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Al gioco delle banche centrali vince il mondo della finanza.

di Carlo Rossi
http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2015/06/al-gioco-delle-banche-centralivince-il.html

Anche il quotidiano della Confindustria ha cantato le lodi delle misure non


convenzionali adottate dalle principali banche centrali. Ora, finalmente, la
disillusione pare prendere il sopravvento. Su Il Sole 24 Ore del 26 giugno
2015 Enrico Marro presenta una efficace sintesi:
"L'iperattivit delle banche centrali, che stanno inondando il mondo di
liquidit con tassi a zero, ha incoronato un vincitore indiscusso: i mercati
finanziari".
Il divaricarsi della forbice tra profitti di Borsa e crescita reale ha portato a
un parallelo divaricarsi della forbice tra ricchi e poveri... E non si tratta solo
degli States: l'allargamento delle disuguaglianze nella distribuzione della
ricchezza un fenomeno mondiale".
"Ma la politica monetaria delle banche centrali ha incoronato un altro
vincitore. Abbassando i tassi di interesse e dichiarando un obiettivo pi alto
di inflazione, la banca centrale favorisce tutti gli indebitati spiega
Alessandro Picchioni, Responsabile investimenti di WoodPecker Capital specialmente quelli cronici".
"Fin qui i vincitori. Vediamo i perdenti. Secondo Picchioni, non c' dubbio che
il taxpayer sia il predestinato a perdere nella partita delle banche centrali:
abbassando i tassi di interesse e dichiarando un obiettivo pi alto di
inflazione, la banca centrale favorisce tutti gli indebitati, specialmente quelli
cronici, il tutto alle spese del taxpayer che a parit di carico fiscale si vede
ridotto il proprio potere d'acquisto. Senza contare che le classi media e
bassa, gi vittime della tendenza alla polarizzazione delle retribuzioni, sono
state tagliate fuori dalla profittevole corsa delle Borse perch prive di ampie
risorse finanziarie".
"Molto spesso in queste circostanze si crea anche una frattura importante
nell'ambito della categoria spiega ancora Picchioni - per cui, vuoi per un
malfunzionamento dell' ascensore sociale, vuoi per la progressiva
concentrazione di ricchezza nelle mani di una sparuta minoranza, la
maggioranza dei taxpayers, sempre pi povera, finisce per perdere
progressivamente potere di acquisto e con questo fiducia nel futuro".
L' occupazione non migliora, si divarica la forbice tra ricchi e poveri, la

pressione fiscale non diminuisce, l' "ascensore sociale" non funziona, i


risparmiatori vengono penalizzati per favorire i grandi debitori. Questa la
realt della economia influenzata dalle misure delle banche centrali.
Ci sono alternative? Bisogna intervenire sui fattori di crescita dell' economia
reale. Diffondere le conoscenze matematiche, scientifiche e tecniche, ridurre
la spesa pubblica applicando anche ad essa il principio di progressivit e
controllando le dinamiche delle prestazioni sociali, diminuire cos la pressione
fiscale, ripristinare gli stimoli all' impegno individuale, eliminare la burocrazia
non necessaria, uniformare le regole nella economia globalizzata,
raggiungere una buona certezza del diritto, disciplinare l' immigrazione per
consentire una adeguata remunerazione di alcuni dei pi importanti lavori
non qualificati, aprire le professioni alla concorrenza, colpire il capitalismo
relazionale e clientelare.
Questa l' alternativa alla demagogia e alle illusioni spacciate da chi vuole
perpetuare i vecchi privilegi e/o crearne di nuovi.