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Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés

Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

José Rafael Moneo Vallés ( nato a Tudela – Navarra - il 09/05/1937 )

Periodo d'attività Dal 1961


Paesi in cui opera Svezia, Spagna, Stati Uniti, Danimarca, Inghilterra, Austria, Germania
La concezione - strategia dell’Architetto Spagnolo
Rapporti tra Architettura e acustica
Opere analizzate: 1987-1996 Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.
1988-1994 Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.
1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.
1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.
1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli, Los Angeles, California.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione - strategia dell’Architetto Spagnolo.

Le tecniche progettuali di R.Moneo, riflettono un tema sempre più frequente nella sua ricerca, da lui stesso definito
come "compattezza": essa consiste nell'utilizzo di un sistema continuo che genera un involucro chiuso, all'interno del
quale comporre lo spazio con estrema libertà.

L'architetto spagnolo muove una critica esplicita al principio di continuità tra esterno ed interno espresso da Le
Corbusier.

L'edificio non è l'esito di un particolare meccanismo compositivo, ma un oggetto silenzioso che s'impianta in un dato
luogo senza esibire la ricchezza della sua vita interna.

Un altro aspetto che accomuna le opere studiate, è l’importanza della luce (la vera protagonista dello spazio).

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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione – strategia dell’Architetto Spagnolo.

In alcune opere di Moneo il rivestimento non è


una leggera pellicola da incollare su una
struttura diversa, ma plasma un nuovo sistema,
in particolare nel Kursal a San Sebastian, la
doppia pelle di vetro, a sezione ondulata verso
l’esterno e piana internamente, montata su
struttura metallica e fissata a telai strutturali
cementizi, risolve nel suo spessore la
climatizzazione dell’edificio offrendo una
sostanza neutra in cui il valore della densità isola
dal mondo esterno lo spettatore nel gioco
complesso dei piani orizzontali ed obliqui che
occupano gli spazi interstiziali tra il muro
traslucido e la massa lignea della grande sala.
Uno spettatore che viene guidato agli scorci sul
paesaggio attraverso le grandi aperture,
diventando egli stesso protagonista della scena.
All’esterno, gli elementi ondulati della superficie
ed i giunti metallici catturano il variare delle
ombre durante l’arco del giorno come leggere
increspature della superficie marina, per
accendersi invece di notte e, raddoppiando in
acqua il volume, lasciare alla magia del riflesso le
vibrazioni del fronte.

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La concezione - strategia dell’Architetto Spagnolo.

I muri che tracciano i perimetri di questi isolati diventano, a


loro volta, dei luoghi. . Sono definiti dall’uso sapiente dei
materiali.
In queste esperienze si condensa la bellezza costruttiva dei
cantieri di Moneo, dove il muro viene elevato già nella sua
immagine finale, dove il rivestimento non è una leggera
pellicola da incollare su una struttura diversa, ma plasma un
nuovo sistema.

I muri si configurano come luoghi nella ricerca dell’autore


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione - strategia dell’Architetto Spagnolo.

L'opera di Moneo si pone in contrasto con uno dei valori dominanti della cultura architettonica corrente, ovvero la
manifestazione di una riconoscibilità, il pregio di un linguaggio personale e distintivo.

L’edificio Bankiter a Madrid, L’isolato Diagonal (con De Sola-Morales), il museo di arte romana a Merida, ma
anche l’auditorium di Barcellona o il municipio di Murcia o ancora il museo di Fine Arts di Houston e non
ultimo il Kursaal a San Sebastian sono edifici compatti che offrono una risposta urbana per mezzo di diaframmi
definiti da pochi elementi neutrali e che rimandano a un interno tutto da inventare, ricco di compressioni e
dilatazioni spaziali, dove la vera protagonista dello spazio è la luce. Un interno che deve essere in grado di
sostenere la vita di qualunque edificio.

A volte solo la ricca composizione dei sistemi di copertura, costruiti con elementi ricorrenti nell’architettura di
Moneo, suggerisce il complesso gioco interno.
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La concezione - strategia dell’Architetto Spagnolo.

Occorre ricordare che, Moneo compie il primo tratto del suo apprendistato all’inizio degli anni Sessanta con Jørn
Utzon da cui assimila la concezione addizionale utzoniana della architettura, ovvero la composizione non per volumi
plastici dotati di una finitezza e individualità figurativa, ma per cellule uguali e ripetibili, struttura visibile
soprattutto nei progetti di Utzon a scala urbana, che Moneo riporta alla scala edilizia facendone struttura ricorrente di
organizzazione volumetrica, con sempre maggiore evidenza in occasioni quali ad esempio il Museo di Stoccolma
(1991-98).

