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CHICANE DEL MORO, DELL'AVVOLTOIO

E DEL
CANE - CON,UN VOLO DI ELICOTTERO INIZIALE.
"i

1. Un moro? S1, un moro


un moro in elicottero
col sottosegretario Zamberletti
guardava il Friuli terremotato
volando sopra i tetti
guardava paesi in piedi
ma con piedi addolorati
e quelli tutti travolti
il gi per terra bianchi divorati.
Qui bisogna provvedere
con le solite leggi eccezionali
promettere molti miliardi
a questi bravi ragazzi
.
- poi voltandosi al sottosegretario per ritorniamo presto a Roma
Ho nove incontri oggi in calendario.
b mi dica che vuole questo Agnelli
che si presenta candidato?
Donat Cattin lo permette?
non ha paura di restare fregato?
Ma vedremo domani.
E..si fregava le mani.
_'_"_. __ ~~_-:'"
2. E un cavallo di razza?
un uomo brizzolato?
parente di ciuccio
e per giunta addormentato?
Non ha mai lavorato
o ha lavorato solo per insabbiare

bimestrale
giugno-luglio 1976
spediz. in abbon.
posto gruppo IV

__

L.500

, per spezzare le parole. da non dire


con una bocca strascicata
piena di saliva da deglutire.
Sguardo da pesce fritto.
Affossatore di ogni _respiro che fa progredire.
3. Il moro era sempre accompagnato
dal!' avvoltoio
aveva il nano appresso
nonch il gobbo, un ispido buffone,
e il cane di marmellata.
Questo quintetto viveva alla giornata
ma dur dieci anni e dieci e dieci
per le nostre contrade a imperversare.
d
Un giorno il cane si mise a ululare
0'/ /
e mor all'improvviso morso da un'ape,
il gobbo divor la marmellata
spalmandola sul VISO al nano
che trafisse il gobbo con la spada.
Sulla spada con un grande volo
cal l'avvoltoio per la cova
per quando fu il tempo
il moro che era in sella
lui da solo divor le uova.
Ultima sua impresa a cuor leggero.

Fatto
prigioniero
da pirati
urcheschi
fu portato ontano
~'
e punito col taglio di una mano. '_____ .
L'avvoltoio (il solo che viveva)'~
~
lasci la spada arrugginire
~~
nella pancia del gobbo
nel cuore del nano
e nell'intestino del cane.
Intanto il paese pulito dalle acque
in poco tempo, dissero, rinacque.
A Longarone, Belice, Gemona,
a Firenze, nel Delta,
a Melfi, Casamicciola, Salerno
finalmente fu fatta giustizia
e quel paese di merda
divent giardino di delizia.
Ah, sii seppellirono tutte le carogne
gi giin gola al mare
perch il mare insonne le inghiottisse
n le potesse nevermore sputare.

o
O

f:l:
'.

Roberto Roversi

Assenti e dappertutto
mettermi in lotta e mi sono accorta che potevo
esserci davvero in questa lotta solo se ponevo il
problema delle donne. Non mi sono chiesta se
era femminismo o no. Ho cercato, passo passo,
di capire dove le cose non funzionavano, o che
cosa non funzionava, da che cosa ero profondamente oppressa. E tra l'altro mi parso
chiaro ben presto che una delle cose che mi
opprimevano poteva ben essere una certa ideologia femminista, un certo numero di modelli.
Anche questa ideologia femminista poteva
schiacci armi . su certi punti e opprimermi in
quanto donna che cercava di dire i suoi campi
di lotta, i propri momenti di contraddizione, le
proprie oppressioni.:

Da un dibattito con Benotte Groulti autrice di Ainsi sot-elle, pubblicato dalle


ditions des femmes) registrato il6 dicembre 1975 alla maison pour tous di
Les clayes sous bois. Trad. ciclostilo da
Le quotidien des femmes, 6.3.76.

una donna:
Nel suo libro, lei dice contemporaneamente di
essere diventata femminista, di aver scritto
questo libro e di non essere nel MLF ...
Benote:
L'MLF mi sembra che sia la punta di diamante del femminismo. :g qualcosa che ha sensibilizzato molto donne, sia in modo negativo, sia.
in modo simpatizzante con i problemi femminili. lo credo che lo specifico delle donne spesso sia di non aver preso coscienza della propria
situazione, di aver creduto che i propri problemi fossero dei problemi individuali, dei problemi di coppia, dei problemi di classe. Grazie all'MLF, certamente, esse hanno preso coscienza
che esiste un problema femminile, che hanno'
degli interessi comuni. Escono finalmente dal
loro isolamento, io credo. Senn che differenza
vede lei? Tutte le donne dell'MLF sono femministe, no?

Beno1te:
lo capisco che potesse opprimerla l'ideologia
maschile, l'ideologia della societ, l'immagine
della donna unicamente madre, unicamente in
casa, tenuta da parte dalla vita sociale; ma l'ideologia femminista? Devo dire che non capisco.
una donna:
lo penso che l dove c' una ideologia c' una
immagine, e ci che il femminismo proponeva
era, contro una immagine, un'altra. C' qualcosa, finch da qualche parte esiste questa
donna che sono, o che non sono ancora, che
non sar mai forse, c' qualcosa che rifiutava
un certo numero di immagini che venivano
proposte. Al posto delle cattive immagini, sarebbero state le buone immagini, se vuole, e
bisognerebbe andarsi a leggere tutti i testi femministi per vedere quali sono le nuove immagini proposte e sapere se molte donne desiderano
cos cambiare di immagine.
... Mi considero non appartenente a nessun ismo, E credo che sia urio dei passi fondamentali delle donne in lotta. Non mi seduce nessun
ismo, n il trotzkismo, n il marxismo, n il
femminismo, n il socialismo.
Il femminismo con la F maiuscola e l'ISMO
maiuscolo rispunta per rimettere in c1ausura,
per limitare in qualche modo qualcosa che nasce, che rinasce, tutti i giorni.
( ... )

una donna:
Eh no. :g molto difficile da dire ma bisogna
tentare di dirlo - se non di arrivarci. lo credo
di non essere mai stata femminista. di non esserIo mai diventata. Il diventarlo, sarebbe stato
effettivamente entrare in qualcosa che esisteva.
L'ho sempre saputo che il femminismo c'era.
Non ho mai potuto aderire a una ideologia
femminista. Nel maggio 68 avvenuto un sovvertimento certo, ideologico, politico, sociale,
una riattivazione delle lotte di classe, qualcosa
di molto profondamente sconvolgente che ha
messo davvero a nudo un certo numero di problemi e in particolare - dato che partito da
Nanterre - i problemi della sessualt. :g suecesso che in quel ~omentoio
abbia potuto
3

Benote:

dizioni domestiche?
ci?

Si sono staccate da tutto

lo ho cominciato il mio libro senza dirmi chiaramente che ero diventata una donna in lotta e poi una donna:
man mano che scrivevo, mi ci appassionavo sem- Certamente. C' qualcosa di equivalente a ci
pre di pi, mi sentivo sempre pi convinta della
, che qui chiameremmo unisex, 'e che laggi sanecessit di lottare. Quando si comincia a studiarebbe piuttosto l'unisoggetto, o se vuole l'unire questi problemi, non si pu pi, assolutamente
pi tornare a cuccia, come hanno tentato di con- lavoratore. Si sta realizzando un processo di virilizzazione generalizzata. Cio esse trovano la
sigliarcidi fare alla fine dell'anno.
loro identit dalla parte dell'uomo forte, del
valoroso guerriero dell'armata cinese, la trovano
nell'ambito di un modello maschile.
una donna:
La casualit della storia, sempre lei, ha voluto
che nello stesso anno, per esempio, le prostitu- Benote:
re facessero parlare di s. Siamo tutte prosti- ( ...)
tute uno slogan del movimento, e anche lei Dei valori femminili ne avremo bisogno, doBenote lo dice in Ainsi soit-elle. Sappiamo di vunque essi si trovino.
essere state vendute come merce perch siamo
donne, e le donne circolano come degli oggetti una donna:
- non necessariamente di desiderio - come Sono completamente d'accordo con lei: ne auna carne tra maschi che detengono il discor- vremo bisogno, ma temo fortemente che il
so. Tutti lo sentono dentro al proprio corpo, 0- ' cammino della storia si faccia mediante una
gni donna lo sa. Non il caso di appellarsi al cancellazione sistematica, un autentico genocitale o talaltro padre antropologo o etnologo. Le dio delle donne e della differenza. Si pu diprostitute sono scese in lotta, ma quando di- ventare femminili, si pu diventare femministe,
ciamo siamo tutte prostitute cosa viene dopo? ma credo che si rischi di non poter mai divenBisogna liberalizzare la prostituzione o invece, tare donne. g una paura ...
quando diciamo siamo tutte prostitute ci aggiungiamo che non vogliamo pi essere tutte Benote:
prostitute? A questo punto, quando il proble- Pero un'evoluzione c'. In altri tempi nessuno
ma si pone storicamente, ci sono i rapporti di si sarebbe sognato di parlare contro la guerra.
forza, la lotta politica, il rapporto col potere e Era la faccenda pi nobile.
le stesse donne che l'hanno posto avranno delle
difficolt a risolvere il problema come magari una donna:
vorrebbero. Mi sembra che ci sia un pericolo C' forse un 'altra maniera di fare la guerra, molto
nel femminismo: la liberazione delle donne d- pi sorniona, pi profonda, molto pi assassina e
venta una specie di liberalizzazione a un livello definitiva. C' una distruzione sistematica di quei
infinitamente pi astratto, ideologico, simboli- valori arcaici che rischiano di introdurre una difco, cio che le donne hanno energia mai u tiliz- ferenza l dove tutto deve farsi totalizzante.
zata prima, e pu succedere anche per una
produzione socialista. In Cina le donne guida- Benote:
,
no le locomotive da Shangai e da Canton, han- Ma ci sono gi delle prese di coscienza, ci sono
no tutti i posti che qui si rifiutano loro - posti dei movimenti che esistono e che non credo si
di lavoro alla produzione. Esse alimentano un lasceranno ridurre, al contrario. Credo che
certo tipo di produzione, sono prese da una stiamo per vivere un momento estremamente
stru ttura che si d il caso sia una struttura so- difficile; c' una nuovo tipo di rapporti da stacialista e forniscono energia per qualcosa che bilire tra gli uomini e le donne e ci saranno
non le riguarda necessariamente, o le riguarda
parecchi feriti e morti in questa battaglia ... Si
come lavoratori prima che come donne.
dice talvolta che il femminismo, le idee nuove,
( ...)
portano alla rottura della famiglia e della coppia. Come vede lei il futuro da questo punto di
Benote:
vista?
Ma le donne cinesi sono andate avanti rispetto
al piano abituale delle donne, della donna ma- una donna:
dre, della donna custode delle virt e delle tra- lo vedo sopratutto il presente, tutto questo
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con questo desiderio profondo che qualcosa di


differente - che non ha mai avuto posto, che
sempre stato censurato, che non ha mai avuto diritto di cittadinanza, di parola, di presenza nella storia - appaia. E le forze del potere
che hanno sempre operato questa censura si
organizzano molto molto velocemente per canalizzare, per far s che questa funzione di
nuovo, apporti di nuovo acqua allo stesso mulino nelle strutture che devono continuare a
funzionare.

tempo, e mi sembra che ci sia un ritorno all'ordine assolutamente organizzato, sistematizzato.


Mi sembra che ci sia una vasta manovra, un
grande accerchiamento da parte del potere l
dove esso . S il potere imperialista, il potere
capitalista, il potere fallocratico che si ristru ttura senza sosta, che si rialimenta senza
che niente effettivamente possa muoversi, che
si muova diversamente; il potere che si ristruttura, che pompa, che sfrutta e si alimenta
degli sconvolgimenti per farli diventare qualcosa di liberale. S evidente che non sia stato eletto Mitterand alle ultime elezioni. ...

...)

Benolte:
lo, io vedo le donne molto pi simili agli uomini, le vedo cadere nelle stesse trappole e correre gli stessi rischi.

Benolte:
A causa del voto delle donne.
una donna:
No, non a causa del voto delle donne, a causa
di una non politicizzazione, una specie di inerzia, di apatia, di privazione di potere politico e
di possibilit di agire ... Ma io credo profondamente che le lotte delle donne si articolino alle
lotte di classe e alle lotte antiimperialiste. Insomma per me il problema : si pu essere una
donna in lotta ed essere radicalmente antifemminista? Credo che debba essere teoricamente
possibile, dato che la mia posizione, esattamente come si deve poter essere ebrei ed essere
radicalmente antisionisti. S chiaro?
Credo che ci sono degli ebrei che devono essere
radicalmente antisionisti e che sanno di essere
ebrei non per reintrodurre una nozione di classe o di etnia o di razza, ma per cercare di continuare a elaborare qualcosa che dell'ordine
della differenza e che stata sempre vissuta
storicamente come disuguaglianza e momento
di repressione. lo credo che essere donna non
mai esistito, questo stato il luogo veramente
censurato, il luogo della repressione radicale.

una donna:
Si cade nelle stesse trappole perch non c' che
un solo linguaggio mentre ci sono due corpi diversamente sessuati e che sono entrambi preda
dello stesso linguaggio. Vi - una sola societ,
una sola economia sessuale che domina: una
societ maschile universale. C' un discorso che
appunto la conseguenza del rapporto di
sfruttamento che il potere ha instaurato sul
corpo, la carne, ci che vive: l'astrazione, l'idea sulla materia. S il che bisogna condurre una lotta, per far scoppiare questa struttura uniforme di discorso, di parola, di linguaggio
che aliena il corpo, che lo sfrutta, che se ne alimenta. Una lotta da fare perch, nei fatti, dei
corpi viventi, differentemente sessuati, con una
forza lavoro differente, possano far andare in
pezzi tutto quello che ci si immagina oggi al
mondo, dalla Cina agli Stati Uniti passando
per l'Africa.
Benote:
Ma questo, che le cose vadano in pezzi, molti
giovani, molti uomini se lo augurano ugualmente. Non un desiderio unicamente femminile.
una donna:
Sicuramente. S un desiderio, io direi, quasi fisico, carnale, dovunque ci sia vita; ed appunto qui che c' qualcosa della differenza tra i
sessi che rimanda a un tipo di sfruttamento
ancora pi profondo. Lo sfruttamento dei proletari da parte dei capitalisti, della gente di colore da parte dei bianchi, delle donne da parte
degli uomini: io credo che ci sia uno sfruttamento simbolico ancora pi importante che ri-

Ma sotto questa repressione, sotto questa censura, c' una differenza alla quale io tengo pi
che alla mia vita, una questione di vita o di
morte, e che non mi far mai assumere nessun
partito preso ideologico, mai entrare in nessuna terra promessa, qualunque essa sia. lo credo che ogni donna che si mette in lotta parte
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guarda le donne: lo sfruttamento del corpo,


del corpo vivo, del corpo materia da parte del
discorso, da parte della parola, da parte delle
idee, da parte dell'astrazione che riducono ogni
desiderio e lo rinchiudono. E questo concerne
sia gli uomini che le donne.
Benote:
Ma allora come fate voi dell'MLF, non siete un
movimento detto femminista?

di Benolte Groult, vorrei che passasse anche


nel lavoro.
Si cerca sempre di farsi valere un po' quando
si donne e si in mezzo a degli uomini.
Qualche volta questo avviene a scapito delle altre donne che sono li: si cerca di comportarci
come un uomo, o se no di piacere agli uomini.
Vorrei che le donne lottassero contro questo.
una donna:
lo credo anche che ci a cui lei allude la sessualizzazione del lavoro, cio che veramente il
pi grande crimine che stato fatto contro le
donne di averle utilizzate perch _sidistruggano tra di loro, di averle messe in situazione di
rivalit. Ed una delle cose che temo ugualmente del femminismo: che ci sia una promozione come questa delle donne a scapito di ci
che continuer ad essere sfruttato, cio di altre
.donne per esempio. Le donne dirigenti contro
le donne operaie, le donne borghesi contro le
donne di servizio, le donne francesi contro le
donne spagnole che sono anche donne di servi-zio. Cosa che ricalca tutti i tratti di classe e di
razza.

una donna:
No, credo che la prima volta che circolato in
un'assemblea generale del MLF un testo che
diceva per un movimento femminista rivoluzionario credo che una gran parte delle donne
presenti siano insorte contro questa specie di
monopolizzazione. In questo momento esiste
un movimento, non so se' l'MLF o no.
L'MLF, non siamo noi che ci siamo date questa definizione. La gente l'ha subito chiamato
Movimento di Liberazione delle donne e ci siamo accorte che eravamo noi, noi che ci runvamo... Si parlava, si programmavano delle esplosioni terribili, delle bombe dovunque... si
voleva spaccare tutto, per fortuna. Oggi ci sono
gruppi di donne proprio dappertutto. Ce n' ( )
che si chiamano donne in lotta, donne lavoratrici in lotta, che si definiscono forse come lo credo che sia una fortuna per le lotte di
trotzkiste, o in- altro modo, ci sono molti altri i- classe e le lotte antiimperialiste, che sia un
smi ancora, e ci sono donne che sono fuori da momento di maturit in pi che questa 'nuova
tutti questi ismi e che rifiutano davvero ogni e- lotta si scopra, questa lotta contro le strutture
tichetta. ~ l'opinione pubblica, la faciloneria e simboliche del potere. Porre la questione a roi mass-media oltre al resto che amalgamano tut- vescio, per esempio, non c'entrate niente con le
to ci sotto l'appellativo globale di femmini- lotte di classe, non c'entrate niente con le lotte
smo. Molte donne non sono ancora al punto di antiimperialiste, non materialista. Il materiasapere se questo o un altro il modello che vo- lismo storico dice che ad un certo punto della
gliono, esse vogliono semplicemente cominciare
storia appare quella certa lotta. Essa pu essea nascere e a rinascere ogni mattina.
re completamente sviata, stornata e pu servire
il potere se non si vigilanti e se non si sta at( )
tente all'articolazione precisa di questi tre livelIeri sera facevamo una riunione sul femmini- li di lotta, se non si cerca di comprendere ci
smo. Ci siamo accorte che, quando si una che la specificit della lotta delle donne ha di
donna in movimento, capita talvolta di sdop- articolato e di profondo con la lotta del prolepiarsi; ci si mette il cappotto, si esce e si lascia tariato e la lotta antiimperialista. Siamo un
la donna a casa. O anche, per esempio, mi fiume di pi, voglio dire che ingrossiamo il fiucomporto come un uomo a casa mia, metto me delle lotte. Ci che il proletariato subisce
tutto in disordine e poi la donna che io sono veramente lo sfruttamento della forza lavoro, e
deve rimetter tutto a posto alla sera, e mi la forza lavoro passa da qualche parte per il
corpo. Le lotte antiimperialiste sono lotte che
sfrutto io stessa ...
continuano ad essere fatte contro quel che
ancora schiavit.
un'altra donna:
Quando
si di fronte all'immigrazione per via
Vorrei parlare un po' di rapporti sul lavoro.
del
lavoro,
non c' solo la forza lavoro degli oSpesso le donne sparlano molto l'una dell'altra
perai
proletari
che pompata, sfruttata, ma
quest'idea di fraternit che ho visto nel libro

...

...

c' anche che questa gente che subisce una


tratta, gente che viene dall'Africa del nord,
dalla Spagna, dal Portogallo. I corpi degli operai continuano a circolare, nel sistema capitalista, come corpi di schiavi. I proletari, la gente di razza diversa dalla razza bianca e le donne hanno in comune che i loro corpi sono trattati come merce da tutto ci che detiene il potere. C' una tratta delle bianche ed la prostituzione. C' una tratta della gente di colore
che continua checch se ne dica, c' una tratta
di etnia per il maggior bene del capitale e c'
una tratta dei corpi degli operai a livello di
sfruttamento del proletariato.
(

quello che sono che da qualche parte c' un


meccanismo che rimasto nascosto: che posto
occupa la donna esattamente. Marx ha tolto la
censura su questa cosa incredibile, che non era
visibile, che lo sfruttamento della forza lavoro
del proletariato, e finch non si smaschera che

...)

un' altra donna:


lo vorrei riprendere quel che lei ha detto a
proposito di questo sdoppiamento. Ha detto:
lo mi sfrutto. Credo che quello il nocciolo
del problema. ~ stato anche detto: C' un solo
linguaggio e invece due corpi sessuati diversamente. Se potessimo riparlare di questa donna
divisa in due, di cui una sfrutta l'altra.

la societ riposa da qualche parte sul posto che


fatto alle donne si girer in tondo sulla questione dei ruoli, che sono come nel teatro greco, sempre giocati dagli uomini e che una donna pu imitare. Come nel teatro greco, la regia
di questa societ di un solo sesso. Tutti i
ruoli sono giocati dagli uomini, assolutamente
tutti, cio si pu dire al limite che la femminilit di cui si riempie tanto le orecchie alle donne, un travestito. Non a caso una serie di uomini si travestono e incarnano la donna meglio
di qualunque donna.
.
E non a caso tutti i modelli dell'immagine di
donna vengono forniti da uomini omosessuali,
La femminilit un travestito, un uomo che
proietta un'idea della donna dopo averla censurata, soffocata, messa da parte, messa in un
gineceo. Non ha pi diritto alla parola,n al
suo corpo, n al suo godimento; tutto quel che
Benolte ha potuto dire. Lui si impadronisce
della rappresentazione, di un sistema di rappresentazione, di una scena storica che vuole
programmare; la femminilit sar cos, sar un
uomo travestito, .dopo di che una donna pu
far ritorno per un effetto di raddoppiamento di
questo travestimento e imitare il pederasta che
ha imitato la femminilit. Donna, continua a
non essercene. ~ difficile da enunciare ma ogni
donna pu sentirlo facilmente, comprenderlo.
A partire dal momento in cui si mette a parlare, a esistere, lei si trova messa a confronto con
problemi che sono tutti maschili, ed questo
che la mette in pericolo di morte - se non li
prende a prestito non esiste e se li prende a
prestito ci muore dentro. ~ su questo limite
che siamo e che faremo la lotta. Storicamente
le donne non esistono ancora e scopo del movimento farle apparire, storicamente - come
luogo differenziato. ~ l'alterit, una donna.

una donna:
Concretamente, io so per esempio che per fare
quel che sto facendo adesso, io mi sfrutto, ho
l'impressione di ripetere delle cose che io ho
pensato... Ci sono dei momenti in cui ci che
dico qui mi esce dal corpo, e questo deve essere percepibile. Ci sono dei momenti in cui io
ripeto, ed come se ci fosse qualcuno che parlasse al posto di quella che ha percepito. In
quei momenti la mia parola si mascolinizza,
entra dentro vocaboli che non sono i miei e che
io sono obbligata a prendere a prestito. Ed
appunto in questa specie di contraddizione acuta, talvolta perfino tragica, che si trova ogni
donna che si mette in lotta; questo contemporaneamente, in qualche modo, la cresta, il
filo . sospeso e l'abisso sopra il quale ella si
mantiene, questione di vita o di morte, e sempre di morte dell'altra a vantaggio dell'uno,
dell'uno che posso essere se sono una femminista per esempio, che decide di essere un o una
individuo, indivisibile, autonomo e forte, sapendo che io sono due, sono una moltitudine.
Ed ho paura che le donne vengano definitivamente cancellate, le donne come luogo di una
differenza che non ha mai avuto luogo, come
non-luogo.
(

...)

Quando si parla della societ o delle societ si


dimentica di considerare che se le societ sono
7

Right on. Per Mara


(e per Ulrike,ndr)
Jane Delawney aveva un sogno
che nessuno scopri;
nei suoi occhi di perle e ghiaccio,
nel leggero tocco del suo innamorato;
nell' ombra dei salici
aveva un sogno
bianco rosso & verde
il suo sogno sventolava.
Nel paese dei suoi sonni
camminava leggera
il terreno su cui passava
poteva non essere n.
Poteva anche non essere n
Janey Delawney con la sua casa di campagna
Per i Trees Janis Joplin e Slick
e Grace (la Grace di Barilla)
il suo amante la baciava.
ed ora che le parole hanno un suono morto
io funzionario del capitale scrivo
due o tre cose che so di lei:
nata a Omaha, Nebraska, ha 23 anni, ha svaligiato una banca
con F., non l'hanno presa; cominci una ricca corrispondenza con
uno studente di Albany, timido & puritano, convinto che ci che
giusto giusto e comeR. Kennedydiceva
bisogna fare qualcosa, man, e lui
faceva, cercando di capire cosa
funzionava e cosa no nel mondo di merda
del capitale; ma non tutto stato appropriato,
gli diceva lei, non hanno preso
tutto; il mio corpo non stato ancora
preso, o le mie canzoni, e quanto ai monti &
laghi & fiumi alberi di questa terra
c' una lotta in corso, e chi vinca non lo si pu
ancora dire; e la nostra tenerezza non vinta,
sebbene non serva; ma lui era lontano,
e problemi di studi e casa, genitori mezza et
classe media chiesa tutte le domeniche
salutare la bandiera chi se ne frega;
cos lei parti,
e c'era la sua foto sui giornali ormai, ed una
qualche taglia sulla sua testa, e la polizia disse di averla
uccisa ad un posto di blocco, dove con
un altro avevano tentato di passare, ed era una mattina di settembre,
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grigio e rosso nel Vermont, con luci ondeggianti


dalle auto fra le colline di querce & ippocastani dove avevano l'incontro,
e si fecero strada.
In una stazione di rifornimento a P., un vecchio disse:
Avete-ragione, voi giovani, continuate.
Cosi una fugace stretta di mano; verso Nord. Perch il cerchio
si chiudeva e tutti parlavano di loro, ormai,
e lei doveva servirsi di pseudonimi
e trucchi per scrivere a Tony
nell'Est, fermo con i genitori, e lui non capiva
molto bene cosa stesse succedendo,
ma era sempre pi convinto che fosse giusto.
E quale strada di fuga si poteva prendere, lei non lo sapeva.
Con angoscia dentro & orribili fatiche
per generare un mostro di 9 mesi che vivesse meteora
& morisse pestilenza & non fosse pi
si aggirava per gli USA. Incontrava persone sconosciute,
in persi paesi della campagna, chiedeva
da mangiare e da dormire; passava
sere attorno al fuoco fumando marihuana, assaporando lentamente la dolcezza delle voci
attorno & gli odori di erba umida & fiori
rugiada di mattino
nuovo mattino; passava in giro iljoint,
sorridendo calma, o se era
sola chiudeva gli occhi per guardare. Vedeva
canyon viola, e due lupi silenziosi, e lente
voci nell'erba, mescolate a stelle; viaggiava
tranquilla e sicura,
tranquilla e easy, per una sola sera, prima di
fuggire di nuovo.
Come avere una moto: Concentrare il proprio
sguardo sugli ingranaggi e le cinghie e oliare
bene & tenere tutto a posto: per
educare la mente, e un ordine alla propria
vita. Cosi lei oliava la sua pistola.
Pi tardi, stanca e sfatta, mori ad Acqui, cambiando nome. Fu
rinchiusa in carcere e riusci a scappare, e decise di non tornare
indietro & continuare a combattere. Perch il nemico non era ancora
stato sconfitto & non ci si poteva fermare, & Tony nell'Est poteva
aspettare; & aveva trovato nuovi compagni & volti & amori, e non
c'era pi niente nel suo passato o presente che rimpiangesse, ed
ora lei sapeva continuare.
Giacomo Conserva

Il rumore del tempo di lavoro


Raramente mi metto a far conti. E perci solo
quando necessario.
Ad es. mi capitato il 12/2/1975 per il tempo
di lavoro. Per sentire (udire) come si scandisce.
Poich non sono bravo a fare i conti preferisco,
per sicurezza, registrare tutti i passaggi. Dunque:
Anno
Lavoratori
occupati

1955
19,6 milioni

1970
19

1972
18,7

Totale
infortuni

1.000.000

1.633.000

1.599.000

Infortuni
mortali

3.700

4.368

4.600

qualche luogo (incerto, ma sicuramente di /avoro) entro 20 minuti qualcun altro morir in
qualche altro luogo (incerto, ma: SICURAMENTE DI LAVORO: Se per un'ora non
muore nessuno, nella mezz'ora successiva ne
devono morire 3.
Se per un giorno non muore nessuno, il
giorno dopo ne deve morire uno ogni 20 minuti
di lavoro.
Inoltre: sabato e domenica non si lavora
(non si dovrebbe lavorare).
Allora 52 (settimane) X 2 = 104 giorni non lavorativi + festivit varie + assenteismo di tutti. Facciamo 120 giorni di riposo, E ricalcoliamo su questa base. Dunque: 365-120 =245.
Allora, ripartendo dai morti:
4.600:245 = 18,7 morti al giorno
2150
1900
Poi 8 X 60 =480: 18,7 =25. Un morto ogni 25
minuti di lavoro effettivo.
Poi: ripetere i conti con questo nuovo valore.
Cristo!
Meno lavoro = pi vita; rifiuto del lavoro
= rifiuto di morire. E anche: rifiuto di straziamento del corpo. 65.000 invalidit permanenti
all'anno, cio:
65.000:265 (giorni lavorativi) + 265 al giorno,
con un resto- di 75 invalidi permanenti all'anno. 480:265 = 1,8 (un invalido permanente ogni 1,8 minuti).
In qualche luogo (di lavoro) in Italia.

Inoltre alla radio hanno detto (c'era un convegno ad hoc): ogni anno 65.000 invalidit permanenti sul lavoro. In 30 anni: un MILIONE
di in validi.
Inoltre: 80.000 =ottantamila ----- morti. Sul lavoro.
Allora:
4.600:365 = 12,5 morti ogni giorno
= 950
2200
Dodici VIRGOLA cinque morti al giorno: virgola cinque! 1 morto ogni due ore (anche meno:
Inoltre, da notare: vita media <li un libero profes24X60 (minuti) = 1.440 minuti: 12,5 = 115.
sionista-vita media di operaio/ contadino =
1~0
lO anni di differenza
= 650
-lavoro =+vita
-lavoro operaio = +vita
E
i
liberi
professionisti:
quanti incidenti sul
UN MORTO OGNI 115 MINUTI. Anche di
lavoro???
LE
CLASSI
ESISTONO.
notte. Invece: nel solo giorno per es. dalle 8 di
mattina alle 12, dalle 14 alle 18, cio in 8 ore
Sembra di sentire il crepitio ininterrotto
di lavoro:
degli invalidi e ogni 25 minuti il colpo sordo di
8 X 60 = 480: 125 =38 minuti
una morte.
1050
= 50
f'
Crepitio e corpo scandiscono il tempo di
UN morto ogni 38 minuti.
lavoro.
C' una pausa- notturna!
Oltre il crepitio e i colpi c' poi il rumore
Se qualcuno morto un quarto d'ora fa in di fondo: gli incidenti che accadono: 1.600.000
10

all'anno. Cio 1.600.000: 245 =6.037 al giorno, sa. E senti che sente e sente che senti. .. Pulire
8161 all'ora (sembra la velocit di un aereo): la morte dalla morte. Che la morte sia: DE8161:60 = 13 o 14 infortuni al minuto. 1 ogni cin-. CESSO.
queSECONDl.
..
Poi c' il brusio appena percettibile del
Pi che il sesso (generica scopata, la corombo delle macchine, delle presse, frese, gru, siddetta liberazione sessuale) sono rimossi:
carrelli, tomi, catene. CATENE.
-l'orrore del lavoro
- l'omosessualit
Da un po' di tempo, dopo questi conti, mi -la morte
trovo sempre pi spesso a non sentire altri ru- in ordine progressivo crescente di rimozione.
mori dnrnate quelle ore di teJ1'100d; lavoro. Sto Invece che orrore del lavoro diciamo salario,
male, molto male, cos vicino al rumore della attivit, onesto lavoro... Invece di omosessuarealt. g dentro la testa.
lit diciamo perversione, poveretti ed altro ...
Debbo in qualche modo riuscire ad evacuarlo. Invece di morte diciamo trapasso decesso.
Per questo ho pensato a un accordo con Dio Poi i parenti, sul giornale, annunciano che
(accordo riformista, rinunciatario, cattolico): qualcuno morto, e (non ancora) sepolto. Doun mio braccio in cambio del silenzio del tem- ve, quando, come, di che colore erano le parepo di lavoro e del lavoro. (Forse sarei troppo e- ti, pensando cosa, parlando con chi, o tacendo,
goista - anche cattolicamente - per cedere credendo di andare ove, di dove veniva o creuna gamba: probabilmente non ci starei. ~ da deva di venire, perch, lo voleva? si ribellava,
aggiungere: a questi scambi penso spesso, sin era inevitabile?
da piccolo e anche solo per evitare una inter- Che ditta l'ha ucciso?
Anche a saperlo, sarebbe solo sociologia,
rogazione). Ma Dio morto e, per fortuna,
non possibile essere rinunciatari. Vendersi se non c' vita e c' salario.
per un piatto di lenticchie. Il mio braccio -
Oggi un buon giorno per morire, disse
terribile - non vale pi di qualsiasi altro bracil vecchio capo indiano.
cio. ~ un braccio. Sono vile, sarei rinunciataPrese una coperta, and sulla collina e atrio: valorizzerei il mio braccio, salverei il mondo (io e te: Schreber); Dio, castraci, eviraci: e tese la morte. Lo accompagnava un suo giovarinnova il mondo fottendoci e chiavandoci e ne amico.
riempiendoci e fecondandoci e allargandoci le
La morte non venne, prese la coperta e
chiappe, penetrando orifizi e sfintere e buchi e torn all'accampamento e alla vita, sempre col
ferite (del braccio-pene staccato), non hai biso- suo giovane amico (dal film Piccolo grande
gno di entrare, coi tuoi nervi-raggi sei gi den- uomo)
tro. E dalla nostra fica-cloaca partoriremo redenzione.
Dove cazzo ce l'abbiamo noi questo bel giorno? Chi l'ha soppresso dal calendario della noIn culo. Se c' Dio scompare il salario, re- stra vita? e soprattutto: perch?
Paolo VI vade retro. Ma la merce, il valosta solo l'organico. Ci sei cos vicino che l'unica cosa che vale. Ma dio non c'; C'~ PER- re, il profitto, il lavoro, il feticcio, chi lo pu
CIO' IL SALARIO, tra te e l'organico, tra te e mandare indietro, far arretrare sino all' organila redenzione che non pi redenzione ma ri- co, sino al nostro corpo, ai suoi liquidi, muchi,
voluzione. Il salario dappertutto come forma di secrezioni, dolori, pruriti, svuotamenti e riemvita e di distanza dalla vita. E se l'organico pimenti, piaceri, sensazioni, bisogni, bofonchiamenti e bolle d'aria, tossi, desideri e appagalontano la morte deve essere inesistente.
menti, eccitazioni, pulsazioni, ai suoi peli e
Non deve esistere, non deve apparire, ma- unghie e alle sue' venuzze; mio, tutto questo.
nifestarsi, significare, colpire. Non deve essere Quanto ancora e per quanto lontani dalla cirvissuta (n da chi muore n da chi sopravvive).
colazione del sangue e stimoli e risposte elettriCi vuole pulizia, decenza, dignit, silenzio nel- che? per quanto senza sentire la nostra diversa
la morte (organica per eccellenza). NON si pu consistenza nella nostra carne, pelle, ossa, veancora morire.
ne, nervi? senza sentirei uscire tutti, cadere,
Non dire a chi muore che muore, non sa- dal nostro buco del culo per colare nella madre
pere che chi muore muore, non dirglielo per terra-pavimento? e poi tornarne. O sentire il
non saperlo: e lui sa che tu sai e tu sai che lui traffico del sangue nella nostra coscia sinistra?
11

Studiamo economia. Critica dell'economia


politica. Dobbiamo ridurre la distanza, che
salario. Fondare una scienza dell'ascolto dell'ozio della contemplazione, della passivit, dell'a~tosentirci,
autopraticarci,
autopenetrarci,
autosodoinzzarci: da soli e con amici. Ma senza seppellire Marx prima di aver SEPPELLITO il salario.
Usa essere al di l di Marx. Ma: non disusa ancora il salario.
Come valori di scambio tutte le merci non
sono che misure di tempo di lavoro coagulato.
Disse Et salvabit animam suam. In Per la critica dell'economia politica (1859) e in una lunga lettera il 5 maggio 1875. Ei fu? NO. S ancora.
Invoglia alquanto alla rivoluzione.
E un giorno qualcosa del genere dovr accadere. O un anno. O un decennio.
Non a macchia d'olio e per lavoro politico
mio o del Partito (puro lavoro di convinzione,
di convincimento: a questo non credo; pu essere; ma non l'essenziale, il lavoro politico
come convinzione a macchia d'olio).
Da Yenan a Pechino ci si va in Cina. Ma, come funghi: qui e l, a gruppi o solitari: perch
le condizioni del terreno, dell'humus, del muschio, del sottobosco (e delle forze produttive)
lo richiedono. Perch lo richiede la spinta del
seme. Ma se c' scienza del sottobosco (e delle
forze produttive), poco si sa del seme: anzi dei
semie della loro contemporaneit sincronica.
A quando?
Il seme, sotterraneo come la talpa, anima
terreno. Ben scavato.
Si scava sottoterra, non in cielo. Non l'aquilapartito, ma la talpa-individuo (di massa) del
sottoterra.
Se anche a noi capita in questo periodo di
dover salvar l'anima, salviamola bene e non in
modo elitario. Come se Marx non c'entrasse, e
il salario nemmeno. L'organico non a portata
di mano, se dobbiamo, per sentire polso e rumore della realt, fare 4600:365 =12,5 morti ogni giorno ...
Paolo Gambazzi

Sull' altalena

diPoe

La follia materialista: l'orologio non cessa


di battere il tempo per te (lo dice la fata nella
pantomima di Twiggy-Cenerentola). Se sei invisibile, perch puoi e sai esserlo. Non sei pi
costretto a pagare il biglietto della metropolitana.
Discesi all'inferno nel momento stesso in cui
assunsi la certezza che questo mondo in cui viviamo il regno dei morti. Vidi i morti percorrere
sordi le strade del centro di Londra, fare la spesa
nei supermercati, pagare il biglietto della metropolitana. Il fuoco della prima tappa ha i connotati
dell'ermafrodito: l'esistenza transessuale scopre
che la .gente, come minimo, sepolta a met. '
Molte donne che incontri sugli autobus, pero,
stanno viaggiando,' e alcuni uomini scuri calzano scarpe che significano il piede di capro del
Diavolo. Il Faust prende un appuntamento underground e opta per i godimenti del fistfuckine (Faustfick): si fa penetrare l' an~ dal
pugno nerboruto del partner drogandosi con
la trinitrina. Poi, in giro purissima, dona tutto.
quello che ha in tasca ai bambini che cantano carols natalizi in una piazza di Chelsea. Poco dopo, sul marciapiede, incontra un mazzo di carte da gioco sparpagliate. Raccoglie le prime
(danari) che lo indirizzano. Gli si propone il
.gusto del furto.
Nulla fortuito: le cose e gli avvenimenti ti
paiono connessi in maniera casuale perch non
sai cogliere il messaggio nel loro rapporto. La
follia non un trip individualistico: se sei tu .
che pi o meno vuoi entrarci, A Itri ti danno la
spinta iniziatica e il percorso si snoda in mezzo
agli altri. Per dirla in certi termini, l'Ego non
si arroga pi il monopolio della soggettivit: la
vita reciproca, come lo sempre stata. Le
parole di Dylan e del droghiere sono consigli
determinanti quanto lo furono quelli dei: Beatles per Manson (e per Sharon Tate). Non
v'ho gi detto che la pazzia di cui mi accusate
12

dal nostro inviato

Marco lo conferma in aula


che fu

~)J~11l1J.L"IJC;~~KIJ

a rapirlo

amava
rrandi distanze.

anche

lui

Abbiamo il piacere di annunciare che a


partire dal prossimo settembre - ottobre,
per far crescere l'erba pi alta e ancora
pi lontano, affiancheremo alla rivista una serie di quaderni e volumetti. Ecco i
primi titoli, pressoch definitivi:

3- Collettivo A/traverso Alice il diavolo.


