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Autore: Du bist die nacht

1.1 La croce zodiacale e le sue due vie


Osservando la croce che divide la carta dello zodiaco, secondo la linea
dellAscendente/Discendente -che percorre in orizzontale il cerchio- e dellasse Fondo
cielo e Medio cielo -che lo attraversa invece in verticale- si ha come il senso
dellintreccio tra la dimensione terrena e quella celeste, che investe le stesse esistenze
individuali, in quanto ciascuno membro del microcosmo, e quella dellintero corpus
universale, in quanto ciascuno partecipe delle leggi del macrocosmo1. Il simbolismo
tradizionale della croce daltro canto espressione proprio di questo incontro tra ambiti
orizzontali, contingenti, e tracce verticali, capaci quindi di mettere in relazione le
qualit di base dellindividuo con le sue possibilit superiori; questa lettura
chiaramente un punto di partenza, che tiene conto delle sembianze bidimensionali
che attribuiamo alla croce zodiacale, ma che in verit potremmo considerare anche in
senso tridimensionale, ad esempio sulla scorta di alcuni studi di Gunon, in
particolare quelli contenuti in Il simbolismo della croce2. Come andiamo a vedere
1

Rimandiamo a questa versione della croce zodiacale per impostare le osservazioni che seguiranno
http://www.arcadiaclub.com/img/occu/thumb/cerchio_zodiacale.JPG
Cfr. Ren Gunon, Il simbolismo della croce, Adelphi, Milano, 2012: Certi autori occidentali, dalle
pretese pi o meno iniziatiche, hanno voluto attribuire alla croce un significato esclusivamente
astronomico, sostenendo che essa <<un simbolo della congiunzione cruciale che lellittica forma
con lequatore>>, nonch <<unimmagine degli equinozi, quando il sole, nel suo percorso annuale,
occupa successivamente questi due punti>>. A dire il vero, se la croce tale, perch, come abbiamo
spiegato, da un punto di vista pi elevato si possono considerare come simboli anche i fenomeni
astronomici, ed quindi possibile ritrovare in essi, come pure da qualunque altra parte, quella
rappresentazione dell<<Uomo Universale>> alla quale abbiamo accennato nel capitolo precedente;
ma se i fenomeni sono simboli, evidente che non sono la cosa simboleggiata, e il fatto di prenderli
per questultima costituisce un capovolgimento dei rapporti normali tra i diversi ordini di realt. La
figura della croce che possiamo trovare nei fenomeni astronomici o di altro genere ha esattamente lo
stesso valore simbolico di quella che possiamo tracciare noi stessi; tutto ci prova soltanto che il vero
simbolismo, lungi dallessere un prodotto artificiale delluomo, si trova nella natura stessa o, meglio
ancora, che la natura tutta non altro che un simbolo delle realt trascendenti. Anche ripristinando
cos linterpretazione corretta della questione, le due frasi citate contengono entrambe un errore:
infatti, da un lato lellittica e lequatore non formano una croce, perch i due piani non si intersecano
ad angolo retto; dallaltro lato i due punti equinoziali sono palesemente congiunti da una sola linea
retta, sicch qui la croce appare ancor meno. In realt occorre considerare, nel primo caso, il piano
dellequatore e lasse che, congiungendo i poli, perpendicolare a tale piano; e, nel secondo, le due
linee che congiungono rispettivamente i due punti solstiziali e i due punti equinoziali; otteniamo cos
quella che pu essere definita una croce verticale nel primo caso, e una croce orizzontale nel secondo.
Linsieme di queste due croci, che hanno il medesimo centro, forma la croce a tre dimensioni, le cui
braccia sono orientate nelle sei direzioni dello spazio; queste corrispondono ai sei punti cardinali, i
quali, unitamente al centro, formano il settenario; ivi, cit. pp. 33-34. Se vogliamo rimanere
nellambito del settenario, esso rimanda anche i principali pianeti utilizzati dal simbolismo ermetico
e magico, ossia Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Avremo modo di tornare,
nello specifico, su quattro di questi pianeti.
2

subito le due direttrici, verticale e orizzontale, hanno in realt significati anche diversi,
a partire ad esempio dalla relazione che sussiste tra il ciclo equinoziale e quello
solstiziale.
Non del resto un caso che, perlomeno nel simbolismo di base3, la linea
dellAscendente/Discendente percorra una direttrice posizionata su quelle che sono le
due porte equinoziali. Lo zodiaco simbolico inizia infatti sotto il segno dellAriete e
il viaggio di Dante, nella Commedia, comincia proprio con la Pasqua del 1300, e questo
nella reminiscenza del concetto di resurrezione caro alle celebrazioni pasquali4, ma
anche allidea (che poi quella realmente ispiratrice) che Dio abbia creato il mondo
sotto il segno dellAriete; si veda in tal senso anche il valore simbolico di Agni5.
Simbolismo di base che colloca i quattro punti che abbiamo segnalato ad altezza dellAriete
(Ascendente), tra Gemelli e Cancro (Fondo Cielo), tra Vergine e Bilancia (Discendente) e tra
Sagittario e Capricorno (Medio Cielo) uno schema che ovviamente varia poi, di volta in volta, a
seconda del tema natale di ciascun individuo.
4
Largomento risaputo, ma citiamo per essere pi precisi lesegesi in Dante Alighieri, Commedia
Volume primo, Inferno, Meridiani Mondadori, Milano, 1991. Il passo dal quale partire il seguente:
Ier, pi oltre cinquore che questotta, mille dugento con sessanta sei anni compi che qui la via fu
rotta; Inferno, canto XXI, vv. 112-114. Ecco cosa leggiamo nella nota delledizione a cui facciamo
riferimento: () cinque ore pi tardi di questora (otta per ora, come allotta per allora).
Lindicazione esatta ci porta dunque al giorno successivo alla morte di Cristo, e a cinque ore prima
dellora di quella morte, avvenuta secondo il Convivio (IV, XXIII 10-1) allora sesta (il mezzogiorno)
nel venerd che precedeva la Pasqua dellanno 34 dallIncarnazione. Siamo dunque alle sette del
mattino (12 meno 5) del Sabato Santo dellanno 1300, essendosi compiuto ieri, da quellora, 1266
anni. Il passo importante per la datazione del viaggio come Dante lo ha immaginato, essendo lunico
che dia unindicazione cos precisa. Si conferma cos lanno 1300 suggerito dal primo verso del
poema (cfr. I 1 e nota) e da Purg. II 98-9; e basandosi sullindicazione qui fornita del giorno e dellora
si possono datare anche le altre fasi del viaggio, di cui Dante via via solito dare lora del giorno
misurandola sugli astri (la posizione del sole, della luna, delle stelle ecc.); ivi, cit. p. 646. Dodici
meno cinque per dire sette: a livello numerologico questo passo ha ben pi di una rilevanza; basti per
ora notare che il cinque cifra della quintessenza, altro punto fondamentale che incontreremo di
nuovo, e che il sette esprime valori di completezza: dai sette sacramenti ai septem triones, i sette buoi
che identificano le stelle pi luminose dellOrsa Maggiore. Torneremo inoltre sullimportanza del
mezzogiorno, qui presente come orario della morte di Cristo, pure in senso rituale. In generale il
valore della Pasqua quello di una resurrezione dovuta a una nuova messa in asse proprio attraverso
la croce; la stessa festivit nota come Ostara (da cui l Easter pasquale) rimanda allost, ossia
allOriente. E Oriente, come abbiamo detto anche in un nostro studio passato che citeremo quando
necessario http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, richiama
propriamente lurgenza di riorientarsi. Approfondiremo questo concetto, dal momento che la linea
equinoziale che va dallAscendente al Discendente parte ad ovest e guarda ad est.
5
Lagnello pasquale delle celebrazioni cristiane riferibile proprio ad Agni, divinit vedica del fuoco,
quando noto che proprio lAriete un segno di fuoco cardinale o angolare, coincidendo con
uno dei quattro estremi della croce zodiacale, in questo caso il primo, ove risiede lAscendente; pi
in generale i segni cardinali e angolari sono quelli dove si trova il Sole allinizio di ogni stagione;
gli altri tre sono il Cancro, la Bilancia e il Capricorno. Anche il Futhark runico esordisce daltro canto
con un segno di fuoco, Fehu, la cui base ha dato origine a parole come feuer e fire. Agni,
analogamente, il fuoco della vita, il gran mediatore tra Cielo e Terra, e non stupisce pertanto che
proprio sotto lAriete cominci il ciclo zodiacale. Il fuoco dellAriete per la precisione corrispondente
allignis latino, o appunto allAgni sanscrito, inteso come propriet calorosa del fuoco, laddove Aor,
3

Analogamente Dio crea ogni individuo proprio attraverso il suo Ascendente che
infatti, al di l del tema natale singolo, simboleggiato in senso archetipico dallAriete.
Labbinamento chiaro: se Dio pone lAriete come prima tappa per realizzare il suo
piano, ogni uomo trova nel suo Ascendente, che sia Ariete o meno, il principio del suo
viaggio, della sua Grande Opera. Pure in senso stagionale abbiamo del resto
nellequinozio primaverile il senso di risveglio, di nuovo rigoglio, di qualcosa che, non
pi sopito, torna alla vita. Il valore della nascita, espresso in termini esoterici, il
medesimo: un destarsi a una rinnovata forma di esistenza, indispensabile per maturare
alcune possibilit la stessa resurrezione che Cristo ottiene attraverso la croce
pasquale, per lappunto sotto il segno dellAriete, un passaggio necessario da un
certo tipo di vita a un altro tipo di vita; metaforicamente, il sacrificio dellagnello
propizia poi anche la discesa dello Spirito Santo pentecostale6. inevitabile dunque
che proprio la croce rappresenti, attraverso i due assi che abbiamo indicato, la struttura
portante dello zodiaco. Quello orizzontale, che entra con lAscendente, si chiude con
il Discendente: questultimo, sempre volendo considerare le tappe dello zodiaco
archetipico, rappresentato dallequinozio autunnale e quindi dallo snodo tra i segni
della Vergine e della Bilancia. Proprio nel Discendente, e nella casa numero sette che
lo definisce, lindividuo scorge il senso dellaltro che dentro di s, del suo opposto,
del suo nemico, come altrimenti viene detto7. O forse qualcosa che va fatto
crescere, a partire proprio dallAscendente. in effetti interessante ricordare quali
due momenti agricoli gli equinozi promuovano: quello primaverile presiede la
semina, quindi una scommessa con la nuova vita che in qualche modo riguarda anche
linterpretazione dei valori dellAscendente nel quadro astrologico individuale.
LAscendente, abbiamo detto, lingresso nella e sulla terra: ossia il primo seme
lanciato sul terreno della singola esistenza. Se la semina primaverile, peraltro, avviene
seguendo i ritmi lunari e lAscendente un ingresso che promuove linizio di un nuovo
ciclo esistenziale, dobbiamo vedere in questo transito i valori della luna nuova. La vita
terrena tale, lunare: un passaggio, tra crescite e decrescite, crisi e rinascite, che mira
sostanzialmente alla pienezza. Condizione che in qualche modo il Discendente reca e
svela, specificando il concetto di altro, ossia ci che di s lindividuo aveva un misto
di speranza e timore a scoprire e ad incontrare. Opposto allequinozio primaverile
per lappunto lequinozio autunnale che, daltro canto, si abbina al secondo raccolto

parola di origine ebraica, indica la luce, ossia la propriet illuminante del fuoco. Su Agni ed Aor
(pp. 33-34) si rimanda a Ren Gunon, Forme tradizionali e cicli cosmici, Edizioni Mediterranee,
Roma, 1974.
6
Pentecoste che come sappiamo rimanda al 50, ossia la data, cinquanta giorni dopo la Pasqua, in cui
cade proprio questa celebrazione. Il riferimento chiaramente anche alle cinque piaghe principali
patite dal Cristo durante la sua Passione.
7
Ritorneremo in particolare sul significato delle singole case, in occasione dellultimo capitolo di
questo studio. E spiegheremo meglio proprio questo significato dell altro.

del calendario agricolo8. Il Discendente quindi la messa in luce di quello che il


seme interrato diventato9. Viene spontaneo associarlo alla luna piena, in quanto
rappresentante la pienezza di ci che ciascun individuo pu raggiungere lungo il suo
cammino terreno.
Buona ambizione di un percorso umano sarebbe del resto quella di saper intrecciare
quello che di s si conosce fin dalla nascita, e che man mano emerge, con qualcosa
che invece ci oscuro e che va appunto oggettivato, cos come un seme scopre di
poter diventare una spiga10. In termini simbolici questa linea orizzontale interpreta
inevitabilmente qualcosa di lunare, perch proprio il nostro satellite, a differenza
del Sole, a definire i viaggi pi frequenti del ciclo astrologico. Le lunazioni sono
mensili, e cos del resto, pur nelle sue complessit, accade con il percorso materiale
delluomo11.
Diventa a questo punto interessante analizzare la linea verticale del cerchio zodiacale
e capire in che modo essa sia incarnazione di un itinerario solare. Il Fondo Cielo,
sempre allinterno dello zodiaco di base, cade infatti nello snodo tra Gemelli e Cancro,
Nella tradizione celtica lequinozio dautunno viene chiamato Alban Elfed (cio Luce dAutunno),
o Elued (Luce dellAcqua). Esso rappresenta la seconda festivit del raccolto, segnando la fine
della mietitura, cos come Lugn sad ne aveva segnato linizio.
9
Si noti anche qui lassociazione tra i termini messa e messe. La messa liturgica riporta in vita,
appunto una messa in luce del mistero eucaristico, laddove la messe agricola la messa in luce
del seme a suo tempo nascosto e inviluppato nel terreno.
10
Avremo modo di notare come la costellazione della Spica, che proprio la stella pi luminosa della
costellazione della Vergine, rientri in un ragionamento pi ampio che interessa anche il fenomeno
noto come precessione degli equinozi.
11
La parola tedesca che identifica la Luna (Der Mond, si noti peraltro il maschile, laddove il Sole
femminile, Die Sonne) ha pi di una relazione con il latino mundus. Chiaramente il discorso
complesso. Potremmo considerare, per semplificazione, la questione da due punti di vista. Uno
generale, dove la Luna in qualche modo raccoglie sotto forma di miti (e conseguentemente riti) una
serie di liturgie legate alla calendarizzazione del ciclo terrestre, e allora sintomatico diventa il legame
tra le divinit lunari e il calendario umano. Rimandiamo in tal senso a James G.Frazer, Il Ramo doro
Studio sulla magia e la Religione, Bollati e Boringhieri, Torino, 2012, in particolare i capitoli
dedicati alle dee lunari, anche in relazione alla loro controparte maschile (Diano e Diana, p. 199 e
sgg. Iside, p. 459 e sgg. Demetra e Persefone, p. 472 e sgg.). Il punto diventa un altro qualora si
voglia considerare la Luna come il simbolo del versante inferiore della manifestazione e, pi nello
specifico, delliter iniziatico. Qui la Luna, e avremo modo di chiarirlo, diventa il veicolo di una via
minore rispetto a quella propriamente solare, e gestisce pertanto una conoscenza che va inquadrata
in un territorio accessorio, mutabile rispetto a qualcosa che per sua natura fisso. Scrive Kremmerz
a proposito della Luna: lutero della natura naturata dei filosofi che agisce sulla crescenza e
decrescenza delle cose oppure: Resta in magia, quale che sia il suo nome, come esponente della
mutabilit ed ha sempre gli attributi dellelettro-magnetismo che influisce sulla natura terrestre:
aumento, diminuzione, vita vegetale e animale, alta e bassa marea, azione sulla materia, sulle piante,
sulluomo, sul sistema nervoso, sul sonno, sul riposo, sulla esaltazione, sullintelletto e sullanima
delle cose viventi.. Questi contributi sono sparsi nella produzione kremmerziana, ma noi li abbiamo
recuperati sotto la voce LUNA in La Scienza dei Magi, volume quarto Dizionario dei Termini
Ermetici dellOpera Omnia di Giuliano Kremmerz a cura di Ugo Danilo Cisaria, Edizioni
Mediterranee, Roma, 1976, cit. pp. 222 223.
8

punto che coincide con il solstizio destate. Altres il Medio Cielo collima con il
solstizio invernale, che si situa nel passaggio tra Sagittario e Capricorno. Nel
simbolismo tradizionale abbiamo ampia conferma di questa impostazione: il solstizio
destate viene fatto giacere sulla Janua Inferni, mentre quello invernale
rappresentazione della Janua Coeli. Janua porta, quindi i due estremi, per
trasposizione, definiscono il passaggio verso il Cielo e verso lInferno12. Non sfugge
del resto che il Sole del solstizio estivo sia giunto al suo apice e che si accinga appunto
a calare, a oscurarsi scendendo nei suoi abissi. Il Fondo Cielo detto anche Imum Coeli;
esso il punto pi basso del cerchio zodiacale e lidea di imum/abisso rimasta anche
nel debito etimologico di alcune parole odierne, come gli abmes, gli abissi tante volte
evocati da Baudelaire13.
Daltro canto la porta solstiziale dinverno quella che immette nelle realt pi elevate,
e in effetti il Medio Cielo identifica anche in senso astrologico le nostre ambizioni
superiori14. E quale ambizione superiore, in un viaggio di tipo ascensionale, quindi
12

Rimandiamo in questo senso ai capitoli dedicati in Ren Gunon, Simboli della Scieza sacra,
Adelphi, Milano, 1975; in particolare Le Porte solstiziali, p. 203 e sgg.; Il simbolismo solstiziale
di Giano, p. 212 e sgg.; A proposito dei due San Giovanni, p. 216 e sgg.; Janua Coeli, p. 305.
13
Et brl par lamour du beau / Je naurai pas lhonneur sublime / De donner mon nom labme /
Qui me servira de tombeau. Cfr. Charles Baudelaire, I Fiori del Male, Universale Economica
Feltrinelli, 1997, Milano, cit. p. 350, dalla poesia Les Plaintes dun Icare. Non citiamo a caso questa
poesia, dal momento che proprio gli abissi sono qui la conseguenza di quellavvicinarsi eccessivo al
Sole, ossia, parafrasando in senso esoterico (e non stiamo qui facendo la ricostruzione del pensiero di
Baudelaire), senza gli strumenti iniziatici adatti, dellIcaro che ha scherzato col fuoco; ossia
subendo il Sole nel suo eccessivo calore, i valori di Agni, per aver equivocato il vero senso
dellilluminazione spirituale, le propriet di Aor. Gli abissi che ne conseguono sono in fondo il
simbolo di qualcosa che ci ha scottato e ci valido anche in senso psichico: ogni ferita del
passato, ogni debito contratto rosicchia le basi del credo spirituale. Il serpente biblico un primigenio
simbolo di questa incertezza latente, di quello snodo tra ragioni corporee e spirituali che infatti
tradizionalmente collochiamo ad altezza dellosso sacro, laddove risiede la Kundalini. Frequenti
mitologie riportano la presenza di un serpente alla base dellalbero macrocosmico: in quella nordica
accade con lYggdrasil mordicchiato costantemente da Nidhggr, che infatti fa il paio con Nauthiz,
runa del need fire, un rito di purificazione collettiva che avveniva attraverso laccensione di un fal
sacro. E infatti i fuochi di San Giovanni si pongono come luci alternative nel momento in cui si
verifica il temporaneo esilio dellastro principale approdato al solstizio estivo; lImum Coeli raccoglie
tutti questi valori. Su Nauthiz rimandiamo anche al nostro precedente studio
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, il secondo capitolo (p.
30 e sgg.).
14

Come ha modo di notare, tra gli altri, Sasportas, proprio la decima casa, che quella che coincide
appunto con la collocazione nel nostro tema natale del Medio Cielo, indica le coordinate della nostra
autonomia e indipendenza, fornendo specifiche riguardo a carriera e vocazione. Cfr. Howard
Sasportas, Le dodici case. Importanza delle case nel tema astrologico natale, Edizioni Mediterranee,
Roma, 2006. Scrive Sasportas: posta alla sommit del tema natale, la X casa riguarda laffermazione
della personalit attraverso la soddisfazione raggiunta con le proprie capacit e il talento usati per
servire e influenzare la societ; ivi cit. p. 99. Chiaramente ci che nei tempi moderni diventata la

spirituale, se non quella di entrare in contatto con la nostra porta celeste, rappresentata
appunto, archetipicamente, sia in senso microcosmico che macrocosmico, dalla Janua
Coeli? Anche il simbolismo cristiano eloquente in tal senso: Cristo nasce sotto il
solstizio dinverno e muore (per poi risorgere) ai tempi dellequinozio primaverile.
Questi due punti coincidono, non casualmente, con il primo e lultimo della croce
zodiacale. Teniamo presente che la croce davvero il crogiuolo di una materia prima,
quella del Cristo rigenerato, prototipo delliniziato ideale, e questo passaggio nutre
anche un evidente legame con la struttura delle chiese cattedrali: Tranne qualche rara
eccezione, la pianta delle chiese gotiche, cattedrali, abbaziali o conventuali, assume la
forma di una croce latina stesa al suolo. Ma la croce il geroglifico alchemico del
crogiuolo, un tempo chiamato cruzol, crucibile e croiset (nel tardo latino, crucibulum,
crogiuolo, ha per radice crux, crucis, croce, secondo Du Cange)15.
La rinascita di Cristo sotto lAriete, a ridosso dellequinozio primaverile, ha dunque un
ulteriore valore specifico: il suo confermarsi in vita dopo la morte la allegoria delle
possibilit dellindividuo liberato dalla vita terrena, ossia dal piano orizzontale della
croce, presupponendo la discesa dello Spirito Santo su coloro che analogamente
oseranno compiere quel fatidico passo. Ma questo un problema esoterico che nel
corso dei secoli ha poi perso rilevanza a favore delle urgenze religiose del
Cristianesimo. Per liniziato la vera nascita non coincide infatti con il proprio
ingresso terreno, con la propria Pasqua personale, bens, allopposto, quando si
realizza il percorso di colui che nel Taoismo detto uomo vero16. In senso esoterico
societ, intesa come agglomerato collettivo, in cui il dare/avere e il mutuo soccorso sono concepiti
secondo (almeno in teoria) i fondamenti della legge o, pi semplicemente, del senso civico, in origine
rappresentava la vita di una comunit che sispirava ai dettami del Cielo (pertanto anche nella vera e
propria osservazione e conformazione astrologica) per concepire il suo senso sulla Terra.
15
Cfr. Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali e linterpretazione esoterica dei simboli ermetici della
Grande Opera, Edizioni Mediterranee, Roma, 2001, cit. p. 49.
16
Scrive a tal proposito Gunon, con tutte le associazioni del caso alla dimensione macrocosmica (in
quanto ispiratrice del piano microcosmico) che stiamo analizzando: Fou-hi, per fissare i princpi
della tradizione, fece uso di simboli lineari di estrema semplicit e insieme di estrema pregnanza: il
tratto continuo e il tratto spezzato, segni rispettivi dello yang e dello yin, cio dei due princpi attivo
e passivo i quali, procedendo da una sorta di polarizzazione della suprema Unit metafisica,
producono lintera manifestazione universale. Dalle combinazioni di questi due segni, in tutte le loro
possibili disposizioni, vengono formati gli otto koua o trigrammi, che sono poi sempre rimasti come
simboli fondamentali della tradizione estremo-orientale. Si dice che, <<prima di tracciare i trigrammi,
Fou-hi guard il Cielo, poi abbass gli occhi verso la Terra, ne osserv le particolarit, consider i
caratteri del corpo umano e di tutte le cose esteriori>>. Questo testo (appartenente al Libro dei Riti
dei Tcheou, come segnala ledizione che stiamo citando, n.d.a.) particolarmente interessante perch
contiene lespressione formale della grande Triade: il Cielo e la Terra, ovvero i due princpi
complementari da cui sono prodotti tutti gli esseri, e luomo, il quale, partecipando con la sua natura
delluno e dellaltra, il termine mediano della Triade, il mediatore fra il Cielo e la Terra. Conviene
precisare che si tratta qui dell<<uomo vero>>, cio di colui che, raggiunto il pieno sviluppo delle
sue facolt superiori, <<pu aiutare il Cielo e la Terra nel mantenimento e nella trasformazione degli
esseri, e per ci stesso costituire un terzo potere con il Cielo e la Terra; cfr. Ren Gunon, Scritti
sullesoterismo islamico e il Taoismo, Adelphi, Milano, 1993, cit. pp. 96-97.

esso consiste, e la chiave astrologica una chiara interpretazione di tale finalit,


nellindividuare quel ruolo che gli consenta appunto di farsi mediatore fra il Cielo e
la Terra, per usare le parole di Gunon nella nota 16. E in effetti proprio lespressione
Medio Cielo in qualche modo traccia di tale mediazione.
Il cerchio zodiacale una sintesi di questo stato di cose, laddove la linea equinoziale e
quella solstiziale formano a loro modo una croce, ma questa croce soltanto
bidimensionale rispetto allessenza tridimensionale di questo simbolo. E cos
torniamo allosservazione preliminare: come abbiamo gi spiegato nella nota 2,
infatti sensato individuare tre assi: La croce a tre dimensioni forma, in linguaggio
geometrico, un <<sistema di coordinate>> al quale pu essere riferito tutto lo spazio; e
lo spazio simbolegger qui linsieme di tutte le possibilit, sia di un essere particolare
che dellEsistenza universale. Questo sistema costituito da tre assi, uno verticale e
due orizzontali, che sono tre diametri perpendicolari di una sfera indefinita, e che,
anche indipendentemente da qualsiasi considerazione astronomica, si possono
considerare orientati verso i sei punti cardinali: nel testo gi citato di Clemente
dAlessandria (Gunon si riferisce qui anche alle fonti riportate in Il Re del Mondo17),
lalto e il basso corrispondono rispettivamente allo Zenit e al Nadir, la destra e la
sinistra al Sud e al Nord, lavanti e il dietro allEst e allOvest; ci giustificabile con
le indicazioni concordanti che si incontrano in quasi tutte le tradizioni. Si pu anche
dire che lasse verticale lasse polare, cio la linea fissa che congiunge due poli,
intorno alla quale tutte le cose compiono la loro rotazione; quindi lasse principale,
mentre i due assi orizzontali non sono che secondari e relativi. Uno dei due assi
orizzontali, quello nord-sud, pu anche essere chiamato asse solstiziale, mentre laltro,
quello est-ovest, pu essere detto equinoziale ()18. E cos siamo tornati ai due assi
che abbiamo fino ad ora presentato come, rispettivamente, verticale e orizzontale
allinterno della croce zodiacale. La convinzione che essi siano ancora tali, nel loro
rapporto reciproco e rispetto al loro valore allinterno dello zodiaco di base. Ma, al
contempo, sensato vedere in queste due linee un carattere orizzontale rispetto allasse
polare, nascosto, su cui si issa19 lintera manifestazione, poich questo a definire la
vera traccia verticale. Sempre Gunon ha modo di precisare questi concetti, chiarendo
la connessione che intercorre tra piano verticale e piano orizzontale, tra attivo e
passivo: () per mantenere la corrispondenza simbolica stabilita precedentemente,
si potr dire che uno di essi, quello che svolge la parte attiva, relativamente verticale
rispetto allaltro, bench in realt siano entrambi orizzontali. per questo motivo che
se, per esempio, consideriamo questi due assi come lasse solstiziale e lasse
17

Cfr. Il Re del Mondo, Adelphi, Milano, 1981, p. 73.


