VOL2_B
VOLUME 2 - MODULO B
UNIT DIDATTICA B2
SOLUZION I DEL LE VERIFICHE DEI PREREQUISITI
1. a) = 314,16 rad/s; b) v = 18,85 m/s
2. a) v = 137,6 km/h; b) F = 2400 N
3. istantanea rotazione; pari a zero; istante dopo istante
4. Vero, dato che la tensione vale circa 400 N/mm2.
5. Si prende in considerazione la formula della freccia elastica della mensola incastrata; inserendo il valore del
momento dinerzia Ix, del modulo di elasticit E ed imponendo la freccia f = 2,5 mm, si trova che la forza esterna
agente sullestremit vale F = 1040 N.
6. Le caratteristiche di sollecitazioni corrispondono alla scomposizione della risultante e del momento risultante
agenti su una sezione, secondo le direzioni di un sistema di assi cartesiani ortogonali x,y,z.
7. La potenza uguale al prodotto del momento torcente M per la velocit angolare ; sostituendo si ha che P = 13,09
kW.
8. Il rapporto di trasmissione i pari al rapporto tra il diametro della ruota condotta e il diametro della ruota motrice.
Inserendo i rispettivi valori si ha che i = 0,72.
9. il lavoro motore in condizioni ideali; il lavoro motore in condizioni reali.
10.
c)
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nel campo delle macchine utensili il taglio del dente mediante fresatrice prevede limpiego di un utensile
denominato per lappunto fresa modulare.
La geometria del dente e della ruota espressa dalle seguenti grandezze:
rapporto di trasmissione i: il rapporto tra la velocit angolare della ruota motrice 1 e la velocit angolare della
ruota condotta 2;
rapporto dingranaggio u: il rapporto tra il numero di denti della corona (la ruota maggiore) ed il numero di denti
del pignone (la ruota minore); sempre maggiore di uno;
diametro di testa da: il diametro che individua la circonferenza esterna del dente detta circonferenza di testa;
diametro di piede o di fondo df: il diametro della circonferenza tangente al fondo dei vani;
diametro di base db : il diametro della circonferenza denominata cerchio di base che viene assunta come polare
fissa, ovvero come cerchio di riferimento, rispetto alla quale costruire il profilo del dente;
diametro di troncatura esterna de: il diametro della circonferenza che segna il confine del profilo del dente col
raccordo esterno sul cerchio di testa;
diametro di troncatura interna di: il diametro della circonferenza che segna il confine del profilo del dente col
raccordo interno sul cerchio di piede;
costa o faccia del dente: superficie del dente compresa tra il cerchio primitivo e la sommit del dente;
fianco del dente: superficie del dente compresa tra il cerchio primitivo ed il diametro di fondo;
superficie del dente: linsieme di costa e di fianco;
altezza del dente h: la distanza radiale tra il diametro di testa ed il diametro di piede;
addendum ha: la distanza radiale tra il diametro di testa ed il diametro primitivo;
dedendum hf: la distanza radiale tra il diametro primitivo ed il diametro di piede;
passo p: la distanza fra due denti misurata in forma di arco di cerchio primitivo;
linea dei contatti o retta dazione: la normale comune ai profili dei denti coniugati passante per il loro punto di
contatto;
lunghezza dazione: linsieme dei punti di contatto tra i profili dei due denti accoppiati, dallinizio al termine
dellingranamento;
polo di rotolamento o punto primitivo: il punto dintersezione tra la retta dazione e lasse passante per i centri di
rotazione delle ruote ovvero il punto di tangenza dei cerchi primitivi, di seguito indicato come punto C;
angolo di pressione : langolo compreso tra la retta dazione e la tangente ai due cerchi primitivi passante per il
punto primitivo C; i suoi valori sono unificati.
lunghezza della dentatura b: la lunghezza della fascia del dente espressa come multiplo del modulo;
spessore circolare sp: il tratto di cerchio primitivo delimitato fra le due superfici del dente; se anzich il tratto di
arco si misura la corda, lo spessore detto spessore cordale ed indicato con sc;
spessore di base sb; la distanza tra le due evolventi dello stesso dente sul cerchio base;
radice: la superficie esistente sul fondo del vano vuoto compreso tra i fianchi prospicienti di due denti
consecutivi.
addendum
ha = m
dedendum
hf = 1,25 m
h = (1 + 1,25) m = 2,25 m
passo
p=m
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angolo di pressione
= 20
b =m
La curva adottata per i fianchi dei denti levolvente di cerchio. Essa ha ormai sostituito quasi del tutto la cicloide.
