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Lingua giapponese

La lingua giapponese ( Nihongo* ?) una lingua 2 Fonologia


parlata in Giappone e in numerose aree di immigrazione
giapponese. Il giapponese, insieme alle lingue rykyane, In giapponese esistono cinque fonemi vocalici e ventisei
forma la famiglia linguistica delle lingue nipponiche.
fonemi consonantici dierenti. Questi ultimi, per, non
Dal punto di vista logenetico il giapponese si considera si presentano mai da soli ma hanno sempre bisogno di
solitamente una lingua isolata, per l'impossibilit di rico- una vocale a cui appoggiarsi (l'unica eccezione //, che
struire con sicurezza la sua origine. Alcune delle teorie pu apparire isolato). Si usa dire a questo proposito che il
proposte ipotizzano che il giapponese possa avere origini giapponese una lingua sillabica: l'elemento fondamencomuni con la lingua ainu (parlata dalla popolazione indi- tale della parola non infatti la lettera, ma la mora. Le
gena Ainu tuttora presente nell'isola di Hokkaid), con le more sono composte sempre secondo lo schema [consolingue austronesiane oppure con alcune lingue del grup- nante] + [vocale] oppure secondo lo schema [consonante]
po uralo-altaico. Le ultime due ipotesi sono attualmente + /j/ + [vocale]. Questo limita notevolmente la possibilit
le pi accreditate: molti linguisti concordano nel ritenere di comporre parole usando i fonemi.
che il giapponese sarebbe costituito da un substrato au- Nella traslitterazione della scrittura giapponese (secondo
stronesiano a cui si sovrapposto un apporto di origi- i sistemi uciali Hepburn e Kunrei) sono impiegate solne uralo-altaica. Evidenti sono le somiglianze sintattiche tanto ventidue delle ventisei lettere dell'alfabeto latino,
con il coreano (che formerebbe con il giapponese il grup- cinque vocali e diciassette consonanti (alcune delle quali
po macro-tunguso), da cui dierisce tuttavia sul piano corrispondono a pi di un fonema).
morfologico e lessicale.

Vocali

m=m

or

n=m

Vari studiosi utilizzano il termine protogiapponese


(dall'inglese Proto-Japonic) per indicare la protolingua di 2.1
tutte le variet delle lingue moderne del Giappone, ovvero la lingua moderna giapponese, i dialetti del Giappone e tutte le forme di lingua parlata nelle isole Ryukyu* [3]. Dal punto di vista tipologico il giapponese presenta molti caratteri propri delle lingue agglutinanti del
tipo SOV, con una struttura tema-commento(simile
a quella del coreano). La presenza di alcuni elementi tipici delle lingue essive ha spinto tuttavia alcuni linguisti
a denire il giapponese una lingua "semi-agglutinante".

o
a

Vocali della lingua giapponese

I fonemi vocalici giapponesi, in trascrizione IPA, sono


/a/ /e/ /i/ /o/ /u/, che vengono abitualmente traslitterati
rispettivamente come a, e, i, o, u. L'unica vocale caratteristica della lingua giapponese la realizzazione di
Il giapponese lingua uciale nell'arcipelago giappone- /u/ in [], fono arrotondato esolabiale.
se e nell'isola di Angaur (Palau), dove condivide questo In ambiente sordo, ovvero quando precedute e seguite da
status con l'angaur e l'inglese. Esistono inoltre numero- consonanti sorde o in ne di frase, la pronuncia di alcuse comunit di lingua giapponese nelle aree di immigra- ne vocali (principalmente /i/ e /u/ ma in alcuni parlanti
zione, in Brasile, in Per e negli Stati Uniti (soprattutto anche /a/ e /o/) desonorizzata (con vibrazione delle cornelle Hawaii e in California). Gli immigrati giapponesi di de vocali solo parziale o totalmente assente). L'accento
queste comunit sono chiamati nisei (* ? lett. se- regionale della zona del Kansai (saka, Kyto), molto
conda generazione) ed raro che parlino giapponese caratteristico, invece tende a pronunciare marcatamente
correntemente.
anche le vocali desonorizzate della lingua standard.

Distribuzione geograca

3 GRAMMATICA

Alcuni esempi (le vocali tra parentesi sono da pronunciare Ko (bambino) diviene perci otoko no ko (bambino masenza far vibrare le corde vocali):
schio, ragazzo) oppure onna no ko (bambina, ragazza) a
seconda dei casi. Un ristretto numero di sostantivi presenta una forma plurale ottenuta per raddoppiamento, che
/u/ desonorizzata ([]):
pu essere considerata alla stregua di un nome collettivo:
desu (copula) pronunciato [des()]
hito (persona) diviene hitobito (persone, gente).
Asuka (nome
[s()ka]

proprio)

pronunciato

Pronomi personali Rientrano fra i sostantivi anche i


pronomi personali, che presentano numerose forme per
/i/ desonorizzata ([i]):
ciascuna persona (utilizzate a seconda del contesto per
deshita (copula al passato) pronunciato esprimere il grado di familiarit fra i parlanti):
[desh(i)t]
Alcune precisazioni:
kita (nord) pronunciato [kit]

/a/ e /o/ desonorizzate:


kakaru (verbo dai molteplici signicati)
pronunciato [k()kr]
kokoro (cuore) pronunciato [k(o )ko ro ]
Le vocali possono essere allungate con la ripetizione della stessa o con l'aggiunta di altre vocali. Non esiste un
accento tonico come concepito nelle lingue neolatine:
l'accento potrebbe cadere su qualunque sillaba della parola in base alla musicalit che assume all'interno della
frase.

