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Facolt di Medicina e Psicologia

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia dello Sviluppo,


dellEducazione e del Benessere
Tesi di laurea

Il tatuaggio nel giovane adulto


Laureando

Bonneaud Jean Michel


Matricola 1153090

Relatore
Prof.ssa Paola Carbone

Correlatore
Prof. Luciano Baldini

A.A. 2014/2015

INDICE
Introduzione................................................................................................Pag. 3
Capitolo 1. Il giovane adulto
1.1 Introduzione al concetto di giovane adulto..............................Pag. 4
1.2 Teorie dello sviluppo dellarco di et 20-25 anni....................Pag. 4
1.3 Il giovane adulto: origine e sviluppo di un concetto.............Pag. 9
Capitolo 2. Il tatuaggio
2.1. Il tatuaggio nella storia............................................................Pag. 14
2.2 Il tatuaggio, il corpo e il s.......................................................Pag. 17
2.3 Il dolore nel tatuaggio: un processo di maturazione?...............Pag. 19
2.4 Il tatuaggio: elemento di moda o sintomo di devianza?...........Pag. 23
Capitolo 3. La ricerca
3.1. Presentazione della ricerca.......................................................Pag. 27
3.2. Le fasi della ricerca..................................................................Pag. 27
3.3. Obbiettivi della ricerca.............................................................Pag. 27
3.4. Il Campione..............................................................................Pag. 28
3.5. Lo strumento.............................................................................Pag. 29
3.6. Modalit di conduzione dellintervista.....................................Pag. 29
3.7. Operazioni sul materiale raccolto.............................................Pag. 30
3.8. Descrizione delle macro-aree...................................................Pag. 30
3.9 Sintesi dei risultati emersi..........................................................Pag. 33
Conclusioni...................................................................................................Pag. 51
Bibliografia...................................................................................................Pag. 61
Appendice......................................................................................................Pag. 64
Ringraziamenti.............................................................................................Pag. 69

Introduzione
La presente tesi una ricerca esplorativa e conoscitiva su come vengono visti, vissuti
e interpretati i tatuaggi dai giovani adulti francesi.
Questo mio lavoro organizzato in 3 capitoli e unAppendice.
Nel primo capitolo presento una sintesi della letteratura $-3concernente il giovane
adulto.
Nel secondo capitolo, attraverso una sintesi della letteratura disponibile,
approfondisco il tema del tatuaggio, la sua storia, la sua diffusione e linsieme di
significati che sono attribuiti al tatuarsi.
Nel terzo capitolo illustro la ricerca effettuata sui 60 giovani adulti francesi,
specificandone e descrivendone le varie fasi: loggetto e lobiettivo di ricerca, il
campione, lo strumento utilizzato, le modalit di conduzione dellintervista, le
operazioni effettuate sui dati raccolti, la descrizione del materiale, il confronto con un
analogo campione italiano e le conclusioni emerse alla luce dei dati analizzati.
In Appendice riporto:
1) la traccia delle interviste semi-strutturate in italiano.
2) la traccia delle interviste semi-strutturate.

Capitolo 1: Il giovane adulto


1.1 Chi il giovane adulto?
Il periodo della vita che va dai 20 ai 25 anni un periodo molto impegnativo che
vede lindividuo affrontare una serie di scelte e di sfide destrema importanza
(intimit, lavoro), ma anche, in ottica psicanalitica, una fase preziosa di verifica e
messa a regime degli aspetti fallaci o sufficientemente solidi del processo di
soggettivazione fin l raggiunto (Montinari, 2007). Le numerose trasformazioni che
questo processo comporta non sono per segnalate da un evento biologico esterno
caratterizzato da cambiamenti fisici chiari che ne possano demarcare linizio, cosa
che ad esempio accade nelladolescenza con lavvio dello sviluppo puberale.
Proprio linsieme di cos tante trasformazioni rendono difficoltoso un inquadramento
teorico ben definito e unanimemente condiviso.
Questo aspetto nebuloso diventa ancor pi confuso se si considerano il gran numero
di termini utilizzati per descrivere questo periodo: tarda adolescenza, adolescenza
prolungata, et adulta emergente, il medio adulto e per finire, la definizione che
tender ad usare con pi frequenza in questo mio elaborato, il giovane adulto.
Sulla correttezza, o per meglio dire sullambiguit di significato del termine
Giovane adulto si interrogato anche Novelletto (2009) che analizzando questo
termine nota come sia costituito da una figura retorica (ossimoro) nata
dallaccostamento di due termini sostanzialmente contraddittori e che conferiscono
un vago sapore ironico e paradossale. Il giovane adulto quindi un soggetto che pur
potendo aspirare per et a essere riconosciuto come maturo, non pu accedere a tale
consacrazione pubblica perch coloro che lhanno conseguita lo considerano ancora
giovane, per fattori diversi dallet e cio per linsufficienza dei requisiti fisici,
psichici o sessuali che ne attesterebbero lo stato di maturit.
1.2 Teorie dello sviluppo dellarco det 20-25 anni
Tra i primi autori moderni che si sono impegnati nella descrizione di questo periodo,
troviamo Erik Erikson il quale, pur accettando le nozioni di base della teoria
freudiana, ritiene necessario aggiungervi una dimensione psicosociale sullo sviluppo
psicosessuale evidenziando limportanza del contesto culturale in tale processo.

Lo sviluppo dellindividuo avviene secondo Erikson (1982) attraverso 8 stadi


organizzati in sequenza che percorrono tutto larco della vita. Ogni stadio basato su
una bipolarit ed caratterizzato da un dilemma psicosociale che nasce dalla
relazione individuo/ambiente e che deve essere superato perch avvenga la
maturazione. Tale prospettiva psicosociale vede lo sviluppo cognitivo come
interazione tra la maturazione fisica, che porta con s nuove abilit e quindi nuove
possibilit, e le richieste che la societ indirizza allindividuo sollecitandolo affinch
egli apprenda nuovi comportamenti.
Secondo Erikson (1959)

il tema principale del ciclo di vita la costruzione

dellidentit. Lessere umano costantemente impegnato nel tentativo di conservare


la propria individualit in un mondo di forze che sono tra loro contrastanti, al fine di
cercare una propria posizione che sia caratterizzata da requisiti di centralit, integrit
e iniziativa.
Nella fascia det che va dai 20 ai 25 anni, corrispondente al 6 stadio del modello
evolutivo psicosessuale, il compito di sviluppo corrispondente quello della
problematica dellintimit e solidariet opposta allisolamento. Lintimit si pu
definire come la volont e la capacit di impegnarsi in una relazione che pu
implicare compromessi e sacrifici (Charmet, 2007). Solo se durante lo stadio
precedente si stati in grado di costruire unidentit ragionevolmente ben integrata
possibile che maturi lopportunit di stabilire una relazione fondata sullintimit. Se
invece lindividuo ha paura di perdere se stesso in un altro, sar per lui impossibile
formare un legame. Queste relazioni, accrescendo il senso didentit personale, fanno
avanzare la crescita dellindividuo attraverso due meccanismi: lIdentificazione e la
sperimentazione.
Questa visione della possibilit di usare le relazioni con laltro come strumento di
crescita presente anche nel pensiero di Pellizzari (2007) che evidenzia come lo
stato di solitudine indotto nel giovane adulto di fronte allincertezza delle scelte che
deve compiere favorisca i processi didentificazione e di disidentificazione con nuovi
oggetti dinvestimento, siano essi amici, partner o maestri. Queste scelte svuotando
loggetto ideale edipico dellassolutezza tirannica, si trasformano nella capacit di
accedere alla realt complessa dellaltro e di s di tipo maturo. In maniera analoga
Moniello (2007) evidenzia come per il giovane adulto lapertura identificatoria verso

laltro possa essere fonte di cambiamento, sia come facilitatore di transfert che come
strumento di modulazione del Super-io. Lautore sottolinea per che questi
cambiamenti sono possibili a patto che le basi narcisistiche sottostanti siano
sufficientemente costituite. A questo punto importante sottolineare il fatto che se i
tentativi verso lintimit e lidentificazione oggettuali compiuti in questo periodo
falliscono, la persona si ritira in isolamento. In questo caso, le relazioni sociali
diventano stereotipate, fredde e vuote (Erikson 1963).
Roger Gould (1978) nella sua teoria degli stati interni di consapevolezza dellet
adulta, vede questo periodo come caratterizzato dallabbandono delle varie illusioni e
miti che il giovane adulto porta con s dalla sua infanzia. Gould vede questo
processo come il liberarsi dai vincoli dellinfanzia e lo stabilirsi di un senso
personale didentit. Lessere adulti un tempo in cui si smantellano i meccanismi
protettivi che ci danno lillusione di sicurezza come bambini" (Old, 1978 p, 39).
Confrontandosi con i miti dellinfanzia il giovane adulto realizza una trasformazione
che porta a un pi alto livello di consapevolezza (Dean, 2007). Allo stesso modo
Pellizzari (ibidem) vede nelluccisione simbolica dei genitori da parte del giovane
adulto un orfano che non pu pi accedere alla mediazione dellautorit genitoriale
in grado di agganciare e inserire la sua casuale identitaria nellordine simbolico degli
affetti e delle generazioni. Questo evento obbliga il giovane adulto ad operare una
sintesi tra ci che si trova ad essere e un ritratto non scelto. Anche Blos (1962) nota
come solo dopo la postadolescenza sia possibile concludere il distacco dalle
rappresentazioni delloggetto parentale avviate durante linfanzia. Questo insieme di
identificazioni elaborate durante ladolescenza sui genitori devono essere rivedute e
andranno ad alimentare la formazione del carattere, contribuendo cos alla funzione
adattiva ed integrativa dellIo.
Analogamente anche Hauser e Greene (1991) definiscono il passaggio dalla postadolescenza allet adulta una transizione psicosociale caratterizzato, dal
disinvestimento dei vecchi ruoli e dallacquisizione di nuovi; essi notano come sia
molto importante riuscire a differenziarsi dalle figure genitoriali senza recidere i
legami con questi e senza ricercarne un semplice rimpiazzo nei nuovi rapporti di
coppia. Il processo di separazione dai genitori per Gould (1978) un evento
sequenziale in cui vengono affrontati 4 falsi assunti tipici dellinfanzia:

Vivr sempre con i miei genitori e sar il loro bambino , Apparterr sempre ai
miei genitori e creder sempre nel loro mondo (Ibidem, p. 6)
Saranno sempre l (i genitori) per aiutarmi quando non sar in grado di cavarmela
da solo, Seguire i dettami dei miei genitori, con volont e perseveranza, dar
probabilmente buoni frutti. Se mi sentir frustrato, confuso o stanco, o in difficolt,
loro verranno e mi indicheranno la strada (Ibidem, p. 71)
Il mondo facile e prevedibile
Non c la vera morte o il male nel mondo (Ibidem, p. 39-40)
Nella tarda adolescenza, che coincide con linizio dei 20 anni, il 1 falso assunto
viene messo in discussione quando il giovane adulto cerca di sviluppare la propria
indipendenza, di creare e consolidare i propri assunti con cui dare una lettura del
mondo circostante senza dover ricorre agli assunti dei propri genitori.
Il 2 falso assunto viene affrontato durante tutto larco di tempo dai 20 fino ai 30
anni, grazie al tentativo di diventare sufficientemente indipendenti, riuscendo allo
stesso tempo a rivolgere lo sguardo verso il mondo esterno alla ricerca di nuove
esperienze lavorative e affettive. A questa ricerca si unisce anche il desiderio di
trovare sicurezza allinfuori dei genitori, sviluppando una concezione della famiglia
oltre il proprio nucleo familiare originale e abbandonando una visione della propria
famiglia come lunica famiglia che si possa avere e volere (Dean, 2007).
Un altro autore che pone lallontanamento dalla famiglia come una delle basi per
laccesso al mondo adulto, anche se in un accezione pi marcatamente fisica
piuttosto che psicologica Levinson.
Daniel Levinson (1995) e i suoi colleghi sviluppano nellambito del Positive Adult
Development una teoria dello sviluppo delladulto. Al centro della teoria c il
concetto di struttura di vita (life structures) costituita da una serie di periodi di
stabilit della durata di 6, 8 anni (dedicati alla sua realizzazione) alternati a periodi di
transizione della durata in media di 4, 5 anni, durante i quali essa viene rinnovata.
Questo processo viene modellato dallambiente sociale e fisico e riguarda la famiglia
e il lavoro. Ma anche altri elementi risultano essere importanti come la religione, la
razza dappartenenza e lo status economico. Quando i compiti evolutivi che
caratterizzano una determinata fase vengono affrontati adeguatamente, allora si

perviene a una struttura ''soddisfacente'', vale a dire appropriata all'individuo e


vivibile nel contesto sociale in cui egli collocato.
Per entrare nello specifico, let adulta secondo il modello teorico di Levinson,
caratterizzata da 3 periodi ben distinti: il giovane adulto (17-22 anni), il medio adulto
(23-28 anni) e il tardo adulto (oltre i 29 anni). Nel primo periodo, quello della prima
transizione allet adulta (17-22 anni) viene costruito un ponte fra ladolescenza e
let adulta.
Il compito principale di questo periodo rappresentato proprio dalla progressiva
emancipazione dalla famiglia dorigine e dallingresso nella societ (Levinson,
1995). Questo processo inizia quando i giovani adulti lasciano la loro casa per andare
al college/universit o iniziano un lavoro e possono lasciare la casa dei genitori.
Questo allontanamento dalla famiglia tuttavia non visto come assoluto e definitivo;
come osserva Levinson molti studenti di college ricevono aiuto economico dai propri
genitori, oppure alcuni giovani adulti pur con unindipendenza economica scelgono
di rimanere a casa con i propri genitori in uno stato simile a quello di un pensionante.
Levinson sviluppa la sua teoria sul giovane adulto elencandone i compiti centrali, ma
ci terrei a sottolineare come, trattandosi di considerazioni tratte da interviste svoltesi
negli Stati Uniti nel 1978 per gli uomini e nel 1987 per le donne, tali aspetti risultino
ai giorni nostri datati. In fin dei conti tutto ci non dovrebbe stupire visto che lo
stesso Levinson pone al centro della sua teoria lambiente sociale e fisico che
indubbiamente cambiato notevolmente negli ultimi 25 anni. Pertanto mi limiter a
citare le sue teorie solo brevemente per desiderio di completezza.
I compiti centrali della prima fase dellet adulta individuati da Levinson e
collaboratori sono i seguenti:
Costruire il sogno della propria vita: una volta individuato tale sogno si passa al
cercare di realizzarlo.
Creare relazioni importanti con figure che siano guide (mentori): la funzione pi
importante di questi consiglieri sostenere e facilitare il sogno del giovane adulto.
Intraprendere unattivit lavorativa.
Instaurare relazioni intime fino al matrimonio e alla formazione di una famiglia.
Costruire relazioni di reciproca amicizia

Questa concezione risente notevolmente del passare del tempo e a mio parere di una
visione permeata dal concetto del American Dream ovvero lAmerica come la
grande terra delle opportunit.
Unaltra concezione del come avvenga e del che cosa debba avvenire nel passaggio
dalla tarda adolescenza a quello di adulto viene esposta da un altro autore americano
Carl P. Adatto (1991); lautore delinea un processo caratterizzato dallacquisizione
di una maggiore stabilit psichica, caratterizzata dai seguenti 5 passaggi essenziali:
Cambiamenti sostanziali nelle relazioni oggettuali. Questi cambiamenti consistono
nel passare dalla preoccupazione del distacco alla ricerca di una maggiore durata del
rapporto damore.
Raggiungimento di unorganizzazione stabile della sessualit e dellaggressivit
consistente principalmente nellidentit sessuale definitiva.
Cambiamenti dellio. Viene raggiunta una maggiore autonomia e una miglior
capacit di far fronte ai problemi di adattamento. Il carattere si plasma in forme pi
definitive, e fornisce la stabilizzazione necessaria al raggiungimento della personalit
adulta.
Il super-io e lideale dellio sono coinvolti nel cambiamento delle immagini
primitive (siano esse onnipotenti, controllanti o seduttive) con conseguente
acquisizione del senso di libert, mentre lideale dellio si giova delle nuove
identificazioni.
Le influenze sociali hanno una forte e diretta influenza sullo sviluppo della
personalit.
1.3 Il giovane adulto: origine e sviluppo di un concetto
Ho finora utilizzato per evitare di dover ripetere allinfinito intervallo dai 20 ai 25
anni, il termine giovane adulto come se questo termine fosse universalmente
accettato e sempre esistito, ma ci non del tutto vero.
Lorigine di questo termine si lega alla concezione dadolescenza prolungata che
Blos riprende dal pensiero di Bernfeld del 1923 con cui per non deve essere confusa
visto il differente elemento di riferimento. Nella teoria di Bernfield, infatti,
ladolescenza prolungata riscontrabile in una serie di gruppi giovanili europei del
periodo successivo alla prima guerra mondiale, caratterizzati da un alto livello

dintellettualizzazione e di repressione sessuale, mentre invece il pensiero di Blos si


sviluppa dallosservazione di giovani americani medioborghesi det compresa fra i
18 e i 22 anni, dipendenti finanziariamente dalle loro famiglie di origine (Blos,
1954).
Quindi per Blos, con adolescenza prolungata, viene indicata una statica
perseverazione dello stato adolescenziale; stato che in condizioni normali dovrebbe
avere un termine ben preciso. Nell adolescenza prolungata una fase di sviluppo
invece di essere abbandonata, si stabilizza e diventa uno stile di vita vero e proprio
(Novelletto, 2009).
Tale definizione designa quindi uno stato anomalo di tipo patologico, un arresto
evolutivo; un concetto molto simile a quello di Guillamin (2000), di riadolescenza, termine che descrive limprovviso arresto nello sviluppo di giovani
impossibilitati ad affrontare la complessit del processo dindividuazione e
personalizzazione. Nella ri-adolescenza i giovani mettono in atto comportamenti e
sintomi che segnalano lincapacit di elaborare il dolore per la separazione dagli
oggetti idealizzati nelladolescenza, ma soprattutto la loro mancata utilizzazione ai
fini della soggettivazione identitaria adulta.
Tale visione viene ulteriormente portata avanti da Blos (1962) che nel descrivere le
fasi del periodo adolescenziale (prima adolescenza, media adolescenza e tarda
adolescenza), decise di aggiungere una quarta fase che chiama postadolescenza
definendo colui che si trova in tale fase: giovane adulto. E da questo momento che
la concezione di giovane adulto, come viene inteso in chiave moderna, compare per
la prima volta. Per Blos gli anni che caratterizzano questa fase sono visti come un
periodo di processi integrativi in cui si assestano i conflitti intrasistemici e vengono
risolte certe disarmonie dellIo. In questottica il giovane adulto vive il fisiologico
acquietamento dei processi pubertari, necessario per metabolizzare a fondo i residui
traumatici dellinfanzia e per introiettare appieno lequivalenza del proprio corpo con
quello dei genitori; questo lavoro delaborazione rappresenta una condizione tipica
della sperimentazione postadolescenziale.
Anche Erikson (1968) descrive la condizione del giovane adulto avanzando lipotesi
che esista una moratoria dello sviluppo il cui scopo quello di assolvere a una
funzione di passaggio fra ladolescenza e let adulta; lautore delinea quindi in