Sulla strada di Majakovskij: esempi e tesi
di una pratica di comunicazione sovversiva.
4- Enzo Mari e Francesco Leonetti Atlante secondo Lenin. Da un ostinato lavoro
1- J.J. Abrahams L'uomo col magnetofo- sul campo, 6 carte come strumento teorino. Dramma in un atto e due scene con co del materialismo oggi.
grida d'aiuto di uno psicanalista. Con note di J.P. Sartre, J.B. Pontalis, B. Pin- Preciseremo in seguito le modalit di sconto
e facilitazione per i nostri lettori e abbonati.
gaud e E. Fachinelli.
Per informazioni, richieste, prenotazioni
2- Theodor W. Adorno Minima (im)moralia. Tutti gli aforismi tralasciati nell'edizione italiana dei Minima moralia
(Einaudi, 1954; v. nota in questo numev. Lanzone da Corte 7, 20 l 23 Milano.
r). A cura di Gianni Carchia.

'I~'
Ji:1I.JIA
"1 JII'I..
:lCJ

SOMMARI DEI NUMERI PRECEDENTI

N. 1, luglio 1971
Insubordinazione di classe (Lea Melandri) - Le materie ideologiche (Felice Accame) - Contraddizioni in
seno a _Mao (e.f.) - L'apprendista e il fotoromanzo
(Valentina Degano) - Lettera di alcune sorelle nere
- Nello spirito del socialismo? (Sandro Ricci) - Il
deserto e le fortezze, prima parte (Elvio Fachinelli).
N. 2,settembre 1971
L'uomo IBM (Giovanni Losi) - Via Tibaldi e il comunismo (Lea Melandri) - La scuola di Nero Wolfe
e Il buon esempio - Scassabambini (Elvio Fachinell
- La scimmia pedagogica (Luisa Muraro Yaiani) .:
N. 3-4, febbraio 1972
Se no dopo come prima (Comitato

di agitazione oinsegnanti di Cremona) - Assemblee


di notte all'86/41 (Operai della Pirelli Bicocca) - La
bellezza suona il campanello iSilvana Pacor) - Bian-

perai, studenti,

cosmog e l'ombretto sonnifero - I ragazzi selvaggi


(A. Xibilia e C. Nobile) - Antiautoritarismo e permissivit (Lea Melandrit - Una pedagogia comunista
(Walter Benjamin) - Appunti da un reparto psichiatrico (Sandro Ricci).
N. S, aprile 1972
La linea Alfa (Operai dell'Assemblea Autonoma dell'Alfa Romeo)
Stanotte incendio al Reichstag
(Giorgio De Maria) - Il deserto e le fortezze, seconda parte (Elvio Fachinellit - Sega la vecchia I (A. Altini, A. Russo e G. M. Sala) - Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non Dario Fo? (Paolo Puppa) - E la chiamano Statalin (Megi Balboni e Fabrizio Cale/fi).
N. 6, giugno-luglio 1972
L'agire politico: 4 interventi (Luisa Muraro, Circolo
Operaio delle Yallette, Gruppi Volontari di Napoli e
Lea Melandri) Diario dell'immaginario politico
(Elvio Fachinelli) - Il preside e la balza (Alfredo
Chiapporit - La terra e cento lire (Centro Studi
Iniziative di Partinico) - Cuore di pietra (Bruno De
Maria) - Supplemento pedagogico: La mia patria si
chiama multinazionale (Eugenio Cefis),

N. 7, settembre-ottobre

1972

Dov' Lin Piao? (Elvio Fachinelli) - Ghetto o controscuola (Comitato di agitazione di Cremona) - Come
un treno in discesa (Luisa Murare) - Identikill (T.
Pericoli e E. Pirella) - Piccolo pene, ascolta (Lea
Melandri) - Donne e bambini (Chiara Saraceno) -

Roccocalibrotrentotto (Alfredo Chiappori)


zione della citt di X (Giuliano Scabia).

Fonda-

N. 8-9, novembre 1972 - febbraio 1973


Aiuti al Vietnam (Elvio Fachinellit - N uccide pi
la depressione che la repressione (Luisa Muraro) _
Mancato assalto al Palazzo di Giustizia - Se colpisci
il morto. non muore .(N. Garattoni e G. Leonelli) _
Il focoso tra i banchi (L. De Venut e L. Melandri)
- Il pensiero a quattro ruote (Giorgio Radice) - La
comunicazione un'altra cosa - Mordi e fuggi (G.
Verna e A. Chiappori) - La risata di Kafka.
N. 10, marzo-aprile 1973
La politica separata (Lea Melandrii - Le donne invisibili (Luisa Muraro) - Bollettino di uno scontro Il deserto e le fortezze (terza parte): il paradosso della
ripetizione (Elvio Fachinell .-:. Alal e Alal! (Tullio
Pericoli) - L'imbroglio giornalistico (G. P. Del1'Acqua, V. Cordi, P. Brera, L. Carr) - Mordi e fuggi!
(G. Verna e anonimo).

N. 11, maggio-giugno 1973


L'anima a servizio (studenti di Padova, L. Muraro,
G. Contri, L. Melandri, E. Fachinelli, G. Jervis, V.
Pagliaro) - Il focoso in tribunale (Marco Ravenna)
- Omosessuali fuori (Corrado Levi) - Travestiti (EIvio Fachinell - Disegni, foto, fotoromanzi iGabriel-.
la, Kabul, Capa, Carmi e Reiser).

N. 12. agosto-settembre 1973


Vedi Napoli e poi muori (Pasquale, G. Fofi, Gruppo
della mensa per bambini proletari di Napoli) - Detti
memorabili di Topogigio - La conoscenza del potere
- Lingua e Klassenkampf (immigrati di Francoforte)
- Norma grammaticale e norma sociale (Luisa Muraro) - La trasmissione del sapere (Tullio Pericoli) Operai censurati (Lea Melandri) - Nuovo suicidio di
Majakowskij (Paolo Puppa).

N. 13-14, ottobre '73 - gennaio '74


Le cucine del futuro (E. Fachinelli, R. Gorgoni, T.
Pericoli e E. Pirella) - Quotidianamente (Ferruccio
Brugnaro) - La corsa del mammut - Autonomi tiratori (Natalino Badoglio e altri soldati di leva) - Il
focoso riabilitato (Antonio Stasi) - Operai, macchine, sapere (a cura di Lea Melandr - Un incontro a
Senigallia (R. Ambrogetti,
V. Maone, L. Muraro, S.
Sartoris e U. Ugolini) - Liberare mani, scucire bocche (G. Scabia, P. Puppa e gruppo leccese) - Lingua
e Klassenkampf (2a parte).

LATERZA
J\jOVj-r}-\
UNIVERSALE LA~

Il

Gli anni Settanta


in cento film
Giovanni Grazzinl

INVERSALE LA1BIZA

Il

Le origni del pensiero


scientifico moderno
Robert Lenoble
Introduzione di Paolo casini

UNIVERSALE LA1BIZA

Primo saggio
sulla popolazione
Thomas Robert Malthus
introduzione di Giorgio Nebbia

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Sommario
L'industria del libro di testo
Interrogativi sulla
piattaforma contrattuale:
interventi di Alessandrini,
Renzi, Roscani
Materiali per il lavoro didattico
1) La comprensione linguistica
problema didattico e politico
2) Punti qualificanti
nei programmi dell'lTIS Fermi
di Treviso
Informazioni
Recensioni e segnalazioni

Quindicinale, abbonamento annuo


L. 3000 (sostenitore L. 5000)
sul ccp 1 / 3463 intestato a Scuola
Notizie, v. Ravenna 9 c, 00161 Roma.

edizioni
delle donne
Le Edizioni delle donne nascono
dall'iniziativa di quattro femministe romane che vengono dalla
militanza nel collettivo femminista comunista di via Pomponazzi e dal collettivo di Maddalenalibri.
Con le Edizioni delle donne non
proponiamo uno spazio di mediazione. Vogliamo invece testimoniare delle disomogeneit,
lacerazioni, dissonanze attraverso le quali il movimento delle
donne si costruito e si costruisce, senza cercare pacificazioni e ricmposizioni fittizie.
Primi testi in programma:
L'occupazione
fu bellissima,
la presa di coscienza della doppia oppressione da parte delle
donne che hanno occupato il
quartiere della Falchera a Torino,
Happy new year, il calendario
della violenza di cui la donna
vittima quotidiana,
Donne pazze, inchiesta sulla
condizione femminile in manicomio.
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GROSSI - Informazione
e cultura operaia

di massa

CRISTOFOLINI
di Gramsci

Con una nota di Glauco Carlonl

e transi-

- Sulla dialettica

IRIGARAY - Potere del discorso/Subordinazione


del femminile
DORFLES - Il oncetto di ostranenje nei formalisti
russi e negli
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esce ora una nuova collezione o serie della casa editrice
Lavoro Liberato. Si tratta di
QUADERNI
del giornale La
voce operaia, organo del Partito comunista
(marxista-Ieninista) italiano. In tale pubblicazione (non periodica) sono riprodotti con aggiunte e arricchimenti gli scritti del giornale, in
una collocazione organica.
I primi due quaderni sono intitolati:
1) Per la linea proletaria in Italia: La posizione del Partito comunista (marxista-Ieninista) italiano (pp. 192)
2) Per la linea politica proletaria
in Italia: l'azione del Partito comunista (marxista-Ieninista) italiano nel movimento di massa
oggi (po. 96)

MarieCardinal

Le parole perdirlo
IN QUESTO ROMANZO, DENSO DI SCRITTURA E
PROFONDAMENTE VERO, TUTTE LE DONNE POTRANNO RICONOSCERE I PROPRI PROBLEMI. NEI
LUNGHI ANNI DI ANALISI, LA PROTAGONISTA (IN
CUI SI PU ANCHE RICONOSCERE L'AUTRICE,
UNA DELLE SCRITTRICI Pi AFFERMATE IN FRANCIA) SCOPRE L'INTIMO LEGAME FRA I TRAUMI
INCONSCI CHE HANNO COLPITO LA SUA FEMMINILIT E LE RADICI BORGHESI DELLA SUA EDUCAZIONE: QUESTO IL FILO CONDUTTORE DELLA
STORIA ESEMPLARE DI UNA DONNA CHE SI LIBERATA ATIRAVERSO LA PSICOANALISI.
L4,00Q

BOMPIANI

.
N. 15, febbraio-marzo 1974

>c:::: ~g..

Kissinger, Ezra Pound (K.M.S.) - Infanzia di Zane


(Gianni Celati) - Madre mortifera (Lillith, E. Fachinell - A proposito del femminismo (P. Bonini) Isole, sesso e rivoluzione - La nudit (Antonella
Napp - Il corpo escluso (L'alternative)
- Voci di
comuni americani - Il figlio diverso (Davide Bernar-

)0

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N. 16, maggio-giugno 1974

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Diario di militante (Luisa Passerini) - Il contenuto


del socialismo (Cornelius Castoriadis) - La saponetta
di Cleopatra (Aldo Tagliaferrii - Dora, Freud e la
violenza (Lea Melandri) - Anche collegno (conversazione con E. Mari) - Speranze a Milano (Caterina

0'

Guerra).

1
!

N. 17,agosto-settem bre 1974


Crisi, potere e impotere.

Il potere travestito - La ricerca dell'oro (Elvio Fachinell - Bombe sentimentali (Luisa Muraro) - Pescecanini di san Michele - Economia (Nicola Paniccia) - Spettrografia del potere (Giuseppe Guarino)
- L'atleta immobile - Certo, sempre pi ma anche
sempre (Lea Melandri) - Tutti al Festival - Riap..
propriazione al supermercato (E Minicozzi e R. Musto).

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N. 18/19, ottobre-gennaio 1975

Diabolik e la Morta Vivente - Proletarizzazione e


differenza (Mario Perniola) -:- Contro la (c) astrazione
(Franco Lattanzi)
- Pratica dell'inconscio e movimento delle donne (alcune femministe milanesi) - Il
soggetto plurale.

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N. 20, marzo-aprile 1975

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Che cosa vuoi dire collettivo?

Sotto la tavola, cagnolini (N. Spinosi) - Centocinquanta, io discuto e lui canta (C. Guerra) - Rumore
e tremore (S. Benvenuto) - L'occhio storto - Il sorriso di Franti (S. Reggiani) - L'infamia originaria
(L. Melandr - Il buon delatore - Musica in omaggio - Facciamo noi la musica (G. Bertelli, P. Puppa)
- L'occhio moltiplicato (gruppo televisione Brera).
N. 21, luglio-agosto 1975
Viaggio in Portogallo (Elvio Fachinelli) - L'alleanza
popolo-MFA - Lisnave: programma di controllo operaio.

o:

N. 22, ottobre-novembre 1975


Corpi e ultracorpi
La produzione della violenza (E. Minicozzi, R. Musto) - Viaggio attraverso la catena di montaggio (M.
Casarii - L'incontro di Pinarella (Angela Assante) - La
prostituta e le altre tMargherita Giacobino) - La disciplina dei corpi (A. Prete) - Notizie sull'haschisch
(W. Benjamin; con una nota di G. Carchia) - I loro
piedi sul loro deserto (Caterina Guerra) - Il quinto
privilegio dell'inconscio (B. Eizykman, E. Fachinelli),

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N. 23, dicembre '75-gennaio '76


Cosa fanno le masse (Franco Berardii - I muri della
neuro - La moneta affettiva (Carlo Silvestro) - Lettere
d'amore a una femminista (Cam) - Il boomerang del
. segno (Ida Travi) - Ahi, elefantine] iMariolina Bertini) - A proposito di miracoli (L. Onesti, M. Mieli).

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N. 24/25, febbraio-maggio 1976


L'uomo scimmia e la crisi - Le griglie della sinistra
(Caterina Guerra) - Radio Alice nell'aria (Collettivo
A/traverso) - Delle teste tNanni Balestrin - Due interventi sulle comuni (G. Nogara, F. Berard - Lettere
di operai a un compagno che va a un congresso (operai dell'Ansaldo di Genova) - Strappate il quotidiano!
(L. Sacchi, E. Rasy, N. Spinosi, M. Bertin - Caricature (Corrado Costa).

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I fascicoli sono disponibili al prezzo di L .


200 (il n. 1), 400 (il 2; il 5), 600 (il 3-4,' il
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Lanzone da Corte 7,20123 Milano

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ordinario L. 2.500 (minimo!), sostenitore L. 5.000
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n. 3/43663, intestato a Elvio Fachinelll,
v. Lanzone da Corte 7, 20123 Milano

ovvero: cosa nascondi dietro la coscia?

altro non se non iperacutezza dei miei sensi?


(Poe)
La vita estetica. Si sveglia la stagione dell'estro: la giumenta monta lo stallone, la scrofa
il verro e la tua aria come profumo di zibettone che incanta i maschi. Reich flippa perch
i tuoi occhi sono gai e onesti e medita una terapia normalizzante. Ma le mie manfrine, le
mie lacrime esprimono la sensualit di cui trabocco. Dal parrucchiere, per la permanente, il
caff russo si pone come medium tra me e il
garon: il culo un soliloquio senza l'uccello
che ne accarezzi la palpebra.

Esiste un cuore segreto della merda, bianco,


sodo e godurioso come pat de foie gras. La
coprofagia svela il significato simbolico di tutte
le cose: ti insegna a leggere tra le righe e a cogliere la profondissima influenza esercitata su
di noi dalla pubblicit. La dimensione scatologica ti accosta in maniera straordinaria
ai
bambini e ai cani (pi simpatici e in gamba
che mai). Giunto a destinazione col taxi, subentra il problema dei soldi: davvero non ho
un singolo penny per pagare la corsa mentre

1'autista pretende assolutamente che paghi.


Inizia a fare boccacce e ad alzare la voce. lo
non mi lascio prendere dallo sgomento e decido
di pagarlo in natura. Mi tiro su le sottane, tiro
gi le mutande e faccio per cagare sul sedile
posteriore dell'automobile. Il taxista giunto
quasi al parossismo e minaccia di spaccarmi i
denti: ma non mi arrendo; soltanto che, invece
di stronzi, non riesco ad emettere che alcuni
poderosi petoni. Un deus ex machina, richiamato, verr a tirarmi fuori dagli impicci
Monto sulle altalene con i bimbi, umile e raggiante e come gravida di una zia scomparsa da
anni che sto reincarnando. Mi spolvero i capelli di borotalco e mi immedesimo in Maria fecondata dallo Spirito Santo. Merry Christmas
suona quasi M atv Christmas ...
Ogni notte, in carcere, mi masturbo lungamente, e vengo quattro o cinque volte consecutive e spesso, invece di sperma, eiaculo copiosi
getti di urina (?) bianca. Mi felicito dinnanzi
a questo nuovo - sommamente piacevole sintomo- della trasformazione.
Poi medito
perdendomi per i labirinti di alberi genealogici
possinil, indagando a quale famiglia reale appartenga. Una sera mi portano a un concerto,
ma sono costretto a fuggire perch avverto che
in quella sala si sta tramando un complotto di
morte contro di me. Un signore dall'aria malsana ha appena detto; Questo pianista assassina Debussy- ,
Quando torni nuetro- (ma non si torna mai
indietro), oltre la noia, che propriamente
Langeweile, leggi un sorriso dietro le fiamme
del Dharmapala e una promessa. Non sai se
sono idealistiche le paroline sommesse di
Achille Togliani m un'atmosfera
carnevaria
chandelles-confetti (manca solo lo Champagne). Il cuore mio indiscreto ... non si rassegna
alla sua et.
Maria
. M'le l'l

13

Minima (im)moralia
Al termine della sua introduzione all'edizione
italiana dei Minima Moralia di Adorno (Einaudi, 1954), Renato Salmi poneva una brevissima nota: Questa traduzione non riproduce
interamente il testo dei Minima Moralia. Sono
stati tralasciati gli aforismi di contenuto specificamente tedesco, ricchi di allusioni che sarebbero rimaste incomprensibili allettare italiano,
o che avrebbero richiesto note lunghe e ingombranti.
Venendo dopo uno scritto di sessanta pagine,
queste righe sembravano alludere a qualche taglio marginale, anche se era difficile immaginare un Adorno a tal punto labirintato nella
Selva Nera da riuscire irraggiungibile. Ora, che
cosa specificamente tedesco nella quarantina di aforismi tralasciati, di cui presentiamo
ai nostri lettori un primo campione (li pubblicheremo tutti in un volumetto. edizioni L'erba
voglio, a settembre)? Il sesso (le donne)? La politica? La rifless ione incau ta?
Come i lettori possono agevolmente constatare,
questi aforismi sono doppiamente interessanti:
in se stessi, nei loro nessi (recis,) col resto del
grande libro di A dorno; e, soprattutto, come
testi propriamente censurati, che nel loro emergere ora indicano con chiarezza ci che ha
prodotto la loro censura. Nel loro insieme, essi
tracciano una mappa significativa di ci che la
cultura italiana di sinistra di quegli anni --:-ma
solo di quegli anni? - ha temuto o addirittura
non visto, e quindi escluso. Per ironia e necessit storica, ci che appariva allora, secondo i
casi, sbagliato, pericoloso, dannoso, fuori luogo, risulta oggi di gran lungo pi vitale del
movimento che lo ha condannato (Elvio Fachinell

(27)

On parle franais. Chi legge pornografia in una lingua straniera, impara quanto intimamente s'intreccino sesso e linguaggio. Leggendo Sade nell'originale non si ha bisogno di alcun
dictionnaire. Anche le espressioni, riferite all'indecente, pi inconsuete - espressioni la cui
conoscenza non trasmessa da alcuna scuola,
da alcuna casa patema, da alcuna esperienza
letteraria - si comprendono, procedendo come
sonnambuli, al modo in cui nell'infanzia le
.manfestazon e le osservazioni pi discoste del
momento sessuale si riconnettono in un'esatta
rappresentazione. :2 come se le passioni prigioniere, chiamate per nome da quelle parole,
facessero saltare sia il muro della propria repressione, sia quello delle parole cieche e violentemente,
irresistibilmente
urtassero nella
cellula pi intima del senso che loro somiglia.
(55)

Posso osare (1) - Quando, nel Girotondo di


Schnitzler, 'il poeta si avvicina teneramente alla
dolce, frivola fanciulla, rappresentata
come
l'antitesi leggiadra della puritana, essa gli dice:
Via, non desideri suonare il piano? Essa, come non pu avere incertezze circa lo scopo dell'a"angement, neppure offre propriamente una
resistenza. Il suo impulso va pi a fondo dei
divieti convenzionali o psicologici. Esso denuncia una frigidit arcaica, l'angoscia dell'animale femminile innanzi all'accoppiamento
che
non gli reca se non dolore. Il piacere un'acquisizione tarda, non pi antica certo della coscienza. Se si osserva il modo in cui, costrittivamente, sotto un sortilegio, gli animali s'incontrano, allora l'affermazione secondo cui la
volutt stata concessa al verme, si palesa essere un pezzo di menzogna idealistica, almeno
per ci che concerne le femmine, alle quali l'amore capita in assenza di libert e che non altrimenti lo conoscono se non in quanto oggetti
di violenza. Di ci qualcosa rimasto alle donne, principalmente a quelle della piccola bor14

ghesia, fin dentro l'epoca tardo-industriale. La


memoria dell' antico ferimento sopravvive ancora, mentre il dolore fisico e l'angoscia immediata sono tolti dalla civilt. Nessun uomo il
quale esorti una fanciulla povera ad andare
con lui disconoscer, in quanto non si renda
del tutto ottuso, il momento leggiero del diritto
nella sua riluttanza, unica prerogativa che la
societ patriarcale lascia alla donna, la quale,
una volta persuasa, dopo il breve trionfo del no,
subito deve pagare lo scotto. Essa sa di essere
fin dai tempi pi remoti, come colei che concede, l'ingannata. Ma se, per questo, essa avara di s, allora, si, ingannata sul serio. Ci
implicito nel consiglio alla novizia che Wedekind pone in bocca alla tenutaria d'un bordello: In questo mondo non c' che una via
per essere felici, e cio fare di tutto per rendere
gli altri quanto pi felici possibile. Il piacere
proprio ha come presupposto quel gettarsi via
illimitato, di cui le donne, a causa della loro
arcaica angoscia, sono tanto poco capaci quanto gli uomini nella loro boria. Non solo la possibilit oggettiva - anche la disposizione soggettiva alla felicit fa parte propriamente della
libert.
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(1) Allusione ai versi pronunciati dal Faust di


Goethe (nella Parte prima, scena della
Strada (I: Mein schiines Friiulein, dar!
ich wagen, / Meinem Arm und Geleit Ihr
Anzutragen ?(N. d. T.).
(78)

Al di l dei monti. (1) - Pi compitamente di


qualsiasi fiaba, Biancaneve esprime la mestizia. La sua immagine pura la regina che
guarda attraverso la finestra la neve e desidera
una figlia secondo la vivente bellezza senza vita
dei fiocchi, la nera afflizione del telaio della finestra, la puntura del dissanguamento; (2) e poi
muore di parto. Di questo per neppure il lieto
fine porta via nulla. Come l'esaudimento si
chiama morte, la salvazione rimane apparenza.
Infatti l'osservazione pi profonda non crede
che si sia ridestata colei che, simile ad una
dormiente, giace nella bara di vetro. Non
forse il boccone di mela avvelenato (3), che per
le scosse del viaggio le esce dalla gola, piuttosto
che un mezzo di assassinio il residuo della vita
perduta, della vita proscritta, dalla quale essa
solo ora si salva davvero, ora che nessuna in-

gannevole messaggera l'adesca pi? E come


suona caduca la felicit: Allora Biancaneve gli
volle bene e and con lui. Come revocata dal
malvagio trionfo sulla malvagit (4). Cos,
quando speriamo nella salvezza, una voce ci
dice che la speranza vana, eppure essa, essa soltanto, la speranza impotente, che ci permette di trarre un respiro. Ogni contemplazione non pu fare di pi che ridisegnare pazientemente in figure ed approcci sempre nuovi
l'ambivalenza della mestizia. La verit non
separabile dall'ossessione che dalle figure dell'apparenza emerga pure infine, senza apparenza, la salvezza.

(1)

Lo specchio fatato dice alla Regina:


Regina la pi bella qui sei tu
ma al di l dei monti e piani
presso i sette nani
Biancaneve lo molto di pi
[trad. da Grimm di C. Bovero]
(2) Una volta nel cuor dell'inverno, mentre i
fiocchi di neve cadevano dal cielo come
piume, una regina cuciva seduta accanto
cos bello su quel candore, eh 'ella pens:
cos, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero
nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era
cos bello su quel candore, ch 'ella penso:
"Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri
come il legno della finestra!". [id.]
(3) Il principe, pur credendo morta Biancaneve, chiede ai nani di poterla trasportare
nel suo castello nella sua bara di vetro
per onoraria ed esaltarla come la cosa che
gli era pi cara al mondo. Ilprincipe ordin ai suoi servi di portarla sulle spalle.
Ora avvenne che essi inciamparono in uno
sterpo e per la scossa -quel pezzo di mela
avvelenata che Biancaneve aveva trangugiato, le usc dalla gola. [id.]
(4) Ma alla festa [nuziale] invitarono anche
la perfida matrigna di Biancaneve. ( ... )
Dapprima non voleva assistere alle nozze,'
ma non trov pace e dovette andare a vedere la giovane regina. Entrando, riconobbe Biancaneve e impietri dallo spavento e
dall'orrore. Ma sulla brace eran gi pronte
due pantofole di ferro: le portarono con le
molle, e le deposero davanti a lei. Ed ella
dovette calzare le scarpe roventi e danzare
finch cadde a terra morta. [id.] (N. d. T.).

1S

(112)

Gretchencome
,gutel Seele, / Die sich
einmal nur vergessen.

Et dona ferentes. In Germania i filistei paladini della libert sono sempre stati particolarmente fieri della poesia sul Dio e la bajadera
(1), con la sua fanfara finale secondo cui gli
105)
immortali elevano al cielo con braccia di fuoco
i figli perduti. Non ci si pu fidare di questa
approvata magnanimit. Essa propria fonda- Solo un quarto d'ora. (1). - Notte insonne: se ne
mentalmente del giudizio borghese sull'amore d una definizione come di ore tormentose, temercenario, in quanto essa consegue l'effetto se senza la prospettiva d'una fine e dell'alba
della comprensione e del perdono divini solo nello sforzo vano di dimenticare la vuota duradenigrando come perduta, con un brivido esta- ta. Ma orrore, piuttosto, procurano le notti intico, la bella tratta in salvo. L'atto di grazia sonni nelle quali il tempo si contrae e scorre
soggetto a cautele che lo rendono illusorio. Per sterile fra le dita. Qualcuno spegne la luce nelmeritarsi la redenzione - quasi una redenzio- la speranza di lunghe ore di riposo, che gli
ne meritata fosse ancora tale -, alla fanciulla possano recare conforto. Ma, mentre non sa
concesso di partecipare alla festa gioconda acquetare i pensieri, il salutare patrimonio deldel talamo non per denaro o volutt. E per- la notte gli si dissipa ed egli, prima che sia cach mai poi? L'amore puro che le viene attri- pace di non vedere pi nulla negli occhi serrabuito non offende forse sgraziatamente l'incan- ti, brucianti, sa che troppo tardi, che presto
to che i ritmi di danza di Goethe intrecciano il mattino lo dester di schianto. In maniera
intorno alla figura, incanto che certo non si la- simile, inarrestabili, inutili trascorrono forse i
scia cancellare neppure dalle parole sulla sua momenti estremi di chi condannato a morte.
profonda corruzione? Ma essa pure deve diven- Ma ci che si rivela in tale contrarsi delle ore,
tare, ad ogni costo, un'anima buona tale che l'immagine speculare del tempo adempiuto.
solo una volta ha peccato. (2) Per venire am- Se in questo il potere de111'esperienza 'spezza il
messa nell'ambito chiuso dell'umanit, la cor- sortilegio della durata e raccoglie passato e futigiana, che l'umanit si vanta di tollerare, de- turo nel presente, cos nella notte precipitosave anzi tutto cessare di essere tale. La divinit mente insonne la durata suscita insopportabile
si compiace dei peccatori ravveduti. Tutta l'in- orrore. La vita umana diventa istante, non gi
cursione fin l dove sono le ultime case una togliendo la durata, bens rovinando nel nulla,
sorta di slumming party metafisico, -<'unallesti- destandosi alla sua vanit al cospetto della catmento della volgarit maschile per atteggiarsi tiva infinit del tempo. Nel rumoroso ticchettio
dell'orologio l'insonne percepisce la derisione dein maniera doppiamente grandiosa, dapprima
gli
anni-luce per il breve corso della propria esiaccrescendo smisuratamente la distanza tra lo
spirito maschile e la natura femminile e poi, stenza. Le ore, che gi sono trascorse come seconsuccessivamente, sventolando come bene supre- di, prima che il senso interiore le abbia afferrate.
mo- il potere asoluto di revocare la differenza e lo trascinano nella loro caduta, gli danno avviso
da esso stesso creata. 11 borghese ha bisogno di come, insieme ad ogni memoria, egli sia votato
della bajadera non soltanto per amore del pia- all'oblio nella notte cosmica. Gli uomini se neaccere, che egli al tempo stesso le invidia, bens corgono oggi in maniera coatta.
per sentirsi davvero Dio. Quanto pi egli s'av- Nella condizione della compiuta impotenza, ci
vicina al margine del suo ambito e dimentica la che ancora gli stato lasciato da vivere appare
sua dignit, tanto pi spudorato il rituale all'individuo come una breve dilazione innanzi
della violenza. La notte ha il suo piacere, la al patibolo. Egli non si aspetta di vivere la propria vita fino in fondo. La prospettiva, presente
puttana, per, viene bruciata. Il resto l'idea.
a ciascuno, della morte e del martirio violenti,
si prolunga nell' angoscia perch i giorni sono
contati, la lunghezza della propria vita dipende dalla statistica, perch l'invecchiare diven(1) Der Gott und de Bajadere: cos s'intitola
la ballata di Goethe alla quale questo afo- tato, per cos dire, un vantaggio sleale, che va
carpito con astuzia alla media statistica. Forse
risma si riferisce.
(2) Allusione ai versi 12065/12066 del Faust di si gi dato fondo alla percentuale di vita
Goethe dove contenuta la lode di messa revocabilmente a disposizione dalla so16

ciet. Tale l'angoscia che il corpo registra nella

fuga delle ore. Il tempo vola.


(1)

Nur ein Vertelsttndchen: il titolo dell'aforisma allude al motto ricamato sui cuscini dei divani nel salotto borghese tedesco dell'ottocento. Tale motto citato anche nella seguente osservazione del Zentralpark di Walter Benjamin: Per il pensiero dell'eterno ritorno ha la sua importanza il fatto che la borghesia non osava
pi guardare in faccia il prossimo sviluppo
dell'ordinamento produttivo da essa posto
in opera. Il pensiero di Zaratustra dell'eterno ritorno e il motto della fodera dei
cuscini: "Solo un quarto d'ora" sono complementi (in: W.B., Gesammelte Schriften, I, 2, Frankfurt a. M. 1974, p. 677).
(N.d.T.).

(108)

La. principessa Lucertola. (1) - Proprio quelle


donne accendono l'immaginazione, alle quali
l'immaginazione
manca. Di luce pi viva
splende l'aura di coloro che, del tutto estroverse, sono affatto sobrie. La loro attrattiva pro~ne dall~ man~ca~~di c~.sl~nza_dl se. an~i
dalla mancanza ai un e m generale: in relazione a ci che Oscar .-.iIde a 'trovato la definizione di Sfinge senza enigma. Esse somigliano all'immagine convenuta: quanto pi sono pura apparenza, non disturbata da alcun
impulso proprio, tanto pi sono simili ad archetipi - Preziosa, Peregrina, Albertine -,
che appunto fanno supporre come mera apparenza ogni individuazione e che pure, per via
di ci che sono, debbono sempre nuovamente
deludere. La loro vita viene afferrata come serie di i1l~stt'idonL oppure ~come_una_peIl1-etUa
, esta m antile ed una tale ercezione fa torto
a!!!)Qro pove.!!. esistenza emninca. Questo- il
tema che Storm ha trattato nel suo profondo
racconto per ragazzi: Paolo il burattinaio.
Il fanciullo della Frisia s'innamora della bambina dei nomadi bavaresi. Quando alla fine
tornai indietro, vidi farmisi incontro un abituccio rosso; ed ecco, s, era la piccola burattinaia; nonostante il suo vestitino sbiadito, essa
mi parve cinta di uno splendore di fiaba. Mi
feci coraggio e le parlai: Vuoi fare una passeggiata, Lisetta? Essa mi guard diffidente
con i suoi occhi neri. Passeggiata? ripet

strascicando la voce. Una buona idea, davverol E dove vorresti andare, poi? Dal
mercaol Vuoi comprarti un vestitino nuovot, le chiesi un po' goffamente. Rise forte.
Ma va! Figurati! - No, solo degli stracci.
Stracci, Lisetta? - S1, certo! Soltanto scampoli, per i costumi dei burattini; mica costano
molto. La povert induce Lisetta a scegliere
ci che consunto - stracci -, bench preferisca altre cose. Senza capire, essa deve considerare con diffidenza eccentrico tutto ci che
non si giustifica praticamente. L'immaginazione offende la povert. Infatti ci che consunto possiede incanto solo per l'osservatore. Eppure l'immaginazione ha bisogno della povert,
alla quale essa reca violenza: la felicit, cui essa si abbandona, inscritta nei tratti del dolore. Cos la Justine di Sade, che passa da una
tortura all' altra, viene definita notre intressante hroine, e analogamente Mignon nel momento in cui viene battuta chiamata l'interessante bambina. La principessa di sogno
nello stesso tempo la bambina maltrattata, e di
ci essa nulla sospetta. Tracce di questo esistono ancora nel rapporto dei popoli nordici con
quelli meridionali: i puritani benestanti cercano invano nelle brunette dei paesi stranieri ci
che il corso del mondo, da loro dettato, toglie
non solo a loro stessi, ma propriamente anche
ai nomadi. Il sedentario invidia il nomadismo,
la ricerca di freschi spazi erbosi, e il carrozzone
verde la casa sulle ruote, il cui viaggio segue
il cammino degli astri. L'infantilit, confinata
in un moto disordinato, relegata nella spinta
momentanea, infelicemente errabonda, a continuare la vita, sostituisce il non sfigurato, l'adempimento, e per li esclude, simile nell'intimo all'autoconservazione dalla quale si illude
di redimere. Tale il circolo della nostalgia
borghese per l'ingenuo. La mancanza dell'anima, grazia e strazio ad un tempo, in coloro ai
quali, ai margini della cultura, il quotidiano
vieta l'autodeterminazione,
diviene fantasmagoria dell'anima per i ben piazzati, i quali dalla cultura hanno appreso a vergognarsi dell'anima. L'amore si perde in ci che privo
d'anima come nella cifra dell'animato, poich
per esso i viventi sono scenario per la disperata
brama del salvare, la quale solo in ci che
perduto possiede il suo soggetto: all'amore l'anima si dischiude solo nella propria assenza.
Cos, umana proprio l'espressione di quegli
occhi i quali sono i pi prossimi a quelli dell'animale, a quelli della creatura, lontano dalla
riflessione dell'Io. Alla fine l'anima stessa non

17

che l'anelito dell'inanimato

alla salvezza.

