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IL BILANCIO DELLE IMPRESE

Le imprese sono aziende che hanno come fine il profitto.

Il bilancio delle imprese un documento contabile che descrive la


situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dellesercizio.
Le norme relative alla redazione del bilancio delle imprese sono contenute nel codice civile. Lart.
2214 de c.c. afferma che limprenditore che esercita attivit commerciale deve tenere il libro
giornale, e il libro degli inventari. Lart. 2217 afferma che linventario si chiude con il bilancio.
Le imprese che svolgono quindi attivit commerciali (vengono escluse le attivit agricole e quelle
connesse a quelle agricole) devono redigere il libro giornale, il libro degli inventari e il bilancio.
Nel redigere il bilancio esse devono seguire i principi e i criteri di valutazione previsti per le societ
di capitali.
Questi principi sono contenuti nellart.2423 e 2423 bis. Nellart. 2423 contenuto il principio
generale che afferma che il bilancio deve essere redatto in modo chiaro, corretto e veritiero, dove
per chiarezza si intende che il bilancio deve essere comprensibile mentre veritiero vuol dire che il
bilancio deve avvicinarsi il pi possibile alleffettiva, reale situazione dellazienda. Si parla di
veritiero e non di vero in quanto esistono delle voci contabili inserite in bilancio, come ad esempio
le rimanenze, che sono soggette a stime e quindi il loro valore dipende dalle scelte dellazienda su
quale criterio di valutazione adottare (es. LIFO O FIFO o costo medio ponderato). Ci che
importante che il criterio adottato sia il pi possibile vicino alleffettiva situazione dellazienda.
Nellart. 2423 bis sono contenuti gli altri principi. Tra i pi importanti ricordiamo il principio della
competenza e quello della prudenza.
Il principio della competenza afferma che le imprese devono registrare in bilancio tutti i costi e
ricavi che riguardano lesercizio, indipendentemente da quando saranno liquidati. Facciamo un
esempio: se lazienda il 1/2/2010 stipula un contratto di affitto che prevede il pagamento annuo
posticipato cio 1/2/2011 di 12000 , laffitto dei mesi relativi al 2010 cio da marzo a dicembre
compreso (10 mesi) pari a 10000 , deve essere registrato nel bilancio del 2010 anche se verr
pagato lanno successivo. Il principio della competenza ci che causa i ratei e risconti.
Il principio della prudenza afferma che lazienda dovrebbe inserire in bilancio solo gli utili certi e
non quelli sperati. Questo comporta che lazienda prudente inserisca nel bilancio anche i costi
incerti o probabili. Il fondo rischi e oneri esiste proprio per questo principio. Nel fondo infatti sono
accantonati quei costi che lazienda prevede potrebbero verificarsi nel corso dellanno legati ad
eventi imprevisti non coperti da assicurazione (es. ammanco di cassa). Il principio della prudenza

afferma inoltre che le aziende devono registrare i ricavi solo se certi stando quindi attenta a
valutare quei ricavi non certi (ad esempio le rimanenze di merci).

Tutte le imprese che svolgono attivit commerciale devono redigere il bilancio. Vi per una
importante differenza tra imprese individuali e societ di persone da un lato, e societ di capitali
dallaltro. Infatti le imprese individuali e le societ devono redigere il bilancio ma la legge non
prevede alcuno schema particolare. Per queste imprese si applica infatti solo lart. 2217 del codice
civile che afferma che le imprese devono redigere il bilancio, non specificando niente altro. Il
bilancio pu quindi essere redatto nella forma scelta dallazienda (forma libera) e si compone di due
prospetti:
1. Stato patrimoniale
2. Conto economico.
La legge non prevede inoltre alcun obbligo di pubblicit del bilancio.
Per le societ di capitali il discorso diverso in quanto la redazione del bilancio viene regolata da
diversi articoli contenuti nel codice civile. In particolare lart.2423 del c.c. afferma che gli
amministratori devono redigere il bilancio desercizio costituito da:
1. Stato patrimoniale
2. Conto economico
3. Nota integrativa
Il bilancio deve essere accompagnato da una relazione sulla gestione che descrive landamento
della societ (art.2428 c.c.) e da una relazione dei sindaci o revisori dei conti il cui scopo di
controllare e vigili lare sulloperato degli amministratori e sulla conformit del bilancio alle leggi.
(art.2429 c.c.). Il bilancio deve quindi essere approvato dallassemblea dei soci (art.2429 c.c.).
La struttura del bilancio non libera ma obbligatoria in quanto tutti e tre i prospetti (stato
patrimoniale, conto economico e nota integrativa) devono seguire lo schema previsto dal codice
civile (art. 2424, 2425 e 2427).
Infine, le societ di capitali hanno lobbligo di rendere pubblico il bilancio. Ci si attua depositando
il bilancio, entro 30 giorni dalla sua approvazione, presso il registro delle imprese che si trova
presso la Camera di Commercio (art. 2435 c.c.). Chiunque quindi desideri conoscere il bilancio di
una societ di capitali pu chiedere alla camera di commercio una copia.

