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Larea balcanica pp.152-158.

Area balcanica, ovvero buona parte del Sud-Est europeo, compreso lattuale territorio della
repubblica di Romania,
terreno di indagine privilegiato per lo studio delle dinamiche del contatto e interferenza tra sistemi
linguistici diversi.
Caratterizzata dagli albori della sua storia e per tutta la sua complessa vicenda storica da
MESCOLANZA DI POPOLI,
larea balcanica il territorio dove si concentra il maggior numero di lingue appartenenti a gruppi
linguistici diversi:
-neogreco e albanese

Due linguee isolate (= al di l dellessere


segmenti del complesso diasistema delle lingue
indeuropee, non hanno tuttavia lingue sorelle)
-serbo-croato (oggi distinto in variet autonome, Lingue slave meridionali: sono parlate in
le principali sono il serbo e il croato; ma sono in territori diversi dei balcani
via di differenziazione il bosniaco e il
montenegrino)
-sloveno
-bulgaro
-macedone
-romeno
Lingua romanza
e le sue variet dialettali sud-danubiane(un
sistema balcano romanzo ormai scomparso il
dalmatico)
-turco di Turchia
Lingua altaica
-ungherese
Lingua uralica
-lingue zingare
Le sole lingue indo-arie parlate in Europa

Pur in tanta variet di lingue e culture,


larea balcanica nella sua forma medievale e moderna, appare suddivisa in due sub-aree
marcatamente segnate luna di influsso greco-bizantino(1), laltra da quello latino-romano e
romano-germanico(2).
(1) vi appartengono: la Grecia e lAlbania meridionale (area tosca), linsieme dei territori slavomeridionali afferenti alla Serbia, alla Bulgaria e alla Macedonia;
inoltre per mediazione serbo-bulgara, linflusso greco-bizantino ben presente anche in ambiente
romeno.
(2) vi appartengono la Croazia, la cosa dalmatica e la Slovenia.
Questa partizione di due macro-aree di influenza corrisponde alla divisione politico-culturale
intervenuta
-nella tarda et romano-imperiale (gi con la divisione dellimpero attuata da Diocleziano e poi con
la fine dellImpero romano dOccidente),
-tra impero romano dOccidente e impero romano dOriente,
il primo orientato verso Roma e il suo erede diretto(ambiente romano-germanico),
il secondo verso Costantinopoli e lambiente greco-bizantino.
Tale partizione coincide con la diffusione nellarea balcanica orientata verso Costantinopoli, del
cristianesimo di matrice greco-bizantina,
in quella orientata verso Roma, del cristianesimo di matrice latino-romana.
A partire dal XV secolo fino ai primi decenni del XX, per buona parte dei Balcani ag un altro
fattore di omogeneizzazione culturale: lImpero turco-ottomano,
che insieme ai principi dellIslam e a modelli di vita tipicamente orientali, diffuse anche il turco
come lingua ufficiale dellamministrazione e della vita sociale.
Secoli di vita comune,
(i grandi imperi romano dOccidente, romano dOriente e turco-ottomano furono realt
sovranazionali),
e di forte isolamento rispetto alle grandi dinamiche che interessarono la vicenda storica dei
territori dellEuropa occidentale determinarono condizioni di vita comuni e favorirono nelle lingue
della penisola sud-orientale europea,
la formazione di tratti linguistici comuni.
Tali TRATTI COMUNI (di cui parleremo) sono concentrati nelle lingue che formano il cuore
dellarea balcanica, cui appartengono:
neogreco,
bulgaro,
macedone,
serbo,
e in parte lalbanese e il romeno.
Si ha a che fare con fenomeni che interessano le sfere della fonologia, morfologia, sintassi, lessico
(e fraseologia).
BALCANISMI PRIMARI

