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APPARECCHI DAPPOGGIO

SPECIALI

di F.Tomaselli

Pubblicato nella rivista:


Costruzioni Metalliche
n.1/2001

FIP Industriale
Nota Tecnica
N.T. 1547
Gennaio 2001

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INTRODUZIONE
Per inquadrare largomento si ricorda che un apparecchio dappoggio essenzialmente un organo di
collegamento fra due elementi strutturali, che ha il compito di trasmettere dei carichi fornendo nel
contempo i gradi di libert progettualmente previsti senza opporre apprezzabili resistenze, ovverosia
in modo da rappresentare il meno imperfettamente possibile i vincoli teorici ipotizzati dalla
Scienza e della Tecnica delle Costruzioni.
Negli ultimi trentanni limportanza degli appoggi andata in crescendo, quando si preso
coscienza, soprattutto grazie allaumentare delle dimensioni e della grandezza delle strutture, che
questi non sono accessori solo perch economicamente rappresentano una frazione trascurabile del
costo totale dellopera, bens rappresentano un elemento cruciale per il dimensionamento, la
durabilit e la sicurezza della stessa.
Fino a poco tempo fa la Normativa italiana dava delle indicazioni dettagliate sugli appoggi in
gomma armata, ma non era altrettanto esauriente sulle altre tipologie dappoggio esistenti, lacuna
che stata recentemente colmata dal CNR, che ha emesso le Istruzioni 10018/98: Apparecchi di
appoggio nelle Costruzioni Istruzioni per limpiego in sostituzione delle precedenti 10018/87,
che allo stato di fatto risultavano obsolete in rapporto alle innovazioni tecnologiche introdotte negli
ultimi anni ed alle nuove esigenze prestazionali.

APPARECCHI DAPPOGGIO SPECIALI


La normativa si riferisce alla progettazione di apparecchi dappoggio che si possono definire
normali, cio senza particolari modifiche o aggiunte che li portano ad essere classificati come
speciali. Laggiunta di queste caratteristiche un qualcosa che arricchisce lappoggio rendendolo
adatto ad ulteriori compiti.
In questo intervento intendo illustrarne due tipologie dal punto di vista applicativo, in modo che
Progettisti ed Amministrazioni siano maggiormente informati su queste opportunit di soluzione.

apparecchi dappoggio a doppio effetto

apparecchi dappoggio strumentati

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APPARECCHI DAPPOGGIO A DOPPIO EFFETTO


Conosciuti anche come appoggi a carico negativo o bilateri, sono apparecchi dappoggio
capaci di resistere a sforzi verticali di trazione, non sopportati dagli appoggi normali.
Questa tipologia trova applicazione generalmente nelle coperture leggere, nelle quali lasimmetria
in pianta degli appoggi, o la depressione del vento, possono indurre allo scarico totale ed al
sollevamento degli appoggi, che quindi necessitano della caratteristica aggiuntiva di resistere anche
a trazione: non rara lapplicazione su campate da ponte in semplice appoggio nelle quali le spalle
sono molto oblique rispetto alla via di corsa superiore, e leffetto dei sovraccarichi accidentali
particolarmente gravoso nello scaricare gli appoggi pi distanti dal baricentro dellimpalcato.
Per lapplicazione pi comune quella dei sovrappassi continui del tipo autostradale, caratterizzati
da una campata centrale molto lunga a fronte delle due campate laterali pi corte.

Fig. 1 Sovrappasso tipo

Su questultimi lA22 del Brennero ha condotto uno studio particolare, considerando il sovrappasso
tipo di fig.1, con la campata centrale abbastanza lunga (36 metri) da consentire il transito sottostante
di due carreggiate da tre corsie, e le due campate laterali, di eguale lunghezza, di luce variabile L
in funzione delle varie esigenze che si presentano al lato pratico. Limpalcato, ipotizzato largo 12
m, bloccato negli scorrimenti longitudinali su una delle due spalle (es. SP1), e libero di dilatarsi
verso la spalla opposta.
Lelevata luce della campata centrale, in rapporto a quella variabile delle campate esterne, il pi
delle volte ridotta, evidenzia gi a prima vista come un impalcato di questo tipo possa tendere ad

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alzarsi alle estremit, se non opportunamente vincolato, qualora venga sottoposto a carichi
veicolari posizionati in maniera gravosa.
Analiticamente, attraverso landamento delle linee dinfluenza, si studiato leffetto su un appoggio
di spalla (es. SP1) del carico permanente e di quello della prima e della seconda colonna di carico
accidentale, secondo quanto riportato nel D.M. 4/5/90, al variare della luce L nel range 9-20 m.