Cfr. Il simbolismo della croce, cit. p. 40.
19
Notiamo proprio la vicinanza linguistica tra il verbo issa e il nome dellundicesima runa, Isa, che
in effetti consiste in un perfetto tratto verticale, riproducendo cos alcuni valori del simbolismo
assiale. Rimandiamo a http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload,
p. 52 e sgg.
18

equinoziale, nella maniera esposta sopra, conformemente al simbolismo del ciclo


annuale, potremo dire che lasse solstiziale relativamente verticale rispetto allasse
equinoziale, sicch nel piano orizzontale esso svolger, per analogia, la funzione di
asse polare (asse nord-sud), mentre lasse equinoziale svolger la funzione di asse
equatoriale (asse est-ovest). La croce orizzontale riproduce cos, nel suo piano, rapporti
analoghi a quelli espressi dalla croce verticale; e, per tornare qui al simbolismo
metafisico che quello che essenzialmente ci interessa, possiamo ancora dire che
lintegrazione dello stato umano, rappresentata dalla croce orizzontale, come
unimmagine, nellordine di esistenza cui si riferisce, dellintegrazione totale
dellessere, rappresentata dalla croce verticale20.
Si pu quindi riassumere che lo zodiaco di base rappresenta il versante inferiore della
croce, la cosiddetta croce orizzontale, e questo valido tanto nel contesto
microcosmico che macrocosmico: scopo della manifestazione terrena, sia essa quella
relativa al mondo intero o alla singola esistenza, quello di proiettarsi verso la
reintegrazione, nellambito che specificato dalla croce verticale imperniata
sullasse metafisico.
Per ci che concerne la croce zodiacale, ugualmente naturale assumere che la linea
che unisce il Fondo Cielo con il Medio Cielo faccia le veci di un asse realmente
verticale, riproduzione dell invisibile Centro; ma questa linea, pur nellapparente
verticalit, pur sempre orizzontale rispetto a tale asse superiore. proprio in questo
avvicendamento tra verticalit e orizzontalit, nel rispetto della tridimensionalit
dellessenza metafisica, che noi cogliamo la perfetta simmetria della realizzazione che
procede dal Principio. Ovvero sia, anche sullo zodiaco, sussiste un terzo asse, nascosto,
che ne determina le logiche21. Il punto centrale della croce zodiacale consiste insomma
20

Cfr. Il simbolismo della croce, cit. p. 48.


Logiche che ci consentono di stabilire altri rapporti. I tre assi della croce tridimensionale vengono
ad esempio associati da Gunon ai tre guna, ma non in maniera del tutto simmetrica, nel senso che i
due piani orizzontali, entrambi, sono manifestazione di rajas, ossia, per citare Gunon, limpulso
che provoca lespansione dellessere in uno stato determinato, cio lo sviluppo di quelle sue
possibilit che sono situate a un certo livello dellEsistenza; ivi, cit. p. 42. Per come le abbiamo
interpretate, le due linee dello zodiaco di base sono dunque sotto il segno di rajas, facendo s, e ci
davvero evidente se si considera una carta zodiacale individuale, che essa manifesti tutte le
caratteristiche che si focalizzano nel momento in cui limpulso despansione del soggetto viene a
concretizzarsi. Lo abbiamo detto qui http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienzasacra-Reload (p. 67 e sgg): la runa Raido rappresenta proprio il movimento della ruota, e per ci che
riguarda i singoli casi, il movimento sulla ruota. Rad, ricordiamo, in olandese significa proprio
ruota, e daltro canto il radar proprio una ruota su cui si innesta il movimento di una linea che si
muove, sebbene pi rapidamente, come la lancetta di un orologio, cos come rajas pu essere
associato ai raggi della ruota, rays in inglese. Il cerchio zodiacale non a caso si divide in dodici
raggi che delimitano le porzioni delle case, intese quali tappe di un preciso percorso. Raido e rajas
sono inoltre associabili, lo abbiamo chiarito, al colore rosso, che si distingue in un rosso di base,
largilla da cui esce Adamo, e nel rosso della rubedo ermetica. Daltro canto la carta zodiacale
rappresenta proprio questo territorio di conquista; essa segna le doti di partenza e spiega le possibilit
di sviluppo, fermo restando che la vera iniziazione assegna a chi ne meritevole delle capacit che
possono sconvolgere qualsiasi assetto di base. La bussola zodiacale quindi un orientamento, e
21

nella rappresentazione inferiore; lo abbiamo gi detto: tale cuore, se raggiunto, e


ovviamente parliamo qui nella misura simbolica del linguaggio, incarna le possibilit
dell uomo vero, che non va confuso con l Uomo Universale22. Volendo trasferire
questo ragionamento alla carta di un singolo individuo, si pu sintetizzare dicendo che
se esso riesce a far incontrare gli obiettivi del suo asse equinoziale con quelli del suo
asse solstiziale raggiunge le possibilit assolute per ci che riguarda la sua presenza
nello stato in cui collocato, ossia quello corporeo; il soggetto ossia domina lasse
orizzontale della sua croce. Per reggere integralmente quello verticale, maturando
quindi lidentit con il Principio, eventualit che propria al cosiddetto Uomo
Universale, esso dovr procedere ben oltre i limiti posti dalla croce orizzontale. Un
viaggio verso la reintegrazione che andiamo ad affrontare nel prossimo capitolo,
basandoci su un testo di Porfirio e su alcune conclusioni che ne trasse lo stesso Gunon.

torniamo cos ai significati di Raido, ossia al suo volgersi verso Oriente, cio per tornare alle origini.
La croce zodiacale in effetti procede in senso antiorario, da Occidente a Oriente, e questo del resto
lo stesso senso della rotazione della terra attorno al suo asse. Sottolineiamo che il trittico dei guna
pu essere pure associato con la locuzione lEssere lEssere, che per Gunon la traduzione pi
sensata dellespressione Ehieh asher Ehieh con la quale Dio risponde a Mos nel Roveto ardente. In
questa sentenza abbiamo la scomposizione del soggetto, della copula e delloggetto, tanto da
arrivare alla conclusione che la vera conoscenza risiede nella coincidenza di soggetto e oggetto,
ossia quando lidentit perfetta raggiunta. chiaro infatti che lessere ottiene la perfezione nel
momento in cui egli identico al Principio; identit da individuare non nel dotarsi delle stesse
irraggiungibili possibilit, bens nellaccedere alla conoscenza di queste stesse possibilit. Loggetto
nel nostro caso proprio la croce zodiacale, intesa quale rappresentazione del mondo fatto a
immagine e somiglianza del centro originale. Lo zodiaco schema ideale, dal momento che la
distanza che soggiace tra il punto originante della circonferenza e la circonferenza stessa via via
destinato ad aumentare. Gunon stesso in Il simbolismo della croce (p. 166) precisa che il punto
iniziale perfetto poich contiene tutte le cose e tutte le conseguenti possibilit di espansione. Man
mano che tale espansione avvenuta, la perfezione rimane retaggio del solo punto originante che
eterno e infinito nella sua condizione. Lastrologia ripropone in qualche modo il trittico fondamentale
che abbiamo visto; come nota Howard Sasportas tre sono gli elementi fondamentali per analizzare un
quadro astrologico di base, ossia i segni, i pianeti e le dodici case. I pianeti mostrano ci che avviene,
i segni come avviene e le case dove avviene; cfr. Le dodici case, cit. p. 26. Tornando alla struttura
soggetto - copula - oggetto, potremmo dire che il segno il soggetto, il pianeta il verbo e che le case
sono loggetto, come alcuni astrologi hanno avuto modo di rilevare.
22
Secondo la tradizione estremo-orientale, <<luomo vero>> (tchenn-jen) colui che, avendo
realizzato il ritorno allo <<stato primordiale>> e di conseguenza la pienezza dellumanit, si trova
ormai definitivamente stabilito nell <<Invariabile Mezzo>>, e per questa ragione sfugge alle
vicissitudini della <<ruota delle cose>>. Al di sopra di questo grado l<<uomo trascendente>>
(cheun-jen) che, a rigore, non pi un uomo poich ha oltrepassato lumanit ed completamente
affrancato dalle sue condizioni specifiche: colui che pervenuto alla realizzazione totale, all
<<Identit Suprema>>: egli dunque diventato effettivamente l<<Uomo Universale>>. Non cos
per l<<uomo vero>>, bench questultimo, almeno virtualmente, si possa chiamare <<Uomo
Universale>> in quanto, non dovendo egli pi percorrere altri stati in modo distintivo, perch passato
dalla circonferenza al centro, lo stato umano dovr necessariamente essere per lui lo stato centrale
dellessere totale, anche se non lo ancora in modo effettivo; Cfr. Il simbolismo della croce, cit. pp.
158-159.

1.2 LAntro delle Ninfe di Porfirio


I nomi dei mesi di giugno e di gennaio sono debitori del fatto che Giano sia signore
delle due porte solari23. Proviamo ad abbinare questo stato di cose con la mappatura
terrestre, basandoci su quelle che sono le coordinate dei due Tropici, rispettivamente a
nord (quello del Cancro) e a sud (quello del Capricorno). Per farlo riprendiamo in nota
un passo dellAntro delle Ninfe di Porfirio, particolarmente in tema con gli argomenti
che intendiamo affrontare24.
Scrive Gunon a proposito di Giano: () egli il Signore delle due vie alle quali dnno accesso
le due porte solstiziali, quelle due vie di destra e di sinistra [] rappresentate dai pitagorici con la
lettera Y, e raffigurate anche, sotto una forma exoterica, dal mito di Ercole fra la virt e il vizio; cfr.
Simboli della Scienza sacra, cit. p. 122. Giano in questo senso signore delliniziazione,
presiedendo la porta che la introduce, dal momento che initiatio deriva da in-ire, <<entrare>>; ivi,
cit. p. 120. Non casuale anche il riferimento ad Ercole, sulle cui dodici fatiche torneremo a parlare in
chiave astrologica.
24
Ecco in quale ordine si seguono i segni zodiacali dal Cancro al Capricorno: dapprima il Leone
sede di Elio; poi la Vergine: dimora di Ermete; la Bilancia: dimora dAfrodite; lo Scorpione: dimora
di Ars; il Sagittario dimora di Giove; il Capricorno: dimora di Krono. Indi in senso inverso, e
partendo dal Capricorno: lAcquario: dimora di Krono; i Pesci dimora di Giove; lAriete: dimora di
Ermete: ed infine il Cancro: dimora di Selene. Perci i teologi stabilivano due porte: il Cancro ed il
Capricorno, che Platone chiama due orifizii. E si dice che dal limite del Cancro le anime discendono,
e che il cammino in senso inverso si effettua dalla via del Capricorno. Ma il Cancro situato presso
Borea appropriata alla discesa, mentre il Capricorno situato a Noto via appropriata per il ritorno.
Ordunque, la regione di Borea riservata alle anime che discendono verso la generazione. Perci il
poeta, con ragione, ha detto che lentrata dellantro volta verso Borea, serviva alla discesa delle anime.
Per quanto riguarda la regione di Noto, questa riservata non per gli dei, ma per coloro che selevano
a gli dei. Perci Omero ha parlato non del sentiero degli dei, ma di quello degli immortali. Poich
questa qualit appartiene similmente alle anime che per se stesse o per la loro essenza sono immortali.
E Parmenide, dicesi, fa menzione anche di queste due porte nel suo libro sulla Natura, e queste porte
sono note tanto ai Romani che a gli Egizii: in effetti, i Romani celebrano le feste di Crono (Saturnali)
nel tempo nel quale il sole pi si approssima al Capricorno: durante queste feste gli schiavi indossano
le vesti proprie degli uomini liberi, e per la durata delle stesse, acquistano tutte le prerogative di questi.
Con ci, il legislatore ha voluto far intendere che nello approssimarsi a questa porta del cielo, coloro
che la nascita destin schiavi, sono redenti dalle feste in onore di Crono e per la dimora a Crono stesso
assegnata similmente a risuscitati e ritornati a nuova nascita. Poi sono riportati indietro dalla via che
comincia dal Capricorno. Cos, dato che porta si chiama Janua presso i latini, questi chiamano
Januarius, cio portiere, il mese a cominciare dal quale il sole ritorna dal Capricorno dalla parte
dOriente e retrocede verso le regioni Boreali. Presso gli Egiziani, lanno non principia nellAcquario
come accade presso i Romani, ma nel Cancro. Poich in vicinanza del Cancro trovasi la stella Sothis
che i Greci chiamano: <<il Cane>>. Per gli Egiziani le neomenie (novilunii?) sono rimpiazzate da
Sothis poich questa stella nel mondo, il principio della generazione. Perci Omero non ha attribuito
le porte al levante ed alloccaso n a gli equinozi, cio Ariete e Bilancia, sibbene a Noto, e pi
settentrionali dal lato di Borea, poich questantro era consacrato alle Ninfe Hydriadi ed alle anime.
E sono proprio quelli i luoghi dove nascono e muoiono le anime. Per quanto riguarda Mithra, gli si
destinato un posto speciale in prossimit degli equinozii. Perci egli porta il brando dellAriete,
simbolo dErmete ed trascinato dal Toro, simbolo dAfrodite: poich Mithra, ancor bene quanto il
Toro, demiurgo e maestro della generazione. Esso sempre collocato dappresso al segno degli
Equinozii, avente alla destra le regioni di Borea ed a sinistra quelle di Noto, e lemisfero meridionale
23

Come evidente, Porfirio fa coincidere la porta dellInferno, ovvero il solstizio


estivo, con il vento di Borea che batte le zone a nord dellEquatore, mentre la porta
celeste viene riferita al vento di Noto che scorrazza a sud del meridiano terrestre. In
questo modo si produce una sorta di visione speculare rispetto a quanto abbiamo detto
circa la struttura del cerchio zodiacale: ossia ci che sta a nord sulla terra assimilabile
al Fondo Cielo, che giace appunto nella zona inferiore dello zodiaco. Mentre nel
meridione terrestre individuiamo il passaggio del Medio Cielo, ovvero il solstizio
invernale, che nel cerchio zodiacale di base indica proprio il settentrione. Torneremo
su questa ambivalenza.

sestende sino a lui dal lato di Noto, poich Noto caldo; e lemisfero settentrionale dal lato di Borea,
perch questo vento freddo. Non senza ragione che si associavano i venti alle anime che vanno
verso la generazione o che ne ritornano, poich stando allopinione di qualcuno, le anime attirano il
soffio e ne formano la loro sostanza. Ma il vento di Borea destinato per quelle che vanno verso la
generazione: e perci il soffio di Borea ravviva gli agonizzanti che respirano con difficolt, mentre il
vento di Noto ne accelera la morte. Poich luno congela e limita perch freddo e domina nella
freddezza della generazione terrestre, e laltro dissolvente perch caldo e rimanda verso il calore
divino. Ma dato che la terra che noi abitiamo inclina piuttosto verso Borea, le anime che su di essa
nascono debbono per forza preferire il vento di Borea, mentre quelle che abbandonano questa terra
preferiscono il vento di Noto. [.] Poich dalla porta di Borea che le anime giungono alla
generazione, si chiam questo vento: amoroso. Perci i seguenti versi -Simile ad un cavallo dalla
criniera nera esso giacque con esse; Ed ingravidate esse partorirono dodici puledri.- E, dicesi, rap
Orithyia e gener Zets e Kalas. Ma poich Noto riservato a gli dei, nei templi si stendono i veli a
mezzogiorno pieno: si osserva cos il precetto Omerico che proibisce a gli uomini lentrata nei templi
quando il sole inclina a mezzogiorno. [] Per tal modo Noto considerato quale simbolo del
Mezzogiorno, poich dio sullora di mezzogiorno sulla porta del tempio. Similmente anche per le
altre porte non era permesso di parlare in qualunque ora, quasi le porte avessero un carattere sacro.
Per questa ragione, i Pitagorici ed i saggi dellEgitto proibivano di parlare nel varcare le porte e le
entrate delle case ed onoravano con il silenzio il dio che regge linsieme delle cose. Omero non
ignorava affatto che le porte sono sacre; ci che ci insegna nei suoi scritti Oineo che bussa la porta
prima di volgere le sue supplicazioni: - Bussando le porte ben chiuse, supplicando suo figlio. - Egli
conosceva le porte del cielo affidate alle Ore e che hanno origine nelle regioni nebulose; esse sono
aperte e chiuse dalle nuvole, -Sia chessi disperdano o interpongano una nube spessa.- Ed egli dice
ancora chesse mugghiano poich il tuono nasce dalle nubi: -Da per se stesse le porte del cielo
mugghiano, a guardia delle quali son le Ore.- Similmente ci parla delle porte del sole, designando, in
tal caso: il Cancro ed il Capricorno. Orbene, il Capricorno ed il Cancro sono vicini alla Via Lattea
della quale ne occupano lestremit: il Cancro a Borea, il Capricorno a Noto. Secondo Pitagora,
lassembramento che talvolta vediamo nei sogni, non son altro che le anime: queste si riuniscono
nella Via Lattea che loro concede il suo nome, poich le anime, una volta cadute nella corrente della
generazione, si nutrono di latte: per questo, per evocare le anime si usa fare libazioni di latte e miele:
poich il desiderio della volutt le attira verso la generazione, ed il latte si va formando
contemporaneamente alla gestazione; cfr. Kremmerz, Commentarium, Anno II 1911, Nardini
Editore - Centro Internazionale del Libro S.p.A. Firenze, 1980, cit. pp. 294 - 297. Siamo stati lunghi
e fedeli nel riportare tutte queste nozioni perch Porfirio affronta molti argomenti utili a questo studio.
Per il momento evidenziamo il riferimento ai venti di Borea e Noto, forze accostabili allo yin e allo
yang, al ghiaccio e al fuoco della mitologia nordica (si rimanda anche alle nostre conclusioni qui
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, in particolare alle pp.
50-52) e alle forze coagulanti e dissolventi delliter ermetico sulle quali peraltro ci focalizzeremo ora.

Altro elemento rilevante: Porfirio paragona il vento alle anime e, nella fattispecie, i
soffi boreali vengono giudicati i pi adatti a conservare la vita, perch con il loro gelo
delimitano e mantengono. Limmagine chiaramente ermetica e rimanda a quanto
Gunon riporta a proposito delle ghiacciate del Cocito, sottintendendo quella forza
ridimensionante che propria del simbolismo dellInferno. Il fatto che qui stiamo
parlando di esistenza terrena, indicando con Porfirio il movimento discendente e
incarnante delle anime, non contraddice lassunto dottrinale secondo il quale la vita
sulla terra limitata e finita rispetto a possibilit superiori. LInferno dantesco
quindi unimmagine, portata alle estreme conseguenze, della ristrettezza della vita
umana proprio Lucifero con le sue ali ghiaccia le distese del Cocito: questi stessi aliti
sono i venti boreali, sono i limiti che ingessano lesistenza di quaggi e che indicano
il necessario transito per tale via delle anime destinate, in un secondo tempo, ad
ascendere. Lascensione, per mezzo di soluzione, avviene invece attraverso i venti
di Noto che dominano la parte meridionale della terra. questa propriamente la qualit
espansiva del fuoco, del solve alchemico, che Gunon contrappone appunto alla facolt
contenente e contraente del ghiaccio25.
25

In questo passo ritroviamo del resto la sostanza di quanto esposto da Porfirio a proposito delle due
vie imboccate dalle anime: Si pu infatti dividere linsieme in due fasi, luna discendente, che va nel
senso di una differenziazione sempre pi accentuata, e laltra ascendente, di ritorno verso lo stato
principiale. Queste due fasi, che la dottrina ind paragona a quelle della respirazione, si ritrovano
anche nelle teorie ermetiche, in cui sono chiamate <<coagulazione>> e <<soluzione>>: in virt delle
leggi dellanalogia, la <<Grande Opera>> riproduce in compendio tutto il ciclo cosmico. Vi si pu
vedere la prevalenza rispettiva delle due tendenze contrarie, tamas e sattwa, che abbiamo definito in
precedenza: la prima si manifesta in tutte le forze di contrazione e di condensazione, la seconda in
tutte le forze di espansione e di dilatazione; e troviamo anche, a questo riguardo, una corrispondenza
con le propriet opposte del caldo e del freddo: il primo dilata i corpi, il secondo li contrae; per questo
motivo lultimo cerchio dellInferno gelato. Lucifero simboleggia l<<attrazione inversa della
natura>>, cio la tendenza allindividualizzazione, con tutte le limitazioni inerenti; la sua dimora
dunque <<l punto / al qual si traggon dogne parte i pesi>> (Inferno XXXIV, 110-111 n.d.a.), o, in
altri termini, il centro di quelle forze attrattive e compressive che nel mondo terrestre sono
rappresentate dalla gravit; e questa, che attira i corpi verso il basso (che in ogni luogo il centro
della terra), veramente una manifestazione del tamas. Possiamo osservare di sfuggita che ci
contrario allipotesi geologica del <<fuoco centrale>>, giacch il punto pi basso deve essere
precisamente quello dove la densit e la solidit sono al loro massimo; ed altrettanto contrario
allipotesi, avanzata da certi astronomi, di una <<fine del mondo>> per congelamento, poich tale
fine non pu essere altro che un ritorno allindifferenziazione; cfr. Lesoterismo di Dante, Adelphi,
Milano, 2001, cit. pp. 99-100. Come si vede le forze di tamas coincidono con i venti boreali di cui
parla Porfirio, cos come le modalit di sattwa rientrano nellazione dei venti di Noto. Solo la
dilatazione e lespansione di questultimi fattori possono consentire il ritorno al Principio e proprio
attraverso le calde braccia di Noto effettivamente le anime, secondo Porfirio, riescono a compiere la
loro ascensione; vedremo ad ogni modo come sia sensata anche unanaloga opposizione di forze, in
cui a tamas si sostituisce laltro guna di rajas. Gunon scrive inoltre, citando Matgioi e La Voie
Mtaphysique, in cosa consista questo tipo di rilascio consentito dai venti di Noto, altrimenti detto
Moksha o Mukti: questo, propriamente parlando, a costituire la <<trasformazione>>, intesa come
qualcosa che implica il <<ritorno degli esseri in modificazione nellEssere immodificato>>, al di
fuori e al di l di tutte le condizioni speciali che definiscono i gradi dellEsistenza manifestata. <<La
modificazione, dice il saggio Shi-ping-wen, il meccanismo che produce tutti gli esseri; la
trasformazione il meccanismo nel quale tutti gli esseri si riassorbono; cfr. Il simbolismo della

Sempre Gunon, del resto, fa risalire la dottrina primordiale alle terre dellestremo nord
se dunque iperborea lorigine della tradizione, dobbiamo considerare che in effetti
lingresso nella vita terrena sia avvenuto attraverso il percorso a scendere delle anime
boreali, per parafrasare le parole di Porfirio. Che ci rappresenti pur il picco della
conoscenza terrestre alle sue origini, non smentisce daltro canto levidente assunto che
tale manifestazione sia solo lo specchio inferiore della conoscenza che giace nel
Principio e che, quindi, anche la stessa tradizione iperborea sia il punto pi alto di un
tratto di cose per forza di cose destinato a calare. Capiamo cos come le due porte di
Giano, a maggior ragione nellassociazione che Porfirio fa con i venti di Borea e di
Noto, siano equivalenti delle forze di contrazione che segnano lingresso delle anime
nel percorso terrestre e quelle di espansione che liberano gli stessi esseri verso la porta
celeste. La fase discendente (e fredda) giustappunto quella di Borea, ovvero l dove
vige il Tropico del Cancro, e per trasposizione nella met del cerchio zodiacale ove si
colloca il Fondo Cielo. Proprio il Fondo Cielo, sempre considerando lo zodiaco di base,
cade nel passaggio dai Gemelli al Cancro (con riferimento dunque al Tropico), e
questultimo segno come sappiamo prettamente lunare, indicando pertanto una via
passiva e acquatica, che nei suoi estremi pu farsi fredda come il soffio dei venti
boreali. Mentre il gioco di espansione avviene sotto il Capricorno (proprio dove
astrologicamente noi poniamo il Medio Cielo e per corrispondenza nella zona del
relativo Tropico) e i venti di Noto che disciolgono lanima permutandola in fuoco
trascendente26.
il caso comunque di citare ancora una volta Gunon, perch proprio riprendendo
lAntro delle Ninfe di Porfirio, egli sottolinea il problema del senso inverso, ossia a
seconda che si consideri la disposizione delle due porte, da un punto di vista terrestre
o celeste: () la porta solstiziale dinverno, o il segno del Capricorno, corrisponde
al nord del ciclo annuale, ma al sud in relazione al cammino del sole nel cielo; cos, la
porta solstiziale destate, o il segno del Cancro, corrisponde al sud nel ciclo annuale, e
al nord in relazione al cammino del sole. Per questo, mentre il movimento ascendente
croce, cit. p. 154. Lo stesso Gunon rimprovera a Matgioi un cattivo utilizzo dei termini, laddove alla
parola meccanismo sarebbe il caso di preferire il termine processo. In ogni caso i concetti di
emissione e ritorno sono assolutamente accostabili alle due correnti di Borea e Noto che abbiamo
analizzato con Porfirio.
26
Come ha modo di specificare Gunon: La porta degli uomini, corrispondente al solstizio destate
e al segno zodiacale del Cancro, lingresso nella manifestazione individuale; la porta degli di,
corrispondente a sua volta al solstizio dinverno e al segno zodiacale del Capricorno, luscita da
questa manifestazione e il passaggio agli stati superiori (); cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p.
123. Il dualismo tra forze restrittive ed espansive lo stesso peraltro del bianco e del nero nel
gioco degli scacchi. Scrive a tal proposito Titus Burckhardt: Tale diagramma simbolo
dellesistenza, concepita come un <<campo dazione>> delle potenze divine. Il combattimento
rappresentato dal gioco degli scacchi dunque figura, nel suo significato pi universale, del
combattimento dei devas con gli asuras, degli <<dei>> con i <<titani>>, o degli <<angeli>>
(i devas della mitologia ind sono infatti analoghi agli angeli delle tradizioni monoteiste) coi
<<demoni>>:
tutti
gli
altri
significati
del
gioco
derivano
da
questo.
http://www.centrostudilaruna.it/burckhardtsimbolismoscacchi.html.Sullargomento si rimanda
anche a Simboli della Scienza sacra, il capitolo 47, Il bianco e il nero, p. 263 e sgg.

del sole va da sud al nord e il suo movimento discendente da nord a sud, il periodo
ascendente dellanno devessere invece considerato compiersi nella direzione nordsud, e il suo periodo discendente in quella sud-nord, come abbiamo gi detto in
precedenza. Proprio in rapporto a questultimo punto di vista, secondo il simbolismo
vedico, la porta del dva-loka, situata verso nord e quella del pitri-loka verso sud,
senza che vi sia in ci, malgrado le apparenze, alcuna contraddizione con quello che
troveremo pi avanti27.
Su questi passaggi Gunon cerca di fare ulteriore chiarezza, riprendendo uno studio di
Jrme Carcopino28, sulla trasmissione pitagorica che avvenne con Numenio, Proclo
e appunto Porfirio: () visibile che Numenio non ha fatto altro che ripetere, sulla
funzione delle due porte, linsegnamento tradizionale conosciuto; daltra parte, se egli
pone, come indica Porfirio, il Cancro a nord e il Capricorno a sud, evidentemente egli
considera la loro posizione nel cielo; lo indica daltronde abbastanza chiaramente il
fatto che, in quel che precede, sono in questione i tropici, che non possono avere altro
significato oltre quello, e non i solstizi, che si riferirebbero invece pi direttamente al
ciclo annuale; e per questo la posizione qui enunciata inversa a quella data dal
simbolismo vedico, senza tuttavia che ci costituisca alcuna differenza reale, giacch
si tratta di due punti di vista ugualmente legittimi, che si accordano perfettamente fra
di loro se si capito il loro rapporto29. Gunon chiude peraltro in modo esplicito:
Insomma, che la posizione delle due porte sia considerata in rapporto al cammino del
sole nel cielo, come nella tradizione greca, o in rapporto alle stagioni nel ciclo annuale
terrestre, come nella tradizione ind, sempre il Cancro a essere la porta degli uomini
e il Capricorno la porta degli di ().30. Si pu quindi ammettere che la prospettiva
del cerchio zodiacale rispetta la struttura vedica del ciclo annuale, con la Janua Coeli
a nord e la Janua Inferni a sud, impostazione sulla quale torneremo nellultimo
capitolo, anche a proposito della struttura delle caste ind. Mentre la visione di Porfirio
capovolge questo assetto, semplicemente perch egli considera gli spostamenti del sole
nel cielo.
Fatto questo excursus, che ci aiuta comunque a comprendere meglio in quale quadro si
inseriscano i passaggi di Porfirio, possiamo tornare ad analizzare le sue valutazioni
rispetto al nostro punto di partenza, quello del simbolismo dello zodiaco. Se
paragoniamo infatti il ghiaccio di Borea e il fuoco di Noto alle linee della croce
zodiacale, sensato dire che il primo corrisponde alla direttrice orizzontale, una linea
di conservazione che segna appunto lingresso nella vita, con la posizione
dellAscendente, fino ad approdare al Discendente. Mentre altrettanto lecito attribuire
al fuoco le caratteristiche ascensionali della linea verticale che parte dal Fondo Cielo
in direzione del Medio Cielo. Del resto lanima si cristallizza e si ghiaccia nel
momento in cui fa lingresso nella vita corporea, e quando pronta per passare oltre,
27

Ivi, cit. p. 207.


