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L a P roge tt az i one dell e St ru tture di A
L a P roge tt az i one dell e St ru tture di A

La Progettazione delle Strutture di Acciaio e composte in Acciaio-Calcestruzzo secondo il D.M. 14.01.08

Siena, 19-21 Maggio 2010

Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in acciaio

Ostilio Spadaccini

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Università degli Studi di Firenze

Di par ti men t o di I ngegner i a Civil e e Am bien

www.dicea.unifi.it

Di par ti men t o di I ngegner i a Civil e e Am bien
Norme tecniche p er le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio 4.2.1. Materiali Acciaio p

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio

4.2.1. Materiali

Acciaio per strutture metalliche

Prescrizioni specifiche per acciai da carpenteria in zona sismica

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Materiali

Acciaio laminato

Nei componenti strutturali e nei collegamenti delle costruzioni in acciaio i tre gradi di acciaio Fe360, Fe430 e Fe510 assumono la nuova dicitura S235, S275, S355. A questi tipi di acciaio si aggiunge un tipo di acciaio ad alta resistenza, l’S460 che amplia le possibilità di utilizzo del materiale.

che amplia le possibilità di utilizzo del materiale . Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e
che amplia le possibilità di utilizzo del materiale . Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

Acciaio per strutture metalliche

Gli acciai devono essere conformi alle norme armonizzate della serie:

- UNI EN 10025 per i laminati a caldo per impieghi strutturali,

- UNI EN 10210 per i tubi senza saldatura,

- UNI EN 10219-1 per i tubi saldati.

Il nome dell’acciaio non fa più riferimento alla tensione di rottura a trazione nominale ma alla tensione nominale

di snervamento.

Per i valori caratteristici della tensione di rottura ftk e della tensione di snervamento fyk si assumono a favore della sicurezza i valori nominali:

fy = ReH e ft = Rm riportati nelle norme di prodotto.

UNI EN 10025, Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali

- Parte 1: Condizioni tecniche generali di fornitura

- Parte 2: Condizioni tecniche di fornitura di acciai non legati per impieghi strutturali,

- Parte 3: Condizioni tecniche di fornitura di acciai per impieghi strutturali saldabili a grano fine allo stato normalizzato/normalizzato laminato,

- Parte 4: Condizioni tecniche di fornitura di acciai per impieghi strutturali saldabili a grano fine ottenuti mediante laminazione termomeccanica.

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

UNI EN 10025 Composizione chimica all’analisi di colata per prodotti lunghi e piani dei tipi e delle qualità di acciai con valori di resilienza

dei tipi e delle qualità di acciai con valori di resilienza Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

UNI EN 10025 Composizione chimica all’analisi di colata e caratteristiche meccaniche per prodotti lunghi e piani dei tipi e delle qualità di acciai con valori di resilienza

tipi e delle qualità di acciai con valori di resilienza Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile
tipi e delle qualità di acciai con valori di resilienza Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

UNI EN 10025 Caratteristiche meccaniche – Resilienza KV longitudinale per prodotti piani e lunghi

Resilienza KV longitudinal e per pro dotti piani e lunghi 4.2.4.1.5 Fragilità alle basse temperature Per

4.2.4.1.5 Fragilità alle basse temperature

Per quanto riguarda le caratteristiche di tenacità, nel caso di strutture non protette, si assumono come temperatura di riferimento T ED quella minima del luogo di installazione della struttura, con un periodo di ritorno di cinquant’anni T md .

