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Edizioni Scientifiche Italiane

CIRICE - Centro Interdipartimentale di Ricerca


sullIconografia della Citt Europea
Universit di Napoli Federico II

Citt mediterranee in trasformazione


Identit e immagine del paesaggio urbano tra Sette e Novecento

a cura di
Alfredo Buccaro, Cesare de Seta

Atti del VI Convegno Internazionale di Studi CIRICE 2014


Napoli, 13-15 marzo 2014

Il volume costituisce la pubblicazione degli Atti del VI Convegno Internazionale di


Studi CIRICE 2014 su Citt mediterranee in trasformazione. Identit e immagine
del paesaggio urbano tra Sette e Novecento (Napoli, Palazzo Zevallos - Palazzo
Gravina, 13-15 marzo 2014), organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca
sullIconografia della Citt Europea, dellUniversit di Napoli Federico II.
Centro Interdipartimentale
di Ricerca sullIconografia
della
Citt
Europea
Universit degli Studi di
Napoli Federico II
(www.iconografiacittaeuropea.unina.it)

Comitato Scientifico
CESARE DE SETA (Presidente)
GILLES BERTRAND
ALFREDO BUCCARO
LEONARDO DI MAURO
ANDREAS GIACUMACATOS
DEBORAH HOWARD
MICHAEL JAKOB
PAOLO MACRY
BRIGITTE MARIN
JUAN MANUEL MONTERROSO MONTERO
CARLO M. TRAVAGLINI
GUIDO ZUCCONI

Comitato Organizzatore
ANNUNZIATA BERRINO
GIULIA CANTABENE
FRANCESCA CAPANO
SALVATORE DI LIELLO
MARCO IULIANO
ROBERTO PARISI
MARIA INES PASCARIELLO
MARIA PERONE
DANIELA STROFFOLINO
MASSIMO VISONE
ORNELLA ZERLENGA

Segreteria organizzativa
RITA ERCOLINO
VALERIA MIRABELLA

Collaborazione alla curatela


GIULIA CANTABENE
FRANCESCA CAPANO
MARIA INES PASCARIELLO
MASSIMO VISONE

Si ringraziano per il sostegno dato alliniziativa il prof. arch. Mario Losasso, Direttore del Dipartimento di
Architettura dellUniversit di Napoli Federico II, il Dipartimento di Studi Umanistici della stessa Universit,
lIng. Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, lIng. Luigi Vinci, Presidente
dellOrdine degli Ingegneri di Napoli e provincia, lAssociazione Eikonocity - Hiistory and Iconography of
European Cities and Sites.
BUCCARO, Alfredo, DE SETA, Cesare, (a cura di)
Citt mediterranee in trasformazione.
Identit e immagine del paesaggio urbano tra Sette e Novecento
Collana: Polis, 6
Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 2014
pp. 1216; 29,7 cm
ISBN 9788849528145
2014 by Edizioni Scientifiche Italiane s.p.a.
80121 Napoli, via Chiatamone 7
00185 Roma, via dei Taurini 27
Internet: www.edizioniesi.it
E-mail: info@edizioniesi.it
I diritti di traduzione, riproduzione e adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo (compresi i
microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.

Sommario

Introduzione
Alfredo Buccaro

Il VI Convegno Internazionale di Iconografia Urbana


nella tradizione di studi del CIRICE

p. 11

Sessione 1
Tipi urbanistici e modelli iconografici ricorrenti: dal vedutismo alla cartografia
Coordinatori: Alfredo Buccaro, Cesare de Seta

p. 17

Miguel Tan Guzmn - Universidad de Santiago de Compostela


Ritratti d'inchiostro delle citt spagnole nella Relazione Ufficiale (1668-1669)
del viaggio del principe Cosimo III de' Medici: citt reali o citt idealizzate?

p. 19

Maria Ida Gulletta - Scuola Normale Superiore di Pisa


Persistenze di modelli figurativi in iconografie urbane di Sicilia:
esempi di allegorie geografiche da Messina ritratta nella prima met del XVIII secolo

p. 29

Carlos Plaza - Universidad Hispalense


Dalle vedute di citt alla cartografia ai confini del Mediterraneo:
Siviglia e Cadice, declino e ascesa di due citt spagnole tra Sei e Settecento

p. 39

Francesca Valensise - Universit Mediterranea di Reggio Calabria


La percezione del paesaggio nellarea dello Stretto di Messina: vedutismo e cartografia
dal XVIII al XIX secolo

p. 49

Bianca Gioia Marino - Universit di Napoli Federico II


Rappresentazioni e attenzione alla conservazione della materia
nelle immagini urbane di Roma tra fine Settecento e Ottocento

p. 57

Ornella Cirillo - Seconda Universit di Napoli


Per conoscere e trasformare: una lettura cartografica di Napoli dal volgere dellOttocento
ai primi decenni del nuovo secolo

p. 67

Emanuela DAuria - Universit di Napoli Federico II


Limmagine storica delle colline di Napoli e dei suoi casali: dal vedutismo settecentesco
alla Scuola di Posillipo

p. 81

Simona Talenti - Universit di Salerno


Vedute dal mare: da Schinkel a Le Corbusier

p. 89

Francesco Viola - Universit di Napoli Federico II


La costruzione del paesaggio ferroviario tra artificio e natura

p. 101

Francesca Bruni - Universit di Napoli Federico II


Limmagine della citt tra longitudinalit e trasversalit. Napoli, sezioni urbane tra citt e mare

p. 111

Giorgia De Pasquale - Universit di Roma Tre


Mediterraneo. La costruzione di un paesaggio attraverso l'iconografia dello spazio architettonico

p. 121

Nunzia Iannone - Universit di Napoli Federico II


L'occhio 'altro': Napoli vista dai principali periodici esteri tra '800 e '900

p. 135

Sessione 2
Invenzione e promozione dellimmagine della citt turistica
Coordinatori: Annunziata Berrino, Leonardo Di Mauro

p. 149

Fabio DAngelo - Universit di Pisa


Napoli: il fascino di una citt dai diari dei viaggiatori francesi e italiani (1800-1861)

p. 151

Rossella Iovinella - Universit di Napoli Federico II


Mille vite per una citt morta: la fortuna di Pompei tra il 1824 e il 1875

p. 161

Cristina Pennarola - Universit di Napoli Federico II


Cartoline da Napoli: lesperienza turistica italiana e inglese

p. 167

Raffaella Pierobon Benoit, Maria Amodio, Lucia Cianciulli, Paola Orlando - Universit Napoli
Federico II
Turismo e archeologia nel XIX secolo: il ruolo dellantico nella promozione delle citt campane p. 175
Michael Saffle - Virginia Tech
Sunshine Fitness: Italy as a Health Destination for Americans, 1865-1914

