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TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO GEAM

Classificazione e tipologia delle valanghe di neve (1)


G.P. Giani Università degli Studi di Parma

La classificazione rappresenta un passo obbligato di ogni It is important to point out that snow avalanches often
lavoro scientifico (Ancey, Charlier, 1996). Essa non recur in the same site. Some avalanches occur several times
riguarda soltanto l’organizzazione del sapere in tavole di in the winter season, whilde other events develop only once
differenze e di identità, ma costituisce nello stesso tempo un a year and it becomes an expected event, in springtime for
essenziale mezzo di comunicazione tra individui. A riguardo instance, before alpine excursions on the site are carried
delle valanghe si esamina in questa nota una classificazione out.
di tipo morfologico che definisce i criteri per distinguere i The recurrence time can be one year for some avalanches,
fenomeni sulla base delle loro fasi di innesco, di movimento ten years for some others or of even hundred of years for yet
e di arresto. Si tratta della classificazione redatta dalla some others. In these cases, the knowledge of the snow
Commissione Internazionale su Neve e Valanghe del 1981 avalanche typology, obtained from the classification used
dell’Unesco e successivamente definita, nella sua forma qui jointly with the frequency of the event in the same site,
riportata, dall’ICSI nel 1981. constitutes a first element to forecast the occurrence
E’ importante aggiungere che, all’interno di uno stesso sito, phenomena and to plan and design the land protection works.
i fenomeni valaghivi sono molto spesso ricorrenti. Alcune
valanghe si sviluppano più volte durante l’inverno, altre una Classification et typologie des avalanches de neige
volta all’anno e diventano un evento atteso, per esempio in La classification représente une étape nécessaire pour
primavera, tanto che si attende la loro discesa prima di chaque travail scientifique (Ancey, Charlier, 1996). Il ne
effettuare escursioni sul sito. Alcune valanghe hanno un s’agit pas seulement d’organisation du savoir au moyen de
tempo di ritorno annuale, decennale o addirittura tables de différences et d’identités, mais aussi d’un moyen
centenario. La conoscenza della tipologia di tali valanghe, essentiel de communication. Ce travail concerne une
acquisita dall’uso della classificazione, associata a quella classification morphologique des avalanches définissant des
della frequenza in un stesso sito valanghivo, costituisce un critères permettant de distinguer les phénomènes en
primo elemento per la previsione, la pianificazione e la fonction du départ, du mouvement et de l’arrêt. Il s’agit de
progettazione di interventi di difesa del territorio da questo la Classification initialement rédigée par la Commission
genere di eventi. Internationale de l’Unesco sur la Neige et les Avalanches en
1981, puis redéfinie la même année par l’ICSI sous la forme
Classification and typology of snow avalanches ci jointe. Il est important d’ajouter que, sur un même site,
Classification is an obligatory step of all scientific work les avalanches sont très souvent récurrentes. Certaine
(Ancey, Charlier, 1996). It does not only concern the avalanches ont lieu plusieurs fois pendant l’hiver, certaines
organization of the knowledge in difference and identity une fois par an et elles deviennent un événement attendu,
tables, but, at the same time, constitutes an essential tool of notamment au printemps, où l’on attend qu’elles aient lieu
communication between people. The snow avalanche avant d’effectuer des excursions sur site. Certaines avalanches
classification which is given in this paper is based on ont une période de retour annuelle, décennale ou centenaire.
morphological criteria in order to distinguish the La connaissance de la typologie des avalanches acquise par
phenomena, taking the triggering, motion and deposition l’utilisation de classifications associée à la connaissance
phases into account. The reported classification was des fréquences d’occurrence sur un site potentiellement
initially prepared by the 1981 Snow and Avalanche Unesco sujet aux avalanches, représente un premier élément pour la
International Commission and subsequently defined in the prévision, la planification et le projet des ouvrages de
here reported formulation by ICSI in 1981. défense du territoire contre ce genre d’événements.