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chiave non patologica la condizione di adolescenza prolungata. Tale concezione di


moratoria, che in alcuni casi stata paragonata a una seconda latenza, stata
fortemente criticata da Lebovici (1985) che osserva come tale paragone non sia
assolutamente possibile. Infatti Lebovici vede nella latenza pienamente detta una fase
feconda per la ricchezza di processi mentali, per lo sviluppo dei processi elaborativi
nel preconscio e per la capacit di osservazione e di esplorazione della realt e
delloggetto. Il postadolescente al contrario, secondo Lebovici (Ibidem), colpisce
spesso per il suo torpore intrapsichico, per le sfumature di scoraggiamento e per la
scarsa attenzione alla propria vita interiore.
Questo prolungarsi delladolescenza sembra essere il risultato dellincompiutezza del
processo di soggettivazione, che diventa evidente quando il tardo-adolescente viene
chiamato a sostenere le prove iniziatiche dingresso allo stato adulto.
Una voce che si discosta e che critica la concezione e lesistenza di una fase di
giovane adulto quella di Jeffrey Jensen Arnett (2007) che avanza un ipotesi
differente sul periodo che si estende fra la tarda adolescenza e let adulta vera e
propria ovvero dell et adulta emergente. Questa concezione emersa nellarco
degli ultimi 50 anni e riguarda i giovani fra i 18-25 anni inseriti in societ
economicamente avanzate e industrializzate i quali non abbiano avuto bambini, o
non vivano in una propria casa o non abbiano ancora raggiunto unadeguata
indipendenza economica che permetta loro di diventare completamente indipendenti
dalle proprie famiglie (Arnett 2007).
Arnett afferma che ci sono delle ragioni valide sul perch il termine giovane adulto
non sia calzante per descrivere il periodo che va dalla tarda adolescenza ai 25 anni.
Per prima cosa il termine giovane adulto lascia intendere che a questo stadio di
sviluppo sia stata raggiunta let adulta, mentre Arnett osserva nei suoi studi che
molte di queste persone non sentano di aver ancora raggiunto let adulta. Oppure
che labbiano raggiunta in alcuni aspetti della propria vita mentre non labbiano
raggiunta in altri aspetti. Questi soggetti invece ritengono di star lentamente entrando
nellet adulta; una differenza che, secondo Arnett, renderebbe pi appropriato per
questo periodo il termine di et adulta emergente.
Uno degli aspetti principali dell et adulta emergente quella dellesplorazione;
questo periodo permetterebbe, secondo lautore, unesplorazione sia in campo

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affettivo, lavorativo ed esperienziale, molto pi grande e completa che in qualsiasi


altra fase della vita. Queste possibilit di esplorazione permettono alladulto
emergente di apprendere di pi su chi egli sia e che cosa desideri dalla vita. Questa
maggior chiarezza facilita il processo di formazione dellidentit, avviato
nelladolescenza, ed di fondamentalmente importanza nella fase dellet adulta
emergente. In maniera analoga le relazioni affettive in questo periodo, rispetto a una
visione pi ricreativa tipica delladolescenza (Padgham, 1991), tendono a diventare
maggiormente serie, con relazioni che durano pi a lungo, unite spesso a vita di
coppia e convivenza. In questo periodo cambia anche la visione del proprio lavoro,
che diventa un modo per ottenere le conoscenze e le abilit che saranno necessarie
per prepararsi alla sua futura carriera da adulto, contrapposto a una visione
adolescenziale del lavoro come strumento per ottenere denaro per il proprio svago
con poco o nessun interesse per la formazione di competenze per una successiva
carriera lavorativa.
Nellet adulta emergente si verifica spesso una riconsiderazione della relazione
genitori-figlio, principalmente rispetto allautonomia. Diventa, infatti, molto
importante in questo stadio che i genitori riconoscano ed accettino lo status dadulto
del loro bambino, riconoscendogli una maggiore privacy e fiducia. Questo
riconoscimento permette la formazione di un forte senso didentit in un momento in
cui questo aspetto di fondamentale importanza. Nonostante questaumento di
richiesta dautonomia rimane presente un bisogno di supporto genitoriale in questa
et, sia sotto forma di aiuto finanziario, sia sotto forma di supporto emotivo. Questo
equilibrio fra autonomia e dipendenza potrebbe sembrare contraddittorio, ma
permette invece un rafforzamento del legame fra genitori e figli (Aquilino 2006).
Un altro autore le cui teorizzazioni si scontrano con la visione finora espressa del
giovane adulto Paul Baltes il quale concepisce lo sviluppo come un processo
continuo che si estende per tutto larco della vita, espressione sia dei processi
biologici, sia di quelli sociali, storici e culturali. Let cronologica quindi non pi
sufficiente a spiegare lo sviluppo e risulta cos solo un pregiudizio che condiziona
in modo negativo la ricerca. (Baltes e collaboratori, 1980). Il concetto di sviluppo
secondo Baltes coinvolge una serie di capacit che non sono presenti alla nascita, ma
che emergono durante il ciclo di vita seguendo linee di sviluppo multidimensionale

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e multidirezionale(Baltes 1987). La multidimensionalit si riferisce al fatto che lo


sviluppo non possa essere descritto da un singolo criterio come laumento o la
diminuzione di un determinato comportamento, mentre la multidirezionalit sostiene
che lo sviluppo normale non abbia una sola e obbligata linea da seguire. Lo sviluppo
viene considerato come un processo che comprende contemporaneamente una
componente di declino e una di acquisizione, dove i cambiamenti che avvengono
durante la vita di una persona non possono essere rappresentati da una traiettoria di
tipo lineare che tende necessariamente ad un miglioramento, rifiutando lidea di un
movimento direzionale verso una condizione finale esplicita e coerente, ma
concependo lo sviluppo come caratterizzato sia da "avanzamenti", sia da
"retrocessioni ". Lo sviluppo diventa caratterizzato da plasticit, ci significa che le
differenze interindividuali riscontrabili in un determinato comportamento o abilit
sono dovute alla possibilit di poter modificare le traiettorie dello sviluppo
individuale diventando un processo non pi caratterizzabile in termini di crescitamaturit-declino, bens in un'organizzazione flessibile di fasi.

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Capitolo 2: Il tatuaggio
2.1. Il tatuaggio nella storia

Il tatuaggio ha una storia lunga e affascinante che si intrecciata ai vissuti delluomo


nelle varie fasi storiche con diversi significati e credenze. Le interpretazioni dei
significati del tatuaggio nelle recenti fasi della nostra storia si sono legate alle
pratiche di gruppi devianti o marginali, investendo tale pratica di valori, timori e
paure spesso indesiderati (DeMello 2000; Pitts 1999; Sanders 1989, p. 30).
Mi sembra dobbligo iniziare con il considerare il desiderio che luomo ha avuto da
sempre di abbellire il proprio corpo per raggiungere ideali di bellezza o per ragioni
sociali o religiose.
Il termine tatuaggio dorigine polinesiana e si riferisce ai pi antichi strumenti per
decorare la pelle; la parola polinesiana "tau tau" ricorda il suono prodotto dal
bastoncino superiore quando batte contro quello inferiore durante lapplicazione del
tatuaggio ottenuto per puntura e immissione di pigmenti sotto la cute.
I Maori della Nuova Zelanda usavano tatuarsi il viso in segno di distinzione di rango.
Il disegno, chiamato moko, rendeva l'individuo unico e inconfondibile, come le
impronte digitali (Fercioni Gnecchi, 1994). Nelle societ tribali, quindi, lo scopo
principale di queste pratiche era di distinguere il ruolo che ogni membro assumeva
allinterno della trib rendendo immediatamente palese, al solo sguardo, una serie
dinformazioni sullindividuo in rapporto al gruppo regolarndone i rapporti sia nel
quotidiano che durante le cerimonie. Le modificazioni permanenti in queste culture
segnano quindi momenti importanti della vita di un individuo, ad esempio
liniziazione allet adulta, un passaggio fondamentale comune a tutte le societ
tribali (Stevenson, 1994). La transizione dallinfanzia allet adulta viene indicata
attraverso un passaggio violento e doloroso, che simboleggia una morte ed una
contemporanea rinascita, momento che rester impresso sul corpo della persona per
tutta la vita.
Il rito di passaggio simboleggia labbandono di una condizione precedente seguita da
un periodo di marginalizzazione, a cui segue un periodo successivo daggregazione e

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didentificazione con il nuovo gruppo di cui si entrati a far parte e il nuovo status
raggiunto.
Nella Grecia antica il tatuaggio veniva invece ritenuto una pratica caratteristica dei
barbari e ne venivano spesso sottoposti, come segno di umiliazione i nemici vinti in
battaglia. Nellimpero romano il tatuaggio veniva riservato agli schiavi a cui veniva
tatuata sulla fronte la prima lettera del nome di famiglia del proprio padrone. Allo
stesso modo il tatuaggio veniva usato come marchio infamante per i ladri, i criminali
e gli eretici (Palmeri, 2011).
Lavvento del Cristianesimo comport una forte avversione nei confronti del
tatuaggio, prendendo spunto dalla Bibbia: E il Signore parl a Mos e gli disse:
Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati della testa e non vi raderete ai lati della
vostra barba. Non vi farete incisioni nella carne, n vi farete tatuaggi sulla pelle. Io
sono il Signore (Levitico 19: 1, 27-28). Nella Roma cristiana sotto limperatore
Costantino venne emanato un editto imperiale nel quale veniva ordinato che i
criminali destinati ai giochi del circo dovessero essere tatuati sulle braccia e sulle
gambe, ma non sul volto poich il viso delluomo era stato creato a immagine e
somiglianza di Dio e non era possibile scarificarlo.
Anche nel Corano il tatuaggio viene condannato e proibito e, ancora oggi, nellIslam
ortodosso, richiamandosi proprio a un passo del Libro Sacro, i tatuaggi vengono
ritenuti marchi satanici.
Durante il medioevo in Europa il tatuaggio mantiene il suo valore di marchio per il
corpo dei criminali, legandosi in maniera profonda con il mondo della criminalit e
della devianza (Charmet, 2000).
Nella sua forma moderna il tatuaggio stato introdotto in Europa nel Settecento
dall'esploratore inglese James Cook di ritorno da uno dei suoi viaggi nei Mari del
Sud. Il tatuaggio si diffonde dunque rapidamente anche tra i marinai assumendo in
questo mondo un significato differente e particolare. Caratteristico dei marinai era il
tatuarsi principalmente sul petto e sulle braccia come segno di forza; inoltre, molti
marinai erano soliti farsi fare un tatuaggio in ciascuna citt in cui facevano scalo,
come una prova di virilit perch il dolore provato durante il tatuaggio era molto
intenso. Gli equipaggi delle navi inglesi, invece, erano soliti tatuarsi dei crocifissi

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sulla schiena per scoraggiare uneventuale punizione sotto forma di frustate, dato che
era considerato un crimine rovinare unimmagine sacra (Palmeri, 2011).
Fino al XIX secolo il tatuaggio stato uno dei metodi di riconoscimento e
classificazione dei malavitosi da parte della polizia. Gli identikit dei vari criminali
comprendevano la descrizione di ciascun tatuaggio posseduto dal criminale in modo
da poterlo riconoscere senza errore. In questo periodo Lombroso (1897) afferma che
il tatuaggio una vestigia atavica comune del criminale caratterizzato da
unumanit non raggiunta, le cui numerosi stigmate non sono solamente fisiche ma
anche della loro sensibilit. Linsensibilit al dolore era ritenuta, infatti, una delle
caratteristiche tipiche del criminale e veniva ritenuta fondamentale poich il
tatuaggio era un procedimento estremamente doloroso.
Durante la seconda guerra mondiale, i nazisti avevano creato un sistema di tatuaggi
per gli ebrei e per gli altri detenuti dei campi di concentramento ( gli zingari ad
esempio erano contraddistinti dalla lettera Z e gli ariani dalla lettera

A).

Allingresso nel campo un ufficiale delle SS imprimeva ai prigionieri un numero di


matricola tatuato sul braccio e questo diventava la loro unica identit, al pari di in
capo di bestiame, primo passo di un processo crudele di de-umanizzazione. Questo
simbolo vissuto come unumiliazione dai deportati (Castellani, 2005).
Negli anni 60-80 numerose subculture, come quelle degli Hippies, degli Hells
Angels, dei Punk, iniziano a farsi praticare tatuaggi pi o meno estesi e molto vistosi,
per esprimere spesso la loro ribellione nei confronti delle norme sociali correnti ma
con modalit e finalit differenti.
Nella cultura Hippies il tatuaggio ha come obbiettivo il voltare le spalle ai valori
puritani dellAmerica; sia uomini che donne ricoprono il proprio corpo di fiori, di
stelle, di disegni psichedelici o con parole tipiche del loro movimento come Peace,
Love, ecc.. Per gli Hippies tatuare il corpo un modo di esprimersi e di mandare un
messaggio allaltro. Nettamente in contrasto a questo orientamento il tatuaggio nella
cultura punk, mantenendo da un lato, un forte legame con il gusto di trasgredire, ma
dallaltro unito a aspetti di radicalit, a un senso di nichilismo, di autodistruzione,
alla convinzione di non avere alcun futuro in una societ alienante e selvaggiamente
egoista com quella contemporanea. Il tatuaggio nei punk carico di odio e di
rifiuto della societ e ancor di pi di se stessi (Castellani, 2014). Gli Hells Angels

16

sono un gruppo di motociclisti che sottolineano la loro appartenenza al gruppo con


teste di morto, svastiche, stando in sella a moto Harley e indossando vestiti in cuoio e
anelli. Hanno le braccia, il petto e le gambe ricoperti di tatuaggi e vestiti che
permettono di mostrare il loro corpo tatuato. Questi tatuaggi assumono un valore di
ostentazione e di distacco dagli altri gruppi e simboleggiano il loro desiderio di
vivere ai margini della societ. Per i membri degli Hells Angels la nozione di
tatuaggio estetico non ha alcun senso, il loro tatuaggio un marchio e a questo
desiderano che si associ lo stigma sociale.
Nelloccidente moderno viene creato un nuovo termine per riferirsi alle persone
tatuate: i Modern Primitive. Questo termine viene coniato da Daniel Rosenblatt
(1997) e unisce il concetto di tatuaggio moderno, con il mondo antico e la sua lunga
tradizione. Questo processo di identificazione attraverso il tatuaggio di altre culture
permette alle persone di sentirsi connessi con la storia dellumanit. Il tatuaggio in
questottica diventa unattivit spirituale perch un qualcosa di antico, diffuso ed
unespressione di un bisogno di base umano di rituali che danno significato alla vita
(p. 303) e che connette lindividuo al resto dellumanit.
2.2 Il tatuaggio, il corpo e il s
Le Breton (2005) sostiene che la finalit del tatuaggio il non passare inosservato:
in questo modo il tatuato afferma la propria singolarit in una societ moderna
anonima. Questo distanziamento dallanonimia e dalla massa crea una salutare
distanza fra s e gli altri. Con queste considerazioni di David Le Breton do inizio a
questa mia analisi sullinfluenza del tatuaggio nel definire e strutturare non solo
limmagine corporea, ma anche il s del tatuato.
Il tatuaggio assume, a fronte di una frammentazione o disintegrazione dei valori
tipica della nostra societ moderna e di perdita di significati, una funzione di traccia.
Lindividuo stesso diventa lautore di tale traccia che lo porta, nel bene o nel male, a
erigere in maniera libera e flessibile i propri confini e i propri limiti didentit. Questi
aspetti costituiscono linsieme dei significati che orientano il suo cammino e che gli
permettono di riconoscersi come soggetto.
Unanaloga visione del corpo riscontrabile in Synnot (1993) che propone una
visione del corpo come cuore della vita sociale e del nostro senso di s. Synnot ci

