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G IU S E P P E

PEANO

OPERE

SCELTE

d e i r

U N IO N E

e

a c u r a

M A T E M A T I C A

col

contributo

del

I T A L I A N A

CONSIGLIO

N A ZIO N A LE

B E L L E

RICERCHE

VOLUME

III

G

E O M E T R I A

E

F O N D A M E N T I

M

E C C A N IC A

R A Z IO N A L E

-

V A R IE

A E F O N D A M E N T I M E C C

ED IZ IO N I ROMA

CREMONESE

1959

Gubbio

S o n o

r i s e r v a t i

*

M atematica

t u t t i

Unione

d

i r

i

t t

i

a l l a

Ita lia n a

-

{c )

Soc.

1959 by

Edizioni

Cremonese,

Roma

T i p o g r a f i c a

“ ODERISI,,

1 9

5

9

I

lavori

P R E F A Z I O

N E

di

G.

P ea no

A

L

V O L .

I

contenuti

nel

l

i

presente

vol.

I l i

delle

« Opere scelte » sono divisi secondo il programma pubblicato nella

PREFAZIONE al vol. I nelle tre categorie: Geometrìa e fonda­ menti, Meccanica razionale, Varie.

Poiché (secondo detto programma) ci si è dovuti limitare alla

pubblicazione di note e memorie (salvo alcuni eccezionali brevi estratti

di

trattati), chi vuole avere unHdea completa dei risultati conseguiti

da

G. P e a n o nel campo della geometria dovrà ricorrere ai trattati,

specialmente alle Applicazioni geometriche del 1887 ed al Calcolo geometrico del 1888, sull’importanza dei quali rimando al passo di G. A scoli da me riportato neZZ'INTRODUZIONE contenuta nel vol. I. Cosicché, fr a i lavori geometrici della categoria Geometria e fondamenti, mi limito a citare i lavori giovanili sulla teoria inva- riantiva delle forme algebriche {2, 3, 4) ed i saggi di calcolo geome­ trico (30, 90), con alcuni brevi complementi estratti dalle Applicazioni geometriche del 1887 e dalle Lezioni di Analisi infinit. del 1893 e pubblicati sotto il titolo: Alcuni teoremi di Peano sulle curve reali. Nella stessa categoria di lavori è invece compresa la serie pres­ soché completa dei lavori sui fondamenti delVaritmetica e sui fondamenti

della geometria, salvo gli Arithmetices principia nova methodo expo­ sita (16) ed I principii di geometria logicamente esposti (18), entrambi

pubblicati nel vol. I I di queste « Opere scelte » fra i

lavori di logica matematica per la loro importanza ideografica. In particolare cito Vestratto del lavoro n. 99 (pubblicato col titolo: I fondamenti delParitmetica nel Formulario del 1898) ed il

lavoro n. 105 (Sui numeri irrazionali, 1899) che contengono Vesposizione quasi definitiva dei fondamenti dellfaritmetica neWindirizzo di P ea no j

del 1889, già

il

lavoro n. 64 (Sui fondamenti della geometria, 1894) che contiene

la

redazione definitiva dei fondamenti della geometria basata sulle idee

primitive di punto, segmento e moto', ed il lavoro n. 98 (Analisi della teoria dei vettori, 1898) che contiene i fondamenti della geometria

VI

basata sulle idee primitive di punto, vettore e prodotto interno di due vettori, teoria che sarà poi riprodotta in tutte le edizioni successive del Formulario [a partire da F. 1899). Fra i lavori di Meccanica razionale cito quelli sul moto del polo (79, 80, 89) e quello sul pendolo di lunghezza variabile (87). Non mi è possibile invece accennare, neppur brevemente, al con­ tenuto dei numerosi lavori raccolti nella categoria denominata Varie, in cui sono compresi lavori storici, critici, didattici e di interesse vario quali, per es., Vapplicazione della numerazione binaria alla stenografia (103), Vimportanza dei simboli in matematica (176), Vese­ cuzione tipografica delle formule (178), i problemi sul calendario (196), le operazioni sulle grandezze (197), ecc. Questi lavori provano la grande estensione del campo scientifico coltivato da G. P ea no secondo la sua massima — ; « è bene non restringere lo studio alla sola matematica perchè tutta la scienza è bella se la si studia per se stessa e non allo scopo di esami o di lucro ». Essi provano inoltre che, anche negli scritti minori come per es. nelle recensioni che per lui sono quasi sempre occasione di esporre idee originali e complementi vari suggeriti dal libro recensito —, egli lascia sempre secondo le parole di B. S e g r e (1955) — « Vimpronta del suo spirito logico e del suo ingegno lucido ed originale ». I l volume termina con le fra si conclusive deWopuscolo n. 203 (Giochi di aritmetica e problemi interessanti, 1924), che sono come la sintesi delle concezioni di G. P ean o suWinsegriamento della mate­ matica esposte nel lavoro n. 143 (Sui fondamenti dell’analisi, 1910) pure contenuto in questo volume.

Le annotazioni da me premesse alla maggioranza dei lavori e le note a piè di pagina (tutte munite della sigla IL C.) sono sempre redatte secondo le norme indicate nell*AVVERTENZA pubblicata nel vol. I. Ho pensato opportuno di corredare il volume di una breve aggiunta alla BIBLIOGRAFIA (Sulla vita e sulle opere di G. Peano) e di un elenco in ordine cronologico dei titoli dei lavori pubblicati nelle « Opere scelte », con ^indicazione del volume in cui si trovano e della pagina iniziale.

Così, a due anni e quattro mesi dal conferimento delVincarico di

curare Vedizione dei tre volumi delle « Opere scelte » di G. P e a no

(13 gennaio 1957), ho il piacere di terminare

Vopera affidatami.

VII

Ciò è stato possibile per il continuo interessamento della presidenza

dell*Unione Matematica Italiana e della casa editrice Cr e m o n e s e .

