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Normativa & Ricerca

Roberto Di Marco, Paolo Faccio


Paolo Foraboschi, Enzo Siviero

Volte in muratura
rinforzate con FRP
Lincollaggio di rinforzi a strutture voltate in muratura rappresenta una tecnica
assai diffusa nella pratica. Lapparato teorico di supporto tuttavia ancora lacunoso
e, pertanto, una netta cesura esiste tra teoria e pratica

incollaggio di elementi resistenti a trazione detti


rinforzi sul contorno di strutture in muratura conferisce al materiale murario quella resistenza a trazione
che, congenitamente, non possiede. Tale tecnica elimina
quindi laspetto meccanico pi sfavorevole che caratterizza
le murature, assicurando indubbi vantaggi strutturali.
Ma non solo. I rinforzi possono essere localizzati sui soli
contorni in trazione ed avere sezione estremamente ridotta, comportando quindi contenuti apporti materici; inoltre,
sono rimovibili. Infine, i rinforzi tendono a non alterare il
comportamento desercizio e, nelle situazioni estreme, essi
si limitano a collaborare con la muratura. Tutto ci considerato, la tecnica in questione assicura indubbi vantaggi
anche nella prospettiva del restauro e della conservazione[1], sebbene un suo esame pi approfondito ponga in
evidenza alcune questioni teoriche fondamentali.
Innanzitutto laderenza di un rinforzo ad una struttura produce un campo di trazioni nella struttura stessa. Quando
poi i rinforzi sono applicati al contorno di una volta, laderenza determina un ulteriore campo di trazioni, in quanto, come ovvio, le scambiate tra rinforzo e muratura presentano risultante non nulla, in ragione della curvatura
delle superfici di supporto; quindi lequilibrio del rinforzo
implica anche uno scambio di (il cui verso dettato dal
segno della curvatura). Ebbene, il campo tensionale prodotto dalle e dalle al contorno pu determinare
principali di trazione entro la muratura. Perci, la resistenza a trazione della muratura indispensabile affinch la tecnica funzioni e, pertanto, non pu essere disconosciuta.
Tuttavia, ai fini delle verifiche di sicurezza, le normative
cogenti impongono di non avvalersi di alcuna resistenza a
trazione della muratura.
Inoltre, una muratura rinforzata non pi considerabile
come mezzo non-resistente a trazione. Pertanto, tutti i

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risultati reperibili in letteratura per il continuo no-tension


non sono applicabili tout court alle murature rinforzate, le
quali richiedono invece metodi mirati.
Daltro canto, lidea di rinforzare le murature mediante
lincollaggio di elementi resistenti a trazione tuttaltro
che recente, tant che numerosissimi sono gli interventi
gi eseguiti molti dei quali documentati in letteratura e
la loro efficacia sembra essere quella auspicata in fase di
progetto. Quindi, a fronte di un apparato teorico ancora
incompleto, si colloca una pratica professionale che oramai
applica tale tecnica diffusamente e almeno in apparenza validamente, dando cos luogo ad una discrasia tra teoria e pratica.
I rinforzi possono ovviamente essere in acciaio. Ma la tecnica diviene ancora pi efficace se essi sono costituiti da
compositi fibro-rinforzati a matrice polimerica (acronimo
FRP). Difatti, rispetto allacciaio, tali materiali come
noto[2] presentano resistenze paragonabili o superiori, ma
sono immuni dalla corrosione elettrochimica. A ci si
aggiunge il fatto, forse meno importante ma comunque
sempre a valenza positiva, che la posa in opera degli elementi in FRP pi agevole, stante la maggiore adattabilit
dei prodotti alle superfici ed il ben minore peso specifico.
I rinforzi considerati nella presente ricerca sono in FRP ed
appartengono a due diverse tipologie: strisce a fibra di carbonio e matrice epossidica (68% di fibra), da incollare alla
muratura mediante pasta epossidica adesiva; tessuti a fibra
di carbonio, da applicare alla muratura e poi da impregnare con resine epossidiche (ottenendo contestualmente sia il
materiale composito, sia la sua aderenza alla muratura).
Tutti i rinforzi applicati hanno resistenza a trazione superiore a 2000 N/mm2, modulo elastico a trazione superiore a 120000 N/mm2 ed allungamento a rottura superiore al 17 .

