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DIRITTO OGGETTIVO E SOGGETTIVO

In base al contenuto il diritto viene classificato in:


- diritto oggettivo(norma agendi , law) ovvero linsieme delle norme che costituiscono l'ordinamento
giuridico (ad esempio, il diritto italiano, svizzero, canonico, internazionale ecc.) o una sua parte (ad
esempio, il diritto civile, amministrativo, costituzionale ecc.)
Il diritto oggettivo viene di solito distinto in diritto pubblico e diritto privato: il primo diretto a disciplinare
l'attivit dello Stato e degli enti pubblici, nonch i rapporti che essi intrattengono con i privati; il secondo
interviene a regolare i rapporti tra i soggetti appartenenti ad una stessa collettivit in posizione di parit.
- diritto soggettivo(facultas agendi, right) il potere di un soggetto di agire a tutela di un proprio interesse
riconosciuto dall'ordinamento giuridico, nonch la sua pretesa - garantita e disciplinata dal diritto
oggettivo - nei confronti di altri soggetti o beni. Un esempio di diritto soggettivo il diritto di propriet che
attribuisce al titolare il diritto di godere e disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti
previsti dallordinamento giuridico, e che consente al suo titolare di agire nei confronti di tutti i soggetti
che ne turbino eventualmente il godimento.
DIRITTO COMMERCIALE branca del diritto privato legata agli aspetti giuridicamente rilevanti delle
attivit economiche. Pi in particolare, esso ha per oggetto gli atti e le attivit dell'impresa e pu quindi
essere definito come il diritto privato delle imprese. Inizialmente il diritto commerciale aveva un suo
codice di riferimento (il codice di commercio del 1882); oggi fa riferimento al codice civile, in particolare
all'interno del libro quinto (quello dedicato al lavoro).
LIMPRENDITORE
Il codice civile propone una definizione di imprenditore allart. 2082: imprenditore chi esercita
professionalmente un'attivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e
servizi.
La definizione mette in luce tre requisiti essenziali dell'imprenditore:
l'attivit dell'imprenditore deve avere un fine determinato, ossia la produzione (ovviamente finalizzata
allo scambio e non fine a se stessa) oppure lo scambio di beni o di servizi. Ci comporta lo stretto
collegamento dell'imprenditore con il mercato, non potendo dirsi imprenditore chi non offre beni e servizi
sul mercato: occorre che il produttore di una merce la venda, che chi in grado di prestare un servizio (il
trasporto, una consulenza, un insegnamento) lo offra per scambiarlo, dunque lo offra a pagamento;
l'attivit dell'imprenditore deve anche essere un'attivit economica, cio deve tendere ad ottenere un
ricavo, per arrivare al quale occorre sostenere dei costi (di acquisto delle merci, di macchine e materie
prime, di stipendi da pagare, di interessi sui prestiti ricevuti).Solitamente lo scopo dell'imprenditore
ottenere un profitto, ossia dei ricavi superiori ai costi sostenuti; determinate attivit, tuttavia, possono
avere lo scopo di raggiungere anche solo un pareggio tra ricavi e costi ( il caso delle cooperative o degli
enti pubblici economici, i quali solitamente puntano principalmente ad offrire un bene o un servizio sul
mercato, pi che a massimizzare il profitto).
L'attivit deve essere anche organizzata, occorre cio che le persone o, per lo meno, le risorse materiali
siano predisposte per l'esercizio dell'impresa;
da ultimo, l'attivit deve essere esercitata professionalmente, deve dunque avere carattere corsivo
abituale, non saltuario. Non basta un'unica operazione (una compravendita immobiliare, una consulenza a
pagamento, ) per qualificare un soggetto come imprenditore; chi esercita un'attivit stagionalmente,
invece, pu essere considerato imprenditore se ricorrono gli altri requisiti.
LIMPRENDITORE COMMERCIALE
Il codice prevede una disciplina particolare per i cosiddetti imprenditori commerciali, definendosi tali
coloro che non siano qualificabili come piccoli imprenditori e che svolgono una delle attivit
commerciali elencate dallart. 2195:

attivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi: fatta eccezione per la produzione di
beni agricoli, questa categoria comprende un gran numero di attivit, ove per industriale non si
intende pi l'esistenza di un processo di trasformazione della materia, ma soltanto che l'attivit
diversa da quella agricola. Rientrano dunque in questa categoria le varie attivit che producono
beni (che siano di consumo, come gli alimentari o la cancelleria, oppure strumentali, come le
macchine o i computer) o servizi (l'istruzione privata, la cura sanitaria, l'ospitalit alberghiera, ...);

attivit intermediaria nella circolazione dei beni: si tratta della categoria dei commercianti, tutte
le figure di passaggio tra il produttore e l'utente/consumatore finale. Sono dunque equiparati

coloro che vendono all'ingrosso e i venditori al dettaglio, chi esercita all'interno di un negozio e chi
lo fa a domicilio; non ha nemmeno importanza ci che viene venduto (pu trattarsi di beni di
consumo o strumentali, ma anche per esempio di azioni oppure obbligazioni);

attivit di trasporto per terra, per acqua o per aria, che riguardino il trasporto di cose o persone;

attivit bancaria o assicurativa: Le banche sono imprese commerciali perch esercitano


contemporaneamente la raccolta dei risparmi e il credito ; sono un servizio commerciale anche le
offerte di contratti assicurativi per garantire (dietro pagamento di una somma) un soggetto da un
rischio oppure una rendita ai famigliari o allo stesso assicurato (a seconda che si abbia
un'assicurazione sulla vita in caso di morte o in caso di sopravvivenza);

attivit ausiliarie delle precedenti: sono ricomprese qui le attivit del mediatore, dell'agente di
commercio, delle agenzie di citt e di viaggi e, pi in generale, quelle esercitate da un
imprenditore a favore di altri imprenditori (anche agricoli).
La distinzione degli imprenditori commerciali rispetto ad altri imprenditori fondamentale: solo gli
imprenditori commerciali hanno l'obbligo di iscriversi al registro delle imprese, di tenere le scritture
contabili, cos come solo gli imprenditori commerciali sono soggetti al fallimento (o ad altre procedure
concorsuali) in caso di insolvenza.
NORMA GIURIDICA Nel linguaggio giuridico tradizionale definita come un comando generale ed
astratto rivolto a tutti i consociati, con il quale si impone una particolare condotta, sotto la minaccia di
una sanzione.
Le norme si dividono in:

Norme sulla fattispecie (dal latino facti species, 'apparenza di fatto', nel senso di fatto
immaginato, situazione-tipo ipotizzata) che fungono da antecedente logico per le norme che la
seguono e nelle quali sono descritte le condizioni il cui avverarsi rende la norma stessa
applicabile.

Norma precettiva = norme con sanzione, sono costituite da una protasi e un'apodosi
1. norme imperative (o imperative) la cui osservanza inderogabile
2. norme dispositive (o derogabili) le quali pongono una regola di utilit pubblica, che derogabile
dal privato che vi abbia interesse
3. norme suppletive (o integrative ) dettate a vantaggio del singolo, per supplire a una sua
mancata dichiarazione e sono applicabili solo ove le parti non abbiano previsto altrimenti.
4. Norme permissive attribuiscono ai consociati la facolt di tenere un certo comportamento, ma
non prevedono obblighi o divieti.
FONTI DI PRODUZIONE DELLA NORMA GIURIDICA
Costituzione Si divide in due parti :Costituzione formale, la semplice e pura enunciazione scritta dei
principi, delle regole e dei diritti contenuti nella Costituzione.(modificabile solo con rivoluzioni) e
Costituzione materiale (o sostanziale), concreta applicazione, da parte delle forze politiche, dei principi,
delle regole e dei diritti enunciati dalla Costituzione formale.
Essa stata approvata dallAssemblea Costituente nel 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
Le regole contenute nella Costituzione sono vincolanti sia nei confronti del legislatore che dellinterprete, i
quali devono entrambi conformarsi al suo contenuto, il primo nellemanazione delle norme, il secondo
nella loro lettura e applicazione. Le leggi che si pongono in contrasto con la Costituzione sono oggetto di
annullamento da parte della Corte Costituzionale e per questo la Costituzione inserita, nel sistema delle
fonti, in posizione sovraordinata su tutte le altre.
Legge (L.) Emanata dal Parlamento, contiene norme giuridiche. La legge nasce da un'iniziativa
(disegno di legge) da parte di un gruppo parlamentare (Camera o Senato), passa a una commissione,
viene votata in una delle due camere e dopo l'approvazione viene mandata all'altra camera, dove
vengono apportati emendamenti. Poi
torna alla prima camera per l'approvazione del testo emendato.
Processo molto lungo
Il decreto legislativo, al pari del decreto-legge, un atto avente forza di legge adottato dal Governo.
Tuttavia, il decreto legislativo si distingue dal decreto-legge perch lintervento parlamentare non
successivo, ma preventivo, nel senso che il decreto legislativo viene adottato dal Governo soltanto previa
legge di delegazione da parte del Parlamento.
Decreto legge (D.L.) un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, adottato in casi
straordinari di necessit e urgenza dal Governo, senza preventiva delega del Parlamento. Entra in vigore
immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma gli effetti

prodotti sono provvisori, perch i decreti-legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li
converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. approvato dal Consiglio dei ministri ed
emanato dal Presidente della Repubblica.
Decreto legislativo (D.LGS.) , detto anche decreto delegato, un atto normativo avente forza di legge
adottato dal potere esecutivo (Governo) per delega espressa e formale del potere legislativo (Parlamento)
, la quale definisce loggetto e il termine della delega ed i principi e criteri direttivi cui lEsecutivo deve
ispirarsi. La violazione della legge delega causa di illegittimit del decreto legislativo. Anch'esso
approvato dal Consiglio dei ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica.
RAPPRESENTANZA (art. 1387 e segg.)
E un istituto grazie al quale ad un soggetto(rappresentante) riconosciuto il potere di agire in nome e
per conto di un altro soggetto(rappresentato) nel compimento di un negozio giuridico. Tale negozio
produrr i suoi effetti nella sfera giuridica del rappresentato, senza che sia necessario un nuovo atto di
trasferimento.
Ci significa che il negozio concluso dal rappresentante come se fosse stato compiuto dal
rappresentato. Se, ad esempio, il rappresentante si obbligato al pagamento di una somma in nome e
per conto del rappresentato, nel caso in cui tale somma non venga pagata, il creditore dovr rivolgersi al
rappresentato, vero titolare dellinteresse. La rappresentanza volontaria(procura) trova la sua fonte nella
volont dei soggetti, mentre quella legale la trova nella legge e in genere ricorre quando vi la necessit
di proteggere un soggetto incapace di badare ai propri interessi.
Art. 1387 Fonti della rappresentanza Il potere di rappresentanza conferito dalla legge ovvero dall'interessato.
Art. 1388 Contratto concluso dal rappresentante Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei limiti delle
facolt conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.
PROCURA

Negozio giuridico con il quale un soggetto, rappresentato, conferisce ad un altro soggetto, rappresentante, il
potere di rappresentarlo.
La procura un negozio giuridico: unilaterale, in quanto basta la volont del rappresentato per costituire il
potere rappresentativo, e non necessaria l'accettazione del rappresentante; recettizio poich la sua
efficacia subordinata al fatto che la procura sia portata a conoscenza del rappresentante. Pu essere inoltre:
espressa (se l'interessato esplicitamente conferisce il potere di rappresentanza, con un documento o con
una dichiarazione verbale); tacita (se risulta da comportamenti concludenti: ad esempio il commesso del
negozio addetto alle vendite autorizzato a vendere); generale (se riguarda tutti gli affari del rappresentato;
di regola non comprende gli atti di straordinaria amministrazione [v. 320]); speciale (se riguarda uno o pi
affari determinati); revocabile, (lo generalmente, essendo per lo pi conferita nell'interesse del
rappresentato); irrevocabile (tale la cd. procura in rem suam, cio quella conferita anche nell'interesse
del rappresentante o di terzi).
La procura non un contratto in quanto per la sua validit non necessita di accettazione da parte del
rappresentante; il rappresentante potr, quindi, usare i poteri che gli sono stati conferiti oppure
disinteressarsene; certo che nel momento in cui decider di agire in conformit del potere conferitogli non
potr pi disinteressarsene senza andare incontro a delle responsabilit.
La procura di solito non esiste da sola, ma si accompagna ad un contratto con il quale si disciplinano i
rapporti tra rappresentante e rappresentato .
Abbiamo visto che la procura pu esistere anche senza mandato, o altro contratto, anche se un'ipotesi
rara; chiediamoci ora: il mandato pu esistere senza la procura? E, il solo mandato
sufficiente a costituire anche la rappresentanza?
La risposta negativa, in quanto se vi stato il solo mandato il mandatario agir per conto ma non in
nome del mandante, con la conseguenza che gli effetti degli atti compiuti non passeranno immediatamente

nella sfera giuridica del mandante, ma dovranno essere ritrasferiti a lui al mandatario; unico responsabile nei
riguardi dei terzi il mandatario che assume anche tutti gli obblighi che scaturiscono dagli atti compiuti.