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1987-96, Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.

Destinazione d'uso Auditorium di musica, comprendente un museo della musica, una biblioteca specializzata, ristoranti e workshops.

Descrizione

- luogo Al momento in cui fu iniziata la costruzione, l’area prescelta era piuttosto marginale. Nonostante questo il sito, per le sue dimensioni
alquanto generose, e impreciso nelle forme, offriva un discreto spunto per l’architetto consapevole che in tale contesto il dialogo tra lo
spazio e l’architettura si sarebbe ridotto semplicemente a mero monologo.
- esterno L’edificio si presenta compatto, come se gli spazi fossero contenuti all’interno di un volume prismatico e longitudinale. Le facciate
esterne sono suddivise in maniera regolare, a formare quasi un reticolo, attraverso l’impiego di pilastri a vista, in cemento e pannelli
scuri, d’acciaio inossidabile.
- interni Il rivestimento interno è realizzato con pannelli di acero, sottolineando, così, la dialettica esistente tra interno ed esterno. E’ presente
una sala sinfonica che mantiene forme e proporzioni piuttosto regolari,e, in virtù dei canoni acustici; in questo spazio, è impossibile
stabilire l’usuale classificazione gerarchica del pubblico. Le estremità dell’edificio sono legate da un fulcro comune, concepito come
spazio pubblico, dove comincia la vita dell’edificio. Lo spazio centrale ad impluvio presenta le superfici interne arricchite dai dipinti
di Pablo Palazuelo, che introducono note liriche alludenti alla musica.
- schema planimetrico Edificio longitudinale, composto da due poli legati attorno ad un fulcro comune.

- sistema e materiali costruttivi Sistema intelaiato in cemento armato, tamponato da pannelli scuri in acciaio inossidabile all’esterno e in acero per il rivestimento
interno.
- programma funzionale Auditorium musicale.
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1987-96, Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.


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1987-96, Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.


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1987-96, Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.


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1987-96, Auditorio della Musica, Barcellona, Spagna.


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1988-1994, Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.

Destinazione d'uso L’edifico comprende diverse funzioni urbane: commerciali, residenziali, direzionali.

Dscrizione -

- luogo L’edificio è collocato sulla Diagonal, una grande arteria che congiunge il cuore dell’ Ensanche con uno degli ingressi della
città.
L’isolato Diagonal si colloca inoltre nel punto di confine tra due modi di costruzione della città, che appartengono a diversi
periodi storici.

- esterno Edificio longitudinale, alto, a geometria variabile. Nell’angolo, luogo d’affaccio su due strade vi è l’addensamento
dell’edificio che in quel punto raggiunge altezze maggiori. Presenta una differenza tra il fronte interno dell’isolato e il fronte
esterno. Nonostante questo, il carattere fondamentale è dato dalla semplicità e dalla purezza delle forme.
Sul fronte più esterno la parete finestrata diviene il tema principale della composizione. Le finestre non sono sempre uguali;
infatti le dimensioni e i loro rapporti proporzionali cambiano. La parete finestrata muta di volta in volta la sua composizione
per sottolineare la diversità del volume. Come risultato si ottiene un effetto di leggerezza, accentuato dalla luminosità del
travertino.
Il fronte interno presenta un carattere più pacato, caratterizzato da lunghe mensole che proteggono dal sole grandi finestre
orizzontali affacciate sul giardino. L’edificio qui mantiene un unico allineamento, variando solo in altezza e tutti gli elementi
sottolineano l’orizzontalità e la leggerezza.
- interni Nei piani alti sono collocati gli uffici ed un residence secondo uno schema ordinato e flessibile. Per facilitare l’accesso alle
automobili, si è pensato a rampe, che “assomigliano a delle grandi turbine”, e sono situate all’estremità, in corrispondenza
delle vie secondarie (questo per evitare che il fronte Diagonal sia deturpato dal movimento delle automobili).
Il piano terra forma al di sotto della Diagonal un seminterrato dove sono ubicati gli accessi al mercato dei prodotti freschi e al
supermercato. Interessante è anche lo spazio interno della galleria che crea ambienti diversi. A questa galleria non si accede
dalle estremità come nelle grandi gallerie ottocentesche. Al contrario, le estremità fungono da poli di attrazione. La
disposizione dei negozi esprime un senso di provvisorietà, come se essi avessero acquisito le loro posizioni per caso, grazie ad
un accordo privato.
- schema planimetrico Edificio polifunzionale ad andamento longitudinale.