CIL 69

Obiettivo della ricerca Lobiettivo della ricerca consistito nella definizione del collasso di volte in muratura
rinforzate con elementi in FRP. A questo proposito, una
campagna di prove sperimentali stata condotta su prototipi in scala reale e, sulla base dei risultati ottenuti, sono stati
sviluppati modelli previsionali, formulati in veste analitica
(forma chiusa).
bene sottolineare che la ricerca ha limitato lattenzione
alle sole volte, escludendo i piedritti, potendo questultimi
essere gestiti senza particolari incertezze rinforzandone la
resistenza a flessione, oppure ove possibile applicando
una catena tra le imposte.[3-5]
Le prove sperimentali La sperimentazione stata condotta su prototipi di volte a botte nervate ed a crociera,
aventi dimensioni tali da non implicare effetti di scala.
Le prove sono consistite nellapplicazione di un carico crescente (su tre cicli), sino alla rottura, e nella misura degli
spostamenti di punti prestabiliti. da rimarcarsi il fatto
che, in tutte le prove effettuate, le imposte delle volte erano
impedite di traslare.
Con il proposito di mettere in evidenza i riflessi dovuti ai
rinforzi, i prototipi sono stati provati prima in condizioni
di muratura semplice e, successivamente, in condizioni
rinforzate. A tal fine, le prove sui campioni non-rinforzati
sono state arrestate a fronte o dellinnesco della labilit,
oppure di un apprezzabile calo di portanza, salvando cos il
prototipo, il quale poteva quindi essere riparato posizionando in aderenza elementi in FRP e nuovamente sottoposto a test, stavolta fino al collasso.
Prove a rottura sulle volte a botte nervate
Tre prove a rottura sono state eseguite su altrettanti campioni, ottenuti da due prototipi di identica geometria (fig. 1):
1. uno dei due prototipi in condizioni non rinforzate;
2. il prototipo provato nella prima esperienza con incollate strisce in FRP disposte a cavallo delle fessure manifestatesi nel corso di tale prova (fig. 2);
3. laltro prototipo, con incollate strisce in FRP diffuse su
quasi tutto lintradosso e lestradosso (fig. 3).
Lazione esterna consistita in un carico applicato ad un
quarto della luce e quindi generando una risposta nonsimmetrica , distribuito lungo una generatrice e, quindi,
in assenza di effetti longitudinali (volta a botte piuttosto
che cilindrica).
Prove a rottura sulle volte a crociera
Due prove a rottura sono state eseguite su altrettanti campioni, ottenuti da un prototipo:
1. il prototipo in condizioni non rinforzate;
2. il prototipo precedentemente provato con incollati tessuti in FRP disposti a griglia, sul 40% del solo estradosso.

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1. Dettagli della volta a botte nervata, della strumentazione di misura, dei vincoli
alla traslazione delle imposte e dei ripartitori della forza.

2. Vista di alcuni rinforzi estradossali. Si osserva una disposizione decisamente


rada in senso longitudinale (ci rimane vero anche in intradosso); perci i rinforzi
non precludono la traspirabilit della struttura.

3. Rinforzi intradossali di uno dei campioni a botte.

NORMATIVA & RICERCA

Le vele del prototipo poggiano sugli archi diagonali e di


bordo, i quali ribassano dallintradosso (volta gotica). In
entrambe le prove, il caricamento, che ha riguardato una
sola vela, consisteva in un carico distribuito su una linea
normale allasse dalla vela stessa, distante 325 mm dal
bordo.

