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A Mia Madre...

Antonietta_

Non ti ho sognata spesso nel corso di questi anni, forse


soltanto cinque, sei volte, non di pi.
Mi rimasto il ricordo di una donna dolce e forte allo stesso
tempo, provata dai dolori e dalle mani di un uomo che non
conosceva altro modo per apparire forte se non quello di
imporle su di te, su di me, con tutta la forza che la rabbia
del fallimento generava in lui.
Hai pagato il tuo amore ad un prezzo troppo alto ma la
giustizia divina ha tirato le somme pareggiando i conti.
Te ne sei andata un mattino, all'alba. Era il giorno di Pasqua
del 1984 ed in quel giorno tu hai chiuso gli occhi per non
riaprirli mai pi.
Paradossalmente ho trovato, nell'immenso dolore lasciatomi
dalla tua scomparsa, il sollievo. Si chiudeva un'era, un
incubo aveva trovato la fine lasciando soltanto eco lontane
di un pianto sempre pi flebile.
Non eri tu la causa, no, ma nei miei pensieri di piccola
donna cresciuta in fretta lo stavi diventando. Ormai la figura
di quell uomo aveva perso ogni significato, il mio silenzio lo
annientava, l'assenza di reazioni gli impediva di trovare
sfogo alle sue mille frustrazioni.
Ma tu non tacevi, nemmeno di fronte alla violenza.
Tacitamente ci scambiavamo i ruoli, a seconda degli umori
quotidiani. Se tu tacevi era la mia voce a parlare per te, se
tu parlavi i miei occhi ti imploravano il silenzio, occhi che
non volevano assistere a repliche di uragani casalinghi,
mura sottili che non potevano nascondere il compiersi di
tante tragedie. Ma i nostri muri non avevano orecchie e la

tua dignit di donna e moglie (o forse era solo omert)


faceva in modo che nulla trasparisse.

Nascondevi segreti e lividi dietro un paio di occhiali da sole.


Ricordo i tuoi abiti acquistati al mercato per pochi soldi,
ricordo le tue lacrime davanti al Direttore del supermercato
quando ti sorprese con la borsetta piena di quella che
sarebbe stata la nostra cena.
Ma ricordo anche i tuoi sorrisi, la tua carezza dolce tra i
capelli, i brevi sonni dopo pranzo quando mi rannicchiavo
accanto a te in cerca della tua mano. Mi rimasto, sai, quel
bisogno di carezze tra i capelli, ancora mi capita di sentire
le tue dita se chiudo gli occhi e ti penso ma l'immagine del
tuo volto cos sbiadita. Forse non voglio ricordarti,non
voglio ricordare i tuoi occhi nerissimi e mobili, furbi e tristi.
Ancora...ricordo la tua voce dai toni alti, le canzoni che
cantavi. Ti vedo mentre ti trucchi, davanti allo specchio
della camera da letto ed io, bambina dolcemente irriverente
dietro di te, ti faccio il verso.
Ma sono ricordi lontanissimi. Da un certo punto in avanti mi
sono allontanata, non riuscivo pi a dimostrarti il mio
amore, covavo rabbia nei tuoi confronti. Mi chiedevo cosa ti
tenesse legata ad una vita simile, mi chiedevo come fosse
possibile che tu permettessi al padre delle tue figlie, a tuo
marito di tenere in pugno quattro vite.
Crescendo ho creduto di aver compreso il perch
racchiudendolo in una sola parola: amore. Ma non ti ho mai
giustificata, forse non ti ho mai perdonata e mai potr
perdonare dentro me la tua passivit. Il tuo non era amore,
era paura.
Guardo la tua foto, ogni tanto ti parlo. Poche parole,
qualche pensiero veloce. Una certezza: mai permetter che
figli generati da un atto d'amore corrano il rischio di non

saper distinguere dove finisce il bene e dove comincia il


male.
L 'ho imparato da sola, sulla mia pelle. Col trascorrere degli
anni, i labili confini sono divenuti nette linee di
demarcazione.
Ho ancora bisogno di te ma la vita mi ha insegnato a fare a
meno della tua presenza. Tante volte ti ho chiamata, tante
volte ti ho cercata tra i volti della gente ma vedi, la morte
fisica porta alla rassegnazione, all'accettazione dell'evento
in quanto ad essa non c' rimedio. Il bisogno si stempera nei
fastidi quotidiani.

Avrei voluto regalarti una vecchiaia serena. Ti vedo a volte,


nei miei sogni ad occhi aperti, vedova tranquilla. Avrei
voluto parlare con te da donna a donna e regalarti un abito
nuovo ed una nuova borsetta. Ed un angolo di cielo azzurro
tutto per te.
S, ogni tanto mi manchi, ogni tanto ho ancora bisogno di
mia madre.
So che ci sei, ti sento dietro le mie spalle e se mi volto ti
vedo.
E ti sorrido.

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