2.2

Consonanti

Di seguito vengono riportati i fonemi base (tra /.../) e i


foni (tra [...]) del consonantismo giapponese:
I fenomeni pi comuni sono l'assimilazione di alcune
consonanti e la sonorizzazione di altri in contesti vocalici.

3
3.1

Grammatica
Parti del discorso

Le parti del discorso presenti nella lingua giapponese sono cinque: sostantivo, verbo, aggettivo, avverbio,
particella. Quest'ultima categoria racchiude le denizioni italiane di preposizione, congiunzione e interiezione. I
pronomi non esistono come categoria a s stante, ma sono
trattati secondo i casi come sostantivi o come aggettivi.
Gli articoli sono del tutto inesistenti.
3.1.1

Sostantivi

Il sostantivo giapponese, nella maggior parte dei casi, non


presenta distinzioni di genere e numero: sensei signica
indistintamente maestro, maestra, maestri
o maestre. Quando si vuole caratterizzare un nome
di persona secondo il genere, si possono far precedere le
specicazioni otoko no (maschio) e onna no (femmina):

Il pronome di prima persona watakushi una forma molto formale e ormai caduta in disuso; anche
watashi formale ma in misura minore rispetto a
watakushi. Boku e atashi invece sono abbastanza informali e usati perlopi tra amici e in famiglia. Ore
invece ancora pi informale e talvolta considerato
maleducato.
Riguardo ai pronomi di seconda persona c' da aggiungere che esistono ulteriori forme: otaku (da non
confondere con l'altro signicato otaku) un'altra
forma estremamente formale, al pari di watakushi e
in disuso. Anche anata sempre formale ma meno
di otaku. Kimi la forma informale standard, mentre
omae e anta sono ancora pi colloquiali. Inoltre, ancora pi in basso, vi sono le forme temee e kisama,
che sono considerati dei veri e propri insulti (come
per dire: Tu, bastardo!"). Kisama pi oensivo
di temee.
I pronomi di terza persona sono quelli che hanno
meno forme. Le forme esistenti sono kare e kanojo, il cui grado di formalit/informalit neutro. A
questi per vi sono da aggiungere altre due forme,
molto informali, aitsu e yatsu.
Lo stesso, con l'aggiunta del susso -tachi, vale per le
forme plurali.
3.1.2 Verbi
Il verbo giapponese presenta una coniugazione che permette di distinguere il modo e il tempo dell'azione (presente o passato), ma non la persona. La coniugazione segue le regole proprie delle lingue agglutinanti: i sussi si
uniscono alla radice del verbo senza fondersi e contengono ciascuno un'unica informazione semantica. La vocale
radicale dei verbi pu mantenersi invariata in tutta la coniugazione (verbi ichi-dan o ad una uscita) oppure variare
a seconda del susso a cui collegata (verbi go-dan o a
cinque uscite). Sono ichi-dan i verbi che alla forma non
caratterizzata (corrispondente spesso all'indicativo presente italiano) escono in -eru o -iru (la vocale radicale
evidenziata in grassetto):

3.1

Parti del discorso

Esempio: taberu, mangiare


tabe: davanti a tutti i sussi (tranne ba);
taberu: forma non caratterizzata;
tabere: usata anche davanti al susso ba;
tabero: forma imperativa
Sono go-dan tutti gli altri verbi:
Esempio: kaku, scrivere
kaka: davanti ai sussi nai, reru, seru;
kaki: davanti al susso masu, tai;
kai: davanti ai sussi ta, tara, tari, te;
kaku: forma non caratterizzata;
kake: forma imperativa; usata anche davanti al
susso ba e ru;
kako: utilizzata solo per l'esortativo Kak
Elenchiamo di seguito i sussi pi comuni:

3
Le forme dubitative di da e masu (rispettivamente dar e
mash) sono frequentemente usate, la prima per esprimere l'incertezza nel futuro (viene posposta alla forma non
caratterizzata dei verbi: taberu dar, forse manger), la
seconda per esprimere un'esortazione gentile (tabemash,
mangiamo).
3.1.3 Aggettivi
Gli aggettivi giapponesi possono essere utilizzati come
attributi o predicati nominali. Si osservi l'esempio con
l'aggettivo samui (freddo):
samui tokoro: un luogo che freddo > un luogo
freddo;
samukatta tokoro: un luogo che era freddo;
ky wa samui: oggi freddo;
kin wa samukatta: ieri era freddo.
In tutti i casi si pu immaginare che il verbo essere sia incluso nell'aggettivo che termina in-i, unico tipo di aggettivo che subisce vere e proprie variazioni
morfologiche.

