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INTRODUZIONE AL DIRITTO

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Nozioni generali e fondamentali. Convivenza, coesistenza, cooperazione.


Cenni sullo Stato
I bisogni individuali
La coesistenza e la convivenza
I conflitti di interessi
I bisogni sociali
La cooperazione
La convivenza organizzata. Gli organi e gli uffici.
I fenomeni associativi e la nascita spontanea del diritto
Le societ sono fenomeni associativi in cui la cooperazione non temporanea ma stabile
La nozione di politica
Lo Stato
Lo Stato di diritto
Lo Stato centrale
Il potere legislativo
Il potere esecutivo
Il Governo e i ministri
Il potere giudiziario (i giudici)
Il Presidente della Repubblica
Le autorit regionali, provinciali e comunali
Le

norme giuridiche. Linterpretazione


Le prescrizioni
I vari tipi di prescrizioni
Le prescrizioni giuridiche
I vari gruppi di prescrizioni giuridiche
Le norme giuridiche
Il meccanismo di funzionamento delle norme giuridiche
I vari tipi di sanzioni negative
Le forme in cui pu essere espressa una prescrizione giuridica
Norme speciali ed eccezionali
Lordinamento giuridico
Diritto e morale. Diritto naturale e diritto positivo.
I significati della parola legge
I significati della parola diritto
Linterpretazione

Le

fonti del diritto. Le branche del diritto


Nozione di fonte del diritto
Atti che creano prescrizioni giuridiche ma non sono fonti
La Costituzione
Le leggi costituzionali
Come si indica una legge costituzionale
Le leggi ordinarie del Parlamento
Come si indica una legge ordinaria del Parlamento
Le leggi regionali e gli statuti regionali
Come si indica una legge regionale
I regolamenti della Unione Europea. Le direttive della Unione Europea.
I decreti legislativi
I decreti-legge
Il referendum abrogativo
Luso del termine decreto per indicare una fonte
Come si indica un decreto-legge

Come si indica un decreto legislativo


I regolamenti: I soggetti che possono emanarli
La potest normativa del Governo
I regolamenti: La procedura di emanazione
I regolamenti: I vari tipi
I regolamenti: Come si indica un regolamento
I regolamenti: Diversi significati della parola regolamento
Le consuetudini
La pubblicazione delle fonti del diritto
I vari tipi di rapporti tra le fonti del diritto
Il rapporto di gerarchia tra le fonti del diritto: Il rapporto tra fonti superiori e inferiori
Il rapporto di gerarchia tra le fonti del diritto: Il rapporto tra le fonti di pari grado e il criterio
dellabrogazione
Fonti primarie e fonti secondarie
La "delegificazione"
Il rapporto di competenza esclusiva tra fonti del diritto
Le riserve di legge
Il rapporto di competenza ricorrente o ripartita tra fonti del diritto
Il rapporto di delega
Lefficacia della legge nel tempo: retroattivit e irretroattivit del diritto
Il controllo sulle fonti
Il problema del fondamento del diritto
Lapplicazione dellordinamento giuridico: gli atti dei privati, della pubblica amministrazione,
dei giudici
Le partizioni del diritto
Norme imperative, dispositive, suppletive
Il diritto internazionale privato.
Il diritto internazionale vero e proprio. Le fonti straniere e quelle europee. Il diritto
internazionale privato
Lordine pubblico
La procedura di stipulazione dei trattati internazionali
Il codice civile italiano

Fatti, atti, negozi giuridici


Fatti, atti, negozi giuridici
Fatti naturali e fatti umani
Gli atti giuridici
La classificazione degli atti giuridici
I negozi giuridici
La classificazione dei negozi giuridici
Le

situazioni giuridiche soggettive in generale. Il rapporto giuridico. I beni


Gli interessi considerati dal diritto
Il meccanismo tipico della norma giuridica (ripasso)
Le situazioni giuridiche soggettive in generale
Le situazioni giuridiche possono essere attive o passive
I vari tipi di situazioni giuridiche attive
I vari tipi di situazioni giuridiche passive
Il rapporto giuridico di diritto privato
Gli elementi costitutivi del rapporto giuridico
I vari significati del termine oggetto nel linguaggio giuridico
Le principali distinzioni nellambito dei diritti soggettivi
I diritti su beni immateriali
I beni
Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni immobili, beni mobili e beni mobili
registrati
Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni fungibili e infungibili
Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni consumabili e inconsumabili
Le principali distinzioni nellambito dei beni: Le pertinenze e i frutti

Vicende del rapporto giuridico. Acquisto e perdita dei diritti.


Terminologia
I soggetti di diritto
La capacit giuridica e la nozione di soggetto
La capacit di agire
Lincapacit legale: Premessa
Lincapacit legale: La minore et
Lincapacit legale: Linterdizione
Lincapacit legale: Linabilitazione e lemancipazione
Lincapacit naturale
I diritti della personalit: Premessa
I diritti della personalit: Il diritto alla vita e allintegrit fisica
I diritti della personalit: Il diritto allonore e alla reputazione
I limiti alla libert di manifestazione del pensiero
I diritti della personalit: Il diritto alla riservatezza
I diritti della personalit: Il diritto al nome e allimmagine
I diritti della personalit: Il diritto allidentit personale
I diritti della personalit: Il diritto allidentit sessuale
Domicilio, residenza, dimora
Scomparsa, assenza, morte presunta
Le organizzazioni collettive e la nozione di persona giuridica
Lautonomia patrimoniale
Le persone giuridiche e i loro organi
La classificazione delle organizzazioni collettive private
Istituzioni e fondazioni
Le associazioni
Le associazioni non riconosciute
Le fondazioni
I comitati
Gli

enti pubblici e I loro organi


Ente vuol dire Persona giuridica
Cosa si intende per "ente pubblico"?
Cosa vuol dire che un ente pubblico ha (normalmente) una "doppia capacit", di diritto
privato e di diritto pubblico?
Quali sono le principali categorie di enti pubblici?
I tipi di persone giuridiche pubbliche: Gli enti pubblici economici
Gli organi o uffici
La differenza tra organo e rappresentante
Sono considerati organi anche alcuni uffici che svolgono esclusivamente attivit interna
I vari tipi di organi
I gruppi di organi dello Stato. I poteri
Unit operative e organizzazioni che svolgono esclusivamente attivit materiali
Il rapporto tra gli agenti e l'organo
Il rapporto tra gli atti del funzionario e la persona giuridica
I rapporti interorganici
Un organo non ha personalit giuridica

I bisogni individuali
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Tutti gli individui provano dei bisogni. Un bisogno una situazione di


insoddisfazione e di disagio da cui l'individuo si libera tenendo determinati
comportamenti legati alla propria sopravvivenza.
Possiamo anche definirlo come la percezione o sensazione di mancanza di
qualcosa che ci utile o necessario.
Un individuo isolato da tutti gli altri pu avere solo i bisogni detti individuali. I
bisogni

individuali

si

distinguono

in

bisogni

speciali,

che

non

sono

necessariamente sentiti da tutti gli individui, (esempio: bisogno di tatuarsi, di


dipingere) e bisogni comuni, che sono i bisogni fondamentali della natura umana,
sentiti necessariamente o quasi sempre da tutti gli individui (fame, sete,bisogno di
vestirsi).

La coesistenza e la convivenza
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Nel caso di due o pi individui che vivano nello stesso tempo, anche se magari
ciascuno in luoghi diversi si parla di "coesistenza". Nel caso di due o pi individui
che vivano nello stesso tempo e nello stesso luogo, in modo che le attivit, i bisogni
e gli interessi dell'uno possono interferire con le attivit, i bisogni e gli interessi
dell'altro si parla di "convivenza".

I conflitti di interessi
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Con la convivenza nascono quelli che vengono chiamati "conflitti di interessi".


Un interesse ci che una persona vuole ottenere, un vantaggio che essa si
prefigge come scopo. Si ha conflitto di interessi quando due o pi persone
vogliono ottenere la stessa cosa e il vantaggio di uno non compatibile con il
vantaggio dell'altro. Ad es. si ha conflitto di interessi tra persone che desiderano

coltivare lo stesso terreno; non si ha conflitto di interessi tra persone che vogliono
godere del medesimo paesaggio o percorrere la stessa strada (se questa
sufficientemente larga).
I conflitti di interessi possono essere risolti pacificamente (tramite regole o
accordi) o con la forza; possono essere risolti con il sacrificio totale di un interesse
a favore dell'altro (si parla di "subordinazione di un interesse all'altro": il
genitore si priva del cibo per darlo al figlio) o con parziale sacrificio di entrambi
(il genitore divide il cibo con il figlio).

I bisogni sociali
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Con la convivenza e la cooperazione nascono i "bisogni sociali", che riguardano


tutte le esigenze che nascono dalla presenza dell'altro: bisogno di protezione della
propria persona e dei propri beni dall'aggressione altrui; bisogno di Tribunali;
bisogno di polizia; bisogno di un soggetto che crei regole di condotta e le faccia
rispettare; bisogno di una organizzazione che svolga compiti comuni (es.
costruzione delle strade, istruzione, difesa) ecc.

La cooperazione
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Nel caso che due o pi individui non si limitino a convivere, ma ciascuno utilizza
lattivit degli altri affinch linterferenza non solo non sia dannosa, ma riesca
vantaggiosa, si ha la cooperazione. Sono esempi di cooperazione lo scambio, le
attivit svolte in comune per gli interessi di tutti (difesa, ordine pubblico, sanit
ecc.)

La convivenza organizzata. Gli organi e gli uffici.


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Quando gli individui attribuiscono ad alcuni di loro dei compiti da svolgere per la
soddisfazione di bisogni comuni o collettivi si dice che organizzano la
convivenza, o che la convivenza organizzata.
Quando queste attivit diventano stabili nel tempo si parla di uffici e talvolta di
organi.
Un ufficio o organo un insieme di persone e di compiti fissi. Un altro modo di
definirlo unit operativa che svolge dei compiti fissi e predeterminati. Gli
"organi" o "uffici" possono essere visti come "ruoli" simili a quelli degli attori,
che assegnano a determinate persone dei compiti fissi da svolgere a vantaggio di
tutti.
Cos, l'Ufficiale giudiziario l'organo che nel comune ha il compito di vigilare
sulla salute dei residenti; l'Ufficiale dell'anagrafe l'organo che ha il compito di
mantenere aggiornate le liste dei cittadini residenti, di annotare nascite, morti,
matrimoni e rilasciare i relativi certificati; il parlamento l'organo che fa le leggi;
il Tribunale l'organo che giudica certi tipi di reati ecc.
Gli organi non sono posseduti solo dallo Stato. Qualsiasi gruppo organizzato di
persone (una associazione calcistica, una societ per azioni, un sindacato, un
condominio ecc.) ha degli organi che svolgono le principali funzioni: prendere le
decisioni (assemblea), eseguirle e tenere i rapporti d'affari (amministratore) ecc.
Persino in una classe scolastica si possono creare degli organi: il capoclasse, il
tesoriere, i gruppi che debbono svolgere delle ricerche ecc.
I ruoli pi importanti e pi frequenti sono quelli del legislatore (= colui che
stabilisce le regole) e quello del giudice (= colui che risolve le liti), ma vi possono
essere innumerevoli altri organi, con ruoli molto varii: capoclasse, tesoriere,
amministratore, tutore, rappresentante sindacale ecc.
Linsieme degli uffici e organi creati per rendere possibile la convivenza e la
cooperazione prendono il nome di istituzioni
Questa parola ricorre di frequente nel linguaggio dei mass-media per indicare gli
organi e gli uffici pi importanti (Presidente della Repubblica, Parlamento,
Tribunali, Pubblica Amministrazione): "Le brigate rosse attentano alle
istituzioni"; "bisogna salvare le istituzioni dalla corruzione"; "Bisogna avere
fiducia nelle istituzioni"; "Le istituzioni democratiche sono nate dalla lotta contro
il fascismo" ecc.

I fenomeni associativi e la nascita spontanea del diritto


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Quando pi individui convivono e cooperano secondo determinate regole di


condotta si parla di "fenomeno associativo".
La vita ci offre l'esempio di innumerevoli fenomeni associativi: la coda presso uno
sportello bancario; un corteo di manifestanti; la folla che allo stadio; la
famiglia; una societ per azioni; lo stesso Stato.
Nel momento in cui pi individui si trovano insieme per un certo tempo, quasi
istintivamente gli uomini creano delle regole comuni di comportamento. Basta
osservare le regole che immediatamente vengono osservate durante la coda ad
uno sportello bancario, o quelle che si creano all'interno di un gruppo di ragazzi,
ecc.
I romani dicevano: "Ubi societas ibi ius, ubi ius ibi societas": "dove c' un
fenomeno associativo c' anche diritto ( = insieme di norme); dove c' diritto c'
anche un fenomeno associativo"

Le societ sono fenomeni associativi in cui la cooperazione non temporanea ma


stabile
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Mentre la coda presso uno sportello bancario, il corteo di manifestanti, la folla


allo stadio sono forme di convivenza e cooperazione temporanea, una famiglia,
una societ per azioni, lo Stato si riferiscono a forme di cooperazione stabile. Si
parla allora non pi solo di "fenomeni associativi", ma di "societ", per indicare
tali forme di cooperazione stabili, che presentano cio relazioni permanenti tra i
membri.

La nozione di politica
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L'aggettivo "politico" si riferisce a qualsiasi attivit, ideologia, disciplina di


studio, che riguardi la "polis", la societ formata dai cittadini, la sua
conservazione, il suo benessere: in altre parole gli interessi generali della
collettivit.
Tra i vari tipi di societ, le pi importanti sono gli enti politici, detti anche
"societ politiche", "organizzazioni politiche", "forme politiche", "societ a fini
generali", "ordinamenti politici".
Stato, Regione, Provincia e Comune sono enti politici.
Gli enti politici sono detti "a fini generali e indeterminati" perch, accanto agli
scopi fondamentali ed irrinunciabili, come la difesa, la giustizia e l'ordine
pubblico, molti altri obiettivi possono essere liberamente assunti da un ente
politico: assistenza sanitaria, istruzione, servizi sociali minimi (trasporti pubblici,
asili nido, mense...), sviluppo della cultura ecc.
Si parla poi ancora di "ideologia politica", "attivit politica", "lotta politica",
"potere politico", ecc. Per "ideologia politica" si intende l'insieme di idee su come
dovrebbe essere l'organizzazione politica della collettivit e su quali valori
(libert, eguaglianza, benessere materiale, ordine, progresso, famiglia, Stato),
debbano venire prima di altri.
Per "potere politico", in contrapposizione al potere economico e al potere
ideologico e al potere religioso, si intende il potere di influenzare le scelte politiche
della collettivit (ad esempio i sindacati posseggono potere politico nella misura in
cui possono influenzare le scelte del governo o dei partiti).
Il potere politico consiste nel definire i fini della "polis", nello scegliere perci fra
gli interessi in gioco quelli prioritari e nello scegliere i modi per farli meglio
valere.
Per "sistema politico" si intendono tutti i soggetti che organizzano interessi
sociali, che effettuano per ci stesso mediazioni e compensazioni tra gli interessi
organizzati, che li fanno valere in tutte le sedi, comprese quelle pubbliche dalle
quali possono ottenere appagamento e i rapporti che tra questi soggetti si
instaurano. I partiti, i sindacati, i gruppi di pressione, organi estranei al potere
legislativo come il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale, fanno
parte del sistema politico.

Per "potere economico" si intende invece il potere che proviene dal possesso della
ricchezza o che consiste nel controllo delle attivit economiche.
Per "potere ideologico" si intende il potere di influenzare tramite idee presentate
in maniera particolarmente convincente, diffuse dai mass-media o in altre forme
attraverso altri strumenti particolarmente efficaci.
Col termine "potere politico" si indica anche, in un senso del tutto differente,
l'autorit che esercita i poteri sovrani sui cittadini.
Per "lotta politica" si intende la competizione per la conquista del potere politico.

Lo Stato
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La parola "Stato" ha quattro significati:

Stato-apparato
E linsieme delle strutture politiche che esercitano poteri sovrani. In altre
parole, linsieme degli enti pubblici che esercitano poteri di imperio (pu
essere visto anche come il complesso degli organi di questi enti). Normalmente
si ritiene che lo Stato apparato sia costituito dagli enti pubblici territoriali
(Stato, Regioni, Province, Comuni), perch gli altri enti esercitano solo
marginalmente significativi poteri di imperio

Stato-comunit
E linsieme di popolo, territorio e autorit (stato-apparato): una popolazione
stanziata su un territorio e organizzata politicamente.

Stato-ordinamento
E linsieme delle organizzazioni pubbliche, centrali e decentrate: in sostanza
linsieme degli enti pubblici

Stato centrale (Stato-persona)


E lorganizzazione pubblica centrale, escluse quelle decentrate
Lo Stato-persona composto di tre grandi "poteri": il potere legislativo, il
potere esecutivo e il potere giudiziario.

Lo Stato-persona un apparato, cio

un complesso ordinato e stabile di

uomini dotato di mezzi materiali adeguati per esercitare una serie di compiti e
perseguire una serie di obiettivi previamente delimitati.
Nelle seguenti frasi la parola Stato assume ora l'uno ora l'altro di questi
significati:
"Lo Stato, in caso di mancato pagamento delle tasse, espropria il debitore dei
beni e li vende per ottenere quanto gli dovuto" (Stato-apparato)
"Lo Stato italiano si form nell'ottocento" (Stato-comunit);
"Lo Stato italiano fa parte della Comunit Europea" (Stato-comunit);
"I soldati difendono lo Stato" (Stato-comunit);
"Il parlamento un organo dello Stato" (Stato-apparato);
"I funzionari dello Stato sono assunti per concorso" (Stato-apparato).

Lo Stato di diritto
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L'attivit di tutti gli organi dello Stato-apparato regolata da norme giuridiche


primarie o super-primarie, per evitare soprusi ed ingiustizie. Uno Stato in cui
tutte le attivit sono regolate dal diritto si dice "Stato di diritto". Abbiamo visto
che il funzionamento e i poteri degli organi del governo e del potere esecutivo
sono regolati da leggi emanate dal Parlamento. L'elezione, il funzionamento e i
poteri del Parlamento sono a loro volta regolati dalla Costituzione.

Lo Stato centrale
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Lo Stato-centrale o Stato-persona, una persona giuridica.


Le sue caratteristiche principali sono quindi:
Sovranit
Regolamentazione secondo diritto
Personalit giuridica

Esso composto di tre grandi "poteri": il potere legislativo, il potere esecutivo e il


potere giudiziario, a loro volta composti da numerosi organi.

Il potere legislativo
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Il potere legislativo formato dagli organi che hanno il potere di creare norme
giuridiche. In passato gli organi erano due: il re e il parlamento. Nel nostro Stato
vi solo un organo che pu creare le leggi: il Parlamento, composto a sua volta da
due organi, la camera e il senato, che a loro volta sono composti da deputati,
senatori, presidenti della Camera e del Senato, capigruppo ecc.
Il Parlamento l'organo pi importante per la vita dello Stato. E' formato dalla
Camera e dal Senato. Ciascuno dei 630 deputati della camera e dei 315 senatori
viene eletto dai cittadini ogni cinque anni, a suffragio universale (cio sono
ammessi al voto tutti i maggiorenni, che siano uomini o donne, sprovvisti o
provvisti di titoli di studio ecc.).
Camera e Senato, di comune accordo, votando ciascuna a maggioranza, votano le
leggi che poi sono promulgate dal Presidente della Repubblica.

Il potere esecutivo
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Gli organi del potere esecutivo sono numerosissimi. Al vertice del potere esecutivo
c' il Governo. Ciascuno dei ministri del governo a capo di un ministero che a
sua volta costituito da numerosi organi centrali (direzioni generali,
provveditorati generali ecc.) e periferici (intendenze, uffici locali ecc.) Il potere
esecutivo, detto anche "Pubblica Amministrazione" (abbreviato "P.A.") si occupa
dell'esecuzione delle leggi create dal parlamento: attraverso le forze di polizia si
occupa di controllare l'osservanza delle leggi da parte dei cittadini, di ricercare i
colpevoli di inosservanza, di portarli dai giudici e di eseguire le sentenze dei
giudici. Attraverso altri ministeri si occupa di controllare il commercio, la
circolazione delle merci e in genere le attivit della vita di ogni giorno (controlli

bancari, delle dogane ecc.). Attraverso altri ministeri ancora si occupa di


provvedere ai bisogni di istruzione, cure mediche, assistenza in caso di vecchiaia,
invalidit ecc. dei cittadini, cio fornisce loro dei "servizi pubblici", gratuiti o
semigratuiti. Anche in questo modo il potere esecutivo "esegue" i compiti che gli
sono stati affidati dal Parlamento con le leggi (legge sul servizio sanitario
nazionale, legge sulla istruzione obbligatoria ecc.). E' infatti il Parlamento che
stabilisce il numero, i compiti, i poteri degli organi del potere esecutivo (e anche
del potere giudiziario).
Al di sotto dei Ministri e dei Ministeri, detti "organi centrali" (perch risiedono al
"centro", nella Capitale), si hanno gli "organi periferici" che da essi dipendono
(perch risiedono alla periferia, nei singoli comuni, nelle singole province o
regioni): Intendenze di finanza, Uffici provinciali delle imposte, Provveditorato
provinciale agli studi ecc.)
Presidente del Consiglio, Ministri, ministeri e organi periferici formano nel loro
insieme il "Potere esecutivo" o "Pubblica Amministrazione".
Tutti gli organi della Pubblica Amministrazione sono legati tra loro da un
rapporto detto di gerarchia, che li pone su una linea verticale lungo la quale si
hanno organi inferiori e superiori: il Ministro l'organo superiore del
sovrintendente regionale, che a sua volta l'organo superiore del provveditore e
cos via.
Ciascun organo superiore ha il potere di dare istruzioni all'organo inferiore, di
controllarlo, di annullarne gli atti, di sostituirsi ad esso nello svolgimento di una
attivit. Questo rapporto di potere tra superiore e inferiore si chiama appunto
"rapporto gerarchico".
Invece, tra gli organi del potere legislativo e tra quelli del potere giudiziario non
c' un rapporto tra superiore e inferiore, ma un rapporto da pari a pari (le due
camere del Parlamento hanno eguali poteri; ogni giudice giudica in piena
indipendenza da altri giudici ecc.).

Il Governo e i ministri
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Il Governo formato da Ministri scelti dal Presidente del Consiglio, che riceve
l'incarico dal Presidente della Repubblica. Una volta formato il Governo, questo
deve avere l'approvazione (che si chiama "voto di fiducia") del parlamento.
In qualsiasi momento, anche dopo il voto di fiducia, il Parlamento pu cambiare
idea e "votare la sfiducia" al governo, che cos costretto a dimettersi. In tal caso,
il Presidente della Repubblica d l'incarico di formare un nuovo governo ad un
altro Presidente del Consiglio. Se nessuno degli incaricati riesce a formare un
governo che incontri la fiducia del Parlamento, al Presidente della Repubblica
non resta che sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni.
Il Presidente del Consiglio pu scegliere i ministri tra i parlamentari, ma anche
tra i comuni cittadini. Ogni ministro a capo di un ministero, cio di un insieme
di organi del potere esecutivo che si occupa di curare determinati interessi della
collettivit. Abbiamo cos i ministeri che si occupano di mantenere l'ordine e di
garantire la difesa e i rapporti con gli altri stati (Ministero dell'interno, Ministero
della difesa, Ministero degli Esteri, il Ministero di Grazia e Giustizia). Abbiamo i
Ministeri che si occupano della gestione della ricchezza dello Stato e del suo
patrimonio (ministero delle finanze, Ministero del Tesoro, Ministero del bilancio e
della programmazione economica). Molto importanti sono il Ministero delle
Finanze, che si occupa di riscuotere i tributi, e il ministero del Tesoro, che si
occupa di gestire le somme cos incassate di effettuare i pagamenti per conto dello
Stato e di trovare il denaro che eventualmente manchi allo Stato attraverso
l'emissione di BOT (buoni ordinari del tesoro) e di altri titoli del debito pubblico).
Abbiamo i ministeri che si occupano dello sviluppo economico e produttivo
(Ministero dell'industria, Ministero del commercio con l'estero). Abbiamo i
ministeri che si occupano del territorio e dell'ambiente (Ministero dei lavori
pubblici, Ministero dei beni culturali e ambientali, Ministero dell'ambiente).
Abbiamo i ministeri che forniscono i servizi pubblici (Ministero delle Poste,
Ministero della pubblica istruzione, Ministero dei trasporti, Ministero del lavoro,
Ministero della sanit).

Il potere giudiziario (i giudici)


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Il potere giudiziario composto da numerosi organi: Pretori, Tribunali ordinari,


Tribunali militari, Tribunali amministrativi, Tribunale delle acque pubbliche,
Corti d'appello, Corti d'assise, Corti d'assise d'appello, Corte di Cassazione,
Consiglio di Stato, Corte dei Conti ecc. Tutti questi organi sono incaricati di
emettere sentenze che applicano le norme generali ai casi concreti.
I giudici non sono sottoposti ai ministri, vengono scelti per concorso pubblico e la
loro assunzione, la loro retribuzione, la loro carriera gestita da organi
indipendenti dal potere politico, il pi importante dei quali il Consiglio
Superiore della Magistratura, i cui membri vengono eletti in parte dal
Parlamento, in parte dagli stessi giudici. Il Consiglio superiore della Magistratura
presieduto dal Presidente della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica


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Il Presidente della Repubblica non appartiene a nessuno dei tre poteri, ma ha una
funzione di rappresentanza del Paese e di controllo e di garanzia: che tutte le
attivit degli organi pubblici rispettino la Costituzione e non mettano in pericolo
la democrazia. Convoca, presiede o nomina una parte dei membri di molti
importanti organi costituzionali. Inoltre rappresenta l'Italia ufficialmente
mediante viaggi all'estero, ricevimento dei rappresentanti diplomatici ecc.

Le autorit regionali, provinciali e comunali


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Accanto allo Stato-apparato vi sono altre autorit che governano la vita dei
cittadini: le regioni, le province e i comuni
Anche la parola "Regione" (o "Provincia" o "Comune") ha i due tipi di
significato che si sono visti per lo stato:
Nel primo significato "Regione" significa "Comunit di persone residente in un
determinato territorio, retto da un insieme di norme giuridiche proprie oltre che

da quelle statali, e sottoposto, oltre che all'autorit dello Stato, ad una propria
autorit, eletta dalla Comunit"
Nel secondo significato "Regione" significa "Autorit che, insieme allo stato, si
spartisce la sovranit sulla comunit regionale, e a cui i cittadini residenti nella
regione debbono ubbidire"
Lo stesso duplice significato hanno le parole "Provincia" e "Comune": cos la
parola "Provincia" pu indicare una popolazione su un territorio (come nella
frase "La Provincia di Torino molto popolosa") o un apparato, cio un insieme
di uffici (come nella frase "La Provincia ha emanato delle disposizioni severe
contro i danni ambientali")
Tutti e tre gli apparati che funzionano da autorit nella Regione, nella Provincia o
nel Comune, hanno una notevole somiglianza con lo Stato: sono composti da
organi eletti dai cittadini (Consiglio regionali, provinciali e comunali) che hanno
potere di emanare norme giuridiche. Hanno organi, simili al Governo statale, che
si occupano di eseguire le leggi e i regolamenti (giunta regionale, giunta
provinciale e giunta comunale), ma non organi giudicanti. Possono avere dei corpi
di polizia locale (vigili urbani, guardie forestali ecc.).
Le regioni possono creare leggi di valore pari a quelle del parlamento, cio norme
primarie (ma solo in materie di interesse regionale: turismo, navigazione locale,
caccia e pesca ecc.).
Regioni, Province e Comuni possono creare anche norme secondarie simili a
quelle create dal Governo o dai Ministri. Si possono avere Regolamenti regionali,
provinciali e comunali in materie di interesse locale. Regioni, Province, Comuni
hanno quindi, esattamente come lo Stato, degli organi che producono norme
giuridiche.
Regioni, Province e Comuni sono regolati dalla Costituzione e da leggi apposite
del Parlamento, ma possono completare la propria organizzazione creando essi
stessi una parte delle proprie norme di funzionamento tramite gli "Statuti".

Le prescrizioni
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E' evidente che le "regole" sono importanti per la convivenza e la cooperazione.


Una regola non altro che il modello, la descrizione di un comportamento che un
individuo deve o pu tenere. Per indicare le regole di comportamento si usa anche
la parola "prescrizioni". A voler essere precisi, non si devono confondere le
"regole" o "prescrizioni"con i "comandi". Le prescrizioni possono essere
espresse in forma di comandi ("fai questo", "devi fare questo"), ma anche di
divieti ("non fare questo", " vietato fare questo"), di permessi ("puoi fare
questo", " permesso fare questo", "hai diritto di fare questo") o di regole
organizzative ("La Corte Costituzionale composta di quindici giudici").
Si parla di prescrizioni per indicare regole di condotta, giuridiche o non
giuridiche. Vi sono molti tipi di "prescrizioni": prescrizioni tecniche (che non
sono obbligatorie, ma vengono seguite perch assicurano un certo risultato, ad es.
le regole della medicina), prescrizioni morali (che ci provengono da Dio o dalla
nostra coscienza), prescrizioni del costume o del galateo, prescrizioni giuridiche

I vari tipi di prescrizioni


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Vi sono molti tipi di "prescrizioni". Tutta la nostra vita si svolge seguendo delle
"prescrizioni", cio delle ben precise regole. Nel momento in cui ci vestiamo
seguiamo la regola di mettere prima la biancheria intima poi i vestiti pi esterni;
nel momento in cui prepariamo il pasto seguiamo precise regole di cucina; nel
momento in cui saliamo sull'autobus che ci porta a scuola seguiamo precise regole
(cenno al conducente, salita e presentazione della tessera o del biglietto ecc.); nel
momento in cui parliamo con gli amici seguiamo le innumerevoli regole della
grammatica e della sintassi; in classe seguiamo altre precise regole per parlare
con l'insegnante, con i compagni, per andare in bagno, per chiedere in prestito
una penna, ecc.
Esistono dunque vari tipi di prescrizioni:

Prescrizioni del costume


Altre prescrizioni provengono dall'ambiente in cui viviamo: sono le
prescrizioni del costume o del galateo ("lascia il posto sui mezzi pubblici alle

persone anziane"; "saluta tu per primo la persona pi anziana"; "mantieni


fede alle promesse"; "non bestemmiare"; "non dir male del prossimo in sua
assenza... e possibilmente neanche in sua presenza", "Non ubriacarti
pubblicamente", "non gridare quando sei con altre persone", "non fare
rumori che disturbino il vicino" ecc.).

Prescrizioni morali
Altre prescrizioni sono definite "morali" perch ci provengono da Dio o dalla
nostra coscienza, e noi le osserviamo solo se siamo intimamente convinti della
loro bont, a differenza ad esempio delle leggi dello Stato, che ci provengono
dall'esterno. Cos la prescrizione "ama il tuo prossimo", "non desiderare la
donna d'altri" ecc. sono prescrizioni morali.

Prescrizioni tecniche
Molte prescrizioni sono definite "tecniche", perch non sono obbligatorie, ma
vengono seguite perch assicurano un certo risultato. Cos, le prescrizioni del
medico, le regole per la medicazione delle ferite, le regole per cucinare i cibi
vanno seguite se si vuole ottenere la guarigione, la preparazione del cibo, ecc.
ma non sono obbligatorie.