A d

esse

rinnovo

il

mio più

vivo ringraziamento,

come alla mia

assisteìite Dr. F ulvia S k o f che ha continuato a coadiuvarmi efficace-

mente nella correzione delle bozze di stampa.

Coneluso

Vaugurio

che

pubblicazione

il

le

compito

presenti

se

won

Formulario

matliematico.

affidatomi,

« Opere

di

tutte

mi

scelte »

sia

permesso di formulare

la

almeno del

siano

completate

con

le opere del P eano

Sul valore e Vimportanza di tale opera ho scritto ampiamente in

due lavori del 1955, citati nella B ib l io g r a f ia

qui mi limiterò a riportare il seguente giudizio conclusivo del mate­ matico polacco E. S tamm (1933) : è « un’opera classica nella lettera­ tura matematica di ogni secolo, di valore inestimabile per gli studiosi

pubblicata nel vol. I ;

di matematica ».

Milano, maggio

1959

U go

Ca ssin a

y

GEOMETRIA E FONDAMENTI

(2). UN TEOREMA SULLE FORME MULTIPLE

 

(Atti della Reale Accad. delle Scienze di Torino, Vol. X V H ,

A . 1881,

pp. 73-79)

 

I

lavori n.

2,

3

e

4,

collegati

fra

di

loro

e

che

sono

fra i primi scritti

di

G.

P e a n o

allora

23-enne,

riguardano la

teoria delle forme algebriche.

 

Essi

si

collegano

 

a

precedenti

ricerche

 

di

A.

C l e b s c h ,

di

A.

C a p e l l i

e

di

E.

D ’O v i d i o .

 

Da notare,

nel lavoro

n.

3

(del

1881),

il

primo

uso

sistematico,

da parte di

G.

P e a n o ,

del principio

di

induzione

matematica

per la

dimostrazione

dei suoi

teoremi sulle formazioni invariantive

delle

corrispondenze

algebriche.

U.

C.

Dirò forma multipla una funzione omogenea rispetto a più serie di variabili in numero qualunque. Formazione invariantiva di più forme multiple una funzione F intera, omogenea, dei coefficienti di queste forme, e delle variabili, tale che se si fanno in tutte le variabili sostituzioni lineari indipendenti, ovvero non, fra loro, la funzione analoga alla F, calcolata sulle forme trasformate sia eguale alla trasformata di F moltiplicata per una funzione dei parametri delle sostituzioni. Caso particolare delle forme multiple sono le for­ me binarie doppie, che, poste eguali a zero, rappresentano corri­ spondenze fra gli elementi di due forme di prima specie. Finora poco è fatto intorno alle formazioni invariantive sia delle corrispon­ denze, supposte le variabili assoggettate a sostituzioni indipendenti, che delle forme multiple più generali ; anzi fu messa in dubbio resistenza, per le corrispondenze, di un sistema finito di formazioni invariantive, in funzione razionale intera delle quali si possa espri­ mere ogni forma invariantiva (1). Io mi propongo di dimostrare l’esistenza di questo sistema per le forme binarie doppie (corrispon­ denze), e per alcune altre forme multiple comprese nell’enunciato del seguente

TEOREMA:

.

« Suppongasi esistere nelle forme multiple date

(*)

A.

C a p e l l i,

Sulla

corrispondenza

(2,2).

Giornale di Matematiche,

1879,

4

Giu se ppe

peano

una serie di variabili indipendenti da quelle a

ordinino le forme date rispetto alle x :

binarie xi e assoggettate a sostituzioni

cui

si

assoggettano le altre variabili j si

f

g =

— fo %i +

+

Po x î

m fi xT*1x2+ n gì x l~ 1 x2 +

• ■

dove le

fot

A > - ••

So > Si !••

• ■• ( 2 )

sono forme non contenenti le x } ma che possono contenere le altre variabili. Se le forme (2) ammettono un sistema finito di forme in­ variantive fondamentali, esiste pure tale sistema per le forme date ». Dividerò la dimostrazione in tre parti :

 

a]

— Sia

F

una forma

invariantiva

del sistema dato

(1) j

la

si

ordini rispetto

alla

a?,

e

sia :

F =

Fo'tff+ p Fi tcf~l x,, +

le forme F 0 , F i ,

Infatti, mantenendo fìsse le x , si facciano nelle altre variabili tra­

sformazioni qualunque, e si rappresentino colle stesse lettere accen­ tate le trasformate delle funzioni precedenti j sarà :

sono formazioni invariantive del sistema (2).

 

f ' — f o %T ~b m f i æT

1 #2

+

* • * •

 

0 ' —

ffó

0i X i-1

x 2 “H • • • •

F ' =

F ix ?

+

p

Fi x ? -1 afa +

.

.

.

J

e

si calcoli sulle trasformate la forma analoga

 

di

F } e

sia :

 

F" =

n

, x ? + p F [ ’x

r 1x2 +

.

y

F una forma invariantiva, sarà identicamente F " = h F ',

dove h è funzione dei parametri delle sostituzioni eseguite, ed eguagliando in questa identità i successivi coefficienti di #2, si avrà:

essendo

Fi' =

ftFJ,

Fi' =

ftFÌ

,

il che prova appunto

del sistema (2 ).

che

F 0 ,

Fiy

sono formazioni invariantive

Si

suppose

nell’enunciato

del

teorema

che il sistema (2) am­

metta un

numero finito di forme fondamentali, e siano esse

J

^2 i • 4• >

• • • (3) « ogni

(1) è funzione razionale intera

contenenti le x ».

le

formazione invariantiva

delle

F 0 ,

Fj,

a? e

di

sono

sistema

numero finito di funzioni (3) non

funzioni razionali intere delle (3), ossia

del

un

UN TEOREMA SULLE FORME MULTIPLE

5

 

b]

Si può trovare

sistema finito di forme invariantive

del

sistema

(1),

tale

che

in

un funzione razionale intera

(lineare) dei

coefficienti

nelle

x

di esse si possano esprimere le P.