Il codice civile prevede per le piccole societ di capitali la possibilit di redigere un bilancio in
forma semplificata (o forma abbreviata) (art.2435 bis c.c.).

N.B. 1
Il motivo per cui la legge prevede un diverso trattamento per le societ di capitali, rispetto alle
imprese individuali e alle societ di persone, da ricercare nella responsabilit limitata di cui
godono le societ di capitali. I creditori delle societ di capitali hanno bisogno di conoscere
landamento economico della societ, la sua capacit di produrre utili e la sua solidit patrimoniale,
perch da questi elementi che dipende la capacit dellazienda di far fronte ai propri debiti.
Proprio per questo motivo la legge prevede che il bilancio sia redatto in una determinata forma,
comune a tutte le societ di capitali, e lobbligo della pubblicit; questo obbligo permette ai
creditori di potere, in qualsiasi momento, conoscere il bilancio della societ e quindi sua la
situazione economica e patrimoniale.
Al contrario, nelle imprese individuali e nelle societ di persone la responsabilit illimitata
dellimprenditore e dei soci, permette al creditore, se lazienda non fosse in grado di far fronte ai
debiti, di rivalersi sul patrimonio personale dellimprenditore e dei soci. Ci tutela i creditori i
quali non dovrebbero avere bisogno di conoscere il bilancio. Ecco perch la legge non prevede
lobbligo di rendere pubblico il bilancio.

N.B. 2
Nelle realt le banche e in generale i finanziatori, chiedono anche alle imprese individuali e alle
societ di persone di redigere il bilancio secondo una specifica forma che quella prevista dalla
legge per le piccole societ di capitali. Un ulteriore stimolo ad adottare questo schema abbreviato
dato dallimposta regionale sullattivit produttiva (IRAP), il cui calcolo richiede la classificazione
dei costi e dei ricavi prevista per il conto economico a scalare.
Di conseguenza, si consiglia anche alle imprese individuali e alle societ di persone di redigere il
bilancio seguendo le norme previste per le piccole societ di capitali.
In sintesi

Tutte le imprese commerciali devono redigere il bilancio

Esistono delle differenze in base alla forma giuridica

In particolare

IMPRESE INDIVIDUALI E

SOCIETA DI CAPITALE

SOCIETA DI PERSONE
1)Il bilancio si compone di soli 2 documenti:
STATO PATRIMONIALE
CONTO ECONOMICO

1) Il bilancio si compone di 3 documenti:


STATO PATRIMONIALE
CONTO ECONOMICO
NOTA INTEGRATIVA
3

2)La forma libera

3)Non c lobbligo della pubblicit di bilancio

2)La forma obbligatoria

3)C lobbligo della pubblicit di bilancio

IL BILANCIO DELLE SOCIETA DI CAPITALI


LO STATO PATRIMONIALE
Lo Stato patrimoniale descrive il patrimonio cio la ricchezza dellazienda (beni, denaro, crediti e
debiti). Il patrimonio dellazienda composto dalle attivit, che rappresentano gli elementi positivi
del patrimonio, e dalle passivit, che rappresentano gli elementi negativi del patrimonio. Nello
Stato Patrimoniale viene riportato anche il patrimonio netto che rappresenta la ricchezza effettiva
dellazienda e si ottiene come differenza tra le attivit e le passivit.
Lo schema dello Stato Patrimoniale delle societ di capitali contenuto nellart. 2424 del c.c. Esso
a sezioni contrapposte cio in una colonna vanno inserite le attivit mentre in unaltra colonna le
passivit. Le voci contabili devono essere raggruppate in:

macroclassi che vengono indicate con le lettere maiuscole

classi che vengono indicate con i numeri romani

voci contabili che vengono indicate con i numeri arabi

sottovoci contabili che vengono indicate con lettere minuscole

ad esempio i terreni devono essere inseriti:


B)IMMOBILIZZAZIONI (macrovoce)
II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI (classi)
1)TERRENI E FABBRICATI (voce contabile)

Per le piccole societ di capitali possibile una forma abbreviata (art. 2435 bis c.c.) che prevede
solo lindicazione delle macroclassi e delle classi. Ad esempio i terreni sono inseriti:
B)IMMOBILIZZAZIONI (macrovoce)
II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI (classi)

