Sei sulla pagina 1di 33

Edoardo Giusti - Alberta Testi

collana Psicoterapia & Counseling


diretta da Edoardo Giusti
PSICOTERAPIA

COUNSELING

59
Centro Europeo di Ricerche
per lo Studio delle Psicoterapie
Integrate e Comparate

collana Psicoterapia & Counseling


diretta da Edoardo Giusti
PSICOTERAPIA

COUNSELING

59
Centro Europeo di Ricerche
per lo Studio delle Psicoterapie
Integrate e Comparate

Edoardo Giusti - Alberta Testi

LAUTOSTIMA
Vincere quasi sempre
con le 3 A

OVERA EDITORE

2006 SOVERA MULTIMEDIA s.r.l.


Via Vincenzo Brunacci, 55/55A - 00146 Roma
Tel. (06) 5585265 - 5562429
www.soveraedizioni.com
e-mail: info@soveraedizioni.com
I diritti di traduzione, di riproduzione e di adattamento, totale o parziale (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i paesi.

Sommario

Introduzione

11

1. Definizione e teorie sullautostima

15

2. Valutare la propria autostima

25

3. Le componenti dellautostima
Consapevolezza di s
Autenticit
Il concetto di s
Bisogni e desideri
Prendersi cura di s
Responsabilit personale
Il cambiamento
Strategie di comportamento
Accettare il rischio
Gestire il successo
Gestire gli errori
Il senso di colpa
Valutazione positiva di s
Il feedback
La critica patologica
Ristrutturazione cognitiva
I devo
Valori autentici e valori incongrui
I giudizi
Accettazione di s
Accettare i propri sentimenti
Riconoscere il proprio valore
Accettare il bambino che siamo stati

33
34
39
43
47
54
63
66
70
71
74
76
79
85
86
90
96
111
117
118
119
124
129
132
5

4. Le origini dellautostima
Lo sviluppo dellautostima
Il ruolo dei genitori
Accettare i propri figli
Avere aspettative adeguate
Favorire lautonomia dei figli

137
137
142
149
153
157

5. Autostima e scuola
Lautostima nel contesto scolastico
I cinque fattori dellautostima scolastica
Sicurezza
Concetto di S
Affiliazione
Progettualit
Competenza
Autostima e successo scolastico
Lautostima degli insegnanti

163
163
165
165
170
173
177
180
183
187

6. Autostima e ambiti di vita


Lautostima nel rapporto di coppia
Lautostima nei rapporti di amicizia
Lautostima nel lavoro

189
189
195
200

7. Autostima e tendenze patologiche


Labuso sui minori
Lalcolismo
La personalit narcisistica

205
205
208
210

Bibliografia

214

ESERCIZI PER LAUTOSTIMA


Esercizio n. 1
Esercizio n. 2
Esercizio n. 3
Esercizio n. 4
Esercizio n. 5
Esercizio n. 6
Esercizio n. 7
Esercizio n. 8
Esercizio n. 9
Esercizio n. 10
Esercizio n. 11
Esercizio n. 12
Esercizio n. 13
Esercizio n. 14
Esercizio n. 15
Esercizio n. 16
Esercizio n. 17
Esercizio n. 18
Esercizio n. 19
Esercizio n. 20
Esercizio n. 21
Esercizio n. 22
Esercizio n. 23
Esercizio n. 24
Esercizio n. 25
Esercizio n. 26
Esercizio n. 27
Esercizio n. 28
Esercizio n. 29
Esercizio n. 30
Esercizio n. 31
Esercizio n. 32
Esercizio n. 33
Esercizio n. 34
Esercizio n. 35
Esercizio n. 36
Esercizio n. 37
Esercizio n. 38

Il tuo concetto di autostima


Il mio livello di autostima
Scrivo una lettera
Esploro me stesso
Vittima o creativo?
Io e la consapevolezza
Consapevolezza corporea
Consapevolezza emotiva
Consapevolezza cognitiva
Vivere con consapevolezza
La maschera
Vivere con autenticit
Il mio lato nascosto
Chi sono?
Il regista della mia vita
Il mio tesoro nascosto
Inventario del concetto di s
I miei interessi
I miei ruoli
La mia settimana
Tempo per me
I tuoi momenti
Sono un temporeggiatore?
Le cose da portare a termine
Le mie priorit
La delega
La mia agenda
Stabilire i propri obiettivi
Vivere con responsabilit
Il grafico della mia vita
Io e il cambiamento
I miei obiettivi
I miei valori
Io e il rischio
Come reagisci al successo?
I miei successi
I miei errori
Il giudice che in me

26
27
28
29
31
35
36
36
36
37
39
41
43
44
44
45
46
52
53
54
55
55
57
58
59
60
61
62
66
67
68
68
69
73
75
75
79
80
7

Esercizio n. 39
Esercizio n. 40
Esercizio n. 41
Esercizio n. 42
Esercizio n. 43
Esercizio n. 44
Esercizio n. 45
Esercizio n. 46
Esercizio n. 47
Esercizio n. 48
Esercizio n. 49
Esercizio n. 50
Esercizio n. 51
Esercizio n. 52
Esercizio n. 53
Esercizio n. 54
Esercizio n. 55
Esercizio n. 56
Esercizio n. 57
Esercizio n. 58
Esercizio n. 59
Esercizio n. 60
Esercizio n. 61
Esercizio n. 62
Esercizio n. 63
Esercizio n. 64
Esercizio n. 65
Esercizio n. 66
Esercizio n. 67
Esercizio n. 68
Esercizio n. 69
Esercizio n. 70
Esercizio n. 71
Esercizio n. 72
Esercizio n. 73
Esercizio n. 74
Esercizio n. 75
Esercizio n. 76
Esercizio n. 77
Esercizio n. 78
8

Liberarsi dai sensi di colpa


Il cerchio delle responsabilit
I messaggi negativi che ho ricevuto
Le mie convinzioni centrali
Il mio dialogo interiore
Le mie critiche
Contesta le tue critiche
Una visione migliore
I miei devo
Inventario dei devo
Comprendere me stesso
Accettazione di s
Cosa non accetto di me
Se mi accettassi
La difficolt di accettare me stesso
Essere perfetti
Uguaglianze/Differenze
I sentimenti inaccettabili
I sentimenti tab
Conoscere il mio dolore
Le mie paure
Sono degno
Il mio valore
La medaglia
Autoesplorazione del bambino
Autoesplorazione delladolescente
Ho cura della stima di mio figlio?
Il sostegno che ho ricevuto
Il sostegno che offro
Le qualit negative di mio figlio
Le qualit positive di mio figlio
Sospendere il giudizio
Le mie aspettative di genitore
Rendo autonomo mio figlio?
Io la penso cos
Ascoltiamoci
Cosa mi aspetto da me
La sedia dei complimenti
Questo sono io
Il tesoro delle emozioni