Infatti

pon­

gasi

A co =

-ì- ( - ^

yi -f-

y2 ),

dove

co

è

una funzione di grado

 

q

\ o x i

o %2

ì

g

A%co =

guente

in

a?,

e A (A a>),

le

ÿ

sono

ecc.

variabili

Si

calcoli

cogredienti

colle x ; pongasi inoltre

la

funzione analoga alla P

sul se­

sistema :

 

f

,

A f ,

A * f ,

A ™

f

9,

d g ,

A*g,

.

.

.

An g

si

otterrà

una

forma

invariantiva

Q ,

contenente

x ,

y,

e

le

variabili

che

comparivano

in

P,

e

la

si

potrà

ordinare

secondo le potenze del

determ inante

(#y)

( C le b s c h ,

Binaren

Formen ,

§ 7),

e

si

avrà :

 

Q =

+

[xy)

+

(xy)2 Ai~2x +

•.

• ,

dove

q

è

il

grado

a

cui

Q

contiene

y ,

e

le

<p,

y>,

forme inva­

riantive contenenti x

e non

y :

(p

<po # ì +

f*<Pi a#-1 x 2 +

 

;

+

vV i a?î- 1

#2 +

— î

Pongasi ora nell’eguaglianza precedente

 

=

V%=

1.,

H

— Vi =

0 ì

Q

si riduce

a

P,

[xy) ad

1,

e

le

forme polari A?<p, Aq~ l

\p ,

ai

coefficienti cpq, ipq—i ,

linearmente

delle forme cp,

e si à

così

, in funzione dei coefficienti delle forme <p,

P

espresso

Siccome

per

ipotesi

le

P

sono in numero finito,

e da ciasche­

duna

di

esse

si

deduce

un

numero

finito di forme

invariantive,

così il sistema delle forme

 
 

<p,

v>,

•••W

è finito.

c] — Una forma invariantiva F delle forme multiple date è funzione intera delle x i , x2 e delle P ; e sostituendo alle P le loro funzioni dei coefficienti delle forme (4), F diventa funzione intera delle variabili a?, e dei coefficienti nelle x delle forme

Dico

che,

considerate

<Pi

Vpm.

F

, <p, y>,

come binarie

semplici fun­

zioni delle x i , x%y incorporando le altre variabili nei coefficienti

la prima è funzione invariantiva delle ultime. Infatti, mantenendo

6

GIUSEPPE

PEANO

fìsse tutte

le altre variabili,

si faccia nelle x

la seguente trasforma­

zione :

x i =

yi

-|- zi X 8 ,

x2 =

y%X 4 -|-

X2 ,

dove

X 4 ,

X 2

sono

le

nuove

variabili yi}

y ^ t

z2 i coefficienti

della

la

trasformazione

d’una

trasformata

di

modulo

forma,

e

(yz) j

posto,

indicando

per

un comodità di scrittura :

accento

con

<P =

(p%y

W == Wx > • • • F

=

F»,

si

avrà :

(p '= (p {yi Xi -(- 2i X2, ì/2 Xi -(- 2:2^ 2) =

Ç’y X f -f- [j,(py cpzX f

1 X 2+

 

I

 

/

V'V7'V I

V-- 1

'17' V—1 TT

I

f

v> =

v/jXi +

yv'y

V*x i

X 2 + -

 

(d).

F '= P y X />+ i)F yp“ 1F*Xf-1X2+

 

)

Siano

poi

<p”}

F"

le forme analoghe a q?,

 

. F

cal­

colate sulle forme trasformate; se l’espressione di F in funzione dei coefficienti delle (4) è :

F

=

F 0 (<p0, <pi,

,

Vo,

Vi

>

)

x f + p

F x (ç?o, <Pi,

 

,

Vo, Vi,

 

)

a?2 +

,

si

avrà :

 
 

F" =

F 0(ç>J',

 

,

yj',

)

X f +

.

.

.

.

.

.

(6),

ma, essendo

(p, \p,

F

forme invariantive, si avrà :

 

<p" =

(yz)a v ' y

v"=

(y*)fi v' » • ■ ■ F" =

(yzf F ' .

Sostituiamo

in

queste

a

9/ ,

1/

/

,

.

.

.

F '

i loro valori

(a) )

in

se­

guito

questi valori di

F ",

çyj', <pì',

 

xpo ,

 

nell’espressione

(6),

ed eguagliamo i coefficienti di X f

in

 

ambo i membri :

 

(ÿz)*F*=F0[(ÿz)>£,

Si

(yxfq^~1<Pz^

destra

i(yzfwl,

(y * /v > r V »•••]•

ordini

il

membro di

secondo le potenze del determi­

nante {yz) che vi comparisce esplicitamente j i coefficienti saranno

contenenti y e 2 ; si ordinino poi

questi coefficienti secondo le potenze del determinante {yz) col me­ todo già citato del Clebsch ; il membro di destra risulterà ordinato

secondo

saranno

funzioni di <p%, <p2,

,

le

potenze

del

determinante

{yz) ed i coefficienti

forme

stessa

polari

di

quantità

funzioni

è

. già sviluppata a sinistra secondo le potenze del

Ma questa

invariantive delle <p, \p ,

determinante

(yz)) perchè vale (yz)kJ

e non potendosi questo

svi­

luppo

fare

che

in

un

sol

modo

(C l e b s c h ,

Binar en Formen,

§ 7,

Teorema 2°),

si

conchiude che nel membro di destra si devono an­

nullare i coefficienti di tutte

che F y

invariantiva

le potenze di (yz) diverse

e

è una formazione

dalla

è eguale al coefficiente di (yzf ; quindi F

delle forme binarie <p, y j ,

c.

v.

d.

UN TEOREMA SULLE FORME MULTIPLE

7

finito, ammettono

un

Gordan), e siano esse

(5)

in funzione intera delle quali si potrà esprimere F j onde « ogni formazione invariantiva del sistema (1) è funzione intera razionale di un sistema finito di forme invariantive ».

fondamentali (teorema di

Ora

le

forme

finito

binarie

di

forme

<p, y>,

in

numero

nnmero

invariantive

-

.