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

4.2.4.1.5 Fragilità alle basse temperature

Nel caso di strutture protette verrà adottata la temperatura T md aumentata di 15°C, in assenza di dati statistici locali si potrà assumere come temperatura minima di servizio il valore T ED =-25°C per strutture non protette e T ED =-10°C per strutture protette. Per la determinazione dei massimi spessori di utilizzo degli acciai in funzione

- della temperatura minima di servizio,

- dei livelli di sollecitazione σ ED col metodo agli stati limiti,

- del tipo e del grado dell’acciaio,

può essere utilizzata la Tab. 2.1 di UNI EN 1993-1-10.Resilienza del materiale e proprietà attraverso lo spessore

del materiale e p ro p rietà attraverso lo s p essore Ostilio Spadaccini Dipartimento di

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

UNI EN 15132:1974 Materiali di apporto per le saldature

li UNI EN 15132:1974 Materiali di apporto per le saldature UNI EN ISO 898-1:2001 Caratteristiche meccaniche
li UNI EN 15132:1974 Materiali di apporto per le saldature UNI EN ISO 898-1:2001 Caratteristiche meccaniche

UNI EN ISO 898-1:2001 Caratteristiche meccaniche degli elementi di collegamento di acciaio - Viti e viti prigioniere

I prodotti conformi ai requisiti della presente parte de lla ISO 898 sono valutati esclusivamente a temperatura ambiente e possono non mantenere le caratteristiche mecc aniche e fisiche specificate a temperature superiori ed inferiori.

Secondo la Circolare gli elementi di collegamento impiegati nelle unioni a taglio devono soddisfare i requisiti della norma armonizzata UNI EN 15048-1 : 2007 “Bullonatura non a serraggio controllato”.

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Materiali

Prescrizioni specifiche per acciai da carpenteria in zona sismica

Per i valori caratteristici della tensione di rottura ftk e della tensione di snervamento fyk si assumono a favore della sicurezza i valori nominali: fy = ReH e ft = Rm riportati nelle norme di prodotto

Già l’ordinanza 3274 aveva introdotto delle richieste aggiuntive relative alle caratteristiche dei materiali. L’ordinanza 3274 prescriveva che: qualora l’acciaio impiegato sia di qualità diversa da quella prevista in progetto si dovrà procedere ad una ricalcolazione della struttura per dimostrarne l’adeguatezza.

Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali:

- per gli acciai da carpenteria il rapporto fra i valori caratteristici della tensione di rottura ftk (nominale) e la tensione di snervamento fyk (nominale) deve essere maggiore di 1,20 e l’allungamento a rottura A5, misurato su provino standard, deve essere non inferiore al 20%;

- la tensione di snervamento massima deve risultare fy,max 1,2 fyk;

- i collegamenti bullonati devono essere realizzati con bulloni ad alta resistenza di classe 8.8 o

10.9.

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Cost ruz ioni di acc iaio 4.2.3 Analisi

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio

4.2.3 Analisi strutturale

4.2.3.4 Effetti delle deformazioni Analisi globale con la teoria del primo ordine Stabilità di strutture intelaiate

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle deformazioni

Analisi globale con la teoria del primo ordine

Può ritenersi trascurabile gli effetti delle deformazioni sull’entità delle sollecitazioni, sui fenomeni di instabilità e su altre variazioni del comportamento strutturale, se:

α cr = α

=

cr

F cr / F ed 10 F

F

15

/

cr

ed

per l’analisi elastica

per l analisi plastica

Il calcolo del moltiplicatore dei carichi α cr , nel caso di telai multipiano regolari e portali con falde poco inclinate può essere stimato mediante la formula approssimata:

α cr =

h H Ed / δV Ed

la appross imat a: α c r = h H E d / δ V E

Purchè la compressione assiale nelle travi o nei puntoni non sia significativa.

nelle travi o nei p untoni non sia si g nificativa . Ostilio Spadaccini Dipartimento di

Ostilio Spadaccini

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Firenze

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle Deformazioni

Stabilità di strutture intelaiate

Quando α cr è minore dei limiti ricordati al §C4.2.3.4, l’analisi strutturale deve tener conto delle D e formaz i on i . Gli e ffe tti d e l secon d o or di ne e l e i mper fez i on i p ossono essere cons id era ti ne l calcolo con modalità diverse a seconda del tipo d i struttura considerata e del tipo di analisi che può essere adottata. Il metodo più generale prevede di eseguire un’analisi globale non lineare completa , in c u i si verificano contemporaneamente sia la stabilità globale della str u tt u ra , sia la stabilità locale dei singoli elementi.

