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CELLULE STAMINALI Al microscopio cellule differenziate diverse sono riconoscibili,

perch ogni cellula differenziata, ossia specializzata, ha caratteristiche


morfologiche che rispecchiano la sua funzionalit. La presenza di vari tipi di
cellule differenziate in un organismo implica che i diversi tipi cellulari abbiano un
diverso profilo trascrizionale, cio esprimano geni diversi. Il profilo trascrizionale
di una cellula l'insieme dei geni che quella cellula esprime. Se prendo tre cellule
diverse differenziate e vado ad analizzare il loro profilo trascrizionale mi accorgo
che ciascuna cellula esprime geni diversi perch deve fare proteine diverse per
svolgere funzioni diverse, ma a livello genomico le tre cellule sono identiche
perch i geni presenti nei loro nuclei sono gli stessi in quanto derivano tutte dallo
zigote. In tutte e tre le cellule saranno espressi i soliti geni costitutivi, ossia i geni
che sono espressi da tutte le cellule sempre; mentre ogni cellula esprimer
particolari geni regolatori perch ci sono fattori trascrizionali regolatori che sono
espressi in determinate cellule e in altre no (modello combinatorio
dell'espressione genica). Questo implica che una cellula differenziata esprima solo
una piccola percentuale dei geni contenuti nel suo genoma, cio una cellula
differenziata ha attivi solo quei geni che le servono per adempiere alle sue
funzioni precise. La formazione di etero cromatina un meccanismo con cui si
spegne l'espressione di geni che non servono pi per cui una cellula differenziata
avr zone di etero cromatina in corrispondenza di regioni che contengono geni
che codificano per proteine che alla cellula non servono e quindi geni che la
cellula non deve esprimere. Nonostante i profili trascrizionali siano diversi, si parla
di equivalenza dei genomi, cio il genoma di tutte le cellule differenziate di un
organismo uguale perch tutte le cellule derivano dallo zigote. Esperimento di
Gurdon o esperimento dell'equivalenza dei genomi Prese un'ovocita non
fecondato, vi rimosse il nucleo e poi inser in questo ovocita enucleato il nucleo
prelevato dalla cellula somatica di un girino. Se il genoma equivalente anche il
genoma di una cellula differenziata inserito nel giusto contesto dovrebbe essere in
grado di produrre tutte le cellule, cio tornare da una situazione di etero
cromatina a una situazione di eucromatina e ricominciare a trascrivere e tradurre
proteine che prima non produceva pi. Quando l'ovocita enucleato e impiantato
con l'altro nucleo fu messo nelle condizioni di svilupparsi, si form effettivamente
un embrione che dette origine a una rana. Significa che all'interno dell'ovocita ci
sono le informazioni necessarie per riprogrammare il nucleo di una cellula
differenziata, cio un nucleo che ha smesso di esprimere tutti i geni ma che
esprime solo i geni che servono a quella cellula differenziata. Una cellula
differenziata una cellula che ha un nucleo equivalente a un'altra cellula
differenziata ma che per un meccanismo di controllo dell'espressione genica ha
silenziato una parte del genoma per esprimere solo determinati geni. Se inserisco
questo nucleo differenziato in un giusto contesto biologico questo nucleo si pu
riprogrammare. Da questo ovocita enucleato quando viene inserito un nucleo
diploide nelle giuste condizioni si pu ottenere un embrione. Questo alla base
della clonazione, infatti per clonare la pecora Dolly venne sostanzialmente
ripetuto l'esperimento di Gurdon. Si scelsero due pecore di due razze facilmente
distinguibili: fu prelevato ed enucleato un'ovocita da una pecora donatrice,
mentre furono prelevate e messe in coltura cellule differenziate dalla mammella
dell'altra pecora. Da queste cellule in fase G1 fu poi prelevato il nucleo e
impiantato nell'ovocita precedentemente enucleato. Dopo aver indotto la fusione
in vitro, allo stadio di blastocisti fu trapiantato l'embrione nell'utero della pecora
donatrice. La pecora nata, Dolly, non c'entrava niente n con la pecora che la
aveva portata in grembo n con la pecora donatrice dell'ovocita. L'ovocita ha fatto
solo da incubatore delle molecole necessarie a riprogrammare il nucleo somatico
della cellula donatrice del nucleo. Quindi nel giusto contesto biologico i nuclei
differenziati si possono riprogrammare, ci significa che il nucleo di una cellula
differenziata mantiene la potenzialit di esprimere tutti i geni e dare origine a tutti
i tipi cellulari. Il differenziamento uno spengimento progressivo di parti del
genoma. Le cellule differenziate si formano a partire da cellule non specializzate
definite cellule staminali. Una cellula staminale una cellula che ha un nucleo
eucromatico; una cellula indifferenziata; capace di auto rinnovarsi, cio capace

di dare origine ad altre cellule staminali, e capace di dare origine a una progenie
di cellule figlie capaci di intraprendere almeno un percorso differenziativo.
Indifferenziata vuol dire che se vado al microscopio non sono in grado di
distinguere una cellula staminale dall'altra perch sono tutte uguali, sono tutte
cellule con un grosso nucleo eucromatico, perch devono esprimere tutto, e con
poco citoplasma. Devono essere in grado di auto rinnovarsi mediante una
divisione mitotica asimmetrica e la loro progenie deve dividersi dando origine a
cellule che cominceranno un percorso differenziativo che deve portare almeno a
una cellula differenziata. Tra lo stadio di cellula staminale e di cellula differenziata
ci sono tanti tipi di cellule intermedie che hanno una capacit proliferativa e una
potenzialit differenziativa sempre pi ridotte. Le cellule staminali mantengono
queste potenzialit grazie a fattori interni, come proteine endogene, ma anche
fattori esterni che sono rilasciati dal microambiente. I fattori interni sono fattori di
trascrizione, mentre quelli esterni sono rilasciati dalle cellule differenziate che
circondano le cellule staminali, che prendono il nome di microambiente o nicchia.
La nicchia l'insieme delle cellule differenziate che costituiscono il microambiente
che controlla la biologia della cellula staminale rilasciando determinati segnali. Le
cellule staminali possono andare incontro a due tipi diversi di mitosi, dette
asimmetriche o simmetriche: la mitosi simmetrica quella classica, per cui da
una cellula staminale ottengo due cellule staminali che continuano entrambe a
prendere contatto con la nicchia mediante giunzioni con la membrana basale,
dunque servono per mantenere la popolazione di cellule staminali. Nella divisione
asimmetrica invece una cellula si allontana dal microambiente e non ha pi
contatto con la nicchia: la cellula che rimane attaccata continua a essere cellula
staminale, mentre la cellula che perde ilcontatto con il microambiente e non pi
adesa intraprender un percorso differenziativo perch ha perso i segnali che le
permettono di mantenere la condizione di staminalit. Tuttavia questa cellula
ancora morfologicamente identica alla cellula staminale, ma cambiata da un
punto di vista biologico perch non pi in contatto con la nicchia quindi
diversa da un punto di vista di segnalazione e assetto molecolare e si dice che
questa cellula determinata (committed), perch ha iniziato a intraprendere un
percorso differenziativo. Il primo passaggio in questo processo di differenziamento
la perdita del contatto con la nicchia che si attua in seguito a una divisione
asimmetrica. Questa cellula poi soggetta ad altre divisioni mitotiche perch c'
una fase di amplificazione in cui si formano cellule progenitrici intermedie che non
sono pi staminali, ma sono determinate e in seguito a modificazioni
dell'espressione genica inizieranno a silenziare parti del genoma e mantenerne
attive solo alcune, arrivando piano piano alla cellula differenziata. Le cellule
staminali non si dividono tanto e le loro divisioni rappresentano cicli poco
frequenti; chi fa tante mitosi sono invece le cellule progenitrici, dette anche
popolazione di amplificazione, che si differenziano progressivamente fino ad
arrivare alla cellula specializzata. Le cellule staminali devono dividersi con
attenzione perch non hanno i checkpoint attivi e devono stare attente a non
commettere errori: per esempio in seguito a un danno non c' riparazione, ma la
cellula muore per non rischiare di avere mutazioni. Le cellule staminali vengono
classificate sulla base della loro potenzialit differenziativa. Per definizione devono
dare origine almeno a una progenie di cellule differenziate, ma ci sono anche
cellule staminali che danno origine a tutte le possibili cellule. La cellula staminale
totipotente quella cellula che ha il potenziale di generare tutte le cellule
dell'embrione e tutte le strutture in grado di garantire e supportare lo sviluppo
embrionale, dunque l'unica cellula totipotente lo zigote. Quelle pluripotenti sono
le cellule staminali embrionali che danno origine a tutte le cellule dell'embrione,
ma non alle strutture che ne supportano lo sviluppo. Le cellule staminali
unipotenti o multipotenti sono cellule staminali adulte che si trovano negli
organismi adulti e hanno una potenzialit differenziativa ridotta perch le
unipotenti danno origine solo a un tipo di cellula differenziata, mentre le
multipotenti a pi tipi di cellule differenziate. Tutte mantengono le tre
caratteristiche fondamentali delle cellule staminali, ma cambiano nella
potenzialit differenziativa. Le cellule pluripotenti sono quelle che derivano dallo

stadio dello sviluppo embrionale detto blastocisti: se a questo stadio le cellule


dell'embrione vengono prelevate e messa in coltura, nelle condizioni adeguate
possono dare origine a tutti i tipi di cellule differenziate. Le cellule staminali
embrionali che originano dalla blastocisti hanno un cariotipo normale; mancano
del checkpoint G1 e hanno una fase S molto attiva. Le cellule staminali adulte
sono state trovate in quasi tutti i tessuti, ma sono difficili da studiare perch sono
disperse all'interno del tessuto e hanno la funzione di riprodurre cellule
differenziate che si sono perse perch non pi funzionanti o perch vecchie ed
eliminate. Per cui le cellule staminali adulte sono coinvolte nell'omeostasi
tissutale, cio sono quelle che proliferano per dare origine a una cellula
differenziata che si persa. Un esempio di cellula staminale adulta multipotente
la cellula emopoietica che d origine a tutte le cellule del sangue (che per
appartengono allo stesso foglietto embrionale, quindi non pluripotente); le
cellule staminali unipotenti sono invece gli spermatogoni e gli ovogoni, che danno
origine allo spermatidio e agli ovociti, cio danno origine solo a un tipo di cellula
differenziata. Le cellule staminali sono utilizzate in terapia cellulare. Posso fare in
vitro foglietti di tessuti per poi applicarli in vivo, per esempio a livello delle ustioni.
Il problema la risorsa delle cellule staminali: quelle adulte sono difficili da
prelevare dal tessuto perch sono sparse, mentre quelle embrionali sollevano
problemi di natura etica. Un modo alternativo quello delle cellule IPSC prodotte
a partire da fibroblasti, cio cellule differenziate, andando a forzare l'espressione
di fattori endogeni. La biologia delle cellule staminali controllata da fattori di
trascrizione endogeni e da fattori esterni del microambiente. Nel 2006 uscito un
lavoro su Cell dove forzando l'espressione di quattro fattori di trascrizione in un
fibroblasto, cio una cellula specializzata, io ottengo uno sdifferenziamento delle
cellule e l'acquisizione di una pluripotenza. Se trasferto queste cellule, ossia se
inserisco nel fibroblasto vettori che esprimono questi fattori di trascrizione
regolatori tipici delle cellule staminali e che non ci sarebbero pi nel fibroblasto
(oct-4, socs2, klf4, myc), la presenza di questi fattori sufficiente e necessaria per
la riprogrammazione del fibroblasto che diventa cellula staminale pluripotente.
Molti studi si stanno indirizzando in questo senso per ovviare ai problemi di natura
etica e per poter usare queste cellule staminali come fonte di cellule staminali da
applicare in terapia. In vitro cambiando i fattori possibile ottenere facilmente
processo di trans differenziamento, cio se espongo la cellula staminale adulta a
microambienti diversi pu generare cellule differenziate diverse. Prendendo una
cellula che normalmente in vivo si differenzia nella cellula A, se messa in vitro nel
giusto contesto ambientale pu dare anche la cellule differenziata B e C. Questi
processi di trans differenziamento in vivo sono rare. Se riesco ad avere tipi di
cellule differenziate diverse a partire dalla solita staminale giocando sul
microambiente posso avere fonti diverse di cellule staminali da utilizzare il
terapia. L'idea poi di creare tessuti e organoidi da poter trapiantare.
Codice genetico Se il materiale genetico coincide con il DNA (le cui propriet sono
quella autocatalitica, cio di autoriproduzione, e quella di determinazione del
fenotipo), il codice genetico l'insieme di regole secondo le quali le sequenze
nucleotidiche del DNA, trascritte nell' mRNA, codificano gli amminoacidi. Furono
compiuti studi in tal senso a partire dagli anni 60 del Novecento. Si not che, se i
nucleotidi erano letti a uno a uno, si avevano solo quattro combinazioni diverse;
se erano letti a due a due (ad esempio: CC, GC, CG etc) le combinazioni possibili
erano 16, cio 42; se erano letti a tre a tre, cio in triplette, le combinazioni
diventavano invece 64. Ci significa che una tripletta codifica per un
amminoacido, e diverse triplette possono codificare per lo stesso amminoacido.
Con "propriet" del codice genetico si intende l'insieme di regole che determinano
quali nucleotidi dell'mRNA corrispondono a ciascun amminoacido. Un primo
esperimento che dimostrava che il codice genetico scritto in triplette, cio che
un codone (tre nucleotidi) codifica per un amminoacido, venne fatto da Crick e
Brenner con l'uso del ceppo r+ del batteriofago T4 (che, infettando l'E. coli,
produce margini sfumati). A partire da questo, loro ottennero batteriofagi
mutageni rII (che infettando lo stesso batterio danno margini netti) grazie all'uso