p. 185

Luigi Veronese - Universit di Napoli Federico II


Linvenzione dellimmagine turistica degli scavi di Ercolano. Contenuti e caratteri iconografici

p. 191

Alessandra Cirafici, Manuela Piscitelli - Seconda Universit di Napoli


Viaggio, immaginario e iconografia nella cartellonistica turistica tra 800 e 900

p. 203

Daria De Donno - Universit del Salento


Sport, teatro, arte, cultura per promuovere e comunicare la citt.
Le feste di fine Ottocento a Lecce

p. 217

Ada Di Nucci - Universit Chieti-Pescara G. dAnnunzio


Un Appennino tutto da vivere. Il turismo montano nellAppennino centrale
attraverso le campagne pubblicitarie (1861-1960)

p. 225

Isabella Frescura - Universit di Catania


Una citt in trasformazione tra Ottocento e Novecento: Siracusa, dal commercio al turismo

p. 239

Ewa Kawamura - Universit di Napoli Federico II


Lattivit e lepoca doro del tipografo Richter & C. a Napoli: promotore delle vedute turistiche
dItalia degli anni 1900-1930

p. 251

Annunziata Maria Oteri - Universit Mediterranea di Reggio Calabria


Identit dei luoghi, monumenti e promozione turistica: il caso di Taormina tra Otto e Novecento p. 265
Claudia Aveta - Universit di Napoli Federico II
Il paesaggio virgiliano di Napoli: riflessioni sulla tutela del Golfo
negli appunti di viaggio di Cesare Brandi

p. 277

Carolina De Falco - Seconda Universit di Napoli


Limmagine turistica della Costa dAmalfi negli anni sessanta del Novecento

p. 287

Carla Fernndez Martnez - Universidad de Santiago de Compostela


The Atlantic and the Mediterranean: alternative images of the touristic Spanish coast

p. 297

Beatrice Maria Fracchia - Politecnico di Torino


Le funzioni terapeutiche della citt turistica contemporanea e liconografia
delle localit balneari della Versilia

p. 309

Giovanni Lombardi, Sergio Mantile - CNR ISSM Napoli


Il telaio dei segni: la costa flegrea e linvenzione della citt turistica
tra narrazione e realt storica

p. 321

Sessione 3
Gli archivi e le fonti: dal cartaceo al digitale
Coordinatori: Maria Perone, Daniela Stroffolino

p. 331

Marco Petrella - Universit del Molise


Liconografia della citt in rete. Problemi di ricerca, organizzazione,
utilizzo delle fonti online nellera dei Sistemi Informativi Geografici

p. 333

Marco Bascap, Roberta Madoi - Serv. Archiv. BB.CC., Az. Servizi Golgi-Redaelli Milano
Il portale Web-GIS Milano e le sue associazioni: limpronta del tessuto sociale
e delle sue relazioni nel contesto urbano (XVI-XX secolo)

p. 341

Valentina Castagnolo, Maria Franchini, Anna Christiana Maiorano - Politecnico di Bari


Bari Disegno Architetture (BDA Borgo Murattiano). Archivio visivo (e visionario)
della citt a 200 anni dalla sua fondazione

p. 353

Paola Avallone, Antonio Bertini, Raffaella Salvemini - CNR ISSM Napoli


Scuole storiche napoletane. Una fonte non tradizionale per lo studio della citt

p. 365

Maria Rosaria Rescigno - CNR ISSM Napoli


Verso un profilo urbano moderno. Il caso delle citt capitali nel Mezzogiorno di primo '800

p. 375

Giuliana Ricciardi - Archivio di Stato di Napoli


Limmagine di Napoli nella testimonianza di un intellettuale del Novecento

p. 379

Alberto Darias Prncipe - Universidad de La Laguna


Cartografa e icono: la imagen de Tetun a travs de planimetra

p. 391

Adele Fiadino - Universit Chieti-Pescara G. dAnnunzio


Disegni di Piazzeforti del Regno di Napoli presso la Biblioteca Reale di Torino

p. 401

Ciro Birra - Universit di Napoli Federico II


LArsenale di Napoli tra Palazzo reale e Castel Nuovo:
fonti per la ricostruzione di un ambiente urbano perduto

p. 411

Federico Fazio - Universit di Palermo


Siracusa: modelli tridimensionali e rappresentazioni cartografiche

p. 423

Alessandra Veropalumbo - Universit di Napoli Federico II


Trasformazioni urbane della provincia di Napoli nel repertorio iconografico
delle Perizie del Tribunale civile

p. 435

Amanda Piezzo - Universit di Napoli Federico II


Fonti archivistiche e iconografiche
per larea del complesso di San Gennaro extra moenia a Napoli

p. 447

Carmelo G. Severino
Crotone: la citt e il porto nelliconografia storica

p. 459

Sessione 4
Rappresentazione e ricostruzione virtuale dellimmagine urbana
Coordinatori: Maria Ines Pascariello, Ornella Zerlenga

p. 467

Andrea Maglio - Universit di Napoli Federico II


Citt reale e citt fantastica: diorama, scenografie e disegni di viaggio
nellopera di Karl Friedrich Schinkel

p. 469

Nicola Aric - Universit di Messina, Stefano Piazza - Universit di Palermo


Per ricostruire la Palazzata seicentesca di Messina

p. 481

Claudia Pisu - Universit di Cagliari


Disegno dellimmagine urbana dei centri minori sardi

p. 493

Rita Valenti, Sebastiano Giuliano, Simona Gatto, Roberto Cappuzzello


Universit di Catania, S.D.S. Architettura Siracusa
Le Stratificazioni assenti di Ortigia, dalla rappresentazione storica alla ricostruzione virtuale

p. 507

Mario Centofanti, Stefano Brusaporci - Universit dellAquila


Architettura e citt nella rappresentazione cartografica dellAquila tra Settecento e Ottocento

p. 519

Marina DAprile - Seconda Universit di Napoli


Larea costiera vesuviana tra il regno di Carlo di Borbone
e la speculazione edilizia: il caso Portici

p. 531

Paolo Perfido - Politecnico di Bari


Citt chiuse, citt aperte. Labbattimento delle mura e lo sviluppo urbano
nelliconografia di Bari in et moderna