Levolvente una curva piana individuata da un punto P fisso su una retta r vincolata a compiere un rotolamento puro su
una circonferenza di riferimento. Facendo rotolare la retta r ora in un senso or nellaltro, il punto P descrive come traiettorie
due evolventi simmetriche con le quali tracciare i due fianchi del dente. La circonferenza su cui rotola la retta generatrice
detta circonferenza di base ed il suo raggio indicato come rb.
La ragione della scelta del profilo ad evolvente la seguente: il profilo ad evolvente garantisce, nel corso dellaccesso e del
recesso, sia linvariabilit del rapporto di trasmissione sia il moto uniforme del punto di contatto lungo la tangente comune,
sia ancora la costanza dellangolo di pressione.
La progettazione delle ruote dentate basata sulla determinazione del modulo attraverso calcoli strutturali. Essi tengono
conto sia delle forze trasmesse durante lingranamento sia della resistenza del materiale impiegato. Noto quindi il valore del
modulo diventa immediato il proporzionamento della dentatura.
La metodologia di dimensionamento a fatica si basa sul calcolo a flessione del singolo dente. Il dente viene schematizzato
come una mensola incastrata sul disco ruota e come tale sottoposto a flessione dalla forza scambiata col dente compagno
per la durata del contatto, dopodich esso rimane scarico. Mettendo in evidenza il modulo m si ottiene infine la formula
risolutiva finale, nota come formula di Lewis:
m=3
2 M corr
amf X v z y
In essa compaiono il momento motore opportunamente corretto mediante un fattore di servizio dato da tabelle; la tensione
ammissibile a fatica in funzione del materiale; un coefficiente di maggiorazione dinamica del carico Xp funzione della
velocit periferica; il numero di denti z; un coefficiente che permette di definire la lunghezza del dente; un coefficiente di
forma y detto fattore di Lewis ricavabile mediante formula o da abaco.
La metodologia di dimensionamento ad usura si basa sulla capacit da parte della dentatura di sopportare i carichi senza che
insorgano rotture dovute allusura superficiale, particolarmente pericolosa in presenza di surriscaldamenti e soprattutto nel
caso di funzionamento ad alta velocit. Questa procedura, fondata sulla teoria delle pressioni di contatto nota come teoria di
Hertz, costituisce un metodo per determinare a calcolo un valore limite minimo per il modulo in grado di prevenire lusura;
esso deriva dalla conoscenza della pressione massima pamm ammissibile.
La progettazione ad usura prevede una formula nella quale il modulo da calcolare espresso in funzione del momento
torcente corretto applicato sulla ruota pi piccola da progettare, della pressione ammissibile, del fattore di velocit fv e dei
coefficienti C e ; a sua volta la pressione ammissibile inversamente proporzionale alla frequenza di rotazione e alla durata
in ore di funzionamento:
m=C
M corr
2
f v pamm
opportuno eseguire il calcolo del modulo a flessione e successivamente la verifica ad usura nei casi in cui:
le ruote sono lente;
le forze scambiate sono intense, magari in presenza di sovraccarichi ed elevate coppie di spunto;
vengono impiegati acciai da trattamento termico superficiale o da trattamento termochimico che innalzano
fortemente la durezza superficiale;
si ritiene che la causa pi probabile di messa fuori uso dellingranaggio consista nella rottura a fatica del dente.