(1) La fiaba

della Principessa Lucertola racconta la vicenda di una crudele e graziosa


principessina che trascorre le sue giornate
nel parco del castello paterno, divertendosi
ad infliggere ogni sorta di tormenti ai piccoli animali che cadono in suo potere.
Colta per da un sortilegio nell'atto di tagliare la coda ad una lucertola, essa trasformata in lucertola a sua volta, ed costretta a lunghe e dolorose peregrinazioni
per il mondo,' infine, seguendo il consiglio
del saggio Re degli Gnomi, ritorna al suo
paese d'origine e, dopo aver subito a sua
volta il supplizio del taglio della coda, ritrova la forma primitiva. (N. d. T.)

(117)

Il servo padrone. (O) - Solo attraverso una permanente regressione le classi subalteme divengono capaci delle prestazioni ottuse che la cultura del dominio esige da loro. Proprio il deforme in loro un prodotto della forma sociale. La generazione di barbari da parte della
cultura, per, sempre stata da questa utilizzata per mantenere in vita la propria essenza

barbarica. Il dominio delega la violenza fisica,


sulla quale esso poggia, ai dominati. Questi,
mentre viene procurata loro la soddisfazione di
sfogare come giusto e sacrosanto per il collettivo i propri istinti piegati e distorti, apprendono
a perpetrare ci di cui i nobili abbisognano affinch possano concedersi di rimanere nobili.
L'autoeducazione della cricca dominante, con
tutto ci che essa esige quanto a disciplina,

soffocamento di ogni impulso immediato,


scepsi cinica e cieco piacere del comando, non
riuscirebbe, se gli oppressori, tramite oppressi
assoldati, non preparassero a se stessi una parte dell' oppressione che essi preparano per gli
altri. Per questo le differenze psicologiche tra
le classi sono tanto minori di quelle oggettive,
economiche. L'armonia dell'inconciliabile torna
a profitto del persistere della cattiva totalit.
La volgarit del comandante e l'arroganza del
soldato semplice vanno d'accordo. Oai domestici e dalle governanti, i quali in obbedienza
alla seriet della vita sottopongono ad angherie
i bambini di buona famiglia, passando attraverso gli insegnanti del Westerwald che li disavvezzano dall'uso dei termini di origine straniera non meno che dal piacere per qualsiasi
lingua, attraverso i funzionari e gli impiegati
che li mettono in fila, attraverso i caporali che
li calpestano, una linea retta conduce agli aiutanti dei boia della Gestapo e ai burocrati delle
camere a gas. Alla delega della violenza agli
inferiori corrispondono fin da principio gli impulsi dei superiori. Colui che trova ripugnante
la buona educazione dei genitori, fugge in cucina e si riscalda alle espressioni forti, volgari,
della cuoca, espressioni le quali rendono segretamente il principio della buona educazione
parentale. Le persone fini sono attirate da
quelle grossolane, la cui rozzezza promette loro
illusoriamente ci di cui le priva la propria cultura. Essi non sanno che il grossolano, che
sembra loro anarchica natura, non se non il
riflesso della costrizione alla quale sono riluttanti. Tra la solidariet di classe dei superiori e
la loro comunella con i deputati della classe
subaltema fa da mediatore il loro giustificato
sentimento di colpa nei confronti dei poveri.
Ma chi ha appreso ad adattarsi ai disadattati,
colui al quale il: Qui si fa cos- penetrato fin
nell'intimo, questi alla fine egli stesso divenuto tale. L'osservazione di Bettelheim sull'identificazione delle vittime con i carnefici dei
lager nazisti contiene il giudizio sulle elevate
serre della cultura, sulla inglese Public School,
sulla germanica accademia dei cadetti. L'assurdit si perpetua attraverso se stessa: il dominio si trasmette e si continua attraverso i
dominati.
(O) In italiano nel testo. (N. d. T.).

T. W.Adorno
\

(Trad. di Gianni Carchia)


18

A proposito di studenti
da il manifesto, 21 aprile 1976: Chi sono i 700
delegati riuniti a Firenze? Aldil e sotto le

etichette sono iprotagonisti del nuovo movimen to


degli studenti, di Rina Gagliardi.

I - (una specie di night)

senza dubbio
dallo spirito contestatario
che condusse molti di noi
alla scoperta della rivoluzione
otto anni fa
la disgregazione
ha fatto passi da gigante
nella scuola e tra i giovani
questo un insieme aggregato
per aggregarsi
ha dovuto anche escludere
uno studente anonimo studioso
studente inquieto
ed esistenziale
spoliticizzato e freak
dati i tempi in cui viviamo
che permettono pochi lussi
e raramente il lusso
della spontaneit

certo non siamo pi nel '68


e anche loro gli studenti
sono cambiati
siamo in realt
in una specie di night
un locale moquettato
architettura a volute
impianto di luci colorate
bisogna proprio tornare indietro
oggi certo siamo lontani
da una spontaneit per cos dire
questo il fatto eccezionale
discutere scontrarsi
litigare e rimanere
tuttavia uniti
i giovani comunisti della F gci
e degli Osa
i giovani del Pdup
e dei Cpu
i medi di Avanguardia Operaia
e dei Cub
i giovani socialisti
i giovani delle Acli
manca vero Lotta continua non un caso

III - (una sede di-battito tutt'al pi?)


e dopo tanti anni
ci troviamo
di fronte a un corpo
il tema che al fondo domina
proprio
la perdita del proprio
la contraddizione
tra l'essere insieme
e alloro posto
ed essere la sede in una
superiore unit
oppure sono soltanto
una sede di-battito tutt'al pi?
rafforzando la funzione
attraverso la creazione
una associazione
come propone la F gci?
l'assemblea partecipa
attivamente mostra
di non avere soggezione
del palco che la dirige
ha tributato
un lunghissimo intervento esecutivo
l
Nicola Spinosi

II - (dati i tempi in cui viviamo)


ma che cosa
sono venuti a fare
questi giovani? e chi sono?
sono studenti molto politicizzati
i quadri pi maturi del movimento
ha detto Giovanni Lanzone
responsabile efficiente
presidente della seduta
conoscono e seguono
maneggiano con disinvoltura
sono abituati alla trattativa
le ragazze
come sempre succede
in qualsiasi assemblea
un po' selezionata
sono in minoranza
qualcosa di diverso
19

Analreligion e dintomi. Appunti.


Accingendosi a ridare le spezzate tavole della
LEGGE a Mos, il misterioso, anonimo dio
d'Israele annuncia: Mi vedrai per di dietro;
ma la mia faccia non si pu vedere (Esodo,
XXXIII, 23).
Nel fatto che il Dio d'Israele al suo servo
Mos (00') mostra soltanto il suo a posteriori
(cfr. Marx-Engels Opere, 111, p. 192, Editori
Riuniti 1976), deve celarsi un mistero: queno
che disarticola la testa dalla legge, che fa coincidere la donazione delle tavole con l'esibizione
del posteriore.
Posteriore indubbiamente divino, aureo, visto
che, al suo cospetto, la pelle del viso di Mos
era diventata tutta raggiante e talmente accecante che doveva occultarla al popolo con un
velo (Esodo, XXXIV, 29; 33-35).
Non solo la testa divina, ma anche quella di
Mos vengono qui cancellate dallo splendore
del tiosteriore da cui emana la legge.
Nelle leggi imposte aauatto al popoto, la testa
non appare.
Ha ragione chi ritiene la bibbia ispirata: il rapporto culo (culo alienato, oro) - legge un'allegoria che importa capire.
Dal culo scaturisce la legge.
Senza culo, niente legge.
Ma si tratta di un culo divino (alienato, padroneggiato) da cui promana un'alienazione (legge).
.
C' culo (e forse c' veramente) anche senza
legge.
Lo stesso dio che dal culo indiato (alienato) emana la legge, puntualmente ne tradisce l'alienazione.
L'imperio paterno-padronale , infatti, coman.do di morte: Non lascierai vivere la strega
(Esodo, XXII, 18).
E pour cause!
Le streghe adorano il tenebroso culo senza legge dell' Avversario: il diavolo.
La legge scaturiente dal didietro indiato pone
sotto minuzioso controllo ( Pedanterie, Ordnung) sesso, culo ed escrementi; li pone nello
steccato dell'IMPURO e impuro rende ogni
contatto, non controllato dall'alto, con essi.

Rende STREGHE chi sfugge a quel controllo.


Non avrai con un uomo relazioni carnali come
si hanno con una donna; cosa abominevole
(Levitico XVIII, 22). Se uno ha con un uomo
relazioni carnali come si hanno con una donna,
ambedue hanno commesso cosa abominevole;
dovranno essere messi a morte, e il loro sangue
ricadr su di loro (idem, XX, 12).
Come pu dimostrare il caso dell' orgasmo prostatico, naturalmente impossibile che fra uomini si diano rapporti come si hanno con una
donna, a meno che non si tenga conto solamente della fantasmizzazione del rapporto.
Ma al dio-padre-legge interessa non la verit,
ma il divieto, che induce la ruolizzazione.
Il culo interdetto la LEGGE.
Dal culo interdetto emana la ruolizzazione:
l'uomo che trasgredisce l'interdetto diventa come una donna,' nella fallica societ paternalstica, in cui esiste un solo sesso alienato, quello
maschile, e dove la donna non esiste, non c'
ancora, non essendo che una alienata proiezione del maschile, il culo energumeno decade spregevolmen te a fica.
Qui RELIGIONE controllo del culo,' permanenza nel maschile, sottomissione ai divieti di diopadre.
Marx non accetta il religioso dominio sul culo.
Divarica, infatti, contro l'assorbimento che ne
aveva fatto il culto, il diritto di andar di corpo
dal diritto di andar di religione.
Ognuno deve poter soddisfare tanto i suoi bisogni religiosi quanto i suoi bisogni corporei
senza che la polizia vi ficchi il naso (cfr. Critica del programma di Gotha): un imperativo
liberale che Marx non accetta, perch, per lui,
l'andar di religione un diritto alienato, interno all'ideologia del potere borghese e che, dunque, dev'essere visto come toglibile insieme ad
esso.
L'andar di corpo - in altre parole - dev'essere
liberato dallo spettro della religione.
Diritto, quello all' evacuazione (senza che polizia-dio-padre-madre-cultura
vi ficchino il naso); diritto alienato, borghese, quello alla reli-

20

gione (dominio sull'evacuazione).


Diversamente da Paolo di Tarso, che andava
dicendo che Cristo era l'evacuazione di dio (Ai
Filippesi, II, 7), Marx vuol disarticolare evacuazione da religione e critica l' ebraismo che perfino
della latrina fa un oggetto della legge divina (cfr.
Marx-Engels Opere I1I. cito p. 187). D'altra parte, non poteva il culto dell'oro dell'ebreo tenace
(cfr.ibidem p. 189) (ricordarsi l'Eigensinn freudiano) evitare una cultualizzazione delle feci,
Grund primordiale (e scotomizzato) dell' oro,'non
pu la Legge uscita dal di dietro non imperare anche sulle cloache (luogo assegnato dalla legge alla
merda).
-L'ebraismo raggiunge il suo culmine col compimento della societ borghese che, a sua volta, si compie soltanto col mondo cristiano,
sicch il cristianesimo (religione del capitale)
si risolve nell'ebraismo (cfr. ibidem, p. 188).
C' dunque da sospettare che anche la forma
pi funzionale del cristianesimo al capitalismo
- il protestantesimo - passi attraverso la la;'
trina.
Se il vulcanico dio d'I sraele emana la legge dal
didietro, Lutero ha l'abbacinante rivelazione
della giustificazione per fede - come egli stesso dice - mentre ero nella latrina della torre.
Quello di Lu tero non il caso unico di un rapporto
teologia-latrina. Aveva gi osservato Montaigne,
a proposito di Ario e di Leone -son Pape, chefs
principaux de cette herese- che retirez de la dispute par douleur de ventre la garderobe, tous
deux y rendirent subitement rame (Cfr. Essais,
Libro I, XXXII).
La luterana Turmerlebnis non toglie la legge, anzi, apre al prete di dentro la prospettiva della servit assoluta (al di l della norma) al capriccio gratuito e dispotico del dio-padrone: prefigurazione
religiosa della caduta del libero lavoratore del
capitale in balia dell'imperscrutabile capriccio
del cielo economico.
Dal Sinai a Lutero, al capitale (e alla democrazia formale-rappresentativa
della sua borghesia) la LEGGE dominante (anche nell'ingannevole forma della libera iniziativa del capitalista singolo).
Qui il pi alto rapporto dell'uomo il rapporto legale, il rapporto verso le leggi, che per lui
valgono non perch siano le leggi della sua
propria volont ed essenza, ma perch esse dominano e perch l'apostasia da esse viene vendicata (cfr. ibidem, p. 187).
Il rapporto culo-legge vige dunque anche (e soprattutto) sotto il capitale che pone coerente-

mente l'interdetto sul culo, poich l'Analcharakter che gli tanto funzionale nasce proprio
dalla perseguita ebraizzazione dell'esito della cosiddettafase anale .
Per tenere in ordine gli israeliti, dio si presentava
loro di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro cammino; e di notte, in una colonna di fuoco, per lluminarli- (Esodo, XIII, 21).
Diversa dalla rossa colonna che il fallico dio
delle tavole teneva sempre ritta davanti al suo
popolo quella di cui parla Freud: Il pene ha
(... ) il suo precursore nella colonna delle feci,
che riempie e stimola il tubo dell'intestino
(cfr. Introduzione alla psicoanalisi, Boringhieri
1969, p. 503).
Questa colonna, fungendo da MASSA stimolante su una superficie mucosa sessualmente
sensibile si comporta come il predecessore di un
altro organo che entrer in azione solo dopo la fase dell'infanzia (cfr. La vita sessuale, Boringhieri
1970, p. 85).
Sussistenza dell' erotismo anale e sua pratica sono
dunque assicurati dall'armonico passaggio dalla
COLONNA delle feci alla COLONNA del pene.
Ma proprio qui che l'Analcharakter impone
la sua devianza, il suo alienato ERSA TZ, la
sua COLONNA.
.
Il tesaurizzatore (cui i Grundrisse attribuiscono
la parsimonia) un santo asceta sulla sommit della colonna metallica del denaro accumulato (cfr. Marx Per la critica dell'economia
politica, Editori Riuniti 1957, p. 116).
Sostituendo alla COLONNA del pene la fallica
COLONNA dell'aureo denaro, l'Analcharaktersi
fa sostegno psicologico del capitale, splendente
COLONNA che lo guida nella notte e nel deserto
dell' alienazione.
Eigensinn (pervicacia), Geiz (avarizia), Pedanterie, Trotz (tracotanza),
Ordnung (ordine),
Sparsamkeit (parsimonia) sono i freudiani attributi dell' Analcharakter: tutti - prevalendo ora l'uno ora l'altro - divengono COLONNA a caratteri funzionali al capitale nelle sue variazioni
storico-specifiche .
Tutti sono riconducibili alla fondamentale categoria di accumulazione forzata e di forzata evacuazione fecaIi: prefigurazioni,
dal profondo, di trasposizioni quali l'accumulazione usuraria (capitalismo commerciale arcaico) e il
consumismo (in vista di maggior accumulazione valorizzatrice) del capitale odierno.
Analreligion e Analpolitik (revisionismo) sono
illuminate da questa COLONNA, che si leva

21

sull'alienato rapporto culo - legge.

Nella prima infanzia, l'organo della produzione


del desiderio il culo.
Per Jung - citabile, una volta tanto - vale
l'esempio di una bambina che - per defecazione - otteneva (in modo pratico-simbolico)
quanto desiderava: In questo modo ci si pu
fare quello che si desidera; e ci che viene fatto
ci che si era desiderato. La bambina desidera ardentemente una bambola o (in definitiva)
un bambino vero ( ... ) e fa la bambola, come
sostituto del bambino o della cosa desiderata in
generale, nel modo in cui si produce in generale (cfr. La libido: simboli e trasformazioni,
Newton Compton 1975, p. 172).
Nella prima infanzia, dunque, produzione di
merda = modo generale di produzione.
Una modifica dall'esterno di questo autonomo
modo generale di produzione, l'imposizione estranea di un alienato principio di realt (gestito da altrettanto alienati adulti) implica l'obbligo coatto a un nuovo modo di produzione.
In questo caso, Yebraismo, che pu allogarsi
anche nella fase anale, d le nuove tavole della
produzione della merda e trasforma l'autonomo originario disalienato produttore anale in
Analcharakter devoto alla produzione altra, per
un padrone: prima esemplificazione - nel
profondo - di una situazione proletaria.
Sul piano del profondo, questo pu essere
considerato il luogo di nascita del tempo e del
lavoro alienati (in particolare capitalistici), o
meglio, di un carattere funzionale al capitale,
mediante l'induzione di un modo di produzione
alienato (all'interno di un tempo alienato,
coattamente imposto da un'istanza estranea)
sostituto di quello primordiale e spontaneo.
~ qui che - nell'ambito dell'esperienza del profondo - si comincia a sostituire alla potenziale
Tiitigkeit infantile (attiva autonoma, onnilaterale) l' Arbeit (lavoro alienato, coatto, estraneo ed
esterno, unilaterale).
Nella bambola-bambino di merda v' l' oggettivazione del desiderio.
A quest'et e a questo livello dunque il culo
l'organo principale della produzione del desiderio: soffocarlo, scotomizzarlo, reprimerlo,
imbrigliarlo dall'esterno estraneo ed alienato
la stessa cosa che trattenere il desiderio, dargli
una meta coatta, mentre originariamente esso
vacanza di meta (libido polimorfa).
Prima di passare attraverso le tavole della legge, la merda non ha dunque nulla a che vedere

.con ci che poi risulta dalla sua conversione all' ebraismo.


Si vuol dire, cio, che originariamente la merda
non morte, ma attivit, gioco, vita, eros: oggettivazionee non alienazione del desiderio.
Tutt'altra cosa, dunque, dalla funebre merda di
Pasolini _ Sade, gi interna al fascismo e al capitale.
Il capitale odia LE 120 giomate di Sodomaie possibilmente le interdice, come ha fatto con Pasolni) perch in esse si trova con terrore davanti al
suo proprio specchio: i despoti feudali. che - in
Sade _ obbligano i loro schiavi a defecare in tempi padronalmente stabiliti e poi ne divorano con
delizia la merda sono la pi illuminante metaforaprofezia del tempo di produzione coatta del capitale, che ingoia la produzione forzata e porta poi
alla morte - dopo averlo spremuto nella suaforza fecondante- il produttore.
.
Ma non si deve adottare - neppure sulla merda
_ il punto di vista del capitale.
Se si mette fra parentesi la capitalistica ideologia
del pulito e dello schifo, la funzione originaria,
disalienata, della merda, cui si pu giungere a rsalire, quella di una materia primordiale, senza
attributi (almeno negativi),
Sulla merda come materia ludico-produttiva, come hyle indispensabile alla creazione d'accordo
- col mondo infantile - il mondo mitico.
Cito per la seconda volta (e Freud mi perdoni!)
Jung: I primi uomini furono fatti di escrementi, di argilla o di fango. Il latino lutum, che
propriamente significa terra inzuppata ha anche
il senso traslato di escrementi.
In Plauto addirittura una parola ingiuriosa,
qualcosa come Sei una merda.
(cfr. op.cit.p. 173).
Come matena primordiale della creazione la
merda non appare n sconsacrata dal disgusto
e dallo schifo n stigmatizzata, ma costituisce
addirittura l'indispensabile fondamento della
(infantile e mitica) teoria della nascita per via
anale (cfr. ibidem,pp.173-174).
Dio foggia l'uomo dal fango, cio maneggiando
la propria merda: per questo l'uomo simile a
lui. Deucalione e Pirra ricreano l'uomo gettandosi merda alle spalle (cfr. ibidem).
La merda dunque l'ingens sylva ongnana
della materia che religione e capitale hanno
scotomizzato col culto del puro, del pulito, del
cosmo, della legge.
Per entrare nel regno, per distruggere l'eone
del capitale e della religione bisogna ridiventare come i bambini, ritornare dalla produzione
alienata a quella Iudica, all' attivit che non
22

imbriglia il desiderio, ma lo attua: alla merda


e al culo senza padrone.
E alla merda deve ritornare il proletariato, se
vuoi togliersiin quanto tale: la merda indica l'al
di l della dialettica' servo-padrone.
Analcharakter religione e capitale anche perch
accetta pulizia (polizia), padroneggiamento e legge.
.
Chiudere (o aprire) imperiosamente e obbligatoriamente gli sfin teri, dominare la merda non solo imbrigliare la materia, instaurare un modo di
produzione alienato e un lavoratore alienato, ma
sottomettere a una istanza estranea'desiderio, godimento, sensibilit, corporeit, tempo.
Dare LEGGE alla MERDA trasformare un
caos vitale nel mortuario cosmo del padrone,'
fare uscire dal didietro di dio le tavole della
legge; costringere il corpo a passare attraverso
la griglia PECCATO-REDENZIONE,
tenerlo
pulito: sottomesso alla PO (PU) LIZIA.
LEGGE aprire gli sfinteri (o chiuderli) quando lass si vuole.

La prima cosa che ispeziona, ad Alee (ne


l'Arancia meccanica), il direttore del carcere
la moralit del buco del culo
LEGGE mettere Ira parantesi le istanze del
QUAGGIU'.
Madre-chiesa, madre-cultura,
padre-capitale:
tutti madri-padri che mettono un ordine altro
nel culo del bambino.
LEGGE-RELIGIONE trattengono il sensibile,
mettono Ira parentesi il suo TEMPO, lo dominano con un tempo ALTRO (tempo del capitale. eternit).
PECCATO una merda che deve essere trattenuta nella stretta d'ella colpa ed evacuata col perdono e la redenzione: apertura dall'alto degli sfinte.
n.
DILAZIONE-DIFFERIMENTO-CONTENIMENTO
LEGGE-PADRONEGGIAMENTO-DOMINA-

ZIONE
MESSA FRA PARENTESI-EPOCHE'-WELTVERNICHTUNG
queste (ed altre possibili) trinit (che, giusta la
teologia, sono la stessa cosa) sono attraversate
dalla religione (e dalla religione per eccellenza
o del capitale: il cristianesimo).
RELIGIONE , infatti, anche DIFFERIMENTO nell' aldil della soluzione delle alienazioni
dell' aldiqu; si comporta come se l'aldiqu potesse tranquillamente essere messo Ira parentesi: una cosa insignificante (direbbe Pascal) di
fronte all' eterno.
Dalla religione il tempo considerato poca cosa, possibilmente (vero, don Kierkegaard?) da
annientare.
RELIGIONE dominazione del tempo da parte di un tempo ALTRO.
RELIGIONE (in buona parte) tentativo di
padroneggiare e (se possibile) sopprimere
TUTTO il sensibile.
CAPITALE (anche) rsucchiamento del tempo nel (da esso ritenu to eterno) tempo di lavoro, in
vista della propria valorizzazione:
CAPITALE = RELIGIONE.
RIVOLUZIONE tempo ALTRO.
altro dall' eternit, dal tempo del capitale, dal
tempo delle TAVOLE.
Ricordare l' uccisione del tempo consueto, usuale, alienato, pre-rvoluzionario, sui campanili della Parigi insorta, di cui parla Walter
Benjamin.
DIFFERIRE, CONTENERE, TRATTENERE
il tempo della RIVOLUZIONE (e la merdamassa che ne portatrice) nella sfinterica morsa del tempo del capitale RELIGIONE ANA-,
LE del revsionismo.
Eternit (trascendenza verticale) e differimento
nel futuro, a dopo la nostra morte, della RIVOLUZIONE (alienata trascendenza orizzontale) qui fanno un PATTO, impongono TA VOLE,
compromessi, CONCORDATI.
Revisionismo religione della doppia trascendenza, doppia alienazione.
Se un partito si fa colonna burocratica,
organizzazione che incombe sulle masse
e verticalmente le domina,
non a torto pu esser chiamato PAPA' ,
come ha fatto un accademico psicoanalistain Christo,
e PAPA' abbastanza nevrotico,
visto che i sintomi della nevrosi propriamente
detta costituiscono un COMPROMESSO (Cfr.
S. Freud Mos e il monoteismo, Pepe Diaz 1952,

23

p.126).
PAPA' in oggettiva coerenza con dio-capitale,
se un partito (sindacato) che trattiene la merdamassa,
la accumula, la ordina,
in vista di una sua revisionistica evacuazione;
con l'Analgiustizia,
che per anni infiniti trattieneprocessi per stragi di
.'Stato;
con Analcommissioni inquirenti,
che secolarmente trattengono corruzione e corruttori; .
con un parlamento che si fa sfintere caparbio e
impermeabile della borghesia.
Se un partito che si vanta delle mani nette, in
coerenza col culto borghese della pu (po)lizia;
se si presenta, al pulito capitale, mondo della suburra della RIVOLUZIONE,
-deodorato dal puzzo delle proletarie VIOLENZE.
La merda sporca,
il peccato sporco,
la mamma pulisce,
la religione purifica.
RIVOLUZIONE sporco, MERDA,
PECCA TO, peccato CAPITALE:
solo lo sfntere REVISIONISTA pu trattenerla.
Hai progettato - in pensieri, parole ed opere la RIVOLUZIONE, figliolo (compagno)? Quante
volte? Te ne penti e rientri nel senodella madrechiesa (partito)?
Sfintere-chiesa,
ERSA TZ di una chiesa-sfintere esausto.
Fuori della chiesa non c' salvezza.
Chi non con me contro di me.
Chi ha orecchiper intendere, intenda.
Nuova chiesa, per un nuovo aldil.
Non ancora (non sar mai) TEMPO,
perch TUTTO sia NUOVO.
~ tempo, invece, di democrazia, di compromesso, di religione, di antifascismo super-unitario( siamo tutti una sola Iamgla)
.che superunitariamente tollera i fascisti (sovvenzionati) in parlamento:
COLONNE (o meglio STAMPELLE).
Nei santuari, stampelle ex-voto esibiscono miracoli.
Nei santuari del capitale pendono revisionistiche STAMPELLE di istituzioni e costituzioni
PADRONALI,
sostegni per morti che camminano,
. deodoranti del loro mortuario fetore.
testimoni del capitale miracolato.
MIRACOLO: far funzionare la carcassa del'
capitale, renderla agibile sul palcoscenico dello
stato democratico-borghese, luogo ove l'uomo

membro immaginario di una sovranit immaginaria, spogliato della sua reale vita individuale e riempito di una universalit irreale
(cfr. Marx Opere, III, cito p. 167): uno stato che
fa da Cristo fra l'uomo astratto e la sua altrettanto astratta ~ (e irraggiungibile) libert (cfr.idem,p.16S).
Con questo Cristo e con la religione (tuttora di
stato) si fanno miracoli .
Il dominio della religione la religione del dominio (cfr.idem,p.171).
Il compromesso con quella religione il compromesso col dominio e con la sua religione: il
capitale.
DeMaistre:larivoluzione
ilDIAVOLO.
I revisionisti: la rivoluzione il DIAVOLO.
A chi al proletariato vuol dare la religione di
un nome, una (falsa) coscienza, una cravatta e
un' aureola, una credibilit per i perbenisti,
lecito opporre un proletariato violento ed infero, inconscio, autonomo ed una trinit:
MERDA DIAVOLO RIVOLUZIONE

UN SIGNORE (con veletta rosa): Ma questo un


delirio!
L'AUTORE: Bien sr, madame!
Luciano Parinetto

11 gruppo che discute e organizza il lavoro della


rivista si riunisce regolarmente. a Milano. Chiunque interessato ad, esso pu partecipare alle
riunioni. Incontri con gruppi o collettivi di lavoro
hanno luogo anche fuori Milano. La rivista d
notizia delle attivit segnalate e risponde a tutte le .
lettere (i ritardi possono essere nostri, le omissioni
sono delle poste). Per ogni comunicazione, l'indirizzo :

'I.j'J;:IUiA.
,TI)II'I.jJ:IJ
V.

Lanzone da Corte 7, 20123 Milano.

Per le norme stilla stampa, risulta direttore responsabile Elvio Fachinelli.


Registraz. del Tribunale di Milano n. 234 del
24.6.1971.

Tutti i disegni sono di Corrado Costa

-------------------Tipografia: ROTOGRAFICA Via Ciovasso 4 MILANO

24

nuovo modello
L'incidente
di Seveso ~ un evento nuovo -anzi~un
di evento3valido
per il futuro- perch coinvolge
immediatamente la struttura
tecnologico-produttiva
e l'intera rete dei sistemi di potere.L'analisi
del suo svolgimento
fsi potrebbe
dire:del suo "funzionamento")
consente
di vedere in piena luce
le necessit
difensive
del dominio.
E insieme
la sua disperazione3perch
l'unica soluzione
possibile
sembra essere
un tentativo
di cance . l laz ione h de l l ' even to . s te sso 3 no no- L a responsa bilit
me du Groupe
l 1 e supre
stante la certezza d 1.- morte c e esso c on t i ene ,
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1.-n1.-Z1.-O
c , e, una mUvt1.-naZ1.-onavec
faq3
Conseil d'administration
ciata di rispettabilit
svizzera
(I)3raccatta
una fab
brichetta
di saponette
militari
(2)
per impiantarvi
de L. Givaudan & Cie, S,A" socit
una lavorazione
sporca (3) -l'Italia
come
"cesso
holding.
Il comprend
MM, Andr
d'Europa".
L'incidente
non ~ una novit tecnologica;
F atio (prsident), Dieter B. Fiiglistaldescritto
in centinaia
di pubblicazioni
(4)~esso
ler, Adolf W. Jann, Franois Nicod et
viene fino al limite del possibile
cancellato
dalla
Salvador Sanz de Acedo (rnernbres).
multinazionale.
Di fronte al silenzio degli "espert{"~
La direction du Groupe Givaudan
- en quelque sorte l'excutif - est
la stampa vicina al potere accentua
l' "inconoscibiassure par le
lit"
dell'evento
(5),seguendo
la linea di difesa
del potere stesso (6)3che a volte rggiunge
il grotComit de direction
tesco (7).Dopo di che3comincia
l'opera di cancellazio~
ne:si invita a riprendere
serenamente
la produzione
e qui se runit tous les jeudis Vernier
sous la prsidence de M, Guy E. Waldil consumo
(B);la Scienza interviene
con linguaggio
vogel, Directeur gnral. Il est compos
burocratico,e
la Burocrazia
con linguaggio
scientifide:
co (9);il potere si autocensura
:a un discorso forten
mente critico di Laura Conti3comunista3
"l'Unit
dedica
B (otto) righe (IO).

F ormation of
2,3,7,8- Tetrachlorodibenzodioxin by
Thermal Decomposition of Sodum
2,4,5,- Trichlorophenate

Ha1Mu, I b /& I~l

Lo ammette anche 11
presidente
della
Regione
Lombardia. Golfari: Esisteva. 'ed esiste. una confusione
generale di ipotesi . Il nemico era subdolo.
C'est au cours des annes 1966
1972
que l'ntgration dans le Groupe Givaudan
fut. raJise Aprs un ralentissement ternporaire .des investissements, ceux-ci reprirent par la modemisation de diverses
installations entre 1970 et 1973, ds que
fut fixe la nouvelle vocation d'Icmesa:
devenir un centre de production pour le
Groupe. Cet objectif ne peut tre atteint
qu' tenne, car Icmesa livre encore le
80% de sa production sa clientle, tant
italienne qu'trangre. Un grand pas a t
franchi avec la reprise de la production du
trichlorphnol pour le Groupe; ceci constitue une part.importante de son activit et
permet ainsi d'envisager l'avenir avec
confiance.

li paren s
sono tanti. e discordi. Non
c' scienziato che non abbia
proprie originali ipotesi e
tesi. ma. giusto da questa disparit di opinioni. si pu
trarre la conclusione che allo
stato attuale delle conoscenze
scientifiche sulla diossina.
tutti noi. cittadini qualsiasi.
abbiamo la possibilit di dire
la nostra. E' tutto valido. E
niente valido..

Z~/qll-'

~O,

e .

7
la

Negli IDoontri avuti im


dipartimento di stato a Washlngtoo ., ha detto Golfari,
tutti. gli esperti e i tecnici
da noi interpelJati. ci hanno
asscurato che attualmente
non esiste :alcun antidoto alIa diossina. La notizia noo
ci ha rallegrati, ma ci ha
tiranqui1liz2iatisotto l'aspetto
umano: in Italia si fatto
tutto il. possibile consentito
daililascienza. I metodi da noi
attuati sono stati ~odatJidagli
S'tessi americanJi in un comunicato pubblicato dal dipartimento di Stato >

~1A,.~IttL4,

2DI'IIJ.6

8 18:/~:/~b~--;:;;~~;,iiA
E bisogna dire chiaro e tornio che i prodotti che oggi
escono dai comuni di Seveso, Meda, Desio e Cesano
Maderno sono prodotti sani e sicuri esattamente come
quelli prvenienti da qualsiasi altra zona d'Italia.

N os socits affilies

UNE FILIALE
PAS COMME LES AUTRES:

POellarelazione st atrerma ~r-a


l'altro che il decorticamento e
la rimozione del terreno inquinato nella zona "B" avr come conseguenza l'annullamento della
stessa zona "B", la cui area si
aggiunger alla zona di rispetto.
Il decorticamento e la rimozione
del terreno nella parte meridionale della zona "A" ridurr la
medesima a modeste dimensioni

li.