.

.

Così dimostrato il teorema, passo ad esaminare i più importanti sistemi di forme multiple contenuti nell’enunciato del medesimo. Un sistema di forme binarie doppie, o corrispondenze, ammette per forme (2) forme binarie semplici, che soddisfanno alle condizioni del teorema ; dunque :

« È finito il sistema di forme invariantive di quante si vogliano forme binarie doppie o corrispondenze ». Abbiasi un sistema di forme binarie triple ; le forme (2) saranno forme binarie doppie, e per ciò che si è or ora dimostrato, esse soddisfanno alle condizioni del teorema ; e così continuando si à :

— nenti quante si vogliano coppie di variabili indipendenti ammette un numero finito di formazioni invariantive fondamentali ».

T e o r e m a .

« Ogni sistema di

forme

binarie

multiple

conte­

Anche alla forma / = & ? « « (o ad un sistema di tali forme) dove le x sono variabili binarie e le w ternarie o quaternarie (coor­ dinate di rette nel piano, o di piani nello spazio) è applicabile il teorema. Si osservi che / = 0 individua la rappresentazione para- metrica dei punti d ’una curva razionale d’ordine m piana o sghemba ; e le formazioni invariantive di / tutti gli enti geometrici collegati proiettivamente colla curva, o con punti della curva. Ecc., ecc. La dimostrazione del teorema ci offre anche una regola pel calcolo delle forme invariantive ; invero, date le forme (1), se ne calcolino successivamente i sistemi (2), (3), (4) e (5); nel sistema (5) sono tutte comprese le forme fondamentali cercate. Ma non tutte le forme (5) sono fondamentali, ed il numero troppo grande di forme (5) sovrabbondanti fa sì che questo non sia in generale il metodo migliore pel calcolo delle formazioni invariantive.

(3). FORMAZIONI

INVARIANTIVE

DELLE CORRISPONDENZE

(Giornale

di Matematiche (di B atta gliNi), Vol. X X , A . 1881, pp. 70-100)

Dicesi forma binaria doppia (w, fx) una funzione intera omogenea

di due coppie di variabili x ì , x2 e , £2 contenente le prime al grado

m ,

le

seconde al

grado p :

f

=

S

ij

----- ---------------- ^T T -7-, a

(m —

i) \% I {fi

j)

! j

!

v

1

(Ç-J %

2 1

2

o simbolicamente f = a>™a £ . Se le variabili {xi a?s) (£t £2) sono le coor­ dinate di due forme geometriche di prima specie, / — 0 individua fra gli elementi di esse una corrispondenza {m , /*). Supporrò le due coppie di variabili assoggettate a trasformazioni lineari indipendenti fra loro ; già dimostrai esistere un numero finito

di forme invariantive fondamentali, e dalla dimostrazione dedussi un

procedimento per trovarle (4). Io mi propongo ora di calcolare il sistema completo per una o più corrispondenze (1, 1), per la (2, 1) e finalmente per la (2, 2). Ma in questa ricerca converrà sostituire al procedimento già noto un altro più utile e simmetrico.

Doppio

scorrimento.

Abbiansi due forme binarie doppie / =

a™ a £ , g = 6* fil . Intendo

scorrimento (/t, k) della prima sulla seconda l’espressione :

per doppio

[ab)h (oc,1*)* a^~h b*~h a£“ * fijr*

e lo rappresenterò

col simbolo (fg)h,k

(4)

XJn teorema sulle forme multiple . Atti della R. Accademia delle

Scienze di

Torino,

27

Nov.

1881.

FORMAZIONI

INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

9

È evidente che questo doppio scorrimento è una forma invarian­

tiva delle due forme date, e viceversa ogni forma invariantiva di due forme doppie contenente a primo grado sia i coefficienti della prima che quelli della seconda è uno scorrimento doppio delle due forme. Lo scorrimento (0,0) è il prodotto delle due forme ; lo scorrimento (kj 0) è lo scorrimento semplice ìimo delle due forme considerate come binarie semplici funzioni della sola x j è facile poi a vedersi che

{fg)h,k = (— 1)*+* (ff/k t •

può essere identica alla / , e fra gli scorrimenti

La forma g

d ’una forma su sè stessa non sono a considerarsi che quelli in cui

h + le è pari, gli altri essendo identicamente nulli.

T e o r e m a . « Ogni forma invariantiva.di forme date, contenente ai grado h i coefficienti di una di esse / = a™ a £ , si può decom­ porre nella somma di più forme invariantive, ciascuna delle quali si ottiene facendo un doppio scorrimento di / su forme invariantive

contenenti i coefficienti di /

Infatti si immagini la formazione invariantiva F calcolata sotto forma simbolica ; entreranno, in F, h simboli doppi equivalenti di / ; sia uno di questi aa. Sostituisco in questa espressione simbolica ad a 4, a2, otj, a2 rispettivamente y2, — y„ rç2, — essendo le y variabili cogredienti colle #, le rj cogredienti colle £, avrò una forma F ' in­ variantiva, contenente i coefficienti di / al grado h — 1 (il grado nei coefficienti delle altre forme rimanendo inalterato), contenente le va­ riabili ® e f agli stessi gradi di F, e le variabili y ed v\ ai gradi m e fi* F ' contenendo le due variabili cogredienti (xr y ), si potrà or­ dinare secondo le potenze ascendenti del determinante (xy) (C le b sc h , Binaren Formen § 7), e si avrà :

al grado

h — 1 ».

F '

=

Dm<pQ+

(xy) D m_1 <pi +

.

.

.

dove <p0 <pt

e dove il simbolo D rappresenta l’operazione

lasciai in F ' i coefficienti numerici, che immagino per semplicità in­

corporati nelle funzioni <p). Le funzioni (p0

due

stesso procedimento,

sono funzioni invariantive contenenti |, rç, e non y ,

(tl171

+

y2

Uil/2

.

