritto giustinianeo che rimase in vigore nell Italia meridionale.
Solo ne XI sec. Riemersero i LIBRI LEGALES giustinianei che ripresero ad essere
studiati e usati grazie al recupero fatto da IRNERIO e dalla SCUOLA DI
BOLOGNA e sono stati fondamentali per la costruzione del diritto in Europa tra
il medioevo e let moderna.

CAP.2
DAL DIRITTO TARDO ANTICO AI REGNI ROMANOGERMANICI
Punto della sit.
Sin dai primi anni del V sec i VISIGOTI del re ALARICO sono penetrati in Italia:
410 saccheggiano Roma. E sistemano un loro regno tra gallia meridionale e
spagna.
418 cacciano i VANDALI dalla Spagna che vanno in Africa e la conquistano con
violenza 429, e nel 455 si lanciano nel noto SACCO DI ROMA, il terzo dopo
quello dei Galli di brenno 390 e di alarico 410.
I FRANCHI si erano instaurati in GALLIA i BURGUNDI tre la GALLIA E LA
SVIZZERA.
Le spedizioni degli UNNI partivano dalla Pannonia (ungheria) e terrorizzavano
ogni anno zone dellimpero.
Nel 452 papa Leone Magno li fa indietreggiare giunti ormai alle porte di Roma.
476 termina formalmente limpero doccidente: il capo Erulo ODOACRE
sconfitto ORESTE padre di ROMOLO AUGUSTOLO ultimo imperatore romano,
invia le insegne imperiali a Costantinopoli.
480 -511 : nelle gallie si consolida sotto Clodoveo il vasto regno dei Franchi.
Dopo 15 anni Odoacre deve fronteggiare la venuta in Italia di degli
OSTROGOTI di TEODORICO che prevale e inizia la dominazione gota durata
circa mezzo sec. Spodestati poi dai BIZANTINI dopo una lunga guerra in cui i
goti scomparvero.
Nel 553 Giustiniano riconquista l italia ed estende il suo corpus iuris con la
PRAGMATICA SANCTIO PRO VIGILII, provvedimento voluto dal papa. Si afferma

la dominazione greco-bizantina con capitale RAVENNA e mentre nel resto


deuropa si utilizza il diritto teodosiano in italia si afferma il pi
raffinato DIRITTO GIUSTINIANEO.
15 annni dopo i LONGOBARDI entrano in Italia settentrionale fino alla pianura
padana e spaccano in 2 la penisola (bizantini e longobardi) e fino al 1861 la
penisola rimarr divisa sul piano politico.

I GERMANI

I germani chiamati con termine spregiativo dai romani BARBARI non avevano
scrittura e non ci hanno tramandato molto. L e prime notizie sono quelle
tramandate da dalle opere di CESARE e di TACITO e rilevano consuetudini
modificate dallincontro con i romani.
DIRITTO GERMANICO:
i germani non hanno un ordinamento. Vivono migrando e combattono
organizzati in gruppi famigliari sotto capi riconosciuti per il valore militare. LA
FAMIGLIA in senso patriarcale comprende anche i servi e pi famiglie
discendenti da un antico progenitore comune si raggruppano in migrazioni
guerre occupazioni ecc. costituendo LA FARA il capo della fara chiamato
DUX .
il capo famiglia si chiama PATER quello del popolo REX.
LA GIUSTIZIA era considerata estranea ai compiti regi ed affidata alla
vendetta della famiglia delloffeso. Era a tal proposito praticato il
provvedimento introdotto con leditto di rotari del 643 del GUADRIGILDO
cio il risarcimento della famiglia delloffeso e labolizione della faida (auto
vendetta delloffeso che iniziava una vera e propria guerra).
LORDALIA
Era utilizzata per dar prova di un certo comportamento. Significava giudizio di
dio e laccusato era sottoposto ad una prova del fuoco, dell acqua ecc. per
verificare la bont dellazione contestata.
IL DIRITTO quindi non era presente tra i popoli gemanici.
Erano popolazioni di guerra non di pace. Consideravano inoltre disonorevole
coltivare la terra.
Da qui un rapporto meno marcato con la propriet e pi sensibile alluso al
possesso, meno interessata allattribuzione al singolo e pi alla famiglia.
Il capo per i Germani lo secondo un rapporto di stirpe o di sangue mentre per
i romani legato ad un area geografica.

Per i germani conta solo chi pu combattere cio LARIMANNO , che costituiva
una specie di assemblea del popolo (tutti gli uomini capaci di combattere dopo
i 14 anni) chi non pi in grado di combattere non ne fa pi parte e perde il
diritto di fra sentire la propria voce.
Il minore sotto i 14 anni e sotto tutela paterna la donna non ha capacit di
agire.
Il testamento non noto alla morte del pater i beni passano al nuovo pater
nella stessa prospettiva comunitari di prima.

I REGNI ROMANO GERMANICI

REGNI INSEDIATI DAL V SEC.:


VISIGOTI in gallia merd. E spagna BURGUNDI gallia orientale OSTROGOTI in
italia FRANCHI in gallia.
Goti e burgundi sembrano i pi sensibili alle tradizioni giuridiche romane.
Sulle ceneri dellimpero romano nasce granparte della geografia politica
europea che giunge fino a noi. (franchi in francia, anglo-sassoni in Inghilterra,
varie stirpi in germania.)
I germani continuano a vivere con le proprie consuetudini che per a contatto
con altre civilt si appannano. Risentono infatti della tradizione romana specie
teodosiana a cui si ispira la stessa chiesa.
Si contrappone il principio della PERSONALITA DEL DIRITTO contrapposto a
quello della TERRITORIALITA infatti a seconda ci pu essere un solo diritto o pi
diritti in base a quanti popoli c sono. Per i germani la personalit del diritto non
un fattore voluto ma implicito nel loro stile di vita. Infatti dovuto al loro
interesse per la stirpe e per lo scarso interesse al territorio ed a un
evanescente ordinamento giuridico. Ogni gruppo etnico lasciato alle proprie
usanze giuridiche purch non intacchi le regole nella convivenza con gli altri e
trovando quindi il limite nellordine pubblico. Ci consente per ai romani di
proseguire le loro tradizioni giuridiche. I germani iniziano a ridurre le loro
asprezze e a recepire alcuni concetti ed istituti romani (RAPPRESENTANZA,
DONAZIONI, TESTAMENTO).
LE LEGGI BARBAORUM E I CODICI BARBARI:
Al fine di conservare le proprie consuetudini alcuni regni provvedono a metterle
per iscritto.
Nascono dunque le LEGES BARBARORUM di cui le prime furono quelle dei
CISIGOTI CODICE EURIGIANO 476-79, dei BURGUNDI LEX BURGUNDIONUM
501-11, dei FRANCHI PACTUS LEGIS SALICAE 507-11 a cui seguirono quelle

di ALAMANNI, BAVARI E SASSONI. FINO ALLA FINE DEL 700. Si tratta di un


diritto popolare (consuetudinario) non imposto dal legislatore.
I due regni pi sensibili al diritto romano (burgundi e visigoti) fecero raccogliere
le norme romane nella LEX ROMANA WISIGOTHORUM (506) emanata da
ALARICO II e la LEX ROMANA BURGUNDIONUM.
La lex romana wisigothorum che riporta anche parti del codice teodosiano
a cui si aggiunge un itrepretatio visigota, stata il ponte per la conoscenza nel
medioevo del diritto teodosiano.
Con il passare del tempo si consolidato un legame pi forte con il territorio
andando via via abbandonando il diritto per nationes e cerando un uniformit
di regole sul territorio anche grazie allinfluenza della chiesa molto importante
per la societ di quel tempo.
In questa societ violenta i romani hanno rinunciato alle proprie terre per met
o 1/3 e i pi deboli si sono ritirati nei monasteri per cercare protezione. Il clima
ha costretto molte persone a cercarsi dei protettori con una COMMENDATIO
A POTENTES a cui erano offerti i propri beni per poi averli in uso dal protettore
PRECARIA. questa tendenza prosegue e certi notabili germani (re, duchi)
radunano intorno a se dei protetti detti VASSI pronti ad aiutarli in caso di guerra
in un vincolo personale stretto.

OSTROGOTI E BIZANTINI IN ITALIA

OSTROGOTI
Negli ultimi anni del V sec. Giunge in italia la popolazione degli ostrogoti poco
numerosi e rispettosi della tradizione romana quindi non malvisti dallelit
romana.
Il loro re TEODORICO cerca di garantire con le loro armi difesa ed ordine previo
mantenimento con i frutti delle terre dellesercito e si ispira al sistema tardo
imperiale delle HOSPITALITAS.
Allesercito andava 1/3 dell raccolto per il mantenimento dalle terre dei
romani.
Il problema era rappresentato dalle mancate retribuzioni dell esercito e quindi
delle loro prepotenze. Le diversit religiose (i visigoti erano ariani) acutizzarono
i contrasti e i sotterfugi dei romani e le azioni di forza dei goti minarono
definitivamente i rapporti tra i gruppi etnici.
BIZANTINI

Nel VI sec. Dopo una lunga guerra si affermano in italia i BIZANTINI. La


riconquista giustinianea dellimpero per si dovuta arrestare allitalia e
laffermazione delle raccolte del diritto giustinianeo su quello teodosiano non si
attuato fino in fondo a causa della conquista longobarda. stato comunque
un sogno grandioso testimoniato anche sul piano artistico nello splendore della
Ravenna capitale (cupole di SAN VITALE e SANTAPOLLINARE) neanche
paragonabili al tozzo mausoleo di Teodorico o al mausoleo di GALLIA
PLACIDIA sempre a Ravenna.
La dominazione bizantina per greca, non romana quindi centralizzata,
burocratizzata ed esosamente fiscale.
Lo storico bizantino PROCOPIO DI CESAREA ne denuncia lassolutismo il
fiscalismo le atrocit e le inefficienza, cmq ritorna il diritto come riferimento
pubblico seppur con i suoi limiti tirannici del tempo. Gli organi potranno variare
ma il principio burocratico no anche in secoli in cui le istituzioni feudali altrove
hanno fatto prevalere i rapporti personali a quelli impersonali dellufficio.
un modello importante perch diverso da quelli europei del tempo con
prospettiva nell et moderna.
GOVERNO BIZANTINO
A rappresentare limperatore in Italia LESARCA O PATRIZIO gi comandante
militare che risiede in Ravenna e detiene il potere militare e civile. Accanto a lui
una corte di funzionari centrali con specifiche competenze: IL PREFETTO DEL
PRETORIO, (Gi carica esistente a Roma) per la parte finanziaria e giudiziaria,
il QUAESTOR SACRI PALATII (altra vecchia carica).
Il territorio diviso in provincie a capo c un DUCA sotto cui ci sono i
TRIBUNI (uno per citt), e sotto i VICARI o LOCOPOSITI nei centri minori. Col
tempo le provincie sono detti ducati e bench le cariche siano state separate il
duca dopo larrivo dei longobardi detiene potere militare e civile a causa delle
esigenze belliche. Il duca anche elettivo come voluto da Giustiniano eletto dai
nobili del territorio che prenderanno via via il sopravvento.

LA CHIESA E IL MONACHESIMO

Nei secoli dell altomedioevo la chiesa si presenta come un elemento di


stabilit verso eserciti di passaggio es. unni vedi leone magno, e verso i
conquistatori prepotenti dei nuovi regni. I culti ariani dei germani (solo i
franchi ancora Pagani) non facilitano i rapporti con la chiesa ed i cattolici es.
ostrogoti in Italia, e questa ha un ruolo di difesa dei fedeli cio la popolazione
locale e della tradizione romana a cui si ispirava. La chiesa rafforza la proprie
regole alla base del primo DIRITTO CANONICO. I vescovi hanno un
ascendente importante nelle citt non solo dal punto di vista spirituale ma
anche politico ed il papa rafforza la sua posizione di capo spirituale di tutta la

chiesa, per quanto non ancora indiscusso, sulla scia di personalit come quella
di GREGORIO MAGNO 590-604.
Laspirazione ad un perfezionamento religioso spirituale conduce al
MONACHESIMO. sviluppatosi in oriente a partire dal III sec. Si sviluppa ora in
occidente e prende particolare rilievo giuridico a MONTECASSINO con la
fondazione nel 529 dal monaco BENEDETTO DI NORCIA della regola
benedettina fondata sull ora et labora. La comunit segue il suo abate per la
preghiera e il lavoro secondo regole precise, divenendo strumento di
conservazione della tradizione occidentale e di miglioramento economico per il
singolo monaco e per la collettivit.

CAP.3
IL PERIODO GERMANICO
PUNTO DELLA SIT.
INQUADRAMENTO
Nel VI sec. I franchi sono stabili nelle gallie e hanno sommerso i Burgundi. I
Visigoti in spagna sono autonomi, il progetto Giustinianeo tramontato e i
longobardi sfondano in Italia 568 insediandosi in gran parte della penisola.
Nel 622 inizia lera della religione di Maometto morto nel 632 sulla base del
CORANO e da il via ad un inarrestabile ascesa di un popolo che nei sec VII-VIII
inarrestabile nellespansione in Asia Africa ed Europa dove entra in
Spagna(711) e viene fermato alle porte di Parigi nel 732 a POITIERS dai
franchi cappeggiati da CARLO MARTELLO, che salva la cristianit cacciandoli
oltre i pirenei.
Carlo Martello passa la sovranit a suo figlio PIPINO 751 ed il regno franco
prende nuovo vigore, il figlio CARLO re dal 768 conquista il regno longobardo
774 e si appresta a intraprendere nuove campagne espansionistiche che lo
portano ad estendere il regno in tutta lEuropa dall EBRO allELBA. Nell800
CARLO MAGNO incoronato dal papa LEONE III imperatore del SACRO
ROMANO IMPERO che resta per un millennio nella storia dEuropa sino al
1806 per rinuncia imposta da napoleone.
Limpero fatica a stare in piedi..CARLO MAGNO muore nel 814, gli succede
LODOVICO, morto nel 840, e i tre figli di questo si spartiscono il regno nel
TRATTATO DI VERDUN con il titolo imperiale al solo LOTARIO morto nell855
a LODOVICO va la spagna a CARLO la Francia.
La crisi continua con LODOVICO II succeduto a Lotario e morto nel 875,
CARLO IL CALVO morto nell877 e CARLO IL GROSSO morto nell888.A

questo crisi si aggiunge levoluzione delle istituzioni vassallico-feudali che


minano allinterno dellimpero.
OTTONE I morto nel 973 cerca di vivificarne lorganizzazione con le
investiture agli ecclesiastici che porter per a una lunga guerra con la chiesa
terminata con il concordato di WORMS 1122.
Alla fine del XI sec si verifica una rinascita culturale ed economica che porta
alla RIFORMA GREGORIANA in campo ecclesiastico, alla nascita dei
COMUNI, alla riscoperta del diritto giustinianeo e alla figura del Giurista : il
RINASCIMENTO GIURIDICO.
In Italia a Federico I (morto nel 1190) succede Federico II (morto nel 1250).

I LONGOBARDI

568 invadono lItalia sotto re ALBOINO. Arrivano dalla Pannonia entrano dal
Friuli.
un popolo tra i pi vicini alle tradizioni germaniche, bellicoso e violento si
insedia in fare con a capo un DUX. Il vincolo e personale e solo mediamente
territoriale. Le tradizioni giuridiche dei romani non sono disturbate perch
irrilevanti purch non intralcino le esigenze longobarde.
Questo il momento della censura della romanit e dellentrata del
germanesimo. Il RE sta a Pavia ucciso ALBONIO NEL 572 gli succede CLEFI
morto nel 574. Per 10 anni non eleggono il re e rimangono sotto i duchi (circa
30). Ogni gruppo razziava e guerreggiava in un clima di usuale violenza anche
tra germani e i contrasti rendevano vulnerabili le stesse conquiste. I capi
longobardi percepiscono il pericolo ed eleggono un nuovo re il figlio di CLEFI
AUTARI 584 e dora in poi la figura del re si consolida. La capitale rimane
Pavia.
Intorno al re si consolidano delle figure di corte a modello bizantino: il
MARPIAS o strator (custode dei cavalli) lo STOLESATZ o MAIOR DOMUS e
poi la cancelleria con notai regi con compiti amministrativi che col tempo si
cimentano in elementari attivit giuridiche. A Pavia si insedier un elementare
diritto dellepoca si prepareranno le leggi successive all editto di Rotari e il
re diventer perfino legislatore. Il Re inizia a voler nominare i duchi e cerca di
imporsi come autorit unica. Ma i vecchi ceppi gelosi della loro antica
autonomia finiscono per non rispondere alle chiamate regie di assemblee (alle
quali si recano pochi notabili) e dell exercitus di RE DESIDERIO e suo figli
ADELCHI per la guerra vs i franchi.
Vicino al Re si trovano delle persone fidate e legate da un fortissimo legame
personale i gasindi pronte a morire con lui e per lui, figure presenti anche tra i

franchi i comites del palatium. Queste figure sono presenti anche presso i
duchi pi potenti (Benevento e Spoleto).
Alla fine il re si afferma sui duchi (tranne quelli meridionali) e li destituisce
talvolta e ne nomina altri. I duchi rinunciavano ad di quanto gli competeva
(terre) a favore del re che poteva quindi operare sulle terre dei duchi da vicino
e nominava un suo rappresentante detto gastaldo destituibile a suo arbitrio. Il
duca era in una posizione diversa dal gastaldo che era amministratore in nome
del re di di terre e persone, il duca era eletto dalle fare e dallassemblea
locale, anche se poi col tempo viene nominato dal re che finisce per imporsi
(ma non ovunque e sempre).
Lo spontaneismo germanico basato sul popolo si appanna a fronte di un
progressivo accentramento regio a modello bizantino, il popolo in armi
semovente si trasforma in stanziale.
Il re afferma quindi la sua autorit e provvede alla fissazione scritta delle
consuetudini a 75 anni dallinvasione. il 643 e il re ROTARI fa approvare
dallexercitus (popolo in armi) convocato per la conquista della Liguria
LEDITTO DI ROTARI (che no esprime un vero e proprio potere legislativo del
re perch solo una compilazione approvata dal popolo in armi seppure
ritoccatadal re). Il potere legislativo regio si completa quando alcuni re
successivi (GRIMOALDO, LIUTPRANDO, ASTOLFO) faranno direttamente
delle aggiunte alleditto.
Leditto risponde alle esigenze di conservazione delle tradizioni germaniche
che a distanza di 75 anni dallinvasione stando a stretto contatto con i latini di
religione e tradizione diverse rischia di appannarsi. Leditto fu utilizzato fino
allavvento dei normanni anche dopo la caduta longobarda durante il dominio
franco. Nelleditto ci sono:
il mundio sulla donna, i beni in capo alla famiglia, il legame di gruppo,
limposizione famigliare germanica con in capo il pater, c
lemancipazione del figlio atto alle armi (14 anni), laccettazione della
faida (vendetta famigliare), a cui si affianca la peferita dal re ai fini di
ordine pubblico pratica del guardigildo (indennizzo del danno). Ci sono
duello e giuramento per dirimere le controversie, e lordalia.
In seguito alleditto si afferma il potere legislativo del re specie con
LIUTPRANDO, che legifera spesso in modo unitario per i suoi sudditi latini e
longobardi, e vi si nota un influenza cattolico ecclesiastica.
Dopo due secoli le nationes sono venute integrandosi nel territorio andando
oltre le divisioni della stirpe. Anche dopo la caduta i longobardi rimarranno
radicati nelle terre italiane anche se il comando politico sar dei franchi. I
franchi dopo la conquista rimarranno oltre le alpi, provvederanno solo a

spostare gruppi militari a comandare ma la tradizione italiana rester


longobarda.

I FRANCHI

Si insediano a sud della foce del reno e poi nelle gallie dal v sec. Molto
numerosi, divisi in SCHIATTE sono portati dal re CLODOVEO a convertirsi al
cattolicesimo. Sconfissero altri popoli presenti nelle gallie (burgundi, visigoti)
tra la fine del V sec e linizio del VI. Monarchia consolidata, con tendenza
ereditaria con unione religiosa e acclamazione assembleare. Come per i
germani la distinzione fra pubblico e privato non sensibile ai franchi. Non
fatta distinzione quindi tra la titolarit del regno e quella di altri beni da
dividere tra gli eredi. Le partizioni tra i discendenti del re porta infatti a guerre
fratricide, ricomposte solo con la prevalenza di uno dei belligeranti.
Ogni pretendente contro gli altri indotto a valorizzare il legame personale con
i suoi fedeli (vassi) detti COMITES che compongono il COMITATUS uomini
devoti sino alla morte al cui sostentamento provvede lo stesso re a corte
(COMITATES PALATINI) siti con lui nel palatinium e detti PALADINI (famoso
quello cantato poi da ARIOSTO a secoli di distanza secondo la leggenda il fido
ROLANDO/ORLANDO).
COLLABORATORI DEL RE con compiti fissi: MAIOR DOMUS sovraintendente
alla dimora del re e poi suo FACTOTUM, MARESCALCUS (per i cavalli)
senescalcus ( agli approvvigionamenti) il coppiere, il tesoriere ed altri..
Tra il VII e VIII sec. La dinastia MEROVINGIA si infiacchisce (periodo dei re
fannulloni) e il maior domus a reggere limpero. Infatti il maestro di palazzo
CARLO MARTELLO che nel 732 si oppone allinvasione araba vittoriosa
battaglia di POITIERS, e successivamente alla morte del re riesce grazie ai
legami con i vassi a far eleggere dallassemblea popolare re il proprio figlio
PIPINO. Con frequenza il re fa donazioni alla chiesa e ai fides depauperando il
patrimonio regiio.
Col tempo si stabilizza il rapporto tra franche e romani grazie alla posizione
della chiesa i cui vescovi hanno un ruolo importante nellordinamento franco.
Le parti del regno sono assegnate ad un CONTE di nomina e revoca regia a
capo della contea e spesso i conti riescono a conservare il potere
ereditariamente e quindi a insediarsi con stabilit. Sono controllati
periodicamente da inviati della corte (di solito un altro conte e un re) detti
MISSI DOMINICI. Questimpostazione monarchica perdura con i CAROLINGI
influendo sul SACRO ROMANO IMERO (ereditariet, patrimonialit, vincoli
vassallitici, incoronazione pontificia, investiture ecc.