Art. 1392 Forma della procura La procura non ha effetto se non conferita con le forme prescritte per il contratto che il
rappresentante deve concludere.
Art. 1393 Giustificazione dei poteri del rappresentante Il terzo che contratta col rappresentante pu sempre esigere che questi giustifichi i suoi poteri e, se
la rappresentanza risulta da un atto scritto, che gliene dia una copia da lui firmata.
La legge d la possibilit al soggetto che entra in contatto con il rappresentante di premunirsi contro la
eventuale irrilevanza dell'atto [v. 398], che potrebbe essere concluso da quest'ultimo senza averne il
potere. Il terzo, infatti, ha la facolt di chiedere che il rappresentante provi il suo potere di
rappresentanza; qualora non sia fornita tale prova, il terzo pu respingere l'attivit giuridica del
sedicente rappresentante. Si tratta di una facolt e non di un obbligo per cui nel caso di mancata
richiesta il terzo non pu essere considerato in colpa ai fini di cui all'art. 1398, e potr sempre invocare
nei confronti del rappresentato l'esistenza di una procura apparente.
Art. 1396 Modificazione ed estinzione della procura Le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi
idonei. In mancanza, esse non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al
momento della conclusione del contratto.
Le altre cause di estinzione del potere di rappresentanza conferito dall'interessato non sono
opponibili ai terzi che le hanno senza colpa ignorate.
Le modificazioni non sono opponibili a terzi = non sono efficaci per i terzi
Se siamo nell'ambito di situazioni dove previsto uno speciale regime di pubblicit, come nel caso delle
imprese commerciali, sar necessario usare quei mezzi voluti dall'ordinamento, come, sempre per le
imprese commerciali, l'iscrizione della revoca o della modifica della procura nel registro delle imprese.
Negli atri casi sar necessario accertare caso per caso se i mezzi usati per far conoscere i fatti che
riguardano la procura siano idonei, in relazione all'ambiente in cui la rappresentanza era esercitata. Non
sempre, tuttavia, possibile la revoca della procura. Pu darsi, infatti, che, in analogia con le norme sul
mandato, sia stata pattuita l'irrevocabilit della procura o che questa sia stata conferita anche
nell'interesse del rappresentante.
Vediamo, ora le altre cause di estinzione della procura: revoca, morte del rappresentante/rappresentato,
fallimento del rappresentante/rappresentato, sopravvenuta incapacit del rappresentato.

Art. 1398 Rappresentanza senza potere Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle
facolt conferitegli, responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato
senza sua colpa nella validit del contratto.
Se il rappresentante contratta senza poteri o li eccede, il terzo ha sofferto perche il contratto non puo
produrre effetto nella sfera giuridica dell'interessato. Il danno viene risarcito dal rappresentante,
perche ha agito in modo fraudolento. Si tratta, rispettivamente, delle ipotesi di difetto (cd. falsus
procurator) e di eccesso di potere rappresentativo. Tali ipotesi sono diverse dall'abuso del potere di
rappresentanza, che si verifica quando il rappresentante, nei limiti del potere conferitogli, persegue un
interesse proprio o di altri incompatibile con l'interesse dal rappresentato
MANDATO (art. 1703 e segg.)
Secondo la nozione dataci dallart. 1703 cod. civ. il mandato il contratto con il quale una parte
(mandatario) si obbliga a compiere uno o pi atti giuridici per conto dell'altra (mandante) . Ad esempio:

acquistare o vendere beni, assumere obblgazioni, eseguire pagamenti o riscuotere crediti. La principale
differenza tra la figura del mandatario e altre figure analoghe (quali, ad esempio, l'agente o il mediatore)
consiste nel fatto che oggetto del mandato il compimento di atti giuridici, ossia sostanzialmente la
conclusione di contratti, mentre oggetto di rapporti quali quelli di agenzia e mediazione un'attivit di
tipo materiale meramente propedeutica alla conclusione dell'atto giuridico (ossia di "promozione alla
conclusione").
Il mandatario un soggetto dotato di autonomia che svolge attivit giuridica, ha l'obbligo di eseguire
l'incarico ricevuto (cd. Effetto obbligatorio del contratto) ed il diritto di ricevere il compenso pattuito
indipendentemente dal risultato raggiunto (es.: buon esito dell'affare). Il mandante il soggetto per conto
del quale il mandatario obbligato al compimento degli atti giuridici indicati dal contratto.
Il mandato pu essere conferito a pi mandatari , pu essere collettivo, cio conferito da pi mandanti ad
uno stesso mandatario per un affare di interesse comune. Il mandato di regola conferito nellinteresse
esclusivo del mandante, ma pu essere conferito anche nellinteresse del mandatario o di un
terzo(mandato in rem propriam); ad esempio, un cliente conferisce alla propria banca lincarico di
riscuotere dei crediti e di trattenerne il ricavato a copertura di un debito verso la banca stessa.
La distinzione pi significativa tuttavia quella fra mandato con e senza rappresentanza.
- nel caso di mandato con rappresentanza, il mandatario agisce in nome e per conto del mandante e i
rapporti fra mandante e terzi sono regolati dalle norme in tema di rappresentanza( art.1704).
Art. 1704 "Mandato con rappresentanza.
Se al mandatario stato conferito il potere di agire in nome del mandante, si applicano anche le
norme del capo VI del titolo II di questo libro." vale a dire le norme afferenti alla rappresentanza (diretta).
Inoltre il mandante diventa direttamente proprietario dei beni acquistati in suo nome dal mandatario ed
obbligato nei confronti dei terzi per gli atti compiuti dal mandatario-rappresentante.
- nel caso di mandato senza rappresentanza, invece, il mandatario agisce per conto del mandante, ma in
nome proprio, con la conseguenza che i terzi non hanno alcun rapporto diretto con il mandante.
Art. 1705 "Mandato senza rappresentanza.
Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti
compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato.
I terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario,
pu esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato, salvo che ci possa
pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni degli articoli che seguono."
Il mandatario si obbliga direttamente con la persona con cui ha trattato, come se avesse concluso un suo
affare, perch spende il proprio nome. Il conferimento del mandato non investe i rapporti coi terzi, che
entrano in contatto solo con il mandatario; sicch, se anche essi fossero a conoscenza del mandato,
sarebbe solo il mandatario ad acquistare i diritti e ad assumere gli obblighi derivanti dal negozio (affare
concluso), salvo poi a doverli trasferire al mandante. Il comma 2 prevede per il mandante la possibilit di
agire per far valere i diritti che nascono dalla conclusione dell'affare. A tal fine egli pu sostituirsi al
mandatario avvalendosi di un'azione diretta, che pu avere ad oggetto solo il soddisfacimento dei diritti di
credito sorti in virt del mandato.

Art. 1706 "Acquisti del mandatario Il mandante pu rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in
nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del possesso di buona fede.
Se le cose acquistate dal mandatario sono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, il
mandatario obbligato a ritrasferirle al mandante. In caso d'inadempimento, si osservano le
norme relative all'esecuzione dell'obbligo di contrarre."
Ai sensi del II comma dell'art. 1706 cod.civ. quando l'incarico conferito al mandatario consiste
nell'acquistare beni immobili o mobili registrati, a costui incombe l'obbligo di trasferirli a propria volta al
mandante. In caso di inadempimento di tale obbligazione la stessa norma prevede la possibilit per il
mandante di ricorrere alla disciplina prevista in tema di esecuzione dell'obbligo di contrarre (con
particolare riferimento alla pronunzia costitutiva di cui all'art. 2932 cod.civ.) nota1.
Il mandato senza rappresentanza ad acquistare beni immobili pertanto contrassegnato da un duplice
trasferimento nota2: in un primo tempo il mandatario acquisisce da un terzo (tale rispetto al contratto di
mandato) la propriet (o il diverso diritto) del bene immobile, successivamente il medesimo bene deve
essere ulteriormente trasferito dal mandatario al mandante

Secondo l'orientamento prevalente in dottrina, rispetto alle cose mobili al mandante spetta il diritto di
agire con la rivendica (tipica azione a tutela del proprietario [v. 948]) perch, a seguito dell'acquisto fatto
dal mandatario, sarebbe divenuto automaticamente proprietario del bene (trasferimento diretto del diritto
dal terzo al mandante). Ne consegue che in tale caso il mandato non ha solo effetto obbligatorio (obbligo
per il mandatario di concludere il contratto [v. 1703]) ma anche reale (trasferimento del diritto). E questo
legittimerebbe il mandante a chiedere la restituzione delle cose per lui acquistate dal mandatario che si
trovano presso terzi (es.: possessori [v. 1140 ss.]).
Beni mobili si hanno due trasferimenti: uno dal venditore al mandatario e uno dal mandatario al
mandante. Nel secondo trasferimento non si ha bisogno di ulteriori atti, l'atto che afferma che la
proprieta del bene e del mandante si produce ex lege (per effetto della legge) nel momento del
primo trasferimento. Il mandante puo rivendicare il bene perche ne e gia proprietario.
Beni immobili (casa) o mobili registrati (macchina, moto) si hanno due trasferimenti: uno dal
venditore al mandatario (con un atto che afferma che il mandatario e proprietario del bene
acquistato) e uno dal mandatario al mandante (con un ulteriore atto che sposta la proprieta dal
mandatario al mandante).
CONTRATTO (art. 1321 e segg.)
Art. 1321 "Nozione Il contratto l'accordo di due o pi parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto
giuridico patrimoniale."
il contratto un negozio giuridico: bilaterale o plurilaterale, in quanto dev'essere posto in essere
necessariamente da pi di una parte; patrimoniale, essendo diretto a regolare esclusivamente rapporti
suscettibili di valutazione economica. Un accordo diretto a costituire, modificare o estinguere un rapporto
giuridico non patrimoniale (es.: di matrimonio) esula dalla nozione di contratto pur rientrando nella
categoria del negozio giuridico (bilaterale).
Sono pertanto esclusi da tale nozione gli atti unilaterali (es. testamento) e tutti quegli atti che non hanno
contenuto integralmente patrimoniale (es. matrimonio). patrimonialit, ossia lidoneit ad essere
suscettibile di valutazione economica delloggetto del contratto. Autorevole dottrina osserva che listituto
di cui trattasi, in definitiva, il frutto di un incontro di volont dirette a risolvere preventivamente il
potenziale conflitto d'interesse che soggiace a ogni negoziazione, predisponendo delle regole, che i
contraenti si impegnano a rispettare, aventi la funzione di disciplinare il rapporto sottostante con una
autorevolezza talmente elevata da essere equiparata, quanto a forza, alla legge stessa, anche se
limitatamente alle parti coinvolte (cfr. 1372, comma 1 c.c.).