(Tra-

• • • contengono ancora

serie di variabili cogredienti £, ed rç, e si potranno quindi, collo

determinante

ordinare

secondo le

potenze

del

(£rç), e

si

avrà :

 

F' =

D”*9>00 +

(xy) Dm_1 A» <pi0 +

.

.

.

 

+

(f>?) D" J'*-1?>01 +

(xy) (fij) D”*—1A*-1

 

+

10

GIUSEPPE PEANO

doye <p00<rl0 sole variabili x

,

Vì d ( , +

d

d

v *d$i '

9^01

|,

e

• • • e non

sono ecl rj} e dove A rappresenta l’operazione

funzioni invariantive contenenti le

y

Pongansi

in

questa espressione di F '

invece di yi9 y2ì

rj2 ri­

spettivamente — «2, av — a2, a, ; il membro di sinistra si trasforma

in F,

sideri un termine qualunque (xy)* {£rj)k Dw_i A^~k <pik, ossia bolicamente <pik = p lx 7i*,

e per vedere come si comporti il membro di destra, se ne con­

posto sim­

il

quale, fatta la

(xyY (fy)1

sostituzione precedente,

nl+h->‘ n»-*,

si trasforma in

“* *s

P?*~m

(a*Y~k =

,

e quindi F resta decomposta nella somma di tanti scorrimenti della

/ sulle forme invariantive <p contenenti i coefficienti di / ad un grado minore d’un’unità, C. V. D. Di qui si scorge che i doppi scorrimenti somministrano per la

ricerca delle forme invariantive delle forme binarie doppie un metodo del tutto simile a quello somministrato dagli scorrimenti semplici per

le forme binarie con una sola coppia di variabili ; anzi si possono

estendere agli scorrimenti doppi tu tti i- teoremi, e tutte le osserva­ zioni che si trovano nel Clebsch, Binaren Formen dal § 30 al § 32,

dopo fatte in alcuni semplicissime ed evidenti modificazioni. L’esten­ sione di quei teoremi non presenta difficoltà di sorta, onde per bre­ vità la immaginerò fatta. Passerò quindi senz’altro alla ricerca delle forme invariantive per alcune semplici corrispondenze.

Forme binarie doppie bilineari.

Abbiasi

una

forma

binaria

doppia

lineare f z = a x otç ; essa am­

mette un invariante (ff)n = (ab) (a.(ì) = A ; la forma / e l’invariante

A costituiscono il sistema completo di formazioni invariantive. In ­

vero ogni forma invariantiva di/, calcolata sotto forma simbolica,

o

mette il fattore (ab) senza contenere (oc4). esplicitamente ed è del tipo

(«&) à{ /J, . M ,

£ ed ì; potendo anche essere simboli,

è

decomponibile ) analogamente se contenesse il fattore

con p, e sommando

ed ivi scambiando a con b, a

non

ammette

fattori

determinanti,

ed

è una

potenza di f \

o

am­

si

à

- i- (ab) (ufi) (fy) M =

J

- ì-

2

A

. (fy) M ,

(a/3).

ossia

FORMAZIONI

INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

11

Geometricamente p o i / = 0 rappresenta una corrispondenza (1 , 1), ossia una collineazione fra due forme di prima specie ed A ne è il modulo. Abbiansi due forme bilineari / , = ax a$ = a’x

=

.

.

.

,

f i

=

A

— bx fit =

• .

La teoria precedente ci offre già due invarianti

e

a

u

=

(aa') (««')

A 22 =

gli scorrimenti di / 4 su f 2 dànno :

m

(/*/?'),

( / 1/ 2)01 =

(«/?) =

 

j

(fi / 2)10 =

(a^) af fa =

( / 1/ A i

=

W

( « «

=

A 12,

e vedremo che le sette forme

f i

/2

-^-ii

-^-12

-^22

D

e

id

costituiscono il sistema completo ; prima converrà studiare alcune proprietà di queste forme.

Facciasi lo scorrimento di D

su

/ 2 :

2 (D /2)10 =

(db') bxfa (ap) +

a* (bb') fa (ap)

 

=

(ab)(ccp)b^fa +

2az(b b ')p ^P )

.

=

A

+ ax(bb')

((a/?) fa -

(a/T) fa )

 

— ^

12/2

^ 22/1 •

 

Analogamente

 
 

2

(^

/ 2)01

=

^ 12/2

^ 22/1

 

2

(D /^jq =

2

=

A h / 2

A ì2/ j

.

Fra

le sette

forme precedenti passa una

relazione identica, che

potremo trovare nel seguente modo:

D J

=

axbx (&p) (a'V) a*sfa =

axbx (a'b') j — (ppf) a* +

(a0') fa ) a*

=

-

/ ,

* W

)

(*'&') M f +

/ 2 • «» <4 (a'*') («/*')

=

-

A22 +

/ .

• “f (“/*') f(«6') «i -

(«<*') »i)

=

-

- Ï - / Î

.

A22

+

/ , / 2 A 12 -

/ 2 • (««') («/30 «ifti

-------- j^ /l • -^22

+ / l / s

^12

 

12

GIUSEPPE PEANO

e finalmente

— 2DA =

A ttf * - a A itf lf t +

An f*.