GLI ARABI

Lestensione araba in tutto il mediterraneo stata dirompente, fino a


conquistare costa africana, spagna e Sicilia, instaurando la loro civilt, molto
pi fiorente di quella europea del tempo, e le istituzioni religiose e civili.
Contrastati dai Bizantini e dai Carolingie dalle istituzioni cristiane, non ha
impedito che la sicilia mussulmana abbia portato con se proprie tradizioni
anche dopo la conquista NORMANNA del XII sec., in questo sec. La chiesa
cristiana ha ribaltato la situazione e con tre CROCIATE, ha portato la guerra in
terra santa araba. I conflitti durati due secoli (intervallati da periodi di rapporti
anche commerciali) sfociarono nelle gravi crisi che portarono alla distruzione
dellimpero bizantino XV sec. E a giungere sino alle porte di VIENNA XVII sce.
Si verifico anche sul piano religioso la LOTTA DELLLE IMMAGINI definita dalla
chiesa cattolica ERESIA ICONOCLASTA (dal greco rottura delle immagini). Gli
arabi infatti rifiutavano il culto delle immagini che invece nelle terre bizantine
rappresentava una cospicua risorsa potere e reddito dei monasteri. Nel 700 in
ANATOLIA si svilupp un movimento contrario alle immagini eresia
PAULICIANA che fu condiviso nello stesso impero da parte della CASATA
DEGLI ISAURICI (dinastia dellimpero bizantino con leone III).
La religione ha fatto da collante della societ fino a quando i valori dello stato
non erano ancora definiti questa la fondamentale differenza tra il diritto
moderno e quello anteriore.

LA CHIESA E IL DOMINIO PONTIFICIO

La chiesa nellalto medio evo organizzata stabilmente, gerarchicamente


(papa, vescovi, presbiteri,diaconi,fedeli) e con i monasteri grazie alle singole
iniziative (benedettini, o la regola irlandese di san colombano). Organizza la
vita dei fedeli secondo regole scritte (diritto canonico) e da sostegno alla vita
sociale. I vescovi sono elemento di ordine in un periodo di invasioni. accanto
alle cariche ecclesiastiche operano la carice civili (bizantine, ostrogote, o
longobarde) di solito un capo militare che si occupa della tutela dellordine e
della funzione giudiziaria. Per gli ostrogoti c un COMES GOTHORUM (per i
goti) e un PRUDENS se in causa c un romano. Con i bizantini il duca
locale, e per i longobardi anche il duca che interviene solo in assenza della
faida. Si tratta cmq di una giustizia fatta dai capi politici con un giudizio politico
pi che giuridico, in un periodo in cui prevalgono le consuetudini e pochi sanno
leggere, non rifacendosi ad un diritto positivo. Spesso si valuta il livelli
equitativo,in questi casi per la credibilit del giudice tutto, e molti
preferiscono dunque affidarsi all EPISCOPALIS AUDIENTIA del vescovo.
La chiesa ha anche ruoli civili e addirittura in alcuni casi militari. Infatti
contribuisce in Italia ad organizzare la resistenza bizantina ai longobardi in
centro-Italia in castelli dallEsarcato (marche e romagna) a Roma facendo perno
su Perugia per circa un secolo. La chiesa collabora con i bizantini anche nel
periodo longobardo dopo la loro conversione al cattolicesimo, (per limpegno

della regina TEODOLINDA) nonostante i migliori rapporti con Pavia, specie nel
periodo di LIUTPRANDO la cui legislazione risente dellinfluenza cattolica. I
rapporti con i bizantini per si rovinano irrimediabilmente con ladesione di
LEONE III isaurico alleresia iconoclasta vietando la distribuzione il commercio
la produzione e il culto delle icone e creando anche un danno economico ai
monasteri. A differenza di Costantinopoli a Ravenna i famosi mosaici
giustinianei non vennero distrutti. Lesarca fu per costretto a cercare anche
con la forza di imporre labolizione delle immagini a cui invece la popolazione,
sobillata dal clero non voleva rinunciare. Lesarca addirittura prov in accordo
con il re Liutprando a marciare su Roma ma il tentativo si aren per il
disimpegno longobardo. Un iniziativa longobarda di sostituirsi ai bizantini fu
frenata dallo stesso Liutprando che anzi don al papa il borgo fortificato di
Sutri.
Davanti alle pretese del successore di Liutprando re ASTOLFO il papa chieder
a met dell XIII Sec la protezione del re franco Pipino 754, col cui appoggio
respinse la minaccia longobarda. Dall XIII sec. Quindi il papa si conferma come
capo politico temporale nel territorio del Lazio e ci durer 1000 anni fino al
1870. Ancora oggi in virt dei patti lateranensi c la citt del vaticano.
Per giustificare il potere temporale del papa si cre anche un falso
documentario :

LA DONAZIONE DI COSTANTINO:
fu considerato a lungo valido, nel 1400 lumanista LORENZO VALLA ne
dimostr in maniera inequivocabile la falsit. Il documento non avrebbe tratto
in inganno la raffinata cancelleria bizantina mentre poteva essere accettato da
franchi o longobardi o dallesarcato. Sino al XV sec fu cmq considerato genuino
e riconosciuto valido dallimpero in momenti di particolare tensione nei sec XII
e XIV. Nel documento si afferma che limperatore romano Costantino guarito
dalla lebbra e divenuto cristiano decideva di concedere al pontefice il potere
temporale sulle provincie dellimpero e ritirarsi nella nuova citt di
Costantinopoli. Il documento fu fatto per legittimare un situazione che rischiava
di essere cancellata da qualche intervento militare o politico.
chi costru il documento? Ipotesi:
1. Costruzione fatta in contrapposizione allesarca bizantino durante leresia
iconoclasta
2. Ipotesi che la compilazione sia avvenuta durante la contrapposizione alla
spedizione verso Roma del re longobardo Astolfo, per chiedere con
legittimit aiuto ai franchi come in effetti avvenne.
3. Lipotesi che fu redatto il documento per giustificare liniziativa di papa
STAFANO II di recarsi a Parigi per consacrare Pipino imperatore,
usurpatore rispetto ai MEROVINGI, e richiedergli aiuto contro i

Longobardi. Lintervento di Pipino fu decisivo. Laiuto franco si rinnov poi


con Carlo 754-56 figlio di Pipino e port nel natale dell800
allincoronazione di questo da parte del papa come imperatore del
SACRO ROMANO IMPERO.
CARLO MAGNO E IL SACRO ROMANO IMPERO (S.R.I)

Per volont del papa e di carlo magno tornava in occidente un impero, era
sacro perch voluto dalla chiesa con tanto di incoronazione legittimante del
papa.
Il territorio andava dallEbro in spagna allElba in gremania. Carlo era
imperatore (re dei re) sotto di lui cerano i suoi famigliari in Italia e in
Acquitania e nei territori sottomessi. Ma era una contrapposizione al rivale
Bizantino che accus il colpo inferto dallincoronazione pontificia e a fatica ne
accett la carica. La capitale fu Acquisgrana non Roma( volutamente
pontificia) e fin per essere un impero ancor pi tedesco. Il governo fu affidato
ai funzionari nominati dallimperatore stesso: CONTI circa 400 ciascuno a capo
della sua CONTEA. Il conte non era stipendiato ma riceveva proventi dalle terre
del re e da parte dei tributi e si occupava dellordine interno, della difesa, al
sostegno del territorio verso limperatore, e della giustizia.
In zone difficili come quelle di confine pi contee si univano in una MARCA
con a capo un MARCHESE al fine di accrescerne il potere.
Per controllare i singoli conti carlo us i MISSI DOMINICI (un conte e un
vescovo) che si recavano nella contea periodicamente per verificare loperato
dei conti e sentire le lamentele della popolazione soprattutto in merito alla
giustizia, e a proteggere le istituzioni ecclesiastiche locali oltre che a svolgere
per conto dellimperatore lesenzione dei tributi, la preparazione di campagne
militari lesecuzione di istruzioni generali per le quali Carlo Magno provvide con
un certo numero di CAPITULARIA, leggi scritte, che indicarono una ripresa al
potere legislativo in un periodo vinto dalle consuetudini. Potere che non trov
riscontro anche a causa di un diffuso analfabetismo di cui lo stesso carlo
sembra esserne soggetto. Tra i poteri dellimperatore cera quello di comando
generale che comprendeva: LERIBANNO (chiamata alle armi), limpegno per
la giustizia, al r si ricorreva in caso di torti subiti in precedenti giudizi,
limperatore inoltre si addossava la TUTIO sui deboli e sulla chiesa, ci
comportava un impostazione CESAROPAPISTA, con interferenze nei confronti
della chiesa e nelle questioni religiose. Alla morte di Carlo subentr LUDOVICO
e vide il regno smembrarsi con lotte cruente e continue. Alla sua morte i 3 figli
si spartiscono il regno ma la carica di imperatore rimase solo a uno. Durante il
medioevo la figura dellimperatore come capo politico della cristianit
occidentale fu accettata anche dai giuristi (Dante nel 300 parla di 2 soli a
reggere il mondo per il potere temporale e spirituale, papa e imperatore). Il
territorio dellImperatore per corrispondeva solo a germania e italia. Altrove si
svilupparono diversi regni autonomi (rex in regno suo est imperator) come

dicevano i giuristi. Il titolo imperiale rest cmq in et moderna sino agli


ASBURGO quando il vittorioso NAPOLEONE fattosi incoronare dla papa a
parigi nel 1804 impose loro la rinuncia al titolo.

CAP. 4
RAPPORTI PERSONALI E FEUDALI
Il vincolo personale stato per secoli alla base dellordinamento giuridico
occidentale, fino al luglio 1789 (RIVOLUZIONE FRANCESE). Il vincolo
vassallatico si era sviluppato in francia nel VIII-IX sec, in secoli in cui la
mancanza di ogni protezione pubblica lasciava il singolo in balia della forza
degli armati prepotenti e lo induceva a cercare protezione tra gli influenti.

PREMESSE

Il protetto offriva i suoi beni con preghiera (PRECARIA) di riaverli in


concessione a nome del potente che con la sua autorit proteggeva sia i beni
che lui. Parallelamente esistevano gi forme di beneficio: i MILITES
LIMITANEI, ai quali limpero concedeva terre in beneficio, nelle vicinanze dei
confini purch nellutilizzarle preservassero i confini dellimpero dalle invasioni.
Su tale modello si erano sviluppati dai sec. IV e V i benefici ecclesiastici che
la chiesa concedeva ai ministri del culto cristiano (i beni della chiesa) dai quali
essi traevano il reddito per sostentarsi.
Durante le invasioni barbariche gli aumentati timori per la sopravvivenza
hanno accentuato forme di protezione, non solo ma la propensione germanica
verso le armi e lo scarso interesse per la coltivazione hanno portato a forme di
mantenimento dei militari da parte della popolazione in corrispondenza di un
certo ordine pubblico (HOSPITALITAS).
I capi pubblici e militari avevano intorno a se un gruppo di fedelissimi i VASSI,
del re o di un potente, nella corte longobarda i GASINDI, gli ANTRUSTIONES
in quella franca i componenti di quella trustis nel palatinium da cui si
svilupparono i COMITES PALATINI.
Nella Francia del VIII sec CARLO MARTELLO si giovato di tali tendenze per
creare molti rapporti di fedelt, con vassi a lui devoti, donando immobili spesso
requisiti a beni ecclesiastici, in tal modo questi hanno rafforzato la loro forza
militare ed hanno fermato gli arabi a poitiers e alla morte di carlo hanno fatto
eleggere Pipino, suo figlio re, facendo cambiare dinastia.
Il vincolo personale si consolidato dall VIII sec in una cerimonia: il Vasso si
inginocchiava disarmato a mani giunte di fronte al signore seduto su uno
SCRANNO, e il signore congiungeva le sue mani su quelle del vasso e lo
beneficiava delle terre, investendolo ponendo la sua spada o bastone sul capo
del vasso che poi faceva alzare con abbraccio o bacio finale.

ELEMNTI DEL FEUDO

Il termine feudum tardo di fine secolo IX in precedenza si usava il termine


BENEFICIUM, il beneficium infatti stato considerato dalla dottrina giuridica
uno degli elementi fondamentali del feudo insieme al VASSALLAGGIO. il
beneficio legato alla tradizione latina il vassallaggio a quella germanica. Il
beneficio riguardava una concessione in uso di terre il vassallaggio un vincolo
personale. Il beneficio era concesso ad un vasso perch potesse sostenersi
economicamente dal reddito derivante da questo ed aiutare militarmente il
concessionario (il proprio signore), ecco nascere un istituto IL FEUDO. Si
trattato di un fenomeno partito dalle esigenze concrete senza alcun progetto
organico partito dallesigenza di avere elementi di fiducia pronti ad appoggiare
militarmente il proprio signore. Lelemento feudo cambiato nel tempo. Le
terre concesse dal re erano spesso demaniali o terre destinate da tempo ad
enti ecclesiastici monasteri e vescovadi. Linvestito intese che i beni
passassero a lui nella stessa situazione in cui si trovavano prima e si consider
quindi investito da beni immuni da intromissioni da controlli regi ( INTROITUS,
diritto di inviati del re di entrare in tali terre per eseguirvi provvedimenti regi,
LEXACTIO, riscossione dei tributi regi, e la DISTRICTIO, amministrazione della
giustizia). Il vasso godeva per della diretta fiducia del re che lo aveva investito
di tale beneficio, in base a tali impostazioni favoriti della progressiva debolezza
della corona nei confronti dei vassi, si pu quindi comprendere che questi si
considerassero gli esclusivi rappresentanti del re nelle terre concesse. Questo
fini per escludere altre persone dalle sue terre, immunit negativa, da questa
si pass a quella positiva, fu lo stesso vasso ad esercitare in tali terre ogni
potere (ordine comando, imposizione tributaria e giustizia) perch personaggio
di maggior prestigio e forza oltre che investito dal re.
I vincoli personali erano basati sulla consuetudine, questultima si riferiva
anche perfino fuori dai legami feudali, ai quei potentes che in modo autonomo
si imposero tra i sec. IX e X in vari territori dEuropa post-carolingia tormentati
dalle invasioni ungare normanne e saracene nei quali venne sviluppatosi
quel particolare fenomeno dellincastellamento e consolidandosi di fatto un
potere territoriale di signori locali, una signoria di banno, parallela e
autonoma rispetto a quella dei vassi sviluppatesi sulle spoglie del sistema
carolingio per essere poi col tempo inglobata nello stesso ordine feudale
quando tali signori finirono col veder riconosciute da apposite investiture
imperiali regie o vescovili il potere da loro esercitato di fatto sulle terre da loro
gi controllate. Il potere del signore locale era verso lalto (immunit negativa)
ma allo stesso tempo verso il basso si impone ai sudditi con poteri oppressivi e
di pretese (immunit positiva), poteri variabili:ordine interno, giustizia, di
tributi, prestazioni personali CORVEE, di sfruttamento di determinati beni, o
manufatti come ponti mulini o forni. La scienza giuridica basso medioevale ha

parlato di una suddivisione di quello che rea stato il DOMINIUM romano


unitario, al signore concedente spetta il DOMINIUM EMINENS riguardante una
superiorit feudale pi teorica che effettiva, che tende ad appanarsi sempre pi
nella figura del SOUZERAIN di tradizione francese. Il concessionario titolare
del DOMINIUM UTILE che investe in pratica lo sfruttamento materiale del bene
pur restandone la titolarit al SENIOR, che ha diritto ad atti ricognitivi della
propriet ad ogni cambiamento di persona concedente e o concessionario. Il
vincolo feudale fra signore e vassallo in et moderna vede ridursi il rilievo di
questo legame, ed emergere soprattutto la superiorit del vassallo nei
confronti dei rustici ad esso soggetti.

MODIFICAZIONI NELLESSENZA DEL FEUDO

Il legame feudale doveva legare il vasso concessionario al senior concedente


per le azioni belliche e altri impegni con il cambiamento della fides con la
morte del concessionario il beneficio doveva tornare al concedente che ne
avrebbe disposto EX NOVO a favore di un suo fedele, invece ci non stato
perch il progressivo radicamento del vasso, e dei suoi famigliari nel beneficio
hanno perlopi portato il figli a subentrare nello stesso tipo di rapporto del
padre. La crisi del sistema di governo carolingio non consentiva di poter
imporre con facilit un altro titolare del beneficio, restava per pur sempre la
possibilit di sostituzione posto che ne avesse la forza. Laspirazione dei vassi
di evitare il cambio riusc di fatto a realizzarsi quasi sempre, trovando un
espresso riconoscimento imperiale nell 877 con CARLO IL CALVO che per
dare garanzie ai vassi convocati per una spedizione militare si impegn a
QUIERZY SUR OISE a garantire il beneficio al al figlio se il padre fosse morto
in guerra con limperatore, anche per attirare gli incerti al combattimento. Nel
1037, limperatore CORRADO II il salico lo estese a tutti i feudi con
lEDICTUM DE BENEFICIIS si riconobbe leredita per ogni feudo salvo in caso
di certa et convicta culpa ( gravi mancanze) giudicate ed accertate da una
curia (riunione giudiziaria).

IL CONTRATTO FEUDALE

Il vassallo aveva nei confronti del signore obblighi sintetizzabili nell AUXILIUM
ET CONSILIUM, AUSILIO che consisteva nellimpegno militare, il consiglio si
riferiva al prestare consulenza al proprio DOMINUS specie nelle riunioni indette
dal signore. Alla morte del vasso il feudo passava agli eredi che in certi casi
potevano alienarlo purch si impegnasse a mantenere gli obblighi verso il
signore. Il feudo era ormai CONTRATTO. Si era ridotta limportanza del rapporto
fiduciario morale a favore di un legame pi patrimoniale e giuridico basato
sulle consuetudini. Tali consuetudini dellitali settentrionale furono raccolte nei
LIBRI FEUDORUM, inserita poi dai giuristi italiani alla fine del corpus iuris
giustinianeo. Il contratto feudale divenne usuale dal sec X in forma scritta
presso i notai e le cancellerie del tempo. La diffusione del contratto feudale

continu in periodo comunale, esso si modific sul piano dei legami personali
riducendo quelli tra cocedente e concessionario ma conservando quelli fra il
vassallo concessionario e i soggetti al suo potere di banno. Appare antistorica
la RIGIDA RICOSTRUZIONE PIRAMIDALE fatta dagli storici tedeschi (in vassi
valvassori valvassini), ricostruzione troppo rigida in un sistema che in realt
era in movimento. Non tutto il territorio del SRI era ingabbiato in questo
schema, la societ in oltre non era tutta feudale. Il sistema era stato pensato
per rafforzare tramite vincoli personali, le deleghe di potere locale specie con i
conti e marchesi, ma in effetti si prodotto il risultato contrario di fronte alle
debolezze del potere centrale post carolingio i vassi hanno finito per acquisire
alla fine un potere autonomo acuendo la crisi carolingia, inoltre le signorie di
banno hanno finito per essere legittimate.

CRISI ED EVOLUZIONE DEL SRI

Il sri si presto sfaldato, finendo negli ultimi anni del IX sec. Al tempo dei nipoti
di carlo il regno era sfaldato, LOTARIO era imperatore solo su 1/3 del territorio.
A tendenza germanica ai legami personali ed alla bellicosit per gruppi armati
ha fatto naufragare limpostazione per contee ed ha portato al particolarismo di
signorie autonome. Solo con la met del X sec la nuova dinastia della casa di
sassonia, affrmatasi nel 951 con OTTONE I ripristina i poteri dellimperatore:
RENOVATIO IMPERII in un ambiente per ormai feudale, in cui divengono
importanti i VESCOVI-CONTI. I conti non sono pi ufficiali del periodo
carolingio ma signori laici o ecclesiastici investiti del TITOLO COMITALE, che
derivano il loro potere dallinvestitura ma lo mantengono in modo autonomo.
La scelta ottoniana per i vescovi conti fa capire lo scarso rilievo ormai del
sostegno militare al senior. La scelta ottoniana ha per uno scopo: i vescovi non
possono fare figli quindi alla morte del vescovo limperatore pu infierire sull
ELEZIONE CANONICA. Il prestigio morale e sociale del vescovo inoltre aiuta a
consolidare il potere politico. questo binomio con la chiesa dura quasi un secolo
e il coinvolgimento della chiesa aumenta il potere ecclesiastico e ne stimola le
aspettative di governo.

LA RIFORMA GREGORIANA

Le distrazioni degli ecclesiastici dalla vita spirituale suscita un movimento di


protesta allinterno della chiesa, soprattutto in un filone che trova il suo centro
nellabazia di CLUNY in BORGOGNA. Ci porta nella prima met del XI sec. A
duri scontri nella chiesa intorno alla richiesta di ritorno alla semplicit spirituale
delle origini. il movimento ha contato su personaggi come SAN PIER DAMIANI
ed il DEBRANDO DI SOANA futuro papa ed giunto oltre la met del XI sec. A
portare sul trono papale pontefici favorevoli alle sue tesi con NICCOLO II
1059-1061 NEL 1059 un DECRETUM ELECTIONIS PONTIFICALIS stabiliva
che lelezione del pontefice fosse basata sullelezione dei soli cardinali a cui
sarebbero seguite poi lapprovazione del clero romano e lacclamazione del

popolo abbandonando lelezione canonica ed esautorando i laici e limperatore


in particolare. Llezione a papa di GREGORIO II 1073fece prevalere il partito
riformatore con energiche prese di posizione sulle libere candidature degli
ecclesiastici fino ad arrivare al documento redatto nel 1075: DICTATUSA
PAPAE: primato della chiesa di Roma, scelta dei vescovi da parte del papa,
valutazione della chiesa sulloperato dei laici compreso limperatore con
possibilit di deporlo, la RIFORMA GREGORIANA, sino a sostenere la
supremazia della chiesa rispetto al potere temporale. Le tesi gregoriane hanno
portato mezzo secolo di contrasto ideologico politico e militare con limpero :LA
LOTTA PER LE INVESTITURE fino al 1122 con il CONCORDATO DI WORMS.
la riforma ecclesiastica del XI sec diede alla chiesa una rigida legislazione
dallalto, dotata di una disciplina interna ed un organizzazione gerarchica. La
polemica tra chiesa e impero ha caratterizzato il basso medioevo sino al
trecento, sul terreno pienamente giuridico, dimostrando il rilievo del diritto
sullambinte del tempo, elemento nuovo.