Prescrizioni giuridiche

Le prescrizioni giuridiche
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Le prescrizioni giuridiche hanno in comune il fatto che provengono dalla autorit


che nel gruppo detiene la sovranit (cio non riconosce altri sopra di s e detiene
il supremo potere di comando su tutti gli altri soggetti) e che minaccia delle
sanzioni a chi non le osserva. Questa autorit pu essere lo stesso popolo (si pensi
alle consuetudini dei pastori, degli ateniesi dell'antichit ecc.) o un soggetto che
sia investito di un apposito potere. Le prescrizioni, insomma, provengono sempre
dallo Stato o da una autorit dello Stato. Le prescrizioni giuridiche hanno in
comune lo scopo di influenzare i comportamenti dei cittadini al fine di coordinarli
evitando conflitti violenti di interessi

Le prescrizioni giuridiche hanno certe qualit o caratteri o caratteristiche che


mancano alle prescrizioni non giuridiche (morali, sociali, tecniche).
Questi caratteri sono:

IMPERATIVITA': La forma della prescrizione giuridica, a differenza da


quella della prescrizione tecnica, quella del comando senza condizioni: "devi
fare questo" anzich: "devi fare questo se vuoi guarire, cucinare,fabbricare...
ecc."

INTERSOGGETTIVITA': Le prescrizioni giuridiche sono destinate a risolvere


conflitti tra due o pi persone che convivono. Se vi una sola persona o non vi
convivenza le prescrizioni giuridiche, a differenza di quelle morali e di quelle
tecniche, sono inutili e senza senso. Ad esempio Adamo prima della creazione
di Eva non aveva bisogno di prescrizioni giuridiche sulla propriet (non
c'erano altri a spartirsi la terra) n sul matrimonio (non era ancora stata
creata la donna), ma aveva bisogno di prescrizioni su come curarsi, e aveva
ricevuto da Dio delle prescrizioni morali ("non toccare l'albero della
conoscenza"; "non avrai altro dio al di fuori di me" ecc.).

COATTIVITA': Le prescrizioni giuridiche sono le uniche la cui esecuzione sia


garantita da una sanzione (= punizione, conseguenza sfavorevole) stabilita da
altre regole. Cos, la prescrizione di pagare il proprio debito garantita dalla
minaccia della sanzione consistente nel privare il debitore dei suoi beni; la
prescrizione di non rubare garantita dalla sanzione della prigione ecc.

Tra le sanzioni, le pi importanti sono quelle che consistono nell'uso della forza
(incarcerazione, espropriazione e vendita dei beni, distruzione della casa abusiva
ecc.). E' la minaccia dell'uso della forza che spesso convince le persone ad
obbedire. Non bisogna per credere che le prescrizioni giuridiche, per funzionare,
abbiano bisogno dell'uso continuo della forza: le condanne penali, le
espropriazioni ecc. sono solo le misure estreme, a cui si ricorre (fortunatamente di
rado) quando tutti gli altri mezzi di persuasione (minaccia dell'uso della forza;
disapprovazione sociale; regole morali;persuasione mediante ragionamento) sono
fallite.

I vari gruppi di prescrizioni giuridiche

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Vi sono vari tipi di prescrizioni giuridiche:

Prescrizioni del potere legislativo (leggi)


Abbiamo in primo luogo le prescrizioni del potere legislativo: Costituzione,
leggi del Parlamento, leggi delle Regioni, Regolamenti del governo o dei
Ministri, Regolamenti Regionali, provinciali, comunali.

Prescrizioni del potere esecutivo (provvedimenti)


Gli ordini (dei poliziotti, dell'ufficiale sanitario)
I permessi (del prefetto che concede il porto d'armi, del sindaco che concede
le licenze edilizie commerciali)
Le punizioni o "sanzioni" (ad es. del vigile urbano)
Le ammissioni (ammissione ad un concorso, ammissione al prestito per la
prima casa, ammissione tra coloro che hanno diritto di case popolari)
Gli esoneri (dalle tasse scolastiche, dal servizio militare)
gli espropri
Gli incentivi (premi alle imprese che si trasferiscono nel Mezzogiorno)...

Prescrizioni del potere giudiziario (sentenze)


Sentenze dei giudici
Decreti dei giudici
Ordinanze dei giudici

Prescrizioni che i privati danno a se stessi (regole dellautonomia privata)


Promesse giuridicamente valide (ad es. quella di donare una cosa)
Regole dei contratti che ci impegniamo a rispettare

Prescrizioni che si formano spontaneamente (consuetudini)


Abbiamo poi le prescrizioni che ci vengono dalle consuetudini che sono
considerate obbligatorie: consuetudini commerciali, consuetudini nei rapporti
tra proprietari della terra e contadini ecc. Nell'antica Roma quasi tutte le
prescrizioni giuridiche si erano formate per consuetudine, e la vita veniva
regolata quasi completamente dalla consuetudine. Oggi la situazione si
capovolta: quasi tutti i rapporti sono regolati da una legge dell'autorit e le
consuetudini sono ammesse solo quando non contraddicono la legge

(consuetudini "secundum legem") o quando regolino un rapporto non regolato


dalla legge (consuetudini "praeter legem").
Alle prescrizioni che provengono dal potere esecutivo si d il nome di
provvedimenti. Alle prescrizioni che provengono dal potere giudiziario si d il
nome di sentenze. Alle prescrizioni che i privati si danno da s si d il nome di
regole dellautonomia privata. Alle prescrizioni giuridiche che provengono dal
potere legislativo si d il nome di norme giuridiche.
Si parla di "violazione", "inosservanza", "trasgressione" di una prescrizione
giuridica o di una norma giuridica ogni volta una persona non tiene il
comportamento che la norma gli dice di tenere.

Le norme giuridiche
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Le norme giuridiche sono le prescrizioni giuridiche pi importanti, sulle quali


tutte le altre in un certo senso si basano. L'insieme delle prescrizioni del potere
legislativo, cio

le norme giuridiche, formano quell'insieme di regole che si

chiama ordinamento giuridico, o "legge" o "diritto".


Le norme giuridiche hanno il carattere della generalit, dellastrattezza e della
novit. Noi tutti siamo in grado di immaginare cosa ordiner un vigile in una
certa situazione, cosa stabilir il giudice in una certa lite, come risponder un
funzionario alla richiesta di un certificato. Infatti, tutte queste persone non
creano regole nuove, ma si limitano a rifarsi, ad adattare al caso particolare delle
regole generali che gi esistono. La prescrizione giuridica di un vigile, di un
prefetto, di un giudice, non aggiunge perci nuove regole a quelle esistenti. Invece
la prescrizione giuridica del potere esecutivo (= la norma giuridica) costituisce
una regola nuova, che si va ad aggiungere alle altre esistenti o che va a
modificarle. E' questo che noi chiamiamo "novit" della norma giuridica. Ogni
norma giuridica un comando nuovo: o perch regola materie che prima non
erano regolate; o perch cambia regole precedenti.
Allinterno dellordinamento giuridico si distinguono norme super-primarie (sono
le norme di rango costituzionale), norme primarie (la legge e gli atti aventi forza

di legge) e norme secondarie o sub-primarie (regolamenti ed atti equiparati). La


importante differenza tra norme primarie e secondarie risiede nel fatto che il
giudice ordinario deve applicare le norme primarie senza poterle contestare,
mentre pu disapplicare o addirittura annullare (giudice amministrativo) le
norme secondarie.
Le norme giuridiche, cio le prescrizioni giuridiche create dal potere legislativo,
hanno delle caratteristiche molto precise. Alcune di queste caratteristiche
permettono di distinguerle con sicurezza dalle altre prescrizioni giuridiche:

INTERCONNESSIONE: le norme giuridiche sono collegate l'una all'altra in


almeno tre modi:
vi sono norme che si applicano in caso di violazione di altre norme e che
formano catene anche molto lunghe. Ad esempio, la violazione della norma
che obbliga il debitore al pagamento del debito fa intervenire la norma che
obbliga il debitore in ritardo col pagamento a pagare i danni; la violazione
della norma di pagare i danni e il debito fa intervenire la norma che prevede
la espropriazione e la vendita dei beni; la violazione della norma che prevede
la espropriazione e la vendita (il soggetto si oppone all'ingresso in casa
dell'ufficiale giudiziario) fa intervenire la norma che prevede la prigione per
resistenza a pubblico ufficiale; la evasione dalla prigione fa intervenire la
norma sul reato di evasione ecc.
la validit di una norma dipende sempre da un'altra norma. Ad esempio la
validit della norma che ci vieta di usare il clacson in citt deriva dalla
validit della norma del parlamento che ha autorizzato il governo ad
emanare il codice della strada; la validit della norma del parlamento che ha
autorizzato il governo ad emanare il codice della strada deriva dalla validit
della norma della Costituzione che autorizza il Parlamento a fare leggi su
qualsiasi materia ecc.
non possibile in pratica interpretare una norma senza l'aiuto di numerose
altre. Ad esempio la norma che dice "ai figli legittimi spetta un terzo
dell'eredit" richiede la conoscenza della norma che dice "sono figli legittimi
quelli nati dopo 180 giorni dalla celebrazione del matrimonio ed entro 300
giorni dal suo annullamento"; per capire quest'ultima, occorre conoscere gli
articoli che parlano della celebrazione del matrimonio... e cos via.

CERTEZZA O IDENTITA' O INDEFORMABILITA': Mentre chiunque pu


interpretare liberamente le prescrizioni tecniche e quelle morali, le norme
giuridiche possono essere validamente interpretate solo dal giudice, il quale
deve seguire delle precise regole descritte nel codice civile. Se le norme
giuridiche potessero essere interpretate da ciascuno come gli fa pi comodo, o
da ciascun giudice come meglio crede, non ci sarebbero pi regole certe, e non
potrebbe nascere una coesistenza pacifica, perch si moltiplicherebbero ben
presto le liti e l'uso della forza. Per poter funzionare tra due contendenti, una
regola deve poter essere interpretata sempre allo stesso modo. Se una regola
fosse interpretata da soggetti diversi o da giudici diversi in modo diverso, non
solo non si avrebbe certezza del diritto, ma neanche giustizia: una persona
sarebbe trattata in modo diverso da un'altra, pur trovandosi nella stessa
situazione.
Un concetto collegato a quello della certezza del diritto quello della certezza
della sanzione, o almeno della ragionevole probabilit che una sanzione sia
applicata. Se il rischio di essere scoperti basso, le violazioni saranno
frequenti. A meno che i cittadini non osservino la norma spontaneamente, per
convinzione, tradizione o altro.

GENERALITA: generali sono quelle che non si rivolgono a questo o


quell'individuo particolare, ma che si rivolgono a tutti gli individui che si
trovano nella stessa situazione. Cos, il codice civile non dice: "Caio deve
rispettare il contratto di vendita" o "tizio deve rispettare il contratto di
vendita", ma: "il venditore (che pu essere Tizio, Caio, o chiunque altro si trovi
a vendere) deve rispettare il contratto di vendita". In questo modo si creano
regole che non cambiano da un individuo all'altro e che perci sono certe e
giuste.

ASTRATTEZZA: astratte sono quelle che non si riferiscono a questa o a quella


situazione particolare, ma che regolano tutte le situazioni di un certo tipo. Cos,
il codice civile non dice: "nel caso di morte di Tizio i parenti ereditano i suoi
beni" o: "nel caso di morte di Caio i parenti ereditano i suoi beni", ma: "in
caso di morte di una persona (che pu essere la morte di Tizio, la morte di
Caio, ecc.) i parenti ereditano i suoi beni". Anche in questo caso si ottengono
norme che non cambiano da un caso all'altro, e perci sono certe e giuste. Le

altre prescrizioni giuridiche sono particolari e concrete: si rivolgono cio a


questa o quella persona che si trova in questa o quella situazione determinata
(si pensi ai provvedimenti amministrativi).

NOVITA' Noi tutti siamo in grado di immaginare cosa ordiner un vigile in


una certa situazione, cosa stabilir il giudice in una certa lite, come risponder
un funzionario alla richiesta di un certificato. Infatti, tutte queste persone non
creano regole nuove, ma si limitano a rifarsi, ad adattare al caso particolare
delle regole generali che gi esistono. La prescrizione giuridica di un vigile, di
un prefetto, di un giudice, non aggiunge perci nuove regole a quelle esistenti.
Invece la prescrizione giuridica del potere esecutivo (= la norma giuridica)
costituisce una regola nuova, che si va ad aggiungere alle altre esistenti o che va
a modificarle. E' questo che noi chiamiamo "novit" della norma giuridica.
Ogni norma giuridica un comando nuovo: o perch regola materie che prima
non erano regolate; o perch cambia regole precedenti.

COERCIBILITA
La coercibilit la possibilit che i singoli siano costretti a subire
materialmente le conseguenze negative previste per il caso di violazione del
diritto
Ad esempio un soggetto che ha compiuto un reato viene condannato a una pena
detentiva. Siccome improbabile che si presenti spontaneamente in carcere, la
polizia ce lo condurr con la forza.

Qual l'importanza di classificare una prescrizione come norma giuridica o


meno? Alle norme (e non alle altre prescrizioni giuridiche) si applicano alcuni
principi:

"Ignorantia legis non excusat"

"Jura novit curia"

Vengono applicate le regole sull'interpretazione

La violazione delle norme legittima la ricorribilit per Cassazione

Il diritto vigente in Italia come nei paesi dellEuropa continentale ha i seguenti


caratteri:

E diritto scritto

E diritto prodotto da autorit pubbliche attraverso i loro organi e non diritto


consuetudinario

E completo, nel senso che forma un insieme di regole che disciplinano tutti i
casi e i fatti rilevanti nella nostra societ (nellantichit le regole scritte erano
molto poche, e si doveva ricorrere non di rado alla consuetudine e alla sapienza
degli anziani o prudentes)

E diritto (almeno le norme di rango pi elevato) parlamentare, cio creato da


organi rappresentativi dei cittadini

E diritto di natura legislativa e non diritto giurisprudenziale: emanato cio


da appositi organi legislativi distinti dal potere giudiziario, che non ha il potere
di creare norme. Nel sistema italiano, i giudici sono soggetti solo alla legge
(art. 101 Cost.) e non alle precedenti decisioni dei loro colleghi

E coerente: non vi sono norme contraddittorie. Eventuali conflitti sono risolti


eliminando una delle norme o interpretando le norme in conflitto in modo da
eliminarne il contrasto

E ordinato: le norme sono collegate tra loro: gerarchicamente (esistono norme


superiori e norme inferiori che da esse traggono legittimit); attraverso il
meccanismo della sanzione (esistono norme che prevedono una regola e norme
che stabiliscono la sanzione per la violazione di quella regola); attraverso il
meccanismo del processo e della interpretazione (esistono norme che si
occupano dei procedimenti per interpretare le altre norme e dei procedimenti
per dichiarare qual la giusta interpretazione per il caso singolo); attraverso la
regolazione della produzione del diritto (esistono norme che regolano la
produzione di norme, e sono dette norme sulla produzione e norme che
stabiliscono diritti ed obblighi per i cittadini e sono dette norme di produzione
del diritto)

Il diritto consuetudinario quello che si forma lentamente e spontaneamente nel


corso dei secoli. Le societ regolate dal diritto consuetudinario erano quelle
anteriori alla Rivoluzione Francese. La consuetudine tipica di societ statiche e
tradizionali, che cambiavano poco o nulla nel corso dei secoli. Oggi le societ sono
soggette a cambiamenti rapidissimi, e il diritto consuetudinario non pi in
grado di regolare il loro funzionamento.
Il diritto giurisprudenziale (che nei paesi anglosassoni prende il nome di
common law) non nasce da un atto del legislatore ma dalla decisione di un
giudice: la soluzione di un caso deve nascere in concreto, dalla discussione delle

buone ragioni dei litiganti. Esso basato sulla regola del precedente vincolante
(detta anche regola dello stare decisis = attenersi alle decisioni gi
pronunciate): i giudici, nella decisione, dovevano attenersi alle sentenze che
avessero gi risolto casi analoghi (chiamati precedenti). Questo sistema pu
sembrare rigido, ma in realt gli organi giudiziari pi elevati non sono vincolati
dai precedenti dei giudici inferiori e neanche dai propri e inoltre, di fronte alla
variet dei casi c spesso la possibilit di dimostrare che il caso che si deve
decidere diverso da quello precedente. In questo modo i precedenti possono
essere adeguati alla variet dei casi della vita.
La quantit e il tipo di azioni che il diritto sottrae alle motivazioni individuali e
regola con norme uniformi, non sempre la stessa. Essa dipende da fattori storici
e politici, che cambiano e seconda dei tempi e dei luoghi
In generale, il minimo di diritto (in pratica la difesa nazionale e la tutela
dellordine pubblico) fu laspirazione del liberalismo del secolo scorso; il massimo
di diritto per regolare ogni aspetto della vita delluomo il traguardo delle societ
totalitarie.
Il diritto nella societ democratica attuale in una posizione complessa. Ad esso
infatti si chiede di rispettare la libert degli individui a anche di promuoverla e
proteggerla. Ci significa che la tutela dellordine pubblico indispensabile ma
non basta. Infatti devono essere sottoposte a regole giuridiche anche tutte quelle
attivit (soprattutto economiche) che possono creare privilegi a vantaggio di
pochi e ingiustizie a danno di molti.

Il meccanismo di funzionamento delle norme giuridiche


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Molte norme giuridiche sono nella forma "se... allora..." (esempio: "Se una
persona uccide un'altra persona sar incarcerata")
Queste norme sono composte di due parti:
Una parte chiamata "fattispecie", che contiene la descrizione di un fatto (ad
esempio: "mancato pagamento da parte del debitore")

Una parte chiamata "sanzione", che stabilisce la conseguenza collegata al


verificarsi della fattispecie (ad esempio: "obbligo del debitore di risarcire i danni
provocati al creditore col proprio mancato pagamento")
L'effetto che una norma giuridica prevede nella sanzione consiste sempre e solo
nella nascita o nella modificazione o nella estinzione di una situazione giuridica
soggettiva attiva o passiva per uno o pi soggetti.
Esempio di fattispecie: assenza del professore per malattia
Esempio di sanzione collegata a tale fattispecie:
Nascita di un obbligo di segnalazione e di un obbligo di giustificazione (invio
del certificato medico) da parte del professore
Nascita del diritto del professore a rimanere a casa a curarsi;
Nascita dell'obbligo del Preside di sostituire il professore;
Nascita dell'obbligo della segreteria di annotare il numero di giorni di assenza.
Il meccanismo di funzionamento delle norme giuridiche sempre lo stesso: la
norma stabilisce che al verificarsi di un dato fatto (chiamato "fatto giuridico") si
verifichi una delle seguenti conseguenze:
nascita di una situazione giuridica soggettiva nuova (es. nascita di un diritto);
estinzione di una situazione giuridica soggettiva gi esistente (es. estinzione di
un diritto);
trasformazione di una situazione giuridica esistente (es. un diritto di propriet
si trasforma in un diritto di usufrutto).

I vari tipi di sanzioni negative


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Il termine sanzione frequentemente usato nel senso pi ristretto di sanzione


negativa. Per evitare la violazione delle norme giuridiche, il diritto stesso a
occuparsi di tale caso, prevedendo che si producano certi effetti negativi per
coloro che le hanno violate. Queste conseguenze negative si denominano sanzioni
e sono anchesse stabilite da norme giuridiche . Le sanzioni servono a scoraggiare
quanti intendono agire diversamente da quel che il diritto prescrive: servono
quindi a renderlo obbligatorio.

Le sanzioni sono di vari tipi:

Sanzioni penali
Nel diritto penale per i reati sono previste pene detentive (che consistono nella
privazione della libert) e pene pecuniarie (che comportano un pagamento,
cio una privazione di beni) oltre a pene, dette accessorie, che si aggiungono
alle precedenti in determinati casi

Sanzioni amministrative
Nel diritto amministrativo il cittadino che viola i suoi doveri sar obbligato a
pagare multe o ammende. Contro il pubblico dipendente che viola i suoi doveri
(per esempio risulta assente ingiustificato dal lavoro) potranno essere adottate
sanzioni disciplinari (riduzione dello stipendio, destituzione ecc.)

Sanzioni tributarie
Nel diritto tributario il contribuente che non paga le tasse dovr pagare in pi
delle sovrattasse (e, nei casi pi gravi, incorrer anche in sanzioni penali)

Sanzioni civili
Nel diritto privato la violazione dei diritti altrui attraverso un atto illecito
comporta fondamentalmente lobbligo del risarcimento del danno (ad esempio,
nel caso di un tamponamento automobilistico, linvestitore che ha guidato con
imprudenza deve risarcire la vittima del danno provocato). Le sanzioni di
questo tipo tendono per, pi che a punire, a riparare le violazioni del diritto e
ad evitare che chi agisce contro il diritto possa trarre vantaggi dai propri atti

Pu essere considerata una specie di sanzione anche linvalidit che prevista


nel caso in cui si compiano degli atti violando determinate prescrizioni
giuridiche. Leffetto negativo consiste nella impossibilit di raggiungere lo
scopo che ci si riprometteva compiendo quel certo atto
Una persona desidera acquistare un bene (una casa, un quadro dautore, ecc.)
che il proprietario non vuol vendere. Quella persona allora formula minacce
contro di lui o la sua famiglia per spaventarlo e cos convincerlo. Per una
regola giuridica stabilisce che i contratti sono invalidi quando il consenso
stato estorto con la violenza. Quindi quella persona (oltre a rispondere del
reato di estorsione) non riuscir a ottenere la propriet del bene.

Un elettore va a votare ma non segue le regole stabilite (per esempio non usa la
scheda apposita ma un qualunque pezzo di carta): il suo voto invalido e
quindi non ha valore
La legge, invece di minacciare effetti negativi, pu proporre premi a coloro che si
comporteranno secondo le indicazioni del diritto. Ad esempio per indurre gli
imprenditori a effettuare investimenti o assunzioni di lavoratori si promettono
loro degli incentivi (finanziamenti agevolati, diminuzioni delle imposte, ecc.). Dal
campo economico questa tecnica passata ad altri settori per la verit pi
delicati. Ad esempio, per indurre gli imputati di reati mafiosi a collaborare con il
giudice, si promette loro uno sconto di pena se denunciano coloro che fanno parte
dellorganizzazione criminale.
Nei casi in cui prevista una pena o una sanzione il dovere di obbedire alla norma
assoluto.
Nei casi in cui prevista linvalidit c un dovere meno intenso. La norma dice:
se vuoi compiere un atto valido (contratto, voto ecc.) devi comportarti in questo
modo

Le forme in cui pu essere espressa una prescrizione giuridica


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Non si devono confondere le regole o prescrizioni con i "comandi". Le


prescrizioni possono essere espresse in molte forme, non necessariamente di
comando:
Comandi ("fai questo", "devi fare questo")
Divieti ("non fare questo", " vietato fare questo")
Permessi ("puoi fare questo", " permesso fare questo", "hai diritto di fare
questo")
Ipotesi ("Se farai questo, allora accadr quest'altro")
Norme di struttura ("I deputati sono seicentotrenta")
Norme di qualificazione ("E' figlio legittimo chi nato da genitori legalmente
sposati")
Principi ("L'Italia una Repubblica fondata sul lavoro")

Attribuzione di poteri ("Il Questore pu ordinare ad un corteo di sciogliersi")


Le prescrizioni giuridiche hanno in comune il fatto che provengono dalla autorit
che detiene il potere sovrano, e che minaccia delle sanzioni a chi non le osserva.
Questa autorit pu essere lo stesso popolo (si pensi alle consuetudini dei pastori,
degli ateniesi dell'antichit ecc.) o un soggetto che sia investito di un apposito
potere. Le prescrizioni, insomma, provengono sempre dallo Stato o da una
autorit dello Stato.
Le prescrizioni giuridiche hanno in comune lo scopo di influenzare i
comportamenti dei cittadini al fine di coordinarli evitando conflitti violenti di
interessi

Norme speciali ed eccezionali


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La generalit porta con s luniformit di trattamento e quindi luguaglianza di


tutti di fronte alle norme giuridiche
Lastrattezza comporta la stabilit del diritto nel tempo (fino a quando quella
norma giuridica non sar sostituita da unaltra)
La generalit pu talora cedere il passo a norme speciali che riguardano non tutti
ma solo alcuni tra gli appartenenti alla societ. Le norme speciali servono quando
occorra una differenziazione di trattamento. Lesigenza di distinguere frequente
nellattuale momento storico, in cui il diritto divenuto uno strumento di riforma
sociale. Esso serve per realizzare una maggior giustizia nella societ, per favorire i
pi deboli e limitare il potere dei pi potenti.
Ad esempio, nel diritto del lavoro, la legge non tratta allo stesso modo lavoratori e
datori di lavoro. Essa distingue la posizione degli uni e degli altri perch si
propone di sostenere i pi deboli (i lavoratori che vivono dello stipendio o del
salario ricevuto, di fronte ai pi forti (i datori di lavoro che presumibilmente
hanno maggiori risorse.
Lo stesso avviene in materia di affitto della abitazioni, nei rapporti tra
proprietari e inquilini, ecc.

In questi casi la generalit non scompare ma viene per cos dire, a suddividersi,
sempre per in base a criteri obiettivi. Allinterno delle categorie cos individuate
(per esempio datori di lavoro e lavoratori) continuer a operare luniformit di
trattamento e cio il principio della generalit. Quindi ci che il diritto del lavoro
stabilisce per i datori di lavoro si applicher a tutti i datori, ci che stabilisce per i
lavoratori a tutti i lavoratori.
Anche lastrattezza delle norme giuridiche pu subire delle attenuazioni. Ci
accade nei momenti di emergenza, quando si emanano norme giuridiche
eccezionali, destinate cio a valere in una concreta situazione storica e a
scomparire non appena quella situazione superata. E per un brutto segno se si
emanano norme eccezionali di frequente: ci significa che la vita sociale procede
pi rapidamente del diritto e che questo deve rimediare a situazioni di fatto non
previste, che si sono sviluppate in assenza di regole giuridiche.
Sono esempi di norme eccezionali tutte quelle con le quali vengono sanati
comportamenti contrari al diritto: le amnistie che cancellano certi reati; i condoni
fiscali che permettono a chi ha evaso le imposte di mettersi in regola pagando
meno del dovuto; i condoni edilizi che, a pagamento, regolarizzano le costruzioni
abusive, ecc.
Altri esempi sono rappresentati dalle norme dettate di tempo in tempo per
combatter con particolare efficacia il terrorismo oppure la mafia e le altre
organizzazioni criminali. Tali norme eccezionali sono ammissibili se servono per
affrontare e risolvere situazioni di emergenza, quindi se operano per un tempo
limitato
Sono norme eccezionali quelle destinate a regolare situazioni temporanee, e
quindi che rimangono in vigore per un tempo limitato.

Lordinamento giuridico
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Le norme giuridiche sono le prescrizioni giuridiche pi importanti, sulle quali


tutte le altre in un certo senso si basano. L'insieme delle prescrizioni del potere

legislativo, cio

le norme giuridiche, formano quell'insieme di regole che si

chiama "ordinamento giuridico", o "legge" o "diritto".

Diritto e morale. Diritto naturale e diritto positivo.


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Le norme del diritto possono contrastare col sentimento morale. E il caso del
diritto ingiusto, nel quale si pone il problema della disobbedienza (spesso si parla
a questo proposito di disobbedienza civile). Si crea allora un conflitto tra il dovere
giuridico e il dovere morale, tra cui i singoli debbono scegliere.
Nel concetto di disobbedienza civile o resistenza al diritto ingiusto compresa
lassunzione a viso aperto delle conseguenze dei propri atti. Si tratta perci di
comportamenti responsabili (e molto rispettabili anche da parte di chi non li
condivide), tenuti con lintenzione di testimoniare i valori in cui si crede o di
richiamare lattenzione dellopinione pubblica allo scopo di promuovere una
presa di coscienza che porti al mutamento della legge.
Secondo il positivismo giuridico non c altro diritto che quello posto dallo stato
con le sue leggi. Pertanto lo stato nel creare il diritto onnipotente, poich non
incontra alcun limite.
Secondo il giusnaturalismo invece, esiste un diritto pi alto di quello scritto dagli
uomini nelle leggi: un diritto corrispondente allidea di giustizia e di morale che il
diritto stabilito dagli uomini deve rispettare.
Secondo il giusnaturalismo, se c contrasto tra diritto naturale e il diritto
positivo occorre obbedire al primo e disobbedire al secondo. Il diritto naturale
rappresenta quindi un limite allonnipotenza del legislatore e un fattore di
trasformazione del diritto positivo. Al diritto naturale si sono sempre appellati
infatti, coloro che hanno cercato di rendere pi giusto il diritto del loro tempo. In
particolare, nel 1600 il diritto naturale fu unarma formidabile nella lotta contro
gli arbitri del sovrano assoluto. I teorici del diritto naturale asserirono che
esistevano dei diritti naturali della persona che anche il sovrano doveva
rispettare.

Quali siano i contenuti del diritto naturale da sempre oggetto di discussione. Al


di l dei diritti fondamentali della persona, ad esempio, i liberali considerano la
propriet un diritto naturale, mentre i socialisti lo considerano il massimo
dellimmoralit.

I significati della parola legge


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La parola legge pu avere diversi significati

In frasi come: "la legge (= l'insieme delle norme giuridiche) uguale per tutti";
"Il diritto degli antichi romani (= l'insieme delle norme giuridiche degli antichi
romani) veniva osservato in tutto il Mediterraneo"; "L'ordinamento giuridico
italiano (= l'insieme delle norme giuridiche italiane) non conosce la pena di
morte" le parole "legge", "diritto" e "ordinamento" significano "insieme di
norme giuridiche", cio "insieme di regole di condotta".

In frasi come la legge n. 234 del 3 luglio 1990 regola la materia degli appalti
la parola legge indica un insieme di norme, che per non sono lintero
ordinamento

In frasi come la legge del Parlamento prevale sui regolamenti del Governo la
parola legge significa fonte del diritto, cio atto che crea norme
giuridiche o, come anche si dice, fonte di produzione del diritto

In frasi come devo leggere la legge per vedere quali sono i miei diritti la
parola legge significa documento contenente il testo delle norme, o, come
anche si dice fonte di cognizione del diritto

I significati della parola diritto


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La parola diritto pu assumere diversi significati

La parola "diritto" significa "giusta (cio legittima) pretesa", nelle frasi: "Ho
diritto di manifestare la mia opinione", "I genitori debbono riconoscere i diritti
dei figli" ecc.

La parola diritto pu indicare lintero ordinamento giuridico (il diritto dei


romani si diffuse in tutto il mediterraneo)

In frasi come il diritto penale italiano non prevede la pena di morte la parola
diritto indica un complesso di norme meno vasto dellordinamento giudico
(in questo caso linsieme delle norme del codice penale)

Linterpretazione
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Si dice che il giudice applica le norme giuridiche al caso che ha davanti,emettendo


una sentenza. Per poter far questo egli deve compiere tre distinte operazioni.

La prima operazione quella della ricostruzione dei fatti. Il giudice stabilisce


come si sono svolti i fatti sentendo i testimoni, valutando le prove, prendendo
visione dei documenti. In questa prima fase egli agisce come uno storico: cerca
di ricostruire come si sono svolti fatti del passato.

La seconda operazione quella della ricerca della regola da applicare. Il


giudice deve trovare la norma giuridica da applicare ai fatti che ha ricostruito.
Per far questo egli deve anzitutto leggere il testo delle norme che si occupano di
quella particolare materia (codice civile, codice penale, raccolta delle leggi
amministrative) e interpretarlo, cio dare ad esso un significato.
Questa la fase della interpretazione delle norme.
Successivamente egli confronta le fattispecie astratta delle norme che ha
interpretato con la fattispecie concreta (il fatto che ha ricostruito) e trova la
norma che descrive esattamente quel fatto.
Si dice fattispecie astratta la descrizione, contenuta nella legge, di un fatto
Si dice fattispecie concreta il fatto effettivamente accaduto, che il giudice
deve giudicare
Questa la fase della individuazione della norma rilevante.

La terza operazione consiste nel collegare al caso la conseguenza prevista dalla


norma giuridica pronunciando la sentenza. Questa la fase della applicazione
della norma.