ICMESA

lO e

GI nelle due sedute del 2


e del 24 agosto, ha detto la
compagna Laura Conti, il
Consiglio si era impegnato a
promuovere misure immediate di intervento che la Giunta non ha per in queste
settimane portato a termine.
I

lIl1i ~~...., g /10

1~6

Miti, riti e detriti


di Parco Lambro
A Parco Lambro mi sono smontato la testa.
Come tanti. Ripetere questo smontaggio per iscritto non facile, anche perch ho ancora
tutti i pezzi in giro. D'altra parte pare indispensabile di fronte a un fatto su cui molti
hanno tratto conclusioni e pochi aperture.
E provenendo ogni apertura da uno smantellamento comincio col dire cosa ho personalmente smantellato grazie al Lambro.
IMITI

prospettiva? Da quando la sinistra di classe


ha scelto come nodo della sua pratica (non diciamo strategia) la realt sociologica del proletariato giovanile, ecco che il termine ha acquistato valore d'indicazione di classe e le sue
azioni coincidenza con la lotta di classe. Sono
ora mi ben pi di dieci anni che sono/siamo
tutti 11 a cercare la nuova classe operaia o
meglio il nuovo soggetto storico che la rappresenti. Ecco allora che rispetto alle varie fasi
dello sviluppo della classe, una sua frazione di
volta in volta elevata a rappresentante generale: ieri l'operaio-massa, poi i giovani operai,
infine il proletariato giovanile, strato sociale
diffuso vivo nel quartiere, spugna delle contraddizioni e di comportamenti anti-istituzionali. Dunque: primo gradino l'individuazione di uno strato interno alla classe che in una
fase la rappresenti o perlomeno ne rappresenti
i contenuti pi avanzati. Secondo gradino ,
con la concentrazione della pratica politica e
degli sforzi organizzativi sullo strato pi avanzato, la definizione della classe attraverso la
sua rappresentanza avanzata. Di qui all'identificazione dello strato con la classe, il passo
breve, anzi spesso spinto anche pi in l fino
all' iden tific azione dell' avanguardia -che- ra ppresenta-lo-strato-che-rappresenta-Ia-classe,
con la
classe stessa: cio il nucleo proletario armato
alla fine gli operai.
Ma c' di pi: al termine settoriale cos isolato si attribuiscono i valori che sono propri della classe nel suo insieme e cio: di avere un'omogeneit interna che pu esprimere un'omogeneit di comportamenti quindi una direzione
unitaria e perlomeno nazionale, una rappresentanza organizzata. Bene o male, anche in
Re Nudo, anche nell'ideologia del grande raduno annuale del proletariato giovanile, c'era e
c' dietro questo schema logico o meglio ideologico. C' bisogno di questo schema senn en-'
trerebbe in crisi la politica e l'organizzazione: se la gente non riferita alla classe va
a farsi benedire qualsiasi discorso organizzativo

a} Proletariato giovanile
Se c' una cosa certa dopo il Lambro,

che
questo termine non ha senso. Attenzione: non
che non abbia senso di per s, non ha senso
rispetto ai contenuti e alle prospettive che vi si
supponevano inclusi. Ora: persino i radicali si
accorgono dell'inconsistenza del termine (cfr.
Prova radicale n.' 2), per nel contesto dello
stesso articolo propongono come concetto sostitutivo quello di incazzati di tutti i tipi, di tutte
le situazioni, di tutte le classi. Il che vuol dire
sostituire a un concetto impreciso, un altro anche pi generico: gli ncazzati. Incazzati di
ruolo, si suppone. Forse quelli che la mattina
si' svegliano male, o quelli che quando gli accarezzi una spalla da dietro estraggono la Colt, si
voltano e ti riducono un colabrodo (tipo Tex).
Sempre i radicali, pi avanti, in un altro articolo, provano a definire meglio questi incazzati-: omosessuali, femministe e proletari a
caccia di polli. Rieccoci da capo: riecco il
proletariato giovanile. Allora? No. Se dobbiamo smontare un concetto, smontiamolo seriamente.
Anzitutto: come mai un concetto funzionale
che all'inizio voleva solo dare un vago quadro
sociologico (grosso modo: :i figli degli operai o
i giovani operai senza lavoro o a lavoro precario) diventato nell'uso della sinistra rivoluzionaria (soprattutto di Lotta Continua e dell'Autonomia Operaia) un punto di riferimento
politico, una indicazione di sviluppo e di

-F
i

'perch la classe si organizza (esprime o subi-

Proviamo invece nella storia di questi dieci ansce organizzazione), ma la gente non detto. ni di ricerca del nuovo Soggetto, a individuare
Ecco allora che tutti i comportamenti devono un cammino opposto, inverso: n.on quello delessere riferiti alla classe. Ci casca anche il Ma- l'a re azione rivoluzionaria della classe attorrio Mieli che (sempre su Prova Radicale) seri- no al suo strato pl avanzato e a a sua semve: forse il proletariato, la classe rivoluziona- pre attesa rappresen ania, ma qutlodeltrdiria sono le donne e gli omosessuali; in Italia s8re~e_Wllo":Sfi1.ln'i.~I.:J..!Th:
c~ss
traalmeno non vedo altro, non credo che i maschi ~erSo."~~!!!!l_m!:~g!.l!.~~i_}ll
'~h_. ~~ni
siano rivoluzionari, e sento contrario alla mia rappresentanza. Proviamo insomma a nleggere
libert qualsiasi azione compiuta dai maschi, iiiii-sforfadiversa
della classe e delle sue figuanche se mi rendo conto che come appartenenre: l'operaio-massa non , in questo quadro, il
te al sesso maschile posso ancora essere molto soggetto che sostituendosi all'operaio professiocontrorivoluzionario nei confronti delle donne. ~afle e. all~ ar~stolcr~zie ~peradiemlluta il segno
n ormista in rrvo uzionano e
a a c lasse una
Qui appare chiara anche la gerarchia degli' nuova unit. L'omogeneit del lavoro, la ris~rati rivoluzionari che impli~ita. dentro ogni petitivit, le grandi aggregazioni d'uomini, la
tncerca del nuovo Soggetto: 11 Pi Oppresso fine della qualit, sono sl caratteristiche d'udi Tutti, il Cristncroce di turno. Secondo que- na nuova figura operaia, ma di una figura opestIogica il nuovo Soggetto sarebbe probabil- raia ormai assimilata totalmente al ciclo. Il rimente una vecchia ex-operaia negra schizofre- fiuto del lavoro non sta dentro queste carattenica e omosessuale. Nel riferire alla classe tutti ristiche ma oltre: appunto la posizione del
i comportamenti anti-istituzionali anche Re Soggetto. Da questo punto in poi il cammino
Nudo non stato da meno, a partire dalla del Soggetto non affatto nella direzione di ustessa impostazione del giornale (e so quel che na pi marcata aderenza al ciclo di una sua
dico avendovi non poco contribuito). Un'e- internit che dovrebbe alla fine' riassumerlo
spressione sintetica abbastanza chi~ra stata (rovesciato) in s, ma invece nella sua proqu:lla usata da Romano Madera in un noto gressiva esternit al ciclo, oltre il lavoro, oltre
articolo: ~a classe. sfuma ~e non fum~. Con la produzione, oltre la merce. Appunto verso il
questo egh ~ro~abllmente intendeva d~re, nel Soggetto. Ecco allora la banalit, tanto banale
co~testo dell articolo, che era necessario p~o- quanto vera: e ~ il Soggetto fosse pro rio il
pno che la classe s!umasse, ma la frase .d~ce soggetto, il s, la perso,!.tJ..? ------invece l'opposto e cio che fumare attivit
~
-~ ..
che contribuisce a rinsaldare la classe come u- La classe in quanto tale, l'omogeneit-lavoro
nit rivoluzionaria. E dato che per Madera uguale, non cerca una nuova rappresentanza,
fumare soprattutto capire e ragionare, n la produce: la sua rappresentanza istituziosi potrebbe dire anche che l'attivit razionale nale, unitaria e nazionale, espressa dal suo es(anche se intesa come sana pratica corporea) sere classe,
il Partito Operaio che diventa
alla fine il Soggetto rivoluzionario. Il che ha Stato Operaio. Qui, in Italia, il PCI. La classe
anche una sua parte di verit (assai parziale) che si nega in quanto classe Soggetto, l',opepurch non sia nuovamente riferito alla fanto- raio che si ne a come o eraio ersona. Ecco
matica classe che alla fine coinciderebbe (0- a ora perc
il proletariato Giovanile. E'
perazione non nuova) con lo SPIRITO Asso- nell'ultimo gradino della sua marginalizzazione
luto (o anche la Materia che pensa Se Stes- rispetto alla macchina che l'operaio trova la
sa-).
sua figura lacerata tra la classe e la persona. Il
.
.
..
. . termine p'rol~J3,ria.to_.giQYanile
esprime questa
DI qui anche non. poche frustrazioni pe~ chi ~l aI!!.!JJyal~tg~di. d~!ezi(mi" questa ambigJif'"oa
recasse .a un. festI~al pop 'p~r vedere dietro 11 \u~a parte ~n t~rry~n~ proletaria to) he ,riproletanato giovanile ~o Spinto d~l.Mondo, an- .mnda alla collocazonenel ciclo, dall'altr~,!In
che perch sono secoli che lo Spinto del Mon- trniine (<<giovanile)che rimanda alla realt
do non si conc~~tra pi in un punto s.olo. (~p- de"corpo.'
,
pure un noto idiota se ne usci dopo 11 festIval
,
con questo commento: La gente sentiva l'as- Il superamento dell'ambiguit un problema pi
senza di una Weltanschauung, al che un pro- ampio di quello dell'abolizione del termine che
letario giovanile ha aggiunto: SI vero, anche nella sua imprecisione in realt quanto di pi
Alan Stivell e gli Steeleye Span li avevano pro- preciso ci sia. Il superamento dell'ambiguit
messi e invece non c'erano-).
pu avvenire in opposte direzioni: l'assorbi-

C!rl~

mento del secondo termine nel primo (del corpo nel ciclo: tentativo estremamente trasparente per esempio attraverso la cosidetta pornografia cio sessualit-lavoro, ripetitivit-efficienza-produttivit-scomposizione
dell'atto sessuale), o l'assorbimento del primo nel secondo
che poi il problema stesso della rivoluzione:
la negazione della classe, della societ delle
classi (capovolgimento del valore in uso, emergenza del soggetto di contro all'oggetto, della
diversit-individualit
concreta rispetto all'omogeneit-universalit astratta) ..

ideologica che si esprime in riti collettivi (felicit per il governo delle sinistre, girotondi nudi, potere a chi lavora gridato tutti assieme
per non far piovere, grandi raduni allietati da
tarantelle e chiavi inglesi nascoste sotto le camicie nel caso che qualche sconsiderato non
fosse felice e si bucasse). Questa Felicit, che
anche divertente per chi vi partecipa,
l'ultima
mascherata della religione: infatti pi vicina
al corpo che non la politica, proprio perch
vuol essere la mediazione tra il corpo e la politica, la custode dell'ambiguit: Con l'inevitabiMa dentro questa seconda prospettiva il pro- lit dell' evasione dal personale. Se infatti si
blema 'la ricerca, l'allargamento dell'area del- rimanesse nell'ambito della persona, la felicit
la coscienza, la comunicazione (per usare un non potrebbe mai essere un obbiettivo, dato
termine vecchio, la cultura), non l'organizza- che non si tratta d'altro che d'uno stato partizione, l' allargamen to dell' area dell' au tonomia colare e temporaneo che esiste solo in quanto
ne esistono degli altri che hanno lo stesso idenorganizzata, la istituzionalit specularmente
opposta quanto uguale (cio la politica). Il che tico valore euristico, ivi compreso il dolore. Sul
non vuol dire negare la dialettica tra i due e- piano generale invece, la felicit richiede una
stremi della questione, ma vuol dire riconosce- sua definizione: non pi una condizione emore che si tratta d'una dialettica delle opposizio- tiva, il rivestimento di un contenuto preciso
ni, d'una dialettica scontro, e non pu trattarsi di cui tracciare i confini. E i confini li traccia
d'una dialettica della ricomposizione, dell'unit l'organizzazione: l'organizzazione (previa asgiusto essere felici
degli opposti. Questa seconda dialettica pro- semblea) che decide se
prio quella della perpetuazione (con il so- spiando una donna che piscia (no non giusto,
gno/ delirio dell' organizzazione) delle ambiguit non femminista, non si deve fare), se giusto
essere felici battendo le mani alI together (si
non solo terminologiche.
giusto perch cosl si partecipa),

Si tracciano le condizioni della felicit, il si


pu fare e il non si pu fare. Ma il problema
che si dovrebbe porre : perch sono felice a
fare questo o quest'altro, il che significa:
sentirsi, dove le considerazioni oggettive avvengono dentro un piano di conoscenza-ricerca
dei limiti e delle possibilit d'espansione del
personale. Porre invece, al contrario, la felicit
come obbiettivo e soluzione del personale (invece che come oggetto d'indagine) porta all'individuazione delle condizioni medie possibili e
augurabili di felicit ora e in questo luogo
stante che la felicit un dovere perch sei 11
per quello: ecco che allora la felicit collettiva si manifesta come assoluta impotenza personale e totale paranoia quando si fuori dal
rito collettivo. Il rito collettivo con il suo universo chiuso di regole, valide per chi vi partecipa, la Felicit: il reciproco riconoscersi co-:
me identici, uguali agli altri. La diversit-individualit, la non partecipazione o il non gradimento del rito collettivo, diventa cos tout
court: emarginazione, solitudine, impotenza.

b) Felicit
Altra questione rimbalzata da Parco Lambro:
il vero obbiettivo sarebbe la felicit, il problema giovanile starebbe tutto qui: Felicit. La
suddetta felicit sarebbe poi divisa in due rami: a) occupazione; b) stare bene insieme
(screativit). In termini antichi: panem et circenses. E' uno dei casi non rari in cui la sinistra destra: tra panern et circenses e ora et
labora c' solo una piccola differenza di ottica. Tant' vero che Comunione e Liberazione
ha avuto parole di grande comprensione per
l'esigenza di felicit che emergeva (ecerto in
forme paradossali) da Parco Lambro. E Comunione e Liberazione (C.L.) l'immagine
specularmente
opposta di Lotta Continua
(L.C.).

Questa della Felicit la colomba o la cornacchia estratta dal cappello a cilindro di chi pensa si debba continuare sulla strada dell'ambiguit, l'unica strada che conservi qualche aiuola di parcheggio alle organizzazioni rivoluzionarie. La Felicit infatti, nonostante per origine sia un termine proprio del personale qui Nessuna salvezza fuori della Chiesa. Invece
assimilata al politico e diventa quindi felicit d'essere la soluzione all' emarginazione, la

Felicit come obbiettivo generale, politico, la


rafforza e la ricrea"
I RITI
I riti, manco a dirlo, sono riti di merce. E lo
dico senza scandalizzarmi. Chi si scandalizza
di solito prorpio chi prepara il rito perch la
merce vi sia presente, ma sfuggente, vi sia esorcizzata.
Ma per chi ha presente che la merce esiste,
non la merce a costituire fonte d'irritazione,
casomai il rito che vorrebbe all'apparenza
cancellarla mentre la consacra. La merce del
caso non infatti il pacchetto di Muratti o la
presenza del divo x, o il mero prezzo del panino. La merce il rapporto di merce:
merce-ideologia (la politica),
merce-cultura
(la musica),
merce-s'oggetto (il palco). Vediamola attraverso alcuni suoi momenti simbolici
al Lambro;
a) la merce-politica anzitutto: si presenta all'ingresso del prato come striscione-stand, libri
riviste panini, tutti rigorosamente di sinistra e
rossi ma perlopi divisi per gruppo. Fenomenicamente uniti nell'immagine: uno stand vale
l'altro. La gente accetta il rapporto, compra il
panino. Ma troppo caro. Il divario tra valore
di mercato e prezzo imposto
troppo. Esplode
la contraddizione
del prezzo politico: il
prezzo politico di solito tende a smussare il
carattere di merce perch la presenta come
servizio, come oggetto d'uso e non di lucro.
Poi tutti sanno che dentro v' ugualmente contenuto quello che metaforicamente si chiama il
giusto profitto (c' un profitto giusto-f),
per psicologicamente si preferisce prescinderne. Qui invece il prezzo politico mostra la
politica con un volto diverso: quello parassitario, quello che si paga sul mangiare, anzi sull'avanzo del mangiare. Per di pi la cosa aggravata dalla gestione clientelare degli stand:
chi del gruppo o simpatizza col gruppo viene
gratificato col panino migliore, chi esterno si
prende la merda. Qualcuno di fronte a tanta
realt si incazza: Compagni se voglio sottoscrivere, sottoscrivo, ma se voglio un panino
non potete aggiungerei il prezzo della sottoscrizione. Rivendicazione giusta. Rivoluzionaria?
No. Siamo sempre dentro il giusto prezzo, il
giusto profitto, la giusta merce. Meno clientele,
insomma, e poi non
il motivo per cui siamo
tutti uniti contro la D.C.? Qui con giusto profitto molti intendono nient'altro che il ma

scheramento politico della merce, lo Stato


Operaio che sul valore continua a vivere, per
lo chiama servizio. Viene il dubbio che i pi
lucidi siano gli altri, i parassiti. Ecco infatti uno che dice testualmente: ce la prendiamo
perch i prezzi degli stand sono troppo alti, ma
compagni non dimentichiamo che questi soldi
diventano volantini, manifesti, organizzazione,
lotta di classe. Applausi. Mai frase fu pi ben
detta: i soldi diventano volantini, manifesti, lotta
di classe.
Potenza dell'equivalente generale I x sterline =
20 libbre di tela = 1 Bibbia (diceva Marx) =
400 volantini = Xn lotta di classe) si pu aggiungere). Insomma: la~s>I~!!~B:~)_.~_.,Q~~l1ttJ1JI
ciclo. La politica
merce di scambio. La politiCa s paga su avoro~w"C1i17oiTbb~e
nascondere il fatto e fare lo stand benefico, pagato
con le sottoscrizioni di qualche miliardario democratico conseguente (cio: uno che paga per
nascondere a s e agli altri la natura di merce
dei rapporti sociali), non rivoluzionario:
un
nostalgico d'un rito laburista che s' rotto,
d'un travestimento della merce che
caduto.
La merce c', e si vede. E questa merce
la
Olitica.
L' ullima~a~~Q.era d~l~'p.~li t,~~~,",t_g~.~UiL
..del~l'Autonomia Operaia. La politica qui si presentiCcome'-nfgbnista alla merce, si presenta
come esproprio, negazione apparente del rapporto di merce: non ti pago. Ma questa negazione in quanto prescinde dal carattere specifico della merce (questa o quella, buona o
cattiva) cio dal suo reale godimento nega
proprio il suo lato concreto, d'uso, per affermarne il lato formale, l'astratto valore. La loro
festa sempre rito di merce. Assalto ai polli
e polli in terra o gettati alle masse da qualche palchetto. I pirati amano il doblone perch
sotto il doblone amano il rapporto di pirateria,
il loro ruolo di espropriati-espropriatori,
la loro
immagine allo specchio (di subalternit rovesciata): di qui filibustiere, di l governatore. Si
ria ropriano con la merce, del rapporto or
merce. N.p,n~fugg,2!12._"~._<::lcgl_fl..1t
..dl~~f1Qno
Oe'iifro. La politica qui raggiunge allora il massimo terreno di mistificazione, trasferisce la
persona totalmente dentro il rito della merce
(la persona, se un panino fa schifo o pi semplicemente se non gli va, non lo tocca anche se
gratis, mentre il .miltante se ne appropria
anche quando non ha fame perch ci che serve, di cui h~.J~m~.,_.n.Q1L.tjlJ!.~.!l1!!Q,_~a_..J.l
r'apporto -cf C merce amato-odiato he il panino
s=I>Isogl'aCOirt'ra ttare-if'
(letta

eiE:~m)-:-

prezzo

merce oppure appropriarsene,


un problema
della classe, una variante dentro il ciclo (non
in s pi rivoluzionaria o pi cosciente l'una
cosa o l'altra). Il problema della persona e della coscienza rivoluzionaria, quella cio che capovolge l'ordine di cose esistente, la ricezione
dell'oggetto, cio la sua e la mia qualit che
entrano in rapporto e come in questo rapporto
posso far diventare la merce-cibo semplicemente cibo (gusto, nutrimento, piacere, non rapporto di classe) e la merce-politica semplicemente liberi rapporti umani (non pantomima
speculare del rapporto di sfruttamento). La
merce l, non bisogna averne paura, n esorcizzarla anche perch ci conviviamo: bisogna
frequentarla, amarla e assumerla ma non come
valore bensl come uso, ricezione, stimolo, godimento, come insomma qualit, cio oggetto
che si fa soggetto, natura che si fa coscienza. La merce (l'ha detto Marx) esce dal ciclo
quando uno la mangia, la consuma, la usa,
quando ridiventa cosa buona o cattiva. Il rito-politica non pu pi permettersi di nascondere questa realt, anche questa ambiguit al
Lambro stata rivelata.
b) la merce-cultura in un Festival-pop vive
principalmente come musica. La polemica contro la musica commerciale vecchia come il
movimento giovanile e anch'essa manifesta lo
stesso pavido tentativo di occultare la realt (in
ci
stata maestra Stampa Alternativa). La
musica, qualsiasi musica, in quanto dentro un
rapporto di scambio.
merce, quindi musica commerciale. Il problema vero : questa
musica o quella musica? Di nuovo, il problema
la sua ricezione, il suo uso. Di solito invece si
contrappone
alla musica commerciale la
musica collettiva, quella che cio ricrea il rito. Musica collettiva spontanea (tamburi battuti in cerchio fino alla noia) o musica cosidetta
di partecipazione. Questa seconda una delle
mistificazioni pi grosse che il movimento
abbia partorito. Quando Elvis Presley a Las
Vegas durante l'esecuzione di Love me tender
scendeva dal palco a baciare le giovani e a farsi
baciare, questa era partecipazione. Partecipazione a un rito, a un'identificazione col divo. Il
trucco di far battere le mani alla gente o di
farli cantare in coro noto alle suore quanto,
sempre in campo musicale a Bing Crosby. In
gergo si dice che una maniera per risolvere:
molti cantanti e gruppi tengono come pezzo finale il pezzo dalla ritmica pi elementare cosl
la gente batte le mani, il pezzo finisce in un
crescendo di applausi, la gente applaude il di-

vo, il divo applaude la gente, abbiamo fatto una bella festa in famiglia e vi regalo pure il
bis. La musica del Lambro io l'ho sentita fino
alla noia, l'ho ascoltata e riascoltata dal vivo e
sui nastri registrati: ore e ore di musica. Un'analisi particolareggiata
richiederebbe un discorso a parte. Sintetizzo e vengo al nocciolo
del suo contenuto rituale. Alla musica si
chiedeva di rappresentare l'unit della gente
del Lambro. Questo gi costituiva una preclusione rispetto all'ascolto: la musica come espressione e comunicazione del gruppo x, come
ricerca personale, partiva gi compressa. Impossibile che neppure si presentasse alla ribalta quella che si prestava alla scomposizione
del pubblico, a ribaltare una contraddizione
tra la gente. E' interessante notare in alcune
prestazioni musicali di livello, quelle per esempio della Taberna Mylaensis, del Canzoniere
del Lazio, di Don Cherry, di Toni Esposito,
come in genere i momenti di maggior successo, individuati dalla quantit e dal calore degli applausi e dei consensi, siano inversamente
proporzionali alla qualit musicale espressa.
Ci sono degli ambiti d'ascolto dove si crea
quella giusta tensione psichica e corporale,
quella comunicazione in cui la persona che
trasmette qualcosa di s dal palco riesce non
solo a esprimersi pienamente, ma a inventare, a comunicare oltre i confini previsti e prefissati, a scoprire se stesso, nuove parti prima
all'oscuro delta propria musica interiore. Ci
sono altre atmosfere, e questo era il Lambro,
dove chiarissimo a tutti i muscisti era il fatto
che ogni liberazione del personale sarebbe stata
confusa con egotismo e quindi s'aveva da ricorrere ai trucchi del mestiere, al pezzo facile e di
sicuro effetto, al gioco di bottega, cio alle risorse del lavoro. Di nuovo: la merce. Ogni tentativo di sortita verso dimensioni sonore pi
godibili in un rapporto di persone, rilassate, emotive, aperte, era bollato da indifferenza o da
caduta di tensione; mentre ogni ripiegamento
sulla partecipazione furba, sulla presentazione politica, sulla ritmica semplice, sull'effettismo, sulla meccanica professionale, sul rito
collettivo suscitato dal solito atto magico sempre uguale a se stesso, era invece coronato dall'applauso, dal successo e quindi a sua volta ripagato in merce (dischi).
Ma c' un livello anche pi profondo: da un
paio d'anni a questa parte c' stata in Italia
a livello musicale, pilotata dai festival pop, una
grossa ripresa della ritmica: ritmica chiama corpo, corpo chiama sesso. La cosa dovrebbe essere

positiva. Senonch la matrice originale di tutto


ci nasconde un'ambivalenza:
c' ritmica e
ritmica, c' quella del corpo e c' quella del lavoro. La musica primitiva dove il lavoro creativo ed legato al ciclo della sessualit, nasconde questa ambiguit. Ma la musica del
nostro tempo non pu pi celarla. Nella stessa
ritmica africana e orientale d'altronde, il ritmo
non mero battimento, pulsione, ma un vero
e proprio linguaggio, esprime significati, comportamenti, contenuti umani. La nostra musica, soprattutto quella italiana di ascendenza
contadina, esprime talvolta attraverso suoni 0nomatopeici questi significati (soprattutto allusioni erotiche), ma pi spesso rimanda a una
significazione di fondo che appunto il lavoro,
la scansione del ritmo di lavoro. Il rituale collettivo in questo caso scandito da un gesto ripetitivo e uguale trasmesso da lavoratore a lavoratore. Ci si identifica in quanto lavoratori.
Questa musica del lavoro inutile nascondere
che
stata la matrice della musica della sinistra italiana. L'altra matrice anch'essa d'origine popolare la marcia, anch' essa a ritmo
costante, deciso e scandito, gesti ripetitivi e uguali, cio la musica marziale, che non solo
musica dell'esercito, ma anche musica di lotta. Infine la musica da chiesa, corale, rituale,
impostata anch'essa su un ritmo costante, su
fasi semplici e ripetitive, slogan. Appare gi una differenza sostanziale dalla ritmica africana,
orientale e, in parte, afro-americana: qui proprio per un richiamo corporeo e / o colto pi
marcato, le varianti ritmiche si sovrappongono
e/o trasmutano le une nelle altre. Invece nella
nostra ritmica, le varianti tendono ad appiattirsi su un unico disegno battente sempre uguale a se stesso e perci tanto pi coinvolgente. Ma si tratta di coinvolgimento da lavoro,
da milizia (anche in servizio d'ordine), o da religione-ideologia (slogan ritmato, domanda-risposta. rito simbolico).
Se la musica deve esprimere l'unit politica del
proletariato giovanile, ovvio che essa deve negarsi come musica e ridursi a suono del ciclo:
lavoro, militanza e fede. Nello stesso tempo la
musica esprime in termini astratti, mediati, ma
pi vicini al corpo, questi tre capisaldi della
coscienza di classe e quindi a differenza della
politica si presta meno alle rilevazione della
contraddizione. E infatti al Lambro se la contraddizione della politica si espressa, quella
della cultura-musica non si espressa o si espressa in termini vecchi identificando cio come merce solo la musica che non tracciava le-

game esplicito con lavoro-militanza-fede, l'altra


invece era musica nostra, era partecipazione: eppure si trattava spesso d'una partecipazione allo stesso rito politico di merce che s'era
in qualche modo smascherato. Qui, nella musica, l'ambivalenza
ancora da mostrare, pu
ancora trattarsi d'un terreno d'apparente unit. Il che per chi fa musica e per chi ama la
musica costituisce un impegno a lottare in direzione della scissione, "dello scioglimento dell'ambiguit, contro il rito del lavoro verso la
comunicazione tra persone. E anche al Lambro qualcuno c' riuscito. E non poco.
c) la merce-soggetto. Se gi passando dalla
politica alla cultura la contraddizione s'ammorbidiva e si celava, qui giunta alle soglie
dell'io, la contraddizione si nascondeva proprio. La pulce nell'orecchio m' venuta dalla
solita banalit fenomenica: la gente avev preso
il palco e si alternava a parlare al microfono.
Parlo io, parlo io, No tocca a me e via a
strapparselo. Vabb, mi dicevo, il solito problema delle code. Poi ognuno si presentava:Sono un compagno di ... , oppure sono un
operaio ... : che noia 'sti biglietti da visita. Poi
compagni di qui, compagni di l. Ma che
bisogno c'... Infine il flash, l'ultima sconcertante osservazione. C'era il microfono, ben due
enormi altoparlanti accesi, da supergruppo, la
gente tutta sotto il palco praticamente a portata di voce naturale. Eppure chi parlava al microfono urlava. La mia stupida domanda interiore era dunque questa.dl microfono un raffinato strumento tecnologico atto ad amplificare le onde sonore: la sua specificit sta insomma nel fatto che permette di parlare a voce
normale e di farsi intendere ugualmente a
grandi distanze. Ma allora perch urlano? Urlare al micorfono un po' come mettersi l'apparecchio acustico quando si ha un ottimo udito, o anche come guardare un elefante con la
lente d'ingrandimento. Eppure no, non cosl.
A livello di espressivit corporale nell'urlo al
microfono s'esprmeI'istnto di potenza, il potere sugli altri. Tutti piccoli Charlot che fanno
Hitler. Allora: avevano preso il palco o erano
stati presi dal palco? Cos' il palco, se non
qualcosa che ti mette sulla testa degli altri, e perch l'ossessione di prenderlo se non per mettersi
sulla testa degli altri?
Questo il gioco del palco. Che anche il gioco del Soggetto. Il Soggetto colui che ha potere, e il potere
un palco. Ma i soggetti
mutano e cambiano, si alternano a urlare al
microfono, il palco resta perch il potere lui.

I-I

La differenza
italiana
Il Soggetto
una Cosa: il palco, e i soggetti L'identit nazionale e popolare. L'individuazioche si definiscono tali solo in virt della di- ne dei caratteri specifici della storia e della
cultura italiana una preoccupazione coltivata
mensione del palco sono soggetti fantasmatici,
sono personaggi in cerca d'autore. E' il palco il oggi in modo particolare dal riformismo e dal
vero Soggetto, l'Autore, quello che ti presta populismo: il loro intento quello di cogliere
voce e atteggiamento e ti trasmette gestualit. rispettivamente l'identit della cultura nazionaAnche qui: il palco, nonostante tutto, unisce. le rispetto ad altre identit nazionali e l'idenE' l'unit rituale che permette l'assemblea per- tit del popolo italiano rispetto alla sua classe
ch parlare in crocchio o a due, a tre, a quat- dirigente. Queste preoccupazioni, per quanto
tro, pare non sia .comuncazione interpersonale comprensibili in un paese che giunto tardi e
verace-: la comunicazione
assemblea e il male all'unit nazionale, e in cui le classi supalco ne
il Soggetto, e il soggetto singolo si bordinate non sono mai riuscite a dare un volto
pensa tale solo quando si toglie dalla sua sog- positivo alla loro rivolta, finiscono per col
., ~elliyit re<al~d~.~e~.rs~~a
.! si pi~strl':~<!.m~.!!- proporre modelli di riconoscimento statici e vegura nel plco, perch la comuncazone non tusti ad un paese che gi da tre secoli ha in
Europa una funzione ed un posto marginali ed
dB:pTsOne personema-a soggettopoIitic~
<<coagulo di potere ~io~r1antear microfono, a arretrati, e ad un popolo le cui rivolte sono
'masse~ -classe- co~pagni, unit indrs'trn:t~'d sempre state sconfitte.
Fatto sta che riformismo e populismo non cer( altri soggetti polticb che anch'essa. nons'espnme in sguardi, sensazioni tattili, parole cano la differenza italiana o la differenza in
chiare o sottintese, ma in urla applausi e fischi Italia, ma soltanto la diversit italiana o la di(o lattine). Ciclo del potere: la polvere e l'alta- versit in Italia, cio una identit da opporre
re, con la polvere che da un momento all'altro ad altre identit, quella di una nazione che ha
ti pu anche finire negli occhi. Altri non urla- una sua via autonoma al socialismo, quella di
vano:
erano 11 a usare un microfono, una un popolo che ha una scala di valori diversa da
struttura casuale perch in quel momento era 11 'quella della sua classe dirigente. Cos l'appello
che si comunicava e comunicavano magari rac- alla specificit italiana finisce col ribadire il
contando di s, com'erano arrivati al parco, provincialismo, la secondariet e la margnalit
cosa gli era successo. Quelli sono scesi dal pal- dell'esperienza italiana in Europa e l'appello
co come ci sono saliti: hanno parlato 11come alla specificit del popolo italiano rispetto ai
altrove. Anche qui, qualcuno c' riuscito. E suoi dirigenti incapaci, disonesti e corrotti ne
non
poco. Che sianv.e.mP-nLpjll_soggetti.a
fa il simbolo del moralismo impotente e velleip~:!~fe_e se11.!pre._~en_o
soggetti politici,_s~m- tario. La proposta di una via nazionale d per
scontato il carattere locale dell'eventuale sociapre pi persone e sel!!Ere meno compa m.
-'-~ ,~"~._~,<.-.- 'Oiiiii!ranco Manfredi lismo italiano e costituisce una garanzia che
niente mai di veramente rivoluzionario accadr
in questo paese; l'esistenza di un popolo onesto
e laborioso d per scontato che esso non si rivolter mai contro la morale e contro il lavoro,
ma forse soltanto contro i dirigenti indegni. La
ricerca di una specificit italiana, condotta dal
riformismo e dal populismo, finisce cos col
proporre la gestione e la prosecuzione indefinita della miseria italiana, proprio perch essa si

lO

interessa delle identit e non delle differenze.


L'universalismo
rivoluzionario.
Viceversa il
gauchisme italiano, che si collega direttamente
al '68, ha avuto a disdegno l'eredit storica e la
tradizione culturale italiana, sia perch ha presupposto l'esistenza di una verit rivoluzionaria
valida in ogni tempo e in ogni luogo, sia perch non ha trovato nella storia culturale e sociale italiana quasi nessuna anticipazione di
quella rivoluzione totale di cui si fatto portavoce. L'esigenza di una rottura della continuit
storica della miseria italiana perci rimasta
astratta e metafisica e, senza connessione con
l'esperienza sociale concreta, tende facilmente
a decadere nell'utopismo o nel volontarismo.
Questo massimalismo astratto ha riprodotto
cos, suo malgrado, alcuni aspetti tipici della
miseria italiana: in primo luogo l'umanismo universalistico, che non sente il bisogno di cercare un'identit specifica nazionale o popolare
solo perch presuppone di conoscere l'identit
assoluta della rivoluzione mondiale; in secondo
luogo la dipendenza provinciale verso le esperienze straniere (in particolare verso la cultura
francese) alle quali viene surrettiziamente attribuita una forza di rottura ed una novit molto
maggiore di quanto realmente abbiano, solo
perch sfugge completamente la loro relazione
con le rispettive tradizioni culturali (per quanto
concerne - ad esempio - la critica dello spettacolo sociale, si ignora completamente la sua
connessione col calvinismo e con Rousseau).
Ben lungi dal fornire una differenza, l'universalismo rivoluzionario corre il rischio di essere
in Italia il continuatore della metafisica, della
identit assoluta.

Essi falliscono nel loro intento fondamentale


per ragioni opposte. La ricerca delle identit
non pu essere condotta da un punto di vista
apologetico, con lo scopo di fornire modelli di
identificazione, ruoli nazionali e popolari, bensi da un punto di vista polemico, come opera
di demistificazione e di liberazione dalle identit in cui la classe dirigente e il popolo si riconoscono. Le identit non sono affatto semplici
e originarie, bens fondamentalmente reattive e
derivate; la mistificazione vi svolge una funzione costitutiva: esse nascondono il loro opposto.
Viceversa un'alternativa tale solo a patto di
essere originale e concreta: nessuna profonda
rottura pu nascere dall'imitazione di un modello estraneo all'esperienza italiana, del quale
si fraintende il significato storico e al quale si
attribuisce stoltamente un valore universale.
Non esistono verit rivoluzionarie da predicare
in Italia: la sola differenza che pu svilupparsi
ed approfondirsi quella che gi presente ed
attiva al di sotto della storia e della cultura italiana.

L'identit culturale della vecchia Italia. L'identit culturale di un paese che non ha generato
n fatto propria alcuna delle grandi rotture
storiche dei tempi moderni, n la riforma religiosa, n la rivoluzione politica, n la rivoluzione sociale, ma che anzi stato profondamente controriformista e controrivoluzionario
.
'
sta ovviamente nell' affermazione pi rigida e
categorica dell'identit, della continuit dell'omogeneit del processo storico .. Questa affermazione assume nella vecchia Italia le forme
della metafisica, dell'umanismo, dello storicismo
e dell' estetismo.
Identit e differenza in Italia. Come il riformismo e il populismo non sono in grado di co- La metafisica, cio l'esclusione di ogni aspetto
gliere le vere identit della cultura e del popolo conflittuale dell'essere e la sua riduzione ad
italiano, cos l'universalismo rivoluzionario non ente e a valore, esprime una costante della sopu prospettare concretamente quella rottura ciet italiana che si sempre illusa di trovare
della continuit storica della miseria italiana nelle forme storiche, contradditorie e problematiche, della famiglia, della chiesa, della mache esso auspica.