LA LOTTA PER LE INVESTITURE

La nomina dei vescovi era in mano al signore concedente i poteri pubblici, che
prevaleva sulla designazione ecclesiastica. Come accadeva con la precedente
tutio imperiale vs la chiesa nel periodo carolingio oppure il diritto di patronato
del signore fondatore di un abazia, che indicava labate. Situazione questa che
minava la LIBERTAS ECCLESIAE. Tra i sec X e XI con episodi di conflitti
dinteresse e prepotenze signorili, diedero il via alla protesta. Gli imperatori di
SASSONIA e FRANCONIA abusarono di questo potere per imporre loro le
persone. E le stesse contestazioni allinterno della chiesa trovarono ostacoli
nella chiesa stessa data la contaminazione tra poteri imperiali e chiesa. Ma
davanti a episodi scandalosi i riformisti ottennero consensi anche grazie
allelezione pontificia del 1059 che tolse la possibilit di sindacare la scelta a
imperatore e casati romani , restavano per vescovadi e abbazie. e con
GREGORIO II la polemica entr nel vivo
circa le LIBERTAS ECCLESIAE
mandando in crisi le investiture di stampo ottoniane. La polemica prese risvolti
giuridici: con fautori delle posizioni filo imperiali e filo pontificie, con scritti
polemici dal profilo strettamente giuridico. Il diritto dopo tanto tempo venne
invocato per far valere le proprie ragioni. Limperatore ENRICO IV si oppose
con accanimento al papato e questo giunse ancje a scomunicare limperatore e
chiese aiuto a potenti principi feudali fra cui la GRAN CONTESSA MATILDE DI
CANOSSA. LA FEUDALITA si spacc in 2 fino al concordato di worms 1122 che
fu un buon compromesso per le parti anche se la chiesa ne trasse il maggior
vantaggio. Il compromesso fu possibile grazie allintervento di giuristi e alla
fine si divise il territorio per aree di influenza sulle investiture, (itlia al papa e
germania allimperatore). In generale per le investiture spettavano alla chiesa
PER ANULUM ET BACULUM.

ORDINAMENTO FEUDALE. TIPI DI FEUDO

A cavallo del millennio la societ era divisa in varie categorie, i MILITES educati
alla guerra, che fanno ricorso alla forza e non al diritto. In tale ambiente le
disquisizioni giuridiche fanno poca presa. Vi sono i principes poi i seniores
(capitanei, valvassori, valvassini, signori) e tali possono sub-feudare il beneficio
avuto, e tale prassi porta alla polverizzazione dei rapporti feudali perch il
vincolo vale solo fra i primi due: il signore del mio signore non mio signore.
Questo acceso particolarismo genera la paralisi del sistema. I tipi dei feudo
sono tanti e i libri feudorum ne riportano 44, ovviamente sono categorie EXPOST, della dottrina. Linvestito di solito un un miles con le eccezioni di donne
o ecclesiastici, in questo caso il servizio militare prestato da un advocatus
per le donne il marito). Il feudo non noto ai longobardi, emerge con i franchi e
si diffonde in nord italia in periodo post-carolingio con contenuto pi
patrimoniale (IURE LONGOBARDORUM), questo divisibile tra i figli maschi,
ereditabile anche dalla figlia, alienabile purch chi subentri abbia gli stessi
obblighi. Nello iure francourum il feudo trasmesso per primogenitura e ne
esclusa la donna, inalienabile. Questo feudo si tramanda in italia con i
NORMANNI ed in seguito nel XIII sec con gli ANGIOINI.il vassallo poteva
ricevere benefici da pi signori e a chi doveva obbedire in guerra se gli stessi
erano tra loro in conflitto? Per risolvere il prob. Si fece il FEUDO LIGIO il cui
vincolo di fedelt era cosi forte da portarlo contro chiunque anche famigliari e
si poteva essere LIGIO di un solo SENIOR. Col tempo il vasso si sentiva sempre
pi autonomo e vero titolare del beneficio e al dominium eminens restavano
pochi diritti di superiorit sul dominium utile , il feudo cos col tempo non ha
pi vincolato tanto il vassallo al signore quanto i singoli individui dipendenti al
vassallo al vassallo.

CAP.5
IL DIRITTO DEL NUOVO MILLENNIO

INQUADRAMENTO:IL RINASCIMENTO GIURIDICO

Nellanno mille c una rinascita religiosa, economica territoriale, sociale,


politica ma soprattutto GIURIDICA, ecco riemergere il CORPUS IURIS
GIUSTINIANEO, e la prevalenza del IUDEX per la risoluzione delle
controversie. Al MILES si affiancano il BURGENSIS(esperto di diritto) e le
professioni di IUDEX IURISPERITUM NOTARIUS. Laffluenza al loro
insegnamento fa sorgere le UNIVERSITA. il giurista si afferma accanto ai
POTENTES. La svolta del sec. XII giunge fino a noi. La vivacit del millennio
parte dalle citt, dove si sviluppano le scuole laiche e cattoliche. Riprende
piede la territorialit del diritto.

I COMUNI CARATTERISTICHE ESSENZIALI

Dopo oltre 5 sec di difficolt le citt riprendono vigore grazie al miglioramento


di scambi e traffici, vi sono gli artigiani e c IL MERCATO, inoltre la citt

fortificata e difesa dalle mura. Vi sono garanzie per il mercato, difesa della
pace, disponibilit di beni, e giustizia locale. Si crea un ELITE cittadina che pian
piano si inizia ad occupare dellamministrazione. Durante la lotta per le
investitura questelite(milites, notai, artigiani, mercanti) inizia ad appoggiare
luno o laltro contendente nella disputa politica. le citt meridionali godono
del controllo sul mediterraneo cristiano, sono le premesse per lo sviluppo dei
COMUNI. In alcuni casi il comune si affermato come unica entit territoriale:
CITTA STATO (VENEZIA, MILANO, FIRENZE GENOVA, VERCELLI, BOLOGNA,
ASTI, VERONA ecc.)il fenomeno dallItalia si diffuse poi in Europa. I comuni a
seconda dei casi da una ribellione al signore locale o da concessioni
progressive o dalla fondazione di nuove citt(UDINE O ALESSANDRIA). Il
comune si diffonde in italia dalla meta del XII sec. Elementi del comune sono: la
designazione dal basso delle cariche comunali, la partecipazione cittadina e la
temporaneit delle cariche. In genere gli organi sono: lASSEMBLEA, IL
CONSIGLIO, I CONSOLI.
Lassemblea riunisce i capi famiglia del comune, non ha periodicit fissa, si
riunisce per le decisioni importanti.
Il consiglio di credenza lorgano centrale, ne fanno parte i cittadini notabili
HOMINENS CREDENTES, degni di credito, sono decisi i principali problemi,
designazione di consoli e uffici comunali, vita economica, politica interna ed
estera e legislazione.
I consoli stanno al vertice del comune da 2 a 20 e sono temporanei (1 anno o
6 mesi) e sono scelti tra le famiglie pi influenti. Seguono gli affari politici.
Lamministrazione della giustizia, la difesa delle mura ecc. e per questo si
affiancano di aiutanti comunali: DAZIERI MESSI GIUDICI NOTAI MASSARI,
CALVARI. Pian piano molti comuni preferiscono affidarsi a una solo persona
non partigiana e si afferma quindi al posto dei consoli la figura del:
POTESTAS uno straniero retribuito, TECNICO che deve reggere la citt
secondo le istruzioni degli organi, che pu portare dei suoi uomini di fiducia. La
carica dura 1 anno o sei mesi e la retribuzione concordata. Al termine del
mandato sottoposto a sindacato per giudicare il suo operato e se verr
accusato di danni gli verranno dedotti dalla retribuzione.
I comuni si affermano come elemento di vivacit dal duecento e grandi comuni
come GENOVA E VENEZIA saranno fondamentali per i traffici nel mediterraneo
e verranno abbattuti solo nel 700 da napoleone, altri come MILANO E FIRENZE
daranno via ad una signoria ed uno stato che durer secoli. SAN MARINO
giunta fino a noi. Il principio della compartecipazione alla gestione della vita
collettiva si contrappone al sistema feudale.

LA RISCOPERTA DEL DIRITTO

Per secoli le controversie nel medio evo le controversie si sono risolte con la
forza. I MILITES erano educati alle armi e i CAVAGLIERI armati incutevano
terrore e i civili cercavano protezione da un potentes armato nel borgo
fortificato. Allinizio dell XI sec OTTONE III per evitare guerre tra famiglie
ordinava la risoluzione per duello. Allinizio dell XI con la rinascita per
iniziativa ecclesiastica si sono diffuse le TREGUE DI DIO, facendo finire le
guerre private con una decisione superiore. Col tempo si abbandonarono quindi
le guerre private e i duelli per affidarsi a un giudice. La rinascita culturale del XI
sec contribuisce in proposito nelle diverse scuole monastiche o cittadine dove
vengono utilizzati testi giuridici. NOTARI sono chiamati a tramandare per
iscritto lattestazione di atti giuridici, e sono direttamente interessati quindi a
prepararsi modelli dei pi frequenti (PROTOTIPI, con loro formule, sono i
FORMULARI). Allapprofondimento del diritto viene poi dal movimento
ecclesiastico noto poi come RIFORMA GRAGORIANA, che induce i diversi
fautori delle fazioni a sostenere Papa o Imperatore secondo elementi giuridici e
quindi ad approfondire questi. Riemerge pure luso del DIGESTO (raccolta pi
raffianta e difficile dellopera giustinianea).nel 1076 nel PLACITO DI
MARTURI toscana a cui prende parte il LEGIS DOCTOR PEPO, attivo presso la
CONTESSA MATILDE DI CANOSSA e docente di un insegnamento
considerato modesto a bologna. Alla fine del sec. XI tra toscana modena e
bologna si concentrano testimonianze di una ripresa di interesse al diritto e dei
testi giustinianei trascurati per secolo. Alla fine del XI sec e i primi decenni del
XII sec sono stati riesumati e riordinati, studiati e illustrati, i testi giustinianei da
IRNERIO, vero protagonista della riscoperta dei LIBRI LEGALES e fondatore
della scuola di bologna o scuola dei GLOSSATORI. I 14 documenti noti sulla
vita di irnerio vanno dal 1112 al 1125. Si ipotizza sia vissuta tra il 1050 e il
1130. ha avuto rapporti con rapporti con la contessa matilde di canossa e con
ENRICO V con cui si schierato contro la curia romana per lelezione di papa
GERGORIO. ha fondato la scuola di diritto bolognese dove ha illustrato le
raccolte giustiniane. Nelalto medioevo le istituzioni avevano un p circolato,
non fu cosi per le novelle. Digesto e codice, ingnorati fino al sec XI, finch
irnerio ne ha scoperto i manoscritti esistenti in area emigliana e li ha
coordinati, ritoccati e studiati dando rilievo soprattutto al DIGESTO. Irnerio
stato la LUCERNA IURIS il PRIMUS ILLUMINATUR SCIENTIAE NOSTRE, cos
riporta a met 200 un suo discepolo: ODOFREDO. Dei 50 libri del digesto
irnerio dispose di quelli iniziali 1-24, che chiam DIGESTUM VETUS, poi si
interrompevano cerc altri manoscritti trovano i libri 39-50 che chiam
DIGESTUM NOVUM, mancava la parte centrale che fu poi trovata e fu
chiamata DIGESTUM INFORTIATUM. I LIBRI LEGALES sono 5:
1.
2.
3.
4.

DIGESTUM VETUS,
INFORTIATUM,
NOVUM,
CODEX (PRIMI 9 LIBRI),

5. INSTUZIONI (ULTIMI 3 LIBRI DEL CODEX, NOVELLE 134, DIVISE IN


9 COLLAZIONI ALCUNE COSTITUZIONI IMPERIALI E I LIBRI
FEUDORUM)
I giuristi di Bologna illustrando con le loro GLOSSE comporranno quello che sar
chiamato CORPUS IURIS CIVILIS, ma nessuno dei politici del tempo si
impegn a ribadirne la vigenza ma cmq dal sec XII al XVIII furono alla base
degli ordinamenti dellEuropa senza contestazioni, erano i LIBRI LEGALES per
antonomasia e a loro si credeva. Ancora alla fine del XI sec. Il diritto non aveva
un posizione nellinsegnamento delle arti del TRIVIO (grammatica,
dialettica, retorica) e non era distinto dalletica e dalla logica. Non era
oggetto di uno specifico studio nelle scuole, lo stesso irnerio era maestro del
trivio che si e poi appassionato alla conoscenza. Il suo merito stato quello di
scindere il diritto come scienza e di adottare strumenti logici per interpretarne
il contenuto, con un campo di valutazione (giuridica) diversa dalla morale. Si
era affermata la SCIENTIA IURIS e con lei la professione nuova del GIURISTA,
unico esperto cin materia, che ebbe un gran successo nella societ del tempo.
E ai politici del tempo i giuristi sembravano una soluzione per dirimere le
controversie e limitare luso della forza. Nel mondo comunale le ELITE cittadine
potevano intravedere un nuovo sistema giuridico per gestire la societ diverso
da quello bellico. La fama del diritto si diffuse con rapidit e ci fu un noto
episodio nel 1158 limperatore FEDERICO I
riun a RONCAGLIA
i
principali politici comunali e feudali del centro nord italia e chiese ai 4
allievi di irnerio suoi successori nella scuola di bologna, di esprimersi
in merito ai suoi diritti patrimoniali in quanto imperatore, e il loro
concorde parere fu accettato dai presenti data la loro autorevolezza.

LA NUOVA SCIENZA GIURIDICA

Irnerio ha constatato la preminenza del digesto e dei primi 9 libri del codice ed
ha scritto appunti per coordinare i vari passi a margine o tra le righe del testo:
LE GLOSSE MARGINALI O INTERLINEARI. Metodo di studio alla base della
scuola dei glossatori (bologna) attiva nella prima met del sec XII e la met del
successivo. La scola si espande anche altrove (MODENA, PADOVA, NAPOLI,
MONTEPELLIER, fino ad un fallita tentativo del glossatore VACARIO A
LONDRA). Le glosse usate come annotazioni o rinvii renderanno i testi
accessibili ai soli esperti del ramo. Nei manoscritti se ne trovano di diverse
persone anche di tempi diversi frutto di uno studio ripetuto specie nelle parti
pi tormentate o interessanti. Irnerio si rende conto che le novelle riporta in
modo non sintetico la legislazione dello stesso imperatore successiva al codice,
e per comodit pensa opportuno coordinare le prolisse disposizioni col codice
stesso e inserisce nei punti del codice che trattano di argomento analogo una
sintetica sua annotazione della norma giuridica enunciata nelle novelle: si
tratta di un frammento aggiuntivo che favorisce la conoscenza del IUS NOVUM
delle novelle giustinianee e coordina il codice con esse con specifica

indicazione della provenienza. Denomina tale sua parte AUTENTICA, perch le


novelle gli sono note tramite una versione detta AUTHENTICUM, fa quindi un
opera di integrazione e INTERPOLAZIONE della stessa raccolta giustinianea si
poteva
cmq
controllare
il
contenuto
nelle
NOVELLE
esistente
nellAUTHENTICUM ma la credibilit di irnerio unita alla pigrizia dei giuristi
porter questi ad utilizzate solo lautentica. Col tempo si dar alle glosse lo
stesso valore del testo. Cos la scuola di bologna finisce nel prendere parte
attiva al diritto scritto in Europa nei sec tra XI e XII. Il rifiuto della forza porta ad
una fiducia crescente dei giuristi. La glossa lo strumento principale di studio
e dopo irnerio sar utilizzata dai maestri successivi e verr affiancata ad altri
strumenti: generi letterali raffinati con i quali la scuola di bologna si segnala
per lelevatura teorica e la capacit di costruire un nuovo diritto tramite
concetti e categorie giuridiche rilevati dai libri legales e rielaborati. Si possono
ricordare le
1. DISTINCTIONES tra passi ed istituti paralleli a chiarire concetti
fattispecie diversi
2. BROCARDA per argomentare tra tesi contrapposte davanti ai giudici e
affermare e ricordare con frasi lapidarie principi importanti di diritto
3. QUAESTIONES per esaminare casi concreti ed applicare ad essi le
costruzioni teoriche via via elaborate.
4. QUARE e
5. DISSENSIONES in cui discutevano delle motivazioni alla base di una
certa regola giuridica o quella di illustri maestri a sostenere principi
soluzioni.
Accanto a questi generi letterali hanno avuto successo tra i giuristi in attivit
i
6. ORDINES IUDICIORUM e le
7. SUMMAE.
lORDO IUDICIARIUS nasce per la pratica e non per la didattica anche se
lavvio con ogni probabilit pervenuto da BULGARO uno dei 4 dottori
allievi di irnerio, il maestro vi comprende le spiegazioni teoriche dei diversi
ISTITUTI e dei relativi fac-simile che avvocati giudici o notai possono
prendere a modello per la redazione degli atti scritti. Il quadro teorico di
quella certa azione con una serie di specie in previsione delle pi frequenti
ipotesi concrete, e lo conclude con la proposta di un modello che loperatore
giuridico potr seguire.le summae il frutto di un opera di sintesi non
redatta a scuola. Possono esserne state redatte su singoli argomenti con
prospettive pi specifiche. La summa pi nota quella di AZZONE
(SUMMA CODICIS) stata considerata la sintesi per eccellenza delle
conoscenze giuridiche a livello anche pratico (chi non ha azzo non vada a
palazzo cio in udienza. Pi rara invece ledizione della summa codicis di
PIACENTINO, laltra illustra precedente scalzata da quella successiva di

azzone. I maestri della glossa erano numerosi a bologna e non sempre con
le stesse idee e stessa INTERPRETATIO, col tempo cos si sono accostate
glosse diverse sparse sui libri legales. azzone aveva gi corredato di glosse i
libri fornendo quindi un interpretatio uniforme ma non compiuta e completa.
A finire lopera ci pens ACCURSIO suo allievo che esaminate le glosse dei
diversi autori scelse quelle a suo giudizio migliori e ne corredo tutto il
CORPUS IURIS. Fece un opera di coordinamento basandosi sullapparato di
glosse di azzone e UGOLINO, fornendo un apparato coerente di pi di 90
000 glosse, ma intervenendo anche con proprie glosse e raccolse cos la
famosa GLOSSA ACCURSIANA o ORDINARIA o MAGNA GLOSSA.
Accursio visse fino al 1259.

FIGURE DELLA SCUOLA DEI GLOSSATORI

Alla scuola di bologna si sono formati numerosi giuristi: i 4 dottori allievi di


irnerio:
1.
2.
3.
4.

BULGARO
MARTINO
IACOPO
UGO

Noti col loro insegnamento al punto di essere convocati dallimperatore a


RONCAGLIA nel 1158 (vedi prima). disputarono tra loro sullinterpretatio e
sul suo
radicamento maggiore o minore al testo
e sul rapporto con
lAEQUITAS, bulgaro era pi vicino al testo mentre martino se ne poteva
scostare a favore della aequitas. La scuola di martino ebbe meno incidenza
perch pi filosofica, e fu poi rappresentata da piacentino giurista raffinato
ma allontanatosi da Bologna per insegnare ad altre citt e infine a
MONTEPELLIER. La scuola di Bulgaro ebbe maggior fortuna per le iniziative
pratiche come quelle degli ORDINES IUDICIORUM, e delle QUAESTIONES
DISPUTATAE, sia per la personalit degli allievi poi maestri ROGERIO,e
GIOVANNI BASSIANO. Oltre a bologna il fenomeno si svilupp in altre citt,
PIACENZA MANTOVA, e la rivale MODENA brillava grazie a PILLIO DA
MEDICINA allievo di PIACENTINO. Il maestro di maggior rilievo tra i sec XII e
XIII cmq AZZONE allievo di GIOVANNI BASSANO, docente bolognese di
grande impegno e successo, la sua ampia collezione di glosse sfocer a met
200 grazie alla GLOSSA ORDINARIA DI ACCURSIO, la sua summa codicis
una sintesi ammirevole per chiarezza e completezza della dottrina bologese
ed usata ovunque nel periodo del diritto comune. ACCURSIO completa a
bologna un ciclo di un secolo e mezzo con la glossa ordinaria che per secoli
apparir ai margini di ogni pagina del corpus iuri.