Ci occuperemo qui di seguito dei problemi della INTERPRETAZIONE.


Dare un significato alle parole di cui sono composte le norme non sempre facile.
Facciamo un esempio. Nel diritto italiano il furto viene vietato attraverso la
seguente disposizione: "chiunque si impossessa della cosa mobile altrui,
sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto, punito con la reclusione
fino a tre anni e con la multa da lire 60.000 a 1.000.000" (articolo 624 del codice
penale). In base a questa disposizione possono essere considerati come "furti" e
quindi puniti a norma dell'art. 624 del codice penale soltanto quei comportamenti
che rientrano in quella definizione. In apparenza la definizione chiara e non ha
bisogno di particolari spiegazioni: se una persona penetra abusivamente nel mio
appartamento e mi ruba l'impianto stereo abbastanza evidente che ci troviamo
di fronte a un caso concreto che corrisponde a quello descritto dalla legge, ossia a
un furto. Ma si possono verificare casi particolari in cui l'applicazione di quella
norma pu suscitare dubbi. Osserviamo questi tre casi: 1) un bambino di 5 anni
porta via un giocattolo a un suo compagno di giochi; 2) una persona allaccia
abusivamente il suo impianto elettrico al contatore del vicino sottraendogli
l'energia elettrica; 3) il cassiere di una banca sottrae alla cassa, che egli stesso
maneggia, alcuni milioni di lire. Questi fatti sono da considerare come furti?
Tutto dipende dal significato che si attribuisce alle parole usate dal legislatore
nell'art. 624. Per quanto riguarda il primo esempio occorre decidere il significato
della parola "chiunque": essa comprende anche i bambini? Per il secondo
esempio occorre decidere il significato della parola "cosa mobile": essa
comprende anche l'energia elettrica? Per il terzo esempio occorre decidere il
significato dell'espressione "sottraendola a chi la detiene": se detenere significa
possedere, sicuramente il cassiere pu essere accusato di furto perch quel denaro
non apparteneva a lui ma alla banca, ma se detenere significa avere la
disponibilit materiale della cosa, il cassiere non pu essere accusato di furto,
perch egli aveva gi la diretta disponibilit del denaro che ha sottratto (ma pu
essere eventualmente accusato di un altro reato).
Qualsiasi norma, per quanto sia formulata in modo chiaro e univoco, pu
presentare incertezze di fronte alla molteplicit dei casi concreti. Non quindi
possibile applicare una norma se prima non la si interpreta, ossia se non si
definisce esattamente il suo significato.

Secondo lart. 12 delle Disposizioni sulla legge in generale, Nellapplicare la


legge non si pu ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal
significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione
del legislatore
Vediamo quindi che il legislatore indica due tipi di interpretazione:

Interpretazione letterale (l'interprete deve basarsi innanzi tutto sul


"significato proprio delle parole secondo la connessione di esse")

Interpretazione

basata

sullintenzione

del

legislatore

teleologica

(linterpretazione deve basarsi "sull'intenzione del legislatore")


L'interpretazione letterale consiste nel comprendere il significato delle parole e
delle frasi, muniti di dizionario e vedere se si riesce a dare loro un senso. Per
poter interpretare letteralmente una norma indispensabile conoscere il
linguaggio giuridico, che un linguaggio tecnico, in cui le parole della lingua
italiana assumono un significato pi preciso e talvolta differente che
nell'ordinaria conversazione, e sono anche presenti parole non usate
normalmente nella lingua corrente. Per esempio le parole: "parente", "affine",
"impresa", "bene", "errore", "violenza", "possesso" e moltissime altre hanno
nel linguaggio giuridico un significato tecnico rigoroso che non va confuso con il
significato usuale di questi termini. Esistono poi termini che il linguaggio corrente
non usa, o usa molto raramente, come "obbligazione", "usucapione",
"rescissione", "impugnazione", "delibazione", "gravame" ecc. Occorre inoltre
tenere conto delle regole della grammatica e della sintassi,dei segni di
punteggiatura ecc. Si confrontino ad es. queste due diverse frasi: "I ragazzi che
non conoscevano Paolo lo hanno trovato simpatico" e "I ragazzi,che non
conoscevano Paolo, lo hanno trovato simpatico". Nel primo caso si vuol dire che
solo una parte dei ragazzi (quelli che non lo conoscevano ancora) ha trovato
Paolo simpatico; nel secondo caso si vuol dire che tutti i ragazzi (nessuno dei quali
lo conosceva) hanno trovato Paolo simpatico.
Per l'interpretazione letterale non sufficiente conoscere il linguaggio giuridico,
ma occorre anche utilizzare eventualmente le altre norme che stabiliscono il
significato dei termini che si leggono. Per esempio, l'art. 566 del codice civile

stabilisce che "al padre e alla madre succedono i figli legittimi e naturali in parti
eguali". Per stabilire cosa il codice intenda per "figli legittimi" occorre leggere
l'art. 231, che stabilisce che il figlio legittimo quello concepito durante il
matrimonio. Per capire cosa intenda il codice con "concepito durante il
matrimonio" si dovr poi andare a leggere l'art. 232 e cos di seguito.
Ogni norma nasce con uno scopo, cio mira a un risultato concreto. Secondo lart.
12 delle Disposizioni occorre badare allintenzione del legislatore. Esistono due
nozioni di intenzione del legislatore: a) intenzione effettiva dei soggetti che
hanno approvato la legge (intenzione soggettiva); b) intenzione che muoverebbe il
legislatore se la legge venisse approvata nel momento in cui la si deve applicare
(intenzione oggettiva)
In genere si accoglie la seconda nozione, e si ricerca lintenzione oggettiva del
legislatore.
Si parla di interpretazione basata sullintenzione del legislatore o teleologica
Facciamo un esempio di interpretazione teleologica. Se una norma dice che
"debbono essere messi in quarantena e vaccinati tutti i cittadini che hanno
pericolose malattie contagiose" non c' dubbio che occorre estendere il significato
della parola "cittadini" fino a comprendervi tutte le persone, anche prive di
cittadinanza, che soggiornano in Italia, perch lo scopo della norma
evidentemente quello di evitare il diffondersi di epidemie pericolose, e non si pu
raggiungere tale scopo se non applicandola anche a non-cittadini.
Ma non basta ricostruire la funzione originaria della norma ai tempi in cui fu
emanata. Linterprete deve piuttosto chiedersi a che cosa pu servire una certa
norma OGGI.
Facciamo un esempio in cui la ratio attuale diversa dalla ratio originaria Il
divieto di sciopero nei pubblici servizi era una norma che nellordinamento
fascista serviva ad assicurare il massimo della produzione e della ricchezza per la
collettivit, reprimendo (insieme alla analoga norma sullo sciopero nel settore
privato) qualsiasi tentativo di interruzione della produzione di beni e servizi.
Oggi, essa serve a tutelare i diritti fondamentali degli individui (si pensi a cosa
succederebbe nel caso di sciopero della polizia) e a far s che un minimo di servizi

pubblici essenziali non venga mai meno. Si dice che linterprete cerca la ratio
attuale della norma.
Facciamo un altro esempio in cui la ratio attuale diversa dalla ratio originaria.
In Italia esiste un monopolio pubblico della radio (e televisione) nato sotto il
fascismo. L'intenzione del legislatore fascista era di fare della radio uno
strumento di propaganda per la diffusone delle idee del regime e di
"fascistizzazione" della popolazione. Con la nuova Costituzione, basata sui
principi di libert,pluralismo ideologico e culturale, ecc. ci si chiesti se il
monopolio statale avesse ancora ragione d'essere. Se si fosse interpretata la
norma secondo l'intenzione originaria certamente no. Invece, ci si liberati da
essa e si ricercata una ragione attuale della norma. Allora, si riposto che il
monopolio serve come garanzia che l'informazione non cada nelle mani di pochi
privati. Si cos convertita l'intenzione iniziale in una pi attuale,sottoponendo la
norma sul monopolio statale ad una nuova interpretazione.
Naturalmente, da questa operazione sono derivate conseguenze importanti:
secondo l'impostazione iniziale, i servizi radio (televisivi) dovevano essere sotto il
controllo del Governo; oggi devono essere sotto il controllo pi ampio possibile
(del Parlamento), per consentire il massimo di pluralismo,completezza,
imparzialit ecc.
Una interpretazione come quella dellesempio indicato, che adegua il significato
della norma alla situazione attuale, prende il nome di interpretazione evolutiva,
perch cerca di adeguare il diritto ai bisogno sociali staccandolo dalle sue ragioni
di origine.
Talvolta linterpretazione letterale porta ad attribuire a certi termini un
significato pi ristretto o pi ampio in seguito alla lettura di altre norme. Per
esempio la norma che vieta l'omicidio cos formulata: "chiunque cagiona la
morte di un uomo punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno"
(articolo 575 del codice penale). A una prima lettura il significato di questa
disposizione appare chiaro, ma essa non pu essere effettivamente compresa se
non facendo riferimento agli articoli 85 e seguenti del codice penale: da essi si
ricava infatti che i minori di 14 anni e gli incapaci di intendere e di volere non

possono comunque essere punibili. Ecco quindi che il significato della parola
"chiunque" va opportunamente ristretto.
Altre volte linterpretazione teleologica che porta ad estendere o restringere il
significato di un termine. E questo il caso della norma di uno degli esempi
precedenti, secondo cui "debbono essere messi in quarantena e vaccinati tutti i
cittadini che hanno pericolose malattie contagiose", in cui il significato della
parola "cittadini" viene esteso fino a significare persone che si trovano in Italia
In entrambi questi casi linterpretazione letterale o quella teleologica hanno
prodotto una interpretazione restrittiva (primo caso) o una interpretazione
estensiva (secondo caso)
Abbiamo gi visto che sovente, per poter stabilire il significato letterale di una
norma occorre rifarsi ad altre norme. Questo un caso particolare di un
fenomeno pi generale: ogni volta che una norma, da sola, non basta ad indicare
la disciplina di un caso concreto o addirittura quando manchi una norma per un
caso concreto, si deve ricorrere alla interpretazione coordinata di una o pi altre
norme. In questo caso si parla di interpretazione sistematica.
Vi sono diversi tipi di interpretazione sistematica:

Il caso pi semplice quello che abbiamo visto, in cui si utilizzano altre norme
che definiscono il significato dei termini contenuti in quella da interpretare
("figlio legittimo", "matrimonio", "possesso" ecc.).

Un altro caso si ha quando si mette a confronto la norma da interpretare con


una norma che pare stabilire una regola contraria. Queste situazioni di
apparente contrasto si dicono ANTINOMIE.
Da una antinomia pu nascere una interpretazione anche molto differente da
quella letterale.
Consideriamo qualche esempio. L'art. 27 della Costituzione dice che "la
responsabilit penale personale", cio non colpevole di reato colui che non
ha commesso il fatto personalmente. Tuttavia, l'articolo 57 del codice penale
dice che "il direttore del giornale responsabile dei reati commessi col mezzo
della stampa dai suoi collaboratori" (per esempio un giornalista, ad insaputa
del direttore,scrive e fa pubblicare un articolo in cui insulta un privato
cittadino). Si tratta di due articoli rivolti ai giudici, il primo dei quali pu

essere formulato in questo modo: "i giudici non devono condannare chi non
abbia commesso personalmente il fatto"; il secondo dei quali pu essere
formulato in questo modo: "i giudici devono condannare qualcuno (il
direttore) anche se non ha personalmente commesso il fatto".
Una prima soluzione quella di ritenere che la norma della Costituzione
prevale su quella del codice penale e considerare quest'ultima abrogata (si avr
allora interpretazione abrogativa).
Ma il giudice pu modificare l'interpretazione letterale della PRIMA norma.
Egli allora stabilisce che il divieto della Costituzione non assoluto, ma tollera
delle eccezioni, e quindi salva entrambe le norme, leggendo quella della
Costituzione cos: "I giudici non debbono condannare chi non abbia commesso
il fatto salvo che non si tratti del direttore di un giornale". Oppure il giudice
pu modificare l'interpretazione letterale della seconda norma. Egli stabilisce
che l'articolo 57 del codice penale non aveva voluto dire che il direttore
responsabile anche se l'articolo viene pubblicato a sua insaputa e senza sua
colpa, ma che egli responsabile perch deve vigilare sugli articoli dei
giornalisti, e pu essere condannato quindi solo per negligenza. Se il giornalista
pertanto gli ha presentato con l'inganno un articolo con un testo diverso da
quello che ha dato poi per la stampa il direttore non sar condannabile. L'art.
57 si dovr quindi leggere non pi come se significasse: "i giudici devono
condannare qualcuno (il direttore) anche se non ha personalmente commesso il
fatto", ma come se significasse: "i giudici devono condannare qualcuno (il
direttore) se non ha commesso materialmente il fatto, ma tuttavia Stato
negligente".

Un altro caso di interpretazione sistematica si ha quando manca la norma per


il caso che il giudice ha dinanzi ma esiste una norma per un caso simile. Si
ricorre allora a quel particolare tipo di interpretazione sistematica che
l'interpretazione analogica .
Si ha interpretazione analogica quando si utilizza per il caso privo di regola la
norma che la legge ha stabilito per un caso simile. In questo caso non si
potrebbe parlare propriamente di interpretazione di una norma esistente,
quanto piuttosto di creazione di una norma che non c'. Il giudice pu creare
addirittura una norma nuova perch autorizzato a ci dall'articolo 12 delle

disposizioni preliminari al codice civile, che dice: "Se una controversia non pu
essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che
regolano casi simili o materie analoghe".
Il legislatore pone precisi limiti all'impiego dell'analogia: l'analogia non
possibile rispetto alle leggi speciali o eccezionali n rispetto alle leggi penali. In
altre parole, il giudice non pu ricavare una regola contenuta in una legge
penale, speciale o eccezionale ed applicarla ad un caso simile.
Facciamo un esempio di "interpretazione" analogica. Nella nostra legislazione
non trova disciplina il "leasing", cio quel contratto col quale un soggetto
conferisce a un altro l'uso di un bene, dietro il pagamento di una certa somma
a scadenze fisse, con il diritto di questi, se lo ritiene, di acquistare il bene
scalando dal prezzo le somme gi pagate. Si tratta di un contratto nuovo e
molto usato ma che, al tempo in cui fu fatto il codice civile, non era conosciuto.
Questo contratto presenta analogie con il contratto di affitto e con la vendita a
rate nella quale il proprietario iniziale trasmette la propriet solo al momento
del pagamento dell'ultima rata (vendita con patto di riservato dominio). I
giudici, in effetti, per analogia si ispirano a questi altri due contratti,
disciplinati espressamente dalla legge, per ricavare le norme relative al leasing.

Un altro caso si ha quando manca la norma per il caso che il giudice ha davanti
e non esiste una norma che disciplina casi simili. In tale situazione si utilizzano
i principi generali dell'ordinamento giuridico.
I principi generali dell'ordinamento giuridico sono delle norme molto generali
ma NON SCRITTE. Questo procedimento autorizzato sempre dall'articolo
12 delle disposizioni preliminari, nel caso che l'interpretazione analogica
fallisca. E' come se il legislatore ci dicesse che esistono, accanto alle che egli ha
scritto anche norme che egli non si preoccupato di scrivere, limitandosi ad
applicarle ai casi che gli sembravano pi importanti, e lasciando al giudice il
compito di applicarle agli altri casi. Come si possono trovare queste norme non
scritte? Le leggi contengono molte norme simili, che sembrano esprimere una
idea comune di come debbano essere regolati certi aspetti dei rapporti umani.
Si pu cercare di risalire da queste norme particolari alla idea che sembra
avere ispirato il legislatore nello scriverle.

Consideriamo il seguente esempio. Molto poche sono le norme che stabiliscono


che gli atti giuridici debbono avere una determinata forma. Quindi si pu
concludere che l'idea del legislatore fosse che la forma degli atti dovesse essere
libera, tranne casi eccezionali.
Consideriamo, come altro esempio, le seguenti norme: art. 1189 codice civile:
"Il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in
base a circostanze univoche. liberato se prova di essere Stato in buona fede
(cio di essere caduto in errore senza colpa)";
art. 1445 codice civile: "L'annullamento che non dipende da incapacit
legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona
fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento";
art. 1415: "La simulazione non pu essere opposta n dalle parti contraenti
n dagli aventi causa o ai creditori del simulato alienante, ai terzi che in
buona fede hanno acquiStato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti
della trascrizione della domanda di simulazione";
art. 1396 codice civile: "Le modificazioni e la revoca della procura devono
essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. In mancanza, esse
non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al
momento della conclusione del contratto".
Da tutti questi articoli emerge una idea comune: che gli atti (contratti,
pagamenti ecc.) chele persone compiono in buonafede, cio

facendo

affidamento su quella che a chiunque sarebbe apparsa la effettiva situazione,


debbono essere considerati validi a tutti gli effetti. Altrimenti, se ogni volta si
facesse valere la vera situazione, le persone avrebbero paura di contrattare, per
timore di vedersi togliere all'improvviso i diritti acquistati, e questo
costituirebbe un ostacolo ai traffici e all'attivit economica.
Consideriamo come terzo esempio le seguenti norme:
Art. 1174 codice civile: "la prestazione che forma oggetto dell'obbligazione
deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un
interesse, anche non patrimoniale, del creditore"
Art. 833 codice civile: "il proprietario non pu fare atti i quali non abbiano
altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri".

Da questi due articoli si pu dedurre che il legislatore non vede di buon occhio
coloro che abusano del proprio diritto senza un reale interesse, e questo
principio pu essere applicato per risolvere altri casi che il legislatore non ha
regolato espressamente.
Altri principi generali ricavabili dall'ordinamento giuridico sono:
Il principio che fa divieto a tutti (individui, Stato e suoi organi) di
danneggiare il prossimo.
Il principio secondo il quale i contratti sono validi solo se le obbligazioni alle
quali le due parti si sottomettono (compiere una certa attivit, scambiarsi
beni o scambiare denaro in cambio di attivit o di altri beni) abbiano un
valore economico proporzionato;
il principio di buona fede o di lealt nei rapporti reciproci, che vale sia nei
rapporti tra i privati che in quelli tra apparati pubblici (per es. tra lo Stato e
le Regioni);
Il principio secondo cui tutto ci che non vietato permesso, valido nel
diritto privato e non nel diritto pubblico, dove esiste lopposto principio che
permesso solo ci che consentito dalla legge;
Il principio della motivazione, secondo cui tutti gli atti della pubblica
amministrazione che limitano i diritti dei privati (es. la revoca di una
licenza, un atto di esproprio, ecc.) devono essere motivati.
Si faccia attenzione alla differenza tra la interpretazione che ricorre alla
analogia o ai principi generali e la interpretazione estensiva: nel caso della
interpretazione estensiva la norma esiste e viene soltanto modificato il suo
significato; nel caso dell'analogia e dei principi generali, la norma non esiste e
viene ricavata da altre norme esistenti.
Pu darsi che la norma esista ma il giudice non la conosca (in Italia esistono
150.000 leggi!). Tuttavia, fin dai tempi degli antichi romani si diceva: "iura
novit curia", "il giudice (deve) conosce(re) le leggi". Pertanto il giudice sarebbe
condannato per cattivo esercizio del suo ufficio e la sua sentenza sarebbe
annullabile.

Ma pu anche capitare che malgrado tutti gli sforzi del legislatore, sia
difficilissimo trovare una norma, se non a costo di deformare e stravolgere il
senso delle leggi. In qualche caso il giudice pu ancora emettere la sentenza

ragionando cos: se non c' una norma vuol dire che il legislatore ha voluto
dichiarare inapplicabili al caso in questione tutte le norme esistenti.
Si consideri il seguente esempio. In uno Stato monarchico manca una
disposizione che regoli la successione al trono nel caso di estinzione della
famiglia reale. A chi spetta la corona nel caso in cui tutti i membri della
famiglia reale, compresi i parenti pi remoti, sono morti? In base al
ragionamento che abbiamo indicato, un giudice risponder che poich il caso
non trova nell'ordinamento nessuna norma che lo riguardi, evidente che non
si sono volute porre norme riguardanti la forma di governo al di fuori del caso
di esistenza della famiglia reale. Pertanto la Corona non spetta a nessuno, vale
a dire: lo Stato e i sudditi sono liberi da qualsiasi limitazione, la quale sia
relativa all'esistenza di un re, e quindi avranno il diritto di respingere la
pretesa di chiunque volesse farsi riconoscere come re.
Ma se non vuole accogliere questo ragionamento piuttosto complicato, potr il
giudice rifiutarsi di deformare e stravolgere le leggi per trovare una risposta?
Nient'affatto. Vale per l'ordinamento italiano quel che stabilisce il codice civile
francese: "Il giudice che ricuser di giudicare, sotto pretesto del silenzio,
dell'oscurit od insufficienza della legge, potr essere processato come
colpevole di denegata giustizia". Cio egli deve comunque trovare una norma:
solo in casi molto particolari, come nell'art. 1226 del codice civile il legislatore
riconosce che non esistono norme e consente al giudice di giudicare "secondo
equit", cio come meglio gli sembra.
Malgrado tutte le norme sulla interpretazione, pur sempre possibile che due
giudici, chiamati a giudicare cause simili, emettano sentenze diverse. Poich per
non ammissibile che ciascun giudice interpreti il diritto a suo piacimento, esiste
un organo (la Corte di Cassazione) al quale le parti del processo che si sono viste
dar torto possono rivolgersi come ultima possibilit. A tale organo attribuito il
compito di rendere uniformi le interpretazioni. Ci possibile perch esso ha il
potere di annullare (cassare) le sentenze basate su interpretazioni diverse da
quella che considera esatta.

Linterpretazione dottrinale quella proposta dagli studiosi del diritto


(complessivamente indicati come la dottrina). La dottrina non vincola nessuno,
ma pu essere un aiuto importante per i giudici.
Linterpretazione amministrativa quella che viene data dalla pubblica
amministrazione alle legge che deve eseguire. La Pubblica Amministrazione ha
una struttura piramidale (o gerarchica) con al vertice un capo. Quando esistono
problemi interpretativi, vengono emanate dallalto (cio dai ministeri) della
circolari interpretative. Linterpretazione che esse contengono vincola tutti i
subordinati. I cittadini invece non ne sono vincolati: se la ritengono erronea
possono rivolgersi al giudice il quale non vincolato dalla circolare.
Linterpretazione giudiziaria quella che adottata dai giudici nelle loro
sentenze. Essa vale esclusivamente nei confronti delle parti del giudizio, i soggetti
cio che vi sono direttamente coinvolti.
Linsieme delle sentenze costituisce la giurisprudenza. Se conforme, cio tutta
orientata nello stesso modo ha particolare peso. Infatti, pur non essendo
obbligatoria, i giudici tenderanno ad adeguarsi ad essa per non vedere le loro
sentenze probabilmente annullate in caso di ricorso
Esistono due importanti principi relativi alla interpretazione giudiziaria:

Linterpretazione del giudice ha autorit di cosa giudicata nella controversia


particolare
Quando sono stati esauriti tutti i mezzi di riesame della sentenza (appello,
ricorso per cassazione), o quando sono scaduti i termini per utilizzare questi
mezzi, la sentenza acquista "efficacia di cosa giudicata": in altre parole, non
pi modificabile n rivedibile, e le parti non possono pi chiedere una nuova
sentenza sullo stesso caso

Linterpretazione del giudice ha autorit non oltre il caso concreto


Vuol dire che la regola stabilita dal giudice si applica solo al caso che gli stato
presentato. Eventuali altri casi identici che si verifichino successivamente o tra
altri soggetti debbono essere nuovamente giudicati, eventualmente da un altro
giudice, perch non si pu semplicemente estendere ad essi la sentenza emessa
per il primo.

Linterpretazione autentica quella che viene fornita dallo stesso legislatore.


Quando una legge poco chiara e le interpretazioni date dalla giurisprudenza
sono contraddittorie, il Parlamento pu approvare una nuova legge, in cui precisa
il significato della legge anteriore. Linterpretazione autentica vincolante per
tutti. Essa anche retroattiva, poich si considera che linterpretazione imposta
dal legislatore sia quella che avrebbe dovuto essere data alla legge fin dalla sua
entrata in vigore

Nozione di fonte del diritto


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Le norme giuridiche sono create dalle fonti del diritto. Le fonti del diritto sono
quegli atti di comando o quei fatti come la consuetudine attraverso i quali
vengono create norme giuridiche.
Si dice anche che l'ordinamento giuridico creato dalle fonti del diritto. Possiamo
quindi definire le fonti del diritto come quegli atti o quei fatti che possono creare,
modificare o estinguere le norme di un ordinamento giuridico
Quando si leggono i termini "Costituzione", "Legge", "Regolamento" ecc. si deve
stare attenti al contesto: essi possono significare sia "insiemi di norme", sia "atti
che creano norme". Cos, se io dico: "La legge del Parlamento una fonte del
diritto" come se dicessi: "L'atto di comando del Parlamento una fonte del
diritto"; se io dico: "La Costituzione una fonte superiore a tutte le altre" come
se dicessi: "L'atto di comando dell'Assemblea Costituente prevale su tutti gli atti
di comando delle altre autorit (Parlamento ecc.)"; se io dico: "I regolamenti
governativi possono disciplinare l'organizzazione dei ministeri" come se dicessi:
"Gli atti di comando del Governo possono creare norme che regolano il
funzionamento dei ministeri".

Atti che creano prescrizioni giuridiche ma non sono fonti


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Occorre fare bene attenzione a chiamare "fonti del diritto" solo gli atti che creano
norme giuridiche. Gli atti che creano prescrizioni giuridiche diverse da norme
giuridiche non sono "fonti del diritto"
Cos, ad esempio, un ordine della Polizia o del Prefetto non una fonte del diritto,
perch un atto che crea prescrizioni che non sono norme giuridiche L'atto del
giudice non una fonte del diritto, perch crea una sentenza, che non una
norma giuridica, ma una prescrizione diversa da una norma. Un contratto tra
privati cittadini non una fonte del diritto, perch non crea norme giuridiche.

La Costituzione
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La Costituzione della Repubblica Italiana composta da 139 articoli, che si


occupano:

dei diritti fondamentali dei cittadini (libert personale, di pensiero, di


associazione ecc.);

delle regole del funzionamento degli organi dello Stato-apparato, specie del
parlamento e del Governo e della Magistratura (ma un po' anche della
Pubblica Amministrazione);

dei principi che debbono regolare i rapporti con la chiesa e con gli altri stati;

dei principi fondamentali che debbono essere alla base della vita sociale e che le
leggi del Parlamento debbono contribuire a realizzare: eguaglianza,
solidariet, aiuti ai bisognosi, sviluppo della cultura, tutela della famiglia,
tutela dei lavoratori, sviluppo dell'attivit economica ecc.;

dei principi che in particolare debbono essere alla base dei rapporti economici
tra le persone: funzione della propriet, rapporti sindacali ecc.

La Costituzione stata redatta dall'Assemblea Costituente, che fu eletta a


suffragio universale il 2 gennaio del 1946, all'indomani della seconda guerra
mondiale e della liberazione dall'occupazione tedesca. Contemporaneamente
all'elezione dell'assemblea costituente i cittadini furono chiamati a scegliere tra
Monarchia e Repubblica, e la forma che prevalse fu la Repubblica.

Dopo un periodo di alcuni mesi in cui fu lasciata in visione presso ogni Comune,
la Costituzione entr in vigore il 1 gennaio 1948 e l'Assemblea Costituente si
sciolse definitivamente per non essere mai pi riconvocata.

Le leggi costituzionali
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Le leggi costituzionali sono approvate dal Parlamento per due scopi:


Modificare la Costituzione (leggi di revisione)
Aggiungere altre norme alla Costituzione
La Costituzione italiana prescrive nell'art. 138 la procedura per approvare
validamente le leggi costituzionali Esse debbono essere approvate mediante una
doppia approvazione da parte di ciascuna camera, la seconda delle quali deve
cadere non prima di tre mesi dalla precedente. Schematicamente, la sequenza
questa: approvazione di una camera del progetto di legge costituzionale;
approvazione quando si vuole (purch prima che le camere siano sciolte) da parte
dell'altra camera; seconda approvazione della prima camera a distanza non
inferiore a tre mesi dalla sua precedente approvazione; seconda approvazione
della seconda camera di nuovo a distanza non minore di tre mesi dalla sua
precedente approvazione. Se la seconda volta ambedue le Camere approvano il
progetto di legge costituzionale con una maggioranza di due terzi, la legge
perfetta e viene promulgata, pubblicata ed entra in vigore secondo le regole della
legge ordinaria. Se la seconda volta le Camere approvano con una maggioranza
inferiore a due terzi, la legge non ancora nata: il Presidente della Repubblica
pubblica sulla Gazzetta Ufficiale questo progetto di legge, e da questo momento
decorrono tre mesi entro i quali 500.000 elettori oppure cinque consigli regionali
oppure un quinto dei parlamentari di ciascuna camera possono chiedere un
referendum per approvare tale progetto. Se il referendum approva la legge questa
viene promulgata, pubblicata ed entra in vigore Se il referendum boccia la legge,
questa non entra pi in vigore Se non richiesto referendum, dopo tre mesi, la
legge viene promulgata, pubblicata ed entra in vigore.

In sintesi: ciascuna Camera approva il testo della legge una prima volta. Dopo 3
mesi deve esserci una nuova approvazione da parte di entrambe le Camere. Se in
questa seconda votazione non si raggiunge la maggioranza dei 2/3 possibile
abrogare il progetto di legge con un referendum da proporre entro 3 mesi.

Come si indica una legge costituzionale


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Come le leggi ordinarie, anche le leggi costituzionali vengono indicate attraverso


la data della promulgazione e un numero d'ordine, preceduti dalle parole: "legge
costituzionale" che permette di individuare la legge e di trovarne il testo sulla
"Gazzetta Ufficiale". Per esempio la legge costituzionale che ha modificato l'art.
68 sulle immunit parlamentari viene INDICAta nel seguente modo: "Legge
costituzionale 29 ottobre 1993 n. 3"

Le leggi ordinarie del Parlamento


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Il procedimento di creazione di una legge comprende quattro fasi distinte:

Fase dell'iniziativa La iniziativa delle leggi, cio

la presentazione di una

proposta di legge, spetta a:


50.000 elettori
ciascun parlamentare
Governo
Regioni
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL)

Fase preparatoria o istruttoria Il progetto di legge viene materialmente


presentato alla presidenza di una delle due Camere (poich il progetto deve
esser esaminato dalle due Camere in successione, l'una dopo l'altra, e mai
contemporaneamente). Il Presidente, se la Camera non si oppone, pu scegliere
la procedura normale o quella speciale:

Con la procedura normale il progetto viene assegnato ad una commissione


di parlamentari, che in questo caso si chiama "commissione referente", il cui
compito quello di esaminare il progetto, eventualmente riscriverlo o
fonderlo con altri progetti simili, e riferire alla Camera. Terminato il lavoro
della commissione referente il progetto da essa preparato, accompagnato
dalla sua relazione, passa all'assemblea: L'assemblea delibera seguendo
questo ordine:
Discussione generale sul progetto di legge (durante essa vengono
presentati alla presidenza per iscritto gli "emendamenti", cio

le

"correzioni" che questo o quel parlamentare intendono fare alla legge)


Discussione e approvazione dei singoli articoli separatamente, compresi
gli emendamenti a ciascun articolo
Votazione finale dell'intero progetto
Con la procedura speciale, il progetto non viene portato in Assemblea, ma
viene direttamente approvato dalla Commissione, sempre che non venga
richiesto dai parlamentari che si passi al procedimento ordinario

Fase della decisione:


la Commissione o l'assemblea approvano la legge articolo per articolo e nel
suo testo complessivo
Il progetto di legge viene presentato quindi all'altra Camera e iniziano
nuovamente la fase preparatoria e quella di decisione:
Se la seconda camera approva lo stesso testo approvato dalla prima, allora
la legge risulta definitivamente approvata dal Parlamento
Se la seconda camera approva un testo diverso da quello approvato dalla
prima, il processo ricomincia da capo, e il progetto presentato alla prima
camera per una nuova approvazione

Fase della integrazione di efficacia:


Il Presidente della Repubblica promulga la legge. La promulgazione consiste in
una dichiarazione solenne della legge secondo una formula sacramentale e d
vita all'originale della legge. La formula suona sempre cos: "La Camera dei
deputati e il Senato della Repubblica hanno approvato - il Presidente della
Repubblica promulga la seguente legge", a cui segue il testo della legge. Alla
fine della legge c' un'altra formula di promulgazione: "La presente legge,

munita del sigillo dello Stato, sar inserita nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica Italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e farla osservare come legge dello stato" La promulgazione
costituisce l'originale della legge: il testo promulgato che viene conservato
come originale ella legge negli archivi di Stato Mentre l'approvazione il
momento in cui il parlamento VUOLE, la promulgazione il momento in cui il
parlamento incarica il Presidente della Repubblica di MANIFESTARE ( =
FAR CONOSCERE) AI CITTADINI TALE VOLONTA'. La data della legge
quella della promulgazione

Dopo la promulgazione segue la pubblicazione, che consiste nella stampa e


messa in vendita del testo promulgato L'art. 73 della costituzione stabilisce che
le leggi entrino in vigore (cio diventino obbligatorie per i cittadini) il 15
giorno dopo la pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" (a meno che la legge
stessa non stabilisca termini diversi). Lintervallo tra la pubblicazione e
lentrata in vigore si denomina vacatio legis. Essa serve a consentire ai
cittadini (e ai giudici e agli amministratori pubblici) di prendere conoscenza
del suo contenuto. In caso di urgenza il Parlamento pu eliminare la vacatio
legis, e la legge entra in vigore immediatamente. Quando il testo
particolarmente complesso invece, la vacatio legis pu essere allungata.

