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Salvatore Vellecco

Tesina di Storia

Il Fascismo
Il Novecento un secolo ricco di avvenimenti storici.
Nella sua prima met vi furono:
Prima e Seconda Guerra Mondiale;
Affermazione di regimi totalitari di Destra (Fascismo e Nazismo,
rispettivamente in Italia ed in Germania) e di Sinistra (Stalinismo in URSS).
LItalia del Primo Dopoguerra presentava una situazione economica colpita dalla
crisi, causata dai debiti di guerra (ancora da pagare perch non si riusciva, per
mancanza di materie prime, a far ripartire lindustria) e dal numero delle
importazioni maggiore di quello delle esportazioni. Da ci derivano una forte
inflazione, che sal fino al 600 per cento, e la crescita della disoccupazione, che
colp soprattutto i giovani congedati.
Contemporaneamente si videro le prime conseguenze politiche della societ di
massa: il suffraggio universale e la nascita di due nuovi partiti:
Il Partito socialista, fondato da Filippo Turati e che ottenne 156 seggi in
Parlamento;
Il Partito popolare, fondato dal sacerdote Don Luigi Sturzo con
lautorizzazione del Vaticano che voleva partecipare alle vicende politiche
Questi due partiti furono diversi dagli altri perch si misero alla testa delle proteste
dei lavoratori. I popolari si organizzarono in Leghe Bianche, che puntavano a
migliorare le condizioni di mezzadri e braccianti; i socialisti si organizzarono in
Leghe Rosse che puntavano alle riduzioni degli orari di lavoro e agli scioperi degli
operai. Iniziava cos il Biennio Rosso (1919-1920), caratterizzato da scioperi e
rivolte operaie. Nel 1920 infatti, tutte le industrie, da Milano a Napoli, furono
occupate dagli operai e iniziarono ad autogestirsi. Il Governo, per porre fine a tutto
ci, ordin ai proprietari di essere pi permissivi e di aumentare i salari.
Inoltre, dal Partito socialista, nel 1921 si stacc lala massimalista guidata da
Antonio Gramsci, da cui nacque il Partito comunista italiano. In quello stesso
periodo Giovanni Giolitti divenne presidente del Consiglio. Egli pose
definitivamente la parola fine sia sulle rivolte operaie, sia sulla rivendicazione della
citt di Fiume da parte di Gabriele DAnnunzio, firmando con la Iugoslavia il
Trattato di Rapallo, con il quale si dichiarava Fiume citt indipendente.
In questa situazione confusa si inser Benito Mussolini, che aveva un idea chiara
in testa: impadronirsi del potere. A questo scopo, egli fond nel 1919 i Fasci italiani
di combattimento, un organizzazione paramilitare.
Lui e i Fasci condividevano il disprezzo per il Parlamento ritenuto lento ed
inefficiente, luso della violenza se necessaria e volevano uno Stato forte
comandato da un solo capo.
I Fasci portavano la camicia nera ed erano divisi in squadre dette squadracce.
A queste Mussolini aveva dato due parole fondamentali: nazionalismo e
antisocialismo, ma per il resto diceva che avrebbe cambiato ideali in base alle
situazioni che si sarebbero presentate. Per mesi, i Fasci rimasero isolati, poi nel
1920 Mussolini li condusse a Bologna, dove si stava inaugurando la nuova
amministrazione socialista. L nacque uno scontro a fuoco tra Fasci e socialisti,
fatto che diede lopportunit ai fascisti di dare inizio alle spedizioni punitive contro
le Leghe Rosse. Questo atto segna, secondo alcuni, la nascita del fascismo. Infatti
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Mussolini, una volta proposto agli agrari di effettuare spedizioni punitive contro i
braccianti in sciopero, nonostante che i fascisti disprezzassero proletari e borghesi,
inizi a ricevere, dal 1921 al 1924, ingenti somme di denaro.
Le offensive antisocialiste avevano come obiettivi Municipi, Camere di Lavoro, sedi
delle leghe contadine e le abitazioni dei dirigenti sindacali, che venivano
sgomberati e incendiati; gli operai venivano attaccati fuori dalle fabbriche e lasciati
moribondi per le strade. Colpa del successo fascista va anche in parte a Giolitti,
che non fece nulla per fermare queste azioni.
Nel biennio 1920/21, le squadracce dimezzarono gli scioperi; vi furono 1500 morti
e un altissimo numero di feriti.
Nel 1921 la lista fascista partecip alle elezioni, ottenendo 35 seggi al Parlamento.
