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La teoria del consumo

Le scelte del consumatore


Un individuo, in un insieme definito di opportunit, dopo aver messo a confronto le varie alternative, sceglie
quella che gli procura maggior benessere. Questo perch egli, come chiunque, non dispone di risorse illimitate.
Quindi per giungere a delle conclusioni deve ragionare in maniera perfettamente razionale, senza
condizionamenti di sorta e, sopratutto, tenendo conto di queste tre variabili: le sue preferenze, il suo reddito ed
i prezzi dei beni. Per facilitare l'apprendimento didattico, si semplifica al massimo il ragionamento, ipotizzando
che il reddito sia dato (e costante), che i beni tra i quali scegliere siano soltanto due e che i prezzi unitari di tali
beni siano costanti. Ricapitolando, si ipotizza che:

il consumatore possa scegliere tra due soli beni;


il suo reddito sia dato e constante e che egli lo voglia impiegare totalmente per acquistare i due beni;
che il prezzo unitario dei due beni sia dato e costante;
che egli abbia delle preferenze rispetto ai due beni.
Quanto acquistare dei due beni per avere la massima soddisfazione?

La risposta risiede nella funzione di domanda di un consumatore, che esprime le quantit ottimali del bene in
esame che egli deve richiedere per i diversi prezzi del bene, dato un certo reddito.
La teoria ordinalista del consumo
In seguito al fallimento della teoria cardinalista del consumo, che si fonda sull'ipotesi che i consumatori siano
in grado di attribuire alle proprie preferenze un valore numerico, venne adottata la teoria ordinalista del
consumo. Quest'ultima, affermando l'impossibilit di attribuire all'utilit di un bene un valore oggettivo, si
limita a stilare una graduatoria sulla base della comparazione reciproca dei beni secondo indici di
soddisfacimento (uguale, maggiore e minore).
Le curve di indifferenza
Nel nostro ragionamento semplificato il consumatore pu scegliere tra solo due beni, detti A e B. A seconda
delle quantit con cui i beni vengono combinati, si creano diversi panieri, indicati con i simboli x, y, z. Tra di
loro esiste un ordine gerarchico stabilito dal consumatore in base al soddisfacimento che essi gli procurano.
Con la lettera P viene indicata una relazione di preferenza tra un paniere e l'altro, mentre con la lettera I una
relazione di indifferenza tra i due panieri.
xPy
yPx
xIy

x preferito a y
y preferito a x
x indifferente a y

Queste relazioni si fondano su ragionamenti che pongono le loro basi su assiomi (principii o proposizioni
ritenute dalla teoria economica necessariamente valide, perch forniscono un punto di partenza):
Il primo assioma, quello della completezza, afferma che, di fronte ad alcuni panieri, il consumatore deve
essere in grado di stabilire un ordine di preferenza;
Il secondo assioma, quello della transitivit, afferma che, il consumatore deve essere coerente nelle sue scelte
(es. se xPy e zPx allora zPy);
Il terzo assioma, quello della monotonicit (o della non saziet), afferma che, se i due panieri A e B hanno
un bene nella stessa quantit, ma l'altro in quantit diversa, allora il consumatore sceglier il paniere nel quale
c' maggior quantit del secondo bene. Questo perch si ipotizza che la soddisfazione del consumatore non
possa mai essere considerata massima. Esistono per situazioni nel quale il consumatore, arrivato ad un certo
livello di consumo dei due beni, si ritenga pienamente soddisfatto e raggiunga un punto di saturazione, oltre il
quale il suo benessere non aumenterebbe.

Il quarto assioma, quello della convessit (stretta), afferma che, dato un paniere, se in esso diminuisce la
quantit di un bene, l'altro deve aumentare sempre di pi per garantire al consumatore una condizione di
indifferenza rispetto al paniere di partenza.
(Figura 1)
Nella figura 1.a rappresentato un paniere x, il quale punto rappresenta l'origine di due assi. Nella porzione di
spazio grigio compresa tra i due semiassi superiori vi sono tutti i possibili panieri preferiti ad x, mentre in
quella compresa tra i due semiassi inferiori, tutti quelli rispetto ai quali x preferito. Nelle porzioni bianche,
invece, si trovano tutti i panieri indifferenti ad x. Le porzioni bianche, quindi, rappresentano lo spazio dove pu
passare la curva di indifferenza.
Una curva di indifferenza data dall'insieme delle quantit consumate di panieri che danno la stessa utilit e
che, quindi, il consumatore giudica indifferenti.
(Figura 2 e 3)
Alla luce di quanto stabilito dai quattro assiomi, possibile definire le caratteristiche delle curve di
indifferenza:

Sono sempre decrescenti (hanno pendenza negativa) e convesse, perch all'aumentare della quantit del
bene A, il bene B deve necessariamente diminuire, altrimenti si otterrebbe un utilit (U) maggiore ed i
panieri non sarebbero pi indifferenti tra loro (quarto assioma);
Quanto pi sono lontane dall'origine, tanto pi sono associate ad un'utilit maggiore, quindi ad un
maggiore livello di soddisfazione (figura 1.b);
Due diverse curve di indifferenza non possono mai intersecarsi perch, come si vede nella figura 1.c, se
ci dovesse avvenire, sorgerebbe un paradosso che violerebbe l'assioma di transitivit, in quanto zIx,
zIy e yPx.

(Figura 1.d)
La curva di indifferenza regolare, l'unica che soddisfi tutti e quattro gli assiomi (la curva nella figura 1.d ha
pendenza negativa, quindi rispetta l'assioma della monotonicit e non una retta, ma una curva convessa,
quindi rispetta anche quello di convessit).
Il saggio marginale di sostituzione (SMS o MRS) indica le quantit che un individuo disposto a cedere di
un bene in cambio di date quantit dell'altro bene a parit di utilit. Dal punto di vista grafico, il saggio
marginale di sostituzione non altro che la pendenza di una generica curva di indifferenza calcolata in un certo
punto. Dato che si tratta di una funzione non rettilinea, essa si calcoler tracciando rette tangenti in diversi
punti, misurando l'angolo con il piano orizzontale che si viene a creare.
qb
SMS = -------qa
La funzione di utilit
Una funzione di utilit una funzione che attribuisce a ciascun paniere un numero in modo tale che xPy allora
Ux > Uy. Tale funzione, pertanto, ordina i panieri e stabilisce quali sono preferiti dal consumatore: funzione di
tipo ordinale.
La retta di bilancio
Ipotizzando che il consumatore voglia spendere tutto il suo reddito (Y) per acquistare i due beni A e B,
otteniamo:

Y = pa * qa + pb * qb
Dal punto di vista matematico, pa, pb e Y sono delle costanti, mentre qa e qb sono delle variabili. E' possibile
allora riscrivere l'equazione organizzandola per ottenere come risultato una delle due variabili. Risolvendola in
funzione di qb, otteniamo:
Y paqa
Y
pa
pbqb = Y paqa

===> qb = ------------- ===> qb = ----- ------ * qa


pb

pb

pb

Otteniamo quindi un'equazione di una retta con pendenza negative del tipo y = b ax. Infatti Y/p b il rapporto
tra due costanti ed , di conseguenza una costante come il termine noto dell'equazione della retta. Anche il
rapporto pa / pb un rapporto tra costanti e corrisponde al coefficiente angolare. Il termine q a , invece, una
variabile.
(Figura 4 e 5)
Tale retta detta retta di bilancio, in quanto contiene i panieri che esauriscono il reddito. I panieri al di sotto di
tale retta indicano che non tutto il reddito viene speso, mentre quelli sopra sono inaccessibili con quei prezzi e
reddito. Se aumentasse il reddito, la retta traslerebbe, parallelamente, in alto a destra.
L'equilibrio del consumatore
La scelta ottima del consumatore si verifica quando sono soddisfatte due condizioni:
1. Il consumatore sceglie un paniere accessibile; a tal fine occorre che il paniere sia collocato sulla retta di
bilancio;
2. Il consumatore sceglie il paniere che gli procura la massima soddisfazione possibile.
(Figura 6)
La soluzione risiede nel punto E della curva di indifferenza che tangente alla retta di bilancio. Infatti il punto
M soddisfa la prima condizione, ma non la seconda ed il punto N la seconda, ma non la prima. Nel punto E, la
pendenza della curva di indifferenza misurata proprio dalla pendenza della retta di bilancio, poich
quest'ultima tangente alla curva.
Moltiplicando entrambi per i membri per 1:
qb
pa
SMS = -------- = ------qa
pb
Il SMS misura quindi il beneficio marginale che deriva al consumatore da un'unit addizionale di un bene
rispetto all'altro. E' importante precisare che la misura del SMS pu essere diversa dal rapporto dei prezzi che,
invece, misura il costo marginale per il consumatore per l'acquisto di un'unit addizionale di bene. In generale,
il ragionamento da fare questo: se il beneficio marginale superiore al costo marginale, al consumatore
conviene cambiare paniere poich pu migliorare la propria posizione. Il massimo di soddisfazione, dati i
prezzi, l'avr quando il beneficio marginale sar uguale al costo marginale che, nel caso della figura 6, si
verifica nel punto E.