Se il moltiplicatore dei carichi α cr 3, nel caso che il modo instabile orizzontale sia predominante, la circolare consente di condurre una analisi del secondo ordine semplificata: il calcolo degli effetti del secondo ordine può essere condotto anche partendo dai risultati dell’analisi elastica del primo ordine applicando delle amplificazioni dei momenti dovuti agli spostamenti laterali, mediante un coefficiente β:

β = α cr / α cr - 1

Il coefficiente amplificativo dei momenti, β, per come è definito può assumere valori compresi fra 1,11 e 1,50.

Analisi e confronti sono svolti da J. Morganti.

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Cost ruz ioni di acc iaio A nalisi

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio

Analisi strutturale

4.2.3.5 Effetti delle Imperfezioni Principi Imperfezioni per l’analisi globale dei telai Imperfezioni per l’analisi dei sistemi di controvento Forze equivalenti

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Principi

Si deve tener conto nell’analisi strutturale degli effetti delle imperfezioni includendo tensioni residue e le imperfezioni geometriche quali:

- mancanza di verticalità, di rettilineità e di planarità,

- mancanza di accoppiamento e le eccentricità secondarie presenti nei collegamenti reali delle strutture non caricate.

Secondo le EC3, e la circolare NTC 2009 si raccomanda che siano considerate:

-

imperfezioni locali per le singole membrature,

 

-

imperfezioni per l’analisi globale di telai,

-

imperfezioni per l’analisi dei sistemi di controvento.

 

Si

possono

adottare

nell’analisi

adeguate

imperfezioni

geometriche

equivalenti.

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Imperfezioni per l’analisi globale dei telai

L’errore iniziale di verticalità in un telaio può essere trascurato quando:

H Ed 0.15 V ed dove HEd è il valore di progetto della reazione orizzontale alla base delle colonne del piano (taglio di piano) dovuto ai carichi orizzontali applicati e ai carichi fittizi e VEd è il carico verticale complessivamente agente nella parte inferiore del piano considerato (sforzi assiali nelle colonne). a) Le imperfezioni laterali globali iniziali possono essere stimate con la relazione:

φ = φ

α α

0

h

m

essere stimate con la relazione: φ = φ α α 0 h m Ostilio Spadaccini Dipartimento

Ostilio Spadaccini

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Firenze

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Imperfezioni per l’analisi globale dei telai

b) Le imperfezioni locali in termini di curvatura iniziale sono da considerare nelle analisi globali dei telai sensibili agli effetti del secondo ordine se:

- le aste compresse hanno un vincolo rotazionale ad almeno un estremo,

- la snellezza adimensionale

ad almeno un estremo, - la snellezza adimensionale Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e
ad almeno un estremo, - la snellezza adimensionale Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Im erfezioni

p

p

er l’analisi dei sistemi di controvento

Le imperfezioni locali in termini di curvatura iniziale sono da considerare nelle analisi dei sistemi di controvento, ai quali è richiesto di assicurare la stabilità laterale di travi o di membrature compresse.

La

m

imperfezione locale in termini di curvatura iniziale di valore:

e

0

=

α m

L /500

numero di membrature da vincolare

e 0 = α m L /500 numero di membrature da vi nco l are Ostilio

Ostilio Spadaccini

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DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Forze equivalenti

a) Forze concentrate applicate a ciascun orizzontamento e in copertura Fh = φ × N Ed

b) Forze distribuite

q h = 8× e 0,d N Ed / L 2

di stribuite q h = 8× e 0 , d N E d / L 2

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Forze equivalenti

c)

Forze applicate a ciascun orizzontamento Hi = φ × N Ed

b)

Forze esercitate da piattabande e elementi giuntati compressi F d = α m N Ed / 100

giuntati compressi F d = α m N E d / 100 Fig. C4.2.3 Effetti sugli

Fig. C4.2.3 Effetti sugli orizzontamenti

N E d / 100 Fig. C4.2.3 Effetti sugli orizzontamenti Fig. C4.2.6 Forze nelle giunzioni Ostilio

