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Letture buddhiste 24.4.

2015 ore 18:00-19:00, Sarzana :


Musica (Alessandro)
(prima di ogni lettura una piccola introduzione,Taehyesunim)
1. dal libro Il principe Siddhartha p 4-8.Una nascita fortunata (Sonia)
2. SiddharthaGautama Buddha: storia sugli animali (Paolino)
3. Buddha: Dhammapada versetti 1-16

(Monica)

Musica (Alessandro)
4. Laozi: Daodejing versetti 2, 28, 56 e 77

(Angelo)

5. Mahaghosananda: La Via di Mezzo e Buona sorte, cattiva sorte dal libro Passo
dopo passo p. 18-19

(Kusalananda)

6. Buddha: Parabola dellelefante (Paolino)


Musica (Alessandro)
7. Mahaghosananda: Creare la pace dal libro Passo dopo passo p. 33-34
meditazione silenziosa 3 minuti (Kusalananda)
8. ThichNhatHanh: Inter-essere

(Angelo)

9. DaiguRyokan: Lepre sulla luna dal libro Poesie di Ryokan (Solange)


10. Maestra coreana Daehaeng: p. 14-16 Qual il vero s? (2 minuti) (Sonia)
Insieme:
Namo Tassa BhagavatoArahatoSammasambuddhassa (3 volte)
Musica (Alessandro)
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SIDDHARTHA GAUTAMA BUDDHA, e animali


Il saggio che noi conosciamo con il nome Buddha era originalmente principe
Siddhartha del piccolo regno Shakya in Nepal. Allet di 29 anni Egli lasci la
vita reale e divent unasceta itinerante, poich voleva trovare la soluzione
alla sua domanda esistenziale: Perch tutti gli esseri viventi soffrono?
Com possibile liberarsi dalla sofferenza? Sei anni dopo Siddhartha trov
le risposte e aveva il suo grande risveglio. Da allora stato conosciuto
come Buddha, il Risvegliato. La sua influenza spirituale cominci
comunque gi prima del risveglio, prima che fondasse il buddismo. Il suo
primo insegnamento trattava degli animali. Si racconta cos:
Un giorno Siddhartha lasci la citt di Rajagriha per recarsi sulla montagna
dove dimoravano molti saggi ed eremiti. Sulla via vide della polvere cadere
dalla montagna tra rumori di procedere di animali. Avvicinandosi incontr
un gregge di pecore e capre che venivano condotte verso la citt. Alla fine
del gregge cera un piccolo agnello rimasto indietro che zoppicava
penosamente, la sua zampa era ferita e perdeva sangue. Siddhartha not il
piccolo agnello e sua madre, che gli camminava davanti continuando a
girarsi con profonda preoccupazione. Il suo cuore si riemp di compassione.
Allora Siddhartha prese tra le braccia il piccolo agnello con la zampa ferita,
accarezzandolo dolcemente mentre camminava dietro al gregge. Quando
vide il pastore, chiese: Dove stai conducendo questo gregge? Il pastore
rispose: Oggi il re Bimbisara fa un grosso sacrificio e ci stato ordinato di
portare in citt cento pecore e capre ognuno. Siddhartha disse: Verr con
te. Port il piccolo agnello tra le sue braccia per tutto il cammino che
conduceva alla citt.
Camminando dietro al gregge di pecore, Siddharha raggiunse la citt;
dopodich si diresse verso il palazzo. Il re ed un gruppo di sacerdoti che
adoravano il fuoco sacro stavano cantando inni, mentre un grande fal
stava bruciando sullaltare. Stavano per uccidere il gregge di capre come
sacrificio, ma quando il capo degli adoratori del fuoco alz la sua spada per
staccare la testa della prima capra, Siddhartha avanz velocemente e lo
ferm.
In modo solenne Siddhartha ferm lazione del sacerdote e persuase i
partecipanti ad interrompere la cerimonia. Egli disse al re Bimbisara: Sua
Altezza! Non lasciate che questi adoratori distruggano le vite dei poveri
animali. Poi si rivolse direttamente agli adoratori dicendo: La vita cos
straordinariamente preziosa. Coloro che vogliono distruggerla devono
capire che una volta distrutta non pu pi essere ridata. Siddhartha parl
anche alle persone testimoni dellevento: Tutti gli esseri senzienti aspirano
alla vita come gli esseri umani. Perch la gente dovrebbe esercitare forze
brutali su questi animali miti? La sofferenza della nascita, della vecchiaia,
della malattia e della morte porteranno via naturalmente le loro amate vite.