82
83
92
97
99
100
101
111
112
114
120
120
121
122
122
123
124
125
125
126
127
131
131
132
134
135
144
146
146
150
150
152
154
158
167
167
168
169
172
173

Esercizio n. 79
Esercizio n. 80
Esercizio n. 81
Esercizio n. 82
Esercizio n. 83
Esercizio n. 84
Esercizio n. 85
Esercizio n. 86
Esercizio n. 87
Esercizio n. 88
Esercizio n. 89
Esercizio n. 90
Esercizio n. 91
Esercizio n. 92
Esercizio n. 93
Esercizio n. 94
Esercizio n. 95

La mia classe un gruppo


Se un amico parlasse di te
Fare amicizia
La lista dei diritti
Prendere decisioni
I miei obiettivi
La mia medaglia
Quando ero studente
Ora che sono insegnante
Io e lamore
La mia coppia
Sono un buon amico?
Come mi sento con gli altri
Le mie relazioni difficili
La mia carriera
I miei livelli di competenza
Sono un buon leader?

174
175
176
176
178
179
181
188
188
190
192
196
198
199
201
201
204

Introduzione

Lautostima essenziale per la sopravvivenza psicologica. Come esseri umani siamo in grado di definire chi siamo, in altre parole, di costruire la nostra identit ed attribuirle un valore. Lautostima un senso soggettivo e duraturo di autoapprovazione del proprio valore basato
su appropriate autopercezioni (Giusti, 1994).
Nel concetto di autostima possiamo individuare:
elementi cognitivi: definizione e caratterizzazione di s in termini descrittivi (aspetto fisico, forza fisica, abilit e competenza in vari ambiti e relazioni);
elementi affettivi: insieme di sentimenti positivi o negativi nei
confronti di se stessi;
elementi valutativi (di tipo cognitivo-affettivo): pattern di
competenze legati a criteri di paragone o a livelli di rendimento
ideali e sentimenti che accompagnano le autovalutazioni.
Lautostima riflette la coesione e stabilit della struttura del S, della propria identit sviluppata durante gli anni formativi dellinfanzia e
delladolescenza. Non viene, quindi, nutrita soltanto dagli apprezzamenti che riusciamo ad ottenere dallesterno e da quello che gli altri
pensano di noi, ma anche e soprattutto da ci che noi abbiamo interiorizzato e che pensiamo e sentiamo per noi stessi.
Lopinione che abbiamo e i sentimenti che proviamo per noi stessi
influenzano molto la nostra vita, il modo in cui ci comportiamo nel lavoro, negli affetti, nei vari ruoli che rivestiamo come genitori, come
partner, come amici, come colleghi. In sostanza determina in gran parte le nostre risposte allambiente esterno.
Quando si ha una buona autostima ci si sente bene, si sente di poter controllare la propria vita, ci si adatta in maniera flessibile e determinata alle diverse situazioni, anche quelle pi difficili, si fa maggiore ricorso alle proprie risorse.
11

Giudicarsi negativamente e rifiutarsi, invece, provoca uno stato di


disagio e sofferenza. Nel tentativo di evitare qualsiasi esperienza che
in qualche modo possa intensificare questo stato negativo, si corrono
meno rischi sociali o professionali, si rinuncia ad incontrare le persone, si limitano le proprie capacit di aprirsi agli altri, di esprimere la
propria sessualit ed il proprio bisogno di affetto, di essere al centro
dellattenzione, di chiedere aiuto e di risolvere problemi. Per evitare ulteriori giudizi e autorifiuto si erigono barriere difensive.
Molte persone hanno la tendenza a focalizzare lattenzione sui propri errori e fallimenti, sui difetti e sulle opportunit mancate, piuttosto
che sulle qualit e i successi, trascurando gli aspetti positivi delle situazioni e le conseguenze positive delle proprie azioni. Quante volte ci
siamo sorpresi a pensare non ce la far, non riuscir, per poi
constatare di essere stati allaltezza delle circostanze e di aver superato anche i momenti difficili? importante riconoscere le proprie capacit e conservare il ricordo dei successi conseguiti in passato, quando ci si trova a dover affrontare un momento difficile o una situazione
nuova.
Alcuni trascorrono la loro vita aspettando il momento giusto
(quando lavorer, quando mi sposer, quando avr figli,
quando andr in pensione quando non avr questi problemi),
preoccupandosi ansiosamente di ci che potr accadere nel futuro,
(che cosa succeder?), oppure rimpiangendo o recriminando sul
passato (quando ero giovane, non posso dimenticare). Vivere
con lattenzione rivolta eccessivamente al passato o al futuro autolimitante, perch impedisce di vivere il momento presente. Vivere nel
presente non significa trascurare il passato e il futuro, ma essere disponibili ad accettare e ad affrontare le esperienze e i sentimenti attuali, in quanto lunit mente-corpo e la consapevolezza di quello che accade qui e ora, sentimenti e razionalit, permettono di agire prontamente e quindi con responsabilit (Giusti, Palomba, 1993).
La mancanza di un sano senso di autoapprezzamento uno dei segnali dallarme di una personalit disfunzionale ed una condizione
presente in molti stati di disagio psicologico: insicurezza, ansia, paura
dellintimit e disfunzioni sessuali, problemi di alimentazione, scarso
rendimento scolastico, alcolismo, farmacodipendenza e tossicodipendenza, maltrattamento dei bambini, violenza, suicidio, sono legati alla
mancanza di autostima.
Il legame tra bassa autostima e depressione stato ampiamente confermato sia a livello teorico che di ricerca. Gli studi di Beck (1967) sul12