Gunon si riferisce qui allo studio di Carcopino, La Basilique pythagoricienne de la Porte Majeure,
apparso nella Revue des Deux Mondes, nel 1926.
29
Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 209.
30
Ivi, cit. p. 211.
28

si scioglie, nel senso che appunto scioglie i suoi legami con linvolucro fisico31.
Daltro canto bisogna interpretare in maniera flessibile il simbolo, ossia sui vari livelli
di competenza che gli spettano. Se riprendiamo le concezioni di rajas, il guna che
equivale alla forza despansione, e che gi qui avevamo considerato32, notiamo che
esso in qualche modo patrocina il viaggio dellindividuo nel suo corso terrestre. Nel
nostro studio precedente abbiamo notato come rajas abbia qualche rapporto con la
ruota della runa Raido e con il colore rosso. In effetti lindividuo, al di l dei motivi
contraenti che ne hanno segnato lingresso sul piano terrestre, esce, si fissa e
comincia da l una sua personalissima espansione, che culminer ovviamente con
quell espansione finale corrispondente al rilascio dai vincoli del corpo terrestre e
che abbiamo sintetizzato nelle propriet dei venti di Noto. Lingresso sullo zodiaco,
che in qualche modo identifica anche la vita terrena del singolo soggetto, avviene sotto
il segno proprio di Raido, ossia una ruota che si volge verso destra, o meglio nella
destra e giusta direzione, come del resto fa il cerchio zodiacale, che leggiamo
comunemente da sinistra a destra. Questo orientarsi, ossia latto di guardare a
oriente, passa appunto attraverso due tipi di rosso, uno di base, la pasta ermetica
primigenia dellAdamo caduto e corrotto dellAscendente, che equivale al rajas
elementare che inizia il suo tratto espansivo e che mira a un tipo superiore di rosso,
quello dellAdam Qadmn primordiale, che certifichi cio unespansione non pi
possibile se non nellatto di confluire nellambito superiore di sattwa, che equivale
alluscita dal corpo, ma dopo aver raggiunto determinate qualifiche, per fare il proprio
ingresso in una conoscenza ancora pi direttamente prossima al Principio.
La medesima realt rinvenibile nel simbolo del rosone centrale delle cattedrali,
prototipo mutuato dalla Rota. Scrive Fulcanelli: Nel medioevo, il rosone centrale dei
portici si chiamava Rota, la ruota. Ora, la ruota il geroglifico alchemico del tempo
necessario alla cottura della materia filosofale e, in seguito, rappresent la cottura
stessa. Il fuoco sostenuto, costante ed eguale che lartista mantiene giorno e notte
durante questa operazione, chiamato, perci, fuoco di ruota. Per, oltre al calore
necessario alla liquefazione della pietra filosofale, c bisogno in pi di un secondo
agente, chiamato fuoco segreto o filosofico. proprio questultimo fuoco, risvegliato
dal calore volgare, che fa girare la ruota e provoca i diversi fenomeni che lartista

31

Si veda in tal senso il valore del nodo, knot in inglese, da cui anche il significato della runa Nauthiz
che
in
qualche
modo
riproduce
i
valori
della
croce.
Rimandiamo
qui
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, al secondo capitolo
dedicato a Nauthiz, p. 30 e sgg, con dettaglio della nota 128 e al simbolo del strtm.
32

Ivi, da p. 67, con particolare riferimento alle osservazioni contenute nella nota 227. Ritorniamo
brevemente sui tre guna, per meglio comprendere le valutazioni su rajas che ci apprestiamo a fare:
I tre guna sono: sattwa, la conformit allessenza pura dellEssere o Sat, che identificata con la
luce intelligibile o la conoscenza, e rappresentata quale una tendenza ascendente; rajas, limpulso
espansivo, secondo il quale lessere si sviluppa in un certo stato e, in qualche modo, a un determinato
livello dellesistenza; infine tamas, loscurit, assimilata allignoranza e rappresentata quale una
tendenza discendente; Cfr. Ren Gunon, Introduzione generale allo studio delle dottrine ind,
Adelphi, Milano, 1989, cit. p. 185.

osserva nel proprio vaso33. Chiaramente questo linguaggio appartiene alle cifrature
dei codici ermetici, ma chiara per noi la distinzione di due fuochi, uno volgare e
uno segreto o filosofico, che possiamo serenamente far coincidere con le due linee
che abbiamo gi specificato sulla croce zodiacale. Entrambe lavorano sulla ruota e anzi
il fuoco di ruota fa appunto il suo esordio nelle condizioni di rajas/Raido attraverso
lAscendente, quel punto sotto il quale avviene lingresso del calore corporeo, che in
effetti dovr essere mantenuto tale per tutto il giro della ruota, per tutta la cottura della
vita. Chiaramente questo lambito inferiore del cammino ermetico che abbisogna
invece di un fuoco superiore, quello segreto o filosofico, coltivato dallartista,
come lo chiama Fulcanelli, secondo tratte che evocano i venti di Noto. Mentre per certi
versi il fuoco volgare equivale al ghiaccio dei venti di Borea, poich essendo fiamma
bassa essa presenta soprattutto un ruolo conservativo34.
Anche questo in teoria dovrebbe essere il regolare corso di un ciclo dellera terrestre,
sebbene ormai la distinzione netta tra un ghiaccio che immette e un fuoco che
rilascia, sembra essere manomessa, dal momento che il nostro preciso periodo
storico sembra indeciso tra forze che puntano i piedi per auto-conservarsi e spinte che
muovono invece per un cambiamento radicale. Ma non essendo unevoluzione
cosciente, cos come del resto testarda e bieca lautoconservazione, sono oggi venute
meno le stesse attribuzioni dei venti di Borea e Noto, che rappresentavano altres
energie capaci di dare il senso della continuit, mentre la nostra epoca indecisa giace
senza dubbio sotto il segno della discontinuit e della dissoluzione35.
in ogni caso da rilevare che queste due correnti, in linea di principio, corrispondono
anche ai due serpenti del caduceo ermetico, che a loro volta identificano spinte basse
(o appunto orizzontali equinoziali/lunari) e forze alte (o appunto verticali
solstiziali/solari)36. Come abbiamo detto riprendendo Gunon, entrambe queste
direttive rappresentano dei piani orizzontali rispetto allasse metafisico che procede dal
punto originale; eppure esse stesse hanno tra loro una relazione gerarchica. Questa
medesima gerarchia si ritrova peraltro nella descrizione delle linee a spirale che
Gunon offre a proposito dello sviluppo delle possibilit dellessere lungo la
successione che illustra i diversi gradi dellEsistenza; uno sviluppo che avviene in
33

Cfr. Il Mistero delle Cattedrali, cit. p. 54, con riferimento qui di Fulcanelli al Pome philosophic
de la Verit de la Phisique Mineralle del De Nuysement.
34
Notiamo che tale distinzione rimanda alle due differenti propriet del fuoco che abbiamo gi
menzionato, Agni, il calore, e Aor, la luce.
35
Chiaramente questo senso di dissoluzione, che non regolare scioglimento e rilascio, come lo
intendeva Porfirio a proposito dei venti di Noto, pu oggi essere letto su vari piani. Partendo dai
fenomeni naturali, ossia i sorprendenti sobbalzi climatici ai quali stiamo assistendo, fino ad arrivare
al problema centrale delle ideologie che non riescono pi a incidere, quantomeno come riferimento
di una civitas che invece pare compromessa da tutte le direzioni. Per non parlare del fenomeno del
terrorismo che si evoluto in forme sempre pi ibride e caotiche, confermando il senso di unepoca
che non riesce a spiegare nemmeno il suo valore quando si tratta di fornire diagnosi specifiche sui
propri avversari.
36
Lo stesso Gunon ha modo di notare come lasse verticale e lasse orizzontale della croce
coincidano con la Shruti, la luce diretta e solare della dottrina, e la Smriti, che invece la luce
riflessa, ossia lunare; cfr. Il simbolismo della croce, p. 93.

verticale e che Gunon spiega dopo aver illustrato le capacit di un singolo piano
orizzontale: () abbiamo finora considerato soltanto un piano orizzontale, cio un
solo stato dellessere, e dobbiamo ora raffigurare anche la continuit di tutti i piani
orizzontali, che rappresentano lindefinita molteplicit di tutti gli stati. Questa
continuit si otterr geometricamente in maniera analoga: invece di supporre che il
piano orizzontale sia fisso nello spazio a tre dimensioni (supposizione che del resto, se
si tiene conto del movimento, materialmente irrealizzabile, tanto quanto il tracciato
di una curva chiusa), ci basta supporre che esso si sposti in modo impercettibile
parallelamente a se stesso, rimanendo quindi sempre perpendicolare allasse verticale,
e in modo da incontrare successivamente tale asse in tutti i suoi punti consecutivi, il
passaggio da un punto allaltro dellasse verticale corrispondendo al percorso di una
delle spire della nostra figura. Supporremo che il movimento spiroidale sia isocrono,
anzitutto per semplificare il pi possibile la rappresentazione, e poi per esprimere
lequivalenza delle molteplici modalit dellessere in ciascuno dei suoi stati, quando
siano considerati dal punto di vista dellUniversale37. Notiamo in effetti che spire
(da cui spirale) un termine legato alle caratteristiche formali del serpente, e quindi
capiamo cos anche il valore dellavviluppamento del serpente lungo il caduceo, che in
effetti altro non che lasse verticale che fa da sostegno alle trame a spirale di cui dice
Gunon. Queste trame che vengono definite isocrone spiegano anche la simultaneit
del tempo metafisico rispetto alla cronologia che contraddistingue il semplice piano
orizzontale38.
37

Ivi, cit. p. 115.


La struttura a doppia elica del DNA in effetti riproduce proprio limmagine dei due serpenti
mercuriali e propone idee simili a quelle citate da Gunon, tanto pi che le basi azotate che sono
comprese allinterno della struttura del DNA costituiscono una moltitudine di tratti orizzontali posti
in successione verticale e affiancate dalle due eliche. Eliche che peraltro sensato associare anche
alle serpentine dello yin e dello yang che, sempre nelle pagine di Il simbolismo della croce, Gunon
ha modo di riprendere citando il testo di Matgioi, La Voie Mtaphisique. Il passo che riportiamo noi
leggermente diverso nella traduzione ed tratto direttamente da Matgioi, La Via metafisica, Luni
Editrice, Milano, 2005, nel dettaglio della nota 2 di pagina 110: Non bisogna mai perdere di vista
che se, preso a s stante, lo Yin-Yang pu essere considerato un cerchio, di fatto un elemento
dellelica, nella successione delle modificazioni individuali: ogni modificazione individuale
essenzialmente un vortice a tre dimensioni; c ununica stasi umana; e non si ripassa mai per il
cammino gi percorso. Questo lascia intendere, una volta di pi, la profonda intesa che si pu
stabilire tra un codice genetico universale e il codice genetico dellindividuo che promana dal primo.
Parliamo chiaramente di istanze simboliche perch le possibilit di sviluppo spirituale sono spesso
incomprensibili se confrontate con il bagaglio ereditario che ha generato lindividuo in senso
corporeo, anche se poi chiaramente tale bagaglio influisce sulle caratteristiche dei suoi
comportamenti. Su questo punto si espresso di frequente il Kremmerz: Tutti gli uomini di sana
costituzione possono vivere la vita umana, per luno atto a divenire un atleta della potenzialit di
Milone Cotroniate e laltro con tutta la buona volont del mondo non riesce a sollevare una sbarra di
ferro del peso di cinquanta chilogrammi. Ci dimostra che lindividuo fisicamente ed
intellettualmente studiato, viene al mondo fisico con coefficienti propri della individualit che incarna
e che forma tutto ci che si chiama il destino di un uomo; cfr. Giuliano Kremmerz, La Scienza dei
Magi volume primo, Edizioni Mediterranee, Roma, 2010, cit. pp. 222-223. In particolare il
Kremmerz invita a prendere in considerazione fattori quali leredit fisica, le accidentalit
astrologiche e climatiche, leducazione umana, la volont o potere volitivo, la resistenza
38

Detto questo, c un altro passo rilevante nelle annotazioni di Porfirio che vale la pena
di riprendere: si tratta del mezzogiorno che, come abbiamo esposto nella lunga nota
24, identifica un momento cruciale da un punto di vista rituale: Ma poich Noto
riservato a gli dei, nei templi si stendono i veli a mezzogiorno pieno: si osserva cos il
precetto Omerico che proibisce a gli uomini lentrata nei templi quando il sole inclina
a mezzogiorno. [] Per tal modo Noto considerato quale simbolo del Mezzogiorno,
poich dio sullora di mezzogiorno sulla porta del tempio. Similmente anche per le
altre porte non era permesso di parlare in qualunque ora, quasi le porte avessero un
carattere sacro. Per questa ragione, i Pitagorici ed i saggi dellEgitto proibivano di
parlare nel varcare le porte e le entrate delle case ed onoravano con il silenzio il dio
che regge linsieme delle cose. Se consideriamo che Giano proprio il signore delle
porte, in quanto varco iniziatico, concludiamo che linterno del tempio specifica la
vera via e lesterno la vita profana il passaggio da Borea a Noto quindi, in
teoria, precluso a mezzogiorno39. Proprio lingresso del tempio, questa intercapedine,
questo spazio inafferrabile tra il dentro e il fuori, spiega il sacro mistero che
corrisponde alla terza faccia di Giano. Il Mezzogiorno del resto la sintesi tra lalba e
il tramonto, tra Noto (con il Sole in ascesa) e Borea (il Sole in discesa) e lo stesso vale
in termini alchemici, essendo la terza faccia di Giano la mediazione tra la fase
solvente e quella coagulante; lo stesso Dante colloca la morte di Cristo al
mezzogiorno del venerd precedente la Pasqua, nel 34esimo anno dalla sua
incarnazione si riprenda in tal senso la nota numero 4.
Nel simbolismo ermetico si dice daltro canto volatilizzare il corpo e corporizzare
lo spirito. La volatizzazione rappresenta appunto la dissoluzione del nostro peso
corporeo a favore della liberazione spirituale, laddove la corporizzazione data dalla
contrazione (con conseguente limitazione) della nostra anima nella sua deriva
discendente40. Il Mezzogiorno pertanto un tabu fino a quando le possibilit
dellambiente allattivit volitiva dellindividuo, la perseveranza di attivit volitiva, lintelligenza
o spirito di luce intellettuale; ivi, p. 223-224. Come si nota la compenetrazione dei fattori notevole,
anche considerando la differenza tra le predisposizioni originali e quegli elementi che invece
condizionano lesistenza sul piano fisico, quali ad esempio gli influssi educativo-ambientali in cui
lindividuo si ritrova a maturare.
39
Notiamo di sfuggita che il termine canicola in qualche modo riferibile alle ore pi calde della
giornata, quelle mediane appunto, alla calura estiva, che cade proprio nel periodo successivo al Fondo
Cielo/solstizio destate, e alla costellazione di Sirio, che ad agosto sorge insieme al Sole. Ma il cane
anche un simbolo lunare, come appare chiaro dalla presenza di due di questi animali nellArcano
maggiore numero 17 dei Tarocchi, peraltro in compagnia di un granchio assimilabile al Cancro, o
dallaccostamento che lo stesso Porfirio fa appunto tra Sothis e il Cancro (si veda la nota 24). Il
Cancro del Fondo Cielo e il solstizio destate hanno in sostanza un legame sotto pi di un aspetto.
40
Come sintuisce, lassociazione tra alchimia e astrologia assolutamente pertinente, e costante:
Secondo gli alchimisti, i metalli rappresentano tutte le forze planetarie riunite; per questa ragione
definiscono la loro arte anche come <<astronomia inferiore>>. In corrispondenza dei dodici settori
dello zodiaco, la materia deve superare dodici porte o stadi, fino a quando non ha raggiunto la
definitiva solidit nel colore rosso e <<lo zodiaco non ha pi potere su di lei>> (Nicolas Flamel);
cfr. Alexander Roob, Il Museo Ermetico - Alchimia & Mystica, Taschen, Colonia, 2003, cit. p. 80. Il
riferimento alla rubedo qui esemplare. Daltro canto, per riprendere le parole di Flamel, bisogna
considerare che proprio il raggiungimento dell opera al rosso consente di uscire definitivamente

delliniziato non si siano realizzate integralmente che ci che si verifica idealmente


con il trapasso del Cristo, un iniziato pronto alla risurrezione.
Tornando al cerchio zodiacale di base, si pu dire che il suo mezzogiorno dato dal
cuore della linea che collega il Fondo Cielo con il Medio Cielo, e che peraltro
interseca anche la linea orizzontale che unisce Ascendente e Discendente41. Il punto
centrale di questa croce rappresenta proprio il Grande Medio, nellattivit di Manu, il
mozzo della ruota, il perno che la fa girare42. Ogni ciclo nella tradizione induista, detto
appunto Manvantara, continua a sussistere fino a che agisca un Medio Cielo, un
punto su cui si poggia tutto il corso della manifestazione. Ci vero anche a livello
individuale: la salita spirituale possibile fino a quando esiste nel singolo essere la
ricerca di un medio, di un mezzo, attraverso il quale compiere il proprio cammino43.
da tutte le contingenze a cui loperatore sottoposto. Se il quadro astrologico di base segna le
possibilit, cos come le carenze e i punti cruciali, di ciascun individuo, qualsivoglia reintegrazione
nel centro dellEssere equivale al superamento della propria carta didentit astrologica. Nello
specifico, torneremo nellultimo capitolo su quelle istanze che fanno dellalchimia una sorta di
astronomia inferiore, proprio riprendendo Flamel.
41
A tal proposito vale anche un riferimento allanalogia tra il simbolismo del cuore e della
caverna (cfr. Simboli della Scienza sacra, p. 185 e sgg.). Il cuore di cui stiamo parlando in
relazione con la caverna anche dal punto di vista astrologico, dal momento che la caverna una
riproduzione della volta stellata; nel prossimo capitolo verificheremo questo assunto anche alla luce
del culto mitraico.
42
Manu non deve quindi essere inteso come il nome di un personaggio mitico, leggendario o storico;
esso designa propriamente un principio che si potrebbe definire, secondo il significato della radice
verbale man, come <<intelligenza cosmica>> o <<pensiero riflesso dellordine universale>>. Questo
principio daltra parte visto come prototipo delluomo, il quale chiamato mnawa in quanto
considerato essenzialmente un <<essere pensante>>, caratterizzato dal possesso del manas, elemento
mentale o razionale; (). Cfr. Introduzione generale allo studio delle dottrine ind, cit. p. 152. Da
rilevare in tal senso il valore della runa Mannaz, prototipo delluomo inteso come essere pensante,
ossia capace, nei pi alti ambiti, di pensare il suo vero destino conformemente al Medio Cielo. Su
Mannaz,
in
particolare
nelle
sue
relazioni
con
Dagaz,
rimandiamo
a
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, p. 99 e sgg.
43
Sempre Gunon mette del resto in relazione proprio lasse verticale della croce con lInvariabile
Mezzo: Lasse verticale rappresenta allora il luogo metafisico della <<Volont del Cielo>> e
interseca ciascun piano orizzontale nel suo centro, cio nel punto ove si realizza lequilibrio in cui
appunto sta questa manifestazione o, in altre parole, larmonizzazione completa di tutti gli elementi
costitutivi dello stato dellessere corrispondente. questo che, come abbiamo gi visto, bisogna
intendere per <<Invariabile Mezzo>> (Tchoung-young), luogo in cui si riflette in ciascun stato
dellessere (attraverso quellequilibrio che come unimmagine dellUnit principiale nel
manifestato) l<<Attivit del Cielo>>, che in se stessa non agente e non manifestata, bench sia da
concepirsi come capace di azione e di manifestazione, senza che ci possa peraltro toccarla o
modificarla in alcun modo, e anzi, a dire il vero, come capace di ogni azione e di ogni manifestazione,
proprio perch al di l di tutte le azioni e manifestazioni particolari. Di conseguenza possiamo dire
che, nella rappresentazione di un essere, lasse verticale il simbolo della <<Via personale>> che
conduce alla Perfezione ed una specificazione della <<Via universale>>, rappresentata
precedentemente da una figura sferoidale indefinita e non chiusa; in base al medesimo simbolismo
geometrico, tale specificazione si ottiene, secondo quanto abbiamo detto, con la determinazione di
una particolare direzione nellestensione, direzione che appunto quella dellasse verticale. Abbiamo
parlato qui della Perfezione, e al riguardo necessaria una breve spiegazione: adoperata cos, la parola

E infatti colui che abbia raggiunto i pi alti livelli si trova di fronte a una doppia strada:
quella di restare, portando la sua saggezza superiore in terra, oppure di fondersi con
il Tutto, con il Principio che lha generato. E qui salta fuori, dalla duplice valenza
della ruota zodiacale, la reale istanza della creazione. Se liniziato rientra al centro della
croce inferiore esso agisce in senso microcosmico, ossia risorge come il Cristo,
realizzando le possibilit delluomo che sta nel mezzo del versante bidimensionale,
un ambito di conoscenza e saggezza che identifica una vita vissuta secondo le pi alte
possibilit spirituali concesse in questo pi ristretto territorio. Tale individuo
propriamente al centro del mondo terreno, come l uomo vero di cui abbiamo gi
detto. Se invece decide di proseguire il suo viaggio verso la fonte suprema della
conoscenza, esso si sublima con il centro della ruota macrocosmica e partecipa del
movimento eterno che la fa girare, diventando cos Uomo Universale; questo
propriamente lambito della croce superiore o tridimensionale.

va intesa in senso assoluto e totale. Ma perch sia possibile pensarla nella nostra attuale condizione
(di esseri appartenenti allo stato individuale umano) occorre che questa nozione sia resa intelligibile
secondo una modalit distintiva: tale concepibilit la <<perfezione attiva>> (Khien), possibilit
della volont nella Perfezione e naturalmente possibilit di onnipotenza, identica a quella che viene
chiamata <<Attivit del Cielo>>. Ma per poterne parlare anche necessario rendere sensibile tale
nozione (poich il linguaggio, come ogni espressione esteriore, necessariamente di ordine
sensibile); si tratta allora della <<perfezione passiva>> (Khouen), possibilit dellazione come motivo
e come fine. Khien la volont atta a manifestarsi, e Khouen loggetto di questa manifestazione;
per, quando si parla di <<perfezione attiva>> o <<perfezione passiva>>, non si parla gi pi della
Perfezione in senso assoluto, in quanto si introdotta una distinzione e una determinazione, dunque
una limitazione.; cfr. Il simbolismo della croce, cit. pp. 131-32. Gunon prosegue associando Khien
al Cielo, e all essenza, e Khouen alla Terra e alla sostanza. Questo ordine di cose pu essere
riferito a una serie di gerarchie complementari, a noi basta qui ribadire che i due diametri principali
della croce zodiacale hanno tra di loro un rapporto analogo, se non quando essi diventano il versante
inferiore (sia esso Terra, sostanza, Khouen o perfezione passiva) rispetto a quellasse verticale
(e nascosto in questo caso) che domina la croce tridimensionale. Poco pi avanti nel suo studio, a
pagina 134, Gunon, riprendendo ancora una volta i tre assi che determinano questa croce
tridimensionale, associa alla Via, ossia al Tao nella sua completezza per riprendere lo stesso
Matgioi, la direttiva dellasse verticale. Seguono poi i due assi orizzontali, uno simbolo della Verit,
e laltro della Vita. La Verit nello specifico si riferisce alluomo intellettuale ed secondo noi
associabile alla linea Fondo Cielo-Medio Cielo che in effetti rappresenta la ricerca del proprio s
superiore, della propria intellettualit pura. Ovvero si d il caso che sia la Verit a introdurre
lindividuo nelle coordinate dellessenza che promana dalla Via che autentico Principio. Mentre
la Vita indica non dimeno laspetto corporeo, e abbiamo visto come abbia senso attribuire questi
aspetti alla linea equinoziale che unisce lAscendente col Discendente.