Art. 1325 "Indicazione dei requisiti I requisiti del contratto sono:


1) l'accordo delle parti;
2) la causa;
3) l'oggetto;
4) la forma, quando risulta che prescritta dalla legge sotto pena di nullit."
*CAUSA elemento essenziale del contratto, tradizionalmente definito come funzione economico-sociale
del negozio. Alla classica teoria della causa tipica legata al tipo contrattuale (es. nella compravendita la
causa data dallo scambio bene-prezzo) ha fatto seguito la teoria della causa in concreto, oggi
largamente seguita sia in dottrina che in giurisprudenza, in base alla quale la causa sarebbe la funzione
pratica che le parti concretamente perseguono mediante l'accordo contrattuale.
La causa va distinta dai semplici "motivi" che spingono le parti a contrarre il negozio, i quali, salvo casi
particolari (es. art. 626 del c.c.), sono del tutto irrilevanti.
Per essere valida, la causa deve essere lecita e meritevole di tutela secondo i principi del nostro
ordinamento giuridico.
*OGGETTO elemento essenziale del contratto ai sensi dell'art. 1325 del c.c., l'oggetto deve presentare
alcune caratteristiche: deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile (art. 1346 del c.c.).
Si pu intendere come oggetto sia il bene, inteso concretamente, in relazione al quale si svolge
l'operazione economica sottesa al contratto, sia la stessa operazione economica. Ad esempio, nella
compravendita di un immobile, pu essere chiamato "oggetto del contratto" sia il bene immobile nella sua
materialit, sia il trasferimento della propriet sul bene.
Forma

costituisce il mezzo attraverso il quale si manifesta la volont delle parti (es. il documento, l'accordo
verbale, il comportamento dei soggetti contraenti)
1) Accordo delle parti. - Per aversi un contratto non sono sufficienti due o pi volont provenienti da due o
pi parti diverse, ma anche necessario che tali volont si incontrino accordandosi tra di loro.L'accordo
delle parti consta di due fasi: la proposta dell'una e l'accettazione dell'altra. Come regola generale,
l'accordo concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell'accettazione dell'
altra parte.Nel caso, oggi frequente, di parti che contrattino a distanza, per mezzo di corrispondenza,
l'accettazione si presume conosciuta dal proponente quando giunge al suo indirizzo, a meno che questi
non provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilit di averne notizia.Naturalmente, per,
l'accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito e deve essere perfettamente
conforme alla proposta. 2) La causa. - Per causa di un contratto s'intende il fine giuridico tipico del
contratto stesso; cio il motivo per il quale, giuridicamente, il contratto viene compiuto dal soggetto.Cos
concepita, evidente, che la causa di un determinato contratto tipica, cio sempre identica in tutti i
contratti di quel determinato tipo, e non deve essere confusa con i motivi personali che hanno spinto il
soggetto a compiere il contratto stesso.Cos, ad esempio, la causa della compra-vendita lo scambio di
una cosa con un prezzo; quella della locazione il godimento di una cosa altrui contro un determinato
corrispettivo. I motivi personali, invece, che spingono un soggetto a compiere l'uno o l'altro di questi
contratti, possono essere, volta a volta, diversissimi. Cos, ad esempio, si pu acquistare un terreno per
coltivarlo, oppure per costruirvi un edificio, oppure per impiantarvi un campo sportivo ecc.Ogni contratto
deve avere una causa e, naturalmente, essa deve essere lecita; se manca la causa o se essa illecita, il
contratto nullo;3) L'oggetto. - Per oggetto del contratto s'intende il contenuto del contratto stesso, cio
la prestazione o le prestazioni alle quali una od ambedue le parti si impegnano; (ad esempio: la cosa e il
prezzo nella compra-vendita, gli atti che il mandatario s'impegna a compiere nel mandato, il lavoro da
svolgere e il relativo compenso nel contratto di lavoro, ecc.).L'oggetto, oltre che lecito e possibile, deve
essere anche determinato o almeno determinabile, cio gi individuato o, comunque, individuabile
successivamente ad opera degli stessi contraenti o di un terzo.4) La forma. - Vi sono alcuni contratti (detti
non formali) nei quali la dichiarazione di volont delle parti pu avvenire in qualsiasi forma (per iscritto,
oralmente, od anche con dei semplici gesti); cos, ad esempio, la compra-vendita di cose mobili, le
locazioni per meno di nove anni, ecc.
. evidente che per questi contratti la forma non un elemento
essenziale; lo , invece, per altri contratti (detti formali o solenni) nei quali la dichiarazione di volont
deve avvenire in una determinata forma prescritta dalla legge qualora la dichiarazione di volont non
avvenga nella forma prescritta, il contratto nullo.Il gruppo pi importante di contratti formali
costituito, senza dubbio, da quei contratti che debbono essere compiuti per atto scritto, fra i quali
riteniamo opportuno ricordare i contratti che trasferiscono la propriet, ovvero costituiscono, modificano
od estinguono diritti reali su beni immobili o mobili registrati. Cos, ad esempio, la compra-vendita di una
casa o di un automobile, la costituzione o la rinuncia all'usufrutto su un podere, ecc..
Ai fini della validita del contratto, tutti i requisiti devono essere leciti.
(1) La norma indica gli elementi essenziali del contratto, ossia gli elementi richiesti per l'esistenza e la
validit del contratto.
(2) Dalla causa si differenziano i motivi che rappresentano, invece, gli scopi individuali che determinano il
singolo a concludere il negozio ossia interessi che la parte tende a soddisfare mediante il negozio, ma che
non rientrano nel contenuto tipico di questo.
(3) Nel nostro ordinamento vige il principio della libert della forma, che consente alle parti del contratto
di emettere la dichiarazione di volont nella forma che preferiscono. Rappresentano un'eccezione a tale
principio quei casi in cui la legge richiede una forma sotto pena di nullit, ossia subordina la validit del
contratto (solenne o formale) all'uso di una determinata forma (forma ad substantiam). Tale forma si
distingue da quella richiesta per la prova del negozio (forma ad probationem): in tal caso, la mancata
osservanza della forma non influisce sulla validit del contratto, ma solo sulla possibilit di provarlo,
essendo esclusa la prova per testimoni [v. 2721] o per presunzioni semplici [v. 2727].
Le parti sono i presupposti del contratto.
Causa ragione oggettivizzata del contratto (in generale), non cambia al cambiare delle parti.
(es. Causa del contratto di compravendita = scambio di un bene per il corrispettivo di un prezzo)
Motivo ragione soggettiva, concreta e specifica che induce le parti a stipulare il contratto.
(es. Motivo del contratto di compravendita fra me e Terranova = vado li perche i vestiti mi
piacciono e costano poco)

Oggetto = le prestazioni. Se l'oggetto e illecito/impossibile il contratto non puo essere stipulato.


Forma = modo in cui il contratto si manifesta.
Elenco delle forme di contratto:
Fatti concludenti = fatti da cui in modo inequivoco si puo desumere una volonta.
Interpretazione del comportamento. comportamenti concludenti (in latino, facta concludentia), detti
anche fatti dimostrativi, sono in diritto una forma di manifestazione tacita della volont negoziale.
Corrispondono ad un contegno che incompatibile con una volont diversa da quella che si pu dedurre
dai fatti stessi.
Ad esempio una persona che dopo aver scritto, datato e sottoscritto di propria mano il testamento,
volontariamente lo distrugge, intenda o no comunicare qualcosa a qualcuno, fa presupporre
all'ordinamento la volont di revocarlo.
La manifestazione tacita, tuttavia, si pu evincere anche da un comportamento concludente dichiarativo.
Cos per il chiamato all'eredit che, all'apertura della successione, venda ad un terzo un bene ereditario.
La legge attribuisce a tale comportamento dichiarativo la volont di accettare e l'assunzione della qualit
di erede perch l'atto di disposizione fa presupporre, anche contro l'intenzione del disponente, la volont
di accettare.
Contratto verbale che non necessita quindi di una formulazione scritta o una registrazione
in audiocassetta, quale ad es. un piccolo acquisto in un supermercato, in cui a fronte della
materiale apprensione di un bene si esibiscono alla cassiera i soldi per acquistarlo, dal che si
desume la volont della persona di concludere una compravendita.
Contratto scritto = in forma scritta, redatto dalle parti.
Scrittura privata autenticata (Contratto scritto con sottoscrizioni autenticate dal notaio) =
in forma scritta e redatto dalle parti, ma il notaio attribuisce fede pubblica alle firme. La legge considera
sempre riconosciuta la scrittura privata c.d. "autenticata", che stata sottoscritta alla presenza di un
notaio che, previo accertamento, attesta l'identit della persona che sottoscrive (art. 2703 c.c.).
Nel processo civile la scrittura privata non autenticata deve ritenersi tacitamente riconosciuta quando la
parte alla quale la scrittura attribuita o contro la quale prodotta contumace ovvero, se costituita,
non la disconosce nella prima udienza o nella prima difesa successiva alla
Atto pubblico = atto scritto non dalle parti ma dal notaio, che verifica il reale intendimento
delle parti. Puo essere necessaria la presenza di testimoni.
Le forme sono scelte dal legislatore in base all'importanza del contratto (es. l'atto pubblico e
obbligatorio per la costituzione di societa o per la donazione)
Contratto consensuale = diventa efficace con il semplice consenso, quando il proponente ha
notizia dell'accettazione della proposta.
es. Al bar, la compravendita si conclude quando il barista accetta di fare il caffe, non quando si
paga.
Contratto reale = (da res, cosa) si perfeziona con il trasferimento di un bene, non con il solo
consenso.
es. Contratto di mutuo diventa effettivo quando il cliente riceve il denaro in prestito.
Il contratto concluso ha valore di legge. La distinzione tra negozi consensuali e negozi reali si riferisce alle
modalit di perfezionamento: i primi possono dirsi conchiusi in esito alla mera manifestazione della
volont delle parti che viene a integrare il consenso. Il nostro ordinamento contrassegnato, a questo
proposito, da una norma di carattere generale, l'art. 1376 cod.civ., in forza della quale l'efficacia traslativa
del consenso deve considerarsi il principio cardine, almeno per quanto attiene ai contratti che hanno per
oggetto il trasferimento della propriet di una cosa determinata, la costituzione o il trasferimento di un
diritto reale ovvero il trasferimento di un altro diritto nota1.
Nella compravendita, ad esempio, la semplice espressione dell'accordo delle parti relativamente alla
determinazione del prezzo ed all'individuazione del bene, produttiva dell'effetto del trasferimento della
propriet del bene stesso in capo al compratore. Quest'ultimo conseguentemente obbligato a
corrispondere il prezzo al venditore. Non v' alcun bisogno della consegna, della traditio della cosa ai fini
della conclusione del contratto. L'obbligazione di consegnare la res meramente accessoria, non
ponendosi come controprestazione rispetto all'obbligazione di pagare il prezzo.

Con la locuzione contratti o negozi reali si intende evocare quella particolare specie di atti negoziali che,
oltre al raggiungimento del consenso, pur sempre indispensabile, richiedono, ai fini del perfezionamento,
l'ulteriore requisito della consegna della res nota2.
Ad esempio nel comodato e nel mutuo, la fattispecie negoziale non pu dirsi conclusa se non dal
momento in cui le cose mutuate o date a comodato vengono effettivamente e concretamente consegnate
rispettivamente al mutuatario o al comodatario (art. 1813 , 1803 cod.civ.).
La forma del contratto la modalit attraverso la quale la volont dei
contraenti si manifesta. Essa , pertanto, elemento di perfezionamento del
contratto, perch rende esteriormente visibile la volont dei soggetti,
rendendola idonea ad assumere rilevanza giuridica. Essa non pu mancare,
pena linesistenza del contratto (lassenza di una forma ad substantiam d
infatti luogo alla nullit del contratto)
La forma dei contratti pu essere libera o solenne.
La peculiarit del contratto di servizio che:
- vede come parte una Amministrazione pubblica;
- regola un servizio destinato ad una universalit di soggetti,
rende opportuno, dove non obbligatorio per legge, lutilizzo di una forma
solenne. In particolare, nei contratti in cui sia richiesta dalla legge la forma
solenne, la sua mancanza pu, come accennato, dar luogo alla nullit del
contratto stesso.
La forma solenne pu assumere essenzialmente due vesti:
1. Latto pubblico il documento redatto, con le richieste formalit, da un
notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli fede nel
luogo in cui latto formato (art. 2699 C.C). Esso fa piena prova, fino a
querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale
che lha formato, nonch delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti
che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui
compiuti (art. 2700 C.C.).
2. La scrittura privata va intesa come il documento scritto con qualsiasi
mezzo (penna, dattilografia, stampa) e sottoscritto dai contraenti. La sua
sottoscrizione ne rappresenta il connotato essenziale, perch costituisce
il mezzo di identificazione e, al tempo stesso, un indizio del carattere
serio e definitivo della dichiarazione. Essa deve essere effettuata
personalmente dal dichiarante, con lindicazione del nome e cognome, o
anche del cognome o dello pseudonimo. Per il principio della cosiddetta
conversione formale, latto pubblico, privo di qualche suo requisito, vale
come scrittura privata, ove sia sottoscritta dalla parte (confronta art.
2701 C.C.).
I contratti della Pubblica Amministrazione di norma richiedono la forma solenne
ed in particolare quella di atto pubblico. Tuttavia, data la peculiare natura
giuridica del contratto di servizio, frequente anche luso della scrittura privata
autenticata.
Art. 1322 "Autonomia contrattuale Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge.
Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina
particolare, purch siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento
giuridico."
L'autonomia privata permette a chiunque di stipulare un qualunque contratto, anche non tipico o
ricorrente. L'autonomia contrattuale ha un ampio significato; essa va intesa come libert di: concludere o
meno il contratto, scegliere la persona del contraente, stabilirne il contenuto, concludere contratti atipici.
La libert di concludere contratti atipici, cio contratti che non sono gi previsti e regolati dalla legge,
sottoposta, oltre al limite del rispetto delle norme imperative, a quello della meritevolezza di tutela degli
interessi. La dottrina e la giurisprudenza prevalente ritengono meritevoli di tutela i contratti che
perseguono interessi socialmente utili. Il contratto rappresenta lespressione dellautonomia contrattuale
pi importante e di maggiore impiego. Questultima, oltre che nella libert contrattuale, si esplica anche
in altri tipi di negozi giuridici, quali ad esempio il testamento e la procura, estendendosi a campi diversi