LUNIVERSITA

Nel 1888 fu festeggiato l880 anno delluniversit di bologna, in effetti per nel
1088 non esisteva luniversit e neanche altrove, a bologna cera solo qualche
scuola privata di diritto come quella di Irnerio. Da questa base si sviluppata
luniversit detta STUDIUM nel medioevo. Si sono formate a bologna le scuole
in locali modesti procurati dal maestro irnerio in cui sono affluiti studenti
desiderosi che versavano una somma (COLLECTA) pattuita e formavano con
lui un gruppo unitario. Il rapido sviluppo delle scuole vi ha fatto affluire
numerosi studenti anche da terre lontane svizzeri tedeschi francesi
lombardi napoletani ecc. questo gruppo di centinaia di stranieri aveva le sue
regole di vita allinterno di bologna, in armonia con quelle dei bolognesi, si
trattava di un UNIVERSITAS cio ASSOCIAZIONE, che aveva un particolare
peso anche economico data lAGIATEZZA media di tali studenti una piccola
citt comera bologna allepoca. Sin dalla met del sec. XII luniversitas aveva
la protezione imperiale. Nel 1155 FEDERICO I BARBAROSSA aveva
riconosciuto la COSTITUZIONE HABITA per privilegio imperiale, perch i
maestri avessero una speciale giurisdizione penale civile sui loro allievi, che gli
studenti potessero circolare liberamente in tutto limpero e fossero esentati da
ogni tributo locale e immuni da rappresaglie e fu inserito nella parte terminale
del volume dei LIBRI LEGALES. le varie NATIONES si formarono in 2 gruppi: i
CITRAMONTANI cio italiani e i ultramontani cio transalpini, ciascuno con
uno studente come proprio RACTOR. Luniversit nasce quindi a bologna come
associazione degli studenti con un RECTOR anchesso studente che li
rappresentava. Verso la fine del XII sec alcuni maetri si recano via da bologna
ROGERIO e PIACENTINO in Provenza a MONETPPEIER PILLIO a MODENA
1182, VACARIO in Inghilterra, dove i giudici locali si oppongono ai libri legales.
I PAPI INNOCENZO III 1210 e ONORIO III 1226 (intervenuto qualche anno
prima per tutelare gli studenti in conflitto col comune e imponendo che fosse
lARCIDIACONO di Bologna a conferire il titolo di dottore alla fine degli studi),
inviano alle scuole le proprie compilazioni decretali due delle 5 5
COMPILATIONES ANTIQUE, perch siano conosciute e studiate. Alcune citt
hanno scuole solo per un certo periodo (VICENZA, AREZZO, PIACENZA) in altre
invece si radicano ed ottengono fama (PADOVA 1222 SIENA 1250 PERUGIA), in
altre ancora come VERCELLI nasce perch degli studenti si spostano da padova
e fanno un accordo con il comune di vercelli per spostarvisi; per attirare i
maestri nella sede allora il comune si accolla uno STIPENDIUM in modo da
ridurre la COLLECTA, inizia cos ad infiltrarsi la parte pubblica. Con
questimpostazione nasce lUNIVERSITA DI NAPOLI, nel 1224 fondata da
FEDERICO II re di SICILA la prima UNIVERSITA PUBBLICA con stipendi regi. Il
modello universitario si diffonde tra 200 e 300 in tutta Europa (VIENNA PRAGA
ecc ). La lingua usata il latino parlato dai giuristi. Si diffondono anche i
MANOSCRITTI con SCRIVANI nelle citt universitarie in botteghe,
(STATIONARII) che a pagamento fornivano la pergamena che il giurista usava
tutta la vita per lavorare. Le fonti pi studiate sono il DIGESTUM VETUS e il
CODEX ed alle lezioni sono affiancate le ripetitiones i brocarda e le

quaestiones. Linsegnamento dura 7/ 8 anni e alla fine lo studente dopo


approfonditi accertamenti si laurea con solenne cerimonia e pu a sua volta
DOCERE o lavorare. Un affermato giudice feudale milanese OBERTO
DELLORTO manda suo figlio a Bologna data lautorevolezza della scuola e la
superiorit culturale.

GRAZIANO E LORIGINE DEL DIRITTO CANONICO

La chiesa da secoli aveva un suo ordinamento dove aspetti teologici giuridici


istituzionali e religiosi erano connessi. Per secoli si era ispirata alla tradizione
romanistica ed aveva annoverato raccolte di testi, nel periodo della riforma
gregoriana il vescovo IVO DI CHARTRES aveva cercato col suo DECRETUM
1904 di far ordine rispetto alle raccolte precedenti ma tutti gli elementi erano
ancora intersecati. E merito di GRAZIANO, monaco CAMALDOLESE che nel
1140 finisce un opera che scinde i vari elementi:
CONCORDIA DISCORDANTIUM CANONUM: Graziano dal suo monastero
bolognese (SAN FELICE E NABORRE) era venuto a conoscenza
dellinsegnamento si irnerio di cui era poco pi giovane. Penso sul tal modello
di riordinare le collezioni canoniche. Raccolse cos i CANONI per argomento
della normativa ecclesiastica, cercando di interpretarli e riun in questo modo
4000 brani diversi da canoni e concili di epoche e terre diversissime e
DECRETALI PONTIFICIE e frammenti del diritto romano, sistemandoli e
coordinandoli e se necessario integrandoli, con sue DICTA. Fu un coordinatore
con metodi logico-interpretativi, cercando di appianare le divergenze e
contraddizioni tra i diversi passi per presentare una collezione di canoni (cio
norme)coerenti. Ha avuto grande successo non fu mai promulgata dalla chiesa
ma fu considerata ufficiale e fu la base del DIRITTO CANONICO fino al 1917
data lemanazione del CODICE DI DIRITTO CANONICO. Il testo del DECRETUM fu
subito oggetto di insegnamento e di studiosi in materia (DECRETISTI) ed ebbe n
sua GLOSSA ORDINARIA e divent oggetto di infiltrazioni ed integrazioni tanto
che la chiesa stessa nomin nel XVI sec. Una COMMISSIONE DI CORRECTORES
ROMANI che fecero un opera di ricostruzione del testo. Graziano ricordato
come il fondatore del DIRITTO CANONICO, Dante lo colloca in paradiso perch
ha separato luno e laltro foro: coscienza(teologia e morale) e azioni (diritto).
Col tempo il diritto canonico verr insegnato nelle universit accanto la civile
facendo laureare gli studiosi in entrambi i diritti IN UTROQUE IURE e col
tempo verr utilizzato accanto al civile dai giuristi, come diritto vigente in
Europa.

CORPUS IURIS CANONICI

Il DECTRETUM la prima raccolta della chiesa romana e il suo successo porta


in alcuni decenni altre 5 raccolte a favorire una legislazione ecclesiastica
favorita dal dinamismo della chiesa post-gregoriana. La possibilit di ricorso al
pontefice aumentava infatti la necessit di ricorso al diritto e queste LETTERE

DECRETALI potevano servire come modelli per fattispecie analoghe. Dal 1190
al 1126 se ne curarono 5 raccolte, la terza e la quinta direttamente dai
pontefici INNOCENZO III E ONORIO III formando le QUINQUE
COMPILATIONES ANTIQUAE. Basandosi su esse papa GREGORIO IX fece
raccogliere ufficialmente tali DECRETALI ed eman nel 1234 il
DECRETALES GREGORII NONI, e la invi a PARIGI e BOLOGNA affinch fosse
studiata e applicata e costitu insieme al DECRETUM la seconda importante
fonte del diritto canonico. Si compone di 5 libri, per materia, ed un altro
monumento del diritto a cui si dedicano famosi DECRETALISTI in particolare
SINIBALDO DEI FIESCHI (PAPA INNOCENZO IV), ENRICO DA SUSA
LOSTIENSE (CARDINAL DI OSTIA) autore della famosa SUMMA AUREA, e
GIOVANNI DANDREA. Inoltre vi si trovarono numerose glosse da cui si trasse
poi la GLOSSA ORDINARIA. Ai 5 libri si aggiunse il
LIBER SEXTUS nel 1298 diviso anchesso in 5 libri e fu la terza raccolta della
chiesa a cui seguiranno le meno corpose CLEMENTINAE 1314-17, e le non
ufficali EXTRAVAGANTES COMMUNES. NELL HANNO 1550 JEAN CHAPPUIS
cura ledizione della raccolta dle diritto canonico.

SVILUPPO DELLAUTONOMIA COMUNALE


Il comune riesce ad imporsi come unico ente di potere territoriale,
ritornando alla territorialit del diritto che rester per sempre. Il
comune si lancia anche fuori citt nel DISTRICTUS secondo i
confini del vescovado locale sottoponendovi la propria IURISDICTIO
aumentando il suo potere territoriale, es. MILANO giunge a
preoccupare comuni vicini PAVIA E COMO. Lordinamento comunale
per si trova a doversi legittimare davanti al potere imperiale e si
giustifica
col
particolarismo
territoriale
affermatosi
consuetudinariamente rispetto ad un potere imperiale via via pi
evanescente ma nel rispetto di questo. Lo sviluppo del comune
infatti ha goduto dellassenza del potere imperiale per circa 30 anni.
Ma salito al potere FEDERICO I DI SVEVIA DETTO IL
BARBAROSSA arrivato in Italia nel 1154 per lincoronazione, vide
un certo disordine sulla penisola. Torn dunque nel 1158 e fra
Cremona e Piacenza a RONCAGLIA convoc le principali autorit
del nord Italia e i 4 dottori bolognesi. I dottori attenendosi alle fonti
giustinianee fecero un elenco di tutti i diritti imperiali e diedero
ragione a Federico che eman subito una costituzione, e consoli e
signori ne accettarono il verdetto. Per Federico solo da lui potevano
venire le nomine di SIGNORI O MAGISTRATI. I comuni ovviamente

volevano continuare ad eleggersi autonomamente i consoli mentre i


feudali
contrari allespansione comunale si schierarono con
Federico. La controversia si protrasse per anni e in assenza
dellimperatore i comuni rialzavano il capo. Per un decennio
Federico si impose militarmente riducendo lautonomia comunale.
Ma dal 1168 preso anche da problemi transalpini Federico moll e i
comuni appoggiati dal papato si ripresero. Dopo 30 anni di lotte
(lega lombarda, distruzione di Milano, fondazione di
Alessandria, Battaglia di Legnano, accordi di Venezia ecc)
nel 1183 si giunse finalmente al compromesso:
LA PACE DI COSTANZA: ai comuni veniva riconosciuta autonomia,
ma veniva ribadita la superiorit dellimperatore, che nominava
magistrati e consoli che gli giuravano fedelt. La giustizia in primo
grado invece spettava ai comuni, secondo usi cittadini e leggi
imperiali, ma lappello spettava allimperatore, i comuni potevano
avere proprie milizie armate fedeli per allimpero.
Alla morte di Federico nella crociata in terra santa 1190 gli
succedette il figlio, ENRICO VI morto in fretta a 32 anni nel 1197 e
gli succedette il giovane figlio FEDERICO nato dalla moglie
COSTANZA DALTAVILLA figlia del re di Sicilia che riprese con
ancor pi vigore le lotte del nonno vs i comuni. Tra il 1220 e il 1240
Federico inizi a imporsi. lautonomia del comune era rimessa al
volere imperiale e ai suoi fautori locali, i GHIBELLINI. lItalia
settentrionale era in mano a EZZELLINO DA ROMANO SIGNORE
FEUDALE, per conto dellimperatore che aveva il titolo di CAPITANO
IMPERIALE e sotto di lui i VICARI imperiali. Dopo la morte di
FEDERICO cmq i comuni don dovettero pi temere intromissioni
esterne.
CORPORAZIONI MERCANTILI E PROFESSIONALI
Il fenomeno associativo fu presente nel medioevo a causa della
scarsa rilevanza dei singoli. Trova appoggio in famiglia, chiesa,
comune e CORPORAZIONE, fatta da coloro dello stesso mestiere.
Acquisivano importanza le ARTI o corporazioni, di artigiani,
mercanti, professionisti e studenti. Le arti sono da ricordare per 3
motivi:

1. La loro organizzazione interna: compongono larte coloro che


sulla base dello stesso mestiere lhanno fondata o ne sono
divenuti membri. Entrarvi difficile data la concorrenza tra i
maestri. I maestri membri eleggono annualmente un
CONSOLE o PRIORE che dirige la politica estera, economica
col comune, la difesa dei prezzi ecc. simili sono i COLLEGGIA
DI AVVOCATI, MEDICI, NOTAI, PROFSSORI ecc anche loro con un
PRIOR annuale. Col tempo la rigidit allentrata nelle arti ha
fatto parlare di CORPORATIVISMO, il sistema perdurato fino
al XVIII sec. Fino alle idee FISIOCRATICHE E LIBERISTE con i
governi illuminati es. toscana o quelli francesi che le hanno
abolite.
2. Gli istituti giuridici emersi tra i mercanti medioevali hanno dato
origine al DIRITTO COMMERCIALE e molti istituti sono giunti
fino a noi: ASSOCIAZIONE INPARTECIPAZIONE, AGENZIA,
ASSICURAZIONE, CAMBIALE, ASSEGNO, SOCIETA IN
NOME COLLETTIVO, PER ACCOMANDITA, PER QUOTE, LA
BANCA, I CONTRATTI BANCARI, IL TRASPORTOE
IL
FALLIMENTO.
3. Limportanza delle corporazioni nellevoluzione istituzionale del
comune dove in certi comuni arrivarono addirittura al comando
(GOVERNO DELLE ARTI). Nei sec. XIII-XIV il ricco ceto dei
mercanti vuole avere pi influenza tramite le corporazioni.
Le corporazioni erano soggette al controllo comunale e in alcune
citt come Venezia il loro gran numero ne aveva ridimensionato
lincidenza, mentre in altre tipo Milano il loro peso economico non
stato sfruttato dal punto di vista politico, in altre invece si sono
imposte con un ruolo istituzionale e rilievo politico fino a reggere le
sorti del comune; in altre citt pi arti si sono unite fino a costituire
un vertice a difesa dei mercanti detto: MERCANZIA retta da un
collegio di anziani. Alcune corporazioni si sono perfino organizzate
militarmente per difendere i loro interessi, portando in alcuni
comuni un complesso paramilitare guidato dal CAPO DEL
POPOLO O DELLE ARTI, spodestando il podest e portando le arti
al potere.
In alcune citt i poteri coesistettero es. VERCELLLI , in altre ci fu il
GOVERNO DEL POPOLO O DELLE ARTI (BOLOGNA o FIRENZE), e in

tali casi il CETO MAGNATIZIO emarginato o bandito dal comune


con un apposita legislazione e provvedimenti anti-magnatizi.
Accanto o in sostituzione dei vecchi consigli nascono il CONSIGLIO
DEGLI ANZIANI o PRIORI, ciascuno a rappresentare un arte, e il
capitano del popolo sostituisce o affianca il podest, nel comando
militare. Il governo del popolo cmq partigiano, espressivo delle
arti e non di tutti e impone i suoi organi (capitano, anziani, consiglio
grosso) a tutti e solo in alcuni casi c la convivenza con i vecchi
organi. Al sud invece i re o i principi impediscono lascesa politica
delle arti.
LE MONARCHIE
Dalla fine del IX sec. Limperatore aveva soltanto Italia e Germania.
Ma la riemersione del diritto e delle scuole poteva far riemergere le
sue aspettative di assolutezza, ma tra i sec XII e XIII si sono
sviluppate dottrine secondo cui REX IN REGNO SUO EST
IMPERATOR,
in
proposito
i
giuristi
francesi
a
favore
dellindipendenza del re di Francia. LImpero incassava sconfitte
(lotta per le investiture, coi comuni) e non riusciva a far valere la
sua supremazia e le monarchie in Europa facevano il loro corso. Il re
per in quei casi aveva una supremazia solo formale. Era eccezione
che il re legiferasse, il diritto era percepito come un insieme di
regole esterne e sovrastanti il re (ESISTENTI INNATAMENTE). Con
principi secolari ritenuti immutabili. LE MONARCHIE DEL
BASSOMEDIOEVO presentavano un PARTICOLARISMO giuridico e
politico diffuso. Tra queste quella francese vs limpero, senza le
terre normanne, meridionali
e borgognone, dal sec. XIII si
espandeva su altri territori col sistema feudale, aveva inviati del re
sul territorio, (BALIVI, SENESCALCHI), una corte di giustizia in
ultima istanza: COURT DE PARLEMENT, PARIGINA e un organo di
controllo contabilit: LA CORTE DEI CONTI, oltre una certa
tradizione legislativa: LE ORDONNACES. In Spagna invece i regni
cattolici sec. XI XIII riducevano grazie alla sua crisi interna, il
mondo arabo
e il loro regno: REGNO DI GRANADA,e si
affermavano i regni cristiani di PORTOGALLO A OVEST, di
CASTIGLIA al centra e di ARAGONA, con propensione marittima
che li far arrivare fino allItalia. In tali regni utilizzato il sistema
feudale lasciando per spazio ai signori localmente infeudati.

Il regno dInghilterra a met XI sec. Viene conquistato dai


normanni (uomini de nord nord man) bellicoso gruppo di origine
nordica (VICHINGHI), provenienti dalla Francia, che scacciano i
SASSONI. il regno di GULIELMO IL CONQUISTATORE, che
concede terre ai compagni davventura, e riesce a far sentire il suo
peso sullamministrazione della giustizia ove si affermano principi
consuetudinari, impermeabili alla dottrina bolognese. Di qui inizia il
distacco della tradizione giuridica di common low. Nel 1215 il re
inglese GIOVANNI detto SENZA TERRA figlio di RICCARDO dopo
la sconfitta di BOUVINES, riconosce ai signori feudali baroni, la
MAGNA CHARTA LIBERTATUM, con tutta una serie di privilegi, in
campo di giustizia, tributi,ma soprattutto principi come la libert
della chiesa dInghilterra e il principio della decisione di non mettere
tributi senza lapprovazione del parlamento: NO TAXATION
WITHOUT RAPPRESENTATION, in cambio del loro appoggio in
guerra per riconquistare terre. Un altro regno normanno quello di
Sicilia il REGNUM italiano per antonomasia di cui stato incoronato
nel 1130 a PALERMO RUGGERO II DALTAVILLA. I NORMANNI
giunti da un sec. Al sud Italia guerreggiavano coi bizantini
Calabria e Puglia, e coi Longobardi Ducato di Benevento
Salerno e Capua, o signorie e citt autonome (ducato di Napoli,
principato di Salerno, Gaeta, Amalfi), la Sicilia era in mano Araba. I
Normanni si lanciano prima alla conquista della Puglia bizantina e
poi della Sicilia araba riuscendo nellimpresa e ricevendo il
riconoscimento ufficiale con linvestitura del regno di Sicilia data a
Ruggero II dall ANTIPAPA ANACLETO e poi dal PAPA
INNOCENZO II nel 1139. Linvestitura della chiesa si legittimava
con la DONAZIONE DI COSTANTINO e RUGGIERO fu riconosciuto
LEGATO PONTIFICIO funzione provvisoria che il re consider per
ereditaria tanto da controllare la designazione dei vescovi e le
cause canoniche dappello. Il REGNUM rimasta per secoli la pi
estesa monarchia italiana fino al 1860. Il feudo introdotto dai
Normanni quello dello iure francorum (indivisibile, inalienabile,
non ereditabile dalla donna) diverso dallo iure longobardum in atto
nella penisola. La tradizione bizantina per non scompare. In Sicilia
anzi, il Regnum si sovrappone allimpostazione tributaria araba, che
ne giova alle finanze del regno che tra quelli coevi diventa il pi
ricco finanziariamente. Questimpostazione porta il regnum ad

essere tra i pi vicini come governo a quelli dellet moderna. Resta


una limitazione dorigine dovuta alla signoria eminente pontificia
che non fa parlare di piena sovranit. La figura del re sacra e
riconosciuta sacra ovunque, e anche i suoi funzionari lo sono, la sua
autorit affermata sul clero locale e un suo inviato detto BAIULO,
amministra lordine della citt. Ruggero II emana perfino un insieme
di norme per il funzionamento del regno nel 1140 allASSEMBLEA
GENERALE DI ARIANO IRPINO. Il re in Sicilia aiutato da
funzionari con specifiche competenze, principio assente nelle
monarchie medioevali quello della competenza per materia e
territorio, basate invece sul rapporto fiduciario personale. Tra i
funzionari: 7, ci sono: GRAN GIUSTIZIERE (amministra giustizia
regia), IL LOGOTETA (a capo segreteria regia) GRAN CAMERARO
(entrate regie), GRAN SECREZIA (uffici di riscossione finanziaria su
modello arabo). La distribuzione sul territorio di camerari = esattori,
giustizieri = giudici comporta la rivalit con i baroni ma consente un
rapporto con tutto il territorio. Le citt non infeudate sono rette dal
BAIULO, di nomina regia,e i comuni non giungono al autogoverno
come al nord. Il re in certe situazioni riunisce LASSEMBLEA DEI
NOTABILI (baroni ed ecclesiastici) e Fides popolo. Tali ASSISE =
assemblee, servono a far conoscere provvedimenti regi es. nel
1140 LASSISE DI ARIANO.
Prende da tali premesse corpo quello che dal XIII sec. Sar chiamato
PARLAMENTO. che coinvolgeva i 3 stati del regno (BARONI,
ECCLESISTICI E RAPPESENTANTI DELLE TERRE DEMANIALI). A fine
sec. Le difficolt di successione portano crisi nel regno, fino ai primi
anni di FEDERICO II figlio di COSTANZA DALTAVILLA, figlia di
Ruggero II. FEDERICO introduce dei cambiamenti, che non
modificano la struttura precedente riconosce maggior rilievo alle
assise, nel suo periodo 1198 1250 si afferma il COLLOQUIUM
parlamento siciliano composto dai 3 ordini. Tale parlamento avr
lunga storia sino al XIX sec., arriver anche ad esprimersi sul futuro
re o quando nel 1812 la sua opposizione al re porter ad una
costituzione. dal 1220 -1250 la monarchia si unita allimpero per
imporsi sui comuni incontrando lopposizione pontificia sullunione
delle 2 cariche. Il re giudice medioevale diventato re legislatore a
partir dalle COSTITUTIONES AUGUSTALES o REGNUM REGNI

SICILIAE, con tali norme il re riprendeva quelle di ARIANO 1140, e


il regno forniva un complesso innovativo di norme che per secoli
rester alla base del REGNUM.
Una monarchia particolare quella dei domini pontifici, affidata al
papa in base alla donazione di Costantino, anche se falsa. Dura sino
al 1870, ed elettiva, in seguito alla rif. Greg. XI sec. Lelettorato
sono i cardinali. Il potere politico non ha preciso supporto militare, e
ha necessitato per secoli di protezione di principi. Necessita della
collaborazione dei laici, elite dirigente di fiducia del papa, che
cambia con i papi non ha continuit come per le monarchie. La
monarchia pontificia presenta debolezze. pontefici autorevoli sono
riusciti a sottrarsi a soggezioni imperiali, e ad affermare
limportanza dellincoronazione papale dellimperatore XI XIII oltre
la autonomia elettiva per la nomini degli uffici ecclesiastici, ma in
occasioni di contrasti con le grandi famiglie romane hanno dovuto
lasciare il controllo dei loro territori. Delle due monarchie italiane
questa la pi evanescente.

CAP.6
ASPETTI DEL TARDO MEDIOEVO
Nel 300 chiesa e impero sono in crisi anche se i 2 complessi normativi sono alla
base della societ europea coeva grazie ai giuristi. I 2 diritti sono considerati
connaturati al buon funzionamento della societ come IUS COMUNE
universale. Si diffonde lidea che lordine si cerca col diritto della dottrina degli
esperti. Si consolida il mestiere e la figura professionale del giurista, e si
rafforzano i collegia, si pu essere giurista di ius comune di espansione
continentale. LEuropa in tal senso guarda lItalia in cui nascono personalit
come BALDO e BARTOLO. LItalia priva del papato trasferito ad AVIGNONE e
travagliata dalla rissosit locale. Restano i fasti di VENEZIA ma GENOVA
retrocede rispetto agli ARAGONESI. Nelle citt italiane si sviluppa la signoria,
e lImpero segue pi le vicende transalpine che lItalia. 3 aspetti del tardo
medioevo:
1. Avvento delle signorie
2. Progressiva Convocazione dei 3 stati parlamentari nelle monarchie
3. Piena maturazione del diritto e dello IUS COMUNE.