di acridina (anche nota come proflavina, composta da tre anelli benzenici e si


pu inserire tra due coppie di basi portando un'azione mutagena). L'acridina
causa l'inserzione o la delezione di una coppia di nucleotidi nel DNA, quindi una
modificazione di tipo frameshift, cio scivolamento della cornice di lettura. Se il
fenotipo mutato era dovuto a inserzione di una coppia di nucleotidi, la
trasformazione si poteva revertire con una delezione. Il codice genetico quindi
continuo e scritto in triplette (perch aggiungendo o togliendo una tripletta con
acridina il codice genetico torna in fase. Il codice genetico, inoltre, non
sovrapposto. Ci stato dimostrato da altri esperimenti. Considerando:
5'ACCACCACC3' questo d H2NThrThrThrCOOH Causando una mutazione che
provoca la sostituzione di una coppia di basi, la sequenza diventa:
5'ACCGCCACC3' Se il codice fosse stato sovrapposto, allora la modificazione
avrebbe dovuto interessare tre amminoacidi perch letto tre volte, cio ACCGCC,
ACCGCC, ACCGCC. La modificazione riguarda invece un solo aa:
H2NThrAlaThrCOOH Decifrazione La relazione esatta che lega i 64 codoni ai 20 aa
stata determinata dall'equipe Niremberg, da quella americana di Khorana e da
quella svizzera di Ochoa. Ochoa aveva usato la polinucleotide fosfatasi (oggi noto
come enzima di Ochoa) per sintetizzare in vitro mRNA senza DNA. Se in vivo
avviene: RNA+Pi> nucleosidi difosfato (GDP, ADP, CDP e UDP) In vitro (in vivo non
avviene perch la concentrazione dei prodotti troppo bassa) egli ottenne
l'inverso: nucleosidi difosfato> RNA+Pi L'RNA cos ottenuto, per, caotico e non
ha alcun significato biologico. Tuttavia, ci port a nuovi esperimenti: utilizzando
come nucleoside difosfato un solo nucleoside alla volta, si vide che si otteneva
prima una coda di poliU (nel caso dell'UDP), che codificava per la Phe, poi una di
poliA (ADP), codificante per la Lys e infine una di poliC (CDP), codificante per Pro.
Il GDP non dava invece informazioni. Aggiungendo in uguali quantit due
nucleosidi difosfato, ad es. A e C, le otto combinazioni possibili (CCC, CCA, CAC,
CAA, ACC, ACA, AAC, AAA) si verificavano casualmente con uguale probabilit. Si
posero allora A:C=5:1 e si vide che la sintesi di AAA si verificava 125 volte
(probabilit: 5x5x5 dai rapporti), quella di CCC una volta (1x1x1). Questa strada
non era per percorribile per triplette tipo CCA, CAC etc. poich erano presenti
con la stessa probabilit e non si capiva da quale di queste derivasse
l'amminoacido. La decifrazione del codice si deve a Niremberg e Leder nel 1964.
Essi misero cellfree ribosomi, 20 amminoacidi in uguale concentrazione, tRNA,
GTP, ATP e una sola tripletta per provetta. In ogni provetta la composizione era
uguale eccetto che per un amminoacido radioattivo. Attraverso filtrazione gli aa
scivolavano e rimaneva solo quello radioattivo complementare al codone (ad
esempio Phe per UUU); la tripletta richiama infatti lo specifico tRNA con il
corrispettivo amminoacido. Nel filtro in cui presente il legame tRNAaa
corrispondente c' la radioattivit. Secondo questo esperimento, UAA, UAG e UGA
non corrispondono a nessun amminoacido; si parla di triplette nonsense, cio
codoni di stop. Alcune triplette, inoltre, codificano per uno stesso amminoacido,
perci si parler di triplette degenerate. Il codice genetico, quindi, ha queste
propriet: a triplette continuo non sovrapposto degenerato (eccetto AUG metionina e UGG triptofano) ha dei segnali di inizio (AUG) e di fine (UAG, UAA,
UGA) l'anticodone vacilla Vacillamento Dato che il numero di tRNA maggiore del
numero di amminoacidi ma minore del numero di triplette, Crick ha proposto
l'ipotesi del vacillamento, secondo cui il tRNA pu legarsi a diverse triplette. La
base al 5' terminale dell'anticodone complementare al 3' del codone non
sottoposta a restrizioni e molto spesso al suo posto si trova l'ipoxantina, che pu
legare A, U e C; pu dunque accoppiarsi a pi di una base al 3'. Per i codoni di
stop, inoltre, non ci sono tRNA. La selenocisteina codificata dalla tripletta UGA
quando nell'mRNA dei batteri a valle dell'UGA c' una forcina. Viene allora
riconosciuta da un tRNA e si sintetizza l'amminoacido. Negli eucarioti la forcina si
trova invece all'estremit 3' UTR ed chiamata SECIS (SelenoCystein Insertion
Sequence). La pirrolisina codificata a partire dall'UAG se a valle si trova una
struttura a forcina detta PYLIS (Pyrrolysine Insertion Sequence)
La biologia la scienza che studia gli esseri viventi e il loro rapporto con
l'ambiente in cui vivono. E' un termine che deriva dal greco bios ( = vita) e logos

(= parola). L'atomo la pi piccola unit di un elemento chimico che ne conserva


tutte le propriet. E' costituito da particelle subatomiche: i protoni ( con carica
elettrica positiva) e i neutroni (privi di carica) che si trovano nel nucleo e gli
elettroni ( con carica negativa) che ruotano su orbitali attorno al nucleo senza mai
occupare una posizione fissa. La molecola un unit strutturale di atomi tenuti
insieme da legami chimici, per es. l'anidride carbonica formata da un atomi di
carbonio e due di ossigeno. Una macromolecola una molecola di grosse
dimensioni. La cellula l'unit fondamentale della materia vivente. Un tessuto
un insieme di cellule che svolgono funzioni simili. Un organo un insieme di
tessuti che assolvono alla stessa funzione. Un sistema di organi un insieme di
organi che lavorano in modo coordinato per la sopravvivenza dell'organismo. Gli
esseri viventi si organizzano in: _ popolazioni: insiemi di individui che vivono un
uno stesso luogo e appartengono alla stessa specie; _ comunit: insiemi di
popolazioni differenti che convivono in uno stesso luogo. Le caratteristiche
fondamentali della materia vivente sono: _ complessit specificamente
determinata: ciascun organismo ha delle caratteristiche che rimangono costanti
nel tempo e nello spazio. Affinch ci sia possibile necessario che questi
organismi possiedano delle macromolecole informazionali: molecole in grado di
contenere all'interno elevate quantit di informazione genetica. Tali molecole sono
date dal DNA. Il DNA contenuto all'interno di una cellula rappresenta il suo
genoma. _ capacit di accrescimento: ciascun organismo si accresce durante il
corso della sua vita, con il termine accrescimento si fa riferimento allo sviluppo di
tutti i caratteri di un organismo. Tale processo pu durare, a seconda
dell'organismo considerato, per tutta la vita oppure terminare quando esso
raggiunge le tipiche dimensioni dell'et adulta; pu essere uniforme o interessare
particolarmente alcune parti dell'organismo ( nell'essere umano con lo sviluppo si
assiste ad un cambiamento delle proporzioni del corpo). L'accrescimento pu
comprendere un aumento del numero di cellule o delle loro dimensioni. Affinch
un organismo possa accrescersi deve essere in grado di trasformare i composti
organici in inorganici e deve riuscire a trarre energia dalla materia. A tal proposito
vi sono delle specifiche proteine dette enzimi che catalizzano specifiche reazioni
chimiche, in ogni organismo vengono prodotte solo quelle reazioni per le quali
esso in grado di produrre il corrispondente enzima. Gran parte dell'informazione
genetica contenuta in un organismo comprende proprio le informazioni necessarie
a codificare gli enzimi.. _ capacit di autoriprodursi: gli essere viventi possono
riprodursi in due modi: Riproduzione asessuata: comporta la produzione di cellule
identiche tra loro e a quella di partenza Riproduzione sessuata: porta alla
creazione di individui differenti dai genitori perch il loro patrimonio genetico
deriva da due individui diversi. Questo tipo di riproduzione implica il
coinvolgimento di cellule specializzate: gli spermatozoi e le cellule uovo che
unendosi danno origine all'uovo fecondato, lo zigote. Si tratta di una riproduzione
che contribuisce alla variabilit genetica all'interno di una specie che alla base
della sua stessa evoluzione e dello sviluppo della capacit di adattamento.
Affinch un organismo possa riprodursi sono necessari dei meccanismi che
permettano di conservare e trasmettere l'informazione genetica. Inoltre la
moltiplicazione delle cellule deve avvenire solo dopo che sono state raggiunte
dimensioni adeguate e che il materiale genetico stato duplicato. Per questo
esiste un meccanismo di replicazione del Dna che assicura la conservazione del
patrimonio genetico, due meccanismi che assicurano un' equa ripartizione del
materiale genetico tra le cellule figlie (mitosi e meiosi) e meccanismi che
controllano la divisione cellulare in funzione della crescita della cellula e della
replicazione del materiale genetico. _ capacit di adattamento all'ambiente: si
tratta di una caratteristica che sta alla base della sopravvivenza e dell'evoluzione
della specie perch permette agli organismi viventi di sopravvivere in un
ambiente soggetto a continui cambiamenti. L'adattamento pu avvenire a seguito
di modificazioni anatomofisiologiche o comportamentali o di un insieme di queste
( per es. la rana ha sviluppato una lingua lunga e flessibile che le permette di
catturare gli insetti con maggiore facilit). Affinch ci si possa verificare oltre alla
necessit di un meccanismo di replicazione e trasmissione dell'informazione

