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Azione Cattolica

Vicariato di Olgiate Comasco


Vicariato di Uggiate Trevano

PERCORSO BIBLICO
2014-15

Apriamo il Libro degli Atti


Ottobre 2014 Aprile 2015

Don Marco Cairoli


18 Novembre 2014

Il volto della comunit (At 2,42-47)

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At 2, 42Erano perseveranti nellinsegnamento degli apostoli e
nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un

senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera


degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa
in comune; 45vendevano le loro propriet e sostanze e le dividevano
con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano
perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case,
prendevano cibo con letizia e semplicit di cuore, 47lodando Dio e
godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno
aggiungeva alla comunit quelli che erano salvati.

La potenza di un verbo: perseverare


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Il verbo perseverare, presente in At 2,42, indica quando si usa


in riferimento ad una persona restare fedele a, stare sempre

attaccato a; con una cosa, essere assidui, pensare


costantemente a, trattenersi di continuo in. Le note salienti di
questo verbo sono sia la passione verso ci a cui si assidui sia
la stabilit e la costanza.

La perseveranza nellinsegnamento degli apostoli


a. Luca vuole sottolineare il posto e il ruolo unico dei Dodici: la fede della
Chiesa nasce e si approfondisce facendo riferimento a quel gruppo unico di
quelli che sono stati testimoni diretti della vita e dellinsegnamento del
Signore (cf. 1,21).
b. Il termine insegnamento sta ad indicare che ci troviamo di fronte a un
ascolto ripetuto, approfondito, sistematico, continuato. La frammentariet
non porta a nulla. Come non porta a nulla una lettura che privilegiasse
linterpretazione personale a scapito di quella comunitaria che dice
riferimento ai Dodici. E notiamo come lascolto della Parola sia messo al
primo posto.
c. Quali le caratteristiche di questo ascolto? Innanzitutto, gli apostoli e le
comunit ripensano le parole e i gesti di Ges alla luce della risurrezione e
guidati dallo Spirito; poi, rileggono lAT alla luce dellavvenimento Cristo (ne
segue una pi approfondita comprensione del senso della storia di Ges e
del rapporto GesAT); infine, ci si richiama alle Scritture o alla vicenda di
Ges per comprendere il presente e le novit che interpellano la proposta
cristiana.

La perseveranza nella comunione


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La parola comunione si pu intendere in due modi:


1. Una comunione spirituale
In particolare, due espressioni caratterizzano nei sommari degli Atti
lunione profonda dei primi cristiani.
1. un cuore solo e unanima sola (4,32)
Lc fa appello a due linguaggi differenti, quello della Bibbia e del mondo
greco, per esprimere laspetto spirituale e profondo al cui livello si
realizza lunanimit di cui la comunit dei beni sar una necessaria
conseguenza.
2. insieme (lett. unanimemente) (2,46; 5,12; inoltre 4,24; 1,14)
Ricorre a proposito della frequentazione del tempio e della preghiera. E
impensabile andare davanti a Dio disuniti. Senza lunanimit dei cuori la
lode a Dio sarebbe stonata e non potrebbe piacere a colui che essa vuol
celebrare. E un eco evangelico: es. Mt 18,19.

2. La comunit dei beni

(1/2)

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1. tra loro tutto era comune (2,44; 4,32)


Lc proietta sulla comunit di Gerusalemme lideale greco di amicizia (tra amici tutto
comune).
Tuttavia Lc si guarda bene dal presentare i cristiani come semplici amici. Sono
credenti (2,44; 4,32; 5,14). Il loro comportamento nasce dalla fede.
2. La vendita dei beni (2,45)
Scrive Martini: Lelemento che risalta dai vari passi relativi a questo argomento
(2,42.44-46; 4,32;34-37; 5,1-4.8) quello della disponibilit di ciascuno a mettere i
propri beni a servizio degli altri. Non si descrive una rinuncia globale e universale a
quanto si possiede, che sia posta come condizione di appartenenza alla comunit
(At 5,4). Ma ciascun membro di essa , come conseguenza della sua conversione
(2,44) talmente distaccato da ci che possiede che, vedendo altri nel bisogno, non
esita anche a vendere ci che ha perch il ricavato serva per laiuto dei fratelli (2,45;
4,32.34). Non si pu quindi parlare qui di un esperimento di comunismo dei
cristiani primitivi, che avrebbe richiesto unorganizzazione della produzione e della
distribuzione di cui non sia ha traccia in queste pagine. Esse descrivono piuttosto
lafflato carismatico che spinge i nuovi convertiti a prendere sul serio le parole di
Ges sul distacco dai beni della terra (Lc 6,20-25; 12,15.21), sul disprezzo del
denaro (Lc 12,33-34), sulla assenza di preoccupazioni per il domani (Lc 12,22-31) e
sulla cura dei poveri (Lc 12,33; 14,13.21; 18,22; 19,8).
C.M. MARTINI, Atti degli Apostoli (Nuovissima Versione della Bibbia), Roma, Paoline 19701, 81.