DAL COMUNE ALLA SIGNORIA. IL PRINCIPATO

La lotta tra fazioni cittadine in Italia conduce il comune alla signoria, che si
afferma a conclusione di vicende politiche militari nel comune. Sul piano
formale restano gli organi comunali precedenti ma proni del signore. Parecchi
casi una fazione per prevalere si allea ad un potente signore feudale della zona
facilitato a prendere il sopravvento in citt. Il signore ed il suo casato si
consolidano nel comune. Alla base del potere del signore sta allora latto di
dedizione spontanea del comune es. signoria SAVOIA ad IVREA. In altri casi un
capo fazione cittadino fa prevalere la sua fazione e sullonda del successo si fa
acclamare signore del comune da un assemblea popolare. Riprende rilievo dun
tempo lacclamazione popolare. In tal caso allattestazione delle decisioni di
tale assemblea che far riferimento il signore. Il signore eletto per un certo
periodo e successivamente per sempre anche ereditario come DOMINUS
POSTESTAS CAPITANENS, e ad es. sig. TORRIANI o VISCONTI a Milano. In
altri casi durante il governo delle arti i contrasti cittadini fanno aspirare ad un
periodo di tranquillit ai quali si presenta come garante una personalit ben
vista, es. MEDICI a FIRENZE sec. XV. Lavvento della signoria non modifica
sempre la struttura comunale che conserva di solito gli organi, anche se
eliminando i componenti a lui contrari. Accanto ai classici organi possono
esserne affiancati altri, di piana fiducia signorile. Far i coniglieri non mancano
giuristi. Il signore legittimato dallacclamazione e giustifica spesso il suo
potere con il VICARIATO IMPERIALE O PONTIFICIO, istituto concepito
dallimper. FEDERICO II in una delle rare comparse in Italia. I signori del sec XIV
si precipitavano alla sua corte e grazie al corrispettivo versato ottenevano il
titolo di vicario imperiale. Cera per una differenza sostanziale: il signore
comprava il titolo ma si doveva reggere nella sostanza con proprie forze,
mentre i vicari federiciani si reggevano con forze imperiali e ricevevano
contributi dallimperatore. Molte signorie sono state scalzate da altre. Se la
signoria durava il momento pi difficile era la successione, il vincolo personale
Poteva arrestarsi con lui ma se il suo prestigio era forte il signore poteva
mettere figlio o fratello al suo posto. Se il signore otteneva il VICARIATO dal
papa o imp. Ra ereditario. La signoria stava facendo un passo trasformandosi in
PRINCIPATO Es. I VISONTI, giunti al titolo di duchi in lombardia e milano e
i MEDICI in toscana e Firenze. Pi facile stato per Savoia o Este
considerate le terre nelle investiture avute. I collaboratori o consiglieri del
signore si sostituiscono agli organi comunali della signoria che subentra a
reggere la citt ed emargina e cancella il comune. Lo cancella ma si comporta
come se esso ci sia facendo parlare ancora per secoli di comune. La signoria
sfocia nel principato quando la signoria riesce a reggersi ereditariamente. Il
principe si ispira agli ordinamenti monarchici europei e si considera lunico
potere locale. La signoria ed il principato in italia muovono dal comune e gli
organi continueranno da avere la loro rilevanza. Il ducato di milano e il gran
ducato di tosccana avranno sempre situazioni modellate in modo da risentire

del peso degli organi comunali di milano e firenze. Genova e venezia


conservano istituzioni comunali di tendenza aristocratica ed i loro 2 stati
repubblicani in un Europa di Principi resteranno sino al periodo napoleonico. A
Milano e Firenze si instaura la signoria ma non si appiattisce la prevalenza del
comune su territorio. Col principato si accentuano alcune linee gi presenti nel
comune. C lufficio con un funzionario e la competenza gerarchica e
funzionale fra gli uffici, emerge inoltre la burocrazia: SI VA VERSO LO STATO
MODERNO.

ORDINAMENTI MONARCHICI E PARLAMENTI MEDIOEVALI

La crisi dellimpero a fine del XIII sec. irreversibile. Ne giovano anche in Italia
gli ordinamenti monarchici che coesistono accanto ai comuni i quali vengono
trasformandosi in signorie. solo a Venezia e Genova, persistono 2 comuni. Tali
ordinamenti monarchici in ita continuano sino al sec. XVIII. Limpero si fa
riconoscere via via pi flebile e raro, come quando il pontefice o imperatore
viene a dirimere una controversia tra due monarchie per motivi ereditari
(successione GONZAGA in MONFERRATO risolta dallimperatore) o FERRERA
tolta dal pontefice agli ESTENSI o a pronunciarsi su questioni di precedenza
es. tra SAVOIA e MEDICI. Il caso pi rilevante si ha quando morto FEDERICO II
1250 il papa ne investe CARLO DANGIO fratello del re di francia e rifiuta
linvestitura a MANFREDI figlio di FEDERICO. Carlo conquista il regno e scaccia
gli SVEVI dal Sud ma per imporsi ha dovuto unire allinvestitura formale la forza
militare. A sua volta per qualche decennio dopo perde la Sicilia per ribellione:
VESPRI SICILIANI 1282, sostenuta dai baroni normanni che nellassemblea
parlamentare eleggono re PIETRO DARAGONA marito di una figlia di
MANFREDI, ma un eccezione perch per sec. In Europa si usa il sistema
ereditario con le sole eccezioni repubblicane di GENOVA E FIRENZE e
monarchia pontificia elettiva. Le monarchie medioevali sono basate sul sist.
Feudale. Diversa quella normanna, durante il regno di Federico II ma la guerra
seguente e le vaste infeudazioni angioine ne hanno allineato la condizione agli
altri regni. In Sicilia poi lavvento ARAGONESE voluto dai Baroni ne ha
accentuato la loro autonomia, rispetto ad un re da loro eletto. Nel sec. XIV la
diffusione delle assemblee parlamentari caratterizzano le monarchie rispetto ai
comuni. Nelle monarchie la tendenza feudale a riunire i VASSO auxilium et
consilium, al proprio signore porta in Europa ai PARLAMENTI. Sono riunioni
convocate dal re dove convengono i 3 ORDINI CETUALI: NOBILI ECCLESIASTICI
E BURGENSENS = BORGHESI. Tali assemblee si trovano in ING SPA e OLA,
BOEMIA POLONIA ecc. tutti di convocazione regia e comp. Cetuale. I 3 ordini
elite del regno. Il re pu convocarli per comunicare cose importanti o per avere
aiuto o per riscuotere con loro consenso una contribuzione donativo e questo
motivo si riveler la causa principale del parlamento, poich non esistono i
tributi ordinari, spesso per le necessit belliche. La richiesta del re in genere

viene discussa dai 3 ordini e ciascun ceto tende a ridurre la sua parte e di solito
a fatica si giunge ad una soluzione. Il parlamento approva per voti o stati e
quello favorevole, due su tre, prevale di solito nobilt e clero, impegna anche il
terzo. In caso contrario la richiesta del re non legittima: QUOD OMNES
TANGIT, AB OMNIBUS ADPROBARI DEBET ci che riguarda tutti deve
essere approvato da tutti, brocardo tratto dal corpo iuris. Al donativo di
solito condizionato il buon funzionamento del regno ed in cambio quindi si
chiedono sovente provvedimenti regi per il proprio ceto. Nellottica dellelite del
tempo che alla fine accetta di pagare chiede pure di contribuire non solo con i
soldi ma anche con le sue critiche a ridurre le disfunzioni del sistema. La corona
per ci convoca il parlamento solo in caso di vera difficolt perch spesso nelle
riunioni emergono critiche e reazioni e richieste non desiderate dal re. I membri
dei 3 stati invece attendono ansiosamente la convocazione per far valere la
propria posizione. In Inghilterra listituto parlamentare efficace e funzionante
sin dal sec. XIII (parl. Ing. Padre di tutti i parl.) e vi ottiene la MAGNA CARTHA
LIBERTATUM limite per la corona. In Italia anche in sardegna e sicilia il
parlamento ha una secolare tradizione grazie al potere dei notabili. Il
parlamento siciliano quello che dopo la ribellione atni angioina elegge
addirittura il re. Pi blanda la vita del parlamento napoletano osteggiato sin
da Carlo dAngi, nei domini pontifici non esiste una tradizione parlamentare
unitaria, salvo le riunioni della MARCA DANCONA, pi incisive sono le riunioni
del parlamento del FRIULI: DEL patriara DAQUILEIA grazie alla sua posizione
religiosa ne condiziona la politica sino a quando il patriarcato non viene
sottomesso nel sec XV dalla repubblica di Venezia. Nei domini sabaudi
esistono pi riunioni: Savoia, Vaud, Piemonte tra 300 e 400, e con le loro
decisioni condizionano la politica ducale.

LA DOTTRINA GIURIDICA: I COMMENTATORI

Un perfezionamento della glossa la lettura con cui un maestro


approfondisce via via lesame di una parte organica dei libri legales, sostanziale
e metodologico nota ed edita la LECTURA di AZZONE al codice cos come le
LECTURAE DI ODOFERDO, maestro rivale di ACCURSIO. Alle diverse parti
dei testi giustinianei dagli anni 70 del 200 luso della lettura viene rinnovato
non a Bologna ma in Francia : scuola di ORLEANS, da JAQUES DE
REVIGNY e PIERRE DE BELLEPERCHE.
LE LETTURE arricchiscono la logica interpretativa, con utilizzazione attenta
della dialettica. Il ragionamento argomentativo si raffina e le sue LECTURAE,
dei passi giustinianei offrono approfondimenti logici per risolvere col diritto i
problemi. Con tali sistemi il giurista tramite interpretazione scavalca eventuali
INCONGRUENZE dei passi giustinianei, e a colmarne le lacune in aderenza
allesigenze della vita coeva. Il nuovo metodo viene recepito in Italia da un
intellettuale toscano, CINO DA PISTOIA, nato nel 1260 e morto nel 1336 pure
poeta e amico di Dante. La sua opera maggiore la lectura super codice,

1312 1314 si apre alle QUAESTINES e ai casi concreti. Linsegnamento di Cino


viene raccolto da
BARTOLO DA SASSOFERRATO 1313-1314-/1357. Il personaggio pi celebre
della SCUOLA DEI COMMENTATORI ed uno dei pi grandi giuristi in assoluto,
maestro dell ATENEO PERUGINO con vasti famosi commentaria delle parti dei
libri legales: LE RAPPRESAGLIE, LA TIRRANIDE, LE ACQUE ecc. pure un
famoso avvocato. Le sue opere avranno grande fortuna editoriale. Bartolo
stato solo civilista ma il suo allievo BALDO DEGLI UBALDO, morto nel 1400
ne ha proseguito lopera applicandosi anche al diritto canonico feudale e
mercantile. Anche se non raggiunge le vette del maestro ne estende le
conoscenze. Con BARTOLO E BALDO la dottrina del commento acquista fama
europea ed acquisisce un metodo che perdura a lungo. Si dir ancora nel 600 IL
BARTOLISMO, metodo di lavoro tipico dei giuristi tra i quali numerosi rinomati
ovunque: PAOLO DI CATRO, FILIPPO DECIO, NICCOLO DEI TEDESCHI ecc.
Con la scuola del commento la dottrina medioevale raggiunge il vertice e la
tecnica logico dialettica offre allinterpretatio, la possibilit di partire dal testo
giustinianeo, ma di giungere a orizzonti nuovi, principi di novit rispetto al
testo, di impiantare un sistema di DIRITTO COMUNE a tutta leuropa: IUS
COMMUNE.

IL SISTEMA DELLO IUS COMMUNE EUROPEO

Tra la fine del 200 e il 300 il diritto dotto di origine bolognese si espande in
Europa, sorgono nuove universit anche TORINO nel sec XIV in base ad una
bolla pontificia del 1404. La societ europea prende atto del giurista che sin dal
sex XII si propaga in tutta Europa Inghilterra esclusa, per risolvere i casi
concreti e di destreggiarsi tra i vari tipi di norme esistenti giustinianee
canoniche feudali signorili e mercantili consuetudinarie locali cittadine ecc. e di
sostenere e difendere i diritti dei singoli comunit e signori e senarmi, per
questo sostengono lunghi viaggi e costosi soggiorni nelle universit (Bologna o
Padova pi appetita dai tedeschi). Poi se ne cerca una pi vicina a casa come
avviene dai sec. XIV e XV in area tedesca. Il giurista studia sui testi giustinianei
e si appropria delle tecniche argomentative memorizzando numerosi brocarda
e si procura i testi essenziali. Tali conoscenze diventano UNIVERSALI
SUOERANDO OGNI BARRIERA GEOGRAFICA. Riesce a padroneggiare ogni
fonte giuridica partendo dalla formazione scientifica grazie alla quale si
potranno risolvere i problemi della pratica, sulla posizione da tenere su un
problema o le modalit con cui stipulare un contratto o difendere i diritti di un
cliente, dar un parere al giudice col CONSILIUM SAPIENTIS. Far il consulente
per un ente (comune monastero vescovado) preparer la bozza di un accordo
mercantile, collaborer con la signoria locale per la gestione del potere. Il
diritto dellepoca non e facile da individuare. Non c legislazione se non
canonica che settoriale, quella regia non frequente salvo quella del

Regnum ma si riferisce al solo regno e quella cittadina troppo ampia e


mutevole. Esistono raccolte di usi (LIBRI FEUDORUM) o locali (consuetudini di
Alessandria) o di altri generi es. mercantili o marittime. Tutto ci deve essere
inquadrato nei libri legales, gli istituti giuridici si trovano solo nel diritto DOTTO
che diffuso oltre ogni divisione politica: IUS COMMUNE. Si basa
sullinterpretazione dei libri legales, per lo IUS CIVILE e delle collezioni
canoniche per lo IUS CANONUM. il frutto della riflessione giuridica di diversi
maestri, che partono sempre dal testo scritto ma giungono a conclusioni
anche diverse da quelle che il passo lascerebbe dedurre. il giurista pensa che
nei libri legales siano indicate tutte le soluzioni, e linsieme delle regole
individuate compongono lo IUS COMMUNE, dal quale il giurista ricava la
soluzione alla fattispecie. Sistema completo ma complesso con terminologia,
metodi argomentativi, principi basi concettuali e costruzioni teoriche. Le regole
del diritto romano-canonico sono coordinate con quelle dello IUS PROPRIUM,
ovvero legislazione regia o comunale, usi locali e accordi fra enti territoriali. Il
giurista tra i sec. XIII e XIV deduce dallo ius commune le regole mentre in et
moderna c la prevalenza della legislazione locale spesso principesca. In
Francia c spesso il sospetto che lo IUS COMMUNE sia legato allimpero e viene
messo in discussione, la stessa espansione delle Universit attesta la diffusione
del diritto comune in tutta larea tedesca.

LA INTERPRETATIO

Parte sempre da un testo scritto del corpus iuris ma ne supera il dettato


introducendo tramite ragionamenti giuridici principi innovativi tratto dallo
spirito delle norme: LA RATIO. Le divergenze tra norme si ricompongono
nellunicit del sistema dello ius commune come singole opinio iuris diverse. In
et moderna il sistema della interpretatio inizia ad avere qualche contestazione
ma perdurer fino al XVIII sec. Si vive di uno ius giurisprudenziale e non
legislativo con regole indicate dal giurista e non dalla legislazione del
legislatore. Il giurista ha quindi una posizione di rilievo. Le regole sono IN
CORPORE IURIS nellinsieme delle regole volute da DIO. La mentalit
medioevale si avvale di questo sistema considerandolo superiore alle forze
umane. Esempi di deduzione delle regole dalle norme dei testi giustinianei
tramite la INTERPRETATIO:
1. IL FEUDO: titolare del bene era il concedente, titolare del DOMINIUM sul
bene ma nei sec. XII e XIII il concessionario ormai si comportava da
proprietario. Nei testi romani il DOMINIUM era solo di un unico
proprietario. Ma sin dallepoca dei GLOSSAORI si fatto notare un passo
di PAOLO riguardo ai fundi pubblicae, dati in concessione gli Agri
VECTIGALES, e diceva che i concessionari anche se non domini
avevano una tutela reale cio vs tutti anche se non DOMINI riconosciuta
con apposita ACTIO UTILE
e parificabili quindi ai domini. Tramite
interpretatio la norma stata estesa facendo speculazione giuridica, al

concessionario del feudo e creando la figura del dominio diviso e


riconobbero un actio directa al concedente ed un actio utilis al
concessionario. Conclusero quindi che il feudatario era dominus e si
parl di DOMINUS EMINENS O DIRECTUM (CONCEDENTE) E
DOMINUS UTILE (CONCESSIONARIO).
2. Altro esempi: lobbligo del marito di prestare gli alimenti alla moglie,
istituto non previsto dai libri legales. JACQUES DE REVIGNY super
lostacolo, notando che cera un passo romano che imponeva al marito di
seppellire la moglie in caso di morte. Ne deriv che se il marito doveva
occuparsi della moglie morta lo doveva fare anche da viva per
INTERPERETATIO AD CONTRARIUM.
3. Altro esempio luso dellassicurazione, che non era contemplata dai
romani e che nel medioevo era targata come usuraia. I giuristi allora per
giustificarne luso mercantile la inquadrarono come specie di
compravendita ed i notai predisposero schemi contrattuali che ne
permisero la diffusione.
Linterpretati non si limita allesegesi della norma scritta ma va oltre e deve
ovviamente apparire ragionevole.

IL GIURISTA DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Nellalto medioevo la prevalenza di norme consuetudinarie hanno fatto del


giurista un semplice praticone esperto degli usi locali. Con la scoperta del
diritto romano e successivamente con i glossatori e commentatori lo scenario
cambiato notevolmente. riemerso un complesso di regole ad arginare la
bellicosit medioevale. Il giurista secondo il pensiero comune poteva illuminare
chi si rivolgeva a lui. Per esercitare la professione legale in citt bisognava far
parte del collegio dellordine previo esame di ammissione. Il giurista poteva
essere interpellato per un giudizio sul comportamento da tenere su uno
specifico caso, su un contratto ecc. di solito nelle citt la giustizia era affidata
ad un non giurista (salvo le grandi citt). Davanti al giudice il giurista assisteva
il proprio cliente come avvocato. Il processo si svolge per iscritto, e il sistema
processuale che conosciamo nasce in questo periodo. Spesso il giudice un
politico non giurista, e quindi per farsi illuminare sul caso chiede aiuto ad un
giurista tramite il CONSILIUM SAPIENTIS. IL SAPIENT si esprime motivando la
soluzione, e in tal modo la sentenza diventa tecnica. Spesso il giurista pu
svolgere la doppia funzione di giudice e avvocato perch la carica di giudice
spesso temporanea. Altre volte pu svolgere attivit per conto di comuni o
signori, in particolare, gran parte delle trattative e trattati diplomatici. Nelle
principali monarchie i giuristi hanno funzioni delicate. Il giurista serve quando si
litiga o a prevenire il litigio. Dalla met del sec. XIII i principi pi avveduti,
hanno visto nelluniversit una riserva di validi collaboratori es. FEDERICO II per
quella di NAPOLI. Altra libera professione quella del notaio, che in una societ
analfabeta, porta la garanzia di scrivere correttamente ci che gli viene chiesto

ed uomo quindi di PUBBLICA FEDE con tanto di nomina riconosciuta da re,


papa o imperatore ( i delegati dellimpero in Italia settentrionale detti i CONTI
DI LOMELLO nominavano i notai).
Il notaio redige documenti giuridici e si districa tra i diversi tipi di contratto per
redigerne il testo. Gi prima del rinascimento bolognese circolavano una serie
di FORMULAE (modelli di testo notarili), e la raccolta di questi detta
FORMULARI ispirate alla tradizione romana e germanica ma molti si sono persi.
Dai sec. XII-XIII c un salto qualitativo anche in questo campo. Per i notai
furono organizzati corsi pi semplici nelle stesse scuole giuridiche e i formulari
si fecero pi raffinati e completi in modo da offrire pi soluzioni. Nel XIII la
fiducia del notaio come uomo di pubb. Fede era attestato e scritto. La dottrina
accetta come vero quanto riportato dal notaio e sino ad ora lo strumento
notarile presunto vero fino a prova contraria. Il notaio garante di veridicit e
correttezza degli atti, tecnico del diritto e garanzia che latto sia legittimo. La
fiducia nel notaio italiano, come garante della pubblica fede nellinteresse
della societ si espande in Europa ed attualmente nel mondo con la figura del
NOTAIO LATINO.

CAP. 7
UMANESIMO E PRIMA ETA MODERNA

INQUADRAMENTO

La rinascita giuridica della scuola di Bologna opposta al RINASCIMENTO


UMANISTICO,critico vs i testi e alla ricerca di soluzioni nuove, fiducioso nella
capacit umana. La scienza giuridica medievale interpreta i testi della raccolta
di Giustiniano, quella umanistica la sottopone a valutazione ideologica. La
critica umanistica non apprezza il periodo tardo antico ed il medioevo ed
accusa TRIBONIANO di falsificazioni ( interpolazioni ). La raccolta giustinianea,
considerata sacra nel medioevo, contestata dagli umanisti che poco
accettano senza spirito critico, anche le stesse opinioni di BARTOLO o BALDO.
La nuova corrente tocca anche il diritto e tutta la societ. Lindividuo medievale
aspetta la luce, quello rinascimentale si impone sulla natura circostante: SUAE
QUISQUE FORTUNAE FABER (luomo fa il mondo ) non ne sopraffatto, cerca
di dominarlo. Il diritto umano non immanente. Dai sec. XV-XVI si entra
nellet moderna e contemporanea anche nel diritto. Dal 400 si riscopre
luomo e anche tre scoperte importanti: POLVERE DA SPARO ( mette in crisi la
figura del cavaliere medievale) , LA STAMPA ( diffusione culturale),
LAMERICA( ha spostato il fulcro politico ed economico dal Mediterraneo
allAtlantico, dallItalia alle nuove potenze marittime). LItalia, da protagonista
politica e culturale, nel 500 diventa comprimaria. La contestazione di LUTERO
pesa sul papato e si diffonde in tutta Europa. Tre grandi monarchie (FRA- SPAING) si affacciano alla fine del 400 allEuropa, 2 si scontrano in Italia, dove

restano tanti piccoli principati in contrasto o soggiogati dalle 3 monarchie


( nuovi modelli istituzionali europei). Si va verso lo stato moderno, concetto
ancora vago che viene precisato con LES SIX LIVRES DE LA REPUBLIQUE,
JEAN BODIN 1576. Nel 500 esistono situazioni che avviano il processo
statale, specie in FRA, legislazione regia, giustizia legata al re, accentramento e
lotta al particolarismo, nomina regia di funzionari, esercito regio , monetazione
regia, fiscalit regia, burocrazia, controllo delle economie locali ed
ecclesiastiche.