1. DEFINIZIONE DI VALANGA DI NEVE termine gravitativo chiarisce che la forza 2. CLASSIFICAZIONE E TIPOLOGIA DELLE
motrice del movimento è la gravità; il ter- VALANGHE DI NEVE
Una valanga di neve è definita (ANCEY & mine rapido differenzia una valanga dai
CHARLIER, 1996) come “Un colamento movimenti lenti di flusso della neve che si La classificazione delle valanghe che
gravitativo rapido di una massa di neve hanno per fenomeni viscosi o per scivola- viene qui riportata si basa su criteri
su un pendio di montagna”. mento degli strati. Questi ultimi fenomeni morfologici, quindi su termini di misura
Il termine colamento definisce il fatto che di flusso sono lenti e possono avere una oggettivi e di facile applicazione fondati
la distanza percorsa è molto superiore alla velocità di qualche cm/giorno, mentre la anche sulla semplice osservazione del
dimensione della massa mobilizzata; il velocità di una valanga si misura in m/s. fenomeno che si vuole classificare.

(1) Relazione presentata all’Incontro “L’ingegneria e la neve”, Torino, 21 febbraio 2006

Geoingegneria Ambientale e Mineraria, Anno XLIII, n. 1-2, marzo-giugno 2006, 59-67 59


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Questo tipo di classificazione non consi-


dera la natura della neve mobilitata o
delle cause di innesco del fenomeno. Una
classificazione che tenesse conto di que-
sti aspetti sarebbe molto più complessa e
richiederebbe difficili e spesso dibattute
interpretazioni oltre che l’esecuzione di
misure in sito.
La classificazione è stata redatta da una
Commissione Internazionale su Neve e
Valanghe del 1981 dell’Unesco ed è stata
successivamente definita, nella sua forma
attuale, dall’ICSI nel 1981.
La classificazione suddivide gli elementi
descrittivi dell’evoluzione di una valanga
in tre zone: distacco, scorrimento e depo-
sito (Fig. 1).
Queste zone rappresentano le tre fasi suc-
cessive in cui il movimento transitorio si
sviluppa e si arresta.
Ad ognuna di queste fasi vengono asse-
gnate, nella classificazione, i possibili
criteri, le corrispondenti caratteristiche
distintive, le loro denominazione e il
codice caratteristico, secondo lo schema
indicato nelle Tabelle 1 - 3 seguenti.
Il meccanismo di distacco di una valanga
è fondamentalmente regolato dalla coe-
sione della neve.
Di qui la classificazione che divide le
valanghe a debole coesione innescate da
una diminuzione della coesione del
manto nevoso e le valanghe a lastroni che
si verificano all’interno del manto nevoso
o a contatto con la superficie del terreno.
La rottura avviene quindi per taglio e il
criterio di resistenza che definisce il com-
portamento reologico della neve è quello
di Coulomb (Figura 2):
Il blocco di neve di altezza h1 è soggetto FIG. 1 - Immagini di una valanga di neve dalla quale è possibile identificare le tre fasi di
ad un ulteriore sovraccarico di neve di distacco, scorrimento e deposito. La fotografia è tratta dal sito del Servizio Valanghe
altezza h2. Nella condizione di equilibrio Italiano.
The picture allows the identification of the triggering, motion and deposition phases of a snow avalanche.
limite, espresse in termini di forze, T The photograph has been taken from the Italian Avalanche Service site.
(forza attiva) = R (forza resistente) essen-
do T = (ρ1 gh1 + ρ2 gh21) . α . senα e R =
ca + ( ρ 1 gh 1 + ρ 2 gh2 1) . a . cosα tan φ
dove a è l’area di base del blocco.

τR = c + σ tanφ = c + (ρgh . cosα) . tanφ h2


Dove c è la coesione,
φ è l’angolo d’attrito, h1 R
ρ è la densità della neve,
g è l’accelerazione di gravità,
h è l’altezza dello strato di neve, T a
e α è l’angolo di inclinazione del piano
dove si ha la rottura per taglio.
FIG. 2 - Equilibrio
Questo tipo di schematizzazione compor- di un blocco di ne-
ta l’assunzione semplificativa che le ten- α ve.
Snow block equili-
sioni normali e di taglio agenti sul piano brium.