2. La comunit dei beni

(2/2)

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3. Non cera alcun bisognoso (4,34)


Oltre allideale della condivisione, pi volte segnalato, interessante il
riferimento a Dt 15,4: questo testo dellAT raccomandazione e promessa
con risonanze circa il tempo futuro.
La comunit cristiana, che sperimenta come realizzata al suo interno
questa promessa, si coglie come la comunit messianica della fine dei
tempi.

4. La comunione esige di essere vissuta come fraternit tra chiese.


At 11, 27In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia.
28Uno di loro, di nome gabo, si alz in piedi e annunci, per impulso dello
Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ci che
di fatto avvenne sotto limpero di Claudio. 29Allora i discepoli stabilirono di
mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo
quello che possedeva; 30questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per
mezzo di Barnaba e Saulo.

3. La perseveranza nello spezzare il pane


(lett. nella frazione del pane)
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1. Il sostantivo che qui appare (frazione reso dalla CEI con il verbo spezzare)
non si ritrova che una sola volta altrove ossia in Lc 24,35.
33Partirono

senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti


gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: Davvero il Signore
risorto ed apparso a Simone!. 35Ed essi narravano ci che era accaduto
lungo la via e come lavevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Ma una ricorrenza molto illuminante perch offre la possibilit di rileggere
questo gesto sullo sfondo dellepisodio dei due discepoli di Emmaus. Quanto
accade in Lc 24 anticipa simbolicamente quanto si legge in At 2,42.
2. Il pasto fraterno dei cristiani (vedi anche 2,46-47) si ricollegava ai gesti di
Ges con i discepoli e in modo particolare allultima cena con la quale egli aveva
interpretato profeticamente la sua morte e aveva annunciato la speranza della
piena comunione nel regno di Dio (cf Lc 22,14-20; 24,30; At 20,7). La
celebrazione eucaristica stata fin dallinizio il rito centrale e comune delle
comunit cristiane, il quale era loro proprio in memoria del loro Signore e in
adempimento del suo mandato e le legava luna allaltra.

4. La perseveranza nelle preghiere


1. Il plurale di 2,42 (preghiere) rimanda alle preghiere liturgiche giudaiche. In questa
linea si muove il v. 46: i cristiani continuavano ad essere assidui al tempio. Poco dopo
Luca presenta Pietro e Giovanni che salivano al tempio per la preghiera delle tre del
pomeriggio (3,1).
Per quanto riguarda la frequentazione del tempio da parte dei cristiani di Gerusalemme,
possiamo fare due annotazioni. La prima: gli Atti vedono nel tempio il luogo della
preghiera piuttosto che quello dei sacrifici, di cui mai si parla; la seconda: questa
frequentazione indica che i primi cristiani non hanno rotto subito con il giudaismo ma
solo progressivamente si sono specificati in rapporto ad esso. Quando i pagani
cominciano ad entrare nella chiesa, la comunit dei cristiani prende appieno coscienza
della propria identit: cf 11,26b.
2. Inoltre, significativo notare come la preghiera accompagni le tappe pi importanti
della vita della comunit. Due episodi a mo di esempio: 10,9 prima della Pentecoste dei
pagani e 13,3 prima dellinizio della missione di Barnaba e Saulo.
In questo, la comunit dei primi cristiani si muove nella stessa linea di Ges che, nel
vangelo di Luca, presentato in preghiera nei momenti cruciali della sua missione.
3. Leggiamo la prima preghiera riportata nel libro degli Atti

At 1, 24Poi pregarono dicendo:


Tu, Signore,
che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto
25per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per
andarsene al posto che gli spettava.