17

invita a rifiutare una visione del corpo come un qualcosa di esterno allambiente
sociale in cui inserito, nel quale e tramite il quale assume un significato.
Avendo luomo moderno perso il suo radicamento sociale, quellinsieme di relazioni
di senso e di valori con gli altri, lindividuo fa del proprio corpo un mondo in
miniatura attraverso il quale sonda il mondo esterno alla ricerca del suo posto. Il
corpo diventa quindi una protesi di un Io eternamente alla ricerca di una incarnazione
provvisoria per simboleggiare la propria presenza nel mondo (Le Breton, 2005). Il
corpo non pi lincarnazione irriducibile dellIo, ma una costruzione personale, un
oggetto transitorio, suscettibile e manipolabile secondo i desideri dellindividuo. Il
corpo, proprio per questo motivo viene spesso sottomesso a un disegno radicale
senza che niente di esso venga lasciato libero (Body building, diete, cosmetici,
chirurgia estetica). Il corpo diventa in questaccezione una rappresentazione del s,
un aspetto della propria personalit e le modificazioni potrebbero essere descritte
come un approccio tutto corporeo allesplorazione delle risorse immateriali che
lindividuo in grado di canalizzare. Ci che il corpo sente viene distinto da quello
che lio sente e questo avvicina alla dimensione estatica propria delle esperienze
spirituali e al loro portato di cambiamento, trasformazione e crescita interiore
(Marenko, 2002).
La questione quindi, nellimpossibilit di accontentarsi del corpo che si ha e nello
sforzo di modificarne le caratteristiche per completarlo o renderlo conforme allidea
che si possiede di se stessi. Bisogna aggiungere a questo corpo il proprio marchio per
poterne prendere pieno possesso. Una persona non abita un corpo oggetto in
maniera statica, ma invece in-corporato soggettivamente in un corpo fluido,
emergente e negoziato in un processo di sviluppo. In questo processo il corpo, il s, e
le interazioni sociali sono cos profondamente interconnesse che risulta impossibile
poter effettuare delle distinzioni tra questi vari aspetti tanto sono permeabili gli uni
con gli altri, cangianti e anche attivamente manipolati (Waskul e Van der Riet, 2002).
Lidentit assume, quindi, una natura relazionale e non sostanziale dato che luomo
non smette mai di nascere e le sue condizioni di esistenza lo trasformano, mentre egli
esercita il suo influsso su tali condizioni. Cos i moti interiori da cui nasce la
coscienza di s sono strettamente connessi ai moti della societ fuori di lui, soggetti
ad un inarrestabile ciclo di rinnovamento dei propri investimenti di senso, dei valori

18

delle relazioni con gli altri e con il mondo. Di conseguenza la coscienza identitaria
diventata modulabile, fluida e priva di un radicamento profondo (Le Breton, 2010).
Questo aspetto simile a quello espresso da Arnould e Thompson (2005) che
vedono lidentit delluomo moderno come costituita da due aspetti, la prima come
una serie di s postmoderni frammentati e la seconda componente il desiderio della
ricerca di un senso coerente del s. Questi s postmoderni rappresentano degli
attaccamenti temporanei a multiple e spesso contraddittorie soggettivit costruite da
particolari contesti di frammentazione.
La pelle in questo turbinio di incertezze diventa una barriera, una guaina narcisistica
che protegge dal possibile caos del mondo, ma allo stesso tempo la pelle diventa uno
schermo su cui si proietta una identit sognata, ma pu anche esprimere una identit
insopportabile di cui ci si vorrebbe spogliare (Le Breton, 2010).
Sempre in tema di pelle lo psicoanalista Didier Anzieu (2008) afferma che allo
stesso modo in cui la pelle avvolge il corpo, la coscienza avvolge lapparato psichico
che si svilupperebbe appoggiandosi a una funzione corporea il cui meccanismo
trasposto sul piano mentale. Lapparato psichico in questo modo si svilupperebbe
attraverso una serie di stadi successivi di rottura con le proprie basi biologiche.
Queste rotture, da un lato, rendono possibile lo sfuggire alle leggi biologiche e
dallaltro rendono necessaria lindividuazione di un rapporto anaclitico tra ogni
funzione psichica e ogni funzione corporea (Anzieu, 2008). Lio viene considerato
talmente legato alla pelle, al punto da costituire un insieme io-pelle le cui
caratteristiche e funzioni sono le seguenti: 1) Una funzione di involucro, di
contenimento e di unificazione del S 2) Una funzione di barriera protettrice della
psiche 3) Una funzione di filtro degli scambi e di iscrizione dei ricordi (Anzieu,
2008). Queste funzioni rendono possibile le rappresentazioni.
Questa importanza della pelle daltra parte non uninvenzione di Anzieu, gia
Sigmund Freud aveva osservato che: Lio in definitiva derivato da sensazioni
corporee, soprattutto dalle sensazioni provenienti dalla superficie del corpo. Esso pu
dunque venir considerato come una proiezione psichica della superficie del corpo
(Freud, 1922, p.22)
2.3 Il dolore nel tatuaggio: un processo di maturazione?

19

Il dolore ha assunto nella storia del tatuaggio una serie di funzioni differenti ma
estremamente significative. Lombroso (1876), come ho gia accennato brevemente in
precedenza, liquidava semplicisticamente linsensibilit al dolore; considerandola
come una delle particolarit tipiche del criminale che possedeva una vestigia
atavica, tipica delluomo primitivo e per questo motivo il delinquente nato o il
pazzo morale potevano permettersi tranquillamente di sottoporsi a un processo cos
doloroso come il tatuarsi senza grande sforzo (Lombroso, 1876).
Ma qual il rapporto fra il tatuaggio e il dolore? Il fatto che il tatuaggio possa
rivelarsi unesperienza dolorosa non impedisce alle persone ai giorni nostri di
tatuarsi; questo sembrerebbe essere per un comportamento alquanto strano
considerando come in occidente ci sia una tendenza ad escludere e ad allontanare
qualsiasi forma di dolore. In questottica allora, proprio il dolore legato al tatuarsi
potrebbe essere lelemento che conferma limportanza di quello che lindividuo sta
facendo. Il dolore diventerebbe la memoria dellevento che prenderebbe forma
tramite il corpo; ma non solo questo: il dolore del tatuaggio aiuta a diventare
consapevoli che le incisioni sulla pelle, cambiano il corpo e determinano una
evoluzione nella nostra individualit. Questo evento marca in maniera netta la
transizione da una fase della nostra vita a unaltra, diventando un elemento chiave
del processo di trasformazione dellindividuo. Quindi il dolore fornisce significato al
processo mentre il corpo finale 'alterato' sostiene l'illusione che il vecchio S sia
stato rimpiazzato da una sua nuova versione (Hewitt, 1997).
Proprio tramite questo dolore del corpo diventa possibile esplorare ex-novo se stessi
e focalizzare la propria auto-attenzione al proprio corpo e quindi alla propria identit.
Il tempo e le pratiche di auto-medicazione successiva allesecuzione del tatuaggio
assumono una caratteristica non solo di una pratica di cura del proprio corpo ma
anche di tempo dedicato a se stessi per poter cambiare. Il dolore diventa un elemento
positivo perch pu guidare una persona fuori dal caos verso la sicurezza e la
speranza di vita. In questo senso il tatuaggio caratterizzato da un aspetto di ricerca
dove la persona cambia se stesso attraverso la sofferenza (Frank, 1995). Questi segni
sul corpo, il dolore scelto ed eventualmente desiderato, acquistano dunque la
funzione di riappropriazione del proprio corpo, sottraendolo al controllo sociale, al
controllo della cultura, della medicina, delle istituzioni religiose e della famiglia

20

(Rosenblatt, 1997). La diffusione sempre maggiore di tecniche di tatuaggio che


comportano una minor sofferenza, pu aver reso fruibile a chi era troppo spaventato
del dolore il tatuarsi, ma allo stesso tempo ha eliminano tre momenti chiave del
tatuaggio: il ricordo dellevento, la consapevolezza del cambiamento del corpo e
levoluzione dellindividualit. Il non poter avere questi momenti critici pu causare
una difficolt nellaccettare la nuova immagine di s, sopratutto se il tatuaggio stato
fatto solamente per motive di moda senza un profondo desiderio di comunicare
qualcosa di se stessi agli altri.
Limportanza del dolore come processo maturativo emerge anche nel pensiero di
Lemma (2011) per la quale il tatuaggio acquisisce un significato psichico non solo
per il prodotto finale, ma per il processo doloroso che comporta. Lemma effettua su
questa importanza del dolore unanalogia molto suggestiva affermando che cos
come nel parto, che si un evento doloroso ma allo stesso tempo portatore di vita, il
dolore nel processo della tatuatura segna il cambiamento corporeo e laccesso a una
nuova vita.
Sweetman (1990), a sua volta, effettua delle riflessioni sulla permanenza del
tatuaggio e sul dolore ad esso associato collegandovi anche limportanza del
considerevole quantitativo di tempo necessario per la pianificazione del tatuaggio e
del tempo necessario per prendersi cura di s dopo averlo fatto. Tutti questi aspetti
per Sweetman assegnano al tatuaggio un valore pi grande dellessere un semplice
accessorio, ma che invece proprio questi elementi congiuntamente servano a fissare
nella memoria levento significativo in questione. In questo modo, sacrificando una
piccola parte di s nel dolore, nel sangue, lindividuo si sforza di salvare lessenziale
infliggendosi un dolore controllato, lottando contro una sofferenza illimitatamente
pi estesa. La posta in gioco il non voler morire, attraverso una ferita che crea
lidentit, tramite un tentativo di accedere al s pi profondo. In questo modo questa
ferita, deliberatamente inflitta, diventa un modo per sfuggire alla sofferenza
compiendo un passo nella direzione di un altro s, un s pi propizio. La ferita crea
un rifugio provvisorio, che consente allindividuo di riprendere fiato, sperando di
riuscire ad uscire da s per diventare un altro e ridefinirsi in maniera pi duratura
(Sweetman, 1999).

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Daltro canto il dolore nel mondo del tatuaggio non assume solo una valenza positiva
di crescita e di potenziale di cambiamento, infatti secondo numerosi autori (Stirn,&
Hinz, 2008 ; Gay & Whittington, 2002; Sanders, 2001; Favazza, 1996) il tatuaggio
pu essere messo in relazione a un desiderio pi o meno occulto di autolesionismo e
con comportamenti a rischio.
Nello studio condotto da Stirn e Hinz (2008) su un campione di 432 tatuati tedeschi
si evidenzia una percentuale di comportamenti autolesionisti durante ladolescenza
pari al 27% un dato molto pi alto rispetto alla popolazione normale che del
0,75%.
Anche Le Breton (2005) si stupisce che Uomini e donne perfettamente inseriti nella
societ fanno ricorso al tatuaggio come forma di regolazione delle proprie tensioni
(Le Breton 2005 p.7). Il tatuaggio diventa allora un mezzo estremo di lotta contro la
sofferenza, un atto privo di riflessione, ma non per questo privo di logica. Il tatuaggio
diventa un Farsi male in modo da provare meno male altrove, lesionando il proprio
corpo diventa un gioco simbolico con la morte, dato che nel farlo si mima lomicidio
di se stessi (Ibidem, p.7).
Questi dati, per, non devono essere interpretati in maniera assoluta come la prova
della psicopatologia di coloro che si tatuano.
Una voce contraria allinterpretazione del tatuaggio come espressione di tendenze
autolesionistiche proviene da Atkinson (1998) che sostiene che una delle
caratteristiche tipiche dellautolesionismo sia la vergogna e il tentativo di nascondere
le ferite auto-inferte, componente assolutamente mancante nel tatuaggio che invece
viene spesso mostrato volontariamente e con orgoglio agli altri (Atkinson, 1998).
Tuttavia molti studi indicano una forte associazione fra lessere tatuati e
comportamenti a rischio.
Braithwaite et al (2001) osservano come soggetti con modificazioni corporee di
vario

genere

fossero

maggiormente

propensi

allabuso

di

sostanze

stupefacenti,antidepressivi, sedativi e allabuso di alcool.


Sean et al (2002) arrivano alle stesse conclusioni incentrandosi per maggiormente
su un campione di giovani donne. Stephens (2003) dimostra come soggetti di 21 anni
con tatuaggi siano pi propensi a abusare dellalcool, del fumo e di droghe, cos
come di guidare sotto leffetto dellalcool. Suris et al (2007) nel loro studio

22

evidenziano come vi sia una relazione fra individui con modificazioni corporee e
insoddisfazione della propria immagine corporea e una maggior propensione a
mettere in atto rapporti sessuali non protetti, abusare di sostanze pericolose (tabacco
e cannabis) e un maggior rischio di suicidio. Altri autori (Grumet 1983,; Howell,
Payne e Row 1977) spostano il loro interesse sulle difficolt dellinfanzia dei soggetti
tatuati osservando come le persone con tatuaggi abbiano con maggior frequenza
sperimentato problemi in famiglia e divorzi. Proprio su questultimo elemento Martin
(1997) vede nella permanenza del tatuaggio una contromisura allinstabilit
dellinfanzia di queste persone.
2.4 Il tatuaggio: elemento di moda o sintomo di devianza?
Per Simmel (1988) il tatuaggio offre unesperienza di rispecchiamento identitario
molto potente e uno dei mezzi attraverso cui questa funzione viene espressa la
moda; caratterizzata dallessere allo stesso tempo duttile e universale in quanto in
grado di proporre oggetti di consumo mutevoli come il contesto di crescita,
fornendone allo stesso tempo di comuni in relazione ai bisogni evolutivi profondi che
sono in grado di saturare. Nel caso del tatuaggio stiamo parlando di aspetti
marcatamente narcisistici e questi aspetti sono ben espressi dalle funzioni di essere
alla moda, il farsi notare ed abbellire ed impreziosire il corpo.
Ma che cosa significa essere alla moda? Simmel (Ibidem) lo interpreta cos
permette a quelli che desiderano conformarsi alle richieste del gruppo di farlo e a
quelli che desiderano essere individualisti di deviare (p. 162).
Il tatuaggio in questa accezione esercita una funzione di sostegno determinante
rispetto al delicato compito della definizione dei gusti e degli ideali, ovvero dei
valori di riferimento propri della propria et di appartenenza e della propria identit
di genere. Questa funzione di sostegno permette alla moda di assumere le veci dellio
ideale a cui si deve tendere.
Laltro aspetto che lega il fenomeno del tatuarsi e la moda la componente, cui ho
gia accennato in precedenza, che permette allindividuo di farsi notare. Il tatuarsi
regala visibilit sociale, diventando una sorta di antidoto contro il rischio di passare
sotto silenzio, inosservati, confusi con la massa anonima. Quindi grazie al tatuaggio
sancito dalla moda diventa possibile sperimentare lesperienza fondamentale del

23

rispecchiamento e del ritrovamento delloggetto, loggetto in funzione del quale


strutturare il s in maniera volontaria e autonoma.
Sanders (1989), senza negare limportanza del tatuaggio come elemento per
affermare la propria personalit ma anche come metodo per marcare la propria
appartenenza al gruppo arriva ad avanzare lipotesi che dietro al tatuaggio ci sia un
desiderio di provocare uno shock in chi guarda, grazie alla capacit di creare una
differenza sociale fra il tatuato e il non tatuato.
Questa funzione di separazione fra il tatuato e gli altri presente anche nel
pensiero di Atkinson (1998) che per aggiunge a questa dimensione di separazione
dellindividuo dalla societ un aspetto di inclusione in una subcultura caratterizzata
da una serie di valori propri e condivisi e che fornisce alla persona unidentit unica
attraverso cui possibile evolvere costantemente dal proprio passato in un nuovo
futuro.
Anche per Shannon Bell (1999) lelemento di separazione dalla societ un fattore
determinante nel comprendere il perch le persone si tatuino, dato che Il tatuaggio
una lotta per lindividualizzazione in una societ che sempre pi impersonale (p.
54); lautrice sviluppa il suo pensiero effettuando un distinguo in 2 categorie: le
persone che hanno dei tatuaggi e le persone tatuate. Le prime sono caratterizzate
dallavere uno, massimo due tatuaggi, normalmente posti in luoghi facilmente
nascondibili; questo gruppo presenta delle caratteristiche molto simili a quelle
descritte da DeMello (1995) e da Foster e Hummel (1995) ovvero si tratta di un
gruppo che si appropriato di una pratica stigmatizzata senza per rischiare di
vedersi attribuito lo stato di stigmatizzazione.
Invece il secondo gruppo composto da persone tatuate che hanno tatuaggi pi
grandi e colorati rispetto al primo gruppo e in posizioni tali da poter essere messi in
mostra con maggior facilit. Questo secondo gruppo socializza nella subcultura dei
tatuatori e degli altri individui pesantemente tatuati come loro. In questo modo per
queste persone possibile evitare le reazioni e i giudizi della popolazione generale e
di abbracciare in pieno la loro marginalizzazione (Bell, 1999 p.56).
Fisher (2002) identifica 4 funzioni principali attribuibili al tatuaggio:
1) La prima una funzione rituale. Questo aspetto si lega a una caratteristica della
nostra cultura moderna in cui ci sono poche cerimonie o riti di passaggio al di fuori