Misure sperimentali pi significative (per ciascun campione: Fu,


carico estremo sopportato; Fur/Fun, rapporto tra Fu in configurazione
rinforzata e non rinforzata; vmax, abbassamento massimo misurato
(sotto il carico); vres, percentuale residua dabbassamento per uno
scarico da 2/3 di Fu ).

Botte non rinforzata

Fu ( N )

Fur/Fun

vmax (mm)

vres

4950

0,20

< 10%

22500

4,55

0,90

< 10%

Botte con rinforzi diffusi

> 60000

> 12

1,1

< 10%

Crociera non rinforzata

12100

3,67

44%

Crociera rinforzata
allestradosso

29200

2,41

4,92

< 10%

Botte con rinforzi localizzati

Risultati della sperimentazione I risultati sperimentali


consistono nei carichi estremi, nonch nei modi di collasso
(tab. 1), e (meno significativi in questa sede) nelle curve carico-spostamento. Sulla base di tali acquisizioni sperimentali, stato possibile formulare le seguenti considerazioni:
laderenza tra i rinforzi e la muratura non ha mai incontrato il proprio limite. Nelle volte a botte, in particolare,
le fessure mai hanno intersecato un contorno rinforzato,
ma sempre sono state deviate su contorni non rinforzati;
la volta a botte con rinforzi a suturazione delle fessure precedentemente manifestatesi tende a mantenere il collasso
per la labilit che acquisisce a seguito della formazione di
fessure radiali, le quali si aprono su un contorno e, con
ampiezza decrescente sino a zero, tagliano la sezione trasversale sino in prossimit del contorno opposto e l realizzano un perno. Pertanto, di fatto, una fessura d luogo ad
una cerniera, da cui scaturisce la labilit della volta;
il meccanismo della volta a botte questo stato poi
dimostrato rigorosamente sempre quello di fig. 4,
quale che sia la disposizione dei rinforzi. Ci che invece
cambia la posizione delle cerniere, in quanto le fessure
possono aprirsi soltanto su contorni non rinforzati;
alla modifica della posizione delle fessure corrisposto
un drastico aumento del carico estremo;
la volta a botte rinforzata sulla grandissima parte del contorno non pu mai raggiungere la condizione di meccanismo. Il collasso, nel caso di rinforzi diffusi, avviene allora per schiacciamento ed il carico estremo si sposta verso
ordini di grandezza superiori;
per tutte le fasi di carico, gli spostamenti residui hanno

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rappresentato una modesta percentuale di quelli totali.


Ci lovvia conseguenza di una risposta che solo a
meccanismo innescato marcatamente non reversibile;
la volta a crociera non rinforzata collassata per spinta a
vuoto; il collasso consistito nella decoesione per trazione delle vele adiacenti a quella caricata. Difatti, la vela
caricata spinge sugli archi diagonali sui quali impostata, dando luogo a spinte orizzontali aventi direzione
appartenenti ai piani di lavoro della vela stessa, e come
tali non complanari n agli archi diagonali, n ai piani di
lavoro delle altre tre vele. Pertanto, le suddette spinte
orizzontali sono a vuoto, e quindi possono essere sopportate soltanto avvalendosi della resistenza a trazione
della muratura. Quando questultima viene vinta, la volta
collassa;
lapplicazione di rinforzi allestradosso delle crociere preclude la suddetta crisi per spinta a vuoto. Ci determina
un drastico aumento del carico di collasso;
inoltrandosi verso il collasso, la crociera rinforzata in
FRP presenta uno stato fessurativo assai marcato ed esteso. Le fessure o sono prodotte da rotazioni, oppure da traslazioni relative;