da quello dei traffici prettamente economici, come quello del diritto di famiglia e successorio. Esulano,
invece, dal concetto di autonomia contrattuale gli atti unilaterali, in quanto le rigide previsioni codicistiche
non lasciano agli interessati margini di libert apprezzabili. Per quanto concerne le previsioni normative,
lart. 1322 del codice, rubricato proprio autonomia contrattuale, afferma che le parti possono
liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge. Al secondo comma del
medesimo articolo, il legislatore si preoccupato di chiarire la piena facolt di concludere anche contratti
non appartenenti ai tipi aventi una disciplina particolare, ossia non rientranti nella categoria dei c.d.
contratti tipici, come la locazione, la compravendita, il mutuo ecc.. Lunico limite che viene chiaramente
posto di tipo finalistico: i contratti devono comunque essere diretti a realizzare interessi meritevoli di
tutela secondo l'ordinamento giuridico.
potere di determinare liberamente il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge, sia
in caso di contratti il cui schema astratto previsto dal legislatore (contratti tipici), sia in
caso di contratti che non appartengano a nessuno schema astratto previsto dal legislatore
(contratti atipici), purch, in questo secondo caso, siano diretti a realizzare interessi
meritevoli di tutela secondo lordinamento giuridico
Patologie del contratto il contratto pu presentare dei difetti, e la patologia pu essere
sanzionata in 3 modi:
1. Nullita Si attua quando l'oggetto e illecito. Il contratto si considera come mai esistito,
tutto deve tornare alla situazione di partenza, e la nullita puo essere fatta valere da chiunque
(anche un terzo). La nullit costituisce la pi grave specie della categoria invalidit. Essa comporta una
sanzione legale che consiste nell'assoluta ed immediata inidoneit dell'atto a sortire effetti per chiunque.
Quod nullum est, si dice, nullum producit effectum. L'atto nullo contrassegnato da una cos notevole
difformit rispetto al paradigma legale o alle regole che valgono a disciplinarlo da importare, a tutela di
interessi che trascendono quelli delle parti, l'inettitudine a sortire qualsiasi effetto diretto. La nullit la
conseguenza voluta dallordinamento in seguito ad un vizio particolarmente grave che colpisce un
negozio giuridico; tale vizio pu consistere nella mancanza di un elemento essenziale, nella illiceit del
negozio, della causa o dei motivi e infine per mancanza dei requisiti relativi alloggetto. Porta allassoluta
inefficacia del negozio giuridico
2. Annullabilita E una forma meno grave di invalidit rispetto alla nullit e grazie ad essa si permette al soggetto
che stato danneggiato da un negozio giuridico viziato di impugnarlo e di farne cessare lefficacia. Il negozio annullabile
non nato morto, come quello nullo, ma nato malato nel senso che comunque fornito di vitalit e potr sia guarire
dalla malattia che lo affligge sia morire. Il negozio annullabile quindi produttivo di effetti, come il malato comunque
vivo, ma questi effetti possono essere posti nel nulla dallimpugnazione da parte del legittimato, oppure i suoi effetti
potranno consolidarsi quando il legittimato allimpugnazione decida di non avvalersi di questo suo potere e lasciare in
vita il negozio.
Si attua quando il contratto e stato stipulato in un momento in cui la
volonta delle parti era compromessa (es. una parte era in stato di ebbrezza). Il titolare
dell'interesse leso puo chiedere l'annullamento del contratto perche non c'era volonta
consapevole al momento della stipula.
3. Rescissione oltre la meta Si attua per contratti stipulati in caso di bisogno di una delle
due parti, quando l'altra parte si e approfittata dello stato di necessita della prima e ha leso di
piu della meta il valore del bene in questione.
Le sanzioni hanno come effetto la rimozione del contratto dalla realta giuridica, in modi diversi a
seconda della gravita della patologia. L'ordinamento ha sempre il compito di tutelare l'interesse
delle parti. La rescissione pu chiedersi per anomalie verificatesi al momento della conclusione
dellaccordo, qualora il contratto venga sottoscritto:
a)
quando uno dei contraenti o altra persona versa in stato di pericolo, circostanza conosciuta
dalla controparte, che per tale motivo ottiene condizioni contrattuali inique. In tal caso il Giudice, a fronte
della domanda di rescissione del contratto da parte della persona che si obbligata, pu, nel pronunciare
la rescissione, assegnare un equo compenso allaltra parte per lopera prestata (art. 1447, c.c.);
b)
quando una delle parti si trova in stato di bisogno, di cui la controparte ha approfittato per
trarne vantaggio, ed il contratto (non aleatorio n transattivo[2]) prevede una forte sproporzione tra le
prestazioni, tale che leccedenza tra queste sia almeno pari alla met. Lo stato di bisogno deve perdurare
sino alla proposizione della domanda di rescissione (art. 1448 c.c.). b) pi importante, e in pratica pi
frequente, lipotesi del contratto concluso in stato di bisogno: se c sproporzione tra la prestazione di
una parte e quella dellaltra e la sproporzione dipesa dalla situazione, anche momentanea, di bisogno
economico di una parte, della quale laltra parte ha approfittato, la prima pu chiedere la rescissione
rescissione (art. 1448, comma 1o, c.c.). Ev la cosiddetta rescissione per lesione: il caso di chi (persona

fisica o ente collettivo), trovandosi in difficolt economiche, svende i propri beni pur di realizzare danaro,
e il compratore, che sa delle condizioni di bisogno del venditore, ne approfitta acquistando per un prezzo
irrisorio. Lestremo dello stato di bisogno non inteso nel senso di indigenza assoluta, ma come
situazione di difficolt economica che incida sulla libera determinazione a contrattare e funzioni come
motivo dellaccettazione della sproporzione fra le prestazioni. Laltro estremo, quello dellapprofittamento,
ritenuto presente quando sussiste la duplice consapevolezza dello stato di bisogno dellaltro contraente
e della grave sproporzione esistente fra le prestazioni, sicche volere il contratto equivale a profittare del
predetto stato di bisogno. Qui la legge fissa per un criterio per stabilire quando c sproporzione fra le
prestazioni e, quindi, lesione (ossia danno) per la parte che ha contrattato in stato di bisogno: occorre una
lesione oltre la met (ultra dimidium); la prestazione ricevuta deve essere inferiore alla met del valore
che la prestazione eseguita aveva al tempo del contratto (art. 1448, comma 2o, c.c.); e questa
sproporzione deve perdurare fino al momento in cui proposta lazione di rescissione
Art. 1420 "Nullit nel contratto plurilaterale Nei contratti con pi di due parti, in cui le prestazioni di ciascuna sono dirette al conseguimento di
uno scopo comune, la nullit che colpisce il vincolo di una sola delle parti non importa nullit del
contratto, salvo che la partecipazione di essa debba, secondo le circostanze, considerarsi
essenziale."
Contratti plurilaterali (o con comunione di scopo) contratto con piu di due parti. La nullita di
una delle parti non annulla l'intero contratto.
Contratti bilaterali (o a prestazioni corrispettive) contratto con due parti. La nullita di una delle
due parti annulla l'intero contratto. I rapporti sono paralleli e contrapposti.
DIRITTO COMMERCIALE
Art. 2082 "Dell'imprenditore E' imprenditore chi esercita professionalmente un' attivit economica organizzata al fine della
produzione o dello scambio di beni o di servizi."
Professionalmente = in maniera non occasionale. Non vuol dire per forza ininterrottamente, chi
compie lavori stagionali lo fa periodicamente, ma sempre in maniera costante.
Attivita = ripetizione di atti. L'atto ha dimensione immediata, mentre l'attivita e seriale, proiettata
nel tempo.
Economica = un'attivita e economica se consente ricavi sufficienti a coprire i costi in modo da
continuare l'attivita e rigenerare il capitale investito.
Le attivita possono essere:
Di erogazione = deliberatamente in perdita (es. volontariato). Per esistere hanno bisogno di
donazioni di terzi (non investimenti perche non prevedono rientro).
Economiche = il capitale investito si ricostituisce (es. aziende municipalizzate).
Lucrative = l'investimento prevede un profitto (= ricavi costi).
Impresa = attivita economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di
servizi non e un soggetto ma un'attivita, quindi non puo compiere azioni (es. non e l'impresa ad
assumere personale, ma l'imprenditore!).
Art. 2195 Imprenditori soggetti a registrazione Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione, nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:
1) un'attivit industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
2) un'attivit intermediaria nella circolazione dei beni;
3) un'attivit di trasporto per terra, per acqua o per aria;
4) un'attivit bancaria o assicurativa;
5) altre attivit ausiliarie delle precedenti.
Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attivit e alle imprese commerciali si
applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attivit indicate in questo articolo e alle imprese
che le esercitano."
Art. 2740 Responsabilit patrimoniale Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.
Le limitazioni della responsabilit non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.
Il debitore inadempiente e comunque responsabile, ma non penalmente (non ha responsabilita
personale).
La responsabilita si realizza attraverso dei processi:
creditore = attore; debitore = convenuto/citato in giudizio
Atto di citazione (= per instaurare un processo di cognizione)
Processo di cognizione (= il creditore deve dimostrare che il debitore e inadempiente):

1. I grado la sentenza puo essere impugnata da chi non la ritiene giusta


2. Corte d'appello la sentenza puo essere impugnata da chi non la ritiene giusta
3. Cassazione la sentenza e definitiva e non piu impugnabile
Processo esecutivo (= effettuato se il processo di cognizione stabilisce che il debitore e tale):
1. Decreto ingiuntivo il giudice intima al debitore di pagare
2. Precetto avvertimento di un possibile pignoramento
3. Pignoramento l'ufficiale giudiziario mette i sigilli su tutti i beni del debitore
4. Vendita coattiva i beni vengono valutati e venduti fino all'importo del debito, il ricavato
viene dato al creditore. In caso di importo maggiore la differenza viene ridata al debitore.
Il processo esecutivo e solitamente individuale (un creditore un debitore), ma in caso di aziende
debitrici spesso il patrimonio del debitore non e abbastanza per adempire a tutti i debiti, quindi
viene attuato un processo concorsuale (tanti creditori un debitore) il ricavato della vendita dei
beni viene spartito proporzionalmente fra i creditori, tutti i creditori subiscono in proporzione il
danno della non sufficiente capienza del patrimonio del debitore.
Esistono pene accessorie per le aziende fallimentari per 5 anni l'imprenditore fallito non puo
assumere cariche pubbliche ed e impossibilitato a compiere azioni commerciali.
Art. 2135 Imprenditore agricolo E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo,
selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit
dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di
carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci,
salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attivit, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette
alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che
abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o
dall'allevamento di animali, nonch le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante
l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivit
agricola esercitata, ivi comprese le attivit di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e
forestale, ovvero di ricezione ed ospitalit come definite dalla legge."
Attivita connesse = tutte le trasformazioni che la materia prima prodotta in azienda puo subire (es.
Yoghurt dal latte; imbottigliare vino delle viti)
L'imprenditore agricolo e diverso dall'imprenditore commerciale il rischio d'impresa e piu alto
perche comprende il rischio natura (es. calamita naturali, virus di animali...).
L'impresa agricola non puo fallire.
Impresa
L'impresa puo essere individuale o collettiva (= organizzazione di persone).
L'impresa collettiva puo essere:
Societaria esercizio dell'impresa come scopo principale
Ente associativo (es. WWF) attivita imprenditoriali come scopo secondario, strumentale
rispetto alle finalita istituzionali dell'ente (es. pubblicazione di libri per promuovere la
cultura)
Statuti
Statuto generale dell'imprenditore norme che si applicano indistintamente a tutti gli
imprenditori
1. Norme in materia di azienda (art. 2555 e segg.)
2. Segni distintivi
3. Concorrenza
4. Tutela del consumatore
Statuto tipico dell'imprenditore commerciale norme applicate solo all'imprenditore
commerciale, in aggiunta a quelle dello statuto generale dell'imprenditore
1. Scritture contabili
2. Rappresentanza commerciale
3. Specifiche norme in materia di cessione di azienda
4. Fallimento
5. Regime di iscrizione presso il registro delle imprese
Art. 2555 Nozione L'azienda il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa.
Imprenditore = soggetto Impresa = attivita Azienda = complesso dei beni