opportuno eseguire il calcolo del modulo ad usura e successivamente la verifica a flessione nei casi in cui:
anzalone bassignana - brafa musicoro: MECCANICA, MACCHINE ED ENERGIA
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SOLUZIONI DEI
P ROBLEMI DI RIEPILOGO
1. Laddendum pari al modulo: ha = 2 mm; il dedendum pari a 1,25 volte il modulo: hf = 2,5 mm; laltezza del
dente pari alla somma di addendum e dedendum: h = 4,5 mm; il diametro primitivo pari al prodotto del modulo
per il numero di denti: d = 82 mm; il diametro di testa pari alla somma del diametro primitivo pi due volte
laddendum: da = 86 mm; il diametro di piede ottenuto sottraendo al diametro primitivo due volte il dedendum:
df = 77 mm;
2. Calcolando il rapporto di trasmissione si trova i = 0,2666 che un numero periodico; si moltiplichi questo numero
per z1 a partire dal numero minimo di denti 17; dopo alcuni tentativi si nota che, se moltiplicato per trenta, d
finalmente una cifra tonda: 8. Pertanto tutti i multipli comuni di 30 e di 8 sono valori adottabili, in quanto numeri
interi e non decimali. Ad esempio, z1 = 300 e z2 = 80; z1 = 210 e z2 = 56; z1 = 105 e z2 = 28 e altri ancora.
3. Il rapporto di trasmissione fornito un numero periodico che, se moltiplicato per tre, d la cifra tonda 5. Pertanto
tutti i multipli comuni di 3 e di 5 sono valori adottabili, a condizione di non scendere al di sotto del numero minimo
di denti pari a 17. Ad esempio, z1 = 30 e z2 = 50; z1 = 21 e z2 = 35; z1 = 24 e z2 = 40.
4. Si applichi la formula che definisce il numero minimo di denti in funzione del seno dellangolo di pressione:
z min =
2
2
=
= 31,903
2
2
sen sen 14,5
Il numero minimo di denti vale dunque 32. Ne deriva che il pignone da 28 denti proposto dal testo ha un numero
inferiore a quello minimo per cui lingranamento non risulta cinematicamente corretto.
5. Si applichi la formula che definisce il numero minimo di denti del pignone in funzione del seno dellangolo di
pressione = 20 e del rapporto di ingranaggio u:
z min =
[u
2
2
+ (1 + 2u ) sen u
2
[2,85
2
2
= 14,888
tg t =
tg n
tg 20
=
= 0,41033
cos cos 27,5
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d a =d + 2 ha =191,66+2 2,5=196,66 mm
Il diametro di piede:
=1f
1 1
1 1
+
=10,028
+
=0,9945
z1 z2
37 28
Un valore indicativo del rapporto di condotta pu essere dedotto dallapposita tabella; a tale scopo, non essendo
presenti in tabella nessuno dei due numeri di denti citati nel testo, si ricorrer a valori di media. Pertanto si assume
un valore di rapporto di condotta pari a 0,815 per la ruota n 2 e un valore pari a 0,848 per la ruota maggiore n 1.
Sommandoli si ottiene = 1,663.