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di potenziale scivolamento siano conside- La temperatura a contatto tra il terreno e avviene con la trasformazione dei cristalli
rate costanti su tutta la superficie di rottu- il manto nevoso sovrastante è sempre sta- di neve in una situazione di gradiente ele-
ra del blocco. bilmente intorno a 0°C, mentre al contat- vato.
to tra la neve e l’aria può variare nel Nella condizione in cui la temperatura
La resistenza di tipo coesivo dipende tempo e, di conseguenza, può variare dell’aria è superiore a 0°C si ha invece il
essenzialmente dai metamorfismi che ha anche il gradiente all’interno del manto metamorfismo da fusione.
subito il manto nevoso dal momento nevoso stesso.
della sua formazione. Si definisce debole, nella situazione in Quando la temperatura dell’aria è sotto lo
I metamorfismi che modificano la struttu- cui la temperatura dell’aria sia inferiore a zero, ma con valori molto prossimi allo
ra, l’aggregazione, il volume, la forma dei 0°C, un gradiente minore di 5°C/m, zero, oppure quando il manto di neve è
grani di neve che costituiscono il manto medio, un gradiente tra 6 e 19°C/m ed così spesso da trovarsi in una situazione
nevoso sono generati dagli effetti dell’a- elevato, un gradiente superiore a 20°C/m. di gradiente debole, i cristalli si arroton-
zione del sole, del vento, di nuove precipi- Si ha un metamorfismo distruttivo con la dano e diminuisce la coesione per feltra-
tazioni e di variazioni climatiche. I meta- trasformazione dei cristalli di neve in una tura, tipica della neve nuova, le ramifica-
morfismi termodinamici dovuti alle diffe- situazione di gradiente debole (in una zioni spariscono e i granelli sono finissimi
renze di temperature tra aria e suolo rap- condizione di temperatura dell’aria pros- (decine di millimetri). Questa trasforma-
presentano le trasformazioni più impor- sima a 0°C si parla anche di isotermia), zione (metamorfismo distruttivo) porta
tanti della struttura della neve (Fig. 3). mentre un metamorfismo costruttivo alla cosiddetta neve farinosa che può pro-
vocare valanghe a debole coesione entro
qualche giorno, in dipendenza dell’esposi-
TAB. 1 - Classificazione morfologica delle valanghe, ICSI, 1981. Zona di distacco. zione e dell’inclinazione del pendio. Nel
Avalanche morphological classification ICSI 1981. Triggering zone. tempo però i grani di neve raggiungono
una condizione più stabile.
Criteri Caratteristiche distintive, denominazione e codice
A. Modo di A1. Distacco A2. Distacco A3. Valanga a A4. Valanga a Se la temperatura dell’aria cresce a valori
distacco puntiforme. lineare lastroni teneri lastroni duri superiori allo zero, i grani e i cristalli di
(Valanga a (Valanga a neve fondono e l’acqua scende verso l’in-
debole coesione) lastroni)
terno per gravità (metamorfismo da
B. Posizione B1. Interno a B2. Valanga di B3. Valanga di B4. Sul Suolo fusione). Se la temperatura successiva-
del piano di manto nevoso superficie con superficie con (Valanga di mente diminuisce sotto lo zero, i grani di
scivolamento (Valanga di rottura in neve rottura in neve fondo)
superficie) fresca vecchia
neve grandi crescono per il rigelo.
Durante un’alternanza di fenomeni di
C. Acqua C1. Assente C2. Presente fusione e di rigelo si possono generare
liquida nella (Valanga d (Valanga di
neve neve asciutta) neve umida)
colate superficiali con il caldo e scivola-
mento di lastroni di superficie con
TAB. 2 - Classificazione morfologica delle valanghe, ICSI, 1981. Zona di scorrimento. sovraccarico, a rigelo avvenuto, ma, in
Avalanche morphological classification ICSI 1981. Motion zone. generale, il processo fusione – rigelo
porta alla stabilizzazione.
Criteri Caratteristiche distintive, denominazione e codice Nel caso di gradiente medio – elevato
D. Tipo di D1. Pendio aperto D2. Percorso incanalato (metamorfismo costruttivo), l’aria pre-
percorso (Valanga di versante) (Valanga incanalata) sente nella parte bassa del manto nevoso
E. Tipo di E1. Nube di polvere di neve. E2. Fluente lungo il suolo. è molto più calda e quindi molto più leg-
movimento (Valanga nubiforme) Valanga radente o di neve densa) gera dell’aria in superficie e, conseguen-
temente, migra per convezione verso l’al-
TAB. 3 - Classificazione morfologica delle valanghe, ICSI, 1981. Zona di deposito. to. Parte del vapore che veicola nell’aria,
Avalanche morphological classification ICSI 1981. Deposition zone. trovandosi a basse temperature, rigela.
Più il gradiente è elevato e più è favorita
Criteri Caratteristiche distintive, denominazione e codice la costruzione di cristalli sfaccettati o a
F. Rugosità F1. A grana F2. A grana F3. A grana F4. A grana calice cavi, negli strati basali ed interme-
superficiale grossa. grossa con grossa con fine di (brina di profondità). In superficie,
del deposito (Deposito blocchi blocch (Deposito dove la temperatura è di diversi gradi al
grossolano) angolosi arrotondati. minuto)
di sotto dello zero, l’umidità dell’aria
G. Contenuto G1. Assente G2. Presente “cristallizza” e si forma la brina di super-
in acqua (Deposito (Deposito ficie. Le dimensioni dei grani possono
liquida nel secco) umido)
deposito.
raggiungere i 10 mm e i grani hanno bas-
sissima coesione. Lo strato di brina si eli-
H. H1. H2. H3. H4. H5. mina soltanto per fusione o pioggia.
Inquinamento Nessun Inquinamento Inquinamento Inquinamento Inquinamento
del deposito materiale visibile di roccia, di rami, di rottami
Gli effetti dei metamorfismi termodina-
visibile (Deposito sassi, alberi di manufatti. mici e degli eventi atmosferici sulla sta-
(Deposito sporco) terriccio. bilità dei pendii sono riassunti, molto sin-
teticamente nella Tab. 4.