Fig. 2 Linea dinfluenza della reazione allappoggio di estremit SP1 L= 9 m

Partendo dal caso di campate destremit lunghe 9 metri (fig.2), si notino i diversi schemi di
caricamento adottati: carico permanente su tutta la lunghezza dellimpalcato, e carichi accidentali
nella posizione pi gravosa per i carichi verticali di trazione relativi agli appoggi della spalla SP1.
In questo caso entrambi i carichi determinano valori negativi, cio di trazione, in corrispondenza
della spalla SP1; anche leffetto del carico permanente prevalente su quello dellaccidentale.

Con laumentare della luce delle campate esterne, diminuiscono i valori di trazione sugli appoggi
della spalla SP1, pi rapidamente per quanto concerne i carichi permanenti, meno per quelli
accidentali; per una lunghezza compresa fra i 13 ed i 14 metri, i carichi permanenti danno effetto
nullo, mentre ovviamente i carichi accidentali continuano a dare un effetto di trazione.
Proseguendo, si vede come leffetto di compressione del carico permanente sulla spalla SP1 diventa
sempre pi preponderante rispetto a quello di trazione dovuto ai carichi accidentali.
Il riepilogo delle analisi svolte e dei risultati ottenuti visualizzato in fig.3.

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Fig. 3 Grafico riassuntivo Reazione della spalla SP1


al variare delle luci L delle campate laterali

Da tener presente che i risultati ottenuti sono parziali, perch non tengono conto del coefficiente
dinamico, che per una campata da 36m di lunghezza vale = 1.227.
Il solo inserimento di questaggravio di carico verticale porta, nel caso di L=17m, a RSP1acc 1+2= 259.287 x 1.227 = -318.145 kN, in valore assoluto maggiore di 316.936 kN (da carico permanente),
quindi con una condizione di leggera trazione.

Senza entrare ulteriormente nel dettaglio, si aggiunge che ad incrementare ulteriormente in maniera
evidente leffetto di trazione sugli appoggi di estremit concorrono i seguenti fattori:

Eccentricit trasversale dei carichi accidentali, che se da un lato carica alcuni appoggi,
dallaltro penalizza maggiormente quelli opposti sulla stessa pila, con effetto opposto sulle
spalle;

Vento, i cui effetti sono tipologicamente riconducibili a quelli delleccentricit trasversale del
carico verticale;

Carico della folla, trascurato in prima analisi, che seppur di lieve entit, se collocato nella
campata centrale contribuisce anchesso alleffetto di trazione sugli appoggi di spalla;

Eventuali cedimenti dei vincoli di spalla e/o differenziali di quelli delle pile (si riflettono su una
delle due spalle);

Ritiro e fluage del calcestruzzo, che solidarizzato allacciaio sottostante, tende a sollevare le
estremit del ponte;
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Differenziale termico sfavorevole, ovverosia qualora la soletta sia pi fredda della sottostante
struttura metallica.

Un possibile schema di vincolo nel caso di 4 travi (o linee dappoggio) quello rappresentato dalla
fig.4.

Fig. 4 Schema di vincolo nel caso di 4 travi (o linee dappoggio)

La scelta di affidare agli appoggi il compito di resistere a questa non comune sollecitazione, in un
campo in cui solitamente si considerano carichi soltanto di compressione, deriva da un insieme di
considerazioni che la fanno preferire a quella alternativa di posizionare un meccanismo a parte
specificatamente per questo scopo.