0,

A Z2 =

ma.

ed

denti £ in f i ed / 2 coincidono j e questi elementi £ saranno le radici

Conosciamo

D =

/ 2 =

già i significati geometrici di / , =

il

=

risultato

delUelimi nazione

0 rappresenta

0 ,/ 2 =

0, A „

fra

/ ,

=

=

0, le quali formazioni contengono i coefficienti d’una sola for­

delle |

due elementi x i cui corrispon­

(a/?) axbx è

0 j quindi

D

0

di A =

0 .

un elemento y ; si

Ad

elemento £ corrisponda in

avrà

axa$ =

0 , byfe —

0 ,

ed

un

elemento

eliminando le

x ,

/ 2 un

£, si trova

in

la

relazione fra x

ed

y

1

<p =

aj)y (ap) =

-1- DXD„ +

■—

A l2 (*ÿ),

che rappresenta una collineazione fra due punteggiate sovrapposte^

di elementi uniti D = 0 : se A 12 = 0 essa è un’involuzione : nel caso

generale il rapporto anarmonico dei due elementi x ed y corrispon­ denti ad un elemento arbitrario £ nelle due corrispondenze; e dei due punti radici di D = 0 à il valore costante

^ _

a

12 H~ K ai2

a

u a 22

a

ì2— yAll— A(1A 22

(Clebsch,

Binaren Formen pag.

69),

o fatti

sparire i radicali:

, ,

1

4A?2 - 2 A „ A .,2

A +

A

A 4tA22

*

Se A 12 = 0, X = — 1 j chiamerò in questo caso le due corrispon­ denze armoniche. La dimostrazione che le sette forme precedenti costituiscono il

generale che sto

sistema completo sarà compresa nella ricerca più per fare.

Abbiansi ora n

f i

forme binarie doppie bilineari :

=

,

/

2 =

bxf$£ =

(1)

Gli scorrimenti di queste forme fra loro dànno luogo alle forme invariantive :

 

^12 ^

(a/^

,

Djg =

(a/)

i • »• >Dy =

{fif})01

(^)

in

numero di

n(n — ---- 1) -,

 

^1 2

t • • • f dij

(fifjìio ì

(3)

FORMAZIONI INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

13

0 J*

0

=

pure in numero di

-

D

A „

=

(aa')

,

A« =

(/ì/ì)u .

in numero

di

A 12 =

i(n +

(ab) (a/?)

1)

, A ij =

(/</,)„ .

123

Facciansi ora gli scorrimenti delle D

Djg =

{&fi) Mzbz

j

fs ==

sulle /

j

j

si

avrà :

2 (D 12/3)l0 =

M

Si consideri d’altra parte

(aC) hx n

+

(* ft

(&C) ax Yt .

questa forma invariantiva

^2*2

=

(<ac) bx (cefi) y$ — (ab) cx (a y) fi( .

^1^1

^2^1

^2^2

«i/i

ci 72

W

ì

Hy 2

*^2^2

^2^1

®1^2

Questa si potrà sostituire a

(D12/ 3)10, e si

à :

^ ( ^ 12/ 3)10 =

e scambiando le lettere latine colle greche :

^123 4 “ ^

13/2

^ 23/1 > •

(4)

(5)

(6)

2

(^12/ 3)01 =

^123

-^13 / 2

^23/ i 5

quindi si conchiude che gli scorrimenti delle / n (n — 1) (n — 2)

troducono

le

forme

9 .

1.2.3

sulle D

Formiamo

ora gli scorrimenti delle 9 sulle / :

V

i

ct7i

ftla2

W .

<>i?i

(®Ì2S ) fJoi aial

bi fìi

e%Vi

 

(7)

e sulle A

in-

a2a2

C2?2

~x^(d^ô^

x

^

JPj-(~d'^Ò^x^ x^[d^~ I-

a^oCj ftjOtjj a^cc^ ttgOt*»I

^1 Pi

V

2

V

i

^ 2^2 X

ci/ì

<m?2 «*?! HY%\

0

xi

0

x%

=

M

e*

a*a2 (ad) (a<5)

M *

i

(M) (M

(«<*) M

rt «*r2

— — (^12^84 +

^23r^U "t" ^31^-21^*

(8)

14

GIUSEPPE PEANO

Analogamente

Si

à

in

(^128 >/JlO = seguito

^12 ^34

^23 ^14 +

^3t ^24

(9)

(0128 >/ 4)11 —

Cl'^OC^ djOCg

M i

=

(ac)(6^(«/5)(yi)-(a6)(cÆ )(«y)O T =B „M

 

c

ì

Y

ì

*

M

i

e questi invarianti

sono in

numero

di

Cosi

si

 

à

un

sistema

di

forme

/ ,

n (n 1) (n 2) (n 3) Ti

D , A , A , 9 ,

E

tale che ogni

scorrimento di una / su una qualunque di queste dà luogo a forme

dello stesso sistema : e vedremo ben presto che sistema completo. Fra le forme precedenti passano numerose

esse costituiscono il

relazioni :

Dijfh +

Djhfi +

D « /;

— 0

(11)

(10)

identità che si ricava dalla (ab) cx + (bc) ax -J- (c&) bx = 0 moltiplicando per oiçPsYs î analogamente

Aij fu

+

Ajh f i

+

Am fj

0

DÿDftik -f-

“j-

DftiDjifc =

0

Aij Ahk +

A^

-f*

AfiiAjk =

Ò .

(12)

(13)

(14)

Il prodotto

di due invarianti R

si

zione dei determinanti, e si avrebbe :

può eseguire colla moltiplica­

R 1234

^5078 —

L15

ki6

L17

Li8

 

L25

^35

(15)

Analogamente

1^1234 * ^587 —

^•15

^25

^•35

A45

^lfl

^■26

^36

a 46

a ì7

a 27

^37

a 47

/ .

A

/3

/4

(16)

FORMAZIONI INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

15

^123 ‘ ^456 —

^14

^16

-^16

f i

'

Sono poi facili a riscontrarsi le seguenti

identità

2 D 12*Zl34— A 13/ g / 4

A 14/ 2/ g

f i ®234

f% ^134 + / 3 ^124

^ 2 3 / l / 4 + ^ 2 4 / l / 3 “h/20134” /l0234

/4 ^123 — ®

^16 ^2345 —

^16^2345

ecc. ecc.