Altri aggettivi si legano al nome che modicano tramite il gancio na. Sono chiamati anche aggettivi impropri o
ta: passato (corrispondente a tutte le forme passate
nomi aggettivali.
dei verbi italiani);
Gli aggettivi in -i hanno una coniugazione a s stante,
te: gerundio, sospensivo (usato in proposizioni mentre i secondi utilizzano la coniugazione della copucoordinate), imperativo gentile;
la da (tranne che nella forma attributiva non determinata, che esce appunto in na). Riportiamo in tabella le due
nai: negativo;
coniugazioni:
tai: uno dei modi per indicare la volont di L'ausiliare negativo nai, gi incontrato con i verbi, si cocompiere un'azione;
niuga come un normale aggettivo in i. Per questo motivo, la coniugazione completa di un verbo, che commasu: forma gentile;
prende anche tutte le forme gentili e tutte le forme negative, sviluppata utilizzando anche alcune forme della
ba: condizionale (usato nel periodo ipotetico);
coniugazione dell'aggettivo (evidenziate in grassetto):
reru (rareru per i verbi ichi-dan): passivo;

ru (rareru per i verbi ichi-dan): potenziale (posso 3.1.4 Avverbi


mangiare, posso scrivere);
Gli avverbi giapponesi si formano per lo pi dagli aggetti seru (saseru per i verbi ichi-dan): causativo (faccio vi, cambiando la desinenza da i in ku (per i veri aggettivi)
mangiare, faccio scrivere).
e da na in ni (per gli aggettivi impropri):
Il susso nai si coniuga come un aggettivo, mentre il
susso reru, ru e seru si coniugano come normali verbi
ichi-dan.

ureshii, felice > ureshiku, felicemente;


shizuka na, tranquillo > shizuka ni, tranquillamente.

In tabella diamo la coniugazione completa di due verbi Altri avverbi sono indipendenti dagli aggettivi, e la loichi-dan e di nove verbi go-dan (si presti attenzione alle ro forma pu variare (zenbu, completamente; ima, ora,
modiche eufoniche, evidenziate dal grassetto):
ecc.). Frequenti sono le forme avverbiali raddoppiate,
Diamo anche la coniugazione di suru (fare) e kuru (veni- spesso con curiosi eetti onomatopeici (tabitabi, a volre), gli unici due verbi irregolari giapponesi, della copula te; pikapika, in modo scintillante; nikoniko, con il sorriso;
da (contrazione di dearu) e del susso masu:
ecc.)

3 GRAMMATICA

3.1.5

Particelle

Le particelle giapponesi svolgono diverse funzioni


all'interno della frase:
Determinano il caso del sostantivo a cui sono poste
(particelle di caso);
Servono ad enfatizzare particolari elementi della
frase (particelle enfatiche);
Poste alla ne del periodo, ne caratterizzano
l'intonazione complessiva (particelle nali).
Particelle di caso In giapponese il caso dei sostantivi
sempre espresso attraverso la posposizione di particelle.
Alcune di queste particelle (per lo pi quelle per il soggetto, il complemento oggetto e il complemento di termine)
vengono talvolta tralasciate nel linguaggio colloquiale. Le
particelle di caso sono nove: ga, o(a volte scritto come wo),
no, ni, e, de, kara, made, yori. Di seguito elenchiamo le
loro funzioni principali.
Ga: scritto con il kana indica il soggetto (tenki
ga yoi, il tempo bello). Si noti che alle volte
il soggetto giapponese non coincide con quello italiano: in presenza di un verbo alla forma potenziale,
ad esempio, ga pu individuare il complemento oggetto italiano (Nihongo ga hanaseru, sa parlare il
giapponese).
O: si scrive con il kana (propriamente wo) e
indica il complemento oggetto (Ringo o tabemasu, mangio una mela). A volte si usa per il
complemento di moto per luogo (mori o arukimasu,
cammino nel bosco).
No: si scrive con il kana e indica il complemento
di specicazione (Kyko no hon,il libro di Kyko
). usato di frequente per indicare una relazione di
dipendenza tra due sostantivi, anche quando in italiano si utilizza un complemento dierente da quello
di specicazione (go-kai no apto,l'appartamento
al quinto piano).

in sostituzione di ni per esprimere avvicinamento (ie


e ikimasu, vado verso casa). A volte si usa in
composizione con no (Tky e no densha, *"il treno
di verso Tky" > il treno diretto a Tky").
De: si scrive con il kana e indica il complemento
di mezzo (enpitsu de kakimasu,scrivo a matita) e
il complemento di stato in luogo con i verbi di azione
(daigaku de benky shimasu,studio all'universit").
To: si scrive con il kana e indica il complemento
di compagnia (Aiko to asondeimasu,gioco con Aiko), funge da congiunzione (inu to neko o mimashita,ho visto un cane e un gatto), usato in modo simile alla congiunzione che o alla preposizione
di italiane quando introducono il discorso indiretto
(kare wa Aiko ga kuroi neko o mita to iimasu, lui
ha detto che Aiko ha visto un gatto nero).
Kara: si scrive con i kana e indica il
complemento di moto da luogo (Tky kara shppatsu shimasu, parto da Tky"). Con i verbi alla forma passiva pu indicare il complemento di
agente.
Made: si scrive con i kana e signica no a.
In composizione con kara pu indicare un intervallo
temporale (jugy ga 11-ji kara 12-ji made desu,la
lezione dalle 11 alle 12).
Yori: si scrive con i kana e signica da parte
di ed di uso molto limitato. Si utilizza nelle lettere
per indicare il mittente (Suzuki Tar yori,da parte
di Tar Suzuki). Si utilizza inoltre per specicare
il secondo termine in un paragone (hana yori dango]], i ragazzi sono meglio dei ori), pi facile
da ricordare se tradotto come piuttosto che.