STATO PATRIMONIALE IN FORMA ABBREVIATA


ATTIVITA

n-1

A)CREDITI V/SOCI

B)IMMOBILIZZAZIONI
I IMMOB. IMMATERIALI FONDO AMMORTAMENTO
IMMOB. IMMATERIALI
II IMMOB. MATERIALI
FONDO AMMORTAMENTO
IMMOB. MATERIALI
III IMMOB. FINANZIARIE
Totale B
C)ATTIVO CIRCOLANTE
I RIMANENZE
II CREDITI
FONDO SVALUTAZIONE
CREDITI E RISCHI SU
CREDITI
IIIATTIVITAFINANZIARIE
IV DISPONIBILITA LIQUIDE
Totale c
D)RATEI E RISCONTI ATTIVI

TOTALE ATTIVITA

PASSIVITA

n-1

A)PATRIMONIO NETTO
I CAPITALE SOCIALE
II RISERVE
III UTILE/PERDITA
DESERCIZIO
Totale A
B)FONDI RISCHI E ONERI

C)DEBITI PER TFR

D)DEBITI
I DEBITI A BREVE
II DEBITI A MEDIO/LUNGO
Totale D
E)RATEI E RISCONTI PASSIVI

TOTALE PASSIVITA
(A+B+C+D+E)

Le regole
1. Nello Stato patrimoniale cos come nel conto economico devono essere indicate i valori sia
dellesercizio corrente (n) che dellesercizio precedente (n-1).
2. Il fondo ammortamento deve essere inserito con il metodo ad imputazione diretta cio nelle
immobilizzazioni con il segno meno.
3. Il fondo svalutazione crediti e rischi su crediti deve essere inserito con il metodo ad
imputazione diretta cio nei crediti con il segno meno.
4. Quando si inseriscono i crediti e i debiti necessario separare quelli che scadono entro
lanno da quelli che scadono nellanno successivo.

ESAME DELLE VOCI DEL PATRIMONIO

Le attivit:
A) CREDITI V/SOCI : sono crediti che la societ ha con i propri soci per le quote sottoscritte
e non ancora versate (es. un socio sottoscrive ovvero si impegna ad apportare 10000 euro nel
momento della costituzione della societ. Finch non avr effettivamente versato il
conferimento, la societ vanta un credito nei suoi confronti di 10000).

B) IMMOBILIZZAZIONI: rappresentano con lattivo circolante le due macrovoci pi


importanti dellattivo. Le immobilizzazioni comprendono tutte quelle

attivit che

rimangono in azienda nel medio/lungo termine (pi di un anno). Si tratta inoltre di attivit
che impiegano tempo prima di trasformarsi in moneta.
Le immobilizzazioni si distinguono in:
I Immobilizzazioni immateriali: sono i beni strumentali o beni a a ripetuto ciclo di utilizzo che
non hanno una consistenza materiali come i brevetti, il marchio, i software, lavviamento, le
licenze.
II immobilizzazioni materiali: sono i beni strumentali o beni a ripetuto ciclo di utilizzo con una
consistenza materiale, rappresentati dai fabbricati e dai terreni, dallarredamento, dalle macchine
dufficio, dagli impianti e macchinari, dagli automezzi.
Immobilizzazioni finanziare: sono tutte quelle attivit finanziarie che rimangono in azienda per
pi di un anno. Esse sono rappresentate dai crediti a medio/lungo termine e dalle partecipazioni. in
altre aziende. Lazienda infatti, quando vuole controllore unaltra azienda (normalmente una
societ) acquista consistenti quote sociali. Lacquisto non per speculativo nel senso che lazienda
non desidera rivendere le quote di partecipazione per guadagnare (come si quando si acquistano
azioni sperando che il loro valore aumenti in futuro) ma per controllare la societ. E ad esempio il
caso di un tour operator che diventa socio di maggioranza di una societ che possiede alberghi, con
lo scopo di poter avere dei vantaggi sui prezzi.

NB1: Ammortamento e Fondo ammortamento:


AMMORTAMENTO=I beni strumentali sono beni che rimangono in azienda per diversi anni.
Per questo motivo il costo che lazienda sostiene quando acquisisce un bene strumentale, chiamato
costo storico, un costo pluriennale in quanto coinvolge pi anni. Ci spiega perch lazienda non
registra il costo per intero in un unico esercizio ma ripartisce il costo negli anni che intende
utilizzare il bene strumentale. Ad esempio lazienda ha acquistato un automezzo del valore di
10000 euro e intendo utilizzarlo per 5 anni; non registro come costo il prezzo pagato di 10000 euro
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ma ripartisco il prezzo nei 5 anni. Ogni hanno, alla fine dellesercizio, lazienda registra
10000/5=2000. Questa quota del costo storico chiamata ammortamento. Lammortamento
rappresenta la quota del costo del bene strumentale inserita nellesercizio. Lammortamento
dipende dagli anni in cui il bene in grado di essere utile ovvero di produrre ricavi in azienda cio
dalla durata economica che a sua volta dipende dalluso e dallobsolescenza.
FONDO AMMORTAMENTO= Il valore originale del bene strumentale chiamato costo storico
viene inserito nelle attivit. Ma con il passare del tempo, a causa delluso e dellobsolescenza, il
bene strumentale perde valore. Il fondo ammortamento una passivit che misura la riduzione
del valore nel tempo a causa delluso e dellobsolescenza.
Es. Automezzo prezzo di acquisto (costo storico)=10000
Durata 5 anni
Al termine del primo anno lautomezzo non varr pi 10000. Se il suo valore fosse 8000,
significa che vi stata una riduzione di 2000. Questi 2000 sono il fondo ammortamento.

Il valore contabile misura il valore del bene strumentale nel corso del tempo ed pari a:
VALORE CONTABILE= COSTO STORICO-F.DO AMMORTAMENTO
Il f.do ammortamento viene inserito nello stato patrimoniale:
1) nelle passivit (metodo ad imputazione indiretta)

2) Nelle attivit con il segno meno (metodo a imputazione diretta).

PIANO DI AMMORTAMENTO DELLAUTOMEZZO:


durata
economica
31/12/2010
31/12/2011
31/12/2012
31/12/2013
31/12/2014

Costo
storico
10000
10000
10000
10000
10000

ammortamento f.do
ammortamento
2000
2000
2000
4000
2000
6000
2000
8000
2000
10000

Valore contabile
Costo storico-f.do amm.
8000
6000
4000
2000
0

NB.2
Vi sono diverse voci contabili legate ai beni strumentali:
1. COSTO STORICO= valore originale del bene strumentale che si inserisce nelle attivit
2. F.DO Ammortamento= misura la riduzione del valore del bene strumentale nel tempo a
causa delluso e dellobsolescenza. E una passivit.
3. VALORE CONTABILE=valore corrente del bene strumentale che risulta dal bilancio. Si
ottiene: costo storico-f.do ammortamento.
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4. AMMORTAMENTO= quota del costo del bene strumentale inserita nellesercizio. E un


costo.
5. PLUSVALENZE= Sono

RICAVI generati dalla vendita di un bene strumentale e si

verificano quando il prezzo di vendita superiore al valore contabile del bene (costo storicof.do ammortamento).

Es.: Vendo un automezzo acquistato a 10000 euro e il cui F. do

ammortamento 6000 euro (valore contabile=4000 euro), al prezzo di 5000 euro. Ho una
plusvalenza di 1000 euro.
6. MINUSVALENZE= Sono COSTI generati dalla vendita di un bene strumentale e si
verificano quando il prezzo di vendita inferiore al valore contabile del bene (costo storico-f.do
ammortamento).

Es.: Vendo un automezzo acquistato a 10000 euro e il cui F. do

ammortamento 6000 euro (valore contabile=4000 euro), al prezzo di 2000 euro. Ho una
minusvalenza di 2000 euro.
Le plusvalenze e le minusvalenze possono essere ordinarie o straordinarie. Sono ordinarie quando
vendo il bene perch vecchio o obsoleto. Sono straordinarie quando la vendita dovuta ad un
evento straordinario come la riconversione dellazienda (produco un altro bene), lampliamento e la
ristrutturazione.

C) ATTIVO CIRCOLANTE: costituito da quelle attivit che lazienda possiede nel breve
periodo (meno di un anno). Si tratta di attivit che sono gi moneta o facilmente
trasformabili in moneta. Lattivo circolante si distingue in:
I Rimanenze di merci: sono le scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti che rimangono
in magazzino alla fine dellesercizio
II Crediti: sono i crediti a breve cio che hanno una durata inferiore allanno come i crediti
commerciali (crediti v/clienti e cambiali attive) e i crediti v/lerario (es. iva a credito), i crediti v/
istituti previdenziali.
III attivit finanziarie: azioni e titoli detenuti dallazienda per scopi speculativi e che quindi
rimarranno in azienda per meno di un anno..
IV Disponibilit liquide: la liquidit costituita dalla cassa, dalla banca c/c e dai depositi postali
in c/c.