genetica, si rende necessario un meccanismo di evoluzione per selezione naturale


su fenotipi generati dall'insorgenza di mutazioni casuali. Un esempio di
adattamento per selezione naturale quello della farfalla Biston Betularia ,
esemplare che era solito posarsi su alberi e rocce ricoperti da licheni dove la sua
pigmentazione chiara le consentiva di mimetizzarsi. Al tempo se pur in numero
minore esistevano anche farfalle dello stesso tipo di colore nero. Con
l'industrializzazione, le particelle di inquinamento arrivarono ad uccidere i licheni
e a far diventare scuri i tronchi degli alberi e le rocce. A seguito di queste mutate
condizioni ambientali la pigmentazione nera delle farfalle rappresentava un
fenotipo che permetteva loro di sopravvivere con maggior facilit grazie al fatto
che consentiva la mimetizzazione e quindi il nascondersi dai predatori. Il numero
di farfalle nere aument sensibilmente rispetto a quelle bianche, ma dato che le
farfalle nere erano sempre esistite, si trattava di un cambiamento per selezione
naturale che portava le farfalle bianche a essere un pi facile bersaglio dei
predatori e quindi ad avere un minor successo riproduttivo. _ capacit di
rispondere agli stimoli e di movimento: tutte le forme di vita sono in grado di
rispondere agli stimoli, cio a cambiamenti fisici e chimici dell'ambiente interno
ed esterno. Gli organismi pi semplici, come quelli unicellulari, rispondono agli
stimoli con l'intero corpo, per es. contraendosi in risposta ad una luce molto
intensa. Altri esseri viventi una volta raggiunta l'et adulta perdono la capacit di
muoversi che possedevano durante lo stadio larvale ( si tratta di coralli, ostriche,
piante acquatiche). Sono individui sessili che pur rimanendo ancorati alla
superficie, possono trarre a s
il nutrimento necessario spostando l'acqua con l'ausilio di ciglia e flagelli. Anche le
piante sono in grado di rispondere agli stimoli, per es. dirigono le loro foglie in
direzione della luce solare per potersi accrescere; la Venere Acchiappamosche in
grado di cogliere la presenza di un insetto sulle sue foglie cos da chiuderne le
estremit e impedire all'insetto di scappare per ucciderlo e digerirlo tramite la
secrezione di enzimi digestivi. Gli animali pi complessi possiedono cellule
altamente specializzate che consentono loro di rispondere a specifici stimoli
( come i coni e i bastoncelli nella retina). Le capacit di muoversi e di rispondere
agli stimoli sono tra loro strettamente correlate perch la risposta a stimoli implica
sempre un movimento anche se non necessariamente esso coincide con la
locomozione. Teoria cellulare di Rudolfh Wirchow, 1858 1. La cellula l'unit
fondamentale della meteria vivente 2. Le cellule possono derivare solo dalla
divisione di altre cellule 3. Qualsiasi organismo vivente costituito da cellule Le
cellule possono essere distinte sulla base della loro forma ( l'adipocito appare
come una cellula grossa e tonda, il neurone presenta varie ramificazioni,
l'eritrocita un discetto privo di nucleo...) e per le dimensioni ( vanno dalla cellula
pi piccola: il batteriofago di soli 2 nm, alla pi grande:la cellula nervosa umana:
100 micrometri) Unit di misura in biologia: metro m=100 cm = 100 mm
Centimetro cm = 10 alla meno 2 m Millimetro mm = 10 alla meno 3 m = 10 alla
meno 1 cm Micrometro um = 10 alla meno 6 m = 10 alla meno 3 mm Nanometro
nm = 10 alla meno 9 m = 10 alla meno 3 um L'APPROCCIO RIDUZIONISTA in
biologia sostiene che l'intera biologia sia riducibile alle propriet della materia e
dell'energia e che qualsiasi organismo vivente sia dato dalla somma delle
propriet delle sue parti componenti. L'APPROCCIO OLISTA ritiene al contrario che
esistano delle propriet emergenti a ciascun livello di organizzazione non
prevedibili dai livelli di organizzazione inferiori. Per es il cervello costituito da
milioni di neuroni che, se considerati singolarmente, non sono in grado de
svolgere le complesse attivit di pensiero di cui il cervello capace. E' necessario
che i neuroni formino specifiche connessioni sinaptiche. Il tutto qualcosa di pi
della semplice somma delle parti. La CELLULA PROCARIOTICA: non ha nucleo e
l'informazione ereditaria dispersa nel citoplasma; ha nucleolo; ha membrana e
parete cellulare costituita da peptidoglicano; non ha re, apparato del Golgi,
mitocondri, vacuoli, cloroplasti, citocheletro, lisosomi; possiede un solo
crosomosoma di DNA con struttura circolare, i flagelli e le ciglia sono formate da
flagellina; compie respirazione sia aerobica che anaerobica, si riproduce per
scissione binaria; ha ribosomi 60S e dimensioni di 0,3-2 um. La CELLULA

EUCARIOTICA: ha un nucleo all'interno del quale contenuta l'informazione


genetica; non ha nucleolo; la parete cellulare assente nelle cellule animali e
presente in quelle vegetali (formata da cellulosa) e nei funghi (formata da
chitina), la membrana cellulare sempre presente; ha re, apparato del Golgi,
mitocondri, vacuoli, cloroplasti (solo nelle cellule vegetali), citoscheletro, lisosomi;
possiede pi cromosomi di struttura lineare; i flagelli e le ciglia sono formati da
microtubuli, ha solo metabolismo aerobico, si riproduce per mitosi e meiosi; ha
ribosomi 70S e dimensioni di 2-25 um. Gli ORGANISMI UNICELLULARI sono
costituiti da una sola cellula che contiene tutta l'informazione genetica ad essa
necessaria. Gli ORGANISMI PURICELLULARI sono costituiti da un elevato numero di
cellule all'interno di ciacuna delle quali contenuta tutta l'informazione genetica,
ci che varia l'espressione genica: a seconda del tipo di cellula alcuni geni
vengono espressi ed altri no. Gli organismi pluricellulari sono caratterizzati da
cellule che svolgono compiti limitati e specifici cos da poterli svolgere al meglio e
che cooperano per la sopravvivenza dell'intero organismo (vi un vantaggio
selettivo rispetto agli organismi unicellulari. Sistema di classificazione a tre domini
e sei regni I sistematici hanno costruito un albero della vita (albero genealogico)
che mostra le correlazioni tra i diversi organismi viventi sulla base delle loro
similarit a livello molecolare. Oggi quasi tutti i biologi concordano nel suddividere
gli organismi viventi in 3 domini e 6 regni discendente da un progenitore comune.
I 3 domini sono batteri, archea e eucarioti. I primi due sono entrambi procarioti
ma si distinguono per la composizione dei loro rna ribosomial. Il dominio dei
batteri da origine al regno degli eubatteri, quello degli archea agli archeobatteri.
Degli eucarioti fanno parte le piante ( organismi pluricellulari complessi in grado
di svolgere la fotosintesi clorofilliana), i protisti (organismi unicellulari e
pluricellulari semplici come alghe,muffe,protozoi), funghi (organismi pluricellulari
non foto sintetici che traggono nutrimento dal cibo predigerito o dalla secrezione
di enzimi digestivi), animali (organismi pluricellulari complessi che si nutrono di
altro organismi). I batteri: eubatteri e archeobateri. Possono essere distinti per la
forma in cocchi, spirilli e bacilli. La cellula batterica costituita da un unico
compartimento dove si trova l'unica molecola di DNA a struttura circolare che
essa possiede, l'RNA e le proteine. La parete cellulare che riveste la cellula
costituita da una fitta rete di macromolecole fatta di peptidoglicano. La parete
una struttura rigida che assicura la forma e la protezione della cellula batterica
ma che pu essere lisa dall'enzima lisozima. I batteri si riproducono per scissione
binaria: la molecola di Dna della cellula si divide in due, le due nuove molecole
migrano ai poli opposti della cellula, al centro della quale, si crea un'invaginazione
detta setto che divide la cellula dando origine a due nuove cellule identiche tra
loro e a quella originaria. I batteri si muovono tramite l'ausilio di flagelli (che
hanno movimento a frusta). Le cellule batteriche sono formate per il 70% da
acqua e per il 30% da altre sostanze chimiche tra cui Dna, Rna, proteine, ioni e
piccole molecole,polisaccaridi,fosfolipidi. Gli archeobatteri sono organismi
unicellulari diversi sia da dagli eubatteri che dagli eucariotii: come i primi non
hanno nucleo e l'informazione genetica si trova dispersa nel citoplasma,ma
utilizzano meccanismi di replicazione e trasmissione simili
a quelli degli eucarioti. Sono in grado di vivere in condizioni estreme di
temperatura (termofili) che superano anche i 100, come le sorgenti vulcaniche,
di salinit (alofili) come quelli che vivono nei fondali oceanici, alcuni possono
produrre metano (metano geni) e altri sono in grado di ficazare energia dai
composti di zolfi (sulfobatteri). I composti chimici che costituiscono la cellula
possono essere organici ( acqua e ioni minerali) o inorganici. I bioelementi pi
comuni sono: idrogeno, ossigeno, azoto ( N), carbonio; mentre i meno comuni
sono: cloro, zolfo, sodio, potassio, magnesio, fosforo e calcio. Gli elementi sono
sostanze non riducibili in sostanze pi semplici tramite reazioni chimiche
ordinarie. I Legami Chimici: gli atomi si combinano tra loro a formare molecole
grazie a forze attrattive che li tengono uniti dette legami chimici. Ogni legame
chimico contiene una certa quantit di energia potenziale detta energia di
legame, che anche l'energia necessaria a romperlo. Ci sono due tipi principali di
legami chimici: Legami covalenti: si formano tra atomi che hanno la stessa

elettronegativit e che quindi condividono i propri elettroni. Si possono distinguere


in: - polari: se la nuvola elettronica spostata pi verso un atomo che verso gli
altri che costituiscono la molecola, come nel caso dell'acqua (gli elettroni sono pi
spostati verso l'ossigeno perci si dice che esso ha parziale carica negativa); puri: se la nuvola elettronica distribuita in modo equo tra tutti gli atomi che
costituiscono la molecola, come nel caso dell'ossigeno. Legami ionici: si formano
tra atomi con diversa elettronegativit per cui vi un donatore che cede gli
elettroni ad un accettore che li acquista. Il donatore diviene carico positivamente
(catione) perch il numero di elettroni sugli orbitali diviene minore rispetto al
numero dei protoni nel nucleo; l'accettore diviene carico negativamente (anione)
per via del maggior numeri di elettroni rispetto ai protoni. L'ACQUA L'acqua
fondamentale per la vita, ci dimostrato dal fatto che la vita ha avuto origine
nell'acqua e che questa ha permesso agli esseri viventi di sopravvivere e di
riprodursi. Il 70% del peso corporeo umano dato dall'acqua e la composizione di
acqua arriva fino al 95% nelle meduse. Ancora oggi molti organismi vivono nelle
acque di mari, fiumi, laghi, stagni e anche coloro che non vivono nell'acqua hanno
sviluppato meccanismi che permettono di ridurne le perdite o di sfruttarne le
propriet a proprio vantaggio. L'acqua una molecola polare, perch le cariche
elettriche non sono distribuite equamente tra gli atomi che la compongono. Per
questo motivo le molecola d'acqua possiedono un'estremit con una parziale
carica positiva e una con parziale carica negativa. Le molecole d'acqua non sono
isolate nell'ambiente n quando essa allo stato solido, n quando in quello
liquido. Le molecole d'acqua tendono a formare tra loro dei legami a idrogeno.
Essi si vengono a costituire tra l'idrogeno e l'ossigeno, che avendo una parziale
carica negativa attrae gli atomi di idrogeno delle molecole di acqua vicine. Ogni
molecola d'acqua pu formare un massimo di 4 legami a idrogeno con altre
molecole circostanti. In generale un legame a idrogeno pu formarsi tra l'idrogeno
legato covalentemente a un atomo negativo e un altro atomo elettronegativo.
Ogni legame a idrogeno se considerato singolarmente debole: pu formarsi e
rompersi facilemente, ma nell'insieme i legami a idrogeno sono molto forti. Tra le
propriet dell'acqua vi sono: La polarit: dovuta a una disuguale distribuzione di
cariche elettriche tra gli atomi che la compongono. La polarit dell'acqua fa s che
essa sia un ottimo solvente per le sostanze idrofili (che reagiscono velocemente
con l'acqua), per es. il sale da cucina o lo zucchero si sciolgono rapidamente
nell'acqua. Non tutte le sostanze che compongono gli organismi sono, per, polari,
molte sono apolari e ci permette la formazione di strutture che non si sciolgono a
contatto con l'acqua. Le sostanze apolari tengono a raggrupparsi tra loro per via
della formazione di legami a idrogeno tra quelle polari che tendono a escludere
tutto ci che non lo . La coesione: dovuta alla formazione di forti legami a
idrogeno tra le molecole d'acqua e spiega l'elevata tensione superficiale della
stessa e l'elevato calore di ebollizione. La tensione superficiale quella propriet
che permette a molti insetti di camminare sull'acqua ed dovuta al fatto che, le
molecole d'acqua, formano tra loro uno strato molto pi resistente di quello che si
forma tra l'acqua e le molecole presenti nell'aria. L'adesione: dovuta alla
formazione di legami a idrogeno tra le molecole d'acqua e le altre sostanze polari
e spiega come l'acqua possa bagnare le superfici. La coesione e l'adesione sono
alla base della forza capillare dell'acqua che permette alla stessa di risalire in tubi
molto stretti anche contro la forza di gravit. L'elevato calore specifico: il calore
specifico la quantit di calore necessaria a innalzare di un grado centigrado la
temperatura di un grammo di sostanza. L'elevato calore specifico fa s che l'acqua
permetta agli esseri viventi di mantenere relativamente costante la propria
temperatura interna ed dovuto alla formazione di legami a idrogeno tra le
molecole d'acqua. L'elevato calore di evaporazione: il calore di evaporazione la
quantit di calore necessaria a far evaporare un grammo di liquido. Il fatto che
esso sia elevato fa s che l'acqua evaporando porto con s alte quantit di calore.
In questo modo gli esseri viventi facendo evaporare l'acqua dalla pelle sottoforma
di sudore possono far fuoriuscire l'eccessivo calore accumulatosi al loro interno.
L'elevatp calore di evaporazione dovuto alla formazione di legami a idrogeno tra
le molecole d'acqua. La tendenza a dissociarsi: attraverso un processo dinamico