1.3 LArcano maggiore numero 21 e la precessione degli equinozi


Lultimo arcano dei Tarocchi suggerisce proprio questo snodo: Il Mondo che, nella
donna nuda posta al centro, coglie lesatto incontro dei quattro elementi, ossia per
sintesi tutte quelle che sono le possibilit concesse in teoria durante la vita terrestre a
ciascun individuo. Va precisato del resto che la cifra di questa carta il 21 e proprio il
21 la data mensile in cui cadono, per semplificazione di calendario, gli equinozi e i
solstizi. Fin dal primo capitolo di questo studio abbiamo daltro canto associato le due
linee principali del cerchio zodiacale ai quattro ingressi stagionali. Passaggi che, se
li consideriamo come punti, producono le estremit di quella che abbiamo definito
essere la croce orizzontale, ossia un segno di una qualit inferiore rispetto a quella
verticale sul cui asse si fonda in vero lintera struttura universale. La medesima
limitazione chiara anche nel nome del ventunesimo arcano: Il Mondo non pu che
spiegare, allinterno di una contingenza ristretta di fattori, quelli terreni, il compimento
di un processo ancora provvisorio rispetto a opportunit indefinite, se non infinite.
Partiamo proprio dalle quattro figure poste agli angoli de Il Mondo, che appunto
naturale associare alle porte del calendario annuale e di conseguenza anche agli
elementi di base. Non sfugge in effetti che i punti cardine che abbiamo analizzato a
proposito dello zodiaco (Ascendente, Fondo Cielo, Discendente, Medio Cielo)
coincidano in qualche modo con gli elementi fondamentali, tanto pi ripetuti due volte:
acqua e fuoco tra Pesci e Ariete nel caso dellAscendente; aria e acqua, tra Gemelli e
Cancro, quando si consideri il Fondo Cielo; terra e aria tra Vergine e Bilancia allorch
si parli del Discendente; fuoco e terra, infine, tra Sagittario e Capricorno, arrivati al
Medio Cielo. I quattro elementi moltiplicati per due, qui combinati in una sorta di
ricetta alchemica, danno come risultato lotto. Otto che peraltro cifra non casuale,
tanto che un cappello a forma di otto compare sulla testa del Bagatto44, il primo Arcano
Sul simbolismo dellotto, in particolare dellottagono, rimandiamo a uno dei capitoli di Simboli
della Scienza sacra; p. 234 e sgg. Lottagono qui inteso, da un punto di vista geometrico, come pi
prossimo al cerchio che al quadrato, rappresentando quindi unevoluzione verso la dimensione
circolare specificante lordine superiore. Significativa la presenza dellottagono come struttura degli
edifici sacri, come in Cina: () ne troviamo un esempio in Cina nel caso del Ming-Tang, il cui
<<tetto rotondo retto da otto colonne che poggiano su una base quadrata come la terra, poich, per
realizzare questa quadratura del cerchio, che va dallunit celeste della volta al quadrato degli
elementi terrestri, bisogna passare per lottagono, che in rapporto con il mondo intermedio delle
otto direzioni, delle otto porte e degli otto venti; ivi, cit. p. 235. Qui Gunon menziona anche Luc
Benoist e il suo Art du monde. interessante comunque ritrovare nellotto lequivalenza del rapporto
tra segni ed elementi e quelle che sono appunto le otto direzioni cardinali e intercardinali: nord,
sud, ovest, est, nord-est, nord-ovest, sud-ovest e sud-est. Ne parla ad esempio Nigel Pennick,
circoscrivendo gli otto settori: Lesempio pi noto di questa divisione in otto parti dato dalla
rosa della bussola, che ha le direzioni cardinali (airts) di Nord, Est, Sud e Ovest, e le direzioni
intercardinali di Nord-Est, Sud-Est, Sud-Ovest e Nord-Ovest. Le linee airt date dalle direzioni
intercardinali definiscono i quattro quarti della terra e dei cieli. Il settore nordico va da Nord-Ovest a
Nord-Est; il settore orientale da Nord-Est a Sud-Est; quello meridionale da Sud-Est a Sud-Ovest, e
quello occidentale da Sud-Ovest a Nord-Ovest. Il quadrato formato dallunione delle linee verso
44

maggiore, che infatti simbolo delliniziato in potenza, colui che in qualche modo
si trova ad agire nello snodo della croce zodiacale, muovendosi tra passato e futuro
(ciclico e individuale), alla ricerca del suo eterno presente, identificato, come abbiamo
visto, dal centro stesso della croce e dalla terza faccia di Giano.
Nellultimo Arcano maggiore una donna nuda a dominare questo punto, la Sophia
finalmente denudata agli occhi di colui che si fatto sapiente, e che ha potuto far
mediare in s i quattro elementi, raggiungendo la quintessenza. Notiamo di sfuggita
come proprio il cinque sia cifra accostabile alla Sophia svelata anche nelle
interpretazioni qabbalistiche suggerite da Gershom Scholem45 a proposito della
Shekhinah. La questione ovviamente complessa e non risolvibile qui; daltro canto le
speculazioni in materia abbondando al punto da portare lo studioso della Qabbalah a
una ricostruzione stratificata. La Shekhinah viene intesa anche come lapprodo delle
sefirot, adagiandosi a Malkhut, ossia con quello stesso Mondo di cui sintesi il
ventunesimo Arcano maggiore, tanto che in un passo del Bahir si legge: () essa il
<<principio di questo mondo>> e il <<riflesso>> che stato preso dalla luce
primordiale nascosta, dalla <<buona luce che stata nascosta a beneficio dei giusti>>.
Dio ha preso da questo raggio e <<ha ricapitolato in esso le trentadue vie della Sophia
per darlo al mondo terreno>> ()46. Ci che a noi interessa che queste trentadue
vie, per addizione interna, diano vita proprio al cinque, che effettivamente cifra della
Sophia svelata, tanto da associare nuovamente lArcano ventuno allessenza esoterica
della Shekhinah stessa; sebbene nel corso della sua trattazione, Scholem faccia anche
distinzione tra una Shekhinah superiore e una Shekhinah inferiore47.
Torneremo pi avanti ad analizzare i punti di contatto tra Tarocchi e Qabbalah, per ora
limitiamoci a comprendere il valore delle quattro creature che campeggiano ai lati
dellArcano ventuno. Esse sono state chiaramente riferite al Tetramorfo, e dunque agli
evangelisti. Oswald Wirth, tra gli altri, riferisce il Toro/Bue (ma lo chiameremo dora
queste direzioni intercardinali la pianta tetragonale di una casa tradizionale e del disegno di una
griglia sacra; cfr. Nigel Pennick, Tradizione Nordica, Atanr, Roma, 1990, cit. p. 15. Queste otto
direzioni peraltro equivalgono alle quattro dritte e alle quattro oblique del Tai Chi.
45
Cfr. Gershom Scholem, La figura mistica della divinit Studi sui concetti fondamentali della
Qabbalah, Adelphi, Milano, 2010.
46
Ivi, cit. p. 147. Il ritorno al 5 peraltro frequente: Scholem parla anche delle cinque anime,
nefesh, ruah, neshamah, hayyah e yehidah, a loro volta corrispondenti ai cinque mondi; ivi, p. 204.
Le anime, nello specifico, sono entit ancora pi interne rispetto agli angeli e contribuiscono a
creare un ponte tra la dimensione umana e quella universale; un ponte che sappiamo essere
venuto meno, tanto che la stessa Qabbalah insiste sulla cosiddetta rottura dei vasi prodottasi in seno
alle sefirot.
47
Senza entrare eccessivamente nellargomento, segnaliamo che Scholem rinviene appunto nelle
trattazioni qabbalistiche una differenza sostanziale tra una Shekhinah superiore, fatta coincidere con
una delle sefirot iniziali, Binah (sulla cui natura peraltro torneremo), e una Shekhinah inferiore,
appunto specificata dallultima sefirah di Malkhut; ivi, pp. 150 e sgg. interessante notare come
queste due Shekhinah siano messe in relazione tra loro come i due triangoli che costituiscono il sigillo
di Salomone.

in poi Toro per semplificare le cose) alla terra, a San Luca e alla primavera; il Leone
al fuoco, a San Marco e allestate; lAquila allaria, a San Giovanni e allautunno;
lAngelo allacqua, a San Matteo e allinverno48. Se non sussistono dubbi sul
simbolismo del Toro e del Leone, che lo stesso Wirth associa ai rispettivi segni
astrologici, di pi difficile individuazione rimane il rapporto che lega lAquila e
lAngelo allo Scorpione e allAcquario dello zodiaco. Ci torneremo in un secondo
tempo, mentre ora importante capire che cosa suggeriscano questi quattro segni.
Innanzitutto va precisato che essi rappresentano le modalit fisse dei quattro elementi
ai quali appartengono (il Toro per la terra, il Leone per il fuoco, lo Scorpione per
lacqua e lAcquario per laria)49. La questione da porsi successivamente la seguente:
in che maniera essi stessi si relazionano rispetto ai quattro punti principali che abbiamo
indicato sulla ruota zodiacale di base? Se teniamo conto che lAscendente si posiziona
nella cuspide tra Pesci e Ariete (e che poi giunge il Toro), che il Fondo Cielo
collocabile tra Gemelli e Cancro (e a essi segue il Leone), che il Discendente presente
a cavallo di Vergine e Bilancia (prima dello Scorpione); e che, infine, il Medio Cielo
si trova tra Sagittario e Capricorno (in uno snodo che procede lAcquario), potremmo
ipotizzare che si compia qui una sorta di scivolamento verso un segno che in qualche
modo prodotto dallincontro dei due segni che lo anticipano nella ruota zodiacale.
Uno scivolamento che in vero combacia con la cosiddetta teoria della precessione
degli equinozi. Ormai quasi una trentina danni fa David Ulansey fece scalpore
accademico, rinvenendo nella simbologia del culto di Mithras la conferma della
precessione degli equinozi e nella tauroctonia, ossia nelluccisione del toro, immagine
tipica dellesoterismo e del ritualismo mitraici, una precisa mappatura del cielo50. I 7
elementi della rappresentazione mitraica sono il Toro (che collima con lomonimo
segno astrologico), lo Scorpione (con le medesime analogie), il Cane (ossia il Cane
Minore), il Serpente in quanto riproduzione della costellazione dellIdra, il Corvo (che
a sua volta il nome specifico di una costellazione), il Leone, che simboleggerebbe
appunto le stelle del Leone, la Coppa (da riferire allAcquario proprio secondo
Ulansey, e ne capiremo ora il perch); infine, elemento accessorio, la Spiga, che in
alcune testimonianze germoglia proprio dalla coda del Toro sacrificato, da associare
naturalmente a Spica, la stella pi luminosa della costellazione della Vergine51.
interessante che nel ragionamento di Ulansey sia presente proprio il richiamo alla Spiga
e alla costellazione della Vergine, dato che in precedenza abbiamo riferito limmagine
48

Cfr. Oswald Wirth, I Tarocchi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1973, con particolare riferimento
agli schemi di pagina 90 e 104.
49
Come ampiamente noto, i trigoni dei segni zodiacali, distribuiti secondo il loro legame con gli
elementi, sono divisi in cardinali, fissi e mutevoli. I quattro segni fissi, per ciascun elemento,
sono appunto il Toro, lo Scorpione, il Leone e lAcquario. Torneremo pi avanti su questi aspetti.
50
Cfr. David Ulansey, I misteri di Mithra - Cosmologia e salvazione nel mondo antico, Edizioni
Mediterranee, Roma, 2001.
51
Ivi, p. 24, con riferimento al contributo di K.B. Stark, Die Mithrasteine von Dormagen.

di una spiga che fiorisce dopo un lungo trambusto (una spiga che in qualche modo
indica la pienezza della fase lunare giunta al culmine della sua crescenza) alla posizione
del Discendente, ossia quella tappa che conclude la via equinoziale iniziata con
lAscendente. In effetti il Discendente, nello zodiaco di base, si colloca proprio tra
Vergine e Bilancia, ossia possiamo ipotizzare che nella tauroctonia vi siano gli indizi
di tale simbologia.
In ogni caso tutte queste informazioni hanno portato Ulansey a riflettere sui possibili
sovvertimenti, avvenuti nel corso dei secoli, nel rapporto tra equatore celeste e
calendario terrestre: () la precessione degli equinozi causa un lento movimento a
ritroso dei punti equinoziali lungo lo zodiaco, che impiegano 2.160 anni ad attraversare
ogni costellazione, e coprono lintero zodiaco in 12 volte 2.160, cio in 25.920 anni 52.
Perci, al momento attuale lequinozio di primavera ha luogo quando il sole si trova
nella costellazione dei Pesci, ma tra qualche centinaio danni lequinozio sar
nellAcquario (quando sorger la cosiddetta Et dellAcquario)53. E, punto da notare,
nel periodo greco-romano lequinozio di primavera era nella costellazione dellAriete,
mentre lequinozio dautunno era nella Bilancia. Ecco perch, dovremmo ricordarlo,
la teoria di Speidel54 sullequatore celeste problematica, in quanto il simbolismo della
tauroctonia include chiaramente Toro e Scorpione e non Ariete e Bilancia, che, essendo
le costellazioni equinoziali nel periodo greco-romano, avrebbero dovuto essere
mostrate in ogni rappresentazione dellequatore celeste dellepoca. Tuttavia, il
fenomeno della precessione degli equinozi potrebbe anche fornirci una possibile
52

Si nota qui di sfuggita come questa cifra coincida in qualche modo con il doppio della durata di un
Manvantara. Scrive a tal proposito Gunon: Il periodo che nelle diverse tradizioni appare con
maggior frequenza non tanto quello della precessione degli equinozi quanto la sua met: questo
in effetti il periodo che corrisponde al <<grande anno>> dei Persiani e dei Greci, spesso calcolato
approssimativamente in 12.000 o 13.000 anni, e la cui esatta durata di 12.960 anni; cfr. Forme
tradizionali e cicli cosmici, cit. pp. 18-19.
53
Et dellAcquario che, come noto, ha dato il via a una serie di teorie e interpretazioni, sulle quali
non vale la pena dinsistere. Come abbiamo detto in chiusura di primo capitolo qui
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, secondo noi una nuova
Et dellOro, quindi una rinascita pi che un rinnovamento, sar possibile solo nel momento in cui
lattuale Kaly-Yuga avr raggiunto il suo punto pi basso.
54
Ulansey si riferisce al trattato di Michael Speidel, Mithras-Orion, E.J. Brill, Leien, 1980, in cui
lautore sostiene che le costellazioni della tauroctonia mitraica siano quelle presenti ininterrottamente
nella porzione di cielo che va dal Toro allo Scorpione. Aggiunge Ulansey: Ipotizza quindi che, se
tutte le figure della tauroctonia rappresentano costellazioni sullequatore, lo stesso Mithras deve
rappresentare una costellazione equatoriale, e propone limportante costellazione equatoriale di
Orione, come corrispettivo astrale di Mithras. Sfortunatamente, anche la teoria di Speidel presenta
seri punti deboli perch, stando ad essa, ci aspetteremmo di trovare le rappresentazioni di Ariete e
Bilancia nella tauroctonia (un ariete e due piatti di bilancia), dal momento che, in quanto costellazioni
degli equinozi (i due punti in cui lequatore incrocia lo zodiaco), erano nel periodo greco-romano le
due pi importanti costellazioni equatoriali. Ma invece di Ariete e Bilancia, troviamo nella
tauroctonia due altre costellazioni dello zodiaco: Toro e Scorpione; Cfr. I misteri di Mithra, cit. p.
32. Il motivo di tale avvicendamento proprio quello che stiamo rilevando nel corpo principale del
testo.

soluzione al problema dellinaspettata presenza di Toro e Scorpione nella tauroctonia


al posto di Ariete e Bilancia. Poich, sebbene gli equinozi fossero, nel periodo grecoromano, in Ariete e Bilancia, la loro posizione immediatamente precedente era in Toro
e Scorpione, una situazione che dur dal 4000 al 2000 a.C. circa55. Lipotesi che vorrei
presentare qui che la tauroctonia rappresenti davvero lequatore celeste, ma che lo
rappresenti cos come esso era quando gli equinozi si trovavano in Toro e Scorpione,
piuttosto che in Ariete e Bilancia56.
Va da s che la precessione degli equinozi influisse pure sulla collocazione dei solstizi
e cos Ulansey chiama in causa i segni del Leone e dellAcquario: () anche se
lequatore celeste non attraversava il Leone quando lequinozio di primavera era in
Toro, il Leone era, in quel periodo, la costellazione in cui cadeva il solstizio destate,
che cos come gli equinozi viene spostato dalla precessione della Terra. I solstizi sono,
naturalmente, legati inestricabilmente con gli equinozi, poich solstizi ed equinozi,
presi insieme, dividono lanno nelle quattro stagioni. perci facile vedere come la
costellazione del Leone (la posizione del solstizio destate quando lequinozio di
primavera era in Toro) possa essere stata incorporata nella tauroctonia. In questo
contesto, interessante notare che i simboli del leone e della coppa nel mitraismo
sembrano formare una coppia. Non sono presenti in ogni tauroctonia (in effetti sono
limitati alle rappresentazioni provenienti dalla regione reno-danubiana) e sono quasi
sempre associati luno con laltro: di solito, uno di essi appare solo se presente anche
laltro. dunque degna di considerazione la possibilit che il simbolo della coppa non
rappresenti la costellazione della Coppa, ma piuttosto quella dellAcquario, il portatore
dacqua, la posizione del solstizio dinverno quando lequinozio di primavera era in
Toro. In questo caso, il leone e la coppa rappresenterebbero i due solstizi di Leone e
Acquario in parallelo con gli equinozi di Toro e Scorpione57.
Proprio Toro e Scorpione vengono peraltro associati da Ulansey ai portatori di fiaccole
presenti nelle rappresentazioni mitraiche, Cautes e Cautopates, mostrati
rispettivamente con la fiaccola verso lalto e la fiaccola puntata verso il basso. chiaro
come la fiaccola sia il Sole, crescente sotto il segno del Toro, quindi durante
lequinozio primaverile, mentre sotto il segno dello Scorpione, lequinozio autunnale
che fu, lastro principale calante. Questa ambivalenza richiama anche i venti di
Noto e di Borea e le vie che abbiamo analizzato in precedenza, quella del cielo e
quella della terra, tanto che il richiamo a Porfirio presente anche nelle pagine di
Ulansey58.
55

Torneremo tra breve su questo lasso di tempo, cercando di suggerire alcune chiavi di lettura.
Ivi, cit. pp. 58-59.
57
Ivi, cit. p. 62.
58
Secondo Porfirio: Come creatore e signore della genesi, Mithras posto nella regione
dellequatore celeste. Chiaramente, laffermazione di Porfirio in sorprendente sintonia con la nostra
interpretazione della tauroctonia. il caso per di notare che poche righe prima Porfirio afferma
esplicitamente che i punti equinoziali sono in Ariete e in Bilancia, e non in Toro e Scorpione, come
56

Un altro riferimento interessante che Ulansey fa quello allintervallo di tempo che va


dal 4000 al 2000 a.C. circa, ossia quando gli equinozi erano in Toro e Scorpione, e
dunque i solstizi in Acquario e Leone. In questa forbice di tempo sorsero infatti
verosimilmente le tre piramidi egizie e fece la sua apparizione, secondo Gurdjieff, la
confraternita di Sarmn, Sarmoun o Sarmoung59. Se nel nostro precedente studio60
abbiamo ripreso lidea che tanto le piramidi quanto la confraternita avessero il compito
di trasmettere, in una fase delicata, un determinato bagaglio dottrinale, alla
precessione degli equinozi quindi sensato associare, in linea generale, anche
lavvicendamento che Gunon osserva tra le sette stelle dellOrsa Maggiore e le Pleiadi
e tra la fase iperborea e quella atlantidea: altres alla tradizione atlantidea che
bisogna riferire, ad una certa epoca, il trasferimento del sapta-riksha (dimora simbolica
dei sette Rishi) dallOrsa Maggiore alle Pleiadi, costellazione egualmente formata da
sette stelle, ma di situazione zodiacale; quel che non permette dubbi in proposito il
fatto che le Pleiadi erano dette figlie di Atlante, e, come tali, chiamate anche
Atlantidi61. Prosegue poco dopo Gunon: La regione iperborea corrisponde
manifestamente al Nord e lAtlantide allOccidente; ed cosa degna di nota che le
stesse denominazioni di queste regioni, pur nettamente distinte, si possono prestare ad
una analoga confusione, essendo stati ad esse applicati nomi della stessa radice. Tale
radice si trova, infatti, sotto forme diverse come hiber, iber o eber, e persino ereb per
trasposizione delle lettere, a designare tanto la regione dellinverno, cio il Nord,
quanto la regione della sera o del sole al tramonto, cio lOccidente, e i popoli che
abitano luna e laltra; anche questo manifestamente un fatto dello stesso genere di
quelli che abbiamo appena menzionato. La stessa posizione del centro atlantideo
sullasse Oriente-Occidente indica la sua subordinazione nei confronti del centro
iperboreo, situato sullasse polare Nord-Sud. In effetti, bench linsieme di questi due
assi formi nel sistema completo delle sei direzioni dello spazio quella che si pu
chiamare una croce orizzontale, lasse Nord-Sud deve essere considerato, come
spiegato altrove (Gunon si riferisce al gi citato Il simbolismo della croce, n.d.a.),
richiede la nostra interpretazione. Tuttavia, questo potrebbe essere il risultato di una certa
superficialit nella sua conoscenza degli insegnamenti mitraici; ivi, cit. p. 68. Del resto Ulansey
procede nellanalisi dellAntro delle Ninfe, riportando gli argomenti gi illustrati da noi nel capitolo
precedente, ossia che le anime discendano in terra attraverso la via del Cancro, punto sul quale
torneremo a breve, e risalgono al cielo per il tramite del Capricorno, ponendo appunto Mithras come
creatore e signore della genesi ossia, analogamente a Giano, quale signore delle porte, in discesa e
ascesa, cio quel Cancro e Capricorno che lo stesso Porfirio pone a ridosso della Via Lattea. Ma la
Via Lattea, nota Ulansey (ivi, p. 70), passa per la costellazione di Perseo, da cui appunto
lassociazione che Ulansey ritiene sensata tra il mithraismo e questultima costellazione, come
avremo modo di riprendere dopo, in particolare nella nota 63.
59
Cfr. John G. Bennett, Gurdjieff Un nuovo mondo, Ubaldini Editore, Roma, 1981, con particolare
riferimento alle pp. 61- 67 e 92.
60
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, p. 119 e sgg.
61
Cfr. Forme tradizionali e cicli cosmici, cit. pp. 37-38; pi in generale il capitolo La situazione
della civilt atlantidea nel <<Manvantara>>, p. 37 e sgg..

relativamente verticale rispetto allasse Oriente-Occidente. Si pu anche,


conformemente al simbolismo del ciclo annuale, dare al primo di questi assi il nome di
asse solstiziale e al secondo quello di asse equinoziale; ci permette di comprendere
come il punto di partenza stabilito per lanno non sia lo stesso in tutte le forme
tradizionali. Il punto di partenza che possiamo chiamare normale, direttamente in
conformit con la Tradizione primordiale, il solstizio dinverno; il far cominciare
lanno ad uno degli equinozi indica il ricollegamento ad una tradizione secondaria,
quale la tradizione atlantidea62.
Ora, come anche da ricostruzione di Ulansey dellequatore celeste, le Pleiadi vengono
collocate in corrispondenza della costellazione del Toro, e il Toro si ritrova secondo la
precessione degli equinozi a essere porta equinoziale, indi per cui automatico credere
che la civilt atlantidea inaugurasse il suo anno con lequinozio primaverile, quando
questo cadeva in Toro. Un indizio di questa equivalenza potrebbe essere individuato
anche nelle linee formali della lettera alpha che in effetti, se raddrizzata, d vita
proprio al glifo astrologico del Toro. Come lalpha apre la sequenza dellalfabeto
greco, cos il Toro, posizione di riferimento dellequinozio prima che si verificasse la
precessione, dava avvio allanno di una tradizione pur secondaria. La precessione
degli equinozi quindi chiarita dal calendario tradizionale, nellavvicendamento tra la
fase iperborea e quella atlantidea, fermo restando che qualcosa mutato per sempre e
che lasse Nord-Sud, verticale rispetto a quello Oriente-Occidente, non pi quello
preminente. La struttura zodiacale, ad ogni modo, non contraddice con la sua linea tra
Ascendente e Discendente, appunto equinoziale, e con la sua traiettoria Fondo CieloMedio Cielo, specificamente solstiziale, lessenza di questa trasposizione, anzi
funziona in qualche modo come orologio e reminiscenza di un preciso stato di cose,
pur destinato a mutare nel corso delle variazioni cicliche.
A questi aspetti ne va aggiunto un altro, non di poco conto, dato che le conclusioni
dellopera di Ulansey vertono proprio su questo assioma, ossia che la tauroctonia sia
la rappresentazione simbolica della morte del toro, non in quanto animale sacro, ma in
quanto testimonianza di unera astrologica, segnata appunto dalla collocazione
dellequinozio primaverile -con tutto ci che ne consegue- sotto il segno del Toro63;
62

Ivi, cit. pp. 37-39. Gunon ebbe modo di notare come, al di l di precedenti o successive
trasmissioni, la parola Tul designasse la Bilancia; cfr. Ren Gunon Il Re del Mondo, Adelphi,
Milano, 1977, p. 96. Ad ogni buon conto, se la tradizione primordiale andava collegata allOrsa
maggiore, e allestremo settentrione boreale (da cui appunto i septem triones del grande carro),
nelle manifestazioni successive che ancora conservavano la denominazione Tula (come nel caso della
civilt atlantidea) per forza di cose doveva essersi prodotto un trasferimento, da una costellazione
allaltra, di una dottrina sempre pi distante dal punto della sua originale propagazione; cfr. Forme
tradizionali e cicli cosmici, p. 29. Ci torneremo a breve.
63