Altrove, invece, i fenomeni di convergenza tra sistemi linguistici e quindi i tratti comuni paiono
meno radicati e si limitano a fatti tutto sommato superficiali (fenomeni che interessano soprattutto il
piano lessicale).
BALCANISMI SECONDARI
1. Sul piano fonologico:
Tutti i sistemi vocalici balcanici sarebbero sostanzialmente simili e si diversificherebbero solo in
forza del DIVERSO COEFFICIENTE DI APERTURA E CHIUSURA.
Notevole presenza del fonema vocalico centralizzato // spiegato da alcuni studiosi come esito di un
antico sostrato balcanico.
2. Nella morfologia si ha una serie di tratti interessanti:
-coincidenza tra genitivo e dativo
-il (parziale) mantenimento del vocativo come caso distinto rispetto al nominativo
-la formazione di un futuro analitico
-la formazione di comparativo e superlativo analitici
-un particolare tipo di numerazione per i numerali da 11 a 19
2.1.
In neogreco, albanese, romeno, bulgaro e macedone:
lopposizione morfologica tra genitivo e dativo appare neutralizzata a favore del genitivo.
Altrove, invece, ad esempio: in serbo, croato e in sloveno:
lopposizione tra genitivo e dativo normale.
In bulgaro, macedone, serbo, croato, romeno e neogreco:
si ha il mantenimento della distinzione del vocativo rispetto al nominativo per i sostantivi di genere
maschile e femminile, nella flessione al singolare.
2.2. Diffuso in area balcanica un tipo di FUTURO PERIFRASTICO costruito mediante un verbo
indicante volere (pi raro il verbo avere) seguito da una struttura infinitivale.
Lo troviamo in: neogreco, albanese, bulgaro, macedone, romeno.
2.3. Tipica del neogreco, bulgaro, macedone, albanese, romeno (e da queste lingue passata anche
probabilmente in turco) la presenza di strutture analitiche atte a rendere le categorie del
comparativo e del superlativo.
es. migliore e ottimo si dicono rispettivamente in ngr. pi kals e o pi kals.
2.4. Per quanto riguarda il sistema di numerazione,
diffuso in area balcanica un tipo di numerazione per i numerali da 11 a 19 che si basa sulla
struttura:
numero + prep. su + dieci.
(struttura di origine slava)
2.5. Sul piano sintattico: le lingue balcaniche condivisono alcuni tratti peculiari, due dei quali sono i
pi importanti:
a. Perdita dellinfinito:
In neogreco (ma il fenomeno era gi presente nel greco bizantino e medievale), in albanese,

bulgaro, romeno, serbo (ma non in croato)


Linfinito appare sostituito tramite funzioni sintattiche di tipo subordinato aventi valore
prevalentemente finale (ma anche consecutivo) o dichiarativo.
Tracce residuali di antico infinito si hanno in neogreco, in alcuni sostantivi neutri (es. il bacio si
esprime come amare; il possesso come lavere).
Il fenomeno della perdita dellinfinito nelle lingue balcaniche dipende, molto probabilmente,
dalla diffusione in area balcanica di un tratto sintattico originariamente attestato nel greco bizantino
e medievale.
b. Posposizione dellarticolo determinativo:
Propria dellalbanese, del romeno, del bulgaro, del macedone
la posposizione dellarticolo determinativo (derivato generalmente da un dimostrativo)
Nella sequenza nome + aggettivo, larticolo posposto si lega allaggettivo,
come avviene in albanese e romeno.
In alcuni dialetti del bulgaro e macedone
attestata una triplice serie di articoli posposti, in funzione deittico-spaziale
es. dialetti blg. e mac.
vl-ot il bue (in generale)
vl-on il bue (quello l)
vl-ov il bue (questo qui)
2.6. Nel lessico e nella fraseologia i fenomeni di coincidenza formale tra le lingue balcaniche
risultano piuttosto frequenti.
Si tratta per lo pi:
-o di elementi di tradizione greca (bizantina, medievale e neogreca). I i grecismi sono
particolarmente frequenti nei campi semantici della vita quotidiana e della sfera religiosa.
-o di elementi di tradizione turca presenti in albanese e nelle lingue slave meridionali (frequenti in
bulgaro, macedone e serbo e nei dialetti romeni, molto pi rari in croato e in sloveno)
Meno numerosi sono invece gli elementi lessicali di tradizione slavo-meridionale nelle lingue
circostanti,
ovvero in neogreco e albanese (un caso a s rappresentato dal forte adstrato lessicale slavo, serbo
e bulgaro, nei dialetti romeni).
Notevoli, infine, sono le concordanze fraseologiche che ricorrono in varie lingue balcaniche.
I tratti linguistici comuni attestati nelle lingue balcaniche sono stati spiegati secondo diverse teorie:
-azione delle antiche lingue di sostrato diffuse nella penisola balcanica (tesi sostratista)
-azione del greco (bizantino e medievale) e, solo secondariamente e marginalmente allazione delle
lingue slave meridionali (soprattutto del serbo, del bulgaro, del macedone) o a quella del turco. XX
secolo.
-azione di una astratta grammatica agente nei meccanismi strutturali sottesi al funzionamento di
buona parte delle lingue balcaniche. Seconda met secolo scorso.
-ruolo dei singoli componenti che avrebbero agito, indipendentemente e in momenti diversi della

storia linguistica dei Balcani, nella formazione dei tratti balcanici (parzialmente) comuni. Ultimi
tempi.