La linea prezzo-consumo e la funzione di domanda del consumatore


(Figura 7 e 8)Diminuendo il prezzo del bene A, ma mantenendo costanti il prezzo del bene B e il reddito Y, il
consumatore si muover su una curva di indifferenza di livello superiore, caratterizzata da una maggiore
quantit del bene A. E' detta curva prezzo-consumo la linea che unisce i punti di equilibrio. Si evince, quindi,
un una relazione inversa tra prezzo e quantit domandata. Se invece di far diminuire il prezzo del bene A lo
avessimo lasciato costante e avessimo aumentato il reddito, la retta di bilancio sarebbe traslata in alto a destra
(Figura 9).
La funzione di domanda di un consumatore esprime le quantit ottime del bene in esame che egli deve
richiedere per i diversi prezzi del bene dato un certo reddito. In genere tale funzione ha pendenza negativa ed
espressa dall'equazione QD= ap + b, in cui QD la quantit ottima domandata dal consumatore, p il prezzo
unitario, a il coefficiente angolare della funzione e b il valore dell'intercetta.
L'elasticit della domanda
Solitamente la funzione di domanda ha pendenza negativa. Ci implica che, se il prezzo aumentasse e le altre
condizioni rimanessero invariate, allora la domanda di quel bene diminuirebbe. La domanda Di quanto
diminuisce la quantit domandata?. Per trovare risposta si utilizza l'indice di elasticit della domanda al
prezzo, che indica la reazione dei consumatori alla variazione di prezzo e ne misura l'elasticit attraverso un
numero assoluto. Il valore dell'elasticit un valore puntuale, ovvero cambia man mano che ci si sposta
lungo la funzione.
QD / QD
p = ------------p/p
| p | > 1

domanda elastica

| p | = 1

domanda ad elasticit unitaria

| p | < 1

domanda rigida o anelastica

oppure

QD
p
p = ------- * ----p
QD

Domanda elastica: Un aumento di prezzo di 2 unit genera una riduzione della quantit acquistata superiore a
2 unit.
Domanda ad elasticit unitaria: Un aumento di prezzo pari a 1 genera una riduzione della quantit acquistata
pari a 1.
Domanda rigida: Un aumento di prezzo di 2 unit genera una riduzione della quantit acquistata di meno di 2
unit.
Un aumento del prezzo di un bene non significa necessariamente una riduzione del ricavo totale. Infatti, se la
domanda dei consumatori rigida un aumento del prezzo provoca un aumento della spesa totale e del ricavo
totale. Il contrario, ovviamente, accade nel caso della domanda elastica.
(Figura 10 e 11)
Esistono anche casi limite. Nella figura 10 rappresentata la funzione di domanda perfettamente rigida, in
quanto, dato che p sempre pari a 0, il risultato del prodotto di qualsiasi numero moltiplicato per 0 non pu
essere che 0. Quindi l'elasticit costante lungo la retta ed pari a 0. Quindi, qualsiasi sia la variazione di prezzo,
la domanda non cambier mai. Nella figura 11, invece, rappresentata la funzione di domanda infinitamente
elastica, in quanto, dato che QD sempre pari a 0, la frazione, avendo al numeratore un numero sempre
positivo, sar impossibile (il valore della frazione pari all'infinito). Quindi anche se si verificassero
infinitesime variazioni di prezzo, la domanda sparirebbe del tutto.