che tende all'equilibrio ogni molecola d'acqua tende a dissociarsi in uno ione
idrogeno e uno ione idrossido. Dato che il primo ha carica elettrica positiva e il
secondo negativa e che nell'acqua pura essi sono presenti in uguali
concentrazioni, l'acqua pura ha ph neutro ( = 7). Ilph l'indice di acidit di una
sostanza, quando la concentrazione di ioni positivi e negativi la stessa la
sostanza non n acida, n basica ma neutra e il ph uguale a 7. Se gli ioni
positivi sono pi numerosi la sostanza acida e il ph compreso tra 0 e 7, se
sono pi numerosi gli ioni negativi la sostanza basica e il ph compreso tra 7 e
14. Il ph della maggior parte delle cellule animali e vegetali compreso tra 7,2 e
7,4. L'acidit di una soluzione definita in relazione alla concentrazione di ioni
idrogeno che possiede. Per convenzione si utilizza una scala logaritmica del ph, in
cui il ph definito come il logaritmo negativo in base 10 della concentrazione di
ioni idrogeno, espressa in molo su litro. Nell'acqua la concentrazione di ioni
idrogeno di 10 alla meno sette e quindi anche quella di ioni idrossido tale.
MOLECOLE ORGANICHE PRESENTI NELLA CELLULA Nella cellula ci sono 4 principali
classi di molecole organiche: pi monomeri di zuccheri formano polimeri di
polisaccaridi; pi monomeri di acidi grassi formano polimeri di lipidi; pi monomeri
di nucleotidi formano polimeri di acidi nucleici; pi monomeri di amminoacidi
formano polimeri di proteine. I polimeri possono essere degradati nei monomeri
da cui sono composti tramite reazioni di idrolisi in cui gli atomi di una molecola
d'acqua si legano a monomeri tra loro adiacenti rompendo il legame. La reazione
di sintesi di polimeri a partire da monomeri invece detta reazione di sintesi per
disidratazione o reazione di condensazione: consiste nell'eliminazione di una
molecola d'acqua ma non l'opposto dell'idrolisi perch implica l'intervento di un
enzima diverso e richiede energia. I CARBOIDRATI o glucidi, o saccaridi I
carboidrati sono costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno in un rapporto di un
atomo di carbonio, per due di idrogeno e uno di ossigeno. Il termine "idrato di
carbonio" riflette proprio il rapporto idrogeno ossigeno. I carboidrati possono
contenere: un solo monomero (monosaccaridi), due monomeri (disaccaridi), dai 3
ai 10 monomeri (oligosaccaridi), pi di 10 monomeri (polisaccaridi). I
monosaccaridi: sono formati dai 3 ai 7 atomi di carbonio, a ognuno dei quali
legato un gruppo ossidrilico, tranne a uno che legato con un doppio legame, a
un atomo di ossigeno per formare un gruppo carbonilico ( C=O). Se il gruppo
carbonilico si trova al termine della catena il monosaccaride detto aldeide,
altrimenti detto chetone. I monosaccaridi si possono classificare in base al
numero di atomi di carbonio che contengono in: triosi ( 3 atomi di carbonio, come
il gliceraldeide), tetrosi ( 4 atomi di carbonio, come l'eritrosio), pentosi ( 5 atomi di
carbonio, come il ribosio e il desossiribosio), esosi ( 6 atomi di carbonio) come il
galattosio, il fruttosio e il glucosio), eptosi ( 7 atomi di carbonio). Il glucosio il
monosaccaride pi abbondante nelle cellule, viene utilizzato come fonte di
energia dalla maggior parte degli esseri viventi durante la respirazione cellulare e
viene prodotto dalle piante a partire da anidride carbonica durante la fotosintesi. Il
glucosio e il fruttosio sono isomeri: hanno la stessa formula molecolare ma
struttura diversa perci anche propriet diverse, il glucosio un aldeide, il
fruttosio un chetone. In soluzione i monosaccaridi non sono lineari ma si
chiudono ad anello. I disaccaridi sono formati da 2 monosaccaridi ad anello legati
tra loro tramite un legame glicosidico ( un atomo di ossigeno si lega
covalentemente a due atomi di carbonio, uno per anello). Tra i disaccaridi ci sono:
il saccarosio ( formato da un'unit di glucosio e una di fruttosio), il maltosio
( formato da 2 unit di glucosio) e il lattosio ( formato da un'unit di glucosio e
una di galattosio) I polissaccaridi sono i carboidrati pi abbondanti in natura, un
polisaccaride una macromolecola formata da unit ripetute di uno zucchero
semplice, in genere il glucosio. Un polisaccaride pu essere costituito da una
lunga catena lineare o ramificata. I polisaccaridi hanno funzione di riserva( come
l'amido nelle cellule vegetali e il glicogeno in quelle animali)o di sostegno ( come
la cellulosa nella parete cellulare delle cellule vegetali o la chitina
nell'esoscheletro di insetti, crostacei e altri invertebrati). Il glicogeno si trova nelle
cellule animali, ha funzione di riserva e si accumula soprattutto nel fegato e nelle
cellule muscolari. L'amido ha funzione di riserva nelle cellule vegetali, dove

contenuto in speciali organelli detti amiloplasti. La cellulosa il pi abbondantr tra


i carboidrati, rappresenta il 50% del carbonio vegetale ed insolubile. Glicogeno,
cellulosa e amido sono tutti polimeri di glucosio. I legami che tengono insieme le
molecole di glucosio nell'amido sono gli stessi di quelli del glicogeno, ma sono
diversi da quelli presenti nella cellulosa. Di conseguenza la cellulosa non pu
essere idrolizzata tramite gli stessi enzimi che idrolizzano il glicogeno e l'amido
perci gli esseri umani non sono in grado di digerirla. I carboidrati sono fonte di
energia e di riserva energetica, sono il materiale di partenza per la sintesi di altri
costituenti cellulari, fanno da sostegno e possono funzionare da segnali di
identificazione ( come per il gruppo sanguigno (ABO). I LIPIDI Sono un gruppo
eterogeneo di composti, che hanno in comune la caratteristica di essere insolubili
in acqua e solubili nei solventi apolari. Tale caratteristica dovuta al fatto che i
lipidi sono poveri di ossigeno che il principale costituente delle molecole polari. I
lipidi hanno funzione di riserva energetica, strutturale ( sono i principali costituenti
delle membrane cellulari), alcuni sono messaggeri chimici all'interno della cellula
(secondi messaggeri) o tra cellule diverse (ormoni), altri sono vitamine ( A, K, E,
D). Acidi grassi: sono catene non ramificate di idrocarburi con un gruppo
carbossilico a un' estremit ( COOH). Nei lipidi ci sono 30 diversi acidi grassi con
un numero pari di atomi di carbonio ( 16-18). Tutti gli acidi grassi hanno una testa
polare ( gruppo COOH) e unacoda apolare (catena idrocarburica), per questo sono
dette sostanze antipatiche. Gli acidi grassi si dividono in: - acidi grassi saturi: si
impacchettano bene nella membrana, sono formati dal numero maggiore
possibile di atomi di idrogeno e caratterizzati da legami covalenti tra gli atomi di
carbonio; - acidi grassi insaturi: sono formati da atomi di carbonio legato tra loro
da un doppio legame, perci non sono completamente saturati con l'idrogeno non
si impacchettano bene nella membrana. Gli acidi grassi insaturi con un solo
doppio legame sono detti moninsaturi, quelli con pi di un doppio legame
polinsaturi. Lipidi semplici: sono i pi abbondanti negli esseri viventi e
costituiscono una riserva di energia molto economica perch forniscono pi del
doppio di energia per grammo, rispetto a un grammo di carboidrati. I trigliceridi
sono formati da glicerolo legato a tre acidi grassi. Il glicerolo un alcol a tre atomi
di carbonio, ognuno dei quali contiene un gruppo chimico OH che permette il
legame con un acido grasso. Ogni molecola di trigliceride si ferma tramite una
serie di 3 reazione di condensazione, nelle quali un acido grasso si lega al
glicerolo tramite un legame covalente detto esterico. Nella prima reazione si
forma un monogliceride, nella seconda un di gliceride e nella terza un trigliceride.
I grassi comunemente usati in cucina ( burro, margarina, olio di oliva) contengono
trigliceridi. Dato che i lipidi non sono solubili in acqua si trovano nelle cellule
animali sottoforma di piccole gocce e sono particolarmente abbondanti nel
tessuto adiposo. I lipidi complessi comprendono: - fosfolipidi -glicolipidi e steroidi. I
fosfolipidi sono antipatici e sono formati da una molecola di glicerolo legata a
un'estremit a 2 acidi grassa e all'altra ad un gruppo fosfato, a sua volta legato ad
un composto organico che in genere contiene azoto, come la colina. La testa
polare data dall'estremit contenente il composto organico e la coda apolare
dall'estremit contenente gli acidi grassi. Proprio per la loro caratteristica
antipatica i fosfolipidi sono particolarmente adatti per formare le membrane
biologiche. I glicolipidi sono abbondanti nelle membrane cellulari delle cellule
nervose, si dividono in: Cerebrosidi: sono formati da un acido grasso, una
sfinghiosina e uno zucchero monosaccaride; Gangliosidi: sono formati da un acido
grasso, una sfinghiosina e uno zucchero polisaccaride. Steroidi: tra di essi vi il
colesterolo: formato da atomi di carbonio disposti in 4 anelli uniti tra loro, tre di
questi sono a 6 atomi di carbonio e uno a 5. Il colesterolo un importante
componente delle membrane biologiche, ma un suo eccesso nel sangue pu
portare alla formazione di placche nelle arterie, cosa che aumenta il rischio di
contrarre malattie cardiovascolari. Nei lipidi insaturi gli spazi vuoti presenti nella
membrana possono venire occupati dal colesterolo che rende la membrana pi
rigida maggiormente soggetta alla rottura. Il colesterolo un precursore degli
ormoni steroidei, tra cui quelli sessuali. LE PROTEINE Sono macromolecole
costituite da amminoacidi, ve ne sono di diversi tipi: - Enzimi: catalizzano

specifiche reazioni chimiche ( es. DNA polimerasi) - Proteine strutturali: forniscono