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Il modo di distacco di una valanga è stato TAB. 4 - Effetti degli elementi naturali sulla stabilità dei pendii innevati (Club Alpino
suddiviso in: rottura puntuale e in rottura Italiano – Sezione di Firenze).
Effects of natural elements on snow covered slope. (Club Alpino Italiano - Section of Florence).
su una frattura lineare, perpendicolare
alla direzione di massima pendenza del Metamorfismi Spessore Densità Coesione Stabilità
pendio (Fig. 4). In questo secondo caso la
traccia della frattura è una linea spezzata Fusione -- + - -
o ha la forma di una V rovesciata: questo Rigelo = = ++ ++
succede frequentemente nelle valanghe Distruttivo - + + +
incanalate.
Costruttivo = - - -
La rottura puntuale è indice di una valan- Eventi atmosferici Spessore Densità Coesione Stabilità
ga a debole coesione, che si innesca Vento +/- + + -
quando la componente attiva della forza
Pioggia - + - -
peso prevale sulla forza resistente per
attrito. Il fenomeno si propaga ad altra Nebbia -- + - -
neve e la massa che si movimenta ha una Neve + - - -
forma triangolare detta anche a “pera”.
Questo tipo di valanga può avvenire nella
fase iniziale di un metamorfismo distrut-
tivo su pendii con un’inclinazione com-
presa tra i 40° e i 60° e in presenza di una
temperatura dell’aria inferiore a 0°C. Il
fenomeno non coinvolge generalmente
grandi volumi ed essendo il movimento
piuttosto breve, non raggiunge elevate
velocità.
Valanghe a debole coesione possono
essere anche di neve bagnata (Fig. 5) con
una maggiore densità della neve (300 –
500 kg/m3, rispetto ai valori inferiori a
100 kg/m3 delle valanghe asciutte a debo-
le coesione), con temperature prossime
allo zero. In questo secondo caso le
valanghe si innescano su pendii a debole
pendenza, anche inferiore a 30° e sono
molto lente.