LE GRANDI MONARCHIE

Allinizio dellet moderna si affermano 3 monarchie superiori per forza ed


estensione, SPA, FRA, ING, in area tedesca limpero frenato dalle divisioni
interne dei conflitti religiosi, in Italia numerosi staterelli ne determinano la
caduta sotto linfluenza di altre potenze, eccetto LA REPUBBLICA DI VENEZIA,
ma in regresso di fronte allespansione turca.
Esse rappresentano la linea di rottura con il Medioevo e il suo diritto pubblico,
nel quale nascono vere e proprie entit statali.

IL REGNO DI SPAGNA

A fine XV sec. Il completamento della RECONQUISTA cattolica della spagna, e


lunione dei regni di CASTIGLIA e ARAGONA portano ad un unico regno di
Spagna. Dal 1516 CARLO V DASBURGO il re e diviene imperatore dellSRI.
Acquista i tesori delle Americhe. Carlo, culturalmente borgognese e gotico, non
sensibile al messaggio umanistico, diversamente da FRANCESCO I DI
FRANCIA, e preferisce una prospettiva tradizionale dellimpero come del
feudo, basato pi sul vincolo personale che sulla burocrazia degli uffici.
NellAmerica la distanza e il difficile controllo lo obbligano ad affidarsi per la
conquista allintraprendenza di alcuni personaggi ( CORTES o PIZARRO )
port al sistema delle investiture ENCOMIENDAS, e la soggezione degli
indigeni al signore investito senza proteggere i locali e i diritti della corona
rispetto ai conquistatori. Il regno non decolla causa particolarismo del regni di
Castiglia e Aragona, neanche creando la nuova capitale Madrid. Le terre
africane, lOlanda e lItalia ( Sicilia, Napoli, Sardegna e Lombardia) sono frutto
di ununione personale nel re di Spagna. Persiste limpostazione feudale con
pochi organi centrali con la novit del CONSIGLIO DI STATO. Il regno di SPA
del 500 quello del non tramonta mai il sole, che si impose sullEuropa. Dal
punto di vista istituzionale per legato alla tradizione medievale pi che a
quella moderna.

IL SACRO ROMANO IMPERO

Il potere dellimperatore riconosciuto dai principi( prima 7 poi 10) = RE


KAISER DI GERMANIA. Limperatore divideva il potere con la DIETA DEI TRE
STATI ( REICH STAG). Nel 1495 la Dieta riunita a WORMS ha varato il supremo
TRIBUNALE CAMERALE DELLIMPERO , competente su tutto il territorio nel
quale si stabil luso dello ius comune in Germania. Nonostante questa
unitariet, i kaiser riescono a d aumentare il loro potere e in et moderna sono
considerati autonomi stati con leggi, istituzioni e giustizia propri. Limperatore
fu indebolito dai contrasti religiosi della riforma: LA PACE DI AUGUSTA 1555
segn il riconoscimento della religione da imporre ai sudditi da parte del
principe CUIUS REGIO, ILLIUS ET RELIGIO , e la pace di WESTFALIA 1648
riconobbe i vari stati locali. In GER il processo statale avviene in favore dei
principi locali e a danno dellimperatore.

IL REGNO DI FRANCIA

E quello in cui si avvia la formazione dello stato moderno. Non spariscono i


feudi ed i privilegi cetuali, ma vengono via via ridotti in modo da far emergere
la sovranit del re su essi. Esistono funzionari regi periferici a limitare le
autonomie locali. La sovranit si realizza in modo un po casuale e laspirazione
dei vari re ad affermare il loro potere ha portato a tale risultato. Sin dal sec. XIV
il re di Fra si opposto allimperatore (REX IN REGNO SUO EST IMPERATOR
con limpero c parit). Nel XV sec. Dopo il CONCILIO DI BASILEA , il re di Fra
afferma le LIBERTA GALLICANE vs la chiesa di Roma e riesce a porti come
protettore della chiesa Francese. Il regno preservato da ingerenze imperiali e
pontificie. La Fra stata molto segnata dalla GUERRA DEI CENTANNI con gli
inglesi 1339- 1436. Nella seconda met del 400 il regno era pronto alle
GUERRE DITALIA 1494- 1559. Forte era la rivalit tra Francesco I ( 15151547) e Carlo V(1516-1556). Fra, Spa, Ing, sono pi ampi e pi forti rispetti agli
altri ( Venezia e impero compresi). In Fra laccentramento del re si nota nella
capitale Parigi e in periferia. Sin dal XIV sec. a Parigi nasce la CORTE DEI
CONTI per controllare la contabilit per conto del re. Cerano funzionari regi in
tutto il territorio per llordine pubblico ( governatori), per il controllo dei
privilegi locali e per le contribuzioni al re (BALIVI E SENESCALCHI). Nel 500 se
ne aggiungono gli INTENDENTI per la parte tributaria. A seconda delle esigenze
il re inviava commissari straordinari e temporanei a sovraintendere certe zone.
Accanto al re, serie di funzionari, organi, uffici. Il pi importante era il
CANCELLIERE, GUARDASIGILLI DELLA CORONA, esperto giurista e
responsabile vs il re della sua giustizia. Organo supremo della giustizia regia il
PARLAMENTO COUR DE PARLAMENT a Parigi con competenza su tutto lo
stato, composta di giuristi di nomina regia. A questo se ne aggiungono altri(
PARLAMENT DE TOULUSE 1420, DEL DELFINATO 1455, DI BORDEAUX
1462 ecc). il re assistito da un consiglio regio, organo stabile e continuativo.
Suddiviso in sezioni competenti per materia ( finanze, giustizia ecc.). funzione
consultiva hanno pure i 3 stati ( infatti non riuniti frequentemente). La vera
novit per la legislazione, si passa da re giudice a re legislatore. Nel sec. XVI

le ORDONNANCES emanate con validit generale (Lione 1510, VillersCotterets 1539) per rinnovare la disciplina del regno. Questa novit colpisce
Jean Bodin, che ne riscontra la peculiarit del nuovo stato. Dalla met del 500,
fra i giuristi francesi, si chiede una nuova raccolta di leggi a sostituzione del
diritto comune. La corona per non soddisfa lesigenza di un diritto nazionale,
ma innova 2 punti importanti, con l Ordonnances di Villers- Cotterets 1539
nasce il principio di redigere gli atti in francese e non pi in latino. Con
lORDONNANCES di MONTILS LES TOURS avvia la redazione del
COUTUMES (consuetudini locali francesi) elemento di chiarezza per il diritto
locale e di espansione di legislazione regia.

IL REGNO DINGHILTERRA

Qui il re non riuscito ad andare oltre la tradizione medievale se non per


lassunzione della chiesa anglicana 1531. La nobilt e il parlamento
condizionano il re non agevolato dalle lotte dinastiche del sec. XV durante il
regno di ENRICO VIII 1509-1547. Il re, inizialmente oppositore della riforma,
poi la sostiene, realizzando lautonomia della chiesa anglicana vs quella
pontificia, e pur essendo laico, diviene capo di chiesa e clero, unendo potere
temporale e spirituale e rafforza il potere della monarchia, anche per la
notevole entit del patrimonio ecclesiastico acquisito, e la pone come arbitro
nelle controversie dei sec. XV e XVII che travagliano lEuropa. La chiesa
riformata anglicana diventa elemento di coesione nazionale e la corona se ne
giova.

FEDE RELIGIOSA E PRINCIPI TERRITORIALI

Nei sec medievali si verificarono eresie e scismi e contrasti fra chiesa impero e
monarchie in un contesto di ununica chiesa romana. Tra i sec XV e XVI la
prospettiva muta con le 3 grandi monarchie che si inseriscono, giovandosene,
nei contrasti religiosi. Lunicit della chiesa romana spazzata via dalla
riforma. Dal sec XV i contrasti fra papato e chiese locali hanno condotto ai
concili, COSTANZA 1414- 1418 , BASILEA 1431- 1449, la prevalenza del
concilio sul papa metteva in discussione supremazia papale. La tesi risulter
perdente ma una premessa per la PRAMMATICA SANZIONE 1438, con cui
il re di Fra si proclama protettore della chiesa francese verso quella romana. In
Ing, i malumori verso Roma portano il re a divenire il capo della chiesa 1531. In
Ger la debolezza imperiale e lavversione locale del basso clero e dei fedeli
verso laccentramento pontificio diventa rivolta contro la chiesa di Roma,
quando alcuni principi sostengono Lutero e le pretese di riforma della chiesa
1517-1519, contro lortodossia cattolica di Carlo V imperatore. Alla protesta
luterana se ne aggiungono altre ( in Svizzera ZWINGLI e CALVINO) e portano

lEuropa alle GUERRE DI RELIGIONE, durate 100 anni tra cattolici e


protestanti, sec XVI e XVII. Grande importanza davano le persone del tempo
alla fede religosa anche a perdere i beni e la vita. Il diritto dellepoca accetta
che il capo politico imponga o vieti una certa fede( no alla libert religiosa o
tolleranza). Dopo 30 anni in ger si giunge nel 1555 alla PACE DI AUGUSTA,
prima tappa per il diritto ecclesiastico europeo. Il principio basilare era la libera
scelta da parte di ogni principe vs la politica religiosa da imporre e limperatore
ne escluso CUIUS REGIO EIUS RELIGIO. Liberale a favore dei signori
territoriali, illiberale verso i sudditi che subiscono la volont del principe. Si
spiegano le immigrazioni e le lotte interne, che lacerano lEuropa nei sec XVI e
XVII. Il principe per pu anche accettare altre religioni, IUS RECIPIENDI,
consentendo lEXERCITIUM RELIGIONIS, che pu essere pubblico con ministri di
culto e chiese o privato. La tolleranza non libert, esiste solo una religione di
stato, quella del principe. Tale imposizione prevista in Ger nel 1555,e ribadita
a WESTFALIA nel 1648. Ci porta spesso a contrasti con le minoranze. Il
principe si impegna in tal proposito rischiando di precipitare nella guerra civile,
come avviene ( Fra fine 500 e Ing met 600). Attraverso le guerre religiose si
afferma il potere sovrano del principe sullo stato. Lunitariet dello IUS
COMUNE continua in Europa, ma ridotta in sostanza dai principi e dai giuristi di
religione riformata che non riconoscono pi il diritto canonico, si limitano a
quello romano.

UMANESIMO GIURIDICO

Il diritto pubblico cambia notevolmente. Si discutono le fonti e il metodo e


sullaffiancamento o sostituzione ad esse della legislazione del principe. La
corrente si chiama UMANESIMO GIURIDICO. Nasce in Fra nel 500 ( MOS
GALLICUS), vengono ridiscusse le fonti tradizionali di stampo religioso e si
aderisce alle religioni riformate (FRANCESI UGONOTTI). Si contesta il diritto
canonico cercando soluzioni nuove intraviste nella corretta edizione delle
fonti(GOTOFREDO) o in una maggior autorit legislativa del re ( HOTMAN,
BODIN) o in una riscrittura dello IUS COMUNE (BAUDOUIN, DONATELLO).
Lumanesimo giuridico nasce in Italia nel 1440 con LORENZO VALLA 1457,
che dimostra la falsit della donazione di Costantino. C il vasto problema di
confronto della versione medievale bolognese del digesto con il manoscritto di
periodo bizantino conservato prima a Pisa poi a Firenze: la collazione ha gi
interessato un letterato ( POLIZIANO 1454- 1494) ed attira altri studiosi (IL
BOLOGNINI 1447-1508). Con tali analisi si denotano differenze che escludono
cieca fiducia nelledizione bolognese ( VULGATA). La critica cerca di ricostruire
il pensiero romano originario privandolo delle successive interpolazioni. Per gli
umanisti le fonti del corpus iuris civilis devono essere studiate nella loro genesi.
Si criticano le interpolazioni successive della dottrina dei commentatori. Dopo
la critica per non si offre una nuova soluzione completa. Il metodo di analisi,
anche letterario, in Italia (POGGIO BRACCIOLINI, LORENZO VALLA,
ANGELO POLIZIANO) ha avuto il maggiore esponente nel giurista lombardo

ANDREA ALCIATO 1492- 1550. Egli si spostato dalluniversit di Pavia a


Bourges in Fra e ha avuto come allievo il pi importante studioso di questa
scuola JACQUES CUJAS 1522-1590. Altre adesioni di rilievo ( ULRICH ZASY,
GUILLAUME BUDE, poi nel 500 con una serie di studiosi francesi MOS
GALLICUS ( metodo francese) vs MOS ITALICUS di stampo bartolista. Gli studiosi
francesi erano ugonotti vs chiesa romana. Per essi la raccolta giustinianea va
usata IMPERIO RATIONIS, per razionalit, non RATIONE IMPERII( con
riferimento del diritto romano collegato a quello dellimpero). La critica resta
inconcludente, interessata solo allinteresse letterario, e non la sollecita una
critica tecnico-giuridica. Alcuni eruditi provvedono a stampare, filologicamente
correttamente, le antiche fonti con comparazione tra i vari manoscritti( nuova
edizione del corpus iuris di DENIS GODEFROY e dei codice teodosiano fatta dal
fratello Giacomo e anche delleditto di Teodorico di PIERRE PITHOU. Opere che
intendono offrire un testo corretto ma di fatto simili alle vecchie, solo pi
raffinate. In altri casi si rivelano funzionali a ricostruire istituti dellepoca( opere
di ALCIATO O CUIACIO). Si dimostrava la diversit del diritto romano da
quello classico e si ammetteva che il corpus iuris perdeva quella sacralit e
quindi considerato una delle costruzioni e soluzioni possibili ma non lunica.
Questi giuristi, detti CULTI, aspiravano solo a vederci pi chiaro e avevano
sollevato problemi senza risolverli. Alcuni pensarono che il sovrano, specie in
Fra, poteva precisare le regole del suo stato( Bodin). Il giurista culto
FRANCESCO HOTMAN si rivolge al principe chiedendo una nuova legislazione
regia, chiamata a semplificare il sistema dello ius comune ma non lo
sostituisce. Questa aspirazione quindi non si realizza nella Fra del sec XVI ma
avr una prima risposta con le ORDONNANCES DI RE LUIGI XIV. Un altro filone
cerca di dare una nuova veste allo ius comune basandosi sulle pi semplici
ISTITUZIONI non sul digesto, sono FRANCESCO BAUDOUIN 1520-1573,
FRANCESCO CONNAN 1508-1551, UGO DONEAU 1527-1591. Lopera di
Ugo cerca di ricostruire in modo pi logico regole dei testi giustinianei ormai
confuse, la sua opera offre una nuova impostazione dello ius comune ma non lo
contesta. Aspira a dare ad esse un ordine naturale che le riporta allessenza,
che pu collegarlo al pur diverso RAZIONALISMO CARTESIANO DI DOMAT.
Questi giuristi criticano le raccolte ma cercano le soluzioni dentro lo ius comune
e non fuori( come se la legislazione fosse regia). Contestano in quanto ugonotti
il diritto canonico, e invocano maggior attenzione alle COUTUMES LOCALI. Non
aspirano a unintera riforma dello ius comune europeo.

TRADIZIONE E NOVITA NELLA DOTTTRINA GIURIDICA

Lumanesimo giuridico raccoglie adesioni solo in Fra. In ita Spa e Ger gli
studiosi si affidano al metodo di Bartolo contrapponendo il mos italicus al mos
gallicus dalle prestigiose cattedre di Tubinga e Oxford ( MATTEO GARIBALDI
MOFA e ALBERTO GENTILI 1552-1608),vicini alla riforma religiosa ma non a
quella del diritto, favorevoli al metodo tradizionale. Gli studiosi culti sembrano
ricchi di erudizione ma poveri di risultati. Le riflessione della SCUOLA DI

SALAMANCA rispondono allumanesimo sui legami tra diritto romano e diritto


naturale divino. Valutazioni degli studiosi spagnoli di teologia ispirati nella parte
del diritto dalla SUMMA TEOLOGICA di SAN TOMMASO DAQUINO.
Fondatore di questo filone FRANCESCO VITORIA 1483-1546, a cui
seguirono DOMENICO SOTO, LUIGI MOLINA, FRANCESCO SUAREZ. La loro
aspirazione era quella di collegare il diritto romano ai principi di ragione alla
base del diritto naturale sul quale si doveva ispirare il diritto positivo. Diritto
naturale inteso come immanente da dio ma ispirato alla ragione. Tale
concezione consentiva fiducia nella tradizione giuridica ma adattata con
ragione ad ogni uomo e alle esigenze della comunit. La SCUOLA DI
SALAMANCA pi teologica che giuridica stata rilevante per levoluzione
giuridica. La sua concezione di diritto naturale il punto di incontro tra il
medioevo
giuridico
di
stampo
cristiano
e
le
posteriori
teorie
giusnaturalistiche ( specie GROZIO). Ha rimbalzato le critiche CULTE di
CONNAN e DONATELLO. Ha rafforzato la posizione di chi non voleva
abbandonare il BARTOLISMO che pot continuare ed avere molta fortuna in SPA
nel 600. Questa scuola (salamanca) specie con VITORIA e SUAREZ ha cercato di
individuare i caratteri di GUERRA GIUSTA ponendosi come problema
lespansione coloniale e della cristianizzazione dei selvaggi, , si interrogata
sulle condizioni degli indios e ne ha contestato la riduzione in schiavit. Si
anche impegnata a trovare un fondamento di diritto naturale al diritto di
propriet. Dalla teologia e dalla morale discesa a prendere posizioni sui
problemi dellepoca. Il metodo tradizionale ha superato le critiche dei culti e si
pure impegnato in settori nuovi come il penale e il commerciale, in proposito
BARTOLOMEO STRACCA 1553 pubblica un apposito trattato su mercanti e
contratti commerciali, inserendo nel sistema romanistico del tempo le
operazioni mercantili ormai diffuse in Europa mettendo nello ius comune tutta
una serie di contratti fino ad allora sostituiti da usi. Da qui il diritto dotto
seguir con opere di stampa questo settore delleconomia. Fin dal 500 la
stampa costitu un importante mezzo di diffusione anche per il diritto. Prima
era difficile e costoso per un giurista procurarsi un manoscritto e da qui la
prospettiva mutua. Il mercato del libro si diffonde in europa specie a LIONE E
VENEZIA. Si pubblicano le opere pi in uso corpus iuris civile e canonico ,
SUMMAE specie di Azzone x il civile e di OSTIENSE x il canonico, opere di
BALDO E BARTOLO ecc. si pubblica anche in modo scorretto. Il libro giuridico
aveva un folto mercato in europa. Nel 1583-84 un editore veneziano
FRANCESCO ZILETTI cre unedizione di una grande raccolta giuridica ( 18
volumi) dei principali tractatus divisi per argomento dei maggiori giuristi di ogni
tempo, specie di enciclopedia del tempo. Sin dal 500 un prof delluniversit di
Torino GIOVANNI NEVIZZANO si lamentava delleccessivo numero delle
opinioni dottrinarie edite, causa la troppa abbondanza, ed auspicava un
intervento legislativo regio a mettervi ordine tra le varie interpretazioni
pubblicate. Le critiche umanistiche non avevano intaccato la fiducia al diritto
comune che invece vacillava di fronte a troppe interpretatio. Un primo rimedio

fu adottato con la COMMUNIS OPINIO DOCTORUM. Essa divenne lobiettivo


dellinterpretatio, ma il rinvio ad una mole consistente di doctores rendeva il
ragionamento complesso, ripetitivo, farraginoso. Fu questa cmq la strada
percorsa per quanto lenta. La soluzione finale sar poi quella dei codici
ottocenteschi. In Fra le richieste dei culti Hotman e altri di un intervento regio a
chiarire linterpretatio furono assolte dalla monarchia ma non si giunse a una
sanzione regia conclusiva. Solo con Luigi XIV nel 600 ( ordonnances ). Tra i sec
XVI e XVII non si raggiunse alcuna soluzione operativa. Si fece unaltra strada
rispetto alla legislazione principesca.
Negli stati moderni si afferm un TRIBUNALE STATALE SUPREMO (ROTA
SENATO, COUR DE PARLAMENT) in cui le sentenze avevano valore di
precedenti ( stare decisis). Si raggiungeva una certa omogeneit di
interpretatio affidata non ai doctores ma ai giudici. La risposta fu quindi data
dagli stessi giuristi, quelli del tribunale, con metodi tradizionali della scientia
iuris, non per intervento legislativo regio. Ai giuristi venne ancora riconosciuta
unautonoma capacit e autorevolezza. Non si mai realizzato alcun
programma di potere statale, laffermazione dello stato si realizzata
empiricamente a seconda dei luoghi e dei tempi con lestensione dei poteri del
principe. Lo stato si realizza quindi grazie allassolutezza e allaffermazione dei
poteri regi quando questo si impone sui particolarismi locali medievali,
empiricamente, dive e quando possibile.

VERSO LO STATO MODERNO

Secondo la dottrina lo stato presenta 3 elementi: popolo, territorio e sovranit.