24

della religione. In questottica il tatuaggio assolve un compito di marchio fisico di un


evento importante della propria vita. Questi eventi sono interpretati come importanti
e significativi per il loro possessore, anche se potrebbero non esserlo per la societ,
potendo spaziare dalla vincita di una competizione sportiva, al termine delle pratiche
per il divorzio fino alla guarigione dal cancro.
2) La seconda funzione del tatuaggio quella di offrire elementi per identificarsi.
Facendosi scrivere un particolare simbolo sul corpo, il tatuato si sta identificando
come parte di un determinato gruppo. Questi gruppi possono essere molto ampi o
molto specifici.
3) La terza funzione quella protettiva. Il tatuaggio diventa un simbolo di
protezione, una sorta di talismano, per proteggere il suo portatore da un pericolo
generale o specifico.
4) La quarta funzione quella decorativa.
A questo punto mi sembra interessante affrontare largomento delle funzioni
differenti del tatuaggio per gli uomini e per le donne.
Bell (1999) evidenzia come nella donna ci sia una maggior tendenza a scegliere
immagini pi soft, personali e a farsi tatuare in posti dove il tatuaggio possa essere
pi facilmente nascosto. Gli uomini invece scelgono il soggetto del loro tatuaggio
dallimmaginario del macho/mascolino scegliendo come luogo per il loro tatuaggio
posti che possano essere visti facilmente.
Keinlen (2005) constata come le donne tendano a tatuarsi per rimarcare un
cambiamento nel modo in cui si vedono e non per cambiare il modo in cui la societ
le vede.
Anche Atkinson (1998) sostiene che gli uomini siano pi propensi ad utilizzare il
tatuaggio per rinforzare il concetto di mascolinit, ma vede nel tatuaggio femminile
un tentativo di discostarsi e di riprodurre, allo stesso tempo, gli standard tradizionali
di femminilit. Per lautore infatti, il tatuaggio femminile, adesso che ha assunto una
matrice pi approvata, ha perso una parte della sua capacit di esprimere una
versione differente della donna e del suo corpo. Atkinson (ibidem) afferma che si
passati allutilizzo del tatuaggio come mezzo per rinforzare invece che sfidare, il
concetto classico di femminilit. Ma anche quando le donne cercano la libert e il

25

potere di decidere del proprio corpo, il significato che queste donne danno al loro
tatuaggio viene culturalmente soprascritto dalla societ.
Un'altra funzione importante che Atkinson evidenzia nella donna luso del
tatuaggio per riappropriarsi del proprio corpo dopo unesperienza traumatica, fra
queste abusi e malattie, aiutandole a riappropriarsi di parti di se stesse perse o
violate. Questo aspetto molto importante nel processo di guarigione dal trauma.
Negli ultimi anni il fatto che il tatuaggio abbia avuto una larga diffusione e maggiore
accettazione (DeMello, 2000; Martin, 1997; Pitts, 2000; Rubin, 1988; Sanders 1988;
1989), ha generato agli occhi di molti tatuati la perdita della sua funzione di critica
alla societ; rendendo il loro stesso mezzo per distanziarsi da quel mondo un bene di
consumo. Questa visione presente sia nei lavori di Klesse (1999) e in Turner
(1999). Una delle critiche pi accese da parte di questi gruppi la possibilit di
appropriarsi della pratica del tatuaggio senza abbracciarne lideologia; questo fatto
spinge molti giovani a desiderare di distaccarsi dal tatuaggio disponibile alle masse
spingendoli a esperienze pi estreme e meno accettate (Chakraborty 2013) .

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Capitolo 3 La ricerca
3.1. Presentazione della ricerca
Largomento della presente tesi, il tatuaggio nei giovani adulti in Francia, si
originato a partire da due elementi: il primo uno studio similare sul tatuaggio
condotto in Italia su una popolazione pi giovane, il secondo la voglia di conoscere
il pensiero e gli atteggiamenti di una popolazione di et superiore a quella degli
adolescenti in un contesto per molto differente da quello in cui si data inizio alla
ricerca originale.
Lobiettivo principale quello di indagare ci che pensano i giovani adulti riguardo i
tatuaggi e cosa essi significhino per loro. Il campione totale formato da 60 soggetti
equamente distribuiti fra maschi e femmine di et compresa tra i 20 e i 26 anni,
suddivisi in due gruppi: tatuati e non tatuati.
La ricerca unindagine di tipo qualitativo, tramite essa ho cercato di comprendere
cosa spinga e cosa motivi i giovani adulti ad essere favorevoli o contrari ai tatuaggi e
che valori attribuiscano al tatuarsi durante un momento tanto importante del loro
sviluppo.
3.2. Le fasi della ricerca
Le fasi principali della ricerca sono state le seguenti:
-Adattamento dellintervista semi-strutturata degli adolescenti alla popolazione dei
giovani adulti (in Appendice)
-Traduzione dellintervista in Francese
-Ricerca e colloquio con i 60 soggetti
-Costruzione della griglia di codifica dellintervista in base alle risposte ricevute
-Analisi dei risultati
-Conclusioni

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3.3. Obbiettivi della ricerca


La presente tesi si pone come obiettivo generale una comprensione approfondita
della funzione del tatuaggio durante un periodo di passaggio cos delicato e dai
confini cos sfumati e cangianti come linizio dellet adulta, periodo caratterizzato
da numerose sfide, desiderio di affermazione e di successo sia in ambito relazionale
che lavorativo, cercando di capire cosa simboleggi per un giovane adulto il tatuaggio,
quali valori gli vengano attribuiti sia da chi ha scelto di tatuarsi sia per chi ha
preferito o non ha potuto farlo.
Proprio su queste due popolazioni diverse, i tatuati e i non tatuati, cercher di
analizzare le differenti opinioni, pensieri e perch no pregiudizi

riguardo il

tatuaggio.
I non tatuati (percorso A) hanno potuto esprimere le loro opinioni riguardo il
tatuaggio attraverso una serie di 11 domande, specificando le loro fantasie,
aspettative e impressioni riguardo questo tema.
La seconda categoria (percorso B) ha potuto raccontare la propria esperienza,
spiegando il significato attribuito a tale scelta e riflettendo sulle motivazioni che li
hanno spinti a tatuarsi.
Dopo aver raccolto le interviste ho suddiviso i diversi contenuti in una serie di
macro-aree: 5 macro-aree per il percorso A (non tatuati) e 7 macro-aree per il
percorso B (tatuati).
3.4. Il Campione
Il campione di giovani adulti (di et compresa fra i 19 e i 26 anni) da me intervistato
costituito da un totale di 60 soggetti che vivono nella citt di Parigi. Il mio
campione stato cos reperito. In primo luogo mi sono informato su quali zone
centrali di Parigi fossero presenti il maggior numero di negozi di tatuaggi e da l ho
cominciato a ricercare il mio campione. In secondo luogo ho fatto lo stesso tipo di
ricerca ma in una zona pi periferica, la zona di Montreuil e infine ho sfruttato a mio
vantaggio la recente esposizione del museo Quai Branly "Tatoueurs, tatous" che mi
ha permesso di reperire un buon numero di tatuati tutti nello stesso luogo.

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Il campione costituito da 30 tatuati e 30 non tatuati, ciascun gruppo formato da 15


ragazzi e 15 ragazze. E importante sottolineare che la ristretta numerosit del
campione non ovviamente rappresentativa della popolazione dei giovani adulti, ma
i colloqui che ho realizzato mi hanno permesso di effettuare una ricerca esplorativa
di tipo qualitativo.

3.5. Lo strumento
Lo strumento (riportato in Appendice) costituito da una intervista semi-strutturata
gi realizzata per una tesi sugli adolescenti e da me leggermente riadatto con la
supervisione della Prof.ssa Paola Carbone per un range di et superiore. Queste
modifiche possono essere sintetizzate nellaggiunta di una domanda per i tatuati per
cercare di sapere quali siano state le reazioni dei loro partner al loro tatuaggio data
limportanza in questo periodo dello stabilirsi di un legame sentimentale stabile e
laggiunta di una domanda opzionale per i tatuati da somministrare in caso il
soggetto si fosse tatuato prima dei 16 anni per sapere, a distanza di tempo come il
soggetto veda nel presente il suo tatuaggio.
Lintervista costituita da due percorsi: il percorso A (Non tatuati) costituito da 11
domande e il percorso B (Tatuati) costituito da 18 domande per i ragazzi con un solo
tatuaggio e 22 domande per i ragazzi con pi di un tatuaggio.
Dopo aver ascoltato e trascritto ogni intervista ho costruito appositamente una griglia
di codifica (in Appendice) a partire dalle risposte dei ragazzi, queste griglie mi hanno
permesso di elaborare il materiale delle interviste sulla base delle frequenze di
risposta date dai soggetti.
3.6. Modalit di conduzione dellintervista
Le interviste sono state tutte individuali con una durata media di circa 15-20 minuti.
Per raccogliere le informazioni e non tralasciare dettagli importanti, esse sono state
audio-registrate, tradotte in italiano e successivamente trascritte. Prima di iniziare
ogni intervista mi sono preoccupato di:
Spiegare le motivazioni della ricerca e che non vi fosse nessun intento di
valutazione o di giudizio/pregiudizio nei confronti del soggetto per le proprie idee e

29

convinzioni, ma un interesse vero e genuino per i loro pensieri. Questo atteggiamento


mi ha permesso di condurre una serie di interveste molto interessanti e altamente
motivanti sia per me sia per lintervistato (ad eccezione di un intervista di cui parler
in seguito).
Chiedere al soggetto il permesso per usare laudio-registratore, spiegando la
motivazione alla base dellutilizzo e sottolineando quanto fosse importante ogni
singola informazione che sarebbe venuta fuori dal colloquio, rispettando allo stesso
tempo coloro (in realt solo 2 soggetti) che non hanno acconsentito allaudio
registrazione.
Spiegare che, nella mia tesi, i dati e le informazioni personali sarebbero rimasti
anonimi, affinch potessero sentirsi tranquilli di parlare liberamente e senza vincoli.
Rassicurare che il mio intento di ricerca, non riguardava la ricerca di disturbi o di
patologia nel soggetto in questione con cui stessi parlando. Ritengo importante
sottolineare questo aspetto che si verificato in ben 10 delle 60 interviste da me
svolte, un numero di molto maggiore di quanto mi sarei aspettato.
3.7. Operazioni sul materiale raccolto
Sul materiale raccolto ho eseguito le seguenti operazioni:
Una trascrizione integrale di tutte le interviste su supporto cartaceo in modo da
poterne usufruire con maggiore facilit e rendere le operazioni di analisi dei dati pi
facili ed immediate
Classificazione delle interviste in base ai percorsi A (soggetti non tatuati) e B
(soggetti tatuati) e ordinate in base al sesso degli intervistati (maschi e femmine).
Ho assegnato a ciascuna intervista un codice ordinale progressivo per evitarne
lidentificazione e rispettarne la privacy. Ho associato il codice NT 01, NT 02NT
16 ai soggetti Non Tatuati e T 01, T 02T 16 ai soggetti tatuati.
Una codifica analitica, delle interviste effettuate, contrassegnate con un apposito
numero identificativo e riportate sulla griglia costruita per avere una illustrazione
sintetica delle risposte fornite dagli adolescenti. Tali griglie di codifica, una per il
percorso A e una per il percorso B, mi hanno permesso di effettuare il conteggio delle
frequenze di risposta, dopo aver analizzato e letto pi volte e attentamente tutte le
interviste.

30

3.8. Descrizione delle macro-aree


Adesso spiegher una parte fondamentale che mi ha guidato nellanalisi delle
interviste, basata sulle frequenze di risposta riportate nelle griglie di codifica (in
Appendice) e classificate in base alle seguenti aree di interesse per i soggetti tatuati e
non-tatuati.
Le 5 aree di interesse individuate nella traccia dellintervista per i giovani adulti
non tatuati sono le seguenti:
1) Cosa significa tatuarsi. Questa area comprende le riflessioni degli intervistati non
tatuati su ci che il tatuaggio rappresenta per loro e il valore che gli attribuiscono. A
tale area fanno riferimento le risposte delle domande numero 1,2 e 3 della traccia del
percorso A.
2) Le opinioni sulle motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi. Questa area
riguarda le opinioni degli intervistati sui motivi che, al giorno doggi, spingono i
ragazzi a decidere di tatuarsi. A tale area fanno riferimento le risposte alla domanda
numero 8 della traccia del percorso A.
3) Le differenze det e di genere. Questa area viene divisa in due parti: la prima,
relativa allet e confronta il pensiero degli intervistati sulle differenze motivazionali
riscontrabili tra giovani e adulti che decidono di tatuarsi.
Nella seconda parte, relativa al genere, viene approfondito il pensiero degli
intervistati se secondo loro esistono o meno delle differenze motivazionali nel
tatuaggio riscontrabili tra uomini e donne. A tale area fanno riferimento le risposte
alle domande numero 9 e 10 della traccia del percorso A.
4) Il tatuaggio come forma di trasgressione. Questa area confronta i pensieri degli
intervistati sul desiderio di trasgressione che pu essere associato o meno al
tatuaggio e se loro stessi ritengono che latto di tatuarsi possa significare, in qualche
modo, trasgredire. A tale area fanno riferimento le risposte alla domanda numero 11
della traccia del percorso A.
5) Previsione di un futuro tatuaggio. Questa macro-area indaga lintenzione
dellintervistato di tatuarsi o meno in futuro. Questa area mira a comprendere se
lintervistato non si sia tatuato per scelta o perch non abbiano ancora avuto tempo e
modo di farlo o se sono intenzionati in un futuro vicino o lontano a tatuarsi. A tale

31

area fanno riferimento le risposte date alla domanda numero 5 della traccia del
percorso A.
Le 7 aree di interesse individuate nellintervista per i giovani adulti tatuati sono le
seguenti:
1) Cosa significa tatuarsi. Questa area comprende: le riflessioni degli intervistati
(tatuati) su ci che, secondo loro, il loro tatuaggio e il tatuarsi in generale
rappresenta. A tale area fanno riferimento le risposte date alla domanda numero 2
della traccia del percorso B.
2) Opinioni sulle motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi. Questa area riguarda
le opinioni degli intervistati sui motivi che, al giorno doggi, spingono i ragazzi a
decidere di tatuarsi. A tale area fanno riferimento le risposte date alla domanda
numero 18 della traccia del percorso B.
3) Il tatuaggio del soggetto intervistato. Questa area analizza il primo tatuaggio
dellintervistato, la zona dove ha deciso di tatuarsi e let in cui lha fatto. Abbiamo
ritenuto interessante inoltre analizzare come si sia modificata la visione del proprio
tatuaggio con il progredire del tempo se il tatuaggio stato effettuato prima dei 18
anni. A questi aspetti viene analizzata anche se ci sia nel soggetto iul desiderio di
tatuarsi nuovamente in futuro.
A tale area fanno riferimento le risposte date alle domande numero 4, 6 bis, 7 e 10
della traccia del percorso B.
4) Reazioni dei genitori, degli amici e del partner. Questa area viene divisa in tre
parti: la prima indaga le reazioni dei genitori relative al primo tatuaggio degli
intervistati mentre la seconda raccoglie le reazioni del gruppo degli amici e la terza
quella del partner se presente allepoca del tatuaggio. A tale area fanno riferimento le
risposte date alla domanda numero 9 e 9 bis della traccia del percorso B.
5) Differenze det e di genere. Questa area viene divisa in due parti: la prima parte,
relativa allet, confronta il pensiero degli intervistati sulle differenze motivazionali
riscontrabili tra giovani e adulti che decidono di tatuarsi; la seconda parte, relativa al
genere, analizza il pensiero degli intervistati sulle differenze motivazionali
riscontrabili tra uomini e donne che decidono di tatuarsi. A tale area fanno

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riferimento le risposte date alle domande numero 19 e 20 della traccia del percorso
B.
6) Il tatuaggio come forma di trasgressione. Questa area confronta i pensieri degli
intervistati sulla voglia di trasgressione che pu essere associata o meno al tatuaggio,
se loro stessi ritengono che tatuarsi possa significare voler

in qualche modo

trasgredire. A tale area fanno riferimento le risposte date alla domanda numero 17
della traccia del percorso B.
7) Aspetto indelebile del tatuaggio. Questa area raccogli i sentimenti relativi al
tatuaggio dei giovani adulti intervistati, a come affrontano leventuale difficolt di
rimozione del tatuaggio nel caso in cui volessero cancellarlo, se si sono pentiti e se,
tornando indietro lo rifarebbero. A tale area fanno riferimento le risposte date alle
domande numero 21 e 22 della traccia del percorso B.
3.9 Sintesi dei risultati emersi
Di seguito analizzer il materiale raccolto, presentando e discutendo i dati emersi,
suddivisi nelle varie macro-aree, attraverso il conteggio delle frequenze delle
risposte.