Fig. C4.2.6 Forze nelle giunzioni

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Forze equivalenti per un controvento orizzontale di falda:

I carichi equivalenti sono

q d = Σ N ed 8 (e 0

+ δ q ) / L 2

= 103,2 dN/m

La struttura di controvento è dimensionata per gli effetti delle imperfezioni.

e 0 =

m = 11;

δ = 0 45+0 25 = 0 7

α m L /500

, ,

= 1.9 cm

α m = (0.5(1+1/m)

.

cm

Σ N ed = 83.825 dN (Progetto Ing. S. Biagini)

q

= 0.74 ;

e d = 83.825 dN ( Progetto Ing. S. Biagini) q = 0.74 ; L =

L

=

13.00 m

;

dN ( Progetto Ing. S. Biagini) q = 0.74 ; L = 13.00 m ; Ostilio

Ostilio Spadaccini

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Firenze

DM 2008 Costruzioni di acciaio

Effetti delle imperfezioni

Forze equivalenti per un controvento verticale:

La struttura è inserita all’interno di un complesso industriale che riduce la sua esposizione al vento solo agli ultimi 8.2 m dell’altezza totale della torre di 18.8 m

(Progetto ing. S. Biagini)

Direzione x φ = 0.66 x 0.86 x 0.005 = 0.0028 rad H Ed = 13.400 > 0.15 V Ed = 12.735 dN

Direzione y φ = 0.66 x 0.80 x 0.005 = 0.0026 rad H Ed = 11.100 < 0.15 V Ed = 13.890 dN

Fh = φ × N

ed

=

240 8 dN

,

La struttura è poco sensibile alle imperfezioni.

240 8 dN , La struttura è poco sensibile alle imperfezioni. Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria
Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Cost ruz ioni di acc iaio 4.2.4 Verifiche

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio

4.2.4 Verifiche

Analisi delle relazioni

Esempi di applicazione della norma

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

4.2.4.1.1 Resistenza di calcolo La resistenza di calcolo delle membrature R d si pone nella forma:

di calcolo delle membrature R d si pone nella forma: R k è il valore caratteristico

R k è il valore caratteristico della resistenza – trazione, compressione, flessione, taglio e torsione –della membratura, determinata dai valori caratteristici delle resistenza dei materiali f yk e dalle caratteristiche geometriche degli elementi strutturali, dipendenti dalla classe della sezione

Per sezioni di classe 4 può farsi riferimento alle caratteristiche geometriche “efficaci”, area efficace A eff , modulo di resistenza efficace W eff , modulo di inerzia efficace J eff , valutati seguendo il procedimento indicato in UNI EN1993-1-5. Nel caso di elementi strutturali formati a freddo e lamiere sottili, per valutare le caratteristiche geometriche “efficaci” si può fare riferimento a quanto indicato in UNI EN1993-1-3.

può fare riferimento a quanto indicato in UNI EN1993-1-3. Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

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Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

Trazione L’azione assiale di calcolo N Ed deve rispettare la seguente condizione:

calcolo N E d deve rispettare la seguente condizione: a) la resistenza plastica della sezione lorda
calcolo N E d deve rispettare la seguente condizione: a) la resistenza plastica della sezione lorda

a) la resistenza plastica della sezione lorda, A,

b) la resistenza a rottura della sezione netta, A net ,

la resistenza a rottura della sezione netta, A n e t , Qualora il progetto preveda

Qualora il progetto preveda la gerarchia delle resistenze, come avviene in presenza di azioni

sismiche, la resistenza plastica della sezione lorda, N

rottura delle sezioni indebolite dai fori per i collegamenti,

, deve risultare minore della resistenza a

N

u,Rd

pl,Rd

Flessione monoassiale (retta) Il momento flettente di calcolo M Ed deve rispettare la seguente condizione:

M c,Rd si valuta tenendo conto della presenza di eventuali fori in zona tesa per collegamenti bullonati o chiodati, W eff,min è calcolato eliminando le parti della sezione inattive a causa dei fenomeni di instabilità locali, secondo il procedimento esposto in UNI EN1993-1-5

locali, secondo il procedimento esposto in UNI EN1993-1-5 Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e
locali, secondo il procedimento esposto in UNI EN1993-1-5 Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

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Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

Compressione

La forza di compressione di calcolo N Ed deve rispettare la seguente condizione:

calcolo N E d deve rispettare la seguente condizione: La resistenza di calcolo vale: Non è

La resistenza di calcolo vale:

Non è necessario dedurre l’area dei fori per i collegamenti bullonati o chiodati, purché in tutti i fori siano presenti gli elementi di collegamento e non siano presenti fori sovradimensionati o asolati.

Larghezza efficace

fori sovradimensionati o asolati. Lar g hezza efficace Se si considera un profilo HE 280AA acciaio

Se si considera un profilo HE 280AA acciaio S355, W el,y =799.8 cm 3 , W pl,y =873.1cm 3

Altezza

Larghezza

Spessore ali

Spessore anima t w

Raggio

h

b

t f

r

264 mm

280

10

7

24

(saldato composto a=6mm)

Vale la relazione ε=(235/f y ) = 0.8136; c/t = (b-t w -(2r)) / 2t f = 280 – 7 -224/2 10 = 11.25

Ala classe 3 per HE 280AA e classe 4 per saldato composto λ p = 0.862, ρ = 0,91

b

= 117 8

eff

,

mm ;

W

eff,min

= 598 cm

3 ;

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Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

Taglio Resistenza di calcolo a taglio V

c,Rd ,

in assenza di torsione vale:

,

di calcolo a taglio V c,Rd , in assenza di torsione vale: , La verifica all’instabilità

La verifica all’instabilità dell’anima della sezione soggetta a taglio e priva di

irrigidimenti deve essere condotta in accordo con § 4.2.4.1.3.4 se:

deve essere condotta in accordo con § 4.2.4.1.3.4 se: C4.2.4.1.3.4 Stabilità dei pannelli Per la verifica

C4.2.4.1.3.4 Stabilità dei pannelli Per la verifica dei pannelli d’anima è necessario riferirsi in genere a normative e documentazione tecnica di comprovata validità. Nei casi maggiormente ricorrenti è possibile verificare la stabilità dei pannelli d’anima utilizzando le procedure esposte nei paragrafi seguenti.

Flessione e taglio

Si può trascurare l’influenza del taglio sulla resistenza a flessione, eccetto nei casi in

sulla resistenza a flessione, eccetto nei casi in cui l’instabilità per taglio riduca la resistenza a

cui l’instabilità per taglio riduca la resistenza a flessione della sezione se:

Se è superiore, la resistenza a flessione si determina assumendo per l’area resistente

a flessione si determina assumendo per l’area resistente a taglio A v la tensione di snervamento

a taglio A v la tensione di snervamento ridotta (1 – ρ) f yk :

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

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Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

4.2.4.1.3 Stabilità delle membrature

4.2.4.1.3.1 Aste compresse

E’ prassi comune, assunta anche dall’EC3 e dal DM2008, l’esprimere la snellezza di un asta non sotto forma della sua snellezza λ=L 0 /ρ min , bensì come rapporto fra snellezza e snellezza critica, tale rapporto è definito come snellezza adimensionale” = λ/λ cr = (A×f yk /N cr ).