Scrive a tal proposito Ulansey, riferendosi al ruolo simbolico di Perseo e alle scoperte di Ipparco,
colui che avrebbe appunto osservato il fenomeno noto come precessione degli equinozi: Quindi,

detto ci, possibile offrire unulteriore spunto di riflessione, che segnaliamo in nota
consci della sua problematicit64.
la scoperta di Ipparco ha chiarito che prima del periodo greco-romano, durante il quale lequinozio
di primavera cadeva in Ariete, lultima costellazione in cui lequinozio di primavera cadeva era quella
del Toro. Cos sarebbe difficile immaginare per la precessione un simbolo pi appropriato del simbolo
della morte di un toro, che rappresenta la morte della precedente Et del Toro, causata dalla
precessione. E, in tale contesto, la posizione fortuita della costellazione di Perseo direttamente sopra
il Toro avrebbe quindi suggerito limmagine di Perseo come responsabile della morte del toro. Leroe
che uccide il toro simboleggerebbe la forza cosmica, che, muovendo lintera struttura del cosmo in
modo da spostare lequinozio di primavera dalla costellazione del Toro allattuale posizione
dellAriete, distrusse, in tempi antichi, il potere del toro. Cos sarebbe sorto il nucleo iconografico
della tauroctonia. Ma, siccome la precessione sposta non solo gli equinozi, ma anche lequatore
celeste, le costellazioni equatoriali dellet del Toro (ma solo quelle che si trovavano al di sotto della
costellazione di Perseo, in omaggio alla sua sovranit) sarebbero state incorporate nelliconografia,
dandoci cos la tauroctonia completa; cfr. I misteri di Mithra, cit. p. 92-93.
64
Pi in generale, proprio la precessione degli equinozi potrebbe suggerire uno schema a scalare,
al fine di rinvenire le corrispondenze tra le precessioni e gli Yuga. vero che la precessione degli
equinozi, che prevede una durata fissa anche nelle parole di Ulansey, si confronterebbe cos con la
variabile evoluzione dei singoli Yuga, eppure alcune rilevazioni simboliche paiono sensate.
Consideriamo infatti le quattro et, ipotizzando che proprio il Kaly-Yuga sia la fase inaugurata dall
uccisione del Toro e dal passaggio allAriete. Tornando indietro avremmo che il Dwpara-Yuga (o
Et del bronzo) equivarrebbe a unera con lequinozio di primavera in Toro; che il Trta-Yuga (o
Et dellargento) avrebbe lequinozio in Gemelli e che infine il Krita-Yuga o Satya Yuga (o Et
delloro) presenterebbe lequinozio in Cancro. Lelemento pi lampante, in base ai discorsi illustrati
nel secondo capitolo, il riferimento al Cancro, alla porta dunque degli uomini che Porfirio associa
ai venti di Borea. Proprio la fase iperborea quella che Gunon considera la pi alta del ciclo terrestre,
avremmo quindi in questa sovrapposizione un riferimento a sostegno. Bisogna tuttavia considerare
che lanno tradizionale iperboreo iniziava con il solstizio invernale, e non con lequinozio di
primavera, pertanto necessario calcolare sotto quale segno astrologico potesse collocarsi il solstizio
invernale, tenendo conto che lequinozio di primavera era in Cancro. Operando gli slittamenti del
caso, il risultato il seguente: solstizio dinverno in Ariete; equinozio di primavera appunto in
Cancro; solstizio estivo in Bilancia ed equinozio dautunno in Capricorno. Che cosa notiamo? Che i
segni astrologici interessati sono i medesimi di adesso, sebbene con ruoli invertiti, dal momento che
lAriete e la Bilancia sono ora sedi equinoziali, mentre secondo questo calcolo allepoca lo sarebbero
stati in chiave solstiziale; e lo stesso dicasi per Cancro e Capricorno, ora momenti solstiziali,
quando allepoca dovevano essere equinoziali. Ne deriverebbero in sostanza alcune significative
corrispondenze, sebbene le due porte solstiziali indicate da Porfirio sotto i segni di Cancro e
Capricorno, secondo questo calcolo basato sulle precessioni, in unipotetica Et delloro sarebbero
state porte equinoziali. Altres ne esce confermato il ruolo dellAriete quale segno sotto il quale il
mondo stato creato. infatti indiscutibile che, stando al quadro astrologico delineato da Ulansey,
la croce zodiacale, per come labbiamo interpretata in apertura di questo studio, rappresenterebbe lo
schema vigente ai tempi dei greco-romani, quindi dopo lavvenuta precessione degli equinozi che la
tauroctonia mitraica suggerisce. Lesordio in Ariete dello zodiaco attuale potrebbe essere la
rievocazione, nellultima fase del presente Manvantara, di quello che era il quadro iniziale.
Ovviamente noi non stiamo calcolando qui quanto dovr ancora durare il presente Kaly-Yuga,
sebbene i segni dei tempi siano tutto fuorch confortanti; lo stesso Gunon, senza chiaramente fornire
date precise, sottoline il progressivo moto di accelerazione che il corso della manifestazione
intraprende man mano che le ere si susseguono: Se la durata complessiva del Manvantara
rappresentata dal numero 10, quella del Krita-Yuga o Satya-Yuga, lo sar dal 4, quella del Trta-Yuga
dal 3, quella del Dwpara-Yuga dal 2 e quello del Kaly-Yuga dall1; cfr. Forme tradizionali e cicli

A questo punto possiamo ritornare ai Tarocchi. Il Mondo , stando a questo excursus,


il prodotto della fase con lequinozio in Toro; semmai controversa la paternit di due
dei suoi simboli, ossia lAngelo e lAquila. Lo stesso Ulansey attribuisce la coppa della
tauroctonia allAcquario, mentre la coppa un equivalente dellAngelo dellArcano
ventuno come hanno notato alcuni tarologi, tra cui Jodorowsky65; Wirth66 associa
invece lo Scorpione allAquila e lAcquario allAngelo; la questione peraltro
complessa anche dal punto di vista astrologico, restando quindi di non immediata
soluzione67.
Considerando Wirth, ci ritroveremmo in pratica ad avere lAquila quale emblema dello
Scorpione, sede equinoziale, e lAngelo quale riflesso dellAcquario, ossia un varco
solstiziale, assieme al Leone, secondo la cosmogonia mitraica. Ci ci appare poco
coerente, dal momento che secondo noi lAquila un simbolo precisamente solare,
che indica cio il solstizio invernale appoggiato sul Medio Cielo68. In base a questa
cosmici, cit. pp. 16-17. Si noti peraltro come questi valori siano in totale corrispondenza con lo
schema della Tetraktys pitagorica, e torniamo cos ancora nei territori propri di Porfirio e della sua
scuola.
65
Cfr. Alejandro Jodorowsky-Marianne Costa, La Via dei Tarocchi, Universale Economica
Feltrinelli, Milano, 2014; si rimanda in particolare allanalisi delle pp. 59-60, con appunto le
corrispondenze tra i semi e i quattro simboli de Il Mondo.
66
Rimandiamo in tal senso allo schema di pagina 104 della sua gi citata opera (vedi nota 48).
67
Alcuni studiosi hanno difatti associato lo Scorpione proprio alla costellazione dellAquila, dal
momento che questultima sarebbe un suo Paranellaton, ossia una costellazione extra-zodiacale che
sorge assieme a una costellazione dello zodiaco. Pi precisamente il termine Paranellaton nasce
proprio per descrivere il tipo di rapporto che lega lAquila allo Scorpione. Daltro canto a Babilonia
il simbolo dellAquila veniva talvolta utilizzato per descrivere il segno dellAcquario, quindi le
sovrapposizioni non portano sempre nella stessa direzione. Ad ogni modo per noi resta pi logico
associare i valori dello Scorpione astrologico al simbolo dellAngelo e riferire quello dellAcquario
allAquila e ora spiegheremo il perch.
68
Laquila animale uranico per eccellenza. Dante viene accompagnato da unaquila alle porte del
Purgatorio (cfr. Purgatorio, IX), cos come laquila del resto rappresentazione di Zeus o dello stesso
Odino vittorioso nella quest del Mead. LAquila anche il nome del capoluogo abruzzese, fondata
a suo tempo come seconda Gerusalemme. Basti questo riferimento, tra i tanti possibili:
http://www.iviagginellastoria.it/rubriche-2/i-cavalieri-templari/840-laquila-e-i-templari-celestino-ve-la-basilica-di-collemaggio.html LAquila inoltre anche simbolo omologo dellAcquario, e questo
rafforza la nostra interpretazione a proposito delle immagini de Il Mondo; scrive Gunon circa lo
Zodiaco di Glastonbury: () il segno dellAcquario rappresentato, in modo abbastanza,
imprevisto, da un uccello nel quale lautore (Gunon si riferisce allopera di John M. Watkins, A
Guide to Glastonburys Temple of the Stars, its giant effigies described from air views, maps, and
from <<The High History of the Holy Graal>>n.d.a) pensa a ragione di poter riconoscere la Fenice,
e che porta un oggetto che non altro se non la coppa dimmortalit, cio il Graal stesso; e
laccostamento fatto a questo riguardo con il Garuda ind certo giustissimo. Daltra parte, secondo
la tradizione araba, il Rukh o Fenice non si posa mai a terra in altro luogo che sulla montagna di Qf,
che la montagna polare; ed da questa stessa montagna polare, designata con altri nomi, che
proviene, nelle tradizioni ind e persiana, il soma, che sidentifica allamrita o all ambrosia,
bevanda o cibo dimmortalit. Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 93. Vediamo in questi
accostamenti il passaggio dallAquila allAngelo, dal polo superiore alla coppa che ne simbolo
derivato; lAcquario quindi sicuramente accostabile sia allAquila che allAngelo de Il Mondo,

impostazione resta automatico associare lAquila allAcquario, e lo Scorpione


allAngelo e alla fase del Discendente, posizione peraltro coincidente con lequinozio
autunnale secondo le coordinate mitraiche della precessione.
Il ragionamento resta sensato anche nella relazione che lega il segno dello Scorpione
allelemento acqua: la coppa, come abbiamo notato, il seme equivalente allAngelo
nel linguaggio dei Tarocchi; essa contiene lacqua ed un simbolo passivo e
femminile, e tale la natura dello stesso Scorpione astrologico. La coppa giustifica
la sua misura per ci che contiene, dipendendo quindi dalla natura del suo contenuto.
Nellesoterismo cristiano il Graal, simbolo dellaccoglienza, si specifica in quanto
raccoglitore del sangue di Cristo; e lo stesso dicasi per tutti quegli episodi legati alla
bevanda dimmortalit69 e, daltro canto, il veleno dello Scorpione richiama la
mutazione di ci che tossico in ci che concede la vita eterna fornendo un liquido di
vita70. La coppa piena inoltre analoga alla luna piena, che abbiamo gi avuto
ma per noi allinterno dellultimo Arcano la gerarchia rimane quella che abbiamo gi suggerito.
LAquila poi, ultimo ma non meno importante, il simbolo del trionfo dello spirito in molte
rappresentazioni dellarchitettura cristiana. Citiamo a tale riguardo lo studio di Andrea A. Ianniello,
Pietre che cantano Suoni e sculture nelle nostre chiese, Giuseppe Vozza editore, Caserta-Casolla,
2012. LAquila qui presentata, sulla scorta degli studi dello Schneider, come simbolo del do
musicale, nota che domina le altre, e che viene appunto per prima nel settenario. Ad esempio nella
cattedrale di Casertavecchia laquila sveva presente nel mosaico, dove primeggia sugli altri
animali, leone compreso. Laquila legata al do (il puro Spirito, ma pure animale di Marte, cio
guerriero), per cui la cattedrale passa dal rapporto mi/fa (semitono) allaccordo do/fa, e do/re/fa in
particolare, dando cos corpo ed enfasi al significato guerriero di S. Michele, al quale il tempio
dedicato; ivi. cit. p. 52. Laquila viene peraltro qui mostrata allorch si libra sopra le tavole portate
da un uomo (S. Giovanni evangelista, probabilmente); ibidem. Notiamo per inciso che sempre Wirth
associa laquila a San Giovanni. un collegamento che possiamo considerare corretto nel momento
in cui per si consideri appunto il San Giovanni evangelista, peraltro celebrato il 27 dicembre, dunque
a ridosso di quel solstizio invernale che abbiamo rimandato al Medio Cielo e allAquila de Il Mondo.
Pi in generale, tornando agli animali delle cattedrali e al loro rapporto con le note musicali, sempre
Ianniello nota, in questo caso nel chiostro di Santa Sofia a Benevento, questa sequenza: Essi sono:
laquila (do); lagnello (do), langelo (re), in tal caso San Michele (quindi angelo guerriero: do),
com costume della tradizione longobarda che venera questarcangelo in modo del tutto particolare;
lasino (do/sol); il bue (mi); il leone (fa) (.); ivi, cit. p. 64. La descrizione continuerebbe, ma ci
siamo fermati dal momento che sono qui inclusi tutti i quattro aspetti del Tetramorfo e de Il Mondo,
ossia lAquila, lAngelo, il Bue (interpolazione del Toro) e il Leone. Anche qui pare preminente il
dominio dellAquila, la cui tonalit del do superiore alle propagazioni successive. Non che il do
non possa insomma ripetersi, ma differente la qualit della sua intensit e del suo valore; cio il do
dellaquila incarna lintelletto ispiratore. Chiaramente il discorso ben pi complesso, come indicato
ad esempio dalla presenza dellasino qui. Asino che spesso viene associato a forze sataniche, ma che
anche rappresentazione del dio Seth e di precise valenze ermetiche. Rimandiamo a
http://it.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload#scribd, con riferimento alle
osservazioni di Gunon proprio sulla doppia valenza del simbolismo dellasino (p. 114).
69

Sempre qui http://it.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload#scribd, in


questo caso il capitolo dedicato alla formula ALU, p.78 e sgg.
70
Ivi, p. 111 - 115.

modo di associare al Discendente, in quanto fase produttrice di quellesito contenuto


in nuce nellembrione dellAscendente.
Contemporaneamente, lAquila si pone come dominatrice dellaria ed simbolo
equivalente, sempre nel linguaggio dei Tarocchi71, della spada, segno assiale e
maschile, che altrettanto pacifico riferire al simbolismo solare del solstizio
invernale e alle qualit del segno Acquario, specificato anchesso dallelemento aria e
dotato di caratteristiche attive in senso astrologico. Pure a livello ermetico abbiamo
una corrispondenza, dal momento che lacqua ci che rende permeabile la terra, ossia
lo Scorpione evolve le possibilit del Toro sulla linea equinoziale, che nellArcano
ventuno troviamo nelle posizioni di Toro e Angelo, sulla sinistra. Lacqua e la terra
formano assieme quel fango che materia adamica, che argilla rossa, ossia pasta
di base del procedimento ermetico72. Mentre, dallaltra parte, abbiamo laria che
sublima il fuoco, rendendolo aereo e trascendente. Il fuoco disceso dal cielo
fiamma spirituale, che non brucia e che non riscalda, ma che appunto illumina73, e
allora diventa chiaro il rapporto tra lAquila e il Leone nella colonna di destra
dellArcano ventuno.
Il Mondo presenta cos molti elementi dello zodiaco. Il centro della croce, che abbiamo
identificato con il mozzo della ruota, sia che esso spieghi il giro di volta microcosmico
o macrocosmico, qui delineato dalla donna nuda, la quintessenza realizzata e
svelata. Se invece vogliamo cogliere una corrispondenza tra la linea equinoziale e
quella solstiziale del cerchio zodiacale e le traiettorie che in qualche modo inquadrano
lArcano ventuno, dobbiamo appunto assumere che lo Scorpione sia un omologo
dellAngelo e che lAcquario sia il segno distintivo dellAquila. Secondo questo ordine
di cose, la linea verticale a sinistra de Il Mondo sarebbe per trasposizione quella
orizzontale che ritroviamo sul cerchio zodiacale tra Ascendente e Discendente. Ossia
la traccia equinoziale, lunare, che trasforma appunto la terra in acqua, che rende la
materialit qualcosa di permeabile al passaggio delle dissolvenze psichiche. il lato
sinistro e femminile dellesistenza perch malgrado tutto ci che si compie, la scia
orizzontale della croce (nello zodiaco o meno) rappresenta il versante passivo della
manifestazione, nelladattamento alla contingenza e nella capacit, pi che altro, di
ricevere. Lasse tra Toro e Angelo lo stesso che combina il Toro e lo Scorpione
astrologici, ovvero due segni femminili che appartengono agli elementi terra e acqua,
entrambi resi da due triangoli capovolti, anche se la terra si differenzia per un trattino
orizzontale posto al centro. Un trattino che propriamente lacqua cancella con il suo
71

I riferimenti sono i medesimi della nota 65.


Le nostre osservazioni qui http://it.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacraReload#scribd, con rimando al capitolo dedicato a Raido e alle sue valenze ermetiche, p. 67 e sgg. (in
particolare pp. 74-75).
73
Si ricordano in tal senso le annotazioni di Porfirio circa i comportamenti dei venti nordici di Borea
e meridionali di Noto. E si richiama ancora la distinzione tra il fuoco che calore, Agni, e quello che
luce, Aor.
72

sorso dissolvente, cos come la luna in senso astrologico (e pure ermetico) fornisce il
primo, sottile, scioglimento dai vincoli terreni.
Si posiziona invece a destra, ricalcando lasse verticale della croce zodiacale che
connette il Fondo Cielo con il Medio Cielo, il percorso che lega il Leone allAquila,
omologhi del Leone e dellAcquario astrologici, vettori del fuoco e dellaria, che
hanno in comune, bench quello dellaria presenti un tratto orizzontale nella sua
meridiana, il simbolo del triangolo dritto. In questo caso il fuoco a bruciare ci che
superfluo e a consentire la mutazione/realizzazione di ci che necessario in estrema
istanza e che stato cristallizzato dalla purificazione - questo processo chiarito dal
ritorno del trattino nel triangolo dellaria, dettaglio che evidenzia la fissazione del
corpo spirituale. Va da s che lacqua e laria siano i vertici elementali, rispettivamente,
del percorso lunare e solare che lo zodiaco sottintende e che ritroviamo in Il
Mondo, cos come la terra e il fuoco inquadrano altres i supporti inferiori, ma
imprescindibili, di entrambe le vie. Lacqua mette cos le ali al Toro (le ali dellAngelo)
e laria mette le ali al Leone (le ali dellAquila).
A proposito di quest ultimo passaggio, lo stesso Ulansey ha modo di notare come pi
di un monumento mitraico riproduca il dio alato dalla testa leonina, unione quindi di
Aquila e Leone, peraltro in piedi su una sfera celeste su cui si intersecano due cerchi
che corrispondono alleclittica e allequatore celeste74. Platone nel Timeo associa
proprio lorigine della creazione del Demiurgo a due cerchi uniti a forma di X75; un
segno che indica, anche nei monogrammi di Cristo e Costantino, il versante passivo
della manifestazione, ossia il Mondo76: proprio lArcano ventuno, nella composizione
dei quattro angoli e dellelemento centrale, suggerisce la traiettoria di una X. Questa X
idealmente fusione delle due principali linee della croce zodiacale, delle due verticali
delimitanti lArcano 21 e anche dei due triangoli che costituiscono il Sigillo di
Salomone; certamente pure Bohas e Jakin, le colonne del vestibolo del tempio
salomonico, sono emblemi delle due laterali de Il Mondo e, pi in generale, il
simbolismo delle colonne rientra costantemente negli Arcani maggiori dei Tarocchi77.

74

Cfr. I misteri di Mithra, p. 57. Simbolo analogo alla sfinge e al dio leonino alato quello del drago
cinese. La via del drago, proprio nellesoterismo cinese, rappresenta quella delliniziato.
Sullargomento il gi citato La Via metafisica di Matgioi, p. 45 e sgg.
75

Cfr. I misteri di Mithra, ibidem.


http://it.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload#scribd,
dedicato Gebo e Wunjo e il monogramma di Cristo e Costantino, p. 40 e sgg.
76

77

nel

capitolo

Ricorrente il riferimento in Wirth, che proprio nel dualismo della Papessa riconosce la distinzione
tra le due colonne: Uscendo dallUnit in cui tutto si confonde, noi entriamo nel dominio del Binario
o della distinzione; il sagrato del Tempio di Salomone, dove sinnalzano le due colonne Jakin e
Bohas, tra le quali troneggia la Papessa, davanti ad un velo dalle sfumature cangianti, che maschera
lingresso del santuario; cfr. I Tarocchi, cit. p. 128.

Qualunque siano le immagini di riferimento, lasse destro, ossia quello che va


attivamente verso la right thing, verso la cosa giusta (perch right indica tanto
la direzione destra che quella giusta), ci che nello zodiaco poniamo sullasse tra
Fondo Cielo e Medio Cielo. A sinistra, invece, sono gli elementi passivi a compiere la
loro trasformazione e questa esattamente la via che dallAscendente conduce al
Discendente. In qualche modo possiamo mettere in relazione le due linee laterali de Il
Mondo con le due sefirot che seguono alla corona principiale di Kether. Parliamo di
Hokhmah, sapienza e di Binah, intelligenza o discernimento78. Scholem le
definisce anche nel loro ruolo, ossia in quanto padre e madre delle sefirot
inferiori79. Ancora pi avanti Binah viene detta il grembo materno di tutta la
creazione, ovvero larmonia nella distinzione, laccordo di tutto ci che differenziato,
lunit delle contraddizioni che ora si producono80. Sorprende insomma la prospettiva
di Wirth, che incline a vedere gli aspetti di Kether nel Bagatto e di Hokmah nella
Papessa, e cos via nellImperatrice unimmagine di Binah81. Abbiamo unidea diversa
di tale impostazione. Per noi resta innanzitutto sensato lasciare Kether fuori dal mazzo
dei Tarocchi, essendo la sua posizione la pi prossima allamorfo non definibile di En
Sof. Wirth non nota peraltro come gi la collazione delle singole sefirot illustrino
moventi particolari: a sinistra infatti sensato collocare le forze pi ricettive e
femminili, mentre a destra lecito posizionare quelle attive e maschili. Perlomeno
dal punto di vista dellosservatore, e torneremo nello specifico su questi problemi di
prospettiva, proprio nellalbero delle sefirot Hokmah il vertice del lato di destra e
Binah, altres, il punto culminante del lato di sinistra, come del resto accade con
lAquila e lAngelo che chiudono le due parallele dellArcano ventuno. Intese le
innumerevoli speculazioni qabbalistiche che si sono succedute nel corso dei secoli,
peraltro da segnalare il valore discontinuo di Binah, sebbene tale sefirah incarni pur
sempre qualit femminili. Binah, lo abbiamo visto di sfuggita alla nota 47, anche
secondo alcuni esegeti analizzati da Scholem il risvolto superiore della Shekhinah, in
quanto lato attivo dellenergia femminile in Dio, la forza con cui egli eternamente
genera e rinnova se stesso e si rivela nei suoi attributi come Dio personale ()82, tanto
che poco pi avanti leggiamo: Ci che essa trasmette come energia divina alle altre
sefirot della stessa natura di ci che ha ricevuto83.
78

Cfr. La figura mistica della divinit, p. 35.


Ivi, p. 43.
80
Ivi, p. 52. Binah daltro canto rimanda anche alla res bina, a qualcosa che doppio come nella
natura del Rebis ermetico, sebbene le origini etimologiche siano differenti. Ci non toglie che in
qualche modo Binah, per come labbiamo appena descritta, appaia come la ricongiunzione di
qualcosa che nel tempo si separato. Saremmo allora inclini a vedere Hokhmah come unit attiva
e Binah come unit passiva, sebbene entrambe le sefirot siano inserite nel novero delle emanazioni
dellintellettualit superiore.
81
Cfr. I Tarocchi, p. 77.
82
Cfr. La figura mistica della divinit, p. 154.
83
Ibidem.
79

Al contrario, in altri passi sempre riportati da Scholem, Binah viene addirittura


associata allintroduzione del male allinterno del corso della manifestazione 84; in
verit si tratta di una concezione esoterica, in cui il male va inteso come rottura di
una precedente unit armonica, ma proprio a questa dualit che irrompe sullunit
precedente va riferito il senso di Binah, e dei suoi valori omologhi in Il Mondo e nella
croce zodiacale. Sia essa considerata nel suo aspetto superiore, in quanto ricettacolo
femminile attivo, ossia capace di trasformare, senza mutarne lessenza, le qualit che
le provengono dalle sefirot precedenti o che, addirittura, rompa con larmonia che
prima di lei, Binah rappresenta forze sicuramente non maschili.
Riassumendo, possiamo dire che a sinistra de Il Mondo collochiamo la traiettoria che
sboccia e fruttifica sotto il segno del due85, laddove nasce e si evolve nelluno86
quella di destra. La perpendicolare a sinistra opera per estensione sotto il segno di
Binah e della Papessa, Arcano la cui cifra effettivamente il due, mentre la via a destra
parte dalle potenzialit del Bagatto, o Mago, Arcano numero uno, simbolo delliniziato
alle prime armi, che ha davanti a s un tavolo a tre gambe, e il tre come si sa il
numero iniziatico per eccellenza, perch i gradi iniziatici principali sono sempre e
comunque tre. Nella Papessa invece abbiamo in nuce le possibilit ricettive: ella
patrocina un libro aperto (che il libro della vita che inizia con lAscendente) e un
uovo che sta evidentemente per schiudersi (il grembo materno di Binah), proiettando
lindividuo fuori dallutero verso la vita terrena. Proprio il simbolismo delluovo, nella
contrapposizione tra il guscio (parafrasi della solidit dellelemento terra) e lalbume
(la parte pi liquida e acquosa) chiarisce il senso della linea che congiunge il segno del
Toro con il segno dello Scorpione, oppure, se la si guarda da altra prospettiva, il Toro
con lAngelo nellArcano maggiore che stiamo analizzando. Non solo: lelemento
bianco delluovo rimanda allalbedo alchemica, alla Luna che guida i passi delliniziato
rivolto verso le chiavi argentee o Isidee87. la porzione di conoscenza di Prakriti o
della Shakti, dellessenza cognitivo/passiva che definiamo orizzontale rispetto a un
asse che percorre invece dallalto al basso il senso pi profondo dellesistenza e che
possiamo riferire al valore cognitivo/attivo di Purusha. Tornando alluovo, abbiamo in
questultimo caso il rosso, il tuorlo, lo spirito da fissare, la rubedo da compiersi
84

Ivi, p. 53.
E che infatti pone a confronto lindividuo con laltro che in lui. Avremo modo di capire meglio
queste attribuzioni nel corso dellultimo capitolo, allorch analizzeremo le case, sia dal punto di vista
dellermetismo che di pi recenti studi astrologici.
86
Ossia mettendo in relazione lindividuo con la sua essenza spirituale. Anche qui rimandiamo
allultimo capitolo e ai suoi approfondimenti.
87
Beninteso intendiamo qui la Iside svelata, quella che abbia nel frattempo fruttificato e partorito
il seme buono; in tutto il simbolismo ermetico esiste infatti anche una Iside primitiva, che stata
fatta coincidere con le Vergini nere delle cattedrali: Il senso esoterico delle nostre Vergini nere non
pu esser meglio definito. Esse raffigurano, nella simbologia ermetica, la terra primitiva, quella che
lartista deve scegliere come soggetto della propria grande opera. la materia prima allo stato di
minerale, come e quando viene estratta dai filoni metalliferi, profondamente nascosta sotto la massa
rocciosa.; cfr. Il mistero delle cattedrali, cit. p. 62. In ogni caso questa linea evolutiva coincide con
le operazioni duali della Papessa e con il versante passivo delliniziazione.
85

nellacquisizione di quelle chiavi dorate o solari che patrocinano invece la linea del
Fondo Cielo/Medio Cielo che dal Leone conduce allAcquario, o dal Leone allAquila,
sempre rievocando il senso della linea di destra de Il Mondo dei Tarocchi88.
La quintessenza si compie nellincontro tra i due percorsi, e proprio i valori numerici
dellArcano ventuno sortiscono dallaccoppiamento del due di sinistra con luno di
destra. Se inoltre moltiplichiamo il 21 per le quattro ricorrenze annuali (equinozi e
solstizi) che abbiamo associato ai quattro angoli dellultimo Arcano maggiore,
otteniamo l84, la cui somma interna d il 12 che proprio la cifra zodiacale per
eccellenza, delle case e dei segni, e cos degli altrettanti mesi su cui si innesta il ciclo
annuale. Il 12 daltro canto inversione del 21, e in ogni caso la somma dei fattori di
tali numeri produce sempre il 3, cifra dei gradi iniziatici in quanto specchio dei tre
livelli di cui imbevuta la stessa sostanza dellindividuo (spirito/anima/corpo) e la
stessa manifestazione, intesa nella sua complessit generale: Principio immanente,
Cielo (Sole) e Terra (Luna)89.