Una volta caduto il governo Giolitti, Mussolini trasform i Fasci in Partito Nazionale
Fascista e aspett loccasione giusta per rafforzare la sua posizione. Questa si
present il 1 agosto 1922, quando la Cgl annunci lo sciopero generale: Mussolini
rovesci sugli operai le camice nere per tutta lestate, per far capire a tutti che era
un uomo forte e potente. Poi diede inizio alla Marcia su Roma, che consisteva
nelloccupazione fisica della capitale, per dare un buon motivo al re per affidargli il
governo. Il 28 ottobre 1922, trentamila fascisti erano alle porte della capitale e il re,
vedendo nel fascismo lunica forza che sarebbe stata in grado di rialzare lItalia,
fece ritirare le truppe che avevano sbarrato tutti gli accessi alla capitale. Il 30
ottobre Mussolini era capo del governo.
Appenna diventato presidente del Consiglio, Mussolini punt subito a trasformare
lItalia in uno Stato autoritario prendendo i seguenti provvedimenti:
Ridusse il numero dei ministeri, per liberarsi di funzionari fedeli allo Stato
liberale;
Cre il Gran Consiglio del Fascismo, che si occupava, oltre ad altri compiti,
di apportare eventuali modifiche allo Statuto Albertino;
Cre la Milizia, un corpo militare alle sue dipendenze;
Cre la Ceka una polizia segreta simile a quella sovietica;
Modific la legge elettorale per trovarsi avvantaggiato alle elezioni.
Inizi a farsi chiamare Duce (capo).
Nel 1924 si torn a votare e il fascismo ottenne il 65% delle preferenze.
Quel risultato era stato ottenuto compiendo delle irregolarit. E ad accorgersene fu
un giovane parlamentare del partito socialista, Giacomo Matteotti, che chiese con
un discorso al parlamento di annullare il voto.
Pochi giorni dopo Matteotti spar e dopo due mesi il suo corpo fu ritrovato. Subito
tutti pensarono che il responsabile della sua morte fosse stato Mussolini stesso.
Egli dichiar successivamente che erano stati alcuni suoi collaboratori che avevano
agito di loro volont. Oggi per gli storici hanno scoperto che i brogli elettorali non
erano lunico motivo per cui Matteotti doveva morire. Egli infatti stava per dire in
Parlamento che Mussolini stava incassando una tangente miliardaria, per
concedere il monopolio della ricerca del petrolio nel nostro Paese ad una
compagnia americana.
In questo momento i partiti italiani avrebbero potuto unirsi contro il fascismo per
abbatterlo, invece erano divisi ed impauriti e non fecero nulla. I parlamentari
dellopposizione abbandonarono il Parlamento, che smise di funzionare. Poi egli
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stesso lo riapr annullandone i poteri, dopo una serie di intervanti sullo Statuto
Albertino. Dopo di questo nessuno pi si oppose e tacque anche la satira.
Abbandonato ogni timore, Mussolini diede inizio alla dittatura personale del Duce,
emanando le leggi fascistissime nel 1926:
Furono sciolti tutti i sindacati e tutti i partiti, tranne quello fascista;
Il parlamento fu occupato da soli fascisti;
Fu istituito il Tribunale speciale che giudicava gli antifascisti;
Furono ripristinati la pena di morte e lesilio;
Fu fondata lOvra, organizzazione per la vigilanza e la repressione
dellantifascismo, che era autorizzata a compiere perquisizioni, arresti e
torture, senza mandato;
Fu soppressa la libert di stampa e imposta la censura.
Per avere ancor di pi lappoggio del padronato, Mussolini elimin il diritto di
sciopero di operai e contadini, sciolse i sindacati e costitu le Corporazioni.
La differenza tra sindacati e Corporazioni era che: i sindacati agivano in base alle
richieste degli operai stessi, mentre le Corporazioni in base agli ordini del
padronato. Attraverso queste, il fascismo riusc ad ottenere una forte riduzione di
stipendi e salari.
Il pi grande successo politico di Mussolini fu la riconciliazione tra Stato e Chiesa
grazie ai patti Lateranesi (perch furono firmati nel Palazzo del Laterano) del 1929,
conosciuti anche come Concordato.
Con questo, Mussolini rinunci al carattere laico dello Stato, difeso dal 1871 da
Destra e Sinistra storiche; proclam, quindi, il cattolicesimo la religione di Stato e fu
abolito il credere e il professare altre religioni (ebraica compresa). Cos Mussolini
ottenne il consenso dei cattolici.
Il Duce gioc anche sul tema economico, per costruire limmagine di unItalia forte.
E per qualche tempo ci riusc. In favore dellagricoltura bonific le Paludi Pontine,
rendendo cos coltivabili 60.000 ettari di terreno e complet lAcquedotto Pugliese,
dando al meridione acqua potabile e per lirrigazione.
In favore dellindustria, costru centrali elettriche, ampli strade e ferrovie che
facilitarono i trasporti di materie prime e, grazie alle riduzioni salariali e alla fine
degli scioperi, si riusc a fare riprendere la produzione.
Ma questo per soli tre anni: dopo il 1925, leconomia italiana inizi a declinare ed
entr in crisi. E quando nel 1929 una crisi economica mondiale part dagli USA ed
arriv in Europa, lItalia non riusc pi a riprendersi.