Organizzazione unifica atti in attivita, beni in complessi organizzati di beni


Avviamento oggettivo il valore dei beni aziendali organizzati e enormemente maggiore rispetto
al valore dell'insieme dei singoli beni.
Beni materiali, immateriali, contratti (es. telefono, energia elettrica, forniture, lavoro dipendente,
locazione dell'immobile...)
[Gli articoli 2558, 2559 e 2569 sono deroghe al diritto comune, perche nel diritto comune per la
cessione di un contratto e necessaria l'approvazione di entrambe le parti, ma questo metodo sarebbe
troppo lungo per le aziende, quindi i contratti vengono trasferiti automaticamente e non devono
essere analiticamente specificati]
Art. 2558 "Successione nei contratti Se non pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra nei contratti stipulati per
l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale.
Il terzo contraente pu tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento,
se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit dell'alienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e dell'affittuario per la
durata dell'usufrutto e dell'affitto."
L'unitarieta dei beni organizzati assume importanza nella fase di trasferimento tramite la
vendita del complesso aziendale l'acquirente subentra in tutti i contratti in essere.
Il terzo contraente puo dichiarare il recesso del contratto (= dichiarazione unilaterale di interruzione
di un contratto), ma l'alienante deve all'acquirente il risarcimento del danno provocato dal recesso.
Il recesso e un atto unilaterale recettizio ha effetto quando la dichiarazione perviene all'altra
parte del contratto
Art. 2559 "Crediti relativi all'azienda ceduta La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di
sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento
nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto liberato se paga in buona fede all'alienante.
Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda , se esso si estende ai
crediti relativi alla medesima."
L'acquirente (= avente causa) diventa titolare dei crediti dell'impresa.
Nel diritto comune il debitore viene informato della successione, per le imprese no, viene informato
solo tramite l'atto di registrazione dell'azienda nel registro delle imprese
Il precedente titolare (= dante causa) non e piu titolare dei contratti e dei crediti
Art. 2560 "Debiti relativi all'azienda ceduta L'alienante non liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al
trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito.
Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente
dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori."
Il debito resta in capo all'alienante (= il venditore) per la tutela dell'interesse del creditore, le
situazioni giuridiche passive (= i debiti) sono indisponibili senza che intervenga il creditore, perche
il creditore ha fatto credito a una specifica persona in una specifica condizione e per il merito
redditizio di questa; cambiando la persona correrebbe un rischio prima non considerato.
Per l'impresa commerciale si applica anche il secondo comma sono responsabili sia l'alienante
che l'acquirente, e debitore solo l'alienante perche l'acquirente non e colui che ha contratto il debito
Art. 2556 "Imprese soggette a registrazione Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della
propriet o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle
forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la
particolare natura del contratto.
I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono
essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del
notaio rogante o autenticante."
I contratti di trasferimento della proprieta devono essere depositati sotto forma di atto pubblico o
scrittura privata autenticata nel registro delle imprese per dare garanzia di certezza
Registro delle imprese = contiene le informazioni relative alle imprese commerciali e agricole (da
inizio 2000). Le informazioni e i fatti registrati e inerenti alle imprese sono consultabili da tutti
presso le camere di commercio di ogni provincia o per via telematica (= pubblicita commerciale).
L'imprenditore deve trasmettere gli atti da registrare in formato .pdf con firma elettronica
Un fatto si reputa conosciuto nel momento in cui viene pubblicato e conoscibile
Art. 2557 "Divieto di concorrenza -

Chi aliena l'azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall'iniziare
una nuova impresa che per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela
dell'azienda ceduta.
Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti pi ampi di quelli previsti dal comma precedente
valido, purch non impedisca ogni attivit professionale dell'alienante. Esso non pu eccedere la
durata di cinque anni dal trasferimento.
Se nel patto indicata una durata maggiore o la durata non stabilita, il divieto di concorrenza
vale per il periodo di cinque anni dal trasferimento.
Nel caso di usufrutto o di affitto dell'azienda il divieto di concorrenza disposto dal primo comma
vale nei confronti del proprietario o del locatore per la durata dell'usufrutto o dell'affitto.
Le disposizioni di questo articolo si applicano alle aziende agricole solo per le attivit ad esse
connesse, quando rispetto a queste sia possibile uno sviamento di clientela."
Tutela l'interesse dell'acquirente la clientela e una qualita dell'azienda, da al nuovo titolare la
possibilita di fidelizzarla, di farsi conoscere
5 anni sono un equilibrio fra il tempo necessario alla fidelizzazione e il sacrificio massimo in
termini di tempo per l'alienante
Ditta, insegna e marchio segni distintivi dell'impresa
Caratterizzano l'impresa (= ditta), i locali (= insegna) e l'imprenditore (= marchio)
Devono avere il carattere di novita (o originalita) = elemento fondamentale della capacita distintiva
non devono replicare una ditta, insegna o marchio esistenti, nella tutela del diritto di esclusiva
degli imprenditori che per primi li hanno scelti
Azione inibitoria = implicata dal diritto di esclusiva, impone agli altri di astenersi dallo scegliere lo
stesso segno distintivo che e gia stato scelto da qualcuno
Per rispondere al requisito di originalita non basta una differenziazione blanda (es. Rossi vs.
Rossi1), non dev'essere confondibile, ma l'originalita tiene conto anche dell'ubicazione territoriale
(es. "Bar Milano" a Napoli non e confondibile con "Bar Milano" a Roma)
Liceita = il segno dev'essere lecito, non si puo comporre di espressioni o immagini non lecite
(immorali)
Ditta
Nome con cui l'imprenditore identifica una determinata impresa
L'imprenditore puo realizzare diverse imprese caratterizzandole con nomi diversi (es. "Fratelli
Barilla S.p.a." produce Barilla, Mulino Bianco e Voiello) piu ditte per un solo company name
Insegna
Caratterizza il luogo di esercizio dell'impresa
Marchio
Il marchio ha la funzione captativa della clientela, deve saper colpire e comunicare al consumatore
Puo essere grafico, verbale, cromatico, musicale, negli USA viene riconosciuto anche l'odore (es.
per make-up)
Il marchio puo essere registrato all'ufficio marchi da chi l'ha inventato (non per forza
l'imprenditore), che puo venderlo o concederlo in licenza
La licenza puo essere a titolo temporaneo, in esclusiva (per un solo imprenditore) o concorrente (a
piu licenziatari). Il titolare del marchio ha l'onere di vigilare sull'uso che il licenziatario fa del
marchio per evitare che il consumatore sia tratto in inganno riguardo alle caratteristiche essenziali
del prodotto a tutela del consumatore
Il marchio puo essere cancellato se usato in modo non corretto
Domain name
Se usato per attivita imprenditoriali viene assimilato all'insegna.
Se invece e utilizzato per attivita non imprenditoriali fa parte del diritto al nome (= i soggetti
omonimi non sono considerati confondibili)
Legge Antitrust (Legge del 10 ottobre 1990 n 287)
L'Italia sostiene il principio di liberta di iniziativa economica e quindi di concorrenza, perche
costituisce una pluralita di offerte per il consumatore
Disciplina la libera concorrenza e garantisce la pluralita di operatori economici sul mercato che
operino in modo legale
Concorrenza leale = non si puo contraffare il marchio per sviare la clientela (es. evocando marchi
celebri per confondere i consumatori), realizzare pratiche iperboliche o denigratorie nei confronti di
concorrenti nelle pubblicita
in caso di concorrenza sleale l'imprenditore puo commettere azioni inibitorie per chiarire la
natura dei comportamenti

Art. 2 Intese restrittive della libert di concorrenza 1. Sono considerati intese gli accordi e/o le pratiche concordate tra imprese nonch le
deliberazioni, anche se adottate ai sensi di disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi,
associazioni di imprese ed altri organismi similari.
2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o
falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una
sua parte rilevante, anche attraverso attivit consistenti nel:
a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni
contrattuali;
b) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo
sviluppo tecnico o il progresso tecnologico;
c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;
d) applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per
prestazioni equivalenti, cos da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
e) subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di
prestazioni supplementari che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun
rapporto con l'oggetto dei contratti stessi.
3. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto.
Intesa = accordo fra imprese (che restano giuridicamente distinte)
Fissare il prezzo e illegale perche vantaggioso per le imprese ma dannoso per i consumatori
AGCOM = autorita garante con il compito di controllare e sanzionare le imprese che operano
illegalmente
Art. 3 Abuso di posizione dominante 1. vietato l'abuso da parte di una o pi imprese di una posizione dominante all'interno del
mercato nazionale o in una sua parte rilevante, ed inoltre vietato:
a) imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni
contrattuali ingiustificatamente gravose;
b) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il
progresso tecnologico, a danno dei consumatori;
c) applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per
prestazioni equivalenti, cos da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
d) subordinare la conclusione dei contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di
prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna
connessione con l'oggetto dei contratti stessi.
Dumping = le grandi imprese possono permettersi di vendere a prezzi tanto bassi da andare in
perdita per un periodo di tempo, perche possono produrre utili in altri modi, ma questo distrugge la
concorrenza costituita di imprese piu deboli, che non possono permettersi di andare in perdita
(es. Lufthansa dimezza il prezzo della tratta Berlino-Francoforte negli orari di punta e li lascia alti
negli altri orari per rendere difficile ad AirBerlin di restare al passo. Vengono imposti a Lufthansa
biglietti a prezzi pari al costo per l'impresa, maggiorato di un utile)
Art. 4 Deroghe al divieto di intese restrittive della libert di concorrenza 1. L'Autorit pu autorizzare, con proprio provvedimento, per un periodo limitato, intese o
categorie di intese vietate ai sensi dell'articolo 2, che diano luogo a miglioramenti nelle condizioni
di offerta sul mercato i quali abbiano effetti tali da comportare un sostanziale beneficio per i
consumatori e che siano individuati anche tenendo conto della necessit di assicurare alle imprese
la necessaria concorrenzialit sul piano internazionale e connessi in particolare con l'aumento
della produzione, o con il miglioramento qualitativo della produzione stessa o della distribuzione
ovvero con il progresso tecnico o tecnologico. L'autorizzazione non pu comunque consentire
restrizioni non strettamente necessarie al raggiungimento delle finalit di cui al presente comma n
pu consentire che risulti eliminata la concorrenza da una parte sostanziale del mercato.
2. L'Autorit pu revocare il provvedimento di autorizzazione in deroga di cui al comma 1, previa
diffida, qualora l'interessato abusi dell'autorizzazione ovvero quando venga meno alcuno dei
presupposti per l'autorizzazione.
3. La richiesta di autorizzazione presentata all'Autorit, che si avvale dei poteri di istruttoria di
cui all'articolo 14 e provvede entro centoventi giorni dalla presentazione della richiesta stessa.
Art. 5 Operazioni di concentrazione 1. L'operazione di concentrazione si realizza:
a) quando due o pi imprese procedono a fusione;
b) quando uno o pi soggetti in posizione di controllo di almeno un'impresa ovvero una o pi