Dopo la promulgazione di ha lentrata in vigore. Ci significa che da quel


momento essa diventa obbligatoria per tutti.

Come si indica una legge ordinaria del Parlamento


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Ogni legge viene identificata attraverso tre elementi: 1) il termine "legge"; 2) la


data della promulgazione; 3) un numero, secondo l'ordine della pubblicazione (la
numerazione inizia da capo ogni anno a partire dal primo gennaio). Per esempio,
la legge che ha introdotto le monete metalliche da mille lire viene indicata nel
seguente modo: "legge 7 aprile 1997 n. 96". Questa dizione permette di
individuare una legge e di trovarne il testo sulla "Gazzetta Ufficiale". Essa ci dice
che si tratta di una legge (e quindi stata approvata dal parlamento), che stata

promulgata dal presidente dalla repubblica il 7 aprile 1997 e che il 96 atto


normativo pubblicato quell'anno sulla "Gazzetta Ufficiale". La stessa legge
potrebbe essere citata anche in forma pi breve: per esempio, "legge n. 96 del
1997" oppure "l. 96/1997" Il testo di ogni legge inoltre preceduto da un titolo
(detto "rubrica"). Nel nostro esempio la rubrica : "Norme in materia di
circolazione monetaria". Talvolta nel linguaggio politico e giornalistico si usa
citare determinate leggi con il nome del ministro o del parlamentare che le hanno
proposte. Per esempio la legge 13 maggio 1982, n. 646, contro la mafia, viene
normalmente citata come "legge La Torre" dal nome del deputato che l'ha
promossa

Le leggi regionali e gli statuti regionali


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Le leggi regionali sono deliberate dal Consiglio regionale, promulgate dal


Presidente della Regione e pubblicate sul Bollettino Ufficiale .
Le leggi regionali incontrano alcuni limiti:

La Costituzione

Vincoli derivanti dallordinamento dellUnione Europea

Vincoli derivanti dagli obblighi internazionali assunti dallItalia

La unit e indivisibilit della Repubblica

Il proprio territorio

Lo Statuto regionale

Particolari principi costituzionali (obbligo di copertura finanziaria per le leggi


che comportano spese; etc.)

In alcune materie le leggi regionali debbono essere precedute da una legge statale
(detta legge-quadro) che fissa i principi fondamentali cui esse dovranno
ispirarsi. Si parla di potest legislativa regionale concorrente.
In tutte le materie non indicate come necessitanti di una legge-quadro e non
comprese tra quelle riservate allo Stato dallart. 117, le regioni hanno una potest
legislativa regionale esclusiva.

Le regioni hanno uno statuto regionale cio una legge fondamentale della loro
autonomia.
Gli statuti speciali delle cinque regioni a statuto speciale contengono lintera
disciplina della loro autonomia (rapporti con lo Stato e con gli enti locali; materie
attribuite alla cura delle regioni stessa; potest legislativa e amministrativa,
controlli e finanza) e lorganizzazione dei poteri regionali (la forma di governo
della regione). Essi sono contenuti in leggi costituzionali e sono dunque atti dello
Stato.
Gli statuti ordinari delle regioni a statuto ordinario hanno invece una portata pi
limitata, poich la disciplina dellautonomia delle altre quindici regioni
contenuta una volta per tutte nella Costituzione. Essi si limitano alla
organizzazione dei poteri regionali: determinano in armonia con la Costituzione
la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento.;
regolano il diritto di iniziativa (dei cittadini e degli enti locali) e del referendum su
leggi e provvedimenti amministrativi della regione e la pubblicazione delle leggi e
dei regolamenti regionali. Gli statuti ordinari sono approvati dal Consiglio
regionale con una procedura speciale, che comprende tra laltro maggioranze pi
elevate e la possibilit per il Governo di rivolgersi alla Corte Costituzionale entro
30 giorni dalla pubblicazione dello Statuto.

Come si indica una legge regionale


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Le leggi regionali sono facilmente riconoscibili. Esse recano le parole: "legge


regionale" seguita dal nome della regione, dalla data della promulgazione e da un
numero d'ordine. Per esempio la legge della regione Lombardia sulla caccia
intitolata "Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela
dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attivit venatoria" viene cos indicata:
"Legge regionale Lombardia 16 agosto 1993 n. 26" Il testo di ogni legge regionale
preceduto dalle seguenti tre frasi rituali: "Il Consiglio regionale ha approvato";
"Il Commissario del Governo ha apposto il visto"; "Il presidente della giunta
regionale promulga" Esse testimoniano che la procedura prescritta stata

osservata. In fondo compare la firma del presidente della giunta che l'ha
promulgata e il visto del commissario del governo.

I regolamenti della Unione Europea. Le direttive della Unione Europea.


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Gli organi fondamentali della Comunit Europea sono:

Il Consiglio dei Ministri, che riunisce periodicamente i ministri competenti per


le questioni di cui si deve trattare (ad es. per questioni riguardanti la ricerca
industriale si riuniranno i ministri dell'industria) Almeno una volta all'anno,
alla riunione non partecipano i ministri ma i capi di stato, e allora esso prende
il nome di "Consiglio Europeo"

Il Parlamento Europeo, eletto direttamente dai cittadini degli stati membri, che
non ha poteri legislativi, ma solo consultivi e di controllo (ad es. del bilancio)

La Commissione Europea, che costituisce l'apparato esecutivo della Comunit,


con a capo commissari nominati dai vari governi

I regolamenti della Unione Europea, anche detti "regolamenti comunitari", sono


emanati dal Consiglio dei Ministri delle Comunit europee, normalmente su
proposta della Commissione. Il parlamento non ha potere legislativo, ma deve
essere consultato ogni volta che il Consiglio intenda emanare un regolamento
Secondo lart. 189 del Trattato istitutivo della CEE (Comunit Economica
Europea , e poi semplicemente Comunit Europea e dal 1993 Unione Europea ), i
regolamenti comunitari:

Hanno portata generale, cio valgono in tutti gli stati membri

Sono obbligatori

Sono direttamente applicabili in ciascuno degli stati membri. Questo significa


che non c bisogno di trasformarli in norma interna. La loro capacit di
imporsi allinterno dello Stato deriva infatti direttamente dalla citata norma
del trattato CEE.

Il diritto comunitario, nelle materie di competenza, prevale su quello nazionale


(primato del diritto comunitario).Se un giudice del nostro paese si trova
dinanzi a un regolamento comunitario e a una norma di diritto italiano (anche

una legge ordinari) deve applicare il primo al posto della seconda, perch cos
obbligato a fare dal cit. art. 189 del trattato CEE. Ci, naturalmente, solo nelle
materie che competono allUnione
Natura diversa dai regolamenti hanno le direttive comunitarie (ad es. in tema di
compilazione dei bilanci delle societ per azioni o di protezione dellambiente). Le
direttive non consistono in norme direttamente applicabili allinterno degli stati
membri, ma indicano a questi ultimi degli obiettivi obbligatori, che dovranno
essere raggiunti attraverso lemanazione di norme interne adeguate allo scopo,
Sono perci norme che vincolano gli stati ma non i cittadini.
Per provvedere allesecuzione delle direttive ogni anno viene approvata una legge,
detta legge comunitaria, che contiene deleghe al Governo a provvedere
allemanazione didecreti legislativi delegati di esecuzione e, quando la materia sia
di competenza regionale, detta le norme alle quali le leggi regionali dovranno
attenersi.

I decreti legislativi
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Sono adottati dal governo sulla base di una apposita delega conferita dal
parlamento con legge, e sono emanati con un decreto del Presidente della
Repubblica. La legge di delegazione deve definire l'oggetto della delega, stabilire
i principi e i criteri direttivi a i quali il legislatore delegato deve attenersi,
determinare il tempo entro il quale la delega deve essere utilizzata

I decreti-legge
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Sono adottati direttamente dal governo, sotto la sua responsabilit, quando si


manifestino casi straordinari di necessit e urgenza, nei quali sarebbe difficile
l'intervento tempestivo del Parlamento nelle forme ordinarie. Il decreto-legge
viene

emanato

dal

Presidente

della

Repubblica

ed

entra

in

vigore

immediatamente. Esso per ha una vita precaria perch destinato a decadere fin

dall'inizio, cio a essere considerato come mai emanato, se non convertito in


legge entro 60 giorni dal Parlamento.
Decreti legislativi, Decreti-legge, leggi ordinarie del parlamento, referendum
abrogativo, costituiscono la categoria degli atti aventi forza di legge

Il referendum abrogativo
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E' una vera e propria fonte, anzi, un "atto avente forza di legge", cio una fonte
primaria. Solo che una fonte "negativa": pu abrogare una norma ma non
crearne una nuova.
Le leggi e gli atti aventi forza di legge possono essere abrogati, integralmente o
parzialmente, per mezzo del referendum. Il referendum pu essere richiesto da
500.000 elettori o da 5 consigli regionali e la legge viene abrogata se a favore
dell'abrogazione si esprime la maggioranza dei voti validi e se al voto ha
partecipato la maggioranza degli aventi diritto.

Luso del termine decreto per indicare una fonte


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In generale gli atti del governo che contengono decisioni giuridicamente efficaci
assumono la denominazione di decreti. Occorre per notare che il termine
"decreto" ha un valore puramente formale: sotto tale denominazione possono
essere emanati sia atti aventi forza di legge, sia regolamenti, sia provvedimenti
amministrativi (per esempio un decreto di nomina, un decreto di espropriazione).
Inoltre il termine "decreto" non viene usato solo per gli atti del governo o dei
ministri, ma anche per atti compiuti da altri organi della pubblica
amministrazione (per esempio i decreti del prefetto) o dagli enti locali (per
esempio i decreti dei sindaci) o dai giudici (nel corso di un processo un giudice
pu, nei casi stabiliti dalla legge, dare ordini attraverso un proprio decreto)

Come si indica un decreto-legge


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decreti-legge

vengono

pubblicati

sulla

"Gazzetta

Ufficiale"

con

la

denominazione di "decreto-legge", seguita dalla data di emanazione da parte del


capo dello stato e da un numero d'ordine. Nel preambolo devono essere indicate le
circostanze straordinarie di necessit e urgenza che ne giustificano l'adozione. Per
esempio il decreto-legge che ha disposto interventi straordinari per l'afflusso di
stranieri provenienti dall'Albania viene indicato: "decreto-legge 20 marzo 1997 n.
60". Quando il decreto-legge viene convertito si usa citare anche la legge di
conversione (in questo esempio: legge 19 maggio 1997 n. 128). E' importante fare
riferimento anche alla legge di conversione perch questa pu aver introdotto
alcune modifiche al testo originario del decreto.

Come si indica un decreto legislativo


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Dal 1989 i decreti legislativi vengono emanati sotto la denominazione di "decreto


legislativo". Per esempio il decreto con cui stato emanato il nuovo codice della
strada viene INDICAto: "decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285" Nel
preambolo indicata la legge delega a cui il decreto d attuazione (in questo caso
si tratta della legge 13 giugno 1991 n. 190). Prima del 1989 i decreti legislativi
venivano emanati sotto la denominazione di "decreto del presidente della
repubblica (spesso abbreviata con la sigla "d.p.r."). Per esempio, il nuovo codice
di procedura penale stato emanato con un decreto legislativo indicato: "d.p.r. 22
settembre 1988 n. 447". Tale denominazione poteva creare confusione perch
veniva usata anche per i regolamenti governativi che non hanno forza di legge e
per numerosi provvedimenti amministrativi, ed stata perci modificata, per
permettere di distinguere pi facilmente quei decreti del governo che sono
emanati su delega del Parlamento e hanno quindi forza di legge

I regolamenti: I soggetti che possono emanarli

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Con la parola "regolamento" si intende ogni fonte diversa dalla legge e avente
una forza inferiore alla legge. Per "regolamento" si intende quindi "fonte
secondaria"
Talvolta, invece che di regolamenti, le fonti secondarie prendono il nome di
"statuti", quando riguardano la disciplina della organizzazione dell'ente pubblico
e del suo funzionamento. Si tenga per presente che nel caso delle Regioni, gli
Statuti sono norme di livello primario, pari a quello delle leggi regionali.
Il potere di emanare regolamenti, statuti, leggi regionali, quando appartiene non
allo Stato, ma ad un ente pubblico diverso dallo Stato, costituisce quella che viene
chiamata "autonomia", cio la capacit di creare proprie norme giuridiche. E
"autonomo" chiamato l'ente dotato di questa potest
I regolamenti, in quanto sono fonti secondarie possono essere sottoposti al
controllo di un giudice, che pu annullarli o dichiarare che non vanno osservati
nel caso che sta giudicando
I regolamenti possono essere emanati da molti organi ed enti:
Organi centrali del potere esecutivo dello Stato (Governo, Ministri, Presidente
del Consiglio)
Organi periferici del potere esecutivo dello Stato (ad esempio, il Veterinario
provinciale o il Prefetto)
Enti pubblici territoriali (Regioni, Province e Comuni)
Enti pubblici non territoriali (ad esempio le Camere di Commercio)
Un ente pubblico emana molte prescrizioni che prendono spesso il nome di
"regolamenti", che riguardano i servizi da esso forniti (ad esempio regolamento
di una biblioteca, di un ospedale), o la propria organizzazione interna (ad
esempio le procedure che gli uffici postali debbono seguire per l'invio di denaro).
Ma non tutte queste prescrizioni costituiscono regolamenti, anche se hanno
questo nome: solo quando una norma primaria attribuisce all'ente il potere di
emanare tali prescrizioni esse costituiscono vere e proprie norme giuridiche
(secondarie). Negli altri casi si tratta di semplici "norme interne", rivolte agli
utenti dei servizi dell'ente o alle persone che lavorano nell'ente, norme che non

possono essere fatte valere di fronte al giudice, ma solo autorizzare l'ente ad


irrogare una sanzione (multa, ammenda ecc).

La potest normativa del Governo


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Il Governo ha una potest normativa sia primaria (decreti legge e decreti


legislativi) sia secondaria (regolamenti). Ambedue le potest sono state
disciplinate in modo organico dalla legge n. 400 del 1988 la quale ha inoltre
definito con precisione le competenze del presidente del consiglio e quelle del
Consiglio dei ministri, fino ad allora regolate in modo ambiguo dalle scarne e
poco limpide indicazioni fornite dall'art. 95 della Costituzione e da leggi speciali
disorganiche, utilizzabili per realizzare modalit di funzionamento del Governo
molto diverse tra loro.

I regolamenti: La procedura di emanazione


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I regolamenti Governativi sono emanati con decreto del presidente della


repubblica dopo deliberazione del consiglio dei ministri, sentito il parere del
consiglio di stato, e, dopo essere stati sottoposti al visto e alla registrazione della
Corte dei conti, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
I regolamenti ministeriali, adottati per regolare materie di competenza del
ministro o di autorit a esso sottordinate sono emanati con decreto ministeriale,
previo parere del consiglio di stato e, sottoposti al visto e alla registrazione della
Corte dei conti, sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
I regolamenti regionali sono emanati dal consiglio regionale, ad eccezione di
Sicilia e Trentino-Alto Adige (dove vengono approvati dalle giunte). Sono
promulgati dal Presidente della Regione. La pubblicazione avviene sul bollettino
della regione oltre che sulla Gazzetta Ufficiale

I regolamenti di Province e Comuni sono emanati dal consiglio provinciale o dal


Consiglio comunale Sono sottoposti al controllo di legittimit da parte di un
organo regionale chiamato CORECO (Comitato Regionale di Controllo)
Gli statuti e i regolamenti degli enti pubblici locali non territoriali sono emanati
ad opera del massimo organo deliberante dell'ente. Gli statuti degli enti sottoposti
a vigilanza dello Stato sono, di regola, approvati con decreto del Capo dello stato,
su proposta del ministro competente per materia, sentito il parere del Consiglio di
Stato. Sono assoggettati a controlli statali o regionali. Gli statuti sono pubblicati
nella "Gazzetta Ufficiale" o nel "Bollettino" della regione, a seconda che
l'autorit competente per il controllo sia quella statale o regionale; i regolamenti
sono pubblicati, di regola, mediante affissione agli albi dei rispettivi enti.
L'entrata in vigore decorre, come norma, dalla data di pubblicazione, salvo che
non sia previsto un periodo di "vacatio".

I regolamenti: I vari tipi


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Regolamenti esecutivi di leggi o decreti legislativi


Regolamenti emanati dal Governo o dai ministri per permettere l'esecuzione
e l'attuazione di una legge dello Stato, o dalle regioni per permettere
l'esecuzione di una legge regionale.
Nelle materie non coperte da riserva assoluta di legge, il Governo pu
disciplinare in dettaglio una materia regolata dalla legge anche senza che
tale potere gli sia conferito dal legislatore: infatti tali regolamenti sono
spesso previsti dalla stessa legge, ma il potere esecutivo pu emanarli anche
senza permesso, tranne che non vi sia una riserva di legge.
Lo Stato pu delegare alla Regione la emanazione di una legge regionale di
esecuzione di una propria legge ordinaria.

Regolamenti

organizzativi.

Sono

emanati

per

l'organizzazione

il

funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate


dalla legge:

Dal Governo. Stabiliscono le regole che riguardano sia gli organi sia gli uffici
della Pubblica Amministrazione.
Da enti pubblici diversi dallo Stato. Per quanto riguarda gli enti diversi
dallo Stato, gli Statuti di tali enti contengono una parte notevole di norme
organizzative del proprio apparato amministrativo.

Regolamenti delegati.
Emanati dal Governo. La legge abilita il Governo a emanare regolamenti su
determinate materie anche in deroga alle disposizioni contenute nelle leggi
ordinarie vigenti. Mentre in passato potevano derogare e innovare rispetto alla
particolare legge indicata nell'autorizzazione parlamentare, oggi il Parlamento
si limita ad indicare l'area in cui essi possono porre norme; in tal modo il loro
campo di azione si molto allargato, ed essi non necessitano di essere
autorizzati volta per volta.

Regolamenti di attuazione di direttive CEE.


Emanati dal Governo. E' stato previsto che l'attuazione di direttive CEE
avvenga, invece che con legge, con regolamenti governativi caratterizzati da un
procedimento particolare.

Regolamenti indipendenti.
Emanati dal Governo. Sono regolamenti che pongono norme in materie
lasciate vuote dalle fonti primarie

Regolamenti di attuazione e integrazione.


Emanati dal governo. Sono destinati a sviluppare, fuori delle materie riservate
alla competenza regionale, la normazione "di principio" posta da fonti
primarie |Con i regolamenti di "attuazione e integrazione" si estende al
regolamento lo schema gi adottato dall'art. 117 Cost. per la legislazione
regionale concorrente: la legge del Parlamento si limita alla semplice posizione
dei principi della materia da regolare, mentre la fonte regolamentare si
sviluppa in parallelo alla legislazione regionale, pur conservando la sua natura
di fonte secondaria.

Regolamenti di disciplina dei rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base


ad accordi sindacali.
Emanati dal Governo, dal Consiglio Regionale, dal Consiglio provinciale, dal
Consiglio comunale

Statuti di enti pubblici


Lo statuto di un ente pubblico riguarda la disciplina della propria
organizzazione e del suo funzionamento. La potest di creare in tutto o in parte
il proprio statuto (in parte perch lo Stato pu riservarsi di porre le norme pi
importanti) tipica di quasi tutti gli enti pubblici
Gli statuti delle Regioni non sono regolamenti (norme secondarie) ma norme
primarie di livello pari a quello delle leggi regionali

Regolamenti con cui Regioni, Province, Comuni e alcuni altri enti pubblici
disciplinano lo svolgimento ordinato di attivit dei cittadini o coordinano
l'azione di altri enti pubblici nei settori di propria competenza
Ad esempio:
Regolamenti edilizi (comuni)
Regolamenti sul commercio (comuni o regioni)
Regolamenti sulla lotta alle malattie delle piante (camere di commercio)
Norme regionali sugli enti locali che operano in materie di loro competenza
(ad es. sugli Istituti di beneficenza e assistenza, sugli ospedali ecc.)

Regolamenti con cui Regioni, Province, Comuni e altri enti pubblici regolano la
organizzazione del proprio apparato (amministrativo)
Riguardano criteri e regole per il funzionamento degli uffici, ripartizione delle
competenze tra gli uffici, diritti e doveri dei dipendenti, contabilit ecc.

Regolamenti con cui le regioni disciplinano il proprio potere di controllo sugli


enti locali come Province, Comuni, e altri enti locali

Regolamenti con cui enti locali disciplinano gli organi che consentono la
partecipazione e l'accesso dei cittadini alla amministrazione (ad esempio
consigli di quartiere)

Regolamenti con cui Regioni, Province, Comuni e altri enti pubblici


disciplinano l'amministrazione e l'uso del proprio patrimonio, anche da parte
di terzi a cui sia permesso usarne (es. visita di un parco pubblico regionale)

Regolamenti con cui un ente pubblico regola i rapporti con coloro che
usufruiscono del servizio che esso fornisce. Ad esempio, il regolamento di una
biblioteca, di una piscina comunale, di uno stadio comunale.

Regolamenti con cui l'ente pubblico disciplina l'esercizio di sue pretese nei
confronti del cittadino Ad esempio i regolamenti tributari con cui i comuni
disciplinano la riscossione dei tributi comunali

I regolamenti: Come si indica un regolamento


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Tanto

regolamenti

governativi

quanto

quelli

ministeriali

recano

la

denominazione ufficiale di "regolamento". I regolamenti governativi sono


emanati con "decreto del presidente della repubblica" ("d.p.r."). I regolamenti
del presidente del consiglio sono emanati con "decreto del presidente del consiglio
dei ministri" ("d.c.p.m."). I Regolamenti ministeriali sono emanati con "decreto
ministeriale" ("d.m.")

I regolamenti: Diversi significati della parola regolamento


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Da quanto abbiamo detto sinora, si vede che la parola regolamento usata in


significati del tutto diversi:

Per indicare

fonti

primarie

(Regolamenti

della Comunit

Europea;

Regolamenti degli organi costituzionali)

Per indicare fonti

secondarie

(Regolamenti

governativi;

Regolamenti

ministeriali; Regolamenti del Presidente del Consiglio)

Per indicare atti amministrativi (ad es. il Prefetto, in caso di pubbliche


calamit pu emanare dei provvedimenti urgenti chiamati "regolamenti")

Le consuetudini
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La consuetudine non la volont di un organo dello Stato, ma una regola di


comportamento che si ricava dall'osservazione dei comportamenti del gruppo dei

cittadini. Quando si osserva che un comportamento costante tenuto per un


lungo tempo dalla maggior parte dei membri del gruppo, e che la maggioranza
dei membri ritiene tale comportamento obbligatorio e doveroso, anche se esso
non previsto dalla legge, allora nasce una nuova norma giuridica
corrispondente a quel comportamento. Le consuetudini sono insomma delle
regole di comportamento non scritte, che nascono dai rapporti quotidiani. Le
consuetudini non possono andare contro una norma di legge primaria o
secondaria, stabilita da un organo dello Stato. Possono regolare anche materie in
cui non vi sono norme dello Stato.

La pubblicazione delle fonti del diritto


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Le leggi e i decreti contenenti atti del Governo che creano norme giuridiche sono
di regola inseriti nella "Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della
Repubblica", tenuta dal Ministro di Grazia e Giustizia. In tale raccolta sono
inserite tutte le leggi, i decreti contenenti norme necessarie per l'esecuzione delle
leggi e quelli la cui integrale conoscenza interessi la generalit dei cittadini. I
decreti che non presentino tale interesse, vengono inseriti per sunto o per estratto.
Sono esclusi dalla raccolta i decreti che riguardano enti e persone singole, dei
quali basta dare diretta comunicazione agli interessati, e inoltre quelli la cui
pubblicit potrebbe nuocere agli interessi dello stato.
Gli atti inseriti nella raccolta vengono anche pubblicati nella "Gazzetta Ufficiale
della Repubblica"; che costituisce mezzo legale di conoscenza delle fonti dello
Stato.
Per le fonti regionali, prevista la pubblicazione sul "Bollettino ufficiale della
regione".
Dalla pubblicazione su questi mezzi a stampa decorrono i termini dell'entrata in
vigore delle fonti (normalmente 15 giorni per le leggi, a meno che non si disponga
un termine pi corto o pi lungo).
Sulla Gazzetta Ufficiale sono pubblicati anche gli esiti dei referendum abrogativi

Sulla Gazzetta Ufficiale si trovano inoltre gli atti normativi degli organi delle
comunit europee (pubblicati anche a cura delle comunit stesse sulla "Gazzetta
delle Comunit Europee") e le sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano
l'incostituzionalit delle leggi (e la notizia delle sentenze della Corte
Costituzionale che respingono le denunce di incostituzionalit)
Delle sentenze della Corte di Giustizia delle Comunit Europee, anch'esse
importanti, esiste una raccolta ufficiale della Comunit Europea

I vari tipi di rapporti tra le fonti del diritto


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Esistono quattro principali tipi di rapporti tra fonti:

Rapporto di gerarchia
Il conflitto tra norme viene regolato secondo il criterio della gerarchia (caso di
fonti di grado diverso: la fonte di grado superiore prevale sulla fonte di grado
inferiore) e il criterio della abrogazione (caso di fonti di pari grado: la fonte
successiva nel tempo prevale sulla precedente), dal principio di riserva di legge

Rapporto di competenza esclusiva


Il conflitto tra norme viene regolato secondo il criterio di competenza (prevale
la fonte che ha la competenza esclusiva a regolare quella materia)
Le leggi regionali esclusive prevalgono sulle leggi statali

Rapporto di competenza concorrente

Rapporto di delega

Il rapporto di gerarchia tra le fonti del diritto: Il rapporto tra fonti superiori e
inferiori
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Alcune fonti (non tutte) sono tra loro in un rapporto di gerarchia, che distingue
fonti superiori e fonti inferiori.

Le norme create da fonti superiori possono abrogare (eliminare) o modificare le


norme inferiori; le norme inferiori non possono abrogare o modificare le norme
superiori o essere in contrasto con esse.
Le fonti secondarie possono completare le norme delle fonti primarie,
aggiungendosi ad esse, purch:
Non siano in contrasto con le norme primarie
Rispettino i principi posti dalle norme primarie
Vi siano gi delle norme primarie che regolano i punti principali della materia
Le fonti sono dunque poste lungo una scala di importanza:

Fonti "super-primarie" o "costituzionali":


Costituzione
Leggi costituzionali del Parlamento che modificano o integrano la
Costituzione
Statuti delle regioni a statuto speciale (sono leggi costituzionali, ma sono stati
prima deliberati dai consigli regionali)
Norme dei trattati sulla Comunit Europea

Fonti "primarie":
Leggi ordinarie del Parlamento
Leggi regionali
Leggi regionali a competenza esclusiva
Leggi regionali a competenza ripartita o concorrente
Leggi regionali a competenza delegata
Leggi delle province di Trento e Bolzano
Regolamenti della Comunit Europea
Decreti-legge del Governo
Decreti legislativi del Governo
Statuti delle regioni ordinarie
Referendum di abrogazione delle leggi
Regolamenti interni degli organi costituzionali
Regolamento della Camera dei Deputati
Regolamento del Senato
Regolamento della Corte Costituzionale
Regolamento della Presidenza della Repubblica

Regolamento del Consiglio superiore della Magistratura Eccetera

Fonti "sub-primarie" o "secondarie":


Regolamenti del Presidente del Consiglio
Regolamenti del Governo
Regolamenti dei Ministri
Regolamenti di autorit del potere esecutivo diverse dal Governo (es.
prefetti)
Regolamenti delle Regioni, delle Province e dei Comuni
Regolamenti degli enti pubblici non territoriali (diversi da Regioni,
Province, Comuni)

Consuetudini.

Tra le fonti costituzionali e quelle legislative vale il principio di costituzionalit.


Esso significa che una legge o un atto con forza di legge in contrasto con la
Costituzione (o con le leggi costituzionali) incostituzionale e pu perci essere
annullata dalla Corte Costituzionale
Tra le fonti legislative e le fonti secondarie vale il principio di legalit. Esso
significa che un regolamento in contrasto con la legge (o con un atto avente forza
di legge) illegittimo e perci pu essere annullato dai giudici amministrativi.
Tra le fonti di ciascun gruppo non esiste un rapporto di gerarchia: si dice che esse
hanno "pari forza" e nessuna prevale sulle altre. Cos, ad esempio, il decretolegge ha "pari forza" rispetto alla legge del parlamento o al decreto legislativo.
Come si vede, anche il potere esecutivo (Governo) pu emanare norme giuridiche
attraverso regolamenti del Governo o dei Ministri.

Il rapporto di gerarchia tra le fonti del diritto: Il rapporto tra le fonti di pari
grado e il criterio dellabrogazione
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Quando due fonti di pari grato (ad es. due leggi ordinarie del Parlamento), una
pi antica e laltra pi recente, hanno contenuti incompatibili si determina
labrogazione della prima ad opera della seconda. La seconda cio cancella e
sostituisce la prima.