88

Ricordiamo quale sia il valore del rosso nel senso delle operazioni ermetiche. Abbiamo
precedentemente ribadito questo aspetto nei suoi rapporti col guna rajas e con la runa Raido.
89
Chiaramente questo ternario pu essere scomposto in tanti modi, a seconda della simbologia
considerata e dei livelli di interpretazione. Rimandiamo in tal senso a Ren Gunon, La Grande
Triade, Adelphi, Milano, 1980. Ecco allora che a Spiritus / Animus / Corpus (p. 92 e sgg.) si associano
rispettivamente Zolfo, Mercurio e Sale (p. 100 e sgg).

1.4 Alcune osservazioni su un possibile viaggio a X


Arrivati a questo punto, possibile individuare ulteriori aspetti circa lossatura
dellArcano ventuno. Partiamo dai simboli posti in basso, il Toro e il Leone. Se il primo
emblema dellAscendente, e il secondo lo del Fondo Cielo, dobbiamo considerare
che, sotto alcuni riguardi, la Luna dingresso sia in relazione col Sole dingresso
di ciascun soggetto. In effetti quello del Fondo Cielo tendenzialmente un Sole nero,
preso nellestremo tramonto, incontrato nel suo estremo occidente annuale (il
solstizio destate). Questo interstizio dialoga con le anime in entrata di Porfirio, con
lemisfero boreale ove si colloca il tropico del Cancro. Se passiamo al livello superiore
dellultimo Arcano maggiore, ribadiamo invece che il vertice lunare di qualsiasi
individuo equivale al suo Discendente, qui rappresentato dallAngelo. Esso in linea
orizzontale dialoga con lo spirito (lintelletto superiore), ossia lapice solare, il
Medio Cielo qui oggettivato dallAquila; la luna piena si ricollega cos al sole
pieno. Riassumendo: il percorso iniziatico del singolo, se esaminato sul cerchio
zodiacale, attraversando le dodici case di cui diremo meglio nellultimo capitolo,
rispetta una sequenza piuttosto indicativa: da una Luna nuova a un Sole nero; da
una Luna piena a un Sole pieno. Il vertice lunare -il mazzo di chiavi argentate solo lavamposto dellapprodo solare, altrimenti specificato dal mazzo di chiavi
dorate.
Interessanti abbinamenti emergono anche sulle linee incrociate che si possono
consultare sulla struttura de Il Mondo. Partiamo dal Toro per arrivare allAquila
questa la direttiva pi semplice, poich questi stessi punti identificano gli estremi
della croce zodiacale, lAscendente e il Medio cielo; essi sono le propaggini esterne
che delimitano lintera rappresentazione, dalle origini fino al suo esaurimento (con
conseguente rientro alle origini). Il viaggio che sta in mezzo passa invece per il Fondo
Cielo per arrivare al Discendente; il fuoco del Leone e lacqua dellAngelo in qualche
modo acqua ardente che si prepara, poi, a essere distillata in spirito divino90.
Proprio questo incrocio generale rimanda alle immagini del dio leonino alato che,
abbiamo gi avuto modo di notare, si accompagnano spesso a un globo che spiega
lessenza della creazione, nellintreccio delleclittica con lequatore. Questa X,
abbiamo detto, versante inferiore della manifestazione, la si voglia intendere come
componente del Monogramma Cristico o Costantiniano

91

, oppure come runa Gebo

In altri testi ed autori lermetismo ricorre al simbolismo della distillazione intesa ad ottenere la
quintessenza (quinta essenza) di un 1iquido. Si riscalda la materia prima nellalambicco, si separa la
parte densa dalla parte sottile mediante levaporazione, si condensa la parte sottile evaporata, si
distilla a parte e si finisce con l'ottenere lacquavite (aqua vitae), lacqua della vita, lacqua ardente,
lelisir di lunga vita, lo spirito puro o concentrato (Raimondo Lullo o pseudo Raimondo Lullo); cfr.
Arturo Reghini, I numeri sacri nella Tradizione Pitagorica Massonica, Casa Editrice Ignis, Roma,
1947, cit. p. 82.
91
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, p. 40 e sgg.
90

. Proprio Gebo inglobata allinterno di Dagaz , lultima runa del Futhark antico
ultima secondo noi, visto che la collocazione di Dagaz controversa, come abbiamo
avuto modo di rilevare in passato92. Daltro canto la struttura de Il Mondo (con le sue
figure laterali e il suo nucleo centrale) riproduce la stessa immagine di Dagaz, intesa
quale quintessenza; lo stesso simbolismo celtico dice qualcosa in merito, peraltro con
ulteriori risvolti sulla fusione di aspetti lunari e solari, a proposito del cinque93.
Ad ogni modo in Dagaz questo incrocio, lo abbiamo chiarito altrove94, rappresenta il
risveglio del terzo occhio. Dagaz infatti super sintesi di due facolt parallele,
rispettivamente Janua Inferni e Janua Coeli, oppure Luna e Sole, unione delle due
fondamenta che costituiscono la res bina dellAndrogino. Non solo; Dagaz, come ha
suggerito Freya Aswynn, e cos del resto accade con lossatura del ventunesimo Arcano
maggiore, riproduce la struttura del cervello umano95. Lemisfero sinistro regola infatti
Ivi, laccenno nella nota 82 e largomento sviluppato nelle pagine successive.
In Europa, il numero cinque viene visto, tra laltro, come simbolo del collegamento di sole e luna;
cfr. Sabine Heinz, I Simboli dei Celti-Il fascino magico di un popolo straordinario, Edizioni Il Punto
dincontro, Vicenza, 2000, cit. p. 238. Particolare rilevanza ha anche il cinque nelle ricostruzioni di
Reghini: Il numero cinque o pentalfa il simbolo dellarmonia, e quindi anche il simbolo della
fratellanza pitagorica come la stella fiammeggiante il simbolo della fratellanza massonica cementata
dal brotherly love. I pitagorici scrivevano in corrispondenza dei vertici del pentalfa le lettere
componenti la parola , ossia salute, perch larmonia di tutti gli elementi e di tutte le funzioni
del corpo si manifesta come salute e larmonia di tutti gli elementi spirituali rende possibile la salute
o salvezza, intesa sia nel senso escatologico dellorfismo sia nel senso pitagorico della palingenesi;
cfr. I numeri sacri nella Tradizione Pitagorica Massonica, cit. p. 56. Anche il Kremmerz si esprime
in termini analoghi a proposito del simbolismo della stella caudata: Lemblema dellantico magismo
era la stella caudata, come lemblema delluomo evoluto era la stella a cinque punte (il pentagramma
dei cabalisti). La stella il simbolo di luce sul fondo cupo del cielo dove la divinit e i fati si celano.
La stella caudata non lastro in visione continua. la cometa, vale a dire una apparizione ciclica
della luce che, come nelle prime idee dei popoli, ha influenza sulle cose del mondo. La stella fissa e
luminosa, senza coda, levoluzione compiuta di un uomo intelligente integrato nei suoi poteri divini.
Immaginate le luci che sono sul fondo cupo della volta celeste da voi dipinta su di un foglio piano,
aggiungetevi un disco molto grosso che rappresenti il sole, e un disco pi piccolo la luna, ed avrete
la concezione del magismo jeratico. Cio una forza maschia generante, luminosa e calda per s, il
sole, simbolo di tutta la forza attiva trasformante continuamente il creato: un utero che riceve la
fecondazione solare, e impregnato e fecondato pone in gestazione il creabile, Luna: circondate questi
due astri maggiori che rappresentano lattivo e il passivo della creazione, di tante stelle e in ogni stella
vedrete una vita evoluta, ossia appunto delle forze da fondere in un solo afflato; cfr. Giuliano
Kremmerz, La Scienza dei Magi - volume secondo, Edizioni Mediterranee, Roma, 1975 , cit. p. 234.
94
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, p. 99 e sgg.
92
93

Cfr. Freya Aswynn, Runes & Feminine Powers Northern Mysteries & Magick, Llewllyn
Worldwide, Woodbury, 1998. Magically, Dagaz can function internally as a rainbow bridge by
connecting the right hemisphere of the brain with its left hemisphere. The left eye is controlled by the
right hemisphere and the right eye by the left hemisphere. By visualizing a golden line of light,
starting in the left eye, moving upwards to the left hemisphere and then downwards connecting with
the right eye, and then continuing to visualize the line upwards to the right hemisphere and
downwards to the left eye again, thereby closing the circuit, a Dagaz rune is traced; ivi, cit. p. 89.
95

la vista dellocchio destro e lemisfero destro regola la vista dellocchio sinistro. Pi in


generale, la parte sinistra lineare, il ragioniere, mentre la parte destra poetica e
immaginativa. Tuttavia, se analizziamo tanto la runa Dagaz che Il Mondo dei Tarocchi,
emerge che il problema non di immediata soluzione, dal momento che si possono
esaminare questi elementi sia considerando il punto di vista delloggetto osservato che
prendendo in causa quello del soggetto che lo osserva96. La parte sinistra de Il Mondo,
perlomeno nella nostra prospettiva di osservatori, infatti delimitata dalla retta che dal
Toro sale fino allAngelo. Ma se ci immedesimiamo nella prospettiva de Il Mondo, la
linea sinistra lopposta, quella che dal Leone emerge fino allAquila. Lo stesso dicasi
per la destra, a seconda che la si voglia considerare dal punto di vista interno o dal
punto di osservazione esterno. Del resto, scrive Gunon, la vera conoscenza si attua nel
momento in cui loggetto e il soggetto coincidono ed proprio questo uno dei misteri
esoterici che soggiace dietro la struttura dellArcano maggiore ventuno e della stessa
runa Dagaz97. Il terzo occhio, analogamente, unisce le facolt opposte del nostro
Lidea che il cervello sia in qualche modo speculum della realt superiore ricorrente anche nelle
esegesi cabalistiche. Nota Scholem, recuperando alcuni passi dello Zohar sulla figura del vecchio
santo, ossia una delle immagini dellamorfo En Sof: La somma figura mistica della divinit
descritta nelle Idrot zohariche come quella del <<longanime>>, Arikh anpin, termine che in seguito
fu inteso anche nel senso di <<grande volto>>. Egli chiamato anche <<testa bianca>>, resha
hiwwara. Il cranio con le camere cerebrali, la fronte e gli occhi, il naso e la barba di questo volto
vengono descritti minutamente collegandoli a dogmi della teologia mistica. Richiamandosi al passo
biblico sull <<Antico di giorni>> egli viene dipinto come un vegliardo dai capelli bianchi,
equilibrato e sereno: <<I suoi occhi sono identici come uno solo, sono sempre vigili e non si
addormentano (); cfr. La figura mistica della divinit, cit. pp. 41-42. Il fatto che i due occhi siano
identici come uno solo rimanda chiaramente alla metafisica del terzo occhio. I riferimenti al
cervello, poco avanti, sono ancora pi espliciti: Questo Vecchio Santo completamente nascosto, e
la somma Sophia si trova nel suo cranio. In realt niente di questo vecchio manifestato se non il
capo, perch egli il capo di ogni capo. In esso la somma Sophia, che un capo [inferiore], nascosto,
e si chiama il sommo cervello, il cervello nascosto, il cervello che tranquillo e sereno e di cui
nessuno ha conoscenza oltre a lui. Tre teste cio sono scolpite una nellaltra e una sopra laltra. La
prima testa [dal basso] la Sophia nascosta, ed essa la testa superiore per tutte le altre [sefirot che
procedono da essa e si chiamano] sapienze. Al di sopra si trova il capo del Vecchio Santo, il Nascosto
dei nascosti, il capo di ogni capo. Ma la terza una testa che non affatto una testa e nessuno sa, n
si pu saperlo, che cosa sia in questa testa, perch essa inintelligibile alla sapienza o intuizione [cio
questa terza testa lamorfo En Sof nascosto nel Vecchio Santo]; ivi, cit. p. 42. Dagaz e lArcano
maggiore ventuno rappresentano dunque solo la testa inferiore delle tre teste qui descritte, tanto pi
che proprio al centro de Il Mondo campeggia la donna nuda che appunto Sophia rivelata. Sopra, pi
ulteriormente, si procede verso il reame metafisico della non-dualit, per usare un termine caro a
Gunon. Il terzo occhio, la somma dellArcano ventuno, che d appunto valore numerico tre, cos
come le tre direttive principali di Dagaz che riassumono lincrocio, culminante nel nucleo centrale,
di forze che agiscono attivamente e passivamente, cos come del resto i due elementi del composto
ermetico si riassumono in una summa che res bina, rappresentano in ogni caso il versante inferiore
di una conoscenza che, solo dopo aver qualificato appieno il cervello che le disponibile, deve
procedere oltre, verso le teste ulteriori, parafrasando i passaggi dello Zohar che abbiamo appena
riportato.
97
Indicando i caratteri essenziali della metafisica abbiamo detto che essa una conoscenza intuitiva,
vale a dire immediata, che quindi si oppone alla conoscenza discorsiva e mediata dellordine
96

cervello creando quella sintesi particolare che produce lintellettualit pura. Ci non di
meno notiamo che, cos come la Terra uno specchio del Cielo, cos lo schema del
nostro cervello un riflesso del piano divino, e tale piano passa per la raffinata funzione
del terzo occhio che tanto Dagaz (nel suo incrocio centrale) che lArcano maggiore
numero ventuno (nella donna svelata al centro) suggeriscono.
Proprio per la sua antichit, lo stesso cerchio zodiacale va interpretato come originale
tabulato del complesso intreccio macrocosmico/microcosmico. Daltro canto se
uniamo i quattro punti principali della croce zodiacale otteniamo un quadrato inserito
nel cerchio che cosa appunto questa, se non una quadratura del cerchio? Tale
infatti lopera che abbia saputo amalgamare i due risvolti di una medesima
medaglia98 attraverso un perno centrale che ancora una volta principio originante
oppure terzo occhio, a seconda della prospettiva con cui si vive ed osserva la
rappresentazione universale.

razionale. Lintuizione intellettuale anzi ancor pi immediata dellintuizione sensibile, perch al


di l della distinzione di soggetto e oggetto che questultima conserva; essa il veicolo della
conoscenza e insieme la conoscenza stessa, e in essa il soggetto e loggetto si unificano e
identificano; cfr. Introduzione generale allo studio delle dottrine ind, cit. p. 119.
98
Sul fatto che la X di Gebo, e allora tornerebbero tutte le osservazioni che abbiamo gi fatto, sia
inscrivibile
dentro
una
moneta
oppure
una
medaglia,
rimandiamo
a
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, nota 150, p. 42.

1.5 La regola del dodici


Il dodici, come abbiamo visto pi volte, una cifra ricorrente qualora si vogliano
delimitare degli ordini che in qualche modo riflettono in terra propriet di tipo celeste;
pi in generale, si pu dire che il dodici viene a qualificare un ordine inferiore rispetto
a un ordine superiore, ma questo ordine sempre tale rispetto a una norma, a un
principio, al di l delle differenti gerarchie in atto. Il dodici afferisce insomma problemi
di natura strutturale: le dodici trib dIsraele sono sintomo di un patto terrestre
ispirato dallalto; analoghe, in tal senso, sono le funzioni di rappresentanza garantite
dagli Apostoli o dai cavalieri della Tavola Rotonda. E visto che il ruolo di tutte queste
compagini quello di condurre sul piano terreno i postulati divini automatico leggere
in questa missione un preciso percorso iniziatico, poich coloro che dovranno farsi
garanti di un simile equilibrio dovranno per forza di cose possedere anche le capacit
adatte. Un apostolo o un cavaliere, ovvero sia, non sono soltanto i nervi di un corpus
pi esteso, bens anche i prototipi delliniziato inteso singolarmente, e quindi
protagonisti di uno sviluppo che ha consentito loro di accedere a un certo tipo di
dottrina e di meritare un certo tipo di ruolo.
Proprio il concetto di ruolo diventa determinante se si considera limpianto della
societ tradizionale messo a confronto con quello della struttura zodiacale. Spiega
Gunon: NellIndia, i Brahmani occupavano il nord, gli Kshatriya lest, i Vaisha il
sud, gli Shdra lovest; si aveva cos una divisione in quartieri nel senso proprio della
parola99, che, allorigine, designa evidentemente un quarto della citt, per quanto
nelluso moderno questo significato preciso sembri esser stato pi o meno
completamente dimenticato. Va da s che questa ripartizione in stretto rapporto con
la pi generale questione dellorientazione, che, per linsieme della citt come per ogni
edificio in particolare, svolgeva notoriamente unimportante funzione in tutte le antiche
civilt tradizionali100.
Se pensiamo ai quattro punti fondamentali dello zodiaco che abbiamo gi
abbondantemente trattato, naturale associare il nord e la condizione dei Brhmani al
Medio Cielo, inteso come realizzazione delle pi alte possibilit del singolo individuo.
Segue poi lo Kshatriya, a est, quindi nelle posizioni del Discendente, ossia di colui che
ha portato a estrema maturazione le qualit del soggetto preso nelle sue posizioni
Il quartiere rimanda in effetti al cart, il carro, che sappiamo essere uno dei simboli di Raido, runa
che viene rappresentata tanto con il valore simbolico del carro che della Rad, la ruota, che appunto
sensato associare al cerchio zodiacale e ai suoi quarter (che in inglese significa sia quartiere che
quarta parte) e quadranti. Se ne deduce anche che la ruota complessiva, di 360, sia divisa in
quattro porzioni uguali di 90. In effetti lAscendente, il Fondo Cielo, il Discendente e il Medio Cielo
sono posizionati idealmente sugli 0, i 90, i 180 e i 270. A parte lo 0, tutte le altre tre cifre hanno
per somma interna il 9, numero dellequilibrio ultimo prima del rientro nella nuova unit garantita
dal 10. Tale assunto conferma come queste tappe abbiano il valore di un approdo specifico, assunto
che ci accingiamo peraltro a sviluppare nel presente capitolo.
100
Cfr. Simboli della Scienza sacra, cit. p. 95.
99

orizzontali, cos come le abbiamo spiegate, o lunari. Questa zona di


acquartieramento coincide con la coppa dellAngelo de Il Mondo, cio con quel
Graal che in molti cicli simbolici identifica il vertice sapienziale e il compimento della
causa proprio del cavaliere tradizionale. Spetta invece ai Vaisha presiedere il Fondo
Cielo, l dove ci sono possibilit occulte, di un grado pi effimero, ma comunque
vitali per il compimento del viaggio individuale. Mentre gli Shdra, i servi, non
possono che inquadrare lesordio dellAscendente, ovvero il germe pi embrionale
di ogni manifestazione avvenuta sul piano terrestre. La costituzione delle caste
tradizionali rispecchia cos i valori principali che abbiamo esaminato sullo zodiaco di
base.
In epoca pi recente, ma comunque antica, limpianto tradizionale, di cui il cerchio
zodiacale espressione fondante, ha ispirato anche le nascite di altri nuclei. Pensiamo
ai quattro estremi determinati dal cardo (da sud a nord) e dal decumano (da ovest a est),
che chiaramente riproducono le due linee orizzontale-equinoziale e verticalesolstiziale, del castrum romano. Alle estremit di queste due rette si ponevano i quattro
punti cardinali, gli stessi che abbiamo appena fatto coincidere, sulla scorta di Gunon,
coi riferimenti alle caste ind. Non solo: questi quattro punti cardinali corrispondono
anche ai segni zodiacali che rivestono questo ruolo, ossia quello di cardine, rispetto
ai quattro elementi; lAriete per lelemento fuoco, che sullo zodiaco posizioniamo
appunto sullAscendente, ovvero sullestremo occidentale del decumano, cio presso
il quartiere degli Shdra; il Cancro per lelemento acqua, che localizziamo presso il
Fondo Cielo o solstizio destate, nellestremit inferiore del cardo, laddove risiedono i
Vaisha; la Bilancia per lelemento aria, cio nelle condizioni del Discendente,
lestremo a est del decumano, ove noi troviamo anche il quartiere degli Kshatriya; e
infine il Capricorno per lelemento terra, ossia nellestremo superiore del cardo e nella
posizione del Medio Cielo, in quel punto che del resto uttara, ossia il nucleo pi a
nord, proprio dove risiedono i Brhmani.
In ogni caso, da questi quattro punti, si giunge al dodici zodiacale, giustappunto
considerando la divisione in trib, vale a dire -scrive Gunon-, secondo il senso
etimologico della parola, una divisione ternaria; ciascuna delle tre trib comprendeva
quattro curie, ripartite nei quattro quartieri, di modo che si aveva cos, in definitiva,
una divisione duodenaria101. Tale struttura era valida anche per le trib dIsraele,
sempre con quattro gruppi da tre trib ciascuno, con questa suddivisione principale:
Giuda accampata a est, Ruben a sud, Ephraim a ovest e Dan a nord; notiamo per inciso
che proprio i nomi della trib meridionale e di quella settentrionale, Ruben e Dan,
sembrano suggerire nella loro fusione la Rubedo ermetica, ossia quel passaggio dal
rosso di base, identificato dal Fondo Cielo, al rosso della sublimazione finale,
specificato dal Medio Cielo. Basti come ulteriore riferimento ai discorsi che abbiamo
gi affrontato.
101

Ivi, cit. p. 97.

Le stesse dodici porte di Gerusalemme si associano del resto a questa precisa


intelaiatura, che trova nel risvolto zodiacale una norma generale di ordine e uniformit
tra piano terrestre e piano celeste; ci valido ovviamente anche dal punto di vista
individuale. Tale ripartizione per dodici trova inoltre rispondenza nellimpianto della
triplice cinta druidica
, che presenta tre quadrati concentrici che identificano i tre
principali gradi iniziatici. Il 4 x 3 della cinta druidica, che poi il dodici zodiacale102,
chiarisce questa stessa compenetrazione: dal momento che luomo agisce comunque in
un contesto terreno, anche quando operi sul piano spirituale e pure se proprio
liniziazione ha lo scopo di introdurre delle possibilit che vadano oltre il mero manto
corporeo, egli deve misurare le proprie azioni attraverso la cifra e le esigenze del
quattro. Quel quattro che abbiamo chiaramente associato agli elementi, ai soggetti del
Tetramorfo, alle porte equinoziali e solstiziali e, in relazione a quello che il tema
portante di questo studio, anche ai quattro punti principali della croce zodiacale. Il tre,
che invece sintesi delle facolt divine e indice corrispettivo dei tre principali passaggi
iniziatici, non pu pertanto prescindere dal quattro terreno per attuare le sue prerogative
e ovviamente ci vale per linverso, anzi soprattutto per linverso, dal momento che si
tratta di una proiezione nella sostanza terrena di quella che lessenza divina103.
102

A proposito della norma sacra del dodici, in relazione peraltro al cinque, oltre che allo zodiaco,
citiamo il Reghini, in particolare riallacciandoci alla figura del dodecaedro: Ora il dodecaedro il
poliedro polare dellicosaedro ed ha pertanto dodici facce che sono dei pentagoni regolari, ha venti
vertici e trenta spigoli. () i diametri della circonferenza circoscritta ad una faccia passanti per i
vertici la suddividono in dieci triangoli rettangoli eguali, ma se nella faccia si inscrive il pentalfa tutto
il pentagono viene suddiviso dai lati del pentalfa e dai diametri passanti per i vertici del pentalfa in
trenta triangoli rettangoli, i quali questa volta non sono isosceli, non sono neppure i triangoli rettangoli
bellissimi cari a Timeo (cio con lipotenusa doppia del cateto minore) e non sono neppure tutti eguali
n equivalenti. In compenso la superficie del dodecaedro si suddivide in tal modo in 360 triangoli, e
corrispondentemente il dodecaedro si decompone in 360 tetraedri che li hanno per base ed hanno per
vertice il centro del poliedro. Ora 360 il numero delle divisioni dei dodici segni dello zodiaco, ed
il numero dei giorni dellanno egizio cfr. I numeri sacri nella Tradizione Pitagorica Massonica, cit.
p. 52.
103
Va anche notato che una precisa norma rimasta nelle chiese cattedrali, sempre nel rapporto tra
orientazione e punti cardinali: Tutte le chiese hanno labside rivolto verso sud-est e la loro facciata
verso nord-ovest, mentre i transetti, che formano il braccio trasversale della croce, sono orientati nella
direzione nord-est, sud-ovest. Questa orientazione invariabile, deliberatamente voluta, in modo che
i fedeli ed i profani entrando in chiesa da Occidente, avanzassero dritti verso il santuario con la faccia
rivolta verso il luogo da cui sorge il sole, verso Oriente, la Palestina, culla del Cristianesimo. Essi
lasciano le tenebre e vanno verso la luce; cfr. Il Mistero delle Cattedrali, cit. p. 53. Notiamo quindi
una sorta di spostamento su quella che abbiamo definito essere la linea orizzontale del cerchio
zodiacale, da Ascendente a Discendente, da Occidente a Oriente appunto, da Shdra a Kshatriya, per
dirla in un altro modo. Anche questa direttiva principale della chiesa cattedrale, fondata sulla linea
minore del cerchio zodiacale, verosimilmente suggerisce il decadimento qualitativo di cui abbiamo
gi parlato e che larte costruttiva medievale, chiaramente fondata su crismi tradizionali, non poteva
che confermare.

