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Riciclaggio e impiego di capitali illeciti

Lesigenza di fronteggiare pi efficacemente il duplice fenomeno del:


1. riciclaggio
2. reimpiego del c.d. denaro sporco (di provenienza delittuosa)
diventata una delle priorit assolute degli ordinamenti, a seguito della presa di
coscienza delle sue:
strettissime connessioni con la criminalit organizzata
gravissime ripercussioni sullorganizzazione del mercato e sul libero sviluppo
delleconomia
Tale problema stato avvertito soprattutto a livello di organismi sovranazionali.
Infatti il:

Consiglio dEuropa: ha approvato una Convenzione sul riciclaggio, la


ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, con la quale si
obbligano gli Stati firmatari, a prevedere come reato le condotte di
conversione, trasferimento, occultamento e acquisizione del possesso dei beni
di provenienza illecita.
Consiglio dei ministri della CE: ha emanato unapposita direttiva n.166/1991,
con la quale si:
o Invitano gli Stati membri a vietare il riciclaggio
o Pur senza vincolarli nella scelta della sanzione penale
La nuova disciplina introdotta in attuazione della Convenzione, ha modificato le
precedenti prese di posizione del legislatore italiano, risultate:

non sufficientemente meditate


connotate dai difetti tipici di una legislazione emergenziale: preoccupazione
ad intervenire con urgenza, per tacitare ricorrenti allarmi sociali, assegnando
alle nuove norme una funzione piuttosto simbolica, pi che efficiente.
Si tratta della l.55/90 che ha riformulato lart.638-bis, che era stato per la prima volta
inserito con la l.191/78.
La legge del 90, aveva modificato la rubrica in riciclaggio, e aveva introdotto
lart,648-ter configurante il reato di impiego di denaro, beni o utilit provenienza
illecita.
Ma i risultati sperati, stando alla prassi, non furono raggiunti.

Riciclaggio

Lart.648-bis stato riformulato dallart.4 della l.328/93 che ha provveduto a


riscriverne la condotta, in conformit alle previsioni della Convenzione e della
direttiva sul riciclaggio dei proventi di reato.
Si tratta di modifiche molto significative che riguardano:
1. c.d. presupposto del reato di riciclaggio: il legislatore ha eliminato la
pregressa tassativit dei reati che potevano costituire il presupposto del
riciclaggio, e sostituirla con un ampio e generale presupposto dato da qualsiasi
delitto non colposo
2. descrizione della condotta tipica: il legislatore ha introdotto una
omnicomprensiva clausola generale descritta con la formula: altre operazioni
in modo da ostacolare lidentificazione della loro provenienza delittuosa
Tali modifiche, mirate a rafforzare il contrasto dei comportamenti illeciti della
criminalit organizzata, appaiono comunque in linea con la pi moderna concezione
di riciclaggio.
Il legislatore del 1993 ha utilizzato il termine riciclaggio secondo il pi ampio
significato ormai assunto anche nel linguaggio comune: esso indica il complesso
delle operazioni tendenti a ripulire il denaro sporco, facendo perdere le tracce della
sua provenienza delittuosa.
Con la recente riforma si ulteriormente accentuato lo scopo dellincriminazione,
che quello di impedire che gli autori di fatti di reato possano:

far fruttare i capitali illegalmente acquisiti


rimettendoli in circolazione come capitali depurati e perci investibili anche in
attivit economico-produttive legali.
In tal modo la norma incriminatrice persegue anche un ulteriore obiettivo di
carattere finale, e cio quello di:
scoraggiare la stessa commissione dei reati principali: stante la non
possibilit di sfruttarne i proventi.
Questa polivalenza di scopi politico-criminali induce a riflettere sulla correttezza
della collocazione del reato in esame tra i delitti contro il patrimonio. Pertanto
occorrer in futuro vagliare lopportunit di inserirlo tra:
1. i reati contro lamministrazione della giustizia (secondo lesempio del codice
penale svizzero)
2. reati contro leconomia (pi correttamente)
Per quanto riguarda il:
Soggetto attivo: pu essere chiunque, fatta eccezione per quanti abbiano partecipato,
in qualit di concorrenti, alla commissione del reato presupposto.
Non sempre facile distinguere nelle diverse situazioni concrete, se lautore del
riciclaggio rivesta nel contempo il:

ruolo di compartecipe nel delitto principale


In linea di massima dovrebbe applicarsi un criterio distintivo di ordine temporale:
1. se accordo sulla ripulitura del denaro sporco interviene prima della
consumazione del reato principale: allora si configura il concorso.
2. Se accordo interviene successivamente: si configura il riciclaggio.
Ma si tratta di un criterio che deve applicarsi valutando caso per caso, accertando se
la preventiva assicurazione di lavare il denaro abbia influenzato o rafforzato, negli
autori dei reati principali, la decisione di delinquere.
Il legislatore del 93 ha significativamente modificato la descrizione del fatto di reato
sia con riferimento ai:
1. reati-presupposto
2. sia in relazione alle modalit della condotta incriminata
La nuova norma incriminatrice ha:
o esteso i reati-presupposto: a tutti i delitti non colposi previsti dal codice
penale, differenziando solo il trattamento sanzionatorio, prevedendo una
circostanza attenuante qualora il delitto principale sia punibile con la
reclusione inferiore nel massimo a 5 anni.
Per effetto di tale riforma il delitto di riciclaggio pu presupporre come reato
principale:
1. non solo delitti funzionalmente orientati alla creazione di capitali illeciti: come
corruzione, concussione, reati societari ecc.
2. ma anche delitti che vi sono estranei se si segue la visione rigorosa e
tradizionale del fenomeno: si pensi ai reati fiscali, la cui inclusione rischia di
ampliare in maniera eccessiva lambito di applicazione della fattispecie.
Anche la condotta incriminata stata modificata dalla riforma del 93. Oggi essa si
articola in 2 forme:
1. sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilit di provenienza illecita
2. ovvero compiere altre operazioni, in modo da ostacolare lidentificazione
della provenienza illecita.
Le novit normative sono sostanzialmente 2:
previsione del trasferimento dei capitali illeciti
la seconda nella trasformazione della precedente formula ostacola
lidentificazione in quella pi ampia e omnicomprensiva: compie altre
operazioni in modo da ostacolare lidentificazione.
Le ragioni di tale riscrittura sono nellesigenza di approntare un tessuto repressivo
tendenzialmente privo di lacune.
Analizzando le 2 forme di condotta punibile:

1. La prima formula consiste nel sostituire o nel trasferire i capitali illeciti.


a. Sostituire: vuol dire rimpiazzare denaro o valori sporchi con denaro
o valori puliti.
La sostituzione pu essere realizzata nei modi pi diversi:
1) Cambio di biglietti con altri pezzi o valute diverse
2) Versamento presso banche e loro successivo ritiro
3) Trasformazione gioielli in oro grezzo
b. Trasferire: con tale aggiunta, la legge ha inteso colpire quelle forme di
ripulitura di capitali illeciti che si servono di strumenti negoziali o in
generale di forme giuridiche.
c. Oggetto materiale: costituito da denaro, beni o altre utilit, una
formula cosi estesa sembra autorizzare la punibilit anche di attivit di
sostituzione effettuate su diritti di credito o qualsiasi altra entit
economicamente apprezzabile.
2. La seconda formula di condotta punibile consiste nel compiere altre
operazioni, in modo da ostacolare lidentificazione della provenienza
delittuosa delloggetto materiale del reato.
Tale formula normativa sembra porre un problema ermeneutico: a differenza
del semplice ostacolare, il compiere operazioni in modo da potrebbe evocare
una finalit che sta al di fuori del fatto e trasformare il delitto in reato a dolo
specifico.
Tuttavia il dato linguistico non tanto univoco, n accompagnato da ulteriori
elementi da spingere a una spaccatura della norma in due distinte ipotesi di
reato. La formula in moda da sta a significare che lattivit dellautore deve
risolversi in ogni caso in un ostacolo alla identificazione della provenienza
illecita.