Mussolini per non capiva nulla di economia, ed era ossessionato da tre idee fisse:
La crescita della popolazione;
Il ritorno ad una Italia contadina;
Raggiungimento dellautarchia, ovvero lautosufficienza economica, con
lillusione di riuscire a gestirsi economicamente con i propri prodotti, quando
la collaborazione tra tutti i Paesi del mondo era indispensabile.
Il primo obiettivo era collegato al secondo (una famiglia contadina ha, infatti,
bisogno di braccia per lavorare la terra) e fu realizzato con una grande campagna
demografica: le famiglie che avevano pi di otto figli venivano premiati con bonus
vari, mentre gli scapoli venivano penalizzati ed erano i primi ad essere licenziati e
non ottenevano promozioni.
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Gli ultimi due avevano come pilastro la Battagli del grano, basata sullidea arcaica
che un Paese che ha pane autonomo. Essa fu effettuata distruggendo frutteti,
vigne ed altre colture specializzate tipicamente italiane che non fecero altro che
peggiorare la situazione. LItalia non aveva un terreno adatto a coltivare grano, e
continu a non averlo.
Di fronte ad una crisi che nonostante i tentativi raggiungeva anche lItalia, Mussolini
pass al protezionismo aumentando i dazi sulle importazioni, proteggendo i prodotti
nostrani dalla concorrenza estera. Industriali e agrari per, approfittarono della fine
della competitvit per finire di apportare migliorie e per aumentare i prezzi.
Ancora pi grave fu la conseguenza di unaltra ideologia: lo statalismo, ovvero
lintervento abusivo dello Stato nellimprenditoria privata. Infatti essendo
anticapitalista, Mussolini non voleva lasciare leconomia in mano a banchieri e
proprietari. Esso si manifest:
Riscuotendo sussidi statali ai produttori di grano e acciaio;
Fondando l Iri (istituto per la ricostruzione industriale) che aveva il compito
di salvare banche e aziende in difficolt col denaro pubblico;
Varando la Legge del 33 che vietava lapertura di nuove fabbriche senza
lautorizzazione del governo.
Tutte e tre si rivelarono fallimentari:
I sussidi statali, come i dazi, fecero aumentare ancora di pi i prezzi;
LIri divenne un luogo dove regnava la corruzione, si scambiavano favori e si
elargivano mazzette;
La Legge del 33 diede la possibilit a colossi come Fiat e Pirelli di crescere,
ma imped la nascita di anche piccole industrie che potessero fare un minimo
di concorrenza.
Allinizio degli anni trenta lItalia era in disastro, la Lira si svalut facilmente e
Mussolini usc sconfitto dalla battaglia contro la disoccupazione.
Elemento principale del regime fu la martellante propaganda che aveva lobiettivo
di entusiasmare il popolo. Essa era esercitata dal Ministero omonimo che prima di
tutto controllava le notizie date alla radio e sui giornali, modificando anche la
maggior parte di loro. Qualche tempo dopo lascesa di Mussolini, gli Italiani ebbero
la sensazione di vivere in un Paese dove non vi erano pi omicidi, suicidi, rapine e
dove gli unici incidenti stradali erano causati da veicoli di marca straniera. Nelle
scuole venne utilizzato un testo di Stato compilato secondo i principi del fascismo.
Bambini e bambine venivano inseriti in organizzazioni giovanili paramilitari (balilla,
avanguardisti). Ma il massimo strumento propagandistico erano i discorsi del Duce,
che si tenevano nelle maggiori piazze italiane, ma che venivano trasmessi via radio
nelle case di tutti gli Italiani. Il Duce usava particolari espressioni del viso,
modificava frasi storiche a suo piacimento e inventava slogan. I cinegiornali
(documentari a sfondo propagandistico) dimostravano di lui che era un uomo che
eccelleva in tutti gli sport, un eroe sprezzante del pericolo.
Nel suo studio la luce era accesa tutta la notte, per far credere agli Italiani che
lavorasse tutto il giorno per loro. Si diceva che avesse gli Occhi daquila capaci di
guardare fisso il sole.

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Invece al Duce piaceva andare a letto presto e aveva addirittura bisogno degli
occhiali per leggere. Inoltre era goffo, basso e non era in grado nemmeno di salire
a cavallo. Ma la propaganda non riusc a piegare gli ideali degli antifascisti. Tra
questi i principali erano: Antonio Gramsci, Giancarlo Pajetta, Sandro Pertini (poi
presidente della repubblica dal 1978 al 1985), Palmiro Togliatti ecc.
Verso la fine degli anni 20, Mussolini inizi a perdere la fiducia del popolo, che lo
vedeva incapace di risolvere i problemi dello Stato.
Cos Mussolini inizi a rivendicare il dominio sul mediterraneo e inizi il periodo
della colonizzazione di Libia, Somalia, Eritrea ed Etiopia.