la depressione hanno rilevato le autovalutazioni negative come una


componente fondamentale della depressione. Le persone che soffrono
di depressione hanno unautostima estremamente bassa e un concetto
di s negativo.
La bassa stima di s, sentirsi indesiderabili, noiosi e brutti, sentirsi
a disagio e ridicoli quando si sta insieme agli altri e temere il loro giudizio, linsoddisfazione di stare da soli, la convinzione di essere inadatti a relazioni valide e di rovinarle inevitabilmente, sono tutti vissuti negativi tipici dello stato di Solitudine Cronica, strettamente legata
alla sindrome depressiva ed in cui sono coinvolte caratteristiche della
personalit quali lincapacit dintimit e di espressione emotiva
(Giusti, 1992).
Consulenti e terapeuti si confrontano quotidianamente con le conseguenze negative di un basso livello di autostima. Nel processo terapeutico, ogni strada conduce allautostima. In quasi tutti i metodi di cura lincremento del livello di autostima ormai considerato fondamentale per lo sviluppo di una personalit positiva Se alla radice dei
propri problemi personali vi un basso livello di autostima, la qualit
della vita pu essere cambiata lavorando direttamente sullaccrescimento del livello stesso (Field, 1997).
Molte persone provano sentimenti di inadeguatezza, insicurezza,
hanno dubbi su se stesse, hanno sensi di colpa o paura di partecipare
attivamente alle esperienze della vita, sperimentando un vago e indefinibile sentimento di non essere abbastanza, muovendosi in maniera
autodifensiva. Chi ha scarsa autostima dubita della propria adeguatezza e capacit di affrontare le richieste della vita e ritiene di non meritare il benessere e la felicit, non in grado di riconoscere che il diritto di cercare la felicit e il benessere intrinseco allesistenza stessa.
Con una sana autostima si molto pi inclini e aperti a creare relazioni nutrienti e costruttive. Avendo rispetto e benevolenza nei confronti di se stessi, si pi inclini a trattare gli altri con rispetto e benevolenza e si ha meno bisogno di barriere difensive, poich laltro non
considerato una minaccia alla propria integrit.
Le persone con bassa autostima hanno un grande (e spesso inappagato) bisogno di amore e di intimit. Lautostima non una conseguenza dellamore, ne piuttosto un prerequisito fondamentale. Quando si ha un buon livello di autostima si in grado di costruire relazioni nutrienti, essendo attratti da persone positive, aperte al cambiamento, capaci di dare e nello stesso tempo di ricevere. Il vissuto dellintimit risulta unesperienza integrativa, essenziale e strutturante del per13

corso esistenziale soggettivo ed intersoggettivo, assume dunque un valore fondamentale per lo sviluppo di relazioni significative e autentiche. qui che si esprime il senso profondo di unicit del S, la validit
delle sue funzioni ed a questo livello che si trova la risorsa cui attingere nei momenti critici della vita e la forza dellespressione-espansione del S verso lAltro (Ciarlantini, Dantini, Del Giudice, Spalletta, 1992).
Il grande valore dellautostima risiede, quindi, nel fatto che contribuisce ad:
 avere un supporto interiorizzato che ci sostiene indipendentemente delle opinioni degli altri;
 mantenere uno stato di equilibrio psicologico ed interiore;
 accettarci e valorizzare gli aspetti positivi che ci caratterizzano;
 vivere pienamente nel presente;
 avere fiducia nelle proprie potenzialit;
 costruire relazioni intime ed interpersonali appaganti ed equilibrate.

14

Capitolo 1

Definizione e teorie sullautostima

Lautostima un concetto difficile da definire ed esaminare. Etimologicamente la parola autostima pu essere fatta risalire al verbo latino aestimare, che significa sia determinare il valore di sia avere unopinione su. In effetti nel senso comune la stima di s rappresenta generalmente il modo in cui ciascuno vede e giudica se stesso.
I termini e le espressioni utilizzati nel linguaggio di tutti i giorni che
indicano la stima di s sono moltissimi (avere fiducia in s, amor proprio, essere se stessi, ecc.). Ciascun modo pu rappresentare uno dei
molteplici aspetti dellautostima. Andr e Lelord (2000), a tal proposito, propongono uninteressante specificazione dei diversi aspetti, come
riportato nella seguente tabella.
ESPRESSIONE
Aver fiducia in se stessi

DESCRIZIONE

INTERESSE
DEL CONCETTO

Credere nelle proprie capa- Sottolinea limportanza


cit di agire efficacemente dei rapporti tra la stima di
(anticipazione dellazione) s e lazione

Sentirsi contenti, soddi- Essere soddisfatti del pro- Senza stima di s, neppure
sfatti di s
prio modo di agire (valuta- i successi sono vissuti cozione dellazione)
me tali
Essere sicuri di s (1)

Prendere decisioni, perse- Una buona opinione di s


verare nelle proprie scelte generalmente va di pari passo con la capacit di prendere decisioni equilibrate

Essere sicuri di s (2)

Non dubitare delle proprie La stima di s consente di


competenze e dei propri esprimere se stessi in ogni
punti di forza, in qualun- circostanza
que contesto
(segue)

15

Amore di s

Essere ben disposti verso Evidenzia la componente


se stessi, sentirsi soddisfat- affettiva dellautostima
ti di s

Amor proprio

Avere una consapevolezza La stima di s risente somolto (troppo) forte della prattutto delle critiche
propria dignit

Conoscenza di s

Sapersi descrivere e ana- importante sapere chi si


lizzare in maniera precisa per potersi stimare

Affermazione di s

Difendere, nel rapporto Per stimare se stessi a volcon gli altri, i propri punti te necessario difendere il
di vista e i propri interessi proprio territorio

Sapersi accettare

Integrare qualit e difetti Riconoscere i propri difetti


per ottenere unimmagine non preclude la stima di s
globalmente buona (o accettabile) di s

Credere in se stessi

Scomparire dalla scena


pubblica riuscendo a tollerare la mancanza di successi che rafforzino la stima di s

Talvolta la stima di s non


si nutre di successi, ma di
convinzioni e di una certa
visione di s

Avere unalta opinione di Essere convinti di poter Spesso ambizione e autos stessi
raggiungere obiettivi ele- stima sono strettamente
vati
collegate
Essere fieri di s

Accrescere il senso del La stima di s ha bisogno


proprio valore personale in di essere alimentata da
seguito a un successo
successi