11

fia o del partito, il fondamento originario ed


immutabile, garante e dispensatore di ogni bene, la grande madre mediterranea.
L'umanismo, cio l'affermazione di un'essenza
metastorica dell'uomo, non che la prosecuzione moderna della metafisica: ci vero non
solo per l'umanismo retorico, che garantiva 1'0mogeneit del sapere mediante l'oratoria, ma
anche per l'umanismo scientista che pretende
di assicurare tale omogeneit mediante una
concezione piatta e riduttiva del metodo scentifico. Ad entrambi inoltre comune l'apologia
dell' intellettuale come creatore e garante del
consenso sociale, in singolare e rivelativo contrasto con la realt storica della societ italiana, in cui il consenso al potere non stato
quasi mai effettivamente fondato su fattori razionali o intellettuali (sia per la scarsa e tarda
alfabetizzazione, sia per la gracilit dell'opinione pubblica e dello sviluppo capitalistico).
Lo storicismo, cio la visione unitaria e contemplativa della storia, cerca di sottrarre la societ italiana all'alterit dell'avvenire: la sua
funzione fondamentale quella di imporre
l'autorit del passato e di impedire l'esperienza
concreta del movimento storico.
Analogamente Yestetismo bandisce dall'Italia
l'esperienza dell'arte e della letteratura come
alterit e differenza, svilisce, snatura e mistifica l'opposizione artistica, confina in un ambito
del tutto marginale e secondario le rare avveriture umane radicalmente alternative.
Metafisica, umanismo, storicismo ed estetismo
sono gli elementi fondamentali del clima di
moderatismo conformista che caratterizza la
cultura italiana a partire dalla seconda met
del '600.
Ma la miseria intellettuale della vecchia Italia
mai risulta cosi chiaramente come nella commedia della polemica culturale in cui sostenitori ed avversari spacciano la metafisica per ontologia, l'umanismo e lo storicismo per marxismo, l'estetismo per arte e magari anche per avanguardia. All'interno della cultura della vecchia Italia non esiste alcun vero conflitto. I
contrasti storici tra fede e scientismo, tra idealismo e positivismo, tra spiritualismo e materialismo sono pseudo-conflitti suscettibili di infiniti trasformismi. Ci che importante non
che cosa si pensa (lo spirito oppure la natura,
l'idea oppure la materia ... ) ma come lo si pensa (se in modo armonico e conciliativo, o in
modo contradditorio e oppositivo): in Italia,
con qualche rara eccezione, spiritualisti e positivisti, idealisti e materialisti hanno fatto a ga-

ra nel fornire una visione quanto pi possibile omogenea e aconflittuale dell'oggetto della
loro filosofia.
L'identit culturale della nuova Italia. L'identit culturale della nuova Italia si articola sul
modernismo e sulla politicizzazione. Il primo
fornisce una pseudonovit per impedire l'esperienza della vera novit, il secondo uno pseudoconflitto per impedire l'esperienza del vero
conflitto. Entrambi svolgono una funzione fondamentalmente
conservatrice, garantendo la
continuit e l'omogeneit della cultura e della
societ italiana.
Il modernismo una versione mistificata, degradata e ritardataria della modernit e dell' avanguardia europee. Mentre queste segnavano
la fine della filosofia positiva, dell' arte e della
letteratura, il modernismo trae dalle loro spoglie frammenti e spunti per restaurare queste
categorie, attribuendo loro una dimensione
metastorica. Spacciando la modernit per la
nuova scienza umana e l'avanguardia per una
nuova arte e per una nuova letteratura, il modernismo nega il loro significato storico rvohrzionario proprio nel momento in cui si maschera dietro le loro salme.
Analogamente la politicizzazione una versione mistificata, degradata e rinunciataria della
politica, a cui l'Italia diede in tempi remoti un
contributo fondamentale. Mentre la politica
implica la conoscenza lucida, concreta e spregiudicata dei mezzi per ottenere il potere, la poIitiizzazione fonda il suo potere proprio sulla
dissimulazione dell'incompatibilit
tra politica
e morale: la prima consiste nella scoperta dell'estraneit reciproca del potere e dell'ideale, la
seconda si risolve nella propaganda di pretesi
ideali politici. Mentre la politica cerca di
raggiungere la massima efficacia col minimo
sforzo, la politicizzazione al contrario compie il
massimo sforzo per impedire ogni efficacia; la
prima usa la parola come un'arma, la seconda
riduce tutte le armi a parole; la prima apre solo quei conflitti che pu vincere, la seconda solo quei conflitti che pu ricomporre.
Tanto il modernismo che la politicizzazione
svolgono un compito .che va molto al di l della
mistificazione storica ai danni dell'avanguardia
e della politica. La vera novit che il modernismo occulta non soltanto la vecchia novit
dell'avanguardia,
ma soprattutto la nuova
novit della differenza. Cosi il vero conflitto
che la politicizzazione occulta non soltanto il
vecchio conflitto tra politica e morale, ma soprattutto il nuovo conflitto molto pi radicale

12

tra l'identit sociale e la proletarizzazione.


La massima aurea del modernismo cambiare
qualcosa per non cambiare nulla; quella della
politicizzazione: i conflitti che appaiono non
devono mai essere reali; i conflitti reali non devono mai apparire.

fitta. L'alfabetizzazione e la laicizzazione dell'Italia non stata opera dell'illuminismo ma


del positvismo, che ha sostituito una met~fisica. CO? un'altr~, il dogma religioso col dogma
scentsta, Il dialogo, inteso come ricerca collettiva della verit (e non come messa in scena
d.i una disp~t.a~ n~n ha .mai avuto in Italia spaL'identit popolare della vecchia Italia. L'iden~IO
e possibilit di realizzazione (anche perch
tit popolare della vecchia Italia il nichiliIl
~hassldlsmo
ebraico non ha mai esercitato
smo, cio la negazione di tutte le identit culun'influenza
apprezzabile):
in Italia non si diaturali e l'affermazione della loro equivalenza,
la negazione della possibilit di una rottura del loga,. ma s.i recita .. Infine la critica implica una
processo storico e l'affermazione dell' eterno ri- conslderazlon~ s~~la del proprio oggetto, che
estranea al nichilismo: in Italia non si critica
torno dello stesso. Esso insieme il presuppoma si smaschera.
'
sto e la verit ultima di tutte le identit cultuA
.
~iff~renza
dell'identit
culturale
che
resta
rali italiane, vecchie e nuove: metafisica, umanismo, storicismo, estetismo, modernismo e pngionrera della sua natura reattiva e risentita
e. non suscettibile di oltrepassamento l'idenpoliticizzazione nascono dal nichilismo, perch
la loro essenza consiste proprio nello sforzo di tt popolare italiana presenta un du~lice aspetto: per un verso essa svela le mistificazioni
apparire il contrario di questo e - a differenza
della c1!ltur~ vecchia e nuova, mostrandone la
delle imposture di altri paesi, cui accade talora
sostanziale
mpostura, per un altro ribadisce
di capovolgersi in fede - finiscono nel nichilismo, pe ch nella vecchia Italia nessuno tan- come quella l'impossibilit di un cambiamento
to stolt J da affrontare il pericolo di passare per radicale, di una rottura, di una differenza. Essa quindi nello stesso tempo la denuncia del
una persona seria fino in fondo.
carattere
fasullo delle novit culturali e la riIl nichilismo italiano, riducendo tutti i contranunzia a.d .u~a vera novit, la scoperta del casti a pseudoconflitti e degradando sistematicarattere
fIttIZIO delle opposizioni culturali e la
mente ogni opposizione a identit, mette in lusanzione
dell'impossibilit di una opposizione
ce la comicit sostanziale della vita culturale imaggiore.
Essa perci insieme la premessa di
taliana e fa della commedia dell'arte la pi
profonda espressione nazionale-popolare
del un' esperienza e di un pensiero della differenza
nostro paese. Esso spiega la marginalit della e il suo maggiore ostacolo, la liquidazione del
dimensione tragica nella nostra cultura e l'as- passato e il suo permanere come unico orizzonsenza del concetto di seriet nella nostra filo- te possibile, la denuncia della solidariet delsofia: non a caso del resto 1'1talia ha individua- 'l'inganno perpetrato dalla cultura e la rasseto il suo poema nazionale in una Commedia, la gnazione nei confronti di questa complicit.
quale - a scanso di sorprese - si svolge addi- Il .fatto che il nichilismo proprio perch costirittura nell'aldil, e rappresenta cosi una mira- tuisce la base occulta della cultura italiana (e
la sosta~za con~ivide con questa il presuppobile sintesi di metafisica e di nichilismo.
sto dell universalismo astratto e metastorico e
Pulcinella il simbolo dell'identit popolare
pretende
di formulare verit universalmente
della vecchia Italia: esso la maschera, la cui
valide
~nche
se meramente negative; perci pur
identit consiste nella mancanza di identit,
denunciando
l'inganno, la mistificazione l'imnella capacit di assumere, a seconda delle circostanze e dei tempi, i ruoli pi diversi, nella broglio, non riesce a cogliere la differenza la
tendenza a moltiplicarsi in una folla di Pulci- rottura, l'opposizione che sono storiche e connella alternativamente in accordo e in conflitto crete. Il nichilismo conosce la verit sulla cultra loro. Questa suprema incarnazione di un tu~a, ma ignora. la verit su se stesso: la propria natura storica, concreta, nazionale-poponichilismo ormai secolare, il tipo fondamenlare.
tale su cui si costruisce e a cui ritorna l'identit
culturale italiana vecchia e nuova.
Poich il nichilismo la liquidazione di tutte le
La pretesa dell'illuminismo di conferire una i- identit mediante lo svelamento della loro edentit stabile alla plebe nichilista, di trasfor- quivalenza, nessuna nuova identit (di tipo illumare l'inafferrabile Pulcinella in un ragionevo- ministico o di tipo dialettico) pi proponibile in
le Pierrot, di creare il consenso rivoluzionario
Italia: qui, prima che in qualsiasi altro paese, imediante la lettura, il dialogo e la critica, ha dentit diventato sinonimo di impostura. In ci
sempre conosciuto in Italia una completa scon- consiste l'importanza mondiale dell'esperienza i-

13

taliana dal '600 ad oggi e il suo significato anticipa torio nella storia universale.
Il nichilismo costituisce perci un passaggio
obbligato per giungere in Italia all'esperienza
della rottura storica, in primo luogo perch esso per primo si posto paradossalmente - sia
pure in modo ancora metafisico e universalistico - come privo d'identit, in secondo luogo
perch esso solo, essendo il vero carattere nazionale-popolare della nostra storia, possiede
quella concretezza senza la quale nessuna differenza possibile.
Il grande sogno italiano. La morte di Dio in
Italia il grande evento che la riforma protestante comunica a tutta Europa: la controriforma cattolica appunto la rimozione di questa
comunicazione che mina dall'interno i fondamenti della fede cattolica.
La difesa assume vari aspetti, che vanno dalla
creazione di formazioni sostitutive (la cosiddetta riforma cattolica) all'emergere di formazioni
reattive (la repressione violenta dell'eresia). Tra
le une e le altre prende forma una grandiosa
formazione di compromesso, che cerca da un
lato di ottenere il consenso della comunit invece di terrorizzarla, offrendole esperienze del
meraviglioso e spettacoli seducenti che l'estetismo limita alla sola classe dirigente, dall'altro
a differenza dell'ascetismo intransigente che animava i riformatori protestanti e cattolici,
mette la vanit e l'apparenza al servizio di mi
Dio, della cui morte si inconsciamente certi.
Questa formazione di compromesso sotto l'insegna del piacere il Barocco, il grande sogno
italiano, la prima societ dello spettacolo, il
primo tentativo mondiale di conquistare e
mantenere il potere mediante un condizionamento psichico che si estende a tutta la societ
e che si vale di mezzi di pesuasione che fanno
appello all'immaginazione e all'emotivit. La
societ onirica che il Barocco cerca di creare
mediante i meccanismi di condensazione, spostamento, raffigurazione e simbolizzazione soddisfa in modo mascherato e parziale i desideri
di movimento, di molteplicit, di drammatizzazione figurativa e di uso concreto della vita,
che le societ puramente reazionarie reprimono
completamente. Perci essa sostanzialmente
una societ permissiva e ottimistica che ritiene
di sapere creare compromessi soddisfacenti tra
conflitti irrimediabili e non sacrifica quasi pi
nulla a un Dio in cui non crede.
Il Barocco il grande sogno italiano, anche
perch si dissolve gi nella seconda met del

'600, lasciando il posto a pure formazioni reattive, a identit culturali che condannandolo esteticamente rifiutano soprattutto la sua natura
di compromesso e determinano la miseria italiana, quell'insieme di arretratezza, di meschineria e di dipendenza che caratterizza la cultura e la classe dirigente italiana fino ad oggi.
Nella rinascita contemporanea della societ
dello spettacolo grazie agli strumenti di comunicazione di massa, l'Italia occupa un posto secondario e .subordinato: ci non soltanto per le
carenze dello sviluppo capitalistico, ma anche
per il conservatorismo reazionario della sua
cultura, che deve mascherare il suo nichilismo
fondamentale dietro qualche identit e qualche
valore. Per i suoi precedenti barocchi e per la
sua abitudine alla tendenziost,
l'Italia potrebbe fornire oggi al mondo i migliori tecnici
delle comunicazioni di massa, i migliori giornalisti, pubblicitari e propagandisti; invece gli
intellettuali italiani preferiscono spacciarsi per
politici, professori, studiosi, artisti, filosofi. .. :
essi hanno perduto quella lucidit, quella spregiudicatezza, quella buona coscienza di fronte
alla menzogna che avevano i padri gesuiti creatori e ispiratori del Barocco, e in un mondo in
cui tutti sanno che Dio morto, essi considerano ancora il nichilismo come l'onta segreta da
nascondere in tutti i modi.
La differenza italiana. Il nichilismo l'identit
popolare della vecchia Italia: non esiste invece
un'identit popolare della nuova Italia, perch
essa la fine dell'identit e l'ingresso nell'ambito della differenza. L'Italia entra tardi in
questo ambito rispetto ad altre societ nazionali come quella tedesca o quella francese, ma
vi entra molto meglio, perch la differenza in
Germania resta connessa con la problematica
religiosa e in Francia all'esperienza poetica; in
Italia invece la differenza nasce da una problematica sociale ed acquista perci un significato
immediatamente rivoluzionario che non ha negli altri paesi.
In Germania l'esperienza della differenza
connessa con la Riforma. Per l'ortodossia cattolica l'essere di Dio analogo all'essere delle
creature; per il protestantesimo invece differente ed assolutamente altro. Mentre l'ortodossia cattolica tende a concepire il creato come
una scala che dalla natura sale fino a Dio senza rotture n salti, il protestantesimo sottolinea
la differenza e l'alterit di Dio rispetto alla natura e alla storia.
In Francia l'esperienza della differenza connessa con la nascita della poesia moderna. Il

14

Ilrecinto e
isenza peso

linguaggio poetico pare alla rivolta artistica


differente e assolutamente altro rispetto allinguaggio comune subordinato all'utilit e allo
scambio. L'autonomia della poesia e dell'arte
rispetto alla realt dell'economia e del potere
viene posta nella loro radicale differenza e inutilit.
In Italia dove non c' stata riforma n rivolta
artistica, dove la religione e l'arte sono rimaste
sempre sostanzialmente solidali col potere, solo
l'oltrepassamento del nichilismo pu produrre
l'esperienza della differenza. Di tutte le identit
culturali e popolari solo il nichilismo suscettibile di oltrepassamento, perch l'identit che
nega tutte le identit. E poich il nichilismo
un fenomeno storico-sociale, anche la differenza
sar storico-sociale: esperienza di una proletarizzazione che si rovescia da alienazione in opposizione eccessiva (!le).
Mario Pernio/a

(*) Cfr. Proletarizzazione e differenza, L'Erba Voglio n. 18-19.

Ravenna, campeggio Nuova Generazione


La polizia ha sparato e voi ve ne state qui
Hanno ammazzato un compagno e voi ve ne
state qui
Quelli della FGCI ne hanno sprangati dieci,
per sbaglio anche due dei loro
Dicono che da Milano e da Bologna arrivano i
treni degli autonomi.
La colonia estiva si andava riempiendo di voci
di agguati e di morti: il linguaggio della vigilanza e della mobilitazione voleva scuoterei e
mandarci in trincea; ma tutti eravamo sempre
in un altro posto, sempre in ritardo, eppure li
vicino scoppiava il fuoco. Come essere sul posto? Era tra di noi e per noi che sparavano.
Cos ci spiegavano i compagni extraparlamentari che davano l'impressione di essere sempre
sui posti e di conoscere bene i fatti e di prevedere quello che di li a poco ci aspettava ... ildisegno fin troppo chiaro.
Gli annunci dalla torretta invitavano alla calma, ma la polvere si alzava e bisognava andare. La voce dalla torretta era sempre gentile,
gli appollaiati che avevano annusato la polvere
da sparo invece gridavano. Non credo che siano riusciti a toglierci di dosso il torpore dell'oratorio e del suo recinto. In gruppi ci siamo
vestiti e siamo andati sul posto: le camionette
della polizia giravano e siamo stati scaraventati
dentro i cancelli del festiva1: mani sospette di
droga addosso, vestiti strappati, attraverso triplici servizi d'ordine non sono riuscita ad emozionarmi, ad aver paura, a indignarmi.
Mi pareva sempre di essere dentro un telefilm
per ragazzi, come Rin- Tin- Tin.
Questa distanza funzionava per molti altri: e
quelli che volevano organizzarci e spedirei sui
posti. facevano fatica a tirarci fuori dal video e
a metterei in piedi. Abbiamo tutti sentito dolore per il ragazzo sardo colpito nella pancia ma
i dicitori e gli spiegatori della disgrazia ce lo
allontanavano e ricacciavano lui e noi come

15

dentro lo spazio di una pantomima, di un cartone animato. E cos eravamo poco dentro le
nostre emozioni e la nostra partecipazione.
Lontani dal teleschermo e in un certo modo
forti delle loro paure e della loro indignazione
erano i passanti e i giovani della FGCI e gli
anziani del partito. Non dico che ragionavano
giusto su quello che era successo ma senza
dubbio quegli spari li riguardavao avevano colpito il cuore di ci che gli apparteneva. Loro avevano costruito e stavano alzando argini e
muri, parevano disperati e sentivo che dicevano
adesso fallito.
Mi hanno impressionato alcuni miracoli della
loro organizzazione: la pasta asciutta a duecento lire, i gabinetti sempre puliti e la carta igienica. Quando potevo mi veniva di ringraziarli. Per me era come quando si torna a casa
e si sta un po' con i genitori. Ma i compagni
bestemmiavano per il filo spinato come un lager e avevano sempre fame tanta fame. Anche
questa volta andremo in perdita, diceva una 0peraia del partito che trovava la vacanza a
buon mercato. Fuori dal recinto, accampati
pi in l erano quelli della generazione perduta, i pi pericolosi. Abbiamo avuto quattro
morti diceva uno senza denti che faceva un
po' paura, credevo uno, vai vai comunista
tornate ne dentro al caldo, O.K. ho saputo che
ci stermineranno tutti. Avevamo li a portata di
mano un mare puzzolente e quando eravamo
in libera uscita era come essere a Riccione.
Tanti uomini e pochissime donne. E i cowboys
in slip impacciati sul loro asciugamanino: hai
una sigaretta? E sporco il mare? e era li davanti nero da far impressione. Noi donne ci guardavano, i desideri erano elementari, espliciti.
Tutti cercavano e volevano conoscere incontrare. Le compagne femministe si riunivano nella
zona ombra, e loro in circolo, in piedi senza
fiatare. Le donne vero avevano potere ed erano desiderate e ammirate per come parlavano.
A me dispiaceva che le donne fossero il pilastro
di quel baraccone. Si respirava tanta buona
volont, le dirigenti della FgCI brave e informate. Loro avevano alle spalle le casalinghe, le
proletarie, le tragiche madri dei' maledetti
quartieri. E io? e quelle come me? Li dovevamo solo stare in devozione, tutto quello che noi
in questi anni avevamo capito e fatto non era
comunicabile. So solo che mi sarebbe piaciuto
che le donne disertassero quella grande ondata
di rinnovamento morale. Sarebbe stato un
gran divertimento e una forza spostarmi in autostop con una di loro (e, infatti poi per caso

sulle strade con una avventuriera napoletana


ho ritrovato contentezza e solidariet profonda).
Abbiamo chiesto alla direzione che ci aprissero
le porte del mare di notte: siamo stati accontentati, si poteva stare in spiaggia fino alle
quattro sempre per paura di sbarchi di saraceni. Gruppi di compagni senza compagne accendevano fuochi e tutti insieme cantavano le
canzoni del comunismo. Si sgranavano uno dopo l'altro fino all'esaurimento per poi passare
alla ripetizione i canti della lotta, sul finire
l'ultimo mistero doloroso, un canto femminista,
come una serenata. Ho pensato che qui la solitudine era domestica, e neanche fuori tra i
predoni e i ladri di cavalli potevo immaginare
diverso.
'
Sempre mi veniva in mente il pellegrinaggio in
terra umbra. Laggi fuori dal recinto della politica non si era mai in pace e mai indifferenti.
Una grande ondata minacciosa e inquieta che
solo di sera si componeva davanti all'altare dei
grandi maestri. Anche i ladri e gli assassini
compagni di viaggi e di niente. Abbiamo seguito nel freddo e nella pioggia Sam Rivers
dentro i suoi suoni: a lui era attribuito volto
bellezza continuit. Lui senza di noi tracciava
n percorso, una storia, un'esistenza. Tra di
noi incontri brevi, intese profonde ma subito andare.
Vicino al lago di Tiberiade migliaia di incappucciati hanno atteso che qualcuno camminas- '
se sulle acque. Ogni tanto segnali politici isolati: rutti bestemmie espropriatori che maledicevano.
Impossibile avere in mente una fisionomia certa: la storia di uno sentiva i battiti di quelle
degli altri e sfumava perdeva consistenza. I
corpi le Iaccie i nomi erano coperti da bende e
da cappelli. Tutti parevano cercare i propri parenti l in mezzo ma la vista era annebbiata: in
quel continuo andare la scena era sempre la
stessa. Uno stacco meccanico duro interveniva
a notte alta quando c'era da andare a dormire.
I fratelli si separavano e poteva sembrare che si
consumassero tradimenti; una furia di avere
accanto il proprio gruppo, i fedeli, i fidati. Pareva quasi che quello che durante il giorno si
sgranava fino a ridursi a una superficie di colore, di notte acquistasse consistenza contorno
fisionomia. La resurrezione dei corpi. Ma allora tutto legato al tempo e la notte vince sempre e ci separa ... Ma questi ritrovamenti di
carne e ossa avvenivano sotto luci di fornelli a
gas, erano raduni di sosta, per prendere fiato.

16

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;-: Nel periodo ottobre - gennaio usciranno I primi quattro volumI!

- tn.cd.o

Theodor W. Adorno Minima im oralia. Tutti gli aforismi tralasciati. nell'edizione italiana (Einaudi, 1954). A cura di ianni Carchia,

Collettivo A/Traverso Alice il diavolo. Sulla strada di Majakovskij: testi per una pratica
di comunicazione sovversiva. A cura di Luciano Capelli.
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materialismo oggi.
1. - J. Abrahams L'uomo col magnetofono. Dramma in un atto con grida d'aiuto di uno
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4

SOMMARI DEI NUMERI PRECEDENTI


N. 1, luglio. 1971

Insubordinazione

di classe (Lea Melandri) - Le materie ideologiche (Felice Accame) - Contraddizioni in


seno. aMao. (e.t) - L'apprendista
e il fotoromanzo
(Valentina Degano) - Lettera di alcune sorelle nere
- Nello. spirito. del socialismo? (Sandro Ricci) - Il
deserto. e le fortezze, prima parte (Elvio Fachinelli).
N. 2, settembre

1971

L'uomo IBM (Giovanni Los - Via Tibaldi e il comunismo. (Lea Melandri) - La scuola di Nero. Wo.lfe
e Il buon esempio- - Scassabambini (Elvio Fachinellit
- La scimmia pedagogica (Luisa Muraro Yaiani),
N. 3-4, febbraio. 1972
Se no. dopo come prima (Comitato di agitazione operai, studenti, insegnanti di Cremona) - Assemblee
di notte all'86/41 (Operai della Pirelli Bicocca) - La
bellezza suona il campanello. (Silvana Pacor) - Biancosmog e l'ombretto
sonnifero - I ragazzi selvaggi
(A. Xibilia e C. Nobile) - Antautoritarismo e permissivit (Lea Melandrit - Una pedagogia comunista
(Walter Benjamin) - Appunti da un reparto. psichiatrico (Sandro Ricci).
N. S, aprile 1972
La linea Alfa (Operai dell'Assemblea
Autonoma dell'Alfa Romeo)
Stanotte incendio. al Reichstag
iGiorgio De Maria) - Il deserto. e le fortezze, seconda parte tElvio Fachinellit - Sega la vecchia! (A. AItini, A. Russo e G. M. Sala) - Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello. non Dario Fo? (Paolo Puppa) - E la chiamano. Statalin (MeRi Balboni e Fabrizio Cale/fi).
N. 6, giugno-luglio

1972

L'agire politico: 4 interventi (Luisa Muraro, Circolo


Operaio delle Yallette, Gruppi Volontari di Napoli e
Lea Melandri)
Diario. dell'immaginario.
politico
(E/vio Fachinelli) - Il preside e la balza (Alfredo
Chiappori) - La terra e cento. lire (Centro Studi e
Iniziative di Partinico) - Cuore di pietra (Bruno De
Maria) - Supplemento. pedagogico: La mia patria si
chiama multinazionale (EuRenio Cefis).
N. 7, settembre-ottobre

1972

Dov' Lin Piao? (Elvio Fachinelli) - Ghetto. Q controscuola (Comitato di agitazione di Cremona) - Come
un treno. in discesa (Luisa Murare) - Identikill (T.
Pericoli e E. Pirella) - Piccolo pene, ascolta (Lea
Melandn) - Donne e bambini (Chiara Saraceno) -

Roccocalibrotrentotto
(Alfredo. Chiapporiv
zone della citt di X (Giuliano Scabia).

Fonda-

N. 8-9, novembre 1972 - febbraio. 1973


Aiuti al Vietnam (Elvio Fachinelli) - Ne uccide pi
la depressione che la repressione (Luisa Muraro) Mancato. assalto. al Palazzo di Giustizia - Se colpisci
il morto, non muore ,(N. Garattoni e G. Leonelli) _
Il focoso tra i banchi (L. De Venuto e L. Melandri)
- Il pensiero. a quattro. ruote iGiorgio Radice) - La
comunicazione
un'altra cosa - Mordi e fuggi (G.
Verna e A. Chiappori) - La risata di Kafka.
N. lO, marzo-aprile

1973

La politica separata (Lea Melandr - Le donne invisibili (Luisa Muraro) - Bollettino di uno scontro Il deserto. e le fortezze (terza parte): il paradosso della
ripetizione (Elvio Fachinell -.:. Alal e Alal! (Tullio
Pericoli) - L'imbroglio giornalistico (G. P. Dell'Acqua, V. Cordi, P. Brera, L. Carr) - Mordi e fuggi!
(G. Verna e anonimo),

N. Il, maggio-giugno

1973

L'anima a servizio. (studenti di Padova, L. Muraro,


G. Contri, L. Melandri, E. Fachinelli, G. Jervis, V.
Pagliaro) - Il focoso in tribunale (Marco Ravenna)
- Omosessuali fuori (Corrado Levi) - Travestiti (E/vio Fachinell - Disegni, foto, fotoromanzi (Gabriella, Kabul, Capa, Carmi e Reiser).

N. 12. agosto-settembre 1973


Vedi Napoli e poi muori (Pasquale, G. Fofi, Gruppo
della mensa per bambini proletari di Napoli) - Detti
memorabili di Topogigio - La conoscenza del potere
- Lingua e Klassenkampf (immigrati di Francoforte)
- Norma grammaticale
e norma sociale (Luisa Muraro) - La trasmissione del sapere (Tullio Pericoli) Operai ensurati (Lea Melandri) - Nuovo suicidio. di
Majakowskij (Paolo Puppa),

N. 13-14, ottobre

'73 - gennaio. '74

Le cucine del futuro. (E. Fachinelli, R. Gorgoni, T.


Pericoli e E. Pirella) - Quotidianamente
(Ferruccio
Brugnaro) - La co.rsa del mammut - Autonomi tiratori (Natalino Badoglio e altri soldati di leva) - Il
focoso riabilitato. (Antonio Stasi) - Operai, macchine, sapere (a cura di Lea Melandrit - Un incontro a
Senigallia (R. Ambrogetti,
V. Maone, L. Muraro, S.
Sartoris e U. Ugolini) - Liberare mani, scucire bocche (G. Scabia, P. Puppa e gruppo leccese) - Lingua
e Klassenkampf
(2a parte).

EREIDSBAWM

Padri e figli

l TRIONFO

nell Europa medievale

lillA BORGIISIA 1848/1875

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Chi sono? Da dove vengo?


Da dove vengono tutte l cose?

Dal brefotrofio al manicomio.


Un amaro e struggente
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Dedicato a ragazzi e genitori,


un libro per capire l'evoluzione
dell'uomo e del suo mondo:
una straordinaria avvincente
narrazione alla luce della scoperta
del nostro codice genetico, il DNA.

Raccomando ..quest'opera cos suggestiva


che dipinge vividamente i risultati
delle recenti scoperte che
hanno dato all'uomo una visione
completamente nuova dell'universo e
di se stesso
dalla prefazione di FRANCIS CRICK
premio Nobet per la medicina

ROMANZO

Da medico, Travaini analizza


con lucidit e rigore scientifico
l'insorgere della malattia
nel soggetto Amedeo Valentini.
Ma da scrittore si cala
a esplorare il mondo oscuro
e drammatico che popola
la mente folle dell' Uomo
Amedeo Valentini, che dal grigiore
del brefotrofio fino alla
relegazione in manicomio si porta
appresso un vuoto affettivo
che la causa e il
substrato della sua malattia.
Un romanzo di intensa e
struggente forza poetica, e anche
un drammatico atto d'accusa
contro quell'industria della salute
che si arroga la funzione
di custodire il nostro equilibrio
mentale.
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Come la societ degli adulti
deve riapprendere
ad ascol
tare il bambino di Michele
Zappella. Il recupero dei bam
bini affetti da difficolt
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zionali intervenendo
li dove
essi vivono ed attraverso un
rapporto dialettica con il tera
pista. 2' edizione.
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Salute mentale e nuova assi
stenza di David H. Clark. Pre
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C. Donolo, Oltre il '68. La societ italiana tra mutamento e transizione. - G. Jervis, Il mito dell'antipsichiatria. - F. Rella, Nel nome di
Freud. Il mito dell'Altro. - M. Fraire, Il movimento delle donne: due
passi avanti, uno indietro .. S. Montefoschi, Il mito del femminile. R. Parboni, Una nuova fase dello sviluppo capitalistico. - Discussione
sulla base statistica del Saggio di Sylos Labini: interventi di P. Sylos
Labini, L. D'Agostini, L. Ricolfi .. F. Ciafaloni, Cultura e controllo
operaio. - A. Pitassio, La storiografia marxista in Italia e l'autonomia
operaia.
LIBRI: L'antimarxismo tascabile di D. Settembrini (S. Barbera); Un
mugnaio del Cinquecento (G. Sofri); Le due (o tre) schiavit di B.
Placido (F. Marenco); Celan: estetica del silenzio e silenzio dell'estetica (A. Berardinelli); Poesia e realt nell'ultimo Kundera (G. Raboni); Simili a donne (L. Murato); Terracini anni '30 (m. Flores); I nipotini del Professore (A. d'Orsi).
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borghese (Gambazz - Costruzioni nell'analisi iFreud, con introduzione di Rella) ecc.

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Abbonamento a 6 numeri: L. 7000, da versare sul ccp 5/6261, intestato a La Nuova Italia EdItrice, Firenze.

O. A. Magnaghi, Il territorio nella crisi


1. M. 8. Andreola, G. Cepiteni, P. Laureano, G. Paha" La redistribuzione
multinazionale
delle attivit produttive: verso una nuova geografia
della forza lavoro
2. S. Belforte, E. Merli, P. Morelto, D. Rive, La ristrutturazione del ciclo
Fiat nell'area metropolitana
torinese
3. L. Martini,. S. Perelli, Il ruolo dell'area lombarda nei processi di
nstrutturazrone produttiva
4. A. Pedro//i, Le aree intermedie: il ruolo del settore periferico nei
processi di decentramento produttivi
5. 8. Innocenti, G. Leone/li, Ristrutturazione della fabbrica diffusa: il
casodel distretto di Firenze-Prato-Pistoia
6. A. Ancona, M. Gesueldi, F. Pardi, Il Mezzogiorno: dai poli di sviluppo
alle aree integrate
7. G. Columbu; G. B. Marongiu, La ristrutturazione dell'area di sviluppo
della Sardegnacentrale

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n. 359668

CELUC LIBRI S.r.l.


Via S. Valeria. 5 20123 Milano

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N. 15, febbraio-marzo 1974

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Kissinger, Ezra Pound (K.M.S.) - Infanzia di Zane


(Gianni Celati) - Madre mortifera (Li/lith, E. Fachinelli) - A proposito del femminismo (P. Bonini) Isole, sesso e rivoluzione - La nudit (Antonella
Napp - Il corpo escluso (L'alternative) - Voci di
comuni americani - Il figlio diverso (Davide Bernardi).

N. 16, maggio-giugno 1974

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Diario di militante (Luisa Passerini) - Il contenuto


del socialismo (Cornelius Castoriadis) - La saponetta
di Cleopatra (Aldo Tagliaferri) - Dora, Freud e la
violenza (Lea Melandri) - Anche col legno (conversazione con E. Mari) - Speranze a Milano (Caterina
Guerra).

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N. 17, agosto-settembre 1974


Crisi, potere e impotere.
Il potere travestito - La ricerca dell'oro (Elvio FachiBombe sentimentali (Luisa Muraro) - Pescecanini di san Michele - Economia (Nicola Paniccia) - Spettrografa del potere (Giuseppe Guarino)
- L'atleta immobile - Certo, sempre pi ma anche
sempre (Lea Melandrit - tutti al Festival - Riappropriazione al supermercato (E. Minicozzi e R. Musto).
nelli) -

N. 18/19, ottobre-gennaio 1975


Diabolik e la Morta Vivente - Proletarizzazione e
differenza (Mario Perniola) ~ Contro la (c) astrazione
(Franco Lattanzi) - Pratica dell'inconscio e movimento delle donne (alcune femministe milanesi) - Il
soggetto plurale.

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N. 20, marzo-aprile 1975
Che cosa vuoi dire collettivo?
Sotto la tavola, cagnolini (N. Spinosi) - Centocinquanta, io discuto e lui canta (C. Guerra) - Rumore
e tremore (S. Benvenuto) - L'occhio storto - Il sorriso di Franti (S. Reggian - L'infamia originaria
(L. Melandr - Il buon delatore - Musica in omaggio - Facciamo noi la musica (O. Bertelli, P', Puppa)
- L'occhio moltiplicato (gruppo televisione Brera).

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N. 21, luglio-agosto 1975


Viaggio in Portogallo (Elvio Fachinelli) - L'alleanza
popolo-MFA - Lisnave: programma di controllo operaio.

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N. 22, ottobre-novembre 1975


Corpi e ultra corpi

La produzione della violenza (E. Minicozzi, R. Musto) - Viaggio attraverso la catena di montaggio (M.
Casar - L'incontro di Pinarella (Ankela Assante) - La
prostituta e le altre (Mar~herita Giacobino) - La disciplina dei corpi (A. Prete) - Notizie sull'haschisch
(W. Benjamin; con una nota di G. Carchia) - I loro
piedi sul loro deserto (Caterina Guerra) - Il quinto
privilegio dell'inconscio (H. Eizykman, E. Fachinelli),
N. 23, dicembre '75-gennaio '76
Cosa fanno le masse (Franco Herardi) - I muri della
neuro - La moneta affettiva (Carlo Silvestro) - Lettere
d'amore a una femminista tCarn) - Il boomerang del
segno (Ida Travi) - Ahi, elefantine! (Mariolina Bertim) - A proposito di miracoli (L. Onesti, M. Mieli).