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A favore di tale scelta si possono elencare i seguenti vantaggi:

Capacit di consentire scorrimenti e rotazioni in qualsivoglia direzione;

Assenza di ulteriori ingombri;

Facilit di ispezionabilit e manutenzione;

Facilit di collegamento con sovra e sotto struttura;

Possibilit di sostituzione;

Facilit di integrazione con dispositivi sismici.

Poich nella quasi totalit dei casi le rotazioni non superano il valore di 1, gli appoggi pi indicati
sono del tipo a disco elastomerico confinato, come per esempio lappoggio unidirezionale a doppio
effetto di fig.5.

Fig. 5 Apparecchio dappoggio a disco elastomerico confinato unidirezionale a doppio effetto

Il nucleo centrale essenzialmente non differisce da quello dei classici appoggi resistenti solamente a
compressione, ed costituito da un elemento di base in acciaio (1) in cui ricavata una sede
cilindrica per lalloggiamento di un disco in gomma (2) che deformandosi per effetto delle
sollecitazioni imposte consente la rotazione dellimpalcato o comunque della struttura sovrastante
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attorno a tutti gli assi, costituendo cio una cerniera sferica. Un anello antiestrusione (3) impedisce
che la gomma estruda verso lalto sotto carico massimo uniforme che pu raggiungere valori di
compressione di 30 MPa. La stessa sede cilindrica accoglie, superiormente ed a contatto con il disco
in gomma, lelemento intermedio in acciaio (4), tondo, la cui superficie superiore viene lavorata per
lalloggiamento del PTFE alveolato ed incassato (5). Avvitato superiormente nellelemento
intermedio, vi un elemento di guida (7) atto ad assorbire gli sforzi perpendicolari al suo asse di
sviluppo, e definire il senso di scorrimento; sui fianchi della guida sono rivettati due listelli di
materiale antifrizione (8) che producono il minor attrito possibile scorrendo nella scanalatura
ricavata nellelemento superiore (19) ed andando in battuta sulla lamiera di acciaio inox (6)
opportunamente sagomata per realizzare sia un contatto con il pattino piano di PTFE (5), sia con i
listelli della guida.
Per evitare il passaggio di impurit che possano danneggiare le parti interne dellappoggio, (in
particolare il disco in PTFE) e pregiudicare la capacit di offrire resistenza quasi nulla al moto di
scorrimento, viene inserito il parapolvere-raschiapolvere in gomma (18).
Se lappoggio a doppio effetto, la forma e soprattutto lo spessore degli elementi di base (1) e
superiore (19), differiscono notevolmente da quelli degli appoggi normali. Ci dipende dagli
ancoraggi (che oltre a lavorare a taglio devono assorbire anche lo sforzo di trazione) e
dallinserimento di una coppia di staffe, o ganasce, (10) parallele fra loro e sviluppate nel senso
dello scorrimento, aventi principalmente il compito di impedire allelemento superiore, ancorato
allimpalcato, di sollevarsi, tenendolo vincolato allelemento di base, ancorato a sua volta alla
sottostruttura in cls (pila/spalla).
In particolare lelemento superiore deve poter accogliere i prigionieri (20) o altri sistemi di
ancoraggio alla sovrastruttura per la lunghezza necessaria al loro fissaggio dentro lappoggio, e nel
contempo consentire linserimento laterale delle staffe. Si noti come sia presente un sistema di
scorrimento pattino piano inox (9) listelli antifrizione (11), rispettivamente solidarizzati con
lelemento superiore (19) e la staffa antisollevamento (10): questo per mantenere la possibilit di
scorrimento anche in fase di lavoro a trazione.
La staffa, generalmente a forma di L, trasmette il carico di trazione sullappoggio allelemento di
base attraverso la bussola (15), un elemento cilindrico che lavora a taglio, passante attraverso un
foro circolare praticato nella parte inferiore della staffa; una bronzina (14) viene interposta fra staffa
e bussola per ridurre gli attriti. La vite (13) ha la sola funzione di mantenere in posizione la bussola
avvalendosi della presenza di una rondella (12).