NB: Il fondo svalutazione crediti e il fondo rischi su crediti


Sono due passivit legate ai crediti a breve e in particolare ai crediti commerciali (crediti v/clienti e
le cambiali attive). In particolare:

1. Il fondo svalutazione crediti un fondo in cui vengono accantonati i crediti commerciali


che alla fine dellanno sono ancora insoluti. Si tratta di crediti insoluti di cui limprenditore
non conosce lesito futuro, ovvero non sa se il credito andr o non andr a buon fine. Se
infatti sicuro che il credito non verr pi pagato, il credito deve essere girato in perdite su
crediti.
Es: nelle attivit lazienda presenta 100000 euro di crediti commerciali. Nei 100000 euro sono per
inclusi i crediti di un cliente per 25000 euro, che sono rimasti insoluti.
Attivit
Crediti

passivit
100000 euro

commerciali

F.do svalutazione 25000 euro


crediti

Il f.do svalutazione crediti segnala quindi che, dei 100000 euro di credito commerciale, 25000 euro
sono insoluti e potrebbero quindi non essere pagati.
Il f.do svalutazione crediti viene inserito nello Stato patrimoniale seguendo 2 possibili metodi:

Metodo ad imputazione indiretta quando il fondo viene inserito nelle passivit

Metodo ad imputazione diretta quando il fondo viene inserito nelle attivit con il segno
meno.

Il f.do svalutazione crediti un fondo specifico in quanto vengono accantonati i crediti che i clienti
non hanno ancora pagato.
2. Il f.do rischi su crediti invece un f.do generico: limprenditore, sulla basa della propria
esperienza, ritiene che una percentuale dei crediti commerciali rimarr insoluta e quindi
laccantona al f.do rischi su crediti. Esiste per il principio della prudenza.
Es. Limprenditore ritiene che, dei restanti crediti commerciali (100000 euro-25000 euro), il 5%
(75000 eurox5/100=3750 euro) rimarr insoluto e quindi accantona la somma nel f.do rischi su
crediti.
Attivit
Crediti

passivit
100000 euro

commerciali

F.do

rischi

su 3750 euro

crediti

Come per il f.do svalutazione crediti, anche il f.do rischi su crediti viene inserito nello Stato
patrimoniale seguendo 2 possibili metodi a imputazione diretta e indiretta.

D) RATEI E RISCONTI ATTIVI: i ratei e risconti sono voci contabili che esistono per il
principio della competenza.
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I ratei attivi sono quote di ricavi di competenza dellesercizio che saranno liquidate
nellesercizio successivo; ad esempio lazienda concede in affitto un capannone in data
1/3/2010. Il contratto di affitto prevede il pagamento di un affitto annuo posticipato di 12000
in data 1/3/2011. Anche se lazienda percepir i 12000 lanno successivo, deve per il principio
della competenza, registrare nel 2010 gli affitti attivi relativi ai mesi del 2010 (da aprile a
dicembre compreso). Si tratta di 9 mesi e quindi di 9000 che verranno registrati come ratei
attivi.
I risconti sono lesatto contrario dei ratei. Nel caso dei ratei infatti si posticipa il pagamento,
mentre per i risconti si anticipa il pagamento. I risconti attivi quindi sono quote di costi liquidate
nellesercizio ma di competenza dellesercizio successivo.

Le passivit
A) PATRIMONIO NETTO
Il patrimonio netto di unazienda la differenza tra il totale delle attivit e delle effettive passivit
(nel prospetto dello stato

patrimoniale le passivit sono ottenute sommando le macrovoci

B+C+D+E). Esso rappresenta leffettiva ricchezza dellazienda. E importante che il patrimonio


netto sia positivo ovvero che le attivit siano maggiori delle passivit (rappresentate principalmente
dai debiti). In caso contrario infatti lazienda ha pi debiti che attivit: ci significa che, anche se
vendesse tutte le sue attivit (fabbricati, terreni, arredamento, cassa, banca, rimanenze di merci, etc.)
non sarebbe in grado di pagare i creditori. Il patrimonio dellazienda non cio in grado di
soddisfare per intero i creditori. Lazienda quindi linsolvente e rischia il fallimento.
Si definisce equilibrio patrimoniale il caso in cui il totale delle attivit maggiore delle
passivit ovvero il patrimonio netto positivo. Nel caso contrario lazienda in squilibrio
patrimoniale (caso Parmalat e Alitalia).
Il patrimonio netto si compone di diverse parti che cambiano a seconda della forma giuridica
dellazienda. In particolare:

Imprese individuali:

Nelle imprese individuali il patrimonio netto costituito da due voci contabili:


Patrimonio netto=capitale proprio+ utile desercizio

Patrimonio netto= capitale proprio-perdita desercizio.