sostegno alla cellula e ai tessuti ( es. collagene) - Proteine di deposito:
costituiscono una riserva di nutrienti ( es. albumina nelle uova e zeina nei semi) Proteine di trasporto: trasportano specifiche sostanze tra le cellule ( es.
emoglobina trasporta l'ossigeno nei globuli rossi), permettono il passaggio di
specifiche sostanze attraverso le membrane (proteina trasportatrice del glucosio),
funzionano come pompe e canali ionici. - Proteine regolatorie: sono ormoni, fattori
di crescita o regolano l'espressione genica - Proteine contrattili: partecipano ai
movimenti cellulari ( come actina e miosina) - Proteine di protezione: difendono
l'organismo dagli agenti invasori ( anticorpi). Le cellule che provengono da tessuti
differenti di uno stesso organismo e che quindi svolgono funzioni diverse
contengono in parte le stesse proteine e in parte proteine diverse. Ci sono quindi
proteine presenti in tutti i tessuti ( housekeeping ). Le cellule che provengono
dallo stesso tessuto di organismi diversi possiedono le stesse proteine con
struttura lievemente diversa. Si parla in tal caso di polimorfismo proteico, esso
contribuisce a rendere diverso ogni individuo. Le proteine sono formate da
amminoacidi, caratterizzati da un gruppo amminico ( - NH2) e da un gruppo
carbossilico (COOH) legati allo stesso atomo di carbonio asimmetrico:il carbonio
alfa. Se il gruppo amminico so trova a sinistra si parla di L-amminoacido, se si
trova a destra di D-amminoacido. Questi 2 amminoacidi sono stereoisomeri di un
amminoacido. Gli stereoisomeri sono un particolare tipo di isomero e sono
caratterizzati da strutture speculari per le quali non possono in alcun modo essere
sovrapposti. Gli stereoisomeri hanno propriet chimiche simili e propriet fisiche
identiche, ma le cellule sono in grado di distinguerli. In genere solo uno dei due
presente nell'organismo, di fatto i D-amminoacidi vengono sintetizzati
artificialmente. Gli amminoacidi possono essere suddivisi sulla base delle
propriet delle loro catene laterali in - polari: sono idrofilici. Gli aminoacidi polari
non carichi hanno parziale carica, quelli carichi hanno una netta carica positiva o
negativa. non polari: sono idrofobici, non hanno carica e il loro residuo laterale
dato da carbonio o idrogeno. Gli aminoacidi si combinano tra loro a formare dei
legami peptidici: il gruppo carbossilico di un amminoacido si lega al gruppo
amminico del successivo. Quando si combinano 2 amminoacidi si forma un
dipeptide, se si combinano pi di 2 amminoacidi si forma un polipeptide. Ogni
polipeptide pu contenere centinaia di amminoacidi disposti in un ordine lineare
specifico. Una proteina formata da una o pi catene polipeptidi che. Le catene
polipeptidi che che formano una proteina possono essere attorcigliate o ripiegate
per conferire alla proteina una conformazione tridimensionale che in stretta
relazione con la sua funzione. Ci sono 4 diversi livelli di organizzazione delle
molecole proteiche: - - Struttura primaria: data da una sequenza lineare di
amminoacidi specificata da un apposito gene. Da essa dipendono tutte le altre
strutture Struttura secondaria: data dal ripiegamento di una struttura primaria e
si divide in: Alfa elica:
si ha quando una catena polipeptidica forma un avvolgimento elicoidale
uniforme .Tale struttura mantenuta dalla presenza di legami a idrogeno tra il
gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo amminico del quarto
amminoacido successivo della catena. Ci conferisce elasticit alla struttura Beta
foglietto: si ha quando pi catene polipeptidi che o parti diverse di una stessa
catena polipeptidica si ripiegano su se stesse. Tale struttura dovuta alla
presenza di legami a idrogeno che tengono uniti il gruppo amminico e quello
carbossilico di legami peptidici che si trovano in segmenti diversi della catena
Alcuni amminoacidi come leucina, metionina e glutammato sono forti formatori di
elica; l'isoleucina la valina e la fenilalanina sono forti formatori di foglietti; la
prolina e la glicina sono distruttori di elica . Struttura terziaria: la conformazione
tridimensionale della proteina, dipende dalla struttura primaria ed data
dall'insieme delle strutture secondarie. E' determinata da legami non covalenti tra
i gruppi r degli amminoacidi, che possono trovarsi anche molto lontani nella
sequenza primaria. - Struttura quaternaria: pu formarsi solo nelle proteine
costituite da pi catene polipeptidi che e dipende dalla disposizione
tridimensionale di quest'ultima. L'emoglibina una proteina globulare a struttura

quaternaria formata da due catene polipeptidi che alfa identiche e due catene
polipeptidi che beta identiche. Le proteine vengono prodotte in forma inattiva ed
attivate solo quando la cellula ne ha bisogno, tale processo detto regolazione e
pu avvenire in 4 diversi modi: o o o Modificazione covalente della proteina:
avviene per fosforilazione, cio trasferimento di un gruppo fosfati dall'ATP al
gruppo alcolico ( OH) presente sulla superficie della proteina. Si tratta di una
reazione che avviene ad opera della proteinchinasi. La reazione opposta e la de
fosforilazione e consiste nell'eliminazione del gruppo fosfato mediante idrolisi
dell'estere.Tale reazione catalizzata dalla proteinfosfatasi Regolazione
allosterica: l'attivit della proteina viene modificata dal legame con un attivatore o
un inibitore. Un enzima soggetto ad attivazione allosterica inattivo nella forma
non complessata, il legame con l'attivatore lo stabilizza nella sua forma ad alta
affinit, attivandolo; il legame con l'inibitore stabilizza l'enzima nella sua forma a
bassa affinit inattivandolo. Attiivazione proteolica: es. taglio proteolico e
maturazione dell'insulina. L'ormone insulina viene sintetizzato sottoforma del suo
precursore che viene tagliato da enzimi proteolici dopo che la catena polipeptidica
ha assunto una specifica forma. La rimozione di una parte del polipeptide
originario porta l'insulina nella sua forma attiva. GLI ACIDI NUCLEICI Gli acidi
nucleici trasmettono l'informazione ereditaria e determinano quali proteine
debbano essere sintetizzate dalla cellula. Le cellule contengono due tipi di acidi
nucleici: l'acido desossiribonucleico nel Dna e l'acido ribonucleico nel RNA. Il Dna
costituisce il materiale ereditario e contiene tutte le istruzioni necessarie alla
cellula per sintetizzare le proteine e l'Rna. L'Rna interviene nel processo in cui gli
amminoacidi engono legati tra loro per formare i polipeptidi. Gli acidi nucleici sono
cotituiiti da nucleotidi: unita molecolari formate da uno zucchero atomi a 5 atomi
di carbonio, uno o pi gruppi fosfato che conferiscono acidit alla molecola, una
base azotata che pu essere: a doppio anello: purina ( adenina e guanina) o a
singolo anello a 6 atomi di carbonio: pirimidina ( citosina, timina o uracile). Il DNA
una doppia elica formata da due catene appaiate di nucleotidi tenute insieme da
legami a idrogeno. Le coppie di basi che si formano nella parte interna della
doppia elica sono quelle che conferiscono al Dna la struttura pi stabile possibile.
Ogni purina pu accoppiarsi solo con una pirimidina perci la loro quantit
sempre uguale. L'adenina e la timina si appaiano tra loro mediante 2 legami a
idrogeno, la citosina e la guanina si appaiano mediante 3 legami a idrogeno.
Nell'elica si forma un legame fosfodiesterico tra il gruppo ossidrilico dello
zucchero 3' e il gruppo fosfato dello zucchero in 5' del successivo nucleotide. Lo
scheletro zucchero-fosfato costituisce la parte esterna dell'elica. I due filamenti
nucleotidici che costituiscono la doppia elica sono detti antiparalleli perch hanno
andamento opposto: dalla parte in cui uno presenta libera l'estremit 5', l'altro
presenta la 3'. Il Dna una molecola piuttosto lunga perch contiene tutta
l'informazione genetica e il suo zucchero costituente il desossiribosio. L'Rna
pi corto perch contiene solo una parte delle informazioni presenti nel Dna, non
a doppia elica ma a singolo filamento. Esistono vari tipi di Rna che svolgono
diversi ruoli strutturali e catalitici e che contengono tutti il ribosio. I tipi di Rna: I
tipi di Rna sono: Rna messaggiero: codifica per le proteine Rna ribosomiale: forma
la struttura dei ribosomi Rna transfert: traduce i codoni dell' mRNA in
amminoacidi Small nuclear Rna: entra nella struttura dello spliceosoma Small
nucleolar Rna: usato per modificare chimicamente la struttura dell'mRna Small
cytoplasmic Rna: trasporta le proteine nel re Micro Rna: si occupa del controlla
post trascrizionale LE CELLULE EUCARIOTICHE Sono strutture altamente
specializzate provviste di un sistema interno di membrane che delimitano i
compartimenti con diversa struttura e funzione. Questo permette di evitare che
composti particolarmente attivi entrino in contatto con parti della cellula che
verrebbero per questo danneggiate, di far s che specifiche reazioni abbiano luogo
in una data sede e che si verifichino contemporaneamente pi reazioni. La
membrana plasmatica non fa parte del sistema di endomembrane ma un
complesso di lipidi, proteine e carboidrati che delimita la cellula e controlla gli
scambi con l'ambiente interno ed esterno oltre che contenere sistemi di tasporto e
segnalazione. Tra i compartimenti delimitati da membrana vi sono: il citosol:

permette lo svolgimento dei processi metabolici e della sintesi proteica il nucleo:


permette di trasferire le informaziona dal Dna all'Rna e specifica le proteine
cellulari il re: la sede della sintesi dei lipidi e delle proteine l'apparato del Golgi:
permette lo smistamento e la modificazione delle proteine i lisosomi: si occupano
della degradazione intracellulare i perossisosomi: si occupano di detossificare le
molecole tossiche i mitocondri: sono la sede del
ciclo di Krebs e della sintesi di ATP Le membrane biologiche sono strutture che
sono state fondamentali per l'evoluzione degli organismi complessi, nelle cellule
eucariotiche vi sono anche le membrane degli organelli. I lipidi che costituiscono
le membrane biologiche sono costituiti da una testa polare idrofilica e da una
coda apolare idrofobica. I fosfolipidi sono i principali responsabili delle propriet
chimiche delle membrane biologiche. La membrana plasmatica costituita da un
doppio strato fosfolipidico grazie al fatto che le teste polari di tali molecole si
rivolgono verso gli ambienti acquosi interni ed esterni, mentre le code apolari
idrofobiche sono rivolte verso l'interno della membrana. Nella membrana vi sono
proteine di diversa forma e dimensione associate al doppio strato fosfolipidico che
costituiscono il modello a mosaico fluido, all'interno del quale le proteine non
occupano una posizione fissa ma hanno la possibilit di muoversi. Il colesterolo
influenza la fluidit della membrana perch si inserisce negli spazi lasciati vuoti
dai grassi insaturi e rende la membrana pi rigida. Tra le proteine che
costituiscono la membrana vi sono: - Proteine transmembrana o intrinseche:
possono attraversare la membrana anche pi volte, si estendono completamente
al suo interno. Tali proteine costituiscono i canali ionici. - - Periferiche o
estrinseche: si appoggiano sulla superficie interna o esterna della membrana
plasmatica. Dato che non fanno parte del doppio strato fosfolipidico possono
essere rimosse senza che esso venga alterato. Proteine ancorate ai lipidi o alle
proteine trans membrana: si legano ai lipidi o alle proteine tramite legami esterni
alla membrana. La posizione delle proteine sulla membrana dipende dagli
amminoacidi dalle quali sono costituite. Ci sono tre movimenti che caratterizzano i
componenti della membrana: - Movimento laterale: spostamento del componente
sulla stessa faccia della membrana, implica l'intervento di forze fisiche.
Movimento trasversale o "flip flop": il componente passa sa uno strato all'altro
della membrana, si tratta di un movimento piuttosto raro. Tali movimenti sono
importanti perch comportano un'asimmetria della membrana: ineguale
distribuzione sei suoi componenti sui due lati. Tra le funzioni delle membrane
biologiche vi sono: delimitare i compartimenti che svolgono funzioni diverse,
proteggere la cellula che rivestono, impedire il passaggio di alcune sostanze
grazie alla permeabilit selettiva e alla presenza di canali e pompe ioniche,
permettere la comunicazione tra le cellule grazie ala presenza di proteine
recettoriali, permettere che la cellula venga riconosciuta dalle altre. TRASPORTO
ATTRAVERSO LE MEMBRANE BIOLOGICHE Il doppio strato fosfolipidico fa da
barriera al passaggio di piccole molecole polari, in questo modo al'interno della
cellula viene mantenuta una diversa concentrazione di soluti rispetto all'esterno:
gradiente di concentrazione. Il lato interno della membrana ha carica elettrica pi
negativa . Nonostante l'acqua sia una molecola polare ha la possibilit di
attraversare, se pur lentamente il doppio strato lipidico, pech sufficientemente
piccola. Il glucosio, gli amminoacidi e la maggior parte delle altre componenti
necessarie per le attivit metaboliche possono attraversare la membrana
liberamente. L'impermeabilit della membrana evita che esse diffondano
all'esterno. Ci sono 2 tipi di trasporto: Passivo: si verifica senza dispendio di
energia metabolica e aviene sempre secondo gradiente di concentrazione: le
molecole diffondono da una regione in cui sono presenti ad alta concentrazione ad
una in cui lo sono meno. La diffusione avviene rapidamente e la sua velocit varia
sulla base della dimensione delle molecole, della loro carica elettrica, della forma
e della temperatura. Quanto pi le molecole sono piccole e la loro temperatura
elevata tanto pi diffondono rapidamente. La diffusione un processo che tende
all'equilibrio, cio a raggiungere una distribuzione uniforme delle particelle. In tal
caso la diffusione diventa pi lenta e le particelle si muovono in entrambi i sensi
alla stessa velocit. Durante la Diffusione Semplice le molecola apolari si