PROSPETTO

SEZIONE A-A

4. Geometria dei prototipi di volta a botte nervata (misure in mm).

CIL 69

la crisi della volta a crociera rinforzata in FRP avviene


per schiacciamento. Allo schiacciamento consegue labbattimento della portanza, ma, stante lalta iperstaticit
della struttura, non il crollo;
nella volta a crociera, specie se non rinforzata, gli spostamenti residui rappresentano sempre una percentuale tangibile di quelli totali. Ci la logica conseguenza del
pronunciato stato fessurativo che precede la crisi.
Modelli teorici per la previsione della portanza
estrema Le risultanze sperimentali hanno supportato la
statuizione di adeguate ipotesi comportamentali. Con riferimento alla volta a botte, le assunzioni sono le seguenti:
gli spostamenti ammissibili sono tutti e solo quelli che
non fanno diminuire la distanza tra tutte le coppie di
punti che, nellindeformata, sono uniti da segmenti non
fuoriuscenti dalla struttura;
il campo degli spostamenti continuo sui contorni
rinforzati;
uno spostamento ammissibile non fa compiere lavoro alle
azioni interne e non provoca nessuna dissipazione energetica.

PROSPETTO

SEZIONE A-A

5. Schema di una delle configurazioni di rinforzo della volta a botte (misure in mm).

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Dalle ipotesi consegue che gli spostamenti ammissibili


sono tutti e solo quelli di meccanismo.Avvalendosi di considerazioni energetiche e applicando poi il teorema dei
seni, possibile dimostrare che, quale che sia la configurazione di rinforzo, il meccanismo sempre del tipo rappresentato in fig. 8. Il moltiplicatore di meccanismo, , delle M
forze esterne fj stato ricavato imprimendo, al generico
cinematismo, lo spostamento infinitesimo congruente
= +1, al quale conseguono gli abbassamenti gj del
baricentro delli-esimo blocco e Fj del punto di applicazione della j-esima forza, e scrivendo quindi la seguente
disequazione (lunilateralit del problema implica che
= -1 sia non congruente):

( P + N ) vi
3

i =1

+
j =1

f v F
j

nella quale Pi indica il peso delli-esimo blocco dei tre


blocchi suscettibili di ruotare ed Ni il carico permanente
trasformato a forza di Lagrange, ed avendo assunto forze e
spostamenti positivi se verso lalto.
Tale disequazione vale per tutti i vettore quadri-dimensionale {h} raggruppanti gli angoli polari delle cerniere.
Con semplici passaggi si dimostra che il primo dei due
termini del membro di sinistra sempre minore di zero e
che le forme di meccanismo, per le quali il secondo termine minore di zero, sono inammissibili.
Da ci discende che la disequazione pu essere trasformata in unequazione; ne consegue che il moltiplicatore ultimo (carico estremo), ul, consiste nel minimo assoluto tra
i possibili. In conclusione, il problema risolto come
estremo di un funzionale sullinsieme di definizione di
{h}: ul = MIN ({h}). I rinforzi sono stati quindi
ricondotti a vincolamenti matematici dellinsieme di definizione del funzionale succitato.
Con riferimento alla volta a crociera, rinforzata o meno, le
ipotesi comportamentali assunte sono le seguenti:
la volta composta da due organismi resistenti: I. un
sistema di archi (i quattro perimetrali e i due diagonali);
II. una singola vela con tirante murario;
il primo dei suddetti organismi resistenti assorbe i carichi uniformi, nonch i carichi applicati sugli archi diagonali;
il secondo assorbe i carichi non-uniformi applicati sulle
vele.
Entrambi i modelli hanno fornito risultati in linea con le
omologhe acquisizioni sperimentali. Il modello della volta
a botte non ha richiesto alcuna calibrazione a posteriori,
tanto meno necessita di parametri meccanici per essere
applicato. Diversamente avviene per il modello della volta
a crociera, il quale, in particolare, richiede la resistenza a
trazione della muratura. I modelli matematici concepiti,
oltre che alle verifiche, sono anche indirizzati al progetto,

NORMATIVA & RICERCA

6. Collasso della volta a botte con rinforzi localizzati. La fessura circonferenziale (al
termine della nervatura) ovviamente successiva allinnesco del meccanismo.