imprese acquisiscono direttamente od indirettamente, sia mediante acquisto di azioni o di elementi


del patrimonio, sia mediante contratto o qualsiasi altro mezzo, il controllo dell'insieme o di parti di
una o pi imprese;
c) quando due o pi imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova societ, alla
costituzione di un'impresa comune.
2. L'assunzione del controllo di un'impresa non si verifica nel caso in cui una banca o un istituto
finanziario acquisti, all'atto della costituzione di un'impresa o dell'aumento del suo capitale,
partecipazioni in tale impresa al fine di rivenderle sul mercato, a condizione che durante il periodo
di possesso di dette partecipazioni, comunque non superiore a ventiquattro mesi, non eserciti i
diritti di voto inerenti alle partecipazioni stesse.
3. Le operazioni aventi quale oggetto o effetto principale il coordinamento del comportamento di
imprese indipendenti non danno luogo ad una concentrazione.
Dopo la concentrazione le imprese non sono piu giuridicamente separate (es. Intesa + San Paolo =
Intesa San Paolo; Tele+ + Stream = Sky)
Non e un male se evita che due aziende sopraffatte dal mercato cessino
Codice del consumo (Legge del 6 settembre 2005 n 206)
Costituisce una deroga alle norme civilistiche (libro III del Codice Civile)
Art. 1 Finalita' ed oggetto 1. Nel rispetto della Costituzione ed in conformita' ai principi contenuti nei trattati istitutivi delle
Comunita' europee, nel trattato dell'Unione europea, nella normativa comunitaria con particolare
riguardo all'articolo 153 del Trattato istitutivo della Comunita' economica europea, nonche' nei
trattati internazionali, il presente codice armonizza e riordina le normative concernenti i processi
di' acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli
utenti.
Presupposto di applicazione = le operazioni inerenti questo codice devono avere luogo fra
consumatore e professionista
Consumatore = utilizzatore finale, interviene nella circolazione del prodotto per soddisfare un
proprio bisogno (subentra nella parte finale della catena distributiva)
Professionista = chi interviene professionalmente nel ciclo produttivo e commerciale, cioe
abitualmente e con finalita imprenditoriali
Art. 33 Clausole vessatorie nel contratto tra professionista e consumatore 1. Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le
clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo
squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
2. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto,
di:
a) escludere o limitare la responsabilit del professionista in caso di morte o danno alla persona
del consumatore, risultante da un fatto o da un'omissione del professionista;
b) escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di
un'altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del
professionista;
c) escludere o limitare l'opportunit da parte del consumatore della compensazione di un debito nei
confronti del professionista con un credito vantato nei confronti di quest'ultimo;
d) prevedere un impegno definitivo del consumatore mentre l'esecuzione della prestazione del
professionista e' subordinata ad una condizione il cui adempimento dipende unicamente dalla sua
volont;
e) consentire al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se
quest'ultimo non conclude il contratto o recede da esso, senza prevedere il diritto del consumatore
di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se quest'ultimo a non concludere
il contratto oppure a recedere;
f) imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell'adempimento, il pagamento
di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente
d'importo manifestamente eccessivo;
g) riconoscere al solo professionista e non anche al consumatore la facolt di recedere dal
contratto, nonch consentire al professionista di trattenere anche solo in parte la somma versata
dal consumatore a titolo di corrispettivo per prestazioni non ancora adempiute, quando sia il
professionista a recedere dal contratto;
h) consentire al professionista di recedere da contratti a tempo indeterminato senza un ragionevole
preavviso, tranne nel caso di giusta causa;

i) stabilire un termine eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto per
comunicare la disdetta al fine di evitare la tacita proroga o rinnovazione;
l) prevedere l'estensione dell'adesione del consumatore a clausole che non ha avuto la possibilit di
conoscere prima della conclusione del contratto;
m) consentire al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le
caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel
contratto stesso;
n) stabilire che il prezzo dei beni o dei servizi sia determinato al momento della consegna o della
prestazione;
o) consentire al professionista di aumentare il prezzo del bene o del servizio senza che il
consumatore possa recedere se il prezzo finale e' eccessivamente elevato rispetto a quello
originariamente convenuto;
p) riservare al professionista il potere di accertare la conformit del bene venduto o del servizio
prestato a quello previsto nel contratto o conferirgli il diritto esclusivo d'interpretare una clausola
qualsiasi del contratto;
q) limitare la responsabilit del professionista rispetto alle obbligazioni derivanti dai contratti
stipulati in suo nome dai mandatari o subordinare l'adempimento delle suddette obbligazioni al
rispetto di particolari formalit;
r) limitare o escludere l'opponibilit dell'eccezione d'inadempimento da parte del consumatore;
s) consentire al professionista di sostituire a s un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche
nel caso di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di
quest'ultimo;
t) sancire a carico del consumatore decadenze, limitazioni della facolt di opporre eccezioni,
deroghe alla competenza dell'autorit giudiziaria, limitazioni all'adduzione di prove, inversioni o
modificazioni dell'onere della prova, restrizioni alla libert contrattuale nei rapporti con i terzi;
u) stabilire come sede del foro competente sulle controversie localit diversa da quella di residenza
o domicilio elettivo del consumatore;
v) prevedere l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo come subordinati ad una
condizione sospensiva dipendente dalla mera volont del professionista a fronte di un'obbligazione
immediatamente efficace del consumatore. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 1355 del codice
civile.
3. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari a tempo indeterminato il
professionista pu, in deroga alle lettere h) e m) del comma 2:
a) recedere, qualora vi sia un giustificato motivo, senza preavviso, dandone immediata
comunicazione al consumatore;
b) modificare, qualora sussista un giustificato motivo, le condizioni del contratto, preavvisando
entro un congruo termine il consumatore, che ha diritto di recedere dal contratto.
4. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari il professionista pu modificare,
senza preavviso, sempre che vi sia un giustificato motivo in deroga alle lettere n) e o) del comma 2,
il tasso di interesse o l'importo di qualunque altro onere relativo alla prestazione finanziaria
originariamente convenuti, dandone immediata comunicazione al consumatore che ha diritto di
recedere dal contratto.
5. Le lettere h), m), n) e o) del comma 2 non si applicano ai contratti aventi ad oggetto valori
mobiliari, strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il cui prezzo e' collegato alle fluttuazioni di
un corso e di un indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non controllato dal
professionista, nonch la compravendita di valuta estera, di assegni di viaggio o di vaglia postali
internazionali emessi in valuta estera.
6. Le lettere n) e o) del comma 2 non si applicano alle clausole di indicizzazione dei prezzi, ove
consentite dalla legge, a condizione che le modalit di variazione siano espressamente descritte.
Clausole vessatorie = vessano il contraente, cioe sono imposte gravano in modo eccessivo,
arbitrario e unilaterale sul consumatore
Sopperisce agli squilibri del contratto nei confronti del contraente strutturalmente debole il
consumatore e piu debole perche le azioni da intraprendere per difendersi legalmente costano
troppo, quindi viene rappresentato dall'Associazione dei consumatori, che puo permettersi di agire
legalmente contro il professionista (= permette la difesa di interessi economici non rilevanti)
Si applica malgrado la buona fede, quindi anche se una parte non intende provocare danni all'altra
Art. 64 Esercizio del diritto di recesso 1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali
commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalit e senza specificarne il

motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall'articolo 65, commi 3, 4
e 5.
2. Il diritto di recesso si esercita con l'invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una
comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di
ricevimento. La comunicazione pu essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante
telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si
intende spedita in tempo utile se consegnata all'ufficio postale accettante entro i termini previsti dal
codice o dal contratto, ove diversi. L'avviso di ricevimento non , comunque, condizione essenziale
per provare l'esercizio del diritto di recesso.
3. Qualora espressamente previsto nell'offerta o nell'informazione concernente il diritto di recesso,
in luogo di una specifica comunicazione sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al
comma 1, della merce ricevuta.
Fuori dalla sede legale = attraverso internet o per strada
Statuto dell'imprenditore commerciale
1. La pubblicita legale
2. Le scritture contabili
3. La rappresentanza commerciale
4. Le procedure concorsuali
Pubblicita = fenomeno con cui un fatto giuridico viene reso pubblico
Per le imprese commerciali avviene iscrivendo telematicamente gli atti nel registro delle imprese,
alle camere di commercio
Effetto costitutivo se l'atto non e pubblicato, non esiste nel diritto (es. la costituzione
delle S.P.A.)
Efficacia legale l'atto esiste, ma se non pubblicato non puo essere considerato conosciuto
dai terzi, fino a prova contraria del conoscimento dell'atto
Sostituisce alla conoscenza effettiva una presunzione di conoscenza se un atto e
conoscibile, si presume conosciuto, quindi l'imprenditore non ha l'onere di provare che il
terzo l'abbia conosciuto
Pubblicita dichiarativa assiste i bilanci, e solo informativa e non ha effetto di presunzione
di conoscenza
Rappresentanza commerciale
Ausiliari dell'imprenditore commerciale hanno ruoli diversi in funzione delle varie situazioni (es.
gli addetti alle vendite di un negozio non hanno le stesse funzioni dei cassieri dello stesso negozio)
Sono institori, procuratori e commessi, e per tutti e tre i poteri sono determinati dalla legge (=
rappresentanza legale)
Art. 2203 Preposizione institoria E' institore colui che preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale.
La preposizione pu essere limitata all'esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare
dell'impresa.
Se sono preposti pi institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia
diversamente disposto.
Ha potere di rappresentanza generale dell'imprenditore
Nonostante la presenza della procura, la rappresentanza dell'institore e legale perche la fonte del
potere e la legge
Viene anche chiamato preposto perche e come se venisse nominato
Art. 2204 Poteri dell'institore L'institore pu compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui preposto, salve le
limitazioni contenute nella procura. Tuttavia non pu alienare o ipotecare i beni immobili del
preponente, se non stato a ci espressamente autorizzato.
L'institore pu stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti
compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui preposto.
Ha poteri prefissati dalla legge, non puo compiere atti dispositivi dei beni personali
dell'imprenditore e dei beni immobili utilizzati nell'esercizio dell'impresa
L'imprenditore puo ridurne i poteri dichiarandolo nella procura
Art. 2207 Modificazione e revoca della procura Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati,
per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata.
In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova

che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare.