8. Inizialmente occorre conoscere il modulo trasversale, langolo di pressione trasversale e il diametro primitivo.
mt =
mn
3
=
=3,10583
cos cos 15
tg t =
tg n tg 20
=
=0,37681
cos cos 15
t =arctg 0,37681=20,647
d 1=mt z 1=3,10583 62=192,56 mm
Ora le forze scambiate fra i denti in presa; inizialmente la forza tangenziale:
F t=
2 M 2 500 103
=
=5193,19 N
d1
192,56
F=
Ft
5193,19
=
=5721,4 N
cos n cos cos 20 cos15
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M1 =
7500
= 149,21 Nm
50,265
Il momento corretto vale Mcorr = 194 Nm, avendo scelto un fattore di servizio fs = 1,3; si scelgono due valori per i
numeri di denti che forniscano il rapporto di trasmissione richiesto; fra le diverse soluzioni possibili, si sceglie la
coppia formata da z1 = 24, z2 = 84; lacciaio scelto il 34 Cr 4, acciaio da bonifica di tipico impiego per ruote
dentate, avente una tensione ammissibile a fatica pari a 170 N/mm2. Si sceglie un valore medio del coefficiente che
definisce la lunghezza del dente in base al modulo: = 15. Si progetta a fatica mediante il metodo di Lewis; a tale
scopo occorre definire i valori numerici dei diversi fattori. Si ipotizza un valore prudenziale di 0,4 per il
coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Xv = 0,4. Si ricava il fattore di Lewis dallapposito abaco: y =
0,34. Ora vi sono tutti gli ingredienti per lanciare il calcolo del modulo a fatica, secondo la formula di Lewis:
m=3
2 194000
= 3,6 mm
170 0,4 24 15 0,34
Si arrotonda al valore unificato m = 4 mm. Si trovano i due diametri primitivi eseguendo i prodotti fra il modulo
cos trovato ed i rispettivi numeri di denti: d1 = 96 mm, d2 = 336 mm. La velocit periferica per la ruota minore, la
motrice, vale:
v1 = 1
d1
96
mm
m
= 50,265
= 2412,72
2,4
2
2
s
s
Essendo il valore cos trovato superiore a quello precedentemente ipotizzato, pari a 0,4, non occorre reiterare il
calcolo della formula di Lewis e si conferma il valore del modulo calcolato a fatica.
Il modulo cos trovato verr ora verificato a usura. Inizialmente si calcola la pressione ammissibile in funzione
della durezza Brinell dellacciaio scelto ed assumendo una durata di 10000 ore:
Si calcola innanzitutto la frequenza di rotazione 1 = 77,5 rad/s; il momento motore M1 viene corretto con
un fattore di servizio fs = 1,1. Si scelgono i numeri di denti delle due ruote z1 = 20, z2 = 80 in modo da realizzare il
rapporto di riduzione assegnato. Si sceglie lacciaio: il 16 Cr Ni 4, acciaio da cementazione per ruote dentate,
avente una tensione ammissibile a fatica pari a 240 N/mm2. Si sceglie un valore medio del coefficiente che
definisce la lunghezza del dente in base al modulo: = 12. Si progetta a fatica mediante il metodo di Lewis; a tale
scopo occorre definire i valori numerici dei diversi fattori. Si ipotizza un valore prudenziale di 0,4 per il
coefficiente di maggiorazione dinamica del carico: Xv = 0,4. Si ricava il fattore di Lewis con lapposita formula
estesa alle ruote a denti elicoidali in cui compare il numero di denti ideale:
z id =
z
20
=
=25,97
3
cos 0,91664 3
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y ' =0,484
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2,865
2,865
=0,484
=0,3737
z id
25,97
Ora vi sono tutti gli ingredienti per lanciare il calcolo del modulo a fatica, secondo la formula di Lewis nella quale
occorre ricordarsi di inserire il numero di denti ideale zid . Essa ci fornisce il modulo normale:
Si arrotonda al valore unificato mn = 4 mm. Ora immediato trovare i due diametri primitivi: d1 = mn z1 = 80 mm,
d2 = mn z2 = 320 mm. La velocit periferica del dente, sul cerchio primitivo:
v 1= 1
d1
80
mm
m
=77,5 =3100
=3,1
2
2
s
s
Con questo valore di v1 e con A = 5 si calcola il coefficiente di maggiorazione dinamica del carico:
Non occorre ripetere il calcolo a fatica del modulo normale, per cui si conferma il valore precedentemente
calcolato.
Il modulo cos trovato verr ora verificato a usura. Inizialmente si calcola la pressione ammissibile in funzione
della durezza Brinell dellacciaio scelto avendo inoltre assunto una durata di 8000 ore:
tg t =
tg n
tg 20
=
=0,39707
cos cos 23,56
t =arctg 0,39707=21,66
Infine la pressione di contatto massima:
1.
2.
3.
Si definisce ingranaggio laccoppiamento di due ruote dentate ingrananti tra loro, montate su assi la cui posizione
relativa resta fissa; una di esse impone il moto alle altre mediante denti che vengono a contatto in successione. Se
laccoppiamento fra pi di due ruote si parla di rotismo.