Particelle enfatiche Alcune particelle, dette enfatiche


non sono utilizzate per indicare il caso, ma piuttosto per
focalizzare l'attenzione su qualche elemento della frase.
Esse si presentano in sostituzione di ga e o oppure in aggiunta alle altre particelle di caso. Le pi importanti sono
Ni: si scrive con il kana e indica il complemento
wa e mo, descritte di seguito.
di termine (Tanaka-san ni tegami o kakimasu,scrivo una lettera al signor Tanaka), il complemento
Wa: si scrive con il kana (propriamente ha) e
di moto a luogo (ie ni kaerimasu, torno a casa)
indica il tema della frase, ossia all'elemento che
e con i verbi di stato anche il complemento di starisponde alla domanda implicita da cui scaturisce
to in luogo (ie ni imasu, sono in casa). Con i
il messaggio espresso nella frase. Spesso il tema
verbi alla forma passiva o causativa pu indicare il
coincide con il soggetto, ma non sempre cos. Si
reale soggetto dell'azione, che in italiano espresconfrontino i due esempi:
so rispettivamente dal complemento di agente e dal
complemento di termine.
Neko wa niwa ni imasu: il gatto in giardi E: si scrive con il kana (propriamente he) e indica
no(domanda implicita: Dov' il gatto?, tema:
il complemento di moto a luogo e pu essere usata
Il gatto);

3.2

Sintassi

Niwa ni wa neko ga imasu: in giardino c'


un gatto(domanda implicita: Che cosa c' in
giardino?, tema: Il giardino).

consentita una certa elasticit nella successione dei


complementi, ma il tema si trova sempre in prima posizione e il verbo sempre alla ne. Inoltre, tutto ci che ha la
funzione di specicare precede rigorosamente l'elemento
Mo: si scrive con il kana e signica anche (wa- a cui riferito (gli attributi e i complementi di specicatashi mo ikimasu, vado anch'io) oppure sia, se zione precedono i nomi, gli avverbi precedono i verbi, le
raddoppiato (Yukiko-chan ni mo Satoshi-kun ni mo proposizioni subordinate precedono la principale). Quedenwa shimashita, ho telefonato sia a Yukiko sia sti vincoli fanno s che la disposizione delle parole in un
a Satoshi).
periodo giapponese sia spesso l'opposto di quella italiana:
Particelle nali Soprattutto nel linguaggio parlato, si
tende a sottolineare l'intonazione di un periodo aggiungendo una o pi particelle nali. La scelta di queste particelle dipende dal sesso di chi parla e dall'intento espressivo che si vuole ottenere. Ricordiamo di seguito le pi
importanti.
Ka: si scrive con il kana e indica una domanda,
e si usa soprattutto nel linguaggio cortese o formale
(nan desu ka, che cos'?"). Nel linguaggio informale pu essere sostituita da kai (maschile) o da no
(femminile), oppure essere del tutto assente. Alla ne delle domande non necessario mettere il punto
interrogativo visto che la particella fa gi il suo
lavoro, ma comunque lo si vede spesso.

Ky wa Tky no tomodachi ni nagai tegami o


kakimasu, oggi scrivo una lunga lettera a un
amico di Tky" (lett.: Oggi-(tema)-Tky-diamico-a-lunga-lettera-(oggetto)-scrivo);
Ame ga futte iru kara, dekakemasen, non
esco perch piove(lett.: pioggia-(soggetto)cadendo sta-poich-non esco)
In giapponese, tutto ci che superuo viene solitamente
tralasciato. Il soggetto, per esempio, viene espresso soltanto nei casi in cui la sua mancanza renderebbe il messaggio incomprensibile. Questa caratteristica, unita alla
tendenza a mettere in risalto ci che secondario, fa s
che l'espressione del pensiero in giapponese risulti generalmente pi sfumata e ambigua di quanto non avvenga
in italiano.

Ne: si scrive con il kana e indica una richiesta di


conferma nei confronti di chi ascolta (atsui ne, fa
caldo, eh?"). Nel linguaggio colloquiale pu essere
enfatizzata e assumere la forma allungata n.
3.2.1 Modelli di proposizioni

Yo: si scrive con il kana e sottolinea che si trat- Frase copulativa: utilizza la copula da(colloquiale) /
ta dell'opinione di chi parla (kawaii yo, "(per me) desu(formale) che pu essere tradotta come essere.
carino!"). Nel linguaggio femminile, provoca spesso
la caduta dell'eventuale da che lo precede. Pu esse Aermativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicare usata in combinazione con ne (samui yo ne, fa
to] + da / desu.
freddo, eh!?").
Wa: propria del linguaggio femminile, indica una
leggera esclamazione o un coinvolgimento da parte di chi parla (tsukareta wa, come sono stanca
). Si scrive con il kana e non va confusa con la
particella enfatica wa .
Zo: utilizzata specialmente dai maschi, si scrive con
il kana e conferisce alla frase un tono di avvertimento o anche di minaccia (kore de sumanai zo!,
non nisce qui!").