Percorso A Giovani adulti non tatuati


MACRO-AREA 1: Cosa significa tatuarsi
Dallanalisi delle risposte emerso che per 17 soggetti (9 maschi e 8 femmine), il
tatuaggio un mezzo per rappresentare se stessi, tanto importante e efficace
proprio dal suo essere impresso sulla pelle: Il tatuaggio per me voler raccontare il
modo di essere di quella persona (MNT3); Il tatuaggio parte del tuo modo di
comportarti, di vestire e anche a volte di pensare (MNT5).
Per 5 soggetti (3 maschi e 2 femmine) il tatuaggio rappresenta principalmente un
fattore estetico: Io li trovo belli, quasi come opere darte (MNT6); Il tatuaggio
un po come un accessorio, per far moda, che se piace valorizza chi lo porta
(FNT10); Chi se lo fa, lo fa per sentirsi pi bello e a suo agio con se stesso
(FNT2).
Per 5 soggetti (2 maschio e 3 femmine) il tatuaggio viene visto come un simbolo
di relazioni affettive: Le persone si tatuano spesso per i loro cari e i legami che li

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uniscono (MNT4); Il tatuaggio un modo per rendere eterno laffetto per laltra
persona (FNT8).
Per 2 soggetti (1 maschio e 1 femmina) il tatuaggio non significa niente: (il
tatuaggio) una cosa passeggera, come tutte le mode ha i suoi picchi di popolarit
poi sparir.(MNT11).
Un solo soggetto, una ragazza, vede nel tatuaggio un modo per ricordare un
avvenimento: Le parole e i ricordi con il tempo tendono a sparire... se hai una cosa
importante con il tatuaggio sei sicuro che non potr accaderti.
In sintesi i soggetti non tatuati vedo nel tatuaggio nel 56,5% dei casi una
rappresentazione di s, nel 20% un simbolo di relazioni affettive o un ricordo, nel
20% un fattore prettamente estetico e infine per un 3,5% il tatuaggio non ha nessun
significato.
MACRO-AREA 2: Opinioni sulle motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi.
Dallanalisi dei dati emerso che per 14 soggetti (8 maschi e 6 femmine) i
ragazzi decidono di tatuarsi spinti soprattutto dalle influenze della moda: Penso
che ci sia dietro un discorso di tendenza e di influenza della cultura in cui si vive
(MNT6).
- Allinterno di questo gruppo alcuni soggetti (5 maschi e 3 femmine) collegano
allinfluenza della moda sulla decisione di tatuarsi, il desiderio di non sentirsi
esclusi dal gruppo: Perch sono influenzati da chi gli sta vicino, ovviamente se stai
in un ambiente che pensa sia normale tatuarsi, ti fai un tatuaggio (FNT8); Se tutti i
tuoi amici ce lhanno penso che non puoi tirarti indietro e devi fartelo pure tu
(FNT13).
- Per altri 5 soggetti (3 maschi e 4 femmine) la moda motiva i ragazzi a tatuarsi
perch fa loro ottenere visibilit sociale: Per essere diversi da quello che sono in
realt cercano di sembrare migliori di quanto non siano.(MNT2).
- Infine solo 2 soggetti (1 maschio e 1 femmina) ritengono che la moda influisca
nella decisione di tatuarsi sotto forma di desiderio di omologazione: Il tatuaggio in
questo modo li rende tutti differentemente uguali (MNT7); I ragazzi si tatuano tutti
pi o meno le stesse cose, pretendendo per allo stesso tempo di essere originali
(FNT3);

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I restanti 16 soggetti (7 maschi e 9 femmine) ritengono che i ragazzi si tatuino per


i seguenti motivi personali:
Per 8 soggetti (5 maschi e 3 femmine) il tatuaggio

motivato da eventi

importanti della vita: Penso che chi lo fa decide di portare con se un qualcosa di
fondamentaleche difficilmente potr dimenticare (FNT4) ti dicono come fatto
il loro mondo (MNT10).
Per 5 soggetti (1 maschio e 4 femmine) la motivazione di carattere
sentimentale, come un ricordo: ci mettono (nel tatuaggio) il nome della donna,
della squadra, delle cose che simboleggiano tutto per loro (MNT8); Si tatuano per
delle cose che gli sono accadute, spesso importanti (FNT14).
Per 3 soggetti (1 maschio e 3 femmine) le motivazioni personali si evidenziano
nel desiderio di condivisione di un messaggio personale con il mondo: il tatuaggio
modo di esprimersi, c chi fa i graffiti e chi utilizza i tatuaggi. Sono la stessa cosa
ma su superfici diverse (MNT9); io ci vedo una voglia di dire qualcosa, anche un
qualcosa di superficiale,limportante che qualcuno lo veda (FNT15).
In sintesi secondo i soggetti non tatuati, le motivazioni che spingono i ragazzi a
tatuarsi sarebbero nel 53,5% dei casi di tipo personale, mentre per il 46,5% le
motivazioni sarebbero fortemente influenzate dalla moda.
MACRO-AREA 3: Differenze det e di genere.
1. Differenze det:
Alla domanda Pensi che ci siano differenze tra giovani e adulti che decidono di
tatuarsi?, 9 soggetti (3 maschi e 6 femmine) hanno rilevato delle differenze
significative legate allet della persona. La maggior parte di essi ha ritenuto che la
decisione delladulto sarebbe pi libera a differenza di quella del giovane: ladulto
deve dare di conto a meno persone e quindi pu tatuarsi con maggiore libert
(MNT4); Ladulto pu fare come gli pare e tatuarsi a suo piacere (FNT3).
3 ragazzi (2 femmine e 1 maschio) ritengono che la decisione delladulto sul
tatuarsi sia pi ponderata e meno distinto, a differenza di quella del giovane
caratterizzata proprio da queste due caratteristiche (mancanza di riflessione e
instintualit): gli adulti che spesso se si tatuano per un qualcosa di serio e di
personale, i ragazzi lo fanno senza rifletterci (MNT7); Gli adulti che si tatuano

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sono pi sicuri, pi maturi e fanno il tatuaggio solo se c un motivo serio e vero


(FNT7).
Un solo ragazzo ritiene che le differenze nel tatuaggio fra il giovane e ladulto siano
dovute a una componente nostalgica presente nelladulto e assente nel giovane: il
tatuaggio negli adulti ha solitamente una componente di nostalgia, mentre quello dei
ragazzi pi proiettato verso il futuro (MNT13)
Dallanalisi dei dati emerge che per 21 soggetti (12 maschi e 9 femmine) non ci
sono differenze sostanziali tra un adulto e un giovane che decidono di tatuarsi,
affermando che le motivazioni alla base di tale decisione siano le stesse: se il
tatuaggio appassiona, lo fa allo stesso modo con chi grande che con chi giovane
(MNT7); Il tatuaggio un qualcosa che va oltre il giovane e ladulto e che li unisce
(MNT6).
In sintesi per il 70% dei soggetti non tatuati non ci sono differenze fra giovani e
adulti che decidono di tatuarsi, il restante 30% ritiene che ci sono delle differenze che
si evidenziano nella maggior libert da parte delladulto di potersi tatuare e di una
sua maggior riflessione/maturit nella sua scelta di tatuarsi.
2. Differenze di genere
Alla domanda Pensi che ci siano differenze tra maschi e femmine che decidono
di tatuarsi?, 19 intervistati (11 maschi e 8 femmine) hanno dichiarato che non ci
sono differenze motivazionali: oramai il tatuaggio se lo fanno un po tutti (FNT4);
dopo molti anni di lotte per la parit dei diritti fra uomo e donna forse nel mondo
del tatuaggio questa parit esiste e stata raggiunta(FNT5); Forse non ci sono
proprio pi (differenze) ormai (MNT13).
Dallanalisi emerge che per 11 soggetti (4 maschi e 7 femmine) ci sono
differenze; la principale risiede nella maggior accettazione e libert che riceve il
tatuaggio maschile: Luomo pu farsene quanti ne vuole (di tatuaggi) e come unico
risultato tutti penseranno che lui sia molto fico, se la donna si fa un tatuaggio invece
la gente si insospettisce. Se se ne fa 2 o di pi automaticamente una disadattata
(FNT10); la donna ha un minor numero di tipi di tatuaggi fra cui poter scegliere
rispetto alluomo che pi libero nel soggetto da tatuarsi (MNT4). La stessa minor
libert viene marcata anche da 2 ragazze e 1 ragazzo che sottolineano come il

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tatuaggio nella donna sia maggiormente influenzato dagli altri (amici,partner o


contesto sociale): le donne magari non si tatuerebbero nemmeno, ma per essere pari
alluomo in tutto e per tutto finiscono a fare queste cose in cui non credono neanche
loro (FNT7); (molte ragazze) vanno a traino dei loro ragazzi nel senso che
spesso hanno scelto di tatuarsi non per una loro decisione ma perch da loro
influenzate (FNT9).
Solamente 2 intervistati (1 femmina e 1 maschio) pensano che la principale
differenza fra uomo e donna risieda nel tipo di tatuaggio: la differenza sta nel tipo di
tatuaggio, cio nel disegno. Un ragazzo non si tatuer mai un angelo o un animaletto.
Una ragazza invece penso si terr lontana da teschi e diavoli (FNT2). Infine 1 sola
ragazza ritiene che la differenza fra maschi e femmine sia la componente estetica del
tatuaggio: le donne si tatuano in modo da avere un tatuaggio il pi bello possibile,
cio per piacere, mentre per luomo questo elemento manca totalmente(FNT8) .
In sintesi per il 63,5% dei soggetti non tatuati non ci sono differenze fra uomini e
donne che decidono di tatuarsi, per il 36,5% invece ci sono delle differenze che
consistono fondamentalmente nella maggior accettazione e libert che luomo ha nel
tatuarsi.
MACRO-AREA 4: Il tatuaggio come forma di trasgressione.
Lanalisi della frequenza di risposte evidenzia che 26 soggetti (12 maschi e 14
femmine) non associano il tatuaggio a una forma di trasgressione. Tra questi, 13
soggetti (9 maschi e 6 femmine) giustificano la loro risposta affermando che il
tatuaggio un elemento facente parte della cultura della nostra societ e quindi
proprio per questo non lo si pu pi considerare come trasgressivo: Il tatuaggio
una cosa che fa parte della nostra cultura, legale, ci sono tanti negozi di tatuaggi
ovunque (FNT2); il tatuaggio normale come i piercing e altre cose
simili(MNT4); Penso che la moda di tatuarsi sia una cosa normalissima, puoi
incontrare persone tatuate in ogni occasione (FNT10); Il tatuaggio ha superato il
campo della trasgressione ed finito nella normalit da oramai molto tempo
(MNT15).
Altri 9 soggetti (4 maschi e 5 femmine) dichiarano che al giorno doggi ci sono altri
modi per trasgredire e che il tatuaggio non rientra pi tra questi: oramai per

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trasgredire devi andare molto oltre il tatuaggio (MNT6); il tatuaggio il frutto della
modernit e non un suo rifiuto, se vuoi trasgredire devi dedicarti alla scarificazione o
al branding o a cose molto peggiori(FNT9).
Per altri 4 soggetti (3 maschi 1 femmina) il tatuaggio un qualcosa che viene fatto
con lintento di essere accettati e quindi per loro lelemento di trasgressione non pu
essere presente: Il tatuaggio qualcosa fatto per apparire e si sa che la trasgressione
attrae molto, ma solo le persone sbagliate (MNT13); il tatuaggio ha un valore di
ingresso in un gruppo non di esclusione, anzi spesso chi non tatuato viene visto in
quegli ambienti come una sorta di estraneo (FNT5).
Per 4 ragazzi (3 maschi e 1 femmina), il tatuaggio pu essere considerato come
una forma di trasgressione, 2 di questi maschi ritengono che il tatuaggio sia un
mezzo per ribellarsi a una situazione di vita sfavorevole: chi si tatua lo fa per
trasgredire, o nei confronti della societ o per sfuggire dai propri problemi di vita
(MNT1). Gli altri 2 soggetti (1 maschio e 1 femmina) ritengono il tatuaggio
trasgressivo per il suo potere di uscire dalla normalit e da ci che accettato
da tutti: Ti fai un tatuaggio per discostarti dagli altri, per essere diverso e fregartene
delle regole (FNT7).
In sintesi per l86,5% dei soggetti non tatuati il tatuaggio non un qualcosa di
trasgressivo, invece per il 13,5% invece il tatuaggio trasgressivo e permette
allindividuo di ribellarsi nei confronti della societ o a una condizione di vita
misera.
MACRO-AREA 5: Previsione di un futuro tatuaggio.
Dei 30 giovani adulti non tatuati che ho intervistato, emerso che 9 soggetti (5
maschi e 4 femmine) decisa a tatuarsi in futuro. Queste sono alcune delle risposte
sulle loro motivazioni: credo che in un periodo pi tranquillo della mia vita mi far
un tatuaggio per ricordarmi alcune delle cose importanti che mi sono capitate
(MNT4); La soddisfazione di tatuarmi prima di mettere la testa a posto con un
lavoro,una casa e una famiglia vorrei togliermelo (MNT9); Mi piacerebbe
disegnare da me il mio tatuaggio e vederlo realizzato mi darebbe molta
soddisfazione non voglio uno di quei tatuaggi che hanno tutti, ma una cosa mia
(FNT13).

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13 soggetti (7 maschi e 6 femmine) hanno dichiarato di non essere intenzionati a


tatuarsi, affermando che il tatuaggio non far parte della loro vita: Non mi piace
proprio lidea di tatuarmi (FNT1); ho passato quel periodo in cui mi interessavano
(i tatuaggi) e non credo che ci ritorner sopra(FNT6); Non credo mi tatuer in
futuro sono un membro dellesercito e non ci permesso (MNT7).
Infine 9 soggetti (4 maschi e 5 femmina) si dichiarano indecisi, affermando che
forse in futuro potrebbero decidere di tatuarsi, spinti da forti motivi personali : Pu
essere che decida di tatuarmi, ma solo per qualcosa che conta veramente (MNT10);
se trovassi un motivo giusto per farlo lo farei, un po come mio padre che ha il mio
nome e quello di mio fratello attuati sulle braccia (FNT4), o dalleventualit di un
cambio di vita radicale: Forse se me ne andassi di casa, non credo che i miei
genitori sarebbero daccordo con la mia scelta (MNT12).
In sintesi il 43,5% dei soggetti dichiara di non aver intenzione di tatuarsi in futuro, il
30% non sa se in futuro si tatuer o meno e infine il 26,5% dichiara di essere
intenzionata a tatuarsi a breve.

Percorso B Giovani adulti tatuati


MACRO-AREA 1: Cosa significa tatuarsi per i giovani adulti tatuati.
Dallanalisi della frequenza delle risposte degli intervistati tatuati, emerso che
per 11 soggetti (7 maschi e 4 femmine) il tatuaggio un modo di esprimere la
propria personalit: Rappresentano alcune cose di me che non si possono vedere
ma che grazie ai miei tatuaggi hanno la possibilit di emergere e di manifestarsi.
(MT2); I miei tatuaggi sono come me. Sono il mio modo di vedere il mondo, in
modo diverso da tutti. Cerco di rendere partecipe, chi ha la sensibilit di guardarli
senza giudicarmi(MT8); I miei tatuaggi rompono la monotonia della citt, oramai
siamo tutti uguali e io voglio essere libera e diversa da tutti (FT10); Si tratta di
qualcosa di difficile da spiegare, il tatuaggio per me non solo un qualcosa che ti fai
fare, ma un qualcosa a cui ti appassioni e che ti cambia molto (FT12)
- Allinterno di questo gruppo 6 soggetti (5 maschi e 1 femmina) rilevano un
ulteriore elemento legato al loro tatuaggio, ovvero un forte desiderio di libert: per
me rappresenta la libert di potersi svincolare da tutto e da tutti. Puoi fare di te e

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della tua pelle quello che vuoi (MT5); Io vedo il tatuaggio come un modo di
esprimersi senza dover rendere conto dellaltro , il tuo messaggio non condizionato
da chi hai davanti, non si modifica e non devi mai chiedere scusa!(MT13); Il
tatuaggio la libert lessere svincolati da catene insensate(FT13).
Per 8 soggetti (3 maschi e 5 femmine) il tatuaggio rappresenta un simbolo di
relazioni affettive :Ho un impegno con una persona e tramite il tatuaggio lho
portato a un livello superiore (MT3); Un simbolo di un legame, di unamicizia vera
che non si pu sciogliere neanche dopo 1000 anni (MT9) Si rif a un qualcosa che
mi successo, quasi allinizio della mia storia con il mio ragazzo, sembrava che non
sarebbe mai durata, ma invece con il mio tatuaggio sono riuscita a convincerlo delle
mie intenzioni serie e a far diventare anche lui pi coinvolto (FT2); Rappresenta un
legame con delle persone care che ho lasciato per venire qua (In Francia), in questo
modo le porto con me(FT4).
Per 7 soggetti (4 maschi e 3 femmine), il tatuaggio rappresenta il ricordo di un
evento, sia esso positivo o negativo: Mi ricordano le vittorie importanti della mi
vita, sia sportive che della mia vita personale un modo di celebrarmi attraverso il
ricordo di quello che sono riuscito a raggiungere (MT7); Una storia mia che voglio
dire e far ricordare non solo a me ma a chi mi sta vicino per non commettere mai pi
gli stessi errori (MT11); Un ricordo di una persona a me molto cara che mi ha
lasciato troppo presto(MT12); Rappresenta una bella avventura vissuta con le mie
migliori amiche in un periodo oramai lontano (FT1); Rappresenta un qualcosa del
mio passato, venuto a mancare per cause particolarmente traumatiche,un brutto
incidente di macchina (FT11).
Infine per 5 soggetti ( 2 maschi e 3 femmine), il tatuaggio rappresenta un
fattore estetico, senza alcun significato particolare: Un qualcosa che ha stile e che
facendotelo anche io mi sono migliorato per cos dire, insomma cambiando anche io
in qualcosa di meglio. Si il tatuaggio mi valorizza (MT1); Il tatuaggio unisce il mio
corpo, con tutto ci che ne comporta, con aspetti del disegno che ho scelto. Un
simbolo che si unisce e arricchisce un corpo delicato (FT6); Il tatuaggio mi fa
piacere quello che vedo di me e di riflesso questo viene trasmesso agli altri
rendendomi pi bella (FT8).