Nella ruota zodiacale il dodici chiaramente una cifra fondamentale, indicando i segni
e anche le case. Le case sono i gradini, le caselle, le tessere di un mosaico che delinea
propriamente il percorso di ciascun individuo. E ci valido tanto dal punto di vista
preliminare, ossia determinando quelle che sono le qualifiche di base, sia per quanto
riguarda quelle che sono le prove da sostenere, e i punti critici da sciogliere. Ecco che
allora diventa quanto mai sensato parlare delle dodici fatiche dErcole a proposito di
quello che il viaggio personale lungo le case, con rispettivi collocamenti di segni e
pianeti, nella misurazione del proprio tema natale104.
Detto questo, introduciamo il nostro viaggio nelle dodici case, partendo dai principali
pianeti presi in considerazione dallermetismo, sebbene sarebbe pi corretto parlare di
piani piuttosto che di pianeti, ma del resto questa assonanza assolutamente
coerente anche considerando che la pianeta un paramento sacerdotale che definisce
precise funzioni e che specifica particolari periodi del calendario liturgico.
Analogamente le quattro nature ermetiche -Saturno, Luna, Mercurio, Sole- presentano
attribuzioni particolari e modalit despressione complementari tra loro.
Saturno indica chiaramente il piombo corporeo, la pasta di base, la pietra su cui
comincia lopera di rimodellamento delliniziato. La Luna apporta invece i primi
elementi sottili, concerne la vita onirica e astrale, quel distacco non ancora cosciente e
totalmente differenziato che liniziato percepisce su di s. La luce lunare del resto
riflessa rispetto a quella solare. A far da tramite tra le due opera nello specifico il
Mercurio: egli, nella sua variante mitologica, alato, lo psicopompo ideale, il
trasportatore dellanima, colui che mette in comunicazione i piani bassi e alti dell
insieme. Il Sole raccoglie e fissa in s tutte le qualit sottostanti e le sublima in un
corpus unico che rappresenta la luce di riferimento, lastro personale105 del soggetto106.
http://www.eridanoschool.it/rubriche/dettaglio_rubrica.asp?id=245 si vede qui come le dodici
fatiche dErcole siano associate alle dodici case e dunque ai dodici segni. Come vedremo nel corso
di questo capitolo la nostra interpretazione delle dodici case si appogger prevalentemente su
argomenti ermetici.
105
Ci che stiamo dicendo peraltro non smentisce il fatto che qualsiasi individuo, al di l delle sue
possibilit personali, possegga contemporaneamente queste nature. Liter iniziatico ha chiaramente
lo scopo di mettere in un corretto rapporto di forze queste quattro istanze, facendo in modo che alla
fine il Sole sublimi tutte le qualit di base nella propria essenza spirituale, consentendo cos il
compimento della Grande Opera demandata allindividuo.
106
Spiega Kremmerz: Dobbiamo pedestremente sapere che luomo composto di carne, ossa,
sangue, organi complessi e funzionanti con liquidi e essudati particolari (corpo saturniano) cio corpo
materiale visibile, che si rinnova consumando s stesso e riproducendosi come Saturno. [] Man
mano che nel corpo saturniano umano si addensano esalazioni e nubi della materia elementare
costituente il Saturno, la vaporosa nuvolaglia si condensa in materia cerebrale e in tutta la rete
nervosa, ed sensibile a tutte le impressioni e alle reazioni dei contatti. E, mutevole come la luna []
forma il corpo della coscienza e della mutabilit o corpo lunare. [] Nelloscurit pesante del corpo
simboleggiato in Saturno e come Saturno, nellincertezza nebulosa del Corpo Lunare, di dubbia luce,
vagante e mobile, crepuscolare e indefinita, sede dellastrale dei Magi, zona priva di chiarezza, le
immagini si arrestano, si formano, si deformano, si trasformano, si affacciano irriconoscibili alla
coscienza o simboliche allintelligenza. Questa, pi mobile, pi mutevole, pi penetrativa, sorvola i
104

Questi quattro pianeti o piani sono peraltro riferibili ai tre centri o cervelli
teorizzati da Gurdjieff. Essi, noto, sono associabili alla Kundalini, al Plesso solare e
alla Corona. Diciamo piuttosto che Gurdjieff, in questo tipo di classificazione, fa di
una cosa sola il corpo saturniano e il corpo lunare, il che del tutto comprensibile
dal momento che le proiezioni sottili dello stato lunare derivano per lo pi dalle
impressioni e dalle reazioni del corpo saturniano. Inoltre, come spesso accade in
Gurdjieff, ma del resto naturale perch le cifre principali prevedono spesso dei
sottoinsiemi particolari, i tre cervelli possono essere scomposti fino ad arrivare a sette,
un numero che comunque rimanda ai pianeti conosciuti e ammessi dalle dottrine
antiche107.
Notiamo per inciso che anche il dodici riveste unimportanza rilevante in Gurdjieff,
dato che il maestro caucasico classific proprio dodici diverse tipologie di essenza, a
partire dallEternit, rappresentante evidentemente il Principio superiore metafisico, e
giungendo fino al semplice Calore, ossia a tutte le forme di energia non organizzata
sulla terra. Notiamo come questultimo stadio ricordi in parte le caratteristiche
dellAgni vedico, ossia il fuoco inteso nelle sue propriet di calore, il fuoco che
specifica lingresso, sotto il segno dellAriete, delluomo nello zodiaco di base.
Luomo, in questa sequenza di Gurdjieff108, viene inserito in ottava posizione e appunto
mari torbidi e bui dellastrale immaginativo e percepisce i caratteri divini delle interpretazioni
auguste: il Mercurio o Corpo Mercuriale della coscienza delle cose, viventi sullestremo margine del
centro di luce divina delluomo e del mondo, che compendia lEssere eterno che si riproduce e
continua, il Corpo Solare, o stella di splendore delle forze divine e della Eterna Luce; cfr. La Scienza
dei Magi volume terzo, Edizioni Mediterranee, Roma, 1975, cit. p. 56. Sempre Kremmerz insiste
poco pi avanti sulla compenetrazione e levoluzione dei corpi: Il nostro organismo non ha parti
oltre le divisioni anatomiche, ma i suoi componenti sono corpi di natura elementare e complessa, in
modo che ogni atomo, molecola e cellula comprende specificamente questi corpi che sono, come
origine, Saturniani, e poi, in istato di trasformazione, Lunari e Mercuriali, evolventisi e sublimantisi
fino al corpo in vibrazione di Luce, che solare. Ivi, cit. p. 57.
107
Abbiamo gi considerato la semplice rappresentazione delluomo in quanto ha tre tipi di
esperienza: mentale, sentimentale e istintiva. Gurdjieff li ricollega a tre centri che hanno una rilevanza
anatomica, essendo in rapporto con diverse parti del sistema nervoso. Questo del tutto chiaro e,
quando ci fu rappresentato per la prima volta, effettuammo molti esperimenti e osservazioni allo
scopo di convincerci della validit del concetto dei tre centri. Tuttavia, Gurdjieff complic il problema
distinguendo fra centro mobile e istintivo e aggiungendo un centro del sesso, arrivando in tutto a
cinque. Poi a questi cinque ne vennero aggiunti altri due: il centro emotivo superiore e il centro
mentale superiore, arrivando finalmente a un totale di sette; cfr. Gurdjieff Un nuovo mondo, cit. p.
252. La divisione in tre centri, ad ogni modo, ribadisce poco pi avanti Bennett, quella principale,
in quanto chiarisce la morfologia umana in corrispondenza della Legge del Tre.
108
Questa sequenza appunto composta da 12 gradi che contribuiscono nello specifico alla
definizione della cosiddetta legge del reciproco mantenimento, e sono appunto: 12. Eternit La
suprema volont creatrice; 11. Trogoautoegocrat Lattivit spirituale con cui viene mantenuta la
Creazione; 10. Individualit cosmica La Volont divina; 9. Demiurghi La schiera angelica; 8.
Uomo Esseri a tre cervelli; 7. Vertebrati Esseri a due cervelli; 6. Invertebrati Esseri a un cervello;
5. Piante Forme statiche di vita; 4. Suolo Lo strato sensibile di superficie; 3. Cristalli Forme
statiche non viventi; 2. Semplici Combinazioni originarie di materia; 1. Calore Energia non
organizzata; ivi, cit. p. 210. Chiaramente il termine che d vita a pi interpretazioni quello di

presentato come essere dotato dei tre cervelli che abbiamo gi commentato. Per non
generare confusione, non ci produrremo qui in unanalisi sistematica del rapporto che
lega le dodici essenze di Gurdjieff con le dodici case astrologiche, ci non di meno
anche questo schema potrebbe aiutare a comprendere levoluzione che un singolo
essere compie lungo la via del cerchio zodiacale109.
Il dodici che a noi interessa scomporre qui infatti quello che moltiplica i quattro
pianeti ermetici per i tre gradi iniziatici, un po come accade nella struttura della
triplice cinta druidica. Il rischio, ovvio, quello di cadere in forzature, ma la nostra
intenzione di dimostrare che Saturno, Luna, Mercurio e Sole operano tre volte, e
in perfetta scala, lungo il cammino delle dodici case astrologiche.
Ovviamente i significati delle case sono stati oramai esplorati e spiegati da molti punti
di vista, spesso eredi delle analisi simboliche junghiane o di pur successive
interpretazioni psicologiche. Non mancheremo di citare questi ultimi contributi,
consci del fatto che qualora qualche affezionato della Scienza tradizionale capitasse tra
i nostri lettori potrebbe storcere il naso. Vale allora la pena di spiegare che lo facciamo
proprio per risalire, dalla base pi comprensibile, a quella che per noi la fonte della
simbologia zodiacale.
La posizione dellAscendente, che coincide con la prima casa, il viatico
dellincarnato, il primo ingresso nel mondo da parte dellindividuo. Che questa casa
sia sotto il valore ermetico di Saturno ci pare assolutamente comprensibile; qui
comincia, in senso esoterico, la lenta, lentissima, opera di trasformazione della pietra
grezza110. Poco pi sopra noi labbiamo anche associata alla condizione degli Shdra,
ossia i servi nella gerarchia ind. Luomo, inteso quale rappresentante del genere
Trogoautoegocrat, che proprio il reciproco mantenimento. Gurdjieff era solito creare neologismi
per far respirare alcuni dei concetti del suo pensiero; Bennett chiarisce pi avanti cos: Il mondo
fu creato perch essere e tempo si distruggono reciprocamente. Ogni cosa separata e chiusa dentro
se stessa deve morire per mancanza di un principio rinnovatore. Si ha un rinnovamento parziale
attingendo energia dallesterno, ma questo non sufficiente. Il rinnovamento completo esige
completa reciprocit. mediante il dare e il ricevere energie a livello universale che si mantiene
lArmonia cosmica. Questa, a sua volta, esige una struttura organica che data dallinterazione delle
diverse categorie di essenza. Questo il significato del sistema di Gurdjieff; ivi, cit. p. 211.
Ovviamente questo sistema rievoca la reciprocit dello yin e dello yang, dellinspirazione e
dellespirazione, dei venti freddi di Borea e dei venti caldi di Noto, cos come dei due serpenti
arrotolati sul caduceo ermetico.
109
Chiaramente opera complessa, anche perch si tratterebbe di attribuire alluomo caratteristiche
che appartengono ad altre categoria di essenza. E con ci non sbagliato asserire che lungo il suo
cammino luomo pu passare da fasi pi elementari, e basiche, a evoluzioni spirituali angeliche,
persino divine. La scala di rapporti e del reciproco mantenimento di Gurdjieff dunque rivolta
anche a un cammino individuale, e proprio nelle dodici tappe dello zodiaco noi ritroviamo in fondo
la traccia di questo percorso.
110
Limmagine , pi in generale, quella della caduta. La pietra piomba dal cielo; questa la
natura del piombo saturnino. Analogamente allo smeraldo a suo tempo confitto nella testa di
Lucifero, e oramai decaduto, essa il Luz ancora grezzo. Lingresso boreale delle anime per
come ce lha restituito Porfirio ha valenze del tutto analoghe. Sul Luz, rimandiamo nello specifico a
Il Re del Mondo, p. 69 e sgg.

umano, nasce in effetti come totalmente asservito a logiche di sussistenza che non
dipendono da lui e a regole pi grandi che egli dovr comprendere e oggettivare nel
corso del tempo e dellapprendistato. Gli Shdra vengono peraltro paragonati ai piedi
di Brahma, ossia il supporto pi elementare dellessere nel suo contatto con la terra; ed
effettivamente in questa condizione di base e di energia non ancora organizzata,
parafrasando la rispettiva categoria di essenza di Gurdjieff, che noi ritroviamo il
soggetto nella sua prima manifestazione terrestre.
La seconda casa, come stato rilevato anche in seno allastrologia umanistica111,
intesa quale sede del primo allontanamento: il neonato percepisce qui, secondo
modalit del tutto abbozzate, di non essere tuttuno con il corpo della madre e pertanto
coglie lesistenza di una realt a s stante. In senso ermetico potremmo parlare di un
primo livello di separazione; scrive Howard Sasportas a tale riguardo: ma la scoperta
della distinzione del nostro corpo risveglia anche un senso di vulnerabilit e di
compiutezza che in precedenza non cera. A tale tremenda rivelazione segue il bisogno
di difendere il s separato dalla morte e dalla distruzione, e desideriamo ardentemente
divenire pi forti, sicuri e resistenti112. Notiamo qui il primo passaggio dellindividuo
alla sua ombra, ossia quella luce che, riflessa, attribuiamo alla Luna. La seconda
casa, secondo lo zodiaco archetipico che abbiamo pi volte menzionato, corrisponde
daltro canto anche al segno del Toro, uno di quelli che maggiormente presenta tratti
lunari, dal momento che la Luna ha qui molto a che fare con le esigenze di
nutrimento, di inserimento in un ciclo definito di sussistenza e conservazione, tutti
elementi naturalmente associati al segno del Toro113 e, in generale, ad alcuni aspetti
delle dee lunari. Laltra faccia di questa maternale accoglienza del resto la morte,
suggerita dalle stesse divinit notturne che offrono nella loro ambivalenza quel senso
critico del distacco che ha evidenziato Sasportas. Esemplare in tal senso il caso di Iside
che si ritrova a cercare di riunire ci che sparso allorch va in cerca del corpo

Si soliti originare la scuola dellastrologia umanistica con Dane Rudhyar, vero nome Daniel
Chennevire, che negli anni 30 del secolo scorso abbin gli studi astrologici con filosofia e
psicologia del profondo. Come si intuisce dallaggettivo umanistico, si tratta di una disciplina
concentrata sulla dimensione dellindividuo e delle sue problematiche. Abbiamo gi avuto modo di
spiegarlo: il nostro approccio differente, e chiaramente non perch non ci interessino i problemi
delle persone, ma perch in questo studio, e in generale nel nostro contributo, intendiamo affrontare
i valori massimi dei simboli, nella loro interpretazione esoterica, lasciando meno campo a quelle che
sono le questioni pi contingenti. Se citeremo dunque ora gli argomenti dellastrologia umanistica
proprio per mostrare come, sotto forme diverse, il simbolo originario continui a esprimere una
dottrina imperitura.
111

112

113

Cfr. Le dodici case, cit. p. 50.

Su alcune caratteristiche del Toro astrologico, per come lo si inteso pi di recente, si rimanda a
questo approfondimento http://www.eridanoschool.it/scuola/lezioni/il-progetto-del-sole-toro.asp

separato di Osiride114. La seconda casa separa dunque per la prima volta quella
materia che lindividuo dovr poi riassettare e ricomporre per tutta la vita; la morte
per smembramento del resto uno dei temi iniziatici pi rilevanti115.
Ancora pi evidente il lascito di Mercurio in terza casa; sempre Sasportas a
specificare: quando raggiungiamo la terza casa, larea del tema natale associata a
Mercurio e i Gemelli, siamo ormai sufficientemente evoluti da esaminare lambiente
pi da vicino, interagire con esso e farci delle opinioni riguardo a ci che incontriamo.
Dal punto di vista dello sviluppo, la terza casa corrisponde alla fase della vita in cui
iniziamo ad andare carponi e impariamo a camminare116. chiaro che lermetismo, il
senso mercuriale del comunicare, lo intende in maniera molto differente, ma abbiamo
in questi pochi cenni tutto il senso della terza casa rispetto alle possibilit di espandersi
attraverso la comunicazione. In senso ermetico tale comunicazione si compie,
interagendo su pi piani, spostandosi letteralmente da un livello allaltro del proprio
essere. Liter ermetico ammette vari ambiti; in tali ambiti liniziato deve essere in grado
di riconoscersi (conoscendo quindi anche i suoi limiti) e di superarsi, apportando al suo
pozzo nuova sapienza. Lerma, la pietra simbolica che veniva posta in corrispondenza
dei crocicchi, per definire appunto le zone di confine in nome del dio psicopompo
Ermes, aveva proprio questa valenza117. La terza casa, analogamente, offre il senso
della prima erma, intesa quale limite di un ambiente che il bambino impara a recepire
come parte del suo territorio. Sar dovere dellermetista bambino, ossia delliniziato
alle prime armi, e alle prime erme, consolidare il potere dazione nella terra vergine
nella quale si trova ad operare, per poi passare a paesaggi che tempi esatti e capacit
acquisite gli consentiranno.
114

Proprio Gunon ne parla in un omonimo capitolo di Simboli della Scienza sacra, in cui evidente
il riferimento al simbolismo massonico: Questo ci riporta direttamente al simbolismo massonico del
grado di Maestro, nel quale liniziato si identifica effettivamente con la vittima; si daltronde spesso
insistito sui rapporti fra la leggenda di Hiram e il mito di Osiride di modo che, quando si tratta di
riunire ci che sparso, si pu immediatamente pensare a Iside che riunisce le membra disperse di
Osiride; ma in fondo la dispersione delle membra di Osiride appunto identica a quella delle membra
di Purusha o Prajpati: sono soltanto, si potrebbe dire, due versioni della descrizione del medesimo
processo cosmogonico in due forme tradizionali diverse, cit. p. 260. La vittima, che poi liniziato,
deve quindi subire determinate separazioni affinch la riunione degli elementi che lo compongono
avvenga sotto auspici e possibilit superiori.
115
Sullo smembramento rituale http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacraReload, in particolare il capitolo dedicato alla morte di Atteone, p. 90 e sgg.; numerosi riferimenti
anche a p. 78 e sgg. (in particolare da pagina 86) con il rilievo delle note 253 e sgg.; pi in generale
si rimanda allo studio di Mircea Eliade, Lo Sciamanismo e le tecniche dellestasi, Edizioni
Mediterranee, Roma, 1974.
116
Cfr. Le dodici case, cit. p. 55.
117
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, pp. 43-44. Notiamo
per inciso che erma rimanda anche all ermafrodito ermetico, ossia allunione nellandrogino
dellelemento maschile e femminile, nati in senso mitologico dallunione di Ermete e Afrodite, intesi
come fratello e sorella; si rinvia in tal senso a Karl Kernyi, Gli dei e gli eroi della Grecia - Il
racconto del mito, la nascita delle civilt, Il Saggiatore, Milano, 2009, p. 148 e sgg.

Entriamo in quarta casa, entriamo nel regno del Fondo Cielo, che abbiamo pi volte
nominato nel corso di questo studio. Seguendo la scia che abbiamo stabilito in base ai
quattro principali pianeti ermetici, siamo qui nella postazione del Sole, quindi alla
chiusura di un primo ciclo. Il Fondo Cielo, si detto, coincide con il solstizio estivo;
si tratta quindi di un sole nero. Sasportas descrive del resto questa casa come quella
in cui ci ritiriamo in noi stessi118, una sorta di anima dalla quale ogni essere parte per
compiere le imprese che lo riguardano, unanima che pu essere anche clanica,
raccontando le radici della famiglia e un bagaglio di valori che stato specificamente
demandato. Lastrologa Liz Greene ha daltro canto associato la quarta casa al Padre,
anche se in medesimi ambienti proprio questa postazione era precedentemente
attribuita alla Madre. Tuttavia il sole nero che abbiamo sovrapposto al Fondo Cielo
racconta proprio di questo padre nascosto, di questo fattore che ha coltivato e che ha
prodotto la natura dellindividuo e che in qualche modo lascia unimpronta occulta sul
suo stampo, segnandone una preliminare oggettivazione. Il primo Sole che
lermetista incontra sulla sua strada dunque la definizione di s stesso rispetto a tutte
le potenzialit accatastate anche in anni di confusione e di fatica. il compimento della
nigredo, della prima fase alchemica, che ha eliminato quanto era di troppo. Ora il Sole
illumina solo ci che ci deve essere. Tornando alla prospettiva astrologica moderna,
abbiamo qui la prima lucida archiviazione di tutti i valori che hanno specificato
lindividuo esso sa che cosa gli occorre e sa che cosa pu conservare del bagaglio
che ha ricevuto dal padre.
Se invece consideriamo il rapporto vigente tra il cerchio zodiacale di base e la struttura
della societ tradizionale ind abbiamo qui la zona dei Vaisha. Questultimi escono
dalle cosce di Brahma, peraltro come Dioniso esce dalla coscia di Zeus che laveva
nascosto l a terminare la sua incubazione119. Dioniso dio delle viti e del vino, entit
agricola, e in effetti i Vaisha sono agricoltori e mercanti. Essi vivono una prima
emancipazione rispetto alla condizione di servit degli Shdra. In questo senso essi
diventano autonomi economicamente, pur essendo dei subordinati; si liberano
insomma della figura ingombrante del padre, escono allo scoperto, cos come Dioniso
emerge dalla coscia del padre Zeus. Questa coscia del resto associabile al Mru,
quindi al monte olimpico e solare della tradizione ind120. Che Dioniso incarni un

118

Cfr. Le dodici case, p. 62.


Sullargomento, in generale, Karl Kernyi, Dioniso-Archetipo della vita indistruttibile, Adelphi,
Milano, 2010. Oppure, ancora, Gli dei e gli eroi della Grecia, p. 209 e sgg.
119

Gunon riprende peraltro questa associazione tra monte coscia e Dioniso in Il Re del Mondo,
nella nota 2 di pagina 55, chiarendo il valore del vino presso i greci, in quanto equivalente del Soma
vedico. Dioniso o Bacco ha molti nomi, corrispondenti ad altrettanti aspetti diversi; sotto almeno
uno di questi aspetti la tradizione lo fa venire dallIndia. Il racconto secondo cui egli nacque dalla
coscia di Zeus poggia su una assimilazione verbale estremamente curiosa: la parola greca mros,
120

Sole nero rispetto al Sole luminoso che lApollo iperboreo121, si ricollega in effetti ai
rapporti che abbiamo gi spiegato tra il Sole del solstizio estivo e del Fondo Cielo e il
Sole del solstizio invernale e del Medio Cielo. Dioniso del resto figura ambigua
anche nella mitologia greca: egli fino a un certo punto dio, quasi pi un eroe. O
quanto meno, come leroe dellIliade Diomede, egli dio per unispirazione che gli
proviene dallalto e che lo vivifica, in particolare tramite una bevanda di
conoscenza122. Daltro canto innegabile sottolineare che una prima affermazione si
compie qui, in quarta casa, ed essa concerne in qualche modo la coltivazione di un
Sole personale; un Sole destinato ad emergere.
Gi di per s questa struttura lascia intendere che la quinta casa implichi una rinascita,
consistendo cio nellinnesto di un nuovo Saturno. Anche il numero cinque offre in
tal senso discrete attinenze. Tale il numero dellindividuo, del suo essere stella in
senso ermetico, ossia del proliferare e agire nella proiezione di s stesso su un piano
superiore123. Scrive sempre Sasportas: Radicato profondamente nella nostra psiche e
riflesso in tutta la quinta casa vi linnato desiderio di vedere riconosciute le nostre
straordinarie qualit124 o ancora: Un altro elemento distintivo della quinta la
capacit di produrre125. Dopo essere stato plasmato e forgiato attraverso la prima casa,
quindi lindividuo a plasmare e forgiare. Saturno qui presente quale creatore e
non pi come creato; come attore e non pi come agito. Saturno in effetti anche
in senso mitologico affronta pi fasi126. Egli il figlio, oscurato dal padre Urano,
<<coscia>>, stata sostituita al nome del Mru, <<la montagna polare >>, al quale foneticamente
quasi identica; ivi, cit.
121
un ambivalenza che stata esplorata anche in senso filosofico, ad esempio da Nietzsche in La
Nascita della Tragedia, con la famosa opposizione tra apollineo e dionisiaco, tra la magnificenza
olimpica e la furia orgiastica, che daltro canto rappresentano in senso esoterico forze diverse che non
possiamo limitarci a catalogare dal punto di vista umano e speculativo.
122
Sul Diomede illuminato da una bevanda superiore abbiamo gi detto qui
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, nel citato capitolo
dedicato alla formula ALU (p. 78 e sgg.) sulla figura di Diomede rimandiamo in particolare alle
spiegazioni della nota 255.
123
Si rimanda in tal senso alle annotazioni sul simbolo della stella che abbiamo riportato alla nota 93.
124
Cfr. Le dodici case, cit. p. 67.
125
Ivi, cit. p. 68.
126
Sul mito di Saturno, rimandiamo al suo equivalente greco, ossia alle vicissitudini di Kronos, come
le narra Esiodo nella sua Teogonia. O, per ci che riguarda pi recenti studi astrologici,
http://www.eridanoschool.it/scuola/lezioni/saturno.asp. Notiamo per inciso che Kronos/Saturno evira
il padre Urano con un falcetto datogli dalla madre Gaia. Questo falcetto, emblema lunare, semplifica
anche il rapporto che vige tra una dimensione superiore e una dimensione inferiore. Ossia Urano
incarna la manifestazione celeste, olimpica, che subisce un decadimento, il che chiarito dal fatto
che Gaia sia la terra e che lo strumento usato da Kronos rimandi alla mutabilit lunare. Mutevole
del resto la condizione di Kronos/Saturno, dio per acquisizione, titano infatti, e non per diritto
conclamato. Kronos / Saturno che rimane poi come divinit agricola e della fertilit, a chiarire ancora
una volta il senso dello scivolamento avvenuto tra la dimensione terragna e quella uranica che lha
partorita.

