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Lattivit motoria rivolta

alleducazione, o alla rieducazione


motoria, deve innanzi tutto
sviluppare, con lesperienza,
lintelligenza motoria.

Non
una
semplice
riproduzione
meccanica, ma un movimento costruito
una sintesi di afferenze al fine di
organizzare un programma di risposta
dove prevale, in prima battuta,
linformazione e poi il risultato.

Negli anni settanta forte divisione fra


la teoria meccanicistica (Comisso,
Ciammarroni,
Pivetta)
e
quella
psicomotoria
(Cavelli,
Panciroli,
Muzzarelli, Corrado).

Lattivit motoria, a qualunque uso


destinata,
funzionale,
strutturale,
psichico o comportamentale, ha una
sola
matrice
che
scaturisce
dallintelligenza.

Il movimento volontario finalizzato ha


una base intellettiva e psicologica
senza la quale non avrebbe ragione di
esistere
o
non
potrebbe
ragionevolmente esistere.

Lallievo deve rappresentarsi non la


copia dellesercizio ma la sua
sequenza di esecuzione.

La difficolt della comprensione della


sequenza di esecuzione, dovuta
dalla proposta del compito motorio
che
implica
comprensione
dei
collegamenti della struttura umana e
capacit di autocorrezione.

Il compito motorio si forma in diversi


livelli con la partecipazione continua di
afferenze diverse.

La regolazione del movimento richiede


una continua riafferentazione sotto
forma di segnali provenienti da
muscoli e articolazioni.

Un percorso educativo rieducativo non pu


essere considerato univoco.

Bisogna tenere conto della complessit della


struttura umana, rallentando la gerarchia
degli apprendimenti o cambiando percorso
fino allordinamento
logico
ed alla
autoregolazione

Nellapprendimento di un movimento
tenere a mente le differenti strutture
mentali tra allievo e allievo.

Non stabilire un programma educativo,


ma un programma di codifica dei
segnali, di alfabetizzazione motoria
degli input assegnati.

Il compito motorio termina con lazione


motoria
espressa
come
gioco
tra
anticipazioni e previsioni.

Il pericolo di ogni percorso la pigrizia


mentale, cio automatizzazione di risposte,
con
inibizione
della
critica
e
dellautogestione, quindi dellautocorrezione.

Il
contributo
psicomotorio

fondamentale per la concezione del


movimento che ne scaturisce.
Per modificare una struttura, mentale o
motoria, serve una motivazione, questa
non
risiede
tanto
nel
risultato
osservabile, quanto nel processo che
porta al risultato.
Laspetto psicologico lo starter
dellaspetto neurofisiologico.

Lazione motoria caratterizzata da


Identificazione degli input sulla elaborazione primitiva
di un programma di movimento a livello cerebrale
Confronto con afferenze di ritorno (es. visive)
Capacit di aggiustare lo schema motorio in base alla
situazione contingente in una risposta anticipatoria
esatta.

Possiamo considerare,
in altri termini, il compito
motorio come verifica di un
processo mentale

Apprendimento


Lo possiamo definire come un


processo psichico che tramite
lesperienza modifica il
comportamento.
Riguarda sia laquisizione di una nuova
risposta che lelaborazione di una
risposta gi inserita nel repertorio di
una persona.

Apprendimento
associativo


Ha caratteristiche meccanicistiche
associate al concetto stimolo-risposta,
quello del condizionamento classico,
operante, combinato

Apprendimento cognitivo
Questo tipo di apprendimento coinvolge
le strutture fisiche mediante
elaborazioni mentali

Tutte le teorie dellapprendimento


hanno la matrice comune negli studi
eseguiti
da
Pavlov
nel
1927
sullapprendimento
condizionato
classico con la sequenza:
SC SI RI.

Condizionamento
operante
(es.
consolle videogiochi) differisce dal
condizionamento classico per la
mancata risposta innata. (Skinner)

Lapprendimento come riproduzione


di tipo meccanico, analitico (passivo).

Lapprendimento come costruzione


nasce tra il confronto dellinformazione
in arrivo e le conoscenze in memoria.
Con laumentare dellesperienza
aumenteranno le risposte riconoscibili e
possibili.

Lo starter di questo tipo di


apprendimento nella motivazione.
Il motivo dominante ci permette di
soddisfare il bisogno.
A questi seguono i contromotivi.