Da un punto di vista psicologico, lautostima rappresenta sicuramente una delle dimensioni fondamentali della personalit, ma allo
stesso tempo un fenomeno complesso alla cui determinazione contribuiscono vari fattori, interni ed esterni, passati e presenti, sociali e
individuali, ecc.
Le prime descrizioni e i primi studi sul concetto di autostima risalgono ai primi teorici della psicologia.
I primi riferimenti allautostima come dimensione psicologica
emergono dalle considerazioni sul S di William James, padre della
psicologia (1890).
Ogni individuo basa quello che James chiama amore per se stesso
sui successi e i fallimenti nellambito delle aree in cui ha le proprie aspi16

razioni. Gli individui non esaminano tutte le loro azioni e i loro attributi, bens focalizzano la loro attenzione sulle proprie abilit in aree in cui
hanno aspirazioni di successo. Una persona che si percepisce abile in un
ambito in cui aspira a riuscire avr unalta stima di s. Al contrario, una
persona che considera importante unarea in cui percepisce di avere
scarsi risultati avr una bassa autostima. Lamore per se stessi, quindi,
viene determinato dal rapporto fra i risultati conseguiti nelle aree considerate importanti e le proprie aspirazioni. Lautostima, secondo James, corrisponde al rapporto fra risultati conseguiti e aspirazioni.
Stima di s =

risultati
aspirazioni

In altre parole, qualsiasi cosa una persona scelga di definire come


proprio obiettivo (la propria reputazione, qualcosa per cui desidera essere conosciuta, un attributo che desidera possedere, un ambito in cui
desidera eccellere), questa diventa una sua aspirazione. Il grado in cui
la persona riesce a soddisfare questo desiderio determina la sua autostima in quella particolare area di esperienza.
Le osservazioni di C. H. Cooley (1902) rientrano in una teoria sociale. Secondo Cooley, lIo di una persona si sviluppa attraverso il rapporto che essa stabilisce con gli altri con una modalit riflessa. Nel tentativo di chiarire il carattere riflesso dellIo, Cooley lo paragona ad uno
specchio, Ciascuno come uno specchio riflette laltro che passa.
Cooley sostiene che ogni individuo dovrebbe raggiungere un equilibrio fra la valutazione dei giudizi e delle opinioni degli altri e lo sviluppo di modi di pensare individuali; la maturit porta lindividuo ad
un maggior autocontrollo rendendolo in grado di gestire appropriatamente le proprie risposte allambiente e meno vulnerabile e dipendente dalle opinioni degli altri. Lindividuo maturo stabile e in grado di
scegliere la propria direzione.
George Mead (1934) ha considerato lo sviluppo dellIo allinterno
del processo attraverso il quale lindividuo diventa parte integrante della societ. Attraverso le interazioni con gli altri, gli individui giungono
a percepire se stessi nel modo in cui vengono percepiti e valutati dagli
altri. Presupposto fondamentale per lo sviluppo dellautostima \ essere stati stimati dagli altri significativi. Se da bambini si stati ignorati, respinti, non ascoltati, da adulti ci si considerer degni di un simile trattamento sia da parte di se stessi, sia da parte degli altri.
17

Il contributo principale di G. Allport allo studio dellautostima


stato il riconoscimento del ruolo delle difese psicologiche (1961). Di
grande importanza per lo sviluppo di una personalit sana o di una personalit disturbata sono le modalit con cui ciascun individuo affronta
i sentimenti di inferiorit. Alcuni eserciteranno sforzi maggiori, trasformando il problema in un punto di forza e in unoccasione per investire maggiori energie; altri potranno vivere una sensazione di impotenza e arrendersi oppure decideranno di perseguire obiettivi diversi. Altri ancora struttureranno difese psicologiche come la razionalizzazione (giustificazioni pseudo-razionali ai propri vissuti e comportamenti) o la negazione, per evitare il dolore che deriva dal riconoscere
ed affrontare il problema.
Affrontare gli eventi e le esperienze (anche quelle difficili) che si
presentano nella vita una modalit funzionale e costruttiva, mentre
levitamento intrinsecamente pericoloso e insano. Allport considera i
meccanismi di difesa dellIo come strategie con cui le persone tentano
di evitare il disagio e lansia (1961). Allport stato il primo ad esplicitare cos chiaramente limportanza dellautodisciplina e del coraggio
di affrontare le difficolt e i conflitti, qualit indispensabili per la salute psichica e per una maggiore autostima. Lindividuo, cos, sviluppa
un appropriato orientamento verso obiettivi e reagisce alle situazioni
percepite come minacciose con difese psicologiche sane. Una persona
psicologicamente sana quando elabora i conflitti ed affronta le difficolt, invece di ricorrere allevitamento.
Secondo Rollo May (1961) lautostima si sviluppa quando la persona disposta a riconoscere il proprio esser-ci, risponde con congruenza al S e rimane se stessa nonostante le pressioni esterne che
spingono a negare o distorcere vari aspetti di s. Lautostima deriva dal
coraggio di permettere alla totalit del proprio S di esistere, divenire
e mantenersi autentico, ridimensionando il bisogno di accettazione
esterna in favore dellindividuazione. Una reale autostima implica la
capacit di essere autentici e disponibili ad esprimere la propria individualit, anche quando gli altri esercitano pressioni per modificarne o
reprimerne le manifestazioni. May sottolinea limportanza centrale
dellautonomia individuale per lo sviluppo dellautostima. Prima di
stabilire relazioni solide con gli altri, bisogna instaurare un relazione
con noi stessi, imparando a restare soli ed ascoltarci (Giusti, Montanari, Montanarella, 1995).
C. Rogers (1951) considera la condizione del S come il fattore
cardinale nella determinazione della salute psico-emotiva dellindivi18

duo. Come terapeuta esistenziale, considera la condizione essenziale


del disadattamento come una discrepanza tra quello che definisce autovalutazione organismica degli eventi da parte di un individuo e i valori che lindividuo afferma coscientemente.
Nel corso dello sviluppo, il bambino gradualmente impara a distinguere la parte del suo mondo privato che me e la parte che non
me; acquisisce quindi il senso di s, attribuisce un valore positivo o negativo alle esperienze, vissute rispettivamente come soddisfacenti e nutrienti o minacciose. Poich tutte le persone hanno bisogno di essere accettate, specialmente durante linfanzia, la valutazione da parte di altri
pu incidere sul processo di autovalutazione organismica dellindividuo.
Eventuali conflitti tra le proprie valutazioni e quelle degli altri possono
costringere lindividuo a diffidare del suo senso di s interno e a considerarlo pericoloso e da rifiutare. Oppure, il bambino pu introiettare i
valori dei genitori o di altre figure significative e considerarli propri. Le
introiezioni che derivano da tali influenze sono delle simbolizzazioni distorte dellesperienza e per questo la loro validit non pu essere mai
confrontata con quella dellesperienza diretta. La percezione del S
emerge dalla struttura costituita dal S direttamente sperimentato e dalle introiezioni distorte. Quando una percezione in disaccordo con la
struttura del S raggiunge la coscienza, lindividuo nega o distorce il suo
significato. In questo modo la persona incanala e riduce le informazioni
e i comportamenti a sua disposizione, confermando la struttura del S
come autodefinizione della propria identit. Quando esiste una sostanziale discrepanza tra lesperienza organismica e il concetto di s, si creano tensioni e ansia, come risultato del conflitto tra lo sforzo dellorganismo di soddisfare i propri bisogni e il tentativo del S cosciente di restare inconsapevole di tali bisogni (Giusti, Montanari, Montanarella, 1995).
Linteresse di Rogers, nella comprensione dellautostima, rivolto
alla conoscenza del proprio S da parte dellindividuo. Il S da scoprire, secondo Rogers, non coincide con le capacit e gli interessi personali, ma soprattutto con i valori e le preferenze affettive della persona.
Le persone sane, che hanno fiducia nel processo di autovalutazione organismica, scelgono uno stile di vita in armonia con i propri sentimenti
e valori pi profondi. Le persone con unelevata stima di s sviluppano una propria identit e non vivono in base agli introietti imposti loro da altri, mentre la paura del rifiuto porta lindividuo a nascondere o
negare la propria espressione autentica.
Nellambito delle teorie psicodinamiche, lacquisizione dellautostima determinata dal processo fondamentale dello sviluppo del S e
19