Le valanghe a lastroni sono dovute alla


rottura per taglio di un intero lastrone di
neve coerente, a partire da un fronte più o
meno esteso.
Le valanghe a lastroni possono essere di
superficie o di fondo, a seconda che si
muovano solo alcuni strati superficiali o
l’intero manto nevoso (Fig. 6). Le prime
sono più comuni e avvengono sulla
superficie a minor coesione del manto su
cui scivola uno strato superiore di neve
asciutta generalmente apportata dal vento
e caratterizzata da una densità superiore a
200 kg/m3. Il lastrone può essere talvolta
costituito da neve soffice e quindi, con
una densità minore dell’ordine dei 100
kg/m3. Le valanghe a lastroni si formano
con maggior frequenza su pendii aventi
inclinazione variabile tra i 30° e i 50°.
La Fig.7 riassume (BARBOLINI, 2004), in
uno schema esemplificativo, le pendenze
caratteristiche per diversi tipi di neve.
La Fig. 8 riporta la probabile zona di FIG. 3 - Schema riassuntivo dei metamorfismi termodinamici.
distacco della valanga del 18 gennaio Outline scheme of thermodynamic metamorphisms.

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4a)
TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO GEAM 4b)

FIG. 4a - Esempio di valanga a debole coesione. Dall’immagine e possibile


notare la caratteristica forma a pera della valanga, il cui innesco è puntifor-
me. La fotografia è tratta dal sito Scialp.
Loose snow avalanche example. It is possible to note the typical “pear” shape of the ava-
lanche where the triggering starts in a point. The photograph has been taken from the
Scialp site.

FIG. 4b - Esempio di valanga a lastroni. Dall’immagine è possibile notare la


frattura di distacco che ha direzione perpendicolare al piano di scivolamen-
to. La Fotografia è tratta dal sito del Servizio Valanghe Italiano.
Slab avalanche example. It is possible to note the release fracture which has a direction
perpendicular to the dip direction of the sliding plane. The photograph has been taken
from the Italian Avalanche Service site.

5a) 5b)

FIG. 5a - 5b - Esempi di valanghe umide a debole coesione, interne al manto nevoso, innescate dall’aumento di temperatura. Le due fotogra-
fie sono tratte dal sito Scialp.
Wet loose snow avalanches triggered by an increase of temperature. The two photographs have been taken from the Scialp site.

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1997 sul ghiacciaio della Brenva, lato ita-


liano del Monte Bianco. Si tratta di un
distacco lineare con la forma a V rove-
sciata (GIANI, SILVANO e ZANON, 2001)

Valanghe a lastroni possono anche essere


costituite da neve umida o bagnata. In
questo caso la densità delle neve è mag-
giore e varia tra i 300 e i 400 kg/m3 e il
movimento avviene con velocità piutto-
sto modeste (30 ÷ 50 km/h)
Queste valanghe sono tipiche, anche se
non esclusive, del periodo primaverile,
poiché la loro causa è dovuta a forti rialzi
termici.

Il tipo del percorso di una valanga


dipende essenzialmente dalla morfologia
del versante. Questo può succedere sia
ad alta quota, dove possono essere pre-
senti incisioni formate dalle precipita-
zioni atmosferiche che diventano per-
corsi obbligati delle valanghe, sia a
quote inferiori dove, in uno stesso
impluvio, possono essere presenti più di
un canalone all’interno del quale diventa
obbligato il passaggio del flusso della
valanga (Fig. 9).

Il tipo di movimento può essere quello di


una nube di polvere di neve o quello
fluente verso il suolo (Figura 10).
Nel primo caso il moto è turbolento, sotto
forma di una nube risultante da un miscu-
glio di aria, polvere di neve, blocchi di
ghiaccio e a volte anche di roccia.
L’altezza di queste nuvole può essere di
svariate decine di metri, con una densità FIG. 6 - Nell’immagine in alto è riportato un esempio di valanga di superficie, in basso un
di 10 ÷ 15 kg/m3. La velocità di questo esempio di valanga di fondo. Le Fotografie sono tratte dal sito del Servizio Valanghe Italiano.
The upper photo shows a surface avalanche, the lower shows a ground avalanche example. The photo-
tipo di valanghe può raggiungere i 300 graphs have been taken from the Italian Avalanche Service site.