Il rapporto di trasmissione i definito come rapporto tra la velocit di rotazione della ruota motrice e la velocit di
rotazione della ruota condotta. Il rapporto di ingranaggio u definito come rapporto tra il numero di denti della
ruota grande, detta corona, e il numero di denti della ruota piccola, detta pignone o rocchetto.
a) d = m z; b) p = m ; c) h = 2,25 m
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13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
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Vero
al modulo.
b) c) d)
a) circonferenza di testa; b) circonferenza di piede; c) circonferenza di troncatura esterna; d) circonferenza di
troncatura interna.
Vero
Il rapporto di condotta espresso come rapporto tra arco dazione a e passo p; un numero puro che deve sempre
risultare maggiore di uno.
a) c) d)
Il numero di denti ideale si calcola facendo il rapporto tra il numero di denti z e il coseno dellangolo dellelica,
elevato al cubo: si ottiene zid = 33/0,9396933 = 39,77
u = 60/25 = 2,4
Si definisce interferenza la condizione di contatto tra i profili in un punto esterno al segmento N1- N2 della linea
dazione, con uno dei due denti che durante lingranamento tende a penetrare allinterno del profilo dellaltro
scavandolo in parte. I punti N1 ed N2 sono anche detti limiti dinterferenza.
c)
Vero
mensola verticale incastrata inferiormente; nella sommit.
La formula afferma che mn = mt cos
Falso
d)
a) coni primitivi; b) coni complementari; c) coni base.
sghemba.
a) b)
La formula afferma che tg n = tg t cos
il numero di denti presente su di una circonferenza ideale ottenuta sezionando la ruota con un piano normale al
dente.
Passo assiale pa: la distanza tra due denti successivi misurata in un piano meridiano parallelo allasse di
rotazione; passo trasversale o circonferenziale pt: la distanza tra due denti successivi misurata in un piano
perpendicolare allasse della ruota; passo normale pn: la distanza tra due denti successivi misurata in un piano
perpendicolare allasse del dente.
Falso
Falso
Il sistema non ammette il moto retrogrado, cio, la ruota elicoidale non pu fungere da organo motore.
Vero
UNIT DIDATTICA B3
SOLUZION I DEL LE VERIFICHE DEI PREREQUISITI
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Si definisce ingranaggio laccoppiamento di due ruote dentate ingrananti tra loro, montate su assi la cui posizione
relativa resta fissa; una di esse impone il moto alle altre mediante denti che vengono a contatto in successione. Se
laccoppiamento fra pi di due ruote si parla di rotismo.
d = m z =39 6 = 234 mm
retta; circonferenza; cerchio di base.
Falso
rb = mz/2 cos = 6 73/2 cos 20 = 205,8 mm
Addendum: distanza radiale fra il diametro di testa e il diametro primitivo. Dedendum: distanza radiale fra il
diametro primitivo e il diametro di piede.
retta dazione.
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i0 =
1
4
Con la sigla i0 si designa il rapporto di trasmissione del rotismo reso ordinario ovvero del rotismo al quale si sia imposta una
rotazione di velocit di valore a tutti i membri del gruppo ed in cui si siano rese libere di ruotare eventuali ruote
bloccate. Il gruppo formato dalle ruote 2 e 3 e dallasse mobile sostenuto dal portatreno costituito da un telaio rotante
intorno allasse fisso, con velocit . Le ruote 1 e 4 sono dette planetari, le ruote 2 e 3 satelliti.
Procedura di calcolo: il rotismo viene ipotizzato come ordinario e la ruota 4 diventa ruota motrice. Il rapporto di
trasmissione i0 pu essere calcolato attraverso i numeri di denti.
z
i 0 = 3
z4
z1 z 3 z1 100 101
=
=
= 1,0202
z
z
z
100
99
2
4
2
Si applica la formula di Willis al rotismo in questione reso ordinario, ponendo a denominatore la velocit angolare della
ruota motrice n4, a numeratore la velocit angolare della ruota condotta n1:
i0 =
=
1 1
razionalizzando:
i 0 ( 1 ) =
eseguendo i prodotti, raccogliendo e separando le variabili omega:
(1 i 0 ) = i 0 1
infine:
i0
1,0202
=
= 50,5
i 0 1 1,0202 1
Il rapporto di trasmissione del rotismo epicicloidale, analogamente a qualunque rotismo, formulato come rapporto tra la
velocit angolare della ruota motrice diviso la velocit angolare della ruota condotta 1, quindi:
i=
= 50,5
Questo rotismo consente di avere una forte riduzione di velocit senza inversione del moto.