sottomesso alle leggi passive della sopravvivenza e della precariet: tale lingresso
nel mondo, laddove la tenera vita sottoposta alle abitudini e ai ritmi di chi lha
generata. Con il Saturno in quinta casa emergono invece le possibilit dellindividuo
di creare a sua volta, di dare vita a sua volta. Saturno ha ucciso il padre in quarta
casa, il Sole calante, lastro che offuscava la sua anima, che incideva il suo senso di
appartenenza, indeciso tra laccettazione del dono ereditato e la definizione di una sua
propria identit. Ci verissimo anche in senso iniziatico. Il Saturno ripulito che apre
le danze di una seconda esperienza, sempre allinterno del viaggio che si compone
lungo le dodici case, il corpo cristallizzato che ha chiare in s le possibilit e le
strategie di realizzazione. Tornando alla pi recente chiave astrologica, davvero
calzante questa sovrapposizione tra mito saturnino, con uccisione del padre Sole,
e nuovo slancio creativo posizionato in quinta casa.
La sesta daltronde rappresenta unulteriore espansione: il soggetto ha ora necessit di
una tavolozza, di un campo dazione specifico. questa, di nuovo, una dimensione
lunare, un territorio sottile capace di sublimare limpeto artigianale e plastico
dellartefice ermetico, di offrirle una prima dissolvenza. La sesta casa, secondo
lastrologia moderna, per inciso unarea di individuazione di s stessi in ci che si fa
ogni giorno, tanto che lo stesso Sasportas, come del resto altri, la identifica con la
routine lavorativa, con le esigenze quotidiane che pongono a confronto lindividuo e
una realt da normalizzare. Sono gi di per s temi lunari, anche solo volessimo
restare nellambito interpretativo pi banale il lavoro il riflesso di quello che
sappiamo fare, o almeno di qualcosa che sappiamo fare; laffitto che paghiamo il
riflesso di quello che riusciamo a guadagnarci, e cos via. Chiaramente il problema
diventa pi profondo qualora si voglia tornare in territori ermetici. Qui la Luna riprende
a essere luce riflessa del Sole, oppure striscia sottile che diparte dallessenza
saturnina, delineando una coltre successiva di percezioni che vanno dalle emozioni
pi basilari occorse durante lo stato di coscienza a quelle che invece vengono indotte
nel corso della gestazione onirica. Visto che, seguendo il nostro ragionamento, la sesta
casa dovrebbe incarnare la proiezione lunare di un secondo ciclo ermetico, dobbiamo
figurarci che qui il Saturno raffinato produca sensazioni pi obiettive e di una qualit
superiore; un Saturno disciplinato determina in teoria una proiezione lunare pi
diligente. Rimanendo nel generico, abbiamo comunque un nuovo e pi competitivo
livello di separazione. Nel passaggio dalla prima alla seconda casa tale separazione
si manifesta in maniera abbozzata: si riconosce l, appena, lesistenza di una realt a s
stante rispetto alla madre e allindifferenziazione di base; il dispiegamento
ipotetico di un personalissimo fiat lux. Nel passaggio dalla quinta alla sesta casa il
gioco diventa di ben altra levatura, poich la separazione delle intenzioni e delle
possibilit di Saturno si attua su un livello cosciente. E chiaramente, anche in senso
astrologico, ci comporta che le facolt creative di quinta casa vengano veicolate sul
piano della costruzione di un regime di sopravvivenza allargata, che consiste cio, per
lindividuo, nel percepire le proprie capacit di essere madre, Luna di s stesso e di

rendere funzionali le sue doti al fine di un preciso conseguimento, la sua conservazione


terrena. Non a caso si dice sbarcare il lunario. La sesta casa inoltre, tecnicamente,
sotto il segno della Vergine, che ha davvero molta attinenza con quelle che sono le
incombenze pi materiali legate allesistenza; vergine inoltre la stessa
Diana/Artemide, dea lunare e cacciatrice che si procura ci di cui vivere, senza
affidare s stessa alla protezione di un agente maschile127.
Casa sette nota anche come la residenza del Discendente. Nella prima parte di questo
lavoro, abbiamo visto come il Discendente possa essere inteso quale luna piena
rispetto alla luna nuova introdotta dallAscendente. Tale pienezza deve identificare
per certi versi il compimento di s stessi, nella chiara consapevolezza che si raggiunta
una maturazione di cui non si pensava di poter disporre. Fatta questa premessa,
torniamo allinterpretazione che stiamo sviluppando, ossia che i quattro pianeti
principali dellattivit ermetica intervengano in tre differenti tornate
sullimpostazione delle dodici case dello zodiaco. Abbiamo cos che la settima casa
cadrebbe sotto facolt squisitamente mercuriali. Gi la parola discendente lascia
supporre lidea di un figlioccio interno, di un propagatore successivo, di qualcosa
che dentro lindividuo e che lo espande, che si porta dietro il suo insegnamento e la
sua memoria; Mercurio / Ermete in tal senso colui che smuove le acque, il briccone
figlio degli di128. Oppure discendente come sintomo di un discernimento, di
qualcosa che si pu distinguere in un ragionamento pi ampio e dunque captare e
sigillare come informazione. Tale del resto la missione anche del Mercurio
astrologico esso fluttuante su pi livelli, come del resto accade al Mercurio
mitologico, entit psicopompa, che si sposta e che agisce tra i differenti piani per
ricevere e oggettivare dati, con quel caduceo che sappiamo essere attraversato da due
serpenti, serpenti che specificano forze ed energie sulle quali non vale la pena di
tornare. In effetti quella del Discendente detta pure casa del matrimonio, dellaltro
rispetto a ci che ciascuno in potenza. ovvio che lastrologia, intesa nelle sue derive
pi concrete, abbia portato la questione sul senso dello sposalizio, dellincontro con
quello che dovrebbe essere il compagno di vita nel viaggio terreno. Ma dal punto di
vista esoterico il compagno di vita dentro, non fuori, lessenza del protagonista.
Questultimo cova dentro di s il suo altro, la sua completezza; il Mercurio, proprio
in senso ermetico, ci che fa incontrare gli opposti, che fa da mediatore tra Luna e
Sole, tra sostanza solubile e sostanza fissante; il figlio che riunifica Padre e Madre,
per dirla altrimenti. La settima casa del resto patrocinata dalla Bilancia, un segno
127

Su Diana abbiamo detto anche qui, http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-LaScienza-sacra-Reload, nel capitolo dedicato appunto allo smembramento di Atteone, p. 90 e sgg. Sulla
figura di Diana / Artemide rimandiamo al gi citato Gli dei e gli eroi della Grecia, p. 115 e 127.
128
Sulla figura di Mercurio quale trickster e fondatore, rimandiamo alla descrizione offerta dal
recentemente scomparso Walter Burkert; cfr. Walter Burkert, La religione greca di epoca arcaica e
classica, Jaca Book, Milano, 2003.

daria legato quindi a Mercurio e in cui evidente lurgenza dellequilibrio, della tenuta
in pari di forze inizialmente opposte, o quantomeno separate alla nascita. Scrive
Sasportas: La settima casa, che opposta alla prima, denominata casa del tu. anche
conosciuta come la casa del matrimonio e curiosamente come la casa dei nemici
dichiarati129. Quel tu insomma dentro ciascun individuo; quel tu nemico fino
a quando non diventi amico, alleato, sposo perfetto. Laltro, una volta
individuato e oggettivato, diventa il miglior compagno possibile; il Mercurio ermetico,
che agente sottile, ha proprio tale mandato: sintonizzare sullo stesso livello forze
ambivalenti che fino a quando non si siano abbracciate rappresentano le due facce,
disgiunte, del rebis ermetico.
Come gi abbiamo sottolineato, la casa del Discendente, inoltre, corrisponde allest,
ossia dove vengono collocati gli Kshatriya nell acquartieramento ind. Abbiamo
anche associato tale posizione alla conquista passiva della conoscenza, si attui questa
attraverso il possesso delle chiavi argentate o la degustazione della bevanda
dimmortalit, identificata dallAngelo de Il Mondo, in quanto equivalente della
coppa mistica. Questa coppa anima colma del vino dionisiaco che inizia a essere
coltivato in quarta casa, nelle posizioni del Vaisha. Tale vino supera qui ogni origine
di umana agricoltura per sacralizzarsi in bibita sapienziale. Lo Kshatriya incarna
dunque uno stadio di conoscenza, una conoscenza che, lo abbiamo gi detto,
raggiungibile svelando laltro che dentro lindividuo, e venendoci a patti. Questo
spiega anche il ruolo conflittuale dello Kshatriya: non la guerre pour la guerre,
beninteso, ma la guerra interiore, ossia la capacit di domare la bestia inside130, ossia
dentro laltro lato, e cos ci ricolleghiamo al valore preciso dellaltro identificato
dal Discendente. Gli Kshatriya, idealmente, escono infatti dalle braccia di Brahma e
si pu dire che qui quello destro impari a giostrare con quello sinistro; dove il braccio
destro chiaramente quello del potere spirituale, il Sole ermetico, e quello sinistro,
lunare, lo specifico della facolt regale. Abbiamo gi raccontato come la rinuncia
alla mano destra, si vedano in tal senso gli episodi simbolici di Muzio Scevola e del
dio Tyr, implichi di fatto una manomissione dellarmonia originale131. Il passaggio
ciclico dalla posizione pi a nord, alla quale arriveremo, e che descrive le prerogative
del Brhmano, a quella succedente a est, e appunto specifica degli Kshatriya, chiarisce
il transito dalla fase primordiale e iperborea a quella secondaria132; in questo senso il
129

Cfr. Le dodici case, cit. p. 82.


Abbiamo del resto gi avuto modo di notare lassociazione tra luro, il grosso bue antico, e la
bevanda dimmortalit nel capitolo dedicato alla formula ALU (p. 78 e sgg. ) del nostro studio sulle
rune http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload
130

131

Ivi, in particolare in riferimento alla figura del Melki-Tsedeq (p. 9 e sgg).

Rimandiamo in tal senso al capitolo di Simboli della Scienza sacra, Il Cinghiale e lOrsa, p. 146
e sgg., dove appunto il cinghiale viene presentato come simbolo dei Brhmani rispetto agli Kshatriya:
Presso i Celti, il cinghiale e lorso simboleggiavano rispettivamente i rappresentanti dellautorit
132

Discendente potrebbe essere, letteralmente, lerede di un mandato superiore, che


procede proprio da nord e che investe facolt spirituali impossibilitate, per varie
ragioni, a mantenersi dominanti. Questo in una lettura generale dello zodiaco, laddove
chiaramente il discorso individuale procede allopposto e quindi, nellinsieme del
cammino astrologico, la settima casa, quella appunto del Discendente, illustra
unacquisizione, e non una perdita; ci non di meno tale acquisizione non la massima
possibile, bens rappresenta un grado inferiore, ma questo del tutto naturale dal
momento che le dodici case sono in una sequenza tale da consentire un avanzamento
di opportunit.
Notiamo per inciso che Julius Evola ha insistito, in parte contraddetto da Gunon, sulla
specificit dellermetismo in quanto arte regale e quindi particolarmente idonea allo
Kshatriya. una questione che abbiamo gi affrontato133, e che suggerisce qualche
valutazione ulteriore. Abbiamo del resto accennato al sacrificio di Tyr e di Muzio
Scevola, dobbiamo ricordare allora che il Re del Mondo incarnato anche dalla figura
del Melki-Tsedeq. Esso dotato di una mano destra, di Misericordia, e una mano
sinistra, di Rigore. Nella perdita della mano destra, la vera garante della Pace che
Grazia divina, il Melki-Tsedeq decade, ossia rimane un suo surrogato quale
rappresentante del potere regale, letteralmente del rigore, che si esprime soprattutto
quale amministratore di giustizia. sintomatico che in molte esegesi della Qabbalah
il Rigore sia interpretato come lorigine del male allinterno della manifestazione;
scrive Scholem: In Dio presente lattributo dellamore che, nel suo agire, nelle sue
creazioni, negli infiniti campi governati soltanto da questa sefirah e nei quali essa per
spirituale e quelli del potere temporale, cio le due caste dei druidi e dei cavalieri, equivalenti, almeno
originariamente e nei loro attributi essenziali, a ci che sono in India le caste dei Brahmani e degli
Kshatriya. Come abbiamo indicato altrove (Gunon si riferisce qui al suo studio Autorit spirituale e
potere temporale, n.d.a.), questo simbolismo, di origine chiaramente iperborea, uno dei segni del
collegamento diretto della tradizione celtica con la Tradizione primordiale del presente Manvantara,
quali che siano gli altri elementi, provenienti da tradizioni anteriori, ma gi secondarie e derivate, che
si sono potuti aggiungere a tale corrente principale, venendo cos a esserne in qualche modo
assimilati. Quel che vogliamo dire che la tradizione celtica potrebbe verosimilmente essere
considerata uno dei punti di congiunzione della tradizione atlantidea con la tradizione iperborea,
dopo la fine del periodo secondario in cui questa tradizione atlantidea rappresent la forma
predominante e quasi il sostituto del centro originario ormai inaccessibile allumanit comune.;
ibidem, cit. Anche nella tradizione induista la terra del cinghiale o Vrh si trova dunque a definire
la terra sacra polare, la sede del centro primordiale spirituale e, per estensione cronologica, anche
una fase ciclica anteriore e superiore. Bisogna peraltro notare che, anche a livello etimologico, il
passaggio da boar, cinghiale in inglese, a bear, orso in inglese, d la misura inequivocabile della
fonte comune che presiede il transito dallet del cinghiale a quella, secondaria, dellorso, ossia
una fase in cui il potere apparentemente nelle mani dello Kshatriya. Apparentemente, perch prima
della rivolta di questultimi, aspetto sul quale torneremo tra breve, essi sono giusto il riflesso di
unautorit superiore che si solo nascosta; si veda in tal senso il rapporto che vige tra Merlino e
Art, ivi, p.151. Sul passaggio da una fase allaltra rimandiamo anche al capitolo 2 di Forme
tradizionali e cicli cosmici, Atlantide e regione iperborea, p. 27 e sgg.
133
http://www.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload, p. 104 e sgg.

cos dire si esplica pienamente, si manifesta come potenza fondamentale della


creazione. Questo amore di Dio lelemento del bene che si dona con generosit e
sgorga in abbondanza: non a caso la sua designazione in ebraico unisce le sfumature di
significato di amore, grazia e benevolenza, nel termine Hesed134. Per inciso si tratta
qui della Misericordia, quella che abbiamo identificato con la mano destra, la mano
giusta, del Melki-Tsedeq. Passiamo cos allaltra mano, quella sinistra, sempre nelle
parole di Scholem: Gli si contrappone, nella struttura delle sefirot, la qualit del rigore,
del trattenere-in-s, della potenza che giudica e con ci delimita, detta nella lingua dei
cabbalisti middat ha-din. Queste due sefirot sono nella struttura dellalbero la quarta e
la quinta sefirah ().135. Sino a qui tutto in ordine, ossia fin tanto che Misericordia
e Rigore siano armonicamente uniti o, in altre parole, mano destra e mano sinistra
costituiscano un tuttuno. La cesura si attua nel momento in cui il Rigore si separa dalla
Misericordia e questo viene illustrato in pi di una delle speculazioni della Qabbalah,
e sotto diverse sfumature, ad esempio in un lungo passo citato da Scholem e, di
frequente, attribuito a Ezra ben Shelomoh di Gerona, il quale spiega le conseguenze
del cibarsi da parte di Adamo del frutto proibito contenuto nellAlbero della
conoscenza136. Questultimo, inteso come propaggine inferiore dellAlbero della vita
che dona leternit, viene di fatto separato dalla sua sorgente superiore nel momento
in cui il frutto strappato e consumato. Simbolicamente parliamo dellanima
inferiore che si stacca dallanima superiore e una conoscenza di tipo pi basso segue
cos a una conoscenza di tipo pi alto. Ci, come abbiamo visto, pu essere inteso
anche in senso ciclico e in ogni caso riguarda proprio lingresso in un dominio di cose
inferiori, quello dello Kshatriya, che abbiamo appunto inteso come alfiere della casa
del Discendente. Prima di proseguire oltre, notiamo come Scholem, sulla scorta delle
concezioni dello Zohar, interpreti proprio il distacco della sefirah del Rigore, e la
rottura del rapporto armonico che la legava a Hesed, come un passaggio dallaltra
parte, ossia a Satana, lavversario137. Ci viene cos chiaro perch ancora tanti astrologi
chiamino la casa numero sette, quella dellaltro e del nemico. Il Discendente indica
per certi versi Satana, lombra non ancora domata: mentre si tratta, come abbiamo
spiegato, di un assorbimento che va attuato sulla via della reintegrazione. Se vero
poi che il Rigore la logica con la quale il rex governa il mondo, ci riporta anche ad
alcune concezioni demiurgiche che vogliono Satana come il Princeps huius mundi. In
verit qui Satana identifica il decadimento, la caduta propriamente di Lucifero, nella
cui testa del resto confitta la pietra ermetica, la tabula smaragdina. Ecco perch
regalit ed ermetismo sono associate con enfasi da Evola, quando del resto il trionfo
del Rigore rispetto alla Misericordia potrebbe, pi in generale, suggerire anche le

134

Cfr. La Figura mistica della divinit, cit. p. 52.


Ibidem.
136
Ivi, p. 55 e sgg.
137
Ivi, p. 62.
135

conseguenze della rivolta degli Kshatriya138, sintomo evidente di quel decadimento di


cui abbiamo gi parlato e della separazione occorsa tra lAdam Qadmn e lAdamo
umano, che incarnano rispettivamente il rosso della rubedo e il rosso di base della
pasta ermetica139.
Con lottava casa torniamo invece alle ragioni del Sole. Ripartiamo da Sasportas:
Lottava casa, naturalmente associata con Plutone e Scorpione, chiamata anche casa
del sesso, della morte e della rigenerazione. Nella mitologia, Persefone viene rapita e
condotta nelloltretomba da Plutone, il dio degli inferi. Dopo averlo sposato, torna nel
mondo dei vivi scoprendo di essere una persona diversa, non pi una fanciulla, ma una
donna140. Apparentemente unimmagine che di solare ha ben poco, ma nel senso
ermetico il Sole ci che torna a rilucere anche dopo una crisi rigenerante, e questo ha
molto a che fare con il simbolismo della rinascita su cui fa perno il solstizio invernale.
Il mito di Osiride, entit solare, infatti sotto molti riguardi simile a quello di
Persefone. Osiride viene smembrato e rivitalizzato, il Sole scompare e riappare, proprio
nello snodo che nel nostro calendario rimasto tra il giorno estremamente buio di
Santa Lucia, il cui significato abbiamo accennato altrove141, e la data del 21 dicembre.
vero che archetipicamente, e lo abbiamo appena ribadito con Sasportas, lottava casa
ospitata dallo Scorpione, ma proprio questo segno ha in s qualche cosa di
potenzialmente solare, nel momento in cui il veleno integrato e sopportato
consenta, in successiva istanza, il conseguimento dellelisir di lunga vita, come
abbiamo documentato nel nostro studio sulle rune142. Da un punto di vista simbolico le
qualit solari dellottava casa non sono insomma messe in discussione, anche se
chiaramente si parla qui di un rientro da un viaggio di morte e resurrezione. Anche
da un altro punto di vista lottava casa ha qualche rilevante motivo di continuit con la
quarta casa, pure essa solare: se questultima era imperniata sulleredit occulta da
sviscerare e ripulire, con una continuazione paterna da delineare, nel passaggio dalla
Sullargomento rimandiamo allo studio di Ren Gunon, Autorit spirituale e potere temporale,
Adelphi, Milano, 2014, in particolare il capitolo intitolato appunto La rivolta degli Kshatriya, p. 85
e sgg. Gunon insiste ad esempio sul collegamento tra un sacerdozio femminile e la preminenza della
casta guerriera, il che chiarirebbe anche perch la figura del Discendente si presti a interpretazioni
lunari. Si pu spiegare questo fatto, da una parte, con la prevalenza negli Kshatriya dellelemento
<<rajasico>> ed emotivo, e soprattutto, dallaltra, con la corrispondenza, nellordine cosmico, del
femminile con Prakriti o <<Natura primordiale>>, principio del <<divenire>> e della mutazione
temporale; cit. p. 87, allinterno della nota 2. Rajasico chiaramente rimanda al guna di rajas e a
quel viaggio sulla ruota cominciato con lAscendente, viaggio che si chiude idealmente proprio con
laltro estremo del Discendente.
139
Lo abbiamo gi spiegato qui: http://de.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacraReload#scribd p. 108 e sgg.
138

140

Cfr. Le dodici case, cit. p. 84.

141

http://de.scribd.com/doc/243569809/Le-rune-e-La-Scienza-sacra-Reload#scribd, p. 49, nota 161.


Ivi, pp. 111 - 117.

142

Persefone ragazza alla Persefone donna di cui dice Sasportas si compie, per
parafrasi, una nuova identificazione con un proprio astro personale, ulteriormente
sgrezzato dai sedimenti impropri e dalle impurit. La seconda fase ermetica, lAlbedo,
del resto opera di pulizia: Iside cerca Osiride fatto a pezzi e Osiride rinasce integro
e purificato. La luce diretta emerge vera e reale dopo il matrimonio con la luce
riflessa.
Inevitabile quindi che in nona casa riprenda ad operare un Saturno netto, nel senso e
della pulizia e del suo peso effettivo, liberato da tutto ci che ancora era superfluo, sia
in prima che in quinta casa. Qui il soggetto dovrebbe avere davvero chiaro il senso
delle sue azioni in seno al mondo; qualche richiamo a questa particolare condizione lo
abbiamo anche in Sasportas: Le posizioni nella nona casa rivelano qualcosa riguardo
al modo in cui affrontiamo temi religiosi e filosofici, e indicano il tipo di divinit che
adoriamo o la natura della filosofia di vita che formuliamo143. Ci sono qui alcune
parole chiave, come leggi e base. Saturno in effetti proprio la base, il mallo del
lavoro ermetico, il supporto da cui partono tutte le operazioni successive. Se in prima
casa esso deve preparare il giardino alla separazione dalla madre, e quindi favorire la
prima individuazione del s, e se nella quinta casa esso deve creare le condizioni ideali
affinch lindividuo capisca come e che cosa debba plasmare, per poi garantirsi una
vita in seno alla societ, in nona casa questo stesso Saturno, quantunque rigenerato,
apporta ladeguamento del senso corporeo nei confronti delle questioni metafisiche.
tale lapice del gradino terrestre rispetto alle possibilit solari che ancora avranno da
compiersi.
La decima casa, di nuovo, suggerisce invece una qualche autonomia, la proiezione e lo
svolgimento di un proprio mandato, di una presenza che immedesimi lindividuo nel
suo raggio dazione e in ci che pu donare nel contesto in cui vive. il Medio Cielo
e Sasportas definisce la decima stazione del cerchio zodiacale come la sede della
carriera e della vocazione. O anche, per estremo, la rappresentazione che il singolo
intende offrire di s allo sguardo che viene da fuori. O, altrimenti detto, quello che egli
addirittura simboleggia, fornendo quindi una precisa luce interpretativa allocchio
che osserva144. Decisamente abbiamo a che fare con una forza che riflette e che invita
pure a una qualche riflessione. Ci che lindividuo simboleggia rispetto a ci che
realmente equivale a ci che la Luna (il simbolo) fa intravedere del Sole (lessenza).
Lo stesso Gunon evoca il mazzo di chiavi argentate a proposito del possesso integrale
della conoscenza riflessa, la Smriti, laddove la Shruti incarna la fonte originale della
dottrina. Anche Kremmerz associa al disvelamento dei misteri della dea Iside, il vertice
di possibilit microcosmiche. Sebbene il modo di intendere questi passaggi sia per
molti aspetti differente, Sasportas, e con lui la scuola astrologica umanista, individua
143
144

Cfr. Le dodici case, p. 105.


Ivi, p. 97.

in questa posizione lapice, il dono, il segreto, il motivo per cui un essere vige sul tratto
della vita terrena. Teniamo presente che il Medio Cielo, lo abbiamo ripetuto pi volte,
la zona dove si conclude la linea solstiziale della croce zodiacale. Ci pu indicare
che la Luna, ossia per metafora il viaggio terreno dellindividuo, raggiunge qui
possibilit solari, ossia il vertice di unesistenza, la ragione stessa di una messa in
essere. Anche da una prospettiva prettamente geometrica, questo punto risulta come
quello pi alto in tutto il cerchio zodiacale. In effetti proprio la decima casa, o appunto
Medio Cielo, la sede pi elevata, uttara, the uttermost come rimasto in inglese.
la bocca di Brahma da cui escono, simbolicamente, i Brhmani. La bocca rimanda
allalito superiore, alla via degli di che abbiamo associato ai venti di Noto e al solstizio
invernale o Janua Coeli. il grande Medio, dunque, attraverso cui le anime tornano a
Dio o le intellettualit pure discendono sulla terra con un preciso compito. I
Brahmani in effetti sono il medio, il mezzo attraverso il quale il Principio superiore
dispone le cose in terra. La gerarchia parte da loro e bisogna considerare tutto ci che
viene prima sulla ruota zodiacale come inferiore. Mentre sar superiore la possibilit
del singolo essere che abbia oggettivato nella decima casa la sua reale portata.
Da questo punto di vista, lundicesima casa non pu che delineare un gradino pi in l
verso la propria liberazione, ossia la messa in atto, letteralmente missione, di
quanto il viaggiatore ha capito di s e del suo stesso senso. Secondo la direttiva che
stiamo seguendo troviamo qui lapice qualitativo dellelemento Mercurio, quellagente
che abbiamo associato alla fluida capacit di salire, di esplorare nuovi stadi e livelli.
Non solo: Mercurio, parlando pi astrologicamente che ermeticamente, anche se si
sfiorano temi che di frequente sono il risvolto della stessa medaglia, un pianeta di
comunicazione e di scambio, di rilascio e discernimento di dati e informazioni.
Lundicesima casa, nelle parole di Sasportas, prende decisamente questa piega:
Secondo la Teoria dei sistemi generali, niente pu essere compreso separatamente dal
resto, ma solo come parte di un complesso, le cui componenti e relativi attributi sono
considerati funzioni dellinsieme. Il comportamento e la manifestazione di ogni
variabile influenzano tutte le altre e ne sono influenzate. In quella che si definisce una
societ ad alta sinergia, i fini dei singoli sono in armonia con le necessit dellintero
sistema. In un sistema a bassa sinergia i singoli, nel soddisfare i propri bisogni, non
agiscono necessariamente per il bene dellinsieme. Lundicesima casa rivela come
funzioniamo in quanto elementi di un sistema145. Se torniamo ad esprimerci in termini
ermetici, abbiamo qui il definitivo consolidamento del Mercurio individuale, di quella
forza cio che anima e guida la trasformazione dellessere. In questa precisa fase la
permutazione pare essere sul punto di compiersi. Il Mercurio davvero in totale
armonia rispetto agli altri piani (o pianeti) dellinsieme composito che costituisce il
corpo alchemico. Ossia esso svolge a pieno, per parafrasare Sasportas, la sua funzione
145

Ivi, cit. p. 101.

allinterno di un sistema. Dato che Mercurio identificabile con lanima, abbiamo qui
lultimo viaggio dello psicopompo interiore verso lo stadio finale delle possibilit
individuali in un determinato ciclo di esistenza.
La dodicesima casa segna infatti la liberazione, o Moksha. La dodicesima casa
restituisce lindividuo alla sua unit, al ricongiungimento, e con qualit graduale
rispetto al valore conquistato nel passaggio terreno, con il Principio che lha generato.
Riprendendo i passi di Porfirio, si compie qui lopera demandata al caldo, se non
caldissimo, vento di Noto che discioglie e dissolve nellinfinito lanima del
viaggiatore; il corpo brucia e lo spirito sale. Anche nella simbologia astrologica la
dodicesima casa viene spiegata come il varco che consente il ritorno nelle acque
indifferenziate dellutero materno; lo stesso Sasportas insiste sul concetto di
dissoluzione, sullabbandono della propria individualit terrena in unopera di
destrutturazione e assorbimento, su quello che un vero e proprio rientro a casa146.
Ossia la casa per eccellenza, la realt del non manifestato, quella che in senso esoterico
vera vita e vera casa rispetto alla transitoriet dellesistenza terrena. Proprio il
dodici esprime la grazia e il ritmo dellarmonia che vige tra due differenti
rappresentazioni, quella superiore e quella inferiore. Entrata, permanenza e uscita: sono
questi del resto tre buoni termini di paragone per raccontare il triplice compimento del
processo ermetico, che nello specifico abbiamo voluto far rientrare nelle evoluzioni e
compenetrazioni di Saturno, Luna, Mercurio e Sole sulla carta zodiacale.

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146

Ivi, p. 109 e sgg.