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24/25, febbraio-maggio 1976


L'uomo scimmia e la crisi - Le griglie della sinistra
2' (Caterina Guerra) - Radio Alice nell'aria (Collettivo
~ A/traverso)
- Delle teste iNanni Balestrin - Due in~ terventi sulle comuni (G. Nogara, F. Berard - Lettere
.i di operai a un compagno che va a un congresso (opeti rai dell'Ansaldo
di Genova) - Strappate il quotidiano!
~ (L. Sacchi, E. Rasy, N. Spinosi, M. Bertin - Caricature (Corrado Costa).
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il 21; il 22;
il 23; il 24/25; il2fi); 1.600 (il 13/14). Per
riceverli, inviare l'importo corrispondente
mediante versamento sul conto corrente postale 3/43663, intestato a Elvio Fachinelli,
v. Lanzone da Corte 7,20123 Milano

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ordinario L. 3.000 (tninimo!), sostenitore L. 5.000 o
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intestato a Elvio Fachinelli, v. Lanzone da Corte 7,
20123 Milano

Scarti,

ovvero:

Ges Bambino
suppliziato
Sono stato io,
Majakovskij,
a portare
ai piedi dell'idolo
un bambino decapitato.
MAJAKOVSKIJ(<<La guerra e l'universosi

Anch'io strisciavo verso i fuochi dei miei parenti, avevo paura di morire se restavo l, dove
ero. Una leggera caduta, un riposo. qui che ho
capito che non abbiamo pi nessun nome: siamo
un'immagine, un affresco senza sfondo a tratti
senza colore a momenti luccicante. E allora si capisce il poco peso del nostro corpo, diventato quasi unicamente veste, addobbo, maglia. Perch
perdendolo non si hanno pi desideri, sessi, orgasmi. Questo il nostro poco avere. L'orgasmo
mi sembra voler prendere, afferrare, dare un nome, voler raggiungere un pezzo di qualche cosa e
conoscere la strada per arrivarci per venire. Noi
invece ci perdiamo dentro la strada, restiamo a
scrutarne il fondo, per sentirla. E cos mescolati
alle bende i nostri corpi non vengono pi, stanno
dove sono e il sesso non pi una punta urgente
un timone. Se ce lo sentiamo addosso non sappiamo dove sia, si incarnato forse in occhi mani piedi.
Devo dire che questo santo alleggerimento ci
rende invisibili difficilmente trasportabili.
I
giornali, i televisori le cineprese non acc?iappano niente, il trasloco non esiste, manca 11 volume. Chi pensa di portarsi a casa qualche
pezzo raro trova per s souvenirs.
La nostra appartenenza fatta di intesa e di s~lidariet difficile da indovinare. Al nostro SIlenzio pensiamoci noi. La fatica' di scrivere
un segno? Guarderei volentieri immagini, figurine piatte, arcani, come se li ci fosse gi quello che va bene.
Caterina Guerra

Bench attivo partigiano della completa liberalizzazione dell'aborto, mi stupisco, talvolta, del
mio esser cos sicuro di stare dalla parte giusta.
Sicurezza che, tanto pi che non solo mia,
mi preoccupa persino.
Evidentemente solo l'ideologia ha il potere di
offrire questa sicurezza - ma appunto, in che
cosa consiste questa nostra ideologia?
Se qualcuno proponesse la liberalizzazione dell'infanticidio, chess, dei focomelici o dei mongoloidi, vedrei invece la proposta, come fascista,
la sicurezza per la perderei.
In effetti la polemica, pi che ideologica direi
Iddio-logica, a cui abbiamo assistito tra sostenitori ed oppositori dell'aborto non pu essere
liquidata con la nota argomentazione pragmatca: che cio tanto le donne abortiscono ed abortiranno comunque, quindi tanto vale farle
abortire nelle migliori condizioni. Che questa
argomentazione (pi vincente che convincente) non sia l'ideologia della sinistra favorevole
all'aborto presto dimostrato: proviamo ad esempio ad applicarla ad altri campi, ad esempio alla prostituzione - ecco qualcosa che
sempre esistita, e di puttane, ancora per un bel
po', ne esisteranno. Ora proprio quest'ineluttabilit da gestire nel migliore dei modi quel
che l'ideologia di sinistra generalmente contesta. A questo proposito, fa riflettere il fiasco
dell'incontro tra le sinistre francesi e il movimento delle prostitute di Lione: l dove le prostitute chiedevano essenzialmente una de-colpevolizzazione innanzitu tto ideologica della
prostituzione appellandosi all' onorabilit sin-

17
--'--7._=

dacale del loro lavoro considerato come servizio sociale, le sinistre, se hanno simpatizzato,
stato invece per la Maria Maddalena, nel registro della piet per la vittima, vergogna della
societ sfruttatrice, spostando la colpa sulla societ, ma negando loro qualsiasi onorabilit,
diciamo, proletaria.
Ora, se reagisco male all'infanticidio, perch
in qualche modo mi identifico nel bambino ucciso - non mi identifico invece nel feto, mi identifico nella povera donna che vuole abortirlo. Basterebbe questo per farci vedere che le
regole che regolano l'ideologia, se esse non sono arbitrarie, sono inconsce. Cio, nella misura
in cui parteggio, ignoro il perch di questa
scelta - si fa per dire scelta. Il blablabla
dell'ideologia, che serve a spiegarmela, non
regge.
Stando alle apparenze, l'etica abortista fa
funzionare il parto da elemento discriminante,
da taglio simbolico, a partire dal quale comincerebbe l' umano, clivato cos dal non-umano, il feto - mentre per la Chiesa, ad e-'
sempio, questo taglio o clivaggio avviene nel
concepimento. Interrogarsi sull'ideologia, propria o altrui, interrogarsi sulle differenze tra
questi tagli. (*)
chiaro, intanto, che dietro c' un altro taglio, cio la trasformazione del sentimento
dell'infanzia, di cui la tolleranza per l'aborto
un sintomo.
Non star qui a dilungarmi sulle 'prove' di
quanto sto per dire, ci vorrebbe uno studio a
parte. L'impressione che in questi ultimi anni
stiamo assistendo ad una de-sacralizzazione
dell'infanzia, cio ad una sua mondanizzazione. Per sacralit dell'infanzia - concetto sviluppatosi, ci dice Philippe Aris, nel '600, col
giansenismo, i gesuiti, la Riforma e la Controriforma - intendo quel che sacro indica etimologicamente, cio il separato, l'escluso (anche l'esecrando quindi). Sacralit i cui tratti, a
solo ricordare le nostre infanzie pi o meno catechizzate, erano l' innocenza, l' estrema dipendenza
dall'adulto,
l' inconsapevolezza
(soprattutto delle cose sessuali), l' irresponsabilit, ecc. Insomma, l'infanzia come classe
d'et va sparendo sotto l'influsso dei modelli
anglosassoni. Questo significa una cosa molto
semplice: che trattiamo sempre pi i nostri
bambini come noi, adulti, vorremmo essere
trattati, cio non pi da bambini - basti
pensare alla decadenza delle classiche mistificazioni per bambini, tipo Befana, Babbo Natale, cicogne, ecc. Questo riflusso dell'infanzia

sacra va a vantaggio di un'altra classe d'et,


riapparsa negli anni '60, e che sta diventando
- basta vedere Carosello - l'ideale di tutte le
altre et, cio l'adolescente, il giovane non sposato, il bachelor, che significa appunto scapolo. L'ideologia che sta diventando dominante, e
nella quale tutti, volenti o nolenti, bagniamo,
quella del bachelor, ed su questo modello che
ristrutturiamo i nostri rapporti con i bambini.
Cos, nella misura in cui noi adulti, che ci sentiamo portatori dell'ideologia del Godi di tutto
il tuo corpo come di te stesso!, tendiamo da
una parte a de-traumatizzare l'infanzia, a trattarla con maggiore dolcezza - quella dolcezza
con cui vorremmo essere noi trattati - dall'altra parte accentuiamo tutti quei traumi connessi al distacco del bambino dall'adulto, in
particolare dalla madre. Penso cio alla sempre
maggiore precocit dello svezzamento,alla
sempre pi precoce scolarizzazione dell'infanzia (a cominciare dall'asilo-nido), alla traumatizzazione progressiva del parto per il bambino subito separato dalla madre. Il prestigio
crescente del bachelor, rappresentante del desiderio dissidente, implica cos il declino del
prestigio della maternit; l'unit mistico-animalesca dell'iconografia religiosa, la Madre col
Bambino, ci commuove sempre meno, anzi,
come ci ripetono ormai gli specialisti e films
da premi Oscar, tutta la colpa della mamma.
In effetti la madonna col bambino ha una
controparte, la classica Piet: ma fosse stata la
Mamma, per caso, ad ammazzarlo, il povero
cristo morto? Si muore sempre prematuramente per la Madrepatria.
Ma che cos'era questa infanzia - la nostra,
tra l'altro - da cui stiamo allontanando i nostri bambini, rincarando sulla traumatizzazione
del parto, e dando ragione ad Otto Rank?
Tanto per dirlo a bruciapelo, mi sembra che
questa infanzia da me detta sacra era il rappresentante per il Rimosso. Qualcun altro direbbe: i bambini erano i rppresentanti dei
morti. Perci i nostri nonni erano vestiti da
soldatini e marinaretti, cio da gente pronta a
morire per la Mammapatria, pronta ad essere ... rimossa dalla vita. La guerra un infanticidio differito, mi sembra una delle poche cose
sensate dette da G. Bouthoul.
Si legga ad esempio il Babbo Natale suppliziato di Lvi-Strauss: detto che nelle culture arcaiche i bambini - come gli stranieri,
ed in parte le donne - rappresentano l'aldl,
cio i morti, nella societ dei vivi. Nella nostra
cultura - cio quella degli anni 'SO, quando

18

Lvi-Strauss scriveva - dando ai bambini dei


doni natalizi o di Epifania come se venissero
dall'aldl in realt come se li offrissimo all'aldil, cio ai morti - o se non proprio a 10ro, a ci che equivale alla morte, cio la negazione della dolce vita. La morte di cui abbiamo
paura non questo, il 'finis' del godimento,
anzi, della gaudenza? - ho le mie ragioni per
preferire il termine gaudenza a quello di go- .
dimento. Ma si pu andare oltre, che oltre
ai doni natalizi da parte di Ges Bambino
suppliziato (non un lapsus) il bambino stesso, il figlio, un dono che facciamo, cio un
sacrificio,
soprattutto
nella
nostra
societ
malthusiana,
una societ cio in cui amiamo
tanto i .nostri ba~~ini proprio perch non re~dono mente. Storici e dernografi sono concordi:
quando, con l'industrializzazione,
i bambini
diventano un sacrificio, interrompendo
il coito, l'Occidente
ha cominciato a farne sempre
meno, di figli, ed allo stesso tempo ha preso ad
amarli tanto, fino a farli diventare il senso
stesso della famiglia..
...
Senonch, . oltre L!I-Stall;ss, CI SI chiede cosa
rappresentino
questi morti, cos ben rappresentati dai bambini vestiti da scheletri nella festa
di. Halloween,
?er s~aventare
gli adulti. Mi
c~led~ se 9uestI. morti, anche nella ~ostra so:
CI~t~ In CU.Iabblam.o men.o paura del fanta~ml
(cio del ntorno del morti), non rappresentino
l'Altra. gaudenza, la gaudenza del~'~ltro che ad
esempio ben conosce la d~nna frl.gl~a, appunto, fre~da fredda. Perch ~ popo.ll Pi? men.o
selvaggi , avreb?~ro ta?-ta. fifa del morti, anzl~
perc~ 1 umanit cO~Incla con la sepoltura del
morti? -. p.e~ch CI deve essere una qualche
~epoltura iniziale dell~ g~udenza umana, c~~
Insomma la gaudenza e allenata, e che non c e
gaudenza senza sofferenza, senza cio che l'Altro, guasta feste, venga a richiedere la sua parte, proprio nel bel mezzo della festa. Se l' Altro
ci chiede la fattura della gaudenza, perch in
qualche modo rappresentato
da qualche vivo.
Prima erano i bambini, quando erano sacri,
cio fino a non molto tempo fa. Adesso sono
invece i feti, i bambini-mai-nati,
sono loro che
rompono, che fanno da rompi-coito,
il caso
d' d' 1
1
. t
t
Il' b t
d'
PIasoIlr.o:
mi, ne suo In erven o su a or 0, Isse.
una cosa vera, persino ovvia: che l'aborto investiva il problema del coito. In effetti il bambino nel coito c', foss'anche attraverso le misure
prese per evitarlo. Cos, ad esempio, in casi di
inibizione ad eiaculare nell'uomo lo psicanalista scopre un fantasma di infanticidio. Certo,

da quando l'aborto ha sostituito, in parte, il


coito interrotto come mezzo popolare di controllo delle nascite, la vita sessuale si edonizzata, salvo a pagare poi la fattura all'abortista.
Eppure questo non toglie che in qualche modo
- per riprendere per mio conto un aforisma di
Lacan - fottere resta una fottitura, cio qualcosa di mancato.
Proprio perch c' qualcosa di mancato nel
coito, esso feti-tura, ed abortire un peccato. Ogni bambino, insomma, anche se non si
cattolici, figlio del peccato, nel senso di un
altro! Peccato!.
Il bambino una macchia - perch allora c'
il culto dell'Immacolata
Concezione? Me lo sono chiesto spesso. Non sarebbe invece, per la
donna una doppia fottitura? Perch nella Madonna' si idealizza il concepimento
per virt
dello Spirito Santo, cio un concepimento
non
fallico? Forse, un'ipotesi,
quel che nella
Chiesa c' di femminismo! Non proprio questo che mistiche e femministe cercano di mostrarci, a noi poveri uomini che ci crediamo indispensabili
per quel coso che abbiamo: cio
che esiste una gaudenza dell'aldil? E che fare
bambini aldil della gaudenza?
Allora, fare bambini un po' un debito da pagare: uno scarto per far contento l'Altro, che
ci lasci in pace una buona volta. Ecco la differenza ora aldil della mutazione sociologica
di qu'esti ~nni, tra il-bambno-che-rappresenta-I'aldil,
quello di cui si occupava ancora
Lvi-Strauss negli anni dell'enjoing way of life,
e quello di oggi, che non mai nato, perch 0ra all'aldil, a quel paese, ce lo mandiamo. In
questo senso l'infanzia, da simbolo della rimozione, stata letteralmente
rimossa, letteralmente 'litter' spazzatura
,,'
.'
. ,
Cert~, c e la questione
del~a prematurt.
.1
mO~I, ch~ f~nno paura sono I rnorti pre~atun,
~erclo richiedono
l.a loro fett~, ,ma Infondo
1Altro, co~unque
SI rappresent~, e pre-maturo
- anc.he ~ Terzo ,mondo, che IO,pr~porrel. Invece di chiamare 1 Altr? M.ond?, e. pi che .1Il~maturo, prema~ro
~ In via di SViluppo, SI dice. Anche Cnsto e morto pre~aturament~,
bench fosse stato un enfant prodige - tutto Il
Sacrificio cristiano si racchiude tra la Strage
. d'l M
..
d 11'1
E
degh Inn?centI e I . artirio
e nnocente.
perch.d altra parte 11 prematuramente.
s~ompars.o, Il ~rematur?
tout court, ha tutti I numen per diventare Il Salvatore.
Ricordo delle vignette di un giornale satirico
francese: vi si raccontava di uno scienziato il

19

quale, invece di gettar via i feti abortiti, li metteva in provetta e li faceva nascere. Diventati
poi grandi, se ne serviva per metterli tutti al
suo servizio, cio a servizio militare, facendo
leva sul loro odio contro tutti i genitori, e dominare cos il mondo. L'ultima vignetta mostra
una massa sterminata, ordinatissima, di giovani
armati, vestiti come i soldatini cinesi, che marciano sicuri alla conquista del mondo immondo. Mi sembra che questi fumetti illustrassero
bene il tradizionale pericolo giallo, angoscia
il
dell'Occidente, la sinofobia. Ma, questo
punto con la moda di Mao questa sinofobia dei
nostri padri si capovolta in sinofilia - rovesciamento ambiguo se solo riflettiamo che la
moda della Cina nata quando la Cina era allora, la voce guerrafondaia, e parlava di inevitabilit della guerra (igiene della storia, come
si sa). Oggi le guerre si svolgono nel Terzo (o
Altro) Mondo, e l'Occidente le osserva con
malcelata soddisfazione - soddisfazione, ad esempio, della sinistra per la Rivoluzione terzomondista, fatta per col sangue degli altri, dei
terzi. Parallelamente, aldil dei porci cinesi,
ci sono gli ansiosi ed accorati commenti dei
giornalisti, occidentali ovviamente, al prodigioso e scandaloso riprodursi nel terzomondo.
Ma come, proprio i paesi del terzomondo, che
non limitano come noi le nascite, che non si limitano, sono contro le limitazioni!
Davvero questi poveri, questi sotto-sviluppati,
sono in-controllabilil Si veda Sangue di Condor , un film di sinistra che sar tanto piaciuto
, a CL.
Appunto, l'Altro, il sotto-sviluppato, il prematuro, manca di controllo.
Ed questa l'etica in cui tutti, soprattutto se
di sinistra, stiamo, l'etica della manomissione
della Natura, cio del controllo di essa perch
ne godiamo. Tutto ci che dipendenza dalla
natura, dalla mamma, stigmatizzato. Quindi
il feto, che nella pancia della mamma, non
nulla, perch non si controlla ... Cos dis-sacrata l'infanzia - quella dei bambini vivi - essa
riappare dalla parte opposta del mondo, come
l'Altro, il porco 'cinese, o lo sporco negro,
che viene a chiederei i conti, e ci salver. Ma ci
salver morendo, qui il punto.
Parlavo di manomissione, o, se si vuole, di
missione della mano, quella che Karman, dato
che un gentleman, vuole evitare con l'aspirazione.
l'aspirazione a che l'aborto avvenga
come il concepimento immacolato, per virt
dello spirito santo. Tutto questo potrebbe spiegare l'apparentemente
stolta opposizione di
-

certe femministe al Karman.


Appunto, godere del proprio corpo, cio di un
corpo pulito - 'p rop re' in francese significa
sia proprio che pulito. Senonch come ogni
lavaggio, questa riappropriazone del proprio
corpo produce degli scarti. Non penso solo ai
feti, il cui nome evoca gi il lurido, ma penso a
tutti noi lavati in questa ideologia, ognuno di
noi fetalizzato .dal fatto che l'Altro, per mancanza di feste, non pu pi guastarci la festa.
Siamo tutti scarti non ricic1abili della Gaudenza. Non un caso che il dibattito internazionale sull'aborto sia quasi simultaneo al dibattito
cosiddetto ecologico, cio alla grande paura
degli scarti della manomissione, cio della gaudenza, della Natura.
Ma in che cosa consiste questa -ideologia laica,
di sinistra, avanzata, l'ideologia raffigurata
dal bachelor a cui tutti vorremmo ricondurci?
L'ho detto prima: Godi di tutto il tuo corpo
come di te stesso, il cui rischio far di se
stessi un corpo, cio uno scarto, di cui godere.
Ma questo comandamento or ora riportato,
un'ideologia? L'ideologia ci rimanda all'etica,
cio al comandamento, al superio che ci ordina
di godere. Non star qui a ripercorrere tutta la
querelle filosofica sull'etica. Mi baster dire
che essa mi sembra si essere espressione della
volont, della domanda - non degli altri, che
allora si ridurrebbe a conformismo - n espressione della propria volont, cio del proprio piacere, questa la morale perversa ma espressione della volont dell' Altro, con una A grande.
Quest'Altro ha vari nomi: Dio, il Bene, la Volont generale, il Partito, ecc. In questo senso
la psicanalisi una critica della morale - e
quindi della cultura - che l'interpretazione
della volont dell' Altro, fatta da ogni epoca e
da ogni cultura (la morale cambiaI) maschera
il desiderio. La morale il braccio violento del
desiderio dell'Altro, che rimane sospeso. Di
questa violenza dell'Altro il bambino, spesso,
a farne le spese.
E l'ideologia? Se l'etica credere di sapere che
cosa vuole l'Altro, l'ideologia mi sembra essere
un discorso che non sa di non sapere che cosa
vuole l'Altro. L'ideologia il blablabla, cio il
perizma, dell'etica, elaborazione secondaria,
ma che, lo sappiamo, da essa etica ricava il
proprio dominio. Ogni ideologia ideologia dominante - se non lo ancora, statisticamente,
tende ad esserlo. In questo senso il discorso ideologico, o Iddio-logico, discorso dei forti,
discorso violento, foss'anche la violenza refe-

20

rendaria della maggioranza. L'umanit non si


vota alle matematiche severe, si lamentava il
povero Lautramont, violenta. L'ideologia
violenta nel senso in cui l'imperativo che la
sorregge lascia un resto, uno scarto, un feto,
da buttar via. In questo senso Freud denunciava il disagio di questa societ, di questa civilt,
che ignora la propria etica
nell'ideologia,
cio nel comando di godere tutto. E lo scotto
che paghiamo alla nostra ideologia: il nostro
disagio, l'aborto.
Eppure non si pu vivere aldifuori della nostra ideologia, l'umanit non pu non essere
violenta. Tutto quel che finora ho scritto, allora una critica dell'ideologia a cui appartengo?
Mi chiedo se ce n' abbastanza per un bambinismo, dopo il proletarismo, il terzomondismo ed il femminismo - cio per un'estrema ideologia dei deboli. Qui il guaio, che
tutte le ideologie di cui sopra sono state rese
possibili grazie all'inclusione dei suddetti deboli nel discorso, cio nell'ideologia, essenzialmente egualitaria, dei Forti - cio, rispettivamente, dei padroni, del mondo ricco, dei maschi. Proletari (che nome ironico!), poveri sottosviluppati, donne, hanno rappresentato l'Altro in questo discorso forte, fortissimo. L'inclusione del discorso infantile come altro del discorso adulto, che renderebbe possibile una
ventata di bambinsmo, pi difficile: forse
perch questa inclusione, diciamo cos, gi
sempre avvenuta nel bambino, nella misura in
cui esso non desidera altro che diventare grande-non essere bambino l'essenza del bambino. Difficilissimo cos trovare dei primi della
classe che inventeranno, dopo il femminismo,
il bambinismo. Il vero bambinismo sarebbe solo, paradossalmente, un'assenza di discorso, un
non saper parlare, forse, uno scarabocchiare.
Se quindi in questo scritto non ho voluto fare il
bambinista - perch non sono pi un bambino - n lo psicanalista, perch non mi faccio pagare da nessuno - che cosa ho voluto
fare? Se non l'ideologo, forse l'idioto-logo. E
una figura sociale da inventare, l'idiotologo:
nella nostra societ che 'cerca la salvezza negli
scarti, esso funziona come ritorno, diciamo
cos, del feto, allorch esercita le sue funzioni
di rompicoglione. Potrebbe essere una versione
laica della santit, quella che abbiamo tolta all'infanzi. C' da chiedersi se questa funzione
inutile, disfattista appunto. Spero di no, scopo
di questo scritto non era dis-fare la lotta per
l'aborto, era piuttosto restituirla alla sua vio-

lenza, alla sua ideologia. Certo, se gli scarti, i


rifiuti, i santi, i non-nati, possono salvare
qualcosa, nella misura in cui godono, loro si,
di una certa libert, la libert della solitudine,
in marcia in senso contrario al Bel Canto dell'ideologia.
Intanto, eccovelo qui, questo se....
Sergio Benvenuto

(*) Proprio mentre questo articolo va in stam-

pa, Fachinelli attira la mia attenzione sulla


proposta di legge di liberalizzazione dell'aborto
per le prime' 22 settimane - e di depenalizzazione dopo le 22 settimane - presentata in
Parlamento da Pinto e Corvisieri di Democrazia Proletaria. Lungi dal vederla estremista,
trovo che questa proposta conferma proprio
quanto qui si dice: bench pochi pro-aborto
siano d'accordo con essa (a cominciare dal
PdUp), essa mette a nudo il fatto che nell'ideologia l'interruzione della maternit (fino al
limite di un quasi-infanticidioy sentita come
faccenda personale della donna fino al parto,
cio fino alla separazione fisica dei corpi - il
non considerare soggetto leso il corpo non separato (il che getta luce sul soggetto che alla base di quello giuridico: un corpo il cui godere, innanzitutto il godere della vita, pu essere leso) proprio quel che separa, ed identifica, l'ideologia di cui si tratta.

21

Il bambino proibito

Il bambino sta facendosi raro. Non perch le


nascite sono diminuite, saranno sempre abbastanza, ma perch il bambino non si frequenta
pi.
Se non sei padre o madre, cio possidente di
bambini, se non hai compiti educativi, se non
appartieni alla setta dei cani da guardia, psicologi o psicanalisti, se sei soltanto l'uomo senza
qualit, passerai allato dei bambini senza aver
mai l'occasione d'incontrarne veramente uno.
Li vedi passare, li incroci per la strada o sulle
scale. Se sei pedofilo, l'occasione, o la fortuna,
d'incontrarli sar moltiplicata dall'audacia, ma
in compenso ci sono i rischi conseguenti all'infrazione. Non c' infatti relazione immaginabile e lecita con un bambino, fuori dei casi previsti e codificati.
Il bambino dunque va cercato anzitutto e definito dentro la trama di dipendenze e divieti
dalla quale si sviluppano varie forme di captazione affettiva ed educativa. Il bambino non si
caratterizza in primo luogo per tratti psicologici inerenti ad una natura in s bens per la trama della rete e per il gioco di forze che, dall'interno, ne garantiscono la solidit.
Per quanto faccia, il bambino dentro. Essere
bambino, vuol dire fatalmente essere dentro e
definirsi cos: casa, scuola, patronato o altra istituzione per il tempo libero.
Un bambino fuori, difficile da pensare, e chi
ci riesce ha gi fatto il passo che lo rende un
contestatore, un originale. L'ottimo punto di
partenza dell'ultimo romanzo di Christiane Rochefort sta proprio nell'essersi subito posto in
questa finzione: Un bambino fuori dalla scuola, puro sogno (1); ma sogno cos difficile da
portare avanti che il romanzo s'impantana presto negli artifici d'una infanzia che gira in tondo, tutta occupata di se stessa, incapace di
sfuggire a quello che Gombrovicz chiama il
piccolo culculo infantile, ancora alla ricerca di
una qualche protezione da parte - visto che
vuole sfuggire alle istituzioni protettrici - di
adulti vagamente filantropi, per niente pederasti (la sfumatura essenziale).

Questo rapporto con gli adulti, lasciamolo per


il momento da parte. Ma "vero, anzitututto,
che il bambino fuori, che vive cio al di fuori
di qualche rete familiare, scolastica, e in genere di sorveglianza, propriamente inimmaginabile, perch irreperebile.
IL RICATTO AFFETTIVO
In ogni tappa del tempo dell'infanzia, in ogni
ora o quasi della giornata, il bambino interamente definito in un certo campo la cui struttura , per lui, pi o meno elastica. Ma sempre
imperativa, spazialmente e temporalmente determinante. Deve essere localizzato da qualche
parte. Dal suo punto di vista, del bambino,
questo vuol dire che gli viene inculcato, come
presupposto incontestabile della sua vita di
bambino, che lui deve sempre poter dire dove
si trova e render conto di ci che ha fatto o sta
facendo. Certo, non -si tratta sempre d'una costrizione esterna, non sempre una domanda
esplicita dell'adulto. Ma quest'ultima condizione della vita infantile lo stesso presente, resa
tanto pi forte dal fatto che ad essa si mischia
una specie di ricatto.
Il romanzo di Madame Guizot, L'colier, inizia
con l'attesa di Raul ed il suo ritardo ingiustificato poich egli dovrebbe essere da un bel po'
rientrato dal collegio. Tale circostanza consente
alla geniale romanziera - effettivamente geniale nel genere minore del romanzo educativo
- di definire la personalit del suo eroe, di
descrivere i tratti del suo carattere, sfruttando
unicamente il fatto di questa deviazione dal
tragitto: le permette di situarlo in rapporto alla
paranoia paterna spinta fino ad eccessi stravaganti. Raul infatti questo, in apertura: il crimine, la mostruosit che non finir pi di riscattare e per cui devia da ci che dovrebbe essere l'infanzia, il rifiuto di seguire la strada
normale e pi breve da scuola a casa, quella
che suggellerebbe la sua dipendenza. Lei sa
com ' il ragazzo, dice al padre il domestico che
doveva accompagnarlo a casa. lo gliel'ho detto,
lui ha voluto a tutti i costi andare per i campi,

22

le siepi, i fossi, che ne so? Mi ha detto che sarebbe arrivato all'incrocio prima di me,' all'incrocio l'ho aspettato un pezzo, e lui non c'.
Il peggio - come si sapr dal seguito - che
Raul non arriva puntuale perch s' fatto imprestare un cavallo da un affascinante sconosciuto, sconosciuto al padre ma notissimo ai
ragazzi del collegio, lo stesso che diventer poi
il protettore di Raul. Si chiama Victor e l'aspetto di seduttore con cui viene presentato,
troppo evidente perch non si scorga, sotto la
penna innocente quanto perspicace della moglie del ministro di Luigi Filippo che ha promulgato le leggi scolastiche (2), l'incrociarsi di
due temi fondamentali per la comprensione
dell'infanzia, e cio il ratto e la deviazione dal tragitto.
Intanto, da parte del padre, l'attesa che si
nutre di se stessa e basta da sola a fare del
bambino il disobbediente, vagabondo nel vuoto
ch'essa stessa ha creato. Tutto messo in scena per la comparsa del fantasma e della paranoia. Il signore di Foligny, prima ancora che
scadesse l'ora da lui stesso fissata per il ritorno
del figlio e malgrado la minaccia di un temporale imminente, s' piantato sulla scala esterna. E lo fa nonostante che - o proprio perch,
se cerchiamo le motivazioni segrete - egli sia
malato, la pioggia minacci la sua salute o il
fulmine possa ucciderlo. Ma rester il ad aspettare fino all'ultimo, godendo delle prime
gocce che cadono, per poter anticipare sinistramente una morte della quale avrebbe la soddisfazione di' rendere responsabile il ritardo del
figlio. Adrienne - la sorellina, la bambina
buona che vorrebbe mettere tutti d'accordo era smarrita; una goccia d'acqua la fece rientrare in s. Disse a Lafort di recarsi in fretta
al castello a prendere la vettura per suo padre
preso da un nuovo attacco di gotta e Lafort,
spaventato da questa nuova conseguenza della
disubbidienza di Raul, ansioso per altro d'avere
un 'incombenza che gli dava modo di sottrarsi per
un po' alle domande pressanti del suo padrone
sulle ragioni del ritardo ...
La stravagante drammatizzazione non deve impedirci di vedere che qui si tratta di una condizione sempre attuale dell'infanzia. Per il bambino infatti tutto ruota intorno a queste storie
di ritardi e di rientri. Cos scrive, ancor oggi,
un ragazzino cui chiesto dal tema di dire come immagini la libert: ~Se fossi libero, farei
molte partite a rugby, anche nel fango se necessario, sapendo di non essere rimproverato
. quando torno a casa. Immagino che andrei in

hicicletta solo nella campagna, tornerei all'ora


ihe mi piace, insomma non avere pi questi'
problemi. Idem un altro: Mi piacerebbe anche essere libero dai genitoiri. Per esempio non
mi lasciano andare solo al cinema, e andare in
bicicletta per le strade. M a io vorrei andare in
bicicletta per la citt e non andarci con mia
madre. Mi pare che sono troppo grande per
farmi accompagnare quando vado in bicicletta,
e finch non sono tornato, si preoccupano (3)>>.
PRIVA TIZZAZIONE
Sacrosanta preoccupazione, ovvero ciarlataneria delle terribili preoccupazioni che sprofondano, molto spesso, il bambino in un ricatto
affettivo pi insopportabile, perch pi interiorizzato, di un ordine puro e semplice. Il romanzo di Madame Guizot interessante per.ch ci permette di far risaltare questa ciarlataneria.
~ vero che tra il bambino del 1830, nobile o
borghese, e lo scolaretto dei nostri giorni c'
stato, in seno alla famiglia, uno spostamento
dell'asse delle dipendenze. Madame Guizot
vuole inculcare l'obbedienza al capo della famiglia, al padre, quale fondamentale condizione della salute morale e fisica.
il primo passo
verso la privatizzazione e la normalizzazione
dell'essere bambino. Infatti l'obbedienza, in
quanto rapporto privato e sui generis del bambino con il padre, non ha niente d'evidente in
un'epoca in cui tra genitori e figli prevalgono
ancora rapporti allentati nelle classi popolari
per la necessit in cui sono di guadagnarsi da
vivere, per distanza aristocratica tra i nobili il
cui impegno che crea il nome, quello con la
stirpe, rientra in una logica di tipo diverso.
'Perci la nobile carampana pu raffinare la
sua rappresentazione, al punto da sopprimere
ogni relazione troppo tenera tra padre e figlio,
tratteggiando un padre severo fino all'eccesso
ed un figlio che lo ama soltanto per dovere. ~
proprio questo che bisognava anzitutto dimostrare e radicare negli spiriti, onde far nascere
il bambino contemporaneo, renderlo possibile
(non a caso si parla, all'opposto, d'un bambino
impossibile). Bisognava radicare questa verit
cos contraria alla natura che ogni libro di civilt o di educazione deve richiamarla: I bambini hanno l'obbligo d'onorare e di rispettare
colui che ha dato loro la vita (4)>>.

Ma ai nostri giorni le cose sono cambiate, si


operato uno spostamento dal padre alla madre,
il bambino profondamente investito dall'in-

23

quietudine materna, in una intimit che ha stru ttura edipica toglie ogni slancio ad osservapreso le caratteristiche della costrizione ester- zioni per altro molto giuste (<<nonpostuliamo
affatto l'esistenza d'uno stato infantile in s e
na, trattandosi di un amore universale, naturaper
s; l'identificazione
con l'adulto nel corso
le, ovvio. Almeno, Edipo dixit. La relazione di
dipendenza ricoperta da quella affettiva, il di tutta l'infanzia in un certo senso una lenta
tratto di civilt diventa una costante psicologica condanna a morte del bambino in se stessos)
Ma noi badiamo al primo, perch non esiste u- (7).
na psicologia del bambino, esistono dei campi, Anzitutto perch non si esce dai sentieri battuti
familiare, pedagogico o altri, nei quali si svi- dell'identificazione pi o meno riuscita, che faluppano certi tipi di domanda e di risposta. La talmente regola il bambino a partire dall'adulformazione di questi campi, lo stabilirsi di to, riportandolo alle strutture costruite per lui;
queste trame, volti a strappare il bambino ad poi perch la relazione degli adulti con i
una vita pubblica in cui si perderebbe facil- bambini non vista mai fuori del ruolo codifimente, tra cui in primo luogo la trappola del- cato, e talmente ripetitivo da sembrare naturale, quello di genitore, educatore o terapeuta.
l'osservazione - posta al centro dell' Emilio
La
cosa, in Mendel ad esempio, spinta fino
pervertito (5) - sono il non detto dell'immensa
alla
caricatura, come quando parla, per camletteratura psicologico-psicoanalitica, cosiddetta scientifica, dedicata all'infanzia. Se uno biare le relazioni con il bambino finalmente
psicologo vi accenna, lo fa di passaggio, come decolonizzatos, di nuove formazioni in cui trod'un fenomeno assolutamente marginale: biso- verebbero occupazione degli adulti distaccati
gna bene proteggere il bambino perch debo- in diverse funzioni educative e socio-culturali,
le, allevarlo perch cresce, educarlo perch i- ed incaricati, per liberare, di sostituire un
rapporto di classe basato sull'et, ai divisori
gnorante, conoscerlo attraverso l'osservazione
per poter agire efficacemente su di lui e per familiari ed al grande coperchio dell'Autorit.
Se queste cose non fossero state scritte e non
lui.
godessero per di pi d'una certa notoriet, non
Tra tanti prendiamo un teorico di second'ordine ma che ha il merito di riconoscere il fatto sarebbe neanche il caso di parlarne. Ma bisosenza trarne conseguenza alcuna per la psico- gna, e bisogner tornarci sopra fintantoch
logia: Il bambino vive oltre se stesso, ma in quelli che si dichiarano specialisti dell'infanzia,
anche quando pretendono fare opera di rinnoun ambiente recintato, un ambiente ben custodito dalle barriere con cui l'adulto circonda la vamento, stenteranno a liberarsi degli schemi
che hanno portato l'infanzia, per l'appunto, ad
tenera infanzia al fine di preservarla. Il bambino ignora la durezza dell'esistenza pura, del- essere preda degli specialisti. Nessuna meravil'essere concreto o dell'essere sociale. Ignora la glia, perci, che si continui a girare in tondo
preoccupazione
del salario quotidiano, ignora il passandosi di mano in mano il bambino-segno,
garante dell'identico che si perpetua o portatovalore del tempo. Il bambino vive oltre se stesre di sogni irrealizzabili. Il bambino come
so in un mondo artificiale che gli ha co~truito
l'adulto (6)>>.Artificiale, il che non impedisce alla scommessa o fu turo dell'uomo, non mai finipsicologia di dedicare all'infanzia i suoi 600 mila ta questa solfa che riprende ogni generazione
(nel 1901 Ellen Key profetizzava il secolo del
volumi!
bambino-i (8) onde meglio rinforzare, rendenAlcuni,' indubbiamente, si sono resi conto della
dole semplicemente pi elastiche, le barriere
. vacuit dell'impresa psicologica prima che la
protettive.
critica non si appuntasse sulla finzione del
Ci si passa il bambino, ma tra di noi; non c'
bambino come entit in s. Al riguardo si
niente che riguardi un autentico scambio, poitrovano, l'abbiamo segnalato, \ pagine molto
ch non si fa che rinforzare una tendenza, fino
pertinenti in Mendel o nella Mannoni. Ma la
ad oggi irreversibile, alla privatizzazione.
critica non mai stata condotta in modo radicale, sempre gatta ci cova. Si tratta in certi casi del tenace pregiudizio pedagogico il quale, PADREMADRE (9)
nonostante si sia detto che tutto il patologico Per noi non c' che una evidenza iniziale, la
determinato, creato e dipendente dalle condi- rarit del bambino dal momento in cui dizioni d'esistenza, fa nondimeno rispuntare l'i- ventato propriet della coppia. Questa prodea di curare, guarire, adattare mediante il priet comanda le forme in cui egli s'inserisce
palliativo istituzionale.
nel corpo sociale. Essere raro perch non circoOppure - come in Mendel - il giogo della la, trattenuto nei luoghi obbligati da fili che, in

24

caso, possono anche allungarsi, ma che 11lo riporteranno immancabilmente.