3.2

Sintassi

La struttura della frase giapponese obbedisce al seguente


schema generale:
[Tema] + wa + [soggetto] + ga + [complementi + particelle di caso] + [complemento di termine] + ni + [complemento oggetto] + o +
[predicato] + [particelle nali]

Watashi wa gakusei da, Io sono uno studente(colloquiale); Maria-san wa itariajin desu,


Maria italiana(formale).
Negativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato]
+ janai / ja arimasen /
dewa nai / () de(wa)
arimasen.
Watashi wa sensei janai, Io non sono un professore(colloquiale); Maria-san wa nihonjin dewa
arimasen, Maria non giapponese(formale).
Interrogativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + desu ka / de(wa)
arimasen ka (Il punto interrogativo opzionale).
Anata wa gakusei desu ka?, Tu sei uno studente?; Maria-san wa itariajin desu ka?, Maria
italiana?.

SISTEMA DI SCRITTURA

Frase esistenziale: utilizza i verbi imasu e arimasu (es Shinbun o kai ni deta: Sono uscito a comprare il giorserci, esistere), il primo per gli esseri animati, il secondo
nale, (Shinbun o: giornale [complemento oggetto],
per quelli inanimati. Essi sono di solito scritti solo in kakai: comprare, ni: particella usata in questo caso per
na, rispettivamente e , ma anche se
formare la subordinata nale, deta: essere uscito).
raramente possibile vederli scritti come e
Proposizione relativa: a dierenza delle lingue indoeu.
ropee che fanno frequente uso di pronomi relativi, il giap Aermativa: [Soggetto] + wa / ga + imasu / ponese non ne fa uso e la proposizione relativa precede
immediatamente il sostantivo al quale si riferisce, la fun arimasu.
zione logica che dovrebbe essere ricoperta dal pronome
relativo spesso deducibile dal contesto:
Isu ga arimasu, C' una sedia; Sensei ga imasu,
C' il professore.
Kin anata ga mita neko wa kuroi desu: Il gatto che
hai visto ieri nero,(kin: ieri, anata ga: tu [soggetto
Negativa: [Soggetto] + wa / ga + imasen
della relativa], mita: aver visto, neko wa: gatto [tema
/ arimasen.
della frase principale], kuroi: nero, desu: , in questo
caso nella funzione di ausiliare di cortesia).
Isu wa arimasen, Non ci sono sedie; Sensei wa
Uchi ni kaeru densha ga nai: Non c' un treno con
imasen, Non ci sono professori.
cui tornare a casa, (uchi ni: a casa, kaeru: ritornare, densha ga: treno [soggetto della proposizione
Interrogativa: [Soggetto] + wa / ga + imaprincipale], nai: non c').
su ka / arimasu ka /
imasen ka / arimasen ka.
Isu wa arimasu ka?, Ci sono sedie?; Sensei ga
imasen ka?, Non c' il professore?.
3.2.2

Modelli di periodo

Watashi ga kita machi wa Tky desu: La citt dalla


quale sono venuto Tokyo, (watashi ga: io [soggetto
della relativa], kita: essere venuto, machi wa: citt
[tema della principale], Tky: Tokyo, desu: ).

4 Sistema di scrittura

Periodo causale: costituito da una proposizione


principale e da una proposizione subordinata causale.
Il sistema di scrittura giapponese si basa sui due kana
(hiragana e katakana), alfabeti sillabici creati secondo
Forma normale: [Subordinata] + () (no la tradizione intorno al IX secolo dal monaco buddhista
da) kara / no de + [Principale] + () (no giapponese Kkai (Kb Daishi), e sui kanji (caratteri di
desu).
origine cinese), i sinogrammi.
I primi due alfabeti sono composti ciascuno da 45 sillabe
(che comprendono le vocali) e da una consonante, la N.
Oltre a questi suoni seion, puri, ci sono 20 suoni dakuon o
impuri (ottenuti dalla nigorizzazione, ovvero dall'aggiunta
Forma invertita: [Principale] + ( ) (no de- di due trattini chiamati nigori a destra dei caratteri, che
su). [Subordinata] kara desu / sonorizza le consonanti), 5 suoni handakuon o semipuri
(con un cerchietto, maru, a destra dei caratteri) e 36 suoni
no desu.
yon o contratti, derivati dalla combinazione di alcuni dei
precedenti.
Kh o nomimasen. Suki dewa nai no desu, Non
bevo ca. Il fatto che non mi piace.
Kh ga suki dewa nai kara, nomimasen, Poich
non mi piace il ca, non lo bevo.

Proposizione nale: quella che in italiano una


proposizione nale si traduce in giapponese con una proposizione seguita dal termine tame ni o semplicemente ni qualora il verbo della reggente sia un verbo
di movimento.

4.1

Kana

Lo hiragana impiegato specialmente per i pressi, i sufssi, le particelle (o posposizioni) parti grammaticali
giapponesi che non si rappresentano con i kanji. Viene
usato inoltre per trascrivere la pronuncia dei kanji (prendendo il nome di furigana), sia per motivi didattici (nel
Aiko ni hanasu tame ni denwa shita: Ho telefona- caso di kanji rari) sia per scrivere sul computer (ogni
to per parlare con Aiko, (Aiko ni: ad Aiko, hanasu: ideogramma scritto inizialmente come sequenza di separlare, tame ni: per, indica la nale, denwa shita: gni hiragana e poi sostituito da uno dei kanji che hanno
aver telefonato).
quella pronuncia).