In questi periodo esiste uno stato patrimoniale, patrimonio del principe(il
territorio e i sudditi). Il principe ha per dei limiti (comuni, signori feudali,
chiesa, singoli individui). Il popolo inoltre organizzato in istituzioni intermedie
( comuni, signorie, corporazioni professionali, istituzioni ecclesiastiche) che ne
regolano anchesse la vita. La sovranit non ancora completa. Il francese
Bodin identifica le caratteristiche significative dellepoca, 1576 SIX LIVRES
DE LA REPUBLIQUE, in cui analizza lo stato del tempo, riferendosi soprattutto
allo stato di Fra. In Italia il portavoce NICCOLO MACCHIAVELLI che descrive la
figura e la sovranit del principe parlando per la prima volta di stato,
riferendosi per lo pi allo stato fiorentino, nella sua pi importante opera IL
PRINCIPE. Altri autori del tempo teorici del concetto di stato furono GIOVANNI
BOTERO, TOMMASO CAMPANELLA E TOMMASO MORO ( lo stato utopistico
della citt del sole). Bodin riconosce il potere legislativo del principe ( in
pectore sua ), cio dello stato, con il compito di organizzarlo. Un elemento
importante della sovranit che sta nella sua essenza. La legge statale trova
limite estremo nel diritto naturale ma il principe, autocratico, che riesce a
regolare la societ. Il e comanda con la sua legge, il suddito obbedisce. Questa
in sintesi la sovranit dello stato. Bodin vede nella legge uno strumento di
governo e di ordine. Per lui, la pace era assicurata solo in una stabile

monarchia non nelle repubbliche. Dal re giudice si passa al re legislatore. Nei


sec XV-XVII la legge del principe affianca e completa il diritto comune, lo
chiarisce fino a sostituirlo nel XVIII sec. le stesse leggi organiche dellepoca
( CONSTITUTIO CAROLINA, ORDINI NUOVI DI EMANUELE FILIBERTO,
ORDONNANCES FRANCESI) tendono a mettere chiarezza a regole gi
esistenti. La legislazione regia una novit per ampiezza e frequenza. Ci
colpisce Bodin circa lo stato del tempo. Altra funzione importante statale il
governo. Si creano citt con capitali, organi stabili diversi dalla corte, uffici di
governo attribuiti a CANCELLIERI, MINISTRI, FUNZIONARI. Lamministrazione
centrale un inizio di burocrazia pubblica. Su questa linea si erano gi avviati i
nostri comuni e principati medievali italiani. In genere il principe assistito da
un consiglio, es. consiglio regio francese, che si articola in specifiche sezioni
( finanza, spese, ecc ). Da un consiglio a riunione saltuaria se ne passa a uno a
convocazione periodica di cui fanno parte i responsabili di governo. Pure in Spa,
dove, accanto al consiglio regio, se ne affiancano altri specifici competenti per
territorio o materia. Il ruolo di questi consigli consultivo essendo il re libero di
scostarsene, anche se alla fine le decisioni prese finiscono per essere operative
e di fatto si pongono i consigli al vertice delle decisioni statali. Alle funzioni di
governo si mettono esperti del ramo ( cancelliere o guardasigilli x giustizia,
segretari o ministri x politica estera, interna, finanziaria, marescialli e
ammiragli x questioni militari) . Questo corpo di funzionari rappresenta la
continuit stessa dello stato. Il vincolo al principe spesso corroborato da
cerimonie formali (giuramento) col tempo prende un aspetto meno personale e
pi burocratico. Il legame sentimentale per rimane fino alla fine dellancient
regime. Laccentramento del potere nel principe tende a ridurre il suo ruolo
personale perch nellesercizio del potere deve dipendere dai collaboratori e
dalla burocrazia anche se ne aumenta lassolutezza. E la burocrazia la vera
macchina dello stato. Lamministrazione centrale si afferma con una serie di
uffici periferici, in principio accanto al particolarismo locale (comuni,
corporazioni, chiese) con facilit di contrasto. Si occupano di giurisdizione e
tributi. Dove lo stato si sovrappone agli organi locali si pu dire che lo stato
moderno si afferma. In certe zone non avvenuto. Nella Fra nel 500 il re
manda i suoi funzionari nelle province, per sovrintendere: giustizia, ordine
pubblico, finanze. Dopo le difficolt iniziali, essi fanno sentire il peso
dellautorit centrale. A loro volta sul piano contabile erano soggetti alla corte
dei conti. In et moderna il principe si occupa solo della giustizia alta ( reati
gravi), lascia quella bassa ai giudici locali e rispetta quella della chiesa locale.
La giustizia statale diverr esclusiva nel XIX sec con la rivoluzione francese. Per
lalta giurisdizione ci sono tribunali statali supremi ( rota, senato, cour de
parlament) composti da giuristi prestigiosi di nomina regia. Le loro decisioni
diventano precedenti x una giustizia unitaria sul territorio. Per il loro prestigio
diventano diffuse a stampa in tutta lEuropa dello ius commune. I giuristi
rappresentano i collaboratori del re in materia di giustizia e legislazione. Ogni
provvedimento deve esser registrato alla corte suprema statale che ne valuta

la validit e, se ne riscontra vizi, rinvia la legge al principe motivando i punti da


modificare., al fine di illuminare il principe si trasforma in un organo di controllo
della produzione legislativa. Il principe pu insistere e al terzo invio della corte
se il principe insiste, questa deve cedere. Una funzione basilare del sovrano
quella della difesa. La diffusione delle armi da fuoco ha rinnovato la guerra e il
principe deve mantenere il suo esercito e organizzarlo secondo gerarchia
militare. Il quadro di spesa pi ampio di quello medievale. Il principe
sempre assente di denaro. Lordinamento tributario lento. In questa
prospettiva, il particolarismo medievale si fa sentire. Di fronte alla necessit si
rivolge a banchieri o a forzosi prestiti, fino al XVIII sec. Solo a fatica lo stato
moderno supera il sistema della contribuzione. Il donativo medievale dei 3 stati
rappresentava la fonte principale di entrate della monarchia medievale. La
fonte principale divengono ora le imposte indirette ( le GABELLE es. sul sale, i
DAZI, es. vino e seta, I MONOPOLI, es. tabacchi o ferro, sui SERVIZI, es. carta
bollata, atti giudiziari).
La fiscalit degenera per la necessit di denaro del principe e si verifica la
VENDITA DEGLI UFFICI, in uso nel 700 in Fra: il principe appalta lesazione di
una certa gabella ad una persona o ad un ufficio statale.

CAP. 8
ETA MODERNA

INQUADRAMENTO

Nel 600 in Europa continuano le guerre di religione. Dopo il CONCILIO DI


TRENTO
1545-63 si sviluppa la CONTRORIFORMA CATTOLICA. Nel 1534
IGNAZIO DI LOYOLA fonda la COMPAGNIA DI GESU per rigenerare il
cattolicesimo. Dopo il concilio la chiesa introduce i registri di battesimo
matrimonio e sepoltura per riordinare la vita dei fedeli. Nel 1564 istituisce i
LINDICE DEI LIBRI PROIBITI e procede ad una riorganizzazione interna creando
15 CONGREGAZIONI presiedute da 1 CARDINALE, esempio efficace di 15
ministeri della chiesa.
Tra 500 e 600 la SPA la grande potenza e nel 1571 ha favorito la vittoriosa
BATTAGLI DI LEPANTO, che ferm lavanzata turca ai danni di VENEZIA. Non
si impone per sullING che le subentra nel controllo oceanico. Ha cmq la
preminenza in ITA e dopo la PACE DI CATEAU CAMBRESIS 1559 si uniscono
alla corona di spagna LOMBARDIA, SARDEGNA, SICILIA E NAPOLI, e gravitano
sotto il ricostruito DUCATO DI SAVOIA di EMANUELE FILIBERTO la REPUBBLICA
DI GENOVA, IL GRANDUCATO DI TOSCANA, LO STATO PONTIFICIO. LItalia inizia

dopo le guerre a godere di tranquillit. La FRA dilaniata dai contrasti religiosi,


nel 600 grazie a una buona politica militare riemerge e si afferma come nuova
potenza. In GER
le guerre di religione indeboliscono ancora di pi
lIMPERATORE, che con la PACE DI VESTFALIA 1648 a conclusione delle
GUERRED DEI 30 ANNI 1618-48, riconosce la sovranit degli stati territoriali
e inizia a sottoporre la legislazione allapprovazione della DIETA. Tale pace
conferma il principio della religione di stato ma la possibilit di tolleranza dei
CALVINISTI. In OLANDA nel 1648 gli spagnoli riconoscono formalmente la
REPUBBLICA DOLANDA. Nel 600 in ING lassolutismo incontra forti resistenze, 2
guerre civili a fine sec. ridimensionano il re a favore del parlamento, Sin dal
XVII sec. il potere in ano a questo. Nel 600 lo stato si identifica col principe e
la politica dinastica dello stato concepisce i destini degli stati come fossero
patrimoni ereditari delle varie dinastie, LE GUERRE DI SUCCESSIONE. La
scienza politica si interroga sullessenza dello stato e le sue caratteristiche.
Soluzioni assolutistiche le danno BODIN e HOBBES, ma con GROZIO e con
LOCKE aprono poi una discussione di ampia portata sui cui si segnaleranno i
successivi autori GIUSNATURALISTI 6-700 e poi i grandi nomi illuministi del 700.
Anche il diritto ne era coinvolto oltre la politica. Non mancano contributi dei
giuristi, grozio , DOMAT,per riordinare razionalmente il diritto comune. Il 600
non trov risposte giuridiche in proposito ma solo in ambito istituzionale e
dellordinamento pubblico.

IL PRINCIPE E LO STATO

La concezione moderna considerava il principe sovrano su tutti i sudditi e libero


da ogni ceto istituzione, precedente regola o accordo locale (LEX TERRAE). In
GER la situazione era diversa influenzata ancora dal medioevo. In ING nel 600
la reazione nobiliare e parlamentare allassolutismo regio dimostrava che la lex
terrae li era ancora radicata. Il principe descritto da bodin era quello che
rappresentava lo stato senza grosse incombenze se non assicurare ai
consociati lordine interno e la difesa dallesterno. In questo clima di pace il
governo del principe fissa le regole di pacifica convivenza. C la marcata
propensione legislativa e il potenziamento di organi centrali con relative
competenze e di funzionari a ridurre autonomie locali feudali ed ecclesiastiche.
Lordine pubblico e la giustizia sono compiti del principe, esercito e finanze due
compiti su cui si gioca laffermazione dello stato, unico titolare della sovranit e
garante dellordine pubblico. Deve inoltre fornire benessere. Si passa dallo
stato patrimoniale allo stato di polizia del 700 teso ad offrire miglior vita
(istruzione, lavoro, assistenza ecc.). pi aumentano queste e pi aumenta la
spesa del sovrano che deve aumentare i dipendenti statali, ci porta ad
estendere la burocrazia e aumenta la pressione fiscale.

STATI ITALIANI PIU SIGNIFICATIVI

In Ita ci sono 3 tipi di territori: SPAGNOLI, PONTIFICI, SBAUDI ( con il programma


accentratore attuato con la restaurazione del duca EMANUELE FILIBERTO).

DOMINI SPAGNOLI: nei sec. XVI e XVII il regno di Spagna aveva 4


territori in ita: SARDEGNA NAPOLI SICILIA E LOMBARDIA dopo la vittoria
sulla fra nel XVI sec. , ciascuno dei territori era legato alla spagna da un
unione nella figura del re ed aveva una propria posizione verso la corona
ed un suo ordinamento. Tra loro non cera legame se non la
sottoposizione alla politica della corona spa, tramite il SUPREMO
CONSIGLIO DITALIA scendente a MADRID per tre di essi (la sardegna
aragonese ne era esclusa perch continuava ad essere unita secondo la
tradizione delle terre aragonesi).
anche
la
legislazione
era
diversa:
in
Lombardia
cera
la
CONSTITUTIONES DOMINI MELFITANAE, DEL 1541, in sicilia e
napoletano cerano ancora le CONSTITUTIONES MELIFITANAE DI
FEDERICO II 1231 in sardegna cera la CARTA DE LOGU DEL 300 di
ELEONORA DARBOREA. In oltre erano in vigore quelle di ogni comune.
Le norme generali fatte in spagna dovevano essere pubblicate in ciascun
territorio per entrare in vigore. Il re era rappresentato da un vicer. La
lombardia era retta da un governatore militare con funzioni civili essendo
essa un ducato e non un regno, non poteva esserci un vicer. Vicer o
governatore erano inviati regi in carica x 3 anni, con poteri illimitati,
erano assistiti da un consiglio composto da spagnoli e locali. Sotto vicer
o governatore stava la BUROCRAZIA LOCALE specie a napoli. In tali
territori esisteva una potente feudalit rimpolpata da investiture
spagnole. Lassemblea dei 3 stati non fu pi convocata dopo il 1642 a
napoli mentre in sicilia e sardegna era convocata regolarmente. In
specie a catania palermo e messina i baroni ottenevano da madrid
privilegi nei loro interessi. La lombardia invece aveva un organizzazione
diversa, dato il ducato e i relativi organi ducali sopravvissuti: cerano
CONSIGLIO SEGRETO, SENATO DI MILANO, istituito dai francesi e tenuto
dalla SPA, si tratta di una corte sovrana ovvero supremo tribunale
lombardo con compiti amministrativi giudiziari e legislativi.
Era
composto di 2/3 da giuristi affermati, e si occupava di giustizia penale
suprema in appello dei giudici comunali o feudali. Le decisioni valevano d
precedente in tutto lo stato. Aveva potere di interinazione di ogni legge o
editto, secondo tradizione delle corti francesi. Nel regno di napoli
prosegu lantico omaggio verso il papa nellinvestitura feudale del tempo
normanno. Ci formalmente limitava la sovranit statale in quanto
inferiore a quella pontificia.il prob. Fu ignorato fino al 700 in cui ci fu un
duro scontro politico.

STATO PONTIFICIO

Le crisi conciliari e quelle della Riforma, indebolendo la Chiesa romana sul


piano religioso europeo, non hanno potuto non influire anche sul suo controllo
politico dei domini delItalia centrale. Il concilio di Trento ha riorganizzato la vita
ecclesiastica e spirituale in generale; nello stesso tempo la Controriforma ha
anche favorito direttamente un miglioramento nel controllo territoriale dello
Stato della chiesa. La costituzione delle 15 congregazioni riformava tutta
lorganizzazione centrale romana e creava in pratica dei ministeri competenti
per argomento sui principali problemi della Chiesa: era una riforma moderna ,
che ispirer altri Stati. In questo periodo ,inoltre una bolla pontificia abol il
grande nepotismo vietando infeudazioni di terre e parenti papali: il clima della
Controriforma portava ordine anche nello Stato. Il territorio pontificio era
suddiviso in varie province, con ordinamento peraltro variabile e particolarismo
locale accentuato: feudi e comuni conservavano per lo pi i loro privilegi, ma
dovevano rispettare la superiore autorit pontificia. Le tendenze accentratrici
dellepoca hanno portato alla riorganizzazione di altri importanti uffici centrali.
Importanti in proposito sono il tribunale della sacra rota e quello della
segnatura , nonch la camera apostolica, corrispondente ad un attuale
ministero delle finanze.

STATI SABAUDI

La pace di Cateau-Cambrsis 1559 restitu a Emanuele Filiberto e terre del


ducato di Savoia, che i francesi nellultimo trentennio avevano conquistato al
padre. I Savoia erano divenuti duchi nel 1416 per concessione imperiale ad
Amedeo VIII, che aveva anche dato una disciplina abbastanza organica ai suoi
domini con la normativa dei decreta seu statuta . per la dinastia, in ascesa per
oltre un secolo, poco prima della met del sec. XV iniziava per un periodo
difficile, da cui non riusciva a sollevarsi: si vedeva cos privata di quasi tutti i
possedimenti secolari dallinvasione francese del 1536 e dalla guerra francospagnola combattuta anche in Piemonte.
Emanuele Filiberto, ripresi con una certa fatica i domini aviti dopo la pace di
Cateau-Cambrsis , li riorganizz efficacemente, con piglio militare e
prospettiva accentratrice, secondo le tendenze del tempo. Egli scese per prima
cosa una capitale fissa e scelse Torino. Questi, per quanto esausti per le guerre
patite, dovevano per alimentare on continuit le finanze ducali: lasci cadere
le contribuzioni straordinarie contrattate con lassemblee dei tre stati e ne
introdusse di fisse con cui poteva sostenere meglio le spese statali, in primo
luogo per lesercito. Riusc in tal modo ad avere una base certa e stabile. Dopo
una prima convocazione per farsi rinnovare il giuramento di fedelt,
lassemblea dei tre stati non f pi convocata. E una svolta di un certo livello
nellordinamento del piccolo Stato. Per il funzionamento dello Stato il duca si
giov della collaborazione di tre Segretari con competenze agli interni, agli
esterni, allesercito, nonch della consulenza di un Consiglio di Stato composto
di membri di sua nomina. Consider primario il ripristino dellamministrazione

della giustizia, in modo che fosse controllabile dal duca. Se non modific quella
feudale e cittadina istitu per in ogni circoscrizione del ducato dei giudici di
sua nomina. In ultimo grado previde lattivit giurisdizionale di due corti
sovrane dette Senati, una per la Savoia ed una per il Piemonte. La giustizia
veniva ad avere una configurazione piramidale, con al vertice il principe. Per
provvedere ad una migliore amministrazione della giustizia eman gli ordini
nuovi, in un libro dei quali dett la disciplina essenziale del processo civile,
nellaltro quella del processo penale.
Il duca si preoccup di riorganizzare validamente gli studi universit, interro
tosi durante loccupazione francese. Rifond praticamente lUniversit di
Torino.

PRINCIPALI STATI EUROPEI

Francia
Il regno di Francia , dopo la crisi delle guerre di religione 1562-98 trova una
certa tranquillit con leditto di tolleranza verso gli Ugonotti e si avvia col sec.
XVII verso lassolutismo. La Corona si procura con imposte e con interventi
specifici in campo economico entrate proprie e di conseguenza non convoca
pi le fastidiose assemblee generali dei tre stati per avere sussidi straordinari.
Il re al centro dellordinamento : al suo fianco c da secoli il consiglio regio,
ma vengono a svolgere una pi attiva opera con lui i suoi ministri. Il re ha i suoi
specifici rappresentanti in ogni provincia del regno: sono gli intendenti, di
giustizia, polizia e finanze ai quali affidata nella zona di competenza
lesecuzione degli ordini del re. La sovranit dello Stato penetra in profondit in
tutto il territorio. Il re si arroga un potere legislativo, che tende ad aumentare
senza limiti se non per le fumose leggi fondamentali che reggono la Corona:in
specie ,emana anche ordonnances. Esse danno una disciplina organica
dettagliata, innovativa e chiara ad interi settori del diritto: si tratta di quelle di
Luigi XIV sul processo civile e criminale, sul commercio e la marina, sulle
colonie. un modo senza dubbio nuovo del sovrano di presentarsi quale fonte
delle stesse regole generali della vita associata, non solo a garanzia dellordine.
Anche nel campo della giustizia il sovrano ha un potere pressoch assoluto, ma
a volte la resistenza delle supreme Corti giudicanti ne impedisce o rallenta le
decisioni

OLANDA
I Paesi Bassi appartenevano al ramo spagnolo degli Asburgo :mentre il Belgio la
grande maggioranza della popolazione era cattolica, in Olanda questa era
Calvinista. Sin dalla met del cinquecento i calvinisti olandesi hanno
rivendicato verso la Spagna ampia autonomia politica e libert religiosa.
Questa aspirazione riuscita solo nel 1648 con il riconoscimento ufficiale della

repubblica olandese da ricordare per 2 motivi: c una nuova repubblica e


viene riconosciuta la libert religiosa e non solo la tolleranza

Inghilterra
LInghilterra rappresenta lemblema dello Stato limitato dal parlamento. Ci
avvenuto in conseguenza di gravi sconvolgimenti politici, e con la
destituzione,in due momenti diversi, di due re. Le vicende cinquecentesche
avevano portato il re a capo della Chiesa dInghilterra. Di fronte a tendenze
assolutistiche del re, il Parlamento nel 1628 riusc a far affermare per legge
alcuni diritti soggettivi nella petition of rights:la corona non poteva imporre
nessuna tassa senza il consenso parlamentare; nessuno poteva essere
arbitrariamente incarcerato n punito senza un processo opportuno. A met
seicento le tendenze assolutiste del re si scontrarono con la resistenza
parlamentare e portarono alla guerra civile e alla sconfitta regia con la
decapitazione del re nonch alla successiva proclamazione della repubblica
sotto la protezione dittatoriale di Cromwell. Morto Cromwell ,il parlamento
decise nel 1660 per il ripristino della monarchia, ma richiese che il re fosse
coadiuvato da un Consiglio privato della Corona. Il re , a sua volta, si giov
piuttosto di un suo consiglio di governo, Cabinet. Il parlamento aveva da temo
abbandonato la medievale adunanza nei tre stati e si riuniva ormai nella
composizione della camera dei lords e della camera dei comuni. Dieci anni
dopo, la situazione precipit: il principe dellepoca ,sospettato di essere troppo
filo-cattolico, fu costretto ad abdicare e fu chiamato sul trono il capo della
repubblica olandese, Guglielmo dOrange dopo la gloriosa rivoluzione. Lanno
dopo questo giurava il bill of right (carta dei diritti) che lo impegnava verso il
Parlamento a rispettarne lattivit legislativa e le leggi, a riconoscere la libera
elezione dei deputati e limmunit parlamentare, a non introdurre imposte
senza consenso parlamentare.
Dopo queste convulse vicende la situazione si stabilizzava:il re era limitato nel
suo potere dal Parlamento, si faceva assistere dal proprio Cabinet, ma doveva
chiamare in esso elementi ben visti dalla maggioranza del Parlamento. In
questo si erano venuti infatti delineando due partiti liberali e conservatori e
quindi pere quel meccanismo parlamentare di maggioranza e minoranza che
far a lungo parlare di s.
Estintasi la dinastia regnante nel 1714, vi subentr per successione quella
tedesca degli Hannover. Si pu notare quindi che , comunque, nel diritto
pubblico europeo del tempo finivano col continuare ad essere applicate le
regole successorie

ASPETTI ESSENZIALI DELLA DOTTRINA

Lambiente dei giuristi dellet moderna non rimasto insensibile a questi


cambiamenti. La stampa fa da cassa di risonanza e ad allargare le conoscenze
e le discussioni. Anche i consilia dati ai principi da giuristi di fama per risolvere
specifiche controversie erano editi e rientravano fra gli strumenti di discussione
politica.
Da parte di un certo numero di giuristi culti legati allambiente ugonotto si
polemizz contro principi che imponevano una determinata religione. Ne
emerse un filone europeo di monarcomachi , portati a giustificare persino
lomicidio del principe, se irrispettoso o violatore di un patto sociale fra
governati e governante comprendente a libert religiosa.
Le opere a cui si deve maggior attenzione sono quelle che si posero il problema
dei poteri e dei limiti del principe e di conseguenza dello Stato
Il teorico di maggioe rilievo del assolutismo regio per linglese Hobbes che
nel De cive e nel Leviatano offre la prima grande costruzione scientifica
moderna della Stato e del diritto muovendo dal diritto naturale. Hobbes parte
dalla sua valutazione ,pessimistica, che nello stato di natura e per propensione
naturale luomo non si dimostra portato alla vita pacifica ed al diritto ma alla
violenza ed alla sopraffazione. Ne consegue che la vita associata non pu
presentarsi che come bellum omnium contra omnes: e qui ,allora ,luomo per
quanto forte e vincitore di molt dimili non potr che temere di finire o prima o
poi ucciso. A questo punto, Hobbes pensa che listinto di sopravvivenza
delluomo lo induca allora ad accettare un patto leonino con il principe ,in base
al quale questo gli garantisce protezione e pace in cambio di totale ed
indiscussa obbedienza. Dallo Stato di natura luomo esce non con diritti ma
con lesigenza di salvare la propria vita, per soddisfare la quale rinuncia ad ogni
suo possibile diritto, pago di obbedire pur di sopravvivere. Ne consegue che
principe e Stato sono autorizzati ad ogni tipo di comando: e lassolutismo.
Addirittura, il principe fonte della legge e quindi non tenuto a rispettarla
perch sopra di essa. La sua prospettiva smentita di fatto dalla prima
rivoluzione inglese ma attesta come si possa giungere a giustificare ,in
condizioni estreme ,lassolutismo.
Il pensiero di Locke a mezzo secolo di distanza afferma che partendo anche lui
dallo stato di natura giunge a conclusioni diametralmente opposte. Lo stato di
natura retto non dalla forza ,ma da ragione, eguaglianza e libert. Nello stato
di natura luomo ha dei diritti: la ragione insegna che essi devono essere
preservati e quindi necessaria unautorit a cui affidarne la tutela. Si tratta
del principe o dello stato a cui ogni uomo riconosce tale potere, ma senza
rinunciare a tutto, ed anzi riservandosi proprio quei diritti che provengono dallo
stato di natura. Lo stato di natura non pu esser confuso con quello di guerra;
inoltre sarebbe assurdo per luomo uscire da uno stato di natura benevolo
comprensivo di diritti per entrare in societ ed accettare di perdere proprio
quei diritti che lo stato d natura riconosceva.