- sistema e materiali costruttivi Edificio intelaiato in acciaio.Esternamente: marmo nero come rivestimento dello zoccolo commerciale, travertino per i piani
superiori. Vetro per le grandi finestrature.
- programma funzionale Edificio commerciale, per uffici, per abitazione.
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1988-1994, Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.


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1988-1994, Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.


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1988-1994, Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.


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1988-1994, Edificio Diagonal, Barcellona, Spagna.


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1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.

Destinazione d'uso Auditorium

Descrizione

- luogo La pittoresca baia di San Sebastiàn, che comprende due bellissime spiagge, è dominata, dall’alto di una estesa piattaforma, dal Kursaal, che si
allunga, coi suoi prospetti inclinati ed insistentemente lavorati, tra la città e la foce del fiume Urumea.
- esterno L’imponente fabbrica di Moneo, articolata in due prismi traslucidi e di diverse dimensioni, fronteggia la baia, offrendosi alla vista come un
enorme cristallo che si illumina di notte ed è appoggiato sulla sabbia.
Il basamento dell’edificio, ricoperto da una sorta di paramento roccioso che si offre alla vista come una curiosa scogliera intarsiata, si articola
nello stirato fronte ribassato su via Zorriola che costeggia il mare e si conclude nei corpi di servizio, dai prospetti insistentemente lavorati, a
sottolineare l’intervallo che essi scandiscono tra i volumi puri dei prismi luminosi retrostanti e la maglia urbana che lì si conclude.

- interni L’accesso alle vaste e luminose sale principali interne è consentito mediante la presenza di elegantissime rampe, leggere e imponenti allo stesso
tempo, strategicamente collocate negli spazi compresi tra i due rivestimenti ossia negli spazi definiti dagli slittamenti delle piante dei volumi
interni rispetto a quelle dei rivestimenti opachi.

- schema planimetrico Lo schema planimetrico risultante deriva dallo slittamento dei due prismi ( il più piccolo di 42x36x24m ed il più grande di 60x48x27m ). I
volumi puri dei due imponenti parallelepipedi inclinati sono configurati a partire da piante accostate in maniera volutamente asimmetrica e
leggermente ruotate l’una rispetto all’altra.

- sistema e materiali I volumi piegati, in cemento, dell’auditorium e del centro congressi, sono racchiusi da una struttura metallica che sostiene un leggerissimo
costruttivi rivestimento opaco. Il doppio rivestimento in vetro, all’interno e all’esterno della struttura metallica, è leggero e traslucido mentre gli involucri
liberi, in legno impiallacciato, dell’auditorium e della sala per le conferenze appaiono massicce e continue. Questa leggera struttura di
rivestimento, in acciaio, si eleva al di sopra di un robusto basamento rivestito da una sorta di paramento roccioso.