4.3

Traslitterazione o rmaji

Il katakana, in alcuni casi simile allo hiragana, ma pi


rigido e squadrato, attualmente impiegato soprattutto
per trascrivere le parole di origine straniera (adattate
naturalmente alla fonotassi giapponese: non tutti i suoni stranieri sono infatti presenti nell'alfabeto katakana,
per esempio a causa del rotacismo). Inoltre pu essere
usato quando si vuol dare una maggior enfasi a determinati termini giapponesi all'interno di un testo. Fra i giovani sempre pi diuso l'uso dei katakana per scrivere sostantivi giapponesi dai kanji troppo dicili o antiquati. Vengono inne usati per la scrittura delle voci
onomatopeiche.

7
importato anche la loro pronuncia, detta on, modicata
secondo la propria fonetica, specialmente per le parole
composte, data la brevit di tali pronunce (la lingua cinese scritta di epoca classica era di fatto quasi totalmente
monosillabica).
Esempio: la parola yasumi () signica riposo, vacanza, e il kanji composto dal radicale di persona
() e da albero(), il secondo carattere () la
sillaba mi in hiragana.

4.3 Traslitterazione o rmaji

Per molti aspetti l'uso del katakana rispetto allo hiragana


ha funzioni analoghe a quello del corsivo latino rispetto al Il rmaji (lett. Segni di Roma) il sistema di traslittondo.
terazione dal giapponese ai caratteri latini. Ci sono pi
I tre sistemi di scrittura hiragana, katakana e kanji ven- tipologie di rmaji: i pi usati sono il sistema Hepburn
gono utilizzati contemporaneamente nello stesso testo: i e il sistema Kunrei. Qui viene usato il sistema Hepburn,
kanji per le radici della maggior parte dei verbi, degli ag- che si dierenzia dal Kunrei solo per qualche sillaba e
gettivi, dei pronomi, dei sostantivi e dei nomi propri giap- per la scrittura dei suoni contratti. Il primo si avvicina di
ponesi; lo hiragana per sussi, desinenze, ausiliari e po- pi alla pronuncia; il secondo pi schematico (dove lo
sposizioni, ma pu essere usato anche in sostituzione dei Hepburn scrive ta, chi, tsu, te, to, il Kunrei scrive ta, ti, tu,
kanji, soprattutto nel caso di testi informali o destinati ai te, to). Attenzione: i giapponesi non usano mai il rmabambini che ancora non hanno imparato molti dei kanji; ji per scrivere (anche se da tempo si diuso il modo di
il katakana invece utilizzato per scrivere le onomato- scrivere orizzontale sinistra-destra, alto-basso, occidentapee, le parole straniere e in certi casi le parole alle quali le, al posto del classicoe naturalmente tuttora imsi desidera dare particolare rilievo all'interno di una frase. piegato sistema di scrittura verticale alto-basso, destraPer esempio si considerino i diversi modi in cui la frase sinistra). Il rmaji comunque insegnato nelle scuole perWatashi wa Mirano e ikimasu(Io vado a Milano) pu ch attraverso la sillabazione in caratteri romani si possono scrivere i testi in giapponese su apparecchi elettronici
essere scritta:
(computer, telefoni, ecc.).

Il pronome personale watashi (io) e la radice i del verbo iku (andare) possono essere scritti sia con i rispettivi
kanji (: watashi, : i) che con il loro equivalente hiragana (watashi: , i: ) come nel secondo esempio perch sono rispettivamente un pronome e una radice
verbale. La parola Mirano (Milano) va scritta in katakana in quanto parola straniera: ; mentre per scrivere la posposizione e (), la desinenza verbale ki ()
e l'ausiliare di cortesia masu () si utilizza sempre e
comunque lo hiragana.

4.2

4.4 Convenzioni ortograche


Solo 3 particelle hanno una pronuncia irregolare: (ha)
che si pronuncia wa, (wo) che si pronuncia o e (he)
che si pronuncia e. Queste letture irregolari si applicano
solo quando il fonema usato come particella. Nel caso
di ci sono anche altre poche eccezioni dovute a rimanenze arcaiche della particella d'argomento in parole ormai indipendenti, per esempio (dewa
arimasen,non ") o (konnichiwa,buongiorno). La sillaba esclusivamente particella e non
compare in nessuna altra parola giapponese.