allinterno delle prime relazioni oggettuali. Per la formazione di un


senso individuale di valore sono cruciali, secondo i principali esponenti che hanno affrontato questa tematica, la formazione di oggetti intrapsichici (Klein, 1948), lo sviluppo narcisistico (Kohut, 1971), lemergere di strutture cognitivo-affettive (Kernberg, 1976) e lo sviluppo
dellattaccamento alle figure di accudimento (Bowlby, 1989; Bartholomew e Horowitz, 1991).
Secondo le teorie dellapprendimento sociale, il funzionamento
psicologico il risultato di fattori personali e fattori ambientali (Bandura, 1977, 2000). Le persone acquisiscono gradualmente su se stesse
opinioni che riflettono il modo in cui sono state trattate dallambiente
sociale. In sostanza, gli individui arrivano a percepirsi e a valutarsi allo stesso modo in cui sono stati percepiti e valutati dagli altri, soprattutto dai propri genitori e da altre figure importanti.
Studi successivi hanno evidenziato limportanza dellautostima attraverso una valutazione approfondita e sottile di aspetti specifici del
concetto di s (Markus, Wurf, 1987). Alcuni autori hanno sottolineato
limportanza che la discrepanza tra i diversi S (tra il S reale e il S
ideale) assume nel determinare conflitti cognitivi o cognitivo-affettivi
che procurano autovalutazioni negative (Higgins, Klein, Strauman,
1985; Rosemberg, 1979); altri hanno cercato di chiarire il ruolo delle
variabili affettive e cognitive nel determinare le differenze nei livelli di
autostima tra le persone (Pelham, Swann, 1989).
Anche le elaborazioni pi recenti, in particolare in ambito cognitivo-comportamentale, sottolineano la rilevanza per lautostima sia dellambiente (famiglia, scuola, ecc.) che ne influenza lo sviluppo, sia
delle variabili personali e dei processi di elaborazione mentale. In tal
senso sono stati costruiti vari programmi di sviluppo dellautostima
basati sui principi del condizionamento e della psicologia cognitiva
(Pope, McHale, Craighead, 1992).
A testimoniare la plasticit e la complessit del concetto di autostima contribuisce il dibattito circa lesistenza di ununica stima di s o
di molteplici stime di s, che possono funzionare in maniera relativamente indipendente le une dalle altre, ciascuna pertinente ad un ambito particolare.
Da questo punto di vista alcuni autori rilevano, ad esempio, che
possibile avere una buona stima di s in ambito professionale e una
scarsa considerazione di s nellambito della vita sentimentale e da ci
deducono che, a seconda delle circostanze e degli interlocutori, la concezione del proprio valore personale pu variare sensibilmente, pur
20

considerando che in generale un successo o una sconfitta in un certo


ambito si ripercuote su tutti gli altri.
Viceversa, altri autori ritengono che si tratti di una dimensione non
divisibile e che sia poco probabile che si abbia una buona opinione di
s in un certo campo a esclusione degli altri. Pertanto ritengono che la
stima di s debba essere considerata unicamente come una valutazione
globale di se stessi.
Gli studi e le elaborazioni teoriche degli ultimi anni descrivono
lautostima in termini multidimensionali (Epstein, 1973; Harter, 1983;
Marsh e Holmes, 1990; Bracken, 1993), in relazione alla valutazione
di diverse componenti del concetto di s, alle variazioni nei diversi
contesti della vita dellindividuo e allimportanza attribuita a ciascun
contesto o abilit. Nonostante vengano indicate diverse dimensioni importanti, esiste un certo accordo su quelle considerate pi rilevanti (relazioni interpersonali, competenza di controllo dellambiente, emotivit, successo scolastico, vita familiare, vissuto corporeo.
Pi recentemente trova sempre pi consenso lipotesi che lautostima sia strutturata gerarchicamente. Al vertice vi lautostima generale, mentre le varie dimensioni intercorrelate costituirebbero un secondo livello inferiore. Lautostima uno schema comportamentale e
cognitivo appreso, multidimensionale e riferito ai diversi contesti, che
si basa sulla valutazione espressa da un individuo delle esperienze e dei
comportamenti passati, influenza i suoi comportamenti attuali e predice quelli futuri Bench lautostima legata ad ambiti specifici venga
acquisita in ciascuno dei contesti in cui lindividuo opera, queste autostime specifiche sono moderatamente intercorrelate (Bracken, 1993).
EMOTIVITA