Nel diritto comune le modifiche/revoche devono essere solo portate a conoscenza dei terzi, per il
diritto commerciale devono essere registrate pubblicita commerciale
Il discrimine fra rappresentanza comune e commerciale e la pubblicita delle modificazioni della
procura
Art. 2209 Procuratori Le disposizioni degli articoli 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori , i quali, in base a un
rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti
all'esercizio dell'impresa, pur non essendo preposti ad esso.
Procuratore = figura intermedia fra institore e commesso
Art. 2210 Poteri dei commessi dell'imprenditore I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della
rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni
di cui sono incaricati.
Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, n
concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ci espressamente autorizzati.
I compiti del commesso sono previsti nel contratto di lavoro
Art. 2211 Poteri di deroga alle condizioni generali di contratto I commessi, anche se autorizzati a concludere contratti in nome dell'imprenditore, non hanno il
potere di derogare alle condizioni generali di contratto o alle clausole stampate sui moduli
dell'impresa, se non sono muniti di una speciale autorizzazione scritta.
Art. 2212 Poteri dei commessi relativi agli affari conclusi Per gli affari da essi conclusi, i commessi dell'imprenditore sono autorizzati a ricevere per conto di
questo le dichiarazioni che riguardano l'esecuzione del contratto e i reclami relativi alle
inadempienze contrattuali.
Sono altres legittimati a chiedere i provvedimenti cautelari nell'interesse dell'imprenditore.
Art. 2213 Poteri dei commessi preposti alla vendita I commessi preposti alla vendita nei locali dell'impresa possono esigere il prezzo delle merci da essi
vendute, salvo che alla riscossione sia palesemente destinata una cassa speciale.
Fuori dei locali dell'impresa non possono esigere il prezzo, se non sono autorizzati o se non
consegnano quietanza firmata dall'imprenditore.
La posizione del commesso all'interno dei locali dell'impresa e la fonte del suo potere, la
modificazione del potere deriva dalla conformazione del locale
DIRITTO DELLE SOCIET A
Art. 2247 Contratto di societ Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune
di una attivit economica allo scopo di dividerne gli utili.
Norma sulla fattispecie
Attivita economica = serie di atti finalizzati a ricostituire il capitale investito scopo mezzo (=
fine propedeutico, strumentale rispetto al fine ultimo)
Dividere gli utili = dev'esserci differenza attiva fra ricavi e costi scopo fine (= fine ultimo)
Esercizio in comune = sono in comune sia gli utili che le perdite, il rischio d'impresa e ripartito su
tutti i soci, che godono o subiscono delle conseguenze dell'esercizio di uno (se questi si comporta
coerentemente ai suoi compiti)
Le societa (S.P.A. e S.R.L.) possono essere unipersonali possono avere un solo socio, non
vengono fondate tramite un contratto ma un atto unilaterale
Art. 2248 Comunione a scopo di godimento La comunione costituita o mantenuta al solo scopo del godimento di una o pi cose regolata dalle
norme del titolo VII del libro III.
E attivita gestoria di gestione del patrimonio, non imprenditoriale (es. affitto), riguarda il diritto
di proprieta e non quello commerciale
Art. 2249 Tipi di societ Le societ che hanno per oggetto l'esercizio di una attivit commerciale devono costituirsi secondo
uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo.
Le societ che hanno per oggetto l'esercizio di una attivit diversa sono regolate dalle disposizioni
sulla societ semplice a meno che i soci abbiano voluto costituire la societ secondo uno degli altri
tipi regolati nei capi III e seguenti di questo titolo.
Sono salve le disposizioni riguardanti le societ cooperative e quelle delle leggi speciali che per
l'esercizio di particolari categorie di imprese prescrivono la costituzione della societ secondo un

determinato tipo.
Societa di persone = S.N.C., S.A.S., S.S. (ma S.S. solo per imprese non commerciali, es. attivita
agricola)
Societa di capitali = S.P.A., S.A.P.A., S.R.L. la rilevanza del capitale e superiore all'importanza
delle persone
Art. 2250 Indicazione negli atti e nella corrispondenza Negli atti e nella corrispondenza delle societ soggette all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle
imprese devono essere indicati la sede della societ e l'ufficio del registro delle imprese presso il
quale questa iscritta e il numero d'iscrizione.
Il capitale delle societ per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilit limitata deve
essere negli atti e nella corrispondenza indicato secondo la somma effettivamente versata e quale
risulta esistente dall'ultimo bilancio.
Dopo lo scioglimento delle societ previste dal primo comma deve essere espressamente indicato
negli atti e nella corrispondenza che la societ in liquidazione.
Negli atti e nella corrispondenza delle societ per azioni ed a responsabilit limitata deve essere
indicato se queste hanno un unico socio.
Gli atti delle societ costituite secondo uno dei tipi regolati nei capi V, VI e VII del presente titolo,
per i quali obbligatoria liscrizione o il deposito, possono essere altres pubblicati in apposita
sezione del registro delle imprese in altra lingua ufficiale delle Comunit europee, con traduzione
giurata di un esperto.
In caso di discordanza con gli atti pubblicati in lingua italiana, quelli pubblicati in altra lingua ai
sensi del quinto comma non possono essere opposti ai terzi, ma questi possono avvalersene, salvo
che la societ dimostri che essi erano a conoscenza della loro versione in lingua italiana.
Le societ di cui al quinto comma che dispongono di uno spazio elettronico destinato alla
comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico forniscono, attraverso tale
mezzo, tutte le informazioni di cui al primo, secondo, terzo e quarto comma.
Atti = tutti i documenti che la societa produce
Esigenza di trasparenza chi interagisce con la societa deve essere a conoscenza di fattori che
possono comportare cambiamenti nel rischio considerato
Sede sociale = stabilisce la competenza territoriale del tribunale a cui rivolgersi in caso di
contenzioso
Capitale sociale = esprime il valore complessivo dei conferimenti
Societa con un unico socio (o societa unipersonale) = S.R.L. e S.P.A. possono essere costituite
come atto unilaterale (= non con un contratto) il rischio d'impresa e circoscritto al patrimonio
della societa. Deriva dal modello Anstart ('60/'70 Liechtenstein), riconosciuto poi in tutta Europa.
Autonomia patrimoniale (o autonomia patrimoniale imperfetta) = i soci rispondono delle
obbligazioni della societa con il loro patrimonio, la distinzione, soci-societa e affievolita societa
di persone
Personalita giuridica (o autonomia patrimoniale perfetta) = riconosce alla societa le stesse facolta
della persona fisica, ha capacita giuridica, puo agire, diventare proprietaria, e responsabile di quello
che fa, quindi risponde delle obbligazioni con il patrimonio sociale societa di capitali
S.S. - Societa semplice
Costituisce la struttura di tutti gli altri modelli societari
Estrema semplificazione formale e organizzativa, e poco utilizzata se non per attivita semplici
Art. 2251 Contratto sociale Nella societ semplice il contratto non soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla
natura dei beni conferiti.
Si costituisce con un contratto che puo essere di qualunque forma, ma per conferimenti che hanno
ad oggetto beni elencanti nell'art. 1350 (= Atti che devono farsi per iscritto, es. beni immobili) e
necessaria una forma solenne
Art. 2252 Modificazioni del contratto sociale Il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non convenuto
diversamente.
Viene specificato perche costituisce un'organizzazione, e quindi in quanto organizzazione si
potrebbe presumere che le decisioni si prendano a maggioranza nonostante l'organizzazione venga
generata da un contratto
[Gli art. 2253 e 2254 regolano i conferimenti per tutti i modelli societari]
Art. 2253 Conferimenti Il socio obbligato a eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale (c. 2286

Esclusione rimanda alla conseguenza di mancati conferimenti).


Se i conferimenti non sono determinati, si presume che i soci siano obbligati a conferire, in parti
eguali tra loro, quanto necessario per il conseguimento dell'oggetto sociale.
1 comma ribadisce la natura tipologica del conferimento
2 comma norma suppletiva = supplisce alla mancata dichiarazione di volonta da parte dei soci
(es. se la S.S. si forma per facta concludentia), qualifica in termini funzionali il conferimento (=
quanto e necessario all'esercizio dell'impresa, in parti uguali)
Art. 2254 Garanzia e rischi dei conferimenti Per le cose conferite in propriet la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono
regolati dalle norme sulla vendita.
Il rischio delle cose conferite in godimento resta a carico del socio che le ha conferite. La garanzia
per il godimento regolata dalle norme sulla locazione.
Conferimenti in proprieta = il conferente trasferisce alla societa conferitaria la proprieta di un
bene simile alla vendita, trasferimento definitivo, il bene non torna al socio conferente in caso di
discioglimento della societa ma viene venduto e il ricavato viene diviso fra i soci proporzionalmente
agli utili
Garanzie dei conferimenti in proprieta:
Garanzia dell'evizione = il socio conferente garantisce che sul bene non ci sono diritti di
terzi
Garanzia del perimento = se una calamita naturale distrugge il bene, il rischio e a carico
del conferente prima del trasferimento, e della societa conferitaria dopo
Conferimenti in godimento = il conferente trasferisce alla societa conferitaria il godimento del
bene (es. contratto di locazione)
Garanzia dei conferimenti in godimento = il socio conferente e tenuto a garantire il godimento e i
rischi di perimento sono a suo carico, in caso contrario deve sostituire il bene, oppure manca alle
sue obbligazioni
Art. 2255 Conferimento di crediti Il socio che ha conferito un credito risponde della insolvenza del debitore, nei limiti indicati
dall'articolo 1267 per il caso di assunzione convenzionale della garanzia.
Trasferimento della posizione attiva di un rapporto di debito
Comporta il rischio della solvenza (= dell'adempimento del credito):
Garanzia pro solvendo = riguarda i crediti da adempiere, il conferente garantisce che il
credito esiste con un contratto valido
Garanzia pro soluto = il conferente garantisce l'adempimento (= che il debitore paghera),
in caso contrario sara il conferente stesso ad adempiere
la societa non corre il rischio di non incassare
Rimanda all'art. 2342 Conferimenti nelle S.P.A.
Art. 2256 Uso illegittimo delle cose sociali Il socio non pu servirsi, senza il consenso degli altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio
sociale per fini estranei a quelli della societ.
Art. 2262 Utili Salvo patto contrario ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l'approvazione
del rendiconto.
Diritto all'utile e il primo diritto che il socio acquisisce quando entra in una societa
Nella S.S. non c'e bisogno di approvazione dell'assemblea alla ripartizione degli utili, il diritto del
socio e soggettivo
Nella S.P.A. l'utile e il dividendo, il diritto del socio ai dividendi nell'S.P.A. e subordinato alla
decisione dell'assemblea che lo approva il diritto del singolo e subordinato alla decisione della
maggioranza perche l'interesse del socio e subordinato all'interesse della societa
Art. 2263 Ripartizione dei guadagni e delle perdite Le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti.
Se il valore dei conferimenti non determinato dal contratto, esse si presumono eguali.
La parte spettante al socio che ha conferito la propria opera, se non determinata dal contratto,
fissata dal giudice, secondo equit.
Se il contratto determina soltanto la parte di ciascun socio nei guadagni, nella stessa misura si
presume che debba determinarsi la partecipazione alle perdite.
Il diritto all'utile e proporzionale ai conferimenti, se questi non sono specificati si presumono uguali
fra i soci
Art. 2265 Patto leonino -

nullo il patto con il quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle
perdite.
Rimarca che la distribuzione degli utili e delle perdite deve riguardare tutti i soci, integra l'art. 2247
Sono lecite modifiche che derogano la proporzionalita della ridistribuzione degli utili e delle
perdite, se sono riportate nell'atto costitutivo, perche ci possono essere ragioni che vanno oltre la
proporzionalita con i conferimenti (es. i conferimenti sono uguali ma un socio lavora piu degli altri)
Questo articolo costituisce un limite alla regola di non proporzionalita nella ridistribuzione la
non proporzionalita va intesa sul piano sostanziale, il rischio d'impresa di un socio non puo essere
vanificato (es. non si puo distribuire a un socio lo 0,000001% degli utili)
Diritto economico alla quota di liquidazione quando si scioglie la societa, si divide cio che resta
fra i soci. Quando si scioglie il rapporto sociale di un socio (= recesso), il socio ha il diritto di
liquidare la sua quota
Amministrazione (interna, attraverso amministratori) vs. rappresentanza (esterna, attraverso
amministratori rappresentanti)
Le regole vengono integrate dal Codice Civile perche la S.S. puo nascere senza uno statuto, per
facta concludentia
Art. 2257 Amministrazione disgiuntiva Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione della societ spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente
dagli altri.
Se l'amministrazione spetta disgiuntamente a pi soci, ciascun socio amministratore ha diritto di
opporsi all'operazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta.
La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide
sull'opposizione.
In assenza di disposizione dell'atto, il potere e disgiunto fra i soci = ciascuno da solo e
amministratore
Gli effetti di uno ricadono sulla societa
Tutela dell'interesse del terzo visto che manca l'atto non c'e modo per il terzo di chiedere
esibizione della procura
Garanzia di celerita dei processi interni i processi decisionali non vengono rallentati da riunioni
L'amministrazione disgiuntiva puo portare a disorganizzazione se le intenzioni dei soci non
coincidono
Diritto di opposizione diritto individuale di ogni socio amministratore, ciascuno dei soci che
non e d'accordo con le intenzioni di un altro socio prima che questo compia l'atto, puo opporvisi
Comporta uno spostamento della competenza decisoria, l'intero aggregato sociale (= tutti i soci, non
solo quelli amministratori) diventa competente.
I soci decidono a maggioranza, calcolata secondo:
la partecipazione agli utili (perche riguarda decisioni economiche che influiscono sui
risultati della societa) incidenza del rischio d'impresa nelle societa di capitali
voto per teste (un voto vale uno) individualita nelle societa di persone
Art. 2258 Amministrazione congiuntiva Se l'amministrazione spetta congiuntamente a pi soci, necessario il consenso di tutti i soci
amministratori per il compimento delle operazioni sociali.
Se convenuto che per l'amministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della
maggioranza, questa si determina a norma dell'ultimo comma dell'articolo precedente.
Nei casi preveduti da questo articolo, i singoli amministratori non possono compiere da soli alcun
atto, salvo che vi sia urgenza di evitare un danno alla societ.
Salvo diversamente specificato nell'atto costitutivo, e necessaria l'unanimita dei soci amministratori
per le decisioni
Art. 2259 Revoca della facolt di amministrare La revoca dell'amministratore nominato con il contratto sociale non ha effetto se non ricorre una
giusta causa.
L'amministratore nominato con atto separato revocabile secondo le norme sul mandato.
La revoca per giusta causa pu in ogni caso essere chiesta giudizialmente da ciascun socio.
Art. 2260 Diritti e obblighi degli amministratori I diritti e gli obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato.
Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la societ per l'adempimento degli
obblighi ad essi imposti dalla legge e dal contratto sociale. Tuttavia la responsabilit non si
estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa.
Art. 2261 Controllo dei soci -

I soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizia
dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi all'amministrazione e di
ottenere il rendiconto quando gli affari per cui fu costituita la societ sono stati compiuti.
Se il compimento degli affari sociali dura oltre un anno, i soci hanno diritto di avere il rendiconto
dell'amministrazione al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso.
Ha luogo solo nel caso in cui la societa sia formata senza atto costitutivo, perche altrimenti tutti i
soci sarebbero soci amministratori
I soci non amministratori hanno dovere di vigilanza e diritto di controllo sui soci amministratori,
secondo diverse modalita:
informativa chiedere informazioni
consultativa consultare un socio amministratore in prima persona
attraverso controllo del rendiconto annuale (per attivita pluriennali) o infra-annuale al
termine degli affari per cui e stata costituita la societa
Art. 2266 Rappresentanza della societ La societ acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la
rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi.
In mancanza di diversa disposizione del contratto, la rappresentanza spetta a ciascun socio
amministratore e si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale.
Le modificazioni e l'estinzione dei poteri di rappresentanza sono regolate dall'articolo 1396.
La rappresentanza dei soci amministratori rappresentanti e legale (= la fonte e la legge, non c'e
procura)
Il potere di rappresentanza puo essere attribuito liberamente attraverso l'atto costitutivo
La rappresentanza puo essere congiuntiva o disgiuntiva indipendentemente dalla forma
dell'amministrazione, in una logica di efficienza della societa
Art. 2267 Responsabilit per le obbligazioni sociali I creditori della societ possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. Per le obbligazioni
sociali rispondono inoltre personalmente e solidalmente i soci che hanno agito in nome e per conto
della societ e, salvo patto contrario, gli altri soci.
Il patto deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza, la limitazione
della responsabilit o l'esclusione della solidariet non opponibile a coloro che non ne hanno
avuto conoscenza.
I creditori possono far valere i propri diritti sul patrimonio sociale = possono pignorare i beni della
societa
Soci che hanno agito in nome e per conto della societa = rappresentanti
La responsabilita e:
sussidiaria = il creditore interviene sui soci se il patrimonio sociale non e stato sufficiente a
coprire il debito
personale (o illimitata) = il socio e illimitatamente responsabile, cioe risponde con tutti i
beni presenti e futuri)
solidale = ciascun socio risponde per tutti il creditore non fraziona il suo credito fra i
soci, si rivolge a chi ritiene piu conveniente riscuotendo l'intera somma (= per la tutela del
creditore). A cio segue un'azione di regresso, cioe il socio che ha estinto il debito della
societa chiede proporzionalmente ai conferimenti il rimborso agli altri, per una corretta
ripartizione della perdita
L'eventuale limitazione della responsabilita non e applicabile agli amministratori rappresentanti che
hanno compiuto l'atto, perche sussistono le conseguenze dell'esercizio del potere rappresentativo
Art. 2268 Escussione preventiva del patrimonio sociale Il socio richiesto del pagamento di debiti sociali pu domandare, anche se la societ in
liquidazione, la preventiva escussione del patrimonio sociale, indicando i beni sui quali il creditore
possa agevolmente soddisfarsi.
Sussidiarieta Beneficium ordinis = consiste in un'eccezione processuale
Il creditore deve potersi agevolmente soddisfare, nel caso in cui esistano dei beni del patrimonio
sociale, ma difficilmente raggiungibili o fruibili, la responsabilita ricade sul socio
Per le obbligazioni della societa risponde nelle societa di persone il patrimonio sociale e
sussidiariamente il patrimonio del socio
S.N.C. - Societa in nome collettivo
Ordinata solo da 21 articoli (2291 2312), perche il legislatore usa la tecnica del rinvio integra
gli articoli sul modello della S.S. ed esplicita solo le differenze
La S.N.C. e una prosecuzione pubblicizzata della S.S.

Art. 2291 Nozione Nella societ in nome collettivo tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali.
Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi.
La responsabilita e illimitata per tutti i soci, il patto limitativo della responsabilita non ha effetto sui
terzi e valido fra i soci quindi si possono decidere modificazioni interne di responsabilita, anche
a favore di chi ha agito
Art. 2292 Ragione sociale La societ in nome collettivo agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di uno o pi soci
con l'indicazione del rapporto sociale.
La societ pu conservare nella ragione sociale il nome del socio receduto o defunto, se il socio
receduto o gli eredi del socio defunto vi consentono.
Company name = ditta nome che utilizza l'imprenditore per l'esercizio di una attivita
imprenditoriale
Per le societa di persone la ragione sociale si compone cosi:
elemento di fantasia (facoltativo) + nome di almeno un socio illimitatamente responsabile + tipo
sociale
Inserire il nome di almeno un socio illimitatamente responsabile nella ragione sociale tutela il
creditore, perche gli permette di conoscere il nome di almeno a un socio a cui puo rivolgersi
Per le societa di capitali la ragione sociale si compone cosi:
elemento di fantasia (facoltativo) + tipo sociale
Art. 2293 Norme applicabili La societ in nome collettivo regolata dalle norme di questo capo e, in quanto queste non
dispongano, dalle norme del capo precedente.
Rinvio se una fattispecie non e normata (= non si dice nulla di qualcosa), si applicano le norme
della S.S.
Art. 2295 Atto costitutivo L'atto costitutivo della societ deve indicare:
1) il cognome e il nome, il nome del padre, il domicilio, la cittadinanza dei soci;
2) la ragione sociale;
3) i soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della societ;
4) la sede della societ e le eventuali sedi secondarie;
5) l'oggetto sociale;
6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione;
7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera;
8) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e
nelle perdite;
9) la durata della societ.
La S.N.C. non si puo formare per facta concludentia
Art. 2296 Pubblicazione L'atto costitutivo della societ con sottoscrizione autenticata dei contraenti, o una copia autentica
di esso se la stipulazione avvenuta per atto pubblico, deve entro trenta giorni essere depositato
per l'iscrizione a cura degli amministratori presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui
circoscrizione stabilita la sede sociale.
Se gli amministratori non provvedono al deposito nel termine indicato nel comma precedente,
ciascun socio pu provvedervi a spese della societ, o far condannare gli amministratori ad
eseguirlo.
Se la stipulazione avvenuta per atto pubblico, obbligato ad eseguire il deposito anche il
notaio.
L'atto costitutivo dev'essere iscritto nel registro delle imprese determina presunzione di
conoscenza nei confronti dei terzi
Art. 2298 Rappresentanza della societ L'amministratore che ha la rappresentanza della societ pu compiere tutti gli atti che rientrano
nell'oggetto sociale, salve le limitazioni che risultano dall'atto costitutivo o dalla procura. Le
limitazioni non sono opponibili ai terzi, se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si
prova che i terzi ne hanno avuto conoscenza.
Le limitazioni alla rappresentanza sono opponibili ai terzi solo se iscritte nel registro delle imprese
Tutto cio che non e normato, segue le norme della S.S.
Art. 2300 Modificazioni dell'atto costitutivo -

Gli amministratori devono richiedere nel termine di trenta giorni all'ufficio del registro delle
imprese l'iscrizione delle modificazioni dell'atto costitutivo e degli altri fatti relativi alla societ,
dei quali obbligatoria l'iscrizione.
Se la modificazione dell'atto costitutivo risulta da deliberazione dei soci, questa deve essere
depositata in copia autentica.
Le modificazioni dell'atto costitutivo, finch non sono iscritte, non sono opponibili ai terzi, a meno
che si provi che questi ne erano a conoscenza.
Art. 2303 Limiti alla distribuzione degli utili Non pu farsi luogo a ripartizione di somme tra soci se non per utili realmente conseguiti.
Se si verifica una perdita del capitale sociale, non pu farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il
capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
Norme dirette alla tutela del capitale sociale
Se ci sono perdite di capitale sociale, esso si puo ridurre per perdite, ma non si possono ridistribuire
gli utili
Art. 2304 Responsabilit dei soci I creditori sociali, anche se la societ in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai
singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale.
Sussidiarieta Beneficium ordinis (come nell'art. 2268)
Nella S.N.C. i beni del patrimonio sociale non devono essere agevolmente raggiungibili e non e il
socio a doversi difendere ma il creditore per primo a doversi comportare come impone la legge
condizione di procedibilita = il creditore deve dimostrare al giudice di aver gia agito in questo
modo e di non aver ricavato quanto gli spetta dal patrimonio sociale (= beneficium excussionis)
Art. 2306 Riduzione di capitale La deliberazione di riduzione di capitale, mediante rimborso ai soci delle quote pagate o mediante
liberazione di essi dall'obbligo di ulteriori versamenti pu essere eseguita, soltanto dopo tre mesi
dal giorno dell'iscrizione nel registro delle imprese, purch entro questo termine nessun creditore
sociale anteriore all'iscrizione abbia fatto opposizione.
Il tribunale, nonostante l'opposizione, pu disporre che l'esecuzione abbia luogo, previa
prestazione da parte della societ di un'idonea garanzia.
Comporta una modifica dell'atto costitutivo
Riduce il merito creditizio della societa agli occhi di futuri possibili creditori si deve dare ai
creditori il diritto di opporsi
S.A.S. - Societa in accomandita semplice
Art. 2313 Nozione Nella societ in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e
illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti rispondono limitatamente alla
quota conferita.
Le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni.
La responsabilita e diversa per i due tipi di soci:
soci accomandatari rischio d'impresa circoscritto al conferimento
soci accomandanti illimitatamente responsabili
Art. 2315 Norme applicabili Alla societ in accomandita semplice si applicano le disposizioni relative alla societ in nome
collettivo, in quanto siano compatibili con le norme seguenti.
Rinvio a cascata rimanda alla S.N.C. che a sua volta rimanda alla S.S.
Compatibilita non e un rinvio automatico, richiede uno sforzo di interpretazione perche la S.A.S.
e il medio concettuale fra societa di persone e societa di capitali
Art. 2316 Atto costitutivo L'atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti.
Compatibilita con S.N.C., valgono anche tutte le norme sull'atto costitutivo della S.N.C.
Art. 2318 Soci accomandatari I soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della societ in nome collettivo.
L'amministrazione della societ pu essere conferita soltanto a soci accomandatari.
Se non specificato, tutti gli accomandatari sono amministratori
Art. 2320 Soci accomandanti I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o concludere affari
in nome della societ, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante
che contravviene a tale divieto assume responsabilit illimitata e solidale verso i terzi per tutte le
obbligazioni sociali e pu essere escluso a norma dell'articolo 2286.

I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori
e, se l'atto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e
compiere atti di ispezione e di sorveglianza.
In ogni caso essi hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti
e delle perdite, e di controllarne l'esattezza consultando i libri e gli altri documenti della societ.
I soci accomandanti non possono occuparsi della gestione della societa, salvo casi particolari con
procura e sotto il controllo dei soci accomandatari in caso contrario, sono illimitatamente
responsabili, ma non diventano soci accomandatari
Il socio accomandante non puo inserire il suo nome nella ragione sociale
Art. 2322 Trasferimento della quota La quota di partecipazione del socio accomandante trasmissibile per causa di morte.
Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, la quota pu essere ceduta, con effetto verso la
societ, con il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale.
Se muore un accomandatario si segue la norma della S.S. la societa continua la sua attivita con i
soci superstiti o con gli eredi del defunto