Kanji
4.5 Scrivere senza spazi

I kanji (lett. Caratteri della Cina, da kan = Cina) sono propriamente caratteri di origine cinese. Sono pi di
50,000, ma quelli considerati di uso comune, gli shinjitai,
sono solo 2238.* [4] I kanji sono formati da uno dei 214
radicali e da altri elementi riconducibili ad altri kanji. I
radicali, a loro volta, sono dei kanji a s che solitamente
non hanno molti tratti. importante riconoscere i radicali
perch aiutano nella comprensione dei kanji: infatti questi hanno un signicato preciso e varie pronunce (di solito
da una a tre) a seconda della loro posizione nelle parole. Adottando gli ideogrammi cinesi, i giapponesi hanno

Gli spazi nella lingua giapponese sono una introduzione


piuttosto recente ad uso dei bambini e di coloro che devono apprendere la lingua iniziando dagli alfabeti sillabici. A volte la divisione fra parola e parola si basa su
metodi meramente convenzionali (alcuni legano le particelle ai nomi che li precedono, altri no, stesso discorso
per la desinenza -masu dei verbi nella forma di cortesia).
In realt l'alternanza di kanji e hiragana fa s che ci sia
un'alternanza delle parti del discorso pienamente distinguibile. Dopo ogni sostantivo (scritto in kanji) segue una

8 BIBLIOGRAFIA

particella in hiragana; anche verbi e aggettivi hanno una


prima parte in kanji e una desinenza in hiragana. Conoscendo questa struttura diventa semplice delimitare una
parola dall'altra.

Altre particolarit della lingua


giapponese

[1] CIA - The World Factbook -- Field Listing :: Languages, Central Intelligence Agency. URL consultato il 17
febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio
2010).
[2] Lewis, Paul M. (ed), Languages of Palau, SIL International, 2009. URL consultato il 17 febbraio 2010 (archiviato
dall'url originale il 17 febbraio 2010).
[3] Vedi bibliograa nella voce di dettaglio

Grande quantit di omofoni;


Gran numero di voci onomatopeiche;
Uso dei classicatori, unit di misura che cambiano
a seconda dell'oggetto della conta;
Numero enorme di prestiti linguistici, la maggior parte derivati dal cinese, pi recentemente
dall'inglese americano;
Grande ricchezza e variet di parole con sfumature di signicato diverse (dovuto appunto
all'importazione massiccia di parole anche da altre
lingue straniere);
Sostantivi, verbi e aggettivi non distinguono tra
genere, numero e persona;
Conne sfumato tra verbi e aggettivi;
Suddivisione delle voci verbali per basi;
Coniugazione positiva e negativa di tutte le forme
verbali e aggettivali;
Divisione della lingua in livelli di cortesia, specialmente per i verbi, e di conseguenza gran numero di
sussi e di pressi di genere onorico;
Indicatore del tema o argomento della frase;

7 Note

[4] I nuovi caratteri sono dati dalla somma dei 1945 jy kanji
e dei 293 jinmeiy kanji usati per i nomi propri. Ad essere
ormai desueti sono i circa 45,000 kyjitai.

8 Bibliograa
Claude Lvi-Strauss " Lezioni giapponesi, Soveria
Mannelli, Rubbettino Editore, 2010.
Paolo Calvetti (1999)Introduzione alla storia della
lingua giapponeseIstituto Universitario OrientaleDipartimento di Studi Asiatici
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue
(2007) Corso di Lingua Giapponesevol. 1.
Hoepli. ISBN 978-88-203-3663-9
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue
(2007) Corso di Lingua Giapponesevol. 2.
Hoepli. ISBN 978-88-203-3664-6
Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue
(2008) Corso di Lingua Giapponesevol. 3.
Hoepli. ISBN 978-88-203-3665-3
Matilde Mastrangelo, Naoko Ozawa, Mariko Saito
(2006) Grammatica Giapponese. Hoepli ISBN
88-203-3616-2
Kubota Yoko (1989). Grammatica di giapponese moderno. Libreria Editrice Cafoscarina. ISBN
88-85613-26-8

Soggetto quasi sempre sottinteso.

Mariko Saito (2001). Corso di lingua giapponese per


italiani 1. Bulzoni. ISBN 88-8319-387-3

Si scrive dall'alto verso il basso ordinando le righe


da destra verso sinistra, ma si pu scrivere anche
all'occidentale.

Mariko Saito (2003). Corso di lingua giapponese per


italiani 2. Bulzoni. ISBN 88-8319-853-0

Premi Nobel per la letteratura di


lingua giapponese
Yasunari Kawabata (1968,
Kenzaburo Oe (1994,

Giappone)
Giappone)

Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1991). A dictionary of basic Japanese grammar. Japan Publications
Trading Co. ISBN 4-7890-0454-6
Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1995). A dictionary of intermediate Japanese grammar. Japan
Publications Trading Co. ISBN 4-7890-0775-8
Andrew Nelson, a cura di John Haig (1996). The
New Nelson Japanese-English Character Dictionary.
Tuttle Publishing. ISBN 0-8048-2036-8

9
Mark Spahn, Wolfgang Hadamitzky (1996). The
Kanji Dictionary. Tuttle Publishing. ISBN 0-80482058-9

Wikibooks contiene testi o manuali su


giapponese

Dizionario Shogakukan Italiano-Giapponese. Shogakukan. ISBN 4-09-515402-0. (1999)

Wikimedia Commons contiene immagini o


altri le su giapponese

Dizionario Shogakukan Giapponese-Italiano. Shogakukan. ISBN 4-09-515451-9. (1994)

Wikivoyage contiene informazioni turistiche su


giapponese

Remebering the kanji, James W. Heisig (imparare


i kanji in modo facile e veloce) non disponibile in
italiano (traduzione in corso).
Kana Un libro di esercizio (PDF)

Voci correlate
Ju-on
JLPT
Makura kotoba

11 Collegamenti esterni
Il Giapponese Lezioni online e strumenti per lo
studio della lingua giapponese.
Imparare il giapponese Contiene lezioni sulla grammatica giapponese e sui kanji, materiale di studio e
informazioni sulla lingua giapponese.
Lezioni di giapponese online, all'interno del sito
Bandiere del Giappone. Il sito contiene anche lezioni
sui kanji.
YYNIHONGO.JP

Letteratura giapponese

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Lingua giapponese tardoantica

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giapponese

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Politica linguistica nel Giappone moderno

Sushi Test, per vericare la conoscenza base della


lingua mediante un divertente test che assegna i voti
tramite varie tipologie di sushi.