Due sono le conseguenze principali:il patto sociale considera presupposti i


diritti innati; esso impegno entrambe le parti, e quindi tanto i governati quanto
i governanti. In questi punti sta la giustificazione delle rivoluzioni inglesi
Giurista molto importante il francese Domat la cui aspirazione stata quella
di mettere ordine nel diritto del suo tempo. Le sue osservazioni hanno avuto
una grande influenza nella formazione delle generazioni successive dei giuristi
francesi, sino alla redazione del codice civile del 1804. Domat un romanista
che apprezza molto i principi del corpus iuris giustinianeo ma ne critica invece
a fondo lincongruenza disposizione. Ha dato nuovo ordine ai principi del diritto
privato romano ne ha illustrato la razionalit e la ragionevolezza logica e ne ha
presentato una nuova organizzazione sistematica. Sono le categorie e le
distinzioni che in buona parte saranno utilizzate nel testo definitivo del codice
civile del 1804

II SISTEMA GIURIDICO

Il sistema giuridico dellet moderno resta quello del diritto comune. Sin dal
Cinquecento si sono levate voci tese a cambiarlo e superarlo, ma la soluzione
non era n facile n pronta. Mancava inoltre lautorit che potesse provvedervi.
Il cardine del sistema stava nella interpretatio dei giuristi, cio nella dottrina
giuridica del diritto comune, che si basava sui passi del corpus iuris civilis e del
corpus iuris canonici. Il ms gallicus non ha in generale abbattuto il mos italicus.
Sono stati fatti 3 passi in almeno tre direzioni. Uno stato quello di cercare di
dare un valore ed unincedenza superiore ad un certo genere di soluzioni, o
perch comuni o perch qualche principe ha previsto per legge che nel suo
Stato lopinione di alcuni giuristi famosi prevalesse. Ma si pure stabilito di
dare valore di precedente in quel certo Stato alle soluzioni ed ai principi seguiti
dalle decisioni del supremo tribunale dello Stato.
In una seconda direzione si mossa, pur secondo diverse. Lordinamento
giuridico deve aspirare ad avvicinarsi alla ragione, rispondente ad una delle
caratteristiche essenziali delluomo:ne consegue che i singoli principi che
formano il sistema giuridico devono essere fra loro concatenati da logica e
razionalit. Si riconoscono le irrazionalit ed incongruenze esistenti, a la
scienza dello studioso di diritto aspira a smussare con la ragione le asperit o le
differenze per ricomporle in un sistema razionale. Questo pu continuare a
partire dai principi e dai passi del diritto comune, ma la scienza giuridica deve
ricomporli in una nuova sintesi che pare in un certo senso ispirata dallo spirito
cartesiano del secolo, dalla natura e dal diritto naturale.
Una terza via percorsa quella della legislazione. Ci a tutta prima pu
sembrare in contrapposizione col diritto comune, o almeno un ulteriore
elemento di complessit, perch alle regole ed ai principi dello ius commune si
vengono ad aggiungere le leggi dei singoli stati. La legislazione det moderna

aspira per lo pi non a contrapporsi ma ad integrarsi col sistema del diritto


comune
Il diritto comune resta, anche se invecchiato e criticato. La legislazione statale
gli si affianca ,ma nn ha ancora la forza di abbatterlo:la dottrina dei giuristi
persiste a guidare le regole del gioco nella vita sociale, con il prestigio ella
scienza. Ma accanto ad essa si inserisce a legislazione, forte dellautorit
impositiva dello Stato. Col tempo, naturalmente, finir col limporsi.

CAP. 9
ULTIMA ETA MODERNA

Inquadramento

L ultimo periodo dell et moderna dalla fine del 600 alla fine del 700 rivela la
ricerca di un nuovo assetto giuridico, sociale e politico.
Il razionalismo secentesco favorisce la prospettiva di un diritto razionale basato
sul diritto naturale dell uomo.
L aspirazione al rinnovamento del diritto comune si trova, anche nelle opere di
2 studiosi italiani: Muratori e Beccaria.
Entrambi auspicano ad un codice che sostituisca il diritto esistente, il secondo
in maniera pi generale.
L illuminismo contribuisce alla diffusione di queste idee; viene cos progettato
un nuovo assetto politico, oltre che giuridico.
Per tutta la prima met del 700, sino alla pace di Aquisgrana, in Europa si era
guerreggiato a lungo nelle cd. guerre di successione.
Nel frattempo, la dottrina, specie in area tedesca, era venuta proponendo di
estendere ai compiti del principe pure quelli di miglioramento sociale nei
confronti dei sudditi.
In tale prospettiva, le maggiori spese statali dovevano essere sostenute da
maggiori entrate e una migliore organizzazione amministrativa, di cui si
occupavano le scienze camerali.
In connessione con questa favorevole situazione politica, si venuta
sviluppando la cd. Et del lumi,di ispirazione francese, che ha portato in
parecchie zone europee a numerose riforme non solo in campo giuridico, ma
anche in quello politico e sociale.

Le riforme dei principi tendono ad incidere dall alto sull organizzazione della
societ ad imporre d autorit determinate soluzioni.
Per raggiungere gli obiettivi prefissi lo Stato si giova dello strumento della
legislazione.
La legge diventa uno strumento di governo: aumenta di molto il suo ruolo e
coinvolge pure il diritto che viene ad essere considerato come la sommatoria
delle leggi esistenti.
Leggi e diritto perdono la caratteristica della neutralit, diventano parte della
politica, e come questa sono soggette alle valutazioni di merito dei consociati.
Il regno d Inghilterra, dimostra scarso interesse verso queste prospettive,
mentre la Francia si rivela addirittura impermeabile a queste proprio a causa
della monarchia assolutistica in vigore. L area maggiormente interessata
quella dell Impero Asburgico e in Italia, anche se solo in alcuni territori.
La nobilt e la Chiesa subiscono condizionamenti e limiti nelle loro secolari
autonomie; questa situazione viene a rafforzare la posizione di un principe che
finisce col trovare sudditi fra loro meno dissimili.
Le assemblee dei 3 Stati tendono a modificarsi o a scomparire del tutto.
Il principe sovrano illuminato.
Ben diversa l impostazione data ai diritti innati, che affacciano dal 1776 le
dichiarazioni dei diritti delle colonie inglesi d America, sino alla
vittoriosa affermazione della costituzione degli Stati Uniti d America nel
1787.
Arrivano 2 anni dopo le dichiarazioni dei diritti dell uomo e del cittadino
della rivoluzione francese.
Si chiude il 700 quindi con un passaggio di sovranit da governanti a governati;
un salto di qualit garantista che giunge sino ai giorni nostri.
Un ruolo decisivo hanno avuto nel processo le opere di alcuni intellettuali come
Montesquieu, Rosseau, Kant, Beccaria.

Antonio Muratori, nella sua protesta, critic il sistema giuridico esistente con la
speranza di una riforma strutturale volta a modificarlo senza realmente
abbatterlo.
Altri, come i giusnaturalisti, da Pudendorf in poi, invece erano per una
soluzione pi radicale: secondo questi era necessario costruire tutto ex novo.

Si doveva ricostruire il diritto dalle fondamenta partendo dal diritto di natura; lo


stesso desideravano gli Illuministi.
Il diritto non solo era oscuro ed incerto, ma soprattutto ingiusto.
Il cambiamento era rappresentato da una proposta: predisporre un codice
nuovo.
Il procedimento per giungervi era quello della Codificazione; gli Stati pi
sensibili vi si applicarono (Prussia, Austria, Toscana).
Nella codificazione c erano per 2 anime:: quella di coloro che aspiravano solo
ad avere un diritto pi semplice e chiaro e quelli che invece volevano riscrivere
il diritto.
I primi erano soprattutto giuristi, i secondi intellettuali: questi ultimi fecero
sentire la loro voce, ma dovettero lasciar spazio ai giuristi.
Il codice nuovo sarebbe dovuto essere chiaro e semplice nei concetti, ma anche
legato ai principi razionali. Questi dovevano essere per considerati tali da
tutti, altrimenti i nuovi codici sarebbero stati espressione esclusiva di
determinati principi circoscritti quindi nei loro territori.
Alcuni di questi codici superarono singolarmente il diritto comune, ma non lo
sovvertono: per un codice universale si aspetteranno i codici napoleonici.
Con il tempo, comunque, il sistema della codificazione si diffuse in tutta l
Europa.
Solo l Inghilterra se ne astenne.

Le critiche europee alla giustizia settecentesca sono vaste e profonde.


Principi ed intellettuali hanno l impressione che i riti ed i ragionamenti non
corrispondano alle esigenze della realt.
In primo luogo si denunciano le eccessive formalit e lentezze dell
amministrazione della giustizia: per questo i Governi pongono mano ad una
nuova disciplina dei processi e dell ordinamento giudiziario.
Tutto naturalmente attuato con legge del principe.
La nuova disciplina deve per valere per tutto il territorio, in base ad un
principio di uniformit affermato con forza dall illuminismo.
I risultati non sono cos brillanti, e si resta comunque nel sistema del diritto
comune.

Si fa strada la tendenza regia ad affermare che in alcune lacune tocchi al re


provvedervi direttamente.
Alla stessa conclusione giunge un altra critica: quella dell eccessivo arbitrio
del giudice nella valutazione delle prove e nella determinazione della
pena. Viene cos ridotto il potere del giudice.
Alla legge del sovrano data la funzione di mettere ordine in ogni aspetto della
giustizia, nel presupposto che il suo intervento sia giusto ed equilibrato.
Viene anche criticata la complessit delle competenze stratificatesi nel tempo
presso gli organi giudicanti diversi e speciali, si invocata una semplificazione
del sistema giudiziario che i principi in parte sono riusciti a realizzare.
L opinabilit delle prove legali e della credibilit del metodo
indiziario, gli eccessi della tortura e il suo uso causano pesanti critiche al
sistema processuale penale.
Ma le garanzie processuali saranno introdotte solo con le successive
innovazioni liberali.
L unico punto a favore di questa critica risulta essere la Leopoldina del
1786, dove viene abolita la pena di morte, secondo l insegnamento di Cesare
Beccaria ne Dei delitti e delle pene del 1764.
La materia penale solo in parte viene per revisionata dai principi.

Il principe d et moderna ha una continua e progressiva necessit di denaro: le


sue spese aumentano.
Non vi per ancora netta distinzione tra spese personali e spese statali.
Incominciano qui, proprio nel 700, le prime distinzioni in proposito presenti
nei bilanci pubblici pi avanzati.
L esigenza di maggiori entrate causa una maggiore imposizione: continua in
genere quella di natura indiretta. La riscossione in genere pi appaltata, con
notevoli vantaggi per i privati.
Solo l Impero asburgico si lancia con un ardita riforma in una riscossione
diretta.
Ne consegue una sparizione dei privilegi tributari; le resistenze come si pu
ben capire sono state in proposito dure e coriacee: non sempre il principe
riuscito a superarle.
Spesso si giungeva solo ad un compromesso onorevole, ed a volte anche a veri
cedimenti sovrani.

Un importante, ampia e decisa riforma tributaria quella teresiana, attuata


anche in Lombardia, che ha consentito la redazione di un catasto di carattere
moderno di tutti i terreni, che ha permesso la tassazione diretta di ogni
unit particellare in modo proporzionale alla valutazione del suo
reddito medio, senza distinzione fra i titolari.

Gli intellettuali settecenteschi aspiravano non solo a ricostruire il diritto. Ma


anche la societ.
Gi in passato erano stati concepiti programmi diretti a tale finalit: tuttavia nel
700 questi vengono considerati, discussi e anche accolti.
Essi tendono a ridurre sino ad abolire i secolari privilegi; in questo modo i ceti
privilegiati sono livellati nel diritto comune.
Le proposte dei philosophes settecenteschi, sono a volte prese in
considerazione dai governanti; ci avviene, ad esempio, per le teorie di
Montesquieu, Rousseau, Kant e Beccaria.
Il primo, critica a fondo il sistema nel regno di Francia, apprezzando quello
misto dell Inghilterra senza per mai discostarsi dal concetto di monarchia
temperata.
Montesquieu famoso soprattutto per il principio di bilanciamento dei 3
poteri dello Stato. Essi non dovevano far capo ad un solo organo, ma essere
distribuiti tra pi organi in modo che ciascuno di essi controlli e bilanci il potere
degli altri.
Un altro aspetto per cui la sua opera famosa, il principio della
rappresentanza: egli diffida dalla partecipazione diretta di tutto il popolo alle
decisioni politiche.
Preferisce che quest ultimo si esprima attraverso delegati eletti da un corpo di
elettori consapevoli del comune destino politico.
Molto diverso si presenta il contratto sociale di Rousseau: per questo l uomo
nato libero ma compresso dalle convenienze sociali.
La vita in societ per necessaria, e quindi necessario il contratto sociale.
La sovranit appartiene al popolo, ed indivisibile, inalienabile ed eguale per
ogni cittadini.
Ne consegue che i diritti innati non possono essere ceduti o violati e che non
soddisfacente la democrazia rappresentativa, ma auspicabile quella diretta.

La legge deve essere espressa dalla maggioranza del popolo: la bont della
legge sta nel fatto che espressa dalla maggioranza.
Kant , filosofo di grande prestigio della seconda met del 700, si presenta ad
esprimere gi il superamento di certi principi.
Esso non solo porta a conclusione la distinzione fra diritto e morale delineata
dai giusnaturalisti, ma insiste sulla necessit che l ordinamento assicuri ad
ogni individuo una fascia di libert.
Il nobile milanese Cesare Beccaria ha pubblica nel 1764 Dei delitti e delle pene:
il libro ha posto agli intellettuali ed ai governi del tempo il problema penale.
Il punto pi noto quello dell appassionata accusa all inutilit della pena di
morte.
Oltre a questo per, il giovane illuminista, denuncia le incongruenze, le
arretratezze del sistema penale in vigore proponendo al sovrano di rifondarlo
su nuove basi.

La Chiesa della controriforma aveva acquisito un rilievo considerevole in ogni


Stato settecentesco.
I principi cattolici se ne erano giovati, ma non potevano non esserne pure
condizionati.
Nei territori le Chiese locali si reggevano per lo pi grazie al sostegno del
sovrano, che le aveva sotto il proprio controllo.
Diversa era invece la situazione nei territori a forte prevalenza cattolica, i cui
sovrani non sempre erano in gradi di padroneggiare la Chiesa di Roma.
A favore di questa e dei privilegi ecclesiastici esisteva un filone culturale
(curialismo), sostenitore della superiorit ecclesiastica a tutela della religione
e dell ordine costituito: in contrapposizione un altro filone di pensiero
(giurisdizionalismo) a difesa delle posizione dello Stato e della sua
giurisdizione sul territorio.
La rivendicazione della sovranit dello Stato port nel 700 a numerosi contrasti
civili.
Le pretese statali furono almeno di 3 tipi: la difesa delle prerogative sovrane
dello Stato dalle ingerenze ecclesiastiche, la piena giurisdizione statale sul
territorio, infine il controllo statale dell attivit della Chiesa.
Per cercare di superare i conflitti, alcuni Stati e la Santa Sede giunsero a
soluzioni compromissorie con i Concordati.

Lo Stato pretese in primo luogo la piena sovranit sul proprio territorio.


Ci si realizzo con istituti come l exequatur, il placet e l appel comme d
abus, tesi a sottoporre a controllo statale le decisioni ecclesiastiche prima che
esse divenissero esecutive.
La prima riguardava gli atti delle autorit ecclesiastiche, la seconda alle
nomine, infine il l ultimo consisteva nella possibilit che il giudice supremo
dello Stato riesaminasse un caso gi deciso da un tribunale ecclesiastico per
propria competenza.
Un secondo gruppo di pretese statuali riguard la sottoposizione degli
ecclesiastici alle stesse regole dei sudditi.
E fin qui, nonostante le numerose controversie, i diversi Stati riuscirono ad
affermarsi.
Ma lo Stato pretese per pure di ingerirsi nella stessa amministrazione
ecclesiastica e nell organizzazione della Chiesa.
Ci avvenne solo a tratti, ma si realizzo con una certa frequenza.
Un punto di ancor pi palese ingerenza nella vita della Chiesa si ebbe quando
alcuni Stati esclusero dal loro territorio istituzione religiose puramente
contemplative e ne acquisirono i relativi beni.
In qualche caso, infine, alcuni principi vollero intervenire nella stessa vita
religiosa cattolica. Giuseppe secondo d Austria stabil ad esempio che il
matrimonio fosse da considerare anche come contratto civile.
l inizio del matrimonio civile.

Meno marcata si pu dire sia stata la politica di compressione dei privilegi


nobiliari.
Il primo punto quello della verifica del titolo feudale o di nobilt. In proposito
il pi intransigente ed attento fu Vittorio Amedeo secondo, che nel 1720
pretese di controllare i titoli dei suoi feudatari ed in parecchi casi consider il
feudo rientrato nella disponibilit della corona.
Negli altri feudi invece si ritenne vantaggioso porre eventuali milizie del
principe nella zona del feudo.
Quanto la giustizia, venne a fissarsi secondo regole precise del principe,
Sono diffuse inoltre leggi statali che fissano notevoli limiti alle prestazioni
personali verso i signori locali.

La stessa possibilit di trasferimento del feudo viene ad incontrare seri vincoli


legislativi.
Attraverso queste manovre vengono cos ridotti i privilegi feudali a vantaggio
del re che diventa pieno sovrano nel suo territorio.

Per quanto concerne i privilegi corporativi e delle comunit, qui il re attraverso


la legislazione riesce ad imporsi. In primo luogo, colpisce le corporazioni
professionali, a favore di aperture liberiste.
Poi disciplina attraverso le ordonnances il settore commerciale facendo
chiarezza sulle regole in atto nelle varie piazze europee.

Le prime riforme settecentesche in Italia sono di matrice assolutista, e non


ancora illuminista. Sono realizzate nei domini sabaudi dal duca Vittorio
Amedeo secondo, divenuto re nel 1713.
Nei primi decenni del diciottesimo secolo egli introduce notevoli innovazioni,
tese a rafforzare in modo considerevole il suo potere.
Riorganizza perci per una maggiore efficienza gli organi centrali ed invia in
ogni provincia un suo funzionario col compito di rappresentarvi il sovrano e
controllare feudatari e comuni, ingaggia dispute giurisdizionali con la Curia
romana, utilizzando a fondo placet ed exequatur, e conclude un Concordato
alquanto vantaggioso per lo Stato. Afferma con autorit il suo potere legislativo
con una raccolta organica della normativa sabauda, che rinnova nella forma
con le Leggi e Costituzioni di Sua Maest.
Si avvia cos verso la codificazione.
Si impegna anche per un riequilibrio dell imposizione fiscale fra le
diverse comunit; impone la sua volont in tema di confessioni
religiose; avvia una disciplina unitaria del funzionamento delle
comunit locali; sottomette alla sua autorit eventuali aspirazioni d
autonomia dei Senati; riorganizza in modo accentrato ed autoritario l
insegnamento superiore e universitario.
D ispirazione diversa sono le riforme introdotto in Lombardia dalla nuova
dinastia asburgica, dopo l avvento di Maria Teresa d Austria.
Vengono condotto innovazioni strutturali.
Diversa la situazione a Firenze, dove Pietro Leopoldo avvi riforme
considerevoli, sino a giungere ad un progetto di costituzione che prospettasse

la limitazione ai poteri regi. Il risultato di maggior prestigio del suo periodo fu l


abolizione della pena di morte.
Le riforme, non vengono effettuate nel Ducato di Parma e nel regno di Napoli,
dove lo Stato si dimostra troppo debole nei confronti dei signori locali e dei loro
privilegi.