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Tipologie di fibre muscolari

Una fibra muscolare una cellula di lunghezza variabile compresa tra pochi millimetri e
diversi centimetri. Un insieme di fibre muscolari forma un fascicolo muscolare, un insieme
di fascicoli forma infine il tessuto muscolare vero e proprio.
A loro volta le fibre muscolari contengono unit contrattili (che permettono cio le
contrazioni muscolari) detti sarcomeri, ma ne parleremo meglio quando tratteremo lo
studio della contrazione muscolare.
Classificazione delle fibre muscolari
Le fibre muscolari vengono divise in:

fibre a contrazione lenta (o rosse), di tipo I

fibre a contrazione veloce (o intermedie), di tipo IIa

fibre a contrazione veloce (o bianche), di tipo IIb


Fibre a contrazione lenta - Tipo I
Le fibre a contrazione lenta hanno un'ottima resistenza alla fatica ma uno scarso potere di
contrazione, risultano infatti adatte a sforzi di scarsa intensit e lunga durata. Sono fibre
relativamente sottili (se confrontate alle fibre veloci) ma presentano generalmente una
maggiore quantit di glicogeno, mitocondri ed enzimi favorevoli al sistema metabolico
aerobico. Inoltre, queste fibre presentano un'alta quantit di capillari che le irrorano, tali
capillari (o pi precisamente la mioglobina che essi contengono) fanno assumere alla fibre
la caratteristica colorazione rossa.
Fibre a contrazione veloce - Tipo IIb
Le fibre a contrazione veloce esprimono forti contrazioni ma per periodi molto brevi, sono
quindi le pi indicate per sforzi "di potenza". Sono fibre molto pi spesse delle lente e con
una velocit di conduzione nervosa nettamente superiore, sono dette inoltre fibre bianche
data la scarsezza di capillari che le irrorano.
Fibre intermedie - Tipo IIa
Le fibre intermedie sono fibre ibride con caratteristiche intermedie ma comuni alle altre
due tipologie. Spesso sono fibre "nate" da un'alterazione delle fibre di Tipo IIb che
assumono caratteristiche pi vicine alle fibre di tipo I.
Vediamo ora nel pratico le differenze di colorazione e di conduzione nervosa tra le tre
tipologie di fibre:

Nell'immagine possiamo vedere:

Fibre SO (Slow Oxidative): fibre rosse

Fibre FOG (Fast Oxidative Glycolytic): fibre intermedie

Fibre FG (Fast Glycolytic): fibre bianche


A mio parere questa foto molto importante poich ci da un'idea esatta della differenza
nella colorazione delle fibre e soprattutto ci fa capire che la classificazione pi teorica
che pratica dato che le fibre non differiscono tra loro in maniera eccessivamente netta.
Per quanto riguarda invece la rapidit di conduzione nervosa diamo un'occhiata a questa
tabella riassuntiva:

Anche in questo caso si parla di differenze quasi impercettibili, nell'ordine dei millisecondi.
Notiamo comunque che la velocit di contrazione delle fibre veloci circa la met (a volte
anche un terzo) di quella delle fibre lente.
Fibre e muscoli
Passiamo infine a quella che, secondo me, la parte pi importante dell'articolo.
Sappiamo come reagiscono agli stimoli le diverse tipologie di fibre, ora analizzeremo le
percentuali medie delle diverse fibre nei muscoli in modo da capire come allenare ogni
distretto muscolare.

Notiamo che le percentuali di fibre lente e veloci sono distribuite in maniera piuttosto
equilibrata, spiccano per alcuni muscoli:

soleo, muscolo del polpaccio, con un'altissima percentuale di fibre lente, infatti un
muscolo molto sviluppato negli atleti che corrono molto. Ricordiamo che la corsa una
serie di stimoli molto prolungata nel tempo e tali stimoli sono, per il soleo, di intensit
relativamente scarsa.

tricipite brachiale, muscolo posteriore del braccio, invece un muscolo a


prevalenza di fibre bianche, andrebbe quindi allenato con movimenti rapidi ed esplosivi o
comunque con un carico adeguato alla sua percentuale di fibre bianche che compone il
muscolo. Ci tengo a dirvi che il tricipite uno dei muscoli che in palestra si usa
maggiormente in modo inconsapevole, mi riferisco ad esempio alla panca piana in cui la
contrazione del tricipite altissima, o ancora meglio la panca reclinata, che a differenza di
ci che pensano un po' tutti non un esercizio per il petto, ma per il tricipite.
Tali considerazioni possono essere applicate, anche se in maniera minore, ad ogni
distretto muscolare.

Ho cercato di sintetizzare il pi possibile un argomento abbastanza vasto ma prometto che


approfondir con altri articoli in futuro, per ora vi saluto, e...