Radicali (giapponese) dei kanji

Guida ai Jy kanji

Scuola Giapponese di Milano

(JA) Un dizionario giapponese in linea

Origini della lingua giapponese

Scuola Giapponese di Roma


Sussi onorici giapponesi

10

Altri progetti

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(EN) Kanji Alive, una risorsa per lo studio dei kanji,
disponibile in linea.
(EN) The Monash Nihongo ftp Archive, un interessante sito molto ricco di collegamenti a risorse utili
per chi studia il giapponese.
(EN) Rikai Digitando l'indirizzo di una pagina web
in giapponese, la apre aggiungendo dei tooltip di
spiegazione per i kanji.

Wikibooks contiene testi o manuali su


giapponese

Wikimedia Commons contiene immagini o


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Wikivoyage contiene informazioni turistiche su


giapponese

(EN) JWPce Programma gratuito di scrittura


giapponese.

Wikipedia ha un'edizione in lingua giappone-

Lingua giapponese in Tesauro del Nuovo soggettario, BNCF, marzo 2013.

(EN) Dizionario giapponese in linea.


(EN) Dizionario in linea.
(EN) Japanese Course

se

10

12 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

12
12.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Lingua giapponese Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_giapponese?oldid=72497264 Contributori: Frieda, Twice25, Crumbs, Hashar, Suisui, Carlo.Ierna, Gac, Hellis, Marcok, Pasquale, M7, DanGarb, Hamed, Tonii, Hill, Alobot, Civv, TierrayLibertad, Panairjdde,
ZeroBot, Smagol, Shikai shaw, Miku, Luki-Bot, Moroboshi, Yupa, Alec, YurikBot, Lohe, Miseria, Yoggysot, FlaBot, SunBot, CruccoBot,
Al Pereira, Bukkia, Eskimbot, Ft1, Dzag, SimoneMLK, Chlewbot, Rago, Mario1952, Rojelio, Nick Glass, Bultro, Amarvudol, Jethro85,
Sannita, Sailko, Ilafra, SashatoBot, Marralph, PertBot, Luckyz, Torsolo, Bella Situazione, SephirothSZ, PersOnLine, , LiljaBot, Goroppon, Oscar58, AttoRenato, Thijs!bot, .jhc., Jk3000, Escarbot, Filbot, Mariposablu, Wanjan, Beren023, .anaconda, Fa', .anacondabot, Olando, JAnDbot, TekBot, MalafayaBot, Hrundi V. Bakshi, Panapp, BetBot~itwiki, Rob-ot, Barbaking, MelancholieBot, Andie, Princess Ai,
Balabiot, Snow Blizzard, Rei-bot, Plink, Rikwiki, Alkalin, TXiKiBoT, Aibot, VolkovBot, LukeWiller, BetaBot, Abbot, Idioma-bot, Olandobot, Synthebot, Wisbot, Shigeta Hisanobu, BotMultichill, Gerakibot, SieBot, Elkelon, HarryPotter87, Hagakure1985, MaiDireChiara,
Wido, Phantomas, ElpJo84, Rei Momo, Glottografo, Buggia, DragonBot, Enghel, Dr Zimbu, Estirabot, Farfallinablu, No2, Topowiki, Ticket 2010081310004741, MaEr, Mike.lifeguard, FixBot, RobotQuistnix, SilvonenBot, Japan 4ever, Geon79, Hoshi, CarsracBot, Xinstalker,
NjardarBot, Cippirimerlo, Alpha Centaury, Demart81, BattLo, RamboT, Luckas-bot, Omino di carta, FrescoBot, MapiVanPelt, Menelik,
Jotterbot, Grazianoleni, AttoBot, Dbrn84, Dexter High, DaniDF1995, Signora con l'ombrello, Obersachsebot, Xqbot, Socho-sama, Euphydryas, GhalyBot, Hinadori, Robertogilli, Namek, MauritsBot, RCantoroBot, Arkyos, SynConlanger, Frigotoni, TobeBot, Riccardo.fabris,
DixonDBot, TjBot, Alph Bot, Leledes92, Mauro Tozzi, EmausBot, SteGrifo27, ZroBot, HRoestBot, JackieBot, Taueres, Antonio1952,
ChuispastonBot, WikitanvirBot, Mjbmrbot, Yackyack, Rezabot, MerlIwBot, AvicBot, Atarubot, Reo-chan, HiW-Bot, Pil56-bot, Botcrux,
Legobot, Sasino97, AlessioBot, Addbot, Betau, Euparkeria, Club2birre, Euphrykutas e Anonimo: 136

12.2

Immagini

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12.3

Licenza dell'opera

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