Questa regola si applica esclusivamente tra fonti che si trovano sullo stesso piano
della scala gerarchica, cio di pari grado (tra legge e legge; tra legge, decretolegge e decreto legislativo; tra regolamenti; ecc.). Se le fonti sono di grado diverso
(es. Costituzione e legge), la regola non vale. Labrogazione non opera neanche
tra fonti che regolano per competenza materie distinte (es. lo Stato non pu
abrogare norme regionali in materie attribuite alla competenza della regione).
Si possono avere tre tipi di abrogazione:

Abrogazione espressa: quando la legge successiva espressamente dichiara che


quella precedente abrogata o quando c il referendum abrogativo

Abrogazione implicita: quando la legge successiva regola integralmente la


materia regolata da una legge precedente (es. viene approvato un nuovo codice
civile che sostituisce il precedente)

Abrogazione tacita: quando la legge successiva contiene norme incompatibili


con quelle contenute in una legge precedente

Con labrogazione la legge successiva si sostituisce alla precedente dal momento


in cui entra in vigore.
La legge abrogata continuer a regolare i casi da essa previsti che si sono
realizzati prima della abrogazione. La nuova legge, invece, riguarder soltanto i
casi che si realizzano successivamente

Fonti primarie e fonti secondarie


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Le fonti secondarie provengono da autorit del potere esecutivo o da enti locali


Le fonti secondarie possono essere giudicate dal giudice ordinario e
amministrativo. Quelle primarie solo dalla Corte costituzionale.
Le fonti primarie sono anche chiamate "atti aventi forza di legge"
Tra norme primarie e norme secondarie c' una importantissima differenza: Il
giudice dovr sempre applicare le norme primarie senza poterne contestare la
validit, mentre potr, prima di applicare le norme secondarie, verificare la loro
validit, e cio

la loro conformit alle norme primarie: se il caso, potr

dichiarare illegittime delle norme secondarie, ma MAI delle norme primarie o


super-primarie.
Ad esempio, una fonte secondaria in contrasto con la costituzione sarebbe
illegittima e quindi giudicabile dal giudice ordinario, e non dalla Costituzione.
Le norme secondarie sono soggette al principio di legalit, per cui non possono
mai contrastare da norme di fonti primarie

La "delegificazione"
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Una volta che una legge (o altra fonte primaria) ha regolato una materia, per
cambiarne i principi occorre un'altra legge. Questo molto scomodo in molti casi
in cui si ha bisogno che le norme siano sempre aggiornate: l'attesa di una legge
del Parlamento pu essere troppo lunga. Si proposto da parte di molti
parlamentari di "delegificare" queste materie, stabilendo che da quel momento in
avanti le norme saranno poste solo da fonti secondarie.

Il rapporto di competenza esclusiva tra fonti del diritto


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Tra due fonti pu esistere un rapporto di competenza, per cui una fonte (ad es. la
legge regionale) ha delle materie riservate a lei e a lei sola, e le altre fonti non
possono emanare norme in tali materie. Ecco di seguito i casi principali:

Esiste un rapporto di competenza tra leggi delle regioni riguardanti certe


materie, e altre fonti primarie dello Stato: vedi in proposito quanto detto sulle
leggi regionali

Esiste un rapporto di competenza tra i regolamenti di un ministro e quelli di un


altro ministro. In genere, per quanto riguarda le norme emanate da una
autorit amministrativa, si applica il principio per cui queste non possono
riguardare materie per cui l'autorit stessa non ha competenza.

Il principio di competenza si applica non soltanto tra fonti del diritto, ma


anche tra atti che creano prescrizioni che non sono norme giuridiche, specie tra
atti amministrativi.

Un caso particolare di applicazione del principio di competenza si ha con le


"riserve di legge". Si ha una riserva di legge quando la Costituzione riserva la
disciplina di una determinata materia alla legge del Parlamento e/o ad altre
fonti di pari grado. Le riserve di legge sono previste nelle materie considerate
politicamente pi importanti, nelle quali si vuole quindi una disciplina dettata
dal massimo organo rappresentativo del nostro ordinamento e con le garanzie
democratiche che questo consente.
Sono riservate alla legge, per esempio, le regole che toccano le libert
fondamentali, quelle che stabiliscono i reati e le pene o i tributi e altre ancora.
Se la riserva di legge "assoluta" le norme che regolano la materia debbono
provenire esclusivamente dalla legge del Parlamento. Se la riserva di legge
"relativa" possibile, per le fonti inferiori (secondarie) emanare norme in
quella materia, ma solo per completare le norme della legge e rispettando i
principi posti da queste

Un altro caso di competenza quello dei regolamenti creati dal consiglio dei
ministri della Comunit Europea (cosiddetti "regolamenti comunitari"). Il
regolamento prevale sulla legge dello Stato ad esso anteriore e non pu essere
modificato da una legge dello stato successiva, purch le sue norme riguardino
le materie che i Trattati di Roma hanno riservato alla Comunit Europea.

Un altro caso di competenza quello dei regolamenti degli organi costituzionali


(Camera, Senato, Corte Costituzionale) che non possono essere emanati dal
Parlamento, ma dai componenti dello stesso organo. Un altro caso di
competenza quello delle intese con confessioni religiose diverse dalla cattolica
e del concordato con la Chiesa Cattolica

La competenza della Legge del Parlamento generale: a parte le materie


riservate a fonti diverse (come le leggi regionali), la legge del Parlamento pu
regolare qualsiasi materia. Altre fonti non hanno competenza generale. Ad
esempio i regolamenti del Ministro dell'Industria non potranno riguardare che il
campo di azione del suo ministero.

Le riserve di legge
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In vari casi la Costituzione stabilisce che una determinata materia sia regolata
dalla legge e non dal regolamento (riserva di legge).
Ad esempio lart. 13 della Costituzione stabilisce che la libert personale pu
essere limitata nei soli casi e modi previsti dalla legge; lart. 23 Cost. stabilisce
che nessuna prestazione personale o patrimoniale (ad es. le imposte e le tasse) pu
essere imposta se non in forza di una legge; lart. 25 Cost stabilisce che nessuno
pu essere punito se non in forza di una legge; lart. 42 stabilisce che la
propriet privata pu essere espropriata nei casi preveduti dalla legge.
La ragione della riserva di legge semplice: il Parlamento lorgano
maggiormente rappresentativo ( eletto a suffragio universale, cio con il voto di
tutti i cittadini, e in esso sono rappresentate tutte le forze politiche, di
maggioranza e di opposizione) e agisce sotto il costante controllo dellopinione
pubblica; il Governo, viceversa un organo ristretto che esprima le sole forze
della maggioranza e, per di pi, i suoi lavori sono riservati e non controllabili
dallesterno. Per queste ragioni di democrazia e di garanzia dei cittadini la
costituzione vuole che le materie pi importanti siano riservate alla legge e
dunque disciplinate dal Parlamento, direttamente o indirettamente
Le materie sottoposte a riserva di legge possono essere disciplinate dalla legge ma
anche da un atto avente forza di legge (decreto-legge e decreto-legislativo): anche
in queste ipotesi infatti il Parlamento pu controllare il contenuto delle norme
giuridiche approvate dal Governo
Le riserve di legge assolute sono quelle che impongono al legislatore di regolare
integralmente la materia. Di conseguenza sono esclusi tutti i regolamenti tranne
quelli puramente esecutivi (che non aggiungono nulla di nuovo alla legge).
Le riserve di legge relative sono quelle che richiedono soltanto che la legge detti i
criteri generali mentre la loro realizzazione pu avvenire con regolamenti
autorizzati
Le riserve di legge rinforzate non ammettono regolamenti ma solo la legge

Il rapporto di competenza ricorrente o ripartita tra fonti del diritto


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Per determinate materie, possibile che le norme pi importanti (i cosiddetti


principi generali o fondamentali) sono riservate ad una fonte, mentre tutte le altre
norme, purch non contrastino con i principi generali o fondamentali, sono
riservate ad un'altra fonte.
Questo ad esempio il caso di alcune materie previste dall'art. 117 della
Costituzione: esse sono riservate alle Regioni, ma i principi generali sono riservati
allo Stato.

Il rapporto di delega
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Una fonte pu delegare un'altra a regolare una certa materia, fissando i principi
generali.
Un esempio si ha con i decreti legislativi, che debbono essere autorizzati dal
parlamento con una legge di delega che contiene i principi e i criteri direttivi.
Un altro esempio si ha con la delega che una legge del Parlamento fa ad una
regione ad emanare norme per l'attuazione di leggi dello Stato.

Lefficacia della legge nel tempo: retroattivit e irretroattivit del diritto


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Secondo lart. 11 delle Disposizioni sulla legge in generale (che sono allinizio del
Codice Civile) la legge non dispone che per lavvenire, cio non ha effetto
retroattivo. Una legge irretroattiva (irretroattivit della legge) si applica invece
solo ai casi che si verificano successivamente alla sua entrata in vigore. Una legge
retroattiva (retroattivit della legge) si applica ai casi gi verificatisi, regolati
inizialmente da una legge diversa.

Lirretroattivit della legge molto importante. Se non ci fosse, i cittadini


sarebbero nelle mani del legislatore, che potrebbe sempre rimetter in discussione i
rapporti giuridici passati e non si avrebbe alcuna certezza del diritto: i cittadini
non saprebbero come comportarsi per non violare la legge.
La regola della irretroattivit della legge derogabile: poich il codice civile (che
contiene lart. 11) stato approvato con decreto legislativo, le sue norme possono
essere derogate da norme successive di legge. Se tuttavia una legge tace sulla sua
retroattivit vale lart. 11 e la si deve considerare irretroattiva.
Lunico campo in cui la retroattivit vietata dalla Costituzione la materia
penale: nessuno pu essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in
vigore prima del fatto commesso. La irretroattivit penale riguarda solo le legge
successive meno favorevoli ma non quelle pi favorevoli.

Il controllo sulle fonti


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Il controllo sul rispetto da parte dei regolamenti delle norme dei Trattati della
Comunit non spetta alla Corte Costituzionale italiana, ma alla Corte di Giustizia
delle Comunit europee

Il problema del fondamento del diritto


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Sono fonti del diritto quelle previste da altre fonti. Ma queste ultime, per essere
fonti, a loro volta devono essere previste da altre fonti precedenti. In questo
modo, si apre una rincorsa allinfinito a cui occorre trovare un termine. Questo
termine la fonte pi elevata, la quale non si fonda su nessun altra. Questa fonte
la Costituzione. Essa vale di per s: d vita alle altre fonti ma non trae vita da
nessunaltra fonte. Si potrebbe dire che la fonte delle fonti .
Questo non significa che la Costituzione non abbia a sua volta un fondamento.
Essa vale perch si basa sullaccettazione sociale diffusa. Le forze della societ

che hanno approvato la Costituzione si riconoscono in essa e questo basta perch


essa valga effettivamente come diritto.
Le forze in questione variano storicamente, a seconda dei caratteri del regime
politico. La prima costituzione italiana, lo Statuto del Regno dItalia, fu concessa
dal re Carlo Alberto al Piemonte nel 1848 e poi esteso allItalia unita nel 1861. Le
classi dirigenti dellepoca (la nobilt e soprattutto la borghesia liberale) si
riconoscevano in quel documento. Nei regimi democratici del nostro secolo il
potere appartiene a tutto il popolo e questo pu esprimerlo eleggendo assemblee
costituenti, come avvenuto allorigine della nostra Costituzione.

Lapplicazione dellordinamento giuridico: gli atti dei privati, della pubblica


amministrazione, dei giudici
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Le prescrizioni giuridiche ci appaiono legate in tante catene: vediamo ad esempio


che sulla base della Costituzione pu essere fatta una legge, la legge pu
autorizzare il governo ad approvare un regolamento per completare la legge; il
regolamento di attuazione pu rinviare ad ulteriori regolamenti di esecuzione.
Vediamo, ad esempio, che sulla base della Costituzione pu essere fatta una legge
cornice, che pone i principi fondamentali ai quali le regioni devono attenersi;
sulla base di tale legge cornice pu poi essere fatta una legge regionale; in base
alla legge regionale possono infine essere emanati dei regolamenti di esecuzione.
Talvolta, necessario un ulteriore passo: un provvedimento del potere esecutivo:
una ammissione, una concessione, una licenza.

Le partizioni del diritto


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Le norme giuridiche si possono distinguere, a seconda degli interessi protetti, in:

Norme di diritto pubblico

Esse tutelano interessi di tuta la collettivit, sono inderogabili da chiunque e


speciali organi dello stato vigilano sul loro rispetto esercitando la propria
autorit.
Il diritto pubblico regola la forma e lorganizzazione dello Stato, delle Regioni,
delle Province dei Comuni e degli altri enti pubblici; disciplina anche i rapporti
tra cittadini e rispettivamente stato regioni province e comuni. Poich Stato,
Regioni, Province e comuni sono portatori di interessi collettivi, i rapporti fra
questi e il singolo cittadino non si svolgono su un piano di parit
Le norme di diritto pubblico si distinguono a loro volta in:

Norme di diritto costituzionale


che comprendono le norme fondamentali della vita politica, relative allo
Stato, alla sua organizzazione (Parlamento, Governo, Presidente della
Repubblica ecc.) e ai rapporti con i cittadini (diritti e doveri, principio di
uguaglianza ecc.)

Norme di diritto amministrativo


che

disciplinano

lapparato

pubblico,

denominato

pubblica

amministrazione (i ministeri, gli enti pubblici, i dipendenti pubblici), il suo


funzionamento (i tipi di atti, i procedimenti, i poteri ecc.) e i suoi rapporti
con i singoli cittadini

Norme di diritto penale


che stabiliscono quali sono i reati e le pene previste per coloro che li hanno
commessi

Norme di diritto processuale


che riguardano i diversi procedimenti che si svolgono dinanzi ai giudici,
riguardanti le controversie relative allapplicazione del diritto civile, penale
e amministrativo
Le norme di diritto processuale si distinguono a loro volta in:

Diritto processuale civile

Diritto processuale penale

Diritto processuale amministrativo

Diritto processuale tributario

Che regola anchesso un processo amministrativo: quello dinanzi alle


commissioni tributarie nel caso di tributi che si ritengono ingiustamente
pagati

Norme di diritto privato


Che invece tutelano interessi dei singoli e sono spesso derogabili dalla contraria
volont dei soggetti privati (ad esempio le norme che prevedono i singoli tipi di
contratti possono essere lasciate da parte dai singoli se vogliono stipulare un
contratto diverso, non previsto dalla legge). Della loro osservanza lo Stato
(attraverso i suoi giudici) si occupa solo se il singolo privato che ne ha interesse
lo richiede.
Il diritto privato regola i rapporti tra i diversi soggetti privati: le persone
fisiche, le associazioni, le societ ecc. Nella maggior parte dei casi tali rapporti
si svolgono su un piano di parit e in essi la libera volont dei soggetti che
hanno rapporti tra loro assumer unimportanza fondamentale: quando non c
contrasto con un interesse pubblico lordinamento giuridico lascia i privati
liberi di agire come vogliono, di gestire come preferiscono la propria vita o i
propri affari (cosiddetta autonomia dei privati). Cos il possibile compratore
e il possibile venditore di una casa decidono liberamente se accordarsi per un
contratto di compravendita di quella casa oppure no; ognuno pu decidere se
fare testamento, se sposarsi o no e, se s, con chi. In questi casi la legge
stabilisce solo alcune regole che limitano lautonomia dei privati riguardo
aspetti che non sono indifferenti per lordine sociale.
Le norme di diritto privato si distinguono a loro volta in pi settori, i pi
importanti dei quali sono:

Norme di diritto civile


che si occupano delle persone, della famiglia, delle successioni, della
propriet e degli altri diritti reali, delle obbligazioni, dei contratti e della
tutela dei diritti

Norme di diritto commerciale


Che regolano limpresa e limprenditore (individuale e collettivo), i contratti
relativi allattivit di impresa, i titoli di credito, il fallimento, i brevetti ecc.
Tra le norme di diritto commerciale ricordiamo:
Norme di diritto societario

Norme di diritto fallimentare

Norme di diritto del lavoro


Che si occupano del rapporto di lavoro dipendente (lavoro subordinato)

Norme di diritto agrario

Norme di diritto internazionale privato


Sono le norme dettate da uno stato per casi che coinvolgono un cittadino o
un bene straniero o avvengono tra cittadini ma in territorio straniero (es. un
matrimonio, un contratto). In questi casi occorre una norma dello stato per
decidere se applicare il diritto nazionale o lasciare che sia applicato il diritto
dello stato straniero.

Utilizzando un altro criterio possiamo invece distinguere:

Norme di diritto interno


Sono le norme prodotte dallo Stato

Norme di diritto esterno


Le norme di diritto esterno si distinguono a loro volta in:

Norme di diritto internazionale


che vale nelle relazioni tra gli stati, cio tra uno stato e un altro (o vari stati)

Norme di diritto comunitario


Che si applica nel territorio degli stati membri dellUnione Europea. Esso
un diritto che non proviene dai loro organi, ma da quelli di una speciale
comunit di stati di cui fanno parte, che appunto lUnione Europea.

Norme imperative, dispositive, suppletive


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Mentre le norme del diritto pubblico sono tutte imperative, nel diritto privato (ad
es. nel Codice Civile) possiamo distinguere le norme imperative (o cogenti, o
assolute, o di ordine pubblico in senso lato) dalle altre, dette norme relative. Le
norme imperative si impongono in ogni caso: ad es gli articoli 162, 1229, 1613,
1647-1654. Le altre invece sono quelle derogabili dalle parti. Da alcuni,
nellambito di questa seconda categoria, si suole fare ulteriore distinzione tra
norme dispositive che regolano un rapporto, ma poi prevedono che lespressa

volont delle parti possa disciplinarlo in modo anche diverso (es. art. 1282), e
norme suppletive, le quali intervengono a disciplinare tutto un rapporto soltanto
in mancanza della volont delle parti (es. art. 1063 e seguenti). Le prime,
dispositive, sono in sostanza ispirate a fini di utilit generale, ma fanno salvo un
eventuale prevalente interesse contrario del privato; le seconde sono stabilite
nellinteresse del singolo, per supplire a una sua deficiente manifestazione di
volont.

Il diritto internazionale privato.


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Vi possono essere questioni in cui si intrecciano legislazioni di stati diversi


Si pensi ad un divorzio tra marito e moglie che hanno diversa cittadinanza;
allesecuzione di un contratto concluso in uno stato, tra due soggetti di diversa
nazionalit, riguardante un bene che in uno stato ancora diverso; alleredit di
un cittadino di uno Stato, che ha fatto testamento in un secondo stato a favore di
un cittadino avente altra nazionalit, i cui beni sono in un terzo stato ecc.
In questi casi occorre stabilire quale legge deve essere applicata. Ci avviene
rinviando a una delle legislazioni degli stati interessati. In questo modo si d
spazio a un ordinamento e contemporaneamente se ne toglie agli altri
determinando lefficacia dei diversi ordinamenti giuridici nello spazio.
Il rinvio fatto dalla legge italiana (la materia disciplinata dalla legge 31 maggio
1995 n. 218), la quale indica quale legislazione potr essere applicata nei diversi
casi. Queste norme di rinvio a legislazioni straniere si denominano diritto
internazionale privato
Questa formula pu trarre in inganno: non si tratta di diritto internazionale vero
e proprio, ma di diritto interno. Esso diritto privato perch riguarda solo i
rapporti regolati dal diritto privato. Il diritto pubblico applicabile in Italia solo
quello italiano. Linderogabilit della legge italiana ad esempio espressamente
stabilita per la materia penale e in genere di polizia e sicurezza pubblica. Nel caso
delle materie regolate dal diritto pubblico sono in gioco interessi essenziali dello
Stato e perci non si pu ammettere una limitazione alla sovranit italiana

Il diritto internazionale vero e proprio. Le fonti straniere e quelle europee. Il


diritto internazionale privato
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Il diritto internazionale nel vero senso del termine (diverso dal diritto
internazionale privato) linsieme delle norme che regolano i rapporti tra gli
stati. Queste norme possono essere o consuetudini internazionali (come le norme
sulle immunit degli ambasciatori) o trattati (cio accordi) tra Stati particolari.
Linsieme di queste norme costituisce lordinamento internazionale, distinto da
quello (interno) dei singoli stati.
Per quanto riguarda le fonti comunitarie, vedi quanto detto in precedenza

Lordine pubblico
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Vi sono dei casi in cui il nostro ordinamento ammette l'applicazione del diritto
straniero: a) nel caso di una norma di diritto internazionale privato che richiami
una norma straniere; b) nel caso di norme della Comunit Europea; c) nel caso di
convalida del matrimonio avvenuto secondo le norme del diritto della Chiesa; d)
nel caso di societ commerciali estere; e in altri casi ancora.
In tutti questi casi il giudice tenuto a disapplicare le norme straniere se esse
violino le norme e i principi pi importanti, irrinunciabili, del nostro
ordinamento giuridico: ad esempio, il principio della parit tra uomo e donna; le
norme del diritto penale; il principio monogamico (un uomo non pu sposare pi
donne); il principio della inviolabilit del domicilio; ecc. Queste norme e principi
sono precisamente l'"ordine pubblico internazionale".
L'"ordine pubblico internazionale" e l'"ordine pubblico interno" sono diversi
dalle "norme imperative". Le "norme imperative" comprendono TUTTE le
norme inderogabili dell'ordinamento italiano, mentre l'"ordine pubblico
internazionale" e l'"ordine pubblico interno" comprendono solo le norme pi
importanti e irrinunciabili. Ad es. la norma che vieta che in una societ un socio

abbia tutti gli utili o tutte le perdite fa parte delle "norme imperative", ma non
dell'"ordine pubblico internazionale".
Pertanto, un giudice ammetter che una societ straniera possa regolarsi in modo
diverso. Inoltre, l'"ordine pubblico interno" e l'"ordine pubblico internazionale"
comprendono anche i "principi generali dell'ordinamento giuridico".
L'"ordine pubblico interno" un concetto molto vago: dovrebbe comprendere un
maggior numero di norme rispetto all'"ordine pubblico internazionale" e un
minor numero di norme rispetto alle "norme imperative"
Una tipica norma che fa riferimento all'"ordine pubblico interno" l'art. 1343,
richiamato dall'art. 1418 del codice civile, che stabilisce che sono nulli per illiceit
i contratti contrari "Alle norme imperative, all'ordine pubblico e al buon
costume"

La procedura di stipulazione dei trattati internazionali


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Per essere eseguite allinterno degli Stati le norme internazionali debbono


trasformarsi in norme di diritto interno. In linguaggio pi tecnico, si dice che il
diritto interno deve adattarsi alle norme internazionali.
Di solito si approva una norma contenente il cosiddetto ordine di esecuzione
che dice piena e intera esecuzione data al trattato Con questa norma il
trattato diventa anche diritto interno.
Pi precisamente, le fasi per la introduzione

della norma di un trattato

internazionale (che si applicano ancora a tutti gli accordi intergovernativi e ai


trattati relativi allUnione Europea) sono:
Stipulazione, ad opera dei rappresentanti diplomatici (organi del ministero
degli esteri e, nei casi pi importanti, ministri e primi ministri
Ratifica da parte del Presidente della Repubblica (per i trattati pi importanti
occorre che il Presidente sia autorizzato con legge del Parlamento)
Ordine di esecuzione che d efficacia nellordinamento italiano (con decreto
del Presidente o nella legge di autorizzazione)

Non occorrono invece ordini di esecuzione particolari per il diritto internazionale


consuetudinario (detto anche generalmente riconosciuto). Lart. 10 della
Costituzione

prevede

lordinamento

infatti

giuridico

ladattamento

italiano

si

automatico,

conforma

alle

stabilendo

norme

del

che

diritto

internazionale generalmente riconosciute.

Il codice civile italiano


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Il codice civile italiano, emanato nel 1942 mediante decreto legislativo (le sue
norme hanno dunque forza di legge ordinaria), contiene 2969 articoli che
pongono le norme fondamentali del diritto privato e del diritto commerciale. Ad
esso si sono aggiunte nel corso del tempo numerose Leggi speciali riguardo tutte
le materie da esso disciplinate. Abbiamo cos leggi speciali sulla locazione, leggi
speciali sul fallimento, leggi speciali sulle societ ecc.
Il codice civile suddiviso in sei libri che trattano rispettivamente delle persone e
della famiglia (libro primo), delle successioni (libro secondo), della propriet e dei
diritti reali (libro terzo), delle obbligazioni (libro quarto), del lavoro e
dellimpresa commerciale e agricola(libro quinto); delle prove nel processo civile,
della responsabilit patrimoniale del debitore, delle cause di prelazione e di
prescrizione (libro sesto)
Ciascun articolo si suddivide in periodi separati terminanti con un punto e a capo
(capoversi) chiamati commi. Allinterno di un comma si possono distinguere, a
seconda dei casi, i periodi (frasi separate da punti), i numeri o le lettere (se il
comma contiene degli elenchi numerati o contrassegnati da lettere)

Fatti, atti, negozi giuridici


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Tutti quei fatti dal verificarsi dei quali una qualsiasi norma giuridica fa
dipendere la nascita, la modificazione o la estinzione di una situazione giuridica

attiva o passiva o la qualificazione di una persona, di una cosa o di un altro fatto,


si dicono "fatti giuridici".
Un fatto giuridico pu essere un "evento", che si verifica in un dato istante di
tempo (es. terremoto, nascita, morte) o una "situazione", che permane per un
certo periodo di tempo o indefinitamente (stato di incapacit di intendere e di
volere; stato di pericolo di crollo di un edificio decrepito ecc.).

Fatti naturali e fatti umani


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I fatti giuridici si dividono in "fatti naturali" (es. crollo di un edificio) e "fatti


umani", che consistono in un comportamento consapevole e volontario dell'uomo.
Non sono "fatti umani" la nascita, la morte la malattia, il naufragio di una
persona, perch non costituiscono "comportamenti" di quella persona: in questi
casi ci troviamo di fronte a fatti naturali.
Esistono atti umani consapevoli e volontari che per non determinano una
conseguenza giuridica (es. fare una passeggiata, fischiettare, allacciarsi una
scarpa, ecc.) e perci non sono "fatti giuridici" e neanche fatti umani, perch
non producono una conseguenza giuridica. Si parla in tal caso (impropriamente)
di "atti meramente leciti".

Gli atti giuridici


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Uno stesso "fatto umano" pu essere considerato dal diritto come "atto
giuridico" o come fatto giuridico a seconda delle norme che lo prendono in
considerazione.
Si parla di "atti giuridici" quando la norma fa dipendere la conseguenza
giuridica da un comportamento solo se questo volontario e consapevole, cio si
basa su una consapevole rappresentazione della realt (non ad es.
rappresentazione consapevole una allucinazione) e sia stato effettivamente voluto

(non ad es. voluto il contagio di epatite da parte di un soggetto che ignorava di


esserne affetto).
Nel caso invece dei comportamenti da cui la norma lascia nascere una
conseguenza giuridica per il solo fatto che si siano verificati, senza prendere in
considerazione la circostanza che siano stati o non posti in essere volontariamente
(e quindi anche consapevolmente) non si parla di "atti giuridici".
Un omicidio, per il codice penale un "atto giuridico", perch le conseguenze
stabilite dal codice (cattura e reclusione) nasceranno solo se l'omicida era in
condizione di intendere e di volere. Un omicidio, per la norma del codice civile che
regola la successione ereditaria un "fatto giuridico ", perch la conseguenza
(acquisto del patrimonio dell'ucciso da parte degli eredi) si verifica
indipendentemente dal fatto che l'omicida abbia agito coscientemente o meno.
I "fatti naturali" e i "fatti umani" che non costituiscono atti giuridici formano la
categoria dei "meri fatti giuridici", in contrapposto agli "atti giuridici".

La classificazione degli atti giuridici


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Gli atti giuridici si distinguono in "atti dei privati" e "atti di potere pubblico".
Gli atti giuridici si suddividono anche in "atti giuridici leciti" e "atti giuridici
illeciti" (es. omicidio, danneggiamento). Gli atti giuridici illeciti si suddividono in
"(atti) illeciti civili", "(atti) illeciti penali" e "(atti)illeciti amministrativi" a
seconda che siano previsti e sanzionati da una norma di diritto civile, di diritto
penale o di diritto amministrativo.
Gli atti giuridici leciti consistono in dichiarazioni con cui il soggetto manifesta
all'esterno una propria volont, un proprio giudizio ecc. Essi si suddividono in
"meri atti giuridici" e in "negozi giuridici".
Sono "meri atti giuridici":

Dichiarazioni di giudizio (es. sentenze dei giudici, decisioni degli arbitri privati,

Dichiarazioni

di

scienza

di

verit

(es.

testimonianza

di

un

testimone,confessione di un imputato, atti di documentazione mediante

registrazioni sui libri contabili, certificato di un ente pubblico, denuncia dei


redditi ecc.)

Dichiarazioni di desiderio (es. domanda di un certificato o di un sussidio di


disoccupazione da parte di un cittadino, proposta da parte di un organo ad un
altro organo ecc.)

Atti di valutazione o apprezzamento (es. valutazione annuale di servizio dei


dirigenti pubblici, pareri ecc.)

Comunicazioni o denunzie di un determinato fatto. In questo caso si vuole


ottenere qualcosa di pi che con la dichiarazione di scienza: si vuole che altri
sappia qualche cosa, e ci si adopera che questo avvenga (es. notifica al debitore
della cessione del credito da parte del creditore; comunicazione della scelta
nelle obbligazioni alternative ecc.)

Altri atti: Intimazioni, promessa di matrimonio, riconoscimento di figlio


naturale, destinazione del padre di famiglia per la costituzione della servit
ecc.

Tutti gli atti giuridici, compresi quelli illeciti (e forse esclusa l'ultima categoria),
hanno in comune il fatto che sono consentiti dall'ordinamento, che debbono
essere voluti dall'agente, che producono conseguenze stabilite esclusivamente
dall'ordinamento e non dall'agente (ad es. l'incarcerazione certamente una
conseguenza non voluta dall'autore del fatto illecito).

I negozi giuridici
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I "negozi giuridici" sono pure essi dichiarazioni, e precisamente dichiarazioni di


volont. Mentre gli effetti degli atti giuridici in senso stretto dipendono da una
norma giuridica e non dalla volont di chi compie l'atto (una testimonianza pu
anche ritorcersi a danno di chi l'ha fatta), gli effetti dei negozi giuridici dipendono
dalla volont di chi compie l'atto. In altre parole: gli effetti dei negozi giuridici, a
differenza che per gli altri atti non negoziali, sono precisamente quelli voluti dal
soggetto che li compie.

L'ordinamento giuridico ricollega alla dichiarazione di volont proprio gli effetti


che il soggetto dichiara di voler ottenere (passaggio di propriet, assegnazione
dell'eredit ad un discendente piuttosto che ad un altro ecc.): il negozio giuridico
l'atto di una volont autorizzata dall'ordinamento a perseguire il suo scopo. Si
pu anche dire che nel caso dell'atto che non sia un negozio per la legge esiste (=
la legge riconosce) la volont dell'atto ma non del contenuto dell'atto; nel caso dei
negozi per la legge esiste la volont dell'atto e quella del contenuto.
I negozi giuridici possono essere di diritto pubblico o di diritto privato.
Possono essere unilaterali, bilaterali o plurilaterali.