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SOLUZIONI DEI
P ROBLEMI DI RIEPILOGO
1. Il rapporto di trasmissione pari al rapporto tra il numero di denti dellultima ruota e quello della prima: i = z5/z1 =
37/64 = 0,5
2. Avendo tutte le ruote modulo uguale, sufficiente verificare che le somme dei denti dei due ingranaggi siano
uguali: 24 + 41 = 28 + 37 = 65. La coassialit garantita.
3. Occorre controllare che le somme dei raggi primitivi per ogni ingranaggio siano uguali: r1 + r2 = r3 + r4.
m1
m2
z 2 + z 1 )= ( z 3 + z 4)
(
2
2
Passando ai valori numerici:
i tot =
z 2 z 4 27 25
=0,3125
=
z 1 z 3 54 40
Il momento uscente vale M2 = i M1 = 416 Nm; la frequenza di rotazione in uscita vale n2 = n1/i = 4736 giri/min.
5. Dallapposita tabella si ricava che la ragione R del cambio vale 1,25. Calcolo delle velocit nelle varie marce: n2 =
n1 R = 62,5 giri/min; n3 = n2 R = 78 giri/min; n4 = n3 R = 98 giri/min; n5 = n4 R = 122 giri/min; n6 = n5 R
= 153 giri/min.
6. Per calcolare i momenti uscenti occorre moltiplicare la coppia motrice M per i rapporti delle varie marce: M1 = M
i1 = 497 Nm; M2 = 305 Nm; M3 = 213 Nm; M4 = 162 Nm; M5 = 128 Nm. Si ottengono le sei velocit di rotazione
in uscita dividendo la velocit di rotazione del motore per i vari rapporti di trasmissione: n1 = n/i1 =845 giri/min; n2
= 1379 giri/min; n3 = 1968 giri/min; n4 = 2595 giri/min; n5 = 3271 giri/min.
7. Per la formula di Willis:
( )( )
i 0=
z 2
z1
z 4 100 96
=
=20
z3
20 24
Per questo tipo di rotismo il rapporto di trasmissione ha la seguente formula: i = 1- i0 = 1-20 = -19; essendo il
risultato negativo, si ottiene linversione del moto.
8. Per la formula di Willis:
( )( )
i 0=
z 2
z1
z 4 222 282
=
=69,87
z3
28 32
Per questo tipo di rotismo il rapporto di trasmissione ha la seguente formula: i = 1- i0 = 1+69,87 = 70,87; essendo il
risultato positivo, non si ha linversione del moto.
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1.
Si definiscono rotismi gli insiemi di pi ruote dentate che ingranano luna con laltra, con possibilit di avere una
singola ruota ingranante con pi ruote contemporaneamente.
2. fissi; mobili.
3. Falso
4. Le somme dei raggi primitivi per ogni ingranaggio devono risultare uguali: r1 + r2 = r3 + r4.
5. in presa con la precedente e con la successiva, tranne la prima e lultima.
6. a) b)
7. Vero
8. a) solare; b) satellite; c) corona; d) portatreno.
9. I rotismi differenziali hanno il moto entrante dal portatreno ed uscente attraverso due ruote destremit. La coppia
motrice ripartita in parti uguali fra le due ruote cedenti indipendentemente dalle loro velocit di rotazione.
10. a) b) d)
11. La formula che impone la coassialit la seguente:
mI
m II
z 2 + z 1 )=
(
(z +z )
2
2 3 4
mI
2,5
( 60+20 )= ( 26+ 38)
2
2
m I =2,5
64
=2 mm
80
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