p. 543

Andreina Maahsen Milan - Universit di Bologna


Androna Campo Marzio: larsenale perduto. Genesi protoindustriale triestina,
tra ascesa e declino della portualit

p. 553

Stefano Chiarenza - Universit di Napoli Federico II


Lo specchio della fantasia: immaginario urbano e realt architettonica
nei disegni dei Galli Bibbiena

p. 569

Vincenza Garofalo - Universit di Palermo


La Zisa. Rappresentazioni di un monumento desiderato

p. 581

Francesco Maggio - Universit di Palermo


Immagini di una citt possibile

p. 593

Gerardo Maria Cennamo - Universit Telematica Internazionale Uninettuno


Il Ghetto di Roma tra narrazione e rappresentazione

p. 603

Andrea Giordano - Universit di Padova


La citt dipinta di Canaletto, tra espansione dello spazio e visioni dinamiche

p. 613

Paolo Giordano - Seconda Universit di Napoli


Realismo iconografico Vs spettacolarit grafica:
lAlbergo dei Poveri e larea orientale di Napoli

p. 623

Cosimo Monteleone - Universit di Padova


Teoria e pratica prospettica: le vedute urbane rinascimentali
quali strumenti di misurazione e ricerca

p. 635

Paolo Oscar - Archivio Bergamasco, Centro Studi e Ricerche


Il Sistema informativo geo-storico della Franciacorta. Ricostruzione della consistenza storica
di un territorio attraverso il Catasto napoleonico (1807-1809)

p. 645

Ludovica Galeazzo, Marco Pedron - Universit di Padova


Dinamiche di trasformazione urbana: l'insula dell'Accademia a Venezia
tra ricostruzione storica e percezione visiva

p. 657

Alessandra Ferrighi - Universit IUAV di Venezia


Le trasformazioni tra regola e pratica: i volti della citt di Venezia tra Ottocento e Novecento

p. 669

Roberta Spallone - Politecnico di Torino


Il disegno del contesto urbano e paesaggistico nelle cartografie catastali
preunitarie in territorio italiano

p. 681

Sessione 5
Citt di mare: architetture e caratteri evolutivi nelliconografia storica
Coordinatori: Salvatore Di Liello, Roberto Parisi

p. 693

Pasquale Rossi - Universit Suor Orsola Benincasa Napoli


Veduta di una citt di mare dal Diario de un viaje a Italia en 1839 del Conde de Toreno

p. 695

Maria Sirago
Napoli citt di loisir tra 800 e 900. Sviluppo e crisi

p. 707

Alessandro Castagnaro - Universit di Napoli Federico II


LE42 da grande esposizione a citt di fondazione verso il mare

p. 717

Rosa Carafa - Soprintendenza BSAE Salerno-Avellino


Imago Urbis: il Plaium montis a Salerno

p. 731

Bruno Mussari - Universit Mediterranea di Reggio Calabria


Crotone tra XVIII e XX secolo: la trasformazione della citt e della sua immagine storica

p. 743

Francesca Passalacqua - Universit Mediterranea di Reggio Calabria


Iconografia e architettura di Messina nel XIX secolo

p. 755

Giuseppina Scamard - Universit Mediterranea di Reggio Calabria


Porti e potere. Il cambiamento del ruolo,
la trasformazione dellimmagine tra XVII e XIX secolo

p. 767

Claudia Peir - Universit di Genova


I viaggiatori a Genova: fonti letterarie e iconografiche sul porto

p. 777

Chiara Luminati - Universit di Genova


Le passeggiate a mare genovesi dal XIX al XX secolo: fonti iconografiche e storiche

p. 787

Francesca Bonfante - Politecnico di Milano


Ritratto di Barcellona: citt, piani e fronte a mare

p. 797

Rossella Martino - Politecnico di Bari


Elementi di architettura popolare italiana nelle case di Mario Paolini per Kos

p. 809

Oliver Sutton, James Douet - CEA Global Education, Phoenix


Citizens or brand, conflicting priorities in the shoreline iconography of Barcelona

p. 821

Maddalena Chimisso - Universit del Molise


La piazza e il mare. Tipologia e sviluppo delle citt con belvedere sullAdriatico molisano

p. 831

Luigi Oliva - Universit di Sassari


Tra Narciso e Perseo. Il riflesso dell'immagine mediterranea nella forma urbana
e nell'architettura di Taranto

p. 841

Emma Maglio - Aix-Marseille Universit, LA3M


The role of historic town of Rhodes in the scenario of Ottoman and Italian rules
to the light of iconographic sources

p. 855

Giovanni Cecini
Rodi: da citt dei cavalieri a citt in orbace

p. 865

Alessandra Terenzi - Politecnico di Milano


Jaffa & Tel Aviv nelliconografia storica: da Sposa del Mare a Citt Bianca

p. 877

Stefania Palmentieri, Barbara Delle Donne - Universit di Napoli Federico II


La trasformazione del fronte marittimo di Napoli negli ultimi tre secoli

p. 889

Eleonora DAuria
Napoli e Venezia: vecchi ponti e nuovi nessi

p. 903

Maria Gabriella Rienzo - Universit di Foggia


Il mare sportivo a Napoli tra Ottocento e Novecento

p. 911

Sessione 6
Lentroterra: evoluzione e iconografia della citt e del paesaggio
Coordinatori: Giulia Cantabene, Massimo Visone

p. 921

Ferdinando Coccia - Universit di Napoli Federico II


Iconografia della citt e del paesaggio: Salerno e il territorio del Principato Citra nei disegni
inediti del fondo Registro e Bollo. Scritture Private dellArchivio di Stato di Salerno (1817-1862)

p. 923

Maria Martone - Universit di Roma La Sapienza


La riconoscibilit storica di un territorio trasformato. Nuove identit urbane
e caratteri permanenti nella pianura pontina

p. 935

Anna Magrin - Istituto Universitario Architettura Venezia


Il paesaggio agrario emiliano: storia e forme di un paesaggio mediterraneo

p. 947

Maria Falcone - Universit di Napoli Federico II


Lentroterra flegreo: evoluzione del paesaggio agrario tra storiografia, cartografia e iconografia p. 955
Giovanna Ceniccola - Universit di Napoli Federico II
Identit e conservazione di un paesaggio storico. La Valle Telesina nel Sannio beneventano

p. 967

Mariarosaria Villani - Universit di Napoli Federico II


Il paesaggio dellentroterra cilentano. Evoluzione e prospettive per la conservazione