7. Dettagli della volta a crociera, della strumentazione di misura e dei vincoli alla
traslazione delle imposte.

8. Meccanismo cinematico della volta a botte nervata, caricata in modo non


simmetrico. Si dimostrato che gli angoli dipendono dalla disposizione dei
rinforzi, mentre il meccanismo sempre dello stesso tipo (a parte la terza cerniera,
la quale pu collocarsi sia a sinistra, sia a destra della forza).

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Conclusioni I due modelli sono stati utilizzati per lesecuzione di simulazioni teoriche, le quali, per la volta a
botte, hanno portato ai seguenti risultati.
Rinforzi di lunghezza contenuta, purch dislocati in
modo mirato, possono innalzare il carico estremo in modo
drastico.
Per esempio, rinforzando la volta su due tratti di 27 ciascuno ossia su lunghezze ognuna pari al 15 % dello sviluppo dellarco e su unarea complessiva pari al 2,5 % della
superficie della volta , il valore della portanza estrema
incrementa di pi di sette volte, rispetto alla situazione
non rinforzata.
Il converso di quanto sopra lelevata sensibilit del carico estremo al posizionamento dei rinforzi (strisce poco
pi corte o spostate anche solo di 5 possono implicare
una decurtazione di portanza di pi del 50 % rispetto a
quanto previsto).
Rinforzi diffusi sullintero estradosso o intradosso implicano un collasso per schiacciamento, anzich per meccanismo. Il medesimo risultato pu essere ottenuto anche con
disposizioni pi limitate; per esempio, una striscia intradossale disposta da unimposta sino ad oltrepassare la linea
di carico del 20 % della luce preclude la formazione di un
qualsiasi meccanismo cinematico.
La disposizione delle strisce ovviamente associata al carico il cui moltiplicatore di collasso si vuole che aumenti. In
corrispondenza di un carico diverso, ovvero a fronte di
una disposizione delle strisce non adeguatamente indirizzata al carico, il moltiplicatore di collasso pu rimanere
invariato. Ci perfettamente in linea con il teorema
cinematico, che sottende il modello. Le fessure caratterizzanti il meccanismo possono aprirsi in qualsiasi parte dei
contorni non rinforzati, e non necessariamente ai margini dei rinforzi.
Questo fatto rimane vero anche nel caso in cui le strisce
vengano disposte a cavallo delle fessure provocate dal carico considerato. Da ci consegue, innanzitutto, che la localizzazione delle fessure non pu essere condizionata apriori e, poi, che il modello matematico esige la soluzione del minimo di un funzionale vincolato da disequazioni (il carico ultimo espresso in funzione delle quattro posizioni delle cerniere del meccanismo), ci che foriero di
notevoli difficolt algoritmiche.
Per la volta a crociera, le simulazioni teoriche hanno portato ai seguenti risultati.
Nel caso non rinforzato, i classici schemi basati sulla
scomposizione della volta in archi monodimensionali