- programma funzionale I due imponenti parallelepipedi, di diverse dimensioni, accolgono, al loro interno, una vasta sala per le conferenze, collocata nel volume piccolo,
ed un auditorium, collocato, invece, nel volume più grande. Ampi spazi di servizio sono presenti all’interno del basamento dell’edificio.
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1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
- luogo “…il nuovo edificio è allineato a ridosso del lungo parallelepipedo regolare delle ex corderie. Viene costruito sull’area di demolizione del Museo di Arte Moderna degli anni ’50,
inglobando il vecchio corpo di fabbrica della palestra…”.
- esterno “…il rispetto per la situazione locale è portato agli estremi sull’affaccio interno dell’isola. Nulla si rivela a chi arriva dal ponte di collegamento con la terra ferma e percorre la
salita del pendio fino alla fine: solo qui appare, inaspettato, l’ingresso principale, anch’esso discreto e in secondo piano rispetto alle strutture contigue, incorniciato da una tettoia
piana che invita ad entrare.
Del tutto diversa la percezione del complesso dal lato del mare.
Qui la lettura si fa più immediata, senza la sovrapposizione di diaframmi: da sud verso nord si individuano l’ala del Museo di Architettura (aggiunta in un secondo tempo rispetto
al progetto di concorso), su tre piani, bianca, con finestrature a nastro e copertura piana; l’ex palestra mantenuta nella condizione originale, con tetto a doppia falda; il corpo
centrale corrispondente alla hall di accoglienza con il blocco aggettante e vetrato del ristorante; e infine i padiglioni del Museo d’Arte, chiusi, intonacati in rosso mattone, con
copertura a lanterne…”.
- interni “…il disegno geometrico della pianta è ordinatore senza essere costrittivo, consente libertà nell’organizzazione degli ambienti, e di conseguenza, flessibilità di fruizione. Una
grande hall fa da perno tra le due istituzioni che hanno in comune anche il guardaroba, la libreria e il ristorante e l’auditorium al livello inferiore. Verso nord si sviluppa il Museo
d’Arte, strutturato lungo un corridoio-galleria che affaccia lungo le corderie e sul giardino interposto. Al museo sono riservati un’ampia sala per esposizioni temporanee e tre
unità padiglionari per la collezione temporanea. I padiglioni sono organizzati a blocchi, con le sale quadrate e rettangolari di varie dimensioni e proporzioni incastrate le une nelle
altre, secondo la logica della compattezza.
Ogni gerarchia è annullata, ma è preservato un ritmo grazie a dei piccoli intervalli spaziali che distaccano un blocco dall’altro. La neutralità delle geometrie delle sale è rafforzata
dall’illuminazione naturale zenitale ottenuta tramite lucernari aperti nella soffittatura a tronco di piramide, soluzione che garantisce un rapporto ideale tra diffusione luminosa e
altezza ambienti…”.
Essenziale è l’arredo: le poltrone e i tavoli della sala conferenze, le lampade e le maniglie, disegnati dallo stesso Moneo con Belén, Moneo e Jeff Brock, sviluppano la figura del
cerchio che rappresenta un segno geometrico totalmente assente nell’intero progetto architettonico. Le sedie per il bar (prodotte da Garsnas AB) ed i tavoli per il ristorante
(prodotti da Kallemo), disegnati da Thomas Sandell, rispettano, invece, le forme squadrate dell’architettura.
- schema L’architetto spagnolo ha definito, senza alcuna enfasi, “una sequenza di padiglioni distribuiti lungo un asse continuo, costituito da un lungo corridoio ” l’idea base del museo
planimetrico che, con il suo profilo discontinuo, rievoca l’accumulo degli adiacenti edifici storici. La struttura delle sale d’esposizione è l’elemento chiave di questo edificio costituito da un
susseguirsi di sale rettangolari e quadrate, entrambe caratterizzate da una copertura a piramide che consente una illuminazione ed un’altezza congeniale per il museo. Un ingresso
comune conduce sia verso il Museo di Arte Moderna, a nord, sia verso il Museo di Architettura, a sud, il quale si prolunga in un’ala, congiungendosi alla facciata nord–est della
palestra e, quindi, all’edificio n. 129 dello Svenskundsvagen. Se si sceglie di visitare il Museo di Arte Moderna, una galleria aperta conduce verso le sale di esposizione. Questa
galleria lineare rappresenta la spina dorsale dell’edificio.
- sistema e La struttura principale in cemento armato è rivestita da un tamponamento costituito da blocchetti in cemento, con isolamento, intonacati. Le coperture sono realizzate in rame
materiali supportate da strutture in acciaio, mentre la carpenteria è prevalentemente in legno naturale. All’interno delle gallerie, l’edificio è rivestito in legno con pavimentazione in pietra,
costruttivi legno nelle gallerie, gomma o linoleum negli uffici.
- Dall’unico ingresso, si raggiunge, a sinistra, attraverso la galleria, il Museo d’Arte, oppure a destra quello di Architettura; il piano interrato ospita la sala conferenze, il museo
programma della fotografia, gli spazi per la didattica. La varietà di sale rettangolari e quadrate, di proporzioni e misure differenti, soddisfa le esigenze del nuovo museo e della sua ricca
funzionale collezione di opere d’arte. All’interno dell’edificio sono presenti, inoltre, gallerie destinate alla grafica ed alla fotografia, auditori di varie capienze, laboratori per bambini
nonché uffici per gli archivi e servizi per l’immagazzinaggio, la spedizione ed il ricevimento delle opere d’arte.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1990-1998 Museo di Arte Contemporanea e di


Architettura, Isola di Skeppsholmen Stoccolma, Svezia.
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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.