p. 979

Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori - Universit dellAquila


Avezzano 1915. Conoscere e riconoscere una nuova identit

p. 989

Arturo Gallozzi - Universit di Cassino e del Lazio Meridionale


Cassino tra vecchia e nuova forma urbana. Trasformazioni e permanenze nel disegno della citt

p. 1003

Antonella Armetta - Universit di Palermo


Il Belice prima e dopo il 1968 attraverso le iconografie

p. 1015

Maria Vitiello - Sapienza Universit di Roma


Il paesaggio della ricostruzione. Una ricerca di valori e identit territoriali per il restauro
delle terre devastate dal sisma del 2009

p. 1025

Agostino Di Lorenzo - Universit di Salerno


Verso Napoli, citt metropolitana. Immagine ed eco-governo del territorio

p. 1037

Cristina Pallini, Annalisa Scaccabarozzi - Politecnico di Milano


Identikit di Alessandria: il porto e il Delta

p. 1047

Antonella Marciano - Seconda Universit di Napoli


RiDisegnare paesaggi immateriali: il caso dellAlto Casertano

p. 1059

Sessione 7
Le trasformazioni del paesaggio urbano nella fotografia e nella cinematografia
Coordinatori: Francesca Capano, Marco Iuliano
p. 1069
Stefania Pollone - Universit di Napoli Federico II
Paestum tra iconografia e restauro: interpretazione ed esiti operativi

p. 1071

Pier Giorgio Massaretti - Universit di Bologna


La ri-fondazione della Libia Balbiana (1933-1939).
Il poderoso racconto fotografico dei Ventimila

p. 1085

Marco de Napoli - Universit di Napoli Federico II


La trasformazione urbana di Alessandria dEgitto attraverso le immagini delle opere
di Mario Avena (1924-1939)

p. 1099

Alessandro Giordano - Universit di Napoli Federico II


Limmagine dei Comuni Irpini di Melito e Cairano
nella cinematografia anteriore al terremoto del 1980

p. 1111

Angelo Bencivenga, Livio Chiarullo, Delio Colangelo, Annalisa Percoco - Regione Basilicata
Cinema e paesaggio in Basilicata

p. 1125

Sofia Tufano - Universit di Napoli Federico II


Le immagini dellisola di Ischia dallArchivio Fotografico di Vittorio Pandolfi (1954)

p. 1135

Manuel Jdar Mena - University of Jan


Mediterranean Projected Cities through Jules Dassin`s Films

p. 1145

Claudio Impiglia - Universit Sapienza di Roma


LAgro Portuense attraverso la pittura, la fotografia e la documentazione cinematografica:
da paesaggio rurale archeologico a territorio conurbato

p. 1155

Renata Picone - Universit di Napoli Federico II


Paesaggio naturale e patrimonio costruito in costiera sorrentino-amalfitana.
Conoscenza e tutela nel Novecento attraverso la fotografia, la grafica e i cortometraggi

p. 1169

Giuseppe M. Montuono, Diego Nuzzo - Universit di Napoli Federico II


Il lungomare di Napoli: paradigma dell'oleografia tra cinema e architettura.
Da largo Sermoneta alla salita del Gigante

p. 1183

Colomba Sapio - Universit di Napoli Federico II


Mediterraneo, amalgama di affinit

p. 1193

Sergio Attanasio - Universit di Napoli Federico II


Il gran teatro del golfo attraverso le arti della rappresentazione

p. 1203

Appendice
Francesca Martorano
Riflessioni sui contenuti tematici del Convegno
e sullesito delle proposte

p. 1215

Antonello Alici, Maria Grazia DAmelio, Elena Svalduz


Citt dinchiostro: sguardi e parole sullEuropa moderna e contemporanea

p. 1217

Francesca Castan
Per unidentit moderna della citt mediterranea:
Luigi Cosenza e la pianificazione a Napoli e in Campania

p. 1219

CIRICE 2014 - VI Convegno Internazionale di Studi


Citt mediterranee in trasformazione. Identit e immagine del paesaggio urbano tra Sette e Novecento

Larea costiera vesuviana tra il regno di Carlo di Borbone


e la speculazione edilizia: il caso Portici
MARINA DAPRILE
Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi Vanvitelli, Seconda Universit degli Studi di
Napoli, Aversa, Italia

Abstract
By adopting a well-known research approach, by which historic urban tissues reconstruction
cartography and historic cadastral modifications mapping are become proper and strategic tools for
cities` understanding and planning, linking together conveniently historic urban cartographical data,
archival survey outturns and current urban settlements monitoring, this paper focuses on the historic
urban evolution of the Vesuvius Coast, particularly Portici`s little town, famous and celebrated site of
delight until the wide XX`s second half property speculation boom. By going backwards, Portici`s
historical urban development has been approximately registered since the XX`s second half until the
XVIII`s first half, when the first relevant infrastructural works were settled up by order of king Carlo.
Thus, historical urban dynamics peculiarities, directions and causes came to light together with their
contradictions and fragilities, helping a critic survey of the whole local urban process as well as its upto-date planning instruments.
Parole chiave:
Cartografia storica, cronologia urbana, ville di delizia, caratteri insediativi, tecniche costruttive
tradizionali.
Historic cartography, urban development chronology, villas of delight, urban settlement characteristics,
historic building practices.