= λ / λ c r = √ (A×f y k /N c r ). Il
= λ / λ c r = √ (A×f y k /N c r ). Il
= λ / λ c r = √ (A×f y k /N c r ). Il

Il contributo delle imperfezioni è tenuto in conto nella equazione:

dove il parametro Ф include un parametro α “fattore di imperfezione”

Ф include un parametro α “fattore di imperfezione” Analisi e confronti sono svolti da J Mor
Ф include un parametro α “fattore di imperfezione” Analisi e confronti sono svolti da J Mor

Analisi e confronti sono svolti da J Mor anti

.

g

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

Il momento resistente di progetto per i fenomeni di instabilità di una trave lateralmente non

vincolata può essere assunto pari a:

trave lateralmente non vincolata può essere assunto pari a: Analisi e confronti sono svolti da S.
Analisi e confronti sono svolti da S. Biagini
Analisi e confronti sono svolti da S. Biagini

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Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

4.2.4.1.3.4 Stabilità dei pannelli

Gli elementi strutturali in parete sottile (di classe 4) presentano problemi complessi d’instabilità locale, per la cui trattazione si deve fare riferimento a normative di comprovata validità.

deve fare riferimento a normative di comprovata validità. Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

Ostilio Spadaccini

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Firenze

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti

Stabilità dei pannelli soggetti a taglio

più rilevanti Stabilità dei pannelli soggetti a taglio Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e
più rilevanti Stabilità dei pannelli soggetti a taglio Ostilio Spadaccini Dipartimento di Ingegneria Civile e

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Verifiche

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti svolte da J. Morganti e S. Biagini

Analisi globale dei telai e dei sistemi di controventamento

Effetti delle deformazioni Analisi del primo ordine Analisi del secondo ordine Sistemi di forze equivalenti alle imperfezioni

Resistenza delle membrature

Flessione monoassiale Flessione e taglio Presso flessione retta

Stabilità delle membrature

Aste compresse semplici e composte Travi inflesse Membrature inflesse e compresse

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Cost ruz ioni di acc iaio 4.2.4 Unioni

Norme tecniche per le costruzioni DM 2008 Costruzioni di acciaio

4.2.4 Unioni

Sistemi di unione Esempi di applicazione della norma

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Unioni

4.2.8 UNIONI Nel presente paragrafo sono considerati sistemi di unione elementari, in quanto parti costituenti i collegamenti strutturali tra le membrature in acciaio. In particolare, sono presentati metodi per calcolare le prestazioni resistenti e le relative modalità e regole per la realizzazione dei vari tipi di unione esaminati. Le tipologie di unione analizzate sono quelle realizzate tramite bulloni, chiodi, perni e saldature. Le sollecitazioni agenti nei collegamenti allo stato limite ultimo e allo stato limite di esercizio si devono valutare con i criteri indicati in § 4.2.2.

Le sollecitazioni così determinate possono essere distribuite, con criteri elastici oppure plastici, nei singoli elementi costituenti i collegamenti strutturali tra le membrature a condizione che:

- le azioni così ripartite fra gli elementi di unione elementari (unioni) del collegamento siano in equilibrio con quelle applicate e soddisfino la condizione di resistenza imposta per ognuno di essi; - le deformazioni derivanti da tale distribuzione delle sollecitazioni all’interno degli elementi di unione non superino la loro capacità di deformazione.

DM 2008 Costruzioni di Acciaio

Unioni

4.2.8.1 Unioni con bulloni, chiodi e perni soggetti a carichi statici

Le unioni realizzate con bulloni si distinguono in “non precaricate” e “precaricate”. Le unioni realizzate con chiodi si considerano sempre “non precaricate” e i chiodi devono essere preferibilmente impegnati a taglio. I perni delle cerniere sono sollecitati a taglio e flessione.

4.2.8.2 Unioni saldate

Nel presente paragrafo sono considerate unioni saldate a piena penetrazione, a parziale penetrazione, ed unioni realizzate con cordoni d’angolo.

Per i requisiti riguardanti i procedimenti di saldatura, i materiali d’apporto e i controlli idonei e necessari per la realizzazione di saldature dotate di prestazioni meccaniche adeguate ai livelli di sicurezza richiesti dalla presente norma, si faccia riferimento al § 11.3.4.5.

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Unioni

Analisi e applicazione delle formule più rilevanti svolte da S. Biagini

Unioni con bulloni soggette a taglio e trazione Unioni con saldature a piena penetrazione Unioni con saldature a parziale penetrazione e a cordoni d’angolo Resistenza delle saldature a cordoni d’angolo