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Un tale sistema di attacco della staffa allelemento di base necessario per garantire la rotazione
anche in condizioni di sollecitazione a trazione, ed implica inevitabilmente un notevole
inspessimento dellelemento di base dellappoggio (1).
Il tipico ancoraggio inferiore composto da viti (16) avvitate in zanche (17) che presentano
allestremit inferiore un anello saldato, in modo da consentire un miglior aggrappo al calcestruzzo;
tale sistema dancoraggio viene adottato anche superiormente qualora sia previsto getto di cls in
opera.

La tipologia multidirezionale molto simile: non presente la guida, quindi lelemento superiore si
muove in tutte le direzioni. In questo caso le staffe si mantengono parallele alla direzione di
maggior scorrimento (es. longitudinale, nei ponti), mentre lo scorrimento trasversale di progetto va
ad influenzare il varco orizzontale fra elemento superiore e testa della staffa. Questo punto non
trascurabile, perch mentre nel caso di appoggi normali assorbire lo scorrimento trasversale vuol
dire esclusivamente allargare lelemento superiore, nel caso di appoggi a doppio effetto ci si
riflette nellaumento del braccio fra punto di applicazione della forza e lincastro sia del dente
dellelemento superiore, sia ovviamente del tratto orizzontale della staffa, con conseguente loro
inspessimento. Per simmetria tutta la staffa avr spessori maggiori, e sommando anche altri piccoli
aggravi, laumento di costi rispetto alla tipologia unidirezionale potr risultare notevole.

Rispetto agli appoggi classici a semplice effetto, gli appoggi a doppio effetto risultano pi
complessi in tutte le fasi: laggiunta di sollecitazioni e di elementi amplifica il numero delle
verifiche, rende pi complesso lo studio della cinematica dellappoggio ed il suo disegno, mentre in
fase di lavorazione dei pezzi, verniciatura ed assemblaggio la cura da prestare per il perfetto
inserimento dei vari elementi portata ai massimi livelli.
Ne consegue che dal punto di vista economico i costi risultano inevitabilmente ben pi elevati.
Anche le prove di laboratorio aumentano di numero, in quanto consigliato eseguire un controllo a
trazione prima della messa in opera, soprattutto su quegli appoggi per i quali tali forze sono
ragguardevoli.

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ESEMPI DI APPLICAZIONI PARTICOLARI

Fig. 6 Tsing Ma Bridge (Hong Kong - Cina)

Nelle figg. 6 e 7 una foto del Tsing Ma Bridge, il ponte sospeso ferroviario e stradale pi lungo al
mondo, ed il disegno degli appoggi multidirezionali a doppio effetto ivi installati.

Fig. 7 Appoggio a cerniera sferica multidirezionale a carico negativo

Per assicurare una rotazione molto elevata, 4.5, e contemporaneamente la possibilit di resistere
anche a notevoli carichi di trazione ed a scorrimenti in entrambe le direzioni del piano orizzontale,
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stato progettato lappoggio a cerniera sferica di fig.7, in cui un perno centrale (5) funge da
antisollevamento collegando lelemento intermedio (4), a forma di lente scavata e forata al centro,
con lelemento di scorrimento (2), che a sua volta viene sostenuto dalle guide laterali (6). Gli altri
elementi che intervengono in questo processo di resistenza a trazione sono collegati l'uno all'altro
mediante viti (7-26-27). Scorrimenti e rotazioni sono possibili grazie a pi superfici
daccoppiamento PTFE-acciaio inox, piane e curve

Nella fig.8, in primo piano il Ting Kau Bridge, dove sono stati installati gli appoggi a cerniera
cilindrica, rappresentati nello sketch di fig.9 e nellimmagine di fig.10.

Fig. 8 Ting Kau Bridge (Hong Kong - Cina)


in secondo piano il Tsing Ma Bridge)

In questo particolare caso questi appoggi dovevano resistere ad un carico di trazione di 4700 kN a
ULS (stato limite ultimo), mentre non vi erano particolari problemi di ingombro.