Destinazione d'uso Spazio espositivo

Descrizione -

- luogo “…il nuovo museo è stato costruito accanto al precedente Museum of Fine Arts di Houston costruito dall’architetto W.W.Watkin e
ampliato in seguito dall’architetto Mies van der Rohe…”.
- esterno “…massa compatta che occupa interamente il sito senza lasciare spazio ad arretramenti di sorta.
Soltanto l’apertura, simile ad un fossato, sull’altura settentrionale ha un certo rilievo volumetrico, che digrada verso il ristorante del
piano inferiore ed è accompagnato da una cascata d’acqua a gradini.
L’esterno a forma di scatola, rivestito di pietra arenaria, rispetta in pieno la struttura dell’edificio originario, in particolare le parti in
vetro e acciaio progettate da Mies van der Rohe , come si trattasse semplicemente di un condizionatore d’aria esterno.
Ricoperto da 30 monitor leggeri forniti di persiane di ventilazione, ricorda vagamente i condizionatori un tempo collocati sulla
sommità dei tetti.
Le due facciate minori del Beck somigliano alle ripide scogliere di una cava di pietra; le poche aperture sono schermate per non
contrastare con le superfici delle mura.
Le due facciate principali sono appena più articolate: una è dotata di un profondo portico carrozzabile, sei aste per bandiere, un
gradino ricavato nell’angolo superiore e un’unica finestra al piano superiore; l’altra presenta un elemento aggettante sospeso
sull’ingresso e un ponte sul fossato citato in precedenza, un interruzione del muro che funge da finestra degli uffici dei curatori del
museo situati al piano superiore…”
- interni “Dimostra con chiarezza come si possa dividere una superficie regolare in una serie di figure che definiscono ambienti e corridoi,
scale e aperture, gallerie e cortili di luce, riempiendo lo spazio con continuità e contiguità ammirevoli, senza sottomettersi a uno
schema prestabilito.
L’architettura compatta origina livelli densi e saturi che sfruttano gli spazi interstiziali per incoraggiare il movimento e può
consentire una sorprendente libertà nella disposizione degli elementi richiesti dal programma…”.
- schema planimetrico È composto da un sistema a corti coperte da lucernari

- sistema e materiali costruttivi Pietra arenaria all’esterno

- programma funzionale Edificio specialistico: museo


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1992-2000 Museo di Belle Arti, Houston, Texas, U.S.A.


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1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


Los Angeles, California.

Destinazione d'uso Il complesso ospita: la cattedrale, la residenza arcivescovile, un centro convegni.

- luogo L’area è compresa tra Temple Street e Hollywood Freeway, da un lato, e tra Hill Street e Grand Street dall’altro.Questa porzione di città è situata
in una posizione dominante facilmente accessibile tramite la rete autostradale e i sistemi di trasporto pubblico. Le sue dimensioni sono
appropriate, poiché i suoi 39000 mq consentono di accogliere generosamente sia le previsioni di programma che gli sviluppi futuri del complesso.
L’area è ben visibile, essendo Hollywood Freeway una delle arterie più trafficate. Nello stesso tempo è anche isolata; infatti, nonostante il sito si
trovi nel cuore della città, conserva i caratteri di isolamento e indipendenza che non risultano compromessi dalla presenza di altre costruzioni.
- esterno Il complesso è inserito in un recinto dove la cattedrale svolge un ruolo preminente. L’organizzazione dei vari volumi ricorda il modo adottato dai
francescani per la costruzione dei recinti delle antiche missioni. La cattedrale si presenta come insieme di volumi puri che si intersecano a formare
la scansione degli spazi interni. Questa purezza dei volumi è sottolineata dall’uso del calcestruzzo sabbiato a vista anche all’esterno.
- interni La percezione dello spazio interno è sottolineata dal ruolo fondamentale che la luce svolge. Le parti piene sono realizzate in calcestruzzo sabbiato
a vista, mentre la parti vuote, le bucature, sono schermate da vetrate in alabastro, attraverso le quali la stessa luce viene filtrata contribuendo a
creare un’ atmosfera di luminosità diffusa ed avvolgente, all’interno della quale fluttua il costruito. La luce non è mai diretta ma giunge sempre
filtrata: avviene questo anche per le cappelle laterali che ricevono la luce dalle grandi vetrate e la riflettono sia all’interno della navata che nei
deambulatori, dove la luminosità contribuisce a configurare un percorso di iniziazione, che conduce alla navata centrale. Infine la vetrata a forma
di croce nell’alto dell’abside offre la luce come metafora della presenza di Dio, tramite i raggi di sole che porge.
- schema planimetrico La cattedrale presenta un impianto cruciforme ed è orientata, come vuole la tradizione, secondo l’asse EST-OVEST. Per far si che il tempio fosse
accessibile dalla piazza antistante è risultato necessario ricavare gli ingressi sui lati. La pianta si presenta inusuale poiché le cappelle laterali non si
aprono sulla navata principale, come avviene di solito, ma sui deambulatori che sostituiscono le antiche navate laterali. Alla conclusione dei
deambulatori si trova il battistero che, in questo modo, consente la vista delle processioni dei catecumeni che accedono alla chiesa. La navata, con
una capacità di duemila persone, l’altare principale e l’annesso pulpito, affiancato da ordini di posti a sedere, occupano la fascia longitudinale
della cattedrale. Un’ampia finestra con una croce domina l’area dell’altare e le connotazioni religiose della luce sono rafforzate dall’inclinazione
dei piani orizzontali. Il coro è posto accanto all’altare, arretrato rispetto alla cancellata, in una struttura di forma scatolare aperta sopra la quale si
erge l’organo. Le superfici della facciata dietro l’organo sono caratterizzate da feritoie anch’esse di alabastro, che vanno a creare un secondo
punto di luce filtrata nella zona dell’altare. Lo stesso metodo di illuminazione, con la luce filtrata attraverso le feritoie, viene utilizzato per le
grandi finestre della facciata laterale della navata.
L’ingresso della chiesa è preceduto da un sagrato che permette di raccogliere un gran numero di fedeli in un’atmosfera di benvenuto.
- sistema e materiali Da un punto di vista prettamente strutturale, la costruzione è realizzata in cemento armato, gettato in opera. Tra i principali materiali costruttivi
costruttivi dobbiamo menzionare: calcestruzzo e cemento armato sabbiati, alabastro con intelaiature in bronzo, soffitti in legno.
- programma Complesso ecclesiastico.
funzionale
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