Introduzione
Secondo una metodologia ormai consolidata, che fa della cartografia ricostruttiva dei tessuti storici
urbani e della restituzione delle modificazioni parcellari gli strumenti privilegiati per lapprofondimento
dei processi di fondazione e sviluppo della citt, lo studio ha ricostruito cronologie e dinamiche relative
al sito porticese. Incrociando i dati dedotti dalla cartografia storica allindagine archivistica e al
confronto con le attuali morfologie, il costituirsi del piccolo centro sulla costa vesuviana stato
ricostruito fino allesplosione demografica ed edilizia del secondo Novecento, quando, con un
processo assai rapido e irreversibile, quella che era stata, sin dal Cinquecento, una celebrata meta di
villeggiatura estiva - prima di nobili e grandi burocrati, poi di borghesi di varia provenienza ed
estrazione fu definitivamente compromessa nella propria identit, non diversamente ma, senzaltro,
pi decisamente delle situazioni similari verificatesi nei vicini centri di San Giorgio a Cremano e
Resina. La peculiare pervasivit che la saturazione e lintasamento degli spazi urbani hanno realizzato
a Portici in et contemporanea , come si vedr, essa stessa un esito della citt consolidata. Dopo gli
ampliamenti di primo Novecento, che andarono a occupare i settori ancora liberi della superficie
comunale e che, almeno sotto il profilo demografico, potevano dirsi ancora in equilibrio con il contesto,
fatta eccezione per le aree pi marginali (il litorale con il Granatello e le Mortelle e, a monte, la zona
delle Madonnelle e del cimitero), i successivi incrementi edilizi si concentrarono, costantemente, negli
spazi interstiziali del gi denso tessuto storico e, con ancora maggior gravit, negli ex-giardini e orti
delle ville di delizia, ormai trasformate in condomini palaziati, e nei superstiti suoli coltivati. Secondo il
modello napoletano, tra XVIII e XIX sec., la struttura insediativa porticese lungo il suo percorso
generatore principale il tratto urbano del celebrato Miglio doro e, in minor misura, lungo le direttrici
secondarie, soprattutto internamente verso San Giorgio e, sul litorale, verso Resina, aggregava
architetture di pregio e case di tono spiccatamente rurale, anche senza soluzioni di continuit.
Organizzate pure intorno a corti comuni con accesso alla strada, fino a pochi anni or sono, queste
case in media a due piani, spesso con un sopralzo, coperte a terrazzo e del tipo a profferlo o con
scala esterna e ballatoio - sono state diffusamente oggetto di sostituzione edilizia, restandone oggi,
purtroppo, solo laconici episodi di diversa cronologia, fortunatamente, non del tutto decontestualizzati,
come su via Immacolata, via della Torre, vico Casaconte e via Marittima.
531

Larea costiera vesuviana tra il regno di Carlo di Borbone e la speculazione edilizia: il caso Portici
MARINA DAPRILE

Partendo dallattualit e procedendo a ritroso, si registrato lo sviluppo storico dellinsediamento, alla


ricerca di capisaldi, direttrici e configurazioni delle fasi salienti, secondo un arco cronologico che,
partendo dagli anni Ottanta del Novecento, quando la saturazione e liper-densificazione del
costruito erano processi ormai compiuti, fino al 1750-1775, corrispondentemente alla situazione
documentata nella mappa Carafa. Prima dellavvento di Carlo di Borbone, comunque, poche e,
soprattutto, avulse da uno schema ordinatore pi generale, erano state, infatti, le iniziative edilizie che,
almeno dal XVI sec., si erano andate sviluppando con interventi poco o nientaffatto influenti sulla
definizione dellassetto urbano. La ricerca cartografica partita dallesame dellindispensabile corpus
documentale raccolto dal Centro Interdipartimentale di ricerca sullIconografia della Citt Europea
dellUniversit di Napoli Federico II che, particolarmente, ha trattato il sito porticese e larea vesuviana
[AMODIO G., 2006, 251-55], allargandosi poi, per le testimonianze ottocentesche, alla raccolta della
Biblioteca Nazionale di Napoli (Sezione Manoscritti e rari), nonch alle perizie del ramo civile del
Tribunale napoletano di Corte di Appello. Poich uniformemente alla scala edilizia, per, queste ultime
documentazioni sono poi confluite in un altro lavoro, ancora in fieri, che tratta il sito in questione nel
diacronico sviluppo di alcune singole unit immobiliari.
Il repertorio iconografico e cartografico ha fatto, quindi, necessario riferimento anche a elaborati noti e
notissimi. Oltre al profilo da mare di F. Cassiano de Silva [fig. 5], al Borrador del Sitio di Portici [Ville
vesuviane, 1959], alla mappa Carafa, e alle vedute, segnatamente, di G. B. Lusieri [SPIRITO F.,
2003], J. Rebell [PROHASKA W., 1990] e A. Gigante [DE SETA C., DI MAURO L. PERONE M.T.,
1980], si ricorsi, tra gli altri, alle mappe de Contorni di Napoli, agli Atlanti del Regno e alle tante
rappresentazioni dedicate, sin dal XVII sec., ai profili e alle vedute zenitali del Monte Vesuvio [FINO
L., 1993]. Anche quando a scala geografica, queste carte sono state, infatti, funzionali alla
registrazione dei segni urbani di maggiore impatto, per i quali il confronto con le fonti pi tradizionali
della ricerca storica stato prioritario. Seguendo tali modalit, sono emersi capisaldi, matrici,
morfologie e direttrici delle dinamiche urbane specifiche nella loro diacronia, consentendo una lettura
critica ragionata della loro processualit. Non cosa nuova, daltronde, evidenziare, oltre allovvio
valore gnoseologico, il fondamentale contributo strategico che la conoscenza e la conservazione della
memoria forma urbis rivestono nella definizione di appropriate politiche di pianificazione territoriale
1
[BUCCARO A., 2009 , 45-47]. Nel caso in ispecie occorre, anzi, rilevare che la necessit di analisi
preliminari cos orientate ribadita ad ogni livello della pianificazione, dal PTPC (1996), che
finalmente suggerisce una pi accorta perimetrazione dei centri storici, al Piano territoriale paesistico
dei comuni vesuviani, dal piano del Parco nazionale del Vesuvio (1999-2006) alla programmazione
comunale che, nel caso porticese, ha assunto, come si vedr, un ruolo basilare per lelaborazione di
questa ricerca.

1. La costa vesuviana e linsediamento porticese


In un territorio, persino, afflitto da un sostanziale overplanning oltre ai piani ricordati vigono, infatti, i
Piani stralcio per lassetto idrogeologico (Autorit di bacino nordoccidentale e del Sarno) e il Piano
strategico operativo (Pso) per la riduzione della densit abitativa nei 18 comuni della zona rossa
[GASPARRINI C. E A., 2007], la registrazione a posteriori delle dinamiche urbane nella loro storica
processualit risulta tanto pi interessante e fertile di spunti, soprattutto per gli insediamenti costieri.
Almeno dagli anni Ottanta, contestualmente allapprofondirsi degli studi sulla provincia partenopea, si
discusso, infatti, dellesemplare duplicit dialettica che connota il comprensorio vesuviano che,
storicamente, integra una conurbazione, per usare la definizione di Vella, nebulare [VELLA A.,1996]
insediamenti sparsi di origine e connotazione rurale darea sommana e settentrionale a unaltra pi
densa, tipica della fascia litoranea, che sviluppa abitati, per lo pi di piccola taglia, intorno a poli
specifici (parrocchia, presidio militare, etc.), raggruppandoli lungo la viabilit principale. La riflessione
non di poco momento, perch nelle citt della costa lidentit e, persino, la riconoscibilit delle
rispettive morfologie, persino nei comparti storicamente consolidati, risultano di complessa
determinazione, a causa del continuum edilizio che denota oggi quelle conformazioni. La saturazione,
dunque, leccessiva densit di questi tessuti, risultati prevalentemente, ma non solo, dal cannibalismo
speculativo degli anni Settanta-Novanta e dalla responsabile connivenza delle popolazioni e delle
Amministrazioni, hanno finito per cancellare o, nei casi pi fortunati, per portare in secondo piano, i
caratteri edilizi e urbani storicamente improntati, senza determinare n nuove attribuzioni di senso, n
un ridisegno organico della storica frammentariet, che quei luoghi, da sempre, realizzano.
Lo sviluppo lineare dei paesi della costa si articol intorno ad emergenze isolate, i capisaldi del
processo insediativo. La stessa Reggia porticese riveste il ruolo di matrice dello spazio urbano sette532