muovono attraverso la membrana secondo gradiente di concentrazione. Tanto pi


il soluto concentrato e tanto pi piccole sono le molecole, tanto pi rapida sar
la diffusione. Le molecole cariche, anche se piccole come gli ioni, non diffondono
attraverso la membrana. L' osmosi un particolare tipo di diffusione che
comporta un passaggio netto di cariche elettriche attraverso la membrana
secondo gradiente di concentrazione. Sebbene l'acqua sia una sostanza polare
pu attraversare il doppio strato fosfolipidico grazie a delle proteine
transmembrana dette acquaporine che formano un canale attraverso il quale
l'acqua pu passare. Se la cellula viene immersa in una soluzione che ha la stessa
concentrazione di soluti del suo citoplasma essa si dice isotonica, in tal caso non
accade nulla, non si ha un netto passaggio di acqua n verso l'interno, n verso
l'esterno. Se la cellula viene immersa in una soluzione che ha una maggiore
concentrazione di soluti rispetto al citoplasma, tale soluzione si dice ipertonica, in
tal caso si avr un netto passaggio di acqua verso l'esterno e la cellula si
raggrinzisce. Se la cellula viene immersa in una soluzione che ha minore
concentrazione di soluti rispetto al citoplasma, tale soluzione si dice ipotonica, in
tal caso l'acqua diffonde verso l'interno della cellula. Se la differenza di
concentrazione eccessivamente elevata, la cellula si gonfia fino a scoppiare.
Nella diffusione facilitata uno specifico soluto pu essere trasportato dall'interno
all'esterno della cellula o viceversa secondo gradiente di concentrazione. La
diffusione facilitata pu avvenire attraverso canali ionici o proteine carrier (legano
la sostanza da trasportare). Le proteine canale formano dei canali che trasportano
specifici ioni secondo gradiente di concentrazione, si parla di canali controllati
perch possono essere aperti o chiusi e sono specifici. Lo stato di apertura o
chiusura del canale controllata da: Canali a controllo di ligando: normalmente il
canale chiuso e si apre quando il ligando vi si lega Canali a controllo di
potenziale: un cambiamento di carica elettrica determina l'apertura o la chiusura
del canale Canali a controllo meccanico: il canale si apre a seguito di uno stimolo
Il trasporto tramite proteine carrier pi lento, la proteina lega una o pi molecole
di soluto sul lato esterno della membrana, poi subisce un cambiamento di
conformazione che
determina lo spostamento del soluto sull'altro lato della membrana. Per esempio il
glucosio viene trasportato dalla proteina GLUT1 all'interno dei globuli rossi. Dato
che il glucosio ha concentrazione maggiore nel plasma, tende a fluire secondo
gradiente di concentrazione all'interno degli eritrociti, ma grazie alla proteina
carrier diffonde pi rapidamente. Dopo che il glucosio stato rilasciato nel
citoplasma, la proteina torna alla sua struttura originaria ed pronta per legare
un'altra molecola di glucosio. La proteina satura quando il glucosio presente ad
elevata concentrazione, questo avviene perch c' un numero definito di proteine
carrier che operano ad una velocit massima definita. Attivo: avviene contro
gradiente di concentrazione perch molte sostanze sono richieste all'interno della
cellula in quantit maggiori rispetto alle concentrazioni esterne. Mentre nel
trasporto passivo l'energia per il trasporto delle particelle viene ricavata da quella
contenuta nel gradiente di concentrazione, in questo caso necessaria energia
metabolica perch il sistema lavora contro il sistema. Tale energia viene ricavata
dall'idrolisi dell'ATP e all'accoppiamento, da parte delle pompe, del trasferimento
con una reazione che ceda energia. La pompa sodio-potassio presente in tutte le
cellule animali, si occupa di trasportare 2 ioni potassio all'interno della cellula,
ogni 3 ioni sodio che fa uscire. Dato che entrambi questi ioni hanno carica
positiva, oltre che un gradiente di concentrazione, ci provoca un gradiente
elettrico. La pompa permette quindi di mantenere il potenziale di membrana:
differenza di carica elettrica tra interno ed esterno della cellula. Per scambiare il
potassio con il sodio la pompa subisce due cambiamenti conformazionali, uno dei
quali richiede l'energia data dall'ATP. Le pompe ioniche permettono anche di
equilibrare la pressione osmotica del citoplasma della cellula sulla base
dell'ambiente esterno. Se ci non avvenisse la cellula diventerebbe ipertonica e si
gonfierebbe fino a scoppiare. Alcune proteine carrier trasportano un solo tipo di
sostanza in una sola direzione ( processo uniporto), altre 2 sostanze nella stessa
direzione ( processo simporto) e altre due sostanze in due direzioni opposte

( processo antiporto). Il cotrasporto muove i soluti mediante trasporto attivo


indiretto: vengono trasportati contemporaneamente 2 soluti, uno secondo
gradiente e l'altro contro. L'energia ricavata dal trasporto delle particelle secondo
gradiente, viene usata per trsprtare le altre contro gradiente, ma comunque
necessaria l'energia ricavata dall'idrolisi dell' ATP per alimentare la pompa.
TRASPORTO ATTRAVERSO LE MEMBRANE BIOLOGICHE Le macromolecole, come le
particelle di cibo vengono trasportate all'esterno della cellula per esocitosi e
all'interno per endocitosi. Nell'ESOCITOSI le macromolecole che devono essere
trasportate all'esterno vengono delimitate da membrana che forma una vescicola,
questa si fonde con la membrana plasmatica e il contenuto della vescicola viene
cos riversato all'esterno. Con questo meccanismo vengono secreti ormoni,
neurotrasmettitori, muco, enzimi ... Ci sono 3 tipi di endocitosi: ENDOCITOSI
MEDIATA DA RECETTORE: un processo altamente specifico che permette di
trasportare solo quelle molecole dette ligandi che vengono riconosciute da uno
specifico recettore situato sulla membrana plasmatica. I ligandi si accumulano
nelle fossette rivestite, il cui rivestimento situato dal lato del citosol ed
formato da due proteine:la clatrina e la proteina adattatrice. Il colesterolo viene
assorbito dalle cellule tramite questo processo e viene trasportato nel sangue
all'interno delle LDL. Quando una cellula ha bisogno di colesterolo produce i
recettori delle LDL. Questi recettori si trovano in fossette rivestite da clatrina.
Dato che la LDL un ligando si lega al recettore, che per endocitosi da origine ad
una vescicola rivestita.Quando la vescicola entra nel citoplasma il rivestimento si
stacca e il suo contenuto viene riversato in compartimenti detti endosomi. La LDL
si stacca dal recettore e viene degradata dai lisosomi, mentre il colesterolo
all'interno della cellula pu essere utilizzato. I recettori per le LDL vengono
riciclati. FAGOCITOSI: consiste nell'incorporazione di grossi frammenti di cellule o
di aggregati insolubili. Nel corpo umano la fagocitosi avviene solo ad opera dei
fagociti e serve come meccanismo di difesa dagli agenti invasori. Alcuni animali
inferiori come i platelminti utilizzano la fagocitosi anche per nutrirsi. I ligandi
contenuti nel materiale da inglobare vengono riconosciuti dai recettori di
membrana quando la particella vi entra in contatto. Attorno alla particella si forma
un sacco membranoso detto vacuolo fagocitico o fagosoma si fonde con i lisosomi
primari a formare i secondari e il suo contenuto viene digerito. PINOCITOSI:
processo attraverso il quale la cellula assorbe materiale liquido. Le goccioline di
liquido vengono circondate dalla membrana che si stacca sotto forma di piccole
vescicole i cui liquidi vengono trasferiti nel citosol. IL NUCLEO CELLULARE La
maggior parte delle cellule eucariotiche ha un nucleo anche se vi sono eccezioni,
quali i globuli rossi. Il nucleo la parte pi evidente della cellula, ha forma sferica
ed circondato dall'involucro nucleare. Esso formato da 2 membrane che
entrano in contatto in alcuni punti ma tra le quali vi uno spazio detto
intermembrana. Queste si occupano di dividere ci che si trova nel nucleo dal
citoplasma circostante, la membrana pi vicina al nucleo detta membrana
nucleare interna, quella pi esterna membrana nucleare esterna, quest'ultima
comunica con il RE. Il rivestimento interno della membrana nucleare dato dalla
lamina nucleare interna, rete fibrosa di filamenti proteici che stabilizza la
morfologia del nucleo. Sull'involucro nucleare vi sono i pori nucleari: complessi di
proteine che formano delle aperture lungo le quali il materiale pu passare se di
piccole dimensioni. Ogni cellula contiene circa 3000-4000 pori nucleari, ciascuno
delimitato da 8 proteine. Si tratta di strutture molto grandi che funzionano da
"guardiani". La maggior parte del DNA della cellula si trova nel nucleo, esso
controlla la sintesi proteica trascrivendo l'informazione del DNA nel mRNA. Il DNA
si associa alle proteine per formare la cromatina. Ci sono due tipi di cromatina:
_eucromatina: costituita da DNA trascrizionalmente attivo, rilasciata, replica
precocemente e contiene la maggior parte dei geni; _ eterocromatina: costituita
da DNA non trascrizionalmente attivo o silenziato perch non serve in quel
momento, fortemente addensata, replica tardivamente e contiene pochi geni.Si
divide in: costitutiva ( sempre inattiva), facoltativa (il suo stato
di attivazione regolato sulla base della necessit della cellula). I cromosomi sono
dispersi nel nucleoplasma e sono formati da DNA e cromatina, durante la divisione