La maniera in cui Siddhartha parl al re, agli adoratori del fuoco ed alla
gente di Rajagriha fu pacifica edintrisa di compassione, allo stesso tempo
vigorosa e determinata. Egli cambi completamente le intenzioni ed il credo
del re e degli adoratori del fuoco. Cos, il re Bimbisara chiese a Siddhartha
di rimanere nel suo paese per insegnare alla gente ad essere clemente e a
proteggere gli animali. Siddhartha fu profondamente grato al re per la sua
offerta, ma poich non era ancora arrivato alla sua meta, ovvero
lilluminazione completa, ancora una volta colmo di gratitudine rifiut
linvito e part.
Allet di 35 anni Buddha raggiunse lilluminazione sotto lalbero della bodhi.
Dopo la sua illuminazione cominci a insegnare. Nel Parco dei Cervi insegn
ai cinque asceti e anche i cervi ascoltavano. Il messaggio del Buddha
cominci a diffondersi.

Dhammapada vv.1 / 6
VERSI IN COPPIA
1. Tutto ci che siamo
generato dalla mente.
E la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
limpronta del bue che lo traina
cos la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.
2. Tutto ci che siamo
generato dalla mente.
E la mente che traccia la strada.
Come la nostra ombra incessante ci segue,
cos ci segue il benessere
quando parliamo o agiamo
con purezza di mente.
3. Mi hanno insultato, maltrattato,
mi hanno offeso, derubato":
impigliati in tali pensieri
ravviviamo il fuoco dellodio.
4. Se ci liberiamo del tutto
da pensieri che insinuano:
"Mi hanno insultato, maltrattato,
mi hanno offeso, derubato",
lodio spento.

5. Lodio non pu sconfiggere lodio,


solo esser pronti allamore lo pu.
Questa la legge eterna.
6. Chi litigioso dimentica
che moriremo tutti;
non ci sono litigi
per il saggio che riflette sulla morte.
LA MENTE
33. Come il fabbro forgia una freccia
cos il saggio trasforma la mente
di per s irrequieta, instabile
e difficile da governare.

34. Come un pesce trascinato via


dalla sua casa sottacqua
e scagliato sulla terraferma
si dibatte
cos freme il cuore
quando viene rapito
dalla corrente di ombre interiori.
35. E difficile da educare la mente attiva
capricciosa e vagabonda:
padroneggiarla essenziale
perch porta gioia e benessere.
36. La mente custodita e sorvegliata
fa sentire a casa.
Per quanto elusiva, sottile e difficile
da afferrare, chi allerta
dovrebbe custodire e sorvegliare la mente.
37. Libera vagabonda
senza forma
la mente dimora nell'intima caverna
del cuore.
Dominandola si liberi
dalle catene dellignoranza.

VERSETTI DA TAO-TEH-CHING (Laozi, sesto secolo a.C.)


(Il libro del Tao - Tao-teh-ching. Newton, 1995.)
2.
Tutti sanno che il bello bello, e da ci conoscono il brutto;
tutti sanno che il buono buono, e da ci conoscono il non buono;
perch
Essere e non-essere si generano l'un l'altro,
difficile e facile si completano l'un l'altro,
lungo e corto si confrontano l'un l'altro,
alto e basso si invertono l'un l'altro,
suono e voce si armonizzano l'un l'altro,
prima e dopo si seguono l'un l'altro.
Perci il saggio si attiene alla pratica del non-fare ed esercita un
insegnamento
senza parole.
Tutte le cose nascono, ed egli non le rifiuta; vivono, ed egli non se
ne appropria;
esistono, ma non vi fa affidamento. Nell'opera compiuta non dimora.
E appunto perch non vi dimora,
non ne viene mai mandato via.
28.
Chi conosce il suo lato maschile
ma conserva il suo lato femminile
diventa l'impluvio del mondo.
Essendo l'impluvio del mondo,
la virt non lo abbandona mai;
ritorna allo stato di infante.

Chi conosce il bianco


ma si attiene al nero
diventa il modello del mondo.
Essendo il modello del mondo,
la virt non gli difetta mai;
ritorna all'illimitato.
Chi conosce la gloria
ma rimane nell'ignominia
diventa la valle del mondo.
Essendo la valle del mondo,
la virt gli sempre sufficiente;
ritorna allo stato di legno grezzo.
Quando il legno grezzo ridotto in pezzi, se ne fanno degli utensili.
Quando il saggio li usa, diventa capo di tutti i funzionari. Perch un
grande intagliatore non taglia.

56.
Chi sa non parla. Chi parla non sa.
Tappa le aperture,
serra le porte,
smussa ci che affilato,
sbroglia i grovigli,
attenua lo splendore,
livella le tracce.
Questo si chiama "oscura uguaglianza"; perch inaccessibile al
vicino e al lontano;
inacessibile al profitto e alla perdita: inacessibile all'onore e al
disprezzo. Perci la cosa pi onorevole del mondo.

77.
La via del cielo simile a tendere un arco: ci che in alto viene
abbasssato,
ci che in basso viene inalzato; ci che in eccesso viene diminuito,
ci che insufficiente viene aggiunto.
La via del cielo toglie a chi ha in sovrappi e aiuta chi non ha a
sufficienza.
La via degli uomini non cos: toglie a chi non ha a sufficienza per
darlo a chi ha in sovrabbondanza.
Chi capace di offrire il sovrappi al mondo? Solo chi possiede la
Via.
Perci il saggio fa, ma non ci conta; a opera compiuta, non vi si
sofferma,
n desidera mostrare il proprio valore.