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In sintesi per il 50% dei soggetti tatuati il tatuaggio un simbolo di relazioni


affettive o un ricordo, per il 36,5% unespressione della propria personalit e infine
per il 13,5% il tatuaggio ha una funzione estetica.
MACRO-AREA 2: Opinioni sulle motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi.
Dallanalisi dei dati emerso che ben 22 intervistati (12 maschi e 10 femmine)
pensano che i ragazzi decidano di tatuarsi spinti da forti motivazioni personali: Si
fanno un tatuaggio per raffigurare la loro storia (MT1); Si tratta di un messaggio
per chi non ha voce, se non hai modo per farti ascoltare incidi il tuo messaggio su di
te e lo porti in giro (MT4); Per scoprire ci che il mondo pensa delle loro scelte e
dei loro pensieri, loro te le mostano sulla loro pelle a te poi sta valutarle (MT9); I
motivi sono quelle cose importanti o significative che gli sono accadute. E ovvio che
se uno non ha niente da dire, a meno che sia una persona superficiale, non si tatua
(MT15); Credo che (i ragazzi) vogliano creare un legame concreto che leghi la
persona che si tatua con lavvenimento importante che lo riguarda (FT4); C per
me un forte desiderio di esprimersi liberamente senza censure, insomma sulla tua
pelle almeno per ora ci puoi mettere quello che vuoi senza che nessuno ti possa dire
o fare niente (FT8).
Per 8 intervistati (3 maschi e 5 femmine) i ragazzi decidano di tatuarsi soprattutto
per seguire la moda:Lo fanno per essere alla moda e per sembrare pi attraenti per
le donne molte persone che conosco lhanno fatto proprio per questo motivo
(MT2); Per essere pi simili a qualcosa che loro pensano sia il mondo dei grandi,
una sorta di scappatoia per sembrare pi maturi di quanto non si sia. Seguono la
moda del momento e si sentono adulti (MT5); Lo fanno per motivi di tendenza,
vedono che lo fanno gli altri e lo vogliono fare pure loro (FT1); Seguono
praticamente tutti la moda, fanno tutti quello che gli dice internet e la televisione pur
di apparire come si dovrebbe (FT2); Assolutamente per essere alla moda, vogliono
piacersi e allo stesso tempo piacere agli altri se uno si tatua infatti lo fa non solo
per s ma anche per gli occhi degli altri (FT10) Si tatuano per essere accettati e
cosa migliore del seguire la moda per essere accettato credo non esista (FT15).
In sintesi secondo i soggetti tatuati le motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi
sarebbero nel 73,5% dei casi motivazioni di tipo personale, legate ai loro vissuti o a

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eventi che desiderano ricordare e condividere con gli altri. Per il restante 26,5% le
motivazioni sono legate principalmente agli influssi della moda, che influenza
fortemente i ragazzi nei loro gusti e nelle loro scelte.
MACRO-AREA 3: Il soggetto intervistato parla del suo tatuaggio
Dallanalisi dei dati emerso che 14 soggetti (8 maschi e 6 femmine) si sono
tatuati per la prima volta fra i 15 e i 17 anni, 13 soggetti (5 maschi e 8 femmine) fra i
18 e i 20 anni e infine troviamo solo 3 soggetti (2 maschi e 1 femmina) che hanno
deciso di tatuarsi dopo i 20 anni.
-Mi sembra interessante sottolineare come fra i 14 soggetti che si sono tatuati durante
ladolescenza (15-17 anni) la visione del proprio tatuaggio fatto durante quel periodo
sia ancora positiva per ben 12 di loro (6 maschi e 6 femmine): Mi piace ancora
molto anche se con il tempo diventato meno acceso e vibrate (MT1); Lo trovo
bello e originale come il giorno in cui me lhanno fatto (MT6); Sar anche
cresciuto ma la mia passione cresciuta con me quindi mi piace ancora molto
(MT11); Lo trovo sempre bello con lui che mi sono avvicinato e appassionato al
tatuaggio (MT14); Lo trovo sempre bello anche perch adesso i tribali vanno
moltissimo (FT3); Lo vedo come il ricordo di quando ero un po pi bambina, ma
sempre consapevole di quello che voglio (FT6); A questo mio primo tatuaggio
sono molto affezionata (FT12).
Solamente 2 ragazzi vedono i loro tatuaggi fatti durante ladolescenza come un
qualcosa che ha perso il suo significato originario con il tempo: Adesso lo trovo
un po vuoto, i miei gusti sono cambiati essendomene andato via dalla mia citt
natale ho cambiato frequentazioni. Ora lavoro e ho interessi molto diversi rispetto a
quando ero ragazzo (MT4); Non significa pi niente per me. Lo sopporto, so che ci
sta ma, non ho nessuna intenzione di spenderci sopra dei soldi per farmelo togliere
(MT10).
Su un totale di 30 tatuati, 26 soggetti (14 maschi e 12 femmine), hanno motivato
la decisione della zona su cui tatuarsi per specifici motivi personali o culturali:
La mia scelta stata dettata da alcune immagini che avevo visto su internet, mi
piaceva l in quel punto il tatuaggio (MT5); Il posto lho scelto perch mi piaceva
proprio tanto, non potrei immaginarlo da nessunaltra parte (MT10); Sulle costole

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ho scelto quel punto come da tradizione del mio paese (Isole Samoa) (FT 3); La
scelta di quel punto stata delicata, ma principalmente perch in quel punto avevo
una brutta cicatrice di un incidente in motorino che avevo avuto da adolescente. Il
tatuaggio andato un po a coprire quel mio piccolo difetto trasformandolo in un
qualcosa di bello (FT14).
-Allinterno del gruppo di 26 tatuati che hanno motivato la propria scelta, 9 soggetti
(6 maschi e 3 femmine) hanno scelto la zona su cui tatuarsi in funzione di una sua
maggiore visibilit: Trattandosi di un disegno particolare da altre parti non si
sarebbe visto bene, quindi ho scelto di conseguenza (MT4) ; Lho scelto perch
quando indosso maglie a maniche corte possano vederlo tutti(MT13); Questo
punto lho scelto sia perch lavrei potuto mostrare facilmente e guardarlo io senza
grandi difficolt(FT9); Perch mi piaceva lidea di un tatuaggio in un punto ben
visibile e un po sfacciato (FT12).
-Un altro gruppo di 7 soggetti (2 maschi e 5 femmine), sempre allinterno del
campione di 26 tatuati, ha scelto la zona su cui tatuarsi in funzione di una sua facilit
nel poterlo nascondere: Non volevo niente di eccessivo per, se voglio posso
coprirlo in un attimo (MT7); Il luogo lho scelto perch dalla distanza sembri un
piccolo braccialetto e al lavoro posso coprirlo con dei veri bracciali (FT10); Ho
scelto questo punto perch se voglio con i vestiti giusti posso coprirlo facilmente
(FT13).
I restanti 4 soggetti (1 maschio e 3 femmine) non sa riferire il motivo particolare
per la scelta del luogo del loro tatuaggio: Il posto lho scelto senza un motivo
particolarmente profondo (MT12); Quel posto lha scelto per me il mio compagno
che ne capisce molto pi di me e gli ho dato ascolto (FT2); Quella parte non ha un
significato particolare per me era semplicemente un punto come un altro (FT4).
16 soggetti (9 maschi e 7 femmine) hanno intenzione di tatuarsi nuovamente in
futuro principalmente per motivi personali e affettivi: probabilmente al
raggiungimento

di

nuovi

traguardi

importanti

seguiranno

altri

tatuaggi

commemorativi (MT3); Si fra qualche mese mi ritatuer sicuramente in estate. E


un ottimo periodo per farsi tatuare! (MT14); Si ovviamente ci siamo incontrati
davanti a un negozio di tatuaggi. Volevo sfogliare qualche catalogo alla ricerca di un
po di ispirazione (FT10); Penso che ne aggiunger un altro con il volto mascherato

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di El Mystico perch mi sto cominciando ad appassionare a quel mondo l visto


che ci sono un paio di locali qui a Parigi su quel tema (FT12). Altri 10 soggetti (3
maschi e 7 femmine) hanno affermato di non essere intenzionate a fare ulteriori
tatuaggi: No, credo di non sentirmela pi di passare tutte questi problemi per
tatuarmi (MT4); No, sono molto cambiato da quando mi sono tatuato e ora la cosa
non mi attira pi molto (MT10); No, oramai sono diventata mamma e non sono
cose che giusto fare quando hai delle responsabilit (FT6); No con questi che
sono arrivata al mio limite massimo, se ne facessi altri,sarebbero eccessivi (FT11).
Infine 4 soggetti (3 maschi e 1 femmina) non escludono la possibilit di tatuarsi
nuovamente in futuro: Non so, ci penso spesso a farmene un altro, ma poi ho paura
di scegliere un tatuaggio che non stia bene con quello che gia ho o che non venga
bene (MT1) ; Non saprei potrebbe essere, anche perch ormai non mi importa pi
quello che penso gli altri di me (FT3).
In sintesi il primo tatuaggio degli intervistati stato realizzato nel 46,5% dei casi
nellarco di et che va dai 15 ai 17 anni, per il 43,5% fra i 18 e i 20 anni e per il
restante 10% fra i 20 e i 22 anni.
Allinterno del gruppo che si tatuato la prima volta fra i 15 e i 17 anni la visione del
proprio tatuaggio fatto durante ladolescenza ancora positiva nel 85,5% dei casi,
mentre solo il 14,5% dei casi ammette che tatuaggio fatto durante quel periodo ha
perso gran parte del suo significato con il tempo.
Sulla scelta del luogo della parte del corpo in cui tatuarsi 86,5% dei soggetti riporta
di aver compiuto questa scelta in funzione dei propri gusti o di esigenze personali,
mentre il 13,5% ammette di non aver avuto un motivo particolare per la scelta del
luogo del tatuaggio.
In merito alleventualit di tatuarsi in futuro, il 53,5% dei soggetti ammette di essere
intenzionata a tatuarsi nuovamente, il 33% non intenzionata a tatuarsi ulteriormente
e il 13,5% si dichiara indecisa.
MACRO-AREA 4: Reazioni dei genitori, degli amici e del partner.
1. Reazioni dei genitori
Alla domanda Come hanno reagito i tuoi genitori? , 16 soggetti (7maschi e 9
femmine) hanno avuto risposte di tipo negativo dai propri genitori: Male,

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pensavano stessi scherzando quando glielho detto, mi hanno minacciato di tagliarmi


i fondi per lo studio (MT5); I miei genitori lhanno trovato veramente un qualcosa
i terribile, preferendo non guardarlo per parecchio tempo e lanciando spesso
commenti di disapprovazione e di rassegnazione (MT8);Male sopratutto perch
non lhanno scoperto tramite me ma tramite i genitori delle mie amiche con cui mi
ero tatuata (FT1); Veramente male, pensavano che il mio ragazzo mi avesse
plagiato per farmelo fare (FT2); Non bene, non gli era proprio piaciuto. Anche
adesso con anni di distanzi ancora fanno fatica ad accettarlo (FT9)
I restanti 14 soggetti (8 maschi e 6 femmine) hanno avuto una risposta di tipo
favorevole da parte dei propri genitori: Hanno reagito bene, anche loro hanno dei
tatuaggi, certo mi hanno detto che avrebbero preferito che fossi stato un pochino pi
grande (MT1); I miei genitori erano un po confusi dalla mia decisione ma si sono
presto convinti della mia scelta, non dico che sia stati felici perch non vero, ma ho
la fortuna di avere genitori abbastanza aperti di mente (MT15); Lhanno presa bene
avendo io aspettato il loro permesso. Questo li ha resi parecchio contenti (FT3);
Sono stati sorpresi, perch sapevano che lavrei fatto perch glielavevo detto, ma
non sapevano che sarebbe stato cos immediato. Per fortuna hanno capito che per me
era importante e non hanno fatto storie inutili (FT8).
2. Reazioni degli amici
Per quanto riguarda le reazioni degli amici ai tatuaggi degli intervistati, la quasi
totalit, cio 26 soggetti (14 maschi e 12 femmine) ha dichiarato che i propri amici
sono stati favorevoli al loro tatuaggio: I miei amici pensavano fosse bellissimo e
in molti mi hanno chiesto il telefono del mio tatuatore (MT1); Ai miei amici
piaciuto subito molto (MT3); I miei amici invece erano veramente ammirati sia per
la scelta che per il coraggio che avevo dimostrato nel prendere una decisione cos
importante (FT6) I miei amici lhanno trovato molto originale e ben fatto
(MT13); Ovviamente i miei amici erano tutti contenti e orgogliosi del bel tatuaggio
che avevo fatto.
Solamente 4 soggetti (1 maschio e 3 femmine) hanno descritto le reazioni al loro
tatuaggio da parte dei propri amici come negative: I miei amici non hanno capito
limportanza di quello che stavo facendo e mi hanno criticato molto per la mia scelta
(MT6); Le mie amiche pensavano fossi stata troppo frettolosa a farmi tatuare il

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nome del mio ragazzo dopo cos poco tempo che stavamo insieme visto che
pensavano sarebbe stata una storia molto breve (FT2); I miei amici non hanno
capito fino in fondo la mia scelta dicendomi parecchie volte che avrei potuto fare
altre scelte piuttosto che tatuarmi (FT7).
3. Reazioni del Partner
Per quanto riguarda le reazioni dei partner al tatuaggio degli intervistati, per 24
soggetti (9 maschi e 15 femmine) la reazione del partner stato di tipo positivo: La
mia ragazza aveva anche lei dei tatuaggi quindi nessun mistero che anche lei fosse
entusiasta (MT5); Alla mia ragazza di allora era piaciuto perch era molto
originale (MT7); Al mio ragazzo piaciuto molto, diceva di trovarlo adorabile
come me (FT1); . Al mio ragazzo piaciuto parecchio anche se lui in definitiva
gia lo sapeva che lavrei fatto quindi per lui non stata chiss quale sorpresa, ma
stato felice di vedermi felice (FT9).
Per solo 6 soggetti, tutti e sei maschi, la reazione della partner stata di tipo
negativo: Alla mia donna ci voluto un bel po pi di tempo per farglielo piacere
(MT3); La mia ragazza ha avuto una reazione strana al mio tatuaggio lo guardava
con sospetto e diceva con aria di sfida che non assomigliava a Bob Marley (MT10).
In sintesi le reazioni dei genitori dei soggetti intervistati sono state nel 53,5% dei
casi di tipo negativo, mentre per il 46,5% sono state positive.
Le reazioni degli amici al tatuaggio del soggetto sono state nel 86,5% dei casi di tipo
positivo, mentre per il 13,5% sono state negative.
Le reazioni dei partner al tatuaggio del soggetto intervistato sono notevolmente
influenzate dal sesso del tatuato; nelle giovani donne le reazioni del partner sono solo
ed esclusivamente positive (100%), mentre nel caso dei maschi la reazione della
partner sono solo nel 60% dei casi di tipo positivo e nel 40% di tipo negativo.
MACRO-AREA 5: Differenze det e di genere.
1. Differenze det
Alla domanda Pensi che ci siano differenze tra giovani e adulti che decidono di
tatuarsi?, per 22 soggetti (11 maschi e 11 femmine), non ci sono differenze
sostanziali tra giovani e adulti che decidono di tatuarsi, affermando che le
motivazioni alla base di questa decisione sono le stesse: No i motivi sono uguali

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(MT11);Credo che le influenze siano simili, se uno vuole tatuarsi per un motivo
serio lo pu fare sia da giovane che da adulto, cos come se desideri farti un tatuaggio
senza grandi significati lo pu fare non solo il ragazzo ma anche ladulto (MT13);
Il tatuaggio un qualcosa che abbatte le barriere generazionali, non crea divisioni
ma unisce (FT12).
Al contrario per 8 soggetti (4 maschi e 4 femmine) ritengono che ci siano delle
differenze legate allet della persona che decide di tatuarsi. Secondo gli intervistati
un adulto che si tatua lo fa per ragioni pi serie, meno impulsive e sotto linflusso di
correnti generazionali diverse, tipiche di ciascuna generazione: Solitamente gli
adulti che si tatuano lo fanno per motivi pi seri e personali unendo al tatuaggio
una storia o un evento sia esso tragico o lieto (MT4); I ragazzi si tatuano spesso
cos senza pensare. Questo loro modo di fare svaluta molto anche chi lo fa con
convinzione perch molti penseranno che il suo gesto sia comunque superficiale
(MT5); I ragazzi e gli adulti hanno dei tatuaggi che appartengono alla loro era,
difficilmente sceglieranno un tatuaggio appartenente a uno stile diverso da quello a
cui appartengono (FT5); gli adulti essendo meno esposti a tutta una serie di
correnti nuove, tendono a fare un tatuaggio molto diverso da quello dei giovani.
Meno originale e pi canonico (FT8); Il tatuaggio,guarda anche il mio
esempio,nelladulto frutto di una maggiore riflessione.Io mi tatuo per qualcosa di
importante nei ragazzi spesso manca questa parte riflessiva e dietro al tatuaggio ci
sono motivazioni pi leggere(FT9).
In sintesi per il 73,5% degli intervistati non esistono differenze fra giovani ed adulti
che decidono di tatuarsi, mentre per il 26,5% esistono delle differenze riscontrabili
principalmente alla minore impulsivit dietro alla scelta di tatuarsi nelladulto.
2. Differenze di genere
Alla domanda Pensi che ci siano differenze tra maschi e femmine che decidono
di tatuarsi?, 22 soggetti (12 maschi e 10 femmine) hanno dichiarato che non ci
siano differenze sostanziali, affermando che: Le differenze stanno a zero, gli
uomini e le donne si tatuano per motivi identici (MT2); No i motivi sono uguali
(MT11); Io ci vedo le stesse motivazioni, i tempi sono cambiati molto dai tempi dei
miei genitori, quando la donna non poteva neanche pensare di potersi tatuare(FT3);
No il tatuaggio un linguaggio universale che possono usare sia gli uomini che le