cellulare diventano visibili come strutture filiformi distinte. La cromatina si


organizza attorno alla matrice nucleare. Il DNA si lega a : proteine istoniche
( formano la struttura attorno alla quale si avvolge il DNA) e proteine non
istoniche ( formano la struttura di supporto). Ogni specie ha un proprio numero di
cromosomi (46 nell'uomo, 20 nel mais) Le cellule che possiedono 2 coppie di
cromosomi omologhi si dicono diploidi, tutte le cellule somatiche lo sono tranne i
gameti. Le cellule che possiedono una sola copia di ciacun cromosoma si dicono
aploidi. Nella condizione di aploidia una copia di materiale genetico ripartita in 3
cromosomi non omologhi, nella condizione di diploidia due copie di materiale
genetico sono ripartite in tre coppie di cromosomi omologhi. Nell'uomo i
cromosomi sono a coppie: uno deriva dalla madre e l'altro dal padre. I cromosomi
X e Y sono detti sessuali perch determinano il sesso dell'individuo, non sono
completamente omologhi perch non hanno la stessa forma, dimensione e non
contengono gli stessi geni. I cromosomi non sessuali sono detti autosomi. Il
genoma umano presente nel nucleo di una cellula formato da 3 per 10 alla
meno 9 paia di basi divise in 23 molecole. Dato che queste molecole in totale
sono lunghe 93 cm e il nucleo molto pi piccolo devono essere compattate.
Durante il processo di compattamento le molecole di DNA vengono avvolte da
istoni e quindi si origina un elevato numero di nucleo somi che formano le perline
infilate sul filamento di DNA. I nucleo somi provvedono alla spiralizzazione del
DNA fino a dare origine a cromatina superavvolta. Le spirali di DNA si ripiegano a
formare i cromosomi. La maggior parte dei nuclei possiede una o pi strutture
compatte dette nucleoli, questi hanno forma sferica. IL nucleolo non circondato
da membrana e possiede un organizzatore nucleolare formato da cromosomi che
contengono le istruzioni per la sintesi di diversi tipi di RNA ribosomiali. L'RNA e le
proteine vengono sintetizzate nel nucleolo dal quale escono tramite i pori
nucleari. Le piccole molecole possono passare liberamente attraverso i pori
nucleari, la loro velocit di diffusione inversamente proporzionale alla grandezza
del loro diametro. Le molecole pi grandi del poro possono attraversarlo solo se
possiedono specifiche sequenze di amminoacidi segnale. Dal nucleo escono le
molecole di RNA e i ribosomi, mentre entrano le proteine, gli enzimi e gli istoni.
RE: un labirinto di membrane appiattite e interconnesse, in continuit con
l'involucro nucleare. Lo spazio interno detto lume, costituito da un unico
compartimento interno che comunica con lo spazio presente tra le membrane
nucleari interna ed esterna. Le membrane del RE e il lume contengono numerosi
enzimi che catalizzano diverse reazioni chimiche. Il RE si divide in liscio e rugoso.
Il RE liscio non presenta ribosomi sulla sua superficie, la sede della sintesi dei
fosfolipidi e degli ormoni steroidei, ha un ruolo importante nella degradazione del
glicogeno di riserva, gli enzimi presenti nel RE delle cellule del fegato sono in
grado di degradare sostanze chimiche tossiche. Il RE rugoso presenta ribosomi
sulla sua superficie esterna, ha un ruolo fondamentale nella sintesi e
nell'assemblaggio delle proteine. All'interno del ribosoma si forma un tunnel
collegato a un poro del RE, tramite il quale le proteine vengono trasportate nel
lume dove vengono modificate. Nel lume ci sono enzimi detti chaperoni
molecolari che catalizzano l'arrangiamento tridimensionale delle proteine: quelle
non correttamente sintetizzate vengono trasportate nel citosol dove vengono
degradate da complessi proteici detti proteasomi; quelle correttamente
processate vengono trasferite dalle vescicole di trasporto ad altri compartimenti
che si fondono con la membrana dei bersagli. COMPLESSO DEL GLOGI E' formato
da cisterne appiattite impilate dette dittiosomi che possono sembrare rigonfie
perch sono piene di prodotti cellulari. Ogni cisterna ha uno spazio interno detto
lume. A differenza del RE le cisterne del complesso del Golgi non sono tra loro in
continuit e il trasporto avviene mediante vescicole. Ogni dittiosoma possiede:
Un'area cis: si trova vicino al nucleo e riceve i materiali che provengono dal RE
Un'area trans: si trova vicino alla membrana plasmatica e impacchetta le
molecole che devono essere trasportate fuori dall'apparato del Golgi Un'area
intermedia: situata in mezzo alle altre due. Il complesso del Golgi
immagazzina,smista e modifica le proteine. Le modificazioni consistono
nell'aggiunta di gruppi chimici con l'obiettivo di etichettarle per poterle esportare

nei diversi distretti cellulari. Le modificazioni sono: _ glicosilazione: aggiunta di


zuccheri _ solfatazione: aggiunta di gruppi solfato _ fosforilazione: aggiunta di
gruppi fosfato Le vescicole che contengono le proteine vengono trasferite per
gemmazione dal Re rugoso all'apparato del Golgi, dove si fondono con la regione
cis del dittiosoma. Nel lume l'apparato del Golgi modifica chimicamente le
proteine etichettandole in modo che pervengano alla corretta destinazione. Le
proteine modificate vengono impachettate nelle regioni trans, che si staccano
dalla membrana del Golgi e trasportano il loro contenuto a destinazioni specifiche.
I LISOSOMI Sono stati scoperti verso il 1950 dal biochimico Christian De Duve, che
ha per questo vinto il premio nobel. I lisosomi sono piccole sacche delimitate da
membrana che contengono enzimi idrolitici capaci di demolire: proteine,
carboidrati, acidi nucleici, lipidi. Sono dispersi nel citoplasma della maggior parte
delle cellule eucariotiche, ve ne sono pi di 40 che contengono enzimi idrolitici
diversi e lavorano a ph acido ( = 5 ). Per mantenere tale ph vi l'azione di pompe
protoniche che pompano attivamente ioni idrogeno all'interno. Gli enzimi
lisosomiali degradano molecole complesse di batteri e frammenti ingeriti dalle "
cellule spazzine". La compartizione degli enzimi evita l'autodigestione da parte
della cellula. Gli enzimi lisosomi ali si formano nell'apparato del Golgi. Si possono
distinguere: Lisosomi primari: si formano per gemmazione dal complesso di Golgi
e sono costituiti solo da enzimi lisosomiali, dato che si sono appena formati non
sono attivi Lisosomi secondari: si formano per la
fusione dei lisosomi primari con vescicole circondate da membrana e hanno un
contenuto eterogeneo, cio enzimi lisosomi ali e molecole da degradare. I lisosomi
si occupano quindi di degradare materiale tramite: - Eterofagia: digestione di
corpi estranei tramite fagocitosi o di macromolecole assorbite dall'esterno della
cellula per endocitosi Autofagia: digestione di parti proprie della cellula Con
l'invecchiamento vi sono alcuni danni tissutali dovuti alla perdita di enzimi da
parte dei lisosomi. Per es. l'artrite reumatoide un danno alle giunture delle
cellule cartilaginee, causato dal rilascio di enzimi lisosomiali. In alcune malattie
genetiche come la malattia di Tay sachs: malattia autosomica recessiva, vi la
mancanza dell'enzima lisosomiale esosaminidasi A , che dovrebbe degradare i
gangliosidi. A causa della sua assenza nelle cellule cerebrali i gangliosimi si
accumulano e si ha un progressivo deterioramento del sn, fino al sopraggiungere
della morte entro i primi anni di vita. I PEROSSISOSOMI I perossisosomi sono
organuli delimitati da una sola membrana, simili per l'aspetto ai lisosomi,
contengono enzimi detossificanti. La loro funzione ancora in parte sconosciuta.
Sicuramente sono in grado di detossificare la cellula da molecole tossiche quali
l'acqua ossigenata ( perossido di idrogeno) che viene scissa in acqua e ossigeno,
cos da diventare innocua. I perossisosomi possono anche degradare gli acidi
grassi e di sintetizzare alcuni fosfolipidi che compongono la guaina mielinica dei
neuroni, motivo per cui alcune malattie da carenza di funzione perossisomale
sono associate a ritardo mentale. I perossisosomi delle cellule epatiche e renali
detossificano composti tossici come l'etanolo. I MITOCONDRI Sono la sede della
respirazione cellulare o aerobica: processo che trasforma l'energia chimica
presente nello zucchero in ATP. Durante la respirazione cellulare l'ossigeno e il
carbonio vengono rimossi dalle molecole di cibo, come il glucosio e vengono
convertiti in anidride carbonica. L'ATP viene usato dalla cellula per svolgere
diverse funzioni chimiche perci i mitocondri sono pi numerosi nelle cellule molto
attive. Ogni mitocondrio circondato da una doppia membrana che da origine a
due compartimenti distinti: _ lo spazio intermembrana: si forma tra la membrana
interna( pu essere attraversata solo da alcuni tipi di molecole perch
selettivamente permeabile) ed esterna( liscia e pu essere attraversata da
piccole molecole); _ la matrice: un compartimento circondato dalla membrana
interna che contiene gli enzimi che degradano il cibo e convertono la loro energia
in altre forme di energia chimica. La membrana interna del mitocondrio
ripiegata per formare delle estroflessioni dette creste mitocondriali che
aumentano la superficie in cui avvengono le reazioni necessarie a produrre ATP. La
membrana interna contiene tutte le proteine necessarie per queste reazioni. Ogni
mitocondrio contiene DNA e RNA propri che codificano per alcune proteine, ma

alcune proteine necessarie al mitocondrio vengono importate. Le mutazioni del


DNA mitocondriale sono state associate ad alcune malattie genetiche che
includono una forma giovanile di cecit e vari tipi di degenerazione muscolare. I
mitocondri hanno un ruolo importante nell'apoptosi: morte programmata delle
cellule. Si tratta di un processo che si sviluppa durante lo sviluppo normale e
serve a bilanciare il numero di cellule. Per es. le cellule del tessuto epiteliale
esterno e della parete intestinale vengono continuamente sostituite. I mitocondri
possono indurre la morte delle cellule interferendo con il loro metabolismo o
attivando enzimi che mediano la distruzione cellulare. Quando un mitocondrio
viene danneggiato nel citoplasma viene rilasciato citocromo C, proteina che
induce l'apoptosi attivando un complesso enzimatico detto caspasi, che degrada
le parti vitali della cellula. L'attivazione non corretta dell'apoptosi o la sua
inibizione pu portare allo sviluppo di patologie come cancro, Alzheimer, aids.
Secondo l'ipotesi endosimbiotica sull'origine dei mitocondri questi si sarebbero
originati a partire da organismi procarioti che si stabilirono all'interno di cellule pi
grandi perdendo la loro capacit di vivere autonomamente. IL CITOSCHELETRO E'
costituito da una densa rete di fibre proteiche. Serve per il trasporto di materiali
all'interno della cellula ed coinvolto nella divisione cellulare, contribuisce al
sostegno del citoplasma e al mantenimento della forma della cellula oltre che ai
suoi movimenti. Il citoscheletro cambia continuamente ed formato da filamenti
proteici di tre tipi: o o I microtubuli: sono i filamenti pi spessi del citoscheletro,
hanno forma cilindrica e sono costituiti da due proteine molto simili, l'alfa e la
beta tubulina. Queste proteine si combinano tra loro per formare un dimero. I
microtubuli si formano per addizione di dimeri di tubulina all'estremit del
microtubulo. I microtubuli possono essere anche di assemblati rimuovendo i
dimeri di tubulina. Infatti ,i protofilamenti di tubulina legati a GDP, sono instabili e
si staccano facilmente dal microtubulo. I microtubuli sono polari e le loro
estremit vengono denominate pi o meno.L'estremit pi si allunga pi
rapidamente grazie all'azione di una proteina detta chinesina. La dineina trasporta
invece gli organuli nella direzione opposta. E' necessaria anche la dinactina:
proteina adattatrice che lega la dineina al microtubulo e all'organulo. I microtubuli
sono implicati: nel movimeto dei cromosomi durante la divisione cellulare, in
quello delle cellule perch sono i principali componenti di ciglia e flagelli e nel
movimento dei componenti cellulari. Sulla superficie di molte cellule si proiettano
strutture sottili e mobili importanti per il movimento cellulare. Se tali appendici
sono molto numerose e corte si chiamano ciglia, se sono poco numerose e lunghe
prendono il nome di flagelli. Le ciglia sono strutture filiformi rivestite da
membrana, che si protendono sulla superficie di molti tipi di cellule eucariote. In
genere si trovano sulle cellule che rivestono i dotti interni dell'organismo, come le
vie aeree. Sono formate da microtubuli riuniti in uncorpo basale e possiedono un
corpo propulsore che si muove rapido in una direzione e torna lentamente in
quella di partenza. Hanno la funzione di muovere i liquidi e le particelle che
ricoprono la cellula o di permetterne il movimento in ambienti acquosi. Le ciglia si
muovono alternando movimenti e tempi di recupero ed esercitando una forza
parallela alla direzione superficie della cellula. I flagelli sono i propulsori degli
spermatozoi e di molte cellule procariote, spostano l'intera cellula con un
movimento
simile a quello di un serpente. Ciglia e flagelli hanno la stessa struttura: sono
formati da 9 serie di tre microtubuli disposte in un cilindro. Il loro accrescimento
avviene per addizione di dimeri di tubulina ad un'estremit. Sui microtubuli si
possono muovere diverse proteine motrici che trasportano vari organelli e si
muovono in entrambe le direzioni. Le principali proteine motrici sono le chinesine
e le dineine, per questo movimento viene utilizzata l'energia ricavata dall'idrolisi
dell'ATP. I flagelli si muovono come una frusta esercitando una forza
perpendicolare alla direzione della superficie della cellula. I filamenti intermedi:
sono resistenti e flessibili, la loro unit costitutiva il monomero, formato da due
teste alle estremit e da una regione lineare nel mezzo. I filamenti intermedi
forniscono sostegno alla cellula, sono molto numerosi soprattutto nelle cellule
sottoposte a elevate pressioni meccaniche ed evitano che esse si deformino