CIL 69

due diagonali e quattro di bordo a comportamento no- Bibliografia


tension sono fortemente deficitari. Tali modelli debbono 1. Faccio P., La storia meccanica di un edificio: alcune considerazioni
infatti essere integrati mettendo in gioco anche i compor- sullutilizzo di tecniche interpretative applicate alle costruzioni storiche.
tamenti tridimensionali (spaziali). Dato che questi com- Vol. Tra didattica e professione, il progetto di conservazione
portamenti possono esplicarsi solo in un mezzo che tolle- della chiesa di San Giovanni Evangelista a Venezia; IUAVCDSLC/DSA,Venezia 1998, pp. 39-44.
ri le trazioni, la resistenza a trazione della muratura deve
2. Di Tommaso A., Foraboschi P., Armature in compositi fibrosi a
essere contemplata, malgrado le disposizioni normative.
matrice polimerica per il conglomerato cementizio. LEdilizia; De
Difatti, il modello ha provato che, quando il carico Lettera Editore, Milano. Anno VIII; N 9/10; settembre / ottoanche solo moderatamente disuniforme, la crisi avviene bre 1995; pp. 86-116.
per spinta a vuoto e che in tali casi la portanza estrema 3. Foraboschi P., Meccanismi di collasso dellarco murario con rinfiandipende della resistenza a trazione della muratura.
co. Giornale del Genio Civile. Edito dal Consiglio Superiore dei
In tal senso, i rinforzi attribuiscono alle volte a crociera la Lavori Pubblici. Stampato dallIstituto Poligrafico e Zecca dello
resistenza a trazione sopra evocata. Ci, oltre a determinare Stato, Roma.Anno 131; fascicolo 1-2-3, 1993; pp.15-46.
4. Blasi C., Foraboschi
un cospicuo auP., Analytical Approach
mento della porto Collapse Mechanisms of
tanza, attribuisce alla
Circular Masonry Arch.
crociera comporGli angoli delle altre 3 cerniere sono: 0,00 rad, 1,04 rad, 2,10 rad
ASCE - Journal of
tamenti meccanici
Structural Engineering;
meno incerti.
New York.Vol. 120, N
Il modello ha mo8, agosto 1994, pp.
strato che, anche
2255-2288.
con disposizioni dei
5. Foraboschi P., Blasi
rinforzi limitate a
C.,Closure of:Analytical
contenute porzioni
Approach to Collapse Medel contorno (ci
chanisms of Circular Mache non preclude la
sonry Arch. ASCE traspirabilit della
Journal of Structural
muratura), il moltiEngineering; New
plicatore di collasso
York, Vol. 122, N 8,
aumenta drasticaagosto 1996, p. 1354.
mente; a tale aumento della porAngolo della cerniera D rispetto allorizzontale (rad)
tanza si associa una
Gli autori (dellIsticrisi per schiacciatuto Universitario di
mento, assai facile da
Architettura di Venegovernare analiticazia - Dipartimento di
9. Diagramma del funzionale il cui minimo assoluto fornisce il carico estremo della volta a
botte nervata: intersezione con un iperpiano. Il minimo relativo il carico ultimo in
mente, specie nel
Costruzione dellArcondizioni non rinforzate; i rinforzi sono stati riprodotti come vincoli matematici
caso di crociera con
chitettura) ringraziano
dellinsieme di definizione; se il vincolo opportunamente piazzato, il minimo relativo
rinforzi in FRP.
il C.F.M.E.A. di Mescompare e pertanto il minimo assoluto presenta un valore superiore.
In definitiva si pu
stre che, in virt della
osservare che lindisponibilit del Diretcollaggio di rinforzi
tore geom. Renato Erin FRP al contorno di una volta in muratura, a botte o a rico e del Sig. Orazio Gobbesso, ha permesso ai propri allievi, incrociera, si configura quale tecnica di rinforzo estrema- centivandoli, la costruzione delle volte, ha concesso gli spazi e reso
mente efficace.
possibili le prove.
Ci nonostante, molta ricerca deve essere ancora compiu- Un particolare ringraziamento va alla SIKA Italia, che ha fornito
ta su questa tematica; in particolare appare necessario i materiali e ha collaborato alla loro messa in opera, sotto la supergiungere quanto prima alla definizione di modelli inter- visione della Direzione tecnica dellazienda, delling. Alberto
pretativi e previsionali del limite ultimo delladerenza; Grandi, e dei geom. Gianpaolo Paccagnella e Luciano Pescarollo,
difatti, anche se questo mai sia stato attinto nella speri- questultimi particolarmente preziosi con i loro consigli pratici.
mentazione, ad ogni modo non pensabile una routine Un vivo ringraziamento va anche alla ditta 4M e alling. Luciano
professionale agnostica nei confronti di tale limite.
Lionello, per la cura nellesecuzione delle prove.
Valore della forza di collasso (N)

potendo indicare le disposizioni dei rinforzi che, a parit


di materiale applicato, determinano la massima portanza.
A titolo informativo si segnala che la distribuzione ottimale prevede rinforzi non simmetrici rispetto alle fessure.

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NORMATIVA & RICERCA