Los Angeles, California.
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1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


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1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


Los Angeles, California.
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1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


Los Angeles, California.
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1996-2000 Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli,


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

Rapporti tra architettura e acustica.

La figura affianco rappresenta schematicamente i


vari modi in cui le onde dirette e riflesse si
propagano nell'ambiente. Nel caso delle onde
riflesse sono evidenziati due diversi fenomeni: la
riflessione speculare e la diffusione.

Sperimentalmente è stato messo in evidenza che esiste una distanza massima tra sorgente e ascoltatore
oltre la quale le condizioni di ascolto tendono a peggiorare rapidamente: questo vincolo limita la superficie
che può essere occupata dal pubblico e quindi limita il numero massimo di spettatori. L'introduzione di
balconate nel progetto della sala può consentire di aumentare tale numero. Occorre però osservare che la
loro presenza va valutata sempre attentamente,in quanto tendono inevitabilmente ad aumentare il volume
totale dell'ambiente e possono essere causa di difetti acustici in vari punti della sala, come echi e zone
d'ombra: la figura 2 mostra quest'ultimo effetto.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

Rapporti tra l’architettura di Moneo e l’acustica.

Il campo acustico che raggiunge l'ascoltatore è prodotto quindi dalla sovrapposizione delle onde dirette e riflesse. Il contributo fornito da queste ultime è
particolarmente importante sia ai fini dell'intellegibilità della parola sia per un buon ascolto della musica; condizione necessaria è però che la differenza di livello
sonoro e il tempo di ritardo tra onda diretta e riflessa non superi determinati valori. In caso contrario l'ascoltatore potrebbe percepire i due segnali separatamente
dando origine a un'eco.

Si può in generale affermare che affinché un'onda riflessa sia "utile" deve giungere all'ascoltatore,rispetto all'onda diretta, in un tempo inferiore a circa 50 ms nei
caso della voce, e a circa 75 ms nei caso della musica. Considerando una velocità del suono di 340 m/s, si ottiene una differenza di percorso delle due onde di 17 m
nel primo caso e di 25 m nel secondo. Questa condizione pone seri vincoli alle dimensioni in pianta e in altezza del locale.
Occorre poi ricordare che l'energia riflessa darà un contributo significativo se sarà superiore almeno al 10% di quella diretta. Il soffitto è una parte dell'ambiente
estremamente importante per far giungere riflessioni utili nelle zone più lontane della sala.
Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

La concezione dell’Architetto Spagnolo.


Università degli Studi della Basilicata Studio dell’Architetto José Rafael Moneo Vallés
Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.


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Architettura e progetto della Città Natura Studente: Francesco Lasala

1990-1999 Auditorio e centro congressi Kursaal, San Sebastián, Spagna.