eccessivamente. I filamenti intermedi delle cellule eucariote variano per la


composizione proteica a seconda del tipo di cellula e di organismo. Si possono
distinguere: Filamenti citoplasmatici: _ cheratine ( si trovano nelle cellule
epiteliali); _ vimentino e vimentino-simili ( si trovano nel tessuto connettivo,
muscolare e neuro gangliare);_ neuro filamenti( si trovano nelle cellule nervose,
nella sclerosi amiotrofica laterale ci sono o neurofilamenti anormali delle cellule
nervose che controllano i muscoli, ci provoca degenerazione delle cellule
nervose, alle quali non arrivano i materiali necessari). Filamenti nucleari: lamine
nucleari, si trovano in tutte le cellule animali. I microfilamenti: sono presenti in
tutte le cellule eucariotiche. Sono fibre flessibili e solide di 7nm di diametro. Ogni
microfilamento costituito da 2 filamenti di actina intrecciati che possono essere
presenti singolarmente, in fasci o in reti tridimensionali. Essi hanno un ruolo di
sostegno e concorrono ai movimenti cellulari, tra cui le correnti citoplasmatiche, la
formazione del solco di divisione durante la citodieresi. I filamenti di actina da soli
non possono contrarsi, ma possono generare movimento assemblandosi e
diassemblandosi. Nelle cellule muscolari l'actina associata alla miosina per
formare le fibre della contrazione muscolare. In assenza di ATP actina e miosina
sono tra loro strettamente associate,;quando l'ATP si lega alla miosina, fornisce
l'energia necessaria alla contrazione muscolare perch riduce la sua affinit per
l'actina. Dopo l'idrolisi dell'ATP ad ADP la miosina e l'actina determinano lo
scivolamento del microfilamento, pi microfilamenti che scivolano l'uno sull'altro
danno luogo alla contrazione muscolare. I microfilamenti possono anche formare i
microvilli, cio estroflessioni citoplasmatiche che amplificano l'area attraverso la
quale avviene l'assorbimento intestinale delle sostanze nutritive. Ogni microvillo
possiede una calotta di proteine applicata all'estremit distale dei microfilamenti.
Questi ultimi sono legati all'actina e percorrono l'intera lunghezza del microvillo
consolidandone la struttura. Le molecole di actina uniscono i microtubuli tra loro e
alla membrana plasmatica. I microtubuli dei microvilli si protraggono o si
ritraggono sulla base della polimerizzazione o della depolimerizzazione dei
filamenti di actina che contengono. LA MATRICE EXTRACELLULARE Ha funzione di
impalcatura, protezione e supporto, presente in quantit diversa nei differenti
tessuti, per es. ridotta nel tessuto nervoso e abbondante in quelli di sostegno,
come quello osseo e quello e cartilagineo. La matrice extracellulare formata da:
Collagene: il suo principale componente ed costituita da 3 catene
polipeptidiche ricche di glicina e prolina, avolte in una tripla elica ad alta
resistenza Elastina: alcuni tessuti come quello dei polmoni e delle arterie devono
essere elastici per potersi espandere e rilassare. Altri devono essere flessibili, cio
devono poter cambiare la propria forma ( il caso della cute e dell'intestino). Le
fibre di elastina forniscono elasticit e flessibilit ai tessuti). Nel corso
dell'invecchiamento la rigidit del collagene aumenta e diminuiscono le molecole
di elastina. Questo il motivo per cui si formano le rughe e le ossa e le
articolazioni sono meno flessibili. Complessi di proteine e polisaccaridi detti
proteoglicani: sono formati da proteine e GAG, cio unit di disaccaride ripetute.
In genere uno degli zuccheri il galattosio e l'altro la N-acetilglucosamina. Le
mucoproteine sono molto resistenti alla pressione e possono funzionare come
spugne in grado di assorbire grandi quantit di acqua. Proteine adesive come la
fibronectina ( presente in quasi tutti i tessuti, una molecola ponte che ancora le
cellule alla matrice) e la lamina, presente solo nella lamina basale; sottile strato
di matrice che separa le cellule del tessuto connettivo da quello epiteliale.
GIUNZIONI CELLULARI Di solito le cellule che si trovano a stretto contatto tra loro
sviluppano giunzioni intercellulari specializzate, che permettono di legare
saldamente le cellule tra loro, di comunicare e impediscono il passaggio di
materiali. Giunzioni serrate: impediscono il passaggio di sostanze tra una cellula e
l'altra, grazie alla fusione parziale di uno dei due foglietti fosfolipidici. Formano
delle regioni di saldatura tra le cellule che rivestono le cavit corporee. Per es.
impediscono alle sostanze che si trovano nell'intestino di entrare nel circolo
sanguigno e formano la barriera ematoencefalica che impedisce a varie sostanze
si passare dal sangue al cervello. Giunzioni ancoranti o adesive: tengono le cellule
saldamente unite tra loro, tanto che per separarle sono necessarie forti pressioni

meccaniche. Si dividono in: Desmosomi: sono punti di attacco tra le cellule che
lasciano spazi tramite i quali possono passare alcune sostanze. I desmosomi
creano un legame tra i filamenti intermedi di una cellula e quelli della cellula
adiacente unendole meccanicamente. Questo tipo di giunzione prsente nelle
cellule del tessuto epiteliale. Emidesmosomi: ancorano i filamenti intermedi di una
cellula alla lamina basilare Giunzioni aderenti: cementano le cellule tra loro
unendo i fasci di actina di una cellula con quelli di un'altra Giunzioni comunicanti:
permettono il passaggio di molecole inorganiche di piccole dimensioni e di alcune
molecole di regolazione, attraverso dei canali che permettono la comunicazione
tra cellule adiacenti. Sono costituite da una proteina integrale di membrana: la
contessina, sei molecole di contessina formano un canale detto connessone che
pu essere aperto o chiuso. Le giunzioni comunicanti permettono alle cellule di
stabilire comunicazioni chimiche e elettriche molto rapide e si
trovano tra le cellule nervose e quelle muscolari cardiache. LA COMUNICAZIONE
CELLULARE Dato che uno stesso messaggio pu essere presente in diverse forme
di segnale , affinch la comunicazione cellulare possa avvenire necessario che
ogni messaggio possa essere convertito da una forma all'altra. Tale processo
detto trasduzione del segnale. Quando si parla di segnalazione cellulare ci si
riferisce ai meccanismi con cui le cellule comunicano tra loro, una comunicazione
precisa fondamentale per lo sviluppo e il funzionamento dell'organismo. La
segnalazione cellulare avviene in 3 fasi: ricezione, trasduzione e risposta. La
cellula segnalatrice deve inviare un segnale, che deve essere riconosciuto dalla
cellula bersaglio. Dato che molti segnali non entrano nella cellula bersaglio,
attraverso la trasduzione del segnale possibile convertire un segnale
extracellulare in uno intracellulare che venga riconosciuto e alla quale la cellula
bersaglio possa dare una risposta. Dopo che un segnale ha svolto il suo compito la
sua azione deve essere interrotta, a tal proposito agiscono dei meccanismi di
terminazione del segnale. La comunicazione cellulare pu avvenire per contatto
diretti o per azione di segnali chimici. Comunicazione per contatto diretto: si ha
tra cellule adiacenti, in tal caso la cellula trasmettitrice invia una molecola
segnale che si lega alla membrana della cellula bersaglio. Comunicazione
endocrina: si ha quando una cellula vuole inviare un messaggio a cellule
dell'organismo che si trovano lontano. In tal caso vengono rilasciati ormoni nel
circolo sanguigno che vengono ricevuti solo dalle cellule che possiedono specifici
recettori. Comunicazione paracrina: la cellula emette una molecola segnale detta
regolatore locale che diffonde tramite il liquido interstiziale e agisce sulle cellule
vicine. Comunicazione neuronica: pu verificarsi attraverso segnali elettrici, ma di
solito avviene per il rilascio di neurotrasmettitori che diffondono attraverso le
sinapsi. Ogni tipo di cellula geneticamente programmato per rispondere a
specifici tipi di segnale. I recettori sono proteine o glicoproteine che legano le
molecole segnale. Una molecola segnale che si lega ad uno specifico recettore
detta ligando. La ricezione avviene quando il ligando si lega ad uno specifico
recettore. Ci sono 2 tipi fondamentali di proteine recettoriali: _ proteine che si
trovano all'interno della cellula e che riconoscono i ligandi di natura idrofobica che
entrano nella cellula attraverso la membrana; _ glicoproteine di membrana che
riconoscono i ligandi( primi messaggeri) e che restano fuori dalla cellula. Queate
ultime possiedono almeno 3 domini: dominio esterno ( sito di ancoraggio per la
molecola segnale); dominio he si estende attraverso la membrana plasmatica;
coda (si proietta nel citoplasma e trasmette il segnale all'interno della cellula.
Ogni tipo di recettore ha una propria forma, il suo sito di legame paragonabile a
una serratura, mentre le molecole sono come chiavi. Solo quelle molecole la cui
forma si adatta perfettamente a quella dello specifico recettore pu produrre
effetti sulla cellula. I recettori sono quindi importanti nel determinare la specificit
della comunicazione cellulare. Diversi tipi di cellula possono avere recettori
diversi, cos come una stessa cellula pu sintetizzare recettori diversi sulla base
del cambiamento delle condizioni o durante il suo ciclo di vita. Tra i principali tipi
di recettori presenti sulla membrana cellulare ci sono: Recettori associati a
proteine G: sono proteine transmembrana costituite da 7 alfa eliche che si
estendono nel citosol o all'esterno della cellula. La parte esterna del recettore

presenta un sito di legame per la molecola segnale, la porzione del recettore che
si estende nel citosol presenta un sito di legame per una specifica proteina G. Allo
stato inattivo la proteina G contiene 3 subunit unite tra loro, una di queste
associata al GDP ( guainosina difosfato). La GDP una molecola simile all'ATP che
al posto dell'adenina contiene guanina. Quando il ligando si lega al recettore il
GDP viene sostituito da GTP e la proteina G associata a GTP si separa dalle altre
subunit. Ci produce l'idrolisi del GTP a GDP e la disattivazione della proteina G,
che si riassocia alle altre sub unit. Una volta che la proteina G viene attivata da
inizio alla trasduzione del segnale. In genere la molecola segnale fa da primo
messaggero e l'informazione viene trasmessa a un secondo messaggero tramite
la proteina G. Recettori accoppiati a canali ionici: sono detti anche canali a
controllo di ligando. Il recettore risponde a determinati segnali con un
cambiamento di conformazione che ne determina l'apertura o la chiusura. Quando
il ligando si lega al recettore il canale si apre permettendo il passaggio di ioni
all'interno. La variazione di concentrazione ionica innesca delle risposte da parte
della cellula, il ligando si dissocia dal recettore e il canale si chiude. Recettori
tirosin-chinasici: sono un particolare gruppo di recettori associati a enzimi.
L'enzima tirosin-chinasi costituisce il dominio del recettore che si estende nel
citosol. La tirosin-chinasi fosforila specifici residui di tirosina in determinate
proteine di segnalazione presenti nella cellula. I recettori tirosin-chinasi legano i
fattori di crescita, quando il ligando si lega al recettore due molecole di recettore
si avvicinano, perci la tirosin-chinasi di ciascun recettore fosforila quello
adiacente. Normalmente le molecole segnale sono presenti a bassa
concentrazione ma producono effetti profondi sulla cellula. Il legame di una sola
molecola segnale pu produrre cambiamenti in milioni di cellule a valle di una
cascata di segnalazione. Tale processo di intensificazione dell'effetto prodotto da
una molecola segnale detto amplificazione del segnale e ha come risultato il
fatto che poche molecole segnale possono produrre massicce risposte nella
cellula. Ci avviene quando a seguito di una trasduzione primaria si ha una
ritrasmissione nella quale intervengono fattori modulatori che amplificano il
segnale facendolo divergere su bersagli multipli.