Larea costiera vesuviana tra il regno di Carlo di Borbone e la speculazione edilizia: il caso Portici
MARINA DAPRILE

ottocentesco. Diversamente dalla regione orientale e, in generale, dallentroterra vesuviano, dove si


mantenuta pi evidente la riconoscibilit delle forme insediative originali, unitamente alla coscienza di
unidentit anche immateriale maggiore, tradottasi nella consapevole perpetuazione dusi e tradizioni
autoctone, le zone costiere, anche per limmediatezza dei collegamenti con il capoluogo, sono sempre
state pi esposte alla colonizzazione culturale partenopea, particolarmente, nel caso porticese. Le
ville vesuviane dislocate sulla costa, ripetutamente confermano tali sostanziali affinit, testimoniate
dalladozione di tipi, forme e modelli dellarchitettura colta della capitale, dal ricorso esclusivo ad
architetti e maestranze estranei al contesto locale, verificabile anche negli episodi del Settecento
maturo [DAPRILE M., 2014], dalluso costante del tufo giallo napoletano imbarcato dai monti di
Posillipo al Granatello per la confezione di apparecchi murari a filari di bozze, soprattutto nei piani
superiori, di contro alla consuetudine, certo legata allaltezza contenuta delledilizia tradizionale, di
utilizzare blocchi rustici di lave e pietrarsa apparecchiati a cantieri, come nei tratti superstiti del muro di
cinta occidentale del bosco superiore e del fortino del Granatello, cos confezionati in ragione del ruolo
utilitaristico di quelle realizzazioni [DAPRILE M., 1999].

Fig. 1: Portici dal satellite (2012).


Fig. 2: Piano del Parco Nazionale del Vesuvio, Processi di espansione edilizia e urbana dal 1875 (rosso) al 2006
(arancio).

Fig. 3: UTPNA, Portici, perimetrazione del centro storico (BUCCARO A., 20091, 58).
Fig. 4: Portici, PUC 2011, Emergenze architettoniche, storiche, paesaggistiche e ambientali. Il confronto tra i due
grafici evidenzia le aree - soprattutto a mare (le Mortelle) e ai lati del tracciato circumvesuviano, escluse dal
perimetro di tutela.

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2. Caratteri e sviluppo dellinsediamento urbano


La condizione demaniale, che pur con alcune interruzioni, a lungo, connot larea costiera vesuviana,
contribu sostanzialmente al mancato attecchimento delle dinamiche feudali, quindi, a una
configurazione dei suoli, spesso, connotata da una parcellizzazione anche minuta, caratteristica
peculiare di tali insediamenti [DE SETA C., 1989]. Com noto, i documenti testimoniano di un
comparto vesuviano, fino al XVII sec., ricoperto fino al mare da fitti boschi, che la furia eruttiva del
1631 fin, in larga misura, per cancellare. Tra le immagini utili alla ricostruzione di tale contesto, sono
le due incisioni su rame (1632) Stato del Monte Vesuvio prima e doppo lultimo incendio de 16 di
Dicembre 1631 [FINO L., 1993], dove labitato porticese, sebbene appena abbozzato, comunque
riconoscibile tra i pi piccoli della costa; vi si vede, inoltre, che la Reggia occup poi i suoli danneggiati
da quelle colate. Come gi altre volte era accaduto, la distruzione fu per queste aree il volano di una
nuova strutturazione del territorio, che trover poi nel XVIII sec. il suo compimento. Fino alla decisione
di Carlo di strutturare qui un sito reale, le iniziative edilizie furono sempre sporadiche. Sin dal XVI
secolo, sfruttando il tracciato costiero appena sistemato sul quale, difatti, simpiantarono gli interventi
documentati, le realizzazioni si caratterizzarono, prevalentemente, come stanziamento di sontuose
ville nobiliari la nota Leucopetra a Croce del Lagno o per la ristrutturazione e munizione dellantica
residenza feudale il cosiddetto palazzo Capuano con ladiacente torre vicereale [RUSSO M., 1999]
nonch per limpianto di numerosi organismi religiosi, sia ristrutturati sia nuovamente fondati,
soprattutto a partire dal tardo Seicento, contestualmente allaccennata riorganizzazione del tessuto
insediativo. Tale fase trova uninteressante raffigurazione nella Veduta di Portici di F. Cassiano de
Silva (1700 ca.) [fig. 5]. Come nei coevi disegni di Resina e Torre del Greco, evidente lo sviluppo
lineare dellinsediamento, ai lati della strada costiera cinquecentesca, cos come la paleofalesia, che
connota il versante litoraneo, protetto da un baluardo murario quasi interrotto. La paleofalesia una
peculiarit di questo paesaggio, ben rappresentata anche nella veduta di Lusieri 1783, Il golfo di
Napoli da Portici [SPIRITO F., 2003], significativamente, risolta nel disegno della confluenza a mare
delle ville settecentesche con una disposizione articolata di aree verdi, colture specialistiche e
ambienti di delizia (cafhouse e padiglioni). Tale salto di quota, ove poi si sistem la ferrovia NapoliPortici, nella zona delle Mortelle, che dal Settecento ospit il forte del Granatello, era anche il frutto
dello sbancamento delle colate 1631, secondo quanto approntato dall'ingegnere Francesco Lopez
Barrios per la realizzazione del presidio.
Nella veduta di Cassiano de Silva, quasi al centro sul litorale, sembrerebbe riconoscersi il convento di
San Pasquale; nonostante la genericit della raffigurazione forse possibile, infatti, individuare anche
altre emergenze architettoniche. A sinistra, in grande evidenza, si direbbe essere rappresentato il
convento di San Francesco; a destra, sul Miglio doro, la torre cinquecentesca, gi trasformata in
residenza e privata della merlatura, adiacente lantico palazzo comitale mentre, alla sua sinistra, si
posizionerebbe forse la cupola di San Ciro, da poco diventata parrocchia, essendosi liberata della
giurisdizione della chiesa di S. Maria a Pugliano, di cui, non a caso, in lontananza sulla destra, si
direbbe disegnato il campanile.