RELAZIONI
INTERPERSONALI
VITA
FAMILIARE

AUTOSTIMA
GLOBALE
VISSUTO
CORPOREO
SUCCESSO
SCOLASTICO
CONTROLLO
AMBIENTE

21

Altre recenti prospettive di ricerca evidenziano come le persone con


bassa autostima sarebbero caratterizzate dallassenza di amore per s e
dallincapacit di riconoscere in s qualit positive (Baumeister, 1993).
C. Andr e F. Lelord (2000) sostengono che una buona stima di s
fondata su tre componeni fondamentali:
lamore di s;
la visione di s;
la fiducia in se stessi.
Lamore di s rappresenta lamore incondizionato verso se stessi,
il sentirsi dentro di s degni di amore e di rispetto nonostante i propri
limiti e difetti.
La visione di s la rappresentazione soggettiva che lindividuo ha
di se stesso. Non costituisce necessariamente una visione realistica, ma
la convinzione delle proprie caratteristiche positive e negative.
La fiducia in se stessi rappresenta la convinzione di essere capaci di
agire adeguatamente nelle vicende della propria vita, soprattutto quelle pi rilevanti. Essa si alimenta delle azioni che si compiono quotidianamente con successo.
Tutti e tre gli elementi hanno origine dal nutrimento affettivo che
si ricevuto dalla propria famiglia di origine, dalle aspirazioni e dai
progetti che i genitori proiettano sul proprio figlio e dalleducazione
che si riceve in famiglia e a scuola.
Queste tre componenti della stima di s in genere sono interdipendenti: lamore di s (rispettare se stessi qualunque cosa accada, assecondare i propri bisogni e le proprie aspirazioni) facilita incontestabilmente una visione positiva di se stessi (credere nelle proprie capacit,
proiettarsi nel futuro) che, a sua volta, influenza favorevolmente la fiducia in se stessi (agire senza eccessivi timori di eventuali insuccessi o
del giudizio altrui (Andr e Lelord, 2000).
Un concetto di s scarsamente definito e inconsistente (Campbell,
Lavallee, 1993) condurrebbe ad auto-descrizioni e presentazioni di s
neutrali, moderate e non impegnative, con una modalit auto-protettiva (self-protective), tendente al mantenimento dellautostima (Blaine e
Crocker, 1993), piuttosto che allauto-innalzamento (self-enhancement).
Gli ultimi studi sullautostima si focalizzano sulla contraddizione
che la ricerca ha evidenziato negli anni tra dati che attestano come
unalta autostima sia un indicatore di salute mentale e buon adattamento e quelli che mostrano come la stessa possa essere indice di un
maladattamento e di una difesa disfunzionale. Viene suggerita lipote22

si che possano coesistere due differenti forme di autostima, quella


esplicita, basata sulle valutazioni consapevoli di s, e quella implicita,
ossia linfluenza (non identificabile a livello introspettivo) che latteggiamento verso di s esercita sulla valutazione di oggetti legati al S o
dissociati da esso (Greenwald e Farnham, 2000; Dentale e Gennaro,
2003).
Gli individui caratterizzati da alta autostima esplicita e bassa autostima implicita mostrano di avere unalta autostima difensiva, mentre
coloro che possiedono unalta autostima sia implicita che esplicita sono sicuri di s e psicologicamente equilibrati (Jordan et al., 2003).
Al termine di questa rassegna di studi e teorie, si pu concludere
che lautostima dipende:
dalle aspettative dellindividuo riguardo a se stesso;
dalla raggiungibilit o meno dei modelli di riferimento;
dalla qualit delle relazioni sperimentata nella prima infanzia o
durante larco dellesistenza;
dai feedback ricevuti in ambito sociale, lavorativo, affettivo.
Alla luce di tutti questi fattori, importante sottolineare che la stima di s non pu che essere suscettibile di modifiche. Non rimane costante nel tempo e pu essere incrementata e sostenuta in modo da diventare un elemento funzionale allo star bene con se stessi e con gli altri.
Qualunque sia la teoria adottata, occorre ricordare che lautostima
un fiore che va annaffiato ogni giorno. Il potere dentro di noi, nella cura che abbiamo di noi stessi, nella capacit di volerci bene (Pasini, 2001).

Maggiori informazioni

Altri libri della collana

23

NELLA STESSA COLLANA

Benson J., Gruppi. Organizzazione e conduzione per lo sviluppo personale e la psicoterapia, 20001, pp. 272
Beutler L.E. - Harwood T.M., Psicoterapia prescrittiva elettiva. La scelta del trattamento sistematico fondata sullevidenza, 2002, pp. 224
Bozarth J.D., La terapia centrata sulla persona. Un paradigma rivoluzionario, 2001,
pp. 240
Campanella V. - Fiori M. - Santoriello D., Disturbi mentali gravi. Modelli
dintervento pluralistico integrato dallautismo alle psicosi, 2003, pp. 272
Chambon O. - Marie-Cardine M., Le basi della psicoterapia eclettica e integrata,
2002, pp. 288
Clarkson P., Gestalt - Counseling, 1999 II ediz., pp. 192
Clarkson P., La Relazione Psicoterapeutica integrata, 1996, pp. 392
Delisle G., I disturbi della personalit, 20001, pp. 224
Feltham C. - Dryden W. (a cura di E. Giusti), Dizionario di counseling, 1995, pp.
320
Fontana D., Stress Counseling. Come gestire gli stati personali di tensione, 1996,
pp. 160
Frisch M.B., Psicoterapia integrata della qualit della vita, 2001, pp. 352
Giannella E., Palumbo M., Vigliar G., Mediazione familiare e affido condiviso.
Come separarsi insieme, 2007, pp. 240
Giusti E. - Calzone T., Promozione e visibilit clinica. Motivare i pazienti ai trattamenti psicologici, 2006, pp. 288
Giusti E. - Carolei F., Terapie transpersonali. Lintegrazione della spiritualit e della
meditazione nei trattamenti pluralistici, 2005, pp. 336
Giusti E. - Chiacchio A., Ossessioni e compulsioni. Valutazione e trattamento della
Psicoterapia Pluralistica Integrata, 2002, pp. 176
Giusti E. - Ciotta A., Metafore nella relazione daiuto e nei settori formativi, 2005,
pp. 256
Giusti E. - Corte B., La terapia del per-dono, 2008, pp. 304
Giusti E. - Di Fazio T., Psicoterapia integrata dello stress. Il burn-out professionale, 2005, pp. 256
Giusti E. - Di Francesco G., Lautoerotismo. Lalba del piacere sessuale: dallidentit verso la relazione, 2006, pp. 208
Giusti E. - Di Nardo G., Silenzio e solitudine. Lintegrazione della quiete nel trattamento terapeutico, 2006, pp. 240
Giusti E. - Frandina M., Terapia della gelosia e dellinvidia. Trattamenti psicologici integrati, 2007, pp. 224
Giusti E. - Fusco L., Uomini. Psicologia e psicoterapia della maschilit, 2002, pp.
464