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donne allo stesso modo(FT12); No oramai anche luomo si fa i tatuaggi solo come
fattore estetico come fanno tante donne (FT15).
I restanti 8 soggetti (3 maschi e 5 femmine) hanno rilevato delle differenze
sostanziali tra maschi e femmine che decidono di tatuarsi: Si penso sia nel tipo di
tatuaggio pi che nel messaggio che ci sta dentro. La donna te lo vuole far vedere,
ma anche nasconderlo allo stesso tempofanno il tatuaggio ma sembra come che si
vergognino di averlo fatto (MT9); Credo che ci siano delle differenze nel dove
decidono di farselo, cio spesso sono tatuaggi piccoli e pi nascosti (MT10); Credo
ci sia una maggior voglia di mostrarsi agli altri nelluomo con tatuaggi pi grandi e
in luoghi visibili, mentre nella donna il tatuaggio in zone pi i, visibili al massimo
dal proprio partner (MT12); Si penso che ci siano delle differenze nel tipo di
soggetto del tatuaggio dovute pi a ci che viene ritenuto giusto per quel sesso
tatuarsi (FT14); Si gli uomini di solito si tatuano per un desiderio di voler sembrare
e sentire un po dei duri, dei rapper o meglio ancora dei criminali. Questo aspetto
nelle donne non c. Molte si tatuano in zone come la pancia o il seno per essere pi
seducenti (FT10).
In sintesi per il 76,5% dei soggetti non esistono differenze nel tatuaggio fra uomo e
donna. Per il 23,5% dei soggetti tali differenze esistono e sono legate principalmente
a degli stereotipi di genere che legano luomo da una parte a tatuaggi di tipo
machista/mascolino e la donna a tatuaggi maggiormente sessualizzati e facilmente
nascondibili data la minor accettazione che riceve il tatuaggio femminile.
MACRO-AREA 6: Il tatuaggio come forma di trasgressione.
Per quanto riguarda il gruppo dei tatuati, la quasi totalit dei soggetti intervistati
28 soggetti, (13 maschi e 15 femmine) ha dichiarato che il tatuaggio non pu essere
associato a comportamenti trasgressivi: non trasgressivo il tatuaggio accettato
da praticamente tutti (MT2); Se uno volesse essere trasgressivo ci sono modi molto
pi facili, nel senso che prima di diventare trasgressivo il tatuaggio te ne devi fare
tantissimi e a quel punto magari faresti maglio a farti altro (MT5); Io penso che chi
lo pensa si sbagli, il tatuaggio non trasgressione, comunicazione(MT8); No il
tatuaggio ti distingue e ti rende parte di un gruppo, non te lo fai per staccarti dal
gruppo (MT10); No non sono daccordo il tatuaggio un modo di esprimersi, chi

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vuole trasgredire non comunica niente perch si rifiuta di farlo. Chi si tatua invece
cerca di fare un discorso con laltro (FT12); La trasgressione la puoi fare in 1000
modi diversi ma il tatuaggio proprio no (FT14); Io penso che la trasgressione nel
tatuaggio la possano vedere solo i moralisti dato che il tatuaggio non si pu pi
considerare un qualcosa di trasgressivo(FT15).
Solamente 2 soggetti maschi vedono il tatuaggio come una fonte di trasgressione
e di ribellione nei confronti della societ: Vai contro la cultura dominante che
opprime quelle minoritarie pi deboli. Il tatuaggio un modo di riappropriarsi di
quello che cercano di schiacciare di te (MT4); Il tatuaggio una sorta di ribellione
per la situazione di disagio che le persone sono costrette a subire senza poter far
nulla,. In questo modo si danno una voce che nessuno pu ignorare(MT14).
In sintesi il tatuaggio per il 93,5% dei soggetti intervistati non una fonte di
trasgressione, mentre lo per il 6,5% che vede nel tatuaggio un modo di ribellarsi
alla societ.
MACRO-AREA 7: Aspetto indelebile del tatuaggio
Analizzando le risposte degli intervistati emerso che 24 soggetti (13 maschi e 11
femmine) nutrono sentimenti positivi allidea che il proprio tatuaggio sia indelebile:
Mi sento felice perch un qualcosa di mio ed bello averlo qui a ricordarmelo
(MT1); I miei tatuaggi hanno dei significati personali molto profondi quindi il fatto
di averceli per sempre mi da una sensazione di conforto (MT5); Mi fa sentire bene
perch sono una parte di me (MT6); Mi sento tranquillo della mia scelta e quindi
non mi da nessuna preoccupazione(MT13); Questo mio tatuaggio ha un significato
e quindi finch lo avr ne sar contenta (FT1); Sono contenta della mia decisione,
mi sento molto pi bella e desiderata ora. Se non avessi pi il mio tatuaggio mi
sentirei come se mi avessero tolto una parte di me(FT11); Mi fa sentire libera,
libera di aver scelto di avere i miei tatuaggi per sempre con me(FT12).
-Per 4 soggetti (2 maschi e 2 femmine) il sentimento legato allindelebilit del loro
tatuaggio un sentimento di pentimento, dovuto principalmente alla perdita di
significato del tatuaggio ai loro occhi: Non ne sono proprio fiero ma, rivedendolo
non provo pi quello che provavo allora. Si tratta di un passato che per fortuna ho
alle mie spalle(MT4); Non mi sento proprio convinto e forse con gli anni potrei

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stufarmi del mio tatuaggio, ma preferisco non pensarci troppo(MT10); Questo


tatuaggio oramai io lo vedo come un semplice disegno svuotato del suo significato
quindi non sono proprio contenta ad avercelo addosso. Almeno ben fatto altrimenti
sai che problema(FT4); Provo un po di rammarico ma i miei tatuaggi sono l per
ricordarmi di pensare di pi con la mia testa visto che spesso mi capitato in passato
di farmi influenzare un po troppo (FT7).
-Infine solamente 2 ragazze affermano di provare un sentimento di paura legato
allindelebilit del loro tatuaggio: Penso di provare un p di sgomento, ma questo
normale essendo messa di fronte a un concetto cos lungo come tutta la vita. Uno
non sa mai come cambieranno i propri gusti o quali decisioni prender (FT2); Mi
causa un pochina di preoccupazione visto i problemi lavorativi e personali che mi sta
causando, ma mi auguro che non sar per sempre cos(FT14).
Dallanalisi dei dati si evince che 27 soggetti (13 maschi e 14 femmine), potendo
tornare indietro, farebbero di nuovo il tatuaggio, manifestando forte convinzione ed
entusiasmo.
Solamente 3 soggetti (2 maschi e 1 femmina) affermano che se potessero tornare
indietro deciderebbe di non tatuarsi: Sapendo quello che so oggi e come si sarebbe
svolta la mia vita, avrei preso sicuramente una decisione diversa (MT4); No
assolutamente(MT10); No, se c una cosa che mi ha insegnato la mia esperienza
che non ci si deve mai tatuare i nomi di qualcuno che ami, perch lamore non dura
mentre il tatuaggio si (FT4).
In sintesi l80% degli intervistati dichiara di provare sentimenti positivi per quanto
riguarda laspetto di indelebilit del proprio tatuaggio, il 13,5% invece si dichiara
pentita per la propria scelta e infine il 6,5% dei soggetti si dichiara spaventata dalla
prospettiva della permanenza cos estesa.
Il 90% dei soggetti si dichiara convinto del fatto che se fosse loro concesso di tornare
indietro rifarebbe comunque il loro tatuaggio, solamente il 10% non rifarebbe la
stessa scelta.

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Conclusioni
Sintesi dati e confronto con il campione italiano
Riassumo qui di seguito i dati ottenuti da tutte le interviste (tatuati e non-tatuati), mi
baser sulle risposte pi frequenti di ciascuna macro-area per effettuare la sintesi dei
risultati.
Effettuer inoltre un confronto con i dati fornitimi da una ricerca1 su un analogo
campione italiano.
MACRO-AREA 1: Cosa significa tatuarsi
Non-tatuati francesi: In riferimento al che cosa rappresenta per te il tatuaggio, il
56% del campione dei giovani adulti non-tatuati francesi ritiene che il tatuaggio sia
un modo di rappresentare e comunicare aspetti di s allaltro: Il tatuaggio un po
come un biglietto da visita, ma molto pi rapido: basta un colpo docchio e sai chi
hai davanti (MNT9).
Tatuati francesi: Il tatuaggio per il 50% del campione dei giovani adulti tatuati
francesi visto come mezzo per di rappresentare dei legami e dei simboli affettivi
importanti o dei ricordi riguardanti la famiglia, gli amici e le varie sfere relazionali:
Il mio tatuaggio il simbolo di un legame, di unamicizia vera che non si pu
sciogliere neanche dopo 1000 anni (MT9).
Non-tatuati italiani: I giovani adulti italiani che non si sono tatuati attribuiscono al
tatuaggio nel 60% dei casi un significato affettivo o legato a un ricordo.

Tesi di laurea di Federica Moroni, Il tatuaggio nel giovane adulto: uno studio qualitativo,
a.a.2013/14

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Tatuati italiani: Il significato che viene attribuito al tatuaggio dai tatuati italiani
nel 53% dei casi legato a un significato affettivo o legato a un ricordo.
Commento
Ho avuto modo di osservare delle differenze notevoli nel pensiero dei non-tatuati
italiani e francesi, mentre noto delle notevoli analogie fra le opinioni dei tatuati
indipendentemente dalla nazionalit. Vorrei ipotizzare che tali analogie sono dovute a
una serie di significati trans-culturali che la moda del tatuarsi fornisce allindividuo,
rendendo il significato di tale gesto similare nel campione italiano e francese. Le
differenti opinioni dei non-tatuati su questo argomento, sono forse dovute al fatto che
chi decide di non tatuarsi meno propenso alle mode e quindi tende a valutazioni
meno omologate.
MACRO-AREA 2: Opinioni sulle motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi
Non-tatuati francesi: Le motivazioni che spingono i ragazzi a tatuarsi secondo i
soggetti non tatuati francesi sarebbero di 2 tipi: nel 53,5% dei casi di tipo personale
legate al ricordo di un evento importanti della vita del soggetto, mentre per il 46,5%
le motivazioni sono legate alla moda e al desiderio di non sentirsi esclusi/essere parte
del gruppo.
-Penso che chi lo fa decide di portare con se un qualcosa di fondamentaleche
difficilmente potr dimenticare (FNT4)
-Perch sono influenzati da chi gli sta vicino, ovviamente se stai in un ambiente che
pensa sia normale tatuarsi, ti fai un tatuaggio (FNT8);
Tatuati francesi: Per il 73,5% sostiene che dietro a tale gesto ci siano delle
motivazioni personali valide e un desiderio di condividere un qualcosa con gli altri:
Si tratta di un messaggio per chi non ha voce, se non hai modo per farti ascoltare
incidi il tuo messaggio su di te e lo porti in giro (MT4)
Non-tatuati italiani: Nel campione dei non tatuati italiani il 68% dei soggetti ritiene
che le motivazioni dei ragazzi siano influenzate dalla moda.
Tatuati italiani: I soggetti tatuati italiani ritengono che la motivazione principale del
tatuaggio nei ragazzi sia per il 60% la moda.
Commento

52

I dati sulle motivazioni che spingono i giovani a tatuarsi nel campione francese sono
a mio parere molto interessanti. Mi aspettavo una percentuale molto pi alta di
soggetti che avrebbero attribuito al desiderio dei ragazzi di tatuarsi motivazioni
formali, mirate a emulare il comportamento degli altri per essere accettati nel gruppo.
Invece ho trovato che una buona met dei miei soggetti non-tatuati e quasi tre quarti
di quelli tatuati, ritengono che i ragazzi che si tatuano, lo facciano spinti da
motivazioni

personali profonde e ragionate, ipotizzando una maturit e una

consapevolezza dietro al desiderio di tatuarsi.


-Il paragone con il campione italiano mostra delle differenze notevoli nel pensiero di
che cosa spinga i giovani a tatuarsi. Ci che mi sorprende il fatto che la differenza
principale sia allinterno del campione dei tatuati. I tatuati italiani attribuiscono al
tatuaggio motivazioni conformiste nell80% delle risposte, mentre per il campione
francese la motivazione principale (73%) di tipo individuale. Questo fatto mi
spinge a pensare che nel campione francese ci sia una visione ottimistica del giovane
come spinto da motivazioni personali valide, cos come un giudizio troppo severo
nel campione italiano che pensa al giovane come motivato solamente da fattori quali
la moda e i fattori estetici.
Macro-area 3:Il soggetto intervistato parla del suo tatuaggio
Tatuati francesi:
-Il primo tatuaggio degli intervistati stato realizzato nel 46,5% dei casi nellarco di
et che va dai 15 ai 17 anni, per il 43,5% fra i 18 e i 20 anni e per il restante 10% fra
i 20 e i 22 anni.
-La visione del proprio tatuaggio per quei soggetti che si sono tatuati per la prima
volta fra i 15 e i 17 ancora positiva nel 85,5% dei casi: Sar anche cresciuto ma
la mia passione cresciuta con me quindi mi piace ancora molto (MT11)
-Sulla scelta del luogo della parte del corpo in cui tatuarsi l86,5% dei soggetti
riporta di aver compiuto questa scelta in funzione dei propri gusti o di esigenze
personali: Ho scelto di tatuarmi sulle costole come da tradizione del mio paese
(Isole Samoa) (FT3)
Tatuati italiani:

53

-L83,5% dei tatuati italiani si tatuata tatuati fra i 16 e i 18 anni, mentre il 16,5% fra
i 19 e i 24 anni.
-Sulla scelta del luogo della parte del corpo in cui tatuarsi l80% dei soggetti ha
scelto di tatuarsi in parti ben visibili del corpo per conferire al proprio tatuaggio un
senso di sfida, di ribellione e rottura.
Commento
Le differenze fra il campione italiano e quello francese mi sembrano notevoli, prima
di tutto noto un maggior numero di soggetti che ha scelto di tatuarsi in et
adolescenziale nel campione italiano, contrapposto al campione

francese

caratterizzato maggiormente dalla scelta di tatuarsi in et pi avanzata. Il ricorso al


tatuaggio in et adolescenziale da parte dei soggetti italiani li porta, in buona
percentuale, a considerare, ad oggi, il loro gesto come un atto infantile di ribellione. I
soggetti francesi tatuatisi durante ladolescenza hanno un atteggiamento quasi
diametralmente opposto, infatti nella quasi totalit dei casi c una visione del
proprio tatuaggio come un qualcosa di positivo, come se il tatuaggio fosse una parte
integrante della persona, che ha avuto modo di crescere di pari passo con chi lo porta.
Un aspetto che mi sembra invece essere comune sia al gruppo italiano che a quello
francese la scelta della parte del corpo in cui tatuarsi. Sotto questo aspetto chi d al
tatuaggio un valore sentimentale sceglie parti del corpo nascoste come a segnalare
che il tatuaggio rappresenta unesperienza compiuta tra s e s, del tutto intima e
attuata autenticamente per motivazioni individuali, piuttosto che essere un messaggio
volto allesterno. Chi invece ha un tatuaggio perch lo ritiene estetico ha ovviamente
scelto parti del corpo pi visibili.
Macro area 4: Reazioni da parte degli amici, della famiglia e del partner
Tatuati francesi
-La famiglia: Le reazioni dei genitori dei soggetti intervistati sono nel 53,5% dei casi
di tipo negativo, mentre per il 46,5% sono state positive.
-Gli amici: Le reazioni degli amici al tatuaggio del soggetto sono state positive per l
86,5% dei casi
- Il partner: Le reazioni dei partner al tatuaggio del soggetto intervistato sono state
positive nell83% dei casi.

54

Tatuati italiani
-La famiglia: Allinterno del campione dei tatuati italiani le reazioni dei genitori sono
state negative per il 76,5% dei soggetti
-Gli amici: Le reazioni degli amici sono state positive per il 93% dei giovani adulti
tatuati
Commento
Dal confronto dei dati delle reazioni delle famiglie al tatuaggio del soggetto mi
sembra di cogliere una differenza notevole negli atteggiamenti delle famiglie. Le
famiglie italiane vedono il tatuaggio con maggior ostilit evidenziandone con pi
frequenza gli aspetti trasgressivi mentre nelle famiglie francesi le reazioni negative
meno

frequenti

sembrerebbero

esser

dovute

una

mancanza

di

condivisione/discussione della decisione di tatuarsi .