=

=

0

0

(17)

(*8)

(19)

(22)

(23)

Possiamo ora dimostrare clie ogni forma invariantiva delle n forme bilineari date è una funzione razionale intera delle / , D, A, 9, R. Supponiamo invero dimostrata la proposizione per tu tte le for­ mazioni invariantive contenenti i coefficienti delle singole forme a gradi non maggiori di certi numeri dati ; dimostrerò la proposizione anche per le formazioni invariantive in cui si aumenti di un’unità

il grado nei coefficienti di una forma qualunque j siccome la pro­

posizione è evidente per le forme di gradi p. e. 1, 0, 0, risulterà dimostrata in generale. In virtù dell’ipotesi fatta, una forma invariantiva i cui gradi non superano certi numeri dati è la somma di più termini del tipo :

essa

c • n f tzD jiA * n9 tiA *tzR, dove o è una costante, n f il prodotto di tanti fattori / , ecc.j e per ottenere le formazioni contenenti i coefficienti di f i ad un grado maggiore d’un’unità basterà fare tu tti gli scorrimenti di fi sul prodotto precedente. Potrò supporre che in questo prodotto manchino gli invarianti A ed E, perchè, essi ripro­ ducendosi inalterati nello scorrimento, daranno luogo a forme decom­

ponibili. Potrò supporre che nello stesso prodotto manchino o le D

o le A, perchè al prodotto Aÿ D&* si può sostituire l’espressione (18) ;

potrò supporre manchino le / e le 0, perchè altrimenti una parte dello scorrimento sarebbe il prodotto dello scorrimento della /» su una / 0 0 qualunque per gli altri fattori inalterati, risultati questi

tu tti noti ) ed in virtù delle supposizioni precedenti, il prodotto su

cui si deve fare lo scorrimento è un prodotto delle sole D o delle sole A ) nel primo caso, essendo la funzione su cui si deve fare lo

16

GIUSEPPE

PEANÓ

scorrimento di fi funzione della sola a, Punico scorrimento a farsi è 10 (1 , 0 ), ed esso si decomporrà in più termini ciascuno dei quali è 11 prodotto dello scorrimento (1, 0) di f i su una delle D per gli altri fattori, risultati questi perfettamente noti ; analogamente nel secon­

do caso. Quindi conchiudendo il sistema completo di forme

delle forme date

invariantive

consta :

1.° delle

2.° delle n— —— forme D{J, (ij essendo una combinazione sem-

n

forme date f i ,

2t

plice binaria dei numeri

1, 2,

w),

 

3.°

delle

■ —

- forme

A ^

(ij

combinazione

semplice

binaria

di

1, 2,

'

4.°

degli

^ invarianti

A y (ij

essendo

una

combinazione

completa binaria di 1 , 2,

w),

5 .° delle

di 1, 2,

,n

),

6.° degli

----- — forme

0 y*

(ijfc

combinazione

ternaria

^ ^ —-----— invarianti R^b (ij Jel combina-

zione quaternaria di 1, 2,

n).

Ed i loro significati geometrici sono :

fi = 0 rappresenta una collineazione fra due forme di prima specie,

D# = 0 rappresenta i due punti x ai quali corrisponde uno stesso

punto

|

in

fi =

0

ed fj =

0,

<

Aij = 0 rappresenta i due punti £ ai quali corrisponde uno stesso

punto x

in

fi =

0

ed /= =

0,

A ij = 0 dice che le collineazioni fi ed fj sono armoniche.

Ricordando che (0#* ,fi)n = Rÿitij si deduce che

=

yfj) n =

Qijk

=

(0 #fc ? fk)i i — ^j onde 0 rappresenta quella

collineazione (1, 1) in posizione unita

RytI =

ad un

tempo con fi, fi, f k,

0 dice che la fi è una combinazione lineare di f i fi /* ,

oppure che le quattro collineazioni/; = 0,/• = 0,/* = 0,

fi =

0 sono in posizione

armonica con una stessa colli­

neazione. Non solo le forme precedenti costituiscono il sistema completo, ma esse sono fondamentali, cioè irreduttibili fra loro. Ciò è evidente

per le

0#* fosse riduttibile la sua espressione

forme fi

D,

A,

A ;

se

FORMAZIONI INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

dovrebbe essere

Qijic —

^ f i Ajfc +

fi f j Af* +

vfic Aij

quindi, essendo 0 una funzione lineare d i / * ^ / fe,

forme fi fj f k 9 ^ ,

riante

R calcolato sulle

quattro

sarà nullo Pinva- il quale vale

 

A«

A*

 

Aifc

 

{®ijk j Qijkìll

Aji

Ai?

Ajfc

j

 

Afci

A &

A**

e

in generale non è nullo (2). Se Rÿjtï fosse riduttibile,

la sua espressione

sarebbe:

=

A A ij A ia

+

fi A ik A ji

-|-

v

A u

A jk

,

e

se noi prendiamo per fi

la forma

{xy) (£77), si

avrà :

Qijfc =

^ A f j / k

4"

fi A i k f j

+

v

A j k f i ,

il

clie è impossibile,

per quanto

dicemmo.

 

Corrispondenza

(2, 1).

*

Sia

denza. /

ficienti.

gli

/ =

2

2

&,„ aj =

fra /?$ =

0 (1 ) l’equazione della corrispon­

invariantiva di primo grado nei coef­

=

. è Punica formazione

.

.

Le forme invariantive di secondo grado si ottengono facendo

su

sè stessa,

e

sono :

scorrimenti di /

( / / ) 11 =

(«&) (« ft a* K

=

n i

.

.

.

(*)

(2)

U?h> =

(ab? <*e fo =

£

.

.

.

.

(3)

Le forme di terzo grado

si ottengono

facendo gli scorrimenti di

/

su

D

e

Ì ,

e

si

à :

 

(

/

D)io =

(«D) <*z D* a* =

{ab) (a/5) {ac) bx cx y£ — p 2z tz$

(4)

(

/

D)2o =

{ab) {ac) {bc) (ap) y$ = 0 identicamente

(2)

Esso

è la risultante

D =

delle ff/jf * •

all,i

a12,l

a22,l

an,2

a12,2

a22t2

2

2

*2

~

X1 X2

X1

Aggiunta autografa dell'autore.