PARABOLA DELLELEFANTE

Cos ho udito. Un tempo il Buddha soggiornava vicino alla citt di Savatthi, nel
monastero del boschetto di Jeta. A quel tempo cerano molti filosofi, sacerdoti e
yoghi di varie sette che vivevano intorno a Savatthi. Essi avevano vari punti di vista,
varie credenze e facevano affidamento sulle loro dottrine.
Cerano alcuni asceti e sacerdoti che asserivano: Il mondo eterno; solo questo
vero e qualsiasi altro punto di vista falso. Altri, invece, sostenevano la seguente
teoria: Il mondo non eterno; solo questo vero e qualsiasi altro punto di vista
falso. Altri ancora affermavano: Il mondo finito. Il mondo infinito. Lenergia
vitale e il corpo sono la stessa cosa. Lenergia vitale e il corpo sono due cose
distinte. La vita continua dopo la morte. Non c vita dopo la morte. solo questo
vero e qualsiasi altro punto di vista falso. Costoro vivevano disputando, litigando, e
si colpivano reciprocamente con parole taglienti dicendo: Io conosco la verit! La
verit non cos, cos.
Ora, molti monaci buddhisti si vestirono di buon mattino andavano a Savatthi per la
questua. Dopo aver camminato a Savatthi per la raccolta ed essere tornati dal pasto,
si avvicinarono al Beato e dissero: Qui, venerabile, a Savatthi, vi un gran numero di
filosofi, sacerdoti e yoghi Essi dicono: Io conosco la verit! La verit non cos,
cos!

Buddha disse: Gli asceti itineranti che sostengono varie teorie sono ciechi, privi di
vista. Essi non sanno ci che benefico, non sanno ci che dannoso. Non conoscono
che cos la Legge Universale. Non conoscendo ci che benefico e ci che dannoso,
che cos la Legge Universale, essi vivono disputando e litigando.
Un tempo, o monaci, viveva qui a Savatthi, un re. Quel re, si rivolse a un uomo dicendo:
Va e raduna tutti coloro che a Savatthi sono nati ciechi; radunane quanti pi
possibile! E quelluomo replic al re dicendo: Si, sire. Quindi, dopo aver radunato a
Savatthi quanti pi ciechi nati fu possibile, si rec dal re e disse: Ho radunato, sire, i
ciechi nati di Savatthi.

Il re disse: Ors, mostra dunque a questi ciechi nati un

elefante! E quelluomo replic: Si, sire. E present un elefante ai ciechi, dicendo:


Questo un elefante. Ad alcuni luomo fece toccare la testa dellelefante. Ad altri
fece toccare un orecchio dellelefante. ad altri fece toccare una zanna. la
proboscide. la schiena. le zampe. la coda. il ciuffo della coda, dicendo sempre:
Questo un elefante.

Luomo, dopo aver presentato lelefante ai ciechi nati, and dal re e gli disse:
Lelefante stato presentato ai ciechi. Fate ora ci che ritenete opportuno. Il re si
accost a quei ciechi e chiese: Vi stato mostrato lelefante? Essi risposero: S,
sire, abbiamo conosciuto lelefante.
Ditemi, a cosa uguale un elefante? Coloro ai quali era stata fatta toccare la testa
risposero: Sire, un elefante come una brocca dacqua. Coloro ai quali era stato
fatto toccare lorecchio risposero: Sire, un elefante come un setaccio per rimuovere
la pula. Coloro ai quali era stata fatta toccare la zanna risposero: Sire, un elefante
come laratro. Coloro ai quali era stata fatta toccare la proboscide risposero: Sire,
un elefante come lasse di un aratro. Coloro ai quali era stata fatta toccare la
schiena risposero: Sire, un elefante come un granaio. Coloro ai quali erano state
fatte toccare le zampe risposero: Sire, un elefante come un mortaio. Coloro ai
quali era stata fatta toccare la coda risposero: Sire, un elefante come il pestello.
Coloro ai quali era stato fatto toccare il ciuffo della coda risposero: Sire, un elefante
come una scopa. Costoro si combattevano lun laltro dicendo: Un elefante cos,
non cos! Un elefante non cos, cos! E il re sorrise.
E in modo del tutto analogo, che quegli filosofi itineranti di varie scuole sono ciechi,
non vedono chiaramente e dicono: Io conosco la verit! La verit non cos, cos!
Alla luce di ci, in quelloccasione, il Beato pronunci i seguenti versi ispirati:

Alcuni filosofi e sacerdoti


sono attaccati ai loro punti di vista.
Disputano e polemizzano,
poich vedono soltanto un lato della realt.