Grani
Neve a bassa sinterizzati
densità fredda e
non sinterizzata

Grani bagnati o
neve pallottolare

Neve fradicia

FIG. 7 - Schema esemplifica-


tivo delle pendenze caratteri-
stiche di diversi tipi di neve
(BARBOLINI, 2004).
Outline of the characteristic
inclination of different type of
snow (after BARBOLINI, 2004).

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Fig. 8 - Zona di distacco della valanga della Brenva (da GIANI, FIG. 9 - Esempio di valanga incanalata. La fotografia è tratta dal
SILVANO e ZANON, 2001). sito del Servizio Valanghe Italiano.
Release zone of the Brenva snow avalanche (after GIANI, SILVANO and ZANON, Channelled snow avalanche example. The photograph has been taken from the
2001) Italian Avalanche Service site.

km/h. Per questo motivo le valanghe ta durante il percorso fino alla fase di ral- La valanga radente sottostante può diven-
nubiformi sono incontrollabili. Il loro lentamento e al deposito della valanga. tare autonoma, recuperando la sua vita
effetto distruttivo è più spesso attribuibile Se il momento di innesco di una valanga propria, oppure può restare un tutt’uno
all’onda di pressione generata dallo spo- può essere controllato da un’equazione di con la valanga nubiforme.
stamento d’aria che non all’impatto della equilibrio statico, il moto della neve
polvere di neve. Tali effetti però possono viene definita da equazioni di equilibrio La zona di deposito viene caratterizzata
essere devastanti fino ad abbattere intere dinamico. In questo caso la resistenza al sulla base della sua superficie, della sua
foreste, così come a volte possono porta- moto dipende dall’angolo d’attrito cineti- estensione, della natura della neve arre-
re a danni limitati. co della neve e da contributi alla resisten- statasi e dalla presenza di elementi inqui-
Nel secondo caso il moto della valanga za che dipendono dalla velocità e dal nanti.
assume più il carattere di un colamento quadrato della velocità del moto. La forma del deposito dipende dal tipo di
che di uno scivolamento. Questo perché valanga, dal tipo di neve deposita e dalla
le velocità della neve non sono costanti Una situazione di valanga mista si morfologia del terreno. Nel caso di valan-
lungo una sezione perpendicolare alla verifica quando si ha la combinazione ga nubiforme, il deposito determinato
direzione del flusso, ma variano da punto dei due tipi di movimento precedente- dalla neve in sospensione si estende su
a punto, con valore massimo in superfi- mente descritti. In questo caso la una grande superficie; la neve può ritro-
cie. Nel caso della valanga di fondo, la valanga si innesca come radente, ma varsi contro ostacoli come alberi o muri
superficie di scivolamento è definita dal se, durante il percorso, supera una (Fig. 12).
contatto con il terreno; nel caso delle velocità critica o se incontra degli osta-
valanghe interne al manto nevoso, la coli, alcune particelle di neve in movi- Nel caso di valanga di neve densa si può
superficie di rottura si sviluppa durante il mento cominciano a sollevarsi nell’aria frequentemente osservare che il deposito
percorso. In entrambi i casi avviene un creando progressivamente una valanga ha la forma di un cono. L’esistenza di un
incremento della massa di neve mobilita- nubiforme (Fig. 11). deposito e di testimonianze del passaggio

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di un’onda di pressione quali la presenza


di alberi piegati o distrutti sono indice di
una valanga mista.
Quando sulla superficie di un deposito si
possono osservare blocchi angolosi o
arrotondati, si potrà definire tale deposito
come di materiale grossolano (Fig. 13).
Elevati tenori di acqua liquida sono spes-
so la causa della presenza di blocchi arro-
tondati in un deposito. Nel caso in cui,
invece, non si riscontra la presenza di
blocchi, si definirà il deposito come a
grana fine.
Nel caso in cui il deposito sia inquinato
da elementi estranei alla neve, come roc-
cia, alberi, terra o elementi di manufatti
rotti, si potranno attribuire tali inquina-
menti a valanghe di neve densa molto
grandi in cui l’azione erosiva è impor-
tante.