U.

C.

IS

GIUSEPPE

PEÀNÒ

ifA )01 = W («y) P( °l= — (aJ) M («y) Pe

di /

+

(«&) (*c) (ay)

ax ex =

j>*

Le forme di quarto grado

si ottengono

sull’unica forma di 3° grado

che

è

p

.

facendo

=

gli

a* (a J) /Jf .

scorrimenti

(/j>)oi=M aD )M>*(a£)&*= y

[(6D)a*—(aD)yaAD*(a0)== ---- -- . D 2

(/i>)io=—

y ( a&)aA4 [ ( ^ ) « | —

y

D

^

(/p)n

=

{àb) {<xA) {pA) ax bx =

0

identicamente

{fp )20 =

— (aD) {ab) (&D)

oc*

=

0

identicamente

(Æ )»i=(^)l(«w)=(aD)(a6)(6D)(«fl=(DD02= (a 6 ^ M )(/îJ )^ (J J 7 = B ï(5 )

sicché l’unica forma invariantiva fondamentale di quarto grado nei coefficienti è l’invariante R. Per ottenere le forme di 5° grado occorrerà fare gli scorrimenti

di

/ sui covarianti di quarto grado j di essi nessuno è fondamentale,

e

gli aggruppamenti dei covarianti di ordine minore dànno tutti ri­

sultati evidentemente decomponibili, ad eccezione degli scorrimenti

(1, 1) e (2, 1) di / sul prodotto DA, che occorrerà fare:

(DA,f)n = (aD)(a J ) a.P xA( = l> lM ) A( , e siccome = (a

(D J ,/)U =

(D

J ,/)m =

al («zi') (A'A) As =

± - a l (AA') [(aJ) A t’ -

-

=

-

\

a

l

z

( . { A A ' f = - ± - K . f

(aD )2 (ad) Aç, e siccome (aD )2 a* =

( D J ,/) 2ii

=

0

identicamente.

0 ,

(a/l') As]

si avrà pure

Sicché anche questi scorrimenti dànno nulla di nuovo. Di qui

è facile lo scorgere che il sistema completo di forme invariantive

consta delle cinque forme / , D, A}p , R. La dimostrazione rigorosa si

può fare nel seguente modo :

Suppongasi dimostrato che tutte le forme invariantive di / il cui grado nei coefficienti è minore od eguale ad un certo numero m siano del tipo :

F

= / “ D^ A*p9R® ;

1

dimostrerò che le forme di grado m

tipo j la proposizione essendo vera per m = 1, 2, 3, 4, 5, risulterà di­

mostrata in generale.

sono

pure

dello

stesso

FORMAZIONI INVARIANTIVE DELLE CORRISPONDENZE

19

Facciansi gli scorrimenti d i / s u ^ D M ^ R * , dove a + 2 (/?+?)+ 3 <5+ 4e = m ; se e > 0 , lo scorrimento conterrà il fattore R*, e sarà quindi decomponibile in forme note ; se a > 0, oppure $ > 0,

una parte

0, una parte dello scorrimento

sarà lo scorrimento di / su D zl, moltiplicato per gli altri fattori ; quindi, comunque sia formato F, lo scorrimento di / su esso non dà

altre forme fondamentali che le cinque note. Quindi conchiudendo diremo che una corrispondenza (2, 1) am­ mette cinque formazioni invariantive fondamentali, che sono:

1.a la forma data / che posta eguale a zero individua la corri­ spondenza (2, 1) ì ad ogni elemento | corrispondono due elementi x, e questi formano una involuzione quadratica. 2.a la forma di secondo grado in x : D = 0, che rappresenta due

elementi a?, i quali, a causa dell’identità

nicamente tutte le coppie della involuzione nella x ; essi sono quindi i punti doppi dell’involuzione.

che dà risultati

dello

scorrimento sarà lo

noti ;

se

fi >

0

e

y >

scorrimento

di

/

o

su

/

o su p 7

(aD )2 a$ = 0 dividono armo­

3.a la forma di secondo grado in £ : A — {ab)2 a$ fi$ , che poten­

dosi considerare come il discriminante di / rispetto alle x , rappre­

senta i punti

4.a la corrispondenza (2, 1) p —p ^ (={aD)axDx<xs=a^{aA)A{; p = 0 rappresenta una corrispondenza (2, 1) tale che ad ogni elemento £ corrisponde in essa la coppia di punti che divide armonicamente la coppia D = 0, e la coppia / = 0. Si ànno così le tre coppie / = 0,

0, che si dividono armonicamente. Si può anche dire che

la coppia delle x corrispondenti a £ in p, è la coppia delle x corri­ spondenti al coniugato armonico di £ rispetto a A in / . 5.ft l’invariante R, potendosi considerare come il risultante delle due quadratiche : a2 olx = 0, a2 a2= 0, col suo annullarsi dice che la corrispondenza/ = 0 si decompone in un punto x fisso, ed in una corrispondenza (1, 1). (*)

£ cui corrispondono coppie di punti coincidenti.

p

=

0, D

=

 

(*) Se

R = 0 ,

f = l x

. mx ^

,

D

s

l\

. {mm’)

P

— il

Se

D =

. {mm') (jip,’)

0

identicamente,

/

=

a2 .

,

ossia

in

si

riduce ■ al prodotto

di

una

funzione di

2° grado

in

x, per

uua

di 1° grado

£,

e

viceversa.

Sarà allora :

R =

0 ,

/ls(a & )2 .[a {l2,

,

=

0.

Se

p

=

0

identicamente,

siccome

{fp)ot

s

D 2,

sarà

anche

D =

0 ,

e quindi

[si ricade]

nel

caso

precedente.

Se

A =

0

identicamente,

p

=

0,

D =

0,

R =

0,

ed

/

è eguale al prodotto

del quadrato

d’una funzione lineare di x, per una funzione lineare di £, e viceversa.