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Dove:
il Capitale proprio= capitale di costituzione (gli apporti in denaro o in beni iniziali
dellimprenditore)+utili degli esercizi precedenti -perdite degli esercizi precedenti. Il capitale
proprio cio non altro che il patrimonio netto allinizio dellanno.

Si noti come il profitto influenza il patrimonio netto. Infatti lutile quindi il patrimonio netto
mentre le perdite lo riducono (si dice che erodono il patrimonio dellazienda).
Il capitale proprio a sua volta pari a:

Societ di persone e societ di capitali

Nelle societ di persone e nelle societ di capitali il patrimonio netto si compone di 3 voci
contabili:
Patrimonio netto=capitale sociale+riserve+utile desercizio

Patrimonio netto=capitale sociale+riserve-perdita desercizio


Dove:
Il capitale sociale costituito dagli apporti in denaro o in beni dei soci. Ad esempio, se al momento
della costituzione della societ composta da due soci, ciascun socio apporta 10000 euro, il capitale
sociale pari a 20000 euro.
Le riserve sono costituite da quella parte degli utili degli anni precedenti che non sono stati
distribuiti ai soci. Il loro scopo quello di permettere alla societ di autofinanziarsi (ad esempio
devo acquistare un fabbricato il cui prezzo di 50000 euro e, anzich indebitarmi, utilizzo la parte
degli utili accantonati a riserva) o per far fronte alle perdite senza intaccare il capitale sociale.
Le riserve possono essere obbligatorie quando previste dalla legge o dallo statuto o volontarie.
Nelle societ di persone la legge non prevede riserve obbligatorie chiamate riserve legali. La
societ pu per decidere nello statuto di accantonare ogni anno una parte dellutile dellesercizio
(es. il 10% dellutile annuo) nella riserva chiamata riserva statutaria.
Nelle societ di capitali invece la legge (il codice civile) prevede che ogni anno lazienda accantoni
il 5% dellutile desercizio nella riserva legale, e ci fino a quando, lammontare della riserva ha
raggiunto il 20% del capitale sociale.

B)FONDI RISCHI E ONERI: Sono accantonamenti effettuati dallazienda per tutelarsi da spese
future impreviste. Ad esempio si accantonano al f.do 5000 euro in quanto lassicurazione non copre
dal rischio di incendio del magazzino. Se si verificasse lincendio, lazienda potr utilizzare i soldi
nel f.do per coprire i danni. Nel caso in cui non ho c il fondo, levento futuro genera un costo
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chiamato sopravvenienza passiva. Il fondo rischi e oneri esiste per il principio della prudenza in
base al quale lazienda deve inserire in bilancio anche i costi che si potrebbero verificare nel corso
dellanno.
C) DEBITI PER TFR: il trattamento di fine rapporto o liquidazione la somma di denaro che
lazienda deve al dipendente quando, per qualsiasi motivo, lascia lazienda. Limporto del TFR
dipende dagli anni lavorativi e dalla retribuzione. Di fatto, finch la somma non viene liquidata al
dipendente, il TFR rappresenta un debito (a m/l termine) che lazienda ha con i dipendenti. Il TFR
dipende dalla lunghezza del periodo lavorativo e dalla retribuzione lorda (salari e stipendi) percepita
dal lavoratore. Alla fine di ogni anno, lazienda aggiunge una somma di denaro nel TFR; questa
somma chiamata quota TFR ed pari a circa al salario/stipendio mensile.
Il TFR stato modificato con la riforma delle pensioni del 2004 . La riforma la riforma prevede
lo sviluppo di pensioni integrative a quelle pubbliche. Un ruolo importante per lo sviluppo delle
pensioni integrative il TFR: se il lavoratore non dichiara per iscritto di volere mantenere il
trattamento di fine rapporto, lazienda deve destinare il TFR a fondi pensione integrativi.

D) DEBITI:

rappresentano le principali

passivit principali

e vanno inseriti in bilancio

distinguendo:
I debiti a breve termine: debiti che dovranno essere restituiti nel breve termine (meno di 1 anno).
Tra i principali, ricordiamo i debiti commerciali (debiti v/fornitori) i debiti v/lerario (es. iva a
debito) e i debiti v/istituti previdenziali.
II debiti a medio/lungo termine: debiti che dovranno essere restituiti nel medio/lungo termine
(mutui passivi).

E)RATEI E RISCONTI PASSIVI: i ratei passivi sono quote di costi di competenza dellesercizio
che saranno liquidate nellesercizio successivo. I risconti passivi sono quote di ricavi liquidate
nellesercizio ma di competenza dellesercizio successivo.