313

NELLA STESSA COLLANA

Benson J., Gruppi. Organizzazione e conduzione per lo sviluppo personale e la psicoterapia, 20001, pp. 272
Beutler L.E. - Harwood T.M., Psicoterapia prescrittiva elettiva. La scelta del trattamento sistematico fondata sullevidenza, 2002, pp. 224
Bozarth J.D., La terapia centrata sulla persona. Un paradigma rivoluzionario, 2001,
pp. 240
Campanella V. - Fiori M. - Santoriello D., Disturbi mentali gravi. Modelli
dintervento pluralistico integrato dallautismo alle psicosi, 2003, pp. 272
Chambon O. - Marie-Cardine M., Le basi della psicoterapia eclettica e integrata,
2002, pp. 288
Clarkson P., Gestalt - Counseling, 1999 II ediz., pp. 192
Clarkson P., La Relazione Psicoterapeutica integrata, 1996, pp. 392
Delisle G., I disturbi della personalit, 20001, pp. 224
Feltham C. - Dryden W. (a cura di E. Giusti), Dizionario di counseling, 1995, pp.
320
Fontana D., Stress Counseling. Come gestire gli stati personali di tensione, 1996,
pp. 160
Frisch M.B., Psicoterapia integrata della qualit della vita, 2001, pp. 352
Giannella E., Palumbo M., Vigliar G., Mediazione familiare e affido condiviso.
Come separarsi insieme, 2007, pp. 240
Giusti E. - Calzone T., Promozione e visibilit clinica. Motivare i pazienti ai trattamenti psicologici, 2006, pp. 288
Giusti E. - Carolei F., Terapie transpersonali. Lintegrazione della spiritualit e della
meditazione nei trattamenti pluralistici, 2005, pp. 336
Giusti E. - Chiacchio A., Ossessioni e compulsioni. Valutazione e trattamento della
Psicoterapia Pluralistica Integrata, 2002, pp. 176
Giusti E. - Ciotta A., Metafore nella relazione daiuto e nei settori formativi, 2005,
pp. 256
Giusti E. - Corte B., La terapia del per-dono, 2008, pp. 304
Giusti E. - Di Fazio T., Psicoterapia integrata dello stress. Il burn-out professionale, 2005, pp. 256
Giusti E. - Di Francesco G., Lautoerotismo. Lalba del piacere sessuale: dallidentit verso la relazione, 2006, pp. 208
Giusti E. - Di Nardo G., Silenzio e solitudine. Lintegrazione della quiete nel trattamento terapeutico, 2006, pp. 240
Giusti E. - Frandina M., Terapia della gelosia e dellinvidia. Trattamenti psicologici integrati, 2007, pp. 224
Giusti E. - Fusco L., Uomini. Psicologia e psicoterapia della maschilit, 2002, pp.
464

313

Nella stessa collana


Giusti E. - Germano F., Etica del con-tatto fisico in psicoterapia e nel counseling,
2003, pp. 160
Giusti E. - Germano F., Terapia della rabbia. Capire e trattare emozioni violente
dira, collera e furia, 2003, pp. 224
Giusti E. - Giordani B. Il formatore di successo, 2002, pp. 224
Giusti E. - Harman R. (a cura di), La psicoterapia della Gestalt, 1996, pp. 224
Giusti E. - La Fata S., Quando il mio terapeuta un cane, 2004, pp. 448
Giusti E. - Lazzari A., Psicoterapia Interpersonale Integrata, 2003, pp. 160
Giusti E. - Lazzari A., Narrazione e autosvelamento nella clinica. La rivelazione del
S reciproco nella relazione di sostegno, 2005, pp. 160
Giusti E. - Locatelli M., Lempatia integrata, 2007 (Nuova edizione), pp. 320
Giusti E. - Mancinelli L., Il counseling domiciliare, 2008, pp. 160
Giusti E. - Minonne G., Linterpretazione dei significati nelle varie fasi evolutive
dei trattamenti psicologici, 2004, pp. 396
Giusti E. - Minonne G., Ricerca scientifica e tesi di specializzazione in psicoterapia,
2005, pp. 368
Giusti E. - Montanari C., Trattamenti psicologici in emergenza con EMDR per profughi, rifugiati e vittime di traumi, 2000, pp. 192
Giusti E. - Montanari C., La CoPsicoterapia. Due meglio e pi di uno in efficacia
ed efficienza, 2005, pp. 320
Giusti E. - Nardini M.C., Gruppi pluralistici. Guida transteorica alle terapie collettive integrate, 2004, pp. 304
Giusti E. - Ornelli C., Role play. Teoria e pratica nella Clinica e nella Formazione,
1999, pp. 144
Giusti E. - Palomba M., Lattivit psicoterapeutica. Etica ed estetica promozionale
del libero professionista, 1993, pp. 128
Giusti E. - Perfetti E., Ricerche sulla felicit. Come accrescere il benEssere psicologico per una vita pi soddisfacente, 2004, pp. 192
Giusti E. - Pitrone A., Essere insieme. Terapia integrata della coppia amorosa, 2004,
pp. 240
Giusti E. - Pizzo M., La selezione professionale. Intervista e valutazione delle
risorse umane con il modello pluralistico integrato, 2003, pp. 208
Giusti E. - Proietti M.C., La delega direzionale, 1996, pp. 112
Giusti E. - Proietti M.C., Qualit e formazione. Manuale per operatori sanitari e
psicosociali, 1999, pp. 184
Giusti E. - Rapan L., Narcisismo. Valutazione pluralistica e trattamento clinico
integrato del Disturbo Narcisistico di Personalit, 2002, pp. 176
Giusti E. - Romero R., Laccoglienza. I primi momenti di una relazione psicoterapeutica, 2005, pp. 176
Giusti E. - Sica A., Lepilogo della cura terapeutica. I colloqui conclusivi dei trattamenti psicologici, 2005, pp. 160
Giusti E. - Surdo V., Affezione da Alzheimer. Il trattamento psicologico complementare per le demenze, 2004, pp. 144
Giusti E. - Taranto R., Super Coaching tra Counseling e Mentoring, 2004, pp. 352