Per quanto riguarda le reazioni degli amici, in entrambi i gruppi c una forte
reazione positiva da parte dei pari. Mi sembra interessante sottolineare come il gesto
di tatuarsi generi emulazione sia allinterno del gruppo dei tatuati italiani che in
quello francese.
Macro-area 5:differenze det e di genere
1. differenze det
Non-tatuati francesi: La maggior parte dei giovani adulti non-tatuati francesi
intervistati ritiene che non ci siano delle differenze legate allet delle persone che
decidono di tatuarsi, infatti per il 70% di essi le motivazioni sono comuni sia
alladulto che al giovane:Se il tatuaggio appassiona, lo fa allo stesso modo con chi
grande che con chi giovane (MNT7)
Tatuati francesi: Il 73,5% degli intervistati tatuati sostiene che non esistono
differenze fra giovani ed adulti che decidono di tatuarsi:Il tatuaggio un qualcosa
che abbatte le barriere generazionali(FT12)
Non-tatuati italiani: Per il 40% dei non tatuati italiani non ci sono delle differenze
fra giovani ed adulti che decidono di tatuarsi, per il 37% le differenze esistono e sono
dovute alla scarsa maturit e coerenza nel comportamento delladulto che decide di
tatuarsi

55

Tatuati italiani: Per i soggetti tatuati italiani le motivazioni che spingono i giovani e
gli adulti a tatuarsi sono le stesse nell83% dei casi.
Commento
I tatuati italiani e francesi sono abbastanza concordi nel ritenere che le motivazioni
delladulto sono analoghe a quelle dei giovani. Anche fra coloro che pensano ci
siano delle differenze c un accordo: quasi tutti evidenziano la maggior riflessivit,
maturit e profondit dietro alla scelta di tatuarsi da parte delladulto.
Il pensiero dei non-tatuati italiani e francesi invece notevolmente diverso: i primi
in generale ritengono differente il senso del tatuaggio fra i giovani e adulti; i secondi
pensano invece sia abbastanza simile.
Ho riscontrato punti di vista differenti anche nei non-tatuati che vedono come diverso
il tatuaggio fra giovani ed adulti. La visione dei non-tatuati francesi mi pare
maggiormente ottimista dato che ritengono ladulto e la sua scelta di tatuarsi pi
ragionata e libera, contrapposta a una visione italiana maggiormente carica di
negativit e svalutante nei confronti delladulto che si tatua, visto come una
persona poco matura
2 Differenze di genere
Non-tatuati francesi: Per il 63,5% dei soggetti non tatuati francesi non esistono
differenze significative dietro alla decisione di tatuarsi fra uomo e donna: Dopo
molti anni di lotte per la parit dei diritti fra uomo e donna forse nel mondo del
tatuaggio questa parit esiste e stata raggiunta(FNT5)
Tatuati francesi: Per il 76,5% dei soggetti tatuati non esistono differenze nel
tatuaggio fra uomo e donna:Il tatuaggio un linguaggio universale che possono
usare sia gli uomini che le donne allo stesso modo(FT12)
Non-tatuati italiani: Il 50% dei soggetti non-tatuati ritiene che non ci siano
differenze nel tatuaggio fra uomo e donna
Tatuati italiani
Per l83,5% dei tatuati italiani non esistono differenze nel tatuaggio fra uomo e
donna.
Commento
Sia nel campione italiano che in quello francese noto come i tatuati vedano il
tatuaggio come simile fra i due sessi. La visione dei non-tatuati invece divisa, da

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una parte un gruppo che pensa che non ci siano differenze fra uomini e donne che
decidono di tatuarsi, dallaltra un gruppo che ritiene che tali differenze ci siano e che
siano legate a una visione stereotipata dei due sessi.
Macro area 6: Il tatuaggio come forma di trasgressione
Non-tatuati francesi: L86,5% dei giovani adulti non tatuati non ritiene il tatuaggio
come un qualcosa di trasgressivo o legato a comportamenti trasgressivi: Il
tatuaggio ha superato il campo della trasgressione ed finito nella normalit da
oramai molto tempo (MNT15)
Tatuati francesi: La quasi totalit, ovvero il 93,5%, dei soggetti intervistati tatuati
non ritiene il tatuaggio come un qualcosa di trasgressivo: Io penso che chi lo pensa si
sbagli, il tatuaggio non trasgressione, comunicazione(MT8)
Non-tatuati italiani: Per i soggetti non tatuati italiani il tatuaggio si associa al
desiderio di trasgressione per l83,5%.
Tatuati italiani: L86,5% dei soggetti tatuati non ritiene il tatuaggio un qualcosa di
trasgressivo
Commento
I tatuati italiani e francesi concordano nel ritenere il tatuaggio non trasgressivo. Il
pensiero dei non-tatuati italiani e francesi invece notevolmente diverso. Infatti la
quasi totalit dei non-tatuati italiani, pur ammettendo la gran diffusione del tatuaggio,
lo ritiene comunque una forma di ribellione nei confronti della societ e della
famiglia da parte degli adolescenti e degli adulti che hanno vissuto dei radicali
cambiamenti nella propria vita.
A questa visione del tatuaggio si contrappone quella dei non tatuati francesi che
sostiene che, il tatuaggio come un qualcosa che hanno tutti, regolato da leggi e
normative e che quindi non lo si possa considerare pi come un qualcosa di
trasgressivo, ma come un qualcosa facente parte della nostra societ.
-Mi sembra interessante far notare come allinterno del campione francese molti
tatuati e alcuni non tatuati mi abbiano riferito spontaneamente cosa a loro dire
rientrasse nella trasgressione allinterno delle pratiche della modificazione corporea
(ovvero il branding, le scarificazioni, la biforcazione della lingua, e laffilatura dei

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canini/denti) dimostrandomi di sapere che cosa fosse a loro dire deviante e, in molti
casi, prendendone le distanze.
Macro-area 7: Aspetto di indelebilit del tatuaggio
Tatuati francesi: L80% degli intervistati dichiara di provare sentimenti positivi per
quanto riguarda laspetto di indelebilit del proprio tatuaggio: I miei tatuaggi hanno
dei significati personali molto profondi quindi il fatto di averceli per sempre mi da
una sensazione di conforto (MT5);
-Il 90% dei soggetti si dichiara convinto del fatto che se fosse loro concesso di
tornare indietro rifarebbe comunque il proprio tatuaggio.
Tatuati italiani: Nel campione italiano il 66,5% dei soggetti dichiara di provare
sentimenti positivi nei confronti dellidea di portare sulla pelle il proprio tatuaggio
per tutta la vita, il restante 33,5 afferma di non provare sentimenti negativi ne positivi
- Il 73,5% dei soggetti si dichiara convinto del fatto che se fosse loro concesso di
tornare indietro rifarebbe comunque il loro tatuaggio, mentre il 26,5% non rifarebbe
la stessa scelta.
Commento Laspetto di indelebilit non sembra essere un grande problema per i
giovani adulti tatuati, anzi si rivela essere proprio uno di quegli aspetti che sembra
attrarre maggiormente; sanno che il tatuaggio si inserisce in una prospettiva
temporale molto lunga e proprio questo li ha spinti a riflettere in maniera seria prima
di compiere tale decisione. Coloro che non rifarebbero uno o pi dei propri tatuaggi,
sono proprio quelli che non hanno riflettuto attentamente prima di compiere tale
gesto. Questi individui messi di fronte a una prospettiva temporale cos lunga come il
per sempre esprimono delle incertezze riguardo alla propria scelta e se potessero
tornare indietro nel tempo sceglierebbero di non tatuarsi.
Macro-area 8: intenzione a tatuarsi in futuro
Non-tatuati francesi: Il 43,5% dei soggetti non-tatuati dichiara di non aver
intenzione di tatuarsi in futuro: Non voglio rischiare di diventare un murales che
cammina, con tutti che mi fissano (FNT2)
Il 30% si dichiara indecisa.

58

Tatuati francesi: I soggetti tatuati nel 53,5% dei casi ammette di essere intenzionata
a tatuarsi nuovamente: Si fra qualche mese mi ritatuer sicuramente in estate. E un
ottimo periodo per farsi tatuare! (MT14)
Il 33% non intenzionata a tatuarsi ulteriormente.
Non-tatuati italiani: Nel gruppo dei non tatuati italiani il 56,5% dei soggetti non
interessata a tatuarsi in futuro, il 33% si dichiara convinta che si tatuer a breve,
mentre il 10.5% si dichiara indecisa.
Tatuati italiani: Il 50% dei tatuati italiani sostiene di volersi tatuare nuovamente in
futuro mentre laltro 50% non desidera tatuarsi ulteriormente.
Commento Ho avuto modo di osservare, indipendentemente dalla nazionalit, un
notevole interesse nel tatuarsi da parte di quasi un quarto dei soggetti non tatuati
unito a un forte desiderio di tatuarsi ulteriormente da parte dei tatuati,. Questo
desiderio sembra essere principalmente dovuto alla voglia di aggiungere elementi o
di ampliare i propri tatuaggi gia esistenti in relazione alla propria crescita o di
ricordare ulteriori eventi significativi della propria vita. Mi sembra interessante come
allinterno del gruppo francese la maggior parte dei soggetti tatuati, che hanno
evidenziato nel proprio tatuaggio un significato principalmente estetico/decorativo, si
dichiara non intenzionata a tatuarsi ulteriormente in futuro. In questo gruppo di
soggetti la cui visione del tatuaggio estetico/ decorativa manca spesso la visione
del proprio tatuaggio come fattore che sottolinea la propria crescita personale, fattore
che ho avuto modo di rilevare come uno dei principali aspetti che motivano a tatuarsi
ulteriormente.

59

Per concludere
Ho presentato i dati e le mie riflessioni riguardanti la mia ricerca; ma prima di
chiudere vorrei aggiungere qualche considerazione sul mio lavoro.
Con questa tesi sono arrivato alla fine di un percorso che mi ha permesso di mettermi
alla prova sotto vari aspetti. Ho avuto modo di sperimentare seriamente il ruolo da
intervistatore, che non avevo mai rivestito prima dora, se non per qualche piccola
esercitazione universitaria. Ammetto di essere stato preoccupato dal dover
intervistare 60 estranei e dal non sapere come avrebbero potuto reagire.
Credo che questa esperienza sia stata per me molto importante, sia per la mia
formazione personale ma ancor di pi per quella professionale. Mi ha insegnato ad
approcciare gli altri, a formare un legame con loro, a rispettare i loro tempi, aspetti
che credo siano molto importanti per uno psicologo.
Questo lavoro mi ha permesso inoltre di mettermi in gioco e di riflettere e di
modificare il mio pensiero riguardo al tatuaggio. Non essendo io tatuato, ho ritenuto
infatti importante prima di cominciare le mie interviste riflettere ed analizzare il mio
punto di vista sul tatuaggio. Posso dire che la mia visione del tatuaggio cambiata
notevolmente, da semplice oggetto di moda ha cominciato ad assumere con il
tempo una forte connotazione comunicativa e un alto significato personale.

60

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63

Appendice
1. Traccia delle interviste semi-strutturate in italiano
2. Traccia delle interviste semi-strutturate in francese

64

ALLEGATO N 1: Traccia delle interviste semi-strutturate in italiano

Percorso A
TRACCIA INTERVISTA GIOVANI ADULTI NON TATUATI
1. In questa intervista parleremo di tatuaggi. Inizio subito col chiederti se tu stesso
hai un tatuaggio..
2. Perch no?
3. Cosa rappresenta per te?
4. In passato hai mai avuto la tentazione di farlo?
5. Pensi che potresti farne uno in futuro? - Se s, cosa potrebbe indurti?
6. Il tuo gruppo di amici composto prevalentemente da ragazzi con o senza
tatuaggi?
7. E sempre nel tuo gruppo che valore date ai tatuaggi?
8. Secondo te, perch i ragazzi decidono di tatuarsi?
9. Pensi che ci sia una differenza tra maschi e femmine? - Se s, quale?
10. E tra giovani e adulti? - Se s, quale?
11. Alcuni associano il tatuaggio alla voglia di trasgressione, Sei daccordo?
- Se non sei daccordo, come la pensi a riguardo?

65

Percorso B
TRACCIA INTERVISTA GIOVANI ADULTI TATUATI
1. In questa intervista parleremo di tatuaggi. Inizio subito col chiederti se tu stesso
hai un tatuaggio.
2. Cosa rappresenta per te il tatuaggio?
3. Quanti ne hai?

Giovani adulti con un solo tatuaggio


4. Parliamo del tuo tatuaggio Quanti anni avevi quando lhai fatto ?
5. Qual stata la motivazione che ti ha spinto a farlo?
6. Ti va di raccontarmi cosa hai provato prima, mentre lo facevi e dopo averlo fatto?
6.1. (da somministrare se alla domanda 4 let inferiore ai 18 anni) E adesso che
impressione hai del tuo tatuaggio?
7. Dove ce lhai e perch hai scelto proprio quel punto?
8. Ha un significato particolare per te?
9. Come hanno reagito i tuoi genitori? E i tuoi amici?/e il tuo/a compagno/a?
10. Pensi di farne un altro? Se NO, perch?Se SI, perch?

Giovani adulti con pi tatuaggi


11. Cosa ti ha spinto a fare i successivi?
12. Mi racconti com andata?
13. A che et hai fatto gli altri?
14. Su che parti del corpo hai gli altri tatuaggi?
15. Il tuo gruppo di amici composto prevalentemente da ragazzi con o senza
tatuaggi?
16. E sempre nel tuo gruppo che valore date ai tatuaggi?
17. Ci sono alcune persone che associano il tatuaggio a una serie di comportamenti
trasgressivi, tu come la pensi a riguardo?

66

18. Secondo te, perch i ragazzi della tua et decidono di tatuarsi?


19. Pensi ci siano delle differenze tra maschi e femmine?
20. E tra giovani e adulti?
21. Cosa provi nellidea di avere un disegno indelebile sul corpo che durer tutta la
vita?
22. Se potessi tornare indietro lo/li rifaresti?

ALLEGATO N 2: Traccia delle interviste semi-strutturate in francese


Percorso A
TRACCIA INTERVISTA GIOVANI ADULTI NON TATUATI
1. Dans cette interview on parl des tatuage. Donc tu as un tatuage?
2. Pourquoi non?
3. Quest ce que ca represent pour toi?
4. Dans ton pass tu as jamais eu la tentation den faire un?
5. Tu penses que tu pourrais ten faire un dans le future?
- Quest ce qui pourrais te faire changer davis?
6. Ton groupe damis est compos principalement de gent avec ou sans tatuage?
7. Et dans ton groupe quelle valeur vous donnez au tatuage?
8. Pour toi, pourquoi les jeunes dcide de se tatuer?
9. Tu pense que il y as des difference entre homme et femme?
-Les quelles?
10. Et entre jeunne et adulte
-Les quelles?
11. Quelquun associe les tatuages aux dsir de transgression, tu est daccord?

67

Si tu nest pas daccord, quest ce que tu en penses?


Percorso B
TRACCIA INTERVISTA GIOVANI ADULTI TATUATI
1.Dans cette interview on parle des tatuages. Donc as tu un tatuage?
2.Que est ce que ca rpresent pour toi?
3. Combien des tatuage tu as?

Giovani adulti con un solo tatuaggio


4. Tu avais quel age quand tu las fait ?
5. Pourquoi tu as decid de te tatuer ?
6. Tu veut me raconter quel sentiment tu as experiment avant, pendant et apres avoir
fait ton tatuage?
6.1(da somministrare se alla domanda 4 let inferiore ai 18 anni) Et maintenant
quest ce que tu penses de ton tatuage?
7. Ou se situe ton tatuage et pourqoi tu as chois cette partie?
8. Ton tatuage as un signification particulier pour toi?
9. Comment on reagit tes parents? Et tes copains? Et ton partner?

10. Tu pense dans faire dautres? Si non, pourquoi? Si oui, pourquoi?

Giovani adulti con pi tatuaggi


11. Quest ce que tas motiver a en faire dautre ?
12. Tu peut me raccont comment a cest pass ?
13. A quelle age tu as fait les autres?
14. Tu les as ou les autre tatuage?
15. Ton groupe damis est compos principalement des gents avec ou sans tatuage?
16. Et dans ton groupe quelle valeur vous donnz au tatuage?
17. Quelquun associe les tatuages aux dsir de transgression, tu est daccord?
18. Pour toi, pourquoi les jeunnes decide des se tatuer?

68

19. Tu pense que il y as des difference entre homme et femme? Les quelles?
20. Et entre jeunne et adulte.Les quelles?
21. Quest ce que tu prouve si tu pense que tu as un dessin indlbile sur ton corp
qui vas durer tout ta vie?
22. Si tu pouvait retourner en arrire tu le referais?

Ringraziamenti
Giunto alla di questo percorso mi sento in dovere di ringraziare alcune persone che mi
sono state vicine in questi anni.
Per primi vorrei ringraziare i miei genitori che, pi di tutti hanno avuto un ruolo cruciale
nel sostenermi e nellaiutarmi a percorrere la strada che ho deciso di intraprendere.
Vorrei ringraziare i miei zii e cugini che hanno seguito con notevole interesse il
procedere della mia tesi.
Un ringraziamento speciale va a mio nonno Maurice che, non solo mi ha ospitato per il
tempo necessario a svolgere le interviste, ma ha anche partecipato a lunghe chiacchierate
(ovviamente in francese) sul mio lavoro aiutandomi molto.
Vorrei ringraziare i miei amici che hanno avuto molta pazienza con me dato che negli
ultimi mesi ho detto loro spesso questa terribile frase: No questa mattina/ pomeriggio
/sera non potr stare con voi, ho da fare per la tesicapendomi e non protestando.
Ringrazio tutte le persone simpatiche e disponibili che ho avuto modo di conoscere
durante questi mesi di lavoro senza le quali questa tesi sarebbe stata molto pi difficile
da scrivere.

69