*
Fig. 5: Veduta di Portici di Francesco Cassiano de Silva (1700 ca.), part. (BNNa, Sez. Nap., XXIX A 104).

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Larea costiera vesuviana tra il regno di Carlo di Borbone e la speculazione edilizia: il caso Portici
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Fig. 6: Portici 1750-75. La mappa registra ledilizia, le strade e i percorsi interni alle aree verdi realizzati fino alla
data indicata. (PUC 2011, Analisi dei caratteri insediativi).

Per ovvi motivi di spazio, rimandando alla bibliografia relativa, tralasciamo lanalisi dettagliata delle
ville vesuviane settecentesche che, gi prima dellelezione di Portici a sito reale e, quindi, degli
ulteriori vantaggi, specie fiscali, che tale privilegio comport, aveva visto la nascita di pregevoli
architetture, come il casino dElboeuf, del principe di Caramanico o la villa Caravita, tutte acquisite poi
al demanio della reggia, e del cui pregio e impianto si pu avere unidea dal citato Borrador del sitio di
Portici. Al riguardo occorre, per, rilevare almeno gli aspetti che, pi direttamente, incisero sulla
definizione dellassetto urbano, decisamente investito, per tutto il Settecento, da una forte spinta
edilizia, sostanzialmente, dipesa proprio da quelle iniziative [BARBERA F., 2000]. In ragione
dellarticolato rapporto, pi o meno diretto, che tali dimore impiantarono con la strada, il mare e il
Vesuvio, la loro incidenza fu, difatti, primaria anche sul piano urbanistico, sebbene in misura minore
rispetto a quanto determinatosi, sullo stesso livello, con la sistemazione del complesso reale [ALISIO
G.C., 1993]. Vanno sottolineati, in particolare, i guasti che le seriori trasformazioni di questi spazi
hanno provocato, oltre che dal punto di vista dellarchitettura, con la perdita progressiva delle parti
autentiche, sotto il profilo dellequilibrio territoriale. Quando le aree pertinenziali di queste fabbriche
hanno perduto il collegamento con i nuclei edilizi originali, dunque, particolarmente con lapertura della
linea ferroviaria, il destino di vuoti interstiziali stato per loro irrimediabilmente predisposto,
causandone il crescente deficit di identit [VIOLA F., 2004].

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Fig. 7: Portici 1838-40. (PUC, 2011) Sono registrati le architetture, le strade, le reti infrastrutturali e le prime
parcellizzazioni delle aree verdi datate tra lultimo quarto del XVIII e il primo quarantennio del XIX sec.

Lambizioso progetto borbonico, listituzione di una rete ferroviaria a servizio dellintero Regno,
provoc insomma enormi squilibri nellassetto urbano consolidato [GAMBONI A., NERI P., 1987;
PEZZA V., 2002]. Insieme allautostrada e alla Circumvesuviana esso ha costituito, anzi, uno dei
motori della elefantiasi urbana che, in et contemporanea, definitivamente ha compromesso questi
luoghi, portando a compimento la perdita di identit e memoria scaturita proprio dalla sua costruzione
[VELLA A., 1996; DI STEFANO R., TRIONE A., 1979]. La documentazione delle trasformazioni
indotte entro il primo quarantennio dellOttocento, oltre alle fonti ricordate, si avvalsa di alcuni
elaborati conservati presso la Biblioteca nazionale partenopea [Figg. 8-9], utili alla registrazione di
elementi puntuali, ai quali pure si legano importanti ricadute dordine urbano. In particolare, il primo
approfondimento riferisce alla conformazione assunta, al 1825, dai giardini inferiori della reggia, nel
tratto antistante il fronte a mare. Vi si registra una sostanziale coincidenza con lassetto settecentesco,
mentre, dopo lUnit, questo sar seriamente compromesso dal tracciamento di un viale alberato
centrale, estraneo alle direttrici inclinate originarie [VISONE M., 2004-05]. La seconda annotazione
riguarda il progetto, ascritto alla prima met del XIX sec., di un muraglione scarpato a protezione del
fronte a mare del Granatello, storicamente, utilizzato anche come sagrato del complesso di S. Pietro
dAlcantara. La pianta registra nel dettaglio limpianto, alla fine del secolo trasformato in piazza,
documentando anche lesatta localizzazione della fonte di acque termo-minerali, ben nota alla
letteratura, ma della cui precisa posizione, gi al 1833, a quanto pare, neanche i Porticesi nulla
sapevano dire [LANGELLA A., 2008]. Su tale base, il grafico dovrebbe quindi datarsi al primo
trentennio del XIX secolo.

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Fig. 8: Pianta di Resina e del sottoposto Ercolano (1825) [BNNa]1.

Fig. 9: Portici. Fabbricati sulla spiaggia del Granatello (primo trentennio XIX) [BNNa]2. Progetto per la costruzione
del muraglione innanzi al complesso di S. Pietro dAlcantara (oggi S. Pasquale).

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Fig. 10: Portici 1890 (PUC, 2011). Costruzioni, pertinenze, infrastrutture e strade realizzate entro fine secolo.