3. CONCLUSIONI

A conclusione della presente nota può


essere messo in evidenza come la descrit-
ta classificazione di una valanga permetta
di definire completamente il fenomeno in
un tutte le sue fasi: distacco, scorrimento
e deposito e con tutte le sue caratteristi-
che peculiari.
Per una sintetica codificazione dell’even-
to valanghivo in esame si possono utiliz-
zare direttamente i codici definiti dalla
classificazione.
Una valanga che, ad esempio, viene defi-
nita con la seguente serie di codici FIG. 10 - Esempio di valanga nubiforme (in alto) e radente (in basso). Le due fotografie
sono tratte dal sito del Servizio Valanghe Italiano.
(BARBOLINI, 2004): A2, B1, C1, D1, E2, The upper picture shows a powder snow avalanche example, the lower picture shows a flow snow avalan-
F4, G1, H1, indica che si tratta di una che example. The photographs have been taken from the Italian Avalanche Service site.

FIG. 11 - Immagine ripresa della


valanga della Brenva il 18 gen-
naio 1997. Si può notare come la
valanga è classificabile come
mista: nella parte superiore
nubiforme e in quella inferiore
radente (da G IANI , S ILVANO e
ZANON, 2001).
The picture was taken when Brenva
snow avalanche occurred the January
18th of the year 2001. It is possible to
note as the phenomenon can be classi-
fied as a mixed snow avalanche, with a
powder avalanche in the upper part
and a flow avalanche in the lower part
(after G IANI , S ILVANO and Z ANON ,
2001).

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F IG . 12 - La parte
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nubiforme della valanga
della Brenva impatta
contro il pendio opposto
a quello su cui si è svi-
luppato il moto distrug-
gendo circa 1600 alberi
e distribuendosi, alla
fine del moto, su una
superficie dell’area di
60.000 m 2 (da G IANI ,
SILVANO e ZANON, 2002).
The picture shows the
impact of the powder part of
the Benva avalanche against
the opposite slope. About
1600 threes were destroyed
by the impact and the snow
deposition occurred upon an
area of about 60.000 m 2
(after G IANI , S ILVANO ans
ZANON, 2001).

FIG. 13 - Esempio di deposito a grana gros-


sa. La fotografia è tratta dal sito del Servizio
Valanghe Italiano.
Example of a deposition of snow coarse grained. The
photograph has been taken from the Italian
Avalanche Service site.

valanga a lastroni di superficie, originata RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI cier, Mont Blanc Group, Western Italian
da neve asciutta, che è scesa su un ver- Alp: an unusual process of formation,
sante aperto con moto radente ed ha ANCEY C., CHARLIER C. 1996 - Quelques Annals Glaciology, n. 32, pp.333 – 338.
generato un deposito a grana fine, di neve réflexions autour d’une classification des
asciutta e privo di contaminazione. avalanches. Revue de Géographie Alpine NOTA
n. 84, pp. 9 – 21.
Per la redazione di questa nota l’autore
RINGRAZIAMENTI B ARBOLINI M. 2004 - Corso Neve e ha consultato anche i seguenti siti web:
Valanghe – a.a. 2004-2005. Università www.scialp.it
L’autore ringrazia il signor Ernesto degli Studi di Pavia, Dipartimento di www.cai-svi.it
Bassetti del CAI – Servizio Valanghe Ingegneria Idraulica e Ambientale. www.aineva.it
Italiane e il signor Beppe Stauder www.itsportmontagna.it
responsabile del sito SCIALP per aver GIANI G. P., SILVANO S. ZANON G. 2001 - www.cailanzo.it (Conferenza del Dott.
concesso la pubblicazione di fotografie Avalanche of 18 January on Brenva gla- Pier Luigi Mussa).
tratte dai loro siti.

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