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IL BILANCIO DELLE SOCIETA DI CAPITALI


IL CONTO ECONOMICO
Il conto economico descrive la situazione economica o il reddito dellazienda. Il reddito
dellazienda composto dai RICAVI, che rappresentano le entrate, e dai COSTI, che
rappresentano le uscite dellimpresa. Nel conto economico viene riportato anche il profitto (lucro,
guadagno, risultato economico) che si calcola come differenza tra i ricavi e i costi. Il profitto si
chiama utile, se i ricavi superano i costi; perdita nel caso contrario.
Lo schema del conto economico delle societ di capitali contenuto nellart. 2425 del c.c. Esso a
scalare ovvero in una unica colonna sono riportati tutti i ricavi e tutti i costi la cui differenza
permette di determinare al termine della colonna lutile/perdita desercizio.
Le voci contabili devono essere raggruppate in:

Macroclassi che vengono indicate con le lettere maiuscole

Classi che vengono indicate con i numeri arabi

Voci contabili indicate con le lettere minuscole.

Ad esempio i salari e gli stipendi devono essere inseriti:


B)Costi della produzione
9)Costi per il personale
a)Salari e stipendi
Per le piccole societ di capitali possibile una forma abbreviata (art. 2435 bis c.c.) che prevede
solo lindicazione delle macroclassi e delle classi. Ad esempio i salari e gli stipendi sono inseriti:
B)Costi della produzione
9)Costi per il personale
Le macroclassi rappresentano le diverse gestioni. Di conseguenza, i ricavi e i costi devono essere
inseriti raggruppandoli in base alla gestione che li ha causati. In particolare:
A) VALORE DELLA PRODUZIONE
B) COSTI DELLA PRODUZIONE
C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI
D)RETTIFICHE DI VALORE DELLE ATTIVITA
FINANZIARIE

Gestione tipica o caratteristica: insieme di operazioni


inerenti allattivit principale dellazienda (oggetto
sociale)
Gestione finanziaria: insieme di operazioni che
riguardano le decisioni su come investire il capitale
finanziario e su come indebitarsi.

E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI

Gestione straordinaria:insieme di operazione legate ad


eventi di natura eccezionale e spesso imprevedibile.

IMPOSTE

Gestione fiscale

UTILE/PERDITA D?ESERCIZIO

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IL CONTO ECONOMICO IN FORMA ABBREVIATA

A) VALORE DELLA PRODUZIONE


1) RICAVI DELLE VENDITE
2)VARIAZIONE DELLE RIMANENZE DI PRODOTTI FINITI
5)ALTRI RICAVI (es. provvigioni, fitti attivi, plusvalenze ordinarie)
TOTALE A

n-1

B)COSTI DELLA PRODUZIONE


6)ACQUISTI DI MATERIE PRIME E SEMILAVORATI
7)COSTI PER I SERVIZI (es. pubblicit, bollette, consulenze, costi di trasporto, ecc.)
8)COSTI PER IL GODIMENTO DI BENI DI TERZI (fitti passivi e canoni di leasing)
9)COSTO DEL LAVORO (salari e stipendi+quota tfr+oneri sociali+altri costi)
10)AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI (es. svalutazione crediti)
11)VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DI MATERIE PRIME E SEMILAVORATI
12)ACCANTONAMENTI AL F.DO RISCHI
13)ALTRI ACCANTONAMENTI
14)ONERI DIVERSI DI GESTIONE (es. minusvalenze ordinarie)
TOTALE B

REDDITO OPERATIVO (A-B) (REDDITO GESTIONE CARATTERISTICA)


C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI
15)DIVIDENDI
16)INTERESSI ATTIVI
17)INTERESSI PASSIVI
TOTALE C

(REDDITO GESTIONE FINANZIARIA=15+16-17)

D)RETTIFICHE DEL VALORE ATTIVITA FINANZIARIE


E)PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
20)PLUSVALENZE STRAORDINARIE E SOPRAVVENIENZE ATTIVE
21)MINUSVALENZE STRAORDINARIE E SOPRAVVENIENZE PASSIVE
TOTALE E

(REDDITO DELLA GESTIONE STRAODINARIA=20-21)

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE

(A-B+C+D+E)

22)IMPOSTE SUL REDDITO DELLESERCIZIO


23)UTILE/PERDITA DESERCIZIO

Osservazioni:
Lo schema del conto economico a scalare previsto dal codice civile ha il vantaggio di permettere di
evidenziare i profitti generati dalle diverse gestioni e di poter analizzare in dettaglio come si
formato lutile/perdita desercizio.

