Sei sulla pagina 1di 2

ISSN 2037-6677

DPCE online 2015-1

PORTOGALLO Il Tribunale costituzionale annulla lespulsione


comminata dal Partito Socialista nei confronti di una propria
iscritta
di Francesco Campodonico

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 103-C, c. 8, e 103-D della Lei
Orgnica n. 28/1982 (legge organica sullorganizzazione, funzionamento e processo
del Tribunale costituzionale) prevista la possibilit, per un qualunque appartenente
ad un partito politico, di impugnare davanti al Tribunale costituzionale (TC) i
provvedimenti sanzionatori emessi dagli organi competenti secondo lo statuto dei
vari partiti. I presupposti giuridici per promuovere limpugnativa davanti al TC sono
oggettivi, in quanto deve essere dedotta lillegittimit o la violazione delle regole
statutarie, e soggettivi, in quanto il provvedimento disciplinare deve ledere
direttamente e personalmente i diritti di partecipazione del militante allattivit del
partito.
Con lAcordo n. 684/2014, il TC si pronunciato sul ricorso proposto da una
militante del Partito Socialista contro la decisione di espulsione presa, nei suoi
confronti, l11 luglio 2014 dal Conselho Nacional de Justia (CNJ), lorgano interno
competente ad irrogare le sanzioni disciplinari. La militante, nel suo ricorso,
lamentava che lorgano avesse preso la sua decisione in assenza delle garanzie poste
dallart. 22, c. 2, della legge organica sui partiti politici (Lei Orgnica n. 2/2008). Tale
www.dpce.it

DPCE online 2015-1

comma prevede, infatti, che ad ogni membro di un partito sottoposto ad un


procedimento disciplinare debbano essere assicurati i diritti di difesa e di ascolto nel
processo nonch il diritto ad un ricorso effettivo. Peraltro, la ricorrente denunciava
il fatto che listruttoria del processo disciplinare fosse stata compiuta da un organo
interno non legittimato a farlo, ovvero la Commiso Federativa de Jurisdio (CFJ).
Il Partito Socialista, costituitosi in giudizio, ribatteva, da un lato, che il CNJ
lorgano di ultima istanza e che solo nei casi di revisione, espressamente previsti
dallo Statuto del partito, pu ammettersi un riesame della decisione presa e,
dallaltro, che listruttoria del processo disciplinare avviene in modo sommario per
cui il militante pu avere conoscenza dellaccusa solo quando questa viene formulata
(ovvero al termine dellistruttoria).
Il Tribunale, definitivamente pronunciandosi sul ricorso, ha ritenuto che la
decisione assunta dallorgano del partito fosse invalida per violazione del principio
di certezza del diritto, in quanto il processo stato istruito da un organo non
competente (il CFJ appunto), e che, dunque, fossero state violate le garanzie
procedurali previste tanto dallart. 22, c. 2 della legge organica sui partiti politici,
come denunciato dalla ricorrente, quanto dalla Costituzione, il cui art. 32, c. 10,
prevede che in qualsiasi processo sanzionatorio debbano essere assicurati i diritti di
ascolto e difesa.

www.dpce.it