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Fig. 9 Appoggio a cerniera cilindrica unidirezionale a carico negativo

Ne scaturita una tipologia caratterizzata principalmente dalle due robuste ganasce laterali (6),
opportunamente sagomate in direzione dello scorrimento, cio perpendicolari allasse di rotazione
dellappoggio. Notevoli gli ingombri di zanche (10) e piattini di ancoraggio (11) e (17): infatti
trattandosi di sollecitazione non solo di taglio, ma anche di trazione risultava indispensabile
assicurare un adeguato ancoraggio nel calcestruzzo contro il pull-out. Per permettere lestraibilit
delle viti (12), lelemento di base (2) stato saldato ad una contropiastra inferiore (1) molto larga, e
di conseguenza spessa. Lo stesso dicasi superiormente per gli elementi (4) e (5).

Due

guide

(3)

lunidirezionalit

e
di

(9)

assicurano

scorrimento

degli

elementi superiore (4) ed intermedio (3),


permesso dagli accoppiamenti PTFE-fogli in
acciaio inox, mentre le viti di ritenuta (13)
hanno il compito di evitare che le ganasce si
allontanino.

Fig.10 - Ting Kau Bridge (Hong Kong - Cina)


Appoggio a cerniera sferica a
doppio effetto assemblato in officina

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APPARECCHI DAPPOGGIO STRUMENTATI


Consentono la misurazione del carico verticale gravante sullappoggio in opera.
A seconda della tecnologia utilizzata, le misurazioni possono essere rilevate a bordo appoggio o
in sede remota, in qualsiasi momento nella vita dellappoggio posto in opera.
La

costante

dellaffidabilit,

ricerca

funzionalit

durabilit delle strutture civili ha


portato allo sviluppo di tecniche di
progettazione e realizzazione molto
sofisticate ed efficaci, che in molti
casi hanno consentito larchitettura
di opere darte complesse oppure
ledificazione in zone difficili
dal punto di vista geologico,
orografico,

sismico

Fig. 11 Appoggio strumentato posto in opera sotto un impalcato


continuo

ambientale.
La verifica del reale comportamento delle strutture realizzate, cio la valutazione sperimentale di
alcuni parametri funzionali e strutturali dellopera stessa, assume notevole rilevanza soprattutto nel
caso di strutture o infrastrutture adibite al trasporto su rotaia o su gomma.
Un caso classico il controllo del carico effettivamente gravante sugli appoggi posizionati sotto un
impalcato da ponte continuo (fig.11): il suo discostarsi dal carico teorico, per esempio per effetto di
cedimenti delle pile, sintomo di unanomala risposta dellimpalcato alle sollecitazioni cui
sottoposto, con migrazioni di tensioni verso sezioni non adatte a resistervi.
In generale gli apparecchi dappoggio strumentati trovano valida applicazione come sistema di
monitoraggio applicato agli effetti sulla struttura, in tutti i casi in cui preoccupano eventuali
cedimenti delle fondazioni in rapporto con una struttura di una certa rigidezza.
Il sistema di misura sfrutta la caratteristica intrinseca della gomma (elastomero) a comportarsi come
un fluido idrostatico, che trasmette uguale pressione in ogni direzione.
Alcuni appoggi gi contemplano al loro interno elementi in elastomero ( il caso degli appoggi in
gomma armata o quelli in elastomero confinato), altri invece no: per questultimi si prevede
linserimento di un apposito foglio in elastomero, confinato in un elemento aggiuntivo dacciaio.

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Si prenda il caso di fig.12, relativo ad un appoggio in neoprene confinato: il carico della


sovrastruttura trasmesso dallelemento superiore (1) al cuscino in elastomero (3) il quale,
compresso, crea a sua volta una spinta sulle pareti laterali dellelemento inferiore, o vaso (2).

Fig. 12 Appoggio strumentato del tipo a disco elastomerico confinato strumentato

Nelle pareti laterali del vaso si inseriscono uno o pi pistoncini calibrati (5) che hanno il compito
di trasmettere la spinta ognuno ad un sensore posto allesterno del vaso. Il singolo sensore
inserito in una robusta carcassa in acciaio
inossidabile (6) fissata alla parete esterna del
vaso (fig.13); su questa pu trovare posto il
connettore, necessario per la lettura del carico
sul

posto,

oppure

il

software

per

la

trasmissione dei dati via cavo telefonico.