La classificazione dei negozi giuridici


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I negozi giuridici possono distinguersi in:


unilaterali, i quali producono i loro effetti in seguito alla manifestazione di
volont di un solo soggetto, anche se altri soggetti possono essere interessati (es.
testamento, rinuncia a un diritto)
bilaterali o plurilaterali, i quali producono i loro effetti solo quando vi sia la
conforme manifestazione di volont di due (o pi) soggetti. Il caso pi tipico il
contratto
I negozi giuridici unilaterali possono distinguersi in:
unilaterali ricettivi (o recettizi), che per produrre i loro effetti, debbono essere
ricevuti da unaltra persona, alla quale perci latto deve essere comunicato
(es. la disdetta della locazione di un immobile)
unilaterali non ricettizi (o recettizi) che per produrre i loro effetti, non hanno
bisogno di essere ricevuti da unaltra persona
I negozi giuridici possono anche distinguersi in:
patrimoniali, che costituiscono, modificano o estinguono diritti o altre
situazioni soggettive patrimoniali
non patrimoniali che costituiscono, modificano o estinguono diritti o altre
situazioni giuridiche non patrimoniali

Un diritto o unaltra situazione giuridica si dice patrimoniale se ha ad oggetto un


bene o un comportamento valutabile economicamente, cio un comportamento
che normalmente pu essere acquistato e venduto, che viene considerato dalla
coscienza sociale una merce vendibile. Cos, il proprio lavoro considerato una
merce vendibile; persino le proprie prestazioni di strip-tease vengono
considerate vendibili, ma non i propri favori sessuali o la fedelt coniugale.
Sono diritti patrimoniali:
I diritti reali
I diritti di obbligazione
I diritti di sfruttamento economico delle opere dellingegno
Altri diritti minori, come ad es. il diritto di opzione sulle azioni di una Societ
per azioni
Tra i principali diritti non patrimoniali abbiamo:
I diritti della persona
I diritti di natura non patrimoniale nascenti dal matrimonio
I diritti dellautore dellopera dellingegno a vedersi riconoscere la paternit di
quanto creato
I negozi giuridici possono anche distinguersi in:
Onerosi, nei quali tutti i soggetti che vi partecipano si accollano un certo
sacrificio (onere) economico per ottenere un (altro) vantaggio (si pensi alla
compravendita, in cui lacquirente acquista la propriet di un bene, ma paga i
prezzo e il venditore riceve il pagamento del prezzo, ma perde la propriet del
bene venduto
Gratuiti, in cui solo un soggetto subisce una perdita economica e laltro (o gli
altri) ricevono un beneficio, senza corrispettivo (si pensi per esempio alla
donazione)
I negozi giuridici possono anche distinguersi in:
tra vivi, quando gli effetti giuridici sono destinati a operare tra persone fisiche
tutto va viventi
a causa di morte, quando la volont destinata a operare al momento della
morte di colui che lha manifestata (es. testamento)

Gli interessi considerati dal diritto


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Le possibili valutazioni dei diversi interessi dei singoli espresse dal diritto sono:

Lindifferenza che si verifica quando manca una norma giuridica (come nella
gran parte delle azioni della nostra vita quotidiana, che sono regolate da norme
morali, sociali, di buona educazione, ecc, ma non da regole giuridiche

Latteggiamento positivo che comporta la protezione di un interesse attraverso


il riconoscimento di posizioni (o, come si dice, situazioni) giuridiche attive

Latteggiamento negativo che comporta invece limposizione di posizioni


giuridiche passive

Quindi, se le norme giuridiche stabiliscono la preminenza dellinteresse di un


soggetto su interessi di altri con cui pu entrare in conflitto, il primo soggetto
titolare di una posizione (o situazione) di vantaggio. Se, viceversa, stabiliscono che
un certo interesse ha importanza minore rispetto ad altri, il soggetto che ha
quellinteresse si trover in una posizione di svantaggio

Il meccanismo tipico della norma giuridica (ripasso)


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Molte norme giuridiche sono nella forma "se... allora..." (esempio: "Se una
persona uccide un'altra persona sar incarcerata")
Queste norme sono composte di due parti:
Una parte chiamata "fattispecie", che contiene la descrizione di un fatto (ad
esempio: "mancato pagamento da parte del debitore")
Una parte chiamata "sanzione", che stabilisce la conseguenza collegata al
verificarsi della fattispecie (ad esempio: "obbligo del debitore di risarcire i danni
provocati al creditore col proprio mancato pagamento")
L'effetto che una norma giuridica prevede nella sanzione consiste sempre e solo
nella nascita o nella modificazione o nella estinzione di una situazione giuridica
soggettiva attiva o passiva per uno o pi soggetti.
Esempio di fattispecie: assenza del professore per malattia
Esempio di sanzione collegata a tale fattispecie:

Nascita di un obbligo di segnalazione e di un obbligo di giustificazione (invio


del certificato medico) da parte del professore
Nascita del diritto del professore a rimanere ia casa a curarsi;
Nascita dell'obbligo del Preside di sostituire il professore;
Nascita dell'obbligo della segreteria di annotare il numero di giorni di assenza.
Il meccanismo di funzionamento delle norme giuridiche sempre lo stesso: la
norma stabilisce che al verificarsi di un dato fatto (chiamato "fatto giuridico") si
verifichi una delle seguenti conseguenze:
nascita di una situazione giuridica soggettiva nuova (es. nascita di un diritto);
estinzione di una situazione giuridica soggettiva gi esistente (es. estinzione di
un diritto);
trasformazione di una situazione giuridica esistente (es. un diritto di propriet
si trasforma in un diritto di usufrutto).

Le situazioni giuridiche soggettive in generale


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Esistono tre tipi di condizioni in cui il diritto pu porre un individuo:

Qualit giuridiche

Capacit (capacit giuridica e capacit di agire)

Situazioni giuridiche soggettive

Le situazioni giuridiche possono essere attive o passive


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Si parla di situazioni giuridiche soggettive attive, che recano un vantaggio al


soggetto permettendo di realizzare un suo interesse. Si parla di situazioni
giuridiche passive che recano uno svantaggio al soggetto sacrificando un suo
interesse.

I vari tipi di situazioni giuridiche attive

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DIRITTO SOGGETTIVO
Il diritto la situazione di chi vede protetto in modo completo il proprio
interesse contro chiunque possa danneggiarlo. Il proprietario ha un diritto di
propriet che gli assicura che pu utilizzare in esclusiva l'oggetto su cui ha
interesse. Il creditore ha un diritto nei confronti del debitore che gli assicurer
la realizzazione dell'interesse ad essere pagato. Si distinguono diritti soggettivi
assoluti (esempio propriet) e relativi (es. diritto del creditore), patrimoniali
(esempio diritto del locatore ad avere pagato l'affitto) e diritti non patrimoniali
(esempio diritto alla fedelt coniugale da parte del marito, diritto alla vita ecc.).
"Quando a tutela di un interesse in ordine a un certo bene esista una norma di
relazione - vale a dire una norma, la quale, nel consentire al suo titolare, in
quanto tale, il vantaggio di certe possibilit (di comportamenti e di pretese) per
lui utili (e cio nel prevedere un suo agere licere), garantistica e protegga tale
interesse, attraverso idonei strumenti, in modo pieno nei confronti di (uno o pi
o tutti gli) altri soggetti, delimitando le rispettive sfere giuridiche -, allora (e
soltanto allora) ci si trova in presenza di un diritto soggettivo. A questa figura
sempre correlativa (nei soggetti nei confronti dei quali il diritto viene
riconosciuto dall'ordinamento) una particolare figura di dovere: l'obbligo.
Questo appunto il dovere imposto in corrispondenza di una posizione di
vantaggio di un altro soggetto (posizione che assurge alla dignit di diritto,
proprio perch ed in quanto ad esso corrispondono uno o pi obblighi altrui).
Il titolare di un diritto non potrebbe effettivamente considerarsi protetto in tale
situazione di vantaggio offertagli dallordinamento, ove altri soggetti non
fossero tenuti (in base all'ordinamento) ad assicurare (sia pure col solo
contegno passivo di chi si astiene o subisce) le condizioni per il godimento di
tale posizione di vantaggio. Nella immediata correlazione con uno o pi
obblighi e nella immediatezza e pienezza della tutela accordata (e cio nella
possibilit di conseguire una valida soddisfazione ripristinatoria, o quanto
meno surrogatoria, dell'interesse eventualmente leso) consiste dunque
l'elemento di discriminazione del diritto soggettivo dall'interesse legittimo. Non
si in presenza di n diritto soggettivo infatti in quei casi in cui la tutela che il

soggetto riceve discende da norme ordinate (unicamente) a regolare l'esercizio


di potest altrui con le quali la posizione del soggetto sia in qualche modo
connessa".

DIRITTI SOGGETTIVI QUIESCENTI


Si ha quando la posizione soggettiva, a causa di un atto estraneo alla fattispecie
che le diede origine, e successivo alla sua venuta in vita (in queste due
caratteristiche risiede la diversit dello stato di quiescenza da quello di
pendenza), si trovi nella temporanea impossibilit di spiegare (in tutto o in
parte) i suoi effetti. La posizione soggettiva durante lo stato di quiescenza
continua dunque a vivere, ma non (in tutto o in parte) operativa: essa torner
per ad esserlo automaticamente se la ragione della quiescenza venga a cessare
senza o prima che sia intervenuta una causa estintiva della posizione stessa. Gli
esempi tipici del fenomeno sono quello della sospensione cautelare
dellimpiegato dal rapporto di servizio in corso di procedimento penale o
disciplinare, nonch quelli delle posizioni che hanno il loro fondamento in un
atto amministrativo la cui esecuzione sia stata sospesa.

FACOLTA'
Non una vera e propria situazione giuridica soggettiva; la parola indica i
poteri particolari che si attribuisce un diritto. Ad es. si dice che il diritto di
propriet (su un terreno) ci d la facolt di coltivare, la facolt di vendere, la
facolt di recintare ecc. Si dice che un diritto di credito ci d la facolt di
esigere il pagamento da parte del debitore, la facolt di rivolgerci al giudice per
farlo condannare; la facolt di far espropriare e vendere i suoi beni ecc. Le
facolt costituiscono insomma i "mattoni" di cui composto un diritto.

POTESTA'
Si tratta di un potere attribuito ad un soggetto per proteggere e realizzare un
interesse altrui, o comunque un interesse generale. Possiamo avere potest
attribuite dal diritto privato (es. Potest dei genitori sui figli) e potest
attribuite dal diritto pubblico (es. potest delle autorit: del prefetto, del
sindaco, del pretore...). Le potest pubbliche consistono nella possibilit di
emanare atti che si impongono ai privati cittadini anche contro la loro volont.
Le potest pubbliche si dividono in legislativa, esecutiva (o amministrativa) e

giudiziaria, a seconda che siano esercitate da organi del potere legislativo,


esecutivo o giudiziario per gli scopi tipici di tali poteri.

POTERI UNILATERALI
In certi casi un soggetto, con la propria dichiarazione di volont, pu ottenere
un risultato senza che nessuno possa ostacolarlo, creando, modificando o
estinguendo situazioni giuridiche, proprie o altrui. Ad esempio, colui che ha
stipulato un contratto sotto l'effetto di una droga somministratagli da altri, ha
il potere di chiedere l'annullamento del contratto; il coniuge ha il potere di
chiedere la separazione; il socio, se non stato stabilito il termine di
scioglimento della societ, ha il potere di uscire dalla societ (= di sciogliersi dal
contratto di societ) in qualsiasi momento; ciascuno di noi ha il potere di
stabilire la sorte dei suoi beni dopo la propria morte, attraverso il testamento; e
cos via. Ad alcuni di questi poteri unilaterali Stato dato il nome di:
DIRITTI POTESTATIVI
Sono diritti potestativi il diritto di chiedere la separazione coniugale, il
diritto di recedere dalla societ, quello di chiedere il 50% della propriet del
muro di confine del vicino, anche se questi non voglia cederla ecc. Alcuni
diritti potestativi richiedono, oltre alla manifestazione di volont del
soggetto, anche l'intervento del giudice: questo il caso ad es. della
separazione tra i coniugi.

ASPETTATIVA
Una persona a cui sia Stato promesso un bene o un diritto se si verificher una
data condizione, ha un limitato potere di esercizio e di protezione di questo
diritto anche prima di acquistarlo per il verificarsi della condizione. Ad es., se
Tizio promette a Caio il proprio cavallo se e quando torner la sua nave
dall'Asia con le mercanzie raccolte, Caio non acquista immediatamente il
diritto di propriet sul cavallo, e quindi non pu impadronirsene e utilizzarlo;
tuttavia, in attesa del ritorno della nave, la sua posizione di aspettativa gli
consente, sin dal momento della promessa, di vendere il cavallo (ma la vendita
avr effetto solo se la nave torner e non se far naufragio) ed eventualmente
di chiedere persino il sequestro del cavallo al giudice, se vi pericolo che Tizio
possa uccidere o dare ad altri la bestia (questi ultimi atti si chiamano "atti
conservativi del diritto").

STATUS
Con questa parola si indica un'insieme di situazioni giuridiche soggettive che
stabiliscono la posizione di una persona in un gruppo, fissando i suoi diritti,
doveri, responsabilit. Si parla ad esempio di "status di cittadino" per indicare
il complesso dei diritti e dei doveri del cittadino; si parla di "status di socio"
per indicare i diritti e i doveri del socio di una societ (semplice, per azioni
ecc.); si parla di "status di figlio" per indicare l'insieme dei diritti, dei doveri e
delle incapacit del minorenne.

INTERESSE LEGITTIMO
Ciascun cittadino ha il potere di denunciare al giudice amministrativo
irregolarit negli atti della Pubblica Amministrazione, eventualmente
approfittando dell'annullamento di tali atti. Ad es. se ho partecipato a un
concorso pubblico truccato vinto da altri posso chiedere al giudice
amministrativo di annullare il concorso e la nomina dei vincitori, ottenendo il
vantaggio personale di poter rifare il concorso; se il provvedimento di
espropriazione del mio terreno Stato emanato in violazione della legge, posso
chiederne l'annullamento, col vantaggio di riacquistarne.

INTERESSI DIFFUSI
Con questa formula si intende quell'interesse al rispetto della legge che
riguarda non solo il singolo, ma una generalit di soggetti. Si pensi, ad es.
all'interesse che ciascuno di noi ha, come utente, a che i servizi pubblici
(trasporti pubblici, ospedali, scuole...) funzionino bene. Oggi, a differenza del
passato, la legge riconosce in molti casi a particolari associazioni (es.
associazioni ecologiche, unioni dei consumatori...) il diritto di chiedere al
giudice la condanna di colui che ha violato un'interesse diffuso, nel campo in
cui tali associazioni operano.
Non necessariamente ad un dovere collegato ad un vantaggio di altri soggetti.
La violazione di certi doveri vulnera l'interesse generale nel suo insieme
indifferenziato. Si parla di interessi diffusi o adespoti, che sono interessi di fatto
tanto quanto l'interesse di un singolo a godere di buona salute.
Non molto dissimile l'interesse degli amministrati a che la P.A. agisca secondo
regole di buona amministrazione. Si tratta comunque di interessi gi
differenziati, ma non protetti.

I vari tipi di situazioni giuridiche passive


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Elenchiamo ora le situazioni giuridiche soggettive passive:

DOVERE
Di fronte a un diritto soggettivo assoluto (es. propriet, diritto alla vita) si ha
un dovere di rispettarlo, evitando tutti gli atti che potrebbero danneggiare la
vita o i beni altrui.

OBBLIGAZIONE
Di fronte a un diritto di credito (diritto soggettivo relativo) sta l'obbligo di
compiere la prestazione dovuta (ad es. il pagamento di una somma di denaro).
In questo caso, di fronte ad un creditore c' un debitore ben definito, che
tenuto a dare, fare, non fare o lasciar fare qualcosa.
Si sogliono distinguere gli obblighi di dare, fare, non fare, sopportare.

SOGGEZIONE
Si parla di soggezione anzitutto quando si subisce l'esercizio di un diritto
potestativo da parte di altri o un provvedimento dell'autorit senza che si possa
fare nulla per impedirne gli effetti. Ad es. si subisce lo scioglimento di un
contratto quando non si adempie ai propri obblighi; il proprietario del terreno
deve lasciare la propriet a colui che coltiva la terra (enfiteuta) se costui
dichiara di volerla acquistare pagando un valore pari a 10 canoni annuali;
Tizio chiede di acquistare la compropriet del mio muro di confine pagandone
il corrispondente valore e io non posso fare niente per oppormi. Ma si parla di
soggezione anche in un altro caso: quando la legge intende raggiungere i suoi
scopi con o senza la nostra collaborazione, addirittura con l'eventuale impiego
della forza fisica. Cos, il responsabile di un delitto in una situazione di
soggezione: la legge intende catturarlo e sottoporlo a detenzione sia nel caso
che egli collabori, sia nel caso che tenti di fuggire. Cos, il debitore che dopo
ripetute intimazioni non paga, si vedr espropriare i beni e venderli all'asta,
che egli collabori o no. La persona che ha costruito abusivamente sul suolo
pubblico vedr radere al suolo la costruzione senza poter o dover far nulla. La

differenza tra soggezione e obbligazione si pu capire meglio confrontando la


situazione dell'uomo libero con quella degli schiavi dell'antichit. Gli schiavi
erano in una condizione simile alla soggezione: essendo (per la legge romana)
degli oggetti piuttosto che delle persone, non veniva richiesta la loro
collaborazione, ma venivano direttamente obbligati fisicamente a compiere il
loro lavoro. L'uomo libero, invece, non pu essere costretto fisicamente, tranne
rari casi, a tenere un comportamento che non vuole tenere. Tuttavia, se insiste
nella violazione della legge, verr trattato come un oggetto.

RESPONSABILITA'
E' la situazione di chi ha degli speciali obblighi, violando i quali subir delle
sanzioni (civili, penali, amministrative). Ad esempio, gli amministratori di una
societ per azioni saranno responsabili verso i loro soci se provocano
illegittimamente una diminuzione del patrimonio della societ.

ONERE
Il codice civile conosce due significati della parola "onere":
Incombenza affidata alla persona a cui si lascia per testamento o si dona
qualcosa. Esempio: "Ti dono un miliardo, ma hai l'onere (= il compito) di
erigermi una statua nel giardino della villa che ti ho donato". Oppure: "Ti
lascio in eredit un miliardo con l'onere (= il compito) di provvedere al mio
gatto per tutta la sua vita".
Si parla anche di onere per indicare qualcosa che il diritto indica si debba fare
se si vuole raggiungere un certo scopo. Ad esempio, chi ha acquistato una
merce difettosa ha l'onere (non il dovere) di denunciare prontamente i difetti al
venditore. In mancanza, non avr alcuna sanzione ma perder il diritto di
chiedere lo scioglimento del contratto o la diminuzione del prezzo.

Il rapporto giuridico di diritto privato


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Il diritto regola dunque interessi che si intrecciano, cio posizioni reciproche dei
diversi soggetti.

A ogni posizione di vantaggio corrisponde una posizione di svantaggio e


viceversa.
In questo modo, in ogni singolo caso, si stabilisce un rapporto tra due (o pi)
soggetti regolato dal diritto: il rapporto giuridico. Il rapporto giuridico quel
rapporto tra due o pi soggetti in cui uno, detto soggetto attivo, ha per legge un
potere sullaltro, detto soggetto passivo; a tale potere corrisponde un dovere del
soggetto passivo verso il soggetto attivo.

Gli elementi costitutivi del rapporto giuridico


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Il rapporto giuridico costituito da tre elementi:

I soggetti: attivo e passivo

Il contenuto, cio il potere che il soggetto attivo pu, in base alla legge,
esercitare

sul

soggetto

passivo,

costringendolo

tenere

un

certo

comportamento. A tale potere corrisponde sempre un dovere in capo al


soggetto passivo di tenere quel certo comportamento

Loggetto cio il bene o lutilit derivante dal comportamento che il soggetto


passivo deve tenere a vantaggio del soggetto attivo

I soggetti del rapporto giuridico sono detti anche parti. Tutti coloro che non
sono parti del rapporto sono detti terzi.

I vari significati del termine oggetto nel linguaggio giuridico


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Qui di seguito sono raggruppate le espressioni in cui la parola oggetto compare:

Loggetto del contratto di compravendita lo scambio di cosa contro prezzo


In questa espressione oggetto del contratto equivale a causa del contratto ( =
operazione economico-sociale tipica che svolta dal contratto)

Oggetto di questo contratto di compravendita lappartamento appartenente


al sig. Rossi e ubicato in via Verdi n 8 a Torino

In questa espressione oggetto del contratto significa bene cui si riferisce il


contratto

Un contratto con oggetto impossibile nullo; Un contratto con oggetto


illecito nullo
In questa espressione oggetto del contratto significa prestazione o
prestazioni previste dal contratto (ad es. una delle due prestazioni illecita
perch una prestazione sessuale o una prestazione di uccidere)

Questo contratto nullo per mancanza di oggetto


In questa espressione oggetto del contratto significa che in particolari
contratti, come quello di compravendita, la mancanza della cosa (che per
esempio andata distrutta prima della stipulazione del contratto) rende il
contratto nullo.

Il presente contratto ha ad oggetto i diritti di uso della sorgente denominata


sorgente Rocciaviva sita nel comune di Garessio, provincia di Cuneo; La
prova per testimoni nei contratti non ammessa quando il valore delloggetto
eccede gli 2,582
In queste espressioni oggetto del contratto significa diritti o facolt o
vantaggi cui si riferisce il contratto

Questa prestazione di dare ha ad oggetto una somma di denaro


In questa espressione oggetto della prestazione il bene cui si riferisce la
prestazione di dare, fare etc.

Loggetto di un diritto reale (o del rapporto giuridico che nasce da un diritto


reale) un bene; loggetto di un diritto di credito (o di un rapporto di
obbligazione) il comportamento del debitore (prestazione) o il suo risultato
utile
In questa espressione oggetto del diritto o oggetto del rapporto il bene
(caso del diritto reale), vantaggio, comportamento altrui o risultato utile (caso
del diritto di credito) che il diritto ci consente di ottenere, ci assicura.

Loggetto sociale il commercio di prodotti alimentari


In questa espressone oggetto sociale lattivit svolta dalla societ

Le principali distinzioni nellambito dei diritti soggettivi

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Nella categoria dei diritti soggettivi si distinguono:

Diritti assoluti e diritti relativi

I diritti assoluti sono quelli che valgono in assoluto, cio nei confronti di
tutti, di qualsiasi altro soggetto. Si pensi al diritto allintegrit fisica, al
diritto di propriet, al diritto allonore. Tutti sono tenuti a non violare la
persona, la propriet, lonore altrui
Il diritto assoluto (pensiamo al diritto di propriet) pu essere usato in molti
modi dal suo titolare: il proprietario di un terreno pu coltivarlo, pu
giocarci a calcio, pu passeggiarvi col cane ecc. Un diritto assoluto non che
un insieme di facolt, cio di possibilit di utilizzazione.
Di fronte al diritto assoluto, di fronte cio alle innumerevoli facolt del
titolare, stanno i doveri di astensione (di non violare, di non impedire
nessuna possibilit di utilizzazione) che riguardano tutti gli altri soggetti

I diritti relativi sono quelli protetti solo nei confronti di specifici altri
soggetti di diritto
Ad esempio, laffittuario ha diritto ad avere dal proprietario la disponibilit
dellappartamento affittato (e solo di quello); il creditore ha diritto al
pagamento da parte del debitore (e solo da lui), ecc.
Al diritto relativo corrisponde lobbligo specifico di chi tenuto a un
particolare comportamento per soddisfare linteresse del titolare del diritto.
Per esempio, di fronte al coniuge separato che pretende il mantenimento
nella misura stabilita dal giudice o dalle parti, c laltro coniuge che
tenuto a darglielo; di fronte allinquilino che paga c il proprietario che
deve dargli lappartamento

Sono diritti assoluti:


I diritti della personalit (vita, integrit fisica, onore, nome ecc.)
I diritti reali (propriet, servit, usufrutto ecc.)
I diritti sui beni immateriali (il diritto di autore, il diritto sulle invenzioni
ecc)
Sono diritti relativi fra gli altri:

I diritti di credito (es il diritto al pagamento della merce venduta, il diritto


alla restituzione della somma data in prestito ecc.)

Diritti patrimoniali e non patrimoniali

I diritti patrimoniali sono quelli che attribuiscono al titolare un vantaggio di


tipo economico. In altri termini: il bene che costituisce loggetto di tali
rapporti giuridici dato da somme di denaro o da altri beni, utilit, vantaggi
valutabili in denaro
I diritti patrimoniali comprendono tra gli altri i diritti di credito e i diritti
reali

I diritti non patrimoniali sono quelli che attribuiscono al titolare un


vantaggio che non pu essere espresso in denaro. Ad es. col matrimonio i
coniugi acquistano il diritto alla fedelt dellaltro coniuge, alla coabitazione,
alla collaborazione nellinteresse della famiglia, allassistenza morale. Si
tratta di diritti in cui il vantaggio non patrimoniale, in quanto non pu
essere valutato in denaro

Diritti reali e diritti di credito


Sia i diritti di credito che i diritti reali sono diritti patrimoniali

I diritti reali sono patrimoniali e assoluti: essi riguardano un bene e


consistono nel potere di escludere le ingerenze su quel bene di qualsiasi altro
soggetto. Al titolare del diritto reale quindi riservato lesercizio di quella
serie di facolt che costituisce il contenuto di quel diritto.
Uno dei caratteri dei diritti reali limmediatezza: al titolare di un diritto
reale spetta di utilizzare direttamente la cosa, il bene oggetto del diritto,
senza la collaborazione di altri soggetti

I diritti di credito (o diritti di obbligazione o obbligazioni) sono patrimoniali


e relativi: essi concedono al loro titolare un potere su un solo altro soggetto
ben determinato (o su pi soggetti, comunque determinati). Tale soggetto, e
lui solo, dovr tenere un determinato comportamento. Cos, se una banca ha
prestato la somma di 5.000 euro al sig. Rossi, potr pretenderne la
restituzione soltanto da questultimo e non da altri. Essi sono inoltre privi
dellimmediatezza: mentre il titolare di un diritto reale (es. il proprietario)
ha la facolt di utilizzare direttamente i beni che formano loggetto del

proprio diritto, il creditore ha sempre bisogno, per soddisfare il proprio


interesse, della collaborazione del debitore.

I diritti su beni immateriali


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Abbiamo la seguente classificazione:

Diritti su beni immateriali

Diritti sulle opere dellingegno


Diritto dautore
Diritto di brevetto
Diritto di brevetto sulle invenzioni industriali
Diritto di brevetto sui modelli di utilit
Diritto di brevetto sui disegni ornamentali

Diritti sui segni distintivi


Diritto sulla ditta
Diritto sullinsegna
Diritto sul marchio

Per ciascun diritto su unopera dellingegno distinguiamo in generale:


Un diritto patrimoniale sullopera dellingegno, che comprende le facolt di
sfruttamento economico
Un diritto morale sullopera dellingegno, che comprende la facolt di farsi
riconoscere autore dellopera, di impedire le altrui modificazione dellopera, di
ritirarla dalla circolazione a proprie spese

I beni
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Con il termine bene si indica loggetto del rapporto giuridico. Lart. 810 c.c.
stabilisce: sono beni quelle cose che possono formare oggetto di diritti. Per
cose si devono intendere tutti gli oggetti materiali, che sono percepibili con i

sensi (libro, casa, campo, acqua) o anche solo con particolare strumenti (energia
elettrica, raggi X, ecc.)
Perch una cosa possa formare oggetto di diritti sono necessari due requisiti:

La cosa deve avere un valore duso (anche se minimo), cio deve essere adatta
allutilizzazione da parte delluomo

Essa deve inoltre essere presente in natura in quantit relativamente limitate,


in maniera tale che ogni soggetto abbia interesse a impossessarsene per un uso
esclusivo
Si pensi allacqua del mare o allaria atmosferica: entrambe queste entit sono
certamente cose in senso materiale, ma non sono ritenute beni in senso
giuridico, in quanto esse sono cos abbondanti che nessuno ha interesse ad
appropriarsene (si parla in tali casi anche di cose comuni a tutti)
In realt non possono per escludersi casi in cui anche queste cose diventano
beni, nel senso inteso dallart. 810 c.c.: in un sottomarino o nello spazio,
laria diviene un bene perch scarsa e il suo ricambio non avviene
naturalmente, ma frutto di tecnologie che hanno un loro costo in termini
economici. Cos pure, mentre lacqua di mare oggi non un bene, lacqua
potabile e lacqua per irrigazione sono certamente dei beni e procurarseli ha
un costo.

La definizione di bene dellart. 810 va corretta se si vuole includervi alcune


entit immateriali che il diritto considera veri e propri beni immateriali, che
possono essere oggetto di diritti: diritto di autore, diritto di brevetto ecc. Se Tizio
autore di un certo romanzo, egli non proprietario delle copie del medesimo che
vengono prodotte dalleditore, ma pu vantare sul romanzo un diritto morale
dautore, cio il diritto di essere riconosciuto pubblicamente come lautore di
quellopera, e quindi fra laltro di non essere copiato, e il diritto a trarne un utile
economico, cosa che avviene stipulando un contratto di edizione con un editore
Quanto alle energie (elettrica, termica etc. ) esse sono considerate beni mobili

Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni immobili, beni mobili e beni
mobili registrati
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Beni immobili sono:


Il suolo
Le sorgenti e i corsi dacqua
Tutto ci che naturalmente (es. gli alberi) o artificialmente (es. gli edifici)
incorporato al suolo, anche se in modo transitorio (art. 812 c.c.)
I mulini, gli stabilimenti balneari e gli altri edifici galleggianti quando sono
saldamente assicurati alle rive o allalveo e sono destinati ad esserlo in modo
permanente per la loro utilizzazione
La legge detta una disciplina specifica per i beni immobili, tra cui vi sono le
seguenti norme:
I contratti di trasferimento di beni immobili vanno fatti per iscritto
Gli atti di trasferimento di beni immobili vanno iscritti in pubblici registri
Beni mobili sono tutti i beni non immobili
I Beni mobili registrati sono beni mobili di particolare valore, iscritti in
pubblici registri:
Le navi
Gli aerei
Le auto
Le universalit di mobili sono quegli insiemi di cose mobili che appartengono a
un unico proprietario e hanno una destinazione unitaria (una collezione di
monete, una raccolta di quadri, una biblioteca, un gregge, una mandria)

Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni fungibili e infungibili


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Sono beni fungibili quelli che possono essere sostituiti gli uni agli altri. Essi sono
solitamente indicati con riferimento al loro peso, al loro numero o ad una certa
misura: le derrate alimentari e i prodotti agricoli; i prodotti industriali di serie; il
denaro
Infungibili sono invece tutti gli altri beni: un quadro, una statua, un immobile
sono solitamente infungibili, in quanto opere uniche

Le principali distinzioni nellambito dei beni: Beni consumabili e inconsumabili


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Sono beni consumabili quelli che si distruggono con un solo atto di utilizzazione
(es. cibo, bevande, denaro)
Sono inconsumabili invece quelli che possono essere usati ripetutamente:si pensi
ad un mobile, a un alloggio, a unauto
Le principali distinzioni nellambito dei beni: Le pertinenze e i frutti
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Le pertinenze sono le cose destinate in modo durevole al servizio o allornamento


di unaltra cosa da parte del proprietario di questultima (art. 817 c.c.). Le
pertinenze sono dunque delle cose accessorie rispetto ad una cosa principale. Per
es. le porte e le finestre, il garage, il giardino sono pertinenze rispetto alla casa; le
scialuppe di salvataggio sono pertinenze rispetto alla nave
Per legge, quando la cosa principale viene trasferita a terzi, anche le sue
pertinenze subiscono la stessa sorte, a meno che non risulti la volont delle parti
in senso opposto.
I frutti sono i beni prodotti da altri beni. Essi si distinguono in:
Frutti naturali: i prodotti dellagricoltura, dellallevamento, delle miniere, cave
e torbiere
Frutti civili: il corrispettivo che il proprietario trae dalla cosa quando ne ha
concesso il godimento ad altri (es. gli interessi sulle somme concesse a mutuo o
il canone di locazione corrisposto dallinquilino)

Vicende del rapporto giuridico. Acquisto e perdita dei diritti.


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Il rapporto giuridico nasce quando il soggetto attivo lo acquista a titolo


originario, cio senza derivarlo da alcun altro soggetto.