Basta vedere come anche i pensieri ed i comportamenti pi contestatori sul piano sociale,
fanno marcia indietro quando si tratta dell'infanzia. Ringolevio, di Emmet Grogan, nella
sua prima parte uno straordinario romanzo
d'infanzia (lO). Bambino di strada, teppista,
drogato, trafficante, ladro, tutto quello che si
vuole; ma quale rispetto per il santuario familiare, per l'innocenza del bambino, per l'infanzia stessa. Rispetto del giovane delinquente per
il padre e la madre, rispetto del teorico Emmet
per le famiglie ed i loro diritti primordiali e
naturali sul figlio, quando definisce il programma delle comunit californiane. Esempio:
Scuole della libera citt: dovrebbero essere
create e dirette da gruppi diversi a seconda
delle confessioni religiose delle famiglie ... Divertimenti, comitato per le feste: parecchie famiglie dovrebbero associarsi per organizzare il
tempo libero dei bambini ... Forme cooperative
e campeggi: le terre incolte e sterili dovrebbero
essere organizzate in campeggi a disposizione
dei liberi cittadini che hanno bisogno di riposarsi in campagna ed anche dei bambini cui la
vita all'aperto non pu che fare un gran bene.
Questi testi, vecchi di quattro lustri, risentono
certamente degli anni ed i limiti della nostra
immaginazione si sono da allora un po' spostati. Ma per quanto riguarda i bambini, non si
sono mossi ed anzi le ambizioni dei nostri estremisti di sinistra sono ancor pi limitate.
Per capire il senso di questa critica, basta contrapporre a quel programma qualunque testo
di Fourier, per il quale preambolo ad ogni atto
societario la soppressione delle famiglie e la
messa in comune, la pubblicit, se questa
parola il contrario di p rivatizzazione , dei
bambini.
~ facile invece riconoscere in Grogan, come negli hippies, un certo tab dell'infanzia che fa
tutt'uno con la mistica comunitaria; l'infanzia
emarginata, violenta, distruttrice d'ogni tab
d'Emmet in Ringolevio, finisce cosl per confluire nel desiderio di rinforzare le barriere
protettrici dell'infanzia, in un paradiso fittizio
predisposto dagli adulti. L'infanzia protetta
perch rappresenta il mondo precluso al desiderio, a parte quello di paternit e 'maternit.
Il bambino, se non puro, certo inviolabile dall'adulto, l'alibi del rivoluzionario.
Nel medesimo libro, Ringolevio, si racconta
che l'eroe fu per un certo tempo costretto per
mantenersi a scrivere dei romanzi; sotto la

penna gli vengono delle storie di bambine fornicanti con un sadico, ma con disgusto che il
narratore le respinge esplicitamente. Quanto
pi cosciente d'essere stato un ragazzo perverso, tanto pi vuole essere ora un redentore.
Ogni lordura dell'infanzia,cio la relazione con
l'adulto non di famiglia, non educativa, gli appare ripugnante. Lo stesso si vede nel romanzo
Il popolo dell'abisso di Jack London, che mette
sullo stesso piano, di deprecazione, la miseria,
la fame, lo sfruttamento e la promiscuit,
d'accordo in questo con il Marx del Capitale.
La promiscuit, proprio quello che noi pensiamo in termini di circolazione, di libero passaggio, d'apertura ad investimenti libidici diversificati.
UNA FALSA APPARENZA
Qualcuno dir che stiamo facendo un processo
alle intenzioni intanto che il movimento reale
della storia contemporanea mostra al contrario
il deperire delle forme tradizionali che producevano il bambino obbediente sotto gli occhi
del padre e della madre. Alla sorveglianza, al
controllo, all'inquietudine,
la famiglia e, a
maggior ragione, i gruppi in cui si abbozza un
modo di vita comunitaria, hanno ormai rinunciato. Le istituzioni e luoghi che in questo avevano dato il cambio alla famiglia, in particolare la scuola, sono sottoposti a contestazione ed
assenteismo. Il bambino d'oggi si trova meglio
in casa e sta sempre pi spesso in compagnia
degli altri. I vecchi schemi autoritari, del padre
che incarna la legge, o affettivi, della madre amorosa, non sono pi validi. Il bambino vive,
ha investimenti affettivi sempre pi ampi, diventa sempre pi indipendente, estraneo ad ogni seria repressione.
Troviamo espressa questa tesi, a prima vista
seducente, in uno scritto di J.F. Lyotard, che
merita d'essere citato ampiamente per via degli
argomenti teorici che invoca a sostegno. Si
tratta d'un articolo dedicato all'Anti-Edipo di
Deleuze e Guattari, e scritto a commento della
frase l'inconscio orfano, della quale prova
ed incarnazione sarebbero fornite dal bambino
dei nostri giorni: Che cos' la vita di famiglia
d'un bambino oggi, con il padre e la madre
che lavorano? Asilo, scuola, studi, i jukeboxes, il cinema: dovunque bambini della sua
et, adulti che non sono i genitori, in conflitto
con loro e tra di loro, che dicono e fanno altre
cose. Gli eroi sono al cinema e alla televisione,
o nei fumetti, non intorno alla tavola familiare.
Investimento pi diretto che mai delle figure

25

storiche. Le figure parentali, i maestri, i professori, i preti, tutti subiscono l'erosione dei
flussi capitalistici ... Un padre salariato, un
padre intercambiabile, un figlio orfano (11).
ora di capire che il concetto essenziale sul
quale si fonda la scienza ufficiale dell'inconscio, l'Edipo, non , come si crede, il fatto del
capitalismo, ma un residuo che resiste al corso
del tempo. Volendo sostenere, come scrive,
Deleuze e Guattari contro loro stessi, Lyotard
vede gi realizzato I'orfanatrofio, la commutabilit per cui la repressione che sempre
meno nelle teste si riduce ormai ad essere un
puro intervento esterno dello Stato. Ci sono,
scrive ancora, sempre pi poliziotti e sempre
meno padri, professori, capi, maestri del pensiero - s'intende, riconosciuti, interiorizzati.
Si, in un certo senso vero che c' esteriorizzazione, impossibilit di prendere sul serio gli
antichi fantasmi, ed anche resistenza alla colpevolizzazione. Ma aggiungiamo, come quell'interlocutore d'un dialogo di Platone, preso in
un gioco sofisticol forse vero, ma non convince.
Prendiamo per l'appunto i luoghi dove, secondo Lyotard, il bambino assicura ed assume la
propria indipendenza nei confronti della famiglia: asilo, juke-boxes, scuola, cinema. Si pu
legittimamente
sostenere che entrandoci il
bambino si trova per ci stesso defamiliarizzato? I luoghi pubblici gli sono semivietati oppure a lui riservati, sempre con l'autorizzazione
dei genitori. La frequenza dei juke-boxes non
esattamente la stessa cosa che era la presenza
continua dei bambini nelle taveme, nei bordelli
ed in altri posti di malaffare, che ci descrive
Ph. Aris per l'ancien rgime. Il cinema fornisce certamente un ventaglio di eroi fuori della
famiglia, ma che sono, dall'inizio alla fine oppure nei momenti decisivi, per i film western e
analoghi, perfettamente conformi agli stereotipi
della coppia e del gruppo familiare, senza parlare della televisione, ancora pi seletti va, il cui
ruolo di familiarizzazione e privatizzazione del
bambino, tanto per i contenuti quanto per il
fatto che tiene il bambino in casa, non pu essere seriamente messo in dubbio.
Per quello che riguarda la Scuola, l'asilo, abbiamo gi ampiamente dimostrato nell'Emilio
pervertito ci che significa per il bambino l'entrata nel campo pedagogico, con il suo -panot- .
tismo che lo sottopone ad una ininterrotta
sorveglianza.
Ci limitiamo qui a rimandare alle ricerche socio-storiche le quali espongono precisamente

come l'appartenenza del bambino alla coppia,


cui si richiede d'aveme la responsabilit, fu opera della grande
campagna
del secolo
scorso per la scolarizzazione obbligatoria di
massa. (12) La scuola non d soltanto il cambio
alla famiglia, essa la produce. Cos come l'asilo, per parte sua, non si limita a replicare le
cure di tipo materno, ma crea le relazioni madre-bambino. (13) Se dunque giusto dire che i
bambini incontrano dovunque dei bambini
della loro et, non una prova sufficiente per
affermare ch'essi non s'incontrano come bambini fin d'ora gi privatizzati o, come noi diciamo, familiarizzati. E sostenere che sono dovunque in contatto con adulti che non sono i
genitori come se questo fosse un indizio di deprivatizzazione, va contro ogni evidenza, un
paradosso, poich questi adulti, che indubbiamente stanno moltiplicandosi a presente, fanno
tutti parte, per poter accedere all'infanzia, della setta dei suoi cani da guardia.
LA RESPONSABILITA' GENERALIZZATA
Lyotard mischia a suo piacimento due cose che
noi .invece crediamo debbano essere accuratamente distinte: una forma patriarcale di famiglia fondata sull'autorit del padre, ed una
forma in cui la famiglia compenetrata dalle
istituzioni che si fanno carico del bambino,
forma disciplinare diffusa che utilizza la famiglia, s'appoggia ad essa ma non si riduce ad
essa.
La prima forma, evidente, tende a sparire,
ma si sfondano delle porte aperte quando si dice che c' crisi dell'autorit paterna, e si perde
di vista il problema quando si pensa che con la
scomparsa di questa autorit, il Sistema dell'infanzia crollerebbe. Anzi, a mio avviso, la
famiglia patriarcale totalmente estranea alla
formazione del sistema dell'infanzia, cio allo
stabilirsi delle strutture socio-storiche che hanno prodotto l'infanzia quale noi la conosciamo,
l'hanno rinchiusa, protetta, sorvegliata, costituendola interiormente con i suoi tipici tratti
psicologici attuali.
Ci voluto il gioco di prestigio di Freud, che in
un contesto gi fatto di produzione famigliaristica del bambino, lavorava sulla simbolizzazione dei rapporti familiari nel complesso edipico, perch si determinasse la confusione tra il
padre ed il rappresentante della Legge, il significante universale della condizione infantile. In questo senso ben vero che la battaglia
contro l'Edipo sbagliata, un gioco da salotto
(o di famiglia). Accanirsi a seppellire l'Edipo,

26

l'autorit del padre, cadere nella trappola,


battagliare contro i mulini a vento. Che si tratti d'una falsa apparenza, questo del resto che
si legge direttamente nel libro polemico dell'Anti-Edipo, questo rovesciamento di prospettiva che fa prendere controcorrente l'inconscio
o la' materialit delle pulsioni, dei desideri,
fuori dell'Edipo, nel suo essere polimorfo ed
orfano.
Ma tutto questo non vuoi dire che il bambino
cui passiamo accanto, prodotto storico, sia fin
d'ora gi uscito dal Sistema dell'infanzia. Essendo la famiglia al servizio del sistema che
non ha creato, il fallimento dell'autorit familiare soltanto un aspetto secondario della
condizione del bambino e non ha rilevanza n
per la sua liberazione n per la sua deprivatizzazione. Piccola liberazione dentro il sistema, non liberazione dal sistema. Quanto alla
privatizzazione, bisogna mettersi in testa che la
compenetrazione della famiglia ad opera di numerose istituzioni contribuisce a rinforzare uno
stato di cose, come il ripiegamento della coppia
su se stessa e l'assegnazione obbligata del
bambino alla coppia, invece di distruggerle.
In ci facile riconoscere l'effetto di quella
nuova tecnologia del potere di cui Surveiller
et punir di Foucault mostra com' nato, il Sistema dell'infanzia essendo parte integrante di
tale tecnologia, detta, relativamente al potere
ostentato ed esclusivamente esterno, disciplinare. La famiglia vi ha un posto ambiguo e
contradditorio, in quanto ha trovato nella disciplina il mezzo per riorganizzare i propri
meccanismi interni di potere lasciandosi penetrare dalle istituzioni le quali dall'esterno, se si
vuole, ma con la sua necessaria connivenza,
seguono il bambino fin dalla nascita se non
prima.
Le relazioni interne alla famiglia, scrive Foucault, essenzialmente nella cellula genitori-figli,
si. sono disciplinate, assorbendo dall'inizio dell'et moderna gli schemi esterni, scolastici, militari, poi medici, psichiatrici, psicologici, che
han fatto della cellula il luogo privilegiato per
l'emergere della questione disciplinare del normale e dell'anormale (15). S facile da vedere:
un bambino deviante diventa caso sociale;
la famiglia, colpevolizzata, interiorizza le forme
d'intervento disciplinare prima estranee e le rivolge contro di lui. Nulla dunque cambiato
nella privatizzazione per il fatto che diventa istituzionale. Per il bambino non essenziale il
conflitto tra famiglia ed istituzione, ma il fatto
che, comunque egli si comporti, si trova con-

trollato insieme dall'una e dall'altra, strettamente compenetrate.


Il bambino l'essere di cui si dice che la famiglia e la societ devono farsi interamente carico. S questa la nostra idea fissa, il nostrodelirio. Follia di pedagogia insegnante o medica,
che entra in ogni casa, che fa d'ogni funzionario sociale dedito al recupero delle anime perdute, un nuovo missionario, mai scoraggiato
dal fallimento 'che il sistema stesso secerne,
cos come il sistema scolastico fatto per provocare fallimenti. Il controllo tende a trasformare in caso sociale ogni bambino, cio ogni
famiglia, poich ogni famiglia ha i figli che si
merita, e quella che fallisce nell'allevarli, si
vede rispediti i prodotti del proprio fallimento,
debitamente costatato.
Ed ai ragazzini stessi piace fare il gioco dei casi sociali (si veda il film Blackboard Jungle) alleggerendosi cos, altrimenti non potrebbero
fare, del peso della responsabilit. Formidabile
scarico non di responsabilit come si crede
spesso, ma di forze vitali, d'energia sociale viva. Poich la responsabilit, di cui tutti si . caricano passandola all'altro, soltanto l'espressione ideologica del sistema. In forza del proprio anonimato esso assegna a ciascuno, ad ogni bambino come ad ogni famiglia, una persona responsabile. Intendiamoci bene, non soltanto dei sorveglianti esterni; ciascuno supposto essere responsabile di se stesso, ciascuno
tenuto a farsi carico di se stesso. Il che significa che il sistema, rivoltandosi verso le persone in tal modo formate, richiede loro d'essere
assunto nella sua totalit, e le responsabili del
suo stesso funzionamento. Ribaltamento del sistema sulle sue produzioni o vittime, circolo vizioso, lavoro di Penelope che fa il tessuto sociale nel quale viviamo.
LA PERSONALIZZAZIONE

DEL BAMBINO

In effetti la repressione non mai soltanto esterna. Non basta rimuoverla per scoprire la
vera personalit o l'espressione liberata. C'
malinteso ed astrattezza quando, nelle relazioni
bambino-adulti, si considera unicamente l'autorit; quando ci s'immagina che la sorveglianza sia sempre costrittiva, che la dipendenza non sia intimamente ricercata; quando si
crede che l'illusione di personalizzazione creata
dal sistema del farsi carico, possa essere facilmente dissipata. Torniamo a Foucault, dove
troviamo queste righe dedicate all'effetto del
panottismo, sguardo senza volto che non si

27

Il
contenta di spiare per punire ma fabbrica la zione, nel senso che tutte le forme di responsapersonalit di ciascuno e la coscienza che pu bilit personale progressiva sfociano nella riavere delle esigenze della sua libert: La no- . chiesta di farsi carico delle forme varie d'asserstra societ non quella del/o spettacolo ma vimento o d'avallo. La scuola agli scolari non
della sorveglianza; dietro la superficie delle im- costituisce dopotutto, e chiunque pu rendersemagini, il corpo profondamente investito,
ne conto, un ideale appropriato alla liberazione
dietro la grande astrazione dello scambio si dell'Infanzial
persegue un accurato e concreto ammaestraNel senso filosofico, cui bisogna pure arrivare,
mento delle forze utili; i circuiti di comunica- la persona connota non il pieno e positivo gozione fanno da supporto ad un cumulo e ad u- dimento del/'individuo in quanto tale (20), cio
na centralizzazione del sapere; il gioco dei se- il suo essere molteplice, mobile, comunicangni fissa i punti d'ancoraggio del potere; la te, bens un ripiegamento geloso su se stessi,
bella totalit individuale non viene amputata,
una distinzione di principio tra il corporale e lo
repressa, alterata dal nostro ordine sociale, ma spirituale, un'atomizzazione di sfere private ed
l'individuo vi accuratamente fabbricato, se- incomunicabili.
condo tutta una tattica delle forze e dei corpi. diffuso un modo di reclamare o promuovere
(17)
l'autonomia del bambino che si riduce a riporNel caso del bambino, oggetto privilegiato di tare a galla una serie d'illusioni che gli adulti,
tale fabbricazione, ci significa che la forma- per quanto li riguarda, cominciano a riconozione disciplinare l'investe da tutte le parti nei scere come tali e di cui fanno sforzi per sbaluoghi che frequenta, lo modella, spesso senza razzarsi: illusioni umaniste di autonomia della
che si possa rintracciare una precisa repressio- persona, mentre il potere di decisione ci sfugge
ne attribuibile ad un'istanza particolare. La mo- sempre pi; di propriet personale del corpo,
della perch fatta per lui e per proteggere mentre soffriamo nella morsa, come dice Reila sua persona, per aiutarIo ad essere in quan- eh, d'un corpo irrigidito; di difesa da ci che ci
to persona che accetter le istituzioni come estraneo, mentre il difetto di comunicazione
buone, salvo poi inserirvisi in modo responsa- che ci caratterizza.
bile, ed al limite farle sue. Non cosa che La personalizzazione il corollario della privapresenti pericoli per il sistema, al contrario tizzazione; insieme costituiscono l'espropriazioproprio a questo che tende.
ne dell'infanzia. In direzioni convergenti, anAmmettiamo che riesca ad appropriarsi delle i- che se apparentemente opposte, si personalizza
stituzioni che in precedenza avevano esercitato a man bassa, sia con l'intenzione d'accelerare i
su di lui un'autorit repressiva. Ci sar cos tempi perch l'infanzia acceda alla responsabiuna famiglia per i bambini dei quali far il suo lit, sia con quella di mantenerIa in una quieta
centro di gravit, una famiglia nella quale i irresponsabilit, sia che si parli il linguaggio
bambini avranno la pi totale libert; ci sar politico d'una rivoluzione dei giovani gi matuuna cultura per loro, un liceo per i liceali ri, sia che parli quello d'una pedagogia attenta
(18), una classe d'et ideologica che riunisce alle pi piccole voglie.
.
bambini e giovani faccia agli adulti. Ma tale Affermando, senza criticare l'illusione personaautonomia rimane una finzione finch il siste- lista, il diritto dei bambini all'autonomia non
ma non sar stato decostruito, il sistema o, se si fa che cedere all'illusione d'ottenere finalsi vuole, il discorso adulto nel quale stata co- mente, con essi e mediante essi, quella societ
stituita l'infanzia, finch non saranno state di- liberale e reciproca che rappresenta la grande
strutte le istituzioni del farsi carico e della re- utopia degli stati moderni e serve da copertura
sponsabilizzazione; prima tra tutte bisogna al loro reale dispotismo. Utopia liberale perch
.mettere l'istituzione del bambino come perso- finge d'appoggiarsi su persone libere che per
na.
capirsi non hanno che da esprimersi; dispotica
Certo, suoner strano il nostro rifiutare al perch la verit di questo mondo di persone
bambino la personalit perch questa la tutta nella ripercussione della disciplina che le
garanzia essenziale che si pu rivendicare per ha formate. Famiglia progressista, permissiva,
lui ed egli stesso pu rivendicare per s. Ma societ di bambini che sarebbero vitali nella lonon si tratta di questo. Con persona inten- ro interna autonomia, il postulato di base udiamo la determinazione astratta ed artificiale nico: quello del bambino-persona capace di dedell'individuo per il quale rappresenta pi il siderare spontaneamente o d'inventare i modelmarchio (della servit) che quello della libera- li d'organizzazione che gli adulti non hanno
28
111

mai saputo far funzionare per s.


Situandosi per l'appunto ai margini di questi
problemi d'organizzazione autonoma dell'infanzia, F. Deligny l'unico, tra quelli che frequentano i bambini, a non farsi illusioni riguardo l'autonomia, quando si traduce, come
sta avvenendo ai nostri giorni dentro le istituzioni pi avanzate, in forme dette democratiche d'assemblea: Il paradosso, 'Iscrive, che se
guardate Summerhill (che per molti rimane un
modello nel suo genere), ritrovate M 'akarenko (/' educatore staliniano nel suo massimo splendore),
l'assemblea generale, il diritto di parola, i ragazzi, la gente, tutti presi nelle responsabilit dell'Assemblea generale. Dappertutto direttori, la
parola che dirige. Bisogna guardare da vicino. Le
funzioni distribuite fino ... alla parola obbligatoria. In alternativa al diritto di parola, io metto il
diritto di tapparsi la bocca. (21)
Parola come potere, come interdetto del corpo
in favore della personalizzazione obbligatoria.
E certo Deligny tra le righe allude ai bambini
che non possono far valere, esprimere la propria autonomia in questo modo, quelli che non
hanno la parola facile o non ce l'hanno affatto.
Caso eccezionale, indubbiamente, ma forse a
partire da .questi che bisogna fare la strada
verso l'infanzia, quella che non stata fin dall'origine interdetta, sbarrata a noi ed a se stessa. Per ritrovare i suoi propri tragitti, la sua
propria prossimit alle cose ed agli esseri, distante dall'Io-M e-Persona, in un diverso registro. L dove non c' ragione di confondere la
libert con l'autonomia come viene pensata,
ma neanche con il desiderio, la voglia con il
loro sorgere momentaneo e discontinuo, che rimanda nuovamente l'infanzia all'adulto, come
sua replica e controparte, ai suoi illogici impulsi, alle sue incoerenze, e che manifesta soltando l'insuperabile alienazione del bambino
nei segni di potere.
Quando si tratta del bambino, non c' che
menzogna finch non lo si cerca nella costellazione dov'egli sta, come diceva Rilke. (22) E ignoreremo sempre che cos' se ci limiteremo a
stabilire le tappe del stio sviluppo controllato
verso l'identificazione e la responsabilit adulte. Non bisogna denunciare come esca artificiale soltanto l'identificazione con l'adulto, ma
anche quella del bambino con se stesso, la
quale viene spesso opposta alla prima, quando invece di quella, su cui si modella, l'erede.

LE ANTINOMIE ED IL PENSIERO DEi..L'INFANZIA


Ma nel momento in cui affrontiamo il problema della libert e dell'autonomia dell'infanzia,
siamo consapevoli di scontrarci in profonde
contraddizioni. Di pi, affermiamo che ogni
pensiero dell'infanzia, volendo mantenere i due
termini di libert ed infanzia, fondamentalmente antinomico-.
Antinomia, la parola viene da Kant, significa
un conflitto della ragione con se stessa. Nelle
sue Riflessioni sull'educazione, con la precisione concettuale che gli propria, Kant enuncia
le contraddizioni del pensiero pedagogico che noi senza fatica possiamo assimilare ad ogni pensiero sull'infanzia (23): l'uomo, unico
tra tutti gli animali, atto ad essere educato,
perch libero; ma a causa delle sue inclinazioni
animali esso non dispone ancora della libert
e deve essere costretto da una disciplina. Il
bambino diventa uomo attraverso l'educazione;
in altre parole, con l'educazione diventa la persona umana che non ancora pur essendolo
virtualmente.
Ma che cos' una libert virtuale? Non forse
in funzione della sua libert, per cui si distingue dall'animale dominato dall'istinto, che il
bambino capace d'educazione?
Si tratta proprio, per usare un linguaggio kantiano che per Kant qui non usa, d'una antinomia della ragione. Pu essere enunciata in
forma antitetica: tesi: il bambino, essendo uomo, libero; antitesi: il bambino, che non
ancora uomo, non libero. Le due affermazioni possono essere sostenute con pari verosimglianza.
Conflitto della ragione a dire il vero insolubile,
croce del pensiero pedagogico: educazione direttiva o non direttiva, eteronomia o autonomia
dell'infanzia nella forma d'una emancipazione
personalista. Nel libro di Kant la scolarizzazione viene a risolvere praticamente il conflitto. Il
bambino si definisce come tale, diventa possibile, entrando nel campo pedagogico, dove
viene disciplinato. 2 questa una condizione a
priori perch sia possibile ci che noi chiamiamo il bambino e la sua socializzazione in
quanto persona ragionevole. Non occorre insistere per mostrare che tutto il pensiero moderno, dalle leggi per la protezione dell'infanzia
fino alle rivolte dei liceali , si basa implicitamente su questo postulato.
Solo che l'infanzia in questo processo scomparsa, e noi siamo nuovamente alla sua ricer-

29

ca. Non stiamo qui facendo un'esposizione della filosofia kantiana, dalla quale prendiamo
soltanto un comodo linguaggio, che siamo liberi d'accomodare ai nostri usi. In un altro testo
di Kant troviamo un'idea guida che ci permetter di vederci pi chiaro.
Si tratta ancora d'antinomia e di soluzione dell'antinomia. Nella Critica del giudizio, che
parla d'estetica, Kant espone un'antinomia a
proposito del Bello che, ad un tempo, si fonda
su concetti- poich noi reclamiamo dagli altri
che riconoscano che una certa cosa bella, e
non si fonda su concetti- poich il nostro giudizio sulla bellezza indimostrabile. (24) La
soluzione dell'antinomia sta nel fatto che le
due affermazioni sono vere nello stesso tempo.
Del bello c' concetto, ma non esponibile
n dimostrabile. Si tratta d'una idea estetica
la quale non pu diventare conoscenza; e Kant
la chiama rappresentazione non esponibile
dell'Immaginazione nel suo libero gioco.
Ebbene, nell'idea d'infanzia c' qualcosa che supera il concetto (<<1'
anmalit delle sue inclinazioni, il virtuale- della sua libert). Questa miscela, che nel bambino, d'inumanit e d'umanit, di responsabilit e d'irresponsabilit, proponiamo di connotarla con l'espressione d'idea
non esponibile dell'immaginazione e poniamo
che tale idea ha la stessa natura dell'idea estetica.
Schiller s' impadronito delle indicazioni kantiane per scrivere in Poesia ingenua e poesia
sentimentale (25) un'ammirevole pagina sull'infinito del bambino in rapporto alla limitatezza dell'adulto, ma ha ridotto rapidamente
l'idea estetica in un'idea morale. L'idea estetica
non un'idea morale. Nel nostro modo di far
appello all'idea estetica parlando del bambino,
vediamo piuttosto un mezzo per restituirlo, a
se stesso ed agli altri, in quanto corpo, corpo
che rappresenta l'animalit di cui parla Kant
e per cui esso subisce la condanna all'interdizione.
Riflettiamo bene senza il peso di pregiudizi: il
corpo del bambino, non la sua persona ma ci
che nel linguaggio classico si sarebbe chiamato
il suo essere sensibile, questo che ci d accesso a lui, ci in cui egli vive e rimane. Lungi
dal considerare quest'essere sensibile uno stato
d'infermit o d'animalit da superare, conviene
trattarlo nella sua presenza immediata, estranea ai limiti personalistici. Corpo che non
ancora l'essere proprio, l'unit organica chiusa,
la sfera privata o la carcassa pi un'interiorit,
con cui si caratterizza l'adulto. Il bambino con
il corpo vive e s'esprime. Corpo, superficie di

abbracci e congiunzioni, la cui presenza tra gli


uomini , come quella dell'oggetto estetico,
riorganizzazione del campo percettivo. Ed altrettanto disturbante poich un richiamo a
sopprimere la distanza tra i corpi. Un bambino
non si osserva, non s'interpella, o non essenzialmente, un bambino prende, tocca, s'arrampica, supera distanze.
I DIRITTI DEL BAMBINO IN QUESTIONE
Per questo le piccole societ di. bambini riuniti
in assemblea, che fanno discussioni interpersonali, ad immagine degli adulti, saranno sempre
una caricatura o una finzione.
Se il bambino fosse, collettivamente, capace di
rivolte vittoriose e di conquista del potere, non
si trasfonderebbe in una societ assembleare,
in un simulacro di democrazia. I suoi diritti
affermati non potrebbero prendere che la forma d'una esaltazione totale del corpo e della
passione.
La rivolta dei bambini nel film di Shuji Terayama, L'imperatore Tomato Ketchup (26),
crudele, libidica, intensa ma dappertutto
gioiosa, orgiastica, affermativa. Infatti nel
bambino la crudelt non ha mai l'aspetto riflesso ed irrevocabile che all'istituzione danno
la buona coscienza e la memoria impetalista
(27) della persona; non mai istituita e repressiva, ma passeggera e dimentica.
Non mai per il bambino una faccenda di presa del potere, se non in una fantasia del momento; una libert infantile stenta ad accordarsi con il linguaggio politico; essa rientra
piuttosto, secondo il linguaggio di Fourier, nel
domestico, inteso come spazio in cui si sviluppano le attrazioni passionali. Confermemente a questa accezione del termine, diciamo
che l'ambito in cui s'afferma l'infanzia quello
domestico, non quello politico. (28) Il bambino
ha altro e meglio da fare che assumersi il sistema istituzionale esistente per farlo suo. Non esiste un mondo dell'infanzia da richiudere
ancor pi e da opporre al mondo degli adulti,
magari nella forma della classe ideologica:
ma l'infanzia pu portare dovunque la sua forza passionale per bloccare gli ingranaggi ed i
meccanismi, inventandosi nuovi modi d'inserirsi, per mettere le passioni in moto e in crescita,
senza intralci.
Si potrebbe anzi, e paradossalmente per i formalisti dell'autonomia,
parlare di servizio
dell'infanzia, in quanto forza in movimento che
si sposta a stabilire comunicazioni, che non lascia mai fermo il corpo sociale, portando e

30

proponendo dovunque il suo corpo di desiderio


e godimento. Funzione perversa quanto al sistema che l'imprigiona, funzione liberatrice
non dell'infanzia come categoria distinta, ma
delle energie impacciate.
Un esempio di tale funzione fornito da Fourier con i gruppi infantili delle piccole orde e
delle piccole bande; le prime si abbandonano
interamente alla passione delluridume, incaricandosi di lavori ripugnanti, dedicandosi alla
distruzione di vermi e parassiti che riempirebbero di schifo gli adulti, assumendo un linguaggio sboccato, e rafforzando nello stesso
tempo il legame sociale con una filantropia
che si richiama semplicemente ad un difetto
che l'educazione reprime. Le piccole bande sono invece l'ornamento della Falange, sviluppando all'estremo la delicatezza, la femminilit, condannate in regime di civilt come affettazione e manierismo.
L'infanzia con ci non occupa un posto puramente marginale, ma centrale, cardinale.
Lungi dall'opporsi agli adulti ai quali diventano indispensabili, fuori dall'alternativa di dove-r
sottostare alloro potere o d'imporgli -il proprio,
i bambini delle orde e delle bande diventano
pubblici; la pubblicit della loro azione li copre
d'onori e li destina alle parate, che sono altrettanto conformi alle passioni d'infanzia. Soluzione d'un problema che, in regime di civilt,
non prevede altro che il controllo forzato delle
passioni, nel bambino come nell'adulto.
Del resto, non occorre leggere Fourier per capirlo. Esistono bande o orde di bambini, con
ruoli transitori e scambiabili, forme spontanee
d'organizzazione di cui noi ci guardiamo bene
dal fare un qualche uso; ma non possono esistere, propriamente parlando, delle societ di
bambini. Poich una simile societ o si
costruisce ad immagine di quelle sognate dagli
adulti nelle cosiddette repubbliche dei ragazzi
la cui funzione esclusivamente pedagogica,
oppure sarebbe la fissazione d'una infanzia in
s, ma in continuo stato d'autodistruzione se i
limiti ch'essa si fissa sono quelli dell'infanzia
attuale. Intendiamo non soltanto i limiti di
tempo ma anche, quelli imposti dall'infanzia
scolarizzata e verbosa. Il romanzo di W. Golding
Il signore delle mosche ed il film di Peter
Brook mettono in risalto l'incompatibilit tra
infanzia e costruzione d'una societ autonoma;
la forma democratica dell'assemblea si rivela
infatti ben presto impotente davanti alla banda
selvaggia e libidica che non era riuscita a capire e le cui passioni ingorgate si convertono in

distruzione. Non tanto la banda che si rivela


distruttrice quanto la verniciatura artificiale di
civilt che i ragazzi, perduti in un isola deserta, hanno credu to bene di darsi.
Ma se diciamo che non pu esistere una societ
composta esclusivamente di bambini, affermiamo nello stesso tempo che non pu esistere societ senza bambini, oppure si, ma transitoria, non vitale: Il che potrebbe suonare ovvio,
se non aggiungessimo che la nostra societ in
definitiva proprio cos: una societ che procede ad escludere il bambino, a recintarlo, oppure che lo provoca a costituirsi in fnzone di societ rivale. Societ che si nutre della morte del
bambino in noi e della morte dell'infanzia.
L'infanzia, che non in s pi di quanto non
sia in noi come una nostalgia o un segreto,
ci che manca all' atomismo personalista che ci
caratterizza sotto la macchina dispotica del potere. L'infanzia, che vediamo come ci che circola e fa circolare l'energia passionale, il
tra, il framezzo, l'intermediaria, da non intendere per come semplice messa in rapporto
di persone rigidamente stabilite, bens come la
lacerazione delle stesse istanze personaliste.
La funzione del bambino di stabilire il legame, la bellezza, l'ornamento, di frantumare gli
egoismi, di portare entusiasmi dove le persone
si contentano di discutere gli scambi. Perch al
bambino, pi della parola, s'addice il tatto,
pi del discorso, l'iniziativa ed il percorso, ed
egli esiste per ricordarci tutto quello che ciascuno ha sepolto e dimenticato, perduto nel
suo quanto a s.
A partire dal quanto a s nei confronti d'un'infanzia che ci mette in imbarazzo e di cui vogliamo evitare l'irruzione rendendola intoccabile.
Ren Schrer - Guy Hocquenghem
(da Co-ire. Album systmatique de l'enfance.
Recherches, n. 22, maggio 1976; trad. di Luisa
Muraro)
NOTE
1 Christiane
ROCHEFORT,
set, Paris 1975.

Encore heureux qu'on va vers l't, Gras-

2 Le leggi del 1833 sull'obbligo


dell'istruzione
elementare
nei comuni.
Madame Guizot, nome di famiglia Pauline de Meulan, nata a Parigi
nel 1773, morta nel 1827, era figlia d'un alto funzionario.
Rovinata
dalla Rivoluzione, trov rifugio nelle helle lettere; ha pubblicato
anzitutto dei romanzi:
Les contradictions.Yl'N; La chapelle d'Ayton ou
Emma Courtenay. Fu poi autrice d'ottimi articoli di letteratura su Le
Publiciste che Suard aveva da poco fondato. Nel 1812 spos M. Guizot che aiut in alcuni suoi lavori, e .pubblic in seguito numerose opere educative: Le journal d'une mre, Les Enfants nel 1812, raccolta
di racconti per piccolissimi;
L'colier ou Raoul et Yictor, romanzo
morale che fu premiato dall'Accadmie;
Nouveaux contes, 1823; Une

31

famille (lavoro incompiuto che sar poi terminato da Madame Tastu);


Education domestique, 1826. Queste opere, che presentano insieme
ad una morale pura una grande elevatezza di pensiero,' sono nel loro
genere dei veri modelli. Di Madame Guizot si diceva che in lei s'armonizzavano il cuore e la ragione tDictionnaire universel d'histoire et
de Gographie, par M.N. Bouillet, Hachette, Paris 1860).
3 Temi di ragazzini di 12 anni, 1973.
4 Les aventures d'un enfant, journal

instructif et moral, di A. Berthon,

1855.

5 Ren SCHERER, Emilio pervertito, tr.it. di L. MURARO, Emme


Edizioni, Milano 1976.
6 J. CHATEAU, Qu'est-ce qu'un enfant?
moderne, Bourrelier, 1962, p. 19.

]7([

in Cahiers de pdagogie

'I)

7 G. MENDEL, Pour dcoloniser l'enfant, Payot, Paris 1971, p. 202.

Il
~

8 E. Key,Le sicle de l'enfant, Flammarion Paris 1908.

Il

9 Espressione di I. Joseph e F. Deligny.


10Emmet GROGAN, Ringolevio,

?~

ed. J'au lu, 1973.

llJ.F. Lyotard, Capitalsme nergurnne-, Critique, novembre 1972.

C-

e
ft:;;;;P

~0

a=f)r:p

12 Anne Querrien, Gnalogie des quipements collectfs, les quipements de normalisation, l'cole primaire, ed CERFI, 1975.

e>

.~

Q::?

t)

00

13 Les gardes d'enfants de O 3 ans comme surface d'inscription des relations entre la familleet le champ social, opera coli. di Her Maury,
Liane Mozre, Bernadette Plinval-Imbert e Nicole Preli, ed. CERFI
1975.
'
14 Cfr. in particolare il cap. m,2.
15 M. Foucault, Surveiller et punir, Gallimard 1975, p. 217. Sulla repressione del vagabondaggio nel diciannovesimo secolo, cfr. P. Meyer,
Le territoire de l'aveu-, Nomades et vagabonds, cause commune,
10/18, pp. 69-83.
16 Blackboard Jungle, it. Il seme della violenza, di Richard Brooks,
1955; sulla generalizzazione della presa in carico del minore, v. P.
Meyer, La correction paternelle, Critique, dicembre 1975.
17 Foucault, op. cit., p. 218.