E bene che tutti i particolari costituenti il
sistema di misura siano realizzati in acciaio
inox per prevenire problemi di corrosione.
Analogamente si consiglia per il trasduttore di
forza un grado di

Fig. 13- Particolare cella dinamometrica


installata su un apparecchio dappoggio

protezione IP67, e che il

connettore sia dotato di tappo a tenuta stagna.

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Nella progettazione non va trascurata la presenza dellanello di tenuta (4), che non deve essere
mai a contatto con il pistoncino, anche a rotazione massima dellappoggio: il pistoncino deve
essere sempre a contatto con lelastomero.

Fig. 14 Pont du Mascaret (Francia) - Apparecchi dappoggio ad elastomero confinato a doppio effetto

Lapplicazione presentata la pi moderna sul mercato: il sensore esterno allappoggio, per cui in
caso di malfunzionamento possibile intervenire e sostituire facilmente il pezzo senza limpiego di
particolari attrezzature e soprattutto senza rimuovere lapparecchio dappoggio e/o sollevare la
sovrastruttura.
Ogni appoggio dotato di strumentazione
elettronica deve essere sottoposto ad una
preventiva prova di carico verticale in
laboratorio, necessaria sia per testare
lefficienza dei pezzi meccanici interessati,
sia per determinare il fattore Kappoggio, tipici
di ogni appoggio: nella misura in situ, il
segnale

misurato,

visualizzato

su

un

indicatore, fornisce unindicazione in digit,


ed occorre moltiplicare tale valore per il

Fig. 15 Kanalbrcke Magdeburg (Germania)


Appoggi strumentati in fase di prova di
carico nei laboratori FIP Industriale S.p.A.

fattore K per ottenere il carico N agente sullappoggio in quellistante: N = Letturadigit x Kappoggio.


Con queste misurazioni si riesce ad avere una precisione quasi assoluta, valutabile nel 98%; prove
di laboratorio hanno evidenziato linfluenza della rotazione sulla misura del carico di compressione,
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quindi preferibile applicare la cella lungo lasse ortogonale allasse preferenziale di rotazione, cio
solitamente lungo lasse trasversale.
Numerose sono state le applicazioni in Italia ed allestero. In Francia queste innovazioni sono molto
praticate, sia in campo ferroviario che stradale; non mancano applicazioni anche in altri Paesi, come
nelle FS italiane ed in Germania.

Fig. 16 - Viaduc de Bergres (Francia)

CONCLUSIONI
Gli apparecchi di appoggio col progredire della tecnologia e con soluzioni nuove ed innovative,
sono in grado di assolvere a svariati compiti oltre va quelli tradizionali, in modo da diventare
sempre pi sofisticati strumenti in mano ai progettisti per risolvere particolari problemi o per
realizzare strumenti di sicurezza e di controllo.
Resistenza anche a carichi di trazione (appoggi a doppio effetto) e determinazione del carico
verticale (appoggi dinamometrici) sono le caratteristiche aggiuntive speciali illustrate in questa
nota.
Le migliori Aziende produttrici dispongono al loro interno di ingegneri e tecnici a disposizione di
Progettisti ed Amministrazioni per illustrare i vari prodotti e trovare insieme la soluzione pi adatta
per qualsiasi particolare caso.

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BIBLIOGRAFIA
[1]

CNR, Istruzioni 10018/98, Bollettino Ufficiale, Anno XXXIII, n.191, 1999

[2]

TC 167 - EN 1337, European Standard on Structural Bearings, 1996

[3]

L.Ascione, L.Feo, S Di Trapani, Apparecchi dappoggio nelle costruzioni: considerazioni a


margine della recente Istruzione CNR 10018/98, Atti del Seminario ACAI, Verona 1999.

[4]

K.Bergmeister, C.Costa, F. Tomaselli, Cavalcavia autostradali continui a struttura mista:


appoggi scorrevoli a carico negativo quale soluzione antisollevamento per le campate
destremit, Atti del Seminario ACAI, Verona 1999.

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