Dopo lUnit e fino al Novecento maturo si collocano le intraprese che pi hanno compromesso gli
assetti urbani consolidati. Nellalveo della cultura che ispir il Risanamento partenopeo, sulle aree
acquisite al demanio dallesproprio ai Borbone, si iscrivono, difatti, interventi di differente negativit.
Innanzitutto, lapertura di piazze e rettifili, che ai trii e ai larghi che la consuetudine locale aveva
tramandato (come negli attuali largo Santa Croce e Trio), sostituiscono invasi geometrici con tracciati
radiali, come piazza San Pasquale al Granatello con il contestuale tracciamento del rettilineo stazioneMiglio doro (corso Umberto I), o come piazza San Ciro, creata appunto per raccordare questultima
strada al Miglio doro. Il nuovo percorso tagli lo spigolo occidentale dei giardini della reggia,
separando cos lex-fabbrica reale da villa dElboeuf e, condannando, di conseguenza, villa e giardino
ad una marginalizzazione progressiva, che compromise gravemente lorganicit dellimpianto
borbonico. Daltronde, linsediamento nellex-reggia della R. Scuola Agraria modific pesantemente
anche altri assetti storicizzati, sia nella area bassa, con la cessione del bosco inferiore - allinterno
del quale si apr appunto corso Umberto I, lasciando a verde la porzione pi occidentale per insediarvi
la villa comunale sia nella area alta, dove la sistemazione di via delle Tramvie che, parzialmente,
riprese il tracciato dellestremo percorso settentrionale del sito reale, sancendo la definitiva
separazione della zona boschiva dal tessuto urbano, avvi la saturazione e la frammentazione dello
spazio residenziale contermine, che finir poi per soffocare la stessa area verde. Identicamente da
quelle intraprese dipese pure lisolamento della porta settecentesca superiore dellex-parco reale con
le relative pertinenze, private dunque dogni identit, e la definizione, per cos dire, in negativo del
recinto murario occidentale, uninteressante cortina in blocchi rustici di pietrarsa a cantieri, realizzata
tra il 1738 e il 1740, disposta lungo lattuale via Salute [DAPRILE M., 1999].
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Considerato un mero baluardo materiale, circa un secolo dopo, infatti, questo muro stava per essere
demolito dallAmministrazione locale, che voleva cos offrire maggiore agio allespansione
contemporanea, dislocata, difatti, in modo uniforme sul versante ovest della strada.
Contemporaneamente alla costruzione della ferrovia vesuviana e della funicolare, il comparto
vesuviano costiero si avvantaggi di una rete tranviaria tra Napoli e Torre del Greco, nata dal
prolungamento della tranvia a cavalli che, nel 1875, si era istituita nel capoluogo. Lungo la strada delle
Calabrie, la linea - elettrificata nel 1903-04 - attravers Portici nel 1876, con alcune deviazioni, come
Bellavista, necessarie per intercettare la stazione inferiore della ferrovia vesuviana. Come
infrastruttura leggera, capace anche di sviluppare connessioni intermodali con la circumvesuviana e
con la rete diretta al Vesuvio, lopera stimol presto lattenzione degli investitori immobiliari, non solo
del settore turistico. La realizzazione dellHotel Bellavista (poi Poli), ad esempio, sul capolinea della
deviazione del tram , al riguardo, un caso eclatante. La contestuale apertura di via A. Diaz,
collegamento tra il Miglio doro e la zona despansione superiore (Bellavista), servita pure dal tram e
dalla vicina stazione circumvesuviana, accompagn e incentiv, quindi, la nuova fase insediativa che
assunse, sullesempio della settecentesca, anche valori di rilievo sul piano ambientale e
paesaggistico, creando un sistema grossomodo lineare, posto lungo quella direttrice, di ville e villini di
gusto eclettico. Anche le aree marginali furono profondamente modificate in questi anni, in particolare
la zona delle Mortelle, dopo lesproprio ai Borbone, destinata a diversi insediamenti industriali che,
ben presto, ne compromisero irreversibilmente anche la qualit ambientale.

Fig. 11: Portici, planimetria 1910. (Portici, Archivio comunale).

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Fig. 12: Portici 1954 (PUC 2011). I capisaldi dellespansione contemporanea; da notare la trasversale di via
Libert e lautostrada Napoli Salerno.
Fig. 13: Portici 1984-87 (PUC 2011). La citt contemporanea e la saturazione degli spazi storici interstiziali.

Figg. 14-15: Portici, lesedra di piazza S. Ciro e il rettifilo di corso Umberto I, aperti negli anni Ottanta
dellOttocento; a fianco, la chiesa di San Ciro con la cortina demolita per lapertura di via Libert.

La linearit obbligata - storicamente incentivata dalla strada delle Calabrie prima, e dalle
linee ferrate costiera e circumvesuviana poi - si sempre correlata alluso e alla
modificazione delle direttrici trasversali rappresentate dalle colate laviche. Qui, nel tempo, si
sono creati giardini e appezzamenti agricoli, come si visto, continuamente trasformati dagli
eventi naturali, oltre che dagli uomini. Dal secondo dopoguerra questa dinamica virtuosa si
interrotta, in primis a causa dellautostrada Napoli-Salerno, che si configurata, in un certo
senso, come il veicolo di unaccessibilit facilitata, a sua volta, propulsione dellaccelerazione
subita dallespansione edilizia, da quegli anni indirizzata, pi o meno consapevolmente, alla
saturazione e alliper-densificazione dello spazio abitato. Certo, su queste dinamiche ha
pesato molto la crescente domanda di alloggi che non riusciva a trovare risposta allinterno
del capoluogo. Tra le ferite, quella provocata dallapertura di via Libert realizza forse il
record delle negativit, di cui il parziale smantellamento del cosiddetto palazzo Capuano e,
particolarmente, delladiacente torre cinquecentesca, anche isolata da quellintervento, e il
mancato collegamento con lesedra di piazza San Ciro rappresentano solo le pi immediate.
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La creazione dello svincolo autostradale, cui via Libert direttamente connetteva, ne


potenzi poi ulteriormente il ruolo di attrattore maggiore dellespansione edilizia post-bellica,
ancora aggravata dalla progressiva riduzione e poi, dal 1963, dalla definitiva cancellazione
della linea tranviaria. La citt-dormitorio, la marginalizzazione del litorale e del mare stesso, il
crescente inquinamento ambientale, lerosione delle coste e la progressiva affermazione del
Vesuvio come periferia dequalificata della dispersione insediativa diventano, da allora, i
caratteri dominanti dello spazio urbano, secondo le dinamiche che, com noto, oggi ancora
subiamo.

Fig. 16: Portici: Cronologia del tessuto urbano (PUC, 2011). Gli intervalli temporali comprendono le espansioni
realizzate fino al 1775 (rosso scuro), al 1840 (rosso), al 1890 (arancio), al 1954 (giallo ocra) e al 1987 (giallo
limone). In verde, i tessuti e i progetti dal 1987 al 2011.

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MARINA DAPRILE

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Note
1
2

542

Biblioteca Nazionale Napoli (BNNa), Sezione manoscritti e rari, B. 29A (70.


BNNa, Sezione manoscritti e rari, B. 26 (63.