314

Nella stessa collana


Giusti E. - Testi A., LAutostima. Vincere quasi sempre con le 3 A, 2006, pp. 224
Giusti E. - Testi A., LAssertivit. Vincere quasi sempre con le 3 A, 2006, pp. 224
Giusti E. - Testi A., LAutoefficacia. Vincere quasi sempre con le 3 A, 2006, pp. 96
Giusti E., Essere in divenendo. Integrazione pluralistica dellidentit del S, 2001,
pp. 144
Giusti E., Autostima, psicologia della sicurezza in S, 20055, pp. 200
Giusti E., Videoterapia. Un ausilio al Counseling e alle Arti-Terapie, 1999, pp. 176
Giusti E., Tecniche immaginative. Il teatro interiore nelle relazioni daiuto, 2007,
pp. 272
Gold J.R., Concetti chiave in psicoterapia integrata, 2000, pp. 268
Goldfried M.R., Dalla terapia cognitivo-comportamentale allintegrazione delle psicoterapie, 2000, pp. 288
Greenberg L.S. (et al.), Manuale di psicoterapia esperienziale integrata, 2000, pp.
576
Greenberg L.S. - Paivio S.C., Lavorare con le emozioni in psicoterapia integrata,
2000, pp. 368
Manucci C. - Di Matteo L., Come gestire un caso clinico, 2004
Murgatroyd S., Il Counseling nella relazione daiuto, 20001, pp. 192
Perls F., Qui & ora. Psicoterapia autobiografica, 1991, pp. 256
Persons J.B. - Davidson J. - Tompkins M.A., Depressione. Terapia cognitivo-comportamentale. Componenti essenziali, 2002, pp. 288
Preston J., Psicoterapia breve integrata, 2001, pp. 256
Reddy M., Il Counseling aziendale. Il Manager come Counselor, 1994, pp. 176
Santostefano S., Psicoterapia integrata. Per bambini e adolescenti. Vol. I:
Metateoria pluralistica, 2002, pp. 400
Santostefano S., Psicoterapia integrata. Per bambini e adolescenti. Vol. II:
Tecnologia applicativa, 2003, pp. 384
Spalletta E. - Quaranta C., Counseling scolastico integrato, 2002, pp. 352

Videodidattica per le psicoterapie scientifiche


dellAmerican Psychological Association
Video Psicoterapia Psicodinamica Breve D.K. Freedheim + Libro Psicoterapia
breve integrata di J. Preston 120,00
Video Psicoterapia Cognitiva-Affettiva Comportamentale Prof. M.R. Goldfried
+ Libro Dalla Terapia cognitivo-comportamentale allIntegrazione delle
Psicoterapie 120,00
Video Psicoterapia Processuale Esperienziale L.S. Greenberg + Libro Manuale
di Psicoterapia Esperienziale Integrata 132,00
Video La Terapia Centrata sul Cliente N.J. Raskin + Libro La Terapia Centrata
sulla Persona di J.D. Bozarth 120,00

315

Nella stessa collana


Video EMDR per Traumi: Movimento oculare Desensibilizzante e
Rielaborazione F. Shapiro + Libro Trattamenti Psicologici in Emergenza di E.
Giusti, C. Montanari 118,00
Video La Terapia Eclettica Prescrittiva J.C. Norcross + Libro Psicoterapia
Prescrittiva Elettiva, fondata sullevidenza di Beutler/Harwood 120,00
Video Psicoterapia Multimodale A.A. Lazarus + Libro Le basi della
Psicoterapia Eclettica ed Integrata di Chambon - Cardine 125,50
Video Psicoterapia Infantile J. Annunziata + Libro Counseling Scolastico
Integrato di E. Spalletta, C. Quaranta 122,00
Video Ipnoterapia Ericksoniana J.K. Zeig + Libro Ipnosi e Psicoanalisi, collisioni e collusioni di L. Chertok 120,00
2 Video Il Counseling breve in azione J.M. Littrell + Libro Il Counseling breve
in Azione di J.M. Littrell 122,00
Video Psicoterapia Esperienziale A. Mahrer + Libro Lavorare con le emozioni
in Psicoterapia Integrata di Greenberg/Paivio 127,50
5 Videocassette Terapia Cognitivo-Comportamentale per la Depressione per
lautoformazione didattica, libro di G.B. Persons, Costo complessivo:
275,00
Video Psicoterapia Comportamentale con paziente ossessivo-compulsivo S.M.
Turner + Libro Ossessione e Compulsioni, Valutazione e Trattamento di
Edoardo Giusti, Antonio Chiacchio 127,50
Video Psicoterapia Pratica con Adolescenti A.K. Rubenstein + Due Libri
Psicoterapia Integrata per bambini e adolescenti di Sebastiano Santostefano
155,00
Video Psicoanalisi con paziente schizofrenico B. Karon + libro Disturbi mentali gravi di V. Campanella - M. Fiori - D. Santoriello 120,00
Video Come gestire il transfert erotico in psicoterapia AA.VV. + libro Etica del
contatto fisico di E. Giusti - F. Germano 115,00
Video Psicoterapia Interpersonale Ricostruttiva Lorna Smith Benjamin + libro
Psicoterapia Interpersonale Integrata di E. Giusti - A. Lazzari 118,00
Video Come gestire la rabbia dei pazienti in psicoterapia AA.VV. + libro Terapia
della rabbia di E. Giusti - F. Germano 118,00

Edizioni ASPIC
Video Terapia della Gestalt individuale in gruppo Ginger/Masquelier + libro
Psicoterapia della Gestalt di E. Giusti - V. Rosa 130,00

316

Nella stessa collana

EDIZIONE SOVERA STRUMENTI


Elliott R. - Watson J.C. - Goldman R.N. - Greenberg L.S., Apprendere la terapia
focalizzata sulle emozioni. Lapproccio esperienziale orientato al processo per il
cambiamento, in corso di stampa, pp. 368
Giusti E., Montanari C., Iannazzo A., Psicodiagnosi integrata. Valutazione transitiva e progressiva del processo qualitativo e degli esiti nella psicoterapia pluralistica fondata sullevidenza obiettiva, 2006, pp. 580
Giusti E., Bonessi A., Garda V., Salute e malattia psicosomatica. Significato, diagnosi e cura, 2006, pp. 240
Giusti E., Germano F.., Psicoterapeuti generalisti. Competenze essenziali di base:
dalladeguatezza verso leccellenza, 2006, pp. 256
Giusti E., Pacifico M., Staffa T., Lintelligenza multidimensionale per le psicoterapie innovative, 2007, pp. 400
Giusti E. - Tridici D., Smoking. Basta davvero, 2009, pp. 224
Goodheart C.D. - Kazdin A.E. - Sternberg R.J., Psicoterapia a prova di evidenza.
Dove la pratica e la ricerca si incontrano, in corso di stampa
Norcross J.C., Beutler L.E., Levant R.F., Salute mentale: trattamenti basati sullevidenza. Dibattiti e dialoghi sulle questioni fondamentali, 2006, pp. 464
Spalletta E., Germano F., MicroCounseling e MicroCoaching. Manuale operativo
di strategie brevi per la motivazione al cambiamento, 2006, pp. 480
Wolfe B.E., Trattamenti integrati per disturbi dansia. La cura del S ferito, 2007,
pp. 304

317