Ad es., con la nascita la persona fisica acquista i diritti della personalit; con
lusucapione (cio per effetto del possesso protratto per un certo numero di anni)
un soggetto acquista il diritto di propriet.
Lestinzione del rapporto invece la perdita del potere da parte del soggetto
attivo, cui non corrisponde lacquisto da parte di un terzo.
Sono ad esempio cause di estinzione comuni a tutti i rapporti:
La rinunzia da parte del titolare del potere
Limpossibilit di esercitare il diritto (es. perch il bene andato distrutto)
La prescrizione estintiva, che determina la perdita di un diritto perch il suo
titolare non lo ha esercitato per un certo periodo stabilito dalla legge
Lacquisto dei diritti pu avvenire:
a titolo originario (es lacquisto della propriet per occupazione o per
usucapione)
a titolo derivativo (Tizio acquista da Caio un quadro con un contratto di
compravendita)
Lacquisto a titolo originario si verifica senza rapporto con un diritto altrui sulla
cosa (es. ritrovamento di una cosa da altri smarrita o abbandonata) o senza che
esista un precedente diritto sulla cosa (es. cattura di un animale selvatico).
Lacquisto a titolo derivativo presuppone sempre due soggetti:
Il dante causa cio colui che era in precedenza titolare del diritto
Lavente causa, cio il nuovo titolare del diritto
Visto dal lato del dante causa il fenomeno esaminato detto anche alienazione e il
dante causa chiamato anche alienante.
Il principio fondamentale dellacquisto a titolo derivativo che nessun soggetto
pu trasmettere a un altro un diritto che non ha o maggiore di quello che ha.
Cos, se io vendo a Tizio un bene che non mi appartiene, Tizio non acquista la
propriet
Nellambito degli acquisti a titolo derivativo possiamo ancora distinguere:
Acquisti tra vivi (es. Tizio vende o dona a Caio) oppure per causa di morte
(Tizio diventa erede di Caio)
Acquisti a titolo particolare (cio in un preciso rapporto giuridico e solo in
quello: ad es. la propriet di un appartamento) oppure a titolo universale (cio

in tutto il patrimonio di un certo soggetto: ad esempio lerede universale che


acquisisce tutto il patrimonio del defunto)

Terminologia
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Prestazione
Nel senso pi ristretto il comportamento a cui tenuto il debitore nel
rapporto obbligatorio: di fare, non fare, dare, permettere.
In senso ampio indica qualsiasi cosa o diritto scambiati in un contratto (ad es.
nellespressione contratti a prestazioni corrispettive)

Oggetto (di un diritto, di un contratto, di una prestazione)


Vedi paragrafo dedicato a questo termine

Titolo di un diritto
E latto o il fatto in forza del quale abbiamo acquistato il nostro diritto (es. un
contratto, una eredit etc.), il fondamento della nostra pretesa

Titolare, titolarit
E titolare (ha la titolarit) di un diritto colui cui il diritto spetta

Legittimato, legittimazione
E legittimato allesercizio di un diritto qualsiasi persona possa esercitarlo,
indipendentemente dal fatto che ne sia titolare o meno: cos il padre
legittimato ad esercitare i diritti dei figli per loro conto, ma non ne titolare.

Contenuto (di un diritto, di un rapporto giuridico)


E linsieme dei poteri (detti tecnicamente facolt) che un diritto ci
attribuisce, che possiamo esercitare nel quadro del rapporto
Qualche volta, impropriamente, si trova utilizzato nel senso di oggetto, ad es.
nella frase: il contenuto del diritto di obbligazione la prestazione, mentre il
contenuto del diritto reale il bene.

Facolt
Vedi la definizione di contenuto

La capacit giuridica e la nozione di soggetto


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Soggetto o soggetto di diritto o persona qualsiasi entit cui l'ordinamento


riconosca volont, diritti e doveri, patrimonio: si dice che in tal caso il diritto
attribuisce la "capacit giuridica" (vedi pi oltre per il significato di questa
espressione) Una organizzazione collettiva (cio

un gruppo stabilmente

organizzato di persone) che il diritto riconosce come persona appunto "persona


giuridica". Gli uomini singoli sono invece chiamati "persone fisiche".
La capacit giuridica la capacit di essere parte di un rapporto giuridico, sia
attivo che passivo. Detto in altre parole: la possibilit di essere titolare di diritti
e di doveri.
Capacit di essere titolare non significa per necessariamente titolarit effettiva:
cos, per esempio, un bambino ha la capacit giuridica anche se non
proprietario di alcun bene, proprio perch, in quanto essere umano vivente,
potrebbe diventarlo (qualora per esempio i genitori effettuassero acquisti in nome
e per conto suo).
Per possedere la capacit giuridica non occorre dunque essere effettivamente
titolari di qualche diritto ma sufficiente trovarsi nella situazione di poterlo
essere.
La capacit giuridica spetta in generale a tutti gli individui dal momento della
nascita a quello della morte (art. 1 c.c.). Essa compete per anche ad altre entit
che non sono persone fisicamente determinate ma societ, associazioni, ecc. Per
distinguerle esse sono dette persone giuridiche.
Soggetti del diritto sono quindi:

Le persone fisiche

Le persone giuridiche

La legge attribuisce in determinate situazioni particolari, una limitata capacit


giuridica alla persona fisica non ancora nata, a condizione per che nasca viva.
Cos il nascituro gi concepito ammesso alla successione ereditaria, come se
fosse gi nato al momento in cui la successione si apre. Il nascituro non ancora
concepito pu essere istituito erede per testamento, purch sia figlio di persona

vivete alla morte del testatore. Lo stesso vale per la capacit di ricevere per
donazione.

La capacit di agire
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Essere titolare di diritti cosa diversa dal poterne liberamente disporre. Per poter
disporre validamente dei diritti di cui si titolari occorre possedere la capacit di
agire
Capacit di agire la possibilit di esercitare in prima persona il diritto, anche di
fronte al giudice, e di compiere in prima persona atti di disposizione del diritto
(vendita, donazione, testamento, distruzione della cosa oggetto del diritto,
rinunzia) o comunque atti che comportino la modifica dei propri diritti e doveri o
la nascita di nuovi diritti e doveri (es. i contratti)
La capacit di agire si acquista nel momento in cui si acquista la (piena) capacit
di intendere e di volere.
La capacit di intendere e di volere costituita da:
Capacit di intendere le conseguenze materiali e psicologiche dei propri atti
Capacit di intendere i valori morali e di valutare alla luce di essi le
conseguenze dei propri atti
Capacit di volere: cio possesso di una volont stabile (che rispetta i patti e i
contratti), non influenzabile da altri e sottoposta alla ragione e agli imperativi
morali fondamentali
La regola pratica stabilita da molti ordinamenti (tra cui quello italiano) che la
capacit di agire si acquista con il raggiungimento della maggiore et, che oggi
fissata dalla legge al compimento del diciottesimo anno (art. 2 c.c.)

Lincapacit legale: Premessa


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Viene indicato come incapace quel soggetto che non ha la capacit di agire.
Lincapacit posta dalla legge a tutela di coloro che si pensa non sono in

grado di rendersi perfettamente conto delle conseguenze delle proprie azioni o


manifestazioni di volont.
Si distinguono in proposito lincapacit legale da quella naturale.
Lincapacit legale si ha in tutte quelle situazioni in cui la legge presume che un
certo soggetto non abbia quel grado di maturit tale da consentirgli di disporre
dei propri diritti. Questa presunzione non ammette prova contraria. Ci significa
che, per esempio, la vendita di una casa conclusa da un minorenne sar
annullabile, anche se si dimostra che questo ragazzo era particolarmente maturo
e in grado di rendersi ben conto di ci che faceva.
Si trovano in stato di incapacit legale i minorenni, gli interdetti, gli inabilitati e i
minori emancipati

Lincapacit legale: La minore et


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Ogni essere umano dal momento della nascita al compimento dei diciottesimo
anno di et si trova per legge privo della capacit di agire. Gli atti giuridici
eventualmente compiuti dai minori potranno dunque essere annullati.
Questi atti possono essere validamente compiuti soltanto dai legali rappresentanti
del minore che sono di regola i genitori esercenti la potest (o, eventualmente, il
solo genitore che esercita la potest). Nel caso di morte o di decadenza di
entrambi i genitori esiste un apposito giudice detto giudice tutelare, che nomina
un tutore (artt. 343 ss. c.c.); il tutore potr compiere in nome e per conto del
minore tutti gli atti necessari o utili sul patrimonio del minore stesso
E importante la distinzione tra atti di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Gli atti di straordinaria amministrazione sul patrimonio del minore sono quelli
che hanno una maggiore importanza economica e che modificano in modo
apprezzabile la composizione del suo patrimonio (es. la vendita di un alloggio)
Essi possono essere compiuti dai genitori o dal tutore soltanto se sono autorizzati
dallautorit giudiziaria (giudice tutelare o tribunale a seconda dei casi). Gli atti
di ordinaria amministrazione sono quelli economicamente meno importanti (es.
limpiego di denaro del minore per lacquisto dei suoi vestiti, del cibo, dei libri

scolastici ecc.) e possono essere compiuti da ciascun genitore senza alcuna


autorizzazione
Ricordiamo tra le incapacit dei minori:

Il consumo di particolari beni dannosi alla salute fisica o psichica (tabacchi,


alcolici, materiali pornografici etc.)

I diritti di elettorato attivo e passivo

La amministrazione dei propri beni

La facolt di scegliere la propria residenza (il minore deve risiedere per legge
nella residenza dei genitori)

Lacquisto di beni (il minore non pu acquistare nulla in quanto non ha la


capacit di stipulare contratti: si finge che tutto quello che acquista sia
acquistato in rappresentanza dei genitori)

I processi civili

Il lavoro (il lavoro non consentito ai minori di 15 anni)

Le pene (oltre i 14 e fino ai 18 anni sar il giudice a stabilire se il minore


capace di intendere e di volere in relazione al reato commesso, e in caso
negativo egli sar inviato ad un istituto di correzione e non al carcere minorile)

La gestione di una impresa commerciale ( concessa solo ai minori emancipati


al compimento del sedicesimo anno)

Lincapacit del minore non riguarda tutti gli atti giuridici. Egli pu infatti, se
un lavoratore subordinato (let minima di legge per prestare lavoro di regola
quindici anni), esercitare tutti i diritti e le azioni che dipendono dal contratto di
lavoro. Inoltre al minore che abbia compiuto il sedicesimo anno di et consentito
compire una serie di atti giuridici familiari: pu sposarsi, se autorizzato dal
tribunale, pu riconoscere un figlio naturale, pu prestare il proprio consenso a
essere riconosciuto da un genitore naturale
Quando un minore acquista beni di consumo, generi alimentari, capi di
abbigliamento

tali atti si ritengono validi in quanto compiuti come

rappresentante dei genitori.

Lincapacit legale: Linterdizione


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Nel caso di un maggiorenne che si trova abitualmente in uno stato di infermit


mentale cos grave da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi, la legge
prevede che si debba procedere allinterdizione con la pronuncia di una sentenza
da parte del Tribunale.
Il procedimento pu essere messo in moto, oltre che dal pubblico ministero, anche
dai familiari pi stretti
Allinterdetto viene nominato un tutore che provvede allamministrazione del
patrimonio in base alle stesse norme (es. necessit di autorizzazione da parte della
autorit giudiziaria nei casi di straordinaria amministrazione) richieste al tutore
del minore.
Chi stato condannato alla pena della reclusione per un periodo non inferiore a
cinque anni si trova, durante la pena, in stato di interdizione. Tale interdizione
detta interdizione legale poich disposta automaticamente

dalla legge, per

distinguerla da quella dellinfermo di mente, che detta interdizione giudiziale in


quanto disposta con sentenza di un giudice (il Tribunale).

Lincapacit legale: Linabilitazione e lemancipazione


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Linterdetto e il minore di et sono in stato di incapacit assoluta, mentre


linabilitato e il minore emancipato sono in stato di incapacit relativa. Interdetto,
minore di et, inabilitato e minore emancipato sono tutti in stato di incapacit
legale.
Quando lo stato di infermit mentale non talmente grave da dar luogo
allinterdizione, pu essere pronunciata una sentenza di inabilitazione.
La legge dice che si pu pronunciare linabilitazione in quattro casi:
Per coloro che si trovano in una condizione di abituale malattia di mente non
cos grave da procedere allinterdizione
Per coloro che per prodigalit (cio per non conoscere il valore del denaro)
espongono s o la propria famiglia a gravi pregiudizi economici

Per coloro che per abuso di bevande alcoliche o di stupefacenti, espongono s o


la propria famiglia a gravi pregiudizi economici
Per il sordomuto e il cieco dalla nascita che non abbiano ricevuto una
educazione sufficiente
La differenza tra interdizione e inabilitazione, oltre che nella diversa gravit
dellinfermit mentale che vi ha dato luogo sta nella condizione in cui interdetto e
inabilitato si vengono a trovare. Mentre linterdetto non pu validamente
compiere alcun atto, linabilitato pu compiere da solo tutti gli atti di ordinaria
amministrazione e di carattere strettamente personale come il matrimonio, il
riconoscimento di figli naturali, il testamento.
Gli atti di straordinaria amministrazione sono compiuti dallinabilitato con
lassistenza di un curatore, nominato dallautorit giudiziaria, il quale aggiunge il
suo consenso alla manifestazione di volont dellassistito. In altre parole, per ogni
atto di straordinaria amministrazione saranno necessarie due manifestazioni di
volont: una dellinabilitato e laltra del suo curatore, altrimenti latto sar
annullabile.
Sostanzialmente nella stessa condizione degli inabilitati si trovano gli emancipati.
Essi sono i minori con pi di sedici anni che abbiano, autorizzati dal tribunale,
contratto matrimonio. In tal caso essi cessano di essere sottoposti alla potest dei
genitori e divengono capaci di compiere da soli tutti gli atti di ordinaria
amministrazione. Per quelli di straordinaria amministrazione sar invece
necessario lintervento del curatore.

Lincapacit naturale
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Pu darsi che un soggetto che non stato dichiarato incapace legale (maggiorenne
e non interdetto n inabilitato) si venga a trovare in una situazione di incapacit
di intendere e di volere. Si parla in questi casi di incapacit naturale per
distinguerla da quella legale. SI pensi al caso di un malato di mente che non sia
stato interdetto perch nessuno ha richiesto al Tribunale la pronuncia di

interdizione, oppure a una persona perfettamente sana di mente ma che al


momento della conclusione di un contratto era in stato di ubriachezza.
Latto compiuto dallincapace naturale annullabile

I diritti della personalit: Premessa


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I diritti della personalit sono quei diritti che la legge attribuisce a ogni soggetto
che sia persona fisica, sin dalla nascita e fino al momento della morte. Essi sono:
a) non patrimoniali; b) assoluti.
Il loro elenco ricavabile, oltre che dal Codice Civile, anche dalla Costituzione,
dal Codice penale e da altre leggi. Ricordiamo i diritti principali:
Diritto alla vita e allintegrit fisica
Diritto di libert personale
Inviolabilit del domicilio
Inviolabilit della corrispondenza
Diritto alla riservatezza
Diritto allonore e alla reputazione
Diritto al nome e allimmagine
Diritto allidentit sessuale
Diritto allidentit personale
Diritto di libera manifestazione del pensiero (che include la libert di stampa)
Diritto di riunione
Diritto di associazione
Diritto di professare liberamente la propria religione
Diritto di circolazione e soggiorno

I diritti della personalit: Il diritto alla vita e allintegrit fisica


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Il diritto alla vita e allintegrit fisica e pi in generale alla salute dellindividuo


tutelato da una serie di norme del codice penale e della Costituzione, alcune delle
quali puniscono anche penalmente chiunque causa la morte di una persona o gli
provochi lesioni personali. Tali fatti costituiscono anche illeciti civili e obbligano
chi li commette a risarcire il danno.
Una persona non pu dare il permesso ad una lesione: chi arreca la lesione viene
punito come se avesse aggredito una persona non consenziente. Lunica eccezione
si ha nel caso in cui dalla lesione derivi una diminuzione soltanto temporanea
dellintegrit fisica.
Per quanto riguarda i trattamenti sanitari, essi possono essere attuati senza il
consenso dellinteressato? I giudici solitamente non richiedono il consenso nel
caso sia in pericolo la vita del soggetto (ad. es. trasfusione di sangue a testimoni di
Geova); nel caso di incoscienza del soggetto; nel caso il trattamento sia necessario
per evitare danni ad altri soggetti (es. quarantena e vaccinazioni per evitare
contagi)

I diritti della personalit: Il diritto allonore e alla reputazione


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Per onore si intende la consapevolezza che una persona ha della propria dignit,
mentre la reputazione la considerazione sociale di cui la persona gode
nellambito della cerchia dei propri conoscenti.
Questi diritti possono essere lesi mediante i reati di ingiuria o di diffamazione. Si
parla di ingiuria quando una persona rivolge direttamente a unaltra (soggetto
leso) espressioni offensive. Si ha invece diffamazione quando tali espressioni sono
comunicate a pi persone e il soggetto leso non presente
Lart. 21 Cost. garantisce per a tutti il diritto di esprimere liberamente le
proprie opinioni con la parola o con lo scritto. I giudici ritengono lecita la
diffusione di notizie lesive della reputazione altrui a tre condizioni:
Quando queste notizie siano vere
Purch vengano espresse in maniera civile
Purch sussista un interesse della collettivit a conoscerle

In altre parole, la diffusione di notizie diffamatorie, anche se vere, pu costituire


illecito solo quando sia stata fatta allunico scopo di esporre una persona al
disprezzo, al ridicolo o allumiliazione

I limiti alla libert di manifestazione del pensiero


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Pur trattandosi di una libert fondamentale, la manifestazione del pensiero


incontra dei limiti necessari a salvaguardare esigenze altrettanto importanti. La
loro violazione pu dar luogo, a seconda dei casi, al risarcimento del danno a
favore della persona offesa o anche alla sanzione penale (nel caso dei c.d. reati di
opinione).
Non si pu offendere la dignit di altre persone e pertanto il codice penale
punisce l'ingiuria e la diffamazione.
Non si pu violare il diritto alla riservatezza, diffondendo notizie che
riguardano gli aspetti privati della vita di altre persone (semprech non si tratti
di persone pubbliche, come uomini politici, gente di spettacolo, ecc., le quali,
per l'attivit che hanno scelto, si trovano esposte alla curiosit dell'opinione
pubblica). Poich la memorizzazione e il trattamento dei dati personali
attraverso calcolatori e la loro diffusione attraverso i mass media determinano
pericoli per la privacy un tempo inimmaginabili, il legislatore intervenuto con
la legge n 675 del 1996. Essa mira a garantire che il trattamento dei dati
personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libert fondamentali, nonch
della dignit delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza
e all'identit personale. I dati non possono essere raccolti senza il preventivo
consenso dell'interessato, che ha il diritto di rettificarli e di opporsi alla loro
utilizzazione. Particolari precauzioni sono previste per il trattamento dei
cosiddetti dati sensibili, cio quelli idonei a rivelare l'origine razziale ed
etnica, le convinzioni religiose, filosofiche, le opinioni politiche, I'adesione a
partiti, sindacati, associazioni politiche, nonch quelli idonei a rivelare lo stato
di salute o la vita sessuale delle persone.

Lorgano chiamato ad applicare la legge sulla privacy, al quale tutti i cittadini


che si ritengano lesi possono rivolgersi, il Garante per la protezione dei dati
personali, dotato di vastissimi poteri di accertamento, di denuncia, proibizione
e controllo.
Rientra nel rispetto della riservatezza il segreto professionale, cio l'obbligo dei
medici e degli avvocati di mantenere il segreto sulle notizie che apprendono sui
loro clienti.
Non si possono inoltre rivelare le notizie segrete, la cui divulgazione
nuocerebbe alla sicurezza dello Stato e al buon funzionamento dei suoi organi
Si tratta del segreto di Stato e del segreto d'ufficio
Il segreto di Stato particolarmente rischioso per la democrazia. Esso pu
essere usato per impedire che vengano diffuse notizie negative suI governo e le
forze politiche di maggioranza. In tal caso la vita democratica sarebbe colpita.
La Corte costituzionale, prima, e poi la legge n 801 del 1977 hanno stabilito
che il segreto pu riguardare solo gli atti, i documenti, le notizie la cui
diffusione pu nuocere alla integrit dello Stato democratico (per es.
mettendone in pericolo la sicurezza internazionale), non gli interessi di partiti o
uomini politici, e che comunque mai si devono nascondere dietro il segreto fatti
eversivi della Costituzione
I segreti d'ufficio riguardano i pubblici dipendenti, che non devono rivelare il
contenuto dei loro atti, quando ci possa danneggiare l'attivit dell'ufficio di
cui fanno parte.
Il pi importante il segreto istruttorio che riguarda le indagini compiute dal
giudice penale chiaro che le fughe di notizie possono pregiudicare l'accertamento della verit e l'individuazione dell'imputato. Peraltro, si deve
considerare anche l'esigenza che l'opinione pubblica possa controllare l'opera
dei giudici, e ci pu farsi solo a condizione di conoscere quello che stanno
facendo. Il nuovo codice di procedura penale stabilisce che il segreto istruttorio
duri solo per il tempo strettamente necessario per il compimento degli atti del
processo, dopo di che questi devono essere conosciuti.
In generale, non si pu incitare a commettere reati: questa istigazione a
delinquere, non manifestazione del pensiero. Quindi non protetta dall'art 21
della Costituzione e il codice penale pu punirla.

Non si pu neanche dichiarare pubblicamente, su giornali ecc. che commettere


un fatto che la legge considera reato desiderabile, opportuno, lecito. Si
tratterebbe di apologia di reato.
L'ultimo comma dell'art. 21 della Costituzione vieta tutte le manifestazioni
(compresa la stampa e gli spettacoli) contrarie al buon costume. Con questa
formula, si intende il pudore sessuale, non in genere la morale, concetto troppo
generico che potrebbe comportare pericoli alla libert di pensiero.
Per proteggere il buon costume, la legge n 161 del 1962, ancora in vigore
nonostante le molte opinioni contrarie, prevedeva la censura preventiva dei
film, esercitata da una apposita commissione costituita presso il Ministero,
composta da magistrati, giuristi, pedagoghi e rappresentanti dei registi e
dell'industria cinematografica Essa pu vietare la visione del film ai minori di
14 o 18 anni, negare il nulla-osta. alla sua proiezione o subordinarla
all'eliminazione di determinate scene.

I diritti della personalit: Il diritto alla riservatezza


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Ogni persona ha diritto al rispetto della riservatezza della propria vita privata e
familiare (la cosiddetta privacy) contro le ingerenze da parte di terzi. Tale
diritto riconosciuto in linea generale dallart. 8 della Convenzione europea per
la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, dalla
Costituzione e dal codice penale, che prevedono linviolabilit del domicilio, della
corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.
La legge 31 dicembre 1996 n. 675 (tutela delle persone e di altri soggetti rispetto
al trattamento dei dati personali) ha stabilito in linea generale il diritto a che il
trattamento e la diffusione dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti,
delle libert fondamentali, nonch della dignit delle persone fisiche, con
particolare riferimento alla riservatezza. Questa legge prevede regole
particolarmente severe per quanto riguarda la diffusione di determinate notizie
dette sensibili, quali ad es. quelle concernenti la vita sessuale o la salute dei
soggetti, anche nei confronti dei giornalisti.

Dal diritto di cronaca invocato dai giornalisti pu derivare un notevole danno alla
riservatezza di una persona. I giudici applicano gli stessi principi gi esaminati in
relazione al diritto allonore e alla reputazione e al diritto allimmagine.

I diritti della personalit: Il diritto al nome e allimmagine


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Ogni persona ha diritto alluso esclusivo del proprio nome (inteso come
combinazione di prenome e cognome) e, se divenuto particolarmente noto, dello
pseudonimo.
Una lesione del diritto al nome si ha ad es. se Tizio pubblica un articolo
firmandolo col nome di Caio.
Lillecito solo civile e chi viola laltrui diritto al nome deve risarcire i danni. Il
danneggiato pu anche chiedere al giudice una sentenza con cui venga ordinato al
danneggiante di cessare il suo comportamento illecito (azione inibitoria)
Si parla anche di azione di reclamo e azione di usurpazione. Con l'azione di
reclamo un soggetto rivendica il diritto all'uso di un nome; con l'azione di
usurpazione un soggetto chiede che cessi l'altrui uso del proprio nome.
Analoga doppia tutela (inibitoria e risarcitoria) spetta al soggetto che si sia visto
ledere il diritto allimmagine, mediante la pubblicazione o la diffusione con ogni
mezzo (televisione, cinema, giornali, ecc.) dellimmagine del proprio volto o della
propria persona (anche in assenza di riferimenti ingiuriosi) senza il proprio
consenso.
La legge consente per che limmagine sia divulgata senza consenso quando la
pubblicazione sia giustificata dalla notoriet o dallincarico pubblico ricoperto,
da necessit di giustizia o di polizia, da scopi scientifici o didattici o culturali, o
quando la riproduzione sia collegata ad avvenimenti o cerimonie di interesse
pubblico o svoltisi in pubblico (sempre che non vi sia danno alla reputazione o al
decoro della persona ritratta)

I diritti della personalit: Il diritto allidentit personale

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Il diritto allidentit personale consiste nel diritto di ogni soggetto di non vedere
presentata in pubblico la propria personalit in maniera distorta, mediante la
diffusione di notizie circa il proprio passato e la propria vita non vere, anche se
non ingiuriose.

I diritti della personalit: Il diritto allidentit sessuale


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La legge n. 164 del 1982 ha previsto per le persone interessate il diritto di vedersi
riconosciuta

lidentit

sessuale

desiderata,

richiedendo

al

tribunale

lautorizzazione al compimento di un intervento chirurgico per il cambiamento di


sesso. Ottenuta tale autorizzazione e compiuto lintervento, il tribunale ordiner
allufficiale dello stato civile di rettificare il nome attribuendone uno conforme al
nuovo sesso.

Domicilio, residenza, dimora


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Per domicilio si intende il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale


dei suoi affari e interessi. Ad es. Tizio, dentista, ha il suo domicilio allindirizzo
dove si trova il suo studio medico
In qualche caso la legge impone un domicilio necessario: il minore domiciliato
per legge nel luogo di residenza della famiglia, o del genitore con cui convive, nel
caso di separazione o divorzio
La residenza il luogo di abituale abitazione di una persona. Essa una
situazione di fatto, corrispondente al posto in cui un soggetto abita stabilmente,
coltiva i suoi affetti familiari, ha la sua vita privata.
La dimora il luogo in cui il soggetto si trova soltanto temporaneamente

Scomparsa, assenza, morte presunta


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Scomparsa
Se una persona si allontana dalla propria famiglia senza dare pi notizie di s,
il tribunale dellultimo domicilio o dellultima residenza pu nominare un
curatore dello scomparso, che si occupi della conservazione del patrimonio

Assenza
Trascorsi due anni dal giorno in cui risale lultima notizia pu essere dichiarata
lassenza da parte del Tribunale, su richiesta dei presenti eredi. Per effetto
della dichiarazione di assenza vengono immessi nel possesso temporaneo dei
beni dellassente coloro che ne sarebbero stati eredi se egli fosse morto. Essi ne
hanno lamministrazione e percepiscono le rendite che i beni producono, ma
non possono alienarli (es. venderli n donarli) n ipotecarli o darli in pegno.
Nel caso in cui il soggetto dichiarato assente dovesse ricomparire, dovranno
essergli restituiti i beni, ma non le rendite percepite.

Morte presunta
Trascorsi dieci anni dallultima notizia dellassente il tribunale pu dichiararne
la morte presunta. La sentenza (che pu essere dichiarata anche se non era
stata dichiarata lassenza) produce gli stessi effetti della morte naturale: si apre
la successione ereditaria a coloro che furono immessi nel possesso temporaneo
dei beni ne acquisteranno la piena disponibilit; il coniuge pu risposarsi. Nel
caso in cui il presunto morto ricompaia, gli dovranno essere restituiti i beni,
nello stato in cui al momento si trovano. Il nuovo matrimonio del coniuge
diviene nullo, mentre riacquista effetto il precedente.

Le organizzazioni collettive e la nozione di persona giuridica


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Persona giuridica qualsiasi entit diversa dalla persona fisica alla quale
lordinamento attribuisce capacit giuridica
La persona giuridica ha propri diritti (ad es. la propriet di un terreno, un diritto
di credito verso un debitore) e propri doveri (ad esempio un debito in denaro): si

dice che ha la "capacit giuridica". La persona giuridica ha un proprio


patrimonio, distinto da quello delle persone fisiche (uomini) che ne fanno parte, e
i suoi debiti non sono confusi con quelli di costoro: si dice che ha "autonomia
patrimoniale perfetta". La persona giuridica ha una propria volont e compie atti
giuridici per mezzo delle persone fisiche che agiscono come suoi organi: si dice
che ha la "capacit di agire", cio

la capacit di esercitare i suoi diritti

compiendo degli atti. Gli enti che operano nel diritto pubblico sono pressoch
esclusivamente persone giuridiche.
Le persone giuridiche agiscono attraverso i loro organi, cio attraverso persone
fisiche preposte allamministrazione, che svolgono in loro nome e per loro conto
gli atti necessari
Le organizzazioni collettive possono essere di due tipi:
A struttura associativa: si tratta delle societ e delle associazioni. In esse lo
scopo comune viene perseguito essenzialmente attraverso la partecipazione
allente delle persone che lo compongono
A struttura istituzionale: si tratta delle fondazioni e dei comitati. In esse lo
scopo di interesse generale viene perseguito essenzialmente destinando a certi
fini un determinato patrimonio
La legge non riconosce la capacit giuridica a tutte le organizzazioni collettive.
Perch ci avvenga si richiede che lorganizzazione sia dotata di autonomia
patrimoniale perfetta

Lautonomia patrimoniale
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Una organizzazione collettiva dotata di un suo patrimonio


Si ha autonomia patrimoniale perfetta quando la legge stabilisce che il
patrimonio dellente collettivo (societ o associazione) autonomo rispetto ai
patrimoni dei singoli soci o associati, nel senso che questi non rispondono in
proprio dei debiti dellente. In modo parallelo lente non risponde col suo
patrimonio delle obbligazioni personali dei singoli.

Sono dotate di autonomia patrimoniale perfetta (e sono pertanto persone


giuridiche):
Le associazioni riconosciute
Le fondazioni
Le societ di capitali (Societ a responsabilit limitata, Societ per azioni,
Societ in accomandita per azioni)
Accanto alle organizzazioni collettive dotate di autonomia patrimoniale perfetta
vi sono enti caratterizzati da forme di autonomia patrimoniale limitata. Si tratta
di organizzazioni collettive in cui per le obbligazioni dellente rispondono non
soltanto il patrimonio dellorganizzazione, ma anche i singoli associati o soci, sia
pure con determinate modalit
Tra i due estremi della autonomia patrimoniale perfetta (nessun membro
dell'organizzazione responsabile per i debiti dell'organizzazione) e della
completa mancanza di autonomia patrimoniale (i membri rispondono
illimitatamente e solidalmente dei debiti dell'organizzazione) vi sono forme pi
deboli di separazione tra il patrimonio dei membri e il patrimonio
dell'organizzazione, che sono dette forme di "autonomia patrimoniale
imperfetta". Non esiste un solo tipo di "autonomia patrimoniale imperfetta".
Societ di persone, associazioni non riconosciute e comitati non riconosciuti
hanno forme diverse di autonomia patrimoniale imperfetta.
In una societ di persone tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente dei
debiti sociali; solo nella societ semplice un socio pu stipulare un patto per
limitare la propria responsabilit ad una determinata cifra. In una societ di
persone, tuttavia, il creditore pu aggredire il patrimonio del socio solo dopo che
ha liquidato completamente il patrimonio della societ.
In una associazione non riconosciuta sono solidalmente e illimitatamente
responsabili coloro che hanno contratto il debito in nome dell'associazione.
In un comitato non riconosciuto i componenti sono responsabili solidalmente e
illimitatamente delle obbligazioni assunte dal comitato.
Appartengono a questa categoria:
Le associazioni non riconosciute
I comitati non riconosciuti

Le societ di persone (societ semplice, societ in nome collettivo, societ in


accomandita semplice)

Le persone giuridiche e i loro organi


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Le persone giuridiche private pi diffuse (es le societ) presentano di solito una


struttura interna articolata come segue.
Vi una assemblea dei soci o degli associati, che un organo che consente a tutti
coloro che fanno parte dellente di prendere, a maggioranza, le decisioni di
carattere generale, e di nominare e revocare gli amministratori e di decidere i loro
poteri
Vi sono poi gli amministratori (o lamministratore, se unico), che assumono la
gestione concreta dellente prendendo di volta in volta le decisioni che possono
sembrare necessarie o utili e portandole ad esecuzione.
In alcune persone giuridiche sono presenti organi di controllo, che vigilano
sulloperato degli amministratori

La classificazione delle organizzazioni collettive private


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Persone giuridiche private


Associazioni riconosciute
Fondazioni riconosciute
Comitati riconosciuti
Societ di capitali
Societ per azioni
Societ a responsabilit limitata
Societ in accomandita per azioni
Societ cooperative
Persone giuridiche straniere (cio regolate dal diritto straniero)

Organizzazioni collettive private senza personalit giuridica

Associazioni non riconosciute


Fondazioni non riconosciute
Comitati non riconosciuti
Societ di persone
Societ semplice
Societ in accomandita semplice
Societ in nome collettivo

Istituzioni e fondazioni
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Le persone giuridiche, pubbliche e private, sono distinte in fondazioni (o


istituzioni in senso stretto) e corporazioni. Le corporazioni sono societ formate
da pi soggetti titolari dei bisogni (interessi) che stanno alla base della
corporazione medesima e quindi destinatari essi stessi dei benefici derivanti
dall'attivit sociale (ad es. lo Stato, il Comune, una societ commerciale). Le
fondazioni o istituzioni in senso stretto, invece, sono forme di organizzazione di
attivit dirette al perseguimento di fini connessi con interessi di soggetti, i quali
non fanno parte della istituzione, a differenza degli individui che vi agiscono (per
es. un ente di beneficenza e gli uffici pubblici in genere). Nelle corporazioni perci
l'elemento personale costitutivo oltre che attivo. Nelle altre esclusivamente
attivo: in quanto gli individui che vi agiscono non sono titolari degli interessi per i
quali l'istituzione stata costituita, ma agiscono per fini connessi con interessi di
altri individui o di collettivit, variamente precisate.