ESAME DELLE VOCI DEL CONTO ECONOMICO


A)VALORE DELLA PRODUZIONE: sono i ricavi generati dalla gestione tipica. I principali
ricavi sono rappresentati dalle vendite di merci. I sono poi le rimanenze di prodotti finiti in
magazzino e altri ricavi come gli affitti attivi, le provvigioni e le plusvalenze ordinarie.
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B)COSTI DELLA PRODUZIONE: sono i costi della gestione tipica. Rappresentano le uscite che
lazienda deve sostenere per acquistare le risorse necessarie alla produzione. I costi di produzione
principali sono rappresentati da:
costo per acquisto di materie prime e semilavorati (gli acquisti di merci)
costo dei servizi (consulenze, pubblicit, bollette, ecc)
costo per il godimento di beni di terzi (affitti passivi e i canoni di leasing)
costo del lavoro: si compone normalmente di 3 voci:

Salari e stipendi (retribuzione lorda)+

Quota tfr +

Oneri sociali (i contributi che limpresa paga agli Istituti previdenziali)

Ammortamenti (es. ammortamento fabbricati) e le svalutazioni ai f.di svalutazione crediti e


rischi su crediti.

Rimanenze di materie prime e semilavorati. Devono essere inserite con il segno meno in
quanto rettifiche dei costi.

Accantonamenti ai f.di rischi

Altri accantonamenti

Oneri diversi come ad esempio le minusvalenze ordinarie.

La differenza tra i ricavi e i costi della gestione tipica (A-B) permette di calcolare il profitto
generato dalla gestione tipica chiamato reddito operativo. Il reddito operativo molto importante
in quanto lazienda deve cercare di ottenere un utile dalla sua attivit principale. Solo in questo
caso il giudizio che si pu esprimere sullazienda positivo. Si potrebbe infatti avere il caso di
unazienda che ha un utile desercizio ma il suo reddito operativo negativo. Lutile potrebbe
essere ad esempio causato solo da ricavi straordinari come una plusvalenza straordinaria. In questo
caso il giudizio sullandamento economico dellazienda negativo ance se lazienda percepisce un
utile. Lutile infatti non determinato dalla sua attivit tipica ma da un evento del tutto eccezionale
e fortuito.
NB:
Si ha equilibrio economico quando lazienda ottiene un utile. Ma questo non sufficiente per
dare un giudizio positivo sul reddito dellimpresa in quanto ci che importa che il reddito
operativo sia positivo.

C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI sono i ricavi e i costi generati dalla gestione finanziaria.
I ricavi sono i dividendi (utili che derivano dal possesso di azioni e partecipazioni) e gli interessi
attivi (es. gli interessi maturati sui c/c bancari e postali) mentre i costi sono gli interessi passivi
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pagati sui debiti. Il totale C rappresenta il profitto della gestione finanziaria ottenuto sommando i
ricavi finanziari e quindi sottraendo i costi finanziari.
N.B.
Nelle piccole e medie imprese industriali e nelle imprese di servizi, fatta eccezione delle banche e
delle societ finanziarie,

il totale C cio il reddito della gestione finanziaria normalmente

negativo in quanto le aziende generalmente fanno debiti e quindi devono pagare interessi passivi; al
contrario, difficile che acquistino azioni e partecipazioni, quindi non hanno dividenti. Inoltre, gli
unici interessi attivi sono quelli sui c/c bancari non particolarmente elevati. I costi finanziari sono
quindi pi elevati dei ricavi finanziari generando cos una perdita nella gestione finanziaria, che
per perfettamente nella norma.
D)RETTIFICHE DEL VALORE DELLE ATTIVITA FINANZIARIE una voce importante
nelle grandi aziende che investono in titoli ed azioni e che quindi devono annualmente correggere il
valore di queste attivit finanziarie agli andamenti dei mercati finanziari. Nelle piccole e medie
imprese in genere la voce pari a zero.
E)PROVENTI E ONERI STRAORDINARI: si tratta di ricavi e costi generati dalla gestione
straordinaria cio da eventi del tutto eccezionali e spesso imprevedibili. Un esempio sono le
sopravvenienze passive, costi imprevisti come un ammanco di cassa, o un furto che si registrano in
mancanza del f.do rischi e oneri, o le sopravvenienze attive, ricavi causati da eventi imprevisti (es. il
furto dellautomezzo provoca il pagamento dellassicurazione). La differenza tra i ricavi straordinari
(sopravvenienze attive+plusvalenze straordinarie) e i costi straordinari (sop. Passive+minusvalenze
straordinarie) determina il totale E cio il profitto della gestione straordinaria. Il valore di questo
profitto del tutto trascurabile in quanto esso non dipende dalle capacit imprenditoriali ma solo dal
verificarsi di eventi imprevedibili ed eccezionali. Inoltre, proprio perch eventi eccezionali, che
potrebbero non verificarsi mai, il totale spesso pari a zero.

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