It gruppo che discute e organizza il lavoro della


rivista si riunisce regolarmente a Milano. Chiu~que interessato ad esso pu partecipare alle
riunioni. Incontri con gruppi o collettivi di lavoro
hanno luogo anche fuori Milano. La rivista d
notizia delle attivit segnalate-e risponde a tutte le
lettere (i ritardi possono essere nostri, le omissioni
sono delle poste). Per ogni comunicazione, l'indirizzo :

18 Mosse Jorgensen, Un lyce aux lycens, Cerf, 1975, pref. di G. Mendel.


19 G. Mendel, Le Manifeste ducatif, Payot, 1974.
20 G. Deleuze, Differenza e ripetizione, trad.it. di G. Guglielmi Il Mulino
1972.
'
,
21 Intervista a Libration, lO maggio 1974.

x: J!:II.]I.L~

22 R.M. Rilke, Elegie di Duino, Quarta Elegia.


23 I. Kant, Rlexions sur l'ducation, trad. Philonenko, Paris, Vrin,
1966.

,r()(I'I"j!(J

v. Lanzone da Corte 7, 20 l 23 Milano.

24 E. Kant, Critica del giudizio, Laterza, IV ediz., 1960, par. 56.

..

Per le norme stilla stampa, risulta direttore responsabile Elvio Fachinelli.


Registraz. del Tribunale di Milano n. 234 del
24.6.1971.

25 F. Schiller, trad. it. in Saggi estetici, a cura di C. Baseggio, Utet,


1968.
26 Shuji Terajama, L'empereur Tomato Ketchup, film giapponese.
27 P. Bertrand, L'oubli, rvolution ou mort de l'histoire, P.U.F., 1975.
28 Non si confonda domestico e familiare. La riforma domestica prevista da Fourier inizia con la soppressione dell'economia familiare e con
quella dell'esclusiva delle famiglie sui bambini.

In prima pagina, foto di Pini Galante; in seconda, foto di C. Ianiro e G.


Ricci (da La voce operaia, 292); in ultima: disegno di C. Costa.

ROTOGRAFICA Via Ciovasso 4 MILANO

32

r.r.

2
bimestrale
1977
febbraio mano
spediz. in abbono
ost. gruppo I~
:ubblicit inferiore
al 70%

Messaggi rapidi

Ne11a.. c.a..6aoccupata. di v-ia

Invece del solito fascicolo primaverile


della rivista,arrivano questi pochi fogli
con i quali intendiamo dare notizia a zig
zag di -quello che si. svolto tra di noi
(noi : quelli che fanno la rivista,alcuni
che vi collaborano,altri compagni e amici)
negli ultimi quattro cinque mesi.
Le ragioni che ci hanno spinto a ci che
solo riduttivamente si potrebbe chiamare
un "dibattito" generale investono lo
spa,10 attuale di una rivista come L'erba
vog 10, e di quasi tutte le riviste della cosiddetta nuova sinistra.

S. MaJda. -6i va nei. tempo

UbeJto a "JUapP'topJUaJu,i
dei. P'topJUo coJtpo", e b1-6ogna eMeJte p.(uftO-6to in
60Jtze fu -6eJta peJt mhnaJte
-6uonaJte il pi66eJto mM-6aggiaJte il nO-6tno cOJtpo
e magaJr.i anche quello di
a1.:tJr1. c.!U-6ti che incon~o
l. Non va e lo
-6appiamo. Viene da veJtgognaJt-6i q~i
e -6i 6a
pJte-6to a pJte6eJtiJte luoghi
dove non ti chiedono di
JUpJtendeJtti fu -6eJta quei.lo che non ti JUcoJtcU
neanche d'aveJt avuto mai.
I pO-6ti dove pO-6-6iamo-6taJtcene CO-6Zcome -6iamo -6ono
le n0-6tne pJtivatiMime
CMe il lefto la. tv, fu
P'te-6enza di a1.:tJr1. ci 6a
pu.UJte JUoJtdinaJte -6pegneJte
-6i pJtepaJta una piccofu
-6cena -6gombJta dove il
di-6C0Jt-60pu c.iJtcolaJte indi-6tuJtbato. QUe-6ti mumi.
pJtepaJtativi al cambiamento
di -6cena -6i ingiganti-6cono
man mano che aumenta l'impoJttanza dei. ~ovo.
Non dico che in qUe-6te
condizioni
non pO-6-6a-6uccedeJte nulfu, avvenuto
qualco-6a e continua ad avvenilte,-6i c.ap1-6ce -6i impaJL..
a paJtlaJte ad McoltaJte anche
dove comanda i' ondine: dei.
cUAcOJt-6o. Solo che -6i sxa.
poco a c.adeJte dentno fu palude dell I ideolog-ia e dei.
geJtgo.
QUe-6to impantanamento avvenuto peJt molti nei covi
deLta.m-i..LUa.nza peJt fu JU-

Spieghiamoci. Nel I97I,pochi mesi dopo


l'uscita del libro presso Einaudi,pensammo
alla rivista come unico strumento a nostra
disposizione (a disposizione cio di un
gruppo autonomo,sganciato da posizioni di
potere istituzionale,e anzi in netta opposizione con esse) per poter mantenere
e sviluppare le tematiche enunciate nel
libro. Le nostre forze -limitate,sotto
ogni punto di vista- ci prescrissero allora,per cos dire,la forma stessa della
rivista : una periodicit pressappoco
bimestrale e la distribuzione quasi esclusivamente in libreria.
Se avessimo scelto allora una -strada pi
ambiziosa -per esempio,una periodicit
mensile e la distribuzione in edicola- saremmo stati probabilmente travolti a breve
scadenza (come successo ad altri gruppi,
ben pi forti in apparenza di noi) da
difficolt oggettive insuperabili.
Entro questi limiti modesti,i risultati
ottenuti sono stati senz'altro buoni. Non
intendiamo fare del trionfalismo : non
c' per dubbio,ci sembra,che la rivista
nei suoi momenti migliori ha intuito o
precorso alcuni dei nessi teorico-pratici
pi profondi che in seguito,anche grazie
al nostro lavoro,si sono diffusi in tutto
l'ambito della nuova sinistra. Inutile
fare esempi :i .sonmar-i della rivista,dal
primo all'ultimo numero,parlano da s.

Grazie a quest'intervento costante,consentito in primo luogo dalla franchezza con


noi stessi e dalla mancanza di smania di
potere e di leaderismo,l'incidenza della
rivista stata reale,e ha toccato situazioni e ambiti del tutto lontani e all'inizio assolutamente imorp.veoibili.

voluzione
e anche in qu~
de1.1.a rrULUanza peJt fu
pfLOP!{).a,tibeJta.zione.. Sembna
di es s eJte CJ.!l.Jl....tva:t...L
a un
pu~o estxemo , quafcuno ha
in me~e la .6oLCtudine,
altni .6ognano un me...6COi.ame~o.
C'bi.6ogno di
andane fiino in fiondo a
quv.,:te peJtdi:te 1enza
nimpiazzamevz.;t..t. QUe...6:to
viaggio sots xenna. niguanda un po' :tutii, peJt
adv.,.6 o gananzie di ni;tofLno
coUetiivo
non ce ne sono ,
ma il bi.6 o 9no de.Ua
pan:tenza ci appantiene
e
..ci accomuna.

Con altrettanta franchezza,dobbiamo


che questo tipo di lavoro ci sembra oggi
concluso,e per vari ordini di raqioni.
In primo luogo,la diffusione stessa di
molti temi ,che all'inizio sembravano
secondari o "controrivoluzionari",rende
ora necessario un lavoro rinnovato - per
non cadere nella ripetizione di ci che
noi stessi abbiamo fatto sin qui e che,
nella ripetizione,rischierebbe di ridursi
a parola d'ordine,a ritualismo,se non addirittura a slogan (si pensi,tanto per fare
un esempio,a come viene spesso usato
"il personale politico"). Abbiamo tutti
la percezione che un periodo finito e
che ora s'impone qualcosa di diverso,di
pi duttile e inventivo.
In secondo luogo,il mutamento intervenuto
nella situazione politica nazionale COn le
ultime elezioni. Abbiamo da un lato
l'ingresso del PCI nell'area del potere
(secondo modalit e posizioni di cui
si parlato in "Diabolik e la r~orta Vivente",n.I8/I9);dall'altro,la crisi delle
formazioni organizzate che in questi anni
hanno tentato di contrastarlo sullo stesso
piano. Di qui nasce la necessit -parzialmente diversa da quella accennata prima,
ma non contrastante- di un lavoro collettivo pi ampio,attento al magma sociale,
economico,poltico che il PCI,in ragione
del suo progetto a lunga scadenza,tenta di
"normalizzare". In questa fase la crisi
delle organizzazioni partitiche -che in s
era inevitabile,ed salutare - rischia
di trascinare con s nel disorientamento
e nella sfiducia larghi strati di giovani
che in questi ultimi anni sono rimasti
presi dentro un tipo di "militanza"
alienante quanto quella dei partiti tradizionali.
Terzo punto. La distribuzione delleriviste nelle librerie sta diventando sempre
pi difficile e precaria,seguendo un processo che,gi evidente anni fa, ora
macroscopico. Una rivista in senso stretto.
cio una pubblicazione con cadenza abba~
stanza rapida,non viene accettata dalla

La contadina
cinese
Ho letto con interesse il
supplemento Cento anni
dal Corriere della Sera s,
A pag, 154 c' un'inesattezza: la contadina cinese della fotografia centrale non altri che il defunto presidente Mao Tse'tung' durante una . visita.
nella 'provnca dell'Honan
nel 1958: come si deduce
dal volume e Insde a People's Commune di Chu Li
e Tien Chieh-yun (Foregn
Language Press, 'Pechino
1974) ,
Vittorio

Ma:rrama

(Unver-

sit degli studi di Roma)

grande maggioranza dei 1ibrai,perch il


profitto che ne ricavano minore rispetto
a quello dei 1ibri,perch costri~ge aun
lavoro ingrato d corrispondenza,tatturazione ecc e perch occupa uno spazio prezioso in un ambiente generalmente insufficiente.
Ovviamerite,anche la grande distribuzione
quasi generalmente rifiuta le riviste (e
si pensi che,insieme,librerie e distribuzione si prendono oltre il cinquanta per
cento del prezzo di copertina!). In questa
situazione,i tentativi di distri~uzione
cosiddetta 'alternativa' si svolgono con
estrema diffico1t,cui si aggiungono spesso
discontinuit e improvvisazione (con poche
eccezioni ,ormai 'leggendarie'). A questo
punto,i1 distributore delle riviste
rischia spesso di essere,contro la sua volont,l'affossatore delle stesse :dopo un"
po' che i soldi non rientrano,mo1ti tentativi anche interessanti muoiono.
VESIVERIO

VI VIVENTARE

UN

INVIANO

Una deiinizione
di Zdanov
Nel mio articolo 'apparso
Corriere del 26 novembre, Quando la scienza serva della poltca s,
per Un errore di trasmissione stato scritto a proposito di una defnzone di
ZdanQv la praticit del
culto . La frase di Zdanov
era. invece ovviament~ la
partiticit della cultura"
che charsce . cos 11 senso
di tutto il discorso.
Sl

Giovan~i Russo

(1909-1910)

Se. .6i 6o.6.6e.we.no un indiano, .6ubito pJtonto e. .6u1.. c.ava..U.oin c.OMa,to.ao ne.il.' arda,
.6i tJte.mM.6e..6e.mpJte.
un poco .6u1.. te.JtJte.notJte.mante.,.6inc.h .6i lMUavano gli spnoni.,
pe.Jtc.hnon c.'e.Jtano .6pJtoni,.6i gutavano via le. bJtiglie.,pe.Jtc.h non c.'e.Jtano bJtiglie.,
e. s ve.de.va appe.n.a fu te.JtJtainnanzi a.6 c.ome. una blUlghie.Jta6a.tc.iata,oJtma-<-.6e.nza
il c.oilo e. fu tuta. de..t c.ava..U.o!

(pubblicit de "Gli amici della storia",


Imperia)

Di conseguenza,l~ riviste tendono sempre


piO a essere confinate in settori specializzati di alcune librerie :si sta cos
creando un ghetto comunicativo,nel quale
sono comprese tutte le riviste.Anche quelle
che,per consentire un utile sufficiente
ai librai,si trasformano in veri e propri
libri con cadenza semestrale o annuale (inutile dire,forse,che in questo modo la funzione di stimolo e di intervento puntuale
dello strumento rivista viene a cadere).
Apriamo qui 'una 'parentesi.L'erba voglio,come
stata fatta sjn qui, una rivista che,grazie al lavoro interamente volontario di chi
vi collabora e di chi la "confez i ona" ,e
grazie al contributo costante dei lettori
(in primo luogo,e va sottolineato,degli
abbonati) , una rivista da anni in pareggio.
Non abbiamo mai avuto finanziamenti esterni
, e soprattutto non abbiamo mai avuto bisogno
di ricorrervi per continuare. Crediamo che
questo risultato economico vada tenuto sempre
presente in tutto ci che si dice qui -essendo rarissimo,come ben noto,in tutta
l'editoria italiana e in particolare nel
po delle riviste.
4

'1'

L O G N A , 12M

A R Z O

O R E 2 3 , I 5

Avete il mandto ?
S
Lo voglio vedere
APRITE
Vogliamo vedere il mandatQ
(telefono)Alice
metto gi c' la polizia alla porta
(telefono) Pronto Alice
s
s c' la polizia se trovi qualcuno
del collettivo giuridico di difesa
immediatamente qui
Se non vediamo il mandato non apriamo
un cazzo
Attenzione a tutti i compagni che ci
sentono che si mettano in comunicazione
con gli avvocati del comitato politico
di difesa
Daniela se sei al telefono cio se stai
alla radio stai calma
SIETE PULITI ?
Ancora un appello da radio Alice radio Alice
ha la polizia alla porta tutti i compagni del
collettivo giuridico di difesa per favore
si precipitino qui in via Pratello
Risponde nessuno?
Non risponde nessuno?
Attenzione attenzione qui radio Alice
stiamo ancora aspettando che arrivino gli
avvocati per poter far entrare la polizia
APRITE
(te1efono)Pronto ascolta c' la polizia
che sta tentando di sfondare la porta in questo
momento non so se sentite i colpi per
radio
(te1efono)Pronto
s e tu chi sei? Si c'
la polizia qui fuori che tenta di sfondare
hanno le pistole puntate e io mi rifiuto di
aprire gli ho detto finch non calano le
a

pistole e non mi fanno vedere il mandato'


e poi siccome non- calano le pistole gli ho
detto che non apriamo finch non arriva
il nostro avvocato
puoi venire per favore
d'urgenza ti prego d'urgenza c'hanno
le pistole i corpetti antiproiettile
tutte 'ste palle qua
via del Pratello 41
ok ti aspettiamo ciao
DIGLI

MAURO

STAI

BASSO

Stanno arrivando gli avvocati


stanno arrivando gli avvocati

un momento

(telefono)Alice
s ascolta abbiamo
la polizia qui alla porta
lascia gi per favore il telefono
APRITE LA PORTA
dopo quando ci sono gli avvocati
Attenzione
hhhhhhhhhhhhh
qui sempre radio Alice
abbiamo la polizia fuori dalla porta
abbiamo la polizia fuori dalla porta
dio boia che sfiga
hhhhhhhhhhhhh
con i corpetti antiproiettile le pistole
in mano e tutte 'ste cose qua
hhhhhhh i nostri avvocati stanno aspettando
ci rifiutiamo assolutamente di far entrare
la polizia fino a che i nostri avvocati
non sono qua hhhhhhhh
perch loro puntano le pistole hhhhhhhh
cose di questo genere
non sono assolutamente cose che noi possiamo
accettare hhhhhhh
va b
prego i compagni di radio Citt
se stanno ritrasmettendo come mi pare
il nostro programma hhhhhhh
se per favore ci danno un avviso hhhhh
via radio
li sto ascoltando
Tutti i compagni
tutti i compagni
in piazza maggiore prima di mezzanotte
assolutamente
Radio Citt che telefoni qui a radio Alice
radio Citt che telefoni
subito
o che avvisi di essere in ascolto e di stare
ritrasmettendo queste cose attraverso
la rad io
Vj stiamo ascoltando ma non riusciamo
b

a capire se un nostro rientro


per favore radio Citt date una voce
Radio Citt stiamo aspettando
(telefono) Pronto
signora stiamo
solo aspettando gli avvocati
La situ.azione stabile
la polizia sempre fuori
che aspetta di entrare
sempre con i corpetti antiproiettile
sempre con le pistole puntate
hhhhhhh
hanno detto che sfonderanno la porta
e cose di questo genere
mmmmm hhhhhhhh preghiamo tutti i compagni
comunque che conoscono avvocati
di telefonargli
e di" dirgli che noi siamo appunto
assediati dalla polizJa
qui
in questa maniera
non so se avete visto il film
hhhhhh
porca vacca come cazzo si chiamava (ride)
hhhhhhhhh
quello di Berkler sulla Germania
casoooo
Katerina Blum
ecco
gli stessi identici elmetti
gli stessi identici giubbotti antiproiettile
le Berretta puntate
e cose di questo genere
hhhhhhhhhh
veramente assurdo
veramente incredibile
Guarda stiamo aspettando
hai il numero tu
hhhhhhhhhhh
veramente da film (ride)
giuro che se non battessero sulla porta
qui di fuori
penserei di essere al cinema
Non ce l'ho sottomano il numero
ascolta nessuno sa il numero
di radio Citt?
'
Stiamo aspettando ancora l 'arrivo del compagno
siamo in quattro qui su alla radio
hhhhhhhh che hhhhhh
niente siamo in quattro qui
che facevamo il lavoro di controinformazione
e siamo qui che aspettiamo
la polizia
per vedere che cazzo fa
c

ttelefono) Pronto
per il momento sembrano tranquilli
non fanno tanto casino
si sono calmati
hanno smesso di picchiare contro la porta
si vede che la ritengono molto robusta (ride)
hhhhhhhhhhh
mi dai un disco che mettiamo su un pOi di musica porco dio
(telefono)Alice
il telefono qui a getto continuo
veramente a getto continuo
ecco qui Beethoven
hhhhh se vi va bene
bene
se no seghe
(telefono)No

Calimero andato via

Dio porco ;che sfiga che sfiga che sfiga


No ascolta abbiamo la polizia qui che sta battendo
(attacca un piano

poche note)

Un pOi di musica di sottofondo


Stiamo aspettando gli avvocati
(il piano si abbassa e sparisce)
No

non so nemmeno se vado a dormire stanotte

Dai vagli mo a dire che aspettiamo gli avvocati


Dunc:ue la polizia ha ricominciato a batfere
sulla porta
continua a urlare di aprire
Stai attento stai gi,

APRITE LA 'PORTA
Stanno arrivando gli avvocati
sono qui per strada

aspettate cinque minuti

(urla incomprensibili)
Abbiamo le mani in alto
strappando il microfono
guardi questo un posto
il mandato di

hhhhhh gli unici commenti sono


porco dio aprite
cose di questo genere

Sono entrati sono entrati


sono entrati sono entrati
siamo con le mani alzate
siamo entrati
siamo con le mani alzate
ecco stanno strappando
stanno strappando
d

A questi mutamenti intervenuti all'interno


e all'esterno del nostro campo d'azione,
abbiamo cercato di dare risposte in modi
differenziati. Per quanto concerne l'esigenza di contributi piO articolati ,che
oltrepassano le d-mensioni di un articolo,
abbiamo risposto,come noto,con la creazone delle edizioni L'erba voglio. I primi
volumi finora usciti esemplificano abbastanza bene,ci sembra,il senso del nostro intervento :portare anche nella produzione
di libri il gusto della franchezza,della
ricerca autonoma ,del l imprevisto e "sotterraneo" ,del "r tmossovvche tanto fastidio
danno alle grandi istituzioni cul tural i-e
ditoriali dominanti. L'eco suscitata per
esempio dai Minima immoralia di Adorno
(gi usciti ;n parte sulla rivista,senza
che quasi nessuno reagisse) ,insieme alle
crisi di vera e propria rabbia in alcuni
rappts~Btantt dell'intellettu~lit di
sinistra, una chiara dimostrazione di ci
che si pu fare in questa direzione. Qui
Golia non ha mai incontrato i suoi David,
parrebbe,o per essere piO d~retti :qu~ .
Lama non ha mai incontrato l SUOl lndlanl.

Una volta Chomsky,lamentandosi


dell'ostruzionismo contro la
New Left am~ana,disse
che
ormai l'organo di diffusione
del movimento rivoluzionario
americano e'a "Le Monde Diplomatique". Il che apparen';"
temente non sarebbe tanto
male - come se il movimento
.avesse come organo la terza
pagina del "Corriere della
Sera". Ma il punto proprio
questo :pu la rivista limitarsi ad essere
"L 'herbe '
diplomatique",cio il raccoglitore di esperienze diverse,
isolate? C' l necessit di
un salto di qualit :dalla
rivista informativa alla
rivista com momento informativo- riflessivo di iniziative,non dico "promulgate"
dalla rivista stessa,ma di cui
la rivista dovrebbe essere
il "luogo" organizzativo e
riflessivo.
Da qui,naturalmente, anche una
riscoperta di temi,tra i quali
metterei in primo piano quello
dell'uso diverso della tecnologia, il tema dell' "alternativa agli specialisti".
Il problema quello di passare dalla denuncia tradizionale
delle storture,o dall'espe'ienza ingenua ed isolata,ad
un "movimento" che metta in
pratica, sperimentalmente, un
uso nuovo del sapere scientifico che non ci riduca a "consumatori" passivi dei prodotti
ryercificati di questo sapere.E'
quanto un po' stato abbozzato
con la "pratica de Zl'inconscio"
da femministe ed altri :primo
tentativo di trasportare se
non una tecnica, comunque un
certo "legame sociale" come
la psicanalisi, in un altro
luogo,con attori diversi.
Qui,in Italia,significherebbe
non accontentarsi di quel che
fa Basagliaa Trieste,chiudendo si. l'ospedale psichiatrico
- ma sostituendovi ambulatori
in cui la Tecnic resta psichiatrica e dove il Capo,pre-

PiO complessa si presenta la questione della rivista.La situazione generale e quella


tecnico~strutturale della distribuzione
ci spingono verso una maggior frequenza
con distribuzione in edicola;la necessit
di oggi ci sembra essere un periodico
(quindicinale;o -come minimo- mensile)
distribuito in un buon numero di edicole
di tutta Italia. Qui intervengono,come
chiaro,le maggiori difficolt e i
problemi incontrati nel corso di questi
mesi;sui quali abbiamo piO a lungo
"dibattuto" e sui quali vorremmo sentire
il parere di tutti coloro che ci seguono
e si sentono interessati.
Da un punto di vista economico,e partendo
da una rivista come L'erba voglio,la possibilit di fare oggi un periodico
distribuito in edicola senza morirne
a breve scadenza dissanguati ,non irrealizzabile.Evidentemente
le spese salirebbero di parecchio -bisognerebbe pensare
a una redazione minimale pagata,all laumento del prezzo per la carta ecc.- ma
tutto sommato una pr~visione prudente ci
consente di pensare di farcela.
La questione piO difficile risulta evidentemente "interna" al progetto stesso.
Il nuovo periodico dovrebbe essere contemporaneamente
:attento al magma,come
5

Dce~~o per concorso pubblico,

si detto,capace di sguardi in profondit,oltre l'attualit immediata riflessa dai mass media,ricettivo e


stimolante rispetto a ci che emerge,
quale che 'sia la collocazione in cui
si tende di solito a rinserrar10 :po1itica,cu1tura,economia ecc.
Per far questo,esso dovrebbe av~re immediatamente una base internazion~le,per ragioni
abbastanza ovvie e da tutti accettate.Ma ottenere questo in ogni singolo numero,per
ogni argomento affrontato, stato finora
impossibile per chiunque,~sinistra.Per riuscirvi,occorre forse pensare alla costituzione,di fianco alla rivista,di un"centro
di documentazione e informazione,in grado
di fornire in tempo reale i dati e i materiali che ci interessano. Si tratta di
un'esigenza di fondo avvertita anche da
altri (per esempio,i compagni di Bologna
che hanno cominciato a fare Interformazioni).
.

uno psichiatra patentato. O'Li

ambulatori dovremmo farli noi,


epe~noi
non intendo psicologi e psichiatri, ma tutti quelli
che sentono di poter dare un
contributo;di qualsiasi genere,
a chi vive nella psicosi.
Ma per "passare aU'esperienza" necessario che la
rivista acquisti un minimo
di organizzazione per essere,
di queste iniziative,ilpropulsore e non l'info~matore. Sono
quindi d'accordo con la proposta di FachineUi di infittirne la periodicit,e che chi
la posta avanti da Primula
Rossa che era si trasformi in
"punto di riferimento"sicuro.

Sul teleschermo apparve la pi. pa di Lama.Essa se ne stava~pi


pa emblematica, come un arrosto
di porco tra un cristiano un
musulmano.Sotto la statua di
Minerva,la pipa non ballava,non
si dipingeva la faccia,non faceva la goliarda. La pipa piena
di buon senso troneggiava tra :_
cartellini 'del servizio d'ordine
& disciplnaappuntati
all' oc ...
chiello e i lunghi capelli degli
indiani,come un antenato cotto
a puntino tra un cannibale e una
suora missionaria~
La squaw,invece di studiare e di
fare i sa-cri-fi-ci,sorr:deva
quieta in un ~ngolo del_covo,con
gli uccelli sulle spalle,la
testa coronata di colombe tutte
stupefatte.
"Bisogna'amare la
pipa di Lama -diceva- anche.se ci
colpisce,anch se ci picchia in
testa e ci chiama parassiti,perch essa non una pipa qualsiasi,
bens la Pipa dell'Operaio Italiano e della Sua Tradizionale
Pazienza Storica. Bisogna amare
la pipa di Lama,perch essa la
pipa di Tutt Un Popolo stretto
stretto in un solo fascio,unito
e pluralistico,uguale
e differente,sempre lo stesso e sempre
diverso nel grande compromesso
isterico della nazione "

La discussione di tutto ci ci ha coinvolti


per ,vari mesi,a partire dal1 'autunno in
particolare con i compagni di A/Trav~rso.
Con alcuni di loro si manifestata alla
!ine una.divergenza,che'ha portato a una
ln~erruzlone degli incontri. Mentre per
nOl de L'erba voglio il nuovo periodico
dovrebbe avere come essenziale,nella fase
a~tuale,una funzione esplorativa,per cos'
d~re,~ttraverso antenne rotanti in ogni
9l~ezlone,per alcuni compagni di A/Traverso
e lnvece essenziale la posizione di
"giornale del movimento",collegato direttamente alle vicende e alle alternanze politiche attuali.

Crediamo di aver fornito,mo1to sommaria~ent~,i termini essenziali dei progetti


di questi mesi.
PER DISCUTERLI ANCHE CON ALTRI,PROPONIAMO UN INCONTRO VERSO MAGGIO IN UNA LOCALITA' DELL'ITALIA CENTRALE.
Chiunque interessato pregato di fare
avere alla rivista il suo nome e indirizzo : verr avvertito personalmente
il pi presto possibile.

i
\

JaRepubica

sembrano invece essere alcuni spettratoriche


sono
stati appena infoiati da
un film danese sull'esso
di una ragazza che si mangia la cartina e che legge pornografia per eccita~
si mentre un elettrodo le
schiaccia il senno ,una ,
specu1um la dilata,un mendico la tocca,molti fori la
illuminano.
Avverte il sessuo10go da
nese :i1 film non deve stri
mollare le vostre dementi ma solo esigere le vostre
cognizioni scienti fiche.
Pi che alto impressiona,
tanti sono gli sCON quassi
invocati dall'eccitazione
e sminuzosamente documenta
ti : cambiamenti di co10reessudorazioni aggroviglio
di muscoli contrazioni defo1iazioni occpi che si di
1atano piedi che si accartocciano collo paonazzo,per
non parlare del sonoro.
Questo importante "'Convieni!" che,secondo i suoi
organizzatori,ha 10 scopto
filo da spezzare i terroni
sessu ali dei medici e degli oratori sociali ita1iani,si serve pi che didiscorsi ,di films e di audiovisivi,che hanno al
melo il vantaggio di eliminare fumosit etniche e
precipizzi psicanalitici.

Quattrocento

8Sptratl

8e88uologi assistono a

un film
MILANO - "Il corpo dell' omo
mi faceva sesso e ci stavo
solo per fallo contento. A
otto ani un mio cugino gran
de ha tentato di fare l'amo
con me a ore:da allora ha a
vuto paura all'anca perchmia madre mi aveva ossassinato affinch io non mi
truccassi mai"., La storia
sempre quella e di stolido casi come questo intasan'o le piccole poste dell' im
mangiabi1e sessuo10go del settimanale femminile. Ma
la ragazza che parla gentile
questa volta sta dentro un
audiovisivo:assieme al professor Wi11i Pasini che,come vuole la scienza,si trin
cera dietro un ascettico camice bianco.Li guardano e
li ascoltano in una sagra
semibuia,quattrocento si1eni ansiosi e attenti aspirati sessuo10gi,quasi tutti medici,quasi tutti giovani,che da ieri insistono
al "Convieni!" internaziona
le sulle nuove pie sessuali,
orgasmizzato dalla Shering.
La ragazza del videotape
assicura che sta risolvendo
il suo prob1ema,tatto che
adesso non le spiace accarecciarci. Pi angustriati

Ed ora a voi l'inglese


Fox che paragona l'orgasmo
a uno starnuto e racconta
dei suoi preziosi spremimenti conpiuti non in obitori ma nell' intillimanit
della carnera da letto di
coppie particolarmente voltate alla scienza.Radiotrasmittenti nel buttero,antenne sotto il materasson
spirometri sulla nocca.
I risaltanti sono importati : si sa ormai certa-

mente chdurante
l'orgasmico,la pressione del1'omo
varia anche del IO per cen~
to, che quella femminile sal.e
a~cor di ,pi~.cheyersone
con pressione a 200 possono
arrivare,ne11'a11accio,perico10samente a 300;che la
tonna al culmine va in apnea,mentre ne11'omo si produce una impervia ventialzione;che gli orgas~ici ,
p1urimi della tonna vengono'
a un minuto di stazza;che
le contrattazioni del buttero sono cosi forti che
starebbe coni.g'l i.ab i e .nei
primi tre mesi di gravi
danze,una certa temperazza.
Sta prima giornata del
"Convieni!" sembra particoarmente interessata nel
complesso a quel mistero
iroso e immolticasi mitico e disperante che il
piacere fammi in ile. Le
ciniche del sesso pul1u
lano,dicono gli esperti,
di sirene anaorgasmatiche
ta1valva recuperabili in
una ba1ena,ta1va1va da pazienti di lungo corso,talvalva mai. Neparla tra1'
altro D.O.,una giovane
espertica che si sfornata alla scuola di Saint
Louis dei due maestri della
teratologia comportamentale M.& J. (purtroppo assenti)e che conduce grappoli di sole tonne. Dopo cinque settimane in cui,questu
piccu1u gruppu1i di tonne
impara a toccarsi,caspita
anche che almeno 1/4 di loro impara per seno
fa'rsi
allacciare dal conpagno di
svista,provando anche nuove,
stupefacenti lozioni.'

Un aitno Qammlno. Un glonnale Qhe eQ~


Qhl
Un cenno a parte per gli abbonati,senza
vlve ne11..'
.L6o-.amentoe muova ve.JL.6ola. socio:
-i qua li non avremmo tenuto in questi
~,Qhe
~gneghl
~ gnuppo dove la. panoLa
anni. Il loro abbonamento si intende
6lnzlone,un qu.lndl~nale dove ~ non detto
ovviamente valido per il nuovo perioe-nompa.,6a.Qendo lnte.JL.6eQane .6~enzl, pa..6.6lonl,
\~d~i~c;o..;p~r;og~e~t~t~a~t~o~._.
__ ----~

~c.onti..nlLit,.6~ntille dl un Qonpo Qhe


~
gloQhl tna..6 e g~ ~
momenti..dl66enenti..
e ln.6o.6petta.b~. Qu.indl non l'eQQezlonale
e ~ ba.nale che: sono gl la. negola. Won6a.nte della. MOMQa.,.6emmalla. tnama. sotxesa
dove l nu.o~ .6ono nodl dl Qonglunzlone tna.
Qolo~ e momenti..v~b~.
Il Sogge;t.;toSto~QO
e la. VenU Ve6l~va.,a.QQa.ntonati pen la. p'n~unzlone che ~ nende
.6o.6pe:t:ti,.6enza.
pen qUe-6to vlvene .6u.lla.
lana
ma.nQa.nza.e con la. ~edla.b~e
nO-6:talgla
dl Qhl ,~,[vLwfe Mio RlQeJtc.a..-to.ltedel- Nuovo.
Un luogo del non detto,dove non ~ .6la
.6pa.zlopen ~ vuoto dl Qhl Qelebna. vl.t:to~e
e ~emple dl .6 ~ QOn.6O deg~ a.vvenimenti...
Un"'enba. vog~o lntenMzlonale",deg~
lnQo~,let:tene,tele6ona.:te;un
penQon.6o Qhe
.6:ta.
gi na..6Qendolntonno a. nol,Qhe .6l tna.:t:ta.
di. evldenzlane e ~Qono.6Qene, a.nQhe ne11..a.
.6U.a.
na.dluu~j.;t..

. .
Per gli abbonati,vale
inoltre lo sconto del trenta per cento sui libri della edizioni L'erba
voglio.Ricordiamo i primi titoli :

Theodor W.Adorno Minima immoralia.Tutti


gli aforismi "tralasciati" nell'edizione italiana (Einaudi,I954):A cura di
Gianni Carchia.L.2500.
Collettivo A/Traverso Alice il diavolo. Sulla strada di Majakovskij :
testi per una pratica di comunicazione
sovversiva. A cura di Luciano Capelli
e Stefano Saviotti.L.2000.
Enzo Mari Francesco Leonetti Atlante
seGndo Lenin. Carte per lo scontro di
linea,oggi. L.3000.
J.-J.Abrahams L'uomo col magnetofono.
Dramma, in un atto con grida cl' aiuto
di uno'psicanalista.Con note di J.-P.
Sartre,J.-B.Pontalis,B.Pingaud,LFachine11i. L.2000.
Collettivo Teatrale "Nostra Signora
dei Fiori" La Traviata Norma ovvero:
vaffanculo ...ebbene s! A cura dei
co11etti vi omosessuali mil anes i. L.3200.

" .in ogni movimento minoritario,si potr agevolmente dimostrare che es i.s t e un aspetto
critico,che il discorso ripete form cri t i+
che.Ma ci che vi si dissimula una posizione affermativa. Nella xitica,in senso marxista, si privilegia il negat~Y9/ E' intesa
come potenza attiva capace di '!1'risvegliare,di
muovere, di "portare le masse all'azione"
(per usare uno stereotipo). In altri termiPer informazioni e prenotazioni,rivolni,essa possiede ci che comunemente acgersi a. L'erba voglio,via Lanzone da
cettato come virt rivoluzionaria essenziale:
Corte 7,20123 Milano. I versamenti
la funzione pedagogica. Il negativo nella
vanno effettuati sul conto corrente
critica l'elemento motore della convinziopostale n.3/43663,intestato a Elvio
ne,esso educa distruggendo il falso.Ora in
Fachinelli,via Lanzone da Corte 7,
ci occorre vedere,appena travestito,:l so20123 Milano.
cratismo.Ed precisamente con questo che noi
rompiamo (anche se l'idea di rottura ,per
pi aspetti,un'ida ingenua) ..Mettersi dalla
Per le norme sulla stampa,risulta diretparte dell'affermativo significa abbandonare
tore responsabile Elvio Fachinelli.
le categorie di "malattia","deviazione",
Idegenerazi'onel,lputrefazione".Queste categorie sono pregiudizi,stereotipi;rinviano alla
~Registrazione del Tribunale di Milano
concezione di un organismo la cui vocazione
n.234 del 24.6.1971.
di essere perfetto,ma il cui stato presente
quello della perversione,della degradazione
e dell'infantilismo.
ROTOGRAFICA via Ciovasso 4 Milano

Ha.nno Qo~bu.Uo
: Senglo Benvenu.:to,Glannl Ve Ma.n:tino,Vla.na.
Ve PleW,Etvlo
Fa.Qhln~
Plnnl Ga.la.nte,Ca.:t~na Guenna.,Fna.nz Ka.6k.a.("RaQQonti.."),Fed~Qo La.Sala.,Jea.h-Fnan.o.L6 '
Lljotand ("Po~qUe-6
de. la. pmo.6ophle"), Gla.n Pa.olo Nogana.,
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