Le associazioni
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Le associazioni sono organizzazioni collettive tramite le quali pi soggetti cercano


di perseguire uno scopo comune non di lucro. Proprio la pluralit dei soggetti e lo
scopo comune caratterizzano le associazioni.

La libert di associazione garantita dalla Costituzione, che consente a tutti i


cittadini di associarsi liberamente per fini che non siano vietati dalla legge penale.
Questi scopi devono esser di natura ideale, cio non economica, e questo proprio
lelemento che distingue le associazioni dalle societ. Le societ, infatti, hanno per
scopo la realizzazione di un lucro, cio di un guadagno.
Lassociazione nasce per effetto di un contratto tra pi persone, che si chiama atto
costitutivo. Si tratta di un contratto plurilaterale, cio di una manifestazione di
volont provenienti da pi soggetti che hanno uno scopo comune. In esso debbono
essere indicati alcuni elementi, come:
La denominazione
Lo scopo
Il patrimonio
La sede
Le norme sullamministrazione
Lorgano fondamentale dellassociazione lassemblea degli associati, che
delibera a maggioranza sulla nomina degli amministratori e sul bilancio annuale.
Vi poi lamministratore (o gli amministratori), il cui compito quello di
compiere gli atti di gestione dellassociazione nel rispetto dello statuto e delle
direttive impartite dallassemblea, rappresentando lente verso i terzi (cos, per
es.) sar lamministratore a concludere in nome e per conto dellassociazione i
contratti di questultima
Lo scioglimento dellassociazione avviene quando lo scopo stato raggiunto
(oppure divenuto impossibile), quando sono venuti a mancare tutti gli associati e
per le altre ragioni eventualmente indicate dallatto costitutivo e dallo statuto.
Quando si sia verificata una causa di scioglimento, gli amministratori devono
procedere alla liquidazione cio alla vendita dei beni e alla riscossione dei crediti,
allo scopo di rendere liquido (cio sotto forma di denaro) il patrimonio
dellassociazione, per saldare i debiti esistenti. Nessun altro atto pu essere
compiuto in tale fase.

Le associazioni non riconosciute


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Le regole ora esaminate sono comuni a tutti i tipi di associazioni, ma soltanto le


associazioni riconosciute godono dellautonomia patrimoniale perfetta e sono
pertanto persone giuridiche
Perch unassociazione possa dirsi riconosciuta necessario:
che latto costitutivo sia redatto per atto pubblico (cio in pratica da un notaio)
che lassociazione ottenga latto amministrativo di riconoscimento compiuto
con decreto del Presidente della Repubblica, oppure, per certe associazioni
destinate a operare in un ambito regionale, con decreto del Presidente della
giunta regionale
Il riconoscimento serve a controllare innanzitutto che lassociazione persegua fini
leciti e poi che disponga di un patrimonio sufficiente per raggiungere quei fini. In
questo modo si tutela linteresse dei futuri creditori dellassociazione, visto che
una volta ottenuta lautonomia patrimoniale perfetta essi potranno contare sul
solo patrimonio dellassociazione per il soddisfacimento delle loro pretese.
Ottenuto il riconoscimento, lassociazione deve essere registrata su un apposito
registro istituito presso la cancelleria del tribunale di ogni capoluogo di provincia
(art. 33 e ss c.c.). Con la registrazione lassociazione ottiene la personalit
giuridica.
Lassociazione che non abbia richiesto e ottenuto il riconoscimento non ha
autonomia patrimoniale perfetta. Anche le persone che hanno agito in nomee per
conto dellassociazione rispondono dei debiti di questa
Per quanto riguarda gli organi e il funzionamento, Lassociazione non
riconosciuta governata dalle stesse regole dettate dal codice in materia di
associazioni riconosciute.
I partiti e i sindacati sono associazioni non riconosciute

Le fondazioni
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Le fondazioni sono organizzazioni collettive a carattere istituzionale. Le


fondazioni riconosciute sono dotate di autonomia patrimoniale perfetta e perci
di capacit giuridica.
Le fondazioni si costituiscono per atto pubblico oppure con testamento e sono
caratterizzate dalla presenza di un patrimonio vincolato al perseguimento di un
determinato scopo non di lucro.

I comitati
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I comitati sono costituiti da gruppi di persone che raccolgono fondi destinati a


uno scopo di interesse generale. Lart. 39 c.c. menziona i comitati di beneficenza e
quelli

promotori

di

opere

pubbliche,

monumenti,

esposizioni,

mostre,

festeggiamenti ecc.
I comitati non riconosciuti non sono persone giuridiche, in quanto non sono dotati
di autonomia patrimoniale perfetta: infatti i loro componenti sono personalmente
responsabili insieme con il patrimonio del comitato per le obbligazioni assunte in
suo nome e conto.
Una volta realizzato lo scopo o se questo divenuto irrealizzabile o quando i
fondi sono divenuti insufficienti, il comitato di estingue.

Ente vuol dire Persona giuridica


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Nell'espressione "ente pubblico" occorre precisare con cura il significato della


parola "ente" e il significato della parola "pubblico".
"Ente" significa "persona giuridica". Persone fisiche e persone giuridiche
formano la categoria dei "soggetti" o "soggetti di diritto".

Cosa si intende per "ente pubblico"?


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Un "ente pubblico" anzitutto un ente o persona giuridica. Un ente si dice


pubblico:

Se il suo fine si identifica con uno dei fini dello Stato (o della Regione,
Provincia o Comune) o se comunque, nel perseguire il suo fine, soddisfa anche
interessi che stanno a cuore allo Stato (o della Regione, Provincia o Comune).
Ad es. il fine di una comunit israelitica il fine di un gruppo particolare
all'interno dello Stato, che non si identifica completamente con quelli dello
Stato; ma l'attivit di un tale ente realizza anche il fine statale della tutela delle
minoranze etniche e linguistiche.

Se, in conseguenza di questa prossimit o identit di interessi lo Stato lo fa


oggetto di un trattamento particolare, differenziandolo dagli altri enti privati e
inserendolo

in

qualche

modo

nel

complesso

dei

pubblici

poteri,

nell'organizzazione amministrativa pubblica, col conferirgli una personalit di


diritto pubblico. Una "personalit di diritto pubblico" pu comportare:
L'assoggettamento a controlli (normalmente regionali o statali) Le forme e
l'intensit del controllo pu variare da ente a ente, ma un certo grado di
controllo esiste sempre.
L'assoggettamento alla potest di coordinamento statale. Anche questa
potest non pu mai mancare.
L'attribuzione, a loro volta, di poteri di controllo e di coordinamento su tutti
gli enti di un settore (ad es. ad un istituto bancario o creditizio pubblico
vengono affidati compiti di coordinamento e controllo nel settore bancario o
creditizio: la Banca d'Italia possiede estesi poteri di tal genere per quanto
riguarda l'esercizio del credito) Questa prerogativa pu mancare.
Il potere di emanare norme di auto-organizzazione
L'attribuzione di una capacit di diritto pubblico, comprendente potest e
poteri di diritto pubblico. Questa prerogativa pu mancare.
La possibilit di svolgere determinate attivit in regime di monopolio

Cosa vuol dire che un ente pubblico ha (normalmente) una "doppia capacit", di
diritto privato e di diritto pubblico?

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Nelle persone giuridiche, capacit giuridica e capacit di agire non possono essere
distinte: se una persona giuridica non ha la capacit di agire ci vuol dire
necessariamente che non possiede neanche la capacit giuridica riguardante quei
rapporti (a differenza ad es. di una persona fisica come un minorenne, che ha
diritti, e quindi capacit giuridica, ma non li pu esercitare, e quindi manca di
capacit di agire). Per questo, riferendocisi a loro si parla genericamente di
capacit (di diritto pubblico) senza specificare se si tratti di capacit giuridica o
di agire.
Gli enti pubblici possiedono sia una capacit di diritto privato, sia una capacit di
diritto pubblico, formata di "poteri pubblici" o "potest pubbliche" o poteri di
imperio, in grado di modificare unilateralmente le posizioni giuridiche dei
soggetti privati e di fronte ai quali i privati sono in posizione di soggezione.
Queste potest o poteri sono "funzioni", in quanto vanno esercitate a vantaggio di
soggetti diversi da quello che ne dispone (cio dei cittadini).
Tra le pi importanti manifestazioni della capacit di diritto pubblico ci sono:

Autonomia
E' la capacit di creare norme giuridiche. E' particolarmente estesa nel caso
delle Regioni, che hanno il potere di emanare norme di grado primario (leggi
regionali e statuti regionali) e secondario (regolamenti regionali).

Autarchia
E' la capacit di perseguire i propri interessi in posizione di supremazia con gli
strumenti del diritto amministrativo (provvedimenti)

Autogoverno
E' la capacit dei soggetti amministrati dall'ente, di scegliere le persone fisiche
preposte agli organi pi importanti dell'ente. E' il caso ad es. dei cittadini del
comune che scelgono direttamente i membri del consiglio comunale.

Autotutela
Si tratta della possibilit, per l'ente, di farsi ragione da s (naturalmente
secondo precise norme giuridiche) attraverso atti amministrativi, tra i quali
ricordiamo:

Annullamento d'ufficio di un suo atto amministrativo invalido, anche se tale


annullamento coinvolger posizione giuridiche di terze persone
Rimozione d'ufficio di un suo atto amministrativo anche se tale
annullamento coinvolger posizioni giuridiche di terze persone
Convalida di un atto amministrativo invalido
Decisione dei ricorsi amministrativi
Revoca o sospensione degli effetti di un suo atto amministrativo valido per
ragioni di opportunit
Possibilit di ricorrere all'esecuzione forzata quando gli obbligati non
osservino i propri doveri verso l'amministrazione
La esecutivit del provvedimento amministrativo una manifestazione di
questa facolt di autotutela In alternativa, la Pubblica Amministrazione pu
chiedere la esecuzione forzata al giudice ordinario, nelle forme del codice
civile, poich l'atto amministrativo deve essere considerato dal giudice civile
come un titolo esecutivo.
Possibilit

applicare,

con

un

provvedimento,

sanzioni

per

illeciti

amministrativi
Per "illecito amministrativo" si intende una trasgressione che non viene
considerata tanto grave da interessare l'intera collettivit e da richiedere
una tutela penale, ma solo di danno all'attivit della Pubblica
Amministrazione in un particolare settore (es. quello della circolazione
stradale, dell'esercizio del commercio al dettaglio) e che viene punita con
sanzioni amministrative (revoca di licenze, confische ecc.), non sottoposte
alle norme che regolano le sanzioni penali. Ad es. le infrazioni al codice della
strada (che un decreto legislativo) sono quasi tutti illeciti amministrativi
(tranne casi come omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza, guida
senza patente, che sono reati); le infrazioni alle norme sul commercio al
dettaglio sono normalmente illeciti amministrativi; le infrazioni meno gravi
ai propri doveri di contribuente fiscale sono illeciti amministrativi.
Possibilit di accertare, con un provvedimento, contravvenzioni in materie
che interessino la pubblica amministrazione, e anche di determinare la pena
(spesso una somma di denaro) entro limiti minimi e massimi.

Le contravvenzioni sono forme minori di reati, previsti dal codice penale o


da altre leggi penali. La competenza ad accertarli sarebbe dunque del
giudice penale, ma la Pubblica Amministrazione ha una competenza
analoga. Attraverso l'istituto dell'oblazione (pagamento della pena accertata
dalla Pubblica Amministrazione) il reato risulta addirittura estinto e come
non mai verificatosi. Tra le contravvenzioni poste a tutela di norme
amministrative vi sono quelle che puniscono determinate violazioni di leggi
finanziarie
Esercizio di poteri di polizia a tutela dei propri diritti reali (ad es. attraverso
il corpo delle guardie forestali, dei vigili urbani ecc.) Altre potest di diritto
pubblico che frequentemente gli enti posseggono sono:

Potere di certificazione
Ad es. gli ordini professionali certificano con valore di piena prova di fronte al
giudice, che determinati soggetti hanno i titoli necessari per l'esercizio della
professione

Potere di dare ordini

Potere di pretendere o riscuotere prestazioni coattive, specie pecuniarie.


Ad es. l'INPS ha il potere di esigere i contributi sociali; la RAI ha il potere di
esigere il canone di abbonamento; il Comune ha il potere di esigere il
pagamento dei tributi comunali; la SIAE (Societ Italiana Autori ed Editori)
ha il potere di esigere i diritti di rappresentazione di un'opera cinematografica,
musicale ecc.); e cos via.

Potere di effettuare ispezioni o controlli

Accanto alla capacit di diritto pubblico, gli enti pubblici possiedono una
capacit di diritto privato, formata essenzialmente da "facolt" inerenti a diritti
soggettivi che possono essere posseduti anche da privati, e che non sono in grado
di modificare unilateralmente la sfera giuridica altrui tranne che in casi
particolari. In questi casi l'ente interviene in posizione di parit con i soggetti
privati, anzich di supremazia. Come si gi detto, vi sono enti pubblici, come
quelli economici, che possiedono solo la capacit di diritto privato. Utilizzando la
capacit di diritto privato, la Pubblica Amministrazione si comporta su un piano
di assoluta parit rispetto ai soggetti con i quali viene in contatto (ad es.
stipulazione di contratti di compravendita, di fornitura di elettricit ecc.). Se

viceversa fa valere una sua autorit cio si pone in una situazione di supremazia
esercitando dei poteri particolari ovvero imponendo determinati comportamenti
unilateralmente (es. ordine del Questore di disperdere una manifestazione), allora
si deve parlare di attivit di diritto pubblico.
Questa doppia capacit tuttavia presente solo negli enti pubblici territoriali: ,
di regola, assente negli enti pubblici strumentali, i quali hanno solo la capacit di
diritto privato: i loro beni sono oggetto del comune diritto di propriet, i loro
dipendenti sono ad essi legati dal comune contratto di lavoro, gli atti che pongono
in essere con i terzi sono atti di autonomia contrattuale, in tutto sottoposti al
codice civile.

Quali sono le principali categorie di enti pubblici?


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Quattro sono le principali categorie di enti pubblici:

Enti territoriali
Sono la Regione, la Provincia e il Comune. Si dicono "territoriali" o "a fini
generali" perch si occupano della generalit dei bisogni di una collettivit
insediata su un territorio.

Enti strumentali
sono creati per perseguire fini propri dello Stato (o dell'ente territoriale) che
questo potrebbe anche perseguire direttamente.

Enti ausiliari
Tramite gli enti ausiliari vengono perseguiti fini che, pur non essendo propri
dello Stato, vengono tuttavia considerati da questo con intenso interesse, in
quanto la loro realizzazione viene a dar completamento all'azione statale,
affiancandosi ad essa, o integrandola, o prestandole aiuto (si pensi alle
universit non statali, all'ENEL, agli enti pubblici economici).

Enti esponenziali
Con gli enti esponenziali lo Stato riconosce il carattere di enti pubblici ad enti
esponenziali di comunit territoriali o di altri gruppi spontanei abbraccianti
intere categorie di individui, o a consociazioni volontarie o a centri in cui si

esprimono, attraverso appropriate rappresentanze, specifici interessi settoriali.


Sono enti esponenziali, oltre agli enti territoriali (Regioni, Province, comuni),
gli ordini e collegi professionali, alcuni enti associativi preposti alla cura di
interessi di categoria o di settore di natura economica, culturale, assistenziale,
sportiva (es. Coni, Accademie di scienze ed arti, ecc.)
Stato, Regione, Provincia e Comune, oltre ad essere enti territoriali sono anche
enti esponenziali.

I tipi di persone giuridiche pubbliche: Gli enti pubblici economici


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Gli enti pubblici economici rientrano tra gli enti pubblici ausiliari
Da cosa si ricava che un ente che svolge attivit imprenditoriale assoggettata alle
norme del codice civile, che intrattiene con i propri dipendenti un rapporto di
impiego privato, che vende i propri prodotti sul mercato, che non ha poteri di
imperio, un ente pubblico?
Vi sono alcuni indici residui che possono consentirci di stabilire che anche lente
pubblico economico ha una (limitata) personalit di diritto pubblico:
L'ente normalmente non agisce a scopo di lucro, ma utilizza gli utili versandoli
allo Stato o destinandoli a fini sociali
L'ente ha un patrimonio una parte del quale indisponibile
L'ente non sottoposto a fallimento, ma a liquidazione coatta amministrativa
L'ente vincolato a persegue strategie imprenditoriali volte pi che ad
aumentare il profitto a raggiungere obiettivi sociali:
Rompere un monopolio
Industrializzare aree depresse
Calmierare i prezzi dei prodotti
Assicurare l'approvvigionamento nazionale in settori delicati come quello
energetico o siderurgico
L'ente riceve direttive vincolanti da un ente pubblico territoriale (di solito lo
Stato)

L'attivit interna dell'ente non regolata dal diritto privato, ma dal diritto
amministrativo
Le perdite di gestione dell'ente sono ripianate periodicamente da un ente
pubblico
L'ente destinatario privilegiato di sovvenzioni e agevolazioni pubbliche
L'ente svolge la sua produzione in posizione di monopolio (ad es. l'ENEL prima
della privatizzazione)
Le tariffe dell'ente sono determinate da un comitato ministeriale (come ad es.
quelle delle Ferrovie o delle poste)
Si applicano all'ente i principi di imparzialit e di buon andamento tipici delle
pubblica amministrazione (es. obbligo di contrattare con tutti quelli che lo
chiedano, senza patti di esclusiva ecc.)

Gli organi o uffici


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Le persone giuridiche possiedono organi.


Gli "organi" rientrano nella pi vasta categoria degli uffici. Un ufficio una
unit operativa che svolge dei compiti prefissati, mediante il compimento di atti
giuridici.
In altre parole: quando esistono dei compiti precisi da svolgere stabilmente
mediante atti giuridici che direttamente o indirettamente servono all'ente per
manifestare la sua capacit di agire, e quando esistono delle regole per stabilire
quali persone fisiche debbono essere scelte per svolgere quei compiti, la unit
operativa prende il nome di "ufficio".
L'ufficio (o lorgano) impersonale: non persegue gli interessi particolari delle
persone fisiche che lo fanno agire e non si estingue o muta con il cessare o il
succedersi delle persone fisiche nel tempo.
Cos, l'Ufficiale giudiziario l'organo che nel comune ha il compito di vigilare
sulla salute dei residenti; l'Ufficiale dell'anagrafe l'organo che ha il compito di
mantenere aggiornate le liste dei residenti, di annotare nascite, morti, matrimoni

e rilasciare i relativi certificati; il Parlamento l'organo che fa le leggi; il


Tribunale l'organo che giudica certi tipi di cause civili o penali ecc.
Quando l'ufficio diviene strumento per entrare direttamente in rapporto con altri
soggetti (persone fisiche o persone giuridiche) prende il nome di organo.
Allorgano viene attribuita una "competenza" che comprende determinati
compiti e determinati poteri, ritagliati tra i compiti e i poteri attribuiti allente
cui appartiene (i compiti e i poteri dellente prendono invece il nome di
attribuzioni).
Gli organi dello stato sono quindi quegli uffici ai quali attribuito il potere di
dichiarare la volont dello stato nei confronti di altri soggetti (ad es. il
Parlamento, il Governo, i Ministri, i Giudici).
Lo Stato ha anche uffici che non sono organi, attraverso cui non manifesta la sua
volont, ma che eseguono compiti interni all'organizzazione statale.
Solo gli organi, quindi, non gli uffici, possono determinare il sorgere di situazioni
giuridiche (attive e passive) riguardanti lo Stato.

La differenza tra organo e rappresentante


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Non bisogna confondere la figura dell'organo con quella del rappresentante. Un


organo non "rappresenta" l'ente nel senso che noi intendiamo comunemente
quando diciamo che una persona ne rappresenta un'altra: l'organo non ha
personalit giuridica, non , in altre parole, un soggetto a s, ma una parte
dell'ente. Questa situazione si indica con il nome di "rapporto organico" o di
"rappresentanza organica", e non di "rapporto di rappresentanza".

Sono considerati organi anche alcuni uffici che svolgono esclusivamente attivit
interna
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In realt gli studiosi considerano "organi" non solamente gli uffici in grado di
mutare direttamente, con la loro azione, le situazioni giuridiche di soggetti diversi

da quello cui appartengono, ma anche gli uffici che svolgono una attivit indiretta
particolarmente rilevante per l'azione dei primi mediante atti giuridici: si parla
cos di organi consultivi e di controllo, sebbene la loro attivit sia puramente
interna e preparatoria

I vari tipi di organi


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Vi sono molti tipi di organi: individuali (composti da una sola persona) o collegiali
(composti da pi persone); semplici (cio non costituiti a loro volta da altri
organi) o complessi (costituiti da altri organi); centrali (la cui competenza si
estende su tutto il territorio dello Stato) e periferici (a competenza
territorialmente delimitata); consultivi (che prestano assistenza tecnica dando
pareri ad altri organi) e attivi (che manifestano o danno esecuzione alla volont
dell'ente); organi di controllo, organi politici (es. il Parlamento).

I gruppi di organi dello Stato. I poteri


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Quando numerosi organi svolgono attivit simili e sono collegati fra loro da
precisi rapporti (organi superiori che comandano ad organi inferiori, organi che
consigliano altri organi, organi che prendono le decisioni e organi che le eseguono
ecc.) si parla di "poteri".
Lo Stato-apparato composto di tre "poteri": il potere legislativo, il potere
esecutivo e il potere giudiziario.
Il potere legislativo formato dagli organi che hanno il compito di creare norme
giuridiche. In passato gli organi erano due: il Re e il Parlamento. Nel nostro Stato
vi solo un organo che pu creare le leggi o delegarne ad altri la creazione: il
Parlamento, composto a sua volta da due organi, la Camera e il Senato, che a loro
volta sono composti da deputati, senatori, Presidenti della Camera e del Senato,
capigruppo ecc.

Il potere giudiziario composto da numerosi organi: Tribunali ordinari,


Tribunali militari, Tribunali amministrativi, Tribunale delle acque pubbliche,
Corti d'appello, Corti d'assise, Corti d'assise d'appello, Corte di Cassazione,
Consiglio di Stato, Corte dei Conti ecc.
Tutti questi organi sono incaricati di emettere sentenze che applichino le norme
generali ai casi concreti.
Gli organi del potere esecutivo sono numerosissimi. Al vertice del potere esecutivo
c' il Governo. Ciascuno dei ministri del Governo a capo di un ministero che a
sua volta costituito da numerosi organi centrali (direzioni generali,
provveditorati generali ecc.) e periferici (intendenze, uffici locali ecc.)

Unit operative e organizzazioni che svolgono esclusivamente attivit materiali


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Non sono "uffici", malgrado il nome, unit operative come i cosiddetti "ufficicopia", gli "uffici meccanografici", gli "uffici di contabilit", gli "uffici studi", gli
"uffici o centri smistamento corrispondenza" ecc. che non compiono atti giuridici
(dichiarazioni di volont,di scienza, di giudizio ecc.) ma atti puramente materiali,
di riproduzione meccanica, di calcolo, di studio ecc. che non hanno alcuna
attinenza con i rapporti tra ente e terzi. Per la stessa ragione non un ufficio una
cattedra universitaria di matematica e simili.
I complessi organizzati composti solo di unit operative di questo tipo (es. Scuole,
Aziende Sanitarie locali; Istituti di assistenza ecc prendono il nome di stabilimenti
o aziende o istituti.

Il rapporto tra gli agenti e l'organo


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Le persone fisiche che compongono gli organi esterni o impersonano gli organi
interni nei rapporti interorganici si dicono "funzionari". Si dice che il funzionario
il "titolare"dell'organo. Esiste poi il "preposto" all'organo, che comprende il

funzionario titolare, ma anche colui che temporaneamente ne fa le veci


("supplente", vicario ecc).
Le persone che sono titolari o preposti ad un ufficio che non costituisce un organo
si dicono "addetti". I "funzionari", gli "addetti" e i meri agenti (persone che
allinterno

di

un

ufficio

compiono

attivit

puramente

materiali

(es.

dattilografiche, di trasporto documenti ecc.) costituiscono la categoria degli


agenti.
Il rapporto che lega il titolare o il preposto all'organo si chiama "rapporto si
servizio".
Un rapporto di servizio pu essere di fatto o di diritto. Il rapporto di servizio di
diritto pu essere volontario o coattivo. Il rapporto di servizio volontario pu
essere onorario o professionale (svolto in base ad un contratto di lavoro
dipendente). Il rapporto di servizio professionale pu essere di diritto pubblico
(rapporto di impiego pubblico) o di diritto privato (rapporto di impiego privato).
Esistono funzionari coattivi, onorari (che svolgono la loro opera gratuitamente) e
professionali (che svolgono la loro opera dietro retribuzione).

Il rapporto tra gli atti del funzionario e la persona giuridica


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Gli atti dei funzionari vengono considerati non come atti personali ma come atti
dello Stato: vengono cio imputati allo Stato, come se li avesse compiuti lui. Che
cosa significa che allo Stato vengono attribuite le attivit compiute dai suoi
funzionari, negli uffici e negli organi di cui fanno parte? Significa che lo Stato
assume le posizioni soggettive (attive e passive) che derivano da quelle attivit.
Naturalmente, questa imputazione si verifica solo a condizione che il funzionario
abbia agito nella sua veste pubblica, come agente dello Stato, non nella sua veste
privata, come semplice cittadino. In questo modo, si vede che i funzionari dello
Stato hanno una doppia capacit di agire: come singoli privati essi non si
distinguono dai semplici cittadini, potendo compiere solo negozi di diritto
privato; ma come funzionari pubblici hanno una speciale capacit di diritto
pubblico, delle cui conseguenze per si giova lo Stato, per il quale essi operano. In

quanto funzionario la persona fisica dovr spersonalizzarsi ed agire nel solo


interesse pubblico.

I rapporti interorganici
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Tra gli uffici e gli organi esistono vari rapporti detti "rapporti interorganici". Tali
rapporti possono essere:
di immedesimazione (un ufficio anche un organo: si "immedesima" in un
organo);
di strutturazione (pi uffici entrano a comporre un organo),
di composizione (pi organi entrano a comporre un organo complesso);
di separazione (tra organi di enti diversi o anche della persona giuridica che
nessuna norma ponga in relazione);
di coordinamento. I rapporti di coordinamento possono essere:
rapporti di formazione (un organo crea un altro organo);
rapporti di gerarchia;
rapporti di sostituzione (un organo si sostituisce ad un altro o sostituisce un
altro);
rapporti di condizionamento (l'azione di un organo condiziona in qualche
modo l'azione dell'altro, mediante iniziative, direttive, assensi,pareri ecc.);
rapporti di controllo (di "vigilanza" per la legittimit, di "tutela" per il merito,
di "sorveglianza" genericamente ecc.).
Il rapporto gerarchico particolarmente importante per la Pubblica
Amministrazione. L'organo gerarchicamente superiore ha una serie di poteri nei
confronti dell'organo inferiore:
il potere di dirigere l'attivit dell'organo inferiore mediante la emanazione di
ordini nella forma dell'"istruzione" o della "circolare";
il potere di vigilanza, che comporta un controllo sull'attivit dell'organo
inferiore, diretto ad accertare l'adempimento in genere di tutti gli obblighi ad
esso imposti dalle norme generali, e in particolare l'osservanza delle
disposizioni di servizio impartite dall'organo superiore;

il potere di sostituzione, cio di agire in luogo dell'organo inferiore quando


questi ometta di farlo;
il potere di avocazione, cio

di assumere per s

un compito spettante

all'organo inferiore,indipendentemente da una sua inadempienza;


il potere di delegare una propria competenza all'organo inferiore;
il potere di "annullamento di ufficio" nei confronti di atti dell'organo inferiore
che abbiano violato la legge;
il potere di riforma, esercitabile su atti che, pur essendo conformi alla
legge,sono inopportuni;
il potere di risoluzione dei conflitti di competenza che sorgono fra organi
inferiori;
il potere di decisione sui ricorsi dei cittadini contro atti dell'organo inferiore.
Un organo pu essere dotato di varie forme di autonomia: contabile (provvede da
s alla propria contabilit), finanziaria (ha proprie entrate che riscuote
direttamente o riceve fondi dall'ente per i propri compiti), di gestione (gestisce
direttamente i propri beni e contratta in proprio), di bilancio (redige bilanci e
rendiconti separati per la propria gestione), decisionale ( in grado di provvedere
in modo assolutamente indipendente dalla volont degli organi di governo
dell'ente).
Normalmente i rapporti interorganici non hanno rilevanza nell'ordinamento
esterno, nel senso che un soggetto diverso dalla persona giuridica non ne vedr
modificate o aumentate le proprie situazioni giuridiche soggettive e in particolare
non potr far valere a suo favore le norme dell'ordinamento interno (ad es. un
privato non potr chiedere l'annullamento di un atto di accertamento fiscale che
va contro una circolare interna del Ministero delle Finanze). Vi sono tuttavia casi
di conflitto tra organi (es. tra organi costituzionali: Parlamento, Governo,
Magistratura; tra organi del potere giudiziario: Tribunali, Pretori ecc.), casi di
violazione delle procedure (di controllo, consultive ecc.) che coinvolgono pi
organi nella emanazione di un atto esterno (provvedimento), casi di annullabilit
dell'atto di un organo dietro ricorso all'organo superiore, casi di incompetenza di
un organo, casi di sanzioni disciplinari contro il titolare di un organo e tali casi
hanno effetto rispetto a soggetti dell'ordinamento esterno, creando a loro carico
diritti, doveri, interessi legittimi o modificando atti o attivit che li riguardano

(annullamento di un atto di espropriazione, dichiarazione di incompetenza di un


tribunale a favore di un altro ecc.).

Un organo non ha personalit giuridica


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Un organo, nell'ordinamento esterno che regola i rapporti della persona cui


appartiene con soggetti diversi da s, non ha personalit giuridica, perch non
forma un ente distinto dalla persona di cui parte (esistono tuttavia casi
eccezionali di personalit giuridica dell'organo: C.N.R., ISTAT ed altri organi
personificati).